GUIDA ALLA PREVIDENZA INTEGRATIVA LO SCENARIO LA FISCALITÀ CBA PREVIPIÙ

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1 PREVIDENZA GUIDA ALLA PREVIDENZA INTEGRATIVA LO SCENARIO LA FISCALITÀ CBA PREVIPIÙ À

2 COME CAMBIERÀ LO SCENARIO DELLE PENSIONI Da diversi anni ormai si sente parlare di riforma del sistema pensionistico, ma forse, proprio perché se ne parla da tempo, è giunto il momento di riassumere i punti fondamentali che stanno caratterizzando questo mutamento di scenario. COSA É CAMBIATO E COSA CAMBIERÀ Il vecchio sistema pensionistico era chiamato retributivo, in quanto l ammontare della pensione era legato soprattutto ai livelli di retribuzione. In pratica, all ingresso nell età pensionabile, lo Stato provvedeva a mantenere il tenore di vita dell individuo, garantendogli una pensione pubblica proporzionata a quelle che erano state le sue ultime retribuzioni da lavoro. Due fattori di natura demografica e di grande impatto sociale hanno però reso impossibile il perpetrarsi di questo sistema: da una parte l allungamento progressivo della vita media, che si traduce in un maggior esborso da parte dello Stato; dall altra parte il progressivo calo delle nascite, che ha inesorabilmente prodotto, nel tempo, un minor apporto contributivo alle casse della previdenza pubblica. Questi due fattori, combinati fra loro, portano ad un eccessivo invecchiamento della società, nella quale saranno sempre di più i pensionati e sempre di meno gli adulti in età lavorativa. Fin dai primi anni 90, l Italia, al pari delle altre nazioni europee interessate da questi fenomeni demografici, si è trovata nella necessità di progettare un cambiamento strutturale del sistema pensionistico pubblico. È nato così il nuovo sistema pensionistico pubblico, denominato contributivo perché l ammontare della pensione non sarà più calcolato in base alle ultime retribuzioni percepite dal lavoratore, bensì in base ai suoi contributi effettivamente versati nell arco dell età lavorativa. Questo sistema permetterà un riequilibrio fra il dare e l avere che si instaura fra cittadino e Stato in materia di previdenza; purtroppo questo bilancio generale difficilmente garantirà ai singoli un adeguato tenore di vita durante l età pensionabile. È stato calcolato, ad esempio, che fra 30 anni, un lavoratore che si appresterà ad entrare nell età pensionabile con un reddito mensile lordo da lavoro paragonabile a Euro di oggi, inizierà a percepire una pensione di circa 750 Euro. Il suo tenore di vita si ridurrebbe dunque, improvvisamente, di circa

3 2/3 e tale riduzione sarà ancora maggiore, arrivando a 3/4, per coloro che percepiranno redditi più elevati. Basando il nostro futuro sulla sola previdenza pubblica, ci si dovrà attrezzare per vivere l età pensionabile con circa 1/3 o anche 1/4 del nostro attuale reddito da lavoro. L ESIGENZA IMPROROGABILE DI UNA PENSIONE COMPLEMENTARE Nel varare la riforma del sistema pensionistico, lo Stato era ben consapevole del fatto che questa trasformazione avrebbe impattato duramente sul futuro tenore di vita delle famiglie. Si è quindi preoccupato di regolamentare e favorire il ricorso a forme private di previdenza, che andranno a costituire la necessaria integrazione alla pensione pubblica. Questo progetto di complementarità fra pubblico e privato, nell obiettivo di garantire a tutti una dignitosa e serena vecchiaia, almeno senza preoccupazioni sul versante economico, è diventato noto come "sistema dei tre pilastri" Accanto al primo pilastro, costituito dalla pensione pubblica derivante dai contributi obbligatori versati nell'arco dell'età lavorativa, vanno a costituirsi due nuove fonti di sostegno; secondo pilastro, costituito dai fondi pensione, ovvero una forma collettiva di accantonamento a fine previdenziale, basato sul contributo per adesione dei singoli lavoratori e - in certi casi - dei datori di lavoro; terzo pilastro, costituito da tutte quelle forme individuali di previdenza volontaria, Il decreto legge n 124 del 21 aprile 1993 e le sue successive modificazioni, regolano il quadro delle forme di previdenza integrativa per poter disporre, in futuro, di una pensione complementare.

4 Per incentivare il ricorso alla previdenza di secondo e terzo pilastro, lo Stato offre anche, in varia misura, a seconda della forma prescelta, la possibilità di un risparmio fiscale. GUIDA ALLA FISCALITÀ Il trattamento fiscale è uno degli aspetti di maggior rilevanza nell'adesione ad una Forma pensionistica individuale (PIP o FIP). Qui di seguito diamo pertanto una serie di informazioni relative ai vari risvolti della fiscalità: I CONTRIBUTI Sono deducibili per un importo del 12% del reddito complessivo dell'assicurato, entro un tetto massimo di 5.164,57 Euro. Per reddito complessivo si intende quello da lavoro (autonomo o dipendente), redditi da fabbricati, fondiari, ecc. Va però osservato che contribuiscono a formare lo stesso tetto di deducibilità di Euro 5.164,57, oltre ai contributi versati a forme di previdenza individuale, tutti i contributi versati a forme pensionistiche indicate nel D. Lgs n 124 del 21/04/1993 (quelli versati, quindi, sia dall'aderente, sia dall'eventuale datore di lavoro ad altre forme pensionistiche collettive). Occorre inoltre precisare quanto segue: se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente, e per tale rapporto di lavoro è operante una forma pensionistica collettiva, l'importo complessivamente deducibile non può comunque superare la somma formata dall'ammontare dei redditi diversi da quello di lavoro dipendente aumentato del doppio della quota di TFR destinata a detta forma, indipendentemente dal fatto che tale contributo sia a carico dell'aderente stesso o del datore di lavoro. La disposizione che vincola la deducibilità dei contributi alla quota del TFR versata non è valida: - se l'aderente è un "vecchio iscritto", ovvero già iscritto alla data del 28/04/93 a fondi pensione istituiti alla data del 15/11/92; - se la forma complementare pensionistica collettiva a cui partecipa è istituita unicamente da un accordo tra lavoratori; - se la forma pensionistica collettiva istituita non sia operante dopo 2 anni; - se la forma pensionistica collettiva non sia stata istituita. possono aderire ad una forma pensionistica individuale anche persone che sono fiscalmente a carico (ossia che producono un reddito annuo inferiore a Euro 2.840,51). In questo caso la deduzione spetta innanzitutto a tali soggetti nei limiti del loro reddito, non tenendo conto del limite del 12%

5 L'eventuale parte di contributi o eccedente a tale importo può essere dedotta dal contribuente del quale i soggetti stessi sono a carico, nei limiti del suo plafond deducibile e senza tener conto della condizione della destinazione di quote di TFR; per i "vecchi iscritti", fermo restando il limite del 12% del reddito complessivo, l'importo massimo deducibile di Euro 5.164,57 è maggiorato, per il periodo compreso fra il 2001 e il 2005, della differenza tra i contributi effettivamente versati alle forme pensionistiche nel 1999 e il predetto limite di Euro 5.164,57. TABELLA RIASSUNTIVA CATEGORIA LAVORATIVA LIMITI DI DEDUCIBILITÀ CONTRIBUTI DEDUCIBILI 1. Lavoratori autonomi; 2. liberi professionisti; 3. lavoratori dipendenti vecchi iscritti (*); 4. lavoratori dipendenti per i quali la fonte istitutiva sia costituita unicamente da accordi tra lavoratori; 5. lavoratori dipendenti per i quali la forma pensionistica collettiva istituita non sia operante dopo due anni; 6. lavoratori dipendenti per i quali non sia istituita una forma pensionistica collettiva. Lavoratori dipendenti per i quali siano stati istituiti fondi pensione su base negoziali (di categoria, aziendale e territoriale). Qualora sussistano i fondi pensione collettivi e il lavoratore dipendente, pur avendone i requisiti, non aderisce (non si iscrive) Persone fiscalmente a carico (ad esempio coniuge o figli) 12% del reddito complessivo e, comunque, fino al massimo di Euro 5.164,57 Relativamente ai redditi da lavoro dipendente, la deduzione compete per un importo complessivamente non superiore al doppio della quota di TFR destinata alle forme pensionistiche collettive (vedi pag. successiva). Il plafond del 12% deve essere calcolato sul reddito complessivo, tenendo conto anche del reddito da lavoro dipendente, ma la deduzione spetta unicamente nel limite degli altri redditi. ES: soggetto non si iscrive al fondo pensione = euro di reddito (di cui euro di lavoro dipendente ed euro di altri redditi). Limite percentuale = 12% di =3.000 Deducibili solo riferibili al reddito eccedente quello di lavoro dipendente. La deduzione spetta, innanzitutto, alla persona a carico,entro il limite assoluto di 5.164,57 euro, fino a capienza del reddito complessivo che trattandosi di soggetto fiscalmente a carico, non può superare Euro 2.840,51. Se il reddito complessivo di tale soggetto non è capiente per consentire l intera deduzione delle somme versate, l eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo del soggetto cui questi è a carico, Naturalmente, quest ultimo potrà dedurre dette somme eccedenti, oltre quelle versate per la propria previdenza sempre nel rispetto dei limiti del 12% del reddito complessivo e, comunque, fino al massimo di 5.164,57 euro. Sono deducibili, nei limiti previsti, tutti i versamenti che affluiscono alle forme pensionistiche, collettive e individuali, con la sola eccezione del TFR e cioè: 1. Delle somme versate dall iscritto; 2. Delle somme versate dal datore di lavoro; 3. Delle quote accantonate dal datore di lavoro, ai sensi dell articolo 70, comma 1, del TUIR, ai fondi di previdenza interni. Nota bene: ai fini della deducibilità, i contributi e i contributi vanno assunti al lordo della quota destinata direttamente alla copertura delle spese e delle prestazioni per invalidità e premorienza, benché tale quota non vada ad incrementare le singole posizioni individuali. (*) Vecchi iscritti ai vecchi fondi: i soggetti iscritti alla data del 28 aprile 1993 a fondi istituiti alla data del 15 novembre La qualifica di vecchio iscritto viene conservata anche dal soggetto iscritto alla data del 28 aprile 1993 a fondi istituiti alla data del 15 novembre 1992 e abbia successivamente trasferito la propria posizione previdenziale ad altri fondi, a condizione che non abbia riscattato la sua posizione previdenziale.

6 LAVORATORI DIPENDENTI: per capire quale sia il limite di deducibilità per un lavoratore dipendente, è necessario sapere quale sia la quota di TFR che confluisce nel fondo pensione di appartenenza. Attenzione: tale quota dipende dalla data di prima assunzione e prima iscrizione del lavoratore al fondo. Per i lavoratori iscritti per la prima volta al fondo pensione dopo il 28 aprile 1993, ma assunti per la prima volta anteriormente a tale data, la quota di TFR che confluisce nel fondo pensione dipende dalla fonte istitutiva del fondo stesso (Es. Contratto Collettivo), ad es: Per i lavoratori iscritti al fondo pensione e assunti per la prima volta dopo il 28 aprile 1993, confluisce nel fondo pensione l intera quota di TFR (art. 8 D..lgs 124) IPOTESI DI RETRIBUZIONE ANNUA LORDA DI Euro ,00 % della retribuzione lorda annua che confluisce nel fondo pensione % a carico dell'azienda 2% Euro 500 % a carico dell'azienda 2% Euro 500 % a carico del lavoratore 2% Euro 500 % a carico del lavoratore 2% Euro 500 % quota TFR 2% Euro 500 % quota TFR 7,41% Euro 1.852,5 Limite massimo di deducibilità 12% reddito Limite massimo di Euro lordo annuo deducibilità 12% reddito lordo annuo Euro Somme deducibili pari al doppio della quota TFR Euro Somme deducibili pari al doppio della quota TFR Euro Importo massimo deducibile Euro Importo massimo deducibile Euro Lavoratori dipendenti con reddito aggiuntivo: il calcolo della deduzione è effettuato sulla somma tra la retribuzione lorda annua e il reddito aggiuntivo stesso (redditi da fabbricati, terreni ecc..), sempre nel limite del 12% del reddito complessivo e di euro 5.164,57. Lavoratori dipendenti con familiari a carico: i versamenti effettuati a favore di persone fiscalmente a carico (ad esempio, la moglie casalinga) sono deducibili per l importo non dedotto direttamente dalla persona a carico stessa, sempre nel limite del 12% del reddito complessivo e di eruo 5.164,57i. I RENDIMENTI I rendimenti, maturati durante tutta la fase di accumulo fino alla data di inizio dell erogazione delle prestazioni finali, sono assoggettati ad imposta sostitutiva con l aliquota dell 11%. LA PRESTAZIONE FINALE SOTTO FORMA DI RENDITA La rendita da corrispondere viene scomposta nelle seguenti parti, ciascuna sottoposta ad un diverso regime fiscale: la parte corrispondente ai contributi versati e dedotti dal reddito imponibile IRPEF, che costituisce reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, rientra nel reddito complessivo IRPEF ed è assoggettata a ritenuta d acconto da parte della società istitutrice della forma pensionistica in qualità di sostituto d imposta; la parte relativa ad eventuali contributi versati e non dedotti, che ha già scontato l IRPEF, come pure la parte relativa ai rendimenti finanziari maturati nel corso del periodo di accumulazione, già assoggettata all imposta sostitutiva dell 11%, non sono soggette ad ulteriore tassazione; la parte derivante dai rendimenti annualmente maturati sulla rata in corso

7 di erogazione è assimilabile ad un reddito di capitale soggetto quindi ad imposta sostitutiva del 12,5%. ESEMPIO DI TASSAZIONE DELLA PRESTAZIONE FINALE EROGATA SOTTO FORMA DI RENDITA (Ipotesi effettuata su CBA Previpiù) Ipotizziamo un aderente,nato nel 1971,nuovo iscritto che, alla maturazione del diritto alla prestazione di vecchiaia (65 anni),dopo aver versato contributi annui pari a Euro 3.615,19 per 35 anni, percepisca i 2/3 del maturato totale sotto forma di rendita vitalizia Si ipotizza inoltre che al momento della pensione abbia 65 anni e che il suo reddito complessivo sia di Euro ,7. I valori finali saranno quindi: RENDITA TOTALE A SCADENZA: ,80 Euro IPOTESI DI RIVALUTAZIONE DELLA RENDITA 6% DI CUI PARTE GIÀ ASSOGGETTATA AD IMPOSTA: ,80 Euro DI CUI RICHIESTA IN FORMA DI RENDITA: ,21 Euro DI CUI PARTE GIÀ ASSOGGETTATA AD IMPOSTA: 8.754,53 Euro DATI UTILI PER IL CALCOLO RENDITA TOTALE MATURATA A SCADENZA (ESEMPIO SU CBA PREVIPIU ) ,80 DI CUI PERCEPITA IN PRESTAZIONE IN RENDITA (2/3 DELLA RENDITA TOTALE MATURATA) ,21 PARTE DI RENDITA SU CUI SONO PAGATE LE IMPOSTE (13.131,80 X 2/3) 8.754,53 PRESTAZIONE IMPONIBILE (13.267, ,53) 4.512,68 %DI RENDITA DA TASSARE IRPEF (4.512,68/13.267,21) 34% ALIQUOTA MARGINALE IRPEF RELATIVA AL REDDITO COMPLESSIVO 39% RIVALUTAZIONE MINIMA GARANTITA 3% TASSO TECNICO (*) 2% RENDITA ANNUA A TASSO TECNICO (13.267,21 x 18,6928/23,6485) ,98 (*)Si deve tener presente che,essendo la rendita calcolata a tasso tecnico 2%, tale tasso di interesse già stato conteggiato nello importo della rendita stessa. Questo comporta,al momento della rivalutazione delle rate di rendita, uno scorporo del suddetto tasso del 2%dal tasso di rivalutazione ipotizzato. TASSAZIONE RENDITA 1 RATA 2 RATA 3 RATA IMPORTO RENDITA RIVALUTATA AL 3% , , ,22 TASSAZIONE SUL RENDIMENTO 364,11 380,86 397,78 RENDITA DA TASSARE IRPEF 4.512, , ,68 IMPOSTA SOSTITUTIVA IRPEF OPERATA DA CBA VITA 812,28 812,28 812,28 RENDITA EROGATA DA CBA VITA , , ,16 IMPOSTA IRPEF DOVUTA IN BASE AL REDDITO 1.759, , ,94 CONGUAGLIO ANNUO 947,66 947,66 947,66 LEGENDA Tassazione sul rendimento: è la tassazione delle rivalutazioni. Si ottiene applicando il 12,5% alla differenza tra la rendita lorda rivalutata e la prima rata di rendita annua ricalcolata senza alcun interesse finanziario precalcolato.

8 Rendita da tassare con IRPEF: è la rata di rendita derivante dal prodotto tra la prestazione da percepire in rendita e la percentuale di rendita da tassare con IRPEF. Imposta sostitutiva IRPEF operata da CBA Vita: è il prodotto tra la rendita da tassare con IRPEF e l aliquota marginale corrispondente allo scaglione di reddito in cui ricade la rendita stessa (18%). Rendita erogata da CBA Vita: è la differenza tra la rendita annua lorda rivalutata e la somma delle tassazioni (quella sul rendimento e quella sostitutiva IRPEF). Imposta dovuta in base al reddito: è il prodotto tra la rendita da tassare con IRPEF e l aliquota marginale (39%) dello scaglione di reddito corrispondente alla somma tra tale rendita ed il reddito complessivo ipotizzato (Euro ,7). Conguaglio annuo: è la differenza tra l imposta IRPEF dovuta in base al reddito e l imposta sostitutiva IRPEF operata da CBA Vita. Rappresenta l importo che l Aderente deve versare in sede di dichiarazione dei redditi in aggiunta a quanto già trattenuto da CBA Vita quale sostituto d imposta. LA PRESTAZIONE FINALE IN FORMA DI CAPITALE Il meccanismo di calcolo Gli importi liquidati in forma di capitale sono assoggettati a tassazione separata. L aliquota applicata è determinata con i criteri previsti per il calcolo dell aliquota del TFR. Tale aliquota è quella media IRPEF corrispondente all importo che risulta moltiplicando per 12 e dividendo per il numero degli anni di versamento dei contributi alla forma pensionistica complementare, l importo della prestazione maturata al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, nella stessa percentuale della parte di prestazione finale percepita come capitale. Gli uffici finanziari provvederanno poi a riliquidare l imposta in base all aliquota media di tassazione dei 5 anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione della prestazione. Va inoltre considerato che il regime fiscale in vigore tiene conto della percentuale di prestazione che verrà corrisposta in forma di capitale.

9 Pertanto, si danno i seguenti casi: se la prestazione in forma di capitale non è superiore a un terzo dell importo complessivamente maturato, oppure l importo annuo della prestazione finale convertita in rendita è inferiore al 50% dell assegno sociale stabilito dalla legge, ovvero in caso di riscatto successivo al decesso dell aderente, l imposta si applica sull importo al netto dei redditi già assoggettati ad imposta e dei contributi eventualmente non dedotti; nei rimanenti casi l imposta si applica sulla totalità dell importo. ESEMPIO DI TASSAZIONE DELLA PRESTAZIONE FINALE EROGATA SOTTO FORMA DI CAPITALE Ipotizziamo ancora un aderente,nato nel 1971,nuovo iscritto che, alla maturazione del diritto alla prestazione di vecchiaia (65 anni),dopo aver versato contributi annui pari a Euro 3.615,19 per 35 anni,scelga di convertire in forma di capitale 1/3 della prestazione complessivamente maturata. Ipotizziamo i seguenti valori finali: PRESTAZIONE RENDITA FINALE MATURATA ( CBA PREVIPIU ): ,80 IPOTESI DI RIVALUTAZIONE DELLA RENDITA 6% DI CUI PARTE GIA ASSOGGETTATA AD IMPOSTA ,80 CONTRIBUTI COMPLESSIVAMENTE VERSATI (3.615,19 x 35): ,84 PRESTAZIONE RENDITA RICHIESTA SOTTO FORMA DI CAPITALE 6.633,60 DI CUI GI ASSOGGETTATA AD IMPOSTA 4.377,26 COEFFICIENTE DI CONVERSIONE IN CAPITALE 18,6928 TASSAZIONE CAPITALE ANNI DI CONTRIBUZIONE 35 RENDITA MATURATA ALLA SCADENZA ,80 CONVERSIONE IN CAPITALE (6.633,60 X 18,6928) ,69 PARTE DI PRESTAZIONE GIÀ ASSOGGETTATA AD IMPOSTA (4.377,26 X 18,6928) ,37 CAPITALE IMPONIBILE ( , ,37) ,32 REDDITO DI RIFERIMENTO (42.177,32 X 12/35) ,69 IMPOSTA TRATTENUTA DA CBA VITA (CALCOLATA SUGLI SCAGLIONI IRPEF DEL 2001) 2.850,84 ALIQUOTA MEDIA (2.850,84/14.460,69) 19,7% IMPOSTA TRATTENUTA DA CBA VITA (42.177,32 X 19,7%) 8.308,93 ALIQUOTA MEDIA ULTIMI CINQUE ANNI PRECEDENTI LA PRESTAZIONE (IPOTESI) 26% IMPOSTA RILIQUIDATA DALL ERARIO (42.177,32 X 26%) ,10 ULTERIORE IMPOSTA DOVUTA DALL ADERENTE (10.966, ,93) 2.657,17 RISCATTI ANTICIPATI La tassazione applicata è in funzione dei diversi casi, previsti dalla legge, per cui può essere richiesta una liquidazione anticipata: nel caso di riscatto totale a seguito di: a) decesso dell aderente prima dell accesso alla prestazione;

10 b) pensionamento senza aver maturato i requisiti previsti dalla forma individuale di previdenza per percepire la prestazione finale, l aliquota è quella della tassazione separata indicata al precedente punto riguardante la prestazione finale in forma di capitale e viene applicata sull importo al netto dei redditi già assoggettati ad imposta; nel caso di capitali erogati per riscatto parziale, tali importi sono soggetti a tassazione separata per il loro intero importo, con eventuale conguaglio al momento della liquidazione definitiva della prestazione. Più specificamente, nel caso in cui la somma dei riscatti parziali risulti inferiore ad 1/3 dell importo maturato al momento dell erogazione della prestazione finale, maggiorato del totale dei riscatti parziali concessi, oppure l importo annuo della prestazione finale convertita in rendita sia inferiore all assegno sociale, l imposta sarà riliquidata al netto dei rendimenti finanziari già tassati in capo all impresa di assicurazione. Diversamente sarà riliquidata al lordo dei medesimi importi; il riscatto totale corrisposto a seguito della cessazione dell'attività lavorativa senza aver maturato i requisiti per l erogazione della pensione è assoggettato a tassazione con aliquota IRPEF e si assume al netto della parte corrispondente ai contributi non dedotti e ai risultati già assoggettati ad imposta. TRASFERIMENTI AD ALTRE FORME DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE Il trasferimento della posizione individuale maturata ad altra forma pensionistica (individuale o collettiva) prevista dal d. lgs. 21/4/93, n. 124, non comporta alcun onere fiscale. SUGGERIMENTI PER UNA CORRETTA TASSAZIONE In considerazione della molteplicità degli aspetti fiscali che intervengono per questa tipologia di forme pensionistiche, è importante ai fini di una corretta applicazione richiedere all aderente una ulteriore documentazione.

11 In particolare: l aderente dovrà far pervenire alla Società istitutrice della forma pensionistica una dichiarazione attestante l esatto importo dedotto (infatti vengono considerati interamente deducibili tutti i contributi versati entro il tetto massimo di Euro 5.164,57 e non deducibili i versamenti eccedenti tale importo).tale documento dovrà pervenire entro il 30 settembre dell anno successivo a quello in cui è stato effettuato il versamento; l ultima eventuale comunicazione dovrà pervenire, comunque, alla data in cui matura il diritto alla prestazione finale. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. La polizza CBA PREVIPIU è emessa da CBA Vita S.p.A. e collocata nel caso specifico da Banca Sella. Prima della sottoscrizione leggere la nota informativa e le condizioni di polizza. CBA VITA S.p.A. - COMPAGNIA DI BANCHE E ASSICURAZIONI PER LE ASSICURAZIONI SULLA VITA Capitale Sociale Euro i.v. - Sede e Direzione: Milano - Via Cerva, 30 - Tel. 02/ Fax 02/ Internet: - C.F. / P. IVA n Reg. Imprese di Milano n R.E.A. n Autorizzata con D.M. n del (G.U. 127 dell' ) e con Provvedimento ISVAP n. 633 del (G.U. 181 del ) per Infortuni e Malattie

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