1 INTRODUZIONE Scopo Principali documenti, norme e standard di riferimento...3

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1 INTRODUZIONE...3 1.1 Scopo...3 1.2 Principali documenti, norme e standard di riferimento...3"

Transcript

1

2 2 di 41 INDICE 1 INTRODUZIONE Scopo Principali documenti, norme e standard di riferimento IMPIANTI DI TRASMISSIONE IN TECNOLOGIA XDSL Generalità Multiplexer flessibile (F-Mux) Modem Rigeneratore di linea Alimentazione degli apparati Altre prescrizioni per gli apparati Sincronizzazione Gestione Supervisione e Manutenzione Element Manager Network Manager Sicurezza del sistema di gestione ARCHITETTURE IMPIANTISTICHE PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI VERIFICHE DELL APPALTATORE E COLLAUDO Verifiche effettuate dall appaltatore durante la realizzazione dell impianto Collaudo Descrizione delle verifiche DOCUMENTAZIONE FINALE ADDESTRAMENTO DEL PERSONALE RFI...41

3 3 di 41 1 INTRODUZIONE 1.1 SCOPO La presente Specifica Tecnica ha lo scopo di definire le caratteristiche funzionali, i principali requisiti tecnici e i criteri di collaudo degli impianti di trasmissione PCM con interfacce di linea HDSL e/o SHDSL da installare sulle coppie in rame dei cavi posati lungo le linee della rete ferroviaria di RFI. Il termine sarà di seguito utilizzato per fare indifferentemente riferimento sia alla tecnologia HDSL che a quella SHDSL. Per quanto non esplicitamente richiamato nella presente Specifica Tecnica si dovrà fare riferimento agli standard e alle norme/specifiche tecniche europee e nazionali emesse dagli enti normatori delle TLC nonché ad altre specifiche tecniche di RFI eventualmente applicabili; in tal caso, qualora risultino applicabili più normative/specifiche tecniche, sarà prevalente quella più conveniente per RFI. 1.2 PRINCIPALI DOCUMENTI, NORME E STANDARD DI RIFERIMENTO - ETSI TS V1.5.3 ( ) High bit-rate Digital Subscriber Line (HDSL) transmission systems on metallic local lines; HDSL core specification and applications for combined ISDN- BA and 2.048b/s transmission. - ETSI TS V1.2.1 ( ) Transmission and Multiplexing (TM);Access transmission system on metallic access cables; Symmetrical single pair high bitrate Digital Subscriber Line (SDSL) - ITU-T G.703 Physical/electrical characteristics of hierarchical digital interfaces - ITU-T G.704 Synchronous frame structures use at 1544, 6312, 2048, 8488 and kbit/s hierarchical levels - Capitolato tecnico TT 584 Ed. 97 per impianti di trasmissione su fibra ottica con sistemi SDH a 622 Mbit/s o 155 Mbit/s. - Capitolato Tecnico TT 239 Ed. 1986/ter Per impianto di cavi per telecomunicazioni interrati ferroviari e successive modifiche TT 239/1 Ed e TT 239/2 Ed ; - Norma Tecnica I/TC n 728 Messa a terra negli impianti di categoria 0 (zero) e I (prima), in particolare di Segnalamento e di Telecomunicazione, sulle linee di trazione elettrica a corrente continua a 3000 V - ETSI : Equipment Engineering (EE); European telecommunication standard for equipment practice - ITU-T V.24: List of definitions for interchange circuits between data terminal equipment (DTE) and data circuit-terminating equipment (DCE) - ITU-T V.28: Electrical characteristics for unbalanced double-current interchange circuits - CEI EN 60950: Apparecchiature per la tecnologia dell informazione comprese le apparecchiature elettriche per ufficio. Sicurezza - CEI EN 41003: Requisiti particolari di sicurezza per apparecchiature da collegare a reti di

4 4 di 41 telecomunicazioni - CEI EN : Compatibilità elettromagnetica. Norma generica sull emissione. Parte 2: Ambiente industriale - CEI EN : Compatibilità elettromagnetica. Norma generica sull emissione. Parte 2: Ambiente industriale - EN Reference: REN/EE-02008[2] Source: EE 2, Environmental Engineering (EE); Power supply interface at the input to telecommunications equipment; Part 2: Operated by direct current (dc), Version Norma Italiana CEI EN 61204/A1 - Classif. CEI 22-11;V1 - CT 22 - Anno Fascicolo 6336 Edizione: Dispositivi di alimentazione a bassa tensione con uscita in corrente continua Caratteristiche di pre - Norma Italiana CEI EN Classif. CEI CT 22 - Anno Fascicolo 6131 Edizione: Prima. Dispositivi di alimentazione a bassa tensione con uscita in corrente continua. Parte 6: Requisiti per dispositivi di alimentazione a bassa tensione con pre accertata - Norma Italiana CEI EN Classif. CEI CT 22 - Anno Fascicolo 6078, Edizione: Prima. Dispositivi di alimentazione a bassa tensione con uscita in corrente continua, Parte 3: Compatibilità Elettromagnetica (EMC) - Norma Italiana CEI EN Classif. CEI CT 22 - Anno Fascicolo 4113 Edizione: Prima. Dispositivi di alimentazione a bassa tensione con uscita in corrente continua. Caratteristiche di pre e requisiti di sicurezza - EN Reference: REN/EE Source: EE 2, Environmental Engineering (EE); Earthing and bonding of telecommunication equipment in telecommunication centres Version Pages - EN Reference: REN/ERM-EMC-224 Source: ERM EMC, Electromagnetic compatibility and Radio spectrum Matters (ERM); Telecommunication network equipment; ElectroMagnetic Compatibility (EMC) requirements, Version Pages - EN Reference: DEN/ERM-EMC Source: ERM EMC, Electromagnetic compatibility and Radio spectrum Matters (ERM); Telecommunication network equipment; ElectroMagnetic Compatibility (EMC) requirements; Part 2: Product family standard, Version Pages - Norma Italiana CEI EN Classif. CEI 9-35/4 - CT 9 - Anno Fascicolo 6028 Edizione:Seconda: Applicazioni ferroviarie, tranviarie, filoviarie e metropolitane Compatibilità elettromagnetica. Parte 4: Emissione ed immunità delle apparecchiature di segnalamento e telecomunicazioni

5 5 di 41 2 IMPIANTI DI TRASMISSIONE IN TECNOLOGIA 2.1 GENERALITÀ I sistemi di trasmissione in tecnologia definiti nella presente Specifica Tecnica prevedono, in funzione del tipo di impianto da realizzare, tre tipologie di apparati: - il Multiplex flessibile (di seguito F-Mux) - il Modem - il Rigeneratore di linea L apparato F-Mux è l apparato che di norma ed in modo generalizzato deve essere previsto ed utilizzato negli impianti da realizzare per RFI. I modem devono invece essere utilizzati solo su esplicita richiesta del committente. Nel caso non siano esplicitate dette richieste, anche per gli impianti più semplici, devono essere utilizzati solo apparati F-Mux ed eventuali rigeneratori di linea. Il rigeneratore di linea è il dispositivo di rigenerazione intermedio da prevedere nei casi in cui la distanza da coprire risulti maggiore di quella raggiungibile dagli apparati F-Mux e/o modem. Gli apparati devono essere utilizzati per soddisfare diverse finalità di trasmissione (trasporto di canali fonia/dati, trasporto di flussi a 2 Mb/s, interconnessione di LAN) e realizzare le più svariate tipologie di rete (reti punto-punto, puntomultipunto, lineari, magliate). Gli impianti di trasmissione devono essere gestiti tramite un sistema di supervisione le cui funzionalità sono specificate nel paragrafo 2.8. La velocità di cifra per i sistemi HDSL è fissata dallo standard ETSI ; per gli impianti da realizzare per RFI deve essere utilizzata, salvo diversa esplicita richiesta del committente, solo la velocità di 2 Mb/s su due coppie di rame. Relativamente ai sistemi SHDSL, poiché lo standard ETSI consente più velocità di trasmissione, la velocità di cifra del sistema da realizzare deve essere tale da garantire, salvo diversa esplicita richiesta del committente, una banda utile pari a 2 Mb/s su una o due coppie di rame o a 4 Mb/s su due coppie di rame. Nei sistemi SHDSL non devono essere attivati meccanismi di adattamento automatico della velocità di cifra di linea per consentire, a parità di qualità del servizio, di incrementare la distanza tra apparati consecutivi riducendo la banda disponibile sopra indicata. È inoltre vietato, per entrambi i tipi di sistemi, utilizzare livelli di potenza in trasmissione maggiori di quelli previsti dagli standard richiamati ai fini di aumentare le distanze raggiungibili.

6 6 di MULTIPLEXER FLESSIBILE (F-MUX) L apparato F-Mux è l unità da installare nelle località ove occorre rendere disponibili canali di telecomunicazioni per la fornitura di servizi TLC all utenza ferroviaria. Le principali funzioni logiche che l apparato F-Mux deve svolgere sono le seguenti: - interfacciamento di coppie in rame per la trasmissione ; - interfacciamento di flussi a 2 Mb/s, G.703-G.704, di canali fonia analogici con conversione a 64 Kb/s, di canali dati a velocità compresa tra 1.2 e 64 Kb/s e a velocità Nx64 Kb/s, e di canali Ethernet; - multiplazione/demultiplazione, drop/insert bidirezionale e permutazione flessibile e programmabile, di canali fonia e/o dati a 64 Kb/s e Nx64 Kb/s nella/dalla trama dei flussi a 2Mb/s e G.703-G.704 (per qualsiasi combinazione possibile e senza alcun vincolo sulla allocazione nei time-slot delle trame); - sub-multiplazione/demultiplazione flessibile e programmabile, conforme alla raccomandazione ITU-T X.50 div.3, di più canali dati a velocità compresa tra 1.2 e 19.2 Kb/s in/da flusso a 64 Kb/s appartenente ad aggregato di linea e/o aggregato di linea 2Mb/s G.703-G.704; - transito e permutazione flessibile e programmabile, con granularità 2 Mb/s, di flussi a 2Mb/s associati ad interfacce di linea e di flussi a 2Mb/s di aggregato G.703-G.704 (per qualsiasi combinazione possibile e senza alcun vincolo); - allocazione e trasporto di traffico tributario dati Ethernet sui flussi di linea e/o di aggregato a 2Mb/s G.703-G.704; L apparato deve essere in grado di realizzare le funzionalità sopra riportate per una quantità di traffico contemporaneo pari ad almeno 4 flussi a 2 Mb/s nel caso in cui l apparato sia equipaggiato con interfacce di linea e/o di aggregato a 2Mb/s e pari ad almeno 8 flussi a 2 Mb/s nel caso in cui l apparato venga equipaggiato sia con interfacce di linea/aggregato sia con canali tributari; per queste quantità di traffico, le funzioni di permutazione/multi-demultiplazione dei canali a 64Kb/s, Nx64 Kb/s e dei flussi e a 2Mb/s precedentemente richieste devono essere realizzate con matrici non bloccanti. Per la protezione del traffico dagli effetti prodotti dai guasti che possono verificarsi sul sistema, l apparato F-Mux, anche quando fornito con configurazioni minime, deve essere di norma ridondato nelle parti critiche. Con quest'ultimo termine si intendono tutti quegli organi, comuni, che con un loro guasto possono provocare la caduta o il malfunzionamento di tutti i flussi informativi trattati al momento del guasto dall'apparato stesso. Tra questi, nel caso in cui ricorra la predetta criticità, si ricordano a puro titolo esemplificativo e non come elencazione esaustiva le

7 7 di 41 matrici di connessione, le alimentazioni, le parti di sincronizzazione. Non è prevista la ridondanza delle porte di linea/aggregato/tributario. Le ridondanze devono entrare automaticamente in funzione quando interviene il guasto delle parti critiche delle quali costituiscono riserva. Non è ammessa la soluzione che prevede, in caso di guasto, il by-pass dell'apparato in modo tale da garantire i flussi in transito e non quelli estratti e/o inseriti. L impiego di apparati F-Mux non ridondati deve essere previsto solo su esplicita richiesta di RFI; nel caso non sia formalmente esplicitata detta richiesta devono essere sempre utilizzati apparati ridondati, anche per gli impianti più semplici. Gli impianti di trasmissione realizzati tramite gli apparati F-Mux devono consentire la realizzazione di: - collegamenti telefonici di utenti alla rispettiva centrale di commutazione della rete telefonica, posta in località remota rispetto a quella degli utenti stessi; - collegamenti telefonici punto-punto dedicati (non interessanti la rete di commutazione) ciascuno dei quali permetta la connessione tra due utenti comunque ubicati; - collegamenti omnibus telefonici, Hz banda netta, ciascuno dei quali permetta la conferenza in fonia tra almeno 15 utenti analogici sullo stesso time slot a 64 Kb/s. L inserzione/estrazione del generico utente analogico sul circuito conferenza deve essere effettuato in digitale; - collegamenti di giunzione a 2 Mb/s tra centrali telefoniche digitali della rete RFI; - collegamenti dati dedicati punto-punto tra due generiche località a velocità compresa tra 1200 b/s e 64 Kb/s e a velocità N x 64 Kb/s (N=1..31) terminati con interfacce della serie V (ITU-T); - collegamenti dati punto-multipunto terminati con interfacce della serie V (ITU-T), ciascuno dei quali permetta connessioni tra un posto centrale e almeno 40 posti satelliti remoti comunque ubicati; ciascun collegamento, deve essere trasparente e gestibile dall'applicazione che lo utilizza con la tecnica "polling" a velocità compresa tra 1200 b/s ed almeno 19.2 Kb/s; - collegamenti Ethernet 10/100 Base T tra più utenti comunque ubicati. Il traffico Ethernet deve essere trasportato sui flussi di linea e/o di aggregato contemporaneamente al traffico TDM (fonia e dati); deve essere inoltre possibile programmare via software la banda da assegnare al traffico Ethernet tra quella disponibile sui flussi di linea/aggregato utilizzati. L apparato F-Mux deve essere equipaggiato con le seguenti interfacce di servizio: - interfaccia di ingresso a 2048 KHz per il segnale di sincronizzazione; - interfaccia di uscita a 2048 KHz che riporti all esterno il segnale di

8 8 di 41 sincronismo a cui è agganciato l apparato; - interfaccia di gestione per terminale locale; - interfaccia di gestione verso un centro di gestione remoto; Ciascun apparato F-Mux deve inoltre essere equipaggiato con almeno 4 contatti di massa entranti, controllati dal sistema di gestione di cui al paragrafo 2.8 in modo tale da rilevare a distanza altrettanti allarmi in ciascun sito di installazione degli apparati ove detti allarmi sono disponibili tramite l'apertura/chiusura dei contatti da monitorare. Per la realizzazione delle funzionalità e dei collegamenti sopra richiesti, gli apparati F-Mux devono essere equipaggiati, nella quantità e tipologia dipendente dalle esigenze specifiche dell'impianto da realizzare, con le porte di linea/aggregato e tributarie di seguito riportate: - porte di linea/aggregato: o porta di linea HDSL conforme alla norma ETSI TS Vers ( ); o porta di linea SHDSL conforme alla norma ETSI TS Vers ( ); o porta elettrica di aggregato a 2 Mb/s conforme alle raccomandazioni ITU-T G.703 e G.704. Le porte di linea SHDSL devono essere configurabili indifferentemente come LTU o NTU. - porte di canale tributario: o o o o o porta per fonia analogica con segnalazione E/M (interfaccia elettrica conforme a ITU-T Q.552 e Q.553, codifica del segnale fonico a 64 Kb/s secondo la G.711); porta per utente telefonico analogico remoto, lato utente, compresi convertitori e generatori di chiamata (interfaccia elettrica conforme a ITU-T Q.552 e Q.553, codifica del segnale fonico a 64 Kb/s secondo la G.711); porta per utente telefonico analogico remoto, lato centrale, compresi eventuali convertitori (interfaccia elettrica conforme a ITU-T Q.552 e Q.553, codifica del segnale fonico a 64 Kb/s secondo la G.711); porta utente per circuito telefonico omnibus (interfaccia elettrica conforme a ITU-T Q.552 e Q.553, codifica del segnale fonico a 64 Kb/s secondo la G.711); porta utente per circuito dati punto-multipunto della serie V (ITU-T)

9 9 di 41 o o porta dati 64 Kb/s G.703 codirezionale; porta dati N x 64 Kb/s (N =1.. 31) X.21 bis/ V.35, X.21 bis/ V.36, X.21/V.11; o porta dati X.20 bis/ X.21 bis/ V.24 /V.28 velocità da 1200 a bit/s; o o porta dati X.21 bis/ V.35-V.36 velocità da 14.4 a 64 Kb/s; porta dati X.21/V.11 velocità da 2.4 a 64 Kb/s; o porta dati Ethernet 10/100 Base T (IEEE 802.3) Le porte (ad esclusione della Ethernet) devono inoltre prevedere funzionalità di loopback sia esterni (verso la rete) sia interni (verso la matrice di commutazione dell apparato) programmabili tramite il sistema di gestione da terminale locale o da remoto. Le porte di traffico sopra definite devono essere rese disponibili su schede elettroniche da inserire facilmente in opportuni slot dell apparato a seconda delle necessità richieste. Le schede possono essere specializzate per tipologia di canale ma gli slot degli apparati F-Mux destinati ad ospitarle devono essere di tipo universale, devono cioè poter ospitare un qualunque tipo di scheda di linea/aggregato/tributario comunque posizionata. Le schede devono essere riconosciute automaticamente dall apparato all atto della loro inserzione e devono poter essere sostituite mantenendo l apparato in funzione e senza alcuna ripercussione sul traffico interessante le schede non soggette alla attività di sostituzione. Il subtelaio dell apparato F-Mux deve consentire l alloggiamento di un numero di schede che permetta un equipaggiamento massimo di almeno 50 porte senza richiedere l aggiunta di altre parti meccaniche. Gli apparati F-Mux devono essere realizzati in versione subrack installabile in armadi o telai standard ETSI posti in locali chiusi. In ogni armadio/telaio devono essere collocabili almeno 3 apparati completamente equipaggiati, comprensivi dei sistemi di atte delle porte, senza necessità di ventilazione forzata. Gli apparati una volta installati debbono essere pienamente accessibili dal fronte. Le porte di atte dei segnali di ingresso/uscita devono essere accessibili sulla parte frontale dell apparato, direttamente tramite connettore volante con cappa oppure tramite specifici moduli di atte. L apparato F-Mux deve essere completamente gestibile via software sia da terminale locale che da sistema remoto centralizzato; le funzionalità richieste all apparato a livello di gestione e manutenzione devono essere almeno quelle previste nel paragrafo 2.8.

10 10 di MODEM Il Modem è un apparato compatto per la realizzazione economica di semplici collegamenti punto-punto stand-alone o costituenti l estensione della rete alla generica località da connettere, con trasmissione di linea in tecnologia. Sono previsti due tipi di modem a seconda del tipo di traffico d utente trasportato: - Modem TDM: utilizzato per collegamenti punto-punto realizzati tramite linea e terminati su interfacce N x 64 Kb/s, N=1..31 (X.21/V.11, X.21bis/V.35, X.21bis/ V.36) ovvero su interfacce 2 Mb/s (G.703-G.704) ; - Modem Ethernet: utilizzato per il collegamento di due LAN remote realizzato tramite linea e terminato su interfacce Ethernet 10/100 Base T. Le interfacce di linea dei Modem devono essere conformi alle stesse specifiche richieste per le interfacce di linea degli F-Mux. Tutte le interfacce di traffico (esclusa la Ethernet) devono prevedere funzionalità di loopback sia esterni (verso la rete) sia interni (verso i circuiti interni dell apparato). I Modem devono essere gestiti da sistema centralizzato o localmente tramite apposita interfaccia di servizio disponibile sui modem stessi. I Modem possono essere forniti sia in versione da tavolo (desktop), sia in versione subrack da installare in telaio standard ETSI In quest ultimo caso l installazione deve rispettare quanto già sopra indicato per gli apparati F-Mux. 2.4 RIGENERATORE DI LINEA Il rigeneratore di linea deve essere utilizzato solo quando la distanza tra due apparati consecutivi è tale che le relative interfacce di linea degli apparati descritti in 2.2 e 2.3 non riescono a garantire il rispetto delle prestazioni di trasmissione richieste. Negli impianti realizzati con 2 coppie in rame il termine rigeneratore individua l insieme dei dispositivi che eseguono la rigenerazione su entrambe le coppie. Il numero massimo di apparati rigeneratori installati, le loro funzionalità e le prestazioni di rigenerazione del segnale devono essere conformi alle norme ETSI TS per la trasmissione con tecnica HDSL e alla norma ETSI TS per la trasmissione con tecnica SHDSL. I rigeneratori di linea devono essere forniti in contenitori di materiale plastico autoestinguente adatti sia all installazione in interno (anche in armadi ATPS), sia all installazione in esterno su parete o su palo. Il contenitore deve avere grado di

11 11 di 41 protezione pari almeno a IP68 se l installazione avviene in pozzetto e pari almeno a IP65 negli altri casi. E comunque da ritenersi preferibile l installazione in interno e in località facilmente raggiungibili con mezzi stradali, adottando quella in esterno e lungo linea solo in casi inevitabili. I rigeneratori devono essere alimentabili sia localmente, secondo quanto indicato nel paragrafo 2.5, sia attraverso la telealimentazione fornita dalle interfacce di linea degli apparati di trasmissione tramite le stesse coppie in rame utilizzate per il collegamento. 2.5 ALIMENTAZIONE DEGLI APPARATI XDSL Gli apparati descritti nella presente specifica devono essere alimentati con una tensione continua nominale di 48 v ovvero 60 v con polo positivo collegato a terra. Le interfacce di alimentazione degli apparati devono essere conformi alla norma ETSI EN Nel luogo di installazione RFI metterà a disposizione, a seconda della disponibilità ivi esistente, una alimentazione in c.c. a 48 v o 60 v ± 15% (a scelta di RFI) fornita in genere da una unità centralizzata ovvero un alimentazione in corrente alternata di tensione nominale pari a 220 v ± 15%, 50 Hz ± 5%. Gli apparati devono essere dotati dei dispositivi di conversione (AC/DC e/o DC/DC) in grado di erogare la corretta tensione di alimentazione e la potenza necessaria agli apparati stessi. Negli F-Mux i dispositivi di alimentazione, se non integrati negli apparati, devono essere alloggiati in un subtelaio a standard ETSI che potrà trovare posto sullo stesso telaio/armadio degli apparati, se lo spazio disponibile e la dissipazione termica lo consentono, altrimenti in un telaio/armadio a standard ETSI separato. In quest ultimo caso il telaio/armadio può ospitare apparati del sistema di trasmissione. L'appaltatore deve adottare i necessari provvedimenti affinché gli apparati da installare risultino protetti da eventuali disturbi presenti sull alimentazione fornita da RFI e che detti apparati non creino disturbi al corretto funzionamento di apparecchiature preesistenti alimentate dalla medesima fonte di energia. Tutti i dispositivi di alimentazione devono essere conformi alle norme CEI EN in vigore e devono presentare livello di protezione alle sovratensioni pari ad almeno 2 Kv. In ogni caso l appaltatore deve provvedere alla fornitura in opera dei cavi di energia e dei sistemi di protezione delle linee di alimentazione, nonché all esecuzione dei necessari collegamenti tra i telai delle apparecchiature e la fonte di energia. Qualora la fonte di energia messa a disposizione da RFI (continua o alternata) non sia di tipo no-break l'appaltatore deve provvedere anche all'installazione di un impianto di energia di riserva (batteria e relativo sistema di carica) in grado di

12 12 di 41 assicurare un corretto funzionamento dell'impianto per almeno 9 ore con una erogazione di potenza doppia di quella richiesta dalle apparecchiature installate. Le batterie dell impianto di riserva devono essere di tipo ermetiche (VRLA) conformi alla norma CEI EN e, per quanto in essa non compreso, alle norme tecniche TT 495 ediz. 91, con reazione al fuoco conforme alla Classe V0 (UL94V0) e vita attesa non inferiore a 12 anni secondo l attuale classificazione Eurobat. L installazione delle batterie deve essere eseguita nel rispetto delle norme CEI 21-6/3 e delle altre norme in essa richiamate (CEI 17-13/1 e CEI 64-8). Ogni di energia deve essere dotata di un adeguato numero di contatti di massa che, riportati sugli ingressi degli apparati di trasmissione previsti per tale scopo, saranno controllati dal sistema di gestione e controllo della rete di trasmissione in modo da monitorare dal posto centrale lo stato funzionale della di energia stessa. L'impianto di energia di riserva, per quanto non specificato nei precedenti capoversi, deve essere realizzato secondo quanto prescritto nell'allegato A2 della Specifica Tecnica ISPT N 740 ed. Aprile ALTRE PRESCRIZIONI PER GLI APPARATI XDSL Tutte le apparecchiature fornite e le installazioni eseguite devono essere conformi alle vigenti norme europee e nazionali in materia di sicurezza ed in particolare alle norme CEI EN e CEI EN 41003; gli apparati e i dispositivi installati devono essere considerati di classe I. Il collegamento a terra dei nuovi apparati e dispositivi installati deve essere realizzato conformemente alla norma ETSI EN e alle raccomandazioni ITU-T K.27, K.31 prevedendo la fornitura di tutti i materiali e dispositivi necessari allo scopo. Gli apparati e i dispositivi installati devono essere conformi alle norme europee e nazionali in materia di EMC, in particolare i sistemi di trasmissione e di telecomunicazioni devono rispettare i requisiti EMC indicati nelle norme ETSI EN , ETSI EN e CEI ENV I cablaggi inerenti i circuiti di telecomunicazione devono essere progettati ed eseguiti in conformità alle norme CEI EN ed alle norme CEI EN della serie In nessun caso devono essere utilizzate connessioni di cablaggio di tipo wire-wrapping. I cavi adottati per i cablaggi devono essere inoltre conformi alle norme CEI e CEI con guaina esterna non propagante l incendio ed a bassa emissione di fumi opachi e gas tossici e corrosivi. Gli apparati devono essere adatti per il funzionamento nelle seguenti condizioni

13 13 di 41 ambientali: Umidità relativa 5% 85% Temperatura operativa per installazione in interno (F-Mux e Modem) Temperatura operativa per installazione in esterno (Rigeneratori) 0 C + 45 C -20 C + 55 C Tutti gli apparati forniti devono essere caratterizzati da elevati indici di affidabilità e manutenibilità in linea con gli standard di mercato correnti ed essere progettati e realizzati tenendo presente che gli stessi devono funzionare continuativamente 24 ore su 24 per 365 giorni all anno, con un obiettivo di vita utile pari a 15 anni. I requisiti di manutenibilità di tipo qualitativo richiesti per la struttura meccanica degli apparati sono i seguenti: - Accessibilità: la disposizione di ogni complesso in ogni sua parte ed i relativi collegamenti devono essere realizzati in modo tale da rendere agevole l ispezione, la sostituzione e la revisione, tenendo conto dell ingombro delle attrezzature eventualmente necessarie alle operazioni da compiere; - Estraibilità: deve essere consentita la possibilità di smontare agevolmente ogni singola scheda sostituibile, per avaria o sostituzione programmata, senza dover intervenire sulle altre schede non direttamente interessate alla specifica operazione; - Manipolabilità: deve essere realizzata la condizione per cui ogni modulo di apparato soggetto a smontaggio per sostituzione in occasione di avarie o di manutenzione programmata abbia un peso non eccedente i 25 Kg; le caratteristiche esterne di conformazione del modulo in questione devono essere tali da permettere un agevole movimentazione adottando le necessarie soluzioni rivolte ad evitare il pericolo di infortuni; - Facilità di pulizia: tutti gli apparati devono essere concepiti e collocati in modo da facilitare ogni operazione di pulizia; - Uniformità: deve essere minimizzato il numero di parti/componenti diverse nell ambito del sistema, favorendo l intercambiabilità delle stesse.

14 14 di SINCRONIZZAZIONE Gli apparati descritti nei paragrafi 2.2, 2.3 e 2.4 devono essere in grado di ricavare il riferimento di sincronismo necessario al loro funzionamento dalle sorgenti di seguito elencate : - flussi di linea o di aggregato G.703/704; - flussi a 2Mb/s o a Nx64 Kb/s tributari; - segnale a 2048 KHz da collegare alla interfaccia di servizio di ingresso di sincronismo (solo per gli apparati F-Mux); - orologio (clock) interno a 2048 KHz con precisione pari a 50 ppm. Tra le sorgenti sopra elencate, l apparato deve selezionarne una in modo automatico sulla base di una lista di priorità predefinita e programmabile ed in funzione della situazione impiantistica del momento. Di norma, a seguito del processo di selezione automatica, l apparato sarà sincronizzato tramite una sorgente esterna di riferimento di migliore stabilità del proprio orologio interno. Solo nel caso estremo di assenza o perdita di qualunque riferimento di sincronismo esterno più stabile, l apparato deve sincronizzarsi sul proprio orologio interno. L apparato F-Mux deve inoltre riportare sull interfaccia di servizio di uscita del sincronismo un segnale a 2048 KHz agganciato alla sorgente di sincronizzazione in uso. Gli apparati dei sistemi di trasmissione realizzati in conformità alla presente Specifica Tecnica devono utilizzare un unico riferimento di sincronismo. Non essendo a disposizione una rete indipendente per la distribuzione del sincronismo, il funzionamento sincrono degli apparati deve avvenire per mezzo del trasferimento gerarchico del sincronismo prelevato da un apparato di fornitura, preso come riferimento; quest ultimo, situato al livello gerarchico più elevato nella distribuzione del sincronismo, deve sincronizzarsi, ove possibile, con il sincronismo di una sorgente esterna di elevata stabilità come ad esempio un elemento della rete SDH su fibra ottica, un orologio SASE (tipicamente ubicato nella CTA intercompartimentale) o un altro impianto che renda disponibile un segnale di sincronismo migliore di quello interno degli apparati da installare. Gli apparati F-Mux devono inoltre poter gestire correttamente la riconfigurazione della distribuzione del sincronismo nel caso di perdita di uno o più riferimenti principali, il tutto senza che vengano generati timing-loop o altre anomalie di sincronizzazione. Nel caso in cui l architettura dell impianto da realizzare lo permetta, deve essere trasferita e gestita tra i vari apparati una informazione di sincronismo per la corretta distribuzione del riferimento di sincronismo. A titolo puramente esemplificativo di tale funzionamento si riportano gli schemi di figura in cui viene rappresentata una catena lineare di apparati F-Mux sottostante ad un sistema SDH principale con una possibile configurazione della distribuzione del sincronismo. Nello schema sono in particolare indicate sia le tracce di

15 15 di 41 sincronismo primarie sia le tracce di sincronismo di riserva. In condizioni di funzionamento normale l apparato F-Mux di riferimento preleva il sincronismo esterno dall ADM A e lo trasmette da sinistra verso destra agli altri apparati F-Mux fino al penultimo apparato della catena. L ultimo apparato preleva il sincronismo direttamente dall ADM B. Nel caso di mancanza del riferimento esterno, ovvero di guasto intermedio nella catena, gli apparati interessati dalla perdita della traccia di sincronismo primaria si riconfigurano automaticamente in modo da utilizzare il riferimento di sincronismo fornito dalla traccia di riserva. ADM A SDH ADM B riferimento principale di sincronismo N x 2Mb G.703/704 el. riferimento principale di sincronismo terminale intermedia intermedia terminale legenda : linea riferimento di sincronismo principale traccia di sincronismo primaria traccia di sincronismo di riserva 1 2 priorità di selezione del sincronismo Figura a : schema di distribuzione del sincronismo ADM A SDH ADM B riferimento principale di sincronismo N x 2Mb G.703/704 el. riferimento principale di sincronismo funzionamento normale Figura b : distribuzione del sincronismo in condizioni normali

16 16 di 41 ADM A SDH ADM B N x 2Mb G.703/704 el. riferimento principale di sincronismo terminale intermedia intermedia terminale riconfigurazione a seguito di perdita sincronismo da ADM A Figura c: distribuzione del sincronismo in caso di perdita del sincronismo dall ADM A ADM A SDH ADM B riferimento principale di sincronismo N x 2Mb G.703/704 el. riferimento principale di sincronismo terminale intermedia intermedia terminale riconfigurazione a seguito guasto sulla linea Figura d: distribuzione del sincronismo in caso di interruzione della linea Analoghi esempi si potrebbero portare per la distribuzione del sincronismo in collegamenti punto-punto realizzati con apparati Modem. 2.8 GESTIONE SUPERVISIONE E MANUTENZIONE Gli apparati e gli impianti di trasmissione realizzati secondo la presente specifica devono essere forniti di un adeguato sistema di gestione, supervisione e manutenzione (di seguito sistema di gestione). Il sistema di gestione deve essere collegato all impianto di trasmissione attraverso un singolo apparato, opportunamente scelto tra quelli costituenti l impianto

17 17 di 41 stesso, che svolge anche funzione di gateway. Le informazioni tra l apparato gateway e gli altri apparati dell impianto relative al sistema di gestione devono essere trasportate con un canale di gestione embedded. Il canale di gestione pertanto non deve essere realizzato utilizzando i canali nominalmente deputati al trasporto del traffico. Tuttavia, in casi particolari, come ad esempio quello descritto al cap. 3 punto f) (apparato F-Mux usato come semplice multiplatore/demultiplatore di flussi a 2Mb/s), potrà essere utilizzato per l implementazione del canale di gestione un solo time-slot a 64 Kb/s della trama a 2 Mb/s. Detto time-slot deve essere lo stesso per tutto l impianto. Il collegamento tra sistema di supervisione e l apparato di gateway sarà eseguito tramite l interfaccia di servizio di quest ultimo appositamente prevista per la connessione al sistema di gestione. Nel caso in cui, per esigenze di RFI, l apparato gateway e il sistema di gestione non siano collocati nello stesso sito, il collegamento tra loro sarà effettuato per mezzo di una connessione remota non appartenente all impianto realizzato e messa a disposizione da RFI stessa. In caso di guasto tale da interrompere le comunicazioni tra due apparati di un sistema, il centro di gestione, deve mantenere le funzioni previste dalla presente specifica su tutti gli apparati a monte del guasto. Su sistemi lineari supervisionati da un solo centro di gestione collegato ad una estremità dell impianto, al fine di proteggere anche la tratta a valle di un eventuale guasto è necessario che anche l altra estremità dell impianto sia collegabile al centro di gestione attraverso una connessione remota alternativa non appartenente al sistema e resa disponibile da RFI. L architettura di riferimento per la realizzazione del sistema di gestione è quella descritta nella Raccomandazione ITU-T M.3010 che definisce l architettura generale di un sistema di gestione di una rete di telecomunicazioni (TMN, Telecommunication Management Network ). Il sistema di gestione deve implementare una interfaccia nord verso sistemi di supervisione di ordine superiore costituita da un agent SNMP v. 2 o superiore con relativo MIB II ovvero da un agent Corba. Tale interfaccia deve consentire ai sistemi di supervisione di ordine superiore dotati di manager SNMP o Corba la completa gestione da remoto degli apparati secondo quanto descritto nella presente specifica. L appaltatore deve fornire su supporto cartaceo e magnetico le MIB SNMP e le interfacce Corba implementate sul sistema di gestione, rispettivamente secondo la notazione ASN.1 e secondo il linguaggio IDL dell OMG. Relativamente alle MIB SNMP è consigliato, per quanto possibile, utilizzare MIB conformi agli standard definiti nei documenti RFC dell IETF. La piattaforma Hardware e Software deve essere conforme ai più diffusi standard di mercato, evitando soluzioni proprietarie. Tutto il sistema deve essere dotato di autodiagnosi con rilevazione del blocco eventualmente guasto e le relative

18 18 di 41 segnalazioni di allarme devono essere inserite in liste analoghe a quelle previste per gli apparati TLC di rete. Il sistema operativo deve essere UNIX o Windows. L ambiente grafico di interfaccia operatore deve essere in lingua italiana e realizzato attraverso finestre di semplice utilizzazione con le quali a mezzo di mouse e tastiera ed attraverso la selezione di menù, icone, ecc. deve essere offerta all operatore una presentazione intuitiva delle funzioni del sistema quali visualizzazione di mappe di rete, configurazioni di apparati, ecc. L appaltatore specificherà in sede di progetto costruttivo la configurazione di dettaglio HW e SW sia nella configurazione offerta sia nella sua massima configurazione. Devono inoltre essere descritte le caratteristiche di espandibilità del sistema in termini di numero apparati gestiti. Da un punto di vista funzionale il sistema di gestione deve garantire funzionalità sia di Element Manager sia di Network Manager. Le operazioni di gestione devono essere effettuabili sia localmente tramite terminale portatile sia da remoto tramite il sistema di gestione centralizzato. Nel seguito vengono descritte le funzionalità di Element Manager e di Network Manager che devono comunque essere assicurate Element Manager L Element Manager è l applicazione che svolge la gestione dei singoli apparati consentendo di installare, attivare, porre in servizio, monitorare e diagnosticare le risorse fisiche e logiche dei singoli elementi dell impianto. Le funzionalità applicative minime richieste a livello di Element Manager sono: a) gestione della configurazione di apparato; b) gestione degli allarmi di apparato; c) gestione delle prestazioni su base apparato Gestione della configurazione di apparato L Element Manager deve consentire la creazione di un nuovo apparato (Network Element, NE) sul proprio database e il relativo caricamento dei dati di configurazione fisica di progetto. Il sistema deve permettere sia di telecaricare sull apparato tali dati di configurazione fisica di installazione che di acquisire tali dati dall apparato stesso. Tutte le operazioni di modifica della configurazione degli apparati devono produrre un aggiornamento delle banca dati del sistema; in caso di discordanza tra la situazione reale e quella della banca dati deve essere prodotta una opportuna segnalazione. In caso di perdita della configurazione di un apparato per guasto o altra causa, i dati relativi memorizzati nella banca dati del sistema di gestione devono essere ricaricati sull apparato.

19 19 di 41 Deve essere resa disponibile la visione grafica dell apparato nella sua configurazione fisica (lay-out comprendente cabinet, schede, porte ecc.). Deve essere consentita la visualizzazione delle informazioni tecniche relative ad ogni scheda inserita nell apparato (ad esempio tipo di scheda, codice, serial number, data di fabbricazione, versione hardware, firmware e software). A livello di Element Manager è richiesta la pre di gestione delle connessioni interne agli apparati, in particolare devono poter essere realizzate tutte le permutazioni e le configurazioni che consentano l implementazione dei diversi servizi di trasporto. Dal centro di gestione deve essere possibile effettuare tutte le configurazioni rese disponibili a livello di terminale locale di manutenzione. Deve essere possibile comandare la creazione o l eliminazione di collegamenti fisici tra porte di due apparati, associando a questi collegamenti opportuni identificativi e parametri caratteristici (es. mezzo fisico, tipo di interfaccia, tipo di segnale ecc.). Deve essere possibile gestire una tabella di priorità delle sorgenti di sincronismo che consenta all apparato di modificare automaticamente la sorgente attiva. Deve comunque essere possibile la configurazione anche manuale della modalità di sincronizzazione sull apparato. Deve inoltre essere possibile la visualizzazione e la modifica della informazione di distribuzione e del sincronismo di cui al punto 2.7. Il sistema deve consentire la visualizzazione dello stato corrente delle protezioni, l invio di una notifica all operatore in caso di operazione di protezione automatica, la memorizzazione in un archivio storico di tutte le attività relative alle protezioni (tale archivio deve essere dotato di opportuni meccanismi di consultazione/stampa). Il sistema deve essere in grado di manutenere le versioni del SW di apparato consentendo quanto segue: - visualizzare la versione software attiva - telecaricare una versione software Il sistema deve consentire la reinizializzazione del software sugli apparati in caso di malfunzionamento dello stesso (restart controllore di apparato). In caso di perdita dell allineamento della banca dati tra il sistema di gestione e uno o più apparati, per caduta del collegamento o per altra causa, deve essere intrapresa un attività di riallineamento delle banche dati. Potranno essere effettuati anche riallineamenti parziali (es. permutazioni, configurazione di apparato, allarmi attivi). Al fine di mantenere l allineamento data/ora tra il sistema di gestione e l apparato deve essere possibile impostare detto allineamento in modalità periodica (con periodo definibile) o manuale su richiesta dell operatore. Deve essere possibile programmare la data di cambiamento automatico tra ora solare e ora legale e viceversa.

20 20 di Gestione degli allarmi di apparato Il sistema di gestione deve essere in grado di trattare tutti gli allarmi che ciascun tipo di apparato è in grado di emettere. L appaltatore deve dare evidenza nel proprio progetto costruttivo della tipologia e dell elenco completo degli allarmi gestiti per ogni tipo di apparato. Nel sistema devono essere presenti le regole di correlazione allarmi che consentano di individuare gli allarmi padre (quelli che sono conseguenza diretta del guasto) e gli allarmi figlio indotti (quelli generati indirettamente). Il sistema deve essere dotato delle necessarie caratteristiche di configurabilità tali che all operatore possano essere presentati solo gli allarmi padre. Le correlazioni effettuate a livello di Element Manager sono quelle che permettono di risalire all origine dei guasti di apparato. Deve essere possibile discriminare tra tutti gli allarmi che giungono al centro di gestione solo quelli ritenuti significativi mediante filtraggio. Deve essere possibile almeno definire filtri, con soglie programmabili, relativi a: - gravità: severità dell allarme stabilita in base ad una precisata scala di valori; - persistenza: tempo minimo di persistenza allarme al disotto del quale l allarme deve essere filtrato; - periodicità: frequenza di occorrenza al disopra della quale l allarme deve essere filtrato. Tali parametri devono poter essere associati ad ogni tipo di allarme in maniera configurabile; la configurabilità deve essere tale da consentire di associarne i valori anche su base apparato. Deve inoltre essere possibile inviare agli apparati dei comandi di soppressione dell invio allarmi allo scopo, ad esempio, di consentire operazioni di manutenzione senza provocare un invio massiccio di allarmi. Ad ogni allarme che superi i filtri devono essere associate le informazioni relative all apparato/scheda sorgente ricavabili in banca dati ed alla data/ora di insorgenza. Per ogni evento di allarme devono essere almeno disponibili le seguenti informazioni: - tipo di allarme - località - identificativo dell apparato - unità allarmata - gravità dell allarme - data/ora insorgenza/rientro Devono essere gestite le seguenti liste allarmi: 1. allarmi attivi

GE 032 DESCRIZIONE RETI GEOGRAFICHE PER MX 650

GE 032 DESCRIZIONE RETI GEOGRAFICHE PER MX 650 GE 032 DESCRIZIONE RETI GEOGRAFICHE PER MX 650 MONOGRAFIA DESCRITTIVA Edizione Gennaio 2010 MON. 255 REV. 1.0 1 di 27 INDICE Introduzione alle funzionalità di gestione per sistemi di trasmissioni PDH...

Dettagli

COMMITTENTE: PROGETTAZIONE: E DEGLI INTERVENTI COMPLEMENTARI E/O SECONDARI CONNESS NNESSI ALLEGATO 7.2 VOCI AGGIUNTIVE

COMMITTENTE: PROGETTAZIONE: E DEGLI INTERVENTI COMPLEMENTARI E/O SECONDARI CONNESS NNESSI ALLEGATO 7.2 VOCI AGGIUNTIVE COMMITTENTE: PROGETTAZIONE: CONTRATTO PER L ESECUZIONE DELLA PROGETTAZIONE E DEI LAVORI DI REALIZZAZIONE DEI SISTEMI STEMI DI COMANDO CENTRALIZZATO DEL TRAFFICO DELLE LINEE BARI-LECCE E BARI-TARANTO E

Dettagli

SISTEMA MX 650. Applicazioni Sistema Multiplex Flessibile. Il contenuto della presentazione è confidenziale PRI_12_REV.1.

SISTEMA MX 650. Applicazioni Sistema Multiplex Flessibile. Il contenuto della presentazione è confidenziale PRI_12_REV.1. SISTEMA Applicazioni Sistema Multiplex Flessibile PRI_12_REV.1.2 OTTOBRE 2008 Referenze Omologato da ISCTI in data 8-05-2005 Qualificato da: Snam Progetti e Snam Rete Gas nel 2007 Utilizzato in rete da:

Dettagli

Strategie di rinnovo dei sistemi di automazione di stazione

Strategie di rinnovo dei sistemi di automazione di stazione Strategie di rinnovo dei sistemi di automazione di stazione Massimo Petrini TERNA SpA Emiliano Casale TERNA SpA Maurizio Pareti SELTA SpA Forum Telecontrollo Reti Acqua Gas ed Elettriche Roma 14-15 ottobre

Dettagli

Il File System. È la componente del S.O. che si occupa della gestione della memoria di massa e dell organizzazione logica dei dati

Il File System. È la componente del S.O. che si occupa della gestione della memoria di massa e dell organizzazione logica dei dati Il File System È la componente del S.O. che si occupa della gestione della memoria di massa e dell organizzazione logica dei dati Le operazioni supportate da un file system sono: eliminazione di dati modifica

Dettagli

SISTEMA DI ALLARME. Sistema automatico di monitoraggio per il rilevamento delle perdite N 1.0

SISTEMA DI ALLARME. Sistema automatico di monitoraggio per il rilevamento delle perdite N 1.0 SISTEMA DI ALLARME Sistema automatico di monitoraggio per il rilevamento delle perdite N 1.0 i s o p l u s IPS-DIGITAL-CU IPS-DIGITAL-NiCr IPS-DIGITAL-Software IPS-DIGITAL-Mobil IPS-DIGITAL isoplus Support

Dettagli

TD 600E SISTEMA DI TRASMISSIONE DATI TDM/ETH CON CODIFICA DI LINEA SHDSL/SHDSL.BIS TELECO

TD 600E SISTEMA DI TRASMISSIONE DATI TDM/ETH CON CODIFICA DI LINEA SHDSL/SHDSL.BIS TELECO TD 600E SISTEMA DI TRASMISSIONE DATI TDM/ETH CON CODIFICA DI LINEA SHDSL/SHDSL.BIS TELECO MONOGRAFIA DESCRITTIVA EDIZIONE Settembre 2014 MON. 261 REV. 1.1 1 di 22 INDICE DESCRIZIONE DEL SISTEMA 3 ARCHITETTURA

Dettagli

Linea LINEA SYSTEMS vers. 4.0

Linea LINEA SYSTEMS vers. 4.0 Linea LINEA SYSTEMS vers. 4.0 Categoria COMPUTO E CAPITOLATO Famiglia SISTEMI DI CONTROLLO Tipologia SISTEMA DI SUPERVISIONE GEOGRAFICO Modello TG-2000 WIDE AREA Pubblicata il 01/09/2006 TESTO PER COMPUTO

Dettagli

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO La presente guida mette in risalto solo alcuni punti salienti estrapolati dalla specifica norma UNI 9795 con l

Dettagli

Reti di Telecomunicazioni 1

Reti di Telecomunicazioni 1 Reti di Telecomunicazioni 1 Corso on-line - AA2004/05 Blocco 1 Ing. Stefano Salsano e-mail: stefano.salsano@uniroma2.it 1 Definizioni- Le funzionalità delle reti di TLC 2 Definizioni Comunicazione: trasferimento

Dettagli

Impianti di carica per i veicoli elettrici (Seconda parte) Sistemi di carica

Impianti di carica per i veicoli elettrici (Seconda parte) Sistemi di carica Impianti di carica per i veicoli elettrici (Seconda parte) Sistemi di carica Il sistema di carica dei veicoli elettrici è attualmente oggetto di acceso dibattito internazionale per la definizione o meglio

Dettagli

LA PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI NEGLI IMPIANTI FERROVIARI DI SEGNALAMENTO E TELECOMUNICAZIONE

LA PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI NEGLI IMPIANTI FERROVIARI DI SEGNALAMENTO E TELECOMUNICAZIONE LA PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI NEGLI IMPIANTI FERROVIARI DI SEGNALAMENTO E TELECOMUNICAZIONE Introduzione La protezione contro le sovratensioni, rientra tra le prescrizioni per la sicurezza e deve

Dettagli

TELEFLUX 2000 PLUS SISTEMA DI SUPERVISIONE CONTROLLO ED AQUISIZIONE DATI PER LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE

TELEFLUX 2000 PLUS SISTEMA DI SUPERVISIONE CONTROLLO ED AQUISIZIONE DATI PER LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE TELEFLUX 2000 PLUS SISTEMA DI SUPERVISIONE CONTROLLO ED AQUISIZIONE DATI PER LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE CS072-ST-01 0 09/01/2006 Implementazione CODICE REV. DATA MODIFICA VERIFICATO RT APPROVATO AMM Pagina

Dettagli

ACCESSNET -T IP NMS. Network Management System. www.hytera.de

ACCESSNET -T IP NMS. Network Management System. www.hytera.de ACCESSNET -T IP NMS Network System Con il sistema di gestione della rete (NMS) è possibile controllare e gestire l infrastruttura e diversi servizi di una rete ACCESSNET -T IP. NMS è un sistema distribuito

Dettagli

1.1 - Crittografia sulla infrastruttura trasmissiva tra le stazioni remote Rilheva il centro di telecontrollo

1.1 - Crittografia sulla infrastruttura trasmissiva tra le stazioni remote Rilheva il centro di telecontrollo SISTEMA DI TELECONTROLLO RILHEVA GPRS (CARATTERISTICHE DEL VETTORE GPRS E SICUREZZE ADOTTATE) Abstract: Sicurezza del Sistema di Telecontrollo Rilheva Xeo4 ha progettato e sviluppato il sistema di telecontrollo

Dettagli

CN 383 MA 177.E SUBTELAIO N3 CON FUNZIONALITÀ DI AGGREGAZIONE FINO A 1 GBIT

CN 383 MA 177.E SUBTELAIO N3 CON FUNZIONALITÀ DI AGGREGAZIONE FINO A 1 GBIT CN 383 MA 177.E SUBTELAIO N3 CON FUNZIONALITÀ DI AGGREGAZIONE FINO A 1 GBIT NMU CN 383: 769223 NMU MA 177.E: 769224 CODICE CLEI CN 383: VAMZ110HRA CODICE CLEI MA 177.E: VAUCAMKZAA MANUALE D INSTALLAZIONE

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER LE TELECOMUNICAZIONI

TECNICO SUPERIORE PER LE TELECOMUNICAZIONI ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE I.C.T. Information and Communication Technology TECNICO SUPERIORE PER LE TELECOMUNICAZIONI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE

Dettagli

SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA. PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI STAND-ALONE DI POTENZA NOMINALE NON SUPERIORE A 20 kw

SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA. PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI STAND-ALONE DI POTENZA NOMINALE NON SUPERIORE A 20 kw ALLEGATO A2 SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI STAND-ALONE DI POTENZA NOMINALE NON SUPERIORE A 20 kw SCOPO Lo scopo della presente specifica è quello di fornire

Dettagli

2) individui il numero "n" di bit necessari per ottenere un rapporto S/N di almeno 20 db per i livelli più bassi della dinamica;

2) individui il numero n di bit necessari per ottenere un rapporto S/N di almeno 20 db per i livelli più bassi della dinamica; ESAME DI STATO Istituto Tecnico Industriale Anno 2004 Indirizzo ELETTRONICI Tema di TELECOMUNICAZIONI TRACCIA N. 1 Si vuole realizzare un sistema che permetta di strutturare 20 canali informativi analogici

Dettagli

IMPEL SYSTEMS Srl. Introduzione

IMPEL SYSTEMS Srl. Introduzione REGOLAZIONE DELLA QUALITA DEI SERVIZI DI DISTRIBUZIONE DELL ENERGIA ELETTRICA: SISTEMA SCADA PER LA GESTIONE AUTOMATICA SECONDO I DETTAMI DELL AUTORITA PER L ENERGIA IMPEL SYSTEMS Srl I piccoli gestori

Dettagli

Criteri di progettazione elettrica di impianti gridconnected

Criteri di progettazione elettrica di impianti gridconnected Criteri di progettazione elettrica di impianti gridconnected Per quanto attiene gli impianti connessi alla rete elettrica, vengono qui presentati i criteri di progettazione elettrica dei principali componenti,

Dettagli

BANDO DI GARA AVVISO DI PRECISAZIONE 26/10/2012

BANDO DI GARA AVVISO DI PRECISAZIONE 26/10/2012 BANDO DI GARA Progettazione, Fornitura e posa in opera, avvio operativo, collaudo e manutenzione in garanzia di un sistema di controllo autorizzato degli accessi al centro della Città di Prato AVVISO DI

Dettagli

WebFax- manuale utente

WebFax- manuale utente WebFax- manuale utente Release 1.3 1 INTRODUZIONE... 2 1.1 Funzionamento del WebFax... 2 1.2 Caratteristiche del WebFax... 2 2 INSTALLAZIONE DEL WEBFAX... 3 2.1 Configurazione parametri di rete... 3 2.2

Dettagli

ESTRATTO NORMA UNI CEI 11222

ESTRATTO NORMA UNI CEI 11222 ESTRATTO NORMA UNI CEI 11222 Art. 4 VERIFICHE PERIODICHE 4.1 Generalità Per l esecuzione delle verifiche periodiche deve essere resa disponibile la documentazione tecnica relativa all impianto, compresa

Dettagli

INVERTER FOTOVOLTAICI SERIE INGECON SUN

INVERTER FOTOVOLTAICI SERIE INGECON SUN INVERTER FOTOVOLTAICI SERIE INGECON SUN Rispetto dei requisiti della Delibera AEEG 84/2012/R/EEL Procedura per verifica e impostazione dei parametri nella fase di transizione dal 01/04/2012 al 30/06/2012

Dettagli

Specifiche. commerciali. kronotech ERMINALE COLONNINA PER CONTROLLO VARCHI. Settembre 2003

Specifiche. commerciali. kronotech ERMINALE COLONNINA PER CONTROLLO VARCHI. Settembre 2003 Specifiche commerciali TERMINALE COLONNINA PER CONTROLLO VARCHI ERMINALE COLONNINA PER CONTROLLO VARCHI Settembre 2003 kronotech Il terminale Colonnina é stato sviluppato per Controllo Accessi. Viene costruito

Dettagli

Formazione Tecnica Schneider Corso C1 Studio e progettazione di una cabina di trasformazione MT/BT

Formazione Tecnica Schneider Corso C1 Studio e progettazione di una cabina di trasformazione MT/BT Formazione Tecnica Schneider Corso C1 Studio e progettazione di una cabina di trasformazione MT/BT Finalità del corso Il corretto allestimento delle cabine di trasformazione MT/BT di utente, anche per

Dettagli

Xenta 511. dati tecnici. identificativo prodotto. Web server per LonWorks network

Xenta 511. dati tecnici. identificativo prodotto. Web server per LonWorks network Xenta 511 Web server per LonWorks network Xenta 511 è insieme ad un web browser standard (che viene utilizzato come interfaccia grafica) un sistema di presentazione dei network LonWorks. L operatore può

Dettagli

SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA. PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI POTENZA NOMINALE NON SUPERIORE A 20 kw CONNESSI ALLA RETE

SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA. PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI POTENZA NOMINALE NON SUPERIORE A 20 kw CONNESSI ALLA RETE SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI POTENZA NOMINALE NON SUPERIORE A 20 kw CONNESSI ALLA RETE SCOPO Lo scopo della presente specifica è quello di fornire le

Dettagli

RILEVAZIONE E PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE IN AMBITO TESSILE

RILEVAZIONE E PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE IN AMBITO TESSILE RILEVAZIONE E PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE IN AMBITO TESSILE Lavorare in una tessitura al giorno d oggi pone varie problematiche che riguardano il controllo dell andamento della produzione: I telai

Dettagli

KNX/IP Router GW 90707. Manuale Tecnico

KNX/IP Router GW 90707. Manuale Tecnico KNX/IP Router GW 90707 Manuale Tecnico Sommario 1 Introduzione... 3 2 Applicazione... 4 3 Menù Impostazioni generali... 6 3.1 Parametri... 6 4 Menù Configurazione IP 1... 8 4.1 Parametri... 8 5 Menù Configurazione

Dettagli

Introduzione alle reti LE RETI INFORMATICHE. A cosa serve una rete. Perché... TECNOLOGIE E PRINCIPI DI COSTRUZIONE

Introduzione alle reti LE RETI INFORMATICHE. A cosa serve una rete. Perché... TECNOLOGIE E PRINCIPI DI COSTRUZIONE TECNOLOGIE E PRINCIPI DI COSTRUZIONE Introduzione alle reti 1 2 Perché... All inizio degli anni 80 sono nati i PC, in contrapposizione ai grossi sistemi presenti allora nelle aziende che collegavano terminali

Dettagli

Rete LAN ed Ethernet. Tipi di reti Ethernet

Rete LAN ed Ethernet. Tipi di reti Ethernet Rete LAN ed Ethernet Cavo a doppino incrociato che include quattro coppie di cavi incrociati, in genere collegati a una spina RJ-45 all estremità. Una rete locale (LAN, Local Area Network) è un gruppo

Dettagli

SPECIFICHE TECNICHE DI SISTEMA TITOLO DOCUMENTO

SPECIFICHE TECNICHE DI SISTEMA TITOLO DOCUMENTO DIREZIONE EMITTENTE CONTROLLO DELLE COPIE Il presente documento, se non preceduto dalla pagina di controllo identificata con il numero della copia, il destinatario, la data e la firma autografa del Responsabile

Dettagli

QoS e Traffic Shaping. QoS e Traffic Shaping

QoS e Traffic Shaping. QoS e Traffic Shaping QoS e Traffic Shaping 1 Introduzione In questa mini-guida illustreremo come configurare il FRITZ!Box per sfruttare al massimo la banda di Internet, privilegiando tutte quelle applicazioni (o quei dispositivi)

Dettagli

Descrizione del Sistema TLOG-Commander per la gestione della protezione catodica.

Descrizione del Sistema TLOG-Commander per la gestione della protezione catodica. Descrizione del Sistema TLOG-Commander per la gestione della protezione catodica. Il sistema proposto è composto da un Centro operativo di raccolta dati dotato del software Commander e dai logger TLOG

Dettagli

automazione impianti produzione calcestruzzo per alimentazione vibropresse e tubiere

automazione impianti produzione calcestruzzo per alimentazione vibropresse e tubiere Contatto: DUECI PROGETTI srl Emanuele Colombo +39 335 8339312 automazione impianti produzione calcestruzzo per alimentazione vibropresse e tubiere Realizzato con Unigest-DP PRESENTAZIONE Si tratta di un

Dettagli

Le novità della Norma CEI 64-8

Le novità della Norma CEI 64-8 Le novità della Norma CEI 64-8 Giuseppe Bosisio Comitato Elettrotecnico Italiano 1 Le novità della Norma CEI 64-8 -COME CAMBIA - Parte 1- Oggetto, scopo e principi - fondamentali - Parte 2 Definizioni

Dettagli

Documento Programmatico sulla Sicurezza delle Informazioni. Ver. 1.00

Documento Programmatico sulla Sicurezza delle Informazioni. Ver. 1.00 Documento Programmatico sulla Sicurezza delle Informazioni Ver. 1.00 20 Ottobre 1998 InfoCamere S.C.p.A. Documento Programmatico sulla Sicurezza delle Informazioni Indice 1. Introduzione...3 2. Principi

Dettagli

Provincia autonoma di Trento. ALLEGATO C Linee guida per la realizzazione delle reti LAN (Local Area Network)

Provincia autonoma di Trento. ALLEGATO C Linee guida per la realizzazione delle reti LAN (Local Area Network) Provincia autonoma di Trento Servizio Semplificazione e Sistemi Informativi ALLEGATO C Linee guida per la realizzazione delle reti LAN (Local Area Network) Pagina 1 di 11 INDICE 1 PREMESSA 2 LE COMPONENTI

Dettagli

COMUNE DI VITTORIO VENETO (TV)

COMUNE DI VITTORIO VENETO (TV) COMUNE DI VITTORIO VENETO (TV) AREA POLITICHE DELLE INFRASTRUTTURE IMPIANTO FOTOVOLTAICO IN ZONA INDUSTRIALE A SAN GIACOMO DI VEGLIA IN COMUNE DI VITTORIO VENETO (TV) 2. RELAZIONE TECNICA IMPIANTO ELETTRICO

Dettagli

CRITERI DI CONNESSIONE AL SISTEMA DI CONTROLLO DI TERNA

CRITERI DI CONNESSIONE AL SISTEMA DI CONTROLLO DI TERNA Pag. 1 di 11 CRITERI DI CONNESSIONE AL SISTEMA DI CONTROLLO DI TERNA Pag. 2 di 11 INDICE 1 Scopo... 3 2 Campo di applicazione... 3 3 Documenti di riferimento... 3 4 Premessa... 3 5 Descrizione del Sistema

Dettagli

Unità di controllo STAPS Wireless per scaricatori di condensa

Unità di controllo STAPS Wireless per scaricatori di condensa steam & condensate management solutions Unità di controllo STAPS Wireless per scaricatori di condensa First for Steam Solutions E X P E R T I S E S O L U T I O N S S U S T A I N A B I L I T Y S T A P S

Dettagli

Pubblicazione informazioni integrative e correttive

Pubblicazione informazioni integrative e correttive Gara per la fornitura dei servizi di assistenza tecnica e manutenzione per i sistemi dipartimentali e per gli impianti LAN ubicati presso gli uffici centrali e periferici della Regione Basilicata. CIG:

Dettagli

Software di sistema e software applicativo. I programmi che fanno funzionare il computer e quelli che gli permettono di svolgere attività specifiche

Software di sistema e software applicativo. I programmi che fanno funzionare il computer e quelli che gli permettono di svolgere attività specifiche Software di sistema e software applicativo I programmi che fanno funzionare il computer e quelli che gli permettono di svolgere attività specifiche Software soft ware soffice componente è la parte logica

Dettagli

Allegato 1 CAPITOLATO TECNICO

Allegato 1 CAPITOLATO TECNICO Allegato 1 CAPITOLATO TECNICO PROCEDURA APERTA Fornitura di gas e dei servizi connessi presso gli insediamenti della società Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (di seguito RFI S.p.A. ) Capitolato tecnico

Dettagli

PLC Programmable Logic Controller

PLC Programmable Logic Controller PLC Programmable Logic Controller Sistema elettronico, a funzionamento digitale, destinato all uso in ambito industriale, che utilizza una memoria programmabile per l archiviazione di istruzioni orientate

Dettagli

ALL. 6 SPECIFICA TECNICA RELATIVA AGLI IMPIANTI ELETTRICI DI ALIMENTAZIONE PER OSPITALITA DI ENTI ESTERNI

ALL. 6 SPECIFICA TECNICA RELATIVA AGLI IMPIANTI ELETTRICI DI ALIMENTAZIONE PER OSPITALITA DI ENTI ESTERNI ALL. 6 SPECIFICA TECNICA RELATIVA AGLI IMPIANTI ELETTRICI DI ALIMENTAZIONE PER OSPITALITA DI ENTI ESTERNI RW/I/I/24871 Roma, 5 settembre 2002 Revisioni: Autore Revisione Data revisione Numero Revisione

Dettagli

La soluzione innovativa CONSUMI IN TEMPO REALE SU CLOUD SEMPLICE E VELOCE DA INSTALLARE PER TUTTI I TIPI DI CONTATORE BASSO COSTO

La soluzione innovativa CONSUMI IN TEMPO REALE SU CLOUD SEMPLICE E VELOCE DA INSTALLARE PER TUTTI I TIPI DI CONTATORE BASSO COSTO NEW Gestione illuminazione pubblica da remoto e La soluzione innovativa CONSUMI IN TEMPO REALE SU CLOUD SEMPLICE E VELOCE DA INSTALLARE PER TUTTI I TIPI DI CONTATORE BASSO COSTO per controllare i consumi

Dettagli

ALLEGATO 1 DESCRIZIONE DEL SERVIZIO

ALLEGATO 1 DESCRIZIONE DEL SERVIZIO ALLEGATO 1 DESCRIZIONE DEL SERVIZIO . IntrodDescrizione del Servizio a) Procedura di accreditamento Il Centro Servizi (CS) che richiede l accreditamento per la fornitura dell accesso fisico al Sistema

Dettagli

WIN SENT programma di supervisione allarmi

WIN SENT programma di supervisione allarmi pg. 1 1. DESCRIZIONE GENERALE 1.1. SCOPO Per migliorare l efficacia globale degli interventi e per diminuire i costi di gestione nei complessi di grandi dimensioni ovvero ove siano presenti impianti di

Dettagli

Tiscali HDSL FULL. Offerta commerciale

Tiscali HDSL FULL. Offerta commerciale Tiscali HDSL FULL Offerta commerciale 09123 Cagliari pagina - 1 di 1- INDICE 1 LA RETE DI TISCALI S.P.A... 3 2 DESCRIZIONE DEL SERVIZIO TISCALI HDSL... 4 2.1 I VANTAGGI... 4 2.2 CARATTERISTICHE STANDARD

Dettagli

QUALITÀ DELLA TENSIONE SULLA RETE AT DI AEM TORINO DISTRIBUZIONE S.P.A. PIANO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI MONITORAGGIO

QUALITÀ DELLA TENSIONE SULLA RETE AT DI AEM TORINO DISTRIBUZIONE S.P.A. PIANO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI MONITORAGGIO QUALITÀ DELLA TENSIONE SULLA RETE AT DI AEM TORINO DISTRIBUZIONE S.P.A. PIANO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI MONITORAGGIO (ai sensi della Delibera 210/05 dell Autorità per l Energia Elettrica e il

Dettagli

SISTEMA INTEGRATO DI MONITORAGGIO PER RETI TELEVISIVE E RADIOFONICHE

SISTEMA INTEGRATO DI MONITORAGGIO PER RETI TELEVISIVE E RADIOFONICHE SISTEMA INTEGRATO DI MONITORAGGIO PER RETI TELEVISIVE E RADIOFONICHE DISTRIBUTORE UNICO PER L ITALIA PROTELCOM srl Via G. Mazzini 70/f 20056 Trezzo sull Adda (MI) tel 02/90929532 fax 02/90963549 Una soluzione

Dettagli

SIMULAZIONE PROVA SCRITTA ESAME DI STATO. PER LA DISCIPLINA di SISTEMI

SIMULAZIONE PROVA SCRITTA ESAME DI STATO. PER LA DISCIPLINA di SISTEMI SIMULAZIONE PROVA SCRITTA ESAME DI STATO PER LA DISCIPLINA di SISTEMI L assessorato al turismo di una provincia di medie dimensioni vuole informatizzare la gestione delle prenotazioni degli alberghi associati.

Dettagli

Architettura del sistema

Architettura del sistema 18/06/15 I N D I C E 1 INTRODUZIONE... 2 2 DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI... 2 3 PROGETTO DI MASSIMA... 3 3.1 REQUISITI DELLA SOLUZIONE... 4 4 LA SOLUZIONE... 4 4.1 IL NUCLEO CENTRALE... 5 4.1.1 La gestione

Dettagli

Titolo. Title. Sommario

Titolo. Title. Sommario Norma Italiana Data Pubblicazione Titolo Title Sommario Norma italiana Classificazione Edizione Nazionali Europei Internazionali Legislativi Legenda (IDT) - La Norma in oggetto è identica alle Norme indicate

Dettagli

DOMANDA N. 1 3.1 Prescrizioni tecniche del sistema di bordo RISPOSTA 1 DOMANDA N. 2 3.3.1 Software di gestione

DOMANDA N. 1 3.1 Prescrizioni tecniche del sistema di bordo RISPOSTA 1  DOMANDA N. 2 3.3.1 Software di gestione DOMANDA N. 1 Con riferimento al capitolo tecnico, 3.1 Prescrizioni tecniche del sistema di bordo, Il sistema di bordo deve prevedere, tra le altre cose: modulo di localizzazione basato su ricevitore GPS

Dettagli

Sistema di monitoraggio remoto per impianti fotovoltaici

Sistema di monitoraggio remoto per impianti fotovoltaici Sistema di monitoraggio remoto per impianti fotovoltaici Powered by 1 INFORMAZIONI GENERALI AMPERYA EYES Amperya EYES è la nuova soluzione di telecontrollo creata da Amperya per la supervisione di tutti

Dettagli

MANUALE DI INSTALLAZIONE

MANUALE DI INSTALLAZIONE MANUALE DI INSTALLAZIONE (v. 2.1) ATTENZIONE: Utilizzare solo modem ufficialmente supportati da questa unità di monitoraggio. Dixell

Dettagli

Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it

Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it Automazione industriale dispense del corso 2. Introduzione al controllo logico Luigi Piroddi piroddi@elet.polimi.it Modello CIM Un moderno sistema di produzione è conforme al modello CIM (Computer Integrated

Dettagli

OPTILOG. La soluzione Siemens per la gestione del piazzale auto. Pagina 1 Siemens IS IT MES Solutions

OPTILOG. La soluzione Siemens per la gestione del piazzale auto. Pagina 1 Siemens IS IT MES Solutions La soluzione Siemens per la gestione del piazzale auto Pagina 1 I requisiti di un WMS Certezza operativa Utilizzo pieno dell impianto Conoscenza dello stato impianto Riduzione dei costi Tracciabilità dei

Dettagli

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA. VII Reparto - Ufficio Telematica Servizio Telecomunicazioni CAPITOLATO TECNICO

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA. VII Reparto - Ufficio Telematica Servizio Telecomunicazioni CAPITOLATO TECNICO COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA VII Reparto - Ufficio Telematica Servizio Telecomunicazioni CAPITOLATO TECNICO PER L AMMODERNAMENTO DEL SISTEMA DI COMUNICAZIONE del: - COMANDO GENERALE DELLA

Dettagli

KC KLAVIS. File name: KeyControl-One v.1 (provvisorio) Gestione informatizzata delle chiavi.

KC KLAVIS. File name: KeyControl-One v.1 (provvisorio) Gestione informatizzata delle chiavi. File name: KeyControl-One v.1 (provvisorio) KC KLAVIS Gestione informatizzata delle chiavi. KC KLAVIS si basa su una barra porta chiavi chiamata KeyControl Module e su un sistema gestionale software WEB

Dettagli

Descrizione della piattaforma software MPS Monitor

Descrizione della piattaforma software MPS Monitor Descrizione della piattaforma software MPS Monitor MPS Monitor è il più completo sistema di monitoraggio remoto e di gestione integrata ed automatizzata dei dati e degli allarmi relativi ai dispositivi

Dettagli

Sistema di monitoraggio delle correnti in ingresso in impianti fotovoltaici

Sistema di monitoraggio delle correnti in ingresso in impianti fotovoltaici Sistema di monitoraggio delle correnti in ingresso in impianti fotovoltaici "L uso della piattaforma CompactRIO ha consentito l implementazione di un sistema di monitoraggio adatto ad essere utilizzato

Dettagli

PRIVACY E SICUREZZA http://www.moviwork.com http://www.moviwork.com de.co dsign&communication di Celestina Sgroi

PRIVACY E SICUREZZA http://www.moviwork.com http://www.moviwork.com de.co dsign&communication di Celestina Sgroi PRIVACY E SICUREZZA LA PRIVACY DI QUESTO SITO In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano. Tale politica

Dettagli

Il nuovo sistema di Telecontrollo, Gestione e

Il nuovo sistema di Telecontrollo, Gestione e Il nuovo sistema di Telecontrollo, Gestione e Diagnostica per gli impianti di trasformazione e distribuzione dell energia elettrica alle linee di trazione ferroviaria di RFI Sergio Cosmi Rete Ferroviaria

Dettagli

ALLEGATO AL CONTRATTO DI FORNITURA DEL SERVIZIO LEGALMAIL

ALLEGATO AL CONTRATTO DI FORNITURA DEL SERVIZIO LEGALMAIL ALLEGATO AL CONTRATTO DI FORNITURA DEL SERVIZIO LEGALMAIL.1. Introduzione Legalmail è un servizio di posta elettronica che garantisce un elevato grado di affidabilità e sicurezza. Esso consente al Cliente

Dettagli

Manuale imagic. Manuale Utente imagic

Manuale imagic. Manuale Utente imagic Manuale Utente imagic 0 INDICE Introduzione... 2 Contenuto della scatola... 3 Capitolo 1 Procedura di accensione... 4 Capitolo 2 Procedura di configurazione... 5 2.1 Individuazione IP... 5 3.2 Wizard...

Dettagli

SISTEMA DI MONITORAGGIO E TELECONTROLLO DA CENTRO REMOTO E/O LOCALE, PER LAMPIONE A LED INTELLIGENTE

SISTEMA DI MONITORAGGIO E TELECONTROLLO DA CENTRO REMOTO E/O LOCALE, PER LAMPIONE A LED INTELLIGENTE SISTEMA DI MONITORAGGIO E TELECONTROLLO DA CENTRO REMOTO E/O LOCALE, PER LAMPIONE A LED INTELLIGENTE - itrpled - INDICE 1. GENERALITA 2. DESCRIZIONE DEL SISTEMA 3. CARATTERISTICHE DEL SISTEMA 4. VANTAGGI

Dettagli

Sìstema UPS trifase indipendente. PowerWave 33 60 500 kw Prestazioni imbattibili

Sìstema UPS trifase indipendente. PowerWave 33 60 500 kw Prestazioni imbattibili Sìstema UPS trifase indipendente PowerWave 33 60 500 kw Prestazioni imbattibili PowerWave 33: un concentrato di potenza Da sempre ABB rappresenta lo standard globale per le soluzioni di continuità di alimentazione.

Dettagli

NETWORKING: SEMINARIO DI STUDIO 1

NETWORKING: SEMINARIO DI STUDIO 1 NETWORKING: SEMINARIO DI STUDIO 1 Obiettivi: 1. Fornire una panoramica sulle reti di calcolatori, tecnologie, potenzialità, limiti, servizi, internet. 2. Fornire una panoramica sulle capacità di base per

Dettagli

UNISERVIZI S. p. a. ELENCO PREZZI

UNISERVIZI S. p. a. ELENCO PREZZI UNISERVIZI S. p. a. Fornitura, posa in opera, attivazione, messa in servizio e gestione di gruppi di misura dotati di apparati con funzioni di telelettura come previsto dalla Deliberazione dell Autorità

Dettagli

List Suite 2.0. Sviluppo Software Il Telefono Sas 10/06/2010

List Suite 2.0. Sviluppo Software Il Telefono Sas 10/06/2010 2010 List Suite 2.0 Sviluppo Software Il Telefono Sas 10/06/2010 List Suite 2.0 List Suite 2.0 è un tool software in grado di archiviare, analizzare e monitorare il traffico telefonico, effettuato e ricevuto

Dettagli

Ecoplat - Gestione Centro di Raccolta Comunale

Ecoplat - Gestione Centro di Raccolta Comunale Ecoplat - Gestione Centro di Raccolta Comunale Caratteristiche tecniche Box in acciaio inox adatto alle intemperie Panel PC industrial all in one con schermo da 11 Touch screen equipaggiato con S.O. windows

Dettagli

Trasmissione Seriale e Parallela. Interfacce di Comunicazione. Esempio di Decodifica del Segnale. Ricezione e Decodifica. Prof.

Trasmissione Seriale e Parallela. Interfacce di Comunicazione. Esempio di Decodifica del Segnale. Ricezione e Decodifica. Prof. Interfacce di Comunicazione Università degli studi di Salerno Laurea in Informatica I semestre 03/04 Prof. Vincenzo Auletta auletta@dia.unisa.it http://www.dia.unisa.it/professori/auletta/ 2 Trasmissione

Dettagli

Relazione tecnica Impianto Elettrico Fisso a servizio dell'impianto Idroelettrico sito in Chiusa Pesio (CN) - Loc. Certosa

Relazione tecnica Impianto Elettrico Fisso a servizio dell'impianto Idroelettrico sito in Chiusa Pesio (CN) - Loc. Certosa Relazione tecnica Impianto Elettrico Fisso a servizio dell'impianto Idroelettrico sito in Chiusa Pesio (CN) - Loc. Certosa DESCRIZIONE DELL OPERA La presente relazione si riferisce alla realizzazione di

Dettagli

ABB i-bus EIB / KNX KIT INTERFACCIAMENTO DOMUSLINK EIB/KNX ED 029 4

ABB i-bus EIB / KNX KIT INTERFACCIAMENTO DOMUSLINK EIB/KNX ED 029 4 ABB i-bus EIB / KNX KIT INTERFACCIAMENTO DOMUSLINK EIB/KNX ED 029 4 Sistemi di installazione intelligente INDICE 1 GENERALE... 4 2 CARATTERISTICHE TECNICHE... 5 2.1 DATI TECNICI... 5 3 MESSA IN SERVIZIO...

Dettagli

SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE

SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE I VANTAGGI DELL IMPIANTO CENTRALIZZATO E DELL IMPIANTO AUTONOMO IN UN UNICA SOLUZIONE SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE Lo scenario energetico sta cambiando rapidamente; le direttive

Dettagli

Guida alla configurazione

Guida alla configurazione NovaSun Log Guida alla configurazione Revisione 3.1 28/06/2010 Partita IVA / Codice Fiscale: 03034090542 pag. 1 di 16 Partita IVA / Codice Fiscale: 03034090542 pag. 2 di 16 Contenuti Il presente documento

Dettagli

Telecontrollo. Come poter controllare in remoto l efficienza del vostro impianto

Telecontrollo. Come poter controllare in remoto l efficienza del vostro impianto Telecontrollo Come poter controllare in remoto l efficienza del vostro impianto AUTORE: Andrea Borroni Weidmüller S.r.l. Tel. 0266068.1 Fax.026124945 aborroni@weidmuller.it www.weidmuller.it Ethernet nelle

Dettagli

SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI CONNESSI ALLA RETE DI POTENZA NOMINALE COMPRESA TRA 1 E 20 kwp

SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI CONNESSI ALLA RETE DI POTENZA NOMINALE COMPRESA TRA 1 E 20 kwp SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI CONNESSI ALLA RETE DI POTENZA NOMINALE COMPRESA TRA 1 E 20 kwp SCOPO Lo scopo della presente specifica è quello di fornire le

Dettagli

Quadri elettrici e norme di riferimento

Quadri elettrici e norme di riferimento Quadri elettrici e norme di riferimento Nella realizzazione di un impianto di sicurezza, un attenzione particolare va posta al quadro elettrico, al quale fa capo l alimentazione dell impianto stesso. Innanzitutto,

Dettagli

Scheda Tecnica REV 1.0

Scheda Tecnica REV 1.0 Scheda Tecnica REV 1.0 SENTRY Energy Profiler: IL SISTEMA UNIVERSALE PER IL MONITORAGGIO ENERGETICO SENTRY Energy Profiler è il primo sistema universale e modulare per il monitoraggio energetico. Si basa

Dettagli

Allegato 5. Definizione delle procedure operative

Allegato 5. Definizione delle procedure operative Allegato 5 Definizione delle procedure operative 1 Procedura di controllo degli accessi Procedura Descrizione sintetica Politiche di sicurezza di riferimento Descrizione Ruoli e Competenze Ruolo Responsabili

Dettagli

RETI DI COMPUTER Reti Geografiche. (Sez. 9.8)

RETI DI COMPUTER Reti Geografiche. (Sez. 9.8) RETI DI COMPUTER Reti Geografiche (Sez. 9.8) Riepilogo Reti lez precedente reti locali o LAN (Local Area Network): connette fisicamente apparecchiature su brevi distanze Una LAN è solitamente interna a

Dettagli

MANUALE D USO PER TRASFORMATORI DI TENSIONE PER MISURA IN MEDIA TENSIONE

MANUALE D USO PER TRASFORMATORI DI TENSIONE PER MISURA IN MEDIA TENSIONE MANUALE D USO PER TRASFORMATORI DI PER MISURA IN MEDIA F.T.M. S.r.l. Fabbrica trasformatori di misura Via Po, 3 20090 Opera MI - Italia Tel : +39 (0)2 576814 Fax : +39 (0)2 57605296 E-mail: info@ftmsrl.it

Dettagli

Mon Ami 3000 Provvigioni agenti Calcolo delle provvigioni per agente / sub-agente

Mon Ami 3000 Provvigioni agenti Calcolo delle provvigioni per agente / sub-agente Prerequisiti Mon Ami 3000 Provvigioni agenti Calcolo delle provvigioni per agente / sub-agente L opzione Provvigioni agenti è disponibile per le versioni Vendite, Azienda Light e Azienda Pro. Introduzione

Dettagli

Release 01.07.00B WHIT E PAPER. e-commerce. e-commerce Pag. 1

Release 01.07.00B WHIT E PAPER. e-commerce. e-commerce Pag. 1 Release 01.07.00B WHIT E PAPER Pag. 1 Il modulo di è il modulo di e/ che, attraverso internet, mette in contatto l azienda con tutti i propri interlocutori remoti (rivenditori, clienti, ma anche agenti

Dettagli

Gateway KNX/DALI 64/16 GW 90872. Manuale utente del Dali Control Service and Comissioning Wizard 1.2.1

Gateway KNX/DALI 64/16 GW 90872. Manuale utente del Dali Control Service and Comissioning Wizard 1.2.1 Gateway KNX/DALI 64/16 GW 90872 Manuale utente del Dali Control Service and Comissioning Wizard 1.2.1 1 Copyright and Notes Il Dali Control Service and Comissioning Wizard 1.2.1 e la relativa documentazione

Dettagli

Allegato tecnico. Premessa. Connettività

Allegato tecnico. Premessa. Connettività Allegato tecnico Premessa Allegato tecnico Il presente allegato tecnico descrive le modalità di accesso alla Rete Lepida, la rete a banda larga e ultralarga delle Pubbliche Amministrazioni. La Rete Lepida

Dettagli

TERMINALE DI RILEVAZIONE PRESENZE E CONTROLLO ACCESSI MOD. KP-02

TERMINALE DI RILEVAZIONE PRESENZE E CONTROLLO ACCESSI MOD. KP-02 1 TERMINALE DI RILEVAZIONE PRESENZE E CONTROLLO ACCESSI MOD. KP-02 Il Terminale KP-02 é stato sviluppato per consentire le modalità operative di Rilevazione Presenze e Controllo Accessi. Viene costruito

Dettagli

Installazione del trasmettitore. ACom6

Installazione del trasmettitore. ACom6 Installazione del trasmettitore CBC (Europe) Ltd. Via E.majorana, 21 20054 Nova Milanese (MI) tel: +39 (0)362 365079 fax: +39 (0)362 40012 1 Precauzioni Il dispositivo non deve essere esposto a pioggia

Dettagli

SEZIONE A GENERALITA 2

SEZIONE A GENERALITA 2 Ed. 4.0 - A1/6 SEZIONE A GENERALITA 2 A.1 OGGETTO 2 A.2 AMBITO DI APPLICAZIONE 2 A.3 RIFERIMENTI 2 A.4 DEFINIZIONI 5 Ed. 4.0 - A2/6 SEZIONE A GENERALITA A.1 OGGETTO Il presente documento costituisce la

Dettagli

SISTEMA DI CENTRALIZZAZIONE DEGLI ALLARMI SU RETE ETHERNET

SISTEMA DI CENTRALIZZAZIONE DEGLI ALLARMI SU RETE ETHERNET SISTEMA DI CENTRALIZZAZIONE DEGLI ALLARMI SU RETE ETHERNET 1. Descrizione EUREKA definisce un insieme di apparati che consente il controllo e la gestione di sistemi d allarme centralizzati in rete locale

Dettagli

PROGETTO IMPIANTI TECNOLOGICI SECONDO D.M. 37/08 DEL 22.01.2008

PROGETTO IMPIANTI TECNOLOGICI SECONDO D.M. 37/08 DEL 22.01.2008 Comune di. Provincia di PROGETTO IMPIANTI TECNOLOGICI SECONDO D.M. 37/08 DEL 22.01.2008 PER LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI NON RIENTRANTI IN QUANTO PREVISTO DALL'ART. 5 COMMA 1 D.M. 37/08

Dettagli

Pianificazione e progetto di reti geografiche

Pianificazione e progetto di reti geografiche Pianificazione e progetto di reti geografiche 1 Architettura delle reti di telecomunicazioni e contesto infrastrutturale regionale 1 Indice Architettura delle reti di Telecomunicazioni Banda Larga nella

Dettagli

Manuale di installazione ed utilizzo del software di Controllo MatrixCTLR

Manuale di installazione ed utilizzo del software di Controllo MatrixCTLR Manuale di installazione ed utilizzo del software di Controllo MatrixCTLR Vi preghiamo di leggere attentamente queste istruzioni prima di installare il software e di lavorare con esso. Ver.3.0.0 1 rev.

Dettagli

2359 Mediegruppen 10/13_IT. Monitoraggio digitale per sistemi di tubazioni preisolate

2359 Mediegruppen 10/13_IT. Monitoraggio digitale per sistemi di tubazioni preisolate 2359 Mediegruppen 10/13_IT Monitoraggio digitale per sistemi di tubazioni preisolate 2359 Detect brochure IT.indd 3 22/10/13 12.02 - monitoraggio e soluzioni intelligenti Monitoraggio centralizzato di

Dettagli