INDICE. Superficie 19 Densità demografica 19 Aziende sanitarie 20 Assetto produttivo 21 Andamento demografico 22

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1 INDICE INTRODUZIONE Presentazione 9 Premessa 11 La struttura della relazione 13 I risultati 16 Le prospettive PARTE PRIMA Il territorio e la popolazione 17 Il territorio 19 Superficie 19 Densità demografica 19 Aziende sanitarie 20 Assetto produttivo 21 Andamento demografico 22 Fenomeno immigratorio e movimento naturale 22 Struttura della Popolazione 23 Piramide dell età 23 Indici di struttura: 24 natalità 25 indice di fecondità 25 indice di vecchiaia 25 indice di dipendenza 25 PARTE SECONDA La Salute e. 27 Acqua 29 Approvvigionamento idrico: acque superficiali e profonde 29 Acque destinate al consumo umano: parametri chimici e batteriologici 29 Acque marine 31 Alimenti 33 Controllo degli alimenti 33 Aria 38 Inquinamento atmosferico 38 Rifiuti Solidi Urbani 39 Produzione di Rifiuti Solidi Urbani 39 Raccolte Differenziate 40 Siti Potenzialmente - Inquinati 41 Salute e..lavoro 43

2 Struttura produttiva 44 Infortuni sul lavoro 47 Industria 47 Agricoltura 47 Infortuni degli operatori sanitari 52 Malattie professionali 54 Comportamenti e stili di vita per la salute 56 Alimentazione 57 Stile alimentare 57 Obesità 59 Alcool 60 Cosumo di alcool 60 Epatopatia alcoolica 61 Fumo 62 Consumo di tabacco 64 Attività fisica 66 Pratica sportiva 66 Tossicodipendenze 67 Stima del fenomeno attraverso indicatori indiretti 67 Domanda di assistenza ed utilizzo dei servizi negli anni Incidenti 73 Incidenti stradali 73 Incidenti domestici 76 PARTE TERZA La Salute raggiungibile per.. 79 Nota introduttiva per la lettura delle patologie 81 Ricoveri per malattie ischemiche del cuore 82 Ricoveri per infarto acuto del miocardio 83 Patologie cerebrovascolari 84 Ricoveri per occlusione e stenosi delle arterie precerebrali e cerebrali 84 Ricoveri per emorragia subaracnoidea, emorragia cerebrale e altre non specificate emorragie intracraniche 85 Ricoveri per ischemia cerebrale transitoria 86 Ricoveri per disturbi circolatori acuti mal definiti 86 Patologia neoplastica 88 Il cancro nelle Marche 90 La mortalità per tumori nella regione Marche 90 L incidenza dei tumori in provincia di Macerata ( ) 94 Sopravvivenza per tumore nella provincia di Macerata 95 I tumori infantili nelle Marche 98

3 I mesoteliomi asbesto-correlati nelle Marche 101 Ricoveri di residenti marchigiani per neoplasia della pleura 102 Il Registro Melanoma Marche 103 Organizzazione del Registro 103 Struttura del Registro 103 Incidenza di melanoma cutaneo nella Regione Marche, Il Registro Tumori Ancona 110 Organizzazione del Registro 110 Incidenza di tumore maligno Ricoveri per neoplasie 113 Ricoveri per neoplasie polmonari 113 Ricoveri per neoplasie del colon-retto 114 Ricoveri per mastectomia per neoplasie maligne 115 Ricoveri per neoplasie dello stomaco 115 Ricoveri per linfomi 117 Nefropatie 118 Registro emodialisi Regione Marche: 118 Caratteristiche dei pazienti e trattamenti 119 Patologia diabetica 123 Il diabete 123 Ricoveri per complicanze del diabete 124 Il Registro di incidenza del Diabete Infantile di tipo I 125 Malattie infettive 129 Malattie infettive di I classe 129 Malattie infettive di II classe 130 Morbillo 130 Rosolia 131 Parotite 133 Meningite meningococcica e meningite ed encefalite virale 134 Epatiti virali acute 134 Malattie infettive di III classe 138 Malaria 138 Tubercolosi 138 HIV/AIDS 141 Malattie infettive di IV classe e Brucellosi 143 Malattie da alimenti 144 Brucellosi 145 Vaccinazioni 146 Le infezioni ospedaliere 150 Il prelievo-trapianto nelle Marche 151

4 PARTE QUARTA: La salute da tutelare per 155 La donna in gravidanza 157 La fecondità 157 Il parto 157 Complicazioni della gravidanza 159 Malattia ipertensiva complicante 160 Interruzioni volontarie della gravidanza 160 Abortività spontanea 162 Il bambino e l adolescente 163 Natalità 163 Neonati di basso peso alla nascita 164 Mortalità infantile 165 Malformazioni congenite 166 Patologie subacute e croniche nell età evolutiva 167 Malattie metaboliche congenite, ipotiroidismo congenito e fibrosi cistica: lo screening neonatale nella Regione Marche 169 Prevalenza dell obesità nella popolazione infantile di Ancona 172 Handicap e disagio/disturbo psichico nell età evolutiva 173 Rilevazione dell attività delle Unità Multidisciplinari dell Età Evolutiva nella Regione Marche 173 L anziano 178 Indicatori demografici dell invecchiamento 178 La disabilità negli anziani 182 La patologia nell anziano 184 L immigrato 186 Aspetti demografici 186 Ricorso alle strutture sanitarie 189 Il soggetto con disagio psichico 192 L utenza dei Dipartimenti di Salute Mentale 192 Ricoveri per patologia psichiatrica nella Regione Marche 193 Soggetti degenti negli ex-ospedali psichiatrici 194 Mortalità 196 La mortalità 196 La mortalità evitabile 203 ALLEGATI Indice Allegato statistico Allegato statistico

5 Presentazione La presentazione della Relazione sullo stato di salute della popolazione marchigiana, offre l occasione per sottolineare le grandi direttrici di marcia della sanità pubblica, che la Regione Marche intende perseguire nel cammino avviato con l approvazione del Piano Sanitario Regionale. Dalla Sanità alla Salute. La programmazione sanitaria è stata spesso condizionata dal quadro dell offerta storica dei servizi presenti sul territorio, con la conseguente ipertrofia di alcune tipologie di prestazioni (es. i ricoveri ospedalieri) e lo scarso sviluppo di prestazioni più vicine al cittadino (assistenza ambulatoriale, residenziale e domiciliare). Ragionare in termini di salute e non solo di sanità, significa programmare a partire dai bisogni reali dei cittadini e predisporre coerentemente una rete di servizi (non solo sanitari) in grado di corrispondere ad una domanda che, non solo aumenta (come effetto dell incremento della vita media) ma che diventa sempre più articolata e complessa, desiderosa di una maggiore personalizzazione e umanizzazione, e sempre più conscia dei propri diritti. La conoscenza epidemiologica dello stato di salute del cittadino è il primo passo verso una tale programmazione: oggi è possibile, grazie a questo rapporto, identificare, all interno degli obiettivi di salute dettati dal Piano Sanitario Nazionale , quegli specifici obiettivi che interessano maggiormente la comunità marchigiana. I macro indicatori dello stato di salute (es.: mortalità generale, mortalità infantile, anni di vita persi, ecc.) pongono le Marche tra le regioni italiane con la migliore qualità di salute. In alcune specifiche aree, tuttavia, gli indicatori rilevati dimostrano l opportunità di imprimere una maggiore accelerazione agli interventi sanitari già avviati e l inderogabile necessità di integrare tali interventi con quelli di altri settori (sociale, lavoro, formazione). Registriamo infatti: un elevata incidenza di alcune patologie (infortuni sul lavoro, malattie professionali, alcune patologie neoplastiche); i ritardi diagnostici del disagio psichico nella fascia adolescenziale; l eccessiva istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti; un livello elevato di stili e comportamenti di vita potenzialmente a rischio (es. fumo, alimentazione). Le Marche, grazie alla sua storia e tradizioni, a quel modello di sviluppo che da tante parti ci invidiano e grazie anche alla sua sanità, è riuscita già a perseguire l obiettivo dell Organizzazione Mondiale della sanità di dare più anni alla vita. Oltre a questo, nostro compito, e delle amministrazioni future, sarà quello di dare più vita agli anni. Dalla Economicità alla Qualità. Se si sposta l ottica della programmazione dalla sanità alla salute, si deve, conseguentemente, cambiare l ottica degli obiettivi e della loro valutazione. L attenzione alla economicità del sistema se da una parte si è resa - e continua a rendersi -necessaria per evitare il collasso delle funzioni, dall altra (parte) ha portato ad una distorsione degli obiettivi da raggiungere in quanto prevalentemente orientati sul rendimento e quantità delle cose fatte (prestazioni, 9

6 ricoveri, ecc.) e non sulla qualità (fare le cose che si sono dimostrate efficaci, a chi ne ha effettivamente bisogno nei tempi e nei modi adeguati). Occorre invertire questa ottica recuperando il senso della missione primaria del servizio sanitario: tutelare e promuovere la salute. Nel futuro dovremo essere capaci di rispondere nell ordine alle seguenti domande: Quanta salute in più i cittadini acquisiscono nel contatto con i nostri servizi? Che qualità riusciamo a fornire? La forniamo con un uso appropriato di risorse?. Questa relazione rappresenta anche l avvio dell inversione di rotta che vorremo dare al nostro sistema. Per concludere, questa Amministrazione, che, al suo insediamento, si era impegnata a garantire l innovazione del servizio sanitario pubblico nel segno dell equità, dell efficacia e dell efficienza è ben lieta fornire alla pubblica attenzione questo rapporto, che consentirà ai cittadini delle Marche di guardarsi allo specchio, valutare il proprio stato di salute e partecipare con più consapevolezza alle scelte di fondo delle amministrazioni future, che dovranno non solo perseguire sempre più il miglioramento continuo della qualità dei servizi, ma puntare verso obiettivi più alti di salute e qualità di vita. Il Presidente della Giunta Regionale Dott. Vito D Ambrosio 0 10

7 LA RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE MARCHIGIANA Metodologia - Risultati - Prospettive Prof. Francesco Di Stanislao Premessa Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) ha come obiettivo principale la promozione della salute, verso cui orientare l organizzazione e l erogazione di prestazioni e servizi sanitari. L analisi dei bisogni sanitari e la conseguente definizione degli obiettivi prioritari di salute diventano il nucleo fondante del processo programmatorio, ne orientano le scelte, ne prefigurano il modello di valutazione. Gli obiettivi prioritari individuati attraverso un attenta analisi del quadro epidemiologico della popolazione italiana e supportati dalle indicazioni e dagli obiettivi proposti dall Organizzazione Mondiale della Sanità per i paesi europei, si articolano in cinque macro aree (Progetto nazionale per la salute): I. promuovere comportamenti e stili di vita per la salute li. contrastare le principali patologie III. migliorare il contesto ambientale IV. rafforzare la tutela dei soggetti deboli V. portare la sanità italiana in Europa Gli obiettivi individuati, i traguardi da raggiungere e le azioni da sviluppare vengono declinati in termini generali, demandandone una più puntuale definizione alla programmazione regionale, la sola capace di individuare quei bisogni di salute che caratterizzano le specificità locali. Il Piano Sanitario Regionale (PSR) recepisce in toto la logica del Progetto nazionale per la salute e ne traccia il percorso attuativo: 1) individuazione e formazione di primi nuclei di osservazione epidemiologica; 2) redazione della prima Relazione sullo Stato di Salute, fondata sul recupero delle informazioni disponibili aggregate a livello regionale e provinciale; 3) individuazione delle aree prioritarie di intervento; 4) definizione dello schema di relazione di distretto e conseguenti interventi formativi; 5) redazione, a regime, della Relazione sullo stato di salute della popolazione marchigiana, a partire dall analisi epidemiologica dei bisogni effettuata a livello locale. A un anno di distanza dall approvazione del Piano Sanitario Regionale, con questa Relazione sullo Stato di Salute della popolazione marchigiana vengono quindi portate a termine le prime due tappe del percorso e, contestualmente, si avvia il processo per la creazione di quell osservatorio epidemiologico diffuso sullo stato di salute che dovrà fornire le basi informative necessarie per orientare le politiche sanitarie regionali e aziendali. La metodologia di rilevazione L Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) svolge la funzione di Osservatorio Epidemiologico della Regione Marche (L.R. 26/96). L Agenzia, attenendosi alle indicazioni del PSR che prevede la costituzione a 11

8 rete della funzione di osservazione epidemiologica, ha innanzitutto effettuato un censimento delle competenze epidemiologiche presenti nel territorio, attraverso un indagine che ha coinvolto tutti i servizi sanitari della regione. E stato quindi organizzato un corso di formazione in Epidemiologia di Comunità, rivolto agli operatori individuati attraverso il censimento, con l obiettivo di rafforzare le competenze metodologiche in campo statistico-epidemiologico, competenze che sarebbero state immediatamente spese nella costruzione della Relazione sullo Stato di Salute. Con gli stessi operatori è stato quindi concordato lo schema di riferimento della Relazione. Il modello di riferimento è stato quello del Progetto Nazionale per la salute del PSN. Gli operatori dei servizi, considerati gli argomenti contenuti negli obiettivi del PSN, si sono quindi costituiti in gruppi di lavoro sulla base delle loro specifiche competenze ed esperienze lavorative e sulla base di interessi particolari in determinati settori. All interno di ciascun gruppo è stato individuato un referente il quale, oltre che coordinare il lavoro e tenere i contatti con l ARS, ha avuto anche mandato di scegliere ulteriori collaboratori tra gli operatori dei servizi. Tali collaborazioni sono state attivate per creare una rete regionale tematica in grado di dare un informazione che rappresentasse l intero territorio regionale. L impostazione e le linee di sviluppo degli argomenti sono stati decisi dagli stessi operatori che hanno quindi scelto i punti prioritari sui quali si dovesse focalizzare l attenzione per arrivare ad una lettura, più aderente alla realtà, dei bisogni di salute della popolazione. L ARS ha responsabilizzato gli operatori circa la necessità di un controllo della qualità del dato raccolto in termini di accuratezza, completezza, confrontabilità e significatività dell informazione esistente. Si è inoltre concordato che, per questa prima Relazione, il livello minimo di aggregazione e analisi dei dati fosse quello provinciale con un confronto con i dati regionali e nazionali. La struttura della Relazione La Relazione si divide in 4 sezioni. La prima sezione, Il territorio e la popolazione delinea le caratteristiche del territorio regionale, l andamento demografico e la struttura della popolazione. La seconda sezione La Salute e... si suddivide in tre capitoli: il capitolo Salute ed ambiente descrive la situazione dei potenziali fattori di rischio ambientale (inquinamento atmosferico, acque destinate al consumo umano, alimenti, rifiuti) per la salute; il capitolo Salute e lavoro illustra la situazione relativa agli infortuni sul lavoro ed alle malattie professionali dei settori industria-artigianato e del settore agricoltura. il capitolo Salute e stili di vita raccoglie le informazioni riguardanti l abitudine al fumo, il consumo di alcolici, l uso di droghe, la pratica sportiva e le caratteristiche dell alimentazione della popolazione marchigiana sulla base dei dati disponibili. Inoltre si è cercato di dimensionare i fenomeni degli incidenti stradali e domestici. La terza sezione La Salute raggiungibile per... sviluppa il II ed il V obiettivo del PSN attraverso l analisi di dati di mortalità e morbosità reperibili da statistiche ufficiali correnti o da registri regionali di patologie. La quarta sezione La Salute da tutelare per... è suddivisa in capitoli: il capitolo Popolazione anziana nel quale viene posta particolare attenzione al problema della non autosufficienza ed alle patologie di più frequente riscontro in questa fascia di età; 12

9 il capitolo Salute materno-infantile in cui viene presentata la situazione relativa alla gravidanza ed al parto, alle problematiche legate allo sviluppo psico-fisico del bambino, al disagio-disturbo psichico nell età evolutiva e all handicap; il capitolo Immigrati in cui ci si è posti l obiettivo di individuare le caratteristiche di questa popolazione con particolare riferimento alle cause che più frequentemente portano gli stranieri immigrati a rivolgersi ai servizi sanitari regionali; il capitolo Disabilità psichica nel quale si è tentato di dimensionare e caratterizzare la tipologia di utenza che si rivolge ai Dipartimenti di Salute Mentale della Regione. Nella stesura dei vari capitoli della Relazione, si è adottato il modello descrittivo del fenomeno, inteso come osservazione ed interpretazione della realtà, per formulare ipotesi sugli eventi osservati. Il linguaggio utilizzato è deliberatamente semplice e sintetico: la Relazione vuole essere un documento agile nel quale si riportano solo i dati più significativi, le informazioni che possono essere utilizzate anche dai non addetti ai lavori. Non sono infatti state inserite, nei capitoli, notizie del tipo tutto quello che si sa in ambito regionale sull infanzia, sugli anziani, ecc. ma, quello che potrebbe essere utile per valutare i rischi, i danni, gli interventi ed avanzare proposte. Pertanto si è proceduto ad includere, nelle varie sezioni, solo i dati essenziali, collocando invece nell allegato statistico le tabelle analitiche. Ciascun capitolo della Relazione è cosi organizzato: il tema viene inquadrato con una breve introduzione nella quale si fa riferimento all obiettivo ed alle azioni proposte dal PSN, quindi vengono citate le fonti informative da cui sono stati tratti i dati, ed infine si propone la lettura e interpretazione del fenomeno e la sua caratterizzazione nella realtà marchigiana utilizzando anche tabelle e grafici. La Relazione riporta i dati relativi al o, quando non disponibili, le informazioni ultime reperibili. I risultati Di seguito vengono sinteticamente riportati i dati più rilevanti evidenziati da ciascuna sezione e capitolo della relazione. Il territorio e la popolazione Si osserva una tendenza generale al calo delle nascite e al progressivo invecchiamento della popolazione, una maggiore longevità delle femmine ed una lieve preponderanza di maschi fino alla classe di età Salute e ambiente I dati analitici evidenziano complessivamente un accettabile qualità dell acqua potabile. Per quanto riguarda il controllo degli alimenti, a fronte di una notevole attività di vigilanza, si rileva la necessità di un maggiore coordinamento fra le varie istituzioni preposte a tale funzione. In ambito regionale c è un sostanziale rispetto degli standards di qualità dell aria, con alcune segnalazioni di innalzamento delle concentrazioni di ozono per le aree urbane e di inquinanti industriali nelle zone a più alta concentrazione di impianti. Per quanto riguarda i rifiuti sono individuate 15 aree maggiormente a rischio per l ambiente e per l uomo per le quali sono in via di definizione i piani di bonifica. 13

10 Salute e lavoro Nel complesso, in quasi tutti i comparti industriali, la regione Marche presenta una maggiore incidenza di infortuni (per gli infortuni gravi si registra un 69% di incidenti gravi in più rispetto al dato nazionale). Anche in agricoltura si registra un tasso di incidenza di infortuni gravi (11,6 per 1000 addetti) tre volte superiore a quello italiano (4,2 per 1000 lavoratori). Nel settore sanità gli operatori più frequentemente coinvolti in infortuni sono gli infermieri (55,3%) e la modalità di esposizione più frequente è la pratica dei prelievi. Elevato il tasso di incidenza delle malattie professionali del settore industria (nel 1997, 30,4 casi per 1000 addetti contro un dato nazionale di 20,3). Salute e stili di vita La dieta dei marchigiani è orientata ad un regime di tipo mediterraneo che trova riscontro nella produzione alimentare. La prevalenza di persone di 15 anni e più in sovrappeso ed obese è pari a 8,3 x 100 abitanti, in eccesso rispetto al dato nazionale (individui obesi =7,3x l00 ab.). Per quanto riguarda l alcool si registra: una riduzione dei forti consumi di alcool e in particolare di vino; un incremento nel consumo di bevande alcoliche fuori pasto, un aumento del consumo di birra. Riguardo al fumo si è rilevato: una stabilità della percentuale dei forti fumatori; un calo dei medi fumatori; un incremento di coloro che fumano <10 sigarette al giorno; una percentuale di maschi con abitudine al fumo (31,9% ) doppia rispetto a quella delle femmine fumatrici. Nel 1997 ci sono stati 203 morti e 9113 feriti per incidenti stradali. Nel 1997 il numero degli incidenti stradali (che sono stati di 6330) è diminuito rispetto al 96 (7188) ed al 95 (6604). L incidente domestico più frequente nei due sessi e nelle varie età è la caduta, mediamente il 50% dei casi, con punte nei bambini piccoli (60-70%) e negli anziani (70-80%). Le patologie: la mortalità Le Marche, nel 1994, rispetto alle altre regioni italiane, presentano il più basso tasso standardizzato di mortalità generale. Tale tasso è in costante diminuzione dal 1972 e sempre sotto la media nazionale. Riguardo i tassi di mortalità evitabile standardizzata per grandi gruppi di cause (prevenzione primaria, diagnosi precoce e terapia, igiene ed assistenza sanitaria) la Regione Marche è quella che registra la migliore performance nazionale: nelle prime 10 posizioni nazionali si ritrovano 5 aziende sanitarie territoriali marchigiane: Civitanova (2 ); Jesi (3 ); Fano (6 ); Ancona (9 ); S. Benedetto (10 ). Il valore di mortalità evitabile nel gruppo diagnosi precoce e terapia, per il sesso femminile pari a 24,5 anni su donne residenti, seppure basso, potrebbe però ridursi con efficaci programmi di screening dei tumori femminili. Si registra un trend in diminuzione della mortalità neoplastica. Le province del nord sono più colpite di quelle del sud. Nei maschi si registra un aumento dei tassi di mortalità per neoplasie del colon (+31%). Nelle femmine sono in diminuzione i tassi di mortalità per neoplasie dell utero (-37,8%). Negli ultimi due decenni si è registrato un aumento dei mesoteliomi nell area di Ancona, legato all esposizione dei lavoratori (addetti alla cantieristica navale) all amianto. Le patologie: la morbosità Per quanto riguarda i ricoveri per le patologie a più alta prevalenza si registrano: una relativa stabilità dei ricoveri per patologia cardiovascolare, una lieve riduzione per le neoplasie nelle sedi più frequenti, una variabilità dei ricoveri per patologia cerebro-vascolare, il 50% dei 14

11 quali sono costituiti dalla patologia cerebro-vascolare ischemica. Si evidenzia un incremento del numero degli anziani sottoposti a dialisi. Per quanto attiene al diabete si è registrata una diversità nelle classi modali dei pazienti che afferiscono ai servizi di diabetologia (61-70 anni) con quelle dei ricoveri per complicanze (45-64 anni). Alcune province presentano una maggiore prevalenza di complicanze nonostante la disponibilità di servizi sia omogenea su tutta la regione. Per le malattie infettive sottoposte a profilassi obbligatoria e volontaria, si registrano tassi di copertura ottimali: poliomielite del 99,63%; difterite e tetano del 99,55%; epatite B del 96,50% (92,65% per gli adolescenti nati nell anno 1985); antipertosse, associata a DT 90,58%; morbillo, superiore al 70%. Nel 1997 sono stati notificati 12 casi di tetano in persone anziane. Nessuno risultava vaccinato. L epatite B rappresenta la proporzione più elevata di epatiti nelle Marche. La presenza di casi di epatite B dovuti a convivenze con soggetti portatori cronici rende opportuno un potenziamento dell offerta attiva della vaccinazione. La frequenza di TBC è in linea con i dati nazionali. Per quanto attiene al problema HIV/AIDS nelle Marche si evidenzia una tendenza alla diminuzione della circolazione dell infezione e alla riduzione del numero dei casi di AIDS osservati. Nel 1997 sono stati notificati 27 focolai di tossinfezione alimentare. Le salmonelle rappresentano l agente eziologico nel 78% dei focolai. La salute da tutelare: le donne e i bambini La salute della donna in gravidanza Nelle Marche si registra da una parte un abnorme ricorso al parto cesareo (media regionale 33% con picchi di 45%) dall altra innovative esperienze di gestione della gravidanza e parto. Le interruzioni volontarie della gravidanza presentano una relativa stabilità. Il bambino L indice di mortalità infantile è in decremento e al di sotto della media nazionale. Relativamente alle patologie subacute e croniche nell età evolutiva vanno registrate: la rilevanza delle patologie atopiche (l asma non grave, la rinite allergica), una maggiore frequenza dell obesità (0.45%, IC: 0,35-0,55), la rilevanza delle patologie neurologiche, in particolare l epilessia. L adolescente Per quanto attiene i disturbi psichici in età evolutiva si è rilevata una sottostima diagnostica dei disturbi dell infanzia e dell adolescenza con diagnosi e intervento in fase tardiva (7-14 anni). La salute da tutelare: gli anziani Come ricordato si assiste al forte invecchiamento della popolazione, associato al fenomeno della femminilizzazione. Gli anziani totalmente non autosufficienti risiedono soprattutto in istituto piuttosto che nel proprio domicilio. Negli istituti la popolazione è composta soprattutto da donne di età avanzata (>=85 anni) ed una percentuale non troppo elevata ma più evidente di soggetti maschi con meno di 60 anni. 15

12 Nella popolazione ultrasessantenne la prevalenza di malattie croniche è del 68,3%: l ipertensione arteriosa è la patologia più frequente (19%). La salute da tutelare: gli immigrati Gli stranieri extracomunitari sono l 1,6% dei residenti ; il dato nazionale è dell 1,9%. Le aree di provenienza più frequenti sono l Albania e l Est Europa. Nel 1997 le cause che più frequentemente hanno portato gli extracomunitari al ricovero in ospedale sono state quelle relative ai problemi ostetrico-ginecologici. Le prospettive La Relazione sullo stato di salute della popolazione marchigiana offre lo spunto per una serie di indicazioni operative sul versante della salute e sul versante dell organizzazione della funzione di conoscenza dei fenomeni sanitari. La maggior parte degli indicatori di salute della popolazione marchigiana si collocano positivamente al livello delle regioni italiane più avanzate. Alcune aree di criticità sono peraltro chiaramente emerse: gli stili di vita potenzialmente a rischio in aumento; l alto tasso di infortuni sul lavoro e di malattie professionali; l elevata incidenza della patologia neoplastica in alcune aree; i ritardi diagnostici del disagio psichico nella fascia adolescenziale; l istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti. Sono tutte aree dove le politiche regionali hanno già avviato interventi sostanziali, ma che necessitano di una maggiore accelerazione. Sicuramente esistono altre aree di criticità, ma gli attuali sistemi informativi correnti nazionali non sono in grado di evidenziarli. Questa prima Relazione ha tentato di recuperare tutta l informazione attendibile esistente nel sistema. Su alcuni fenomeni (es. la non autosufficienza degli anziani) abbiamo appena sfiorato la dimensione del fenomeno, su altri (es. l handicap grave in tutte le fasce di età) non abbiamo dati di sorta che possano aiutarci ad effettuare stime accettabili dei fenomeni. Con questa relazione, e soprattutto con il percorso seguito per la sua elaborazione, sono state tuttavia create le premesse perché nell arco di applicazione del PSR si possa arrivare ad un sistema di conoscenza più puntuale e più rispondente alle esigenze di programmazione locale e regionale. E stata diffusa una cultura epidemiologica che verrà ulteriormente potenziata con interventi formativi di Il livello e allargando la base delle professionalità dei livelli distrettuali. Alcune delle statistiche sanitarie utilizzate sono state già migliorate in termini di attendibilità e precisione dei dati. Nel corso del prossimo biennio verranno sperimentati appositi indicatori di esito sanitario. Sulle aree di maggiore criticità verranno costruiti sistemi di monitoraggio periodico. Sulle aree in cui gravi sono le lacune conoscitive verranno attivate indagini epidemiologiche ad hoc, per ottenere stime sulla dimensione dei fenomeni. Se riusciremo a portare avanti tali azioni entro il 2001 potremo avere a disposizione da una parte un sistema che renderà possibile una programmazione fondata sulla base dei reali bisogni di salute della popolazione, dall altra un sistema di misurazione dell impatto dell offerta sanitaria in grado di rilevare quanta salute viene guadagnata da coloro che utilizzano il sistema sanitario regionale. Solo allora potremo valutare l efficacia e l efficienza del nostro sistema. E una sfida da raccogliere da parte dei professionisti. E un diritto che occorre garantire ai nostri cittadini. 16

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