Il Parroco. FEBBRAIO 2011 Anno 1I Numero 2 pagina 1 L eco della comunità parrocchiale di S.Giacomo Apostolo in Calvizzano - NA

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1 FEBBRAIO 2011 Anno 1I Numero 2 pagina 1 L eco della comunità parrocchiale di S.Giacomo Apostolo in Calvizzano - NA i era alla fine del diciottesimo secolo, poco prima che S scoppiasse la rivoluzione francese, nel 1788 il 5 di ottobre, festa del Rosario, in via Casa Cavallo sotto l aspetto di pubblica scuola fu aperto un Orfanotrofio. Ne furono promotori il Duca Giovan Battista Pescara di Diano (zio per parte di madre dell ammiraglio Francesco Caracciolo) ed il sacerdote Paolo Sambuca, mentre era parroco il sac. Annibale Mirabelli che sicuramente vi ebbe parte notevole. Lo stesso Duca, ormai più che ottantenne (morirà a novantun anni nel 1796), con un canone annuo di ducati 120 e l Amministrazione di Santa Maria delle Grazie, con un canone annuo di ducati 160, provvidero alla dote d e l l o r f a n o t r o f i o i n t i t o l a t o all Addolorata e a San Francesco Saverio. Scopo precipuo della fondazione era quello di raccogliere fanciulle orfane e povere perché venissero educate e addestrate ai lavori donneschi. A poco a poco il fine iniziale venne a modificarsi, ed in esso furono accolte delle giovani, che si dissero oblate ed in seguito monache ( e monache d o ritiro). Nel 1850 vi erano 40 oblate che, occupate in pratiche religiose poco si occupavano della educazione delle orfanelle. Per questo nel 1870 il 15 di maggio fu approvato lo statuto dell Orfanotrofio con decreto reale a firma Vittorio Emanuele II. Nel 1818 frattanto era stata costruita la Chiesa annessa all Orfanotrofio. Pur esistendo lo statuto reale, le monache, il cui numero andava sempre diminuendo e le poche rimaste erano ormai anziane, continuarono ad interessarsi poco dell educazione delle orfanelle. Fu necessario allora provvedere ad altre educatrici. Il sacerdote calvizzanese Raffaele Galiero, (28 dicembre novembre 1978) che già da anni insegnava nelle scuole elementari e che avrebbe continuato a farlo fino agli anni 50 a favore di intere generazioni, pensò alla nuova istituzione che solo da qualche anno (nel 1905) era stata fondata a Casoria da una ex insegnante, certa donna Giulietta Tra insegnanti ci si capisce e in pieno accordo con l amministrazione di Santa Maria delle Grazie e del parroco don Leonardo Carandante (12 febbraio settembre 1929; parroco dal 13 dicembre 1900), promotore della devozione al Sacro Cuore (nel 1906 aveva donato alla Chiesa la bellissima statua che ammiriamo nella seconda cappella a sinistra della nostra bella chiesa parrocchiale), invitò quella che oggi veneriamo come Santa Giulia, a venire a Calvizzano, visitare il Ritiro e disporre l invio di Suore che tenessero la scuola e educassero le orfanelle. La visita dovette soddisfare la Fondatrice, se a partire dall anno scolastico le Suore Catechiste del Sacro Cuore incominciarono il loro apostolato fuori di Casoria, qui a Calvizzano, prima casa figlia e unica fondata direttamente dalla Santa. Quella visita non fu la prima e l ultima, ma considerando la sollecitudine che distingueva Madre Giulia è da pensare che venisse spesso ad esortare le brave suore e sicuramente passava a salutare il parroco e il prof. Galiero in parrocchia. Quanto bene hanno fatto e monache d o ritiro con la scuola e soprattutto con la catechesi. Chi scrive ha fatto al Ritiro la scuola materna e la primina, il catechismo per la prima Comunione e la Comunione stessa il 15 settembre 1949, festa dell Addolorata. Il mio pensiero grato va a suor Virginia, mia insegnante e catechista. Ricordo che la comunità del Ritiro di Calvizzano ha dato alla Congregazione due Madri generali: Suor : Suor Matilde e Suor Giuseppina. E allora, mi chiedo, quale dev essere il nostro sentimento di riconoscenza al Signore se dopo circa novant anni Ella torna col suo corpo nei pressi di quella casa e in quella stessa chiesa che tante volte l ha vista pregare inginocchiata, come l immagino, alla balaustra dinanzi all altare. Accogliamo il suo corpo che sabato 26 febbraio prossimo ci visiterà e resterà fino ai Vespri della domenica 27. sia l accoglienza riservata alle visite speciali: il suo corpo, non è quello di una morta ma di una persona vivente la cui anima è certamente in Paradiso presso la Trinità Beata e la Santissima Vergine Maria da Lei tanto amata e venerata col santo Rosario. Il Parroco

2 FEBBRAIO 2011 Il Roveto Ardente Anno 11 Numero 2 pagina 2 Nell affrontare l apparizione di Loudes sia utile dal cuore di questo avvenimento: l auto rivelazione della Vergine come << Immacolata Concezione>> Fu infatti questa la risposta che Ella diede a Bernadette Soubirous, la quale, per ben quattro volte l aveva interrogata su quale fosse il suo nome. Il pensiero torna subito a Rue du Bac, quando Caterina Labourè vide attorno alla Madonna la scritta << Maria Concepita senza peccato>>, e a la Salette, dove si manifestò a Mèlanie Calvat e Maximin Giraud in una luce sfolgorante quasi a rappresentare lo splendore della sua purezza. A Lourdes è nuovamente protagonista una <umile veggente> una bambina quattordicenne, Bernadette Sobiruos, che si rende disponibile alla richiesta della Vergine. Sin dall età di sei anni ella aveva manifestato una marcata tendenza alla pietà, aveva poi dovuto affrontare notevoli disagi, anche perché il papà Francois era andato in miseria a motivo di un eccesso di generosità che gli aveva fatto spesso dare a credito la farina del suo mulino di Boly, senza poi ricevere il relativo compenso. La famiglia aveva trovato riparo in una cella dell antica prigione dismessa perché tanto malsana da essere considerata indegna perfino per i carcerati, e Bernadette doveva lavorare duramente per contribuire alla sopravvivenza dei genitori e dei fratelli Toinette, Jean Mariee e Justin. Al mattino dell 11 febbraio giorno della prima manifestazione della Vergine, nel camino non c era più legna e Bernadette decise di andare a raccogliere qualche fascina, insieme con Toinette e con l amica Jeanne Abadie. Proprio la povertà di cui stiamo parlando obbligò le fanciulle a recarsi in un luogo lontano dal paese e malagevole, nella zone di Massabielle (la roccia nella quale la grotta è scavata). Era la prima volta che le ragazze si spingevano fin là oltre il vecchio ponte del fiume Gave, ma ls regia nascosta ed accorta di Maria era alla opera è guidò i loro passi sino alla grotta delle apparizioni. In questa prima apparizione c è un rincorrersi di segni biblici: l acqua del Gave che scorre, l attraversamento di questo fiume, la grotta che ricorda tanti motivi dell antico e del nuovo testamento, poi il fruscio di un cespuglio e una folata di vento che indirizza Bernadette con lo sguardo verso l interno della grotta. Quindi l antro che si illumina e mette in mostra la Vergine che per un ora non parla, e che per tre apparizioni rimase in silenzio. Dopo le prime tre manifestazioni la Madonna chiese a Bernadette : <Volete voi avere la gentilezza di venire qui per quindici giorni?> <come una persona che si rivolge ad un altra persona>, dicendo poi <grazie per aver risposto alla mia chiamata>. Bernadette pur non sapendo chi fosse, perché la Vergine non si era ancora rivelata (motivo per cui la giovinetta la chiamava Aquerò <questa cosa>), disse subito si, anche se questa scelta le costò cara, infatti subirà maltrattamenti dai famigliari, dal parroco, dalle forze dell ordine e da tutti coloro che non le credevano. Nell ottava apparizione, il 24 febbraio 1858, la Madre di Dio rivelò il motivo della propria venuta comunicando a Bernadette il messaggio della triplice ripetizione <PENITEZA!, PENITENZA!, PENITENZA! > <Quindi disse Pregherete Dio per i peccatori > ; e infine <Andate a baciare la terra, in segno di penitenza per la conversione dei peccatori>. Il giorno successivo la Vergine chiese ancora :< andate a bere dalla fontana, lavatevi il viso e mangiate di quell erba che c è là > Nel pomeriggio del 25 febbraio, quei pochi che si trovavano ancora nella grotta, notarono che un rivoletto d acqua scaturiva dal buco scavato con le mani di Bernadette. A loro volta scavarono e bevvero dell acqua che sgorgava, e man mano che il ruscello si ampliava l acqua si schiariva. Si recarono in Paese con alcune bottiglie di acqua raccolta e ne venne data ai malati. Tutti coloro che la bevvero provarono gioia e pace. Bernadette, nonostante le proibizioni, i rimproveri e maltrattamenti continuava ad andare alla grotta sempre fedele e obbediente all Immacolata, nessuno le credeva, neanche i famigliari e il suo parroco. Il 25 marzo la Madonna si rivelò alla veggente << sono l Immacolata Concezione >> giorno in cui la Chiesa celebrava già, dal IV/V secolo, l'annuncio dell angelo Gabriele e l incarnazione di Gesù. Nella scelta della data c è già un grande insegnamento teologico, a Loudes Maria ci conferma di essere <piena di grazia> - Papa Pio IX aveva proclamato il dogma dell Immacolata concezione l 8 dicembre L ultima apparizione della Vergine di Lordes avvenne il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo, anche questa una data molto significativa, il richiamo al Carmelo, è un richiamo alla preghiera e alla penitenza, simboleggiata dal noto scapolare, dobbiamo rivestirci di Maria come diceva san Luigi Maria da Montforf. Per formare i suoi discepoli la Madonna lascia sempre dei segreti ai veggenti. A Bernadette vengono dati tre segreti personali, probabilmente per fornirle ispirazioni nel cammino. E lei deve portarli dentro di sé senza nemmeno avere qualcuno con cui condividerli, come invece è accaduto in altre occasioni, da la Salette a Fatima. Lourdes è considerata oggi la <cittadella della sofferenza> do

3 FEBBRAIO 2011 Il Roveto Ardente Anno 11 Numero 2 pagina 3 ve milioni di malati all anno attingono acqua dalla fonte che Maria ha fatto scaturire dalla roccia della grotta. E importante riflettere su tale aspetto, a Lourdes non è che ci sia un particolare messaggio della Vergine a riguardo della sofferenza o della malattia. Si c è la fontana, ma c era anche a Salette, le guarigioni, ci sono state anche in altre apparizioni. Se Lourdes è diventato il principale fulcro della santificazione della sofferenza, lo si deve a una missione specifica di Dio ha assegnato a Bernadette. Infatti la veggente rimase a Lourdes per 8 anni dopo le apparizioni : due a casa propria e 6 nel convento della suore di Nevers, dove imparò a leggere e a scrivere, incontrò i pellegrini, ma soprattutto fece discernimento sulla propria vocazione, scoprendola mentre accudiva i malati terminali. E proprio tramite questo incontro con la sofferenza maturò in lei la decisione di diventare suora. Il 7 luglio 1866 Bernadette lasciò Lourdes per recarsi alla casa madre a Neves. E l 8 dicembre di quello stesso anno, festa dell Immacolata Concezione, le morì la madre Louise : come a dire che da quel momento in poi la Vergine sarebbe stata la sua mamma. Giunta al convento di Saint-Gildart a Nevers, Bernadette ebbe due compiti da svolgere : la preghiera, come chiese il vescovo il giorno della sua professione religiosa, e l assistenza infermieristica. In seguito lei stessa divenne una malata e in tal modo approfondì il significato del sacrificio, il valore del dolore accettato e offerto, il senso missionario della sofferenza, in favore della conversione dei peccatori, fino alla morte il 16 aprile 1879, a 35 anni di età. Dunque è proprio grazie a Bernadette che Lourdes è diventata, nella strategia della divina Provvidenza, un grande faro per quanti curano i malati, che qui imparano a comprendere la sofferenza come grazia e a chieder innanzitutto la guarigione spirituale, prima ancora di quella fisica. Bernadette stessa disse che andava a Nevers per seppellirsi : e infatti una vola lasciata Lourdes, non vi tornò mai, e vide più parenti e conoscenti, eccetto il fratello Jean-Marie. Il distacco dalla grotta, che per lei era un <pezzo di cielo> fu dolorosissimo, ma la santità di Bernadette avrebbe potuto distrarre i pellegrini, la sua tomba avrebbe creato un altro polo di attrazione, mentre la Madonna volle che il centro fosse unicamente la grotta, insieme con al croce e l eucarestia. Candida Trichillo Giuda si avvicinò a Gesù e disse: Salve maestro. E lo baciò. Gesù gli disse: Amico, si faccia ciò per cui sei venuto. (Mt 26,48) Così, a causa di un amico Gesù fu messo a morte inchiodato ad un albero alle tre di un triste pomeriggio. Giuda, poche ore prima, per non aver capito l amore dell Amico, s impiccò, disperato, appeso ad un albero. Anche l amicizia ha le sue tragedie. Voltare le spalle ad un amico è sempre un tentativo di suicidio, infatti, potresti uccidere in te la speranza. Quando Dio volle visitare gli uomini, si vestì da amico. Solo allora l uomo capì che poteva rivestirsi di Dio: Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l ho fatto conoscere a voi (Gv 15,15) Avere un amico ti fa sentire meno solo, essere amico ti rende più libero. Avere un amico è una semplice fortuna, essere amico è una faticosa conquista. Avere un amico ti avvicina agli uomini, essere amico ti unisce a Dio. Antonio C. 'attività umana nel mondo, si esplica in molteplici culture, nelle quali il genio umano produ- L ce diversi beni propri e caratteristici delle stesse, ma che sono anche patrimonio universale dell'um a n i t à. Tra questi beni culturali occupano un posto particolare i p r o d o t t i a t t i n e n t i alla sfera religiosa: essi sono beni di valore specifico, in q u a n t o rappresentano ed esprimono, mediante l'opera dell'ingegno umano, il legame stesso che unisce a Dio creatore gli uomini continuatori della sua opera nel mondo. (Gaudium et spes, 57: EV 1/1504) Perché una rubrica sull arte sacra? Mille erano le motivazioni che mi spingevano a giustificarla ma avrei avuto bisogno del giornalino intero di questo mese per riassumerle. Poi, per puro caso (ma nulla accade a caso), mentre leggevo svogliatamente la costituzione pastorale Gaudium et spes Sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, uno dei principali documenti del Concilio Vaticano II e della Chiesa cattolica mi è apparsa la frase che avrebbe sintetizzato tutto il mio pensiero in poche righe e che è sopra citata. La prima opera, in assoluto la mia preferita, è la Madonna della seggiola, dipinto

4 FEBBRAIO 2011 Il Roveto Ardente Anno 11 Numero 2 pagina 4 autografo di Raffaello realizzato con tecnica ad olio su tavola nel 1514 custodita a Palazzo Pitti a Firenze. Il dipinto trasmette un grande senso di serenità ed armonia grazie all equilibrio raggiunto tra la corretta applicazione delle regole dell arte rinascimentale, la mirabile cromia e la dolcezza delle espressioni. Gli sguardi della Madonna e del Bambino sono per la prima volta rivolti al pubblico. Infatti, finora gli sguardi tra i due erano reciproci con lo scopo di rafforzare l insieme; la bravura di Raffaello sta proprio in questo, nel saper realizzare un dipinto comunque armonioso in cui le figure sono in un atteggiamento di intimità anche se non si guardano. Francesco Cirillo Domanda : Perché, se i sacramenti danno la grazia, per ricevere la Comunione bisogna premettere la confessione? Risposta : Per rispondere alla domanda parto dall antica nomenclatura riguardo ai sacramenti che venivano raggruppati anche in <<sacramenti dei vivi e sacramenti dei morti>>, dove per vivi e morti si intende lo stato di grazia di chi riceve il sacramento. Era sacramento dei morti sempre il battesimo, perché conferito a chi non possiede lo stato di grazia che acquista invece col battesimo ed entra nella vita. Sacramenti dei vivi sempre sono la cresima, l eucaristia, l ordine e il matrimonio, che bisogna ricevere in stato di grazia santificante per poter ottenere la grazia sacramentale chiamata anche grazia dello stato. La confessione e l unzione dei malati possono essere inseriti nell uno e nell altro gruppo, difatti se confesso peccati gravi o mortali io sono morto e quindi la confessione mi ridà la vita attraverso la grazia santificante, ma se confesso solo peccati non gravi cosiddetti veniali, la confessione aumenta in me la grazia santificante e mi aiuta a non peccare (grazia sacramentale). L unzione dei malati va ricevuta in stato di grazia, difatti se il malato è in gra- do di farlo si premette la confessione, ma se non è in grado di confessarsi, l unzione stessa secondo la parola dell apostolo Giacomo: se ha commesso peccati gli saranno perdonati, dà sia la grazia santificante sia quella sacramentale. Questa dottrina della chiesa fonda sulla parola dell apostolo Paolo che nella prima lettera ai Corinzi (11,27-30)così dice: Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi (peccati veniali), e un buon numero sono morti (peccati mortali). San Paolo con queste semplici parole mi dice che se non sono degno, sono cioè in peccato, devo esaminarmi, ricuperare lo stato di grazia e poi posso ricevere l Eucaristia. Senza fare ulteriori elucubrazioni teologiche riferisco la dottrina di San Tommaso d Aquino, massimo teologo e Dottore della Chiesa riportando due piccole strofe della Sequenza del Corpus Domini molto esplicite e significative, dove il dottore angelico dice addirittura che l indegnità provoca la morte, oggi noi diciamo più semplicemente: si fa sacrilegio Vanno i buoni, vanno gli empi; - ma diversa ne è la sorte: - vita o morte provoca. Vita ai buoni, morte agli empi: - nella stessa comunione - ben diverso è l'esito! E prima di San Tommaso d Aquino, Sant Agostino, uno dei quattro maggiori Padri della Chiesa, amava dire: Dio che ti ha creato senza di te non ti può salvare senza di te intendendo dire che la salvezza non è automatica pur ricevendo un sacramento destinato alla grazia. Quando si dice che i sacramenti agiscono ex opere operato, cioè per se stessi, si fa riferimento al ministro che potrebbe anche essere indegno (se non fosse così potremmo mettere in dubbio la validità dei sacramenti), ma in funzione della efficacia del sacramento stesso si deve dire che essi sacramenti agiscono ex opere operantis, cioè in funzione della disposizione di chi li riceve, per cui un sacramento può essere validamente celebrato, per e- sempio il matrimonio, ma se gli sposi non hanno la grazia santificante la grazia sacramentale non viene loro concessa se non quando ricuperano con la confessione la Grazia santificante. Per le tue domande puoi scrivere al parroco (anche in forma anonima) e imbuca la tua richiesta nell apposita cassetta in Chiesa, oppure contattalo tramite Le risposte saranno pubblicate (sempre in forma anonima) secondo l'ordine cronologico delle domande. Con l occasione la redazione è ben lieta di accogliere le tue critiche, le osservazioni e le proposte per migliorare il giornalino e renderlo un opera di tutti. Grazie per il tuo contributo.

5 FEBBRAIO 2011 Il Roveto Ardente Anno 11 Numero 2 pagina 5 quelli provenienti da Napoli; su carretti addobbati con cavalli e i suoni e feste che accompagnavano il ritorno; fino agli anni 60 del nostro secolo i carretti erano stati sostituiti da auto decappottabili, tutte addobbate, come i pellegrini compreso l autista noleggiatore, vestivano abiti uguali e tutti dello stesso colore sgargiante degli addobbi dell auto. Oggi si sale con una comoda funicolare e con un agevole strada per auto e i bus; i pellegrini sono calcolati sul milione e mezzo ogni anno. Ma i pellegrinaggi veri e propri che si fanno da secoli, sono a piedi, salendo il monte anche di notte, molti a piedi nudi, per penitenza o per chiedere una grazia per sé o per i suoi cari. Angela Urzo A quasi 1300 metri di altezza, nella catena del Partenio, nell Appennino irpino sorge il più famoso santuario dell Italia Meridionale, sul posto che ai tempi del grande poeta latino Virgilio, sorgeva un tempietto dedicato a Cibele, dea della natura e della fecondità. Nei primi anni del 1000, arrivò su questa montagna un giovane pellegrino diretto in Palestina, Guglielmo da Vercelli che vestito con un saio visitò i Santuari dell Italia settentrionale, poi andò in Spagna a S. Giacomo di Compostella e al suo ritorno decise di percorrere tutta la penisola per andare in Terrasanta; ma proprio quassù Gesù gli apparve dicendogli di fermarsi e di erigere un tempio alla Vergine al posto di quello dedicato alla Gran Madre pagana. Dopo aver distrutto il preesistente tempio con l idolo, Guglielmo si impose a vescovi e papi, per mettere in atto il suo intento e costruì una piccola chiesa alla Vergine Maria. Fondò una Organizzazione monastica germogliata dal tronco benedettino che chiamò Congregazione Verginiana ed espose nella chiesetta alla venerazione dei fedeli, una piccola immagine della Madonna, che negli ultimi decenni del XII secolo fu sostituita da una bellissima tavola, dove la Vergine appare incoronata e in atto di allattare il Bambino. Il santo monaco fondatore si spense probabilmente il 25 giugno del 1142 mentre i primi pellegrini salivano il monte Partenio, sempre più numerosi. La tavola della Madonna fu sostituita intorno al 1300 da una immagine imponente, su una tavola di notevoli proporzioni, rappresentante la Madonna, che prenderà il titolo di Montevergine, seduta su una grande seggiola, con il Bambino sulle ginocchia. Al popolo piacque subito e nella semplicità della fede che gli venne tributata, la chiamarono la Madonna Bruna o anche Mamma Schiavona. C è tutta una letteratura descrittiva dei pellegrinaggi a Montevergine, con quadri e disegni di illustri viaggiatori che ne descrivevano il folklore, specie per Tutto ciò che avrete fatto ad uno dei più piccoli l avrete fatto a me. Così ci dice Gesù nel Vangelo, queste parole ci invitano ad aprire il nostro cuore ai fratelli in difficoltà, per tanti motivi, come gli extracomunitari che vivono lontani dalle loro famiglie(quando i familiari ci sono e ancora vivi) e tanti altri che avvertono il bisogno di stare insieme. Il 19 Dicembre 2010 si è svolto il Pranzo di Solidarietà organizzato dalla comunità in prossimità del Natale, in tanti hanno partecipato e con vera gioia insieme a Don Ciro ad alcuni ragazzi dell A. C. e noi adulti, si sono sentiti accolti con affetto e come sempre ci siamo adoperati per vedere attraverso il loro sorriso il sorriso di Cristo. Vedere i volti delle persone che hanno accolto l invito ci ha fatto comprendere quanto sia stato importante questo gesto di a- more e di quanta solidarietà c è bisogno per alleviare, proprio nei periodi di festa, l emarginazione e la solitudine. Per la buona riuscita di questa festa abbiamo addobbando la sala teatro della parrocchia, preparando i tavoli e soprattutto le pietanze buonissime che in tanti hanno preparato. La Ditta S.M.R., che si occupa di Ristorazione qui a Calvizzano, come sempre ci ha offerto delle pennette al sugo gustosissime, poi lasagne gnocchi e tanti secondi e contorni buonissimi. Non sono mancati i dolci natalizi ma soprattutto la gioia di stare insieme, e tutti si sono sentiti accolti da vero amore fraterno. Ci rivedremo per la S. Pasqua confidando nel Signore. Elena Fusco

6 FEBBRAIO 2011 Il Roveto Ardente Anno 11 Numero 2 pagina 6 PERSONAGGI GIUSEPPE GAETANO MARIA FEDERICO BARONESSA ASPASIA BARONE OTTAVIO DEL LUCA SORMANI ESPOSITO TERESINA MANFRECOLA CIRO MANFRECOLA SCENOGRAFIE Peppe Silvestri Peppe Chiariello INTERPRETI GIUSEPPE CHIARIELLO LINO TREMATERRA MARINA SCAROLA VINCENZO FORMISANO ANGELA DI MARINO G.PPE TAGLIALATELA ANTONIO FILOGAMO CIRO CICCARELLI LINA GUIDA AGOSTINO BORRELLI COSTUMI TRUCCO E PARRUCCO Lina Guida LUCI F.sco De Rosa PUBBLICHE RELAZIONI Giovanni Bonanno REGIA - Lina Guida I BIGLIETTI DI PREVENDITA SONO DISPONIBILI PRESSO L UFFICIO PARROCCHIALE ubblichiamo il bilancio di chiusura per l anno P Le voci sono molte, ma qui sono state raggruppate in gruppi più ampi specie per quanto riguarda le spese. Nelle voci riguardanti le entrate ci sono le varie raccolte che si fanno nei periodi di Avvento e Quaresima, offerte fatte da singole persone, dal gruppo teatrale e dal giornalino parrocchiale. Ci sono poi le restituzioni di prestiti fatte a famiglie che si sono trovate in momenti di difficoltà, ma che poi hanno avuto modo (e senso di responsabilità) di restituire ciò che gli era stato dato, dando a noi la possibilità di aiutare con gli stessi fondi altre famiglie. Nelle uscite invece ci sono i costi di trasporto e iscrizione al banco alimentare e acquisti vari, che comprendono spese per materiale come i gadget che distribuiamo in Avvento e Quaresima, scaffalature, frigo e altro. Ancora leggiamo contributi dati a famiglie della nostra parrocchia compresi i prestiti di cui si diceva prima. Già che siamo in vena di bilanci e numeri aggiungiamo che attualmente aiutiamo 600 persone divise in circa 150 famiglie. Contribuiamo inoltre, con le nostre risorse, ad aiutare associazioni che distribuiscono ogni giorno colazioni sulle rotonde della circonvallazione agli extracomunitari in attesa del loro ingaggio giornaliero e pasti a persone senza fissa dimora. Ultimamente, poi, chi partecipa alle messa domenicale e alle adorazioni Eucaristiche del venerdì, sarà anche a conoscenza dell iniziativa di raccolta a tema di generi di prima necessità, come altre volte in passato, per integrare quanto ci viene dato dal Banco Alimentare di Caserta. Questo mese si sono raccolti omogeneizzati, sarà poi la volta di olio, zucchero, caffè o di altro che di volta in volta si riterrà opportuno. Come si vede nonostante la crisi in atto, la generosità delle persone non viene meno. Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato. Gli animatori della Caritas parrocchiale.

7 FEBBRAIO 2011 Il Roveto Ardente Anno 11 Numero 2 pagina 7 Dal 25 al 27 FEBBRAIO triduo di Santa Giulia Salzano Il 25 febbraio adorazione ore 19,30 Il 26 febbraio accoglienza del corpo della Santa Il 26 febbraio celebrazione cresime celebrate da Mons. Lucio Lemmo Il 26 febbraio veglia di preghiera con la santa Il 27 febbraio celebrazioni solenni in presenza della Santa CELEBRAZIONI ore 7,30 don Giovanni Tammaro 9,00 don Francesco Cerqua 10,30 don Luigi Ferrillo 12,00 don Giuseppe Tufo 18,00 don Luigi Ferrillo CAMPAGNOLA Giovanni Gabriele - MONTELLA Francesco CIARAMELLA Benedetta - VISONE Antonio MONTANO Giulia - DI BERNARDO Rita MAOLONI Lorenzo - CONVERSANO Martina PIANESE Benedetta congratulazioni alle mamme e ai papà Domenica 6: Ore 9:00 Partecipazione 33 Giornata Nazionale per la Vita - P.zza Dante P.zza del Plebiscito Ore 12:30 S. Messa celebrata da Sua Eminenza Card. Crescenzio Sepe in S. Francesco di Paola. Si invitano a partecipare tutti i componenti dei centri anziani parrocchiali alla passeggiata con Sua Eminenza il Cardinale che inizierà da p.zza Dante ore 11:00. Venerdì 11: ONORATO Salvatore - DI STAZIO Maria Michela ROMANO Maria - DE ROSA Cira - BUCCI Luigi DI BERNARDO Giuseppe - IORIO Alessandro DE SIMONE Maria L. Pia - FUSCO Francesco Giornata mondiale del malato. Vi aspettiamo a porta S. Gennaro che è la più antica di Napoli che sarà aperta nella condivisione della solidarietà per difendere i deboli e i diseredati dalla fame e dalla povertà. Ore 17:30 vi aspettiamo in massa.

8 FEBBRAIO 2011 Il Roveto Ardente Anno 11 Numero 2 pagina 8 CALENDARIO LITURGICO PARROCCHIALE FEBBRAIO M Beato Carlo Ferrari IV 2M PRESENTAZIONE DEL SIGNORE P 3G 4V 5S S. Biagio S. Giliberto Sant Agata 6D V T.O. I 7L 8M 9M S. Riccardo S. Girolamo S. Apollonia 10G S. Scolastica 11V 12S BEATA MARIA VERGINE DI LOUDES S. Eulalia 13D VI T.O. II 14L Ss. Cirillo e Metodio (patr. D Europa) - S. Valentino P Domenica e Festivi Ore: 10, 30 S. Pietro ( in Parrocchia) Ore: 7, 30-9, 00 10, 30-12, 00 Ore: 18, 00 Feriali ( in Parrocchia) Ore: 9, 00-18, 00 15M Ss. Faustino e Giovita 16M S. Giuliana 17G 18V 19S Ss. Sette Fondatori Ord. Servi della Beata Vergine Maria S. Simeone Beato Corrado Confalonieri 20D VII T.O. III 21L S. Eleonora 22M Cattedra di S. Pietro apostolo 23M S. Renzo 24G S. Flavio 25V S. Cesario 26S S. Nestore 27D VIII T.O. IV 28L S. Romano Chi s'aiza a matina. S'abbusca o carlino. Chi s'aiza a ghiuorno. S'abbusca nu cuorno Robba e mangiatorio, nun se porta a confessorio. Quello ca nun se fa, nun se sape P l 2 febbraio la Chiesa Cattolica I celebra la Festa della Presentazione di Gesù, anche detta Festa delle luci. Quaranta giorni dopo il Natale, infatti, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere quanto prescritto dalla legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante. Al Tempio Maria e Giuseppe incontrano Simeone e Anna. Simeone, nel suo celebre Cantico riportato dal Vangelo di Luca, definisce Gesù luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele (cfr Lc 2,30-32). Da qui, la festa del 2 febbraio assume il senso di festa della luce ed è tradizionalmente celebrata con il rito della processione e benedizione delle candele (da cui il termine candelora ).

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