Per la prosa SVEVO E PIRANDELLO inseriti nel decadentismo, il Balbi usa per loro ancora il termine decadentismo mentre altri li vedono fuori dal

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1 DECADENTISMO Seconda metà dell'800 caratterizzato da diverse tendenze che sono diverse tra loro ma partono da uno stesso contesto. Data 1857 anno in cui Flobert scrive Madame BOVARIE da cui eravamo partiti dal discorso che dal realismo porta al naturalismo, escono anche i Fiori del male di BAUDELAIER che danno inizio alla lirica moderna infatti scrive un sonetto corrispondenze che può essere considerato un manifesto antelitteram del decadentismo o del simbolismo e come tale guardano ad esso gli stessi autori del decadentismo. Può essere preso come anticipazione delle nuove tendenze perchè si parla di corrispondenze tra i sensi dell'uomo e gli aspetti della natura, scrittura alogica che cerca di cogliere la rete di corrispondenze tra le cose, l'uomo, la natura e che tende a sovrapporre le diverse sfere sensoriali attraverso una figura retorica privilegiata: SINESTESIA che rende l'idea delle relazioni immediate e spontanee, che trascendono i procedimenti logici e razionali. SIMBOLISMO (1876 anno in cui Mallarmè scrive il pomeriggio di un fauno che rispecchia la nuova tendenza ma idee della nuova poetica si ritrovano già prima di questa data infatti la lettera del veggente di Bo testo chiave per capire il simbolismo): vede la sua terra d'origine in Francia, contemporaneo al Naturalismo. Ad un certo punto il simbolismo confluisce nel decadentismo che nasce come movimento negli anni 80, ma quando parliamo di decadentismo come abbiamo fatto per il romanticismo dobbiamo distinguerlo come movimento letterario (in senso stretto, con i suoi testi, le sue dichiarazioni di poetica) dal decadentismo inteso come fenomeno culturale più ampio, come espressione di una civiltà artistico letteraria i cui confini si ampliano dal decadentismo come movimento. Rapporto tra decadentismo e simbolismo simbolismo è la poetica del decadentismo. Nasce verso la metà degli anni 80 nasce in Francia, il punto di riferimento per la datazione p la pubblicazione sul gatto nero (un periodico parigino) di un sonetto di Berlen. Il poeta in questo afferma di essere in uno stato d'animo che si può identificare con la condizione dell'impero romano alla fine della decadenza, un momento in cui le forze vitali dell'impero si stanno esaurendo, non c'è più spazio per l'azione energica in cui predomina la noia, in cui a livello culturale prevalgono le vuote esercitazioni letterarie (quadro dell'età argentea nella letteratura latina). Questo quadro di un mondo che è in decadenza il poeta dice io sono l'impero alla fine della decadenza, i poeti si sentono alla fine di una civiltà, in un periodo di decadenza che compensa la perdita di valori con estrema raffinatezza (ritroviamo un richiamo di PETRONIO per la ricerca di eleganza). Il termine di riferimento polemico degli autori è il mondo borghese. C'è la consapevolezza da parte degli autori di un elit che si contrappone agli ideali dominanti attraverso una scelta non solo di poetica ma già a partire dalla condotta di vita (MALEDETTISMO poeta maledetto di Baudelaire, primo ad avere atteggiamenti trasgressivi nei confronti del codice comportamentale borghese, alla mentalità borghese si contrappone l'idea dell'arte e del bello come valori assoluti). Termine DECADENTISMO viene usato dalla critica in senso dispregiativo, mentre per gli autori è occasione di vanto Il movimento ha un periodico che nel titolo richiama il movimento stesso Berlen raccoglie una serie di testi, un'antologia che porta il titolo di poeti maledetti. Testi manifesti del movimento in prosa controcorrente di Uisman che è il punto di riferimento per altri autori anche stranieri perchè a questo si rifà D'Annunzio con i, piacere e Wild con Dorian Grey. Si esaurisce nel 1890 come vero e proprio movimento ma continua ad essere vitale il simbolismo. Si parla di poeti simbolici, il termine è introdotto nell' 85 perchè decadentismo era spregiativo. Si parla di limiti, confini del decadentismo perchè contiene idee che poi avrebbero avuto continuità in seguito per esempio nella letteratura italiana si parla di decadentismo anche per i primi del 900.

2 Per la prosa SVEVO E PIRANDELLO inseriti nel decadentismo, il Balbi usa per loro ancora il termine decadentismo mentre altri li vedono fuori dal decadentismo, fatto sta che il loro pensiero e l'influenza che questo ha nelle loro opere affonda nello stesso pianoterra culturale e filosofico che sta al di sotto del decadentismo. E' indubbio che c'è una continuità tra il decadentismo e gli autori successivi fino al Neorealismo che ritorna ad un impostazione tradizionale. Termine decadentismo oggi è usato senza connotazione negativa. Retroterra filosofico di questo periodo : FILOSOFIA (nasce dal)rifiuto del positivismo LETTERATURA rifiuto del naturalismo Decadentismo e naturalismo sono contemporanei e poi abbiamo notato come in autori che noi colleghiamo ad una determinata corrente siano compresenti elementi che possiamo vedere propri di un altro movimento. Alcuni autori come D'Annunzio o Pascoli, in certi aspetti della loro produzione riflettono influenza del naturalismo, ma un naturalismo venato da una nuova sensibilità che preannuncia movimenti successivi. Collegamento con il primo romanticismo tedesco e inglese perchè i temi, gli atteggiamenti, i presupposti del decadentismo hanno analogie con il primo romanticismo, ovviamente questi motivi verranno esasperati, cosi come c'era continuità tra il realismo di primo 800 e quello di secondo 800 ripreso pero con caratteri diversi. Collegamento (c'è continuità) tra romanticismo e decadentismo perchè l'artista inizia ad essere in contrasto con la società capitalistica in seguito allo sviluppo o dell'assetto industriale o della rivoluzione industriale, siamo nella fase dello sviluppo industriale che vede la produzione su ampia scala, largo impiego di macchine, si inizia a parlare di società di massa nella quale l'intellettuale non si riconosce (l'assetto socio economico non riconosce all'intellettuale il ruolo che aveva un tempo l'artista perde l'aureola, gli artisti che si adeguano alle leggi di mercato acquistano importanza anche se le loro opere non hanno la stessa qualità delle opere d'arte perchè rispondono alla logica del mercato, si rivolgono ad una ristretta cerchia, si sentono esclusi ). Uno dei motivi del decadentismo è la perdita dell'aureola espressione che si ricava da Baudelaier, è il titolo di un poemetto contenuto nella raccolta Sprin di Parigi comunicato nel Aureola caduta a Parigi nel fango e racconta questo ad un amico in un bordello (prostitute ai margini della società), il poeta non gode più del prestigio di cui godeva un tempo, non è più nell'alto dell'olimpo ma è costretto ad essere uno dei tanti che vive nell'anonimato però questo rifiuto della società diventa un motivo di vanto nella consapevolezza della qualità della propria opera, lascia che sia qualcun altro a raccogliere l'aureola perchè costui non potrà essere che un poeta di bassa qualità. poemetto in versi Lo stesso motivo della perdita dell'aureola si ritrova in una poesia l' ALBATRO tratto da I fiori del mare, a sottolineare il cambiamento della società del poeta nella società di massa, non ha più posizione privilegiata anche se il volo dell'albatro farebbe pensare al contrario, a rendere la condizione del poeta è invece l'immagine dell'albatro catturato e fatto oggetto di scherno dai marinai, a quel punto le sue ali a cui direbbe la maestosità del suo volo diventano di impaccio. L'albatro indica una situazione che si ripete sempre umiliazione, infatti il componimento si apre con avverbio spesso a indicare la condizione del poeta nella società capitalistica in cui non ha più quell'alone di sacralità che lo contraddistingueva prima cosi come l'albatro catturato dai marinai perde la sua maestosità, il paragone è reso dall'ultima strofa c'è il COME. Di conseguenza c'è il parallelo tra i marinai e la società di massa nei confronti del poeta. La parola chiave è l'aggettivo ESULE posto in risalto all'inizio del verso 15 a indicare il declassamento del poeta e la sua esclusione. E tutto giocato su una contrapposizione di alti e bassi (comico), albatro prima è viaggiatore alato, re dell'azzurro e poi maldestro, vergognoso, fiacco,sinistro, comico, brutto. Dal punto di vista stilistico vicino alla prosa, sintassi lineare e discorsiva anche se ogni tanto ha immagini poetiche abissi amari, struttura metrica quartine, versi alessandrini a rima alternata,

3 rimandi sonori, mancano enjambement, coincidenza tra unità metrica e sintattica (il verso ha senso compiuto). E vero che è visto come modello pero notiamo che nelle scelte stilistiche e metriche non è innovativo e rivoluzionario innovativo dal punto di vista della tematica. Decadentismo e naturalismo si sviluppano contemporaneamente. Differenza: mentre i decadenti non accettano la società, si sentono emarginati, la rifiutano e fanno di questa diversità un elemento di distinzione, i naturalisti rimangono entro l'orizzonte borghese, partono da quei valori che stanno dietro al progresso (positivismo), si servono degli strumenti che fornisce loro la stessa cultura borghese per analizzarne gli aspetti e per metterne in evidenza i difetti perchè i naturalisti sono sorretti dalla fiducia di poter intervenire e cambiare la realtà. Ma poi i cambiamenti della struttura socio-economica hanno fatto si che venisse meno la fiducia nella scienza non può fornire gli strumenti per cambiare la realtà, cosi si sostituiscono i decadenti ai naturalisti. Poi hanno un evoluzione in relazione a quella della società per cui con la svolta imperialistica e nazionalistica alcuni intellettuali si schierano dalla stessa parte che prima avevano condannato. Visione? Positivismo basato sulla fiducia nella capacita della scienza di dare ragione di tutti i fenomeni naturali, visione della realtà come regolata da leggi, fiducia nella possibilità di conoscere la realtà, tutto ciò viene meno con il decadentismo perchè si pensa che la vera realtà non sia quella apparente ma sia qualcosa che è al di la dell'apparenza sensibile e quindi è qualcosa di misterioso, oscuro, ignoto a cui l'uomo cerca di attingere e lo farà non più attraverso la ragione bensì attraverso un procedimento alogico che prescinde dalla ragione, quindi si ha una visione mistica con una ripresa di temi e motivi già sviluppati nell'ambito del romanticismo nordico ora ripreso e accentuato. Questo è detto da Baudelaire i vari aspetti della natura sono legati tra loro attraverso una rete di corrispondenze che stanno al di la dell'apparenza sensibile e che mettono in relazione cose che sarebbero tra loro lontane e diverse, in questa rete si trova anche l'uomo che s e riesce ad andare al di la può raggiungere la fusione con il tutto, qui ritroveremo il motivo del PANISMO (l'uomo riesce a sentirsi un tuttuno con gli altri elementi della natura). Siamo negli anni in cui avviene la scoperta dell'inconscio, alcuni ne parlano inconsapevolmente anche già prima (ODONTOIESCHI). FREUD affronta l'argomento ancora in termini scientifici. I decadenti vogliono superare la ragione, i vincoli della ragione e vogliono il contatto con il tutto, e questo deve essere inteso come un esperienza mistica, ci sono delle condizioni privilegiate la malattia, il delirio, la follia, questi stati possono anche essere provocati dall'assunzione di sostanze allucinogene. Collegati a questi ci sono i temi del Panismo (nella conclusione di uno nessuno centomila e il fu mattia pascal). L'io supera la sua individualità e si annulla nella vita del tutto, sentirsi erba, Ungaretti si identifica nell'acqua del fiume Isonzio dove ritrova il ricordo degli altri fiumi che ha incontrato nella sua vita. Un altro momento privilegiato è quello dell'epifania : manifestazione, apparizione, c'è un elemento della natura che si illumina e acquista un particolare significato che ci da la rivelazione ci mette in contatto con il tutto, ci rivela l'arcano anche se per un momento di grazia in cui ci sembra di poter intravedere la realtà. Verità che è nell'abisso del mistero come si raggiunge? Con i momenti privilegiati. in questa concezione momento privilegiato per raggiungere la conoscenza è l'arte la poesia, il poeta è colui che sa vedere sa andare oltre e strumento di questa penetrazione è la parola poetica che non serve alla comunicazione ma diventa evocativa e da inizio ad una catena di analogie che portano nella direzione di questa verità ignota. Se si va avanti su questa strada la poesia rischia di diventare anche di difficile comprensione ma di questo i poeti non si preoccupano perchè l'esperienza artistica diventa un fatto elitario e quindi questa l'oscurità del messaggio poetico diventa un fatto voluto, perchè l'arte è fine a se stessa non deve essere più veicolo di insegnamento morale e civile e si ricerca l'arte pura anche se poi l'arte diventa mezzo di propaganda ideologica (con D'annunzio). L'arte diventa un valore

4 assoluto e si identifica con la vita e questo porta all'estetismo (la loro vita deve avere un carattere di estrema raffinatezza perchè si devono distinguere dalla massa infatti la loro vita deve diventare un'opera d'arte). La parola che suggerisce e che evoca, INTERARTISTICITA' vengono meno i confini tra le varie arti, la musica è arte per eccellenza e la poesia si deve accostare alla musica deve avere una sua musicalità, la musica deve suggerire immagini plastiche, le figure retoriche assumono un diverso valore: METAFORA (barocco) stupisce perchè si collega all'intelligenza, stupisce l'accostamento tra cose lontane tra loro in maniera logica METAFORA _> accostamento irrazionalistico, alogico Stessa cosa per l'allegoria che richiama al medioevo, quando leggo la lupa in Dante questa si associa ad un preciso significato, nel decadentismo no, il significato è quello suscitato in quel momento. SINESTESIA (poesia del 900) rende l'idea della rete di corrispondenza che si vengono a creare al di sotto degli elementi della realtà apparente, la sinestesia ci permette di sentire l' interartisticità cerca le relazione tra sensazioni che hanno a che fare con sfere sensoriali diverse e quindi la fusione tra le varie arti. TESTO CORRISPONDENZE Anticipa il decadentismo contenendo elementi propri del simbolismo, natura vista come un tempio con carattere di mistero come se si passasse attraverso una foresta di simboli, ogni elemento ha un significato nascosto. Nella seconda quartina si parla di questa corrispondenza. Rete di corrispondenze che si fondono in un unita misteriosa. La parola del poeta diventa una chiave per penetrare, interpretare grazie alla sua magia. Sinestesia profumi freschi dolci e verdi paragonati all'oboe. Tema decadente della rete di corrispondenze tra elementi della natura che si unisco in una misteriosa unità che sembra manifestarsi in alcuni momenti (epifanie)ma in realtà è irraggiungibile. Il poeta intuisce esserci una realtà al di la. Il poeta può penetrare oltre la realtà. La sfrenata esperienza sensoriale si oppone alla società ottusa. D'ANNUNZIO Autore di risonanza europea considerato uno dei maggiori esponenti del decadentismo a iniziare che fu un raffinato culture dell'estetismo, egli in realtà percorre attraverso il decadentismo in tutti i sui aspetti con un atteggiamento superficiale, in poesia è un esponente più significativo Pascoli. Di lui ricordiamo estetismo, panismo e superomismo. Fama perchè in lui c'è spettacolarizzazione continua della sua vita in tutti gli aspetti e qui è significativo che da un lato prende distanza dalla società del tempo( distanza dalla massa) dall'altro però c'è lo sfruttamento dei meccanismi di informazione propri della società di massa e quindi finisce per riproporsi in forme diversa in quella figura del poeta abate che era stato messo in crisi precedentemente e quindi in lui vedremo la presentazione di se stesso come poeta per il quale la poesia è privilegio e della propria vita raffinata l'altra faccia dell'arte raffinata, le due facce di una stessa medaglia ( arte raffinata-vita inimitabile). Importante che riesca a fare di se un mito di massa. In lui ripercorriamo l'evoluzione di un periodo fine secolo inizio nuovo secolo per cui si trovano compresenti aspetti contradditori perchè partiamo da un poeta che prende le distanze della massa per perseguire l'ideale del superuomo (aristocratico) ma poi finisce per sfruttare gli stessi mezzi della società di massa e poi con evoluzione imperialistica della società borghese finisce per essere il cantore dei nuovi valori quindi lo vediamo attivo sul fronte della guerra. Nasce a Pescara nel 63 il suo cognome deriva dal cognome di un ricco zio adottivo, il padre si chiamava Rabagnetta, studia in toscana, dopo si trasferisce a Roma per frequentare lettere dove non si laurea, inizia a collaborare con alcuni periodici sia come giornalista letterario ma come cronista mondano della aristocrazia nella quale riesce a entrare a far parte adeguandosi alla

5 condotta di vita che questa aristocrazia conduceva (vita costellata di scandali), vive le sue vicende di amore tempestoso che diventano oggetto di pettegolezzo ed egli non fa nulla per spegnere questi pettegolezzi anzi se ne compiace. Inizia le sue prime opere, in verse canto novo Novelle terra vergine romanzi il piacere. Piacere che viene scritto nel 1889 stessa data del Mastro Don Giosualdo. Nei primi anni vive a Napoli insieme ad una donna da cui ha una figlia e viene denunciato di adulterio perchè era una donna sposata, è influenzato da Nietzche e dalla musica di Wagnere e compone il suo romanzo il trionfo della morte. Nel 94 segue la relazione con una attrice Eleonora Duze, deve affrontare una questione : il dissesto finanziario e i debiti che aveva ereditato dal padre, e quindi deve da un lato fuggire e e dall'altro prendersi impegni editoriali che però sono gravosi, si trasferisce a Firenze dove dal vive nella Capponcina (villa lussuosa) qui si dedica a scrivere i primi tre libri delle laudi e di un opera teatrale nota come la figlia di Diorio. Anche la relazione con la Duze finisce nuovo amore con Alessandra di Rudinì, cambia donna ma non condotta di vita che è sempre dispendiosa, si dedica all'attività teatrale riscuotendo successo con l'opera la nave. Inizia nel 97 la carriera politica diventa deputato, si presenta con la destra per poi passare nelle file della sinistra in segno di protesta contro la repressione del governo reazionario di Pelù. Nel 1910 lascia l'italia in quanto i debiti contratti per mantenere il suo tenore di vita lo costringono a cercare riparo in Farncia dove rimane fino al 1915 da dove continua ad avere contatti con l'italia attarverso la collaborazione con il corriere della sera, i pezzi che scrive per questo giornale confluiscono nelle faville del magno opera. Nel 15 scoppia la guerra e quindi ritorna in Italia si schiera tra gli interventisti, prende parte alla guerra che lo vede protagonista in imprese terrestri navali e aeree, si puo ricordare la beffa di Buccari in cui con un sottomarino arriva fino sulla spiaggia, sembra alla ricerca dell'esperienza eccezionale, troviamo un D'annunzio impegnato non nella guerra in trincea ma nell'areonautica. A causa di un incidente aereo egli è costretto al riposo obbligato perchè perde un occhio e quindi questo periodo scrive delle prose, le prose del notturno (prosa diversa rispetto alle opere precedenti). Per lui l'esito della guerra non è accettabile, parla di Vittoria Mutilata, occupa nel 19 di forza Fiume e vi istituisce un governo militare, dopo è costretto dal governo ad abbandonare la citta, poi si ritira sul lago di guarda in una villa detta Il vittoriale che è una sorta di museo che ci da l'idea dell'identità tra arte e vita in cui ogni particolare si carica di un significato e serve a dare una testimonianza di se. Vive in disparte gli ultimi anni, cura la pubblicazione delle sue opere guardato con sospetto dal fascismo. Muore nel 38. L'OPERA Attraversa diverse fasi. All'inizio abbiamo le prime due raccolte liriche primo vere e canto novo che risentono dell'influenza di Carducci (nelle odi barbare sopratutto perchè riprendono una metrica barbara). L'altra opera in prosa è costituita dalle novelle raccolte in terra vergine che rendono inevitabile il confronto con Verga. Dannunzio risente dell'influenza in ambito poetico e sulla prosa ma leggendo le opere ci si accorge bene presto del carattere originale rispetto alle opere dei due maestri del tempo. Con canto novo, in Carducci idea di una natura solare, idea delle cose sane e forti solo che questi aspetti ripresi da D'annunzio sono portati all'esasperazione fino a che non si vede la fusione tra Dio e la natura, lo sviluppo dei temi di Carducci muovono in questa direzione per cui c'è la disponibilità dei sensi ad a priori a tutte le sollecitazioni che vengono dalla natura e che ricordano i 5 sensi anche se poi appunto non manca l'altro risvolto, se il decadentismo presenta da un lato il vitalismo dall'altro il senso della morte che si sente anche in quest'opera. Terra vergine e vita dei campi, accostamento nasce dall'ambientazione, Verga terra d'origine, D'Annunzio Abruzzo (terra di pastori. Qui non c'è la rappresentazione delle condizioni di vita dei contadini che mettono in evidenza la lotta per la vita la leggere del più forte, siamo lontani dall'impersonalità di Verga, qui abbiamo una rappresentazione analoga per la descrizione di una

6 natura vitale dove gli uomini cedono a passioni primitive (erotica) irrefrenabili, di contro a Verga ritroviamo la soggettività del narratore. Elemento comune: terra d'origine, carattere regionalistico. Influenza dei poeti francesi si fa sentire nella traduzione in versi successiva, la fase successiva è dominata dall'estetismo che mette l'arte dinnanzi a tutto, la frase che riassume questo atteggiamento è il verso è tutto, le leggi del bello sostituiscono quelle della morale, si vive la vita attraverso il continuo filtro della letteratura (si vede nell'opera il piacere in cui ogni particolare che egli vede egli richiama un opera d'arte). L'esteta è quella figura che ci riporta al rapporto tra artista e società. Da notare che D'annunzio non fa dell'esteta il solo protagonista delle sue opere e nella sua esistenza incarna questa figura con tutti gli aspetti della vita. il piacere si pone nel momento in cui l'adesione di D'anunnio all'estetismo entra in crisi, il protagonista Sperelli è sottoposto ad una critica da parte dell'autore che ne scopre la debolezza (una debolezza di volontà) in cui l'adesione all'estetismo nasconde una menzogna, è tutto costruito su una menzogna di cui egli si rende conto. Andrea Sperelli è l'esteta aristocratico, che vuole incarnare i principi dell'estetismo però è debole nella sua volontà e questo fa si che in lui venga meno ogni forza morale e quindi la figura entra in crisi anche nel rapporto con la donna, cambia un po di donne Elena muti (rappresenta la passionalità), Maria Ferres(purezza e quindi una sorta di purificazione dalla passione ma poi si rende conto che è tutta una menzogna e che il solo modo per nascondere quelle che sono le sue vere pulsioni), finisce quindi poi per tradirsi perchè in un momento di effusione con Maria pronuncia il nome di Elena. Se c'è un atteggiamento critico che finisce per mettere in crisi la figura dell'esteta, dall'altra parte questa figura continua a suscitare fascino nell'autore. Ne nasce un opera che può essere accostata per gli anni a Mastro don Gesualdo ma in realtà è diversa, c'è il quadro della società corrotta però poi l'attenzione è rivolta all'analisi psicologica del personaggio. Analisi spietata di Elena Muti che è scomparsa e poi ricomparsa giustificando la sua assenza perche per motivi economici aveva dovuto sposarsi (prevalere del motivo economico sugli ideali di vita), analisi impietosa della donna,delle menzogne della donna, dell'artificio che domina ogni aspetto della sua vita, solo che in questa analisi egli riconosce molti degli aspetti della sua vita e si rende conte che non potrà più impostare con la donna una relazione come prima perchè si tratterebbe di adottare le stesse arti con qualcuno che gioca ad armi pari, non può seguire il principio possedere e non essere posseduto. Altro brano presenta Sperellia cui Elena ha dato appuntamento, lui aspetta a Roma su cui è calata la neve(idea di un paesaggio che richiama idea di purezza) e in questa attesa si confrontano le due donne (Elena richiama a Elena di troia, immaginata con la veste rossa che richiama passionalità, Maria invece vestita di bianco purezza). Scopre il vero significato del suo rapporto con Maria perchè poi in realtà è portato verso Maria dalla stesse pulsione che lo portano verso Elena. Termini che riportano al dolce stil novo perchè ricalcano i passi biblici nell'immaginare l'apparizione della donna c'è la profanazione delle cose sacre, l'immagine della donna è oggetto della passione del poeta ma è anche accostata all'immagine della Madonna. IL RITRATTO DI SPERELLI. Contrapposizione tra la società di massa e l'idea di un elit aristocratica. Gli Sperelli si distinguono. Debolezza di volontà che fa si che il ricercare l'arte per l'arte distrugga la forza morale. Finzione di Elena fa si che egli riconosca anche la sua stessa finzione. Seme del sofisma. CONCLUSIONE DEL ROMANZO ULTIMO CAPITO FALLIMENTO DEL PROGETTO DELLA VITA

7 COME OPERA D'ARTE Casa di Maria Ferres (che richiama all'idea della raffinatezza aristocratica) viene profanata perchè il marito fallisce e quindi è venduta all'asta, intrusione del mondo esterno che profana questo luogo. Stretto contatto con la massa, ci sono particolari le tappezzerie vengono tolte e sotto c'è la carata fiorata strappata a indicare la fragile copertura della bellezza aristocratica di confronto alla volgarità (cattivo gusto) tan'è vero che l'ultima scena vede Andrea che non riesce ad arrivare a casa sua perchè l'armadio che ha comprato all'asta blocca il passaggio, sembra una cassa da orto funerale che segna il fallimento del progetto del giovane. La fase successiva è nota come fase della bontà, influenza del romanzo russo che si caratterizza per l'approfondimento psicologica, il romanzo è Giovanni epuscolo (influenza Odontoieschi anticipa temi e soluzioni che saranno tipici della narrativa successiva), l'innocente esprime aspirazione all'innocenza nella scelta di una vita a contato con la campagna, aspirazione alla purezza, rinascita attraverso il recupero del legame coniugale. In questa fase a livello poetico egli compone il poema paradisiaco dove esprime il desiderio di ritorno all'innocenza dell'infanzia anche se al di la di questi temi si nota la suggestione che ha il tema della morte su di lui, infatti ritornano alcuni luoghi come giardini abbandonati su cui il tempo lascia il segno, si ritrovano alcuni motivi che ricompariranno poi tra fine e inizio 900 con l'esperienza dei crepuscolari. VISITA ALLA MADRE Poeta dedica il componimento alla madre di eta avanzata, il giardini porta i segni del tempo, l'arredamento risente del passare degli anni e il figlio irrompe in casa pensando di portare un ondata di vita, una forza vivificatrice per cui ci sono una serie di esortativi che vogliono sottolineare la volontà di recuperare il passato e riprendere la vita grazie alla presenza del figlio che si presenta come artista che fa rivivere il passato attraverso la musica. Ritmo frammentato dalla punteggiatura che dà l'idea di un ritmo spezzato quasi un singhiozzo. La mamma candida il volto è quasi un giglio ma indica la malattia. Ripetizioni di avverbi ancora ancora a indicare la possibilità di un recupero del passato, i segni della rinascita della timida erba e la ripetizione di un verso ti dirò come sia dolce il mistero e il sorriso conferisce un tono rassicurante e consolatorio per la madre. Invita l'anima a sognare. nulla è ancor distrutto innocente esprime desiderio di rinascita ma ci sono al di sotto spinte omicide perchè porta alla morte di un bambino. Esprime il bisogno di purificazione. Parola vivificatrice del poeta crea quasi il miracolo primaverile ma subito c'è associata l'immagine della morta scelta di una metafora mortuaria. Indica il pallore della madre che vive quasi una improvvisa primavera. Prima si rivolgeva alla madre con il tu poi c'è un NOI, il figlio è accomunato alla madre per il ricordo del passato. C'è l'idea della purezza e anche della morte sfumatura funebre. Dichiarazione di poetica in questa scelta di un sapore antico che non abbia nulla di eroico ma che aspiri più al vago e al negletto, quindi la constatazione che può offrire alla madre è legata alla sua capacità di artista, la poesia si chiude con l'immagine di protezione dell'acqua al cavo della mano che richiama all'immagine della culla. Il poeta legge Nietzche nel 92, tale lettura è soggettiva in quanto riprende alcuni motivi della sua filosofia ma poi li elabora, aderisce a molte delle tendenze culturali del periodo in maniera superficiale, personale con delle forzature. Rifiuto della democrazia dell'egualitarismo, tutto si contrappone all'individualità dell'uomo, idea del vitalismo che rifiuta ogni vincolo, rifiuto dei principi cristiani che vengono visti come un freno

8 per il vitalismo e lo spirito dionisiaco. Espressione della volontà di potenza nell'affermazione di se, si crea il mito del superuomo, D'annunzio riprende questi elementi in chiave reazionaria, antiborghese per finire in un atteggiamento imperialistico. Idee contro la speculazione edilizia, contro la distruzione del bello, contro l'egualitarismo che si traduce in politica nel parlamentarismo, di contro a tutto leva il superuomo che deve rappresentare un ideale aristocratico che deve aspirare ad una vita attiva e eroica ispirata all'idea del bello. Figura del super uomo che pero non nega la figura precedente dell'esteta ma la assorbe in sé e questo porta ad un atteggiamento diverso, non c'è il rifiuto sdegnoso della società borghese ma l'intellettuale recupera il suo ruolo attivo che interpreta le forze in atto a quel tempo e che spingono verso una svolta imperialistica e quindi D'annunzio cerca di recuperare un proprio ruolo sociale in funzione antiborghese e quindi con un atteggiamento aristocratico. Il romanzo che viene dopo la fase della bontà non segna ancora una piena adesione a questi motivi ma rappresenta un momento di passaggio e questo romanzo è il trionfo della morte. Protagonista abruzzese Giorgio Aurispa borghese, passeggia con l'amante e assistono al suicidio di un passante, i due si chiudono in un albergo espressione di gelosia inquieta e torbida. I due si separano e Giorgio ritorna al suo paese d'origine, recupera il rapporto con le figure femminili della sua famiglia. C'è il ricordo di una famiglia violenta il padre tradisce la moglie e sperpera le sostanze della moglie. Giorgio rimane influenzato e ritorna alla relazione con Ippolita perseguitato dall'idea della morte e alla fine sentendo il peso della tara famigliare decide di porre fine alla sua esistenza tormentata e si getta da una scogliera tenendo stretta l'amante tra le braccia. Vorrebbe raggiungere un nuovo senso della vita, intravede il messaggio della filo di Nice ma non riesce a portare fino in fondo questo suo progetto perchè non ha in se questa forza da cui lo priva la donna. La morte del personaggio segna la liberazione da parte di D'Annunzio da quella parte di se che si presenta come debole. Con questo si conclude il ciclo dei romanzi della rosa : il piacere, l'innocente e il trionfo della morte. Romanzo successivo le vergine delle rocce, il protagonista qui invece è forte, è il manifesto politico del superuomo. Qui il protagonista esprime idee aristocratiche, antidemocratiche, reazionarie e imperialistiche. Protagonista Claudio Cantelmo vuole raggiungere l'ideale tipo latino e vuole trasmettere questo carattere al proprio figlio che deve essere il super uomo ma deve trovare la donna con cui generare il super uomo e la va a cercare (tema della morte) in una famiglia della nobiltà borbonica che vive chiusa in una villa arretrata che porta i segni del tempo e del decadimento dove i personaggi hanno su di sè i segni della follia e sceglie come donna Violante che rappresenta la donna fatale solo che dovrebbe essere colei che genera nuova vita ma l'eros che la caratterizza è quella della nemica e del trionfo della morte. Anche Claudio nonostante tutte le sue proteste rimane un debole, non riesce a portare fino in fondo il suo disegno. Questo romanzo doveva essere il primo di un ciclo di altri tre romanzi (ROMANZI DEL GIGLIO) il personaggio non è ancora matura ma avrebbe dovuto raggiungere la maturità nei tre romanzi successi mai scritti. Ultimo ciclo ROMANZI DEL MELOGRANO : il fuoco e mancano gli altri due romanzi. Nel Fuoco si parla di manifesto artistico protagonista STELIO(richiama idea delle stelle) e FRENA(sfrenatezza vitalismo superomistico) l'autore vuole creare un opera che rappresenti per l'italia quello che l'opera di Wagner ha rappresentato per la stirpe germanica ma anche in questo caso al suo disegno si oppongono l forze negative di FOSCA (riprende la scapigliatura) una figura negativa femminile. Artista richiama l'idea della morte che si oppone al disegno artistico del protagonista. TARE FAMILIARI motivo ritrovato a partire dal naturalismo. Non possiamo parlare di una narrativa veristica e naturalistica a cui si avvicinava il piacere ma che via via risulta sempre più distante come modello perchè prevale l'approfondimento psicologico e poi c'è una trama di simboli. Dopo il fuoco c'è un periodo in ci si colloca l'esperienza teatrale. Alla narrativa ritorna nel 1910

9 con forse che si forse che no che si ricollega ai processi in atto, e all'esaltazione della macchina volo aereo. La storia parla di un aviatore Paolo Tarsis con Isabella e vanno a visitare la reggia dove visse la sua omonima (di Isabella) della famiglia estense. Palazzo porta il segno del tempo. Il titolo porta il segno di un motto che rinvia all'ambiguità dei personaggi : tra Isabella e il fratello c'è un rapporto speciale e la sorella di Isabella è innamorata di Paolo. Durante una gara aerea muore un amico di Paolo e questo lo turba profondamente, alla fine si arriva alla verità in questo gioco ambiguo di rapporti perchè si svela il rapporto tra Isabella e Aldo che si uccide, Isabella impazzisce e Paolo però riesce a recuperare se stesso perchè compie un volo che dal Lazio lo porta in Sardegna differenza con altri personaggi, quando sta per fallire trova la forza per portare a termine il suo progetto. Qui è ancora più evidente il tono evocativo e la trama simbolica della narrazione perchè viene meno la continuità della narrazione tradizionale. IL PROGRAMMA POLITICOI DEL SUPERUOMO Profanazione del luogo sacro. Esprime il sogno di un nuovo dominio imperiale animato da forze più gloriose. Città fatale (perchè voluta dal fato) destinata alla grandezza che ora è stata tradita. Onda delle basse cupidigie con riferimento alla corsa affaristica in atto (desiderio di profitto) cui contrappone l'ambizione perversa ma titanica che si è spenta e non riesca a riaccendersi, lui ricerca la grandezza anche nel male purchè sia grande contro le meschinità delle cupidigie. Da una parte c'è l'anima senile del papa che si contrappone alla dimora inutilmente eccelsa (quirinale) il re viene visto limitato nel suo potere dal regime democratico (costituzionale?). Fa riferimento alla presa di Roma. Il paesaggio nuvoloso dovrebbe spingere il re ad un sogno di grandezza. Corso riferimento a Napoleone, la sua opera è il segno di un destino sovraumano fa riferimento al fatto che progetta alla nascita del superuomo che deve essere il nuovo re di Roma. Riprende idea del disegno provvidenziale dell'impero. Rifiuto di cantare i principi democratici del tempo, nelle righe precedenti è espresso il superamento del rimpianto del passato come espressione della bellezza. Il compito degli artisti è quello di affermare il valore della bellezza, li invita a corrodere con la satira i valori borghesi. Rifiuto dell'uniformità e dell'uguaglianza sociale. Riferimento al parlamento che viene detto la gran bestia a indicare i rappresentanti del popolo riuniti in parlamento. Espressioni forti per indicare i discorsi democratici che disprezza. Riferimento all'inferno dove si dice che le unghie sono merdose. Bisogna instaurare la bellezza contro la democrazia nemica del bello. Rifiuto dell'uguaglianza, razzismo diventare soci degli ebrei, aspettare l'evento con riferimento. Concetto aristocratico dell'elit. Le plebi sono tali per natura. La speculazione edilizia porta alla distruzione delle case follia del lucro. TEATRO Due fattori che influenzano il teatro: 1) il mito del super uomo 2) la conoscenza e il rapporto con Eleonora. Il teatro di D'annunzio ha caratteri diversi dal teatro del suo tempo borghese e realistico che aveva una attinenza con la realtà quotidiana c'è il rifiuto di questo, D vuole trasfigurare la realtà, vuole recuperare lo spirito dell'antica tragedia greca, un teatro fatto di passioni, contrasti e conflitti, da qui il rifiuto del reale e il recupero dei personaggi della storia o del mito classico in una dimensione poetica perchè queste opere sono spesso in versi e quindi con una ricercatezza della

10 parola che ci riporta in una dimensione simbolica. Un opera di rilievo che però ha caratteri diversi da quelli appena descritti è la figlia di Iorio tragedia pastorale che ci porta alla terra d'origine con D'annunzio vista come terra dei pastori come mondo primitivo con un intendimento che è lo stesso di terra vergine che ci fa pensare ad una dimensione più realistica e documentaria che invece mancano in D'annunzio che sceglie la sua terra per privilegiare l'aspetto barbarico. L'altro versante a cui si dedica è la poesia con le laudi. Come per i romanzi D'annunzio aspira ad ampie costruzioni (i romanzi dovevano essere raccolti in cicli). La stessa ambizione a costruire un opera con una precisa struttura si trova nelle laudi il cui titolo originario è le laudi del cielo della terra del mare e degli eroi che dovevano essere costituiti da 7 libri e dovevano abbracciare tutti gli aspetti del reale, scrive Alcyone Maia Elettra (titoli derivano dal nome delle Pleiadi). A distanza di tempo segue un altro libro il quarto merope (riferimento alle imprese coloniali in Libia)e poi un quinto asterope (riferisce agli avvenimenti della prima guerra mondiale) scritto nel 33, gli ultimi due non vengono scritti. MAIA Maia è un lungo poema unitario in versi in cui adotta il verso libero e si presenta come un carme profetico. Riferimenti alla realtà sono trasfigurati poeticamente con una trama simbolica, questo poema si presenta come la trasfigurazione di un viaggio che lui ha compiuto in Grecia. Il tema è quello del recupero del passato mitico della Grecia a cui poi subentra il tema delle città moderne industriali. Quest'opera è da intendere come un tentativo di recupero da parte dell'intellettuale del suo ruolo nella società. Il poeta cerca di capire quale è il fascino della società moderna e lo ritrova negli aspetti della società stessa (il progresso tecnologico). Cerca di scoprire quale è il lato che può essere celebrato dal poeta, di scoprire quali possano essere le energie che il poeta deve veicolare verso nuove imprese eroiche nello stesso tempo però (il superuomo e l'esteta ritornano sempre in se) c'è la consapevolezza del fatto che il poeta sia emarginato dalla società, c'è il tentativo di scongiurare questa emarginazione (paura dell'emarginazione) e quindi il mito e la storia si prestano al recupero di questa realtà moderna che diventa l'oggetto del canto del poeta con un atteggiamento contradditorio perchè è sempre accompagnato dalla consapevolezza che non ci sia più spazio per l'artista nella società moderna. Egli finisce per farsi interprete degli aspetti più reazionari della società del tempo (imperialismo, colonialismo in nome della stirpe latina) e quindi il suo discorso presenta spesso una certa enfasi retorica e oratoria, da questo testo è tratto un passo in cui sono enunciati i principi del superuomo. ELETTRA si passa all'oratoria poetica, si parla delle città del silenzio che sono le città imperiali che hanno perso il prestigio a causa delle condizioni della società moderna ma che possono vantare un passato e attraverso il recupero del passato si passa al futuro. Si ispira alla grandezza del passato per le nuove imprese che il poeta vuole ispirare. ALCYONE Maggiori risultati poetici di D'annunzio, ritroveremo le scelte che lascia in eredità alla poesia successiva. A livello di temi decadenti (PANISMO) sia a livello di soluzioni stilistiche importanza della raccolta. Una raccolta di componimenti che si presenta come il diario di una vacanza estiva. C'è sempre la trasfigurazione poetica. La vacanza serve a dare il disegno di fondo, una struttura a queste opere ci sono i luoghi dei colli intorno a Fiesole fino alle coste del Tirreno, ma sopratutto c'è la dimensione temporale data dal susseguirsi delle stagioni (una stagione vista nei suoi diversi momenti fine primavera, estate, estate piena, fine estate e autunno). In questa rievocazione poetica di questa esperienza trovano spazio temi che ci riconducono al decadentismo sopratutto il tema del PANISMO della fusione con la natura che avverrà secondo

11 due processi: 1) da un lato la vegetalizzazione dell'uomo che tende a perdere i suoi tratti umani per identificarsi con la natura si parla di TRASUMANARE e di inviarsi a contatto con la natura alla ricerca di ciò che è al di la dell'apparenza sensibile, 2) dall'altro c'è antropomorfizzazione della natura. Una fusione che il poeta canta recuperando il ruolo che il decadentismo gli assegna cioè quello della parola come chiave di conoscenza, una parola che ha una carica magica e che consente al poeta di attingere a quella armonia che c'è dietro alla sensibilità. Tutto questo in un linguaggio nuovo carico di musicalità. Alcione è piuttosto articolato, comprende 5 sezioni per un totale di 88 componimenti. Dalla seconda alla 5 parte queste sezioni sono distinte da temi diversi e dalla seconda parte sono segnate da dei componimenti che sono precedute da un breve testo che ne anticipa il tema (DITIRAMBI). C'è sempre molta attenzione alla struttura, alla costruzione dell'opera. Ogni sezione si riferisce ad una stagione ed a un particolare ambiente e ad un particolare stato d'animo del poeta. Il testo che apre il libro è: LA TREGUA che lega ALCYONE ai due libri precedenti perchè presenta dei caratteri diversi. In Maia ed Elettra c'è impegno eroico e civile del superuomo che si pone come guida che deve recuperare il passato e ispirare il presente, in Alcyone si deve rappresentare la tregua che non è la tregua dal superuomo ma la tregua del superuomo che ricerca l'abbandono alla natura (momento di riposo e ricerca di un contatto con la natura. Altro testo introduttivo il fanciullo che contiene la poetica del libro per quanto riguarda la metamorfosi continua tra mondo umano e naturale. La prima sezione si colloca tra Fiesole e Firenze Giugno La fiera fiesolana La seconda Versilia ricerca di un rapporto panico con la natura La pioggia nel pineto Terza sezione estate piena, ricorso al mito classico Quarta Estate culminante, i primi segni dell'autunno quindi c'è il motivo del mito come un qualcosa che si è perso ed è irraggiungibile Quinta settembre, sentimento della perdita, impossibilità di recuperare il mito nel mondo moderno, abbandono del paesaggio della Versilia, qui parla anche di pastori e della sua terra d'origine Chiude l'opera Il comiato LA SERA FIESOLANA Si ispira al pellegrinaggio compiuto con la Duze ad Assisi. L'ambientazione è quella della campagna di Fiesole. 3 strofe di 14 versi liberi, non seguono uno schema fisso e non presentano uno schema di rime, strofe intramezzate dalle riprese di tre versi. Ispirazione ad un Pellegrinaggio Laudato sii, la ripresa di richiama il cantico delle creature di San Francesco e poi ad un certo punto si parla dei Fratelli olivi dove sentiamo l'eco di San Francesco (Olivi cari a minerva c'è sempre la componente del mito classico, poi c'è la lode per la morte e questo tema è presente nel cantico delle creature. Ci troviamo difronte ad una assenza di punteggiatura con continuo incatenarsi di un periodo all'altro questo ad indicare che non si crea una gerarchia tra le varie immagini, non c'è un centro logico narrativo ma un fluire di immagini in cui assistiamo da una parte alla umanizzazione della natura e dall'altra la naturalizzazione dell'uomo. La poetica di fondo è simbolista che valorizza la parola poetica come strumento per andare al di la della sensibilità, per cogliere l'armonia delle cose, per cogliere le corrispondenze interne alla natura e per cercare di attingere al mistero. Iniziamo a vedere molti dei caratteri della poesia successiva. All'inizio abbiamo rappresentata la natività della luna. fresche le parole sinestesia Nei primi due versi abbiamo l' alliterazione della F e dal punto di vista poetico c'è l'onomatopea

12 si cerca di riprodurre il suono del fruscio delle foglie. Si parla di fonosimbolismo, per cui il suono si carica di significati ulteriori. Ritmo largo uso di enjamebement Nella prima strofa dal punto di vista fonico : ancor s'attarda...luna è prossima alle soglie rende idea della natività della luna, prevalere di suoi aperti come la luminosità. Rime :gelo,velo,cielo-pace,tace-vederle,perle; particolare che gli ultimi tre versi vengono ripresi in maniera invertita dalle rime della ripresa ABCCBA. Questo schema libero si nota alla fine della ripresa ricorra sempre il quiquinario, nella ripresa assistiamo alla personificazione della natura che richiama il cantico di Frate sole nel motivo della lauda (tipico genere medievale). Alla natività della luna segue la pioggia di Giugno. Pioggia che gruiva valore onomatopeico. Rima gruiva - fuggitiva,gelsi,olmi,pini,viti,olivi,privi notiamo il ricorrere del suono I ricorrente che dà l'idea della pioggia che cade. Continua la personificazione della ripresa. Linea dell'orizzonte vista come la cintura che cinge il salce. Motivo della parola del poeta che si trova al limite tra il dicibile e l'indicibile, l'esprimibile e l'inesprimibile e diventa l'unico mezzo per penetrare la vera realtà, per accedere al segreto della natura. Umanizzazione della la natura paragonata alle labbra che si chiudono, nel momento in cui la natura sembra rivelare il suo segreto immediatamente ecco che la verità sfugge, la natura desidera rivelare questo segreto ma poi c'è un limite che impedisce che ciò avvenga (un divieto). Le colline che si incurvano hanno una funzione consolatrice. Chiusura con la lode per la morte che richiama il motivo presente nel cantico di san Francesco. PIOGGIA NEL PINETO Seconda sezione Tema del panismo che porta l'uomo a fondersi con la natura, mentre prima avevamo la natura che assumeva caratteri umani qui l'uomo trasumana e si fonde con la natura. Suono della pioggia reso attraverso la frammentazione del verso con continue riprese foniche. Il verbo frantumato ha una sua musicalità che è resa da una serie di rime, versi brevi, assonanze. I versi brevi non servono ad isolare un termine ma spingono ad andare oltre la fine del verso a procedere con un effetto di scorrevolezza con un effetto di musicalità. Importante è la punteggiatura, i versi talvolta sono costituiti da una sola parola. Strofe ripetute, c'è un inversione quando parla della favola bella che ieri t'illuse che oggi mi illude nel verso finale sono invertiti m'illuse e t'illude. Musicalità ripetizioni, enjambemenet, punteggiatura, si spengne,risorge dà l'idea dell'intermittenza del suono. Questi versi ricordano il canto dell'usignolo di MARINO. Verbo separato dal complemento oggetto, sostantivo separato dall'aggettivo. Ripetizione di odo. taci ascolta danno la musicalità al componimento. Scambio tra uomo e natura per cui le parole che paiono gocciole, i volti si fanno silvani. Naturalizzazione dell'uomo, Ermione assume il colore delle piante tanto che sembra uscire dalla corteccia degli alberi, gli occhi diventano come sorgenti d'acqua. Poetica simbolistica per cui il poeta coglie le corrispondenze naturali e la parola poetica diventa lo strumento per cogliere queste corrispondenze in questa fusione dell'io nel tutto indistinto della natura. Successivamente al 1910 egli non scrive più romanzi abbandona l'impianto narrativo, si dedica sempre alla prosa ma a strutture più brevi faville del maglio raccolta che ha scritto in Francia, parla di Faville che sono le scintille prodotte dai colpi del martello a indicare come il lavoro del poeta si svolga in una officina di creazione. Tutte le prose di questo periodo hanno carattere di brevità, frammentarietà, hanno un tono lirico ed evocativo, hanno a che fare con una

13 componente autobiografica memoriale e queste caratteristiche accomunano questa fase della produzione di D'annunzio che va sotto il nome di prosa notturna (da una raccolta di prose il notturno che è una raccolta di frammenti, ricordi di guerra con un periodare breve e secco). L'ultima prosa è il libro segreto di D'annunzio tentato di morire. il notturno prosa che non ha più l'impianto tradizionale del periodare, si privilegia la paratassi arrivando ad uno stile nominale in cui il discorso è affidato a una serie di immagini che si susseguono in maniera alogica novità. 1) in questa sua scelta egli è in linea con gli orientamenti della prosa del tempo dove appunto si andava nella direzione del frammentismo, è da ricordare che per verso questo frammentismo si collocavano quegli artisti che ruotavano attorno ad una delle riviste del tempo, viene meno la stagione del romanzo tradizionale 800esco. 2) Dall'altro lato è in opposizione ad alcune di queste prose, D'annunzio anticipa questa tendenza. Più calda è la critica moderna nel sottolineare l'ambiguità della sua prosa perchè qualcuno ci ritrova il D'Annunzio superuomo delle opere precedenti, alcuni ci riconoscono un enfasi oratoria, c'è comunque sempre un attenzione all'immagine di se. Questa tendenza accentua il fatto che egli durante un incidente aereo aveva perso un occhio ed ebbe gravi problemi anche all'altro e quindi fu costretto a stare per un certo periodo nell'oscurità ma non volle rinunciare a scrivere e quindi scriveva su strisce di carta sulle quali andava annotando queste sue impressioni, i suoi ricordi che si succedevano in maniera alogica, l'autore nel momento in cui non poteva più avere la vista aveva acuito gli altri sensi e poi era costretto al ripiegamento in sé. Da questo nasce la prosa del notturno. NOTTURNO Si immagina il chiarore. Pause create dalla punteggiatura. Ricerca di onomatopea. Frasi nominali legate alle varie impressioni. Ha sviluppato il senso dell'udito. Parla delle immagini che si formano nel retro dell'occhio.

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