APRE LA CASA DEL VOLONTARIATO

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1 del 04/07/2011

2 APRE LA CASA DEL VOLONTARIATO Il 16 luglio apre nella zona di Pile la Casa del Volontariato e dell'associazionismo «un importante segno di ricostruzione sociale della città realizzato dopo il terremoto che il 6 aprile del 2009 ha distrutto il capoluogo abruzzese». «Dopo la posa della prima pietra nell'agosto del 2010» scrivono i promotori «si avvicina un traguardo molto importante per la comunità aquilana, frutto di un progetto pensato e realizzato dal Csvaq, il Centro di Servizio per il Volontariato dell'aquila in stretta collaborazione con Csvnet, Coordinamento Nazionale dei centri di Servizio per il Volontariato, e supportato da una raccolta fondi avviata nel La casa sarà uno spazio funzionale di 1400 metri quadrati, aperto a tutto il volontariato e la cittadinanza non come semplice risposta abitativa per le associazioni che hanno perso la sede, ma come luogo per "rincontrare" e "ri-progettare" il proprio futuro. La Casa sarà lo spazio dove il volontariato potrà riacquisire a pieno il suo ruolo di motore di sviluppo umano e sociale, per la rinascita di una comunità così gravemente colpita dal sisma». CSVAQ Rassegna stampa 1

3 APRE A L AQUILA LA CASA DEL VOLONTARIATO E DELL ASSOCIAZIONISMO A L Aquila il volontariato trova casa. Il prossimo 16 luglio alle 11 il capoluogo abruzzese apre le porte alla Casa del Volontariato e dell'associazionismo, sita in via Saragat (località Campo di Pile). La struttura, frutto di un progetto pensato e realizzato dal Csvaq (Centro di Servizio per il Volontariato dell'aquila) in stretta collaborazione con Csvnet e supportato da una raccolta fondi avviata nel 2009, è un importante segno di ricostruzione sociale della città, realizzato dopo il terremoto di 2 anni fa. La casa sarà uno spazio funzionale di 1400 metri quadrati, aperto alle associazioni e alla cittadinanza come luogo per rincontrare e ri-progettare il proprio futuro, come spazio dove il volontariato potrà riacquisire il suo ruolo di motore di sviluppo umano, per la rinascita della comunità. All inaugurazione parteciperanno associazioni del territorio, esponenti del Governo, degli enti locali, dei donatori, del mondo del volontariato e del Terzo settore. CSVAQ Rassegna stampa 2

4 NICHI VENDOLA ALL'AQUILA ''VOSTRA SITUAZIONE E' GRAVE'' "Il terremoto aquilano non è solo un problema dei cittadini del capoluogo ma di tutta l'italia". Lo ha affermato il segretario nazionale di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, intervenuto all'aquila per la festa nazionale della salute mentale che si sta svolgendo sotto il tendone di piazza Duomo. "Le cose qui vanno malissimo - ha aggiunto Vendola - e questa situazione è la sconfitta di una classe dirigente che si crede onnipotente. All'Aquila si è definita l'ambizione, la volgarità e la sconfitta di una classe dirigente". Tornando al tema della manifestazione, Vendola ha detto: "Se sei matto ma povero ti portano in un ricovero, se invece sei ricco finisci in tv". "La normalità non esiste - ha proseguito Vendola - perché il genere umano è caratterizzato dalla biodiversità: ogni persona è unica e irripetibile". Ad ascoltare il leader di Sel, tra gli altri, ci sono il sindaco Massimo Cialente, il deputato Giovanni Lolli, l'assessore comunale Stefania Pezzopane e i dirigenti del presidente della Regione Puglia Betti Leone e Giustino Masciocco. "L'Italia di oggi ha bisogno di un salto di qualità radicale, non di piccoli correttivi. C'è bisogno davvero di un percorso di fuoriuscita e il centrosinistra deve accorgersi che il vento del cambiamento non lo abbiamo suscitato noi, ma le donne, i precari, gli studenti e i lavoratori che sono scesi in piazza per la difesa dei propri diritti. Il centrosinistra cerchi quindi di capire correttamente la domanda di cambiamento". "È un paese allo stremo che ha tagliato fuori dalle prospettive di futuro un'intera giovane generazione. C'è bisogno di una terapia d'urto - ha continuato Vendola - per uscire fuori dalla melma di un regime di cannibali dal punto di vista del rapporto con la natura, di affaristi degli appalti, di maschilisti volgari dal punto di vista del lessico della classe dirigente". CSVAQ Rassegna stampa 3

5 L'AQUILA: NICHI VENDOLA, SALUTE MENTALE, POLITICA E TERREMOTO Per la "Festa dei sani e dei matti", promossa da Sinistra, ecologia e libertà, la forte pioggia ha costretto ad annullare il corteo previsto dall'ex Ospedale psichiatrico al Duomo con "Marco Cavallo", la macchina scenica realizzata all'interno dell'ospedale psichiatrico di Trieste nel 1973, simbolo della liberazione per tanti "matti" dall'idea di manicomio che la cosiddetta legge Basaglia, la 180, contribuì a demolire nel 1978 per lavorare ad una riforma dell'assistenza psichiatrica ospedaliera, oltre a rappresentare l'inizio di un percorso, non concluso, di ripensamento del trattamento e dell'inserimento sociale dei malati mentali. Invece ha mantenuto la parola Nichi Vendola, segretario nazionale di Sinistra ecologia e Libertà e governatore della Puglia, ospite della festa, in Piazza Duomo, con un intervento che ha toccato più in generale la situazione dell'aquila e dell'italia di oggi «L'Aquila non è più soltanto un problema degli aquilani, è un problema dell'italia - ha detto -. All'Aquila si è definita l'ambizione, la volgarità e la sconfitta di una classe dirigente». Il leader di Sel ha anche aggiunto che «L'Aquila è stata città laboratorio della manipolazione ideologica della destra». Riferendosi poi al senso della "Festa dei sani e dei matti" all'aquila ha sottolineato «La normalità non esiste perché il genere umano è caratterizzato dalla biodiversità: ogni persona è unica e irripetibile». Una giornata, quella di sabato, che si è sviluppata però all'insegna della riflessione sulla legge 180, le sue conquiste e le criticità, a cui hanno dato il proprio contributo rappresentanti e operatori locali e nazionali del settore; nel pomeriggio l'obiettivo si è avvicinato all'"aquila da ricostruire" e al futuro del parco e dell'ex Ospedale psichiatrico di Collemaggio, dove comunque c'è la determinazione a mantenere un presidio del Centro di salute mentale. Come già anticipato in conferenza stampa qualche giorno fa, Sinistra ecologia e libertà, con la "Festa dei sani e dei matti", ha voluto dedicare una giornata al tema della salute mentale all'aquila per la necessità simbolica e reale di contribuire al ritrovamento di una "normalità" nella città del terremoto, ma anche perché L'Aquila è una città che, tra i suoi pregi, può vantare quello di una tradizione "illuminata" in materia di salute mentale, in una regione dove la situazione è spesso carente. CSVAQ Rassegna stampa 4

6 A L'Aquila invece si è fatto molto, dopo la legge 180, per sensibilizzare ai temi della non esclusione delle persone più fragili dalla vita sociale. Una tradizione che ha avuto i suoi effetti positivi anche nel dopo terremoto, quando il Dipartimento di salute mentale della Asl ha voluto restare con i suoi pazienti in città, prima nelle tende, poi a Collemaggio, dove sono proseguite le attività da sempre portate avanti per e con loro. Rassegne, incontri, laboratori, negli ultimi due anni, sono stati un modo per non far affievolire l'attenzione anche sulle esigenze dei cittadini aquilani con maggiori difficoltà. Dunque una nuova iniziativa che rientra nel solco di un percorso ostinato intrapreso molto tempo fa. CSVAQ Rassegna stampa 5

7 L'AQUILA: RICOSTRUZIONE, 'STRADA NELLA VISIONE CITTA' POLICENTRICA' Nell'ambito del dibattito innescatosi sul futuro della città dell'aquila nell'ambito della ricostruzione, riceviamo e pubblichiamo il contributo dell'architetto Giancarlo De Amicis ("Policentrica") LA NOTA DELL'ARCHITETTO DE AMICIS Lo spirito fondativo della città storica di L Aquila risiede nella centralità dei luoghi della socialità, in cui gli spazi aperti pubblici traggono origine da un policentrismo di piazze, fra loro connesse da strade. Nelle città storiche italiane il legame tra vuoti e pieni e la discreta permeabilità tra spazi privati, collettivi e pubblici sono stati forti fattori di coesione e di complessità spaziale che, in quanto conformati ad una precisa visione delle relazioni interpersonali e sociali, si sono configurate e si configurano come insostituibili rappresentazioni del convivere civile. A costruire la spazialità delle strade urbane della tradizione concorrono i portici, gli androni, le logge, i cortili, le porte e le finestre degli edifici. Nella città storica aquilana, la strada, intesa come nastro per lo più racchiuso da due cortine di edifici permeabili, ha assolto ad una funzione fondamentale nella crescita della identità individuale e collettiva. E nel novecento, con l avvento della mobilità automobilistica, che tale tipologia viene distrutta. Dalla rivoluzione trasportistica nascono i paesaggi di oggi, mondi inospitali e in frantumi dove le strade, ridotte a puri supporti monofunzionali, assomigliano sempre più ad una successione di non luoghi, con edifici che si elevano isolati, incapaci di intessere con essa relazioni dialogiche. A l Aquila, l ampliarsi delle distanze insediative, che dopo il terremoto hanno assunto aspetti inquietanti, ha contribuito ad accentuare il fenomeno latente di sgretolamento dell ambiente urbano, portando la città nel pieno di una rottura antropologica. Si va affermando il cosiddetto modello del periurbano emergente, in cui non esiste più legame di sudditanza delle aree periferiche verso il polo centrale. Il rapporto individuale e sociale col contesto, con l ambiente fisico e con la città storica cambia radicalmente. Nel territorio, entro il quale in passato, la vita individuale e collettiva aveva trovato e inventato le risorse per potersi manifestare, si è venuto ad istituire un rapporto di consumo, secondo una logica dell usa e getta, divenuta parte integrante dell azione trasformativa. Nella periferia urbana, la strada, priva di narratività e di sintassi compositiva, si apre ad anonimi spazi, dominati unicamente da un ordine geometrico che favorisce la lottizzazione CSVAQ Rassegna stampa 6

8 razionale. Nella città del post-terremoto poi, essa si configura come la narrazione dell esilio, imposto come condizione esistenziale, ma anche come rappresentazione scenica. E un paesaggio che non si limita solo a consumare il territorio, ma che consuma lo stesso immaginario del cittadino, proponendogli aberranti scenari fatti di frastornanti viavai di veicoli a motore lungo strade e rotatorie, sullo sfondo di dilatati paesaggi naturalistici e di cantieri aperti, o di interminabili successioni di automezzi che gremiscono i piazzali degli affollati centri commerciali. Le forme architettoniche dei quartieri C.AS.E., non meno di quelle della periferia del secolo scorso, si configurano come macigni edilizi freddi e ingessati, contrapposti ad insiemi disgregati di casette unifamiliari, dove si manifesta una costante rottura di coordinazione e composizione ambientale. Prima della rivoluzione industriale, la logica costruttiva che guidava l opera di trasformazione dei paesaggi aveva implicita la cura, una cura che, andando oltre la strumentalità, infondeva appropriatezza e bellezza alle cose. [ ] Le cose non cooperano più a costituire dei mondi. - confida un viandante al suo amico scienziato - Gli edifici, ad esempio, non sono più disponibili all incontro con l intorno, non sanno più dar vita a dei luoghi. Non sanno più tenersi per mano, abbracciarsi e insieme stare a giusta distanza per custodire l internità [ ]. E neanche le strade. Nonostante la smisurata dilatazione dello spazio della città-territorio, gli scambi e le relazioni interpersonali si rendono ancora possibili grazie alla rete virtuale, ai circoli di relazione territorialmente dislocati in più punti della città diffusa, ai centri commerciali. Che sia giunto il tempo di relegare in una musealizzazione i teatri della socialità aquilana - la strada e la piazza - sostituendo la loro funzione storica con altri luoghi di incontro che avanzano, quali ad esempio i centri commerciali, nuove cattedrali delle merci? L abitare in una città non è solo un risiedere e un fruire di servizi, ma anche un orientarsi nel suo paesaggio, per conoscerlo e modificarlo, per mettere in atto processi di attribuzione di senso agli eventi e ai luoghi. Va sempre più facendosi largo la figura di un nuovo personaggio, il flaneur, turista nella propria città che, vivendo in una dimensione territoriale più allargata e complessa di quella che fino a ieri lo aveva visto respirare entro i confini delle mura urbane, oggi cerca di coglierne i principi e gli aspetti reconditi, per adattarvisi, portarli alla luce ed arricchirsi interiormente. Per gli aquilani si tratta di una vera e propria mutazione antropologica, al centro della quale sta la strada, ieri definita dai contorni dei portici, degli androni e dei cortili, oggi dominata dall ingombrante presenza dei veicoli a motore: un non luogo da riconvertire, alla luce di una visione policentrica di città. Conscia della grave responsabilità di porre al centro della sua pratica la qualificazione in senso urbano dell estesa compagine territoriale, l urbanistica aquilana, in sintonia con le nuove tematiche ambientali impostate sulle reti ecologiche, deve riconvertire l asettico sistema delle strade veicolari del suo habitat, dotandole di parchi lineari, di percorsi ciclabili e pedonali, ma anche di bellezza, espressioni queste di una dimensione di città rivolta alla cura delle persone, al vivente, alle cose, insomma alla costruzione di un mondo interno, capace di andare oltre la pura strumentalità. Ma tutto ciò può scaturire solo da una conoscenza empatica del territorio e dei suoi abitanti, conoscenza che ancor oggi è considerata come poco scientifica se non addirittura ascientifica. CSVAQ Rassegna stampa 7

9 L'HI-TECH SOCIAL Urbanistica dal volto umano nei progetti firmati Enea: le nuove tecnologie per le città future dovranno saper valorizzare il capitale relazionale tipico dei centri storici A partire dal 2009 l Enea ha lanciato un ampio programma di ricerca e sviluppo sul tema delle Smart Cities, mettendo a fattor comune competenze settoriali su tecnologie innovative per l efficienza energetica, mobilità sostenibile, fonti rinnovabili integrabili nei contesti urbani, Ict e computation intelligence, monitoraggio ambientale e beni culturali. Ha così costruito dei progetti integrati attualmente finanziati nel contesto della Ricerca di Sistema Elettrica (MiSe) e della ricerca specifica sulle smart cities (progetto City 2.0 finanziato dal Miur). L obiettivo è lo sviluppo di un modello integrato di smart town. Al termine del progetto è prevista l applicazione pilota in una città di medie dimensioni che al momento è identificata in L Aquila. Inoltre Enea ha intrapreso un intensa attività di coordinamento europeo nei due networks europei dedicati alle smart cities nel contesto del Set Plan Europeo: Eera (European Energy Research Alliance) Smart City e Smart City European Industrial Initiative. In particolare Mauro Annunziato (coordinatore del programma Enea Smart City) è delegato italiano nel gruppo Eera-Smart City e coordinatore dell area Urban Energy Networks. A questo ha fatto seguito la creazione di un network italiano della ricerca sulle Smart Cities che attualmente conta 11 istituzioni tra cui importanti università italiane ed enti di ricerca (incluso Cnr) ed alcuni grandi player industriali (tra cui Enel e Telecom). Tale network è direttamente coinvolto nel programma di sviluppo descritto e nell elaborazione del Joint Programme europeo sulle smart cities. Tale iniziativa segue la linea internazionale che prende motivazioni dallo sviluppo sostenibile delle città. La densità di popolazione e il comportamento aggressivo verso l ambiente rappresentano il motivo per cui l urbanistica ha perso quella sua qualità di aggregazione cellulare eppure strutturata che caratterizzava le città storiche. Oggi, infatti, nelle nostre città si ravvisa la perdita del senso di comunità a favore di una omologazione consumistica sui format globali. Occorre partire da queste motivazioni profonde se si vuole orientare la trasformazione della città verso un principio di sostenibilità inteso non soltanto come recupero di un rapporto corretto con l ambiente ma anche come sostenibilità sociale dello sviluppo. Occorre trattare in un unica cornice culturale sia gli aspetti energetici ed ambientali e sia gli aspetti relazionali e sociali. Questo principio può ancora applicarsi per discernere le tecnologie da impiegare per trasformare la città in una città smart. Occorre un impegno nello sviluppo di tecnologie, che potrebbero definirsi della presenza e della partecipazione, che mirino alla crescita di CSVAQ Rassegna stampa 8

10 consapevolezza e spingano le persone a contribuire alla trasformazione dal basso piuttosto che attendere scelte industriali e/o governative che vengano imposte dall alto. Modellare o comunque avere come riferimento il sistema di forze sociali di una città come una grande rete complessa, può permettere una visione più ampia e realistica dei bisogni che si innescano con la scelta urbanistica (mobilità, logistica, energia, rifiuti). Anche la rete di relazioni presenta molti livelli di opportunità per lo sviluppo di una tecnologia a misura d uomo: molti oggetti urbani, attualmente mono-funzione, possono divenire multifunzionali. I lampioni dell illuminazione pubblica possono diventare intelligenti e ospitare sistemi multisensoriali (traffico, qualità dell aria, sicurezza, attività) così come chioschi, fermate dell autobus, panchine, giardini, manifesti e marciapiedi. È nella logica di iniziare un processo di incubazione di nuove tecnologie e di aggregazione di una filiera industriale che Enea sta sviluppando, nel progetto City 2.0, un portafoglio di tecnologie tra cui un sistema di illuminazione pubblica ad alta efficienza e adattiva basata su lampioni led intelligenti e videocamere che costituisce la rete digitale capillare Plc (Power Line Communication) della città. In questa rete sono integrati sistemi di monitoraggio del traffico, di controllo di flotte di veicoli elettrici, di rilevamento mobile di qualità ambientale, di comunicazione urbana interattiva tra cittadino e Pubblica amministrazione centrato sui beni e processi culturali territoriali ed infine una piattaforma smart city, ossia un architettura di sensori, linee di trasmissione e software che apre la strada ad un mercato di servizi smart al cittadino ed alla regolazione della città. CSVAQ Rassegna stampa 9

11 L'AQUILA: LE MACERIE SOTTO IL NASO DEI CITTADINI Le macerie dell'aquila sono state oggetto di un'intervista video nella trasmissione "Buongiorno economia" in cui si affronta il tema della tutela dell'ambiente nell'edilizia. L'intervento di Riccardo Salomone definisce "tragica" la situazione dell'aquila e si sofferma sullo stato di avanzamento dello smaltimento delle macerie. Se dobbiamo ricostruire, sottolinea, dobbiamo sbarazzarci dalle macerie, che però a due anni dal terremoto sono ancora lì, stoccate in cassoni non rimossi. Nell'intervento viene ricordato come, per decreto ministeriale, le macerie all'aquila siano state equiparate ai rifiuti urbani, ma questo non ha favorito affatto il loro smaltimento. Nelle macerie infatti, si osserva, sono contenuti, ad esempio, materiali di pregio e dall'altra materiale tossico, nocivo e pericoloso, come l'amianto, tutti questi materiali sono sotto il naso dei cittadini come rifiuti urbani. CSVAQ Rassegna stampa 10

12 NASCERE E RI-NASCERE NELLA BELLEZZA Riceviamo. Un ponte fra associazioni e organismi di base che, nel mondo, lavorano in luoghi colpiti da disastri ambientali, per scambiare esperienze e conoscenze. E questo il senso dell incontro che si svolgerà a L Aquila il 6 luglio, alle ore 18, tra associazioni aquilane e abruzzesi e IBU ROBIN LIM, Premio Langer 2006, indonesiana, ostetrica che corre a far nascere, naturalmente e nella bellezza, i bambini delle donne povere nelle terre disastrate (Sri Lanka, Haiti). L incontro è stato proposto dalla Fondazione Langer di Bolzano, che quest anno ha assegnato il Premio 2011 all Associazione FDDPA di Haiti in memoria di Elane Printemps Dadoue, per lo straordinario impegno prima, durante e dopo il terremoto, a favore dei più deboli dell isola. IBU ROBIN LIM, già Premio Langer nel 2006, presente in Italia per la premiazione degli Haitiani, ha accettato di cuore di arrivare all Aquila per continuare il ponte che, il 2 luglio, vedrà cittadine aquilane a Bolzano per raccontare le esperienze positive sorte a L Aquila nel dopo-terremoto. L incontro è organizzato nell ambito delle iniziative di Piazza delle Arti dell Aquila, Circolo Arci Querencia Associazione Bibliobus L Aquila. CSVAQ Rassegna stampa 11

13 Aquila/41696.htm IBO ROBIN LIM, L'OSTETRICA CON I PIEDI SCALZI A L'AQUILA Un ponte fra associazioni e organismi di base che, nel mondo, lavorano in luoghi colpiti da disastri ambientali, per scambiare esperienze e conoscenze. E questo il senso dell incontro che si svolgerà a L AQUILA il 6 luglio, alle ore 18, tra associazioni aquilane e abruzzesi e IBU ROBIN LIM, Premio Langer 2006, indonesiana, ostetrica che corre a far nascere, naturalmente e nella bellezza, i bambini delle donne povere nelle terre disastrate (Sri Lanka, Haiti). L incontro è stato proposto dalla Fondazione Langer di Bolzano, che quest anno ha assegnato il Premio 2011 all Associazione FDDPA di Haiti in memoria di Elane Printemps Dadoue, per lo straordinario impegno prima, durante e dopo il terremoto, a favore dei più deboli dell isola. IBU ROBIN LIM, già Premio Langer nel 2006, presente in Italia per la premiazione degli Haitiani, ha accettato di cuore di arrivare all Aquila per continuare il ponte che, il 2 luglio, vedrà cittadine aquilane a Bolzano per raccontare le esperienze positive sorte a L Aquila nel dopo-terremoto. L incontro è organizzato nell ambito delle iniziative di Piazza delle Arti dell Aquila, Circolo Arci Querencia - Associazione Bibliobus L Aquila In collaborazione con: Fondazione Alexander Langer (BZ) - Associazione Mila Donnambiente (PE) Il Melograno - Centro informazione maternità e nascita (PE) MISA a.p.s. Pescomaggiore (AQ) - Centro Antiviolenza (AQ) Madrisane Terrafelice (VR) e si svolgerà nello spazio autogestito all interno del Festival Nazionale della Cultura del PD - Padiglione Cultura - Parco del Sole - L Aquila. Introduce: Simona Giannangeli del Centro Antiviolenza Donna Interviene: Tiziana Valpiana di Madrisane Terrafelice CSVAQ Rassegna stampa 12

14 E LIEVE SIA LA TERRA: IL POTERE MAGICO-SACRALE DELLA SCRITTURA Casa Onna. Il nostro è un dolore presente, viene soltanto plasmato nel tempo. E stata presentata ieri l antologia E lieve sia la terra: 24 scrittori che tramite ritratti, necrologi, racconti, profili, ricordi, riflessioni evocazioni riportano alla vita le voci delle vittime del terremoto. Brani d autore in cui s intrecciano i fili di tante vite: quelle perdute dei morti, quelle svuotate dei conoscenti a loro sopravvissuti, quelle degli autori, in molti casi completamente estranei alla città nel momento della tragedia. <<Io è un altro>> dichiarava Rimbaud nella Lettera del veggente, testo cardine della modernità letteraria in Europa. La letteratura come strumento d incontro con l altro e accettazione del pericolo di un confronto che diventa in alcuni momenti visione speculare. E lieve sia la terra raccoglie i testi di autori che hanno accettato di far rivivere e di rendere imperituro grazie alla monumentalità della scrittura il ricordo dei morti del terremoto dell Aquila. Morti, recita il sottotitolo del volume, e non vittime, termine quest ultimo che darebbe adito a interpretazioni troppo sfumate di un evento le cui conseguenze sono state troppo crudelmente vere da accettare: in 308 sono morti di terremoto. A ciascun autore è stato chiesto di sfogliare il database del quotidiano <<Il Centro>>, che elenca le vittime del terremoto per scegliere due o tre persone. E scrivere il perché di questa scelta. Semplicemente. Umberto De Carolis, uno dei 24 autori che ha introdotto la presentazione del libro, mette a nudo le sue iniziali e tuttora non fugate riserve su un operazione così delicata come quella di sovrapporre la propria voce alla voce di chi non può più aver voce, arrogandosi il diritto di esprimere il dolore altrui semplicemente per il fatto di evocare realtà tramite la parola per mestiere. <<Scrivere è un genere di esercizio di cui si finisce sempre per compiacersi. Accettando l invito di partecipare al progetto mi è sembrato che acconsentendo avrei deciso più per me che per gli altri. Il pericolo era quello di trarre vanto da una materia così dolorosa.>>. Nella stessa prefazione il curatore del libro Luca D Ascanio, riportando le parole di un anonima scrittrice che ha declinato l invito a far parte della raccolta e interpretandone le ragioni, centra le perplessità di coloro che hanno scelto di farne parte: <<Lo so che la morte ti getta in pasto al mondo>>. Perché scrittori diversi dovrebbero mettersi a parlare di persone defunte che nella maggior parte dei casi non hanno mai conosciuto? Onesto tenersi fuori dalla retorica dell immedesimazione e tacere per non fomentare e opporsi la continua strumentalizzazione del terremoto dell aprile CSVAQ Rassegna stampa 13

15 Ma la tragedia che ci ha colpiti ha reso la morte un fatto collettivo: la scrittura allora non si fa carico solamente di un dovere civile di testimonianza e di denuncia ma riscopre il valore magico-sacrale della parola. <<Mi si chiedeva di farmi sciamano per evocare i morti. I miei strumenti sarebbero state le parole>>: la scrittura consente di incidere nella memoria luoghi e persone che ci sono state strappate via mentre in città si tremava di terrore e inconsapevolezza. Gesti, frasi ricorrenti, pose riprendono movimento tramite la potenzialità espressiva della parola. Gli autori esterni alle vicende consentono una rispettosa distanza da un dolore che deve rimanere intimo ma deve essere condiviso perché è necessario rifuggire dall indifferenza e da un attenzione alla tragedia che è solo morbosa attrazione al delittuoso e alla disperazione. Alla presentazione sono stati presenti alcuni degli autori, quelli che con L Aquila hanno avuto un rapporto più viscerale, per esserci nati, per averci trascorso gli anni dell adolescenza, per averla scelta e per continuare a sceglierla come città d appartenenza oppure per esserle stata lontana nel momento del sisma e sentire tutto il peso di una colpa che non si riesce ad espiare. Nelle lacrime a stento tenute nascoste da Ilaria Carosi, nel desiderio di Sara Polidoro di essere stavolta presente alla sua città, nella difficoltà, evidente in Sandro Cordeschi, di essere testimone di un evento che lascia afasici, la violenza del sisma si abbatte e non sembra essere stemperata dal trascorrere del tempo. A due anni dal sisma il dolore sembra coglierci ancora di sorpresa: nello scenario di perenne distruzione di Onna, durante la lettura di alcuni brani estrapolati da E lieve sia la terra, la nostra Antologia di Spoon River, si piange, si rimane in silenzio svuotati dal senso di perdita, carichi della responsabilità di vivere anche per coloro che non ci sono più. CSVAQ Rassegna stampa 14

16 PESCARA: TEATRABILE L'AQUILA IN SCENA AL D'ANNUNZIO Giovedì 7 luglio alle ore 18:30, presso lo spazio verde del Teatro D Annunzio di Pescara, la compagnia Teatrabile di L Aquila presenta la sua nuova produzione dal titolo "Trilogia della bugia". E questo il secondo anno consecutivo che la compagnia aquilana partecipa al Festival "I teatri del mondo" (che, in questa edizione, si terrà a Pescara). Lo spettacolo presentato lo scorso anno a Porto Sant Elpidio continua ad avere riscontri importanti e significativi, considerato che è stato replicato molte volte ed in diversi contesti anche all'estero in Olanda e Germania. Trilogia della bugia è uno spettacolo adatto a tutti, che strizza l'occhio al pubblico dei ragazzi e dei bambini grazie ad un ampio uso di canzoni e musiche e di oggetti di scena accattivanti. Affronta lo spinoso tema delle bugie, dalle più grosse (quelle che arrivano a causare persino le guerre), alle più piccole, sottili ed insidiose. Si arriva a dimostrare, alla fine, che le bugie altro non sono che l altra faccia della stupidità. Molte, a dire il vero, sono le letture possibili dello spettacolo: si possono trovare, a cercarli bene, persino dei riferimenti all attualità e alla politica L intento, però, non è solo quello di criticare bugiardi antichi e moderni ma è ben più ambizioso: ritrovare, nella semplicità e nel gusto per la verità, il senso profondo dello stare insieme agli altri. In scena vi sono Roberta Bucci e Roberto Mascioletti; le musiche originali sono eseguite dal vivo da Francesco Cardilli, la regia è di Eugenio Incarnati. Teatrabile è nata a L Aquila nel febbraio del Fra i progetti che impegnano Teatrabile in questo periodo, vi è quello della gestione della Casa del Teatro di Piazza d Arti, spazio di fruizione e produzione culturale attivo ( in quella nota e frequentatissima area non lontana dall ospedale regionale dell Aquila), lì dove risiedono ben diciotto importantissime realtà della cultura e del sociale del capoluogo. CSVAQ Rassegna stampa 15

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