IL FRANCHISING IN ITALIA DATI E MAPPE AL 2008

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1 IL FRANCHISING IN ITALIA DATI E MAPPE AL 2008 a cura di Danila Negrini - Ufficio Economico Confesercenti nazionale dati indagine: FIF Confesercenti Gruppo Publimedia Srl mappe: BRD Consulting Srl G&O Srl

2 1. PREMESSA Vengono di seguito presentati, come di consueto, i principali risultati della ottava indagine sul franchising in Italia, promossa da FIF-Confesercenti e condotta dalla società Gruppo Publimedia. L indagine quali-quantitativa ha interessato anche quest anno un campione significativo di franchisor, corrispondente a circa il 12% dell universo dei marchi attivi. La novità di quest anno è l aver affiancato all indagine alcune mappe tematiche che riportano la dislocazione territoriale dei punti vendita in franchising per i diversi settori merceologici su scala provinciale. Le mappe sono tratte dal sito Geofranchising.it, un progetto innovativo che consente agli utenti Internet di tutto il mondo di visualizzare, per la prima volta in modalità geografica, il database delle insegne e dei punti vendita operanti in Italia con la formula del Franchising. L'applicazione è frutto della collaborazione tra la BRD Consulting, società specializzata nello sviluppo delle reti distributive e nelle analisi di localizzazione di Centri Commerciali e la G&O, società specializzata nello sviluppo di Sistemi Informativi Geografici e di applicazioni di geomarketing. Come ogni anno, sulla base dei risultati ottenuti dall indagine a campione, sono stati stimati i valori relativi all universo del franchising italiano. I dati sono riportati nella tabella sottostante. Rispetto allo scorso anno, si è realizzata una consistente espansione sia dei marchi che dei punti vendita: rispettivamente +7.8% e + 7.2%, pari a 64 marchi in più e a un incremento di circa unità dei punti vendita, cui è corrisposto un aumento del personale occupato del 5.3% e una buona performance del giro d affari (+8,7%), che sfiora perciò i 19 miliardi di euro. I punti vendita in franchising rappresentano il 6% del totale degli esercizi del commercio al dettaglio che operano in Italia. Nell abbigliamento la percentuale sale al 10%, ovvero un negozio di abbigliamento su 10 opera in Italia con la formula del franchising. TUTTOFRANCHISING var. % N.Franchisor ,8% N.Franchisee ,2% Personale occupato c/o i franchisee ,3% Giro d'affari (miliardi di euro) 18,9 17,4 8,7% Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti 2

3 2. I RISULTATI DELL INDAGINE L indagine FIF-Confesercenti ha interessato quest anno 102 franchisor, pari a circa il 12% dell universo dei franchisor italiani. Il responsabile franchising è donna nel 22% dei casi. Più frequente la responsabilità al femminile nel caso di attività di servizi alla persona o alle aziende rispetto alle attività commerciali. Un franchisor su dieci non ha punti vendita diretti, il 30% ha un solo punto vendita diretto, un altro 30% ne ha tra 2 e 20 e il restante 30% ha più di venti punti vendita diretti. Ne risulta che, in media, il 25% dei punti vendita sono gestiti direttamente dal franchisor e i restanti tre quarti affidati a franchisee. Tabella 1 Punti vendita diretti e affiliati % punti vendita diretti 25% % punti vendita affiliati 75% Totale punti vendita in Italia 100% Fonte: elab. dati FIF-Confesercenti Il grado di internazionalizzazione tende ad aumentare: 4 franchisor su 10 hanno un responsabile sviluppo estero; il 19% è presente all estero con punti vendita diretti (come lo scorso anno); il 27% ha contratti con un master franchisee (era il 25%) e il 20% ha altri tipi di contratti. Molti (uno su quattro) utilizzano più di una modalità di presenza. I paesi dell Europa occidentale come ci si poteva aspettare - sono quelli in cui maggiore è la presenza dei franchisor (43%). Una quota consistente (21%) è presente nei paesi dell Europa Orientale. Discreta anche la presenza negli USA e nei paesi dell Estremo Oriente. Rispetto allo scorso anno è in aumento la quota di franchisor che intende espandersi all estero con la formula del master: tale modalità di espansione all estero è indicata dal 40% dei franchisor che hanno partecipato all indagine. Segue, a distanza (16%), l apertura di punti vendita diretti. Le aree dove si prevede una maggiore espansione sono i Paesi dell Europa dell Est (Ucraina, Romania Russia) e l Oriente (Asia, Cina, Giappone). Tabella 2 Internazionalizzazione: modalità di diffusione della rete all estero Presente Prevista Punti vendita diretti 19% 16% Master 27% 40% Altro 20% 18% Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti 3

4 Raffrontando i dati delle imprese presenti sia nel campione dello scorso anno che in quello di quest anno si nota che più della metà (57%) ha aumentato i punti vendita, un quarto li ha mantenuti costanti e la restante parte (18%) li ha diminuiti. Nel gruppo delle aziende che hanno allargato la rete, l aumento medio dei punti vendita è stato del 10%, in particolare nel settore immobiliare e nella cartoleria. Processi di razionalizzazione e ristrutturazione hanno interessato invece il settore informatico. Positiva la dinamica dei punti vendita nei servizi alla persona (viaggi, parrucchieri). L analisi dei dati relativi alla data di nascita delle aziende che oggi operano in franchising mostra che circa un terzo di queste già operava sul mercato molti anni prima di abbracciare l attività di franchisor (il 33% delle aziende era cioè già attiva da prima del 2000). L attività di franchising sta interessando molti storici marchi dell arredo e dell abbigliamento. Quanto alla data di avvio dell attività in franchising, il 58% delle aziende l ha avviata dopo il 2000 e tra queste una su tre negli ultimi tre anni; indice questo di una tutt altro che raggiunta maturità di questa formula distributiva, la cui diffusione sta interessando anche molti settori dei servizi nel passato meno interessati dalla formula, ad esempio i servizi finanziari. Per la distribuzione settoriale e territoriale dei punti vendita in franchising, si rimanda più avanti alla parte del rapporto dedicata all analisi delle mappe territoriali. Tabella 3 Anno di nascita delle aziende e anno di avvio dell attività in franchising % aziende nate dopo il % % di aziende che hanno avviato l attività in franchising dopo il % Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti E veniamo ora ai dati riguardanti i costi e i requisiti richiesti per l avvio di un attività in franchising. Sale l investimento iniziale richiesto: da una media più vicina ai 70 mila euro a circa 80 mila euro. Nel campione dell indagine Publimedia nell 8% dei casi l investimento iniziale richiesto supera i 200 mila euro (Tabella 4). Cresce anche il numero di franchisor che prevede la fornitura iniziale (64%). Tabella 4 Investimento iniziale fino a 50 mila 63% da 50 a 100 mila 18% da 100 a 200 mila 13% Oltre 200 mila 8% Totale 100% Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti In aumento anche la quota di franchisor che richiede un diritto di entrata (tabella 5). Nella maggioranza dei casi (57%) la fee è contenuta entro i 10 mila euro. 4

5 Risulta invece in calo quest anno la percentuale di franchisor che richiede il pagamento di una royalty. Ne chiede infatti la corresponsione meno della metà dei franchisor (tabella 6). Prevale (due terzi dei casi) la richiesta di una royalty commisurata al fatturato, invece che in cifra fissa. La percentuale oscilla dall 1 al 5%, con punte del 20% e una media di circa il 3% (in lieve calo). Per quanto riguarda la partecipazione alle spese pubblicitarie, il canone è ancora richiesto dal 25% dei franchisor (tabella 7). Pochi i franchisor che non prevedono l attribuzione di un esclusiva di zona (15%; tabella 8). Tabella 5 Fee di ingresso Si 66% No 34% fino a 10 mila 57% da 10 a 30 mila 33% Oltre 30 mila 10% Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti Tabella 6 Royalties Si 48% No 52% % media sul fatturato lordo 3% Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti Tabella 7 Canone di pubblicità Si 25% No 75% Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti Tabella 8 Esclusiva di zona Si 85% No 15% Fonte: elaborazione dati FIF-Confesercenti 5

6 Sempre meno richiesto, per l avvio di un attività in franchising, il possesso di un esperienza pregressa nel campo. D altra parte, la quasi totalità dei franchisor offre una formazione iniziale (tabella 9). Sette franchisor su dieci indicano in 5-6 anni la durata del contratto di franchising; una discreta quota (il 20%) indica una durata inferiore (3 anni) e il restante 10% una durata superiore ai 10 anni. Tabella 9 Formazione ed esperienza richieste - % franchisor che richiede esperienza nel settore 12% - % franchisor che richiede formazione iniziale 96% Fonte: elab. dati FIF-Confesercenti Quanto agli aspetti di localizzazione del punto vendita, va notato che per le attività in franchising la localizzazione in un centro commerciale equivale ormai alla localizzazione nel centro della città. Difatti, ben quattro franchisor su dieci indicano come ottimale l apertura di un punto vendita sia nel centro della città che in un centro commerciale. La superficie media per l apertura di un punto vendita in franchising risulta pari a circa 100 metri quadri; la metratura più ricorrente è di 70 metri, quella minima di 25 e la massima di mille mq. 3. LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE E SETTORIALE DEI PUNTI VENDITA IN FRANCHISING 3.1. LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEI PUNTI VENDITA IN FRANCHISING Per l analisi della distribuzione territoriale e settoriale dei punti vendita in franchising operanti in Italia ci si avvale per la prima volta, come già anticipato, delle mappe predisposte dalla BRD Consulting e dalla G&O. 6

7 Come si evince osservando il grafico, le aree a più alta densità di punti vendita in franchising (d ora in poi PVF) sono - oltre che quasi tutti i Capoluoghi di Regione - la gran parte delle province lombarde e venete e l area costiera del tirreno centro-meridionale. La Sardegna è la regione con la più bassa diffusione di PVF, 7

8 assieme alla Val D Aosta. Da notare che tra le Regioni del Centro-Nord quella con minor densità di PVF appare la Toscana. 8

9 La distribuzione settoriale dei PVF è quella riportata nella tabella 10. I settori in corsivo sono stati scelti su un totale di 39 settori perché esemplificativi di diversi stadi di sviluppo del franchising o di diverse configurazioni della rete in funzione delle tendenze del mercato. Tabella 10 Distribuzione per settore dei punti vendita in franchising Food, di cui: 6.3% - alimentari tipici, dietetici e speciali 0.3% - pizzerie 0.6% Non Food, di cui: 54.7% - abbigliamento bambino 3.8% - informatica, elettronica, sistemi sicurezza 4.7% - auto e moto 3.0% Servizi, di cui: 39.0 % - servizi e giochi per l infanzia 1.3% - servizi finanziari 2.6% - servizi immobiliari 14.1% - viaggi e turismo 6.6% Totale % Fonte: elaborazioni su dati BRD-G&O 3.2. LA DISTRIBUZIONE DEI PUNTI VENDITA IN FRANCHISING IN ALCUNI SETTORI Il settore degli alimentari tipici, dietetici e speciali è ancora di piccole dimensioni ma presenta una diffusione territoriale di un certo interesse. Per ora, infatti, i PVF si trovano concentrati in poche province, in particolare delle Marche, Alto Lazio, Umbria, qualche provincia lombarda e Bolzano. Quasi del tutto assenti al Sud e lungo la costa tirrenica del Nord. Si tratta di un settore nascente le cui potenzialità di espansione in molte aree del paese non sono state ancora sfruttate. 9

10 Anche nel settore delle pizzerie, come in quello degli alimentari tipici, la formula del franchising non si è ancora pienamente sviluppata. Le province dove non c è ancora nemmeno un punto vendita sono moltissime. I punti vendita sono qualche centinaio di unità (0,6% del totale), la maggior parte dei quali concentrati nel Nord Italia, ad 10

11 eccezione delle province liguri e trentine dove non ci sono PVF. Quasi assenti PVF nelle Isole. 11

12 Il settore dell abbigliamento bambino e premaman, che raggruppa il 3,8% del totale dei PVF è presente in tutte le province italiane, ma con una maggiore densità di PVF al Sud. Quasi tutte le province della Campania, Sicilia, Puglia e Calabria presentano una discreta quantità di PVF. Si tratta di una distribuzione certamente dovuta alla maggiore attenzione delle famiglie verso questa tipologia di beni. 12

13 Appartiene al settore informatica, elettronica, sistemi di sicurezza circa il 5% del totale dei PVF operanti in Italia, la cui distribuzione territoriale ricalca quella generale, ovvero relativa a tutti i settori. Più in dettaglio, si evidenzia comunque una scarsa presenza di PVF in Calabria, nelle Marche e in Liguria. Tale situazione potrebbe essere spiegata da una ancora scarsa domanda di tali servizi e prodotti innovativi da parte sia delle imprese che della Pubblica Amministrazione. 13

14 In tutte le province italiane c è almeno un PVF nel settore auto e moto, indice di un discreto grado di sviluppo della rete in questo settore che raccoglie su scala nazionale il 3% del totale dei PVF in Italia. L osservazione della cartina evidenzia al Nord la specializzazione nel settore dell Emilia-Romagna; al Centro Italia la scarsa presenza di PVF in Toscana; nel Mezzogiorno la rete è abbastanza sviluppata in Campania e Puglia e anche in Calabria, diversamente dalle Isole e dall Abruzzo. 14

15 L analisi della distribuzione dei PVF delle attività di servizio e gioco rivolte all infanzia (asili nidi e giochi) ci rivela una discreta densità dei punti vendita al Centro-Sud e in particolare in Campania, Calabria e Puglia. Le attività in franchising offrono servizi laddove probabilmente l offerta di servizi pubblici è scarsa. Al Nord, 15

16 la diffusione di PVF è maggiore nelle aree metropolitane dove maggiore è il tasso di occupazione femminile e quindi più alta la domanda di servizi di questo tipo da parte delle famiglie (Genova, Torino, Milano, Bergamo, Vicenza, Bologna, Modena, Forlì). 16

17 Anche la distribuzione provinciale dei PVF che offrono servizi finanziari sembra spiegabile con una scarsità o insufficienza dell offerta di tale tipologia di servizi da parte delle strutture tradizionalmente preposte all offerta di credito (le banche). Le aree a maggiore densità di PVF sono difatti più numerose al Centro-Sud rispetto al Nord. Nelle zone dove ci sono meno PVF nel settore dei servizi finanziari (Toscana, Marche, Trentino Altro Adige, e in parte, Emilia-Romagna) è invece probabilmente molto sviluppata l offerta di credito da parte di soggetti locali (e quindi minore il fabbisogno di servizi offerti in franchising). 17

18 A forte caratterizzazione metropolitana e turistica la distribuzione dei PVF nel settore dei servizi immobiliari. Le attività si sono concentrate là dove è più elevata la quota di popolazione residente (città di grandi dimensioni) ma anche in alcuni casi luoghi di villeggiatura più richiesti (Toscana e Alto Lazio ad esempio). Scarsa la presenza anche in Sicilia Occidentale e Calabria. 18

19 La distribuzione territoriale dei PVF che offrono servizi legati al turismo e ai viaggi evidenzia una buona presenza in quasi tutte le province del Nord (inclusi Trentino e Friuli) e del Centro Italia (in particolare Abruzzo e Umbria, meno la Toscana). 19

20 Ancora a macchia di leopardo la presenza di PVF nel Sud Italia. Buona la presenza di PVF in Sardegna. 20

21 3.3. LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEI PUNTI VENDITA IN FRANCHISING NEI RESTANTI SETTORI 21

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