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1 Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Unità Operativa SerT Sede Ser.T. di Ferrara Centro Psicosociale e Unità mobile di strada Il Direttore Prot. N. Ferrara, 14/10/2010 Il gruppo: un esperienza da condividere Il parlare di un gruppo terapeutico offre ai nostri pazienti la possibilità di uscire da se stessi verso l altro per esprimersi. È attraverso il colloquio nel gruppo che l individuo è facilitato nel trovare le giuste proporzioni tra la coesione in sé e con il mondo esterno e trovare un senso tra ciò che ha misura e lo smisurato. Il Ser.T. di Ferrara si occupa di gruppi per alcolisti da molti anni utilizzando varie tecniche della TCA. il gruppo è composto da 12 pazienti (massimo), da un conduttore ed un osservatore. Gli obiettivi principali del gruppo sono i seguenti: -mantenere e rafforzare la scelta dell astinenza dall uso di sostanze; - acquisire le competenze e le strategie necessarie per far fronte alle situazioni di rischio; -accettare gli errori come momenti importanti nel percorso di cura, che non sempre comportano una ricaduta completa e un ritorno ad un uso delle sostanze; -diventare terapeuti di se stessi acquisendo responsabilità nella cura della propria salute attraverso l autoregolazione. Gli argomenti trattati nel corso delle sedute sono i seguenti: 1. Imparare a chiedere aiuto: nei momenti di difficoltà può rivelarsi di grande importanza la presenza di qualcuno che vi sostenga e che sappia farvi sentire meno soli e vulnerabili. Può essere di aiuto considerare anticipatamente quali potrebbero essere questi referenti a cui fare affidamento, perché spesso nei momenti di crisi risulta più difficile pensarci. L esercitazione A chi e come chiedere aiuto vuole essere uno stimolo di riflessione in questa direzione. Ricordate che non necessariamente queste persone si identificano con coloro che vivono con voi o che, comunque, conoscono il vostro problema di alcol. Inoltre, potete prendere in considerazione persone che entrano in relazione con voi in Unità Operativa Ser.T Centro Psicosociale e Unità Mobile di Strada Via Kennedy, Ferrara T F Azienda Unità Sanitaria Locale di Ferrara Sede legale: Via Cassoli, Ferrara T F Partita IVA Università di Ferrara Sede legale: via Savonarola, FERRARA Tel Fax C.F

2 contesti differenti (ad esempio la famiglia, il lavoro, il gruppo Prevenzione Ricadute) e che quindi possono offrirvi il loro aiuto con modalità e in momenti diversi. Quello che è necessario tenere a mente è che è importante imparare a chiedere apertamente ciò che si desidera, senza pretendere che gli altri siano in grado di leggervi nel pensiero per capire quali sono i vostri bisogni. 2. La motivazione a cambiare: la scelta dell astinenza nasce da una motivazione presente in ciascuno di voi a cambiare stile di vita. Essere motivati non è garanzia di successo, però rappresenta la condizione necessaria per intraprendere questo percorso: nessuno potrà obbligarvi a rimanere astinenti! Tuttavia, esiste sempre il rischio che la motivazione venga meno e che subentrino sentimenti di sfiducia e scoraggiamento, soprattutto dopo eventuali errori. 3. La bilancia decisionale: è uno strumento che consente di riflettere sui vantaggi e gli svantaggi di un certo comportamento, così da rendere le persone più consapevoli delle loro motivazioni a cambiare il proprio stile di vita. Nel caso della scelta dell astinenza, la bilancia si rivela uno strumento prezioso perché consente di verbalizzare quali sono gli aspetti positivi e negativo attribuiti alla sostanza. Ciò aiuta ad essere più consapevoli di quanto ci si sta impegnando ad affrontare. Non solo gli aspetti negativi legati al comportamento di uso della sostanza servono a tale scopo; infatti, conoscerne gli aspetti positivi significa riconoscere i propri punti di vulnerabilità e le situazioni di rischio che potrebbero presentarsi. 4. Le situazioni di rischio: sono quelle condizioni, dovute a fattori interni o esterni, che aumentano il rischio di una potenziale ricaduta, minando il senso di controllo del soggetto. Alcune sono inevitabili (ad esempio, vedere altre persone che usano sostanze), mentre altre sono evitabili (ritornare nei luoghi in cui abitualmente si usava la sostanza). Esistono tre tipologie principali di situazioni di rischio: situazioni stimolo esterne (pressione sociale all uso di sostanze, desiderio di mettersi alla prova per verificare la propria capacità di fermarsi ad un primo uso ); stati emotivi negativi (rabbia, ansia, stato di continuato conflitto interpersonale); stati emotivi positivi ( concedersi una gratificazione, momenti piacevoli con gli amici).

3 5. La ricaduta: è un momento importante, a volte necessario, quasi sempre utile nel percorso verso il superamento della dipendenza da sostanze. Generalmente la ricaduta comporta senso di colpa ed errori di attribuzione ( dipende dal fatto che io sono debole ) i quali generano pensieri disfunzionali (ad esempio, se ho fallito tanto vale rassegnarsi ) che alimentano la ricaduta stessa. È invece importante pensare ad essa come ad un momento di apprendimento, che non necessariamente determinerà il ritorno alle vecchie abitudini. In quest ottica la ricaduta viene considerata come un errore che non vanifica gli sforzi fatti ma che segnala quali sono le proprie situazioni ad alto rischio. Dunque, non è un ritorno allo stato precedente. 6. Le distorsioni del pensiero: il modo di pensare di una persona determina le emozioni che sperimenterà e il comportamento che metterà in atto. Schematicamente: PENSIERI EMOZIONI COMPORTAMENTO Dunque, non sono gli eventi esterni che causano automaticamente i nostri stati d animo, bensì il modo in cui noi interpretiamo e diamo un personale significato a questi stessi eventi. Per questo motivo diventa importante differenziare i propri pensieri disfunzionali ( sono quelli svalutanti, pessimistici, che comportano giudizi negativi su di sé e una conseguente disistima) da quelli funzionali (che hanno un impatto positivo sulle situazioni esterne e sul proprio stato d animo), così da essere in grado di sostituire i primi con i secondi 7. Imparare a conoscere il craving: il craving è un forte desiderio-che si manifesta con disagio fisico e psichico- che può portare alla perdita del controllo e alla riassunzione del comportamento. Il craving si può manifestare con: - sintomi fisici (tremori, sudorazione, tachicardia); - sintomi psichici (ansia, irritabilità, depressione); - pensiero centrato sul bere; -tendenza ad avvicinarsi in modo apparentemente casuale a situazioni o luoghi in precedenza associati al bere. Per combattere il craving è utile ricordarsi che il craving è come un onda e che la sua durata può variare da pochi minuti a qualche ora, ricordarsi che come è

4 comparso così se ne va. È importante resistere al craving nella prima mezz ora, poi tutto diventa più facile. Immaginare visivamente il craving come un onda: può salire fino ad un certo punto, ma poi inizia sempre il processo di discesa. 8. Diario del craving: il craving è un fenomeno normale che ci si può attendere e che si può imparae ad affrontare. Il diario del craving è uno strumento che ha l obiettivo di aiutare a monitorare con costanza ( esso va compilato settimanalmente) la frequenza e l intensità con cui il craving si presenta. Inoltre, dal confronto dei diari compilati lungo un certo arco di tempo, sarete in grado di valutare gli eventuali cambiamenti qualitativi e quantitativi, avvenuti nel corso del trattamento, relativi alle sensazioni di craving provato. Dopo la conclusione del gruppo, durante i colloqui mensili, avrete modo di ripensare se avete provato craving durante quel mese. È possibile che con il tempo capiterà sempre più raramente di pensare al bere o di provarne il desiderio 9. Strategie anti-craving: per far fronte alle situazioni ad alto rischio che si presentano all improvviso, è importante adottare dei metodi efficaci: questi momenti in cui la sensazione di craving è forte potrebbero, infatti, portare ad una perdita di controllo e quindi a bere. Tra le strategie a disposizione, ve ne sono alcune che si sono rivelate più efficaci di altre nel far sì che la durata del craving diminuisca rapidamente: - chiedere aiuto - impegnarsi in attività alternative che, pur variando da persona a persona, si possono suddividere in due gruppi: le cose da pensare e le cose da fare. Le attività alternative, per essere efficaci, devono soddisfare tre principi: - devono far passare il tempo - devono rendere difficile l accesso al bere - devono distrarre e, preferibilmente, comportare qualcosa di piacevole. 10. Il rilassamento: una motivazione diffusa per bere è la ricerca di un modo per rilassarsi. Alcune persone si avvicinano alla sostanza per ridurre la tensione, lo stress o l ansia. Quando si smette di bere, può verificarsi un senso di disagio nella forma di problemi del sonno, mal di testa o tensione. L astinenza può richiedere lo sviluppo

5 di modalità alternative per affrontare questi problemi. Le tecniche di rilassamento costituiscono una strategia per ridurre la tensione del corpo e per aiutare a tranquillizzarsi e a pensare efficacemente. Le tecniche qui elencate possono aiutare a sviluppare le abilità per adottare uno stile di vita che non comprenda la dipendenza dall alcol. 11. La gratificazione: scegliere la via dell astinenza comporta non solo il passaggio ad uno stile di vita più sano e libero dalla dipendenza, ma anche la rinuncia a ricompense immediate che, in quanto tali, erano vissute come positive. Diventa quindi importante essere consapevoli di quali sono le nuove e più urgenti gratificazioni di cui si ha bisogno e da chi si possono ottenere. 12. Diventare assertivi: essere assertivi significa essere capaci di dire agli altri come ci si sente, senza per questo ignorare i loro bisogni. Il comportamento assertivo, inoltre, è franco e diretto e permette di sentirsi bene con se stessi, ma non a spese degli altri, in quanto si caratterizza principalmente per il rispetto dei diritti propri e altrui: se solo voi avete il diritto di giudicare il vostro comportamento, i vostri pensieri e le vostre emozioni, assumendovene la responsabilità e accettandone le conseguenze, d altra parte dovete riconoscere anche agli altri il medesimo diritto di comunicare i propri pensieri e desideri e di perseguire obiettivi personali. 13. Il problem-solving: è l insieme delle procedure e delle strategie che gli individui mettono in atto per far fronte ai problemi in modo efficace. Esso può essere scomposto in cinque fasi ben differenziate e sequenziali: 1. identificare chiaramente il problema e specificarlo in modo dettagliato 2. elencare quante più soluzioni possibili 3. approfondire le conseguenze di ogni possibile soluzione 4. scegliere la soluzione o la combinazione di soluzioni che sembra migliore (in base ad efficacia ed applicabilità) e metterla in atto 5. rivedere l intero processo. Il problem solving è un abilità che può essere appresa e quindi richiede tempo e pratica prima di essere messa in atto in modo spontaneo e funzionale al risultato che si vuole ottenere. Relatore Cinzia Veronesi

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