SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE

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1 REGIONE LAZIO AZIENDA SANITARIA LOCALE VITERBO SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE Tutela delle lavoratrici madri nella ASL Viterbo REV. DATA IL DIRETTORE SPP Ing. Alessandro Selbmann IL DIRETTORE GENERALE Dott. Bruno Cisbani

2 TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI NELLA ASL VITERBO Hanno partecipato alla stesura del presente Documento: per il Servizio Prevenzione e Protezione TPALL Franco Giuliani TPALL Roberto Chiodo per i Medici Competenti Dott.ssa Ileana Mattei Visto ed approvato dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. 2

3 TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI NELLA ASL VITERBO Lo scopo principale di questo documento, che si applica a tutto il personale sanitario, così come indicato nel vigente C.C.N.L., è quello di fornire delle indicazioni in merito agli obblighi previsti dal decreto Legislativo n 151/2001 (Testo unico delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) e dalle normative precedenti, per garantire la tutela della salute e della sicurezza della donna dall inizio della gravidanza al momento del reinserimento lavorativo. La normativa vigente impone al datore di lavoro (D. Lgs. 645/98, Legge n 53/00 e D. Lgs. 151/2001) di valutare i rischi anche in relazione alla gravidanza, puerperio e all allattamento e di identificare luoghi di lavoro sicuri ove permettere alla donna in gravidanza di continuare a svolgere la sua attività. A tale scopo è proposta un analisi più approfondita rispetto alla semplice constatazione della presenza di un rischio, per evitare il completo allontanamento della lavoratrice dalla sua attività. La seguente documentazione può essere utilizzata come materiale informativo per le dipendenti. Le figure più direttamente coinvolte nella gestione diretta delle procedure di tutela della donna in gravidanza sono: Direzione Sanitaria, Amministrativa, Infermieristica; Responsabili di Dipartimento e di Unità Operative; U.O. Gestione delle risorse umane; Servizio di Prevenzione e Protezione; Medico Competente; A tutti i soggetti sopra indicati spetta il compito, ognuno per le proprie competenze, di adattare le indicazioni del documento alle singole realtà aziendali. QUADRO NORMATIVO La normativa di tutela delle lavoratrici madri è attualmente riunita nel D. Lgs , n 151 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell art. 15 della Legge 8 Marzo Per maggiore chiarezza e facilità di comprensione, di seguito è esposto un breve elenco delle principali norme di difesa della salute e della sicurezza di tutti i lavoratori. Segue un successivo elenco delle norme in materia di tutela delle lavoratrici madri. Le principali norme di difesa della salute e sicurezza di tutti i lavoratori sono: Art. 32 della Costituzione: la salute è un fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività. 3

4 Art. 41 della Costituzione: l iniziativa economica e privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo di arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, etc. Art del Codice Civile: l imprenditore (o datore di lavoro) è tenuto ad adottare nell esercizio dell impresa le misure che, secondo le particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. D.P.R. 547 del : Norme per la prevenzione degli infortuni. D.P.R. 303 del : Norme generali per l igiene del lavoro. Decreto Legislativo n 626 e succ. modificazioni: attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 9/92/CE, 2001/45/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. Le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori sono riportate nell articolo 3 e sono: Valutazione dei rischi. Eliminazione dei rischi e, ove non possibile, riduzione al minimo. Riduzione dei rischi alla fonte. Programmazione della prevenzione. Sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è o lo è meno. Rispetto dei principi ergonomici. Priorità delle misure di protezione collettiva. Limitazione dei lavoratori esposti. Utilizzo limitato degli agenti fisici, chimici e biologici. Controllo sanitario per i rischi specifici. Allentamento del lavoratore dal rischio per motivi sanitari. Misure igieniche. Misure di protezione collettiva ed individuale. Misure di emergenza. Uso di segnali di avvertimento e di sicurezza. Regolare manutenzione di impianti, attrezzature. Informazione, formazione, consultazione dei lavoratori o dei loro RLS. Istruzioni adeguate e comprensibili ai lavoratori. Di importanza fondamentale è il processo di valutazione dei rischi, d obbligo per il datore di lavoro, richiamato all art. 4 del decreto; tale valutazione comporta a) L individuazione di tutti i possibili pericoli come fonte di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori, l identificazione dei lavoratori potenzialmente esposti a rischio e la valutazione dell entità dell esposizione. b) L individuazione delle misure di prevenzione e di protezione da attuare. c) La programmazione delle misure commisurate alla valutazione da affettuare. 4

5 Per quanto attiene alla tutela delle lavoratrici madri il primo riferimento è di carattere Costituzionale ed è contenuto nell Articolo 37, (che prevede una specifica e adeguata protezione per la madre e il bambino) e nel corso degli anni, per la specifica materia, sono state emanate una serie delle leggi che, anche se in parte sostituite dal Testo Unico (i cui articoli sono citati in neretto), delineano un quadro completo della progressiva estensione dei campi di applicazione. In particolare le principali normative per le lavoratrici madri sono: Legge n 1204 Tutela delle lavoratrici madri stabilisce il divieto di licenziamento (art. 54 e 56 T.U.); la lavoratrice non può essere licenziata dall inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino. Il divieto viene meno in caso di giusta causa (colpa grave della lavoratrice, etc.). Il divieto d impiego in lavori particolari: lavori pericolosi faticosi ed insalubri, il trasporto ed il sollevamento di pesi (art. 7 T.U.). Il divieto è operante per tutta la durata della gestazione e fino a sette mesi dopo il parto; congedo di maternità (art. 16 T.U.); astensione anticipata (art. 17 T.U.); congedo parentale (art. 32 T.U.); periodi di riposo (art. 39 e 41 T.U.). D.P.R n 1026 Regolamento di attuazione della Legge 1204/71 (allegato A T.U.) in cui si riportano i lavori pericolosi, faticosi ed insalubri vietati durante la gravidanza e per alcuni fino a sette mesi dopo il parto; tra questi: i lavori vietati a fanciulli e adolescenti elencati nel D.P.R. 432/76 ora anche ai sensi del D. Lgs. 345/99 e 262/00 (tra cui i lavori di mattatoio e nei magazzini frigoriferi); i lavori che prevedono obbligo di visita medica periodica ai sensi del D.P.R. 303/56, (ora anche ai sensi del D. Lgs. 277/91 e D. Lgs. 626/94) fino a sette mesi dopo il parto; i lavori elencati nella tabella delle malattie professionali D.P.R. 1124/65 (ora anche D.P.R. 336/94) fino a sette mesi dopo il parto; esposizione a radiazioni ionizzanti D.P.R. 165/84 (ora D. Lgs. 230/95 e 241/00) fino a sette mesi dopo il parto; i lavori di manovalanza pesante; su scala e impalcature mobili o fisse; che comportano stazionamento in piedi per più di metà dell orario di lavoro o che obbligano a una posizione particolarmente affaticante; macchine mosse o comandate a pedali con ritmo frequente; macchine o utensili vibranti (fino al periodo dell astensione obbligatoria); lavori di assistenza e cura degli infermi nei reparti di malattie infettive mentali fino a sette mesi dopo il parto; lavori agricoli con sostanze nocive, monda e trapianto del riso; lavori a bordo di mezzi di comunicazione in moto (navi, aerei, treni, pullman) fino al periodo di astensione obbligatoria. Inoltre la lavoratrice può essere allontanata dal rischio qualora vi sia pericolo di contagio in periodi di epidemia da contatti con il pubblico o con particolari strati di popolazione. Legge n 903 Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro introduce il divieto di lavoro notturno. (art. 53 T.U.). Circolare Ispettorato Medico Centrale del Lavoro del (elenco di lavori considerati pregiudizievoli o gravosi in relazione all avanzato stato 5

6 di gravidanza). Lavori del personale medico e paramedico; lavori di assistenza in centri per handicappati; lavori a contatto con bambini e attività ausiliarie negli asili nido e scuole materne. Legge n 232 (art. 9 T.U.) riguardante la polizia di stato. Sentenza della Corte Costituzionale n 53/93 attribuisce alle Regioni, e per esse alle Aziende Sanitarie, le competenze in materia di controlli a carattere sanitario previsti dalla Legge 1204/71. D. Lgs n 566 modifica e aggiorna il sistema sanzionatorio in materia di tutela delle lavoratrici madri. D. Lgs n 626 sostituisce l art. 14 (locali di riposo) del D.P.R. 303/56, prevedendo che: le donne incinte e le madri che allattano devono avere la possibilità di riposarsi in posizione distesa e nelle condizioni appropriate. D. Lgs n 230 Attuazione delle Direttive Euratom in materia di radiazioni ionizzanti (art. 8 T.U.). Si fa inoltre obbligo alla lavoratrice di notificare al datore di lavoro il proprio stato di gestazione non appena accertato. D. Lgs n 41 art. 69 disposizioni particolari per le lavoratrici. D. Lgs n 645 concernente il miglioramento della sicurezza e salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento, (art. 7 T.U.) integra il divieto di esposizione delle gestanti e delle madri adottive e affidatarie fino ai sette mesi di età del bambino a lavori faticosi, pericolosi e insalubri con agenti chimici, fisici e biologici e processi industriali ritenuti pericolosi (piombo e derivati, toxoplasma e virus della rosolia se la lavoratrice non è immunizzata, lavori in atmosfera in sovrapressione e lavori minerari sotterranei; per esposizione a piombo e lavori minerari anche nei sette mesi successivi al parto). Questo decreto è confluito nel Testo Unico ed integra il D. Lgs. 626/94 in materia di tutela della maternità. Prescrive infatti che il datore di lavoro, contestualmente alla valutazione dei rischi eseguita ai sensi dell art. 4 del D. Lgs. 626/94, (Agli artt. 11 e 12 T.U.) valuti preventivamente i rischi per la salute e la sicurezza delle lavoratrici ge stanti, puerpere e in allattamento, in particolari i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, nonché i processi o le condizioni di lavoro, individuando le misure di prevenzione e protezione da adottare. Nella circolare del Ministero del Lavoro Prot del detta valutazione preventiva consente al datore di lavoro di informare le lavoratrici, prima ancora che sopraggiunga una gravidanza, dei rischi esistenti in azienda, delle misure di prevenzione e protezione che egli ritiene di dover adottare in tal caso. A tal fine è di fondamentale importanza e le dipendenti comunichino tempestivamente il proprio stato, in modo che possano essere valutati con immediatezza i rischi specifici e adottate le conseguenti misure di tutela. 6

7 Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve essere consultato preventivamente in ordine a tale valutazione ai sensi dell art. 19 del D. Lgs. 626/94. Qualora dalla valutazione emergano rischi per la salute e la sicurezza delle lavoratrici, il datore di lavoro deve evitarne l esposizione al rischio, modificando temporaneamente le condizioni e/o l orario di lavoro. Data la particolarità del lavoro svolto in alcuni reparti o uu.oo. della sanità ed in considerazione delle oggettive difficoltà emergenti quando si voglia destinare la lavoratrice ad altre destinazioni o reparti, spesso risulta impraticabile, per motivi di ordine organizzativo, di formazione ed informazione, procedurali, economici e di tempo, effettuare tale trasferimento temporaneo, per cui, caso per caso, si valuterà se è più conveniente, ai fini pratici e di tutela della salute, interdire dal lavoro la lavoratrice per il periodo di legge. Il datore di lavoro deve informare le lavoratrici e i loro rappresentanti degli esiti della valutazione e delle misure di protezione adottate, come previsto dall art. 21 del D. Lgs. 626/94. I rischi da valutare sono indicati nell Allegato C del T.U.: agenti fisici considerati come agenti che comportano lesioni al feto o rischio di distacco della placenta: vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, rumore, radiazioni ionizzanti, radiazioni non ionizzanti, sollecitazioni termiche, movimenti, posizioni di lavoro, spostamenti, fatica mentale e fisica; agenti biologici appartenenti ai gruppi 2, 3 e 4 ai sensi dell art. 75 del D. Lgs. 626/94; agenti chimici: sostanze etichettate R40 (possibilità di effetti irreversibili), R45 (può provocare il cancro), R46 (può provocare alterazioni genetiche ereditarie), R47 (può provocare malformazioni congenite); gli agenti chimici che figurano nell allegato VIII del D. Lgs. 626/94 (idrocarburi policiclici aromatici di fuliggine, catrame e pece, polveri di legno duro), mercurio, medicamenti antimicotici, monossido di carbonio; agenti chimici pericolosi con assorbimento cutaneo; i processi industriali elencati nell allegato VIII del D. Lgs. 626/94 (raffinamento del nichel, fabbricazione alcool isopropilico); lavori sotterranei di carattere minerario. Divieto di lavoro notturno confermato dall art. 6 del D. Lgs n 645. D. Lgs. 532/99 e Legge 25/99 divieto al turno notturno in gravidanza e fino al compimento di un anno di età del bambino : non si può obbligare al turno notturno fino a tre anni del figlio e ai 12 anni se genitore unico affidatario. Legge n 53 disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità benefici anche per le lavoratrici autonome; fruibilità dei 5 mesi di astensione obbligatoria anche in caso di parto prematuro e flessibilità dell astensione obbligatoria previa certificazione del medico specialista 7

8 (ginecologo) del SSn e del Medico Competente (in caso di attività sottoposte a sorveglianza sanitaria), che attestino che l opzione non arreca pregiudizio alla salute del nascituro e della gestante (art. 20 T.U.). La tutela prevista dalla legge è rivolta a tutte le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, in formazione lavoro, part-time, socie di cooperative o di società, le utenti dei servizi di orientamento e formazione scolastica, universitaria, professionale, le allieve di istituti di formazione e universitari nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, attrezzature, agenti chimici, fisici e biologici. PERCORSI Sono quelli indicati nel documento di gestione della sicurezza aziendale redatto dal SPP ed aggiornato il LA VALUTAZIONE DELLE ATTIVITA A RISCHIO Nell allegata tabella n 1 sono sintetizzati i rischi presenti nelle strutture sanitarie sulla base delle normative vigenti, correlati alle prescrizioni/divieti per le lavoratrici e ad alcune informazioni sugli effetti più noti sulla salute della madre, del feto e del bambino durante l allattamento. Sono stati identificati i reparti, i servizi e gli ambulatori (tabella n 2), le attività con esposizione a rischio chimico ed ergonomico (tabella n 3) da interdire alle lavoratrici in gravidanza, puerperio e allattamento. Per quanto riguarda il rischio biologico, data l importanza che riveste in ambito sanitario, si è graduata l entità del rischio delle singole attività e delle singole procedure (tabelle nn 4 e 5), per poter definire più precisamente le attività da cui escludere la donna in gravidanza, dando contemporaneamente delle indicazioni al da-tore di lavoro sulle procedure che possono essere svolte senza rischio o con rischio residuo basso. Si ricorda che nel documento di valutazione dei rischi dovranno essere individuati, attraverso le schede di sicurezza e le frasi di rischio, gli agenti chimici pericolosi per la fertilità e lo sviluppo embrionale (R40, R45, R46, R60). In questi casi il medico competente dovrà valutare le situazioni per cui è controindicata l esposizione del lavoratore. Tra queste si segnala: documentata difficoltà al concepimento per ridotta fer tilità, precedenti aborti spontanei, morti perinatali, interruzioni di gravidanza per documentata malformazione del feto, figli con anomalie su base genetica o con neoplasie comparse nei primi anni di vita. In tutti i casi di esposizione ad altri fattori che possono rappresentare un rischio per il concepimento (sostanze chimiche, movimentazione manuale dei carichi, radiazioni ionizzanti, ), vanno intraprese le opportune misure di prevenzione ed effettuata la formazione dei dipendenti. 8

9 Tabella n 1 Fattori di rischio, mansioni implicate e prescrizioni/divieti per le lavoratrici madri nella ASL Viterbo. Principali effetti su Fattori di rischio Mansione Periodo tutelato Prescrizioni gestazione e lattazione Attività in postura eretta prolungata Posture prolungate incongrue Lavori in postazioni elevate (scale, piattaforme, impalcature) Lavoro notturno ASPETTI ERGONOMICI Tutto il personale della ASL Gestazione dopo il parto Personale sanitario e personale tecnico economale amministrativo Veterinari. Tecnici della prevenzione. Tecnici della prevenzione. Manutentori (squadre tecniche). Personale sanitario e tecnico che opera nel turno notturno (22 06). Tecnici della prevenzione. Centralinisti. Gestazione, fino ad un anno dal parto (su richiesta fino ai tre anni del bambino o ai 12 anni per genitore unico ore unico). Divieto si stazionamento in piedi per più di metà dell orario Divieto di stazionamento in piedi per più di metà dell orario Divieto di adibire a tali mansioni Divieto del turno notturno, anche in pronta disponibilità Mutamenti fisiologici in corso di gravidanza (maggior volume sanguigno e aumento delle pulsazioni cardiache, dilatazione generale dei vasi sanguigni e possibile compressione delle vene addominali o pelviche) favoriscono la congestione periferica durante la postura eretta. La compressione delle vene può ridurre il ritorno venoso con conseguente accelerazione compensativa del battito cardiaco materno e il manifestarsi di contrazioni uterine. Se la compensazione è insufficiente ne possono derivare vertigini e perdita di coscienza. Periodi prolungati in piedi durante la giornata lavorativa determinano per le donne un maggior rischio di parto prematuro. E potenzialmente pericoloso lavorare in posti di lavoro ristretti o in postazioni non sufficientemente adattabili per tenere conto del crescente volume addominale, in particolare nelle ultime fasi della gravidanza. Ciò può determin a re stiramenti o strappi muscolari. La destrezza, l agilità, il coordinamento, la velocità dei movi menti e l equilibrio possono essere anch essi limitati e ne può derivare un rischio accresciuto d infortunio. E potenzialmente pericoloso per le lavoratrici gestanti lavorare in postazioni sopraelevate (es. scale, piattaforme, ponteggi, etc.) per il rischio di cadute dall alto. Il lavoro notturno può avere ripercussioni sulla salute delle lavoratrici gestanti, puerpere, o in periodo di allattamento. L affaticamento mentale e psichico,aumenta durante la gravidanza e nel periodo post -natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e non, che intervengono. 9

10 Tabella n 1 Fattori di rischio, mansioni implicate e prescrizioni/divieti per le lavoratrici madri nella ASL Viterbo. Principali effetti su Fattori di rischio Mansione Periodo tutelato Prescrizioni gestazione e lattazione Movimentazione manuale di carichi (MMC) Lavori su mezzi in movimento Rumore Sollecitazioni termiche (stress termico) Radiazioni ionizzanti RI (cat. A e B). Medicina nucleare. Personale sanitario e personale tecnico economale. Personale amministrativo Squadre tecniche Veterinari Tutto il personale sanitario e tecnico che svolge la propria attività con spostamenti di sede. Personale tecnico economale. Personale esposto ai sensi del D. Lgs. 277/91. Veterinari. Tecnici della prevenzione. Personale di emrgenza Personale sanitario e tecnico classificato radioesposto gruppo A e B e/o a rischio di contaminazione accidentale. ASPETTI ERGONOMICI AGENTI FISICI dopo il parto per esposizione a temperature molto basse (es. lavori in celle frigo) Puerperio. Allattamento in caso di attività con rischio di contaminazione da Radiazioni ionizzanti 10 Divieto di MMC e pazienti. Divieto di azioni di spinta e/o traino di barelle, carrelli, carrozzine, apparecchiature elettromedicali pesanti. Divieto a spostamenti ripetuti. Divieto di esposizione giornaliera superiore a Lep,d >85dBA. (Si sconsiglia l esposizione superiore a 80 dba). Divieto di esposizione a fonti di calore e a microclima freddo. Divieto di accesso nelle zone controllate e sorvegliate. Non possono svolgere attività che può esporre il nascituro a una dose che eccede 1 millisievert. Non esporre al rischio di contami - nazione donne che allattano. La movimentazione manuale dei carichi pesanti è ritenuta pericolosa in gravidanza in quanto può determinare lesioni al feto e un parto prematuro. Con il progredire della gravidanza la lavoratrice è esposta ad un maggior rischio i lesioni causato dal rilassamento ormonale dei legamenti e dai problemi posturali ingenerati dalla gravidanza. L esposizione a vibrazioni a bassa frequenza, come accade per l uso di mezzi in movimento, può accrescere il rischio di aborti spontanei. Il lavoro a bordo di veicoli può essere pregiudizio per la gravidanza soprattutto per il rischio di microtraumi, scuotimenti, colpi, oppure urti, sobbalzi o traumi che interessino l addome. L esposizione prolungata a rumori forti può determinare un aumento della pressione sanguigna e un senso di stanchezza. Si ipotizza una vasocostrizione arteriolare che potrebbe essere responsabile di una diminuzione del flusso placentare. Evidenze sperimentali suggeriscono che una esposizione prolungata del nascituro a rumori forti durante la gravidanza può avere un effetto sulle capacità uditive dopo la nascita. Durante la gravidanza le donne sopportano meno il calore ed è più facile che svengano o risentano dello stress da calore. L esposizione a calore può avere esiti nocivi sulla gravidanza. Il lavoro a temperature molto fredde può essere pregiudizievole per la salute di gestanti, nascituro e puerpere. I rischi aumentano in caso di esposizione a sbalzi improvvisi di temperatura. Una esposizione a radiazioni ionizzanti com-porta dei rischi per il nascituro. Se una lavora-trice che allatta opera con liquidi o polveri ra-dioattivi ciò può determinare un esposizione del bambino in particolare a seguito della conta minazione della pelle della madre. Sostanze contaminanti radioattive inalate o digerite dalla madre possono passare attraverso la placenta al nascituro e, attraverso il latte, al neonato.

11 Tabella n 1 Fattori di rischio, mansioni implicate e prescrizioni/divieti per le lavoratrici madri nella ASL Viterbo. Principali effetti su Fattori di rischio Mansione Periodo tutelato Prescrizioni gestazione e lattazione Lavori pericolosi Radiazioni non ionizzanti (RNI) Agenti biologici dei gruppi di rischio Lavori di assistenza e cura (e pericolo di contagio specie in periodi di epide mia) Personale sanitario e di assistenza (pronto soccorso, SERT, 118, aree di emergenza, DSM, CSM) Personale sanitario e tecnico classificato esposto a radia-zioni non ionizzanti. Personale addetto alla Marconiterapia e Radarterapia. Risonanza magnetica, laserterapia. Personale sanitario di assistenza. Personale sanitario e tecnico di laboratorio. Veterinari.Tecnici della prevenzione. Squadra tecnica. Pronto Soccorso. Personale sanitario e tecnico di: malattie infettive, psichiatria e sanatori. Pronto Soccorso. AGENTI FISICI Gestazione AGENTI BIOLOGICI Divieto di svolgimento della mansione Divieto di accesso nelle zone delimitate. Divieto di compiti con rischio di esposizione ad agen ti biologici in base ai meccanismi di trasmissione. Divieto di assistenza diretta Lesioni traumatiche alla gestante e al feto. Anche se non esistono al momento attuale dati certi sugli effetti provocati sulla gravidanza e sulla lattazione dalle radiazioni non ionizzanti, non si può escludere che l esposizione a campi elettromagnetici intensi (es. marconiterapia e radarterapia) possano determinare un rischio accresciuto per il nascituro. Molti agenti biologici appartenenti ai gruppi di rischio 2, 3, 4 possono interessare il nascituro in caso di infezione della madre in gravidanza. Essi possono giungere al bambino per via placentare oppure durante o dopo il parto, in caso di allattamento o a seguito dello stretto contatto fisico tra madre e bambino. Agenti che possono infettare il bambino in uno di questi modi sono ad esempio i virus dell epa tite B, C, rosolia, l HIV, il bacillo della tubercolosi, quello della sifilide, la salmonella del tifo e il toxoplasma. 11

12 Tabella n 1 Fattori di rischio, mansioni implicate e prescrizioni/divieti per le lavoratrici madri nella ASL Viterbo. Principali effetti su Fattori di rischio Mansione Periodo tutelato Prescrizioni gestazione e lattazione Antiblastici Formaldeide e derivati (formalina) Glutaraldeide Gas anestetici Solventi Sostanze etichettate R 40, R 45, R 46, R 47, R 49. Personale sanitario e tecnico addetto alla assistenza, preparazione, somministrazione e smaltimento di antiblastici in reparti, ambulatori, farmacia e a domicilio. Personale sanitario e tecnico di anatomia patologica, di laboratorio, tutte le Unità operative che fanno uso di formalina. Personale sanitario di assistenza e di endoscopia, tutte le Unità operative che fanno uso di glutaraldeide. Addetti sale operatorie e rianimazione Personale tecnico di laboratorio e addetti alla manutenzione. Tecnici di laboratorio. Addetti alla manutenzione. AGENTI CHIMICI 12 Divieto di manipolazione Divieto di utilizzo di formaldeide Divieto di utilizzo di glutaraldeide Divieto di esposizione Divieto di esposizione diretta e indiretta a solventi Divieto di utilizzo dei kit di laboratorio contenenti tali sostanze. L effettivo rischio per la salute costituito dalle singole sostanze può essere determinato esclu-sivamente a seguito di una valutazione del rischio. Nella Sanità è frequente il caso di esposizione ad una combinazione di più sostan-ze, ed in questi casi non è sempre possibile conoscere le conseguenze delle interazioni fra le diverse sostanze e gli effetti sinergici che tali associazioni possono generare. Alcuni agenti chimici possono penetrare attraverso la pelle integra ed essere assorbiti dal corpo con ripercussioni negative sulla salute. Molte sostanze possono passare attraverso il latte materno e per questa via contaminare il bambino. Tra gli effetti degli agenti chimici sulla gravidanza molti studi hanno evidenziato il verificarsi di aborti spontanei correlati ad una esposizione occupazionale a numerose sostanze, tra cui solventi organici, gas anestetici e farmaci antiblastici, anche per bassi livelli di esposizione. R 40: può causare danni irreversibili. R 45: può essere cancerogeno. R 46: può provocare alterazioni genetiche ereditarie. R 47: può provocare malformazioni genetiche. R 49: può provocare il cancro per inalazione.

13 Tabella n 1 Fattori di rischio, mansioni implicate e prescrizioni/divieti per le lavoratrici madri nella ASL Viterbo. Principali effetti su Fattori di rischio Mansione Periodo tutelato Prescrizioni gestazione e lattazione Sostanze etichettate R 61, R 63, R 64. Sostanze etichettate R 39, R 42, R 43, R 48. Sostanze etichettate R 60, R 62 Tecnici di laboratorio. Addetti alla manutenzione. Tecnici di laboratorio. Addetti alle manutenzione pulizie. AGENTI CHIMICI dopo il parto per le sostanze etichettate R 64. R 60: può ridurre la fertilità. R 62: possibile rischio di ridotta fertilità. Divieto di utilizzo dei kit di laboratorio contenenti tali sostanze. Divieto di utilizzo. Valutare l esposizione. N.B. Verificare l eventuale utilizzo di disinfettanti a base di mercurio e derivati (mercurocromo, etc.). R 61: può danneggiare i bambini. R 63: possibile rischio per i bambini non ancora nati. R 64: possibile rischio per i bambini allattati al seno. R 39: pericolo di effetti irreversibili molto gravi. R 42: può provocare sensibilizzazione per inalazione. R 43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle. R 48: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata. 13

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15 Cosa fare in caso di gravidanza (gravidanza patologica o gravidanza normale) ma con un lavoro che può comportare rischi. LA LAVORATRICE Presenta al datore di lavoro il certificato di gravidanza Se in presenza di Gravidanza patologica Se in presenza di Gravidanza fisiologica (normale) ma con lavoro a rischio Ginecologo Il datore di lavoro mette in atto le procedure previste Il medico competente esprime un giudizio di idoneità Direzione provinciale del lavoro Se vi è possibilità di spostamento Se vi è impossibilità di spostamento Nuova mansione non a rischio Richiesta di astensione anticipata Possibile verifica ed informazione S.P.I.S.L.L. Direzione provinciale del lavoro 15

16 Tabella n 2 Reparti e servizi da interdire alla lavoratrice in gravidanza, puerperio e allattamento. REPARTI/SERVIZI Tutti gli uffici interni alla D.G. Biologico RISCHI PREVALENTI Infortunio per contatto con pazienti Area Direzione aziendale Area Staff Ergonomico m.m.c. vdt rischi trasversali Chimico Programmazione e controllo Sviluppo e organizzazione Sistemi informativi ed informatici Coord. ospedaliero/territorio S.P.P. A.V.P.S. Medicina legale Formazione e qualità S.A.I.O. Polo didattico U.R.P.- C.U.P. Contenzioso Area sanitaria ospedaliera Radiazioni ionizzanti Tutte le direzioni sanitarie 1 Dipartimento DEA Emergenza Anestesia/rianimazione Pronto Soccorso Dipartimento Medicina Medicina Geriatria Cardiologia Neurologia Malattie infettive Gastroenterologia Nefrologia e dialisi Centro riferimento AIDS Riabilit. Recupero funz. Broncopneumologia Emodinamica Elettrofisiologia Scompenso cardiaco Medicina nutrizionale 1 Comprende in personale di terapia intensiva neonatale, U.T.I.C. e i necrofori. 16

17 Tabella n 2 Reparti e servizi da interdire alla lavoratrice in gravidanza, puerperio e allattamento. REPARTI/SERVIZI Biologico RISCHI PREVALENTI Infortunio per contatto con pazienti Ergonomico m.m.c. vdt rischi trasversali Chimico Radiazioni ionizzanti Dipartimento Medicina (segue) Endoscopia digestiva Medicina postacuzie Dipartimento chirurgia Chirurgia Chirurgia d urgenza Ortopedia Chirurgia vascolare Otorinolaringoiatria Urologia Oculistica Chirurgia maxillofacciale Chirurgia della mano Chirurgia del ginocchio Day surgery Dipartimento Servizi Diagnostica immagini Analisi cliniche Psicologia Farmacia ospedaliera Farmacia territoriale Dipartimento Oncologia Ematologia Oncologia Ematologia Anatomia/istologia patol. Radioterapia Citologia Servizio trasfusionale Dipartimento integrazione sociosanitaria Ostetricia/ginecologia Pediatria Neuropsicologia infantile Dipartimento Salute mentale Aree distrettuali SPDC 17

18 Tabella n 2 Reparti e servizi da interdire alla lavoratrice in gravidanza, puerperio e allattamento. REPARTI/SERVIZI Biologico RISCHI PREVALENTI Infortunio per contatto con pazienti Ergonomico m.m.c. vdt rischi trasversali Chimico Dipartimento di Prevenzione S.P.I.S.L.L. S.I.S.P. Radiazioni ionizzanti S.I.A.N. Servizio veterinario Lab.igiene industriale Coord. prog. screening Area amministrativa Risorse umane AA.GG. e OO.CC. Dir. Amm.va dipartimentale Dir. Amm.va distrettuale Approv. e logistica Immobili e tecnologie Economia e finanze Programmazione lavori Area sanitaria territoriale Distretti Coordinamento MMG SER.T. Disabile adulto A.D.I. Per agevolare la comprensione si riporta quanto evidenziato a pagina 6 del presente documento: Data la particolarità del lavoro svolto in alcuni reparti o uu.oo. della sanità ed in considerazione delle oggettive difficoltà emergenti quando si voglia destinare la lavoratrice ad altre destinazioni o reparti, spesso risulta impraticabile, per motivi di ordine organizzativo, di formazione ed informazione, procedurali, economici e di tempo, effettuare tale trasferimento temporaneo, per cui, caso per caso, si valuterà se è più conveniente, ai fini pratici e di tutela della salute, interdire dal lavoro la lavoratrice per il periodo di legge. 18

19 Tabella n 3 Attività e procedure a rischio ergonomico e chimico da interdire alla lavoratrice in gravidanza, puerperio e allattamento. A RISCHIO ERGONOMICO - Assistenza diretta al paziente non autosufficiente o parzialmente auto-sufficiente in tutti i reparti Igiene del paziente Movimentazione del paziente - Trasporto di pazienti Barella o letto Carrozzina - Assistenza a domicilio - Fisioterapia - Pulizie ambientali - Trasporti Materiali vari economati rifiuti A RISCHIO CHIMICO - Lavaggio, disinfezione, sterilizzazione di strumenti endoscopia ambulatori chirurgici sala operatoria - Antiblastici preparazione e somministrazione pulizia cappe e pulizia di ambienti - Preparazione di anatomia patologica citologia istologia colorazione e preparazione vetrini prelievi in sala autoptica (formaldeide) - Analisi di laboratorio analisi estemporanee colorazioni preparazione terreni di coltura - Disinfezione e disinfestazione ambientali Tabella n 4 Attività e procedure a rischio di esposizione biologica A RISCHIO ELEVATO La dipendente deve essere esclusa dalla esecuzione delle seguenti procedure o attività - incannulamento di vie arteriose - incannulamento di vie venose centrali - esecuzione di prelievi arteriosi - angiografia - riscontri autoptici - interventi chirurgici in sala operatoria - assistenza in sala parto - assistenza in ambulatori dentistici - assistenza in Pronto Soccorso e endoscopia, aspirazioni endobronchiali, intu bazioni naso oro tracheali, tracheotomie, cambio di cannule tracheostomiche, punture esplorative ed evacuative. A RISCHIO MODERATO La dipendente deve essere esclusa dalla esecuzione delle seguenti procedure o attività se non vengono seguite le Precauzioni Universali e le Precauzioni Specifiche o non siano a disposizione idonei dispositivi di protezione indi viduale e collettiva - prelievi o iniezioni endovenose - incannulamento di vie venose periferiche - lavaggio strumenti - svuotamento di contenitori contenenti liquidi organici - medicazione di ferite chirurgiche, ulcere da decubito, etc. - esecuzione di esami di laboratorio (esclusi i settori di microbiologia e virologia) 19

20 Tabella n 5 Attività e procedure non a rischio biologico o con rischio residuo basso: si ricorda che deve essere valutato lo stato vaccinale della donna in attesa, in particolare per la rosolia, inoltre l attività di assistenza dovrà necessariamente essere rivolta a pazienti collaboranti o quantomeno che non possano impedire una corretta esecuzione delle procedure. Inoltre la lavoratrice va comunque collocata altrove quando sono in atto episodi epidemici con la possibilità di contagio per via aerea. Attività di reparto di degenza e di day hospital coadiuvare il/la caposala nella gestione burocratica/amministrativa del repar-to stesso (ad es.: provvedere alla fornitura dei materiali e loro gestione; etc.) coadiuvare nella gestione burocratico/amministrativa del paziente (registrazione dei dati del paziente sulla cartella clinica, richiesta di esami, etc.) accoglimento pazienti esecuzione di procedure sanitarie di assistenza non invasive (esecuzione ECG, uso di termometro, di sfigmomanometro, terapia orale, etc.) prelievi venosi e fleboclisi con utilizzo di guanti e occhiali o visiera di protezione e di presidi antinfortunistici (ago da prelievo con sistema di protezione intrinseca dell ago; sistema vacutainer con sistema di sicurezza per l espulsione dell ago; ago butterfly con sistema di protezione dell ago, etc.) su pazienti collaboranti terapie iniettive con siringhe di sicurezza su pazienti collaboranti medicamenti, inserimento cateteri vescicali con utilizzo dei DPI su pazienti collaboranti distribuzioni dei pasti ai pazienti rifacimento di letti vuoti o di pazienti autosufficienti e collaboranti ripristino e pulizia comodini riordino biancheria pulita ritiro cartelle cliniche e referti esami consegne e richieste per la farmacia, ritiro farmaci (antiblastici esclusi) Attività ambulatoriale e distrettuale gestione burocratico/amministrativa dell utente (registrazione dei dati, richiesta esami) possibile assistenza al medico specialista con utilizzo DPI ad esclusione degli ambulatori pediatrici e vaccinazioni esecuzione di procedure sanitarie non invasive (ECG, uso termometro, sfigmomanometro, etc.) prelievi venosi e fleboclisi con utilizzo di guanti e occhiali o visiera di protezione e presidi antinfortunistici (ago butterfly con sistema di protezione dell ago, etc.) su pazienti collaboranti terapie iniettive con siringhe di sicurezza su pazienti collaboranti medicazioni, inserimento cateteri vescicali con utilizzo dei DPI su pazienti collaboranti Attività territoriale coadiuvare il/la caposala nella gestione burocratico/amministrativa dell attività esterna (ad es.: provvedere alla fornitura dei materiali e loro gestione; organizzazione dell attività dei colleghi, programmazione..) coadiuvare nella gestione burocratico/amministrativa del paziente (registrazione dei dati del paziente sulla cartella clinica, richiesta di esami: laboratorio, radiologia, etc.) Attività amministrativa in attività con utilizzo con videoterminale aumentare la frequenza delle pause per evitare disturbi del rachide dorso-lombare. 20

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