COME CAMBIANO LE NOSTRE PENSIONI

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1 COME CAMBIANO LE NOSTRE PENSIONI Con la legge 247/2007 è stata varata, insieme ad alcune misure sul Welfare e il mercato del lavoro, l ennesima riforma delle pensioni(la quinta negli ultimi 15 anni). Ed a tenere banco, nelle misure di riforma, sono le pensioni di anzianità. L età minima non passerà in un colpo solo da 57 a 60 anni, come previsto dalla riforma Maroni ed al posto del famoso scalone ci saranno degli scalini,vale a dire aumenti graduali dell età attenuati per coloro che hanno versato almeno 36 anni di contributi.resta la possibilità, inoltre, per chi ha alle spalle 40 anni di contributi, di mettersi in pensione a qualsiasi età. Per quanto riguarda i lavoratori usuranti, invece, la questione sul recupero temporale sembra sbloccarsi visto che in futuro potranno contare su uno scivolo di tre anni. Notizie meno buone si profilano, invece, per i pensionati di vecchiaia.l assegno non spetterà più dal mese successivo al compimento dell età, ma in corrispondenza di determinate finestre come avviene per le pensioni di anzianità. Facilitazioni per il riscatto della laurea e il cumulo dei contributi sono alcune delle agevolazioni indirizzate ai giovani con l obiettivo, evidente, di rendere in futuro più consistenti le pensioni calcolate con il sistema contributivo considerato che, con i rendimenti attuali, penalizza pesantemente soprattutto i lavoratori autonomi e i parasubordinati. SUPERATO LO SCALONE, ARRIVANO SCALINI E QUOTE Dal 2008 bisogna lavorare un anno in più per ottenere la pensione di anzianità con 35 anni di contributi.l età minima è stata portata, infatti, da 57 a 58 anni per salire ancora negli anni successivi fino ad arrivare nel 2013 a 62 anni per i dipendenti e a 63 anni per gli autonomi. Le uscite intermedie avverranno con un meccanismo incentrato su scalini, vale a dire: aumenti dell età dai quali non si potrà prescindere e quote date dalla somma dell età anagrafica e dell anzianità assicurativa maturata. Sono queste le proposte presentate dal Governo per superare lo scalone della riforma Maroni che, dal 1 gennaio prossimo, prevede un passaggio immediato da 57 a 60 anni dell età minima per la pensione di anzianità. Anche con le nuove regole si andrà, quindi, in pensione più tardi e, a partire dal 2013 in poi, la pensione di anzianità anticiperà di pochissimo quella di vecchiaia per via dello slittamento della decorrenza dovuto alla riduzione da quattro a due delle uscite annuali. 1

2 La pensione di anzianità si potrà definire davvero tale soltanto per coloro che, avendo alle spalle 40 anni di contributi,potranno lasciare ancora il lavoro a qualsiasi età. Ma detto questo vediamo più nei particolari come si snoda per le diverse categorie il nuovo percorso verso il ritiro anticipato. LAVORATORI DIPENDENTI Dal 1 gennaio è in funzione il primo scalino, per cui si potrà dire addio al lavoro se si possono far valere 58 anni di età e 35 di versamenti. Dopo una pausa di 18 mesi, con il 1 luglio 2009, arriva il secondo scalino che porta l età minima a 59 anni.attenzione, però, a questo punto per avere il via libera sono necessari almeno 36 anni di contributi (Quota 95); mentre dovrà lavorare fino a 60 anni chi ha solo 35 anni di contributi. La situazione cambia di nuovo nel biennio : l età minima salirà a 60 anni, ma anche in questo caso per l uscita sono richiesti almeno 36 anni di contributi (quota 96). Il ritiro con 35 anni di contributi è consentito solo dopo il compimento del 61 anno di età. L ultima tappa, invece, ha come stazione di partenza il 1 gennaio Da questa data in poi l età minima viene portata a 61anni, per coloro che hanno almeno 36 anni di contributi, mentre chi ha versato per 35 anni deve attendere fino al 62 anno di età. Complessivamente, si prevede che nell arco di 5 anni ci saranno circa 100 mila pensionamenti anticipati in più rispetto a quelli che si sarebbero avuti se fosse rimasto lo scalone.a trarne vantaggio saranno, soprattutto, coloro che maturano il diritto con 35 annii di contributi entro il primo semestre del 2009, in quanto possono uscire dal lavoro due anni prima (a 58 anni anzichè a 60 anni ) rispetto all età minima fissata dalla riforma Maroni.L anticipo è ridotto a 12 mesi nel 2010 e praticamente si annulla a partire dal LAVORATORI AUTONOMI Le stesse regole valgono anche per i lavoratori autonomi,per i quali scalini e quote sono aumentati di un anno, rispetto a quelli previsti per i lavoratori dipendenti.una soluzione scontata visto che, anche con la normativa attuale, artigiani, commercianti e coltivatori diretti maturano più tardi il requisito per la pensione di anzianità. 2

3 L età minima con 35 anni di contributi salirà da 58 a 59 anni, dal 1 gennaio 2008 al 30 giugno 2009, dopodichè entrano in funzione scalini e quote per cui, dal 1 luglio 2009, si potrà andare in pensione a 60 anni con 36 anni di contributi (quota 96), oppure a 61 anni con soli 35 anni di versamenti. Nel biennio scatta un altro scalino,abbinato a quota 97, per cui ci vorranno 61 anni di età ed almeno 36 anni di contributi. Dal 2013 l ultima tappa :l età minima, da combinare con 36 anni di versamenti salirà a 62 anni (quota 98). Con le nuove regole anche i lavoratori autonomi avranno dei vantaggi in quanto, fino al 30 giugno 2009, potranno mettersi in pensione a 59 anni, rispetto ai 61 anni previsti dalla riforma Maroni. FINESTRE A DOPPIO BINARIO Il disegno di legge presentato dal governo rivede anche il calendario delle finestre, con un regime differenziato per le diverse categorie. a) Lavoratori dipendenti Chi matura il diritto dal 2008 in poi con meno di 40 anni di contributi avrà a disposizione due uscite nel corso dell anno. A seconda che i requisiti, contributivi e anagrafici, vengano raggiunti nel primo o secondo semestre, potranno lasciare il lavoro rispettivamente dal 1 gennaio o dal 1 luglio dell anno successivo. Ovviamente l attesa per il primo assegno non sarà uguale per tutti: saranno infatti penalizzati coloro che raggiungono il diritto all inizio del semestre ed agevolati quanti lo perfezionano verso la fine. Potranno usufruire invece ancora di quattro finestre annuali coloro che maturano il diritto con 40 anni di contributi. Le finestre di luglio e ottobre si aprono per chi matura, rispettivamente, i requisiti entro il primo o secondo trimestre dell anno e sono legate ad un età minima di 57 anni.uno sbarramento che viene meno per le uscite successive di gennaio e aprile, alle quali possono accedere coloro che maturano i requisiti nel corso del terzo e quarto trimestre dell anno precedente. b)lavoratori autonomi Dal 2008 anche artigiani, commercianti e coltivatori diretti potranno contare solo su due uscite annuali ma con effetti che saranno più penalizzanti rispetto a quelli 3

4 previsti per i dipendenti.a seconda che il diritto venga perfezionato nel primo o secondo semestre dell anno,potranno mettersi in pensione rispettivamente dal 1 luglio dell anno successivo ovvero dal 1 gennaio del secondo anno successivo. L attesa minima passerà pertanto da 6 a 12 mesi, mentre quella massima salirà da 9 a 18 mesi. La situazione è diversa per chi può far valere 40 anni di contributi, in quanto potrà usufruire delle quattro finestre previste oggi per coloro che maturano i requisiti entro il Potrà mettersi in pensione, dal 1 ottobre, dal 1 gennaio, dal 1 aprile, dal 1 luglio dell anno successivo a seconda che il requisito venga maturato, rispettivamente, nel primo,secondo, terzo o quarto trimestre dell anno. Al nuovo regime delle finestre non sarà soggetto il personale della scuola. E non poteva essere altrimenti, visto che con la normativa attuale le uscite sono concentrate in un unica finestra nel corso dell anno. Anche in futuro pertanto gli insegnanti e gli altri operatori del settore continueranno ad andare in pensione dall inizio dell anno scolastico (1 settembre ) o dell anno accademico (1 novembre ). I requisiti di età e di contribuzione si considerano perfezionati se raggiunti entro il 31 dicembre dello stesso anno in cui avviene il pensionamento. CHI RESTA CON LE VECCHIE REGOLE-BOX La nuova riforma riserva un occhio di riguardo a coloro che sono stati costretti ad un interruzione dell attività prima di aver raggiunto il diritto a pensione. Il trattamento anticipato potrà essere ottenuto ancora a 57 anni, con 35 anni di contributi, da coloro che se sono stati autorizzati ai versamenti volontari entro il 20 luglio Dello stesso trattamento potranno beneficiare, inoltre, i lavoratori (fino ad un massimo di 5000 unità ) collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 15 luglio Per ora i militari e gli appartenenti alle forze dell ordine conservano il regime speciale previsto dal decreto legislativo 195 /95, ma in futuro il governo non esclude ritocchi all età minima.entro 12 mesi dall entrata in vigore della nuova legge dovrebbe essere emanato un decreto sulla base di criteri che terranno conto, per le singole categorie, delle particolari caratteristiche di usura dell attività svolta. 4

5 L ANZIANITA DAL 2008 IN POI A)Lavoratori dipendenti Anno di Requisiti di età pensionamento e di contribuzione Quota Quota Quota B)Lavoratori autonomi Anno di Requisiti di età pensionamento e di contribuzione Quota Quota

6 Quota Potrà andare in pensione a qualsiasi età chi ha raggiunto 40 anni di contributi. IL NUOVO CALENDARIO DELLE USCITE (Pensioni di anzianità maturate dal 2008 in poi ) LAVORATORI DIPENDENTI A)Con meno di 40 anni di contributi Requisiti maturati Decorrenza della pensione Entro 31marzo 1 gennaio anno successivo* 30 giugno 1 gennaio anno successivo* 30 settembre 1 luglio anno successivo 31 dicembre 1 luglio anno successivo B)Con almeno 40 anni di contributi Requisiti maturati Decorrenza della pensione Entro i marzo 1 luglio stesso anno* 30 giugno 1 ottobre stesso anno* 30 settembre 1 gennaio anno successivo 31 dicembre 1 aprile anno successivo Per le uscite con tali decorrenze si richiede il compimento del 57 anno di età 6

7 LAVORATORI AUTONOMI A)Con meno di 40 anni di contributi Requisiti maturati Decorrenza della pensione Entro marzo 1 luglio anno successivo 30 giugno 1 luglio anno successivo 30 settembre 1 gennaio secondo anno successivo 31 dicembre 1 luglio secondo anno successivo B)Con almeno 40 anni di contributi Requisiti maturati Decorrenza della pensione Entro marzo 1 ottobre stesso anno 30 giugno 1 gennaio anno successivo 30 settembre 1 aprile anno successivo 31 dicembre 1 luglio anno successivo 7

8 PENALIZZATE LE DONNE-BOX Nel periodo 1 gennaio giugno 2009 possono trarre vantaggio dalle nuove regole anche le donne, visto che successivamente per effetto della riduzione delle finestre, l uscita con la pensione di anzianità si colloca praticamente dopo quella per la pensione di vecchiaia. Chi vuole lasciare prima il lavoro ha ancora come alternativa l uscita con la particolare forma di pensione contributiva, prevista dalla riforma Maroni del 2004 e confermata dal disegno di legge.sono richiesti, insieme ai canonici 35 anni di versamenti, almeno 57 anni di età per le dipendenti e 58 anni per le autonome. Ma la soluzione si presenta tutt altro che appetibile. Il ritiro anticipato di tre anni (ridotti a 2 se autonome ) sarebbe pagato a caro prezzo L assegno calcolato con un il sistema contributivo,in base alle regole stabilite dal decreto legislativo 180/97, sarebbe più basso mediamente del 20/25% rispetto a quello maturato con il sistema retributivo. Senza contare poi che, aspettando altri 3 anni (due se autonome ), le donne non solo avrebbero una pensione più elevata ma se continuano a lavorare, sia come dipendenti che come autonome, potranno cumulare tutto l assegno con il reddito da lavoro. ANZIANITA ANTICIPATA PER I LAVORI USURANTI Con la nuova riforma si risolve anche l annosa questione dei lavori usuranti dei quali sarà disegnata una nuova mappa che avrà come base la tabella Salvi del 99. Un elenco stilato dal ministro del lavoro dell epoca, che comprende alcune mansioni particolarmente pesanti come i lavori in galleria, cava e miniera, attività svolte ad alte temperature o in spazi ristretti, palombari,ecc. Ad essi si aggiungeranno, secondo criteri che saranno definiti da uno o più decreti delegati da emanare entro sei mesi dall approvazione della legge di riforma, i lavoratori notturni, gli addetti alla catena di montaggio, alle lavorazioni in serie dell industria e i conducenti di mezzi pubblici pesanti. Le agevolazioni previste dalla normativa vigente, rimaste finora praticamente sulla carta, precedono anzitutto una riduzione dell età minima per la pensione di anzianità e di vecchiaia. Per ogni anno di attività in mansioni particolarmente gravose il lavoratore ha diritto ad uno sconto di due mesi, fino ad un massimo di cinque anni. 8

9 La riduzione si può far valere però dall ottobre 1993 in poi,dal momento cioè in cui con il decreto 374/93 è stata introdotta per la prima volta la disciplina dei lavori usuranti. Per coloro che in futuro avranno una pensione liquidata con il sistema contributivo è previsto l'anticipo fino ad un anno dell'età minima prevista o un conteggio più favorevole, che fa scattare un importo maggiorato rispetto a quello riconosciuto ad un altro lavoratore che ha versato gli stessi contributi ma non è addetto a lavori usuranti. Con le nuove norme tali benefici sono sostituiti da uno sconto di tre anni sull età minima per la pensione di anzianità, fermo restando il limite dei 57 anni al di sotto del quale non si potrà scendere. Il ritiro anticipato è subordinato, inoltre, allo svolgimento di un attività usurante di almeno 7 anni negli ultimi 10 durante il periodo transitorio ( ) ovvero per almeno la metà del periodo di lavoro complessivo successivamente. Ai nuovi benefici sono interessati, potenzialmente, circa un milione di lavoratori per i quali il governo mette a disposizione 2, 9 miliardi di euro da utilizzare nell arco di un decennio ( ): i decreti di attuazione dovranno stabilire la documentazione di data certa da cui risultino i requisiti soggettivi e oggettivi con riferimento alle dimensione aziendale per usufruire di benefici.per evitare che vi siano degli abusi è previsto anche il ricorso a visite ispettive per accertare che effettivamente i lavoratori siano addetti effettivamente alle attività di particolare usura individuate dalle nuove norme. LA NUOVA MAPPA DEI LAVORI USURANTI DECRETO SALVI - Lavori in galleria.cava o miniera;mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità; - Lavori nelle cave :mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale ; - Lavori in galleria con mansioni di addetto al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità; - Lavori in cassoni ad aria compressa; - Lavori svolti dai palombari; - Lavori espletati direttamente dal lavoratore in spazi ristretti all'interno di condotti,di cunicoli di servizio,di pozzi.di fognature,di serbatoi,di caldaie 9

10 - Lavorazione del vetro cavo :mansioni di soffiatori nell'industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio - Lavori ad alte temperature,quando non sia possibile adottare misure di prevenzione,quali a titolo esemplificativo,quelle di addetti a fonderie di 2 classe,refrattaristi e addetti alla colata manuale; - Lavori di asportazione dell'amianto con mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità NUOVA RIFORMA PRODI - Lavoratori notturni - Lavoratori addetti a linea catena individuati sulla base di questi tre criteri : a)lavoratori dell industria addetti alle lavorazioni in serie ; b)lavoratori vincolati all osservanza di un determinato ritmo produttivo collegato a lavorazioni o a misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenza di postazioni, c)lavoratori che ripetono costantemente lo stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall organizzazione del lavoro o della tecnologia.sono esclusi gli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione alla manutenzione, al rifornimento di materiali e al controllo di qualità. - conducenti di mezzi pubblici pesanti LISTA DI ATTESA ANCHE PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA La legge 247/2007 riserva un amara sorpresa a coloro che, in futuro, lasceranno il lavoro con la pensione di vecchiaia. A partire dal 2008 l assegno non verrà più pagato dal mese successivo al compimento dell età (65 anni per gli uomini, 60 per le donne ) ma in corrispondenza di determinate finestre come avviene per le pensioni di anzianità. Si realizza così indirettamente un aumento dell età pensionabile di cui risentiranno maggiormente le categorie del lavoro autonomo, per le quali le finestre comportano uno slittamento da 6 a 9 mesi nella decorrenza dell assegno. 10

11 REQUISITO CONTRIBUTIVO Non cambia invece il requisito contributivo minimo.per acquisire il diritto nel sistema retributivo o misto,nel quale rientrano coloro che hanno versato prima del 96,ci vogliono almeno 20 anni di versamenti. Ma ne possono bastare anche 15 se: - sono stati maturati entro il 31 dicembre 1992 ; - è stata rilasciata l autorizzazione ai versamenti volontari entro la stessa data ; - si possono far valere 25 anni di assicurazione di cui almeno 10 in attività saltuarie, intese per tali quelle che nei singoli anni hanno dato luogo ad un accredito inferiore alle 52 settimane. A partire dal 2008 non ci saranno, inoltre, più differenze per quanto riguarda l età con coloro che avendo cominciato a versare dal 1996 in poi rientrano nel sistema contributivo.mentre resta la differenza per il requisito minimo, raggiungibile con soli 5 anni di contributi. Attenzione, però, per avere la pensione prima dei 65 anni uomini e donne devono aver maturato con i contributi versati una pensione non inferiore all assegno sociale, maggiorato del 20%(475 euro nel 2008). Sia nel sistema retributivo, o misto, che in quello contributivo,per avere la pensione di vecchiaia i lavoratori dipendenti devono lasciare il posto di lavoro. USCITA CON FINESTRE A partire dal 2008 i pensionati di vecchiaia non percepiranno più l assegno dal mese successivo al compimento dell età. La decorrenza sarà legata, come avviene per le pensioni di anzianità, all apertura di determinate finestre. Nel corso dell anno ce ne saranno quattro alle stesse scadenze previste per il pensionamento anticipato con almeno 40 anni di contributi Ciò significa che, dopo il compimento dell età, i lavoratori dipendenti riceveranno il primo assegno con qualche mese di anticipo rispetto agli autonomi. Qualche esempio potrà chiarire meglio le differenze tra le due categorie.un dipendente privato che compie 65 anni entro il primo trimestre del 2008 potrà mettersi effettivamente in pensione dal 1 luglio, mentre una lavoratore autonomo dovrà aspettare il 1 ottobre.lo stesso discorso vale a parità di condizioni anche per le donne. A risentire gli effetti del ritardato pensionamento, dovuto all introduzione delle finestre, saranno soprattutto coloro (per la stragrande 11

12 maggioranza donne )che avendo acquisito il diritto con i versamenti volontari sono in attesa del compimento dell età per incassare finalmente il primo assegno. Lo slittamento della decorrenza per il pensionamento di vecchiaia non riguarderà il personale della scuola. Continueranno,infatti, ad andare in pensione dall inizio dell anno scolastico(1 settembre )o dell anno accademico(1 novembre ). I requisiti di età e di contribuzione si considerano perfezionati se raggiunti entro il 31 dicembre dello stesso anno in cui avviene il pensionamento. IL CALENDARIO DELLE FINESTRE (Pensioni di vecchiaia maturate dal 2008 in poi ) LAVORATORI DIPENDENTI Requisiti di età Decorrenza della pensione E contribuzione Maturati entro marzo 1 luglio stesso anno 30 giugno 1 ottobre stesso anno 30 settembre 1 gennaio anno successivo 31 dicembre 1 aprile anno successivo LAVORATORI AUTONOMI Requisiti di età Decorrenza della pensione E contribuzione Maturati entro marzo 1 ottobre stesso anno 30 giugno 1 gennaio anno successivo 30 settembre 1 aprile anno successivo 31 dicembre 1 luglio anno successivo 12

13 ETA PIU BASSA PER INVALIDI E NON VEDENTI La legge 247/2007 non modifica il regime agevolato previsto dalla normativa attuale per alcune categorie svantaggiate. Lavoratori invalidi Chi viene riconosciuto invalido dall Inps almeno all 80% può lasciare il lavoro con 5 anni di anticipo, vale a dire a 60 anni se uomini e a 55 se donne. Lavoratori non vedenti Con la legge 113/1985 ai centralinisti ciechi è stata riconosciuta una maggiorazione dell anzianità contributiva di quattro mesi per ogni anno di lavoro. Successivamente, con la legge 120/91, tale beneficio è stato esteso,a prescindere dalle mansioni svolte, a tutti i dipendenti delle aziende pubbliche e private,che risultino colpiti da cecità assoluta o con capacità visiva ridotta non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi. Attenzione, però,il bonus di quattro mesi viene accordato solo per i periodi di lavoro in cui l interessato era nelle condizioni di cecità.dal calcolo della maggiorazione sono esclusi inoltre gli anni coperti da contributi volontari, figurativi e da riscatti. La maggiorazione di quattro mesi vale sia per il diritto che per la misura della pensione e viene riconosciuta solo se l interessato presenta all ente previdenziale di appartenenza (Inps,Inpdap,ecc) un apposita domanda con la documentazione da cui risulta il grado di cecità da cui è stato colpito. I non vedenti possono usufruire, in aggiunta alla maggiorazione di 4 mesi per ogni anno di lavoro, di un anticipo dell età per la pensione di vecchiaia. La legge 218/ 1952 riconosce ai lavoratori ciechi dalla nascita o in epoca anteriore all inizio dell assicurazione il diritto alla pensione a partire dal 55 anno di età se uomini e dal 50 se donne, con soli 10 anni di contributi. Per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti )i limiti di età sono rispettivamente di 60 anni per gli uomini e di 55 anni per le donne. Possono avvalersi del beneficio anche coloro che sono rimasti ciechi dopo l inizio dell attività lavorativa ma in questo caso i 10 anni si cominciano a contare dal primo contributo versato dopo l insorgenza della cecità. Per i non vedenti che non rientrano nelle situazioni sopra indicate, restano le vecchie età di pensione (60 anni per gli uomini,55 per le donne)in vigore prima della riforma Amato del 92. Lo stesso discorso vale per i requisiti :la pensione di vecchiaia si ottiene con 15 anni di contributi,cinque in meno rispetto ai 20 richiesti alla generalità dei lavoratori. 13

14 PIU FACILE PER I GIOVANI IL RISCATTO DELLA LAUREA D ora in poi per i giovani sarà più facile, e anche più conveniente, recuperare per la pensione gli anni dell università. Certo le condizioni non sono quelle di un tempo, quando il riscatto della laurea era un operazione alla portata di tutti.il costo era più che abbordabile e il ritorno in termini di pensione garantito soprattutto per chi con l incremento di anzianità assicurativa poteva arrivare al traguardo della pensione con qualche anno di anticipo. Negli ultimi anni l appeal nei confronti del riscatto laurea è nettamente calato, in particolare tra i giovani, scoraggiati dall alto costo e dal fatto che in base alla normativa vigente gli anni di studio,a differenza di quanto avviene nel sistema retributivo e nel misto, non sono utilizzabili per il pensionamento anticipato nemmeno con 40 anni di contributi. Ora si profila, però, un inversione di marcia, grazie ad un pacchetto di agevolazioni che si presenta molto interessante per chi vuole valorizzare per la pensione gli anni di studio. GIOVANI DISOCCUPATI Ci sarà, intanto, la possibilità (oggi non prevista ) di presentare la richiesta anche nel periodo che precede l inizio dell attività lavorativa o nei periodi di inattività tra un occupazione e l altra. Il contributo versato sarà temporaneamente accantonato, in un apposita evidenza contabile, per essere poi trasferito, maggiorato degli incrementi derivanti dalla rivalutazione del montante, al fondo dove l interessato risulterà iscritto. In questo caso l onere sarà determinato con criteri che saranno uguali per tutti. Per ogni anno di studio si dovrà pagare l importo derivante dall applicazione dell aliquota di rendimento (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti ( euro nel 2008 ). Di conseguenza per riscattare un anno di studi sono necessari euro. GIOVANI IN ATTIVITA Le regole per il calcolo dell onere del riscatto non cambiano per coloro che al momento della richiesta svolgono un attività di lavoro, dipendente, autonomo o parasubordinato. Per i periodi di studio collocati dal 1996 in poi, la somma dovuta all ente di previdenza Si calcola applicando allo stipendio annuo lordo l aliquota contributiva vigente 14

15 nel settore di attività(33% per i dipendenti). Si ricava così il costo per riscattare un anno che moltiplicato, a sua volta, per gli anni del corso legale darà l importo complessivo da versare. Come si può vedere dagli esempi riportati nella tabella il costo varia in relazione all aliquota contributiva.a parità di reddito i lavoratori autonomi e i parasubordonati pagano meno.va detto però che con il sistema contributivo questo è un vantaggio fino ad un certo punto, perché sarà poi più basso il montante su cui si andrà a calcolare la pensione. Per quanto riguarda il calcolo dell onere, è il caso di precisare che nulla cambia per coloro che rientrano nel sistema di calcolo retributivo misto, in quanto si continuerà ad applicare il sistema della riserva matematica sulla base di tabelle allegate ad un decreto ministeriale del Questa somma sarà utilizzata dall ente per coprire l incremento di pensione che scaturisce dal riscatto. L onere che il lavoratore deve sostenere dipende da vari elementi tra cui il sesso (le donne pagano di più perché vanno in pensiono e prima ), l età e la retribuzione al momento della domanda. PAGAMENTO IN 10 ANNI Per i giovani intenzionati a portare nella pensione i periodi di studio i vantaggi, previsti dalle nuove norme, verranno più che dalla riduzione dei costi dalle facilitazioni di pagamenti. La somma dovuta all ente di previdenza potrà essere versata nell arco di 10 anni(120 rate mensili ) senza aggravio di interessi. E non è questa cosa di poco conto se si considera che oggi l Inps concede al massimo 60 rate mensili maggiorate di interessi al tasso legale. Il disegno di legge stabilisce che della maxi rateazione senza interessi potranno usufruire anche i lavoratori che rientrano nel sistema retributivo o misto per le domande presentate dal 1 gennaio 2008 in poi. Non sono da sottovalutare infine i benefici fiscali.a quello già previsto dalle norme vigenti che consente di dedurre dal reddito imponibile l intero onere, se ne aggiunge un altro sotto forma di detrazione di imposta.di questa potranno usufruire, nella misura del 19%, i familiari (es coniuge, genitori,ecc) di cui l interessato risulta fiscalmente a carico. PENSIONE ANTICIPATA Attualmente per i giovani che rientrano nel sistema contributivo i periodi di studio non sono considerati utili per raggiungere il diritto alla pensione di anzianità, nemmeno se possono far valere 40 anni e più di versamenti. 15

16 Le nuove regole rimuovono questa ingiusta limitazione e considerano gli anni del riscatto laurea validi per qualsiasi forma di pensionamento, come avviene per i lavoratori più anziani che sono nel sistema retributivo o misto. All atto pratico il vantaggio sarà rilevante soprattutto per coloro che, avendo iniziato l attività molto presto, matureranno il diritto con 40 anni di contributi prima del limite previsto ( 62 anni dal 2013 ) per la pensione con 35 anni di contributi. I TITOLI AMMESSI PER IL RISCATTO - Box Le novità introdotte negli ultimi anni nei percorsi universitari hanno notevolmente ampliato le possibilità di riscatto. Ora si possono recuperare per la pensione gli anni di studio per i quali è stato conseguito uno dei seguenti titoli : -diploma universitario o laurea breve di durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3; -diploma di laurea o laurea specialistica di durata non inferiore a 4 anni e non superiore a 6; -diploma di specializzazione di durata non inferiore a 2 anni. dottorato di ricerca di durata variabile - le lauree conseguite all estero sono considerate valide solo se hanno valore legale in Italia. Possono formare inoltre oggetto di riscatto alcuni diplomi rilasciati da istituti universitari come il diploma Isef, il diploma di assistente sociale e quelli di tecnico di audiometria,fonologopedia e audioprotesi. Il riscatto può essere chiesto in qualsiasi momento e può riguardare anche solo una parte del corso legale di studi (un anno,due anni,ecc). Una facilitazione quest ultima che fa scendere notevolemente il costo quando l interessato non ha bisogno di tutto il periodo per raggiungere un determinato risultato(es. 35 anni di contributi per la pensione di anzianità). VANTAGGI ANCHE PER I LAVORATORI PIU ANZIANI-BOX Il riscatto sarà più vantaggioso anche per i lavoratori più anziani che rientrano nel sistema retributivo o misto.sono state infatti uniformate le regole previste dai diversi enti in materia di pagamento per consentire anche a costoro di beneficiare della dilazione a lungo termine articolata in 120 rate mensili senza interessi. Non sono previste invece novità per il costo che continuerà ad essere determinato applicando le tabelle sul calcolo della riserva matematica. Per costoro, comunque, più che per i più giovani, il riscatto della laurea è quasi sempre un buon investimento. 16

17 Vediamo perché: Sistema retributivo I benefici derivanti dal riscatto laurea si fanno sentire soprattutto se questo è finalizzato al raggiungimento dei seguenti obiettivi. a) Uscita anticipata con la pensione di anzianità.ciò vale a maggior ragione per coloro che entro fino al 30 giugno o 2009 maturano i requisiti per l uscita anticipata prima del 60 anno di età o anche prima se, grazie al riscatto, possono far valere almeno 40 anni di contributi b) Raggiungimento della soglia minima ii 18 anni di contributi al 31 dicembre del 1995 che permette al lavoratore di avere una pensione interamente retributiva.ciò è possibile a condizione che il corso di laurea si collochi entro il Ovviamente gli anni riscattati incrementano per tutti anche l importo della pensione con maggiori vantaggi per i dipendenti pubblici se il corso di laurea si colloca entro il 31 dicembre In questo caso, infatti a quota di pensione per l anzianità maturata fino a tale data verrà calcolata sulla base dell ultimo stipendio. Sistema misto Rientrano nel sistema misto coloro che avevano meno di 18 anni di contributi al31 dicembre 95. Gli anni della laurea sono pienamente utilizzabili sia per incrementare l importo della pensione sia per acquisire il diritto all uscita anticipato con il trattamento di anzianità. Chi rientra nel sistema misto,anche se avrà una pensione in parte retributiva e in parte contributiva rispettivamente per l anzianità maturata prima e dopo il 1996,va in pensione con gli stessi requisiti previsti per il sistema retributivo. Considerato però il previsto innalzamento dell età minima,che la nuova riforma porta a 62 anni dal 2013 per coloro che hanno 35 anni di contributi,anche in questo caso il vantaggio del riscatto si farà sentire soprattutto per coloro che avendo cominciato a lavorare molto presto possono lasciare il lavoro prima di tale età con 40 anni di contributi. Il costo Per coloro che rientrano nel sistema retributivo o misto e con un corso di studi che si colloca entro il 1996 la somma da versare all ente di previdenza viene 17

18 determinata applicando il criterio della riserva matematica.ciò significa in altri termini che all assicurato sarà chiesto un importo in grado di coprire l incremento di pensione derivante dagli anni riscattati. Il conteggio si basa su dei coefficienti di capitalizzazione che tengono conto del sesso, dell età e della retribuzione del richiedente al momento della domanda. Sergio D Onofrio 18

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