Laós. Rivista di Scienze Religiose e Umanistiche Istituto Superiore di Scienze Religiose «San Luca» Catania. Anno XIX *** 1 - Gennaio - Aprile

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1 Laós Rivista di Scienze Religiose e Umanistiche Istituto Superiore di Scienze Religiose «San Luca» Catania Anno XIX *** 1 - Gennaio - Aprile...per dare al suo popolo la conoscenza della Salvezza (Lc 1,77) Edizioni Adelfós - Catania

2 Laós Rivista di Scienze Religiose e Umanistiche quadrimestrale *** Direzione Redazione Amministrazione Associazione Adelfós Tel. e Fax via Crociferi, 36B Catania Anno XIX INDICE Giuseppe Calambrogio Fare teologia nell epoca del nuovo realismo... pag. 3 Antonino Grasso Problematiche e significati delle mariofanie Per una ermeneutica delle apparizioni mariane... pag. 5 Antonio Ucciardo Conservare la fede... pag. 33 Francesco Aleo Le Omelie De incomprehensibili Dei natura (prima serie). Gnosis e pistis in Giovanni Crisostomo... pag. 45 Annamaria Corpaci Educare alla fede nell età evolutiva... pag. 63 Mirella Roccasalva F. Arte sacra: una via alla purificazione dello sguardo... pag. 71 Salvatore Borzì Gerardo Sangiorgio La poesia come celebrazione della fede... pag. 75 Giovanni Salanitro Il tema della Fides in un tardo autore latino... pag. 85 Enrico Piscione Cornelio Fabro interprete di Gabriel Marcel... pag. 89 Fausto Grimaldi La Nuova Evangelizzazione e i moderni inquisitori : una riflessione filosofica in risposta alle sfide post-moderne... pag. 93 Pasquale Munzone Il linguaggio dell omelia nel cantiere dell educazione alla fede. pag. 99 Piero Galvano Nuovi culti. Riflessioni Pastorali... pag. 103 RECENSIONI Salvatore Borzì Su teologia, fede e letteratura: una sintesi possibile? Riflessioni su F. D. Tosto, La letteratura e il sacro, Edizioni Scientifiche Italiane, voll. 2 e 3, Napoli pag. 109 Francesco Diego Tosto Giovanna Scarca, Nell oro e nell azzurro. Poesia della liturgia in Cristina Campo, Ancora, Milano pag. 112

3 Laós 19 (2012) 1, 3-4 ISSR «S. Luca» - Catania Fare teologia nell epoca del nuovo realismo di Giuseppe Calambrogio Istituto Superiore di Scienze Religiose S. Luca - Catania Su Repubblica dell 8 agosto il filosofo Maurizio Ferraris discepolo di Gianni Vattimo annunzia il superamento del pensiero debole diffuso sin dal Nella prossima primavera si terrà un convegno per iniziativa di filosofi italiani e tedeschi riuniti in un manifesto denominato New Realism ovverosia neorealismo. Il maestro non è d accordo con il discepolo il quale trova oggi inefficace e contraddittoria la tesi del pensiero debole: inefficace perchè incapace di incidere nella realtà politica e quindi trasformare in meglio il mondo. Il maestro pur non assentendo lascia libero il discepolo di procedere: non potrebbe fare diversamente. Nei fatti ci troviamo di fronte alla classica affermazione che non esistono fatti ma solo interpretazioni le quali in mancanza di un riferimento oggettivo sono tutte sullo stesso piano egualmente vere ed egualmente false. Il pensiero sembra condannato al supplizio di Tantalo: come questi non riusciva a bere pur essendo assetato così il pensiero non riesce a toccare la realtà. Ora il pensiero debole è riuscito ad azzerare le grandi narrazioni dell Illuminismo, dell Idealismo e del Marxismo contrapponendo ad esse la postmodernità e la sua liquidità. Rimanendo però acuto ed irrisolto il problema della ragione del più forte che è la migliore : il pensiero debole rimane invischiato nel modo di pensare di Callicle per il quale era giusta la prepotenza del più forte sul più debole. Per questo il nuovo realismo si presenta come ontologia per scoprire le leggi della realtà, come critica per distinguere il vero dal falso, e come illuminismo per rinnovare la fiducia nella ragione. Tutto questo è musica per le nostre orecchie abituate al rifiuto della metafisica, alla esaltazione del relativismo, alla riduzione della ragione a soggettiva autodifesa vitalistica. In questo contesto la teologia, la sacra doctrina, non è a disagio: essa infatti rifiuta il relativismo culturale delle diverse epoche, l eventuale soggettivismo dei teologi 3

4 Giuseppe Calambrogio (non per nulla la Chiesa è guidata dai Pastori), la riduzione ermeneutica della Scrittura e della Tradizione a mere interpretazioni. Fare teologia significa allora incontrarsi con Dio con tutta la pienezza del proprio essere nella quiete contemplativa di Maria di Betania seduta ai piedi di Gesù. Certo non è trascurabile il lavorio della intelligenza: ma esso da solo rimane insufficiente. Ce lo insegna Blaise Pascal del quale ricorre oggi 23 novembre l anniversario di quella esperienza di Dio consegnata nel famoso Memoriale che egli portò sempre cucito nella sua giacca, inseparabile dal suo cuore; e lì c è la famosa distinzione del Dio dei filosofi dal Dio di Gesù Cristo, dal Dio vivente. Molto spesso ci si è serviti di questo testo come supporto del fideismo, come diffidenza nei confronti della filosofia. Credo che Pascal è stato travisato. Il suo Dio dei filosofi è il Dio cartesiano la cui realtà è confinata in una idea del pensiero, è il Dio dei deisti mera razionalità matematica, ben altra cosa è il Dio creatore di questa realtà, il Dio verità che illumina la nostra mente, il Dio la cui legge è l amore; e per tutto questo è Dio sensibile al cuore. È Dio della filosofia perenne Per fare teologia bisogna inginocchiarsi di fronte alla realtà, attraversarla con la nostra ragione fino a che il cuore si apra al mistero che ci avvolge e che è Rivelazione. Non ci sfugge la piccolezza del nostro istituto: poche decine di studenti che sono di fronte alle tante migliaia che frequentano altri studi? E poi una economia sostanzialmente familiare come potrebbe reggere il confronto con i milioni di euro di cui altri può disporre? È vero siamo un piccolo gregge, ma non insignificante perchè grazie al Pastore che ci guida non siamo come pecore sbandate, non siamo abbandonate nei nostri smarrimenti: noi sperimentiamo la dolcezza della sua cura. Fare teologia è un duplice incontro: di Dio che si rivela per amore, dell uomo che brucia nel desiderio di credere e capire. Per questo non potremmo fare di meglio di quello che facciamo: preparare uomini e donne che si lasciano invadere dalla luce della verità, che si lasciano abbracciare dall amore di Dio. Cosa ci potrebbe essere di più? Il San Luca da oltre mezzo secolo fa tutto questo. Abbiamo un solo desiderio: continuare in questo servizio; crescere e fiorire superando le attuali angustie. Elia il profeta era l uomo del desiderio. Lo siamo anche noi. Desiderare non è pretendere, piuttosto è attendere che finalmente giustizia e pace si abbraccino muovendo dal cielo e dalla terra. 4

5 Laós 19 (2012) 1, 5-32 ISSR «S. Luca» - Catania Problematiche e significati delle mariofanie Per una ermeneutica delle apparizioni mariane Prolusione per l inaugurazione del nuovo Anno accademico 2011/ novembre 2011 di Antonino Grasso Istituto Superiore di Scienze Religiose S. Luca - Catania Introduzione La Costituzione Dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II al n. 62, dopo aver delineato i compiti della maternità spirituale di Maria nei nostri confronti, afferma: «[ ]questa maternità di Maria nell economia della grazia perdura senza soste [ ] fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo, non ha interrotto questa funzione salvifica, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata [ ]». 1 a) Collegandole con questo perenne e dinamico prendersi cura dei fratelli del Figlio suo, la mariologia legge le apparizioni della glorificata e assunta Madre di Dio, come manifestazioni impellenti di quell amore materno che anima il suo cuore nei nostri riguardi e come conferma del suo essere l icona del nostro divenire nuove creature in Cristo. 2 Per questo motivo esse vengono anche chiamate Mariofanie. 1 Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, Costituzione Dogmatica sulla Chiesa del 21 novembre 1964, in Enchiridion Vaticanum, EDB, Bologna 1971, vol. 1, Cfr. Perrella S. M., Le apparizioni mariane. Dono per la fede, sfida per la ragione, San 5

6 Antonino Grasso Il termine, infatti, secondo Stefano De Fiores, non solo declina il fatto dell apparizione della Vergine, ma soprattutto indica la persona di Maria e la sua funzione in continuità con i dati biblici, che costituiscono la vera e fondamentale mariofania. 3 Maria, così, non appare personaggio del tempo passato, ma continua a manifestarsi come persona viva, luminosa, glorificata, che si interessa dei suoi figli e delle sorti del mondo. 4 b) In realtà, assistiamo a un grave paradosso: le apparizioni mariane, che non godono quasi nessun credito nell elite intellettuale e teologica e vengono declassate ad eventi secondari e privati, hanno, al contrario, un impressionante seguito nel popolo di Dio. Così che, mentre l ufficialità quasi sempre tace, sottovalutando il fenomeno o accogliendolo con eccessiva riservatezza, milioni di fedeli si recano continuamente verso i luoghi in cui appare o si dice essere apparsa la Vergine. Con la conseguenza che essi, molto spesso, non sapientemente guidati o correttamente illuminati sulla natura, il valore, la valutazione e il significato di questi eventi, ignorando le direttive dei Pastori, assumono atteggiamenti troppo spesso dipendenti dai messaggi e dai racconti dei veggenti, considerati quasi nuovi evangelisti e nuove guide spirituali del mondo. Abbiamo, come afferma René Laurentin, il sorgere di una Chiesa delle apparizioni con le sue regole e il suo modus vivendi, che cammina parallela e spesso in dissenso con la Chiesa istituzionale. 5 c) A questo si aggiungono le varie crisi d identità dell uomo contemporaneo, spesso schiavo: - del suo efficientismo esteriore, a cui non corrisponde un uguale ricchezza interiore; - del suo positivismo, empirismo e nichilismo che precludono la possibilità di un apertura ai valori trascendenti; - del suo materialismo, per cui primeggiano l istinto per il piacere e per il possesso che gli fanno ignorare la bellezza del donarsi nell amore e per amore; Paolo, Cinisello Balsamo 2007, ; Idem, Impronte di Dio nella storia. Apparizioni e Mariofanie, Messaggero, Padova 2011, Cfr. De Fiores S., Maria Madre di Gesù. Sintesi storico salvifica, EDB, Bologna 1992, Cfr. Perrella S. M., Le Mariofanie. Per una teologia delle apparizioni, Messaggero, Padova 2009, 5. 5 Cfr. Laurentin R., Introduzione, in Laurentin R Sbalchiero P., Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, Edizioni ART, Roma 2010, Titolo originale dell opera Dictionnaire des apparitions de la Vierge Marie, Fayard, Paris Vedi anche Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit.,

7 Problematiche e significati delle Mariofanie - del suo attaccamento al potere e al dominio, che lo distolgono dall idea della vita come servizio umile e disinteressato. 6 Inoltre, dobbiamo riconoscere che ci troviamo, drammaticamente, in un contesto generale di vita in cui: - la fede, Cristo e la Chiesa, perdono il loro carattere di verità e di universalità salvifica, perché su di essi si getta continuamente un ombra di dubbio, di incertezza e di discredito; 7 - l angoscia e l ansia, la paura e il dolore, anch essi globalizzati, avvolgono la nostra esistenza; - i luoghi stessi della nostra vita somigliano sempre di più ad un terribile deserto, a un aspro monte fatto di solitudine, di incomprensioni, di desolazione. 8 d) È proprio la constatazione sia di una situazione ecclesiale in cui da un lato, quasi si ignorano o si criticano e, dall altro, spesso si esaltano senza alcuna sicurezza teologica le rivelazioni private elevandole ad assoluta regola di vita; sia il riscontro di una situazione socio - antropologica in cui le donne e gli uomini del nostro tempo vivono, senza una reale apertura ai valori della trascendenza e senza prospettive, come veri figli del nulla, che ha spinto gli studiosi di mariologia a dedicarsi con maggiore serietà allo studio delle problematiche teologiche, ecclesiali, sociali ed antropologiche delle apparizioni mariane, con l intento di fornire i chiarimenti necessari per una loro oggettiva valutazione, a beneficio non solo della Chiesa, ma del mondo stesso. Essi, infatti, con i loro studi approfonditi intendono: - sollecitare i Pastori a riconoscere i frutti spirituali che esse producono; - indicare ai fedeli la sicura via per accoglierle senza infantilismo o isterismo religioso; - sottolineare la loro incidenza nella società, perché si mostrano un valido aiuto per il rinnovamento spirituale dell intera umanità, in cammino non verso l autodistruzione, ma verso l Eschaton, 9 e fanno riscoprire Maria come icona, maestra e presenza di speranza e di giustizia in mezzo a noi Cfr. Grasso A., Maria, la Donna glorificata dal Risorto, icona di vita e profezia di futuro per i figli del nulla, in Laós 13 (2006), n. 2, 33-42; Idem, Maria Assunta segno di speranza per l umanità in cammino, in Laós 14 (2007), n. 1, Cfr. Perrella S. M., Le Mariofanie, op. cit., Cfr. Idem, Le apparizioni mariane, op. cit., Cf. Idem, Le Mariofanie, op. cit., 5-24; ; Maggiani S., Epifanie della Madre di Gesù, in Madre di Dio del 10 novembre Cfr. Grasso A., Riscoprire Maria icona, maestra e presenza di speranza e di giustizia nel mondo, in Laós 13 (2006), n. 1,

8 Antonino Grasso Tenendo conto di tutto questo, ho cercato di sintetizzare le complesse problematiche e i significati teologici e antropologici delle Mariofanie in questi 5 punti: 1. Quantità delle apparizioni 2. Natura delle apparizioni 3. Valutazione delle apparizioni 4. Valore delle apparizioni 5. Significato delle apparizioni 1. Quantità delle apparizioni 1.1. Mariofanie del primo millennio cristiano Le apparizioni mariane non sono un esclusiva del nostro tempo. Molti autori dell antichità cristiana, tra cui anche Padri della Chiesa, hanno raccontato straordinarie apparizioni della Vergine. La prima notizia storicamente accertata risale a Gregorio Nisseno ( 392) che narra un apparizione di Maria a Gregorio Taumaturgo, avvenuta nel Lo storico Sozomeno ( 450), nella sua Historia Ecclesiastica, 12 afferma come le apparizioni della Madre di Dio a Costantinopoli fossero già comuni e come il gruppo guidato da Gregorio Nazianzeno, che si radunava spesso in una piccola casa, avesse cominciato a distinguersi da tutti gli altri, anche a causa dei benefici derivati dalle sue apparizioni. 13 Egli scrive testualmente: «In quel periodo gli Ariani, guidati da Demofilo, continuavano ad avere il possesso delle chiese. Ma Gregorio Nazianzeno era alla guida di coloro che professavano la consustanzialità della Trinità. Qui in una piccola casa, mutata appositamente in casa di preghiera, egli teneva delle assemblee con alcuni di quelli che avevano la sua stessa fede e che seguivano lo stesso suo culto religioso. Successivamente questa si distinse tra le altre chiese della città, e tuttora si distingue non solo per la sua eleganza e la sua grandezza, ma anche per i continui benefici derivanti dalle visibili apparizioni. Infatti la potenza divina qui, mostrandosi in modo manifesto[ ], spesso venne in soccorso a quelli che erano depressi o da malattie o da impreviste sciagure. Si crede che sia la santa 11 Cfr. Aa. Vv. Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori greci, Città Nuova Editrice, Roma 1988, Vol. 1, Su Gregorio Nisseno Cfr. Dizionario Patristico e di Antichità Cristiane (= DPAC), Marietti, Casale Monferrato 1983, Vol. 2, col Quest opera, concepita dall autore come continuazione della Storia Ecclesiastica di Eusebio, abbraccia un secolo ( ), si compone di nove libri ed è dedicata all imperatore Teodosio II. L ultima parte, che andava fino al 439, è andata perduta. Su Sozomeno Cfr. DPAC, op. cit., col Cfr. Aa. Vv. Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori greci, op. cit.,

9 Problematiche e significati delle Mariofanie Vergine Maria Madre di Dio. Si dice infatti che essa sia solita fare delle apparizioni». 14 Sulpicio Severo ( 420/425) racconta un apparizione di Maria a San Martino di Tour, 15 Gregorio di Tour ( 594) quella ad un architetto che stava costruendo un tempio in suo onore 16 e Giovanni Mosco ( 619), nel suo Prato spirituale, descrive le apparizioni di Maria all abate Ciriaco in difesa della fede contro l eresia di Nestorio e al bestemmiatore Gaiano, per convertirlo. 17 Di apparizioni scrivono ancora lo Pseudo Teofilo d Alessandria nella sua Omelia sulla fuga in Egitto, 18 Beda il Venerabile, 19 Giovanni Salerno nella Vita sancti Odonis 20 e lo Pseudo Basilio di Cesarea (sec. VII) che racconta di aver visto la Vergine mentre si apprestava a dedicarle la prima chiesa di Filippi. 21 Anche le remote origini di molti santuari dell antichità o di templi famosi, si fanno risalire ad una apparizione della Vergine. Il Santuario del Pilar a Saragozza, ad esempio, avrebbe avuto origine da un apparizione a S. Giacomo Maggiore, evangelizzatore della Spagna, il 20 gennaio del 41 d. C.. La grande basilica di Le Puy fu costruita per ricordare l apparizione della Madre di Dio ad una donna di nome Villa, improvvisamente guarita da una grave malattia 22 e la mirabile cattedrale di Chartres fu fatta edificare nel 1028 da S. Fulberto per un identico motivo Sozomeno, Storia Ecclesiastica, 7, 5; GCS 50, 306. PG 65, 1424 C-1425 B. 15 Cfr. Aa. Vv. Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori latini, Città Nuova Editrice, Roma 1990, Vol. 3, Su Sulpicio Severo Cfr. DPAC, op. cit., col Cfr. Aa. Vv. Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori latini,, op. cit., L opera è Libri Miraculorum, una raccolta di eventi miracolosi collegati soprattutto con la venerazione delle reliquie di Maria. In questi libri si trova anche la prima testimonianza in tutto l Oriente cristiano dell Assunzione della Vergine al cielo. Su Gregorio di Tour cfr. DPAC, cit., col Cfr. Aa. Vv. Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori bizantini, Città Nuova Editrice, Roma 1989, Vol. 2, Su Giovanni Mosco cfr. DPAC, op. cit., col Cfr. Aa. Vv., Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori orientali, Città Nuova Editrice, Roma 1991, Vol. 4, 716. Sullo Pseudo Teofilo d Alessandria cfr. DPAC, op. cit., col Cfr. Aa. Vv. Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori latini, op. cit., Su Beda il Venerabile cfr. DPAC, op. cit., col Cfr. Ibidem, Cfr. Aa. Vv. Testi mariani del primo millennio. Padri e altri autori orientali, op. cit., Sullo Pseudo Basilio di Cesarea cfr. DPAC, op. cit., col Cfr. Hernst R., Lexikon der Marienerscheinungen, Anton Ruhland, Altötting 1989, Cfr. Ibidem, 18. 9

10 Antonino Grasso 1.2. Mariofanie del secondo millennio cristiano Il secondo millennio è segnato da sempre più documentate apparizioni e da un loro crescendo impressionante, soprattutto a partire dal XIX secolo. Secondo dati forniti dal Billet in diverse ricerche, dall inizio del XX secolo fino al 1990, si sono avute 527 tra apparizioni ed altri eventi prodigiosi mariani, in 70 nazioni. 24 I due autori tedeschi Hierzenberger e Nedomansky, nel loro poderoso volume Apparizioni e messaggi di Maria, madre di Dio 25 e René Laurentin nel suo nuovissimo Dizionario delle apparizioni della Beata Vergine Maria, 26 elencano cronologicamente, dalle origini del Cristianesimo ad oggi, oltre duemila tra apparizioni e interventi straordinari della Vergine Apparizioni riconosciute dalla Chiesa Soltanto poche apparizioni sono state riconosciute dalla Chiesa, tra cui quelle famose di: - Città del Messico Messico Rue du Bac Francia Cfr. De Fiores S., Maria Madre di Gesù, op. cit., 347, nota 124. Ulteriori informazioni sulle apparizioni dal secolo XVI al secolo XX (sino al 1983), con ampie notizie bibliografiche le offrono Buflet J. Boutry P., Un segno nel cielo. Le apparizioni della Vergine, Marietti, Torino 2000; più divulgativo appare invece Giovenetti P., Le apparizioni della Vergine Maria, S. Paolo, Milano Le diverse problematiche inerenti le rivelazioni private sono invece affrontate da Suh A., Le rivelazioni private nella vita della Chiesa, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2000 e da Mucci G., Rivelazioni private e apparizioni, Elle Di Ci La Civiltà Cattolica, Roma Cfr. Hierzenberger G. - Nedomansky O., Erscheinungen und Botschaften der Gottesmutter Maria, Pattloch Verlag, Augsburg La traduzione italiana porta il titolo Tutte le apparizioni della Madonna in 2000 anni di storia ed è edita dalla Piemme, Casale Monferrato Cfr. Laurentin R. - Sbalchiero P., Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, op. cit., ; 27 Vedi anche Perrella S. M., Le apparizioni mariane, op. cit., ; Cuéllar M., La Mariofanía en la historia y en la vida de la Iglesia. Excursus Histórico, in Pontificia Academia Mariana Internationalis, Apparitiones Beatae Mariae Virginis in Historia, Fide, Teologia. Acta Congressus marioligici-mariani internationalis in Civitate Lourdes Anno 2008 celebrati. Studia in sessionibus plenaria exhibita, Vol 1, PAMI, Città del Vaticano 2010, Cfr. Grasso A., Guadalupe. Le apparizioni della Beata Vergine Maria, Gribaudi, Milano Cfr. Idem, E la Vergine distese le mani. Per riscoprire un dono della Madonna, Ancilla, Co- 10

11 Problematiche e significati delle Mariofanie - La Salette Francia Lourdes Francia Knock Irlanda Fatima Portogallo Beaureing Belgio Banneux Belgio Le ultime mariofanie a noi vicine, che hanno avuto il placet ecclesiale sono quelle di: - Akita in Giappone, avvenute negli anni 70, riconosciute nell aprile del 1984 da monsignor John Shojiro Ito, vescovo di Niigata; 36 - Kibeho in Ruanda, avvenute dal 1981 al 1989, riconosciute il 29 giugno 2001, da mons. Augustin Misago, primo vescovo di Gikongoro; 37 - Amsterdam (La Signora di tutti i popoli) ad Ida Peerdeman, a partire dal 1945 al 1959, riconosciute il 31 maggio 2002 dal Vescovo di Harlen, Mons. Joseph Marianus Punt Laus in Francia avvenute per ben 54 anni, dal 1664 al 1718, ma riconosciute soltanto nel 2008 dal vescovo di Gap-Embrun; 39 negliano 1996; Guitton J., La Vergine a Rue du Bac, San Paolo, Cinisello Balsamo Cfr. Masson R., La Salette. 19 settembre La Madonna vestita di primavera, Edizioni Rogate, Roma Cfr. Laurentin R. Billet B., Lourdes, in Laurentin R- - Sbalchiero P., Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, op. cit., Cfr. Sbalchiero P., Knock Mhuire, in Laurentin R- - Sbalchiero P., Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, op. cit., Cfr. Martin A. M. (a cura di), Lucia racconta Fatima. Memorie, lettere e documenti di Suor Lucia, Queriniana, Brescia 1977; Albani A. Astrua M., Storia illustrata di Fatima, Edizioni Istituto San Gaetano, Vicenza Cfr. Sbalchiero P., Beaureing, in Laurentin R- - Sbalchiero P., Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, op. cit., Cfr. Calatti L., La Vergine dei poveri, Movimento Madonna dei poveri, Milano Cfr. Laurentin R., Akita, in Laurentin R- - Sbalchiero P., Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, op. cit., Cfr. Sgreva G., Le apparizioni della Madonna in Africa: Kibeho, Shalom, Camerata Picena Cfr. Digl Paul M., La veggente di Amsterdam, Famiglia di Maria Corredentrice, Civitella del Tronto 2005; Fondazione La Signora di tutti i popoli, I messaggi della Signora di tutti i popoli, Amsterdam Cfr. Sbalchiero P., Laus, in Laurentin R. - Sbalchiero P., Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria, op. cit., 432; Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit.,

12 Antonino Grasso - Champion nel Wisconsin, U.S.A., avvenute nel 1859 ma anch esse riconosciute soltanto l 8 dicembre 2010, dal Vescovo di Green Bay, Mons David Ricken. Sono esse le prime apparizioni in assoluto riconosciute dalla Chiesa negli U.S.A Medjugorje: presunte apparizioni sub iudice Relativamente alle famose ma controverse e ancora presunte apparizioni di Medjugorje di cui oggi tutti parlano, iniziate il 24 giugno 1981 e tuttora in corso e sulle quali da molti, aprioristicamente si afferma: tutto è vero 40 e da altri, altrettanto aprioristicamente: tutto è falso, 41 sono state istituite nel corso degli anni diverse commissioni di studio: - La prima commissione creata dal vescovo di Mostar Mons. Žanić nel gennaio 1982, rimasta attiva fino al marzo del 1984, non diede alcun esito; - La seconda commissione, comprendente la prima allargata ad altri specialisti, lavorò dal 1984 al 1986, ebbe sette sessioni di lavoro e giunse a sentenziare la non supernaturalità dei fatti ; - La terza commissione, questa volta voluta dalla Conferenza Episcopale Jugoslava, lavorò dall aprile 1987 al settembre Il 27 novembre del 1990, la Conferenza Episcopale emanò una Dichiarazione, unico atto finora ufficiale della Chiesa, conosciuta come Dichiarazione di Zara, in cui si affermava che: sulla base delle ricerche condotte finora non si può accertare che si tratti di apparizioni e rivelazioni soprannaturali. Riconoscendo, tuttavia, il vasto movimento popolare, venivano contemporaneamente dettate speciali ed adeguate disposizioni liturgico pastorali; 42 - Il 17 marzo del 2010, Benedetto XVI ha costituito presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, sotto la presidenza del Cardinale Camillo Ruini, una Commissione internazionale di inchiesta, della quale fanno parte Cardinali, Vescovi, periti ed esperti, 43 tra cui l attuale nuovo preside della Facoltà Teologica Marianum, Prof. 40 Cfr. Gaeta S., Medjugorje è tutto vero, Piemme, Casale Monferrato 2006; Idem, L ultima profezia. La vera storia di Medjugorje, Rizzoli, Milano 2011; Socci A., Mistero Medjugorje, Piemme, Casale Monferrato 2008; Fanzaga L., Perché credo a Medjugorje, Sugar- Co, Milano Cfr. Cuoghi E., Medjugorje. Valutazioni, vicende, documenti. Il suono di un altra campana, Supernova, Venezia 1994; Corvaglia M., Medjugorje è tutto falso, Anteprima, Torino 2007; Aschieri R., L imbroglio di Medjugorje. Le false apparizioni della Madonna, Kaos Edizioni,, Milano Cfr. Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit., ; Idem, Le Mariofanie, op. cit., Cfr. L Osservatore Romano, giovedì 18 marzo 2010, 7; Comunicato della Sala Stampa Vaticana del 17 marzo 2010; 12

13 Problematiche e significati delle Mariofanie Salvatore Maria Perrella, grande esperto di mariofanie, alle quali ha dedicato tre interessantissime pubblicazioni. Il 26 dello stesso mese, la Commissione si è riunita per la prima volta. Detta Commissione, lavora in maniera riservata e sotto l obbligo del segreto, sottoponendo l esito del proprio studio alle istanze del Dicastero. 44 Senza entrare in alcun modo nella controversia, spesso aspra relativa a questi eventi, diciamo semplicemente con Salvatore Maria Perrella che «Se le apparizioni mariane di Medjugorje sono veramente frutto del cielo, allora [ ] nessuno le potrà contrastare; ma se sono frutto della terra/uomo, il caso Medjugorje inevitabilmente si dissolverà [ ]» Natura delle apparizioni 2.1. Il rifiuto delle apparizioni Non esiste una interpretazione univoca delle apparizioni, a causa dei presupposti culturali, ideologici e religiosi, con i quali esse vengono lette. Si riscontra, spesso, un atteggiamento completamente negativo, che rifiuta o svaluta questi fenomeni. Sotto questo versante, generalmente, anche i teologi che mostrano interesse per la questione vengono considerati poco seri e i loro studi, qualora venissero presi in considerazione, non trovano la meritata accoglienza nemmeno tra i colleghi. Questo atteggiamento del rifiuto, tipico dello scetticismo razionalista, e positivistico del pensiero postmoderno, presente anche nell ambito della Chiesa e della teologia, conduce spesso alla mancanza di fede e di disponibilità nei confronti della rivelazione divina e, parallelamente, anche nei riguardi dei fenomeni soprannaturali. 46 Ecco alcune definizioni di chi nega la possibilità reale delle apparizioni: - Oraison definisce le apparizioni un meccanismo allucinativo, cioè una percezione senza oggetto, per cui i veggenti sono dei visionari e le apparizioni una malattia psichica; 47 - Holstein vede nell apparizione un meccanismo di risposta a tre bisogni psicosociali: il bisogno di fatti contestabili, il bisogno di protezione e di emotività religiosa 44 Cfr. Comunicato della Sala Stampa Vaticana del 13 aprile 2010; Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit., Cfr. Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit., Cfr. Idem, Le apparizioni mariane, op. cit., 93-99; Laurentin R., Le apparizioni della Vergine si moltiplicano. È Lei? Cosa vuol dirci?, Piemme, Casale Monferrato 1989, Cfr. De Fiores S., Maria Madre di Gesù, op. cit., 1992,

14 Antonino Grasso e il bisogno di sicurezza; 48 - Drewermann pensa che le apparizioni siano la proiezione visiva di immagini ideali che provengono dallo stato profondo della psiche umana, per cui rientrano nel linguaggio simbolico e possono essere interpretati solo attraverso il rifacimento simbolico; 49 - Vergote paragona le apparizioni ai sogni per cui esse sono una rappresentazione includente la sensazione della realtà, di immagini e modelli presenti nel ricordo e provenienti da potenti motivazioni affettive; 50 - Dierkens considera le apparizioni non un fenomeno patologico o religioso, ma manifestazioni normali del vissuto creativo umano così come la creazione artistica o l attività onirica Definizione teologica Partendo, invece, dal presupposto che si crede in Dio e non si nega la possibilità che Egli possa rivelarsi nella storia, Karl Rahner definisce l apparizione come una esperienza psichica nella quale «persone non percepibili dalle nostre facoltà visive e auditive, nonostante siano inaccessibili alla nostra esperienza umana, entrano sopranaturalmente nella sfera dei sensi». 52 Anche René Laurentin vede nell apparizione «la manifestazione visibile di un essere, la cui vista in quel luogo o in quel momento, è inconsueta e impensabile, secondo l ordine naturale delle cose». 53 Il Dizionario di Mistica, infine, definisce così l apparizione: 48 Cfr. idem, Le apparizioni all incrocio degli studi teologico - interdisciplinari. Stato della questione nell odierna riflessione culturale, in AA.VV., Actas do congresso internacional de Fátima, Santuario de Fátima 1998, Cfr. Ibidem, Cfr. Ibidem, Cfr. Ibidem, Rahner K., Apparizioni, in Nuovo Dizionario di Teologia, Herder Morcelliana, Roma Brescia 1968, Laurentin R., Apparizioni, in De Fiores S.- Meo S. (a cura di) Nuovo Dizionario di Mariologia, Paoline, Cinisello Balsamo 1986,

15 Problematiche e significati delle Mariofanie «Per apparizione s intende la manifestazione extranaturale, percepibile, sia dai sensi esteriori che dall immaginazione, di un oggetto che sembri presente. In altre parole, per apparizione s intende la manifestazione di Dio, della Madonna, di un angelo ecc., sotto forma materiale, vale a dire che l oggetto dell apparizione è visto, toccato o sentito come presente. In questi eventi straordinari il primo elemento che si riscontra è il carattere sensibile, cioè la presenza come realtà corporea esistente dell apparizione» 54 Stando a queste definizioni, l apparizione risulta caratterizzata essenzialmente da due elementi: - la presenza di una persona che si trova al di fuori della normale esperienza dei sensi; - la percezione di questa presenza per via di conoscenza sensibile. Il veggente, infatti, è convinto di trovarsi in contatto diretto e immediato con l essere che gli si è manifestato, il quale non si presenta come un immagine statica, ma ha tutte le caratteristiche della tridimensionalità Al confine tra realtà naturale e realtà trascendente Collegate con queste definizioni sorgono almeno quattro domande, alle quali non è facile dare una risposta: 1. In che senso e in quale misura la Vergine, è vicina ai veggenti, nel momento in cui si rende visibile e in che modo essi percepiscono e vivono questa vicinanza? Secondo S. Tommaso, l apparizione non comporterebbe nel luogo dove essa avviene, la presenza reale del corpo glorificato, che può essere solo visto là dove esso definitivamente si trova, ma la percezione da parte del veggente di una forma sensibile o luminosa che lo rappresenta, 56 il che spiegherebbe il perché Maria appaia ora in una forma e ora in un altra. S. Teresa d Avila a questo proposito scrive che Gesù, dopo essere salito al cielo, non è mai più disceso sulla terra per comunicarsi 54 L. Borriello L. - Caruana E. - Del Genio M. R. - Suffi N., Dizionario di Mistica, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano Cfr. De Fiores S., Maria Madre di Gesù, op. cit., 348; Perrella S. M., Le apparizioni mariane, op. cit., Cfr. Tommaso d Aquino, Summa Theologica III, q 76, a

16 Antonino Grasso agli uomini, tranne nel SS. Sacramento. 57 Parafrasando le affermazioni di San Tommaso e Santa Teresa d Avila, non è, dunque, il Trascendente che si muove verso l uomo, ma è lo stesso che smuove e rapisce l uomo, rendendone visibile la sua presenza. Si può pensare, pertanto, ad una attrazione della persona umana in una situazione che la rende capace di percepire in maniera sensibile la presenza del Trascendente, situazione che può definirsi come una finestra aperta attraverso la quale l essere umano, attratto sensibilmente e spiritualmente, può vedere, sentire, toccare l oggetto trascendente e persino parlare con esso Il contatto con il trascendente avviene con il corpo, senza il corpo o fuori dal corpo? È stato, questo, anche il dilemma di San Paolo, che nella seconda Lettera ai Corinti, parlando in terza persona delle sue esperienze mistiche, scrive: «Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest uomo se con il corpo o senza il corpo non lo so, lo sa solo Dio fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare» 59 Si può affermare che, varcata la soglia della finestra verso la realtà del Trascendente, il veggente è come se entrasse in un altra dimensione. Si nota infatti che: - la sua sensazione del tempo risulta alterata, per cui al termine dell apparizione non si rende conto di quanto essa sia durata; - la sua percezione dello spazio viene ridotta al minimo indispensabile, per cui egli percepisce la presenza degli oggetti (la grotta, l albero, la roccia ecc), come se fossero dei simboli che gli permettono di comprendere meglio quello che l apparizione significa e il messaggio che trasmette; - il suo corpo subisce delle alterazioni non solo psichiche ma anche fisiche che sfidano le leggi della realtà terrena. Tipico è l esempio di Bernardetta la quale, durante una delle apparizioni, non solo non si rese conto di avere in mano un cero acce- 57 Cfr. Tanquerey A., Compendio di teologia ascetica e mistica, Società di S. Giovanni Battista, Roma Turnai Parigi 1927, Cf. Laurentin R., Le apparizioni della Vergine si moltiplicano, op. cit., Cor 12,2. 16

17 Problematiche e significati delle Mariofanie so, ma oltre a non sentire dolore, non presentò nessun segno di ustione, pur avendo tenuto la mano sulla fiamma per un tempo prolungato. Ora, pur potendo trovare analogie nell assenza del dolore che può essere attribuita ad una capacità psichica, la mancanza di ustione non è spiegabile con parametri psichici, né ripetibile scientificamente nella vita naturale; - la percezione e il controllo del corpo stesso divengono anch essi funzionali all apparizione, per cui il veggente, pur agendo nella massima libertà, compie le sue azioni come se fosse guidato o aiutato dal Trascendente. Egli fa il segno della croce, recita il rosario, bacia la roccia o la terra, indica il sole, gesticola ecc., non costretto nella sua libertà, ma con spontaneità, con l aiuto e sotto la guida dell apparizione Il veggente crede di toccare o tocca il corpo glorioso della Vergine? Quando tocca questo corpo è una sensibilizzazione psichico - intellettiva da parte del Trascendente o vi è un reale contatto? a) L esperienza di alcuni veggenti, come Caterina Labouré ed altri contemporanei, conferma la tesi del reale contatto. Nel corso della prima apparizione, nella notte dal 18 al 19 luglio 1830, Caterina Labouré può inginocchiarsi vicino alla Vergine che stava seduta accanto all altare e poggiare le sue braccia sulle ginocchia di Lei. Questa concreta sensazione del poggiarsi sull apparizione, le fece esclamare, nel descriverla, che Chi vede la Madonna, la vede in carne ed ossa. 61 L avvicinarsi così realmente al Trascendente, varcando la soglia della finestra aperta di cui si parlava, rende infatti possibile al veggente di vedere, sentire e toccare tranquillamente l oggetto trascendente, anche se in maniera imperfetta, perché non del tutto staccato dal suo corpo il quale, in qualche misura, interferisce con l acquisizione pura e completa della realtà ultraterrena, anche se, nello stesso momento, traduce sensibilmente i dati acquisiti in questa esperienza. b) In questo contatto con l apparizione, bisogna distinguere tra resistenza e sensazione tattile : - L oggetto che il veggente tocca, gli sembra qualcosa che si oppone ad un movimento contrario, così come avviene in natura al contatto di due solidi. - Nello stesso tempo egli trova problematico descrivere in termini comprensibili 60 Cfr. Suh A., Le rivelazioni private nella vita della Chiesa, op. cit., Cfr. Grasso A., E la Vergine distese le mani. Per riscoprire un dono della Madonna, Ancilla, Conegliano 1995,

18 Antonino Grasso in che cosa consiste questa sensazione tattile, cioè dire con chiarezza che cosa tocca. L oggetto toccato (il piede, la veste, le ginocchia, la mano dell apparizione), gli sembra un qualcosa di estremamente fine, come un velo dalla trama soffice e delicata, come la superficie quieta dell acqua, senza tuttavia la sensazione di calore, tepore o freddezza di essa. Insomma il veggente, mentre è sicuro di toccare qualcosa, resta incerto e titubante nel descrivere la natura di che cosa tocca Quali sono le modalità visive con cui la Vergine si manifesta? a) L aspetto e il modo di presentarsi ai veggenti variano, dato che la Vergine li adatta o alla loro mentalità o al messaggio che vuole trasmettere. 63 Solo qualche esempio: - a Città del Messico nel 1531, Maria si presenta come una ragazza azteca, parla in nàhuatl, usa una terminologia conforme alla cultura degli indigeni, perché vuole trasmette al popolo oppresso dagli spagnoli un messaggio di liberazione e pacificazione; 64 - a La Salette nel 1846 i veggenti la vedono vestita come una popolana del luogo che parla di raccolti di patate e di carestie ai contadini; 65 - A Lourdes, volendo iconizzare il suo essere Immacolata, si presenta in un antro buio, simbolo del peccato, vestita di bianco e avvolta di uno splendore che illumina la grotta, segno della vittoria della grazia e della santità totale sull oscurità del male. 66 b) L età della Vergine varia dai 16 ai 30 anni. Maria appare così, come scrive Laurentin, il simbolo dell eterna giovinezza del corpo glorioso che non è schiavo delle leggi di questo mondo e dei limiti del tempo, perché è libero nell eternità di Dio. c) La lingua usata dall apparizione è sempre la lingua dei veggenti, anzi, spesso, essa parla i loro dialetti. d) Elementi visivi costanti in tutte le apparizioni sono: i capelli scuri e divisi in 62 Dalle testimonianze di alcuni veggenti contemporanei, raccolte personalmente 63 Cfr. Laurentin R., Le apparizioni della Vergine si moltiplicano, op. cit., Cfr. Perfetti C., Guadalupe. La tilma della Morenita, Paoline, Cinisello Balsamo 1987, Cfr. Barbero G., La Vergine a La Salette. Storia dell apparizione, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, Cfr. Agasso D. Ravasi G., Pellegrini a Lourdes, Paoline, Cinisello Balsamo 1989,

19 Problematiche e significati delle Mariofanie bandine; gli occhi grandi e azzurri; la voce soave e suadente. e) Ella appare sempre avvolta di luce e irradia bellezza, purezza, bontà e amore. Qualche volta ride e scherza con i veggenti ma, in genere, il suo atteggiamento è serio e angosciato soprattutto quando parla dei peccatori o delle sventure che colpiscono o colpiranno il mondo Valutazione delle apparizioni 3.1. Prassi ecclesiale Come osserva il teologo coreano Suh, «nella storia della Chiesa si sono spesso verificate rivelazioni private, legate a momenti particolari o difficili. Esse costituiscono una realtà importante della vita ecclesiale, nonostante le rivelazioni private non siano abitualmente prese in considerazione nei vari ambiti della teologia». 68 Paradossalmente, come notato nella introduzione, le apparizioni hanno un importanza considerevole che interessa un ampio movimento di folla, ma lo statuto circa tale fenomeno è tra i più umili. 69 La teologia, la storia e la legislazione della Chiesa, come osserva Laurentin, diffidano di questo soprannaturale sensibile. Infatti: - la teologia biblica oppone la Parola di Dio all intrusione delle rivelazioni private; - la teologia dogmatica le considera degli accessori senza autorità; - la teologia fondamentale non le enumera tra i luoghi teologici; - la teologia morale le considera un campo ambiguo; - la teologia mistica consiglia di guardarsi da attribuire ad esse molta importanza; - la stessa storia della Chiesa le considera poco e il Diritto Canonico si è solo fermato alle precauzioni da prendere per limitare o reprimere questi fenomeni. 70 Ad interessarsi per la prima volta delle apparizioni in modo organico fu il Concilio Lateranense V del 1516, che approvò misure restrittive riguardo ad apparizioni 67 Cfr. Laurentin R., Le apparizioni della Vergine si moltiplicano, op. cit., 42-44: Perrella S. M., Le apparizioni mariane, op. cit., Suh A., Le rivelazioni private nella vita della Chiesa, op. cit., Cfr. Laurentin R., Maria nella storia della salvezza, Marietti, Torino 1972, 175 e anche De Fiores S., Le apparizioni all incrocio degli studi teologico-interdisciplinari, op. cit., Cfr. Laurentin R., Le apparizioni della Vergine si moltiplicano, op. cit., 19-20; Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit.,

20 Antonino Grasso e rivelazioni, allo scopo di proteggere la Chiesa dalla proliferazione delle visioni, in un epoca oscura e di custodire l autorità dei Pastori, messa in discussione dai messaggi delle rivelazioni private. Il Concilio di Trento nel 1563 rinnovò il giudizio ristretto del Concilio Lateranense, estendendolo anche alle immagini considerate prodigiose. 71 Papa Benedetto XIV, nel XVIII secolo, definì in maniera più formale lo statuto delle apparizioni, relativizzando il loro valore e stabilendo la precisa funzione del Magistero della Chiesa in questo campo. Egli stabilisce due inequivocabili principi: - l autorizzazione data dalla Chiesa non è altro che il consenso affinché la rivelazione privata sia conosciuta per l edificazione dei fedeli; - alla rivelazione privata non può essere dato un assenso di fede cattolica, ma solo di fede umana Elementi di valutazione La posizione di Benedetto XIV non è sostanzialmente cambiata fino ai nostri giorni. Non esiste infatti una vera legislazione relativa alle apparizioni, perché non ne parla né il Codice di Diritto Canonico del 1917, né quello del Oggi, pertanto, si segue da parte dei vescovi e della Sede Apostolica, oltre che la prassi legata alla consuetudine, 74 anche una Direttiva della Congregazione per la Dottrina della Fede del 25 febbraio 1978 che porta il titolo Normae S. Congregationis pro Doctrina Fidei de modo procedendi in diudicandis praesumptis apparitionibus ac revelationisbus. Queste norme furono deliberate in una seduta plenaria del dicastero nel novembre 1974, approvate poi da Papa Paolo VI il 24 febbraio 1978 e ufficialmente datate il giorno successivo. Il documento fu firmato dal cardinale Franjo Seper e dell arcivescovo Jean Jerome Hamer, all epoca rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione. Le norme furono inviate a tutti i vescovi diocesani e a tutti i superiori religiosi, ma non sono state mai pubblicate sugli Acta Apostolicae Sedis Cfr. Perrella S. M., Le apparizioni mariane, op. cit., Cfr. Ibidem, Cf. Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit., Cfr. Castellano M., La prassi canonica circa le apparizioni mariane, in Enciclopedia Mariana Theotocos, Bevilacqua & Solari Editrice Massimo, Genova Milano 1954, Cfr. Cardinale G., Tempi e criteri per giudicare le apparizioni. Intervista al Card. Angelo Amato, in Avvenire del 9 luglio 2008, 2; Perrella S. M., Impronte di Dio nella storia, op. cit., ; ; Indem, Le apparizioni mariane, op. cit., ; Laurentin R., Le apparizioni della Madonna si moltiplicano, op. cit.,

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