Web Quest. mappa semantica

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Web Quest. mappa semantica"

Transcript

1 Path dependence mappa semantica Web Quest Federica Cumitini Facoltà del Design. Politecnico di MIlano A.A. 2008/2009. Metodi di Ricerca per il Design. S.Maffei

2 Path dependence mappa semantica Ricostruisci una mappa semantica del termine path dependence indicando genealogia, autori di riferimento, teorie e parole chiave connesse.

3 Path dependence mappa semantica interdipendente da 5 fattori: 1. learning by use 2. learning by doing 3. complementarietà tecnologica 4. increasing returns 5. network esternalities determina lo sviluppo di una tecnologia tema/teoria controversa: esistono 2 diverse posizioni Brian Arthur seguito poi da Paul David PATH DEPENDENCE = dipendenza dal percorso, dipendenza dalla storia S. Liebowitz e S.Margolis seguiti poi da Williamson tecnologia scena in cui sono fondamentali le relazioni e le interazioni tra gli attori che prendono parte al processo unitamente al sistema delle scelte PATH INDIPENDENT PAST DEPENDENCE situatività path dependence lock.in history matters feedback positivi costi di switching rendimenti crescenti technical interelatedness

4 Path dependence definizione Prima di iniziare la ricerca per questo WebQuest non mi era mai capitato di incontrate il termine Path dependence; il tutto può risultare strano, ma una volta scoperto quello che significava mi sono resa conto che ogni volta che ho progettato qualcosa non ho fatto altro che essere inconsciamente influenza dall andamento della storia...quindi dalla path dependence. A questo proposito propongo una serie di citazioni e definizioni di quello che è la path dependence, la sua origine e i continui scontri che ci sono riguardo questo controverso concetto. La path dependence letteralmente significa dipendenza dalla storia o meglio dipendenza dal percorso, ciò significa quindi che quel che è successo nel passato influenza in maniera significativa le possibilità di cambiamento attuali, quindi le scelte possibili dipendono dalle scelte compiute prima da altre persone. Praticamente, quando una tecnologia o uno standard (come la disposizione QUERTY dei tasti di una macchina da scrivere e oggi di un qualsiasi computer) si diffonde largamente, può risultare difficile che se ne affermi in seguito una nuova e diversa. Questo perchè gli utenti potrebbero restare ingabbiati, "chiusi dentro" (locked-in) nella scelta precedente anche se si offrono loro delle alternative potenzialmente superiori; questo concetto è stato formulato da Brian Arthur, uno studioso delle scienze della complessita, che lo ha illustrato e provato in termini matematici osservando le dinamiche di particolari processi detti a "rendimenti crescenti" e a "feed-back positivo". Alcune delle implicazioni economiche di maggiore rilievo degli studi di Arthur sono state sviluppate in seguito dallo storico dell'economia Paul David e hanno preso il nome di "teoria della dipendenza dal percorso", argomento che rimane ancora controverso. le due posizioni contrastanti: da un lato troviamo B. Arthur, seguito poi da P. David e dall altro, Stan Liebowitz e Stephen Margolis seguiti poi da Williamson.

5 Path dependence definizione B. ARTHUR & P.DAVID S. LIEBOWITZ-S. MARGOLIS & WILLIAMSON David intuì di poter usare le basi matematiche dei lavori di Arthur per affermare che la storia degli avvenimenti passati non era soltanto un argomento di interesse culturale, ma contribuiva a determinare gli stati di equilibrio economico, condizionando le scelte degli attori, infatti, riprendendo per un attimo la storia della tastiera QUERTY, possiamo vedere come sia evidente la teoria sostenuta da David; è possibile notare, come le decisioni originarie sulla disposizione dei tasti delle prime macchine da scrivere meccaniche abbiano potuto influenzare il modo in cui ancora oggi si scrive al personal computer, nonostante siano state proposte delle alternative migliori, ma il costo collettivo del passaggio ad un diverso tipo di tastiera sarebbe stato troppo elevato ed è per questo motivo che siamo dunque rimasti "ancorati" a questa scelta inef-ficiente, dipendente dagli accidenti della storia passata. La storia di P. David, però, risultò falsa, o almeno incompleta e fuorviante secondo i due economisti della North Carolina State University; non è vero, infatti, che QWERTY sia notevolmente inferiore a Dvorak e ad altre disposizioni alternative, non è vero che il sistema sia rimasto "bloccato" su uno standard inefficiente, determinato dagli "accidenti della storia", ma QWERTY è sopravvissuta fino ad oggi perchè era ed è appunto degli "accidenti della storia". Inoltre, Williamson, pur non negando del tutto la validita del concetto di path dependence, ne ridimensiona l'importanza e sostiene invece che la logica prevalente per l'affermazione delle innovazioni resta sempre quella del "cost economizing", anche se non è possibile disconoscere che "la storia è importante" (history matters). Questo non significa che la storia sia l'unica determinante delle scelte degli attori, ma anche l intenzionalità e l attitudine a minimizzare i costi.

6 Path dependence definizione l concetto di path dependence possiamo dire sia strettamente legato anche al concetto di innovazione e più in particolare di sviluppo di una tecnologia per cui B. Arthur (autore trovato prima appunto per la definizione della prima teoria di path dependence) indica cinque fattori che ne determinano il percorso: 1. learning by use: più una tecnologia è diffusa, più si impara ad utilizzarla e allo stesso tempo, più è utilizzabile, più diviene efficace e performante; 2. learning by doing: la circolarità del processo produzione-diffusione influenza la scelta tecnologica; 3. complementarietà tecnologiche: l affermazione di una tecnologia è permessa o rafforzata dalla compresenza di tecnologie complementari che completano/interagiscono tra loro; 4. increasing returns: la circolazione dell informazione favorisce un estensione sulla diffusione della tecnologia; 5. network esternalities: quando si ha un aumento di utilità in rapporto alla crescita della rete di adozione di una determinata tecnologia (status di standard di facto).

7 Path dependence definizione Possiamo quindi dire che la differenza tra path dependence e past dependence è l irreversibilità dal momento che nella past dependence soltanto i fattori storici entrano in gioco, mentre nell path dependence gli History matters entrano in gioco insieme ad un altra serie di fattori, quali local externalities e internal feedback che la rendono quindi un processo mutabile. A questo punto posso considerarmi in grado di sapere cos è questo concetto, prima a me sconosciuto.

8 Path dependence mappa semantica Raccogli e confronta (specificandone fonti e autori) le principali definizioni di artefatto e confrontale con le definizioni di oggetto tecnico e individuo tecnico.

9 Artefatto definizione Nel suo significato letterale designa un opera eseguita con arte dalla mano dell'uomo. La primitiva tecnologia è essenzialmente una tecnica di rafforzamento della mano. Michael Cole definisce un artefatto: "un aspetto del mondo materiale che è stato modificato durante la storia della sua incorporazione nell'azione umana rivolta ad un obiettivo. In virtù dei cambiamenti prodotti nel processo della loro creazione e uso, gli artefatti sono simultaneamente ideali (concettuali) e materiali. Sono ideali in quanto la loro forma materiale è stata modella dalla loro partecipazione alle interazioni di cui hanno prima costituito una parte e che ora mediano" (M.Cole, 1996) Inoltre, Cole recupera la proposta di Wartofsky (1973) di classificare gli artefatti in tre differenti livelli: - artefatti di primo livello possono essere intesi come materiale trasformato dalle attività umane e direttamente usate per la produzione; - artefatti di secondo livello sono "rappresentazioni degli artefatti di primo livello e dei modi di agire che utilizzano gli artefatti primari" (M.Cole, 1996). Il ruolo degli artefatti secondari è di preservare e trasmettere forme di azione e credenze - artefatti di terzo livello sono una classe di artefatti che generano mondi autonomi, le cui conseguenze e attività non sembrano essere direttamente pratiche ( alcuni esempi sono: gli schemi sociali, le diffe renti forme di arte, i ruoli che, implicitamente o esplicitamente, definiscono una situazione sociale).

10 Oggetto tecnico definizione Patrice Flichy propone la sua definizione di oggetto tecnico: Nicola Dodier dà la sua definizione di oggetto tecnico: (...) In quanto sistema, l oggetto tecnico si distacca dal suo ambien-te e si staglia in quanto entità individualizzata sul fondo del suo milieu associato, con il quale intrattiene comunque gli scambi. Lo stato ideale dell oggetto tecnico è essere un sistema interamente coerente con lui stesso, interamente unificato. Il movimento di concretizzazione degli oggetti mira a questo ideale. Finchè all interno di un oggetto tecnico sussistono delle divergenze tra le differenti funzioni di uno stesso elemento si dirà che sussiste in lui un residuo d astrazione. (...) l oggetto tecnico vero e proprio è considerato come la risultante di tre dinamiche: l azione degli attori, il caso e i vincoli socio-tecnico, che la ricerca delle scienze sociali può chiarire indicando il quadro socio-tecnico di collocazione dell innovazione e il ruolo del passato come fonte di stimolo per l agire dei futuri innovatori. L oggetto tecnico non è mai solo. Flichy insiste sul fatto che le macchine possiedono in una qualche misura il progetto del fruitore, cioè esse sono così aperte da consentire all utilizzatore di prolungare l atto del costruttore attraverso la messa a punto, la regolazione, le riparazioni.(...) è qui che si capisce la definizione dell oggetto tecnico in termini di processo di concretizzazione, nel senso della traduzione fisica di un sistema intellettuale, che ci restituisce la complessità dell ideazione. Una terza possibile definizione di oggetto tecnico arriva da George Simondon: ha studiato il modo di esistenza di quello che ha chiamato l oggetto tecnico, ha osservato che l oggetto tecnico singolo non è questa o quella cosa...ma ciò di cui si dà una genesi. Questa genesi, però, non può essere solo genesi di oggetti e nemmeno genesi di realtà tecnica: essa proviene da più lontano, costituisce un aspetto particolare di un processo più vasto...bisogna perciò conoscere la genesi di tutta la tecnicità, quella degli oggetti e quella delle realtà non oggettive, e ogni genesi implica l uomo e il mondo... Dietro l oggetto tecnico c è dunque un progetto che mette in gioco l intera cultura.

11 Individuo tecnico definizione pensiero di individuo tecnico proposto da Tomàs Maldonado: (...) il disegno industriale non era inteso come un attività progettuale che prende le mosse esclusivamente da un idea aprioristica sul valore estetico (o estetico-funzionale) della forma, come un attività progettuale le cui motivazioni si situano prima, e al di fuori, del processo costitutivo della forma stessa. Vi si proponeva, al contrario, un disegno industriale che deve svolgere il suo compito all interno di questo processo e la cui finalità ultima è la concretizzazione di un individuo tecnico. Secondo tale definizione, dunque, progettare la forma significa coordinare, integrare e articolare tutti quei fattori che, in un modo o nell altro, partecipano al processo costitutivo della forma del prodotto. E, più precisamente, si allude tanto ai fattori relativi all uso, alla fruizione e al consumo individuale o sociale del prodotto (...) quanto a quelli relativi alla sua produzione. seconda definizione da colui che, si può dire, abbia coniato questo termine, ovvero G. Simondon: Nell opera Du mode d existence des objets techiniques, Simondon distingue tre tempi in una storia della tecnica: l elemento, l individuo, l insieme. Lo stadio di elemento tecnico corrisponde allo stadio dell attrezzo o dello strumento. (...) Lo stadio dell individuo tecnico è lo stadio della macchina, che corrisponde all articolazione finalizzata di diversi elementi. L archetipo dell individuo tecnico è la macchina a vapore che può sviluppare forze gigantesche rispetto alle capacità dell essere umano. A partire da questo stadio, appare un ambivalenza: il ruolo della tecnica è problematico perchè, se la macchina decuplica la potenza dell uomo, quest ultimo percepisce nella macchina una rivale vittoriosa di cui tende a diventare l aiutante.

12 Individuo tecnico confronto A questo punto è possibile cercare di fare un vero e proprio confronto tra quelli che sono i diversi concetti finora trattati. 1Con il termine artefatto s intende un opera eseguita dalla mana dell uomo, quindi un vero e proprio strumento con una propria forma e una propria funzionalità; è importante comunque rimarcare che non tutti gli oggetti che noi usiamo nella vita quotidiana sono artefatti, però la maggior parte saranno sicuramente stati pensati e progettati da qualcuno, attraverso altri artefatti, al fine di adempiere ad un compito specifico. 2L oggetto tecnico, invece è da considerarsi un vero e proprio sistema, ossia che i diversi elementi che compongono questo genere di oggetto hanno un senso solo se rimangono all interno di questo sistema, altrimenti ne perdono il valore e la tecnicità. Si può dunque capire da questa definizione perchè, quando si parla di oggetto tecnico, si parla di traduzione fisica di un sistema intellettuale. 3Infine, con la definizione di individuo tecnico non si fa altro che sottolineare il concetto di forma e progettazione di quest ultima, la quale deve essere studiata in base ai fattori relativi all utilizzo oltre che a quelli riguardanti il suo processo produttivo. A grandi linee, e forse esagendo un po, quando si parla di individuo tecnico si parla di macchina, o meglio di interfaccia che si interpone tra l utente e la realizzazione di un prodotto.

13 Path dependence mappa semantica Definisci lo User Centered Design e la User Design Driven: illustrale poi con due casi studio

14 User Centered Design definizione Lo User Centered Design è definibile come una metodologia progettuale che mette una o più tipologie di persone, individuate come fruitrici principali del dettagli dei compiti contesto contenuto dei compiti prodotti/servizio, al centro del progetto. In poche parole questo vuol dire che le scelte progettuali sono fatte coinvolgendo le persone, che rappresentano gli utenti di riferimento del progetto di cui ci traguardi obiettivi stiamo occupando, in attività di ricerca e valutazione. programma dei compiti ambiente organizzazione dei compiti

15 User Centered Design definizione User Centered Design è una definizione recente che sintetizza e rende organici approcci progettuali che sono stati elaborati nell arco di decenni, parallelamente alle diverse definizioni Human Factors Engeneering, ergonomia e, più recentemente, di usability engeneering. L UCD rappresenta non solo le tecniche, i processi, i metodi e le procedure per il progetto dell usabilità dei prodotti e dei sistemi, ma anche e principalmente la filosofia che pone l utente al centro del processo di progettazione e realizzazione dei prodotti. Il suo obiettivo è includere nel progetto le esigenze degli utenti, ossia rendere sistematica e strutturata l acquisizione delle esigenze dell utente all interno del processo di progettazione e di realizzazione dei prodotti traducendo tali esigenze nelle specifiche del prodotto finale. Lo UCD valuta e progetta l interazione a partire dall analisi degli elementi che lo definiscono ossia l utente, il prodotto, l attività e il contesto d uso. Il suo obiettivo è la realizzazione di prodotti adeguati alle esigenze dei suoi utilizzatori, il cui impiego risulti soddisfacente e gradevole per l utente e garantisca la possibilità di svolgere le azioni richieste in modo efficace ed efficiente. Il suo obiettivo è inoltre eliminare o ridurre le condizioni nelle quali le modalità di utilizzazione di un oggetto, lo scopo e l impiego per il quale è stato progettato, infine, le conseguenze delle azioni umane, risultano incomprensibili o inadeguate all uso umano. Non è peraltro solo l utente finale strettamente inteso ad utilizzare il prodotto, ma al contrario, l interazione con il prodotto riguarda coloro che lo progettano, lo producono, lo vendono, lo montano, lo riparano, lo utilizzano e infine coloro che lo dismettono. Queste persone entrano in rapporto col prodotto in modo spesso radicalmente differente, lo utilizzano con differenti obiettivi e con differenti esigenze ed hanno inoltre una diversa competenza nell uso del prodotto e delle sue parti.

16 User Centered Design definizione I principi 1. è empirico dal momento che l UCD cerca di basare le decisioni del processo progettuale su dati certi relativi alle caratteristiche fisiche e mentali degli esseri umani, al loro ambiente e alla loro esperienza documentata. 2. è iterativo, ovvero è un processo ciclico nel quale una fase di ricerca di studi scientifici è seguita da una fase di progetto, nella quale sono prodotte soluzioni che possono a loro volta essere valutate empiricamente. 3. è partecipativo perchè cerca di coinvolgere gli utenti finali del prodotto come partecipanti attivi nel processo di progettazione. 4. non è procrustiano, ossia si occupa delle persone come sono piuttosto che di come potrebbero essere (adatta il prodotto all utilizzatore). 5. tiene in dovuta considerazione l umana diversità 6. tiene in dovuta considerazione i compiti dell utente. 7. è system oriented visto che è riconosciuto il fatto che l iterazione tra prodotto e utente si colloca nel contesto di un più grande sistema socio-tecnologico, che a sua volta opera all interno di un contesto economico e politico, di un ecosistema ambientale, e così via è pragmatico poichè riconosce che possano esserci dei limiti e cerca comunque di raggiungere il risultato migliore in relazione alle condizioni imposte da questi.

17 User Centered Design definizione Il processo A questo punto è possibile passare a definire quello che molto a grandi linee è il processo dello User Centered Design in modo schematico entrando un po più nel dettaglio possiamo vede quelle che sono le tecniche usate nel corso dei diversi step del processo e i relativi risultati a cui si arriva. FASE TECNICHE RISULTATI studio degli utenti Design studio degli utenti - ossevazione - interviste - coinvolgimento attivo utenti - task analysis - personas - scenari - documento di requisiti design - processo creativo (analisi e brainstorming) - design partecipativo - concept prototipazione valutazione specifiche prodotto finali prototipazione valutazione - realizzazione diverse tipologie di prototipi - mock-up - prototipi funzionanti - experiences prototypes - scenari - valutazione sul campo requisiti per il redisign - valutazione in laboratorio. metodi qualitativi. metodi quantitativi - scenari - personas - analisi delle aree critiche - valutazione esperta

18 User Centered Design definizione Brevissimo elenco di quelli che possono essere visti come i benefici dell UCD dell utente, da un lato e, dell organizzazione, dall altro. VANTAGGI UTENTE VANTAGGI ORGANIZZAZIONE - facilità d uso - facilità di apprendimento - aumenta la qualità del prodotto e di conseguenza migliora l immagine dell organizzazione - facilità di ricordo - gestione degli errori - riduzione dei tempi di esecuzione dei compiti - tempi rapidi di accettazione del prodotto sul mercato - riduzione dei costi di manutenzione e correzione degli errori - piacevolezza - diminuzione dei corsi di training

19 User Centered Design caso studio Di casi studio riguardanti il concetto di User Centered Design ne esistono davvero molti, ma uno che ho trovato importante portare in evidenza è quello dell apparecchio di respirazione e ventilazione polmonare Galileo. Il sistema di respirazione e ventilazione polmonare per terapie intensive Galileo che è stato immesso sul mercato dalla Hamilton Medical nel 1997, raggiunge un elevato livello di usabilità per l utente attivo (quale medico, infermiere..) tramite lo spostamento di funzioni hardware in software e un interfaccia user-friendly studiati ad hoc da Design Contnuum Italia (società internazionale di progettazione di prodotti, brand e strategie il cui metodo di lavoro si basa sull integrazione di competenze interdisciplinari nei team di progettazione quali design, ingegneria, strategie commerciali e sull integrazione degli utenti nel processo progettuale tramite metodologie partecipative). Tornando a parlare del prodotto possiamo vedere che risponde anche alle necessità dell utente passivo, il malato, massimizzando il comfort e minimizzando lo sforzo respiratorio. Questo caso studio è infatti considerato emblematico allo scopo di mostrare il contributo dello User Centered Design nell elaborazione di prodotti innovativi e proprio per questo è stata coinvolto lo studio Continuum, dall azienda produttrice, Hamilton Medical, in modo da integrare lo sviluppo di una nuova generazione di apparecchi elettromedicali con ricerche strategiche sull utente finale e con un design di interfacce e prodotto avanzato.

20 User Centered Design caso studio metodi utilizzati nelle principali tappe dell iter progettuale di creazione di questa apparecchiatura. 1Nella fase preliminare di definizione Si del progetto, ovvero quella del Concept, la segmentazione di prodotto, l individuazione di gruppi di utenti e l analisi dei trend, forniscono le informazioni necessarie a orientare il lavoro. In seguito vengono elaborate indagini più specifiche volte a mettere in relazione tra di loro le informazioni raccolte e a fornire un punto di partenza per le decisioni strategiche: solo a questo punto vengono definiti il brief e gli obiettivi progettuali. In questo specifico caso, la tecnica utilizzata per la raccolta delle infomazioni relative all utilizzo dell apparecchio è lo studio degli utentiattraverso l osservazione diretta sul campo con un immersione nel contesto d uso da parte del progettista 2La seconda fase rigurda invece la progettazione dell interfaccia, la quale è stata studiata per rispondere ai bisogni delle diverse categorie di utenti che interagiscono con il prodotto. Le ricerche condotte hanno quindi portato a realizzare un interfaccia in cui un sistema a funzionamento digitale sfrutta modalità di interazione analogica a cui gli utenti sono abituati, poichè le manopole tradizionali a rotazione sono state identificate dal personale come la soluzione ideale per le regolazioni. 3può passare a questo punto alla fase che riguarda il vero e proprio design del prodotto quindi l architettura generale dell oggetto per cui gli utenti hanno evidenziato la necessità di migliorare la visibilità dello schermo da fondo letto e da ogni punto della stanza di degenza, di conseguenza è stato adottato uno sviluppo verticale dell apparecchiatura che ne diminuisce l ingombro anche nei reparti. Una volta definite anche le altre specifiche del prodotto sono state condotte prove di usabilità sottoponendo a una trentina di utenti, tra medici specializzati e terapisti non professionisti, diversi prototipi in cui il sistema di interazione era integrato a un mock-up del prodotto (blind test).

21 User Centered Design caso studio metodi utilizzati nelle principali tappe dell iter progettuale di creazione di questa apparecchiatura. 4A questo punto si ha l ultima fase dell iter, ovvero l immisione del prodotto sul mercato. nel giro di 5 anni dal lancio di Galileo c è stato un quadruplicamento della quota di mercato della Hamilton Medical in questa tipologia di prodotto che ha fissato un nuovo standard di usabilità per la categoria merceologica.

22 User Driven Innovation definizione User Driven Innovation partiamo dicendo che i vari cambiamenti del mercato hanno portato le imprese a ripensare ai loro processi d innovazione cercando nuove vie per creare valore per gli utenti, accedendo al knowledge che sta al di fuori dei confine della loro impresa ed è questo che sta alla base dello sviluppo della pratica di UDI. Sono stai alcuni importanti fattori che hanno avuto un impatto forte sullo sviluppo dei pensieri e delle azioni in questi ultimi decenni e questi aspetti riguardano soprattutto l aumento della proliferazione dell infomation technology e della globalizzazione.... da un lato l aumento della volocità e la riduzione dei costi di internet, quindi l incremento dell IT non ha portato solo a una maggiore diffusione della conoscenza ma ha anche reso possibile l apertura e la distribuzione dei processi d innovazione (open source software). Inoltre la democratizzazione del sapere (attraverso blog, forum...) ha reso i consumatori finali capaci di comparare i prezzi, discutere sull etica di un azienda...e questo ha fatto si che le imprese includessero gli users nei loro processi d innovazione ottenendo quindi una nuova visione di cosa produrre, sviluppando di conseguenza le innovazioni insieme agli utenti finali....dall altra parte, la globalizzazione ha avuto impattato sul modo con cui le imprese si approcciavano all innovazione, infatti l incremento della competizione dagli stati economici emergenti e il cambiamento della natura dell organizzazione strutturale interna delle società ha portato a un cambiamento sulle strategie d innovazione (sui metodi e modelli di business) di queste ultime.

23 User Driven Innovation definizione Tutto ciò fa quindi capire come le imprese si siano e si stanno tuttora trovando obbligate ad un cambiamento delle loro strategie e dei loro processi, tanto da arrivare appunto a seguire questo nuovo strumento definito appunto UDI che possiamo schematizzare in base ai suoi principali fattori: - aumentare le possibilità degli utenti di prendere parte al processo d innovazione, permettendo di conseguenza a questi di farsi meglio ascoltare e indirizzare le imprese su quelle che sono le loro esigenze; - soddisfare il desiderio delle imprese di ottenere sistematicamente il Knowledge e l ispirazione da ciò che sta al di fuori; - le imprese si focalizzano meglio sullo sviluppo di prodotti/servizi che possano risolvere i problemi dei consumatori in un nuovo modo, innovativo.

24 User Driven Innovation definizione Due importanti elementi che lo caratterizzano e che devono essere portati in risalto, quali: - il processo d innovazione si basa sulla comprensione dei reali bisogni degli utenti al fine di determinare nuove opportunità prer creare valore, infatti le società attualmente stanno sviluppando metodi alternativi per identificare queste nuove opportunità, soprattutto in aree dove le esigenze degli utenti sono tuttora non soddisfatte, dal momento che molte di queste aree si basano su bisogni che gli utenti non riescono ad articolare e a comprendere (rimangono quindi celati) e le ricerche di mercato non sono il metodo adeguato per comprenderle; proprio per questo numerose imprese stanno sviluppando processi d innovazione che si basano sulla ricerca etnografica. - il processo d innovazione è supportato da un sistematico (o pianificato) coinvolgimento degli users, questo serve a sottolineare il fatto che, tradizionalmente il management strategico delle aziende si focalizzava sulle vendite, i costi, i profitti, lasciando le decisioni sul cosa produrre alla sezione Ricerca & Sviluppo, ma ora per sopravvivere le imprese stesse devono incorporare la vasta gamma di conoscenza ed esperienza che sta al di fuori coinvolgendo sempre più gli utenti finali.

25 User Driven Innovation definizione Si può dire quindi che le imprese hanno sempre creato i propri prodotti/servizi avendo gli utenti finali in mente, ma questa nuova strategia d innovazione porta a un cambiamento radicale sul modo di innovare dell azienda. Solitamente, ogni impresa suddivide il proprio processo d innovazione in due sezione: il what, quindi quale problema bisogna risolvere? e, la sezione how, ovvero come usare questa idea? ; per meglio comprendere questa suddivisione all interno delle aziende che utilizzano un processo UDI possiamo riassumere il tutto all interno di uno schema. partecipazione degli utenti direct participation line indirect user innovation (gli utenti fanno parte del team d innovazione) HOW user tests (gli utenti NON fanno parte del team d innovazione) WHAT experiment with user (gli utenti si esprimono e le esigenze diventano di valore) direct articulation line observation of user (gli utenti NON si esprimono e le esigenze NON diventano di valore) indirect bisogni degli utenti Di tutto questo schema ciò che è importante sottolineare è la presenza delle due linee, ossia la participation line e la articulation line, infatti prendendole singolarmente possiamo dire che: - all interno della participation line gli utenti sono direttamente coinvolti come innovatori per l impresa o come parte del team d innovazione; - all interno della articulation line le imprese ottengono l accesso alle informazioni sul knowledge degli utenti senza nessuna espressione da parte di questi ultimi su quelle che possono essere le loro effettive esigenze.

26 User Driven Innovation caso studio Il caso da me preso come esempio per meglio comprendere e vedere effettivamente applicato questo processo di User Driven Innovation è il caso della Intel Innovation Inside. Diamo un primo sguardo a quello che è il background di questa impresa internazionale; Intel è stata fondata nel 1968 da Robert Noyce e Gordon Moore. L idea di business di questa impresa si basava largamente sulla Moore s Law ovvero la predizione che il numero di transistor su un chip sarebbe raddoppiato circa ogni due anni. Questa predizione è sempre stata valida e Intel è diventata la principale potenza al mondo di produttori di chips semiconduttori. Sebbene l impresa abbia mantenuto un alto livello di vendite e una posizione dominante sul mercato, Intel ha realizzato che la tecnologia non sarebbe stata a lungo il fattore primeggiante. Utility (l abilità di conoscere i bisogni degli utenti) è la differenza. A partire dal 1992/93 il lavoro della Intel si è orientato verso un approccio user-oriented, quando tre persone (con un background in human factors) cominciarono a lavorare alla Intel; nel 1995, la prima tecnica di ricerca etnografica è stata introdotta all interno dei progetti e nel 1996 il gruppo end user driver concepts (EUDC) è stato formato (questo gruppo più tardi cambierà il suo nome con People and Practices Research Group ). You have to start by thinking about the things people want to do with computers and work backward Paul Otellini (presidente e COO della Intel dal 2004). A partire da questo momento Intel definisce il concept di innovazione come un innovazione che è nuova alla società. Per meglio comprendere come la Intel lavori con il metodo di User Driven Innovation, qui di seguito verrà descritto un specifico esempio, passo per passo, del loro processo d innovazione. Nella unità Emerging Markets l innovazione è definita come l ingresso in un nuovo ecosistema di business (nuovi mercati e nuovi modelli di business) di cui il Classmate PC ne è un esempio; il processo di innovazione cominciò nel e il risultato venne lanciato sul mercato nel gennaio del 2007.

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING Gianna Maria Agnelli Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Clinica del Lavoro "Luigi Devoto Fondazione IRCCS Ospedale

Dettagli

6. Le ricerche di marketing

6. Le ricerche di marketing Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di Laurea in Lingue e Cultura per l Impresa 6. Le ricerche di marketing Prof. Fabio Forlani Urbino, 29/III/2011

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

TECNICHE. H. Sei Cappelli per Pensare. 1. Che cos è la tecnica dei sei cappelli per pensare?

TECNICHE. H. Sei Cappelli per Pensare. 1. Che cos è la tecnica dei sei cappelli per pensare? TECNICHE H. Sei Cappelli per Pensare 1. Che cos è la tecnica dei sei cappelli per pensare? Il metodo dei sei cappelli per pensare è stato inventato da Edward de Bono nel 1980. I cappelli rappresentano

Dettagli

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO di Sergio Mazzei Direttore dell Istituto Gestalt e Body Work TEORIA DEL SÉ Per organismo nella psicoterapia della Gestalt si intende l individuo che è in relazione con

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Processi (di sviluppo del) software. Fase di Analisi dei Requisiti. Esempi di Feature e Requisiti. Progettazione ed implementazione

Processi (di sviluppo del) software. Fase di Analisi dei Requisiti. Esempi di Feature e Requisiti. Progettazione ed implementazione Processi (di sviluppo del) software Fase di Analisi dei Requisiti Un processo software descrive le attività (o task) necessarie allo sviluppo di un prodotto software e come queste attività sono collegate

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

Mario Polito IARE: Press - ROMA

Mario Polito IARE: Press - ROMA Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo CAPITOLO 8 Tecnologie dell informazione e controllo Agenda Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale Sistemi di controllo a feedback IT e coordinamento

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

La fattoria delle quattro operazioni

La fattoria delle quattro operazioni IMPULSIVITÀ E AUTOCONTROLLO La fattoria delle quattro operazioni Introduzione La formazione dei bambini nella scuola di base si serve di numerosi apprendimenti curricolari che vengono proposti allo scopo

Dettagli

dei processi di customer service

dei processi di customer service WHITE PAPER APRILE 2013 Il Business Process Orchestrator dei processi di customer service Fonte Dati: Forrester Research Inc I marchi registrati citati nel presente documento sono di proprietà esclusiva

Dettagli

E. Bisetto e D. Bordignon per

E. Bisetto e D. Bordignon per Personal Branding pensare, creare e gestire un brand a cura di E. Bisetto e D. Bordignon per Cosa significa Personal Branding Come si fa Personal Branding Come coniugare Brand Personale e Brand Aziendale

Dettagli

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA IL MIO PASSATO LE MIE ESPERIENZE COSA VOLEVO FARE DA GRANDE COME SONO IO? I MIEI DIFETTI LE MIE RELAZIONI LE MIE PASSIONI I SOGNI NEL CASSETTO IL MIO CANE IL MIO GATTO Comincio

Dettagli

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA L epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla velocità e dall informazione, vede limitate le nostre capacità previsionali. Non siamo più in grado

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

Prosegue il percorso di riflessione

Prosegue il percorso di riflessione strategie WEB MARKETING. Strategie di Customer Journey per la creazione di valore Il viaggio del consumatore in rete Come le aziende possono calarsi nell esperienza multicanale del cliente per costruire

Dettagli

L 8 maggio 2002 il Ministero

L 8 maggio 2002 il Ministero > > > > > Prima strategia: ascoltare le esigenze degli utenti, semplificare il linguaggio e la navigazione del sito. Seconda: sviluppare al nostro interno le competenze e le tecnologie per gestire in proprio

Dettagli

Elaidon Web Solutions

Elaidon Web Solutions Elaidon Web Solutions Realizzazione siti web e pubblicità sui motori di ricerca Consulente Lorenzo Stefano Piscioli Via Siena, 6 21040 Gerenzano (VA) Telefono +39 02 96 48 10 35 elaidonwebsolutions@gmail.com

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

Presentazioni multimediali relative al senso del tatto DIMENSIONI LIVELLO INIZIALE LIVELLO INTERMEDIO LIVELLO AVANZATO

Presentazioni multimediali relative al senso del tatto DIMENSIONI LIVELLO INIZIALE LIVELLO INTERMEDIO LIVELLO AVANZATO PERCORSO DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO TIPO DI UdP: SEMPLICE (monodisciplinare) ARTICOLATO (pluridisciplinare) Progetto didattico N. 1 Titolo : Let s investigate the world with our touch! Durata: Annuale

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

Il CIO del futuro Report sulla ricerca

Il CIO del futuro Report sulla ricerca Il CIO del futuro Report sulla ricerca Diventare un promotore di cambiamento Condividi questo report Il CIO del futuro: Diventare un promotore di cambiamento Secondo un nuovo studio realizzato da Emerson

Dettagli

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE PROGRAMMA DI STUDIO SALUTE in AUTOGESTIONE 2013 1 This project has been funded with support from the European Commission. Indice dei contenuti 1. DESTINATARI. 3 2. CARICO DI LAVORO.3 3. ento/insegnamento

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche:

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche: Italiano Lingua Seconda 1 biennio FWI, SGYM, SP raguardi di sviluppo delle competenze al termine dell anno scolastico. L alunno / L alunna sa comprendere gli elementi principali di un discorso chiaro in

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

www.bistrategy.it In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence?

www.bistrategy.it In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence? In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence? Cos è? Per definizione, la Business Intelligence è: la trasformazione dei dati in INFORMAZIONI messe a supporto delle decisioni

Dettagli

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:!

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:! Scrum descrizione I Principi di Scrum I Valori dal Manifesto Agile Scrum è il framework Agile più noto. E la sorgente di molte delle idee che si trovano oggi nei Principi e nei Valori del Manifesto Agile,

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

Cos è l Ingegneria del Software?

Cos è l Ingegneria del Software? Cos è l Ingegneria del Software? Corpus di metodologie e tecniche per la produzione di sistemi software. L ingegneria del software è la disciplina tecnologica e gestionale che riguarda la produzione sistematica

Dettagli

DynDevice ECM. La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali

DynDevice ECM. La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali DynDevice ECM La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali Presentazione DynDevice ECM Cos è DynDevice ICMS Le soluzioni di DynDevice

Dettagli

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica Università degli Studi di Parma Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica A.A. 2007-08 CORSO DI INGEGNERIA DEL SOFTWARE Prof. Giulio Destri http://www.areasp.com (C) 2007 AreaSP for

Dettagli

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco n. 2-2011 La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco Mariangela Franch, Umberto Martini, Maria Della Lucia Sommario: 1. Premessa - 2. L approccio

Dettagli

WEBCONFERENCE. La lezione a casa

WEBCONFERENCE. La lezione a casa WEBCONFERENCE La lezione a casa Fabio Biscaro @ www.oggiimparoio.it capovolgereibes.net 2 Valutazione dei video (1) 1. Video corti 2. Focus su un unico argomento 3. Essere chiari e non dare nulla per scontato

Dettagli

Urban Farming: Second Use of Public Spaces. Sviluppare progetti per il recupero urbano Entrepreneurial thinking. Scheda progetto

Urban Farming: Second Use of Public Spaces. Sviluppare progetti per il recupero urbano Entrepreneurial thinking. Scheda progetto Urban Farming: Second Use of Public Spaces Sviluppare progetti per il recupero urbano Entrepreneurial thinking Scheda progetto CSAVRI - Centro Servizi di Ateneo per la Valorizzazione della Ricerca e Incubatore

Dettagli

Relazione sul data warehouse e sul data mining

Relazione sul data warehouse e sul data mining Relazione sul data warehouse e sul data mining INTRODUZIONE Inquadrando il sistema informativo aziendale automatizzato come costituito dall insieme delle risorse messe a disposizione della tecnologia,

Dettagli

E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem

E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem Comunicazione E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem Lucia Bacci * lucia.bacci@unifi.it Come sostiene Rosaria Egidi in Wittgenstein e il problema

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

1 BI Business Intelligence

1 BI Business Intelligence K Venture Corporate Finance Srl Via Papa Giovanni XXIII, 40F - 56025 Pontedera (PI) Tel/Fax 0587 482164 - Mail: info@kventure.it www.kventure.it 1 BI Business Intelligence Il futuro che vuoi. Sotto controllo!

Dettagli

Le interfacce aptiche per i beni culturali

Le interfacce aptiche per i beni culturali Le interfacce aptiche per i beni culturali Massimo Bergamasco 1, Carlo Alberto Avizzano 1, Fiammetta Ghedini 1, Marcello Carrozzino 1,2 1PERCRO Scuola Superiore Sant Anna, Pisa 2IMT Institude for Advanced

Dettagli

Il giardino nella macchina

Il giardino nella macchina Idee per una rilettura Il giardino nella macchina La nuova scienza della vita artificiale Claus Emmeche Bollati Boringhieri, 1996 È possibile la vita artificiale? In che modo gli strumenti offerti dalla

Dettagli

Spinoza e il Male. Saitta Francesco

Spinoza e il Male. Saitta Francesco Spinoza e il Male di Saitta Francesco La genealogia del male è sempre stato uno dei problemi più discussi nella storia della filosofia. Trovare le origini del male è sempre stato l oggetto principale di

Dettagli

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE - Matematica - Griglie di valutazione Materia: Matematica Obiettivi disciplinari Gli obiettivi indicati si riferiscono all intero percorso della classe quarta

Dettagli

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali Cos è un progetto? Un iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto o un servizio univoco (PMI - Project Management

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

COSTI DI TRANSIZIONE (Switching costs)

COSTI DI TRANSIZIONE (Switching costs) COSTI DI TRANSIZIONE (Switching costs) Spesso la tecnologia dell informazione assume la forma di un sistema, ovvero un insieme di componenti che hanno valore quando funzionano insieme. Per esempio, hardware

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

La Valutazione Euristica

La Valutazione Euristica 1/38 E un metodo ispettivo di tipo discount effettuato da esperti di usabilità. Consiste nel valutare se una serie di principi di buona progettazione sono stati applicati correttamente. Si basa sull uso

Dettagli

Il ciclo di vita del software

Il ciclo di vita del software Il ciclo di vita del software Il ciclo di vita del software Definisce un modello per il software, dalla sua concezione iniziale fino al suo sviluppo completo, al suo rilascio, alla sua successiva evoluzione,

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica. Marco Fusaro KPMG S.p.A.

Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica. Marco Fusaro KPMG S.p.A. Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica Laboratorio di Informatica Applicata Introduzione all IT Governance Lezione 5 Marco Fusaro KPMG S.p.A. 1 CobiT: strumento per la comprensione di una

Dettagli

END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE

END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE In un mercato delle Telecomunicazioni sempre più orientato alla riduzione delle tariffe e dei costi di

Dettagli

LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti)

LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti) LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti) Uno degli incubi più ricorrenti per le aziende certificate l applicazione del requisito relativo alla progettazione in occasione dell uscita

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA novembre 2004 FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA CICLO DI FORMAZIONE SUL RUOLO E SULLA VALORIZZAZIONE DELLA MARCA NELLA VITA AZIENDALE 3, rue Henry Monnier F-75009 Paris www.arkema.com TEL (+33)

Dettagli

Prof. Like you. Prof. Like you. Tel. +39 075 801 23 18 / Fax +39 075 801 29 01. Email info@zerounoinformatica.it / Web www.hottimo.

Prof. Like you. Prof. Like you. Tel. +39 075 801 23 18 / Fax +39 075 801 29 01. Email info@zerounoinformatica.it / Web www.hottimo. Pag. 1/7 Prof. Like you Tel. +39 075 801 23 18 / Fax +39 075 801 29 01 Email / Web / Social Pag. 2/7 hottimo.crm Con CRM (Customer Relationship Management) si indicano tutti gli aspetti di interazione

Dettagli

Dall istruzione programmata all e-learning

Dall istruzione programmata all e-learning Dall istruzione programmata all e-learning L ausilio delle tecnologie informatiche e dell intelligenza artificiale per l insegnamento degli allievi è un binomio che ha visto un progressivo sviluppo di

Dettagli

1 - Cos è l accessibilità e a chi è destinata

1 - Cos è l accessibilità e a chi è destinata 1 - Cos è l accessibilità e a chi è destinata di Michele Diodati michele@diodati.org http://www.diodati.org Cosa significa accessibile 2 di 19 Content is accessible when it may be used by someone with

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

Smartphone Innovations S.r.l. gestisce il sito www.stonexone.com ( Sito ). Smartphone Innovations S.r.l.

Smartphone Innovations S.r.l. gestisce il sito www.stonexone.com ( Sito ). Smartphone Innovations S.r.l. TERMINI E CONDIZIONI Smartphone Innovations S.r.l. gestisce il sito www.stonexone.com ( Sito ). Smartphone Innovations S.r.l. ha predisposto le seguenti Condizioni generali per l utilizzo del Servizio

Dettagli

Process Counseling Master. Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo

Process Counseling Master. Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo Process Counseling Master Strumenti di consulenza e formazione per lo sviluppo organizzativo Il percorso Una delle applicazioni più diffuse del Process Counseling riguarda lo sviluppo delle potenzialità

Dettagli

Guida all uso del portale dello studente

Guida all uso del portale dello studente Guida all uso del portale dello studente www.studente.unicas.it Versione 1.0 del 10/04/2010 Pagina 1 Sommario PREMESSA... 3 PROFILO... 7 AMICI... 9 POSTA... 10 IMPOSTAZIONI... 11 APPUNTI DI STUDIO... 12

Dettagli

Introduzione alla Programmazione ad Oggetti in C++

Introduzione alla Programmazione ad Oggetti in C++ Introduzione alla Programmazione ad Oggetti in C++ Lezione 1 Cosa è la Programmazione Orientata agli Oggetti Metodologia per costruire prodotti software di grosse dimensioni che siano affidabili e facilmente

Dettagli

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE Progetto di formazione Questo progetto si articola in due diversi interventi: - un corso/laboratorio per

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

Progetto Mappa CET Versione 1.0 del 08-12-2010

Progetto Mappa CET Versione 1.0 del 08-12-2010 Progetto Mappa CET Versione 1.0 del 08-12-2010 La capacità di godere richiede cultura, e la cultura equivale poi sempre alla capacità di godere. Thomas Mann 1 Oggetto Il progetto consiste nella creazione

Dettagli

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire 12 Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire Il modello teorico di riferimento Oltre ai modelli descritti da Fergus e Zimmerman (2005) esiste un quarto approccio che, partendo dall approccio

Dettagli

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras 2 Introduzione Le architetture basate sui servizi (SOA) stanno rapidamente diventando lo standard de facto per lo sviluppo delle applicazioni aziendali.

Dettagli

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Fondamenti teorici Vygotskji Zona di Sviluppo Prossimale Feuerstein VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Esperienza di Apprendimento Mediato

Dettagli

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA ISTITUTO «LEONARDA VACCARI» PER LA RIEDUCAZIONE DEI FANCIULLI MINORATI PSICO - FISICI CORSO ECM Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento Sede corso:

Dettagli

DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO

DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO 92 Generazione dei concetti di prodotto Individuazione dei bisogni dei clienti Eseguire l analisi economica Analizzare i prodotti della concorrenza Costruire e collaudare

Dettagli

Ninja Master Online STRATEGIE DI MARKETING & E-COMMERCE GENNAIO-MARZO

Ninja Master Online STRATEGIE DI MARKETING & E-COMMERCE GENNAIO-MARZO Ninja Master Online STRATEGIE DI MARKETING & 2013 GENNAIO-MARZO 9 CORSI: MARKETING STRATEGY BRANDING & VIRAL-DNA CONTENT STRATEGY DESIGN & USABILITY WEB MARKETING CUSTOMER RELATIONSHIP MANAGEMENT SOCIAL

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

2.0 DAL WEB. social. tecnologico, 2006. Reply www.reply.eu

2.0 DAL WEB. social. tecnologico, 2006. Reply www.reply.eu ALL INTERNO DEL FIREWALL: ENI 2.0 Il modo di lavorare è soggetto a rapidi cambiamenti; pertanto le aziende che adottano nuovi tool che consentono uno scambio di informazioni contestuale, rapido e semplificato

Dettagli

CONCETTO DI INNOVAZIONE DEL PRODOTTO

CONCETTO DI INNOVAZIONE DEL PRODOTTO CONCETTO DI INNOVAZIONE DEL PRODOTTO 1 Prodotto, azienda, cliente Prodotto: bene che viene venduto da un azienda ad un cliente Impresa: attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura

CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta

Dettagli

UNA LEZIONE SUI NUMERI PRIMI: NASCE LA RITABELLA

UNA LEZIONE SUI NUMERI PRIMI: NASCE LA RITABELLA UNA LEZIONE SUI NUMERI PRIMI: NASCE LA RITABELLA Tutti gli anni, affrontando l argomento della divisibilità, trovavo utile far lavorare gli alunni sul Crivello di Eratostene. Presentavo ai ragazzi una

Dettagli