Nome del Progetto: Volontario Volentieri: interventi a favore del volontariato giovanile. Comune Capofila: Albino (Bg)

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1 ALLEGATO B PROGETTO ESECUTIVO Nome del Progetto: Volontario Volentieri: interventi a favore del volontariato giovanile Comune Capofila: Albino (Bg) 1

2 1. DATI PROGETTO Nome del Progetto: Volontario Volentieri: interventi a favore del volontariato giovanile Comune capofila: 1) Albino, popolazione residente: ab. Comuni coinvolti: 2) Villa di Serio, popolazione residente: ab. 3) Nembro, popolazione residente: ab. 4) Alzano Lombardo, popolazione residente: ab. 5) Ranica, popolazione residente: ab. Partner: (nome ed eventuale ragione sociale) 1) Consolato Onorario della Bolivia 2) Centro Servizi Bottega del Volontariato della provincia di Bergamo 3) ISIS Oscar Romero Importo totale progetto: ,00 Finanziamento richiesto: ,00 pari al 80% del totale Co-finanziamento locale: ,00 pari al 20% del totale 2. BREVE DESCRIZIONE DEI PARTNER Di seguito riportiamo la descrizione dei partner del progetto. a) CENTRO SERVIZI Bottega del volontariato della provincia di Bergamo Il CSV di Bergamo, attivo dal 1997, offre gratuitamente servizi di consulenza, formazione e informazione alle organizzazioni di volontariato, iscritte e non iscritte ai registri di cui alla Legge 266/91. Inoltre opera per la promozione e la sensibilizzazione della cultura della solidarietà e per la nascita di nuove forme di volontariato. b) CONSOLATO ONORARIO della BOLIVIA Il consolato onorario è un ufficio di rappresentanza retto dal console onorario. Svolge funzioni burocratiche non di diritto internazionale. Il consolato Boliviano nella provincia bergamasca è particolarmente importante poiché la comunità di immigrati boliviani è la più rappresentata in tutta Italia. c) ISIS Oscar Romero 2

3 E' l'istituto scolastico superiore della media Val Seriana più importante. Prevede cinque indirizzi: Professionale per il commercio, Tecnico Commerciale (Erica/Igea), Liceo Sociopsicopedagogico, Liceo Linguistico per un complessivo di studenti pari a circa persone. All'interno della programmazione scolastica è previsto un progetto di accompagnamento ad attività di volontariato chiamato No Slavery. E' un progetto, nato del 1988, di sostegno economico e culturale, animato da studenti e insegnanti, che promuove attività di solidarietà verso i paesi poveri del mondo. 3. SOGGETTI BENEFICIARI DELLE ATTIVITA 1) Giovani italiani aspiranti operatori: verranno coinvolti circa 15 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, provenienti dai comuni partner del progetto, che riceveranno specifica formazione per svolgere una funzione di accompagnamento e facilitazione nei confronti dei ragazzi più giovani oltre che per diventare soggetto attivo e promotore delle diverse iniziative previste. 2) Ragazzi italiani: verranno coinvolti circa 15 ragazzi italiani di età compresa tra i 15 e i 18 anni, lavoratori e/o studenti delle scuole superiori del bacino della media Valle Seriana, che saranno i fruitori delle attività di volontariato. 3) Ragazzi boliviani: verranno coinvolti circa 15 ragazzi boliviani di età compresa tra i 15 e i 18 anni, lavoratori e/o studenti delle scuole superiori del bacino della media Valle Seriana, che saranno i fruitori delle attività di volontariato. 4) Associazioni di volontariato: si intende promuovere le associazioni di volontariato dei comuni coinvolti attraverso la partecipazione diretta dei giovani alle loro attività; in particolare saranno ingaggiate circa 15 associazioni, che riceveranno apposita formazione e accompagnamento per accogliere i ragazzi nella realizzazioni di esperienze di volontariato. 4. FINALITA E OBIETTIVI SPECIFICI Finalità Le esperienze di volontariato rappresentano una possibilità attraverso la quale i giovani possono arricchire il dialogo tra sé, il proprio tempo e il territorio che abitano. Un esperienza non solo importante per chi la fa e utile per chi ne riceve i benefici, ma centrale nel mantenimento e nella ricucitura di legami sociali sempre più deboli e affaticati tra generazioni. Un esperienza che in tal senso può rappresentare per le giovani generazioni una forma di avvicinamento alla propria appartenenza sociale e alle relazioni che in essa hanno luogo. 3

4 A partire da tali premesse, la finalità del progetto è quella di offrire ai giovani della Valle Seriana (italiani e boliviani) l opportunità di intraprendere un percorso di cura di sé e degli altri tramite esperienze di volontariato e convivenza interculturale. Obiettivi specifici A partire dalla considerazione che la comunità boliviana, anche grazie al decennale gemellaggio fra la Diocesi di Bergamo e l Arcidiocesi di Cochabamba (Bolivia), è la più rappresentata fra le comunità di immigrati in provincia di Bergamo; che la questione dell integrazione fra giovani italiani e giovani stranieri si pone come una delle più rilevanti nella pianificazione delle politiche sociali della Valle Seriana; che il volontariato è riconosciuto come spazio di relazione e di confronto particolarmente significativo per la crescita dei singoli individui e del capitale sociale delle comunità; gli obiettivi specifici del progetto sono: 1. sostenere la cura di sé tramite nuove forme di integrazione fra giovani italiani e migranti, a partire dalla costruzione di percorsi comuni di protagonismo individuale e riconoscimento sociale; 2. promuovere la cura degli altri tramite l avvicinamento dei giovani (italiani e boliviani) ad esperienze di volontariato dentro le loro comunità, favorendo i processi di partecipazione, di cittadinanza responsabile e di incontro intergenerazionale; 3. supportare la capacità imprenditiva di alcuni giovani del territorio, capaci di essere risorsa stabile per le loro comunità in qualità di animatori sociali e promotori di solidarietà e integrazione; 4. sostenere la capacità delle associazioni di volontariato del territorio di essere risorsa pedagogica per le nuove generazioni e di acquisire al contempo strumenti e metodologie per la progettazione e promozione delle proprie attività. 5. ATTIVITA PREVISTE E MODALITA DI ESECUZIONE Il progetto prevede lo sviluppo delle seguenti azioni: 1. Costituzione della cabina di regia del progetto: i partner del progetto costituiranno un tavolo di raccordo con la funzione di monitorare le fasi esecutive del progetto, per ricomporre le specificità territoriali del progetto stesso e per tematizzare le strategie comuni per la valorizzazione delle esperienze realizzate (ottobre 2010). 2. Promozione del progetto presso enti e istituti: il progetto verrà promosso presso gli istituti scolastici superiori, gli oratori, i centri di aggregazione e gli altri spazi informali di incontro dei giovani della Valle Seriana; verranno utilizzati incontri e colloqui personalizzati e concertate con le figure educative adulte di tali agenzie le strategie comuni per l ingaggio dei ragazzi. Inoltre verranno sviluppati accordi con le associazioni dei boliviani attive in Valle Seriana e, più in generale, nella provincia bergamasca (ottobre 2010/marzo 2011). 4

5 3. Ingaggio degli aspiranti operatori italiani: a partire dagli esiti della fase promozionale, verrà sviluppato un lavoro specifico in ognuno dei territori comunali degli enti partner per individuare e selezionare i soggetti interessati a diventare co-progettatori e co-gestori delle attività previste dal progetto. In particolare questi aspiranti operatori saranno coloro i quali assicureranno la continuità del progetto nelle annualità successive (ottobre 2010/gennaio 2011). 4. Ingaggio dei ragazzi italiani: a partire dagli esiti della fase promozionale, verrà sviluppato un lavoro specifico in ognuno dei territori comunali degli enti partner per individuare e selezionare i soggetti interessati alle attività previste dal progetto (ottobre 2010/marzo 2011) 5. Ingaggio dei ragazzi boliviani: a partire dagli esiti della fase promozionale, verrà sviluppato un lavoro specifico in ognuno dei territori comunali degli enti partner per individuare e selezionare i soggetti interessati alle attività previste dal progetto (ottobre 2010/marzo 2011) 6. Ingaggio delle organizzazioni di volontariato: verrà sviluppato un lavoro specifico in ognuno dei territori comunali degli enti partner per individuare e selezionare le organizzazioni di volontariato e gli enti del privato sociale che si renderanno disponibili ad attivare gli stage estivi per le esperienze dei ragazzi (gennaio/marzo 2011). 7. Formazione degli aspiranti operatori: gli aspiranti operatori selezionati verranno formati per acquisire competenze professionali, progettuali e relazionali per la gestione delle attività estive: costruzione stage di volontariato per i ragazzi, mediazione culturale, accompagnamento pedagogico alle esperienze, animazione (febbraio/giugno 2011). 8. Formazione delle organizzazioni di volontariato: le organizzazioni selezionate verranno formate per l acquisizione degli strumenti necessari per l accoglienza e l accompagnamento dei giovani dentro le proprie attività e i propri progetti; e per l adozione di una logica di lavoro di rete dentro il proprio territorio (marzo/giugno 2011). 9. Laboratori formativi con i ragazzi italiani e boliviani: in preparazione degli stage estivi, i ragazzi che aderiscono al progetto esploreranno, attraverso laboratori formativi gestiti da professionisti, i significati dell'esperienza, le aspettative che hanno, le proprie rappresentazioni del volontariato, in modo da prepararsi a ciò che andranno a fare, con la finalità di acquisire elementi di conoscenza ed comprensione in grado di orientarli nelle scelte di vita future (maggio/giugno 2011). 10. Stage estivi presso le organizzazioni di volontariato: individuate le esperienze di volontariato e concordato con le associazioni il numero di ragazzi da inserire e il tipo di attività, i ragazzi (italiani e boliviani) verranno organizzati in squadre di lavoro. Ad ogni squadra verrà consegnato un planning di lavoro che specifichi il tipo di lavoro da realizzare, le ore distribuite nelle due settimane di residenzialità, i compiti da svolgere. Durante il giorno (circa ½ giornata) i ragazzi andranno a svolgere il proprio lavoro presso l'associazione di 5

6 riferimento. Al rientro verranno preparate le attività di socializzazione e i momenti di riflessione sulla giornata da parte degli educatori e degli aspiranti operatori coinvolti (luglio 2011). 11. Convivenza e autogestione: durante la realizzazione degli stage di volontariato i due gruppi di ragazzi vivranno insieme un'esperienza di condivisione residenziale: la residenzialità facilita l'incontro, lo scambio e la condivisione nonché permette la costruzione di relazioni più approfondite. Nell'esperienza verranno coinvolte come figure educative gli aspiranti operatori, che avranno il compito di accompagnare i processi di conoscenza del gruppo, aiutare i processi di rielaborazione delle esperienze di volontariato che i ragazzi fanno, gestire e organizzare la vita in comune. La residenzialità inoltre è pensata come momento di autogestione: i ragazzi partecipano direttamente alla gestione della casa (vitto, pulizie, spese) aiutati e organizzati dagli educatori e dai volontari (luglio 2011). 12. Monitoraggio e documentazione delle attività: si tratta di una azione trasversale ad ogni fase del progetto, finalizzata a monitorare, dare visibilità e documentare le attività svolte, con lo scopo di realizzare, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei ragazzi, strumenti di visibilizzazione e di racconto delle esperienze svolte (dvd, mostre fotografiche, videoracconti, pubblicazioni). Inoltre saranno previsti incontri periodici dello staff coinvolto nella gestione delle fasi esecutive del progetto, per la valutazione in itinere delle azioni (ottobre 2010/settembre 2011). 13. Valutazione delle esperienze: al termine delle esperienze di volontariato estive, saranno realizzati alcuni focus group con le quattro tipologie di utenti (associazioni, ragazzi italiani, ragazzi boliviani, aspiranti operatori) con lo scopo di valutare gli esiti del progetto, di individuare forme e strategie per dare continuità alle esperienze svolte, di restituire alla cabina di regia elementi di comprensione delle dinamiche relazionali interculturali e intergenerazionali sollecitate dal progetto (ottobre 2011). 14. Accompagnamento alla costituzione dell impresa sociale: conclusa l'esperienza residenziale, si intende continuare a lavorare con il gruppo di aspiranti operatori coinvolti, anche attraverso le strutture dei progetti giovani locali, affinchè tale gruppo vada a costituire una vera e propria formazione associativa (impresa sociale) che continui a prestare la sua opera nel campo del volontariato, sia diventando un gruppo di contatto e raccolta di altre forze giovanili a disposizione delle associazioni locali, sia scegliendo attività di volontariato in proprio, sia continuando a mantenere uno sguardo sensibile alle realtà del sud del mondo (ottobre/dicembre 2011). 15. Eventi pubblici di restituzione delle attività e delle esperienze: al termine delle diverse azioni sono previsti momenti pubblici di restituzione delle esperienze svolte e degli apprendimenti maturati, sia con un taglio ludico-aggregativo (feste, spettacoli, mostre) sia prettamente culturale e divulgativo (seminario, pubblicazioni) (ottobre/dicembre 2011). 6

7 6. RISULTATI ATTESI Dal progetto i risultati attesi sono i seguenti: 1) l avvio di un processo di co-progettazione tra i diversi comuni sulle politiche giovanili locali e l istituzione di un tavolo inter territoriale di indirizzo; 2) l acquisizione da parte delle associazioni di volontariato di strumenti per l accoglienza e l accompagnamento dei giovani dentro le proprie attività e i propri progetti; 3) il miglioramento delle capacità di relazione tra i ragazzi italiani e boliviani anche attraverso la realizzazione di iniziative congiunte di sensibilizzazione culturale sui temi dell integrazione culturale e dell aiuto ai Paesi del sud del Mondo; 4) il consolidamento dell esperienza di avvicinamento al volontariato da parte dell intera comunità giovanile della Valle Seriana attraverso eventi e attività di promozione anche a carattere festoso e/o culturale; 5) la costituzione in impresa sociale del gruppo dei giovani italiani con l obiettivo di porsi come elemento di attivazione di opportunità sociali e aggregative dentro l ambito della Valle Seriana. 7

8 7. CRONOPROGRAMMA ATTIVITA (Nome e cognome del Legale rappresentante del Comune capofila) Firma 8

cooperazione e sviluppo locale via Borgosesia, 30 10145 Torino tel. 011.74.12.435 fax 011.77.10.964 cicsene@cicsene.org www.cicsene.

cooperazione e sviluppo locale via Borgosesia, 30 10145 Torino tel. 011.74.12.435 fax 011.77.10.964 cicsene@cicsene.org www.cicsene. cooperazione e sviluppo locale via Borgosesia, 30 10145 Torino tel. 011.74.12.435 fax 011.77.10.964 cicsene@cicsene.org www.cicsene.org cooperazione e sviluppo locale progetto CASA tecniche urbane percorsi

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