LA RICERCA ATTIVA DEI MESOTELIOMI MALIGNI PRESSO IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO DELL ASL DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

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1 LA RICERCA ATTIVA DEI MESOTELIOMI MALIGNI PRESSO IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO DELL ASL DELLA PROVINCIA DI BERGAMO Caironi M.*, Facchinetti S. *, Mangili A.*, Cortinovis R.*, Bartolozzi F.*, Zottola G.*, Leghissa P. **, Berlingo***, Luzzana G.*, * Servizio PSAL ASL di Bergamo ** U.S.C. Medicina del Lavoro Ospedali riuniti di Bergamo *** I.N.A.I.L. di Bergamo CORRESPONDING AUTHOR dott. Massimo Caironi Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di Bergamo ASL di Bergamo via Borgo Palazzo ingresso 9 C - I piano BERGAMO tel fax Parole chiave Mesotelioma, riconoscimento assicurativo, gruppo di lavoro 1

2 RIASSUNTO In provincia di Bergamo, è attivo dal 2003 un gruppo di lavoro (GDL), costituito da personale sanitario afferente al Servizio PSAL (SPSAL) dell ASL, alla U.O. di Medicina del Lavoro dell A.O. Ospedali Riuniti di Bergamo (UOOML) e all INAIL impegnato nella ricerca attiva dei tumori professionali e dei mesoteliomi maligni (MM) in particolare. Per ogni caso rilevato viene attivata un indagine epidemiologica volta a raccogliere il maggior numero di informazioni sia cliniche che occupazionali che sono analizzate collegialmente, con metodiche standardizzate indicate nelle linee guida ISPESL, per attribuire il livello di certezza diagnostica ed il nesso di causalità professionale. Viene presentata la casistica del GDL dal 2003 al giugno INTRODUZIONE Dal 1990 è stato istituito il Registro Mesoteliomi della provincia di Bergamo per la valutazione sistematica di tutti i casi di MM incidenti sul territorio. Dal 2003 inoltre si è costituito un gruppo di lavoro (GDL) composto da personale sanitario della UOOML degli Ospedali Riuniti di Bergamo, del Servizio PSAL dell ASL della Provincia di Bergamo e dell INAIL di Bergamo che dal 2006 è istituzionalizzato ovvero inserito nel Piano di Formazione Aziendale dell ASL come Attività di Formazione sul Campo accreditata ECM. L obiettivo del GDL è stimare l incidenza dei casi di mesotelioma maligno in Provincia di Bergamo; raccogliere informazioni sulla pregressa esposizione ad amianto e individuare di cluster di patologia; riconoscere inattese fonti di contaminazione nella realtà produttiva territoriale promuovere interventi prevenzionali anche attraverso la programmazione della sorveglianza sanitaria negli ex-esposti; mantenere stretti rapporti con il Registro Mesoteliomi Lombardia per un reciproco scambio di informazioni ed esperienze. L obiettivo del presente lavoro è quello di descrivere i risultati ottenuti mediante analisi retrospettiva dei 2

3 casi di MM osservati dal GDL dal 2003 al giungo 2012, evidenziando l incidenza del MM professionale ed il riconoscimento da parte dell ente assicuratore. Materiali e Metodi A seguito di una segnalazione di MM (inviata da Registro Mesoteliomi della Lombardia, Commissione invalidi civili dell ASL, presidi ospedalieri territoriali, patronati e medici competenti) per ciascun paziente viene attivata un indagine. A livello operativo, il personale SPSAL effettua la ricerca sul territorio, mentre i medici UOOML si occupano dei casi ricoverati presso il Presidio Ospedaliero. Mediante la somministrazione del questionario standardizzato proposto dal ReNaM direttamente al soggetto o, qualora impossibile, ai familiari si verificano l eventuale esposizione ad amianto, la storia professionale e residenziale nonché le abitudini di vita. A fronte del rifiuto all intervista del paziente/parenti la storia lavorativa viene comunque indagata acquisendo dall INPS l estratto conto previdenziale del soggetto e dalle aziende in esso riportate le informazioni circa la mansione e i suoi rischi. Il GDL ha il compito di analizzare le informazioni raccolte e la documentazione sanitaria di ciascun paziente attribuendo il livello di certezza diagnostica e la classificazione dell esposizione in linea con i criteri previsti dalle linee guida edite dall ISPESL. I dati vengono inseriti in un database e di seguito si presentano i risultati ottenuti. Risultati Dal 2003 al giugno 2012 sono stati registrati e indagati 377 casi: 6 casi sospetti sono risultati alle successive indagini non mesoteliomi e pertanto sono stati esclusi dallo studio. Complessivamente sono stati analizzati 371 casi di mesotelioma in residenti (243 maschi, 128 femmine) nella provincia di Bergamo con un età media alla diagnosi di 69 anni (range: anni). Circa la localizzazione del mesotelioma, 345 casi riguardano la sola pleura, 18 il peritoneo, 3 il pericardio, 2 la tunica vaginale del testicolo e 3 hanno localizzazione 3

4 multipla (1 pleura e pericardio, 2 pleura e peritoneo). In un solo caso il mesotelioma si associa ad asbestosi polmonare, in 35 casi a placche pleuriche mentre in 2 casi coesistono le suddette patologie amianto correlate. In oltre il 90% dei casi (n 344) le informazioni sulla storia di lavoro e le abitudini di vita sono state raccolte somministrando i questionari ISPESL direttamente al paziente (215) o ai suoi familiari (129). L intervista non è stata effettuata per rifiuto del paziente o dei parenti, in 27 casi e in 6 di questi, si è giunti comunque ad una definizione dell esposizione professionale classificata come certa, ricorrendo ad altre fonti informative. In 182 casi le interviste sono state effettuate da personale PSAL, in 128 da personale UOML e i restanti 34 casi da operatori di ASL e UOOML delle Province limitrofe. Per quanto attiene la definizione diagnostica, 323 casi sono stati classificati come mesotelioma certo ; 28 mesotelioma probabile e 19 mesotelioma possibile, un caso è ancora da definire. L esposizione ad amianto è stata classificata come ambientale in 4 casi (tutti mesoteliomi certi), familiare in 9 (7 mesoteliomi certi, 1 probabile, 1 possibile), ignota in 25 (19 mesoteliomi certi, 2 probabili, 3 possibili, 1 caso da definire), improbabile in 62 (55 mesotelioma certo, 4 probabile, 3 possibile), non classificabile in 7 (6 mesoteliomi certi, 1 probabile). Complessivamente è stata attribuita un esposizione professionale certa in 200 casi (186 mesotelioma certo, 9 mesotelioma probabile, 5 mesotelioma possibile), probabile in 45 (32 mesotelioma certo, 9 mesotelioma probabile, 4 mesotelioma possibile) e possibile in 19 casi (14 mesotelioma certo, 2 mesotelioma probabile, 3 mesotelioma possibile). Il gruppo di lavoro ha svolto gli adempimenti medico-legali (I certificato INAIL e segnalazione di malattia professionale) per 248 mesoteliomi: tutti quelli con esposizione professionale certa, 43 con esposizione professionale probabile (non sono stati segnalati 2 casi per incertezza della diagnosi clinica) mentre per l esposizione professionale possibile, dopo revisione collegiale, si è proceduto agli adempimenti medico legali in 5 casi. Per quanto riguarda i settori produttivi a cui è stata 4

5 attribuita l esposizione professionale ad amianto dei 248 destinatari degli adempimenti medico legali ( grafico 1) si rileva come la maggior parte dei casi ha riguardato l industria metalmeccanica con 79 casi pari al 32% (50 metallurgica e 29 meccanica); segue il settore tessile (21%) con complessivi 53 casi (49 non amianto e 4 amianto), l edilizia con 42 casi (17%). All industria della gomma sono stati attribuiti 10 casi e 11 casi al riciclaggio dei sacchi in iuta. Nel 8% (n = 19) dei casi l esposizione era attribuibile ad occupazioni in più settori di cui almeno uno tra quelli precedentemente elencati. 21 sono le aziende in cui si sono verificati 2 o più casi fino ad un cluster di 32 mesoteliomi. Si tratta di 5 aziende metallurgiche- metalmeccaniche, 6 tessili non amianto, 2 tessili amianto, 2 industrie della gomma, 2 sacchifici, 1 industria chimica, 1 elettromeccanica, 1 di produzione refrattari, 1 di produzione di cemento amianto. Per quanto riguarda la trattazione dei 248 casi segnalati dal gruppo di lavoro, da parte dell INAIL, complessivamente risultano riconosciuti 183 mesoteliomi corrispondenti al 75% delle segnalazioni (tabella I); 47 casi sono stati respinti dall ente assicuratore prevalentemente per carenza di documentazioni attestante l esposizione ad amianto, e solo in minor misura per incertezza della diagnosi clinica o per rifiuto dell interessato/parenti a procedere. Per 15 casi (6%) ad oggi non ci sono pervenute informazioni. Discussione e Conclusioni I punti di forza del GDL sono la collaborazione tra specialisti, la capacità di attivare le indagini epidemiologiche in tempi brevi che porta ad un alta percentuale di informazioni clinico-anamnestiche raccolte direttamente dal paziente, la valutazione dei rischi occupazionali nel territorio di competenza, la messa in evidenza di cluster, l elevata percentuale di riconoscimento da parte dell ente assicuratore dei casi segnalati. I risultati ottenuti sono confrontabili con quelli regionali e nazionali (1, 2). 5

6 Bibliografia 1. Marinaccio A. et al (eds). Registro Nazionale dei Mesoteliomi. Terzo Rapporto. Roma: Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro; Mensi C. et al. (eds). Registro Mesoteliomi Lombardia. Undicesimo Rapporto sulla attività Università del Studi e Fondazione IRCCS Cà Granda- Ospedale Maggiore Policlinico,Milano. Grafico 1. Esposizione professionale ad amianto per settori lavorativi Metallurgia + Meccanico Tessile non amianto + amianto Edilizia Settori multipli 19 Ric.sacchi juta Gomma Elettromeccanico Chimica Cemento amianto Alimentare Carta Refrattari Esercito Legno Altri settori Tabella I. Casi segnalati dal gruppo d lavoro e riconosciuti dall INAIL Diagnosi clinica Classe esposizione Professionale certa Professionale probabile Totale complessivo Certo Possibile Probabile Totale complessivo

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