Rassegna Stampa. Venerdì 17 Gennaio 2014

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1 Rassegna Stampa 17 Gennaio 2014

2 Sommario Testata Data Pag. Titolo p. 1. Previdenza Sole 24 Ore (Il) 21 Previdenza - Contribuzione sugli arretrati «da sentenza» (Venanzi Fabio) Sole 24 Ore (Il) 20 Pensioni - Armonizzazione per arte e sport 2 QN 7 Pensioni, novità per le donne. Una chance per uscire prima (Marmo Raffaele) 1 3

3 Estratto da pag. 21 Roberto Napoletano Previdenza. Circolare dell'inps Contribuzione sugli arretrati «da sentenza» Ritaglio stampa non riproducibile e utilizzabile solo ad uso esclusivo interno, basato sul sistema di Selpress Media Monitoring Newsbank Srl (agenzia autorizzata dal Repertorio Promopress - FIEG) Fabio Venanzi L'assegno alimentare, corrisposto ai dipendenti sospesi in via cautelare dal servizio in attesa di giudizio, essendo assoggettato a tassazione fiscale dovrà essere assoggettato anche ai fini contributivi. Lo ha precisato l'inps con la circolare 6 di ieri. Nel lungo testo si tratta, tra l'altro, anche dell'assoggettabilità a contribuzione previdenziale delle retribuzioni virtuali nelle aspettative senza assegni utili a fini pensionistici e vengono fornite ulteriori indicazioni per l'individuazione degli imponibili ai fini del corretto adempimento dell'obbligazione contributiva nella Gestione dei dipendenti pubblici (ex Inpdap). In merito alle obbligazioni contributive discendenti da sentenze, l'istituto precisa che di norma i riconoscimenti e le attribuzioni patrimoniali di natura retributiva, dovute al lavoratore a seguito dell'esito del contenzioso, come ad esempio in caso di ricostruzione di carriera, costituiscono redditi di lavoro dipendente. Ne deriva che tali somme dovranno essere assoggettate a contribuzione. Qualora la sentenza dovesse avere carattere «costitutivo del rapporto di lavoro» l'obbligo del versamento contributivo sorge contemporaneamente alla corresponsione delle retribuzioni. L'indennità sostitutiva della reintegrazione, invece, per l'inps è esente da contribuzione previdenziale poiché non ha carattere retributivo. In merito ai termini, la circolare prevede che le denunce retributive mensili (Uniemens) dovranno pervenire entro il terzo mese successivo alla data di deposito della sentenza, qualora il datore di lavoro si sia costituito in giudizio oppure - in caso di contumacia - dalla data di notifica della sentenza. Relativamente alle obbligazioni contributive discendenti da transazioni, viene ribadito che Pobbligazione contributiva è completamente insensibile agli effetti della transazione. Pertanto, la sussistenza dei crediti di lavoro azionati dal dipendente deve essere accertata indipendentemente dall'accordo concluso tra le parti. Accertato che le somme riconosciute adempiano alla funzione di corrispettivo della prestazione lavorativa svolta, ne deriva Pintransigibilità dell'obbli GLI ALTRI CASI Versamento dovuto sugli assegni alimentari dei dipendenti sospesi Sulle somme da transazioni verifica dell'istituto gazione contributiva. Per quanto riguarda la fascia retributiva annua oltre la quale scatta la contribuzione aggiuntiva dell'i per cento ( euro per il 2013), l'inps precisa che il versamento deve avere cadenza mensile sulla parte eccedente la somma di 3.794euro, fermo restando che il conguaglio sarà effettuato a fine anno, tenuto conto anche delle somme eventualmente comunicati da altri datori di lavoro. Discorso diverso per quanto riguarda il massimale applicabile ai soggetti contributivi puri che possono vantare accrediti solo successivamente al In questo caso, il superamento del tetto ( euro per il 2013), non è frazionabile a mese e pertanto occorrerà far riferimento a tale importo anche se l'anno solare risulterà retribuito solo in parte. RIPRODUZIONE RISERVATA Previdenza Pag. 1

4 Estratto da pag. 20 Roberto Napoletano Ritaglio stampa non riproducibile e utilizzabile solo ad uso esclusivo interno, basato sul sistema di Selpress Media Monitoring Newsbank Srl (agenzia autorizzata dal Repertorio Promopress - FIEG) PENSIONI Armonizzazione per arte e sport L'armonizzazione alle regole della riforma Fornero per artisti, sportivi, spedizionieri, dipendenti del trasporto pubblico, poligrafici e lavoratori marittimi arriva in Gazzetta Ufficiale. Il decreto che era stato varato dal Consiglio dei ministri alla fine dell'estate è stato pubblicato sul numero della «Gazzetta» n. 12 di ieri, 16 gennaio Previdenza Pag. 2

5 Ritaglio stampa non riproducibile e utilizzabile solo ad uso esclusivo interno, basato sul sistema di Selpress Media Monitoring Newsbank Srl (agenzia autorizzata dal Repertorio Promopress - FIEG) Estratto da pag. 7 Pensioni, novità per le donne Una chance per uscire prima «Possono maturare i requisiti entro fine 2015». Ma il governo frena Raffaele Marmo ROMA UNA CHANCE in più per le donne che vogliono lasciare il lavoro in anticipo. Se il governo darà il via libera a una nuova circolare delpinps, le lavoratrici del settore privato, pubblico e autonome potrebbero avere un anno in più - fino alla fine del per andare in pensione con meno di 60 anni di età utilizzando un canale di uscita speciale, valido, almeno per ora, solo per loro. A chiedere di allungare i tempi dell'operazione cosiddetta «opzione contributivo», introdotta qualche anno fa in via sperimentale, sono state, all'unanimità, le commissioni Lavoro di Camera e Senato. E, dunque, dovreb LA CONDIZIONE Per lasciare prima il lavoro devono scegliere di adottare il sistema contributivo be essere quasi scontato - salvo che non si metta di traverso il Ministero dell'economia - che la richiesta venga accolta. Ma vediamo meglio e in dettaglio i termini di questa possibilità. La riforma Maroni del 2004 ha previsto che, fino al 31 dicembre 2015, le donne lavoratrici possano andare in pensione (di anzianità) con 35 anni di contributi e 57 anni di età se dipendenti p con 58 anni se autonome. A condizione, però, che scelgano il calcolo interamente contributivo: e che, dunque, accettino che la loro rendita sia conteggiata tutta sulla base dei contributi versati e non sulla media delle ultime retribuzioni. Il che, normalmente, potrebbe condurre a una riduzione dell'importo dell'assegno rispetto al conteggio con il retributivo o con il sistema misto. Ma, come dire, si tratta di una scelta. La soluzione indicata è la sola dei vecchi trattamenti che è stata risparmiata dalla riforma Fornero. E, dunque, permette ancora adesso alle lavoratrici di andare in pensione senza dover raggiungere i nuovi requisiti stabiliti dal riassetto del Il problema, però, è che a questa possibilità, Giovanni Morandi nell'interpretazione dell'inps su indicazione dei governi, sono stati applicati sia l'incremento dell'età legato alla speranza di vita sia le precedenti finestre mobili (che indicavano, prima della legge Fornero, il tempo di attesa, di 12 e di 18 mesi, tra la maturazione dei requisiti e l'effettivo pensionamento). Il risultato è che i 57 e 58 anni sono diventati 57 e tre mesi e 58 e tre mesi dal 2013 e che, come non bastasse, le condizioni richieste dovrebbero essere maturate, al massimo, entro il maggio 2014 dalle lavoratrici autonome e entro il novembre 2014 dalle lavoratrici dipendenti, perché si devono aggiungere 18 e 12 mesi. Ma, proprio contro questa doppia stretta, sono insorti i parlamentari di tutti i gruppi. E L'ALTRO giorno, le commissioni Lavoro di Camera e Senato, hanno approvato all'unanimità una risoluzione che impegna il governo a far rivedere la circolare Inps restrittiva «nel senso che per tali lavoratrici non deve essere applicata la finestra mobile per la decorrenza del trattamento pensionistico né le aspettative di vita, ma resta valida la semplice maturazione dei requisiti anagrafici e Il che vuoi dire, in pratica, che i 35 anni di contributi e i 57 o 58 anni di età dovrebbero poter essere conquistati fino alla fine del Tutto rimesso a posto, dunque? Sembra di sì. Se non fosse che il Ministero dell'economia, almeno per ora, fa muro, paventando problemi di copertura. Una posizione che, tuttavia, deve fare i conti con il voto unanime del Parlamento. Ma anche con il concreto rischio di centinaia di contenziosi in parte già avviati e che potrebbero portare a esborsi superiori a quelli ipotizzabili con il semaforo verde a una nuova circolare Inps. 57 L'ETÀ Necessaria per accedere alla pensione anticipata GLI ANNI In GLI ANNI In cui bisogna aver versato i contributi cui bisogna per le aver donne versato i contributi per le donne Previdenza Pag. 3

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