Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari. - Anno

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari. - Anno 2014 -"

Transcript

1 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari - Anno

2 INDICE 1 Presentazione del Documento e linee di indirizzo strategico Il quadro di sistema per l anno 2014 Finanziamento Il quadro di sistema per l anno 2014 Lo sviluppo delle risorse umane Sintesi dei dati di attività ASL dell anno 2013: l ASL in cifre Sintesi del Quadro di Contesto Provinciale La Medicina Convenzionata Territoriale: formazione e progettualità Indirizzi di programmazione in area farmaceutica e protesica I percorsi diagnostico terapeutici per la continuità delle cure nelle patologie croniche L evoluzione del progetto SISS e l Internazionalizzazione del sistema Sanitario Lombardo28 9 Negoziazione con gli erogatori e attività di controllo in ambito sanitario e tempi di attesa Attività nell Area della Salute Mentale Attività di Prevenzione Medica Attività di Prevenzione Veterinaria Indirizzi di Programmazione Socio-Sanitaria e progettualità specifiche Progettualità specifiche relative ai processi Aziendali Gli interventi finalizzati alla semplificazione per il cittadino DOCUMENTO ALLEGATO AL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE 2014 ALLEGATO 1- Quadro di contesto L Allegato contiene il dettaglio del quadro epidemiologico del contesto provinciale e alcuni dati essenziali di domanda e offerta sanitaria e socio-sanitaria. DOCUMENTI DI RIFERIMENTO PER LA PROGRAMMAZIONE AZIENDALE: Piano Integrato Locale di tutti gli interventi di promozione della salute 2014 che sarà approvato con Decreto del Direttore Generale entro il 28/02/2014 Piano Integrato di vigilanza e controllo 2014 che sarà approvato con Decreto del Direttore Generale entro il 28/02/2014 Piano Integrato Aziendale Prevenzione Veterinaria (PIAPV) anno 2014 che sarà approvato con Decreto entro 28/02/2014 Piano annuale dei controlli sanitari e socio-sanitari anno 2014 approvato con Decreto 25/Dgi del 29/01/2014 Piano Aziendale di governo dei tempi di attesa approvato con Decreto n. 23 /Dgi del 28/01/2014 Programma triennale per la trasparenza e l integrità approvato con Decreto 29/Dgi del 31/01/2014 Piano di Prevenzione della Corruzione approvato con Decreto 33/Dgi del 31/01/2014 Piano Performance approvato con Decreto 34/Dgi del 31/01/2014 Documento di Budget che sarà approvato con Decreto dopo l assegnazione degli obiettivi di interesse regionale del Direttore Generale Piano annuale SISS che sarà approvato con Decreto entro 31/03/2014 Piano annuale di Risk Mangement che sarà approvato con Decreto entro 31/03/2014 Piano di Formazione aziendale che sarà approvato con Decreto entro i termini stabiliti Piano di comunicazione aziendale che sarà approvato con Decreto entro i termini stabiliti Percorso attuativo della Certificabilità (PAC) dei bilanci dell Asl della Provincia di Pavia BOZZA 12/02/2014

3 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Presentazione del Documento e linee di indirizzo strategico Come già ricordato nelle pagine introduttive del Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dello scorso anno, si conferma lo scenario in cui si trovano ad agire i sistemi sanitari dei paesi industrializzati tra cui certamente l Italia che è, in questi anni, interessata dai seguenti fenomeni: - cambiamento demografico ed epidemiologico, - ampliamento delle disparità socioeconomiche, - diminuzione delle risorse, - aumento dello sviluppo tecnologico, - aumento delle aspettative da parte dei cittadini. Queste dinamiche sono certamente tenute in considerazione dagli indirizzi di programmazione del Piano Socio Sanitario Regionale e, più di recente, dalle regole delineate dalla Regione Lombardia con DGR 1185 del per la gestione del Servizio Socio Sanitario regionale per l esercizio Il contesto è sempre più influenzato dal peso rappresentato dalle patologie croniche. I più recenti dati (anno 2010) elaborati all interno del Progetto Global Burden of Diseases (Progetto collaborativo condotto da oltre 500 ricercatori di oltre 50 paesi sotto la direzione dell Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell Università di Washington) documentano, per l Italia, una distribuzione delle principali patologie e dei fattori di rischio responsabili di riduzione di anni di vita in salute (Disability Adjusted Life Years ( DALYs)) - secondo la graduatoria di seguito rappresentata: Graduatoria in termini di PATOLOGIE FATTORI DI RISCHIO DALYs 1 CARDIOPATIA ISCHEMICA SCORRETTA ALIMENTAZIONE 2 MAL DI SCHIENA IPERTENSIONE ARTERIOSA 3 MAL. CEREBROVASCOLARE FUMO 4 DISTURBI DEPRESSIVI SOVRAPPESO/OBESITA MAGGIORI 5 CADUTE INATTIVITA FISICA 6 TUMORE DEL POLMONE IPERGLICEMIA 7 DIABETE IPERCOLESTEROLEMIA 8 DOLORI DEL COLLO INQUINAMENTO AMBIENTALE 9 ALTRI DISORDINI ABUSO DI ALCOOL MUSCOLOSCHELETRICI 10 BRONCOPNEUMOPATIA CRONICO OSTRUTTIVA RISCHI OCCUPAZIONALI Rispetto ad un analoga rilevazione effettuata negli anni 90 emerge come, globalmente, stiano progressivamente pesando sempre di più le malattie croniche e gli infortuni mentre registrino un decremento le patologie infettive e neonatali; parimenti, sul lato dei fattori di rischio, pesano sempre di più quelli a forte correlazione con le patologie croniche stesse. E, in quest ottica, importante sottolineare come la delibera regionale sulle regole di funzionamento del Servizio Socio Sanitario Regionale per il 2014, dedichi specifica attenzione alla presa in carico delle cronicità, alla salute mentale, al tema della doppia diagnosi, al tema delle cure palliative ed al più ampio tema della riabilitazione. Per tutte queste tematiche è forte il richiamo all integrazione degli aspetti sanitari con quelli più propriamente socio sanitari e sociali e, in questo senso, il Documento di Programmazione della ASL di Pavia per l anno 2014 mira alla rilevazione del bisogno sanitario e socio sanitario del territorio ed al suo soddisfacimento, mediante un attenta programmazione, governo ed il controllo degli interventi di tutte le strutture e dei professionisti della salute operanti nell ambito provinciale. Questo, allo scopo di assicurare la tutela della salute dei cittadini pavesi, perseguendo il costante miglioramento della qualità assistenziale erogata e, in senso più lato, del livello di salute della popolazione assistita, nel rispetto del rigoroso equilibrio economico di sistema. Pagina 1 di 72

4 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Il quadro di sistema per l anno 2014 Finanziamento Finanziamento Regionale I finanziamenti Regionali per i diversi livelli di assistenza sono stati determinati rispettivamente nel 5,5% (Prevenzione), fino al 51% (assistenza Territoriale) e fino al 43,5% (assistenza ospedaliera). Livello essenziale di assistenza 1 Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro Risorse disponibili 2 Assistenza distrettuale Assistenza ospedaliera TOTALE Anno 2014 Saldo di mobilità attiva per cittadini fuori regione 492 TOTALE COMPLESSIVO Incidenza programmata 945 5,50% fino al 51,00% fino al 43,50% ,00% Le risorse del Fondo Sanitario Regionale corrente 2014 saranno destinate con successivi provvedimenti della Giunta Regionale e delle Direzioni Generali. Per maggior dettaglio nelle due tabelle che seguono, le risorse disponibili sono individuate per aree di attività distribuendole tra area sanitaria, socio-sanitaria ed A.R.P.A. ed ARCA. Risorse disponibili Anno 2014 Costi sanitari ,80 Costi socio sanitari 1.721,00 Agenzia Regionale per la Protezione dell'ambiente (ARPA) 73,80 Agenzia Regionale Centrale Acquisti (ARCA) 11,40 Totale complessivo ,00 Pagina 2 di 72

5 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Finanziamento Aziendale Il Bilancio preventivo economico dell ASL di Pavia per l anno 2014 sarà approvato entro il 12 febbraio GLI INVESTIMENTI Negli ultimi anni, a seguito della crisi finanziaria, l ASL della Provincia di Pavia ha visto la contrazione delle risorse da destinarsi agli investimenti. Pertanto, la Direzione Strategica dell ASL ha sviluppato strategie gestionali volte al mantenimento dei livelli di sicurezza e funzionalità delle strutture e delle attrezzature in un quadro di rigore economico. Nel corso dell anno 2013 Regione Lombardia ha reso disponibili risorse destinate a risolvere situazioni non più differibili. Con il Programma straordinario di riordino delle sedi ASL finalizzato alla razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio nonché alla riduzione dei costi di gestione, ha anche approvato la Manutenzione straordinaria immobile sito in Vigevano sede dell ASL funzionale al completo riordino della sede dell ASL e alla razionalizzazione e valorizzazione dell immobile. 1. DGI N. 335 DEL : ASSEGNAZIONE BUDGET 2013 PER INVESTIMENTI ( ) La Direzione Generale Salute (nota H del ) ha fornito le indicazioni per l utilizzo delle fonti di finanziamento finalizzate agli investimenti indispensabili per l anno In data è stato trasmesso alla Direzione Generale Salute, il Piano degli interventi 2013 finanziati con le fonti di bilancio indicate nella nota sopra citata, nella quale era previsto un investimento complessivo di , di cui dettagliati ed non dettagliati, perché rientranti nella riserva del 20% delle fonti di finanziamento disponibili. La Direzione Generale Salute (nota H del ) ha espresso parere favorevole al Piano degli interventi trasmesso dall ASL, e ha concesso l autorizzazione ad effettuare gli interventi indicati. A seguito di autorizzazione regionale, la Direzione Strategica dell ASL ha deciso di destinare la quota di riserva del 20%, pari a all U.O.C. SIA e Controllo di gestione aziendale, affinché procedesse a interventi non più differibili. La parte restante, , è destinata agli interventi e all acquisizione di attrezzature e apparecchiature secondo il Piano d interventi presentati e approvati dalla Regione. A seguito del finanziamento di cui al successivo Punto 3 ( Manutenzione straordinaria immobile sito in Vigevano sede dell ASL funzionale al completo riordino della sede dell ASL e alla razionalizzazione e valorizzazione dell immobile ), è possibile che tali interventi e acquisizioni siano suscettibili di modifiche, per cui richiedere approvazione regionale. 2. DGI N. 2 DEL : PIANO INVESTIMENTI ASSEGNAZIONE FINANZIAMENTO ,00 (DGR N. X/821 DEL ) La Giunta Regionale, con DGR n. X/821 del ( Determinazioni in ordine ai criteri e agli ambiti per l utilizzo dei fondi resi disponibili dalla L.R. n. 5/2013 Assestamento al bilancio per l esercizio finanziario 2013 ), ha assegnato alle Aziende Sanitarie le risorse a parziale copertura degli investimenti autofinanziati per l anno Con la stessa DGR n. X/821 del , la Giunta Regionale ha individuato le modalità di utilizzo e rendicontazione delle stesse. 3. DGI N. 3 DEL : RECEPIMENTO ASSEGNAZIONE FINANZIAMENTO DI ,00 (DGR X/1017 DEL ) - MANUTENZIONE STRAORDINARIA IMMOBILE SITO IN VIGEVANO SEDE DELL ASL FUNZIONALE AL COMPLETO RIORDINO DELLA SEDE DELL ASL E ALLA RAZIONALIZZAZIONE E VALORIZZAZIONE DELL IMMOBILE La Giunta Regionale, con DGR n. X/821 del ( Determinazioni in ordine ai criteri e agli ambiti per l utilizzo dei fondi resi disponibili dalla L.R. n. 5/2013 Assestamento al bilancio per l esercizio finanziario 2013 ), ha definito le modalità di presentazione delle istanze di assegnazione, utilizzo e rendicontazione delle ulteriori risorse disponibili dalla L.R. n. 5/2013. Pagina 3 di 72

6 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Gli ambiti programmatori individuati dalla DGR n. X/821 del erano: - Completamento di progetti strategici / nuovi ospedali; - Programma straordinario di riordino delle sedi ASL finalizzato alla razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio nonché alla riduzione dei costi di gestione; - Interventi mirati alla messa a norma e sicurezza. Tra il patrimonio immobiliare dell ASL della Provincia di Pavia, è stata individuata la sede di Vigevano in quanto fabbricato di proprietà dell ASL stessa, e si è proceduto alla predisposizione del relativo progetto di Manutenzione straordinaria Sede ASL: immobile sito in Vigevano, Viale Montegrappa n. 5, quale intervento urgente e imprescindibile per cui avanzare richiesta di finanziamento. Per tale motivo è stata trasmessa alla Direzione Generale Salute, istanza di finanziamento di ,00 (nota prot. n del ). Con DGR n. X/1017 del ( Determinazioni conseguenti alla Deliberazione di Giunta Regionale n. X/821/2013: Ammissione a finanziamento dei progetti ritenuti meritevoli ), la Giunta Regionale ha approvato gli interventi ammessi a finanziamento per gli ambiti programmatori "Interventi mirati alla messa a norma e sicurezza" e "Programma straordinario di riordino delle sedi ASL finalizzato alla razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio nonché alla riduzione dei costi di gestione". Tra tali interventi, la Giunta Regionale ha approvato il finanziamento di ,00, all ASL della Provincia di Pavia per la Manutenzione straordinaria immobile sito in Vigevano sede dell ASL funzionale al completo riordino della sede dell ASL e alla razionalizzazione e valorizzazione dell immobile. Dettaglio dell intervento: 1. Caratteristiche tipologiche dell intervento Il finanziamento finalizzato alla Manutenzione straordinaria immobile sito in Vigevano sede dell ASL funzionale al completo riordino della sede dell ASL e alla razionalizzazione e valorizzazione dell immobile, si riferisce a un intervento che rientra nell ambito programmatorio Programma straordinario di riordino delle sedi ASL finalizzato alla razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio nonché alla riduzione dei costi di gestione, ma con importanti riflessi nell ambito Interventi mirati alla messa a norma e sicurezza. Sono previsti interventi di manutenzione straordinaria di mantenimento dell'immobile, con la sostituzione integrale delle parti impiantistiche; sarà altresì realizzato un impianto fotovoltaico e uno a pannelli solari termici, per diminuire la richiesta di energia e incrementare il grado di sostenibilità ambientale del patrimonio dell'azienda. La razionalizzazione e valorizzazione dell immobile comporterà anche l abbattimento delle barriere architettoniche. Dal punto di vista di risparmio energetico (classificazione attuale cat. G), il progetto integrato di riqualificazione migliorerà gli standard qualitativi e aumenterà l efficienza energetica e di sicurezza dell'immobile. Infine, particolarmente rilevante sarà l intervento nell ambito dell'adeguamento alle normative vigenti in tema di sicurezza (eliminazione materiale contenente amianto, rifacimento impianti tecnologici ecc.). La Funzione Acquisti La funzione acquisti si connota anche per il 2014 come oggetto di attenta focalizzazione all interno del Sistema Sanitario Regionale. Prevalgono un impostazione ed un organizzazione basata su interventi diretti a rafforzare la rete di supporto tra il livello regionale e le singole Aziende e tra le Aziende tra loro, articolate in specifici Consorzi. E confermato e rafforzato il seguente percorso di acquisizione, graduato come segue e vincolato per ciascuna Azienda. - Sussiste l obbligo primario di aderire ai contratti/convenzioni con l Agenzia Regionale Centrale Acquisti (A.R.C.A.), pertanto non è possibile attivare procedure autonome di acquisto per prodotti o servizi presenti in dette convenzioni. L elaborata programmazione ARCA costituisce un riferimento inderogabile nel corso del In assenza di convenzioni attive ARCA l obbligo riguarda le Convenzioni Consip. Pagina 4 di 72

7 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari In via residuale, in assenza di Convenzioni ARCA o Consip, l acquisizione dovrà essere proceduralizzata all interno delle unioni formalizzate di acquisto (per l ASL di Pavia prioritariamente l AIPEL di cui fa parte da alcuni anni). - L iniziativa di attivazione di gare autonome è subordinata all attestazione del Direttore Generale dell impossibilità dell attivazione di specifica Convenzione e/o di adesione a gara consortile. Deve essere comunicata al livello regionale e sarà oggetto di verifica a campione. Il funzionamento del sistema di rete sopra descritto è fondato sui seguenti elementi: - Costituzione di Tavoli di lavoro tecnici propedeutici all attivazione di procedure di acquisto centralizzate cui le Aziende parteciperanno per il tramite dei professionisti competenti per materia. - Operatività del Comitato dei Coordinatori dei Consorzi con funzioni di analisi, controllo e supporto al sistema con riguardo alle linee guida di indirizzo, ai contenuti dei capitolati ed allo sviluppo del possibile contenzioso, con funzioni di analisi, in un ottica di benchmarking sui costi esitati dalle procedure, sulle procedure di acquisto risultate più efficienti, sull andamento della programmazione ARCA e delle gare consortili. - Programmazione coerente a livello di singola Azienda e di Consorzio, nel rispetto delle tempistiche puntualmente definite ed articolate nel corso dell anno. L obiettivo da attuare nel corso del 2014 nel rispetto dei percorsi e delle metodologie sopra sintetizzate è identificato: - nell incremento di un ulteriore 10% della spesa effettiva attraverso le procedure centralizzate/aggregate rispetto al parametro 2013 (obiettivo che si considererà comunque raggiunto se l Azienda avrà effettuato acquisizioni con modalità centralizzata/aggregata per un valore pari ad almeno il 50%). In questo quadro di contesto l ASL perseguirà i seguenti obiettivi strategici per l anno 2014: 1. Il consolidamento della riorganizzazione della funzione acquisti operata nel corso del 2013 con il potenziamento della specializzazione e distribuzione delle competenze tra il gruppo di operatori impegnati nell area delle acquisizioni al fine di rendere più efficienti procedure e percorsi interni e di ottimizzare l utilizzo delle piattaforme informatizzate di acquisto. 2. Il potenziamento del ruolo del Referente aziendale sulle acquisizioni (Rup aziendale) che opererà in stretto coordinamento con i Rup di area all interno dell Azienda ed a livello sovra aziendale con il Coordinatore del Consorzio AIPEL di cui l ASL fa parte, cui spetterà ogni azione interna rivolta a garantire l applicazione delle linee operative in materia di acquisizioni. 3. L attuazione della programmazione pianificata e coordinata a livello sovra-aziendale dal Coordinatore di Consorzio di cui l Azienda fa parte, nel rispetto dell obiettivo assegnato alle Aziende dal livello regionale, come sopra dettagliato. 4. L ulteriore potenziamento del ruolo di capofila dell Asl di Pavia all interno del Consorzio AIPEL nel contesto delle procedure aggregate oggetto di programmazione 5. La standardizzazione della modulistica interna per assicurare massima omogeneità delle procedure attivate in materia di acquisizione e controllo. 6. Il consolidamento dei monitoraggi trimestrali delle procedure di acquisto di beni e forniture di servizi e delle verifiche sul possesso dei requisiti in capo ai fornitori, effettuati a campione da parte di operatori esterni ai processi stessi attraverso la compilazione di check list di verifica, nel rispetto della normativa in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione. 7. La formazione degli operatori interni considerata quale elemento strategico per la crescita professionale degli stessi. Nel corso del 2014 sarà anche oggetto di revisione il regolamento in materia di acquisto di beni e fornitura di servizi ai sensi del Decreto Legislativo 163/2006 e s.m.i. Pagina 5 di 72

8 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Il quadro di sistema per l anno 2014 Lo sviluppo delle risorse umane Piano di Organizzazione Aziendale (POA) Con riferimento al Piano di Organizzazione Aziendale, l ASL della Provincia di Pavia ha già attuato la riduzione delle strutture complesse, semplici e semplici dipartimentali come previsto nel POA medesimo, approvato da Regione Lombardia con n. IX/5003 del Assunzione Personale a tempo indeterminato e determinato L Azienda provvederà alle assunzioni a tempo indeterminato per l anno 2014 nel rispetto delle indicazioni operative regionali che saranno fornite per l elaborazione del Piano Assunzioni annuale, nei limiti dei posti in esso autorizzati e del budget assegnato dal livello regionale per l anno L Azienda provvederà alle assunzioni a tempo determinato nei limiti delle casistiche previste dalla Regole di Sistema Regionale 2014 e più precisamente: - in sostituzione di personale assente a vario titolo; - nei limiti dei contingenti numerici che saranno autorizzati a tempo indeterminato nel Piano Assunzioni 2014 e per il periodo strettamente necessario all espletamento delle procedure concorsuali; - per la copertura di posti vacanti del profilo sanitario nelle more del Piano Assunzioni 2014 qualora ricorrano alternativamente i presupposti dell interruzione di pubblico servizio, per l area dell emergenza urgenza, per la conduzione dell iter diagnostico terapeutico, debitamente certificate dal Direttore Generale e validate dal Collegio Sindacale e in ogni caso nel rispetto del budget assegnato. Con riferimento al personale appartenente alle categorie protette l Azienda procederà alle eventuali assunzioni necessarie al rispetto della percentuale prevista per legge nei limiti dei fabbisogni stabiliti dalla Giunta Regionale, nel rispetto in ogni caso del budget del personale assegnato, dei fondi contrattuali e con comunicazione delle assunzioni effettuate ai competenti uffici regionali. L Azienda provvederà ad eventuali assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigente del comparto Sanità mediante l istituto della mobilità compensativa, nell ambito della regione o in ambito interregionale, previa autorizzazione regionale, nei limiti dei fabbisogni stabiliti da Regione Lombardia, senza oneri a carico del SSR, subordinatamente alla contestualità dell interscambio del personale interessato. Concorsi Nell ambito dell autonomia organizzativa dell Azienda la stessa valuterà, qualora ne ricorrano i presupposti e l opportunità, l eventuale gestione unificata dei concorsi per l assunzione di personale appartenente all area del comparto. Consulenze, contratti atipici ed incarichi libero professionali La spesa del 2014 non supererà quella del 2013 e gli incarichi di che trattasi saranno attivati, previo avviso pubblico, esclusivamente per il personale sanitario, per situazioni connesse al rischio di interruzione di pubblico servizio, per l area dell emergenza/urgenza e per la conduzione dell iter diagnostico terapeutico, debitamente certificate dal Direttore Generale e validate dal Collegio sindacale in merito alla compatibilità economica. Rilevazione della presenza in servizio della Direzione Strategica aziendale In attuazione di quanto già disposto a partire dalle Regole regionali di sistema 2010 e 2011, e confermato dalle Regole 2014 l Azienda ha già attivato un sistema automatizzato per la rilevazione delle presenze del personale in servizio anche con riferimento alla Direzione Strategica Aziendale. Fondi contrattuali L Azienda provvederà ad un costante monitoraggio delle voci di spesa a carico dei fondi deliberati. Le eventuali movimentazioni all interno dei fondi avverranno nel rispetto del CCNL e Pagina 6 di 72

9 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari delle Linee di indirizzo regionale in materia, previa validazione del Collegio Sindacale in termini di legittimità, anche alla luce di quanto disposto dalla L. 122/2010 s.m.i. Valutazione e premialità Con riferimento ai trattamenti economici di carattere accessorio l erogazione di quote di incentivazione sarà sempre subordinata alla valutazione dello stato d avanzamento degli obiettivi assegnati. Risorse Regionali Aggiuntive (RAR) Anche per l anno 2014 Regione Lombardia ha stanziato una quota per le risorse aggiuntive regionali specifici sia per il personale del comparto che della dirigenza, per il cui utilizzo saranno seguite le indicazioni che perverranno in corso d anno. Flussi informativi Anche per l anno 2014 l Azienda provvederà alla compilazione di tutti i flussi informativi derivanti da disposizioni nazionali e regionali, al fine di garantire una migliore qualità dei dati, anche in considerazione del fatto che gli stessi verranno utilizzati per la definizione, da parte di Regione Lombardia degli indicatori di efficienza, efficacia ed economicità delle Aziende. Il Piano di Formazione Aziendale Al fine di garantire una integrazione tra la formazione proposta a livello regionale e il Piani di formazione aziendale, l Azienda curerà l inserimento nell ambito del Piano di formazione 2014 dei temi strategici affrontati a livello regionale con particolare attenzione alle tematiche: rischio clinico, attività di controllo e ispettive, continuità assistenziale, appropriatezza, cronicità e rapporto tra ospedale e territorio, formazione sugli adeguamenti normativi, programmi integrati di promozione di stili di vita favorevoli alla salute. Il Piano di formazione aziendale mirerà a favorire il trasferimento delle conoscenze e l integrazione tra i professionisti che operano - con diverse figure professionali e con diversi ruoli - all interno delle filiere di processo aziendali. Al fine di perseguire politiche di razionalizzazione della spesa in ambito formativo, anche alla luce delle indicazioni previste dall art. 6 comma 13 del D.L. 78/2010 convertito in legge n. 122/2010, quali disposizioni di principio al fine del coordinamento della finanza pubblica e secondo le indicazioni in tal senso di Regione Lombardia saranno privilegiate le metodologie a basso impatto economico, quali la formazione sul campo, l affiancamento, la FAD blanded, sviluppando programmi FAD anche attraverso i consorzi degli acquisti. Inoltre sarà privilegiato l utilizzo di formatori interni all Ente, scelta volta a consentire una minor spesa e una maggiore integrazione dei professionisti aziendali, una valorizzazione delle conoscenze e una diffusione delle best practices aziendali. Al fine di realizzare il contenimento della quota prevista nei piani di formazione aziendali per la partecipazione ad eventi formativi a pagamento al di fuori delle Aziende Ospedaliere o Sanitarie, quali convegni e congressi fuori sede, sarà facilitata l attrazione di fondi da Sponsor privati, nel rispetto della normativa ECM sulle sponsorizzazioni, per realizzare il più possibile in sede gli eventi formativi e congressuali aperti sia ai professionisti regionali che esterni. Pagina 7 di 72

10 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Sintesi dei dati di attività ASL dell anno 2013: l ASL in cifre L A.S.L. della provincia di Pavia in cifre anno 2013 Il contesto ambientale - Estensione territoriale (in Kmq) Comuni Popolazione residente (stima) Densità media abitanti/kmq 187,9 Medicina di famiglia - Medici di medicina generale Pediatri di famiglia 58 Forme di associazionismo forme associative della medicina generale - in gruppo medici di medicina generale associati - in gruppo forme associative della medicina generale - in rete medici di medicina generale associati - in rete forme associative della medicina generale - miste (gruppo e rete) medici di medicina generale associati in forme miste (gruppo e rete) Strutture sanitarie accreditate - Ospedali pubblici e privati accreditati 19 totale posti letto degenza ordinaria e diurna Ospedali pubblici accreditati 9 posti letto degenza ordinaria posti letto degenza diurna 107 Ospedali privati accreditati 10 posti letto degenza ordinaria posti letto degenza diurna 72 Strutture ambulatoriali accreditate 33 Servizi di medicina di laboratorio accreditati extraospedalieri 13 Strutture residenziali psichiatriche e neuropsichiatriche accreditate 11 totale posti letto 182 Strutture residenziali psichiatriche pubbliche accreditate 6 posti letto 93 Strutture residenziali psichiatriche private accreditate 4 posti letto 70 Strutture residenziali neuropsichiatriche private accreditate 1 posti letto 19 - Strutture semiresidenziali psichiatriche e neuropsichiatriche (CD) accreditate 9 Ricoveri ospedalieri - Ricoveri ospedalieri di residenti (stima residenti sul territorio nazionale) Specialistica ambulatoriale - Prestazioni specialistiche ambulatoriali per residenti (stima) Strutture sociosanitarie accreditate - R.S.A. totale posti letto R.S.A. a gestione pubblica posti letto R.S.A. a gestione privata posti letto ospiti che hanno fruito - in corso d anno - di un ricovero in R.S.A. accreditate (stima) - Centri Diurni Integrati per anziani totale posti C.D.I. a gestione pubblica Pagina 8 di

11 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari L A.S.L. della provincia di Pavia in cifre anno 2013 posti 192 C.D.I. a gestione privata 18 posti Hospice 3 totale posti letto 30 Hospice a gestione pubblica 1 posti letto 10 Hospice a gestione privata 2 posti letto 20 - Comunità socio sanitarie per disabili 12 totale posti letto 110 C.S.S. a gestione pubblica 1 posti letto 10 C.S.S. a gestione privata 11 posti letto Residenze sanitario assistenziali per disabili 10 totale posti letto 255 R.S.D. a gestione pubblica 1 posti letto 30 R.S.D. a gestione privata 9 posti letto Centri diurni per disabili 15 totale posti letto 400 C.D.D. a gestione pubblica 7 posti letto 195 C.D.D. a gestione privata 8 posti letto Servizi residenziali per le dipendenze (a gestione privata) 13 totale posti letto Servizi semi-residenziali per le dipendenze 3 totale posti 42 - Servizi residenziali di riabilitazione 4 totale posti letto 376 Servizi residenziali di riabilitazione a gestione pubblica 1 posti letto 230 Servizi residenziali di riabilitazione a gestione privata 3 posti letto Servizi semi-residenziali di riabilitazione 3 totale posti letto 36 Servizi semi-residenziali di riabilitazione a gestione pubblica 1 posti letto 19 Servizi semi-residenziali di riabilitazione a gestione privata 2 posti letto 17 - Servizi ambulatoriali di riabilitazione 5 totale trattamenti Servizi ambulatoriali di riabilitazione a gestione pubblica 1 trattamenti Servizi ambulatoriali di riabilitazione a gestione privata 3 trattamenti Consultori familiari privati 6 Unità d offerta Assistenza Domiciliare Integrata A.D.I. a gestione pubblica A.D.I. a gestione privata Servizi per l erogazione dei farmaci - Farmacie Dispensari farmaceutici 48 Risorse e principali strutture a gestione diretta A.S.L. - Dipendenti Centrale operativa continuità assistenziale 1 Pagina 9 di 72

12 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari L A.S.L. della provincia di Pavia in cifre anno 2013 Servizi Sedi ambulatoriali vaccinali Sedi servizi per le dipendenze Sedi sportelli amministrativi Cure Primarie Postazioni Continuità Assistenziale(Guardia Medica) Area distrettuale Pavese Area distrettuale Lomellina Area distrettuale Oltrepo Totale Consultori familiari Attività a gestione diretta A.S.L. Attività sanitaria e sociosanitaria - Valutazione e controllo dell appropriatezza dei ricoveri n. episodi controllati Valutazione e controllo dell attività specialistica ambulatoriale N. prestazioni controllate Continuità Assistenziale - Guardia Medica (richieste gestite) Prestazioni sportelli amministrativi Cure Primarie esenzioni ticket prime iscrizioni al S.S.R. scelta/revoca del medico e prestazioni correlate variazioni anagrafiche - Visite medico legali visite fiscali domiciliari visite fiscali ambulatoriali visite necroscopiche Rilascio provvedimenti per astensione anticipata dal lavoro per gravidanza Servizi per le dipendenze (Ser.D.) utenti prestazioni erogate: tariffate (stima) prestazioni erogate: non tariffate (stima) Assistenza domiciliare assistiti voucher autorizzati - Consultori a gestione diretta A.S.L. utenti prestazioni erogate Sicurezza e salute dei lavoratori controlli, vigilanza ed ispezioni verifiche impianti infortuni sul lavoro indagati malattie professionali indagate collegi medici provvedimenti e sanzioni Sicurezza del consumatore controlli, vigilanza ed ispezioni pareri potabilità provvedimenti e sanzioni Sicurezza e Sanità pubblica controlli, vigilanza e ispezioni su strutture sanitarie, scolastiche, ricettive, ricreative e art.li pareri edilizia provvedimenti e sanzioni conferenze servizio su Via, Aia, Bonifiche, Vas e Pgt Pagina 10 di 72

13 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari L A.S.L. della provincia di Pavia in cifre anno Sicurezza collettiva e salute del cittadino Vaccinazioni obbligatorie e facoltative Vaccinazioni antiinfluenzali Sorveglianza malattie infettive notifiche pervenute Certificazioni di sanità pubblica Commissione Medica Locale Patenti Speciali certificazioni rilasciate Commissione Porto d armi certificazioni rilasciate 73 Screening oncologici inviti a mezzo lettera contatti telefonici verso utenti Promozione della salute Interventi 378 Sorveglianza malattie cronico-degenerative su campioni rappresentativi di popolazione Gruppi di cammino attivi Pedibus attivi 25 - Vigilanza e controllo di appropriatezza unità d offerta sociosanitarie strutture visitate sopralluoghi effettuati - Vigilanza unità d offerta sociale strutture visitate sopralluoghi effettuati - Ufficio Relazioni con il Pubblico contatti Invalidità civile commissioni per l accertamento - sedute in corso d anno pratiche esaminate - Protesica maggiore utenti numero prescrizioni Attività veterinaria Allevamenti zootecnici attivi Animali allevati Stalle di sosta ed altre unità zootecniche 39 Animali transitati Strutture sanitarie abilitate alla cura degli animali d affezione 84 Strutture adibite al ricovero di animali d affezione canili, gattili, pensioni, ecc Stabilimenti riconosciuti impianti di macellazione altri impianti riconosciuti C.E. Impianti registrati Stabilimenti produzione mangimi 13 Parametri sanitari - Sanità animale controlli svolti nei Piani di controllo e monitoraggio registrazioni qualifiche sanitarie in BDR registrazioni unità zootecniche controlli biosicurezza allevamenti inconvenienti igienico sanitari interventi morsicature - Tutela animali d affezione sterilizzazioni passaporti rilasciati lotta al randagismo - interventi censimento colonie feline registrazioni ACR Pagina 11 di

14 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Sicurezza alimentare controlli/ispezioni/audit capi macellati ispezionati procedimenti di allerta trattati - Controlli sul benessere animale negli allevamenti negli impianti di macellazione durante il trasporto L A.S.L. della provincia di Pavia in cifre anno Controlli farmacosorveglianza Controllo materiale specifico a rischio 74 - Campionamenti prelievi di matrici alimentari e non test BSE al macello test BSE in allevamento test Trichinella Educazione alla salute nelle scuole interventi 170 N.B. I dati riportati nella tabella non sono esaustivi. L analisi dettagliata delle attività svolte è contenuta nel testo del documento Pagina 12 di 72

15 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Sintesi del Quadro di Contesto Provinciale Il territorio di riferimento dell A.S.L. di Pavia, costituito dall intera provincia, è il terzo della Lombardia per estensione (2.965 kmq) e per numero di Comuni (190). Rappresenta il 12,5% del territorio lombardo, ha una densità di 188 ab/kmq e comprende i Distretti socio-sanitari: Distretto Pavese con 61 Comuni e Pavia capoluogo territoriale e provinciale, Distretto Lomellina con 51 Comuni e Vigevano capoluogo e Distretto Oltrepo con 78 Comuni e Voghera capoluogo. La provincia di Pavia è per il 74% pianeggiante, per il 16% collinare e per il restante 10% montuosa. La popolazione residente provinciale è costituita da unità al dicembre 2013, compresi domiciliati e temporaneamente presenti. La crescita della popolazione provinciale negli ultimi anni si attesta attorno ad 1,5 punti percentuali all anno. La classe di età che cresce percentualmente di più, grazie alle immigrazioni, è quella dei giovanissimi, tra 0 e 14 anni. Le principali caratteristiche demografiche sono l anzianità, specialmente in Oltrepo, e la scarsa fecondità. La componente di cittadini stranieri rappresenta più del 10% della popolazione presente sul territorio, il 96% dei quali è composto da regolari, residenti e non. Gli stranieri hanno un età media di 35 anni e provengono, per il 54% del totale da altri Paesi d Europa, principalmente dalla Romania. La comunità straniera proveniente dall Africa è pari al 26% del totale. Per quanto riguarda l istruzione, si assiste ad un decremento dell incidenza di persone senza titolo di studio dal 19 per cento del 2001 al 10 per cento nel Nel 2012 risulta disoccupato il 16,2%, in aumento rispetto agli ultimi anni. Nell ultimo ventennio, la mortalità diminuisce, come nell intero Paese, in modo statisticamente significativo in entrambi i generi. Ma la mortalità in provincia di Pavia è significativamente superiore a quella registrata nel resto del Paese (+ 11% nei maschi e nelle donne statistica riferita all anno Tasso standardizzato). Questa evidenza dimostra che vi è margine per migliorare il sistema sanitario locale, in ordine ai servizi di diagnosi e cura, di prevenzione e di promozione della salute. La popolazione provinciale è molto anziana e vi è una importante prevalenza di patologie croniche, che interessano più del 30% della popolazione generale e molto spesso sono concomitanti nello stesso soggetto. Le patologie croniche assorbono più del 70% delle risorse sanitarie complessivamente erogate. Sul versante dell'attività ospedaliera i ricoveri assorbono la maggior quantità di risorse sanitarie. L offerta ospedaliera provinciale di posti letto per acuti e di riabilitazione è superiore alla media regionale e nazionale ed il tasso di ospedalizzazione dei residenti registra negli anni un progressivo decremento per lo spostamento di ricoveri ed interventi verso diverse modalità di assistenza ospedaliera, specialistica e territoriale. In provincia sono presenti erogatori sanitari di assoluta eccellenza tra i quali quattro Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) di rilevanza nazionale e internazionale che giustificano una parte significativa della mobilità attiva registrata dal nostro territorio. Il fenomeno, tuttavia, è in fase di riduzione. Meritevole peraltro di costante attenzione è anche il fenomeno inverso di fuga di cittadini pavesi particolarmente sentito per le zone di confineverso strutture extraprovinciali, anche nell ambito di prestazioni sanitarie di alta complessità. Il consumo concomitante di farmaci diversi nei soggetti affetti da comorbilità è rilevante, con conseguente aumentato rischio di effetti collaterali e di interazione tra di loro che porta altra patologia emergente. I consumi farmaceutici territoriali, in termini economici, sono sostanzialmente stabili negli ultimi anni, per il combinato effetto della genericazione di numerosi farmaci a rimborso SSN di ampia prescrizione controbilanciato dalla presenza di farmaci innovativi ad alto costo. Tuttavia si constata un continuo incremento del numero di ricette imputabile oltre che all'incremento demografico, al progressivo aumento del consumo di farmaci da parte degli assistiti. I consumi di farmaci ad uso ospedaliero o dispensati dalle strutture a pazienti non ricoverati (File F) sono in costante aumento per numerosità e costo per il Sistema Sanitario Regionale (SSR). Al fine di potenziare strumenti di indirizzo e monitoraggio, l ASL intende proseguire nel Pagina 13 di 72

16 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari coinvolgimento delle strutture erogatrici pubbliche e private per l utilizzo del prontuario unico alla dimissione (PUD). La domanda di prestazioni psichiatriche è in continuo aumento negli anni. Una risposta a questa tendenza si è concretizzata con lo sviluppo di progettualità innovative ed una implementazione dell offerta. Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta sono presenti uniformemente ed in numero adeguato sul territorio provinciale, così come le farmacie aperte al pubblico. La domanda di prestazioni socio-sanitarie registra un progressivo leggero aumento nelle principali tipologie di servizio (ricoveri in RSA; pazienti in assistenza domiciliare integrata (ADI); prestazioni dei consultori e assistiti in cura presso i Ser.D., in particolare per il gambling, ovvero il gioco d azzardo patologico ecc.). La gestione informatizzata delle liste d attesa per le RSA, messa a punto dall ASL, rileva un numero importante di cittadini iscritti, in media superiore alle unità. L offerta socio-sanitaria è, in alcuni ambiti, disomogenea a livello provinciale, rispetto alla potenziale domanda del bacino di utenza (es. posti letto in RSA più numerosi in Lomellina, posti letto in IDR presenti quasi esclusivamente nel Pavese). Le RSA hanno un ottimo indice di copertura pari a 8,1 posti letto ogni 100 residenti ultra75enni ed un indice di saturazione, che sfiora il 100%, parimenti superiore alla media regionale. Anche le strutture provinciali per disabili hanno un indice di saturazione superiore alla media regionale. In provincia sono presenti 190 comuni: molti agglomerati urbani sono di piccole dimensioni, specie nelle zone collinari e montuose e la popolazione è costituita prevalentemente da persone fragili, sole ed anziane. Questi elementi devono orientare la programmazione ad un attenzione particolare alle patologie croniche ed all'assistenza della persona fragile, attraverso la predisposizione e l aggiornamento di percorsi assistenziali che vedano coinvolti tutti gli operatori addetti, la facilitazione all accesso diagnostico e di cura e le iniziative di diagnosi e monitoraggio a distanza come la telemedicina. L integrazione tra Medicina di famiglia e assistenza specialistica ospedaliera ed extra ospedaliera si è dimostrata talvolta carente e rappresenta un aspetto di particolare attenzione da parte dell ASL in fase programmatoria per l anno All uopo saranno organizzati, o continueranno i loro lavori, specifici tavoli di confronto che consentano di condividere e perseguire percorsi assistenziali efficaci ed efficienti per le patologie più diffuse nella popolazione, specialmente quelle croniche e/o degenerative. Lo studio PASSI, condotto nella popolazione locale adulta (tra i 18 ed i 69 anni), scatta una fotografia della situazione socio-sanitaria e delle abitudini di vita. Sulla base delle informazioni che scaturiscono dalle interviste ad un campione significativo di pavesi, in provincia la popolazione è costituita per il 39% da soggetti con la sola licenza di scuola elementare o di scuola media inferiore e per il 61% da diplomati o laureati. Dal punto di vista dei comportamenti a rischio e degli stili di vita il 14% dei pavesi è sedentario e il 39% svolge attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato. Il 40% dei pavesi è in eccesso ponderale: il 28% è in sovrappeso e il 12% è obeso. Oltre la metà dei pavesi (53%) fa abitualmente uso di bevande alcoliche. I bevitori a rischio sono circa il 20% e oltre la metà di questi ha tra i 18 e 24 anni. Il 28% dei pavesi è fumatore e il 18% ex fumatore. L abitudine al fumo è più diffusa tra i giovani di anni (40%) e tra gli adulti di anni (39%). Quasi la totalità dei pavesi (95%) è dell opinione che il divieto di fumare nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro sia rispettato sempre o quasi sempre. L uso dei dispositivi di sicurezza non è ancora del tutto soddisfacente. Il 12% dei pavesi non utilizza in modo sistematico la cintura di sicurezza dei posti anteriori dell automobile, il 76% non l allaccia sui sedili posteriori e il 2% non usa correttamente il casco in moto. Le percentuali di adesione alle campagne di screening, organizzate dall ASL per la prevenzione secondaria di patologie tumorali molto diffuse così come l adesione alla campagna antiinfluenzale per gli anziani e le persone a rischio hanno raggiunto negli anni un livello più Pagina 14 di 72

17 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari che accettabile; tuttavia sono presenti ulteriori margini di miglioramento che saranno oggetto di puntuale stimolo e monitoraggio. Il 70% dei pavesi ritiene buono o molto buono il proprio stato di salute. Per contro, gli anziani, coloro che hanno una o più patologie croniche, le persone con basso livello d istruzione e quelle che dichiarano di avere molte difficoltà economiche hanno, 1 su 2, una percezione meno positiva della propria salute. In provincia di Pavia si registrano molti incidenti stradali, che talvolta comportano il decesso delle persone coinvolte. Nell anno 2012 (ultimo dato disponibile) si sono registrati incidenti (-1% rispetto al 2011), con feriti (+2% rispetto al 2011) e 41 morti (-2,5% rispetto al 2011). La tendenza negli anni è in calo, come d altronde nel resto della Lombardia ed in Italia. I dati relativi alla Provincia di Pavia, relativi agli infortuni sul lavoro denunciati, risultano (nei tre anni ultimo dato disponibile) in diminuzione del 9,4% (media regionale 12,1%). Anche gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri sono in leggera diminuzione (- 3,1%). I dati sopra esposti rappresentano un esortazione a proseguire se non a potenziare gli interventi preventivi. Pagina 15 di 72

18 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari La Medicina Convenzionata Territoriale: formazione e progettualità Le indicazioni dell OMS, i vigenti Accordi Collettivi Nazionali e, in generale, tutta la normativa di riferimento individua il medico di famiglia come la figura professionale che assume il governo del processo assistenziale di ciascun paziente in carico e persegue gli obiettivi di salute dei cittadini con il miglior impiego possibile delle risorse. Il fine ultimo è quello di assicurare la tutela della salute degli assistiti nel rispetto di quanto previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) con modalità rispondenti al livello più avanzato di appropriatezza clinica e organizzativa. In questa ottica nell arco dell anno 2014 si intendono proseguire ed ulteriormente sviluppare le seguenti iniziative che sono già state implementate negli anni precedenti con il contributo dei Medici di Medicina Generale ed i Pediatri di Famiglia. La disassuefazione dal fumo di tabacco e la promozione di corretti stili di vita Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell apparato respiratorio e cardiovascolare, ed è il principale fattore di rischio evitabile di morte prematura. A seconda del metodo usato, si stima che fra i 70 e gli 80 mila decessi all anno, in Italia, siano attribuibili all abitudine al fumo con oltre un milione di anni di vita potenziale persi. Negli ultimi 40 anni la percentuale di fumatori negli uomini si è progressivamente ridotta, mentre è cresciuta tra le donne, fino a raggiungere in alcune Regioni valori paragonabili nei due sessi. È inoltre in aumento la percentuale di giovani che fumano. Nell ASL di Pavia i dati raccolti dal Progetto PASSI e da altre analisi di prevalenza ad hoc, hanno documentato che, negli adulti di anni, più della metà è non fumatore, il 16% è classificabile come ex fumatore e una percentuale compresa tra il 20% ed il 30% per gli uomini ed il 15% -20% delle donne (% riferibili a diverse indagini) è fumatore. Nel confronto effettuato tra alcune ASL lombarde (BG- MI Città- PV- VA), quella di Pavia aveva la percentuale più bassa di soggetti fumatori che hanno ricevuto (nel corso del 2011) il consiglio di smettere di fumare (49%). Questa percentuale risultava inferiore di 5 punti alla media regionale (54%) e di 8 punti a quella nazionale (57%). Si è pertanto avviata una cooperazione con i medici di medicina generale allo scopo di contrastare il tabagismo e promuovere stili di vita sani attraverso l individuazione dei pazienti con abitudine al fumo e la valutazione della correlazione/coesistenza con altri fattori di rischio dismetabolico e/o cardiocerebrovascolare. Una particolare attenzione viene posta anche alla attuazione di interventi volti alla riduzione del peso corporeo nei confronti delle persone in sovrappeso e/o obese. Il medico di famiglia ha il compito di informare i pazienti sull esponenziale potenziamento che l abitudine al fumo comporta e sugli altri fattori di rischio presenti, nonché sul fattore di rischio rappresentato dall abitudine al fumo in quanto tale, anche in assenza di altri fattori. In questo contesto un utile strumento è rappresentato dal manuale la prescrizione degli stili di vita, elaborato dall'asl di Pavia. La valutazione del rischio cardio cerebrovascolare (RCCV ) I fattori di rischio sono quelle caratteristiche (abitudini e stile di vita, esposizione ambientale, patrimonio genetico, ecc) che, se presenti in un soggetto esente da manifestazioni cliniche della malattia, predicono la probabilità di ammalare in un certo periodo di tempo. Sono causati soprattutto dall esposizione a comportamenti e stili di vita non salutari: alimentazione non corretta, abitudine al fumo, inattività fisica. La valutazione dell RCCV consente di stimare la possibilità di andare incontro ad un evento cardiocerebrovascolare maggiore nel corso dei 10 anni successivi. La ASL di Pavia è già da tempo impegnata su questo fronte e i medici di famiglia eseguono valutazioni del RCCV fornendo, nel contempo, interventi di counseling educativo. La vaccinazione antinfluenzale Per raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale raccomandati (almeno il 75% dei gruppi di popolazione a rischio), l ASL di Pavia come di consueto intende avvalersi, nella organizzazione della campagna di vaccinazione anti influenzale aziendale, della collaborazione dei Medici di Pagina 16 di 72

19 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Famiglia. Il razionale è quello di offrire alla popolazione, in particolare a quella anziana, punti di accesso quanto più possibile diffusi sul territorio e, nel contempo, usufruire al meglio del livello di conoscenza e di capacità di raggiungimento, da parte del Medico di Medicina Generale, dei propri assistiti più fragili ed allettati. Le categorie da favorire prioritariamente sono, infatti, quelle costituite da quei pazienti che, a causa di condizioni cliniche o sociosanitarie che ne limitano fortemente l autonomia personale, presentano difficoltà a raggiungere gli ambulatori dell ASL. La collaborazione dei medici di medicina generale aderenti alla campagna vaccinale antinfluenzale ha permesso, negli anni passati, di raggiungere elevati standard qualitativi che si intendono confermare anche per le prossime campagne: l esecuzione prioritaria della vaccinazione domiciliare ai soggetti allettati; la registrazione -ai fini delle attività di farmacovigilanza - del numero del lotto del vaccino; l acquisizione e la conservazione del consenso informato. Da diversi anni, tra le azioni prioritarie da attuare nel corso della campagna antinfluenzale, viene sottolineata l'importanza di una adeguata informazione/sensibilizzazione della popolazione assistita, in merito alle misure di igiene e protezione individuali, da mettere in atto per ridurre la trasmissione delle malattie infettive ivi compreso quella dei virus influenzali. Le raccomandazioni riguardano in particolare messaggi per consigliare l'igiene respiratoria (contenimento della diffusione dei virus derivante da starnuti e colpi di tosse) e il lavaggio delle mani. Tale gesto è riconosciuto dall'organizzazione Mondiale della Sanità tra i più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni. La partecipazione attiva dei medici di famiglia ha contribuito ad accrescere, nella popolazione generale, conoscenze e competenze sulle misure di prevenzione primaria, al fine di ridurre il contagio. L adeguamento alle direttive Regionali in ordine alla Legge n. 189 del 8 novembre 2012 (Decreto Balduzzi) Il 63 % dei medici di medicina generale della ASL di Pavia lavora in associazione (rete o gruppo), il 35% è coadiuvato da personale amministrativo di studio ed il 22% da personale infermieristico. Il 20% dei pediatri di libera scelta è coadiuvato da personale amministrativo di studio. Dal 2004 inoltre circa il 13% dei medici di medicina generale della provincia ha aderito al progetto sperimentale dei Gruppi di Cure Primarie attivato dalla ASL, operando in gruppo e applicando percorsi diagnostico terapeutici condivisi per le patologie a maggiore prevalenza. Si sono sperimentate attività di medicina di iniziativa con chiamata attiva del paziente, allo scopo di facilitare il suo ingresso in un percorso razionale di cura e con l erogazione, direttamente negli studi dei MMG, di prestazioni specialistiche a bassa complessità (ECG, prelievi ematochimici). Nella logica dell impianto normativo vigente lo sviluppo dell associazionismo rappresenta una delle maggiori esperienze innovative della medicina generale, ed ha lo scopo di favorire l integrazione mono e multi professionale portando, in futuro, al coordinamento tra medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti ospedalieri sul territorio, con un miglioramento della accessibilità per il paziente e della governabilità del sistema per la ASL. Nell ambito delle indicazioni del vigente Accordo Collettivo Nazionale, delle disposizioni della legge Balduzzi e del vigente Accordo Integrativo Regionale nonché delle preannunciate direttive da parte di Regione Lombardia si prevede che, nell anno 2014 possa iniziare un percorso di riorganizzazione della medicina generale finalizzato allo sviluppo di Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) mono professionali, e Unità Complesse delle Cure Primarie (UCCP) multidisciplinari costituite da medici convenzionati e da altri operatori (amministrativi, sanitari e sociali) in grado di assicurare l assistenza sanitaria di base e diagnostica di 1 livello. Tale percorso sarà oggetto, in corso d anno, di confronto e monitoraggio. Gli obiettivi principali che si intendono raggiungere sono il miglioramento dell accessibilità agli studi medici, la continuità assistenziale (H 24) a garanzia di una effettiva presa in carico del paziente, l appropriatezza del livello di cura con riduzione di accessi impropri al Pronto soccorso. Pagina 17 di 72

20 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Monitoraggio dello stato di salute della popolazione assistita. La raccolta dati La ASL gestisce una Banca Dati Assistiti (BDA) costantemente alimentata da tutti i dati amministrativi correlati a contatti sanitari, dei pazienti residenti, con le strutture del Servizio Sanitario Regionale. Tale patrimonio informativo riveste valore strategico per la ASL sia per la corretta valutazione dei consumi sanitari sia per stimare, in modo indiretto, la domanda sanitaria della popolazione e, di conseguenza, indirizzare le scelte programmatorie. Va peraltro considerato che gli indicatori correntemente disponibili attraverso i data base amministrativi ci possono dare solo poche informazioni sullo stato di salute della popolazione. Ne consegue quindi che le informazioni più propriamente cliniche devono essere raccolte con modalità diverse, sia con questionari ad hoc, sia all interno di progetti specifici sviluppati in collaborazione con i Medici di Famiglia. In questo secondo caso i dati richiesti possono essere forniti direttamente dal Medico ed inseriti attraverso un operazione specifica di data-entry oppure per estrazione diretta dalle cartelle cliniche dei medici di famiglia. Il sito web ASL include un area di accesso libero ed un area riservata ai medici e pediatri di famiglia. Questa ultima area contiene informazioni operative per i medici e permette inoltre l inserimento dati. Nel corso degli anni sono stati raccolti dati di salute della popolazione: il trend dell International Normalized Ratio (INR) nei pazienti in trattamento anticoagulante, i valori del rischio cardiocerebrovascolare in pazienti sani da 49 anni a 60 anni, i valori glicemici in un campione di pazienti diabetici e i valori pressori dei pazienti ipertesi, la prevalenza del sovrappeso e dell obesità di ca pazienti adulti e la valutazione dell abitudine al fumo nella popolazione assistita. Nel corso del 2014 si intende continuare con questa attività di raccolta che ha una doppia valenza: da un lato quella di acquisire notizie sullo stato di salute della popolazione, dall altro quella di sensibilizzare la medicina di famiglia ad una costante azione di promozione della salute e degli stili di vita sani nei confronti dei propri assistiti. La promozione della espressione di volontà alla donazione di organi e tessuti Nel corso del 2013 è iniziato un progetto che prevede la sensibilizzazione dei cittadini e la contestuale raccolta della volontà di donazione attraverso la collaborazione dei medici di famiglia. Questo progetto può considerarsi la prima esperienza che prevede il coinvolgimento sistematico dei MMG in Italia. Nella realtà provinciale sono già stati effettuati, per i 400 MMG e per il personale della ASL a diretto contatto con il pubblico, eventi formativi propedeutici alla messa in atto di un più articolato programma di intervento che si è sviluppato a partire dal Questo progetto è basato su tre livelli di azione: 1. formazione in piccoli gruppi dei MMG della provincia; 2. Sensibilizzazione dei MMG a partecipare alla diffusione e alla illustrazione di materiale informativo per i cittadini sulla donazione di organi e tessuti e sulla connessa manifestazione di volontà; 3. Intervento dei MMG sui propri assistiti e loro famigliari, con colloqui finalizzati a raccogliere la manifestazione di volontà rispetto alla donazione degli organi e con l invio alla ASL della documentazione raccolta per il contestuale inserimento nel database del Sistema Informativo Trapianti nazionale (SIT). L iniziativa è realizzata congiuntamente dalla ASL di Pavia, dalla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e dall associazione non-profit. Trapiantami un sorriso - Pavia per i Trapianti e con il supporto dell AIDO (associazione italiana donatori d organo). Nel corso del 2013 si sono tenuti nove incontri sul tema con piccoli gruppi di medici di famiglia; nel 2014 si intende continuare coinvolgendo anche i Pediatri di Libera scelta e iniziando a registrare le prime dichiarazioni di volontà. La formazione della Medicina di Famiglia 2014 Il Piano Formativo annuale della Medicina e Pediatria di Famiglia viene elaborato tenendo conto degli indirizzi regionali e nazionali nonché in coerenza con i vigenti Accordi Collettivi Nazionali di categoria che, all art.20- Formazione continua- testualmente recitano la formazione professionale riguarda la crescita culturale e professionale del medico e le attività inerenti ai servizi e alle prestazioni erogate per garantire i livelli essenziali di assistenza. La programmazione delle attività formative scaturisce dalla collaborazione fra ASL, Società Scientifiche della Medicina di Famiglia e Ordine Provinciale dei Medici i cui rappresentanti Pagina 18 di 72

21 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari partecipano ad un Tavolo Tecnico che ha il compito di analizzare i bisogni e condividere gli obiettivi formativi, con la consapevolezza che la formazione costituisce una rilevante leva strategica per il miglioramento dell efficacia, dell appropriatezza e della sicurezza dei percorsi assistenziali dei cittadini. Le aree tematiche delle iniziative formative programmate per il 2014 per la medicina generale e la pediatria sono le seguenti: Area Prevenzione e tutela socio sanitaria o Promozione dei corretti stili di vita e degli screening oncologici in coerenza con il o Piano integrato locale di prevenzione. Contrasto della violenza sulle donne in collaborazione con l Ordine Provinciale dei Medici e l Associazione donne medico. Area clinica Patologia oncologica: a prosecuzione delle iniziative svoltesi negli anni precedenti, in collaborazione con il Dipartimento Oncologico Provinciale (DIPO), sono previste iniziative finalizzate a migliorare il percorso di diagnosi e cura del paziente affetto da patologia neoplastica gastro-intestinale. Scompenso cardiaco: sono in programma alcune iniziative formative (convegno e formazione sul campo) in collaborazione con le strutture erogatrici provinciali al fine di migliorare il percorso diagnostico terapeutico del paziente affetto da scompenso cardiaco. Area medico legale Si intende realizzare una formazione specifica in tema di certificazioni medico legali con approfondimento di problematiche e aspetti di interesse per la pratica quotidiana. Area governo dei consumi farmaceutici Proseguiranno le iniziative finalizzate a migliorare la diffusione delle conoscenze su: Prontuario Unico alla Dimissione (PUD), Farmacovigilanza, appropriatezza d uso dei farmaci. Come di consueto il Piano Formativo potrà essere adattato per rispondere a specifiche esigenze che dovessero presentarsi nel corso dell anno. Il Piano annuale 2014 di formazione della Continuità Assistenziale, in accordo ed in collaborazione con i referenti del servizio, si svilupperà tramite l organizzazione di eventi inerenti alle seguenti tematiche: Area clinica o Patologia cardiaca: tale evento si prefigge l obiettivo di fornire elementi di aggiornamento in merito alle più recenti linee guida in tema di cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale ed ipertensione arteriosa, nell ottica di approfondimento delle tematiche più strettamente connesse alla pratica clinica del servizio. Area di Risk Management o Gestione della rabbia e dell aggressività: quale fase di completamento dell iter progettuale sviluppato nel corso del 2013 nell ambito del piano annuale di Risk Management ed a seguito della rilevazione specifica di fabbisogno formativo come conseguenza di evento sentinella specifico. o Approfondimento delle tematiche relative allo stress ed al burn-out, nell ottica di conoscenza e prevenzione di tali fenomeni. Area della farmacovigilanza o Nell ambito delle iniziative finalizzate alla sensibilizzazione sui temi della farmacovigilanza uno specifico evento formativo sarà indirizzato al confronto sull utilizzo sempre più consapevole dei farmaci, in particolare nell anziano con pluripatologia, nell ottica della prevenzione del rischio legato alle interazioni dei farmaci. Area della conoscenza dei servizi territoriali Le reti di patologia o Si prevede di realizzare un iniziativa formativa specifica centrata sull aggiornamento delle conoscenze in merito alla rete delle cure palliative ed alla rete di terapia del dolore nel contesto territoriale dell ASL. Pagina 19 di 72

22 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Promozione di stili di vita sani negli adolescenti: i benefici di una corretta alimentazione e di una adeguata attività fisica Il progetto di Governo Clinico della Pediatria di famiglia per l'anno 2014 sarà attuato in coerenza con gli indirizzi di programmazione regionale e dell Accordo Integrativo Regionale con i Pediatri di Famiglia per l esercizio Una parte del progetto costituisce la prosecuzione di attività iniziate nel I dati disponibili per l'asl di Pavia, che ha partecipato ad uno studio multicentrico internazionale sui comportamenti dei ragazzi in età scolare ( anni), hanno evidenziato alcuni aspetti critici: o il consumo quotidiano di verdura si registra solo nel 17% dei maschi quindicenni e nel 23,2% delle femmine quindicenni; o il consumo quotidiano di frutta si riscontra solo nel 35,3% dei maschi quindicenni e nel o 40,2% delle femmine quindicenni; l'attività fisica di 1 ora al giorno per 3 giorni alla settimana decresce al crescere dell'età ed è nettamente inferiore nelle femmine: nei maschi si passa dal 51% degli undicenni che praticano attività sportiva con regolarità al 47% dei quindicenni, nelle femmine si passa dal 34% delle undicenni al 26% delle femmine quindicenni. (Dati pubblicati sul Manuale La Prescrizione degli stili di vita, elaborato dall'asl di Pavia). Nel 2014, i pediatri di famiglia si attiveranno per sensibilizzare gli adolescenti con un colloquio mirato individuale, in cui evidenzieranno i benefici di salute che derivano da una corretta alimentazione e da una adeguata attività fisica. Accanto a questi interventi di promozione di stili di vita sani, proseguiranno nel 2014 anche le azioni, iniziate nel 2013, volte alla prevenzione del tabagismo e del consumo di alcool in età adolescenziale. La facilitazione dell accesso alla pediatria di famiglia Nel corso dell'anno 2014 si intende mantenere l obiettivo di facilitare l accesso alla Pediatria di Famiglia attraverso il proseguimento del progetto finalizzato a garantire l incremento degli orari ambulatoriali dei Pediatri, in modo da venire incontro maggiormente alle esigenze dei genitori che lavorano. I pediatri aderenti continueranno a garantire almeno due pomeriggi settimanali di apertura ambulatoriale con durata di almeno tre ore e con accesso fino alle ore 19. Nel 2014, inoltre proseguirà, secondo le indicazioni regionali, il progetto di apertura degli ambulatori pediatrici del sabato mattina, che ha visto l attivazione di un ambulatorio a Pavia e uno a Voghera nelle giornate di sabato dalle 9 alle 12. Si è avuto modo di registrare infatti, un ricorso delle famiglie ai Pronto Soccorso (P.S.) ospedalieri, nelle giornate di sabato e domenica, quando i Pediatri di Famiglia non sono in attività, ricorso tanto più frequente quanto più il bambino è piccolo e che si mantiene stabile, ma sempre consistente, dagli 8 fino ai 14 anni. Il progetto è stato predisposto dalla ASL d intesa con i Pediatri ed è rivolto ai bambini di età 0-14 anni che presentano una malattia acuta per la quale si rende necessaria una visita medica non differibile al lunedì mattina. L'accesso all'ambulatorio è completamente gratuito. La formazione della Pediatria di Famiglia 2014 Il Piano formativo 2014 prevede numerosi incontri volti a favorire l'integrazione tra specialisti ospedalieri e territoriali e a condividere percorsi diagnostico-terapeutici appropriati. Per quanto riguarda l area clinica saranno affrontate prioritariamente le seguenti tematiche: disturbi del sonno, patologia dermatologica in età evolutiva, alimentazione nel neonato pretermine, approccio pratico al bambino con disturbi ortopedici, la tosse nella prima infanzia. In merito all area Prevenzione e tutela socio sanitaria, oltre alla promozione di corretti stili di vita, si affronteranno tematiche inerenti alla prevenzione ed al comportamento da adottarsi in casi di sospetta violenza sui minori. Verrà inoltre proposta una iniziativa formativa in merito alla individuazione precoce ed all appropriatezza del percorso di cura dei soggetti affetti da autismo. Il Piano Formativo potrà subire modificazioni per rispondere a specifiche esigenze che dovessero presentarsi nel corso dell anno. Pagina 20 di 72

23 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Il Nucleo Informativo Malattie Rare L'ASL di Pavia anche nel 2014 proseguirà l'attività del Nucleo Informativo Malattie Rare, al fine di agevolare il percorso assistenziale dei pazienti, supportandoli nella ricerca di soluzioni idonee per il singolo caso. E' noto che l'assistenza per i pazienti affetti da malattie rare è particolarmente complessa, in quanto proprio l'esiguità del numero di casi fa sì che, per ogni paziente, debbano essere ricercate risposte estremamente personalizzate. Ogni anno agli uffici territoriali del Dipartimento Cure Primarie pervengono circa 300 nuovi pazienti a cui vengono fornite le prime indicazioni in merito alle loro necessità assistenziali. Il Nucleo Informativo Malattie Rare agisce come riferimento di secondo livello, fornendo risposte che necessitano di un raccordo fra le varie articolazioni aziendali della ASL, i Presidi Ospedalieri della Rete delle Malattie Rare ed il Centro di Riferimento Regionale Istituto Mario Negri di Ranica. Nel contesto dell ASL di Pavia sono note persone affette da malattie rare, con età media di 33 anni (dati BDA). La prevalenza di ciascuna delle forme patologiche è estremamente variabile, sino ai casi in cui solo una persona in tutta l ASL ne è affetta. La distribuzione per sesso mostra una maggior prevalenza di femmine sebbene, per talune patologie, il rapporto risulti invertito. Le attività più frequenti del Nucleo Informativo riguardano: o informazioni su esenzioni particolari e Piani Riabilitativi individuali; o indicazioni in merito all'iter previsto per il riconoscimento di invalidità civile, congedi per patologia grave, specifici contributi regionali (ad esempio nel caso della SLA); o raccordo con gli specialisti dei Presidi della Rete Regionale per richieste di supporto nutrizionale (ad esempio nei casi di minori affetti da iperfenilalaninemia); o valutazione, per il tramite di uno specifico tavolo tecnico aziendale multiprofessionale, delle richieste di prestazioni/presidi/farmaci non ricompresi nei LEA; o supporto per i casi di malattie che, pur essendo a bassissima prevalenza, non hanno ancora ottenuto il riconoscimento di malattia rara nella normativa nazionale e regionale (ad esempio la sarcoidosi); o sostegno ai pazienti per casi di patologie non ancora clinicamente ben definite - quali la Sensibilità Chimica Multipla (MCS= Multiple Chemical Sensitivity) - integrando le competenze del Centro Regionale di Ranica, del Medico di Medicina Generale e di Presidi Ospedalieri Extraregionali. Pagina 21 di 72

24 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Indirizzi di programmazione in area farmaceutica e protesica Assistenza farmaceutica territoriale ed ospedaliera Risorse Per l anno 2014 il vincolo di sistema per la spesa farmaceutica territoriale, comprensivo di farmaceutica convenzionata, distribuzione per conto e distribuzione in dimissione ospedaliera, è stato rideterminato in riduzione in termini percentuali, rispetto al fondo sanitario nazionale, nella misura del 11,35%. Risulta stabile, rispetto all assegnazione 2013, la spesa per farmaci erogati in regime di ricovero ospedaliero, vincolata nel 2014 ad un tetto del 3,5% della spesa sanitaria. La regione Lombardia per i farmaci erogati in regime ambulatoriale (File F) ai cittadini lombardi, per l anno 2014 ha previsto risorse pari all importo sostenuto nel 2013 con un incremento massimo di sistema fino all 8%, su base dati omogenea, a cui dovrà essere sottratto l importo della tipologia 15 relativo al rimborso delle terapie erogate da parte delle aziende del farmaco in caso di fallimento terapeutico, modalità di risk sharing ormai consolidata da alcuni anni in normativa. In caso di superamento del tetto di sistema regionale, lo scostamento sarà ripartito in parti uguali tra tutti i soggetti erogatori In merito ai farmaci erogati tramite File F, è previsto un nuovo obiettivo di appropriatezza distributiva da parte degli erogatori, secondo il quale la consegna della terapia ai pazienti potrà avvenire non prima di 10 gg dalla scadenza del periodo di 60 gg, con attenta valutazione delle quantità di farmaco già erogate durante i precedenti accessi ambulatoriali. Azioni Anche per il 2014 l ASL proseguirà nelle azioni di indirizzo e di condivisione con la medicina specialistica e la medicina generale avvalendosi in modo particolare del Dipartimento Cure Primarie, Dipartimento PAC e del Dipartimento Governo della Rete Distrettuale e del Farmaco. Quest ultimo, in particolare, per la sua funzione trasversale di governo dei Distretti, rappresenta un punto di forza per la gestione integrata delle problematiche attinenti al governo della spesa farmaceutica, alla cronicità ed alla continuità assistenziale ospedaleterritorio. In linea con gli indirizzi di programmazione contenuti nelle regole 2014, per conseguire l'obiettivo di appropriatezza, uniformità e continuità di cura saranno adottati specifici strumenti di Governo clinico ed economico della farmaceutica e protesica territoriale. Governo clinico ed economico della farmaceutica territoriale In questo ambito la manovra cardine è rappresentata dalla promozione di scelte prescrittive che - nel rispetto e a sostegno della responsabilità oggettiva del prescrittore - tengano conto, sistematicamente e senza eccezioni non adeguatamente documentate, delle opportunità offerte dai farmaci a brevetto scaduto, equivalenti e biosimilari, che interessano rispettivamente la cronicità ed alcune rilevanti patologie. A livello di sistema il nuovo obiettivo per il farmaco a brevetto scaduto per l anno 2014 è rappresentato da un livello prescrittivo del 73% delle dosi medie giornaliere (DDD) sul totale delle dosi di farmaci prescritte. Per consentire il raggiungimento di tale obiettivo - già previsto per l ASL di Pavia nel 2013 ma realizzato solo parzialmente, dal momento che la percentuale di DDD di farmaco a brevetto scaduto a fine anno 2013 si è attestato al 68,6% - si prevede l introduzione di livelli ottimali di mix prescrittivi che saranno declinati ai prescrittori, come obiettivi specifici del 2014, per le seguenti categorie terapeutiche ed espressi come rapporto DDD non brand/ddd complessive : Antiipertensivi: sartani >=75% DDD farmaco equivalente; Anticolesterolemici: statine >=85% DDD farmaco equivalente; Antidepressivi: antiserotoninergici >=80% DDD farmaco equivalente; Pagina 22 di 72

25 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Nei pazienti di prima diagnosi dovrà essere privilegiato il farmaco equivalente per tutte le classi terapeutiche. Analoga attenzione verrà indirizzata all uso preferenziale, ove appropriato, dei farmaci biosimilari attualmente disponibili, per i quali saranno avviati confronti con i singoli erogatori nell ambito del Tavolo tecnico PUD per la condivisione dei nuovi mix prescrittivi. In considerazione dei positivi risultati ottenuti da una precedente esperienza, la ASL assicurerà momenti formativi per i diversi erogatori sull utilizzo dei farmaci biosimilari. Per tali ambiti e per altre aree terapeutiche in cui si stanno consolidando terapie innovative - quali i nuovi trattamenti per l epatite virale cronica da virus C - la ASL attiverà collaborazioni con le strutture erogatrici provinciali, sulla base delle evidenze scientifiche, per la condivisione dei profili dei pazienti eligibili. Verrà inoltre sviluppato un monitoraggio sia clinico che economico sulla nuova classe di farmaci per l HCV, gli inibitori della proteasi, tramite una scheda creata ad hoc per raccogliere i dati clinici. Le azioni di informazione indipendente e formazione, in linea con gli obiettivi vincolanti ASL/erogatori per il 2014, prevederanno l aggiornamento e l allineamento dei Prontuari Ospedalieri con gli indirizzi e i profili di costo territoriali - per la parte di medicinali che contribuiscono ad un induzione territoriale - che, per l ASL di Pavia, sono previsti dal Prontuario Unico alle Dimissioni (PUD) e alla visita specialistica ambulatoriale. Nell ambito dell informazione per il miglioramento dell appropriatezza prescrittiva si intende sviluppare una progettualità con i prescrittori, finalizzata ad assicurare una comunicazione interattiva più efficace, che preveda: monitoraggio della prescrizione diretta degli specialisti, iniziative di informazione /formazione su percorsi specifici per singoli casi in cui la scelta terapeutica non risulti allineata ai principi del PUD, sulla necessità di monitorare l aderenza alla terapia, sui sovradosaggi nei pazienti in politerapia. A supporto delle iniziative di informazione, saranno attivati momenti formativi con i prescrittori, anche con il coinvolgimento delle direzioni sanitarie ed i servizi farmaceutici ospedalieri delle strutture pubbliche e private accreditate del territorio, al fine di diffondere e facilitare l utilizzo di strumenti di governo condivisi, tra cui il prontuario alla dimissione (PUD). Al conseguimento degli obiettivi del governo clinico dell assistenza farmaceutica concorrono anche le attività di Farmacovigilanza. In questo ambito la progettazione 2014 prevede la sensibilizzazione degli operatori sanitari su un tema sempre più stringente: l utilizzo consapevole dei farmaci, soprattutto nei pazienti anziani. Il perseguimento di tale obiettivo prevede: la prosecuzione del progetto relativo alla prevenzione del rischio nelle interazioni tra farmaci nei pazienti pluripatologici e politrattati - tramite l identificazione dei pazienti pavesi a rischio di interazioni e la segnalazione ad ogni singolo medico con reportistica ad hoc; l implementazione delle segnalazioni di reazioni avverse; l introduzione di un nuovo progetto integrato con le RSA, teso ad estendere la prevenzione del rischio da interazioni anche ai pazienti cronici in politerapia ricoverati in RSA, in condivisione con i servizi sociosanitari dell ASL; l attivazione di un progetto innovativo di farmacovigilanza attiva, da condividere con i medici del territorio, per la verifica dell adesione alle terapie prescritte per patologie croniche, tramite il controllo diretto dell assunzione dei farmaci da parte dei pazienti cronici in carico ai singoli medici. Verifiche, monitoraggi e controlli Nel 2014 verranno ulteriormente sviluppati e potenziati gli strumenti per la verifica, il monitoraggio ed il controllo dei farmaci di prescrizione specialistica, così come meglio indicato nel Piano dei Controlli aziendale. In particolare la totale integrazione del sistema informatico dei Piani Terapeutici on-line da parte di tutte le strutture pubbliche e private del territorio garantirà la verifica immediata della Pagina 23 di 72

26 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari correttezza prescrittiva dei farmaci soggetti a tale modalità prescrittiva, secondo la vigente normativa AIFA. L adesione al farmaco a brevetto scaduto continuerà ad essere oggetto di invio periodico mensile ai singoli MMG per il conseguente automonitoraggio, integrato con una nuova reportistica che prevede il confronto con le altre realtà regionali su singole classi terapeutiche, al fine di identificare, per il MMG, gli spazi di miglioramento nell utilizzo di questi farmaci. Health Technology Assessment (HTA) L attività di valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) potenzierà le capacità della ASL nell orientamento e nello sviluppo di pratiche condivise con prescrittori ed aziende erogatrici, in particolare tramite: 1) il coordinamento della produzione e dell aggiornamento, da parte di specialisti gradualmente coinvolti nella condivisione delle aree di intervento indicate a livello regionale, di contenuti per gli allegati del PUD. La discussione e l approvazione degli allegati del PUD da parte del gruppo tecnico interaziendale consentirà di capitalizzare ed estendere le azioni già attuate nel per facilitare l uso ottimale dei farmaci secondo criteri di appropriatezza clinica ed economica (costo-efficacia, costo-opportunità). Il coinvolgimento di esperti nella condivisione degli allegati del PUD faciliterà lo sviluppo di attività formative di interesse strategico; 2) la collaborazione con i gruppi di lavoro per la revisione dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), in particolare per il miglior uso di farmaci e dispositivi biomedici innovativi, come previsto dalle Regole di sistema per il 2014; 3) il sostegno e il coordinamento delle iniziative (commissioni di valutazione multidisciplinari e multiprofessionali) previste, a livello delle aziende erogatrici, dalle Regole di sistema per il 2014 riguardo alla valutazione di nuovi dispositivi e tecnologie, per il corretto utilizzo dei dispositivi nei percorsi terapeutici. Le iniziative aziendali sul territorio della provincia richiederanno un adeguato coordinamento per prevenire dispersioni e duplicazioni, evitare inefficienze e rendere più tempestive e meglio comunicate le valutazioni tecniche e le scelte di programmazione e gestione, superando barriere e rigidità che frenano l innovazione e pongono a rischio la sostenibilità delle prestazioni. Le iniziative locali costituiranno anche supporto e contributo alle valutazioni regionali VTS-HTA. Assistenza Protesica e Integrativa Per quanto riguarda l assistenza protesica e integrativa si prospettano, per il 2014, ulteriori razionalizzazioni orientate a perseguire ulteriori miglioramenti ed efficienze relativamente alla fase di acquisizione. L aggregazione tra Enti sanitari, con riferimento alle procedure di acquisto di beni e servizi, rappresenta ormai un orientamento comune all intero sistema regionale utile ad omogeneizzare i percorsi assistenziali e razionalizzare i costi. A questo proposito l ASL di Pavia ha recentemente partecipato alla realizzazione di due procedure di acquisto in forma aggregata per quanto riguarda i presidi per pazienti stomizzati e le apparecchiature per ventiloterapia domiciliare, i cui effetti si evidenzieranno nel corso dell anno In merito all assistenza diabetica (integrativa), alla luce della DGR 10/888 del 31 ottobre 2013, è prevista una semplificazione del percorso assistenziale dalla fase prescrittiva a quella erogativa, attraverso la riorganizzazione della rete dei Centri prescrittori - con conseguente monitoraggio e valutazioni di appropriatezza - in particolare finalizzata a garantire la libera circolazione degli assistiti sul territorio lombardo. Pagina 24 di 72

27 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari I percorsi diagnostico terapeutici per la continuità delle cure nelle patologie croniche I percorsi diagnostico terapeutico assistenziali (PDTA), attivati in alcune aree negli ultimi anni, costituiscono strumenti complessi di indirizzo, coordinamento e gestione del paziente, attraverso attività realizzate e verificate in modo condiviso da articolazioni aziendali e da soggetti esterni (gruppi e reti di medici di medicina generale, erogatori e specialisti ospedalieri) che richiedono uno sviluppo ed un consolidamento sempre meglio partecipato. I PDTA sono finalizzati, con particolare riferimento alle patologie croniche, ad aumentare la continuità di trattamento e le sinergie tra ospedale e territorio e a ridurre sprechi ed inappropriatezze. Si tratta infatti di strumenti specifici che, se integrati e sviluppati in modo coerente, convergono verso la omogenizzazione della rete assistenziale sul territorio e facilitano l appropriatezza di cura e la sostenibilità economica. Come già sperimentato negli anni precedenti, gli strumenti messi in campo da ASL Pavia a supporto del ruolo di Governance e coordinamento del sistema sanitario locale, anche per il 2014 saranno rappresentati dai gruppi di lavoro integrati Medici Specialisti-Medici di Medicina Generale per la condivisione di orientamenti diagnostico-terapeutici per specifiche aree di patologia che impattano in modo significativo sul territorio. I seguenti PDTA sono stati già oggetto di condivisione con le strutture ospedaliere ed i Medici di Medicina Generale, sono soggetti a costante revisione o aggiornamento e permettono ai prescrittori di accedere a scelte e orientamenti uniformi anche in tema di assistenza farmaceutica. PDTA Diabete Anche per il 2014 si prevede di continuare il monitoraggio dell adesione al PDTA nell ambito del gruppo di lavoro ASL specialisti diabetologi delle strutture provinciali. Quanto sopra con particolare riferimento all aggiornamento 2013 del PDTA sull appropriato utilizzo dei presidi per l autocontrollo della glicemia, in relazione al trattamento dietetico, alle attuali terapie e alle recenti indicazioni della comunità scientifica e ribadendo l importanza dell autocontrollo all interno di un percorso di educazione terapeutica del paziente. Alla luce dei nuovi farmaci ipoglicemizzanti orali, verrà aggiornata e rivista la parte del PDTA riferita alla terapia farmacologica. Quali strumenti di maggiore efficacia per la fase erogativa ed il relativo monitoraggio, è stato implementato un Piano Terapeutico Unico per il prescrittore mmg e/o specialista - rispondente alle nuove esigenze di fabbisogno informativo, con conseguente adeguamento del sistema gestionale (Web Care) in uso presso le farmacie del territorio e, a breve, sarà attivato il nuovo percorso informatizzato per la prescrizione dei microinfusori. E previsto il monitoraggio della nuova procedura elaborata dall UOS Professioni Sanitarie, finalizzata ad uniformare, in tutti i punti di accesso distrettuali, le modalità di fornitura dei presidi per tutti i pazienti, ivi compresi i non residenti. I puntuali controlli di appropriatezza dei piani terapeutici in relazione al reale fabbisogno consentiranno una personalizzazione del percorso e l ottimizzazione delle risorse disponibili. PDTA per i disturbi emotivi comuni Il paziente che necessita di trattamento con farmaci antipsicotici è particolarmente fragile e necessita di un supporto integrato tra specialista psichiatra e Medico di Medicina generale. L ASL ha inteso promuovere tramite, un gruppo di lavoro integrato tra specialisti psichiatri e rappresentanti della Medicina Generale, iniziative per la condivisione sulle modalità di gestione clinica e farmacologica elaborando uno specifico PDTA per i disturbi emotivi comuni. Tale PDTA, elaborato nel 2013, sarà oggetto, nel corso dell anno, di attento monitoraggio al fine di valutarne il livello di implementazione e di elaborare eventuali ulteriori ambiti di azione condivisa tra specialisti psichiatri e i MMG sull appropriato utilizzo della terapia antidepressiva, privilegiando il farmaco equivalente. PDTA malattia renale cronica nell adulto Il percorso elaborato nel 2013 prevede un monitoraggio semestrale, a partire da gennaio 2014, attraverso una serie di indicatori di processo e di risultato, di pertinenza delle UO di Pagina 25 di 72

28 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Nefrologia nonchè di indicatori di pertinenza della medicina generale, rilevati dal controllo di gestione aziendale della ASL, attraverso la Banca Dati Assistiti. Per il 2014 è prevista l implementazione del percorso attraverso il monitoraggio dei dati di consumo dei farmaci, privilegiando l utilizzo del farmaco equivalente o del biosimilare per tutti i pazienti naive. Proseguirà inoltre il percorso di formazione e condivisione nefrologi MMG, migliorando ulteriormente l integrazione ospedale territorio e favorendo una presa in carico globale del paziente con malattia renale cronica, finalizzata alla diagnosi precoce (senza estensione inappropriata della popolazione considerata a rischio) e alla riduzione delle complicanze. PDTA in Oncologia A livello provinciale è operativo il Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico (DIPO) della provincia di Pavia cui partecipano oltre alle Strutture erogatrici pubbliche e private accreditate, la ASL e le Associazioni di Volontariato. Il DIPO è il contesto organizzativo ottimale per lo sviluppo di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali relativi al malato oncologico e, nello specifico, nel 2013 ha proceduto all elaborazione di 2 PDTA territoriali, quello del Paziente neuro-oncologico ed il PDTA mesotelioma (in fase di approvazione). Il DIPO ha inoltre aderito al Work Package 5 (Task 3): Modalità di interazione organizzativa fra struttura ospedaliera oncologica e MMG della ROL. In tale ambito, con la collaborazione del Dipartimento di Cure Primarie dell ASL di Pavia, si sono svolti n. 9 incontri con i MMG sul territorio provinciale, al fine di promuovere un confronto fra il DIPO ed i medici di famiglia per condividere iniziative finalizzate al miglioramento del percorso dei pazienti in campo oncologico. Un primo percorso condiviso, che è diventato operativo da novembre 2013, è quello relativo alla presa in carico, da parte del MMG, della gestione del follow-up delle pazienti affetti da carcinoma mammario, esenti da malattia dopo 5 anni dalla diagnosi. La ASL, peraltro, svolge, nel campo oncologico, azione diretta di erogazione e/o coordinamento dell attività di diagnosi precoce (screening) per il tumore della mammella, dell utero e del colon-retto e, per quest ultimo aveva già sviluppato nel 2012, uno specifico PDTA ( Neoplasie del colon-retto in elezione ). Per l anno 2014, si ritiene importante attivare azioni di integrazione all interno dei servizi aziendali e con le strutture erogatrici, perché sia sempre più garantita la continuità del percorso dalla diagnosi precoce/screening alla terapia, nel rispetto dei tempi di attesa; la ASL continuerà pertanto a farsi parte attiva per concordare, con le diverse strutture erogatrici, la programmazione degli accertamenti di secondo livello nei casi di screening positivo, per confrontarsi sugli standard di qualità per le indagini correlate agli screening, per confrontarsi sull uso di farmaci innovativi, in particolare prevedendo il corretto utilizzo dei farmaci Biosimilari attualmente disponibili. E fondamentale che il livello di condivisione e valutazione delle diverse azioni sia ricondotto all interno del DIPO. PDTA per la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) Il percorso per i pazienti affetti da BPCO è stato condiviso con gli specialisti pneumologi delle strutture ospedaliere dell ambito provinciale ed i rappresentanti della Medicina Generale durante le attività del gruppo di lavoro dedicato alle patologie respiratorie. Il processo di cura per tale patologia prevede una valutazione preliminare da parte del Medico di Medicina Generale che, sulla base di fattori di rischio e sintomi respiratori evidenziati, indirizza i pazienti ai centri specialistici per gli accertamenti diagnostici. Nel corso del 2014, vista la rilevanza della patologia sul territorio provinciale sarà introdotto il monitoraggio dei farmaci innovativi sulla base di criteri di appropriatezza condivisi al tavolo degli specialisti pneumologi e dei medici di medicina generale. Cure palliative Con dgr 4610/2012 la Regione Lombardia ha previsto l istituzione della Rete locale di Cure Palliative in applicazione della Legge 38 del 15 marzo Con decreto ASL n 280/2013 è stato istituito il Dipartimento Interaziendale di Coordinamento della Rete locale di cure palliative composto dai soggetti erogatori pubblici e privati accreditati, dalle Organizzazioni di volontariato, dagli enti gestori di Hospice e di cure palliative domiciliari attive nella Provincia di Pagina 26 di 72

29 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Pavia. Il Coordinatore del Comitato Interaziendale locale è il Direttore del Dipartimento PAC dell ASL di Pavia ed il Responsabile della Rete di Cure palliative è il Direttore S.C. Oncologia della Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo di Pavia. In corso d anno il Dipartimento uniformerà il proprio agire alle indicazioni che perverranno dalla Struttura organizzativa regionale di coordinamento per le cure palliative. Particolare attenzione verrà assicurata al monitoraggio dell esistenza e dei livelli di applicazione dei PDTA del paziente con dolore cronico da parte delle diverse strutture territoriali. Nell ambito del percorso formativo 2014 per la medicina convenzionata, in particolare per i medici di continuità assistenziale, si prevede la programmazione di un evento finalizzato alla diffusione della conoscenza della rete di cure palliative del territorio di riferimento ed alle modalità di accesso alla stessa ed alla rete di terapia del dolore, nell ottica di ricerca di efficaci sinergie all interno del Dipartimento di Cure Palliative. Malattie Rare Per facilitare l accesso dei pazienti affetti da Malattie Rare alle terapie appropriate ed uniformare i percorsi assistenziali a livello regionale, data la complessità della normativa e la diversità delle situazioni organizzative a livello territoriale e ospedaliero, è in atto la definizione di un percorso condiviso ASL/AO/Fondazioni e i Centri di Rete Malattie Rare Regionali e Nazionali per la presa in carico dei pazienti. Il protocollo di intesa per il nuovo modello organizzativo verrà sottoscritto dalla ASL e dalle strutture sanitarie di competenza territoriale e dovrà prevedere un percorso semplificato, vicino al domicilio, per l erogazione delle cure e dei farmaci correlati alla patologia rara. Pagina 27 di 72

30 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari L evoluzione del progetto SISS e l Internazionalizzazione del sistema Sanitario Lombardo L evoluzione del progetto SISS L obiettivo sostanziale del progetto CRS-SISS è diretto al miglioramento dei servizi erogati ai cittadini e si attua attraverso un integrazione sempre più permeante dei Sistemi Informativi degli Enti Erogatori pubblici e Privati, degli Enti locali e della stessa ASL. I sistemi informativi delle Aziende Sanitarie sono sviluppati e gestiti dalle Aziende stesse, seguendo Linee Guida regionali predisposte con il supporto di Lombardia Informatica spa, affinché possa essere garantito lo sviluppo armonico e funzionale dell'intero sistema informativo socio-sanitario regionale. Lombardia Informatica svolgerà un ruolo di Centrale di Committenza regionale per i servizi ICT, per cui verranno date a seguire indicazioni specifiche, con l obiettivo di riduzione dei costi e omogeneità, oltre che di semplificazione delle procedure. Le aziende potranno, concordando la programmazione, accedere attraverso Lombardia Informatica a servizi analoghi a quelli erogati dalla Centrale Regionale Acquisti. E inoltre prevista la costituzione di un Comitato di indirizzo e supervisione (con DG Salute, D.G. Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, D.G. Presidenza e Rappresentanti territorio DG, direttori sanitari e amministrativi). Saranno avviati specifici tavoli tecnici tematici che coinvolgeranno i rappresentanti dei Sistemi Informativi Aziendali, dei medici, dei farmacisti, degli enti privati e di altri soggetti che saranno coinvolti a seconda della tematica affrontata. I Gruppi di Coordinamento (GCA) continueranno a operare presso l Azienda Sanitaria proseguendo l attività di monitoraggio del Progetto sul territorio di riferimento. Piano Annuale SISS Le aziende dovranno predisporre il proprio Piano annuale SISS in cui saranno definiti, per ogni singola azienda gli obiettivi da raggiungere, anche in termini quantitativi, per il governo del sistema informativo aziendale. Il Piano verterà su: gli obiettivi di diffusione /utilizzo dei servizi SISS alle aziende; il piano di integrazione/evoluzione nel SISS dei propri SIA; i livelli di servizio che l azienda si impegnerà a rispettare relativamente ai servizi esposti sulla rete SISS; la comunicazione ai cittadini e le attività di formazione degli operatori socio-sanitari coinvolti nei vari processi. Piattaforma Regionale di Integrazione Per assicurare lo sviluppo, manutenzione e gestione della Piattaforma Regionale d Integrazione (PRI), anche secondo le esigenze che saranno espresse dalle aziende sanitarie, è necessario prevedere che Regione Lombardia acquisisca la disponibilità d'uso dei file sorgenti di quelle componenti della PRI di proprietà di soggetti terzi. I soggetti proprietari (Regione Lombardia e soggetti terzi) dei file sorgenti di tutte le componenti della PRI dovranno quindi mettere in comune la facoltà d'uso degli stessi. Ciò dovrà avvenire senza alcune onere per Regione Lombardia e dovrà essere consentito a quest'ultima di utilizzarli su tutto il territorio lombardo per le Aziende Sanitarie pubbliche e al di fuori di esso con l'istituto del riuso. Si dà pertanto mandato a Lombardia Informatica di perfezionare, per conto di Regione, gli atti conseguenti con i soggetti terzi, in coerenza con l attuale convenzione quadro. Le aziende potranno continuare ad usare la suddetta piattaforma attraverso le licenze d uso gratuito messe già a disposizione sulla base della DGR n. IX/10030/2009. Sicurezza e razionalizzazione data center Nell ambito del sistema federato SISS il tema della sicurezza delle informazioni assume una particolare rilevanza, considerando la sensibilità dei dati trattati ed i rischi connessi. Pertanto, saranno promossi e realizzati per le Aziende Sanitarie, con il supporto di LIspa, Linee Guida e Pagina 28 di 72

31 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari servizi al fine di portare l intero sistema regionale ad un appropriato ed uniforme livello di protezione. Nell ambito dell iniziativa di razionalizzazione dei Data Center e di Disaster Recovery promossa dall Agenzia per l Italia Digitale, saranno considerate possibili sperimentazioni di forme aggregate di gestione dei Data Center e/o di servizi condivisi per le Aziende Sanitarie, anche utilizzando le infrastrutture disponibili di Regione Lombardia (nuovo Data Center a Milano di via Taramelli). Rete Nefrologica Lombarda ReNe E previsto il completamento della realizzazione della infrastruttura informatica a supporto del nuovo archivio regionale di dialisi e trapianto e per l adesione ad esso di tutti i centri dialisi del territorio sulla piattaforma SISS. Ricetta elettronica e prescrizioni Sulla base della recente evoluzione normativa e delle sperimentazioni effettuate sul territorio, è prevista nel 2014 la progressiva diffusione della ricetta elettronica sul territorio regionale, sia in ambito farmaceutico che ospedaliero. Le Aziende potranno accedere al servizi di ricetta elettronica sia interfacciando i propri applicativi, sia utilizzando direttamente la web application che sarà rilasciata a inizio anno. Parallelamente, così come già evidenziato nelle Regole degli anni precedenti, è prioritario promuovere e monitorare l utilizzo del SISS anche per le prescrizioni dei medici ospedalieri. Presidi per i pazienti diabetici Nell ambito del processo di prescrizione degli ausili per il controllo della glicemia nei pazienti diabetici, nell ottica della semplificazione e di una maggiore efficienza complessiva si prevede l integrazione con il SISS e con l anagrafe regionale degli assistiti per il controllo degli aventi diritto e delle esenzioni. Progetto Celiachia Il SISS sarà strumento utile a sostenere la modalità di erogazione centralizzata garantendo ai cittadini la libertà di movimento sul territorio. Semplificazione percorso esenzioni La DG Salute valuterà, d intesa con Lombardia Informatica e gli operatori, la possibilità di attivare specifiche progettualità con l obiettivo di semplificare il percorso del cittadino attraverso i servizi del SISS. Informatizzazione del sistema di valutazione multidimensionale Si darà avvio allo sviluppo di una piattaforma informatica, integrata nel SISS, per la gestione di scale di valutazione multidimensionale appropriate ai diversi ambiti di bisogno. La piattaforma sarà aperta alla cooperazione applicativa con i sistemi informativi di terze parti (in primis con i sistemi informativi delle ASL), esponendo servizi di autenticazione e di abilitazione degli operatori, dei servizi applicativi che compongono il processo di valutazione multidimensionale (web services). La partecipazione a progetti cofinanziati dall Unione Europea: il progetto epsos I progetti strategici innovativi cofinanziati dall Unione Europea rappresentano, per gli stati membri, un opportunità di aderire a consorzi di eccellenza tecnico-scientifica a livello internazionale, cooperando in attività di Ricerca e Innovazione. In questo ambito l ASL di Pavia partecipa, dal 2011, al Progetto epsos. Il progetto epsos (Smart Open Services for European Patients) si inserisce, in ambito europeo, nella sperimentazione sulla sanità elettronica. Lo startup risale al luglio 2008 e coinvolge 12 Paesi dell Unione Europea rappresentati da pubbliche amministrazioni (Ministeri della Sanità a livello nazionale e regionale), centri di competenza nazionali e imprese. L Italia è rappresentata da Regione Lombardia, delegata dal Ministero della Salute e dal Ministero dell Innovazione Tecnologica. Pagina 29 di 72

32 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari L obiettivo principale del Progetto epsos è la realizzazione di una soluzione pratica che consenta lo scambio sicuro di dati personali tra i diversi sistemi nazionali di sanità digitale e di testare le soluzioni realizzate in un quadro operativo di siti pilota. L ASL di Pavia partecipa al progetto, sviluppato nel triennio e prorogato fino al , in qualità di sito pilota, coinvolgendo in via sperimentale alcuni MMG ed i loro assistiti. I Medici di Medicina Generale individuati inseriscono in un area informatica dedicata le notizie sanitarie essenziali riguardanti i loro assistiti che si recheranno, per ragioni di studio/lavoro/vacanza, all estero. In caso di necessità tali informazioni saranno visualizzabili nella lingua nazionale della struttura sanitaria che si prenderà cura del paziente, in modo da ottimizzare la tempestività e l efficacia degli interventi nonché la sicurezza dell interessato. Pagina 30 di 72

33 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Negoziazione con gli erogatori e attività di controllo in ambito sanitario e tempi di attesa Entro dicembre 2013, si è proceduto alla sottoscrizione di contratto con valore economico pari a 4/12 del contratto 2013, in attesa della definizione del contratto di esercizio 2014 da definirsi entro 30 aprile La possibilità di contrattare, secondo la DGR IX/3856 del 25/7/2012, è condizionata dagli adempimenti relativi alle: a) certificazioni antimafia anche per la proprietà se differente dalla gestione, b) adozione del modello organizzativo di cui alla legge 231 c) certificazioni dei bilanci di esercizio e consolidati. Trova applicazione, anche nel 2014, l impostazione introdotta nel 2013 che ha portato ad individuare due schemi di contratto diversi, uno per erogatori di diritto pubblico ed uno per erogatori di diritto privato; tale impostazione discende dalle disposizioni della Legge 135/2012 che ha introdotto regole di contenimento dei costi, differenti per le due tipologie di erogatori. La DGR 1185 del 20/12/2013, nell allegato 3, al punto 2.3. ( cui si rimanda per chiarezza interpretativa) definisce i vincoli di tipo economico, la modalità di determinazione delle risorse complessivamente destinate, nonchè le modalità che la ASL dovrà adottare per la fase di negoziazione e contrattualizzazione degli erogatori. Tra le novità introdotte quest anno dalle regole, vi è sicuramente: il metodo della negoziazione che si prevede venga svolta presso la DG Salute della Regione in incontri trilaterali alla presenza anche dell erogatore e della ASL. A questo fine la ASL dovrà predisporre ed inviare, entro il 15 febbraio 2014, alla DG Salute un documento programmatico che costituirà la base degli incontri trilaterali che avranno inizio dal 1 marzo 2014 e dovranno concludersi entro il 30 aprile L individuazione di un rapporto, ben preciso e non superabile, dei ricoveri ordinari afferenti ai 108 DRG ad alto rischio di inappropriatezza di cui al Patto della Salute 2010/2012, rispetto ai ricoveri afferenti ai restanti DRG; tale rapporto non può superare, su base regionale complessiva, il valore del 29% (soglia mutuata dal Ministero della Salute) da garantirsi anche, in caso di superamento, applicando una regressione tariffaria. La possibilità di trasferire risorse dalle attività di ricovero a quelle di specialistica ambulatoriale, ammesso alle seguenti condizioni: La struttura deve aver ridotto di almeno il 10% il fatturato delle prestazioni riconducibili ai 108 DRG ad elevato rischio di inappropriatezza. La ASL deve fornire il proprio il parere vincolante e l indicazione specifica di quali attività devono essere garantite con le risorse spostate dal ricovero. La previsione della possibilità di utilizzo dei posti letto accreditati non a contratto nel caso in cui, con la piena saturazione dei posti letto accreditati ed a contratto, una struttura ospedaliera, per via della richiesta non governabile di ricovero proveniente da cittadini residenti in altre regioni, non è in grado di onorare il contratto per residenti lombardi stipulato con la ASL. In tal caso la struttura, previo accordo con la ASL, potrà utilizzare, nel caso in cui ne sia provvista, posti letto accreditati e non a contratto, con il solo obiettivo di poter effettuare tutte le attività necessarie a raggiungere il valore contrattualmente concordato con la ASL. La promozione di una conversione di posti letto di riabilitazione, soprattutto per le attività in esito di protesizzazione elettiva, in postazioni di MAC (macroattività ambulatoriali complesse), stante il verificato eccesso di circa 800 posti letto di riabilitazione ospedaliera a livello regionale. La riclassificazione delle attività di riabilitazione, tenendo conto delle linee guida regionali e nazionali. Pagina 31 di 72

34 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Anche per il 2014 la Regione procederà ad una rimodulazione delle risorse per le attività di ricovero e cura destinate ai soggetti erogatori contrattualizzati in un range compreso tra un -2% ad un + 2%, sulla base del posizionamento che le strutture stesse conseguiranno nella valutazione delle performance relativa al Gli esiti saranno resi noti in sede di negoziazione con i soggetti erogatori. Parimenti sono confermate le maggiorazioni tariffarie a favore degli IRCCS di diritto pubblico e privato e delle strutture sanitarie poli universitari di cui alla legge regionale 7/2010. Per quanto riguarda le Funzioni non Tariffabili per il 2014 il limite massimo di risorse disponibili non dovrà superare 897 milioni di cui 155,5 destinate ai privati. Le regole fissano il tetto massimo per ciascuna funzione e stabiliscono anche che le attività (e le relative risorse) che, nel 2014, non saranno più finanziate come Funzioni non tariffabili saranno oggetto di negoziazione. Sono previste puntuali disposizioni relative alla appropriatezza prescrittiva di alcune discipline e, nello specifico, diagnostica per immagini, endoscopia digestiva e medicina nucleare, genetica medica. Per gli enti pubblici è attesa una riduzione minima dal 5% al 10% delle determinazioni per pazienti ricoverati. All interno del tariffario, sia per alcuni DRG che per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali, sono state apportate alcune modifiche e, tra le altre, sono state introdotte le tariffe per le prestazioni di adroterapia che potranno essere riconosciute al CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia) di Pavia, per i protocolli approvati dall Istituto Superiore di Sanità per i trattamenti prenotati a far tempo dal 1/1/2014. Il CNAO è stato messo a contratto da parte della ASL di Pavia entro il 31 gennaio Stranieri STP: per le prestazioni erogate dalle strutture nei confronti di cittadini stranieri irregolari (onere 9), sono integralmente confermate le disposizioni di cui alla DGR 3976/2012. Cittadini europei: adeguata rendicontazione dovrà essere assicurata per le prestazioni sanitarie erogate a cittadini europei (onere 7) che rimarranno in carico alle strutture ove non possano essere recuperate attraverso il canale della mobilità internazionale gestito dal Ministero della Salute. Iscrizione al SSR di minori stranieri irregolari: viene prevista, da parte della ASL, l iscrizione al SSR a tempo indeterminato, ma con obbligo di rinnovo periodico, dei minori stranieri irregolari, senza contestuale assegnazione del (PLS). Ne consegue l ammissione gratuita del minore straniero irregolare: Al regime delle visite occasionali da parte del Pediatra di Libera Scelta ; Agli ambulatori delle strutture accreditate in accesso diretto (e non solo per il tramite di Pronto Soccorso). L iniziativa avrà valenza sperimentale per un triennio. Controlli L attività di controllo delle prestazioni sanitarie e socio sanitarie da parte della ASL è stata programmata entro il 31 gennaio 2014 tramite il documento Piano Aziendale dei Controlli. Il Piano, analiticamente, recepisce e conferma le variazioni introdotte, con particolare riferimento all autocontrollo, già dall anno 2013 e tiene in debito conto la previsione delle regole di sistema e pianifica le attività da svolgere sia per quanto riguarda il controllo delle prestazioni sanitarie sia per le attività di accreditamento sia per il monitoraggio prospettico dei tempi di attesa e degli adempimenti circa il correlato debito informativo verso la DG Sanità. Il valore della quota dei controlli da assicurare in corso d anno dovrà essere pari al 14% dei ricoveri finanziati nel 2013 di cui, una quota fino al 3% riferita ad attività di autocontrollo della qualità della documentazione clinica, una quota di almeno il 7% riferita a controlli di congruenza ed appropriatezza generica ed una quota fino al 4% riferita ad attività di autocontrollo di congruenza ed appropriatezza generica. Per quanto riguarda le attività ambulatoriali, l obiettivo minimo è rappresentato dal 3,5% delle pratiche. Pagina 32 di 72

35 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari L allegato 3 sub allegato B alla DGR 1185 /2013 definisce criteri e modalità operative per la realizzazione degli stessi. Per quanto riguarda il monitoraggio dei Tempi di attesa, nelle more dell emanazione del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d Attesa, vale quanto disposto dalla DGR n.ix/1775 del 24 maggio 2011, che recepisce l Intesa del 28 ottobre 2010, tra il Governo, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, sul Piano Nazionale di Governo delle Liste d Attesa per il triennio Nel corso del 2014 si devono effettuare almeno 12 rilevazioni di prevalenza dei tempi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di ricovero e cura oggetto del monitoraggio regionale. Per un efficace esecuzione dell attività di monitoraggio è indispensabile disporre, anche nel flusso informativo delle dimissioni ospedaliere, delle informazioni relative a classe di priorità del ricovero e data di prenotazione del ricovero programmato al miglior livello di completezza e correttezza di compilazione. La completa e corretta compilazione di tali informazioni costituisce inoltre un adempimento fondamentale per l'accesso alle risorse aggiuntive del Servizio Sanitario Nazionale da parte delle Regioni e pertanto gli episodi di ricovero registrati in maniera non conforme saranno considerati non finanziabili per errori invalidanti. Entro il 31 gennaio 2014 la ASL ha predisposto e formalizzato gli aggiornamenti del proprio Piano attuativo sui tempi di attesa adottando, con il decreto n. 23 /Dgi del 28/01/2014, il Piano Aziendale di governo dei tempi di attesa contenente alcuni richiami alle strutture accreditate sul rispetto dei TdA ed ai prescrittori sull utilizzo dei codici di priorità e di rischio. Tale Piano è stato reso noto a tutti gli erogatori accreditati e a contratto dell ambito provinciale pubblicato sul sito aziendale. Le strutture erogatrici dovranno, congruentemente con il Piano Attuativo della ASL, presentare i Piani semestrali Aziendali di Governo dei Tempi di Attesa (PGTAz) entro il 28 febbraio del 2014 (per il I semestre) ed entro il 31 luglio del 2014 (per il 2 semestre). Da ultimo, si ricorda l adempimento previsto dall art. 41, comma 6, del Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 che prevede quanto segue: «Gli enti, le aziende e le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario sono tenuti ad indicare nel proprio sito, in una apposita sezione denominata «Liste di attesa», i tempi di attesa previsti e i tempi medi effettivi di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata.» Verifica degli assetti accreditati Per quanto riguarda le procedure di accreditamento, le Regole Regionali hanno disposto di sospendere, per il 2014, tutti gli accreditamenti di nuove unità operative e di nuove strutture. Fanno eccezione a questa indicazione le istanze già depositate presso la ASL entro il , la possibilità di trasferire attività già accreditate e la trasformazione - a parità di numero e di budget e con la valutazione positiva delle ASL trasmessa alla D.G. Salute - delle UO di ricovero e delle branche ambulatoriali in strutture già accreditate e a contratto. Con riferimento a queste fattispecie, la ASL assicurerà, pertanto, il supporto lungo tutte le fasi previste nel percorso autorizzativo e di accreditamento con verifiche documentali e sul campo. Sarà peraltro cura della AsL trasmettere alla DG Salute, prima del termine previsto per la negoziazione dei contratti, la propria valutazione in merito alle istanze già pervenute, che dovrà dimostrare sulla base di specifica istruttoria, che la trasformazione prevista risponde alle esigenze del sistema ed è coerente con le indicazioni del Piano Sanitario Regionale, del Programma regionale di sviluppo (PRS), degli indirizzi di programmazione emessi dalla Regione, e si inquadra nel documento annuale di programmazione della ASL riferito al quadro territoriale. Prosegue, secondo le indicazioni regionali, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, il monitoraggio previsto dalla DGR n. 898/2010, sullo stato di avanzamento dei lavori, per le Strutture di ricovero e cura che sono interessate dal regime di proroga sul possesso dei requisiti strutturali e tecnologici. Il Dipartimento PAC assicurerà anche nel corrente anno il controllo delle autocertificazioni quadrimestrali, relative al mantenimento dei requisiti inerenti alle dotazioni organiche delle Pagina 33 di 72

36 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Strutture Sanitarie Accreditate e particolare attenzione viene posta al possesso degli specifici titoli abilitanti dei profili professionali previsti nelle attività ambulatoriali extraospedaliere presenti nel territorio. Proseguirà, in corso d anno, in coerenza con le indicazioni regionali, la riorganizzazione della rete delle alte specialità, dei punti nascita, dei Servizi Trasfusionali ( SiMT) e Unità di raccolta sangue ed emocomponenti. Regolamentazione accessi in Pronto Soccorso Per il 2014 è previsto il proseguimento del Progetto Codici Minori e Pronto Soccorso di cui alla DGR IX/3379 del 9 maggio 2012 e DGR X/63 del 24/4/2013. In particolare, nel 2014, le strutture pubbliche e la ASL devono individuare, all interno delle diagnosi più numerose degli accessi impropri al PS, percorsi condivisi diagnostico-terapeutici tra medici dei PS e medici del territorio e favorire la comunicazione tempestiva e puntuale e la condivisione dei dati clinici del paziente. Deve essere individuata e sperimentata una modalità di comunicazione tra PS e MMG/PLS che non interferisca con il lavoro clinico, ma consenta un contatto rapido quando una decisione dipende dalla collaborazione dei due livelli ed utilizzare al meglio informazioni e competenze, evitando la duplicazione degli interventi. Può essere prevista ed implementata, negli ambulatori dei codici minori, la presenza dei medici del territorio. Va infine posta attenzione al costante monitoraggio, da parte delle aziende, del rispetto dell attribuzione del corretto codice in dimissione per i codici minori, anche al fine dell applicazione della quota di compartecipazione all assistito. La ASL è tenuta, attraverso i NOC, a compiere verifiche sulla corretta adozione della procedura nelle sole aziende in cui la percentuale di codici bianchi che scosta significativamente dalla media regionale. Pagina 34 di 72

37 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Attività nell Area della Salute Mentale Le azioni di tutela della salute mentale vengono sviluppate nei confronti degli erogatori sia pubblici sia privati e, in termini metodologici, considerano separatamente l area adulti e l area minori. In entrambe le aree interessate l ASL ha costantemente coinvolto i preposti organismi provinciali di coordinamento, sia con rapporti di attività sia su specifiche problematiche e/o criticità. Particolare attenzione è stata da tempo rivolta alla assistenza, erogata o comunque richiesta a favore di residenti, presso strutture non a contratto ubicate sia in regione Lombardia sia extraregionali. Questo tipo di assistenza - richiesta nei diversi regimi, sia residenziale che semiresidenziali ma anche ambulatoriale - da diversi anni genera infatti difficoltà nella gestione del budget assegnato all ASL e richiede di monitorare molto attentamente le modalità di collocazione da parte del locale DSM dei pazienti interessati. Oltre alle attività ordinarie sono state sviluppate diverse azioni riguardanti il monitoraggio dei Progetti con finanziamenti aggiuntivi rispetto alle attività assistenziali contrattualizzate, che attualmente sono in sviluppo e che riguardano sia attività per gli adulti sia per minori con il dichiarato intento anche di trovare momenti di approfondimento clinico/diagnostico relativamente alle fasce di età di transizione minori/adulti. Anche per questo settore di attività, con approcci specifici e adeguati, sono state messe in atto verifiche e controlli circa l appropriatezza dell erogazione delle prestazioni. Le regole di sistema, per l anno 2014, prevedono il blocco dei contratti, fatte salve le attività di psichiatria relative al superamento degli OPG e le attività di NPIA relativamente alle seguenti aree sperimentali: individuazione e attivazione di modalità per garantire o potenziare la possibilità di ricovero specifico di NPIA in macroaree regionali (Milano, Monza, Brescia, Pavia, Varese), anche attraverso la trasformazione di posti letto esistenti, nell ottica dell ottimizzazione delle risorse in relazione agli effettivi bisogni assistenziali. approfondimento e verifica di fattibilità di nuove modalità di risposta ai bisogni di residenzialità e semiresidenzialità terapeutica in NPIA in Lombardia e della ridefinizione dei livelli tariffari in un ottica di percorsi di cura differenziati per intensità assistenziale. La sperimentazione riguarderà esclusivamente gli inserimenti di nuovi utenti minorenni con disturbi psichiatrici, ed avrà tra i propri obiettivi la riduzione della mobilità passiva extraregionale. Con nota a firma del Direttore della Direzione Generale Salute alle ASL verranno poi fornite indicazioni relativamente agli ambiti di sperimentazione ed alle modalità. L attività finanziata con 43San sarà oggetto di verifiche puntuali in relazione alla spesa che negli ultimi anni ha subito sensibili aumenti. Relativamente all area di Psichiatria vengono confermate le previsioni della DGR VIII/4221/2007 e nella circolare attuativa n del 20/12/2011 al riguardo della dotazione di programmi assegnati alle singole ASL. Parimenti sono confermati i finanziamenti per lo sviluppo dell area dell innovazione i cui progetti, previo parere favorevole dell OCSM, dovranno essere presentati agli uffici regionali entro il 14/2/2014. Per quanto riguarda l area della Neuropsichiatria dell infanzia e dell adolescenza viene confermato il budget complessivo, a disposizione a livello regionale per il 2014, per l area dei progetti, ed i budget locali corrispondono in prima definizione a quanto già evidenziato nella DGR 2633 del La presentazione dei progetti è avvenuta, previo parere favorevole dell Organismo di coordinamento di NPIA, entro il Nel 2014 è previsto che vengano istituiti dei Comitati regionali di coordinamento degli OCSM e della NPIA cui saranno invitati a partecipare rappresentanti degli organismi a livello locale. Le azioni da sviluppare per il 2014, distintamente per gli adulti e per i minori con riferimento all area territoriale, all area ospedaliera, all area residenziale e ai programmi innovativi, devono mirare all implementazione di modelli integrativi maggiormente efficaci ed efficienti tra psichiatria, neuropsichiatria e psicologia. Le regole di sistema indicano che deve essere favorita la riconversione della spesa dalle strutture residenziali in direzione di forme di residenzialità leggera e/o modelli innovativi a forte integrazione socio sanitaria. Pagina 35 di 72

38 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Attività di Prevenzione Medica La prevenzione è un concetto diventato ormai un patrimonio comune della comunità e si moltiplicano, anche attraverso i media, le figure professionali che ne ribadiscono la sua importanza. Gli interventi di prevenzione sono caratterizzati da trasversalità e intersettorialità e i suoi ambiti di intervento sono molteplici spaziando dalla prevenzione delle malattie infettive - anche attraverso le vaccinazioni - alla prevenzione dei tumori -attraverso gli screening; dalla sicurezza degli alimenti e dell acqua potabile alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro; dalla promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute al contenimento delle ricadute sulla salute delle problematiche ambientali, con riferimento al buon uso del suolo, al recupero delle aree dismesse, alla bonifica dei siti inquinati. Un indicatore di immediata comprensione per tutti e, in modo diretto, riconducibile all efficacia degli interventi di prevenzione, sommati a quelli degli interventi clinici e riabilitativi, è rappresentato dall allungamento progressivo della durata della vita che si è registrato, progressivamente, negli ultimi decenni. Tale dato che, di per sé, infonde rassicurazione va però letto in modo attento, tenendo conto che si tratta di un dato medio e che nulla dice sulla qualità degli anni di vita guadagnati. In altri termini il risultato può apparire, per certi aspetti, insoddisfacente laddove si prenda atto che la qualità della vita nei soggetti anziani può risultare carente per il sovrapporsi di diverse patologie cronico degenerative o che, per altri versi, appaiono sempre più evidenti le diseguaglianze all interno della popolazione in termini di opportunità di salute. Tutto questo porta a rinforzare il ruolo della prevenzione finalizzata a promuovere e tutelare la salute dell intera popolazione e per tutta la durata della vita. In quest ottica è importante, come suggerisce la programmazione regionale, sostenere e promuovere azioni che siano ispirate ai principi di: semplificazione per il cittadino, per le imprese e per il sistema stesso; responsabilità sostenendo la scelta consapevole e praticabile dei cittadini per la propria e altrui salute; evidenza scientifica di efficacia delle azioni da attuare; equità sociale, presupposto per il completo raggiungimento degli obiettivi di ogni sistema sanitario, intesa come valore che deve assicurare le stesse opportunità di salute per ogni persona in termini di accesso e fruizione di servizi e cure, a parità di bisogno; integrazione e intersettorialità, sostenendo un metodo di lavoro basato su obiettivi condivisi tra enti, istituzioni, associazioni differenti senza preclusioni preconcette; sostenibilità, avviando azioni che possano durare nel tempo, anche in condizioni di risorse limitate. In modo più puntuale il riferimento della programmazione annuale delle attività di prevenzione è rappresentato dal Programma Regionale di Sviluppo della Lombardia e dal Piano Regionale lombardo di Prevenzione ancora in vigore con attenzione ai seguenti risultati attesi, afferenti all area di garanzia dei LEA : Programmazione e sostegno di iniziative di prevenzione e di promozione della salute in ogni fascia d età ed in ogni ambiente di vita e di lavoro. Miglioramento della qualità dei programmi di screening oncologici di provata efficacia. Sostegno e coordinamento dell attività di controllo per la tutela e la sicurezza del lavoratore, del consumatore, del cittadino. Gestione sanitaria dell evento EXPO con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini, dei lavoratori e alla tutela dei partecipanti. Per l anno 2014 pertanto il Dipartimento di Prevenzione Medico, in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione e come già avvenuto nello scorso anno, intende programmare le proprie attività: sulla base di analisi epidemiologiche e di evidenza di efficacia - secondo criteri di priorità dell azione di controllo parametrata al livello di rischio; Pagina 36 di 72

39 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari sull efficienza nell utilizzo delle risorse, concorrendo al benessere complessivo, sia con interventi nei confronti della singola persona, sia con interventi di sistema sulla comunità e sul territorio. Si proseguirà pertanto nel riorientare le tradizionali attività di vigilanza e controllo in modo da renderle più efficaci, più efficienti e da potenziarne l utilità sociale, differenziando gli ambiti di intervento prioritariamente in base al rischio. Gli interventi di prevenzione e rimozione dei rischi per la salute, secondo le indicazioni regionali, vengono sempre più affiancati a interventi di promozione della salute, che rappresentano un fondamento dell azione di sanità pubblica. Il modello organizzativo praticato è quello che valorizza un ampia partecipazione delle parti sociali e delle istituzioni con competenze nelle specifiche aree (tutela della salute e sicurezza dei cittadini/consumatori/lavoratori), sia nella fase di individuazione di priorità ed obiettivi, sia nella fase di valutazione del guadagno di salute conseguito. In questo senso, ad esempio, l esperienza ad oggi condotta consente di affermare con forza che il processo per affrontare e risolvere i bisogni di Sicurezza e Salute degli ambienti di Lavoro, inizia con la realizzazione della peer network, la rete di pari. Istituzioni, Associazioni datoriali e sindacali danno vita ad una piattaforma collaborativa che permette di affrontare, in modo interattivo, la soluzione dei problemi dei lavoratori, dei datori di lavoro e degli organi di vigilanza per lavorare attorno ad un bisogno condiviso, sul quale sono convogliate energie e risorse, anche finanziarie. L ASL intende sviluppare e consolidare la promozione di stili e ambienti di vita favorevoli alla salute cercando di contribuire allo sviluppo di politiche in grado di incrementare i livelli di salute della comunità, con particolare attenzione al problema delle disuguaglianze, destinato ad assumere ancora maggior rilevanza a fronte del fenomeno dell immigrazione, ma anche degli effetti della crisi economica degli ultimi anni. Le conoscenze e i risultati delle attività di prevenzione raggiunti saranno sostenute da un efficace azione di comunicazione pubblica rivolta alla popolazione, ai suoi rappresentanti ed ai cittadini utenti del servizio sanitario. In un ottica di educazione continua e di continuo miglioramento della performance dei propri operatori il Dipartimento di Prevenzione Medico, nella logica di garantire il costante raccordo con i principi e gli obiettivi del Piano Regionale di Prevenzione e con l azione di coordinamento ed indirizzo della U.O. Governo Prevenzione della Direzione Generale Sanità Regione Lombardia, assicurerà la partecipazione del proprio personale agli eventi formativi Eupolis/SDS programmati dalla stessa U.O. Governo della Prevenzione. In corso d anno, inoltre, il Dipartimento di prevenzione Medico, parteciperà alla Valutazione della performance nell area PREVENZIONE attraverso il percorso di Benchmarking organizzato dalla Regione. Il Dipartimento di Prevenzione inoltre, in linea con le indicazioni regionali, in previsione dell evento EXPO procederà, nel corso dell anno, ad una revisione del Piano di gestione delle Maxi - Emergenze adottato nel 2011 aggiornando, in collaborazione con le strutture interessate, i protocolli di intervento in capo all ASL e rafforzando, se del caso, la Guardia Igienica permanente Aziendale. Piano Integrato Locale di promozione della salute anno 2014 Alla luce del bisogno di salute della popolazione della provincia di Pavia, così come emerge dall analisi di contesto legato soprattutto alla prevalenza di patologie cronico-degenerative per le quali è universalmente riconosciuto il ruolo determinate degli stili di vita, le attività di promozione della salute saranno svolte secondo quanto delineato nel Piano Integrato Locale di promozione della salute dell ASL di Pavia per l anno 2014, che è in fase di definizione e sarà adottato entro il 28 febbraio Il Piano declina gli obiettivi di salute, le scale di priorità e gli indicatori di risultato misurabili anche in termini di guadagno di salute. Nell implementare le azioni conseguenti e nello sviluppare quelle avviate lo scorso anno risulta quanto mai chiaro che la validità e l efficacia degli interventi dipende dalla possibilità di Pagina 37 di 72

40 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari raggiungere il target di popolazione, correlato ad un particolare bisogno di salute, nella sua interezza. Per conseguire tale obiettivo non si può prescindere dal coinvolgimento di tutti i settori, in primis la scuola e più in generale i soggetti del sistema educativo, quindi le Istituzioni, le Amministrazioni e gli Enti, per giungere fino al coinvolgimento di Associazioni e della società civile nel suo complesso. In particolare all Interno dell Azienda si intende consolidare e migliorare quali-quantitativamente programmi di intervento, attraverso lo strumento della pianificazione integrata del Piano Integrato Locale per la Promozione della salute (PIL) elaborato in stretta collaborazione con la Direzione Sociale dell ASL, il Dipartimento Cure Primarie, il Dipartimento Prevenzione Veterinario, il Dipartimento Governo della rete Distrettuale e del farmaco ed il Dipartimento PAC. Nello specifico, come indicato dalla regione, si prevede di promuovere stili di vita e ambienti favorevoli alla salute anche al fine di prevenire patologie non trasmissibili (cronico degenerative) che hanno in comune fattori di rischio comportamentali modificabili (scorretta alimentazione, sedentarietà, tabagismo), utilizzando a sistema i programmi di comunità per i seguenti setting: - Scuole che Promuovono Salute Rete SPS Lombardia che ri-orienta in termini di appropriatezza (ruoli e azioni evidence based) tutta l offerta ASL nel setting scolastico; - Aziende che promuovono salute Rete WHP Lombardia, che attiva la responsabilità sociale di impresa (privata soprattutto medie e grandi e pubblica, comprese aziende sanitarie, EELL, Caserme, ecc.) su azioni evidence-based. Mantenere e migliorare tutte gli interventi evidence-based (anche intersettoriali) già avviati per: - la promozione dell attività fisica (gruppi di cammino, pedibus, scale per la salute), per una sana alimentazione (programma di riduzione del consumo di sale, programma per favorire il consumo di frutta e verdura, etc.), - promozione dell allattamento al seno - l offerta di counseling motivazionale breve sugli stili di vita in contesti opportunistici (percorso nascita, setting vaccinale, ecc.). - attivazione di percorsi per il miglioramento quali-quantitativo delle reti di offerta per la cessazione tabagica Piano Integrato di Vigilanza e Controllo anno 2014 Anche per il 2014 il Dipartimento di Prevenzione Medico attuerà le iniziative di prevenzione, vigilanza e controllo, dotandosi del Piano Integrato di Vigilanza e Controllo (P.I.C.), anch esso in via di definizione e da adottarsi entro il 28 febbraio Le attività di vigilanza e controllo saranno pianificate ed organizzate secondo le specificità dettagliate dalle Unità Operative del Dipartimento, come di seguito sinteticamente rappresentato attraverso l esplicitazione, per ogni Unità Operativa complessa (U.O.C.), di obiettivi e attività. U.O.C. Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro PREMESSA Il sottostante piano, comprensivo di obiettivi e conseguenti azioni, viene redatto tenendo conto di quanto indicato nel Piano regionale per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Deliberazione N X/1104 del 20/12/2013) e in aderenza ai documenti di pianificazione nazionale e regionale che rappresentano la cornice normativa di riferimento. Di fondamentale importanza risulta la condivisione, tra le parti sociali e istituzionali preposte all'attuazione e alla vigilanza della normativa in materia di sicurezza, dei principi a cui fare riferimento e in particolare: l intersettorialità - approccio trasversale alla salute e sicurezza in ambienti di lavoro, ricercando e stimolando la collaborazione, l interazione funzionale e il coordinamento con tutti i soggetti coinvolti; Pagina 38 di 72

41 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari la semplificazione riformulazione di procedure e ridisegno di modelli organizzativi, non a contrazione delle funzioni e dei servizi a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma a vantaggio dei cittadini e delle imprese; la sostenibilità - visione integrata delle forze e delle risorse messe in campo che siano di sostegno alle priorità individuate, migliorino la partecipazione del partenariato economicosociale alla definizione delle strategie, favoriscano una concezione di lungo temine. Linee strategiche di azione Il dibattito nazionale e internazionale ha reso evidente che, per conseguire miglioramenti tangibili delle condizioni di lavoro, nonché per contrastare gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, agli strumenti ordinari di vigilanza e ispezione vanno affiancati altri dispositivi quali: - il dialogo sociale per avviare iniziative di responsabilità sociale delle imprese (RSI) e di incentivazione economica; - la promozione di buone prassi per la corretta valutazione e gestione dei rischi, e per la promozione della salute (Working Health Promotion); - le iniziative di sensibilizzazione per la diffusione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro (SSL); - la valorizzazione della differenza di genere. OBIETTIVI STRATEGICI Gli obiettivi indicati da Regione Lombardia per il prossimo quinquennio sono: - la riduzione degli infortuni e delle malattie professionali; - il sostegno alle imprese; - la formazione alla salute e sicurezza. Infortuni su lavoro: decremento del tasso infortunistico pari o superiore al 25% per il quinquennio (calcolato sull anno 2012 utilizzando, al denominatore, il numero di lavoratori occupati al netto del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni - tiraggio CIG = numero ore utilizzate/numero ore autorizzate) fonte dati INAIL, INPS, ISTAT) Malattie professionali: incremento del numero assoluto di malattie professionali denunciate a INAIL pari o superiore 25% per il quinquennio (calcolato sull anno 2012 fonte dati INAIL al netto del ricorso alla cassa integrazione guadagni) Sostegno alle imprese: - favorire l emersione, la valorizzazione, la promozione e la diffusione di buone pratiche e percorsi virtuosi di autocontrollo da loro praticati, quali quelli di RSI e i sistemi di gestione della sicurezza (SGSL) ampiamente intesi; - promuovere nelle aziende l adozione delle buone prassi esistenti e decretate nell ambito delle precedenti pianificazioni; - semplificare e uniformare l'azione delle Istituzioni con competenza in SSL. La formazione alla salute e sicurezza: - recepire gli Accordi Stato/Regioni all insegna della semplificazione; - fornire indirizzi ai DPM per un azione di controllo delle iniziative formative che si svolgono a livello locale; - supportare la scuola nel percorso di integrazione della sicurezza nei curricula scolatici, in coerenza con la Legge regionale 6 agosto 2007 n. 19 Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia. OBIETTIVI DI PROCESSO Si intende promuovere azioni sinergiche con tutti gli organismi incaricati della prevenzione e della vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, nell ambito del Comitato di Coordinamento Provinciale ex art. 7 D.Lgs 81/08 anche attraverso l attuazione di attività di controllo coordinata. Pagina 39 di 72

42 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari In tema di promozione e assistenza alle imprese, il servizio intende effettuare azioni finalizzate alla diffusione di sistemi di autocontrollo, di linee guida e buone prassi. Si intende inoltre sostenere le imprese attraverso corsi di formazione rivolti alle figure della prevenzione aziendali: datori di lavoro, RSPP, medici competenti, RLS. In particolare si intende: - realizzare il progetto locale di informazione/formazione rivolto alle microimprese e ai lavoratori autonomi in particolare dei settori edile e agricolo; - realizzare un corso di formazione destinato agli RSPP aziendali in tema di rischio chimico a seguito all attuazione del Regolamenti Europei n.1907/2006 REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals), n. 1272/2008 CLP (Classification, Labelling and Packaging) e n. 453/2010 SDS (Safety Data Sheet); - organizzare almeno un convegno destinato ai medici competenti; - organizzare incontri di aggiornamento destinati agli RLS. ATTIVITA Vengono di seguito definite nel dettaglio le attività che il servizio PSAL intende perseguire nel corso del periodo in coerenza con quanto definito dagli obiettivi strategici. Amianto Nell ambito del settore amianto si intendono proseguire le seguenti linee principali di attività: - bonifica siti dismessi (area ex Fibronit): prevista l effettuazione da parte del servizio di un numero di campionamenti pari ad almeno il 10% dei campionamenti effettuati dalla ditta incaricata dei lavori di bonifica previsti per l anno 2014; - campionamenti per la restituibilità dei luoghi sottoposti a interventi di bonifica; Prosegue inoltre l attività di valutazione tecnica e sanitaria dei piani di lavoro per la rimozione amianto; si prevede, per gli aspetti sanitari, un approfondimento della valutazione in almeno il 30% dei casi. Differenza di genere, età e paese di provenienza Considerati i dati di letteratura e di contesto locale e regionale, tenuto conto di quanto indicato nel Piano regionale per la tutela della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro, si ritiene opportuno che il servizio analizzi le modalità con le quali le imprese gestiscono i rischi lavorativi a seguito del percorso valutativo riferito alle differenza di genere, età e paese di provenienza, come previsto dall art. 28 del D.Lgs 81/08. Verranno pertanto esaminati, nel merito, un numero significativo di Documenti di valutazione dei rischi (DVR) di imprese del territorio. Rischio chimico Con la finalità di fare il punto sulla qualità della valutazione del rischio chimico effettuata da parte delle aziende, (ai sensi del DLgs 81/2008 ed a seguito all attuazione del Regolamenti Europei n.1907/2006 REACH, n. 1272/2008 CLP e n. 453/2010 SDS), tenendo conto dell opportunità di fornire supporto alle imprese, è previsto un corso di formazione destinato agli RSPP dei settori interessati. Durante il corso verrà fornita una check-list da utilizzarsi per valutare la congruità delle schede di sicurezza dei prodotti chimici utilizzati in azienda con le normative vigenti, (n.1907/2006 REACH, n. 1272/2008 CLP e n. 453/2010 SDS). Verrà valutata successivamente la ricaduta del corso attraverso l invio al servizio dei risultati dell analisi di SDS effettuata dagli RSPP aziendali con l utilizzo della check list. Verrà, in seconda fase, richiesto l invio al servizio dei documenti di valutazione del rischio chimico aggiornato dalle aziende. Valutazione delle segnalazioni di malattie professionali Si intendono avviare, nei confronti di un campione di medici competenti delle aziende del territorio, interventi di sensibilizzazione e controllo dell attività espletata in tema di denuncia di malattia professionale. Di ogni medico competente verrà verificata, a campione, almeno una cartella sanitaria di un lavoratore proporzionalmente al numero delle aziende di cui il singolo professionista è medico competente e conseguentemente al numero dei lavoratori di ogni singola azienda. Pagina 40 di 72

43 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Verrà implementato l utilizzo del modulo OCCAM ( OCcupational Cancer Monitoring) elaborato all interno del progetto sviluppato da ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro) e Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano per stimare il rischio per i tumori di origine occupazionale per area geografica (provincia, regione ecc.), sede d insorgenza della malattia e comparto produttivo. Si prevede il coinvolgimento della UOOML in tema di neoplasie a possibile eziopatogenesi professionale. Si provvederà ad elaborare uno specifico questionario, da somministrare ad opera di medici della UOOML, a pazienti con diagnosi di neoplasia vescicale e/o polmonare con la finalità di evidenziare eventuali casi misconosciuti ad eziologia di natura professionale. Si attueranno successivamente i conseguenti obblighi di legge (referto e denuncia all INAIL). Patologie da movimenti ripetuti degli arti superiori Si intende organizzare, in corso d anno, un convegno destinato ai medici competenti e medici di base in tema di mantenimento delle capacità, reintegrazione e riabilitazione dei lavoratori che hanno sviluppato patologie muscolo-scheletriche sul lavoro. A seguito di tale evento, e dopo averne valutata l opportunità, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle malattie osteoarticolari (sulla prevenzione e la cura di tali patologie tenendo conto anche delle differenze di genere), si provvederà all elaborazione di opuscoli/manifesti informativi da divulgarsi presso i principali centri cittadini di aggregazione (sedi ASL, ambulatori medici di base, etc.) o attraverso il sito web aziendale. Stress lavoro correlato Sulla base delle ultime due indagini della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di Dublino risulta che, tra i lavoratori dell Unione europea, il problema «stress» occupi il primo posto, assieme ai disturbi muscolo-scheletrici. Il servizio intende proseguire l attività di vigilanza in merito alla valutazione del rischio da stress lavoro correlato nel comparto scuole, anche a seguito di più segnalazioni pervenute al servizio. Verrà realizzato un incontro con i dirigenti scolastici e medici competenti delle scuole e successivamente richiesto l invio al servizio del Documento di Valutazione del Rischio (DVR) stress lavoro correlato. Strumenti informativi La registrazione dei controlli effettuati dal servizio, nel sistema gestionale aziendale, prevede la puntuale trasmissione dei dati al sistema informativo E prevista l implementazione dell utilizzo del modulo MA.PI. del sistema informativo Regionale della prevenzione fino al raggiungimento della registrazione del 100% delle malattie professionali e infortuni sottoposti ad indagine dal servizio. Presentazione di linee guida alla Commissione Consultiva Permanente di cui all art.6 del D.Lgs 81/08 al fine del riconoscimento a buone prassi Il servizio intende realizzare un progetto locale dal titolo Linee operative per la gestione della problematica degli spazi confinati o a rischio di inquinamento nelle cantine vitivinicole finalizzato a fornire indicazioni tecnico/operative di riferimento, idonee alla prevenzione dei rischi durante le attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, in ambito vitivinicolo. Il documento finale elaborato verrà inviato alla Commissione Consultiva permanente per la validazione come buona prassi ai sensi e per gli effetti dell art.2, comma 1, lett. v) del D.lgs. n. 81/2008. Promozione e diffusione di linee guida/atti di indirizzo regionali E prevista, nell anno, la promozione e la diffusione di almeno una linea guida/atto di indirizzo tra le seguenti: - Vademecum per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle attività di saldatura metalli; - Linee guida per la sorveglianza sanitaria in edilizia; - Stress lavoro correlato; - Strategia SOBANE (Screening OBservation ANalysis Expertise) gestione dei rischi professionali; Pagina 41 di 72

44 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Linee di indirizzo per l attività di coordinatore per la sicurezza nei cantieri edili. Supportare la scuola nel percorso di integrazione della sicurezza nei curricula scolatici. Si prosegue il percorso da tempo avviato, in sinergia con DTL, INAIL, Confindustria Pavia e Provincia, di inserimento nei programmi scolastici di temi attinenti alla salute e sicurezza sul lavoro. Expo Per quanto di competenza, da parte della U.O. PSAL sarà monitorato l eventuale interessamento del territorio della Provincia di Pavia in merito all evento Expo (eventuali cantieri stradali, allestimento di palchi per spettacoli di varia natura). PROGRAMMA DI ATTIVITA DI VIGILANZA E ISPEZIONE 2014 Sulla base delle indicazioni regionali (Circolare Regionale Protocollo H del 22/01/2014) in merito al numero di controlli e imprese da sottoporre a vigilanza, nel corso del 2014 il numero totale dei controlli non dovrà essere inferiore al numero dei controlli effettuati nel 2013, fatta salva una diversa programmazione in relazione ad incrementi/riduzioni del personale. Si prevede pertanto di effettuare almeno controlli, così come effettuati nel precedente anno in orario di servizio ordinario. Si prevede di realizzare attività di vigilanza, ispezione e controllo su almeno il 5% delle imprese attive indicate nelle sezioni di attività economiche di Infocamere-2011, escludendo le attività non rilevanti ai fini della sicurezza dei lavoratori; Per il calcolo del 5% delle imprese attive da sottoporre a vigilanza è stato utilizzato il denominatore indicato dalla nota regionale Prot. n. H del e pari, per la Provincia di Pavia, a imprese. Sulla base di tale dato saranno sottoposte a vigilanza almeno aziende, comprese nelle macrocategorie riportate nella nota regionale e 80 aziende agricole, per un totale di imprese. Saranno effettuati controlli ed azioni mirate al controllo di attrezzature vetuste in agricoltura. Verrà effettuata attività di vigilanza in aziende agricole ammesse ai finanziamenti nell ambito dell attuazione del Piano di sviluppo rurale. Per la definizione delle attività rilevanti ai fini della sicurezza dei lavoratori si procede secondo i criteri della graduazione dei rischi e dell individuazione delle priorità, tenendo conto degli indirizzi regionali: individuazione della classe di rischio sulla base di dati occupazionali e di danno, classificazione del rischio da 1 (maggior rischio) a 4 (minor rischio), correzione della classe di rischio con riferimento alla presenza/assenza di rischi potenziali (chimico, fisico, organizzativo, per terzi) correlabili alla realtà del territorio. Ai fini dell attribuzione della classe di rischio è rilevante il contributo fornito dalle indicazioni emerse dal registro regionale infortuni mortali. Per ciascun comparto/settore è stato definito il numero di imprese da sottoporre a controllo, utilizzando le informazioni contenute nella banca dati Infocamere 2011 e nel Sistema Impresa; si è tenuto conto, inoltre, delle conoscenze, in merito ai rischi presenti nei diversi settori del territorio pavese, acquisite nel corso dell attività di vigilanza e controllo effettuata dalla UOC PSAL nel 2013 nonché da altri organi di vigilanza quali la Direzione Territoriale del Lavoro e ARPA. I controlli programmati saranno effettuati nell ambito dei gruppi di categoria economica ATECO con classi di rischio 1 e 2. Per l individuazione delle singole aziende, appartenenti ai gruppi sopra indicati, da sottoporre a vigilanza, saranno adottati i seguenti criteri: - insediamento produttivo non conosciuto dalla UOC; - data degli ultimi controlli >5 anni; - esito sfavorevole di precedenti prescrizioni; - ricorrenza di segnalazioni, infortuni, malattie professionali; - vetustà della struttura e/o degli impianti/attrezzature in essa presenti; - presenza di attività a rischio di incidente rilevante; - presenza di attività soggette ad Autorizzazione Ambientale. Pagina 42 di 72

45 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Sarà, in particolare, effettuata vigilanza in 9 aziende rientranti tra quelle considerate a Rischio di Incidente Rilevante e quelle che svolgono attività che impattano sull ambiente secondo un programma definito nell ambito del Comitato di coordinamento provinciale ex art. 18 LR 16/1999 e smi e coordinato con ARPA e Amministrazione Provinciale; saranno individuati settori di intervento su indicazioni forniti da altri Enti (INAIL, DTL, ARPA). Ulteriori criteri per l individuazione delle aziende oggetto di controllo, indipendentemente dal settore di appartenenza, saranno rappresentati dagli eventi infortunistici mortali e gravi e dalle malattie professionali: le indagini saranno finalizzate, oltre che all accertamento delle cause dei danni e delle relative responsabilità, anche alla promozione di interventi efficaci per prevenirli. L attività ispettiva nei cantieri deve coprire in modo uniforme l'intero territorio provinciale, sulla base di aree geografiche definite (Comuni, Gruppi di Comuni), garantendo una copertura complessiva e omogenea. Si intende garantire lo stesso numero di cantieri controllati nel corso del Sono previsti controlli in attività di rimozione amianto, da individuare a partire da comunicazioni (notifiche/piani di lavoro) pervenute nei rispettivi territori, sulla base di criteri quali l'inadeguatezza delle informazioni pervenute o la rilevanza dell'attività di rimozione prevista. L attività di vigilanza sarà programmata tenendo conto del contributo apportato dagli altri Enti istituzionali che svolgono attività di prevenzione e/o controllo nel comparto. Una quota di cantieri sarà vista in vigilanza congiuntamente alla DTL di Pavia. Continuerà la linea di attività finalizzata alla vigilanza sull applicazione dei regolamenti REACH e CLP. Si prevede l esecuzione di sopralluoghi in un campione di imprese che hanno trasmesso SCIA. Attività di controllo sarà effettuata sulle strutture sanitarie e sociali accreditate pubbliche e private in accordo con altri Dipartimenti. Si prevede di eseguire attività di vigilanza in strutture di ricovero e cura e almeno 15 sopralluoghi congiunti con altri dipartimenti/servizi in strutture socio-sanitarie residenziali o semiresidenziali e sociali. Un ulteriore quota di aziende sarà controllata estraendo il campione dai sistemi informativi regionali. Saranno sottoposti ad indagine circa 300 infortuni occorsi in occasione di lavoro e che hanno determinato lesioni mortali e gravi, anche in relazione all esito della revisione del protocollo Infortuni in accordo con la Procura. Il nuovo protocollo terrà conto anche di opportune valutazioni sull efficacia delle indagini. Un altra quota di indagini, pari a 70, sarà effettuata a seguito di segnalazione di malattie professionali anche in relazione all avvio del nuovo protocollo in accordo con la Procura. SICUREZZA IMPIANTISTICA Nel settore della sicurezza impiantistica i controlli saranno programmati in base alla graduazione dei rischi, effettuata in coerenza con le indicazioni della DGS. Oltre all attività di verifica prestata secondo le priorità successivamente descritte, l UOS impiantistica parteciperà alla vigilanza nel comparto Costruzioni, ai controlli sull applicazione di Regolamenti REACH e CLP ed alla vigilanza nelle aziende RIR e AIA finalizzando il controllo anche agli adempimenti relativi alle attrezzature/impianti dell allegato VII. Definizione delle priorita per l effettuazione delle prestazioni di verifica Premesso che l attività dell U.O.S impiantistica è innanzi tutto condizionata dall effettiva presenza di richieste da parte degli utenti, l individuazione delle priorità pone come sempre il dilemma della scelta tra l analisi del rischio relativo al singolo apparecchio, e quello più generale dell intero contesto entro il quale opera il singolo apparecchio. La U.O.S Impiantistica si orienta nel dare maggiore peso al secondo criterio e, in coerenza, sono state individuate le seguenti priorità e numero di verifiche previste: Apparecchi a pressione (1800) aziende a rischio di incidente rilevante; aziende del settore chimico, che utilizzano fluidi pericolosi, o con elevata energia immagazzinata; Pagina 43 di 72

46 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari strutture sanitarie, scuole ed istituti; aziende con generatori di vapore o acqua surriscaldata; impianti il cui controllo è di esclusiva competenza ASL; aziende con recipienti contenenti fluidi non pericolosi (gruppo 2 DLgs 93/00); Apparecchi di sollevamento (1000) macchine che operano in cantiere, idroestrattori nelle industrie chimiche; apparecchi adibiti al sollevamento delle persone; gru con cicli di lavorazione gravosi (prefabbricati, fonderia, ); apparecchi non verificati da più lungo tempo; Ascensori (280) ospedali, cliniche, case di cura; ricoveri, pensionati; scuole, uffici pubblici; case popolari; Impianti elettrici (350) aziende a rischio di incidente rilevante; strutture sanitarie, scuole, uffici pubblici; aziende chimiche, a rischio incendio, impianti distribuzione carburanti; alberghi, locali di pubblico spettacolo, supermercati, impianti con grosse potenze installate o con cabina di trasformazione; UOC Igiene degli alimenti e della nutrizione OBIETTIVI STRATEGICI Mantenimento dei livelli efficaci di vigilanza nel settore dell'igiene degli alimenti al fine di prevenire i rischi di possibili malattie trasmesse da alimenti e dare adeguate garanzie di sicurezza al consumatore; mantenimento dei livelli di vigilanza nel settore delle acque destinate al consumo umano nel rispetto di quanto previsto dal Decreto Legislativo 31/2001 e degli indirizzi regionali in materia di procedure di autocontrollo; prosecuzione degli interventi già sostenuti nel 2013 nel campo della promozione di corrette abitudini alimentari OBIETTIVI DI PROCESSO saranno perseguiti i seguenti obiettivi: continuare la programmazione dei controlli in base alla graduazione del rischio in coerenza con le indicazioni regionali e coordinati con gli interventi programmati da altri dipartimenti dell'azienda; continuare ad applicare le procedure per i controlli ufficiali in attuazione degli Standard di funzionamento dei Servizi ASL competenti in materia di sicurezza alimentare definiti dalla Regione Lombardia; mantenere il numero totale dei controlli analitici nel settore delle acque destinate al consumo umano e continuare le verifiche (ispezioni ed audit) sia sugli impianti acquedottistici che sulle imprese alimentari per valutare l'adeguatezza delle procedure di autocontrollo proseguire il progetto per estendere la produzione di pane a ridotto contenuto di sale Pagina 44 di 72

47 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari AZIONI Per la definizione delle frequenze di controllo verrà utilizzata la graduazione dei rischi per macrocategorie individuate secondo i criteri e le indicazioni regionali. La graduazione del rischio nelle attività registrate ai sensi del Regolamento Ce 852/2004 è condivisa con il Dipartimento di Prevenzione Veterinaria. Si proseguirà, in tutte le attività che verranno controllate nel 2014, a compilare una scheda per la definizione del rischio attribuibile ad ogni singola attività e questo dato verrà inserito nell'archivio informatizzato del DPM, al fine di definire un rischio specifico per ogni attività e poi programmare l'attività di controllo sulla base del rischio specifico di ogni attività. Il numero totale di imprese che dovranno essere sottoposte a controllo sarà definito utilizzando le informazioni contenute nel Sistema Impresa e nell'archivio informatizzato del DPM considerando i carichi di lavoro ed il numero del personale addetto al controllo ufficiale. I controlli verranno effettuati sempre seguendo le indicazioni delle Procedure per l'effettuazione delle ispezioni, degli audit e dei campionamenti recepite dalla ASL con Delibera 386/DGi. Le verifiche sugli impianti acquedottistici verranno programmate sulla base della analisi dei rischi rilevate nel triennio precedente. U.O.C Igiene e Sanità Pubblica. OBIETTIVI STRATEGICI Secondo le indicazioni regionali è necessario sviluppare per il 2014 un Piano di Vigilanza e Controllo per le tre linee di attività del Servizio (Strutture Sanitarie, Igiene Ambientale, Igiene Edilizia) che consolidi l orientamento verso azioni efficaci in grado di incidere sulla prevenzione primaria e su quella secondaria, per attenuare gli effetti dannosi sulla salute umana degli interventi antropici sul territorio urbanizzato e non. Considerato l attuale contesto normativo di riferimento in materia ambientale, D.Lgs 152/06 Norme in materia ambientale, L.R. n. 5 del 2 febbraio 2010 Norme in materia di valutazione di impatto ambientale con il conferimento di funzioni a Provincie e Comuni, Regolamento regionale di attuazione della l.r. 5/2010 (supporto tecnico-amministrativo alle Amministrazioni Comunali in materia di VIA), i macro obiettivi riguardanti la salute e prevenzione, vedono l ASL in prima fila, in termini di nuova mission per il prossimo futuro, nel proporre e fornire competenze tecnico-scientifiche al fine di migliorare gli stili di vita e gli ambienti di vita della popolazione sviluppando un approccio che va a riguardare sempre più la persona e la comunità nella sua interezza e non solo le singole malattie o determinanti. Si rileva, quindi, il ruolo sempre più determinante assunto in questi ultimi anni dall ASL in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), dove è chiamata al ruolo di componente della Commissione Istruttoria Regionale a supporto dell Autorità Competente Regionale fornendo supporto tecnico scientifico in merito alle ricadute sulla salute della popolazione, nelle diverse fasi della procedura. In tale settore e relativamente alla componente salute pubblica nell ambito degli Studi di Impatto Ambientale (SIA), l ASL dovrà sviluppare ulteriormente le sue competenze già in parte previste ed anticipate nelle Regole di gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale 2012 e Le importanti ricadute sull attività dell Asl nel prossimo futuro per le valutazioni che verranno richieste i termini di impatti sulla salute e stimati dai proponenti per la realizzazione del progetti, dovranno costituire il prossimo impegno di lavoro del Dipartimento di Prevenzione Medico. Gli incontri tenutisi in sede Regionale, presso la U.O. Governo della prevenzione, il 22 ottobre e 17 dicembre 2013, che hanno visto gli operatori della prevenzione particolarmente interessati a sviluppare conoscenze più ampie, troveranno supporto negli eventi formativi previsti, sempre a livello regionale, nel L azione della ASL, nello specifico campo, sarà uniformato ai contenuti delle recenti linee guida messe a punto a livello regionale per la valutazione da parte delle ASL degli impatti sulla salute di progetti/opere da realizzarsi sul territorio. Nel 2013 il Servizio ha condiviso alcuni obiettivi di programma con altre strutture aziendali e altri attori istituzionali (ARPA, Provincia, Comuni) in modo da rispondere meglio alla pluralità di Pagina 45 di 72

48 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari interessi in campo ed alle diverse professionalità necessarie per affrontare problemi sempre più complessi. Per la programmazione 2014 questo modus operandi viene esteso e allargato ad altri obiettivi programmatici: - Promuovere e verificare metodologie efficaci e validate nella progettazione delle iniziative, a partire dalle evidenze di efficacia riportate di letteratura, dalle buone pratiche documentate e dalle esperienze locali; - Favorire l autonomia di gestione locale di enti, istituzioni o gruppi di popolazione, garantendo loro nel contempo la collaborazione e il sostegno della ASL. - Implementare le attività di rete: monitorare ed arricchire la banca dati delle iniziative avviate dai singoli soggetti, favorirne la complementarietà e la partecipazione integrata. - Coinvolgere gli enti preposti alla programmazione territoriale per avviare un processo di adeguamento strutturale coerente con gli obiettivi di salute prioritari. Attività di Vigilanza e Controllo In coerenza con il piano triennale dei controlli, sarà mantenuto un numero totale di controlli per il 2014 tale da assicurare una particolare attenzione ai comparti non inseriti nel monitoraggio LEA. Un comparto molto presente nella nostra programmazione è l agricoltura. Da oltre quattro anni il contributo richiesto al Servizio Igiene e Sanità Pubblica, unitamente al Servizio PSAL, dalla Provincia di Pavia per il PSR (Piano di Sviluppo Rurale), ha portato all ispezione di un totale di circa 1100 Aziende Agricole della provincia. Nel 2014 saranno evase tutte le richieste di controlli in vigilanza provenienti dalla Provincia, dai Comuni e dalla Comunità Montana. L'ASL continuerà a garantire il supporto ai Comuni e Provincia nell ambito del procedimento istruttorio in materia di bonifica siti contaminati, attraverso la partecipazione alle Conferenze di Servizio ed ai tavoli tecnici che le autorità competenti istituiranno. Detta attività di supporto abbraccerà ambiti differenti e vari procedimenti in materia di AIA, VIA, Produzione di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili e Bonifica di Siti Contaminati e, AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) recentemente introdotta in ambito nazionale dal DPR 59/2013. Come in passato, le emergenze in ambito ambientale riguardanti siti contaminati, attività di bonifica in corso o da avviare, ecc, ( es. Area Neca, Area Ex Necchi, Ex Vinal S. Giuletta, Officine Landini Pavia, etc) saranno condotte con professionalità e competenza e garantite H24, per il tramite del servizio di Guardia Igienica dell ASL. Anche nell ambito della Pianificazione urbanistica, l Asl di Pavia, intende continuare a promuovere scelte favorenti una migliore qualità dell ambiente e del territorio, mettendo in conto di sviluppare ulteriormente le proprie conoscenze anche partecipando agli incontri e/o seminari in programma presso altre Direzioni Generali (Territorio e Urbanistica, Agricoltura, Ambiente, ecc.) sugli strumenti per il governo del Territorio (PGT), Uso del Suolo, sugli argomenti della green economy e sui sistemi urbani-rurali dei Programmi Regionali FESR e di Sviluppo Rurale FEASR , ecc. Negli ambiti dei suddetti programmi, che saranno oggetto di Vas, l Asl di Pavia conta anche di fornire il proprio contributo nei tavoli tecnici e/o Conferenze di servizio previsti nel Rispetto alla collaborazione con le Amministrazioni Comunali al fine di sostenere gli enti sulle tematiche riguardanti la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor, l'asl intende continuare nell azione svolta nel corso del 2013, sensibilizzando i comuni del territorio provinciale circa la necessità di integrare i propri regolamenti comunali alle norme tecniche basate sulle linee guida regionali di cui al Decreto n del In maniera più incisiva verranno richiamati i Comuni che non hanno ancora avviato la procedura di revisione dei propri REC, attivando, una volta avviata la procedura di approvazione secondo quanto indicato all art. 29 della LR 12/2005, i controlli di competenza al fine di verificare l aderenza dei singoli Regolamenti Edilizi alle indicazioni regionali sul tema radon. Pagina 46 di 72

49 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Nel 2014 sarà inserito, nei controlli programmati, un intervento di vigilanza per la verifica dell applicazione del regolamento REACH/CLP insieme al servizio SPSAL e, se richiesto e possibile, all ARPA. EXPO Milano 2015 Nutrire il Pianeta. Energia per la vita, Il titolo scelto per l Esposizione pone al centro dell attenzione non solo il nutrimento dell uomo ma anche quello del pianeta in cui esso vive, ovvero l origine stessa del cibo dell uomo. Una corretta Educazione Alimentare consentirebbe di ottenere un miglioramento dello stato di benessere dell individuo e della collettività. L importanza della tematica posta al centro della imminente Esposizione Universale, coinvolge una miriade di settori e discipline; le azioni messe in campo tendono tutte verso un unico obiettivo che è quello riguardante la promozione della salute. Il promuovere adeguate abitudini alimentari nella popolazione, eliminando comportamenti alimentari non soddisfacenti, promuovendo la qualità e genuinità del cibo, anche attraverso l utilizzazione di manipolazioni più igieniche degli alimenti, si inserisce nell attività che l Asl da tempo svolge sull uso dei fitosanitari in agricoltura da parte dei soggetti coinvolti. Quindi, anche nel 2014 saranno inseriti, nel PIC, controlli accurati sull uso dei fitosanitari in viticoltura nel rispetto dei requisiti previsti dalla recente normativa sulla commercializzazione ed uso dei Prodotti Fitosanitari. Un obiettivo specifico anche in funzione dell'afflusso previsto dei visitatori per l'expo, sarà quello riguardante la prevenzione primaria della polmonite da legionella che il Servizio persegue già da alcuni anni attraverso ispezioni concordate negli alberghi, nelle case di riposo, negli ospedali, nei centri sportivi e termali. Il riscontro analitico di molte positività, negli ultimi anni, consigliano il mantenimento dell'obiettivo e l'estensione dei controlli. U.O.C Medicina Preventiva nelle Comunità Sorveglianza Malattie Infettive Obiettivi - Corretta attuazione dei processi di sorveglianza, prevenzione e controllo delle Malattie Infettive; - Attuazione dei dettati normativi per una corretta alimentazione dei flussi informativi (MAINF); - Miglioramento e ampliamento della sorveglianza della infezione da HIV e infezioni sessualmente trasmesse (ITS); - Miglioramento del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti (Dipartimento di Prevenzione Medico e Veterinario, Medici di famiglia ed i Pediatri di Libera Scelta, Strutture Sanitarie e Strutture Socio Sanitarie) - Potenziamento delle attività di prevenzione e sorveglianza delle infezioni correlate alla assistenza in un ottica di sistema integrato (programmazione, accreditamento, qualità, risk management). Azioni Il mantenimento dei requisiti di qualità del sistema informativo (rete che vede coinvolte tutte le strutture sanitarie e socio sanitarie, i Medici di famiglia ed i Pediatri di Libera Scelta) sulla sorveglianza delle malattie infettive sarà garantito attraverso: - l inserimento entro i tre giorni nel sistema informativo MAINF delle malattie a segnalazione immediata - la completezza delle schede diagnosi-contagio-fattori di rischio- terapia, delle malattie soggette a segnalazione immediata - la concordanza nella scelta della patologia, rispetto ai contenuti della scheda diagnosi (per meningiti batteriche, m.i. pneumococcica-meningococcica-hib, diarree infettive, tossinfezioni alimentari, parassitosi) - la chiusura dei focolai in tempi coerenti con la storia naturale della malattie - il potenziamento delle attività di prevenzione e sorveglianza delle infezioni correlate alla assistenza che, in un ottica di sistema integrato, sarà garantito anche attraverso l inserimento nei contratti con le strutture accreditate, dell impegno di utilizzo del sistema informativo InfOsp Pagina 47 di 72

50 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari il consolidamento delle azioni di miglioramento e ampliamento della sorveglianza della infezione da HIV nell ambito della prevenzione e controllo HIV/AIDS e infezioni sessualmente trasmesse (ITS) con l apertura di un ambulatorio ITS (per le malattie sessualmente trasmesse), nell ambito dell attività istituzionale con personale dedicato e con presenza di un infettivologo, per la prevenzione primaria e secondaria delle infezioni. Potenziamento della rete territoriale con Enti, Associazioni e Gruppi di interesse e con i centri di secondo livello (IRCCS Policlinico San Matteo, Azienda Ospedaliera) per gli approfondimenti diagnostici, presa in cura e terapia post esposizione. Vaccinazioni Obiettivi - Programmazione e realizzazione delle attività vaccinali per il mantenimento di alte coperture previste dagli obiettivi regionali e nazionali. - Implementazione del nuovo sistema informativo regionale GEV Azioni Consolidamento della rete vaccinale oggetto della riorganizzazione territoriale con coinvolgimento dei PLS ed MMG ed azione di comunicazione rivolta ai cittadini/gruppi target per una completa integrazione tra i soggetti del sistema. Anagrafe vaccinale: mantenimento della qualità dei dati dei registri informatizzati, per la corretta alimentazione del fascicolo sanitario elettronico ( FSE ), utilizzo GEV. Prevenzione Oncologica Obiettivi Garantire il mantenimento delle performance di qualità e di risultato raggiunte nell offerta di screening oncologici così come di seguito specificato: screening mammografico: adesione>o = al 60% screening colon-retto adesione >o = al 45% screening citologico (PAP test) adesione>o = al 40%, estensione >95% della popolazione target annuale. Affinare le performances di invito e di gestione dell anagrafe screening al fine di migliorare l adesione da avvicinare all eccellenza: (Mammografico> o = 70% Colon retto > o = 55%) Monitoraggio cancri intervallo nel programma di screening del carcinoma della mammella: sarà valutata la casistica Monitoraggio cancri intervallo nel programma di screening del carcinoma del colon retto: sarà valutata la casistica Azioni Screening colorettale Nel 2014 prosegue la collaborazione con Federfarma e le farmacie del territorio per la distribuzione ed il ritiro dei KIT per gli accertamenti di primo livello, al fine di garantire maggior accessibilità per il cittadino perseguendo il traguardo del 45% di adesioni. Il Centro di gestione provvederà a migliorare ulteriormente la distribuzione degli inviti sul territorio, al fine di sfruttare al meglio le risorse che garantiscono gli approfondimenti, nell intento di migliorare il tasso di adesione agli stessi esami di approfondimento. proseguirà il coinvolgimento dei MMG nella sensibilizzazione degli assistiti non rispondenti, attivando un flusso informativo dei propri assistiti riguardo alla partecipazione agli screening. Tale flusso informativo dovrà avere almeno cadenza trimestrale. Screening mammografico Si prevede di continuare, anche per il 2014, le azioni già intraprese per ricondurre nel percorso di screening organizzato le prestazioni di prevenzione spontanea, consolidando ed incentivando l adesione all attività di screening organizzato. Verranno attuati controlli di qualità su tutti i passaggi e, a tale scopo, verranno svolti incontri periodici con i radiologi delle Strutture erogatrici partecipanti. Verrà eseguito un monitoraggio dei cancri intervallo ed una valutazione sulla casistica dell anno A tal proposito si individueranno i cancri intervallo interrogando le Schede di Pagina 48 di 72

51 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Dimissione Ospedaliera presenti nella nostra Banca Dati Assistiti ed i dati dello screening mammografico nell arco dei due anni successivi. Screening citologico: si dovrà prevedere, per l anno 2014 il potenziamento delle attività di esecuzione Pap Test dei Consultori Familiari per far fronte e sostenere il progressivo aumento delle adesioni che si sono progressivamente verificate e per garantire l estensione dell invito al 95% della popolazione target. il recupero dei dati di lettura dei pap-test dalle Strutture Accreditate, anche in regime di solvenza, al fine di recuperare i dati di attività spontanea ancora consistente. Ciò permetterà il miglior utilizzo delle disponibilità orarie delle agende dei Consultori ed una migliore pianificazione dell over booking. la formalizzazione di quanto già richiesto dalla circolare 53/SAN che permetterà di effettuare il monitoraggio dei volumi di lettura per ogni Centro Accreditato, a riprova della qualità dei Centri stessi. Il Registro Tumori del Sud della Lombardia Nel 2013 il Registro ha completato la registrazione dei casi incidenti nel biennio , ha completato l'istanza di accreditamento presso l'airtum, ha avviato l'analisi dei casi incidenti nel biennio ed ha sperimentato il sistema di produzione dei principali indicatori epidemiologici. Nel 2014 il Registro concluderà la registrazione dei casi incidenti negli anni , inizierà la validazione dei casi incidenti nel biennio e incrementerà il sistema di elaborazione dati con l'implementazione di grafici e mappe di rappresentazione dei principali indicatori epidemiologici. Progetto indagine epidemiologica e monitoraggio della salute pubblica sui comuni di Ferrera Erbognone e Sannazaro dè Burgundi L ASL ha partecipato, con i Comuni di Ferrera Erbognone e Sannazzaro dei Burgundi e ARPA, alla definizione del progetto di indagine epidemiologica e di monitoraggio della salute dei cittadini residenti nei suddetti Comuni che ENI ha predisposto, con il supporto scientifico dell Università degli Studi di Pavia. Quanto sopra in ottemperanza alle richieste dal Ministero dell Ambiente in fase di rilascio del Decreto DVA DEC del 31/12/2010, che ha riconosciuto la compatibilità ambientale e l autorizzazione all esercizio del nuovo impianto EST- ENI, da realizzare presso la Raffineria ENI di Sannazzaro dè Burgundi. Una volta approvato da Regione e Ministero, il protocollo di studio potrà trovare effettiva applicazione con uno sviluppo temporale pluri-annuale. Pagina 49 di 72

52 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Attività di Prevenzione Veterinaria La prevenzione veterinaria rappresenta un pilastro fondamentale all interno del sistema sanitario nazionale e regionale, rivestendo un ruolo determinante nelle strategie e nelle azioni volte al miglioramento della salute pubblica e della qualità dell ambiente e della vita. Il Dipartimento di Prevenzione Veterinario in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione e come già avvenuto negli anni passati, anche per il 2014 programma le proprie attività sulla base di analisi epidemiologiche e di evidenza di efficacia, secondo criteri di priorità dell azione di controllo parametrata al livello di rischio, valorizzando il principio di prevenzione come metodo privilegiato di tutela della salute pubblica. Tutti gli interventi, fissati dalla programmazione regionale devono allinearsi ai vincoli e alle disposizioni esistenti a livello comunitario, come esplicitato nel Trattato sull Unione Europea nella parte relativa alle competenze che gli Stati membri delegano all Unione Europea. Piano Integrato Aziendale di Prevenzione veterinaria (PIAPV) Il Dipartimento di Prevenzione Veterinaria elabora il Piano Integrato Aziendale della Prevenzione Veterinaria (PIAPV) entro il : - in conformità al documento Standard di funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali; - in attuazione del Piano regionale della Prevenzione Veterinaria (PRPV); - in conformità alle indicazioni regionali in materia di formazione. Il PIAPV individua, in base al livello di rischio, gli obiettivi strategici aziendali in materia di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza degli alimenti di origine animale; accanto a questi obiettivi di natura sanitaria il Piano dovrà definire azioni: - a supporto delle attività economiche del settore e di sviluppo della competitività delle filiere agroalimentari; - di semplificazione degli adempimenti amministrativi; - di aggiornamento e applicazione di standard operativi; - volte a presidiare 24 ore su 24 ore il sistema rapido di allerta per gli alimenti e mangimi. Inoltre all interno del Piano sarà inserito uno specifico programma di formazione del personale addetto ai controlli ufficiali. Accanto alla elaborazione del PIAPV il Dipartimento di Prevenzione Veterinario predispone ed invia alla Regione Lombardia, entro il , un programma di audit interno finalizzato sia alla verifica del raggiungimento degli obiettivi sia alla verifica dell appropriatezza, dell efficacia e dell efficienza dei controlli ufficiali. In particolare sono perseguiti i seguenti obiettivi generali di prevenzione: assicurare un livello elevato di salute animale attraverso la riduzione dei rischi biologici e chimici per gli animali e per l uomo, garantendo in tal modo la sicurezza degli alimenti di origine animale e la tutela del consumatore; migliorare la salute degli animali da reddito e la sicurezza alimentare attraverso la riduzione della frequenza delle malattie, aumentando la sostenibilità degli allevamenti a livello economico e sociale favorire la crescita economica e la competitività delle produzioni regionali; promuovere le buone pratiche di allevamento e il benessere degli animali, e minimizzare l impatto ambientale al fine di favorire uno sviluppo sostenibile. Con il PIAPV, inoltre, si intende assicurare un approccio integrato alla tutela della salute pubblica tra le diverse Strutture aziendali nonché con i diversi soggetti che costituiscono il sistema sanitario lombardo: Direzione Generale Salute, altre ASL, ARPA, IZSLER, Sistema Universitario Regionale, NAS, Polizia di Stato, CFS, GdF, Centri di ricerca, Centri di riferimento Pagina 50 di 72

53 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari nazionale, Operatori economici e tutti coloro che, individualmente o in collaborazione, svolgono attività finalizzate alla promozione e alla tutela della salute dei cittadini. Gli obiettivi vengono raggiunti attraverso controlli ufficiali distribuiti lungo tutta la filiera produttiva che, partendo dalla alimentazione animale e dall allevamento, passa attraverso le varie fasi di trasformazione dell alimento di origine animale per poi giungere al consumatore finale attraverso la grande distribuzione organizzata o al dettaglio. L individuazione degli operatori da verificare o delle matrici da campionare viene effettuato in base all analisi del rischio, valutato sui precedenti risultati di controllo, su dati epidemiologici e sull analisi di dati oggettivamente presenti presso le banche dati regionali o nazionali di riferimento (anagrafiche zootecniche, anagrafi delle attività produttive, database dell osservatorio epidemiologico regionale dell istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell Emilia). Standardizzazione delle attività di controllo ufficiale in ambito di prevenzione veterinario Per raggiungere i migliori risultati in ambito di prevenzione veterinaria, ossia per migliorare l appropriatezza e la qualità del controllo, si provvederà nel corso del 2014 a uniformare e rendere omogenee le modalità di controllo ufficiale conformandole al principio di trasparenza dell azione e dei risultati di controllo, secondo quanto codificato dal Manuale operativo delle Autorità Competenti. Tale documento è improntato ai criteri di efficacia e appropriatezza dei controlli e persegue l obiettivo di standardizzare e uniformare, sul territorio regionale, le modalità di organizzazione e gestione dei controlli. Il Manuale costituisce lo strumento attraverso il quale il governo regionale intende garantire sul proprio territorio la medesima pressione dei controlli in ragione della stessa attribuzione del livello di rischio ai singoli stabilimenti, la trasparenza sulle modalità di esercizio dei controlli e di pubblicazione dei relativi risultati. Gli standard operativi sono quindi lo strumento funzionale a garantire omogeneità e standardizzazione dei processi produttivi e dei controlli ad essa correlati, nonchè trasparenza nei confronti degli operatori della filiera alimentare e dei consumatori. Semplificazione degli adempimenti a carico degli operatori del settore veterinario Nel corso dell anno secondo le indicazioni regionali, saranno attuati gli step codificati dalla U.O. Veterinaria in materia di semplificazione degli adempimenti in materia di: autocontrollo, documentazione relativa al trasporto dei bovini, certificazione delle materie prime impiegate per i prodotti alimentari a base di latte destinati all export verso i Paesi terzi. Miglioramento dell efficienza delle attività di prevenzione in ambito di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria Il DPV si farà parte attiva al fine di: applicare i modelli operativi scaturiti e condivisi a livello regionale dal tavolo di Coordinamento delle AC coinvolte, al fine di assicurare modelli operativi e flussi informativi condivisi, nell ottica di un efficace e appropriato utilizzo delle risorse, in modo da prevenire le duplicazioni e sovrapposizioni nello svolgimento dei controlli; ricevere le comunicazioni inerenti alle attività di controllo ufficiale svolte e alle eventuali azioni successive adottate, nel rispetto delle prerogative proprie di ciascuna Autorità; collaborare, per quanto di competenza, con tutti gli attori del sistema al fine dell adozione delle appropriate azioni e per condividere, per quanto di competenza, gli esiti dei controlli ufficiali svolti, i pertinenti risultati e le azioni adottate. Quanto sopra nell ottica di perseguire gli obiettivi di sicurezza alimentare migliorando, da un lato l efficienza, l efficacia e l appropriatezza dei controlli e diminuendo, nel contempo, nei confronti dei diversi Operatori economici, il rischio di controlli da Autorità diverse in successione e non coordinati. Sistema informativo veterinario integrato Il DPV si avvarrà dei sistemi informativi disponibili e dei relativi applicativi attivati dalla UO Veterinaria per permettere la raccolta e la rielaborazione automatica dei dati necessari, nel rispetto dei tempi. Pagina 51 di 72

54 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Verso EXPO Valorizzazione dei prodotti italiani in tema di sicurezza alimentare Nel 2014 oltre a proseguire il progetto azioni volte al contenimento della Listeria monocytogenes saranno attuate, secondo le indicazioni regionali, attività progettuali finalizzate a: valorizzare i prodotti alimentari italiani di origine animale; migliorare in modo trasparente l informazione sui contenuti e le proprietà degli alimenti, diffondere la conoscenza dei processi di produzione (realizzazione progetto regionale arsalimentaria ) intensificare e razionalizzazione dell attività di controllo per la sicurezza alimentare in vista dell evento EXPO 2015 Comunicazione a cittadini e stakeholder La comunicazione è parte integrante dell'azione delle pubbliche amministrazioni, ed è quindi necessario prevedere momenti ad essa dedicati avvalendosi di una pianificazione che permetta di coordinare e monitorare tali attività. Il DPV assicurerà adeguati canali comunicativi avvalendosi anche delle reti e di tutte le risorse tecnologiche disponibili. Verranno attuate iniziative tese a coinvolgere gli stakeholder sia sulla programmazione, attraverso la comunicazione degli obiettivi, sia sui risultati raggiunti. Tali momenti di condivisione delle informazioni permetteranno, inoltre, di raccogliere le istanze del territorio e di verificare l'attuazione degli indirizzi operativi delineati dal presente Piano. Programmazione dei controlli in modo integrato o attuati in maniera coordinata tra il Dipartimento di Prevenzione Veterinario e Dipartimento di Prevenzione Medico L obiettivo della integrazione per i controlli svolti dal DPM e dal DPV nel settore alimentare deve essere inteso non come semplice svolgimento di attività congiunte ma soprattutto come definizione di modalità uniformi di programmazione, esecuzione,documentazione, come scambio di informazioni e coordinamento nelle rispettive attività, in un ottica di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse e di omogenea interlocuzione aziendale con l utenza nel suo complesso. Molte industrie alimentari per il tipo di alimenti prodotti o commercializzati, sotto il profilo del controllo ufficiale ricadono nella esclusiva competenza delle UOC del DPV e del DPM e quindi i controlli ufficiali seppure svolti autonomamente dai due Dipartimenti verranno effettuati utilizzando le stesse procedure di sistema previste dal Manuale Operativo dell Autorità Competente della regione Lombardia e recepite dalla nostra ASL nel dicembre Nelle Industrie Alimentari che ricadono nell ambito di vigilanza di entrambi i Dipartimenti si dovranno realizzare le seguenti modalità di vigilanza: - CONGIUNTA : Svolta da personale dei due Dipartimenti, con l utilizzo di protocolli condivisi, Questa modalità di controllo dovrà riguardare quelle Industrie Alimentari caratterizzate da maggior fattori di rischio alimentare, da grandi volumi di produzioni o perché si rivolgono a particolari categorie di utenti (lattanti, bambini, anziani, ecc.); - COORDINATA: Svolta autonomamente dai due Dipartimenti, ma in modo coordinato al fine di evitare sovrapposizioni d intervento, necessario quindi un costante scambio di informazioni tra DPM e DPV ( comunicazione tra servizi sui tempi, luoghi e risultati ) Progettualità del Dipartimento Veterinario in tema di PROMOZIONE DELLA SALUTE E MONDO ANIMALE E' universalmente riconosciuto, nella promozione di stili di vita sani, il ruolo fondamentale della comunità scolastica in cui, per definizione, si danno informazioni, si esprimono valori e si cerca di educare i ragazzi a comportamenti positivi. La Scuola inoltre, può consentire ai ragazzi di sviluppare le competenze necessarie per sperimentare comportamenti salutari ed affrontare le influenze sociali che possono condizionarli. La Medicina Veterinaria Pubblica è impegnata nella tutela della salute dei cittadini su vari fronti, dalla convivenza con gli animali all utilizzo dei prodotti che da questi derivano. Supportare gli insegnanti nel veicolare corrette informazioni su questi argomenti è uno dei suoi compiti principali. Negli anni scorsi, organizzando decine di incontri con insegnanti e studenti, Pagina 52 di 72

55 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari si è avuta la possibilità di verificare alcuni concetti espressi diffusamente nella letteratura di settore. È provato che le esperienze che legano il bambino al variegato mondo animale hanno una risonanza molto forte sulla sua formazione e contribuiscono a costruire il modello col quale, crescendo, si relaziona con il mondo esterno. Un approccio guidato e corretto con l animale, soprattutto nei primi anni di vita, incide sicuramente sul processo di crescita coinvolgendo aree diverse come l autostima, l immaginario, l affettività, la sicurezza, l equilibrio emotivo, ecc. Il rapporto con l animale domestico diventa quasi sempre una corsia privilegiata, con la quale il ragazzo apprende conoscenze e modifica i propri comportamenti. In fondo deve fare i conti con un essere senziente, diverso da lui e portatore di una propria individualità. Le valenze educative si moltiplicano nel caso in cui l accudimento evolva in alcune assunzioni di responsabilità. La progettualità già da alcuni anni sviluppata dal DPV è inserita a sistema nel Setting Scuole che Promuovono Salute Rete SPS Lombardia ed è descritta nel dettaglio delle azioni di sviluppo in coerenza con l analisi di contesto locale e criteri di appropriatezza: sostenibilità, efficacia, integrazione, multidisciplinarietà, intersettorialità, indicatori di processo, impatto e risultato nel documento del Piano Integrato Locale di promozione della salute (PIL) anno 2014 Pagina 53 di 72

56 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Indirizzi di Programmazione Socio-Sanitaria e progettualità specifiche Negli ultimi anni, la struttura sociale è stata interessata da rapide e profonde modificazioni, da un basso indice di natalità, da un progressivo invecchiamento della popolazione, dalla cronicizzazione delle malattie, dalla riduzione delle risorse e dall'aumento delle aspettative dei cittadini. Ad aggiungersi a tali mutamenti di base, la grave crisi economica che interessa tutt ora la maggioranza delle famiglie. Questi fattori, come previsto, hanno favorito l incremento di fasce fragili di popolazione e l emergere di bisogni più articolati e complessi da parte delle famiglie e quindi di una diversa domanda di assistenza, in termini di rinnovamento di prestazioni e servizi qualificati per fronteggiare i nuovi bisogni. Per questi motivi si è reso necessario e urgente un ripensamento della rete sociale e sociosanitaria, sulla base di principi innovativi di Welfare che riguardano la famiglia ed il riconoscimento dei suoi reali bisogni, la conseguente ricentratura del sistema attorno alla famiglia stessa, l integrazione e la sussidiarietà tra servizi, nonché la semplificazione dell accesso ai servizi medesimi. La Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, in attuazione del Programma Regionale di Sviluppo, nel corso del 2013 ha adottato diversi provvedimenti a favore dello sviluppo e della evoluzione del sistema di Welfare lombardo, provvedimenti che prevedono misure in fase di avvio nel 2013 ma che proseguono nel 2014, delineando quindi gli obiettivi e le linee d azione in ambito sociosanitario: DGR 37/2013, DGR 63/2013, DGR 116/2013, DGR 392/2013, DGR 740/2013, DGR 856/2013, DGR 1185/2013. Pertanto la programmazione in ambito sociosanitario per l'anno 2014 intende integrare le attività già in essere con quanto di innovativo previsto dalle delibere regionali nei diversi ambiti del bisogno: persone con grave e gravissime disabilità, anziani fragili e non autosufficienti, persone affette da gioco d azzardo patologico, donne e minori vittime di violenza, persone affette da disturbi pervasivi dello sviluppo e dello spettro autistico, con l obiettivo di accrescere il benessere familiare, assicurando competenza nell'ascolto e nella valutazione dei bisogni, favorendo l accesso alle prestazioni e l accompagnamento delle persone e delle famiglie all interno di una rete territoriale integrata di servizi sociali e sociosanitari, garantendo interventi flessibili che sostengano le famiglie e i loro componenti fragili. In un'ottica di integrazione sociale, sanitaria e sociosanitaria il concetto della risposta unica ai bisogni, pur già presente nella fattiva collaborazione con gli attori del territorio, costituisce il filo conduttore per la programmazione e l'attuazione degli interventi per l'anno Assistenza Domiciliare Integrata Un elemento innovativo introdotto nel percorso di riforma del Welfare lombardo è la sperimentazione di nuovi modelli di valutazione del bisogno nell ambito dell ADI, Dipendenze, RSA. Per quel che riguarda l ADI, dal 1 luglio 2012 è stato introdotto il nuovo modello di valutazione incentrato sulla valutazione multidimensionale dei bisogni delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, mediante la costituzione di equipe multiprofessionali adeguatamente formate, con l'utilizzo dei nuovi strumenti (TRIAGE per la valutazione di primo livello, scala FIM integrata da scala di valutazione del bisogno sociale per la valutazione di secondo livello). Dal 1 settembre 2012 sono stati introdotti i nuovi profili di cura, effettuando un monitoraggio costante sia dei profili sia della spesa. Tale sperimentazione è continuata nella nostra ASL per tutto il 2013 ed è tutt ora in corso. Parallelamente in tre ASL lombarde è stato sperimentato, per la valutazione di secondo livello, il sistema VAOR-modulo per la domiciliarità delle cure. L esito della sperimentazione degli strumenti per la valutazione multidimensionale ha consentito, a livello regionale, di definire che lo strumento di valutazione più idoneo è il sistema VAOR: pertanto, nel corso del 2014, verrà effettuata la formazione all utilizzo della scala VAOR degli operatori impegnati nel processo territoriale di Valutazione Multidimensionale e verranno adottate idonee modalità organizzative di applicazione del modello e degli strumenti valutativi (scheda di Triage e VAOR). Pagina 54 di 72

57 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Altri interventi a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili Nel corso del 2014 verrà data piena attuazione alle misure previste dalla DGR 856/2013 che individua due tipologie di interventi innovativi che hanno la finalità di consentire alle persone fragili di rimanere nei propri contesti di vita e sostenere la famiglia nei compiti di cura e assistenza, evitando istituzionalizzazioni precoci o inappropriate: - Residenzialità leggera, in cui sono previsti prestazioni e interventi sociosanitari attuati in contesti abitativi singoli o comunitari che, pur mettendo a disposizione servizi comuni di carattere generale, garantiscono alle persone di rimanere nei propri contesti di vita, in ambiente controllato e protetto; - RSA/RSD aperta che prevede la presa in carico integrata della persona affetta da demenza/alzheimer o altre malattie di natura psicogeriatrica, da parte delle RSA e RSD, in una logica multiservizi, erogando sia presso la struttura sia presso l abitazione interventi di natura sociosanitaria (prestazioni infermieristiche, riabilitative, consulenze specialistiche, ecc ). Anche per l accesso a queste misure, come per l ADI, in una logica di lettura globale del bisogno, dovrà essere attivata la Valutazione Multidimensionale utilizzando gli stessi strumenti già in uso: l ASL avrà il compito di organizzare le equipe pluriprofessionali composte da personale qualificato (medico, infermiere, assistente sociale), effettuare la Valutazione Multidimensionale e predisporre il progetto individuale di assistenza, in stretto raccordo con i Piani di Zona di riferimento per la residenza degli utenti, assumendo così, oltre alle attività di monitoraggio e controllo costante degli interventi, la titolarità delle azioni di governance. Gravissime e gravi disabilità e anziani non autosufficienti (FNA) Facendo seguito agli interventi rivolti alle persone che si trovano in Stato Vegetativo (SV) e alle persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) attivati sul territorio regionale negli anni precedenti, la DGR 116/2013 istituisce il fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili che prevede di tutelare il benessere di tutti i componenti fragili della famiglia individuando, tra i destinatari prioritari degli interventi, persone con gravi e gravissime disabilità e persone anziane fragili e non autosufficienti in condizione di dipendenza, totale o parziale, per le funzioni vitali e primarie. La successiva DGR 740 del 27/09/2013 approva il programma operativo regionale relativo alle misure a favore di gravissime e gravi disabilità e anziani non autosufficienti, estendendo il target di utenza a persone affette, oltre che da SLA e SV, anche da altre patologie: es. Corea di Hungtington, forme gravi di distrofia e di miopatia, sclerosi multipla, Locked in, ecc. Nel 2014 proseguiranno le azioni volte ad attuare quanto previsto dalla succitata delibera: -integrazione istituzionale, professionale e di risorse con Comuni/Piani di Zona; -modalità di valutazione della non autosufficienza attraverso Unità di Valutazione Multiprofessionali (UVM), che prenda in considerazione sia il profilo funzionale della persona, sia la condizione sociale: familiare, abitativa e ambientale; -presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano personalizzato di assistenza, che integri le diverse componenti sanitaria, sociosanitaria e sociale, dando risposte appropriate ai bisogni complessivi della persona fragile; -monitoraggio e controllo degli interventi realizzati. Interventi a sostegno delle famiglie con la presenza di persone affette da disturbi pervasivi dello sviluppo e dello spettro autistico Regione Lombardia, con DGR 392 del 12/07/2013, ha disposto che le ASL assumano le funzioni specifiche di case management all interno del proprio modello organizzativo e nell ambito delle proprie strutture, a favore delle famiglie e dei loro componenti affetti da disturbi pervasivi dello sviluppo e dello spettro autistico, al fine di potenziare la capacità del sistema di mettere in atto un insieme coordinato di operazioni e processi volti a sostenere i destinatari nell accesso ai servizi e ad assicurare l erogazione di prestazioni per il soddisfacimento dei bisogni delle persone disabili e delle loro famiglie con efficacia, tempestività e senza sovrapposizioni. Al fine di assumere e concretizzare le funzioni di governance in capo all ASL, nel corso dell anno 2013, sono stati costituiti uno specifico tavolo tecnico e un gruppo di lavoro che si sono posti l obiettivo di effettuare una prima rilevazione dei bisogni espressi nel territorio della provincia di Pavia in tale ambito e predisporre una proposta progettuale specifica attraverso la quale attivare una serie di interventi a favore delle famiglie con un componente autistico Pagina 55 di 72

58 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari avvalendosi di un modello organizzativo fondato su un sistema integrato tra soggetti pubblici e privati, accreditati e non, nell ambito sociosanitario. E inoltre stato avviato un tavolo di confronto con il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) e l Unità Operativa di Neuropsichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza (UONPIA), finalizzato a definire le varie fasi e le relative competenze del percorso assistenziale. Nel corso del 2014, a seguito dell approvazione del progetto e relativo finanziamento da parte di Regione Lombardia, si procederà alla realizzazione delle azioni previste: Informazione, orientamento e accompagnamento della famiglia e della persona con disabilità attraverso l implementazione di uno sportello dedicato all autismo; Consulenza alle famiglie e agli operatori nella rete dei servizi territoriali, sociali e sociosanitari per la disabilità con l obiettivo 1) per le famiglie di offrire accompagnamento e sostegno nella gestione del proprio figlio nelle diverse tappe evolutive; 2) per gli insegnanti/operatori dei servizi di offrire un orientamento nell individuazione degli interventi più adeguati per una corretta presa in carico della persona con autismo a loro affidata; Realizzazione di percorsi formativi specifici rivolti ad operatori dei servizi territoriali, a Medici di Medicina Generale e a Pediatri di libera scelta; Sostegno alle relazioni familiari attraverso 1) il supporto psicologico, 2) la pianificazione di percorsi di psicoeducazione per i familiari mirati all acquisizione di conoscenze teoriche e di competenze pratiche, 3) la promozione e sostegno di gruppi di auto-mutuo aiuto di genitori; Predisposizione del progetto di vita individuale in cui vengono prefigurati gli interventi da garantirsi attraverso la rete dei servizi alla persona disabile e alla sua famiglia. Nella realizzazione del progetto l ASL di Pavia avrà il compito di mantenere la governance degli interventi e svolgerà una funzione di coordinamento al fine di creare e consolidare le reti di supporto a favore delle famiglie e dei loro componenti affetti da disturbi pervasivi dello sviluppo e in particolare da disturbi dello spettro autistico. Fragilità Nel 2014 continuerà l'attività di accertamento dell alunno disabile per il sostegno scolastico (DPCM 185/2006), gestendo sia la raccolta delle domande sia l organizzazione delle Commissioni d accertamento dell'handicap scolastico. E' stato raggiunto l'obiettivo di eliminare i tempi di attesa delle domande pervenute all'ufficio competente, grazie alla ottimizzazione del lavoro di gestione delle pratiche. Lo Sportello Fragilità proseguirà l'attività di consulenza, supporto ed orientamento alla rete dei servizi territoriali rivolti al singolo soggetto fragile ed alle famiglie. Si provvederà alla gestione degli atti relativi alle leggi di settore specifiche (Bando annuale Legge 23/99 art.4, commi 4 e 5: contributi per l erogazione ai disabili per l acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati). L'attività dell'ufficio di Protezione Giuridica (UPG) dell'asl di Pavia proseguirà nel 2014 seguendo le linee di indirizzo previste da Regione Lombardia, adottate con DGR 4696 del 16/01/2013, con il fine di consolidare ed ampliare le reti nei territori e per far sì che l Amministratore di Sostegno sia un istituto costruito in misura sempre maggiore sulla persona. Seguendo le indicazioni del Gruppo di Lavoro, istituito da Regione Lombardia, nel corso del 2014, si procederà ad un monitoraggio delle attività relative alle Amministrazioni di Sostegno nella provincia di Pavia. Seguirà, da parte del Gruppo di Lavoro di Regione Lombardia, una messa a regime di uno strumento informatizzato, sulla base di quanto evidenziato dai dati forniti dagli UPG delle ASL lombarde, che permetterà la costruzione di una informazione costante, puntuale ed omogenea su tutto il territorio regionale. Ai fini dell'integrazione sociale delle persone immigrate, si gestirà l'erogazione del finanziamento regionale per i programmi annuali per l'immigrazione (anno 2013) per il finanziamento di progetti di natura sovradistrettuale e provinciale, al fine di garantire il cofinanziamento di tali programmi, previsto dal D. Lgs. 286/98 e secondo le modalità definite nel decreto della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato n del 30/12/2013. Continueranno, anche nel corso del 2014, le attività di partecipazione ai lavori del GLIP (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale dell Ufficio Scolastico Regionale per la Pagina 56 di 72

59 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Lombardia - XIX ambito territoriale di Pavia) e del Comitato Territoriale per l immigrazione (C.T.I.), istituito con DPCM del 18 dicembre 1999 Istituzione in ciascuna provincia di un Consiglio territoriale per l'immigrazione, ai sensi dell'art. 57 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n (GU n. 13 del ). Consultori Familiari Nell ambito dei Consultori Familiari si intende proseguire nella revisione e riorganizzazione delle attività consultoriali al fine di conseguire una sempre maggiore economicità nell impiego delle risorse, unitarietà, facilità nell accesso e appropriatezza degli interventi rispetto ai bisogni espressi dal territorio. In particolare, in attuazione della DGR 937/2011 (allegato 17) che ridefinisce la mission dei Consultori, individuandoli quali Centri per la Famiglia, verranno implementate le azioni già sperimentate per promuovere ed assicurare una presa in carico globale di tutte le problematiche che attengono le famiglie in senso lato, con particolare rilievo al potenziamento delle funzioni di ascolto, orientamento, supporto e sostegno. Inoltre, al fine di migliorare la programmazione e la gestione dell attività, è previsto il completamento e l avvio dell Agenda Informatica Consultoriale in uso a tutte le figure professionali del consultorio e l'introduzione ed utilizzo di un nuovo programma di rendicontazione delle prestazioni erogate, in linea con le direttive regionali. Le suddette azioni di implementazione e miglioramento prevedono una parallela attività di formazione e aggiornamento rivolta a tutti gli operatori sociosanitari consultoriali, nell ambito del Piano di Formazione Aziendale. In continuità con gli anni precedenti, presso i Consultori Familiari proseguiranno le attività inerenti la tutela della famiglia e dei minori (Tutela minorile, Penale minorile, Adozione Nazionale e Internazionale, Affido familiare e Collocamenti adottivi) su mandato dell Autorità Giudiziaria, in collaborazione con i Piani di Zona ed i Comuni, per quanto riguarda le competenze psicologiche e sociali. Come indicato nella Delibera 1005 del 29/11/2013 Determinazione in ordine agli interventi a tutela della maternità, a favore della natalità e per la corretta alimentazione, Regione Lombardia ha disposto di definire il rifinanziamento dei Progetti Nasko e Cresco, prevedendo una compensazione tra le risorse da destinare alle due iniziative: -presso i Consultori Familiari proseguirà l attuazione delle azioni specifiche relative al Fondo Nasko relativamente all'attività di tutela della maternità e a favore della natalità in collaborazione con i Centri di Aiuto alla Vita del territorio (CAV di Pavia e di Vigevano) e con i Consultori Familiari privati accreditati; -per quanto riguarda il Fondo Cresco proseguiranno le azioni necessarie per l attuazione delle nuove disposizioni finalizzate ad implementare l attività svolta a favore della madri e dei bambini nella prima infanzia. In attuazione di quanto disposto dalla DGR 1185 del 20/12/2013 Determinazioni in ordine alla gestione del servizio sociosanitario regionale per l esercizio 2014 continuerà la realizzazione delle misure di sostegno a favore dei genitori in fase di separazione o separati (DGR 144/ Fondo SOStengo). Nel corso dell anno 2014 si provvederà alla stabilizzazione delle funzioni sperimentate precedentemente e attuate in ambito consultoriale. A tal proposito, con DGR 3239/2012 era stato approvato il progetto Una bussola per la famiglia che svolge azioni di accoglienza, sostegno, orientamento, accompagnamento dei caregiver di soggetti fragili: l iniziativa prevede l accompagnamento della famiglia in tutte le fasi del ciclo di vita (nascita, maternità/paternità, educazione figli, adolescenza, situazioni di fragilità con particolare riguardo agli anziani e alle persone con disabilità) e la presa in carico delle persone secondo le modalità innovative avviate con la sperimentazione, implementando l attivazione delle nuove funzioni di supporto psico-socioeducativo della famiglia nelle fasi di difficoltà, I Consultori Familiari procederanno inoltre al potenziamento delle azioni di prevenzione oncologica (screening pap test) e di sostegno alla maternità consapevole. Proseguiranno altresì, nell'ambito della prevenzione e tutela della salute e della promozione di corretti stili di vita, come da direttive regionali, le attività progettuali condotte in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione che riguarderanno oltre all'educazione all'affettività e Sessualità, alcune tematiche particolari: Pagina 57 di 72

60 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Promozione della vaccinazione anti virus Hpv prevedendo azioni sia di tipo formativo, rivolte ad operatori Asl e delle strutture sanitarie presenti nella rete territoriale, sia di tipo informativo, indirizzate alla popolazione, mediante la promozione dell'attivazione sperimentale di Call Center per consentire, nell'ambito della coorte delle dodicenni, il recupero delle utenti che non hanno aderito alla vaccinazione anti virus Hpv; - Promozione di azioni positive rivolte alla fascia giovanile/adolescenza per preservare un corretto stato di salute ed equilibrio psicofisico, mediante l attivazione di percorsi di educazione ad un equilibrato ed efficace stato di salute nei luoghi di aggregazione presenti sul territorio, la promozione di progetti mirati al coinvolgimento dei giovani in attività di prevenzione, la creazione di uno spazio virtuale di dialogo con gli operatori del sistema con particolare attenzione alle malattie sessualmente trasmissibili ed affettività; - Promozione di campagne anti fumo rivolte alla popolazione femminile che si rivolge ai Consultori Familiari mediante l applicazione e la validazione del counselling breve motivazionale ostetrico rivolto alle pazienti adolescenti, in età fertile, in gravidanza ed in menopausa. Leggi di settore Nel corso del I semestre dell anno 2014 si chiuderanno tutte le azioni progettuali finanziate dal Bando Anno 2011 (L.R. 23/99 comma 4, L.R.1/08 art.36 su tematiche relative alle politiche per la famiglia) e attuate nel corso dell anno 2012/2013. Contemporaneamente si procederà alla valutazione dei progetti presentati con il nuovo Bando Anno 2013, alla sottoscrizione dei contratti con gli Enti gestori dei progetti cofinanziati ed al coordinamento, gestione, monitoraggio e verifica dei progetti suddetti. Conciliazione Famiglia-Lavoro Nel corso del 2013 è stata portata a termine la realizzazione dei progetti previsti nel Piano di Azione Territoriale approvato da Regione Lombardia per il biennio 2012/2013, che hanno dedicato particolare attenzione alle azioni trasversali relative alla Formazione e alla Comunicazione, al fine di diffondere la cultura e la conoscenza delle tematiche della Conciliazione sul nostro territorio. Si è realizzata inoltre la sperimentazione della Dote conciliazione servizi alla persona che, attraverso il lavoro di rete con il territorio e l attuazione di un Piano di Comunicazione mirato, ha avuto un grande successo, esaurendo il budget assegnato attraverso l attribuzione di tutte le doti disponibili. Nell anno 2014 si darà seguito alle iniziative di Conciliazione sul territorio provinciale, dando attuazione a quanto previsto da Regione Lombardia con DGR 1081 del 12/12/2013, che approva le Linee guida per la valorizzazione delle politiche di conciliazione Famiglia - Lavoro e delle Reti di imprese e stabilisce le modalità per la sottoscrizione di nuovi Accordi di partenariato pubblico privato per lo sviluppo di Reti territoriali di Conciliazione, prevedendo il finanziamento di nuovi Piani di Azione. L ASL di Pavia perseguirà l obiettivo di consolidare la Rete territoriale di Conciliazione della provincia, di cui continuerà ad essere Ente capofila, formalizzando i nuovi Accordi e promuovendo, altresì, lo sviluppo di Alleanze Locali di Conciliazione, che avranno il compito di avanzare proposte progettuali in un ottica di rapporto e collaborazione tra soggetti del territorio con il fondamentale coinvolgimento dei Piani di Zona. La Rete territoriale di Conciliazione, attraverso l istituzione di un Comitato di valutazione e di monitoraggio locale, valuterà le proposte progettuali pervenute dalle Alleanze Locali verificandone la coerenza e l efficacia rispetto alle finalità di sviluppo. Le azioni progettuali valutate ed eventualmente integrate andranno a costituire il nuovo Piano di Azione territoriale che sarà presentato dall ASL alla DG Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato entro il 30 giugno 2014 e rappresenterà lo strumento di programmazione delle azioni necessarie per dare concreta attuazione agli obiettivi territoriali in tema di Conciliazione, stabilendo priorità degli interventi, organizzazione delle risorse e modalità di attuazione. Progetti innovativi Nell'ambito delle azioni innovative, come definite dalla DGR 63/2013, l'asl di Pavia ha elaborato due progettualità che pongono grande rilievo all'integrazione degli interventi sociosanitari e sociali (DGR 37/2013). Pagina 58 di 72

61 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Il Progetto Riprogettazione del piano di zona per integrazione interventi sociali e sociosanitari nasce dal fatto che gli Enti Locali si trovano oggi a dover affrontare un'importante sfida nell'assicurare ai propri cittadini i servizi sociosanitari e sociali richiesti: da una parte devono far fronte ad una richiesta di servizi sempre più elevata, dall'altra devono razionalizzare le risorse e contenere i costi a causa delle esigenze di bilancio sempre più stringenti. Con tale progetto l ASL di Pavia valuta la possibilità e l opportunità di rivedere l assetto organizzativo sociosanitario e sociale territoriale in un'ottica di raccordo funzionale all'integrazione degli interventi distribuiti sui nove Piani di Zona, preservando l'omogeneità ed evitando squilibri tra gli stessi, allo scopo di sviluppare un sistema di governo della rete sociale nonché agevolare l amalgama con gli interventi sociosanitari e sanitari distrettuali. Si tratta nello specifico di individuare tre figure con lo scopo di svolgere la funzione di raccordo, servizio, integrazione e supporto a Sindaci e Piani di Zona con funzioni di bancomat di risposte e di servizi per gli stessi. La stretta connessione con la Direzione Sociale si configura sia rispetto alla rete delle unità di offerta sociali, attraverso l applicazione del protocollo di intesa in materia di esercizio e vigilanza delle unità di offerta sociali, sia rispetto ad un appropriato sviluppo di un modello ad elevata integrazione tra il network sociale e quello sociosanitario. Il Progetto Verso un sistema integrato di servizi dedicati ai preadolescenti/adolescenti con problematiche psichiatriche e comportamentali ed ai loro familiari ha quale obiettivo la costruzione nel territorio dell'asl di Pavia di un sistema integrato che consenta percorsi di cura, terapeutici e riabilitativi, nelle differenti fasi di gravità della patologia dell'adolescente con problematiche psichiatriche, considerando la circolarità del sintomo, caratterizzato dall alternarsi di periodi di acuzie, con necessità di interventi con una prevalente componente sanitaria, a momenti caratterizzati da un migliore equilibrio clinico (fase subacuta e fase di stabilizzazione) nei quali è possibile attivare interventi riabilitativi, abilitativi ed educativi sociosanitari. Le azioni previste sosterranno la differenziazione dei servizi offerti dalla rete sanitaria, socio sanitaria e sociale, secondo criteri d intensità d assistenza, appropriatezza delle prestazioni e dei costi, con conseguente marginalizzazione delle inappropriatezze, all'interno di un sistema di risorse flessibili in relazione ai bisogni dell'adolescente e della sua famiglia. In particolare l'analisi del contesto effettuata nel corso del 2013 ha evidenziato la necessità di costruire in via prioritaria risposte mirate per quelle situazioni nelle quali risulta più rilevante l'intervento educativo-riabilitativo e sociale rispetto a quello terapeutico e sanitario; situazioni che possono avere giovamento da un trattamento sociosanitario residenziale il più vicino possibile al proprio contesto di vita, nonché dall'accesso a servizi leggeri semiresidenziali ed educativi domiciliari, non escludendo le soluzioni offerte dalla realizzazione di Unità di Offerta aperte sull'esempio delle azioni previste nella 856/2013, sul modello della RSD aperta. Il progetto avviato nel 2013 con la costituzione della Cabina di Regia costituita da ASL (Direttore Sociale e Direttore Sanitario), Azienda Ospedaliera (Direttore DSM), IRCCS Mondino (Direttore Neuropsichiatria Infantile), Consiglio di rappresentanza dei Sindaci (Presidente) e del Tavolo Tecnico Scientifico costituito da U.O.C. Budget Acquisto e Controllo UOC Budget Acquisti e Controllo (Responsabile e tecnici), CPS (responsabile Pavia), UONPIA, Medico reparto degenza NPI Mondino Referenti soggetti del terzo settore con esperienza in progettualità attinenti la tematica (Fondazione G. Costantino, Fondazione Cella di Broni, Fondazione Maddalena Grassi di Vigevano, Paolo VI di Casalnoceto). Nel 2014, stante l'assenza di requisiti già stabiliti a livello regionale, verranno delineate le caratteristiche strutturali, organizzative e gestionali dell'unità di Offerta residenziale a valenza sociosanitaria per adolescenti dai 14 al 21 anni e quindi verrà avviata la sperimentazione di tale Servizio. Contestualmente verranno redatti e sottoscritti i protocolli d'intesa tra i soggetti interessati dal progetto ed attivi nella cura e assistenza degli adolescenti e delle loro famiglie. Piani di Zona, Terzo Settore e azioni innovative Il sistema delle Regole 2014 focalizza l'attenzione sulla presa in carico globale della persona e della famiglia, attraverso la corresponsabilizzazione degli attori del sistema (Enti locali, ASL, Terzo Settore, mondo dell'associazionismo, Parti Sociali), l'integrazione di politiche e risorse, l'ottimizzazione dell'organizzazione territoriale e la valorizzazione del Terzo Settore. Pagina 59 di 72

62 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Regione Lombardia avvia il processo di integrazione prevedendo la costituzione all'interno delle ASL di apposite Cabine di Regia, luogo dove garantire la programmazione, il governo, il monitoraggio e la verifica degli interventi sociosanitari e sociali erogati da ASL e Comuni, singoli o associati, nell'ambito delle aree comuni di intervento. Per conseguire l'obiettivo di una maggiore integrazione tra i due ambiti di intervento (sfera sociosanitaria e sociale) l'asl di Pavia ha elaborato il progetto Riprogettazione del piano di zona per integrazione interventi sociali e sociosanitari. Tale progetto, come già evidenziato, è diretto a migliorare / potenziare l'assetto organizzativo sociale e sociosanitario territoriale nell'ottica di un raccordo funzionale all'integrazione di interventi gestiti dai nove Piani di Zona e di una corretta integrazione sanitaria, sociosanitaria e sociale. L attuale sistema della rete delle unità di offerta regionale non sempre è in grado di rispondere puntualmente ai bisogni che nel tempo si sono modificati a seguito della crisi socioeconomica e dell evoluzione del quadro sociodemografico ed epidemiologico. In un'ottica di ottimizzazione dei servizi territoriali viene favorita la riorganizzazione dell'attuale rete di offerta del sistema sociosanitario mediante la stabilizzazione delle azioni innovative introdotte con i progetti sperimentali approvati ai sensi della DGR 3239/2012. Saranno sostenute anche per l'annualità in corso le attività innovative realizzate dai centri di ascolto gestiti dall'associazione AUSER, essendo le stesse a valenza sociale e di particolare importanza per l'orientamento, l'informazione e il supporto offerto al domicilio delle persone fragili. Attività di vigilanza e controllo di appropriatezza Il Piano dei Controlli per l anno 2014, nell ottica della tutela dei cittadini fruitori di servizi, sarà sempre più orientato a collocare la verifica della conformità dei servizi erogati con le regole definite dalla normativa vigente specifica per le differenti tipologie di Unità di Offerta, all interno di un monitoraggio della relazione tra la domanda effettuata da parte del cittadino e l appropriatezza della risposta da parte delle Rete delle Unità di Offerta così come si configura ad oggi. Le attività di vigilanza e controllo di appropriatezza si svilupperanno sia negli ambiti istituzionalmente assegnati sia nell area delle nuove tipologie di offerta introdotte da Regione Lombardia in seno allo sviluppo del nuovo modello di Welfare lombardo. In riferimento a quest ultima area di intervento è prevista un importante azione di vigilanza e di controllo finalizzata alla verifica dell adeguatezza strutturale, organizzativa, gestionale e dell appropriatezza delle erogazioni rese ai cittadini. Tale attività sarà rivolta anche alle nuove misure poste in essere da Regione Lombardia in attuazione della DGR 116/2013 e i successivi decreti attuativi, quale ad esempio la DGR 856/2013 rivolta ad anziani, minori con gravissime disabilità ed a soggetti portatori di handicap e ludopatie. In riferimento alle attività istituzionali, le attività di vigilanza e controllo verranno svolte in attuazione della D.G.R del 30/05/2012 Determinazioni in materia di esercizio e accreditamento delle Unità di Offerta sociosanitarie e di razionalizzazione del relativo sistema di vigilanza e controllo, con gli accertamenti in fase di avvio/modifica dell esercizio, di verifica di nuovo/modifica accreditamento nonché in fase di verifica della permanenza dei requisiti attraverso la vigilanza ed il controllo di appropriatezza delle U.d.O. sociosanitarie insistenti sul territorio provinciale, oltre alla vigilanza delle U.d.O. sociali e alla vigilanza e controllo sulle persone giuridiche di diritto privato di cui agli articoli 23 e 25 del Codice Civile. Nell ambito di tale attività sarà posta sempre maggiore attenzione al benessere della persona che fruisce del servizio sia all interno della verifica sul possesso/mantenimento dei requisiti organizzativo gestionale e tecnologico strutturali previsti dalle specifiche norme di accreditamento sia in sede di controllo dell appropriatezza delle prestazioni erogate. Con particolare riferimento a quest ultimo controllo, in attuazione di un sistema teso al miglioramento dell erogazione dei servizi anche attraverso il perseguimento degli obiettivi di efficacia, sicurezza ed efficienza, si proseguirà ancora alla rilevazione degli indicatori previsti dalla DGR 4980/2013. Con il termine della fase di sperimentazione degli indicatori ex. DGR 4980, prevista per il mese di aprile 2014, l applicazione degli indicatori sarà presumibilmente Pagina 60 di 72

63 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari messo a regime con conseguenti eventuali atti prescrittivi e/o sanzionatori, come previsto dalla normativa vigente, fino a provvedimenti di sospensione o revoca dell accreditamento e conseguentemente del contratto. In particolare nell ambito delle Unità d Offerta Sociosanitarie, verrà garantita la verifica del 100% delle segnalazioni di inizio attività e delle istanze di accreditamento presentate dagli Enti gestori delle U.d.O. La vigilanza sul mantenimento dei requisiti soggettivi, gestionali, organizzativi ed i controlli di appropriatezza verrà effettuata, senza preavviso, con valutazioni e sopralluoghi da parte di equipe multidisciplinari coerenti con la tipologia di U.d.O. sottoposte a controllo e, nell ottica di un minor aggravamento del procedimento, con accessi nelle strutture prevalentemente comuni da parte delle equipe di vigilanza e di appropriatezza. Per quanto riguarda il controllo di vigilanza sul mantenimento dei requisiti strutturali e tecnologici, verranno effettuati controlli delle U.d.O. sociosanitarie non sottoposte a controllo nell anno 2013, pari al 50% di quelli esistenti. Inoltre saranno programmati ulteriori controlli nelle U.d.O. visitate nell anno 2013 laddove siano state riscontrate criticità (es. diffide e sanzioni). Analogamente sarà effettuata la vigilanza sul mantenimento dei requisiti gestionali e organizzativi trasversali e specifici di esercizio e accreditamento sul rimanete 50% delle U.d.O. sociosanitarie non controllate nel corso del 2013 oltre ad effettuare ulteriori controlli per le U.d.O. con maggior criticità riscontrate nel 2013 (prescrizioni, diffide, sanzioni amministrative). Per quanto attiene alle U.d.O. a gestione ASL viene confermato il sistema di vigilanza e controllo incrociato per cui le verifiche vengono svolte da ASL diverse da quella di ubicazione delle Unità di Offerta. Per quanto riguarda il mantenimento dei requisiti soggettivi di esercizio e accreditamento l'asl provvederà al controllo di almeno il 10% delle autocertificazioni inviate annualmente dai Legali Rappresentanti delle U.d.O. Per quanto riguarda l applicazione da parte delle Unità di Offerta del D. Lgs 231/2001 per l anno 2014 è prevista una modifica a quanto previsto della DGR 3540/2012. Nello specifico l applicazione riguarderà i soggetti gestori di una o più U.d.O. sociosanitarie con una capacità contrattuale complessiva pari o superiore a euro: sarà compito dell'asl il monitoraggio dell attuazione di quanto previsto dal decreto legislativo, tra cui la relazione annuale a carico dell organo di Vigilanza. Anche i controlli di appropriatezza saranno effettuati sul restante 50% delle U.d.O. non soggette a controllo nell anno 2013, assicurando la trasversalità rispetto a tutte le tipologie di U.d.O. e garantendo il controllo sul 15% dei FASAS relativi all anno 2013, non escludendo il controllo dei FASAS anno 2014 e garantendo un campionamento dei FASAS attraverso una metodologia mista, casuale e mirata, come sarà specificato nel Piano Controlli. Nello specifico dei controlli nell ambito dell Assistenza Domiciliare Integrata e della Riabilitazione in regime residenziale e ambulatoriale saranno controllati il 10% dei FASAS relativi all anno 2013 con possibilità, anche in questo caso, di procedere al controllo dei FASAS Nell ambito dei controlli delle Unità d Offerta Sociali, oltre alla verifica del 100% delle Comunicazioni Preventive di Esercizio (CPE), le ASL dovranno verificare le U.d.O. a carattere non temporaneo, non controllate nell esercizio dell anno precedente pari al 50% delle esistenti - e con particolare attenzione all area minori e prima infanzia. Nell ambito delle misure previste dalla DGR 856/2013, il Piano Controlli prevederà controlli di appropriatezza del 20% degli interventi attuati nei confronti dei soggetti beneficiari delle misure previste quali la Residenzialità Leggera, la Residenzialità per minori con gravissima disabilità, RSA/RSD aperta. Per la misura Comunità minori i controlli di appropriatezza saranno effettuati sul 100% dei minori beneficiari. Sarà inoltre oggetto di controllo il 10% delle autocertificazioni relative al Legale Rappresentante e agli Enti Gestori che concorrono alla realizzazione delle misure previste dalla DGR 856/2013. Per la parte relativa agli aspetti prescrittivi, di diffida e/o sanzionatori a seguito del venir meno dei requisiti di abilitazione o accreditamento anche per le misure ex DGR 856/2013, si farà riferimento a quanto stabilito con la DGR 3540/2012. Lo svolgimento di tali attività si effettuerà attraverso l implementazione di un crescente coordinamento nella programmazione da parte dei Servizi preposti all interno della Direzione Sociale nonché attraverso l integrazione con le altre articolazioni aziendali, quali il Dipartimento di Prevenzione Medico e il Dipartimento Governo delle Rete Distrettuale e del Farmaco. Pagina 61 di 72

64 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari A supporto della programmazione prevista con formula coordinata verrà, infine, garantita la prosecuzione dei percorsi di formazione per il personale afferente all attività di vigilanza e controllo, anche alla luce dei percorsi di revisione della DGR 3540/2012 e della DGR 4980/2012 già previsti da Regione Lombardia. Continueranno inoltre gli incontri con gli stakeholders del territorio, sia dell ambito sociosanitario che sociale, quale processo di accompagnamento, sia per gli Enti Gestori che per le ASL, e di miglioramento organizzativo del sistema, anche alla luce della riorganizzazione delle rete di offerta sociosanitaria prevista dalla X legislatura (es. DGR 116/2013 e successive DGR applicative). Contrattualizzazione e budgettizzazione I contratti sottoscritti con le U.d.O. sociosanitarie nel 2013 sono stati prorogati fino al 31/01/2014 e sarà assegnato un budget provvisorio pari ad un dodicesimo del budget definitivo del 2013; entro il 31/01/2014 sarà sottoscritto il contratto definitivo per l anno 2014 e sarà definito un budget provvisorio pari a tre dodicesimi del budget definitivo 2013, comprensivo del valore di un dodicesimo assegnato al mese di gennaio. I budget definitivi per il 2014 saranno negoziati e sottoscritti tra ASL e soggetti gestori e a ciascuna U.d.O. sociosanitaria sarà riconosciuto un budget annuo calcolato applicando le tariffe medie e le saturazioni definitive riconosciute nel 2013 ai posti a contratto riconosciuti nel 2014, con riferimento all utenza tipica di cittadini lombardi. Per le U.d.O. di nuova contrattualizzazione, secondo le regole esplicitate nella DGR 1185/2013, sarà definito un budget provvisorio determinato applicando la retta media ASL al numero di posti a contratto considerando una saturazione non superiore al 90%. Viene pertanto confermata per il 2014 la logica della budgettizzazione per le U.d.O. sociosanitarie a contratto, per le quali sarà stipulato un contratto di regole e di budget, fatte salve le sperimentazioni ex DGR 3239/2012 e le attività previste dalla DGR 116/2013 (es. attività erogate come da DGR 740/2013 e misure previste dalla DGR 856/2013), nonché l Assistenza Domiciliare Integrata per le quali, attraverso la voucherizzazione, spetterà all'asl gestire le risorse in una logica di governo complessivo della spesa. Per queste ultime tipologie di offerta territoriale soggette a voucherizzazione sarà stipulato esclusivamente un contratto di regole e relativamente alle misure previste dalla DGR 856/2013 (Residenzialità Leggera, RSA/RSD aperta, Residenzialità per minori con gravissima disabilità) il contratto di regole sarà stipulato con le U.d.O. ammesse all erogazione delle prestazioni ad esito della fase istruttoria delle domande di adesione effettuate da parte delle stesse. Per quanto riguarda gli Enti Unici saranno processate, applicando le regole definite dalla DGR 1185/2013, le eventuali richieste di sottoscrizione di un unico contratto per le differenti Unità di Offerta, oltre alle richieste di spostamento del budget (spostamento di budget tra unità d offerta contrattualizzate, anche se ubicate sul territorio di ASL diverse, spostamento di budget da una stessa tipologia di Unità d Offerta ad un altra non a contratto). Dipendenze La programmazione vede come presupposto imprescindibile l analisi e l identificazione del reale bisogno cui allocare appropriate risorse in una logica di razionalizzazione degli interventi. Di conseguenza nel corso del 2014 dovrà proseguire quel percorso di revisione critica dell impianto organizzativo del Dipartimento Dipendenze attraverso l adozione di soluzioni in grado di garantire da una parte l integrità, la completezza e la complessità dell intervento e dall altra il livello qualitativo acquisito nel tempo, in una logica ed in una visione dipartimentale a dimensione provinciale ed in una logica di specializzazione di secondo livello delle U.O. Il modello organizzativo dovrà così descrivere un sistema duttile ove ogni sede sarà individuata per l erogazione di determinate e particolari prestazioni, convogliando su questa, al bisogno, l utenza di tutto il territorio, oppure attivando modalità di offerta attraverso lo spostamento calendarizzato e programmato del gruppo di lavoro o dello specialista interessato. L organizzazione avrà il compito di creare le condizioni per operare partendo dai bisogni dell utenza, coniugandoli nel miglior modo possibile con le risorse disponibili, definendo, Pagina 62 di 72

65 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari identificando, diversificando e quantificando il reale bisogno cui garantire quanto necessario e quanto appropriato. Il modello organizzativo dovrà essere capace di evidenziare le priorità operando le scelte più opportune e coniugando l efficacia dell azione all efficienza organizzativa. Si conferma la particolare attenzione che verrà riservata alla prevenzione universale e selettiva al fine del mantenimento dello stato di salute della popolazione attraverso interventi mirati sugli adolescenti, sulle famiglie e sulla popolazione in generale. L azione preventiva ha come risultato il miglioramento della condizione di salute della popolazione con conseguente riduzione della richiesta di intervento clinico e della domanda di servizi, con contestuale diminuzione sia dei costi sanitari, sociosanitari ed assistenziali sia delle ricadute negative sul tessuto sociale e territoriale. Si dovrà prevedere anche per il 2014 un ulteriore impulso alla costituzione di un sistema a rete di collaborazioni fra servizi, che sia integrato e coordinato e in grado di attivare le diverse competenze presenti secondo linee di intervento condivise, strutturate ed orientate all ottimizzazione delle risorse, nel rispetto della persona e del cittadino. Si riafferma l impegno per promuovere il viraggio di parte del lavoro dedicato al prevalente aspetto clinico di intervento sulla cronicità stabilizzata, alla prevenzione, specie selettiva, in modo da incidere positivamente sia sulla salute della popolazione che sul contenimento dei costi economici e sociali. Per il 2014 in particolare si prevede di: Mantenere gli standard di qualità raggiunti, specie con la conferma dell utilizzo dei Modelli specialistici avanzati già inseriti nelle normali procedure come: A) Terapia Cognitivo Comportamentale secondo il modello di Kathleleen Carrol per la cura specialistica di pazienti con abuso primario di cocaina; B) Terapia Dialettico Comportamentale secondo il modello di Marsha Linnean per la cura specialistica di pazienti tossicodipendenti con patologie psichiatriche; C) Terapia Strategica Breve per l aggancio precoce dei soggetti segnalati dalla Prefettura. Dare continuità: A) all attività epidemiologica dell Osservatorio Territoriale per le Dipendenze confermando nel suo contesto i compiti assegnati all unità sperimentale Comitato Scientifico; B) al monitoraggio del flusso dei dati provenienti dalle tre U.O.S. dando loro visibilità (Cruscotto aziendale dipendenze). Dare continuità al lavoro sul Progetto Sperimentale Per la Riorganizzazione dei Consultori Famigliari al fine di Ampliare e Potenziare gli Interventi Specialistici a Favore di Soggetti Segnalati ex artt 75 e 121 DPR 309/90 (PROGETTO PREFETTURA - in ottemperanza con la DGR 8243 del 22/10/2008 all. A). Dare continuità al percorso sperimentale di prevenzione nelle scuole e nella popolazione secondo modelli validati. Il Piano si sviluppa in coerenza con le Linee Guida Regionali in tema di Prevenzione delle Dipendenze (DGR 6219 del 19/12/2007 Linee Guida di prevenzione delle diverse forme di dipendenza nella popolazione preadolescenziale e adolescenziale e DGR del 16/09/2009 Determinazioni in merito alle azioni di prevenzione delle diverse forme di dipendenza nella popolazione generale ) e secondo le Indicazioni operative per l'attuazione delle azioni di prevenzione del consumo di sostanze in allegato alla DGR 1999 del 13/07/2011 e articolate in 4 Assi principali. Continuare il percorso formativo per il personale del Dipartimento Dipendenze utilizzando prevalentemente la formula della Formazione sul campo. Applicare il nuovo modello di percorso di valutazione diagnostico per la definizione di un sistema di inversione del modello stesso dall offerta alla domanda. Trasformare in attività istituzionale le azioni definite nel progetto sperimentale finanziato ai sensi della DGR 3239/2012 Problemi in corpo, soluzioni in mente finalizzato all individuazione precoce di forme di sofferenza non riconosciute ma agite, estendendolo per il Pagina 63 di 72

66 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari anche all area pavese. Il tutto in applicazione della DGR 856/2013 attuativa della DGR 116/2013. Definire un Piano di intervento sul gioco d azzardo patologico ai sensi della LR n.8/2013 ed in applicazione della DGR 856/ Allegato B: misura = Presa in carico ambulatoriale delle persone affette da gioco d azzardo patologico - AZIONE 1 = Sensibilizzazione ed informazione della popolazione ed AZIONE 2 = Accoglienza, presa in carico e cura dei soggetti affetti da gioco d azzardo patologico. Dare attuazione al Piano Locale di Prevenzione Dipendenze ASL di Pavia - anni 2013/2015, adottato dall ASL con decreto n.375/dgi del 19/12/2013. Sistema Informativo A livello di gestione complessiva dell attività di vigilanza e di controllo di appropriatezza verrà consolidata la struttura organizzativa al fine di garantire l assolvimento dei debiti informativi nei confronti del livello regionale sia per quelli già in essere sia per la prevista estensione degli stessi. In particolare verrà garantita la gestione dei dati di competenza sull applicativo regionale AFAM (Anagrafica Famiglia) e nel 2014 proseguirà l implementazione in AFAM delle tipologie di U.d.O non presenti, quali Consultori, comunità per Tossicodipendenti e area della Riabilitazione. Contestualmente continuerà l aggiornamento trimestrale del debito informativo per la rilevazione della Rete delle Unità di Offerta Sociosanitarie, già inviato in Regione Lombardia tramite il Sistema Modulare di Acquisizione Dati (SMAF). Per quanto riguarda le U.d.O. sociali è previsto un percorso di informatizzazione simile a quello già in essere per le U.d.O. sociosanitarie; particolare attenzione sarà posta alle U.d.O. che concorreranno all attuazione della DGR 856/2013, quali case albergo, alloggi protetti per anziani, comunità educative, comunità familiari e alloggi per l autonomia, per le quali sarà definito un tracciato comprensivo di informazioni sulle singole U.d.O, tra cui il codice struttura. Sarà inoltre generato un tracciato funzionale alla rendicontazione delle misure e delle azioni previste dalla DGR 856/2013, che, in prospettiva, sarà acquisito via SMAF e il Flusso Economico (tracciato FE), contenente la rendicontazione della produzione del sistema di offerta sociosanitario, sarà aggiornato con la rendicontazione della produzione di cui alla DGR 740/2014 su Fondo per la Non Autosufficienza. Particolare attenzione da parte degli Uffici preposti dell'asl sarà dato al controllo dei debiti informativi ministeriali, che attualmente riguardano l assistenza domiciliare integrata (Flusso SIAD), il Sistema dipendenze (flusso SIND) e l assistenza residenziale e semiresidenziale rivolta agli anziani e alimentato attraverso i flussi SOSIA e SIDI: nel 2014 sarà implementato un flusso ministeriale anche per gli Hospice. Da ultimo, a supporto dell adeguamento organizzativo che vede al centro del sistema il cittadino e il suo contesto familiare/relazionale con i loro bisogni assistenziali, anche nell ottica della flessibilità e complessità dell offerta che prevede l integrazione e la concertazione tra i diversi livelli istituzionali che intervengono nell attuazione della DGR 116/2013, è prevista la sperimentazione di un sistema informativo ministeriale in area sociale, previa istituzione di un tavolo di lavoro ASL Ambiti territoriali e Comuni. Continuerà inoltre ad essere garantito l accesso dei servizi di vigilanza e controllo dell'asl a dati alimentati dalle Unità di Offerta della Rete sociosanitaria in attuazione del debito informativo per le singole tipologie di servizio. Proseguirà la gestione informatizzata delle liste di attesa per l inserimento in RSA attraverso un database che risiede nel server aziendale e che è accessibile via web alle RSA a contratto, che inseriscono autonomamente e in tempo reale le richieste presentate presso di loro. Il compito dell ASL è verificare la qualità dei dati inseriti (es. CF esatti, cittadini duplicati all interno della stessa U.d.O.) e togliere dall elenco cittadini deceduti. Questo permette di avere il numero esatto di cittadini in lista di attesa, oltre ad alcune caratteristiche relative alla fragilità del cittadino e all urgenza della richiesta. L'ASL può pertanto verificare la corretta gestione delle liste di attesa da parte delle U.d.O. Nel corso del 2014 sarà inoltre messo a regime un analogo sistema di gestione informatizzata e centralizzata delle liste di attesa area disabili (RSA, CSS, RSD) attualmente già istituito ma in fase di sperimentazione. Pagina 64 di 72

67 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Progettualità specifiche relative ai processi Aziendali In Azienda sono attivi da alcuni anni una serie di progetti orientati al miglioramento continuo della qualità, finalizzati ad assicurare il monitoraggio e la revisione dei processi aziendali, in un ottica di integrazione di metodologie e strumenti. L integrazione di intenti, metodi e finalità è assicurata da specifici organismi interni trasversali, composti da Referenti individuati all interno di ciascuna articolazione aziendale, con l obiettivo di garantire sviluppi integrati e sinergici. Di seguito sono sintetizzate le più significative progettualità in corso nell ottica sopra enunciata. Risk Management Il progetto, implementato in Azienda sin dal 2004, è finalizzato alla gestione strategica ed operativa dei rischi nelle aree organizzative aziendali e ad acquisire dalla conoscenza delle criticità rilevate gli strumenti e le azioni ad operare il controllo sistematico della rischiosità ASL. Per il 2014, nel rispetto delle Linee Guida annuali sulla materia, si prevede la messa in campo delle azioni finalizzate a dare continuità al percorso intrapreso e a consolidare le iniziative attivate nel corso degli anni precedenti. In particolare si perseguiranno i seguenti obiettivi - Elaborazione entro il ed attuazione nel corso dell anno, del Piano annuale di Risk Management e di almeno n. 2 progettualità, che saranno definite sulla base delle criticità rilevate, in relazione all andamento del rischio e della sinistrosità. Almeno un progetto si svilupperà nelle aree di intervento pre-definite dal livello regionale, dettagliate nelle Linee guida sulla materia del prot. n. H riguardanti i seguenti possibili ambiti: - Realizzazione di iniziative formative rivolte ai professionisti sanitari in tema di sicurezza dei farmaci e di utilità delle segnalazioni di ADR - Realizzazione di iniziative finalizzate alla condivisione delle informazioni necessarie per migliorare l prescrizione dei farmaci ed un adeguato ed attento monitoraggiodelel terapie in atto; - Realizzazione di attività mirate ad identificare eventi avversi ed eventuali interazioni tra farmaci; - Integrazione tra le attività di farmacovigilanza e le attività di risk management per la gestione degli effetti nocivi tra farmaci Il Documento si integrerà con il Piano di Miglioramento dell organizzazione. - Prosecuzione dei monitoraggi in essere: - Monitoraggio degli eventi sentinella in SIMES - Aggiornamento delle sezioni del Data Base regionale (sinistri e polizze, cadute di pazienti / visitatori ed infortuni) nel rispetto della seguente tempistica: - entro il aggiornamento dati 2 semestre entro il aggiornamento dati 1 semestre Monitoraggio eventi avversi rilevanti ed azioni conseguenti (danno presunto stimato superiore a ,00 euro con compilazione di specifica scheda sintetica, nel rispetto della seguente tempistica: - entro il aggiornamento dati 2 semestre entro il aggiornamento dati 1 semestre Continuità operativa degli organismi interni di Risk Management, Gruppo di Coordinamento per la Gestione del Rischio e Comitato Valutazione Sinistri. In particolare il ruolo e la composizione di quest ultimo organismo sempre più oggetto di focalizzazione nell anno 2013,a fronte della necessità di potenziare attività e metodologia di azione per l ottimizzazione della gestione dei sinistri - Mantenimento del focus aziendale sul consenso informato nelle aree residuali ad erogazione diretta di prestazioni con focalizzazione sulle verifica della diffusione e dell utilizzo della modulistica aggiornata a fronte degli esiti delle rilevazioni a campione compiute sui modelli di consenso anno Prosecuzione delle attività di Ascolto e Mediazione trasformativa dei conflitti a cura del Gruppo di Mediatori aziendali, con potenziamento dei casi trattati e verifica dell applicazione della procedura elaborata e diffusa anche in confronto con i Mediatori di altre ASL. Pagina 65 di 72

68 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Contributo alla segnalazione delle buone pratiche con aggiornamento delle due esperienze aziendali attualmente presenti in Age.na.s - Gestione dei contratti assicurativi ed attivazione delle procedure di gara per le polizze in scadenza. In particolare l ASL dovrà dar corso/partecipare anche nel 2014 a procedura di gara consorziata per l aggiudicazione della Polizza RCT/O, a seguito della disdetta del contratto in essere, operata a pochi mesi dall aggiudicazione, dalla Società Assicuratrice, aggiudicataria della procedura attivata nel 2013, che sta uscendo dal mercato assicurativo della responsabilità professionale sanitaria, ad attestazione delle particolari criticità esistenti in questo ramo specifico delle polizze - Promozione di formazione interna sulla materie della gestione del rischio e della gestione della rabbia, nonché partecipazione agli eventi regionali già preannunciati in materia di strumenti del risk assessment, di gestione e liquidazione dei sinistri e di eventi sentinella. Sistema Etico Aziendale. Il progetto avviato in Azienda dal 2007, nel rispetto delle Linee guida regionali sulla materia, si prefigge il monitoraggio costante e l aggiornamento del sistema etico implementato, nonché il proseguimento dell attività di verifica e controllo attribuita allo specifico organismo, riformulato nella sua composizione alla scadenza del primo triennio di attività (anno 2010). Lo sviluppo della progettualità prevede per il 2014 la manutenzione/ampliamento del sistema, attraverso un percorso di costante aggiornamento articolato nelle seguenti fasi - Revisione delle analisi dei rischi sui processi censiti - Formulazione ed attuazione, secondo i crono programmi definiti, dei Piani di azione annuali. - Realizzazione delle azioni di miglioramento definite nei Piani stessi, a superamento delle criticità rilevate nell aggiornamento delle analisi dei rischi. - Prosecuzione della proceduralizzazione del sistema negli ambiti ad erogazione diretta ed a significativo impatto sull utenza e nelle aree in cui sono emerse specifiche criticità. - Effettuazione dei controlli di competenza dell Organismo di Valutazione, così come definiti nel Piano di Valutazione annuale elaborato dall organismo stesso. Piano di Prevenzione della Corruzione Con l approvazione della legge n. 190/2012 sono state introdotte misure per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno corruttivo e sono stati individuati i soggetti preposti ad adottare iniziative in materia. Il Piano di Prevenzione della Corruzione rappresenta lo strumento attraverso il quale sono individuate e definite le strategie prioritarie per la prevenzione ed il contrasto della corruzione. Il Piano non si configura come un attività compiuta, con un termine di completamento finale, bensì come un ventaglio di strumenti finalizzati alla prevenzione che vengono progressivamente affinati, modificati, perfezionati o sostituiti in relazione al feedback ottenuto dalla loro applicazione. In attuazione di quanto previsto dalla L. 190/2012 l ASL di Pavia ha predisposto un Piano di Prevenzione della Corruzione, adottato con decreto n. 33/DGi del 31 gennaio 2014, con particolare riferimento ai seguenti aspetti: individuazione delle attività a più elevato rischio potenziale di corruzione; definizione di programmi formativi e di attuazione e controllo delle decisioni, idonei a prevenire il rischio di corruzione; monitoraggio del rispetto dei termini previsti da leggi o regolamenti per la conclusione dei procedimenti; monitoraggio dei rapporti tra l amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari e gli amministratori degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell amministrazione; individuazione di specifici obblighi di trasparenza, così come esplicitato nel Programma Pagina 66 di 72

69 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Triennale per la Trasparenza e l Integrità, adottato dall ASL di Pavia con decreto n. 29/DGi del 31 gennaio Percorso attuativo della certificabilità (PAC) dei bilanci delle Aziende Sanitarie Pubbliche Regione Lombardia è impegnata in un percorso finalizzato al raggiungimento degli standard necessari a garantire la certificabilità del bilancio regionale e di tutte le Aziende Sanitarie pubbliche. PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI - D. Lgs , n. 118: Armonizzazione sistemi contabili e schemi di bilancio di Regioni, enti locali e loro organismi (ex artt. 1 e 2 della Legge , n. 42). - DM Salute : Disposizioni in materia di certificabilità dei bilanci degli enti del SSN, che introduce indicazioni per l approvazione dei bilanci delle AA.SS. e i requisiti comuni dei PAC. - DM Salute : Definizione PAC, requisiti comuni a tutte le Regioni, contenuti della relazione periodica di accompagnamento al PAC. - DGR Regione Lombardia n. X/551 dello : Approvazione del Percorso Attuativo della certificabilità dei bilanci degli Enti del SSR, della Gestione Sanitaria Accentrata e del Consolidato Regionale ai sensi del D.M Decreto Direzione Centrale Programmazione Integrata e Finanza della Regione Lombardia n del : Costituzione del GDL "PAC Percorso Attuativo della Certificabilità". Pac Aziendale Il PAC aziendale rappresenta l impegno che ciascun Azienda Sanitaria assumerà con Regione Lombardia per raggiungere la certificabilità dei propri bilanci (obiettivo del D.G. per tutta la durata del PAC). Le azioni e gli obiettivi del PAC regionale vi sono declinati in una serie di sottoazioni specifiche. Nell ambito del Piano di Lavoro, ciascuna Azienda dovrà personalizzare le scadenze, prevedendone di intermedie per il completamento delle sottoazioni che consentano di rispettare le scadenze regionali comunicate al Ministero. Il PAC aziendale dovrà essere: 1. adottato con apposita delibera del Direttore Generale, 2. firmato dal Responsabile PAC aziendale (Direttore Amministrativo), 3. corredato da eventuali osservazioni del Collegio Sindacale. Con DGi n. 299 del 22 ottobre 2013, il Direttore Generale dell ASL della Provincia di Pavia: - ha approvato le linee d indirizzo contenute nel Documento Percorso attuativo della Certificabilità (PAC) dei bilanci dell Asl della Provincia di Pavia. «Progetto PAC», quale documentazione attestante gli indirizzi della Direzione Strategica in merito al percorso metodologico e procedurale da adottarsi per il raggiungimento degli obiettivi; - ha costituito il Comitato Strategico, con la finalità di definire le strategie e garantire le risorse necessarie per l attuazione del Progetto PAC; - ha disposto l aggiornamento della composizione del Gruppo di Lavoro, ora denominato Gruppo di Progetto, Gruppo trasversale all interno dell organizzazione, finalizzato alla formulazione e al coordinamento del percorso attuativo della certificabilità (PAC aziendale) in cui sono espresse le professionalità e competenze necessarie, rispetto alle finalità progettuali; - ha individuato il Responsabile del progetto e il Coordinatore del progetto, ai quali demandare la convocazione del gruppo stesso, l attuazione di quanto previsto nel Documento Percorsi attuativi della Certificabilità (PAC) dei bilanci delle AA.SS. pubbliche della Lombardia. «Progetto PAC», l elaborazione di un cronoprogramma di attività e l invio di report sullo stato avanzamento lavori alla direzione amministrativa aziendale. 4. PROGETTO PAC L attuazione del PAC dell ASL della Provincia di Pavia rappresenta un percorso progettuale inderogabile, che non si ridurrà alla verifica della completezza documentale, ma presupporrà l implementazione di una serie di sub progetti (metodologico, organizzativo, informatico, di contabilità), con l obiettivo finale di garantire la qualità dei dati contabili e delle procedure sottostanti, al fine di conseguire la certificabilità di bilancio. Obiettivi Pagina 67 di 72

70 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Garantire la qualità delle procedure amministrativo-contabili sottostanti alla corretta contabilizzazione dei fatti aziendali, e la qualità dei dati contabili secondo gli standard Ministeriali. Razionalizzando flussi e processi, incidere positivamente sull organizzazione consentendo una migliore governance a livello di sistema e a livello settoriale. Definire processi codificati e inseriti in un organizzazione di tipo Orizzontale: compiti condivisi, responsabilizzazione, gerarchia funzionale. Molti gruppi di lavoro, processo decisionale decentrato, Sistemi informativi interfunzionali, gruppi di lavoro intersettoriali. Grazie al supporto dei Sistemi Informativi, rivisti in funzione del loro ruolo strategico e coerentemente con le nuove Linee Guida regionali, garantire processi in grado di assicurare dati attendibili, tempestivi, fruibili e di facile elaborazione, per funzionali a una governance della complessità amministrativa e gestionale e alla continuità di servizio, anche in ambito territoriale. Sviluppo Il Progetto, che prevederà, in totale, 127 azioni, rivelandosi di notevole complessità sistemica, settoriale, territoriale, temporale, tecnica, si svilupperà su due livelli: 1. un programma di azioni operative a breve termine (6-12 mesi), con una partecipazione responsabile delle singole U.O., che svilupperanno azioni in dettaglio, ma interconnesse nel quadro del sistema aziendale, 2. un programma che, partendo dal percorso progettuale attuato finora, e in coerenza con l attuazione dei singoli sub progetti, adegui il modello gestionale e operativo generale (impatti nel medio/lungo termine). I tempi saranno subordinati alle indicazioni e alle relative scadenze regionali. Un azione partecipativa e dinamica Poiché l attività aziendale non può essere la somma di processi slegati tra loro, bensì il risultato di un azione partecipativa e dinamica, tutte le strutture e servizi dell ASL della Provincia di Pavia sono impegnate in questo percorso progettuale. Il Gruppo di Progetto definirà le misure necessarie, individuate mediante un confronto serrato con tutti i soggetti interessati, e ne coordinerà l attuazione. Squadre di processo, appositamente costituite, affronteranno le diverse problematiche, tematiche e settoriali, distinte eppur connesse in un disegno globale. I Dirigenti delle singole UOC e UOS saranno direttamente responsabili dell attuazione nelle unità dirette. Saranno definiti con puntualità processi, procedure, flussi informativi tempestivi, affidabili, completi, ma sarebbe riduttivo cogliere esclusivamente l aspetto contabile o settoriale: gli interventi di razionalizzazione porteranno al miglioramento dell attendibilità del sistema di rilevazione e rappresentazione della performance economico-finanziaria, ma consentiranno anche una migliore governance, a livello di Direzione Strategica e a livello delle singole articolazioni aziendali. Lo sviluppo del progetto comporterà un attività di gestione del cambiamento caratterizzata da dinamiche atte a collegare in modo diretto gli obiettivi aziendali con i cambiamenti proposti in ambito organizzativo. Chiave di volta sarà l impegno partecipativo di tutti, nel rispetto di responsabilità, ruoli e competenze. Il Servizio di Internal Auditing Nel Piano di Organizzazione Aziendale (POA), formalizzato con deliberazione ASL Pavia n. 13/DG del e approvato con DGR IX/5003 del , è prevista la costituzione del servizio d internal auditing per lo svolgimento di attività di analisi e approfondimento e di consulenza rivolta all interno dell Azienda allo scopo di ottenere un miglioramento dell efficacia e dell efficienza dell organizzazione, attraverso un approccio professionale sistematico. Con Decreto n. 330/DGi del , il Direttore Generale dell ASL della Provincia di Pavia ha costituito il Servizio d Internal Auditing, organismo di controllo, indipendente e autonomo, trasversale alle diverse articolazioni aziendali e con competenze analitiche, programmatorie propositive e di monitoraggio. Il Servizio d Internal Auditing (IA) si connota come un organismo indipendente e autonomo, trasversale alle varie articolazioni aziendali, che sviluppa un attività di controllo interno di Pagina 68 di 72

71 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari secondo livello di metodo e di conformità ai vincoli legislativi e alle direttive che l Azienda elabora per regolamentare la propria attività. La sua area d intervento si estende all intera gestione Aziendale e si attua indicativamente nelle seguenti fasi: - analisi per l identificazione delle criticità; - programmatoria per la definizione del piano di azione; - propositiva e di supporto agli interventi da effettuare a fronte delle carenze evidenziate; - monitoraggio e follow up per la verifica dell attuazione degli interventi correttivi e di verifica dei miglioramenti conseguiti. Il Servizio d Internal Auditing (IA) potrà avvalersi dell apporto delle diverse professionalità presenti all interno dell Azienda in funzione di specifiche problematiche. Modello organizzativo, composizione, attività e modalità operative saranno suscettibili di cambiamenti in funzione dell evoluzione normativa e del contesto organizzativo dell Azienda. Progetto Continuità assistenziale: costituzione della centrale integrata Asl di Pavia Asl di Lodi Nel corso dell anno 2013, è stata consolidata la modalità organizzativa di gestione delle richieste di accesso al servizio tramite la centralizzazione delle chiamate provenienti dai due territori provinciali di Pavia e di Lodi. Nel corso dell anno sono state ulteriormente concordate, affinate e sviluppate le modalità operative che hanno consentito di gestire le oltre richieste pervenute dal territorio dell ASL di Pavia e le oltre richieste pervenute dal territorio di Lodi. Parallelamente è stata avviata una valutazione, basata sui dati esperienziali della gestione unificata delle richieste di pertinenza delle due ASL, di ulteriori ipotesi di estensione del modello gestionale ad una più vasta territorialità di esercizio. Nel corso del 2014 saranno ulteriormente sviluppate le analisi di fattibilità di progetti che possano supportare la gestione unificata di richieste provenienti da territori più ampi, in linea con le indicazioni dei livelli regionali sullo sviluppo del servizio. Pagina 69 di 72

72 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Gli interventi finalizzati alla semplificazione per il cittadino In sintonia con le indicazioni Regionali, al fine di favorire la fruizione dei servizi da parte del cittadino sono in corso di attuazione alcune attività per la semplificazione dei percorsi di accesso ai servizi. In particolare la ASL di Pavia, oltre ad aver avviato alcuni progetti già previsti da Regione Lombardia, prevede la realizzazione di specifici progetti di semplificazione mirati a favorire ulteriormente l utilizzo dei servizi erogati dalla ASL. Coinvolgimento delle farmacie del territorio per i nuovi servizi al cittadino Per quanto riguarda il coinvolgimento delle farmacie sul territorio, nel corso del 2014, accanto alla ormai consolidata partecipazione all attività relativa allo screening per il tumore del colon retto, saranno potenziate azioni per garantire ai cittadini, in farmacia, la prenotazione on- line di esami specialistici da eseguirsi presso le strutture ospedaliere provinciali pubbliche e private. In modo particolare tale attività risulterà strategica nelle sedi farmaceutiche situate al confine con altre regioni, per facilitare l accesso degli assistiti che necessitano di visite specialistiche o accertamenti diagnostici alle strutture ospedaliere provinciali anzichè a quelle extra regionali Accordo per l erogazione dei servizi SISS tramite la Pubblica Amministrazione Locale Dall anno 2009 l ASL ha avviato un processo di coinvolgimento rivolto alle pubbliche amministrazioni Comunali mirato all erogazione dei servizi ai cittadini presso i Comuni. I Comuni che hanno aderito erogano il servizio di rilascio PIN per la Carta Regionale dei Servizi e registrazione del consenso alla creazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Dall anno 2012 il servizio è stato ampliato alla Scelta e Revoca del Medico. Al mese di gennaio 2014 hanno aderito e sono attivi i Comuni di Borgarello (con il servizio di Scelta e Revoca), Cilavegna, Gambolò, Lungavilla (con il servizio di Scelta e Revoca), Mortara, Palestro, Pavia, Rivanazzano Terme (con il servizio di Scelta e Revoca), Sannazzaro de Burgondi (con il servizio di Scelta e Revoca), Siziano, Torrevecchia Pia, Verretto (con il servizio di Scelta e Revoca), Vigevano e Zerbolò (con il servizio di Scelta e Revoca). Durante l anno 2014 è previsto un ulteriore ampliamento in relazione ai Comuni che sceglieranno di attivare l erogazione dei servizi SISS. Apertura con orario continuato degli sportelli di Scelta e Revoca e uffici relazioni con il pubblico Il martedì nelle sedi di Pavia gli sportelli di Scelta e Revoca e lo sportello informativo ufficio relazioni con il pubblico offrono il servizio in modalità continuativa. Modulistica aggiornata riferita ai servizi per i cittadini Sul sito Aziendale è disponibile la modulistica costantemente aggiornata Supporto agli utenti Realizzato attraverso la tempestività delle risposte via mail (direttamente o attraverso l URP) ai quesiti posti via posta elettronica dai cittadini. Ampliamento del servizio di prenotazione on-line a tutte le certificazioni di sanità pubblica, vaccinazioni facoltative e screening Sul sito internet della ASL è attivo il servizio di prenotazione on-line per tutte le certificazioni di sanità pubblica, per le vaccinazioni facoltative e per la prenotazione della visita medica di idoneità alla guida. L obiettivo è quello di facilitare l accesso al servizio con la possibilità di poter prenotare, nell'arco delle 24 h e da qualsiasi postazione, scegliendo personalmente la data, l orario e la sede dove effettuare la visita. Per quanto riguarda gli screening oncologici, l'asl di Pavia offre la possibilità di inviare una richiesta on line per prenotare, spostare, disdire un appuntamento per effettuare lo screening mammografico e citologico PAP test. Pagina 70 di 72

73 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Interdizione anticipata dal lavoro per gravidanza Dal 2012 l ASL rilascia il Provvedimento di astensione anticipata dal lavoro per le lavoratrici in caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza. Fino a tale data la procedura era in carico alla Direzione Territoriale del Lavoro con sede unica a Pavia. Nell ottica di migliorare l accessibilità e ridurre al minimo gli spostamenti sono state individuate 3 sedi Pavia, Vigevano e Voghera presso le quali, un medico ed un amministrativo in orari dedicati, erogano tale prestazione. Tutte le informazioni in merito alla procedura sono pubblicate sul sito aziendale e la modulistica è scaricabile on line. PAVIA 2.0 e Progetto Icaro L ASL ha aderito al partenariato guidato dal Comune di Pavia. Il progetto prevede diverse attività orientate a semplificare l accesso dei cittadini ai servizi della pubblica amministrazione. In particolare, riveste maggior rilevanza per l ambito sanitario la realizzazione del Progetto Icaro, ricompreso nel più ampio Pavia 2.0. ICARO ha l obiettivo di sviluppare una piattaforma di interoperabilità tra pubbliche amministrazioni (tra il dominio della Sanità, quello dei Comuni e l Agenzia delle entrate) per la registrazione delle nascite in ospedale e di migliorare il servizio reso al cittadino consentendo di far tutto in ospedale.. Il progetto è finalizzato a supportare i genitori nel momento della nascita di un bambino nella procedura di registrazione della nascita. Di norma i familiari devono interfacciarsi con diversi soggetti: l azienda ospedaliera in cui avviene la nascita, il Comune in cui avviene la nascita o di residenza per la registrazione allo Stato Civile e l attribuzione della residenza al neonato, l Agenzia delle Entrate per l attribuzione del Codice Fiscale, l ASL di residenza per l iscrizione all anagrafe sanitaria regionale, l emissione della CRS e per la scelta del pediatra. Questa procedura richiede dispendio di tempo e di energie per il cittadino ed a ciò corrisponde un'inevitabile sovraccarico del personale di sportello dei diversi soggetti pubblici. Il sistema ICARO rivoluziona questa procedura consentendo ai genitori di svolgere tutte le pratiche presso l azienda ospedaliera con un risparmio di tempo e una semplificazione procedurale significativa. Sarà attivato uno sportello unico presso il Policlinico San Matteo di Pavia per consentire ai neogenitori di: adempiere rapidamente ai compiti richiesti dalla legge (registrazione allo Stato Civile); ottenere per il neonato il codice fiscale e la Carta Regionale dei servizi; scegliere il pediatra, Conciliazione Famiglia-lavoro L ASL di Pavia nell anno 2014 perseguirà l obiettivo di consolidare la Rete territoriale di Conciliazione della provincia, di cui continuerà ad essere Ente capofila, formalizzando i nuovi Accordi e promuovendo, altresì, lo sviluppo di Alleanze Locali di Conciliazione, che avranno il compito di avanzare proposte progettuali in un ottica di rapporto e collaborazione tra soggetti del territorio con il fondamentale coinvolgimento dei Piani di Zona. (si veda paragrafo 13 alla voce Conciliazione Famiglia-lavoro) Incremento dell accessibilità agli ambulatori pediatrici L obiettivo è perseguito attraverso l apertura al sabato mattina di 2 ambulatori pediatrici a Pavia ed a Voghera e il prolungamento degli orari ambulatoriali (dei Pediatri aderenti) per due pomeriggi settimanali con durata di almeno tre ore e con accesso fino alle ore 19 per supportare le esigenze dei genitori che lavorano. Prescrizione specialistica online per la protesica maggiore Il servizio di prescrizione specialistica online per la protesica maggiore (carrozzine, letti ortopedici, protesi acustiche) riduce e semplifica il percorso del cittadino per la fruizione eliminando la necessità di recarsi personalmente presso gli uffici della ASL. Pagina 71 di 72

74 ASL PAVIA Documento di Programmazione e Coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari Accesso a prescrizioni particolari In collaborazione con la medicina di famiglia, allo scopo di evitare un ulteriore passaggio del cittadino alle strutture specialistiche, il medico di medicina generale può prescrivere direttamente: i presidi ad assorbenza, il rinnovo (in assenza di modifiche quali quantitative ) di prescrizioni di medicazioni avanzate e di prodotti per stomia e per incontinenti, le certificazioni per il rilascio e per il rinnovo di alcune tipologie di esenzione per patologia; Nucleo Informativo per i pazienti con malattia rara Presso la ASL è stato costituito ed è operativo uno specifico Nucleo Informativo con l obiettivo di facilitare il percorso assistenziale per i pazienti con malattia rara e loro familiari, rendendo più accessibili le prestazioni sia di tipo sanitario che socio-assistenziale. Servizio telefonico dedicato all informazione sui farmaci Il Dipartimento Governo della Rete distrettuale e del farmaco dell A.S.L. di Pavia ha attivato un nuovo servizio volto ad assicurare agli utenti una corretta informazione sui farmaci. Tale servizio è attivabile telefonando al numero telefonico della ASL , ed è operativo nei seguenti orari: Martedì, Mercoledì e Giovedì : 14,30-16,30; Venerdì: 11,00-13,00 Pagina 72 di 72

75 Quadro di contesto Allegato 1 al Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari Anno 2014 QUADRO DI CONTESTO

76 INDICE 1 INDICATORI EPIDEMIOLOGICI DEMOGRAFIA MORTALITÀ INCIDENZA TUMORI PREVALENZA PATOLOGIE DA BANCA DATI ASSISTITO (BDA) MALATTIE INFETTIVE INCIDENTALITÀ STRADALE INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI DIPENDENZE SITUAZIONE ECONOMICA E SOCIO-CULTURALE ATTIVITÀ ECONOMICHE ED INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ANDAMENTO OCCUPAZIONALE STILI ED ABITUDINI DI VITA INDICATORI DI DOMANDA SANITARIA CONSUMI SANITARI PRO-CAPITE DOMANDA SANITARIA DI RICOVERI OSPEDALIERI MOBILITÀ PASSIVA ED ATTIVA DOMANDA SANITARIA DI SPECIALISTICA AMBULATORIALE DOMANDA SANITARIA DI FARMACI DOMANDA DI PRESTAZIONI PSICHIATRICHE DOMANDA SOCIO-SANITARIA TEMPI DI ATTESA INDICATORI DI OFFERTA SANITARIA E SOCIO-SANITARIA OFFERTA OSPEDALIERA OFFERTA SPECIALISTICA ALTRA OFFERTA SANITARIA OFFERTA SOCIO-SANITARIA... 96

77 1 Indicatori epidemiologici 1.1 Demografia Il territorio provinciale è articolato in tre aree geografiche ben distinte tra loro: Lomellina, Oltrepo e Pavese. Previsione residenti totali al = Superficie Kmq = Densità media 187,9 Ab/Kmq Distretto Lomellina Residenti = 33,4% Sup Kmq 174,2 Ab/Kmq VIGEVANO Distretto Pavese Residenti = 41,2% Sup. 800 Kmq 285,1 Ab/Kmq PAVIA VOGHERA Distretto Oltrepo Residenti = 25,9% Sup Kmq 130,4 Ab/Kmq Il dato relativo ai residenti nei tre Distretti è una previsione al (fonte: anagrafi comunali) La Lomellina, completamente pianeggiante, è costituita da 51 comuni per una estensione territoriale di circa Kmq; l Oltrepo racchiude la parte collinare e montuosa della provincia, comprende 78 comuni e si estende per Kmq; il Pavese ha una estensione di 800 kmq, è completamente pianeggiante e comprende 61 Comuni. Le caratteristiche più importanti della provincia di Pavia possono essere così schematizzate: E la Provincia più a Sud della Lombardia E la terza Provincia per estensione (2.965 Kmq) = 12% del territorio regionale e per numero Comuni (190) Il territorio è pianeggiante per il 74%; montuoso / collinare per il restante 26% L Oltrepo ha la Comunità Montana con il più alto numero di Comuni della Lombardia (44) La popolazione residente o domiciliata è circa 1/20 della popolazione lombarda. Nelle pagine seguenti si riporta l elenco dei comuni suddivisi per area distrettuale con la popolazione residente al 31/12/2012. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 1 di 111

78 Distretto Lomellina ALAGNA 872 MORTARA ALBONESE 570 NICORVO 373 BORGO SAN SIRO OLEVANO DI LOMELLINA 779 BREME 868 OTTOBIANO CANDIA LOMELLINA PALESTRO CASSOLNOVO PARONA CASTELLO D'AGOGNA PIEVE ALBIGNOLA 923 CASTELNOVETTO 613 PIEVE DEL CAIRO CERETTO LOMELLINA 205 ROBBIO CERGNAGO 768 ROSASCO 623 CILAVEGNA SAN GIORGIO DI LOMELLINA CONFIENZA SANNAZZARO DE'BURGONDI COZZO 369 SANT'ANGELO LOMELLINA 881 DORNO SARTIRANA LOMELLINA FERRERA ERBOGNONE SCALDASOLE 954 FRASCAROLO SEMIANA 241 GALLIAVOLA 222 SUARDI 642 GAMBARANA 239 TORRE BERETTI E CASTELLARO 598 GAMBOLO' TROMELLO GARLASCO VALEGGIO 242 GRAVELLONA LOMELLINA VALLE LOMELLINA GROPELLO CAIROLI VELEZZO LOMELLINA 102 LANGOSCO 431 VIGEVANO LOMELLO VILLA BISCOSSI 74 MEDE ZEME LOMELLINA MEZZANA BIGLI Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 2 di 111

79 Distretto Oltrepo ALBAREDO ARNABOLDI 229 MONTESCANO 400 ARENA PO MONTESEGALE 300 BAGNARIA 686 MONTU' BECCARIA BARBIANELLO 897 MORNICO LOSANA 688 BASTIDA DE'DOSSI 172 OLIVA GESSI 178 BASTIDA PANCARANA PANCARANA 331 BORGO PRIOLO PIETRA DE'GIORGI 928 BORGORATTO MORMOROLO 421 PINAROLO PO BOSNASCO 633 PIZZALE 727 BRALLO DI PREGOLA 669 PONTE NIZZA 836 BRESSANA BOTTARONE PORTALBERA BRONI REA 447 CALVIGNANO 129 REDAVALLE CAMPOSPINOSO RETORBIDO CANEVINO 109 RIVANAZZANO CANNETO PAVESE ROBECCO PAVESE 563 CASANOVA LONATI 489 ROCCA DE'GIORGI 79 CASATISMA 911 ROCCA SUSELLA 241 CASEI GEROLA ROMAGNESE 709 CASTANA 735 ROVESCALA 925 CASTEGGIO RUINO 759 CASTELLETTO DI BRANDUZZO SAN CIPRIANO PO 499 CECIMA 236 SAN DAMIANO AL COLLE 712 CERVESINA SANTA GIULETTA CIGOGNOLA S.TA MARGHERITA DI STAFFORA 505 CODEVILLA SANTA MARIA DELLA VERSA CORANA 816 SILVANO PIETRA 701 CORNALE 733 STRADELLA CORVINO SAN QUIRICO TORRAZZA COSTE FORTUNAGO 385 TORRICELLA VERZATE 834 GODIASCO VAL DI NIZZA 669 GOLFERENZO 206 VALVERDE 313 LIRIO 135 VARZI LUNGAVILLA VERRETTO 401 MENCONICO 377 VERRUA PO MEZZANINO VOGHERA MONTALTO PAVESE 920 VOLPARA 137 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA ZAVATTARELLO MONTECALVO VERSIGGIA 548 ZENEVREDO 480 Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 3 di 111

80 Distretto Pavese ALBUZZANO MONTICELLI PAVESE 694 BADIA PAVESE 404 PAVIA BASCAPE' PIEVE PORTO MORONE BATTUDA 641 ROGNANO 635 BELGIOIOSO RONCARO BEREGUARDO SAN GENESIO ED UNITI BORGARELLO SAN MARTINO SICCOMARIO BORNASCO SANTA CRISTINA E BISSONE CARBONARA AL TICINO SANT'ALESSIO CON VIALONE 920 CASORATE PRIMO SAN ZENONE AL PO 626 CAVA MANARA SIZIANO CERANOVA SOMMO CERTOSA DI PAVIA SPESSA 606 CHIGNOLO PO TORRE D'ARESE 993 COPIANO TORRE DE'NEGRI 349 CORTEOLONA TORRE D'ISOLA COSTA DE'NOBILI 362 TORREVECCHIA PIA CURA CARPIGNANO TRAVACO' SICCOMARIO FILIGHERA 849 TRIVOLZIO GENZONE 366 TROVO GERENZAGO VALLE SALIMBENE GIUSSAGO VELLEZZO BELLINI INVERNO E MONTELEONE VIDIGULFO LANDRIANO VILLANOVA D'ARDENGHI 769 LARDIRAGO VILLANTERIO LINAROLO VISTARINO MAGHERNO ZECCONE MARCIGNAGO ZERBO 451 MARZANO ZERBOLO' MEZZANA RABATTONE 503 ZINASCO MIRADOLO TERME Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 4 di 111

81 La Tabella rappresenta la popolazione assistita in provincia di Pavia a dicembre 2013, suddivisa per sesso e distretto di residenza (al netto dei domiciliati e di coloro che non hanno in anagrafica il codice del comune di residenza o il codice fiscale). L ultima riga mostra l età media, che è molto alta nell Oltrepo. Tabella Popolazione assistita in provincia di Pavia a dicembre 2013 Lomellina Oltrepo Pavese Totale Maschi Femmine Totale Età media 46,0 48,1 44,3 45,9 La Tabella evidenzia le differenze distrettuali nella distribuzione per fascia di età, in termini percentuali. Da sottolineare che in Provincia i bambini/ragazzi al di sotto dei 15 anni sono numericamente paragonabili alle persone di età superiore a 74 anni. Complessivamente quasi un cittadino su quattro della provincia ha più di 65 anni (in Oltrepo addirittura il 27,7%). Il confronto con la Regione Lombardia evidenzia le caratteristiche della popolazione provinciale, ovvero anzianità e scarsa fecondità, che sono destinate ad accentuarsi nel tempo. Tabella Distribuzione percentuale della popolazione residente per fascia d età. Suddivisione distrettuale e confronto con la Regione Lombardia Classe di età Lomellina Oltrepo Pavese Totale ,7% 11,0% 13,6% 12,6% ,7% 61,3% 65,0% 63,3% ,8% 12,6% 10,4% 11,4% oltre 74 12,8% 15,2% 11,0% 12,7% Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Tabella Andamento pluriennale della popolazione residente (fonte: anagrafi comunali) Anno 0-14 anni Diff % anni Diff % ultra 65enni Diff % Popolazione totale Diff % ,73% ,74% ,78% ,21% ,49% ,82% ,42% ,15% ,17% ,71% ,55% ,62% ,83% ,43% ,58% ,41% ,36% ,32% ,80% ,34% ,99% ,90% ,21% ,78% ,46% ,25% ,60% ,48% ,49% ,25% ,61% ,60% Prev ,31% ,26% ,02% ,02% Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 5 di 111

82 La Tabella evidenzia lo scostamento percentuale di ogni classe d'età sull'anno precedente in base ai dati rilevati attraverso le Anagrafi comunali. Nella tabella è rappresentata anche la previsione per l anno La crescita della popolazione provinciale negli ultimi 2 anni sta rallentando rispetto al quinquennio precedente, anche se si mantiene positiva. Si sottolinea che il dato anagrafico comunale, a differenza di quanto riportato nella tabella 1.1.1, tiene conto anche dei domiciliati, dei temporaneamente presenti ecc. La Tabella riporta alcuni dei principali indicatori demografici (al 31 dicembre 2013), confrontati tra i Distretti e con i valori della regione Lombardia Tabella Indicatori demografici - Confronto tra Distretti, provincia di Pavia e Lombardia Indicatori demografici e di saldo naturale Lomellina Oltrepo Pavese Provincia di Pavia Lombardia Tasso di Natalità 7,3 6,4 8,5 7,6 9,2 Indice di Fecondità 36,4 32,9 38,9 36,6 42,5 Indice di Vecchiaia 193,6 252,4 157,7 191,0 147,6 Indice di Invecchiamento 24,6 27,8 21,4 24,1 21,1 Il tasso di natalità rappresenta il rapporto tra nati vivi e popolazione totale (x 1000). L indice di fecondità è il rapporto tra nati vivi e donne in età feconda di età compresa tra 15 e 49 anni (x 1000). Entrambi questi indicatori, relativi alla propensione di fare figli, sono in provincia e nei distretti decisamente inferiori alla media regionale, specialmente in Oltrepo. L indice di vecchiaia è il rapporto tra le persone che hanno 65 anni e più rispetto ai bambini tra 0 e 14 anni (x 100). L indice di invecchiamento invece è la percentuale di ultrasessantaquattrenni, calcolato in rapporto con l intera popolazione (x 100). Questi ultimi due indicatori quindi misurano la popolazione in termini di vecchiaia e di rapporto con la popolazione più giovane (in provincia di Pavia per ogni bambino ci sono quasi due anziani, in Oltrepo per ogni bambino circa 2,5 anziani; rispetto alla popolazione generale è anziana quasi una persona su quattro). In Regione Lombardia i due indici sono più bassi (per ogni bambino ci sono 1,4 anziani e la percentuale degli ultrasessantaquattrenni supera di poco il 21%). Il Distretto Pavese è quello che più si avvicina alla media regionale, l Oltrepo quello che si allontana di più e la Lomellina è in una posizione intermedia. In conclusione gli indicatori demografici confermano le caratteristiche di anzianità e scarsa fecondità della popolazione della provincia di Pavia, già rilevate negli anni precedenti. La Tabella riporta due indicatori esemplificativi della situazione sociale locale: l indice di carico sociale e quello di ricambio. Entrambi gli indici sono confrontati sia a livello distrettuale che rispetto alla Regione. Tabella Indicatori sociali Confronto tra Distretti, provincia di Pavia e Lombardia Indicatori demografici e di saldo naturale Lomellina Oltrepo Pavese Provincia di Pavia Lombardia Indice di carico sociale 59,4 63,3 53,9 58,1 54,9 Indice di ricambio 157,5 188,0 150,5 161,8 138,5 Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 6 di 111

83 L indice di carico sociale rappresenta il rapporto tra la somma della popolazione tra 0 e 14 anni (i bambini) più la popolazione con 65 anni e più (gli anziani) rispetto alla popolazione tra 15 e 64 anni (x 100). Il valore del rapporto indica la consistenza del carico sociale degli anziani e dei bambini rispetto alla teorica popolazione in età lavorativa. Valori più alti quindi indicano un maggior carico sociale. I dati provinciali medio e dei distretti Lomellina e, soprattutto, Oltrepo sono superiori alla media regionale, mentre il Pavese è inferiore all indicatore lombardo. L indice di ricambio è il rapporto tra la popolazione tra 60 e 64 anni (teoricamente prossima all uscita dal mondo produttivo) e la popolazione tra 15 e 19 anni (teoricamente deputata a sostituire la fascia precedente). Anche in questo caso più alto è il valore, più difficile risulta il ricambio. In provincia di Pavia si riscontra un dato superiore alla media lombarda in tutti e tre i Distretti, soprattutto in Oltrepo. Questi due ulteriori indicatori evidenziano una situazione di disagio sociale più evidente in alcune zone della provincia, in particolare nell Oltrepo, mentre il Pavese, che ha la popolazione più giovane, soprattutto nella zona a nord al confine con la provincia di Milano, gode di una situazione più paragonabile alle medie regionali. Immigrazione straniera in provincia di Pavia Dai dati pubblicati nel decimo rapporto sull immigrazione straniera nella Provincia di Pavia dall Osservatorio Regionale per l integrazione e la multietnicità nel novembre 2013 (vedi Tabella 1.1.6) si evince che dal gennaio 2001 al luglio 2012 il numero degli stranieri regolarmente iscritti alle anagrafi dei Comuni della provincia di Pavia è passato da circa residenti stranieri nel 2001 a circa nel luglio A questo dato vanno aggiunti gli stranieri in condizioni giuridiche di regolari non residenti e gli irregolari che si stima ammontino complessivamente a circa unità. In totale quindi la presenza degli immigrati in provincia di Pavia si aggira intorno a unità. Tabella Stima degli stranieri presenti in provincia di Pavia. Anni , valori in migliaia di unità Fonte: n./elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 7 di 111

84 Grafico Stima degli stranieri presenti in provincia di Pavia. Anni valori in percentuale Stima degli stranieri presenti in provincia di Pavia anni % 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Residenti Regolari non residenti Irregolari Dal Grafico si nota una lieve contrazione negli ultimi dodici mesi degli stranieri regolari residenti (meno 0,1 mila) contro un aumento degli stranieri regolari non residenti (più 1.1 mila) in provincia di Pavia. Complessivamente la percentuale degli stranieri regolari (residenti e non) presenta un costante incremento passando da 73.6% nel 2001 a 93.6% nel La distribuzione per area geografica/cittadinanza di provenienza è: Distribuzione per Area Geografica/Cittadinanza di provenienza Principali Paesi di provenienza Nord Africa 20% Asia 9% Altri Africa 6% America Latina 11% Est Europa 54% Ecuador 8% PerùMoldavia Cina 5% 4% 6% Tunisia 6% Ucraina 12% Romania 27% Marocco 17% Eggitto 15% La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dall Est Europa (Romania in particolare) con il 54% degli stranieri presenti. Segue il Nord Africa con il 20% di presenze dei quali maggiormente rappresentati gli stranieri provenienti da Marocco ed Egitto. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 8 di 111

85 Non si registra una sostanziale differenza di età e sesso tra gli immigrati. L età mediana registrata nel 2012 negli stranieri ultraquattordicenni è di 35 anni negli uomini e 36 anni nelle donne. La distribuzione per sesso è pressoché equivalente, 50.5% sono uomini e 49.5% donne. Tabella Età mediana degli immigrati stranieri ultraquattordicenni presenti in provincia di Pavia per genere. Anni Fonte: n./elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità Tabella Stranieri presenti nella provincia di Pavia classificati secondo il genere. Valori percentuali, anni Fonte: n./elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità Altre caratteristiche strutturali della popolazione migrante della provincia di Pavia sono rappresentate nella Tabella (che documenta il trend dell anzianità media della presenza in Italia, che si sta progressivamente alzando); Tabella (collocazione lavorativa prevalente, dove si nota che il 30% è occupato regolare a tempo indeterminato, mentre i disoccupati sono il 16,2%); Tabella (collocazione lavorativa a confronto con le altre provincie lombarde, con Pavia che ha un po meno occupati regolari e un po più disoccupati rispetto alla media lombarda) Tabella Immigrati stranieri ultraquattordicenni presenti nella provincia di Pavia classificati secondo l anzianità della presenza in Italia. Valori percentuali, anni Fonte: n./elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 9 di 111

86 Tabella Stranieri ultraquattordicenni presenti nella provincia di Pavia classificati secondo la condizione lavorativa prevalente. Valori percentuali, anni Fonte: n./elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 10 di 111

87 Tabella Collocazione delle principali condizioni lavorative degli stranieri ultraquattordicenni nella provincia di Pavia e nelle altre province lombarde. Anno 2012, valori percentuali Fonte: n./elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Nota: (a) Escluso il territorio di Monza e della Brianza. 1.2 Mortalità I dati di mortalità vengono sempre più utilizzati, oltre che come indicatori dello stato di salute della popolazione, come strumento di programmazione, verifica e valutazione degli interventi di cura e di prevenzione. In provincia di Pavia, secondo i dati ISTAT, la mortalità si attesta su valori significativamente superiori a quelli regionali e nazionali. Gli ultimi dati pubblicati, riferiti al 2010, dimostrano, infatti, che i maschi pavesi muoiono il 12% più dei lombardi e l 11% più dei connazionali e le femmine, rispettivamente, il 13% e l 11% più delle corrispettive (Grafico 1.2.1). Questi stessi dati, inoltre, provano che le cause di morte che maggiormente concorrono ad innalzare i tassi della mortalità pavese oltre i valori di confronto regionali e nazionali, sono: - i tumori del colon-retto e del polmone in entrambi i sessi, dell utero, della mammella, della prostata, del tessuto emolinfopoietico nei maschi; - le cardiopatie ischemiche e le cerebrovasculopatie in entrambi i generi; - le malattie dell apparato digerente nei maschi e nelle femmine; - i traumatismi/avvelenamenti in entrambi i sessi. Nel dettaglio, il tasso di mortalità per tumore del colon-retto è: - nei maschi superiore del 27% a quello dei lombardi e del 29% a quello dei connazionali; - nelle femmine superiore del 14% a quello sia delle lombarde sia delle connazionali. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 11 di 111

88 Il tasso di mortalità per tumore del polmone è: - nei maschi superiore del 25% a quello dei lombardi e del 37% a quello dei connazionali; - nelle femmine superiore dell 16% a quello delle sole connazionali. Il tasso di mortalità per tumore della mammella è: - nelle pavesi superiore del 15% a quello delle lombarde e del 32% a quello delle connazionali. Il tasso di mortalità per tumore dell utero è: - nelle pavesi superiore del 63% a quello delle lombarde e del 47% a quello delle connazionali. Il tasso di mortalità per tumore della prostata è: - nei pavesi superiore del 15% a quello dei lombardi e del 10% a quello dei connazionali. Il tasso di mortalità per tumori emolinfopoietici è: - superiore nei soli maschi del 3% a quello dei lombardi e del 14% a quello dei connazionali; Il tasso di mortalità per cardiopatie ischemiche è: - nei maschi superiore del 3% a quello dei lombardi e del 2% a quello dei connazionali; - nelle femmine superiore del 2% a quello delle sole lombarde; Il tasso di mortalità per le cerebrovasculopatie è: - nei maschi superiore del 31% a quello dei lombardi e del 19% a quello dei connazionali; - nelle femmine superiore del 29% a quello delle lombarde e del 19% a quello delle connazionali. Il tasso di mortalità per malattie dell apparato digerente è: - nei maschi superiore del 5% a quello dei soli lombardi; - nelle femmine superiore dell 11% a quello delle lombarde e del 7% a quello delle connazionali. I dati di mortalità del Registro Nominativo delle Cause di Morte (ReNCaM) della nostra ASL, aggiornati in tempo reale, consentono di identificare le patologie che in provincia di Pavia più frequentemente causano i decessi, quelle che hanno un più elevato tasso di mortalità e quelle che si concentrano, maggiormente, nel Pavese, in Lomellina o in Oltrepo. Nel triennio , le causa di morte più frequenti in provincia sono (Grafico 1.2.2): - i tumori, prima causa di morte nei maschi e seconda nelle femmine, responsabili del 39% dei decessi nei primi e del 27% nelle seconde; - le malattie del sistema circolatorio, seconda causa di morte nei maschi e prima nelle femmine, responsabili del 33% dei decessi nei primi e del 41% nelle seconde; - le malattie dell apparato respiratorio, terza causa di morte in entrambi i generi, responsabili dell 8% dei decessi nei maschi e del 7% nelle femmine; - le malattie dell apparato digerente, quarta causa di morte in entrambi i generi, responsabili rispettivamente del 4% e del 5% dei decessi; - i traumatismi/avvelenamenti, quinta causa di morte in entrambi i generi, responsabili rispettivamente del 4% e del 3% dei decessi. Nello stesso periodo , le cause di morte con elevato tasso in provincia sono (Grafico 1.2.3): -- i tumori, che determinano la morte di 42 maschi ogni residenti e di 32 femmine ogni residenti, in particolare: - il tumore del polmone, che colpisce 12 maschi ogni residenti e 4 femmine ogni residenti; - il tumore della mammella, che causa la morte di 5 donne ogni residenti; - il tumore del colon-retto, che provoca il decesso di 4 maschi e di 4 femmine, ogni residenti; - il tumore della prostata, che interessa 3 uomini ogni residenti; - il tumore dell utero che colpisce 1 donna ogni residenti; Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 12 di 111

89 -- le malattie del sistema circolatorio, che causano il decesso di 36 maschi ogni residenti e di 49 femmine ogni residenti, in particolare: - le cardiopatie ischemiche, che colpiscono 14 maschi ogni residenti e 14 femmine ogni residenti; - le cerebrovasculopatie, che determinano la morte di 9 maschi e 15 femmine, ogni residenti; -- le patologie dell apparato respiratorio, che provocano il decesso di 8 maschi ogni residenti e di 8 femmine ogni residenti, in particolare; - le malattie polmonari croniche ostruttive, che sono responsabili della morte di 4 maschi ogni residenti e di 3 femmine ogni residenti; -- le malattie dell apparato digerente, che colpiscono 5 maschi ogni residenti e 5 femmine ogni residenti; -- i traumatismi/avvelenamenti, che causano la morte di 5 maschi ogni residenti e di 4 femmine ogni residenti. Le cause di morte che nel Pavese, in Lomellina o in Oltrepo presentano nel tassi superiori a quelli medi provinciali sono: -- i tumori, il cui tasso di mortalità è superiore del 4% nelle femmine del Pavese e del 2% nei maschi della Lomellina; in particolare: - il tumore del polmone, il cui tasso di mortalità è superiore del 13% nei maschi della Lomellina e del 15% nelle femmine del Pavese; - il tumore del colon-retto, il cui tasso di mortalità è superiore del 28% nei maschi del Pavese e del 9% in quelli della Lomellina, del 4% nelle femmine del Pavese e dell 1% in quelle della Lomellina; - il tumore della mammella, il cui tasso di mortalità è superiore dell 1% nelle femmine del Pavese e del 6% in quelle dell Oltrepo; - il tumore dell utero, il cui tasso di mortalità è superiore del 23% nelle femmine della Lomellina; - il tumore della prostata, il cui tasso di mortalità è superiore del 3% nei maschi del Pavese e del 20% in quelli dell Oltrepo; -- le malattie del sistema circolatorio, il cui tasso di mortalità è superiore del 9% nei maschi del Pavese e del 12% nelle femmine della Lomellina; in particolare: - le cardiopatie ischemiche, il cui tasso di mortalità è superiore del 4% nei maschi del Pavese, del 3% nei maschi e dell 8% nelle femmine della Lomellina; - le cerebrovasculopatie, il cui tasso di mortalità è superiore del 16% nelle femmine della Lomellina; -- le malattie dell apparato respiratorio, il cui tasso di mortalità è superiore del 17% nei maschi e dell 8% nelle femmine, della Lomellina e del 15% nelle femmine dell Oltrepo; in particolare: - le malattie polmonari croniche ostruttive, il cui tasso di mortalità è superiore del 3% nei maschi e del 6% nelle femmine, della Lomellina e del 9% nei maschi e del 14% nelle femmine dell Oltrepo; -- le malattie dell apparato digerente, il cui tasso di mortalità è superiore del 6% nei maschi e del 9% nelle femmine dell Oltrepo; -- i traumatismi/avvelenamenti, il cui tasso di mortalità è superiore del 14% nelle femmine del Pavese, del 7% in quelle dell Oltrepo e del 5% nei maschi della Lomellina. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 13 di 111

90 Grafico Tassi di mortalità generale (x residenti) standardizzati per età e sesso Confronto Provincia di Pavia - Lombardia Italia (Fonte: HFA Istat) 130 Grafico Tassi di mortalità (x residenti) standardizzati per età e sesso Confronto: Provincia di Pavia - Lombardia - Italia (Fonte: Istat 2013) MASCHI Provincia di Pavia MASCHI Regione Lombardia MASCHI Italia FEMMINE Provincia di Pavia FEMMINE Regione Lombardia FEMMINE Italia Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 14 di 111

91 Grafico Mortalità proporzionale per causa e sesso Media triennio (Fonte: Registro di Mortalità ASL) MASCHI 4% 8% 4% 12% 33% Mal. Sist. Circolatorio Tumori Mal. App. Respiratorio Mal. App. Digerente Traumatismi 39% Altre 17% FEMMINE Mal. Sist. Circolatorio 3% 5% 7% 41% Tumori Mal. App. Respiratorio Mal. App. Digerente Traumatismi Altre 27% Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 15 di 111

92 Grafico Tassi di mortalità specifici per causa e sesso Media triennio (Fonte: Registro di Mortalità ASL) MASCHI Tasso x FEMMINE TUMORI MAL. SIST. CIRCOLATORIO MAL. SIST. CIRCOLATORIO TUMORI Cardiopatie ischemiche Tumore del polmone Mal. Cerebrovascolari MAL. APP. RESPIRATORIO MAL. APP. DIGERENTE TRAUMATISMI Tumore del colon-retto Bronchiti, enfisema, asma Tumore della prostata Mal. Cerebrovascolari Cardiopatie ischemiche MAL. APP. RESPIRATORIO MAL. APP. DIGERENTE Tumore della mammella Tumore del colon-retto TRAUMATISMI Tumore del polmone Bronchiti, enfisema, asma Tumore dell'utero Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 16 di 111

93 1.3 Incidenza tumori Il Registro Tumori del Sud della Lombardia, attivo dal 2008 nelle provincie di Pavia e di Lodi, ha iniziato la rilevazione dei casi di tumore a partire dal 2003 ed è giunto, in questi anni di attività, a registrare i casi incidenti ogni anno fino al La sezione del Registro dedicata alla popolazione della provincia di Pavia comprende per il periodo fino ad oggi analizzato , casi di tumori, di cui riferiti a maschi e a femmine. I dati raccolti dal Registro su questa casistica consentono di stimare alcuni indicatori che sinteticamente descrivono l universo dei tumori nella nostra provincia; essi sono: la numerosità, la frequenza e l incidenza. I tumori incidenti in media ogni anno, sono: di cui: (55%) nei maschi; (45%) nelle femmine. I tumori più frequentemente diagnosticati in media ogni anno, sono: - nei maschi quello del polmone (17%) al pari di quello della prostata (17%), del colon-retto (13%), della vescica (9%), del tessuto emolinfopoietico (8%), del fegato (6%) e dello stomaco (5%); - nelle femmine quello della mammella (30%), del colon-retto (14%), del tessuto emolinfopoie tico (8%), dell utero (7%), del polmone (6%), dello stomaco (4%), del fegato (4%) e dell ova io (4%). I tumori più incidenti in media ogni anno, sono: - nei maschi: il tumore del polmone (20 x residenti); il tumore della prostata (20 x ); il tumore del colon-retto (15 x ); il tumore della vescica (10 x ); il tumore del tessuto emolinfopoietico (9 x ); il tumore del fegato (7 x ); il tumore dello stomaco (6 x ); il tumore del rene (5 x ); - nelle femmine: il tumore della mammella (27 x residenti) ; il tumore del colon-retto (12 x ); il tumore del tessuto emolinfopoietico (73 x residenti); il tumore dell utero (6 x residenti); il tumore del polmone (5 x residenti); il tumore dello stomaco (4 x residenti); il tumore del fegato (3 x residenti); il tumore dell ovaio (3 x residenti). Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 17 di 111

94 1.4 Prevalenza patologie da Banca Dati Assistito (BDA) La possibilità di incrociare tutte le informazioni disponibili in ASL sugli eventi sanitari e sociosanitari della popolazione provinciale oltre che delle sue caratteristiche individuali (anagrafica, esenzioni ecc.) consente, già da diversi anni, di mappare la situazione epidemiologica locale, attraverso lo strumento BDA (Banca Dati Assistiti). La Tabella rappresenta la caratterizzazione epidemiologica della popolazione pavese nell anno Tabella Caratterizzazione epidemiologica della popolazione provinciale BDA (Banca Dati Assistito) - Anno 2012 Categoria prioritaria Assistiti Età media Spesa totale Spesa pro-capite % di categoria 01 - Deceduto , ,83 1,3% 02 - Trapianto , ,85 0,1% 03 - Ins_renale , ,05 0,5% 04 - HIV , ,04 0,2% 05 - Neoplasia , ,78 4,8% 06 - Diabete , ,19 4,8% 07 - Cardiovasculopatia , ,29 16,1% 08 - Broncopneumopatia , ,36 1,4% 09 - Gastropatia , ,88 1,2% 10 - Neuropatia , ,32 0,7% 11 - Autoimmuni , ,48 0,7% 12 - Endocrinopatia , ,33 1,5% 13 - Malattie rare , ,14 0,4% 14 - Parto , ,11 0,6% 15 - Altro (Utente non consumatore) , ,1% 16 - Altro (Utente consumatore) , ,30 49,5% Totale , ,58 100,0% Sono ricompresi in tabella tutti gli assistiti deceduti nel corso dell anno (categoria 01- deceduto) Gli assistiti affetti da patologie croniche e/o degenerative sono rappresentati nelle categorie da 02 a 13. Ogni persona è conteggiata una sola volta attraverso la caratteristica patologica prevalente. I cardiovasculopatici sono la sottopopolazione più numerosa con circa pazienti. La seconda patologia più rappresentata in termini numerici è la neoplasia con assistiti affetti. Proseguendo in ordine di frequenza troviamo gli affetti da diabete che sono quasi Le altre patologie croniche e/o degenerative più diffuse sono la broncopatia, l endocrinopatia, la gastropatia, ciascuna delle quali colpisce tra e persone ciascuna. Complessivamente le patologie croniche interessano circa cittadini della provincia, pari al 32,5% della popolazione generale. Nella Tabella sono presenti ulteriori caratterizzazioni. La categoria 14 conteggia le donne che hanno partorito nel corso dell anno A conferma di quanto descritto nella parte demografica si segnala il basso numero di parti (3.412) specie rispetto al numero di decessi nel periodo (6.845). La categoria 15 - Altro Utente non consumatore, pari al 16,1% della popolazione generale, è rappresentata da coloro che nel corso dell anno 2012 non hanno avuto contatti con il sistema sanitario registrati nei data base amministrativi (ricoveri, visite specialistiche, prescrizioni farmacologiche a rimborso SSN). Infine, l ultima categoria 16 Altro Utente consumatore è residuale in quanto composta da tutti coloro che non rientrano nei criteri di inclusione precedenti. Sono poco meno della metà Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 18 di 111

95 della popolazione (il 49,5%) e ricorrono a prestazioni sanitarie in modo saltuario e per problemi contingenti o acuti non conseguenti a patologie di tipo cronico. La colonna spesa totale riporta i valori al lordo delle prestazioni sanitarie effettuate (ricoveri ospedalieri, specialistica ambulatoriale, farmaceutica), per le quali l ASL remunera le strutture di erogazione. La spesa per i cardiovasculopatici è la più elevata (156 mln/euro) seguita dalla spesa per i neoplastici (121 mln/euro) che numericamente sono meno di un terzo rispetto alla categoria precedente. Al terzo posto nei consumi si trovano le persone collocate nella categoria residuale dei non cronici (117 mln/euro) che precedono i diabetici (66 mln/euro). Discorso a parte merita il consumo di risorse dedicato agli ultimi mesi di vita delle persone (voce 01 Deceduto) per un totale di circa 55 milioni di euro. Questa quota di costo è impiegata dall ASL a rimborso delle prestazioni sanitarie erogate in sei mesi alle persone decedute nel corso dell anno 2012, in particolare per i ricoveri ospedalieri (infatti, calcolando che i decessi avvengono durante tutto l anno possiamo con ragionevolezza approssimare che ogni persona trascorra in vita 6 mesi dell anno 2012). Complessivamente l assorbimento di risorse dedicato alla diagnosi, cura e riabilitazione delle persone affette da patologia cronica, che rappresentano il 32,5% della popolazione, ammonta al 71% del totale dei costi. Pertanto è evidente che gli sforzi dell ASL volti a garantire livelli di prestazioni omogenee ed appropriate sul territorio provinciale, debbano tenere conto in primo luogo dei percorsi assistenziali dei pazienti affetti da una o più patologie di tipo cronico, che, per definizione, di norma non guariscono, ma che possono essere efficacemente curate. La condizione che all anno assorbe più risorse sanitarie pro-capite ( euro circa) è quella del trapiantato d organo (cuore, fegato, rene ecc.) per la complessità dell assistenza e delle terapie necessarie. Seguono come consumo l insufficienza renale ( euro) e l HIV (9.600 euro), a causa del ricorso frequente e ripetuto a prestazioni e servizi sanitari di elevata complessità, nonché a farmaci ad alto costo. I neoplastici assorbono risorse sanitarie annuali pro-capite in provincia pari a circa euro. Il pro-capite medio dei diabetici è di poco superiore ai euro. Per assistere un cardiopatico in media occorrono poco meno di euro. I tre gruppi di patologie croniche collegati a broncopatie, endocrinopatie ed autoimmunità assorbono risorse annuali molto prossime al valore medio indistinto pro-capite, pari a euro, e si caratterizzano quindi come forme patologiche mediamente meno complesse. I pazienti affetti da malattie rare necessitano ciascuno di quasi euro di risorse sanitarie. E interessante notare che l età media al decesso è elevata, essendo pari a più di 80 anni. A parte le persone HIV positive o affette da AIDS, i trapiantati e gli autoimmuni l età media delle persone afflitte dalle cronicità più importanti è compresa tra 50 e 70 anni. Sorprende, in termini generali, l elevata età media al parto, che nel 2010 si attesta a 32,1 anni. Si tratta peraltro di un dato costante nel trend degli ultimi anni. La Tabella riporta la distribuzione percentuale per distretto e provinciale delle categorie epidemiologiche mappate nella precedente tabella. Le persone che non hanno avuto eventi sanitari nel corso dell anno (categoria 15) oscillano in provincia da un minimo in Oltrepo ad un massimo nel Pavese. Gli assistiti con scarsi contatti con le strutture sanitarie o comunque non affetti da malattie croniche e/o degenerative (categoria 16) sono percentualmente più bassi in Oltrepo che negli altri distretti. Nell ambito delle patologie cronico-degenerative i cardiopatici sono percentualmente più numerosi in Oltrepo rispetto al Pavese (17,4% verso 15,1%). La percentuale di diabetici invece è più elevata in Lomellina (5,2%) rispetto al Pavese (4,4%). Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 19 di 111

96 Le neoplasie interessano praticamente la stessa percentuale di pazienti nei tre distretti. Complessivamente la percentuale di assistiti con patologia cronica in provincia di Pavia è del 32,6% (rispettivamente il 32,9% in Lomellina, il 34,6% in Oltrepo e 31,2% nel Pavese). Tabella Caratterizzazione epidemiologica della popolazione provinciale in termini percentuali e suddivisione distrettuale Anno 2012 Categoria prioritaria Lomellina Oltrepo Pavese Provincia 01 - Deceduto 1,3% 1,4% 1,0% 1,2% 02 - Trapianto 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 03 - Ins_renale 0,4% 0,6% 0,5% 0,5% 04 - HIV 0,2% 0,2% 0,3% 0,2% 05 - Neoplasia 4,7% 5,1% 4,7% 4,8% 06 - Diabete 5,2% 4,9% 4,4% 4,8% 07 - Cardiovasculopatia 16,5% 17,4% 15,1% 16,2% 08 - Broncopneumopatia 1,3% 1,6% 1,4% 1,4% 09 - Gastropatia 1,1% 1,4% 1,2% 1,2% 10 - Neuropatia 0,7% 0,8% 0,6% 0,7% 11 - Autoimmuni 0,5% 0,6% 0,9% 0,7% 12 - Endocrinopatia 1,8% 1,6% 1,3% 1,5% 13 - Malattie rare 0,3% 0,3% 0,5% 0,4% 14 - Parto 0,6% 0,5% 0,7% 0,6% 15 - Altro (Utente non consumatore) 15,9% 15,2% 16,6% 16,0% 16 - Altro (Utente consumatore) 49,3% 48,3% 50,5% 49,6% Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Il consumo pro-capite di risorse sanitarie degli assistiti dei tre distretti provinciali, rappresentato in Tabella 1.4.3, permette di effettuare alcune considerazioni, anche se questa analisi non tiene conto delle differenti distribuzioni di età dei tre ambiti. Il consumo medio provinciale di risorse sanitarie all anno è di euro pro-capite Nel distretto Oltrepo si riscontra la spesa media globale più alta (1.254 euro) e nel Pavese la più bassa (1.126 euro). Naturalmente, in questo caso, occorre tener conto che la popolazione dell Oltrepo è più anziana che quella del Pavese e quindi assorbe più risorse sanitarie. Alcune considerazioni sulle patologie cronico-degenerative, che non risentono se non in modo minore di differenti distribuzioni per età, possono però essere fatte. Gli ultimi mesi di vita (categoria 01 deceduto in corso d anno) assorbono più risorse nel Pavese che negli altri distretti. Il maggiore utilizzo dell ambiente ospedaliero, anche a causa di una offerta più ampia, è alla base di questa differenza. Occorrerebbe in ogni caso, a fronte del presumibile profondo disagio personale e familiare che precede il momento del decesso, ricercare forme di assistenza meno pesanti e psicologicamente più accettabili. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 20 di 111

97 Tabella Consumi della popolazione assistita distrettuale per ricoveri ospedalieri, specialistica ambulatoriale e farmaceutica convenzionata Valori pro-capite e confronto tra distretti Anno 2012 Categoria prioritaria Lomellina Oltrepo Pavese Provincia 01 - Deceduto 8.111, , , , Trapianto , , , , Ins_renale , , , , HIV 9.776, , , , Neoplasia 4.574, , , , Diabete 2.498, , , , Cardiovasculopatia 1.712, , , , Broncopneumopatia 1.504, , , , Gastropatia 1.585, , , , Neuropatia 2.902, , , , Autoimmuni 1.168, ,86 990, , Endocrinopatia 1.041, , , , Malattie rare 2.441, , , , Parto 2.814, , , , Altro (Utente non consumatore) Altro (Utente consumatore) 423,93 465,74 431,70 433,53 Totale 1.143, , , ,57 Nella Tabella sono considerate, a livello percentuale, le risorse sanitarie dedicate all assistenza delle principali patologie croniche, per livello di erogazione di servizio. I dati presentati documentano che i ricoveri ospedalieri assorbono la quota maggiore di risorse, si avvicinano o superano il 50%, per tutte le principali categorie di patologia, tranne la neuropatia. In particolare, nei deceduti in corso d anno i ricoveri assorbono la quasi totalità delle risorse (81,5 a livello provinciale). Sembrerebbe, rispetto alla patologia sofferta, più logico sostenere che alti consumi percentuali di ricovero sono giustificabili nei neoplastici, in considerazione della complessità e delle necessità ingravescenti di prestazioni specialistiche. Di conseguenza appare fenomeno da approfondire l assorbimento di risorse per ricovero ospedaliero nel diabetico e nel cardiopatico. L episodio, o gli episodi, di ricovero, rappresentano, di norma, solo una limitata esperienza nel corso degli anni di presenza di una patologia cronica (il momento della diagnosi, gli episodi di aggravamento ecc.). Di conseguenza si comprendono i tentativi di questi ultimi anni, supportati dal progresso tecnologico e dei presidi terapeutici, di ridurre l impatto di tale livello di erogazione delle cure (da degenza ordinaria a day hospital e/o a prestazione ambulatoriale; da acuto a sub-acuto e riabilitazione, anche extraospedaliera); dall ospedale al territorio (es. CreG) nell ambito dei percorsi diagnostico terapeutico assistenziali che sempre più vengono condivisi a livello locale. Le prestazioni specialistiche e farmaceutiche variano in modo non molto rilevante tra patologie diverse, ma ci sono aspetti che è giusto sottolineare. Le prescrizioni farmaceutiche pesano per circa il 47% dei consumi nel neuropatico e del 28% nel neoplastico. Le prestazioni specialistiche pesano tra il 15% ed il 25% del totale. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 21 di 111

98 Tabella Consumi della popolazione provinciale per le principali patologie croniche suddivisi percentualmente per ricoveri ospedalieri, specialistica ambulatoriale e farmaceutica convenzionata Anno 2012 Deceduto Neoplasia Diabete Cardiopatia/ Ipertensione Neuropatia Lomellina Oltrepo Pavese Provincia Ricoveri 81,8% 80,7% 81,7% 81,5% Specialistica 9,5% 9,3% 8,3% 9,0% Farmaceutica 8,6% 10,0% 10,0% 9,5% Ricoveri 45,7% 47,3% 47,0% 46,7% Specialistica 25,2% 25,0% 25,0% 25,1% Farmaceutica 29,1% 27,7% 27,9% 28,2% Ricoveri 51,4% 54,1% 48,4% 51,1% Specialistica 16,5% 15,8% 16,6% 16,4% Farmaceutica 32,1% 30,1% 35,0% 32,6% Ricoveri 54,0% 54,7% 53,5% 54,0% Specialistica 18,4% 18,0% 18,7% 18,4% Farmaceutica 27,6% 27,3% 27,8% 27,6% Ricoveri 38,8% 37,7% 38,9% 38,6% Specialistica 15,4% 14,4% 13,7% 14,4% Farmaceutica 45,8% 47,9% 47,4% 47,0% Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 22 di 111

99 1.5 Malattie infettive Inquadramento della tematica La sorveglianza, la prevenzione ed il controllo nei confronti delle malattie infettive e diffusive assumono una importanza strategica nell ambito del sistema sanitario. Un buon coordinamento degli interventi tra i diversi soggetti coinvolti ( Dipartimento di Prevenzione Medico, Strutture Sanitarie, MMG, PLS) consente, infatti, di conoscere l andamento epidemiologico delle malattie,elemento indispensabile per una corretta programmazione degli interventi di Prevenzione primaria e secondaria. La corretta gestione del sistema informativo MAINF resta fondamentale per una buona sorveglianza sia locale che regionale. Particolare attenzione è stata posta all attivazione di processi integrati finalizzati ad un aumento delle competenze e della accettazione consapevole degli interventi vaccinali, che restano il principale strumento per la prevenzione delle malattie infettive, nei cittadini /gruppi target. Descrizione del fenomeno nel territorio provinciale in termini quantitativi Nella Tabella troviamo un estrazione dei casi delle principali malattie verificatesi nel biennio 2012/2013 divisi per sesso. Tabella Andamento delle principali malattie infettive in Provincia di Pavia anni INIZIO SINTOMI ANNO SESSO F M TOTALE F M TOTALE PATOLOGIA NUMERO NUMERO NUMERO NUMERO NUMERO NUMERO Aids Malattia invasiva da HIB Malattia invasiva meningococcica Malattia invasiva pneumococcica Morbillo Rosolia Rosolia congenita 0 0 Rosolia gravidanza 0 0 Tubercolosi Sifilide Salmonellosi non tifoidee Scabbia Diarrea infettiva Epatite B Epatite A INFEZIONE HIV TOTALE Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 23 di 111

100 Dall analisi dei dati dell anno 2013 sembrerebbe essere in atto un aumento delle Malattie Invasive da Pneumococco, il monitoraggio dei sierotipi responsabili, che avviene a livello regionale, ci fornirà indicazioni sull opportunità di estendere la vaccinazione con il nuovo vaccino coniugato. Da quest anno è stata regolarizzata la trasmissione delle infezioni HIV ed Epatite B che si riportano in tabella. Si è registrato un ulteriore aumento delle diarree infettive; l incremento registrato (84 denunce in più rispetto al 2012 ) è stato, come lo scorso anno, dettagliatamente indagato risultando che la quasi totalità di queste segnalazioni sono da attribuire agli agenti eziologici quali Clostridi ed Enterovirus in soggetti sottoposti a terapia antibiotica e ricoverati per tempi lunghi. Bisogna comunque tener conto che l aderenza alle segnalazione da parte dei clinici continua ad aumentare e ciò comporta, oltre ad un miglioramento dei dati, un possibile incremento del numero di alcune patologie che tra l altro vengono ricercate anche con l incrocio delle informazioni provenienti dai laboratori. 1.6 Incidentalità stradale Nel 2012 gli incidenti stradali con lesioni a persone rilevati in Italia sono stati e hanno causato il decesso di persone, mentre altre sono rimaste ferite (Tabella 1.6.1). Ogni giorno, durante il 2012, si sono verificati in media 512 incidenti stradali, che hanno comportato lesioni alle persone e, in particolare, la morte di 10 individui e il ferimento di altri 725. Rispetto al 2011, si riscontra una diminuzione del numero di incidenti (-9,2%), feriti (- 9,3%) e morti (-5,4%). (Dati ISTAT ACI Rapporto del 6 novembre 2013). Dal 2011 è stata inaugurata dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dalla Commissione Europea la nuova decade d iniziative per la Sicurezza Stradale ; l obiettivo fissato per il 2020 consiste nell ulteriore dimezzamento dei morti sulle strade in Europa e nel mondo. In Italia continua il trend discendente del numero dei morti, già registrato nella precedente decade. Tra il 2001 e il 2012, gli incidenti stradali con lesioni a persone sono passati, infatti, da a , con un calo complessivo del 29%; i morti sono passati da a (- 48,5%) e i feriti da a (-29,1%). Tabella Incidenti stradali, morti e feriti - Anni (valori assoluti, indice di mortalità e variazioni percentuali) Elaborazione da dati ISTAT ACI Rapporto del 6 novembre 2013 su dati anno 2012 Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 24 di 111

101 Tra il 2011 e il 2012 la diminuzione del numero dei morti è stata del 5,4%. Tabella Incidenti stradali, morti e feriti in Italia Confronto anni Elaborazione da dati ISTAT ACI Rapporto del 6 novembre 2013 su dati anno 2012 I dati riferiti alla Regione Lombardia e alle sue provincie nell anno 2012 possono essere osservati nella Tabella Tabella Incidenti stradali, morti e feriti in Regione Lombardia e nelle singole provincie e dettaglio sugli incidenti mortali Rilevazione anno 2012, valori assoluti ITALIA LOMBARDIA E PROVINCE Residenti dati ISTAT aggiornati al 01/01/2013 Valore assoluto Totale incidenti 2012 Di cui incidenti mortali Persone infortunate Valore Persone infortunate Morti Feriti assoluto Morti Feriti Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi Mantova Milano Monza e della Brianza Pavia Sondrio Varese Lombardia Italia Elaborazione da dati ISTAT ACI Rapporto del 6 novembre 2013 su dati anno 2012 In Lombardia, regione da sempre al primo posto nella graduatoria dell'incidentalità in Italia, l andamento degli incidenti stradali non si discosta rispetto ai dati nazionali. Nell anno 2012, si registrano incidenti (-5% rispetto all anno 2011), feriti (-4% rispetto all anno 2011) e 540 morti (+ 1,5% rispetto all anno 2011). In Provincia di Pavia, nell anno 2012, si registrano incidenti (-1% rispetto all anno 2011), feriti (+2% rispetto all anno 2011) e 41 morti (-2,5% rispetto all anno 2011). Nel 2012 la diminuzione del numero di morti, in Italia, rispetto al 2001, risulta pari al -48,5%. Rispetto all obiettivo fissato dall Unione Europea nel Libro Bianco del 2001, che prevedeva la riduzione della mortalità del 50% entro il 2010, benché sia vicina a questo traguardo, l Italia non ha ancora raggiunto tale livello. L analisi dettagliata dei dati contenuti nell ultimo rapporto ISTAT ACI Rapporto del 6 novembre 2013 su dati anno 2012 evidenzia in sintesi che: gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane; si verificano più incidenti a giugno, ma il picco di mortalità rimane ad agosto; la domenica ed il sabato sono i giorni più pericolosi; Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 25 di 111

102 il picco di incidentalità tra le 18 e le 19, gli incidenti più gravi tra le 3 e le 6 del mattino gli incidenti di notte sono più gravi fuori città; la tipologia di sinistro più frequente è lo scontro frontale-laterale; la distrazione, il non-rispetto della precedenza e la velocità elevata le prime cause di incidente; individui 20-24enni e 35-39enni le principali vittime di incidenti mortali; fra i conducenti calano morti e feriti, con l eccezione degli ultraottantenni; sono in aumento le vittime tra i ciclisti; sono gli anziani i pedoni più coinvolti negli incidenti, trend in aumento per gli uomini; tra i passeggeri il maggior numero di vittime è fra i giovani, ma il trend è in discesa; autovetture e motocicli i veicoli più coinvolti in incidenti stradali, in aumento le biciclette; si concentra nei grandi Comuni un terzo degli incidenti sulle strade urbane. Sul tema della sicurezza stradale e della prevenzione degli incidenti stradali il Dipartimento di Prevenzione Medico dell ASL agisce in sintonia al Piano Sanitario Nazionale, al Piano Nazionale e Regionale della Prevenzione che include tra i suoi obiettivi la necessità di intervenire con forza per ridurre, soprattutto nella fascia di età giovanile, il numero degli incidenti stradali e le menomazioni permanenti conseguenti a tali eventi. Si calcola che circa il 60-70% dei soggetti in riabilitazione per trauma cranico o spinale si trova in detta condizione in seguito ad incidente stradale. L Unione Europea nel documento riguardante gli Orientamenti per la Sicurezza Stradale definisce sette Obiettivi Strategici: - Obiettivo n. 1: miglioramento dell'educazione stradale e della preparazione degli utenti della strada; - Obiettivo n. 2: rafforzamento dell'applicazione della normativa stradale; - Obiettivo n. 3: miglioramento della sicurezza delle infrastrutture stradali; - Obiettivo n. 4: miglioramento della sicurezza dei veicoli; - Obiettivo n. 5: promozione dell'uso delle moderne tecnologie per migliorare la sicurezza stradale; - Obiettivo n. 6: miglioramento dei servizi di emergenza e assistenza post-incidente; - Obiettivo n. 7: protezione degli utenti vulnerabili della strada. Nel Piano di Azioni da promuovere per il decennio il Dipartimento di Prevenzione Medico interviene con le sue competenze e funzioni con azioni mirate su più obiettivi principalmente su tre filoni di attività: - il conducente, cardine della sicurezza stradale: o promuovendo un approccio di educazione stradale e formazione quale processo globale. Un "continuum formativo" che si sviluppa lungo tutto l'arco della vita. o promuovendo interventi di formazione atti al miglioramento qualitativo del sistema di rilascio delle patenti e sulla formazione, in particolare per i principianti; o promuovendo azioni di contrasto dei comportamenti connessi all uso di sostanze psicoattive durante la guida. Di particolare interesse, oltre alle sostanze stupefacenti, è il meno indagato rischio connesso all uso di diversi farmaci; o garantendo omogeneità di trattamento dei cittadini presso le commissioni mediche locali. - gli strumenti di regolazione e pianificazione urbanistica: o la progettazione di strade e città sicure; o la messa a disposizione dei cittadini di percorsi nei quali essi possano muoversi (percorsi casa scuola lavoro) e luoghi (parchi attrezzati, spazi verdi) in cui svolgere attività fisica in condizioni di sicurezza; o la sicurezza delle piste ciclabili; - nei luoghi di lavoro:nel Piano Regionale per la tutela della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro troviamo gli obiettivi di prevenzione degli incidenti stradali occorsi in occasione di lavoro. Il fenomeno degli incidenti stradali in occasione di lavoro Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 26 di 111

103 rappresenta una quota rilevante degli infortuni gravi o mortali accaduti sul territorio regionale e tuttavia è sottostimato nei numeri e non ancora analizzato nel dettaglio da parte dei molti interlocutori istituzionali che hanno competenze in materia. La mancanza di una visione di insieme del fenomeno infortunistico rende difficile la programmazione di iniziative strategiche a carattere prevenzionale, che il laboratorio si propone di individuare. A questo proposito regione Lombardia intende attivare un Laboratorio di Approfondimento cosi descritto: - Attività di analisi del fenomeno infortunistico, con particolare attenzione alle cause e circostanze correlate al lavoro degli incidenti stradali (es. comportamento dei guidatori, stato del mezzo, organizzazione del lavoro); - Attivazione di sinergie con il Centro Regionale di governo e monitoraggio della Sicurezza Stradale (coordinato dalla DG Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione), per la fruizione dei dati (a fini analitici del fenomeno) e la diffusione di best practice; - Attività di coordinamento nel recepimento, a livello regionale, delle indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione in corso di emanazione, relative alla sicurezza stradale; - Attività di progettazione e promozione di azioni formative e di iniziative volte a sperimentare soluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale; - Attività di formazione degli operatori dei soggetti istituzionali competenti ad intervenire in seguito agli incidenti stradali, volti a sensibilizzarli per una corretta interpretazione delle cause e circostanze correlate al lavoro. 1.7 Infortuni e malattie professionali I dati di seguito riportati sono stati estratti dalla Banca Dati Statistica dell'inail e dal Rapporto Annuale INAIL- anno Dati Epidemiologici Infortuni sul Lavoro Infortuni denunciati Gli infortuni sul lavoro denunciati in provincia di Pavia nel triennio rappresentano il totale degli infortuni notificati a INAIL. Nel periodo considerato gli eventi presentano, come da tabella, la seguente distribuzione: nel 2010, nel 2011, nel Tabella Infortuni denunciati all INAIL nel triennio provincia di Pavia e Regione Lombardia Tutte le gestioni ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 VARIAZIONE % Totale Pavia ,36% di cui occorsi a stranieri ,06% Totale Lombardia ,16% di cui occorsi a stranieri ,44% A fine triennio in Provincia di Pavia si osserva un decremento, pari a 560 casi, del numero di infortuni denunciati, con una diminuzione pari al 9,36%. L'andamento è in linea con il dato medio regionale (-12,16%), anche se il calo del fenomeno infortunistico nel territorio pavese risulta meno rilevante rispetto al territorio lombardo. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 27 di 111

104 Si registra, inoltre, una diminuzione degli infortuni occorsi a lavoratori stranieri (-3,06%):tali eventi rappresentano, nel 2012, il 16,9% del totale degli infortuni denunciati. La Tabella presenta i dati relativi ai casi denunciati per tipo di gestione INAIL e per anno di evento: si evidenzia a fine triennio una diminuzione degli infortuni in tutte le gestioni. Tabella Infortuni denunciati all INAIL nel triennio provincia di Pavia per gestione e anno evento Gestione ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 VARIAZIONE % Industria e Servizi ,03% Agricoltura ,71% Conto Stato Dipendenti ,21% TOTALE ,32% Analizzando i dati relativi a Industria e Servizi, Tabella si rileva nel triennio un decremento del numero degli infortuni denunciati in tutti i principali settori, con esclusione delle Attività Immobiliari per le quali si registra un aumento pari al 12,50%, però su piccoli numeri. Tabella Infortuni denunciati all INAIL nel triennio provincia di Pavia per gestione, principali settori ed anno evento ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO VARIAZIONE % Agricoltura ,71% Industria e Servizi ,03% di cui Industria manifatturiera ,60% Costruzioni ,14% Commercio ,09% Trasporti e magazzinaggio ,45% Attività immobiliari ,50% Sanità e assistenza sociale ,41% Amministrazione Pubblica ,67% Altre attività di servizi ,92% Conto Stato Dipendenti ,21% TOTALE ,32% Anche l analisi dei dati relativi ai casi definiti positivamente da INAIL, Tabella , evidenzia nel triennio una diminuzione degli eventi infortunistici pari al -16,5% sul totale dei casi. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 28 di 111

105 Tabella Infortuni avvenuti nel triennio e definiti positivamentecon e senza indennizzo- da INAIL per gestione e anno evento provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 Industria e Servizi Agricoltura Conto Stato Dipendenti VARIAZIONE % ,2% -22,8% -15,3% Totale Pavia ,5% Infortuni in occasione di lavoro Gli infortuni in occasione di lavoro sono infortuni avvenuti nell esercizio effettivo dell attività lavorativa con esclusione degli infortuni in itinere (eventi verificatisi nel percorso casa-lavorocasa). Comprendono sia gli eventi accaduti in ambienti di lavoro ordinario sia gli infortuni avvenuti a lavoratori che svolgono la loro attività principalmente su strada (autotrasporti, manutenzione stradale, commercio ). Tabella Infortuni avvenuti in occasione del lavoro e denunciati all'inail- Triennio provincia di Pavia Modalità di evento ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 In occasione di lavoro di cui Ambiente di lavoro ordinario Circolazione stradale Nel triennio i casi avvenuti in occasione di lavoro e indennizzati dall INAIL, Tabella , sono stati complessivamente nel 2010, nel 2011, nel Il confronto dei dati del triennio rileva una riduzione nel 2012, pari a meno 572 casi, rispetto al 2010 (- 17,9%). Il 93,7% degli infortuni indennizzati si è verificato in ambiente di lavoro ordinario; gli eventi collegati all uso di mezzo di trasporto sono pari al 6,2%. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 29 di 111

106 Tabella Infortuni avvenuti in occasione del lavoro e indennizzati da INAIL Triennio provincia di Pavia Gestione ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO VARIAZIONE % Ambiente di lavoro ordinario ,0-16,9 Con mezzo di trasporto ,0-31,9 TOTALE ,0-17,9 Nelle seguenti tabelle gli infortuni in occasione di lavoro sono distribuiti nelle categorie Ambiente di lavoro ordinario e Con mezzo di trasporto e suddivisi per gestione. Il confronto rileva una riduzione del 16,90% per gli infortuni avvenuti in ambiente ordinario ed un decremento pari al 31,9% per gli eventi Con mezzo di trasporto. Tabella Infortuni indennizzati da INAIL-per gestione-in occasione di lavoro- Ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia Gestione ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO VARIAZIONE % Industria e Servizi ,54% Agricoltura ,57% Conto Stato Dipendenti ,18% TOTALE ,90% Tabella Infortuni indennizzati da INAIL-per gestione-in occasione di lavoro- Con mezzo di trasporto-triennio provincia di Pavia Gestione ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO VARIAZIONE % Industria e Servizi ,1% Agricoltura ,7% Conto Stato Dipendenti ,3% TOTALE ,9% La Tabella presenta, nell ambito di Industria e Servizi, la distribuzione degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro ed in ambito di lavoro ordinario, suddivisi per settore di attività economica. In termini assoluti nel triennio il maggior numero di infortuni è attribuito all Industria Manifatturiera (1.971 casi); seguono Costruzioni (965), Sanità e Servizi Sociali (964), Trasporto e Magazzinaggio (925) e Commercio (824). Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 30 di 111

107 Tabella Infortuni indennizzati da INAIL-Industria e Servizi-per settore di attività economica-in occasione di lavoro Ambiente di lavoro ordinario Triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE VARIAZIONE % TRIENNIO Industria e Servizi ,00% di cui Agrindustria ,25% Estrazione minerali ,45% Attività manufattoriere ,32% Energia elettrica, gas, vapore ,00% Acqua, reti fognarie, rifiuti ,00% Costruzioni ,84% Commercio ,06% Trasporto e magazzinaggio ,30% Alloggio e ristorazione ,95% Informazione e comunicazione ,50% Attività finanziaria e assicurative ,00% Attività immobiliare ,00% Attività professionali e scientifiche ,09% Servizi supporto alle imprese ,81% Pubblica amministrazione ,78% Istruzione ,00% Sanità e servizi sociali ,52% Attività sportive e intrattenimento ,54% Altre attività di servizio ,29% Servizi domestici ,33% Non determinato All interno dell Industria Manifatturiera e in ambiente di lavoro ordinario, Tabella , risulta maggiore il contributo dei settori Fabbricazione prodotti in metallo (410 casi), Fabbricazione macchinari (383), Industria Alimentare (236). Seguono Industria Minerali non metalliferi (140) Industria Gomma e plastica (113),, Industria Chimica (112). Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 31 di 111

108 Tabella Infortuni indennizzati da INAIL per settore di attività economica Industria manifatturiera-in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario - Triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE Industria alimentare Industria delle bevande Industria tessile Confezione articoli abbigliamento Fabbricazione articoli di pelle Industria del legno Industria carta Stampa e produzione supporti Industria petrolio Industria chimica Industria farmaceutica Industria gomma e plastica Industria minerali non metalliferi Metallurgia Fabbricazione prodotti in metallo Fabbricazione computer, elettronica Fabbricazione apparecchiature elettriche Fabbricazione macchinari Fabbricazione mezzi di trasporto Fabbricazione mobili Altre industrie manufatturiere Riparazione, manutenzione, installazione macchine TOTALE Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 32 di 111

109 Infortuni con morte o menomazioni permanenti Sono i casi definiti positivamente ed indennizzati da INAIL, avvenuti in occasione di lavoro, che abbiano determinato la morte o menomazioni permanenti. Tali eventi in ambiente di lavoro ordinario sono stati complessivamente 179 nel 2010; 154 nel 2011; 123 nel Gli infortuni avvenuti con mezzo di trasporto sono stati 11 nel 2010, 16 nel 2011, 12 nel Confrontando i dati del triennio, si evidenzia nel 2012 una contrazione del numero dei casi avvenuti in ambiente di lavoro ordinario, pari 31,28%, mentre risulta in aumento il numero degli infortuni gravi avvenuti con mezzo di trasporto. Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario - Triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO VARIAZIONE % di cui ,28% Permanente Morte Permanente Morte Permanente Morte Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti e indennizzati da INAIL per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro con mezzi di trasporto - Triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO VARIAZIONE % di cui 39 9,1% Permanente Morte Permanente Morte Permanente Morte Nella Tabella sono riportati i numeri relativi agli infortuni mortali segnalati alla UOC Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro della ASL di Pavia ed inseriti nel "Registro infortuni mortali sul lavoro della Regione Lombardia" Tabella Infortuni mortali registrati e indagati da UOCPSAL ASL Pavia - per anno-provincia di Pavia ANNO NUMERO INFORTUNI MORTALI REGISTRATI E INDAGATI Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 33 di 111

110 La Tabella indica i settori del gruppo Industria e Servizi in cui gli infortuni mortali e con menomazioni permanenti risultano più frequentemente rappresentati nel triennio : Industria Manifatturiera (100 casi ) e Costruzioni (95 casi). A fine triennio nella macrocategoria si registra una flessione dei casi pari al 37%. Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL Industria e Servizi- per settore di attività economica e tipo di conseguenza In occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO VARIAZIONE % Industria e Servizi % di cui Permanente Morte Permanente Morte Permanente Morte Totale triennio Agrindustria Estrazione minerali Industria manifatturiera Energia elettrica, gas, vapore Acqua, reti fognarie, rifiuti Costruzioni Commercio Trasporto magazzinaggio Alloggio e ristorazione Informazione e comunicazione Attività finanziaria e assicurative Attività immobiliare Attività professionali e scientifiche Servizi supporto alle imprese Pubblica amministrazione Istruzione Sanità e servizi sociali Attività sportive e intrattenimento Altre attività di servizio Servizi domestici Non determinato TOTALE Analizzando i dati relativi all industria manifatturiera si rileva che il maggior numero di infortuni gravi si registra nei settori Fabbricazione prodotti in metallo e Fabbricazione macchinari. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 34 di 111

111 Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario per settore di attività economica e tipo di conseguenza - Industria manifatturiera - Triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 Totale Permanente Morte Permanente Morte Permanente Morte Industria alimentare Industria delle bevande Industria tessile Confezione articoli abbigliamento Fabbricazione articoli di pelle Industria del legno Industria carta Stampa e produzione supporti Industria petrolio Industria chimica Industria farmaceutica Industria gomma e plastica Industria minerali non metalliferi Metallurgia Fabbricazione prodotti in metallo Fabbricazione computer, elettronica Fabbricazione apparecchiature elettriche Fabbricazione macchinari Fabbricazione mezzi di trasporto Fabbricazione mobili Altre industrie manufatturiere Riparazione, manutenzione, installazione macchine TOTALE Nelle successive tabelle sono indicati gli infortuni avvenuti nel comparto Agricoltura, in ambiente di lavoro ordinario e con mezzo di trasporto, che abbiano determinato morte o menomazioni permanenti. Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL Agricoltura-per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO di cui TOTALE TRIENNIO 67 Permanente Morte Permanente Morte Permanente Morte Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 35 di 111

112 Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL Agricoltura per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro con mezzi di trasporto-triennio provincia di Pavia ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO di cui TOTALE TRIENNIO 4 Permanente Morte Permanente Morte Permanente Morte Modalità di accadimento Nella banca dati INAIL le informazioni sono organizzate anche sulla base delle variabili ESAW/3, sistema europeo di codifica delle modalità di accadimento degli infortuni sul lavoro. Nelle tabelle di seguito riportate sono indicati, per gli infortuni accaduti in ambiente di lavoro ordinario, tre gruppi di variabili. L attività fisica specifica è una variabile che indica l azione che il lavoratore stava compiendo nel momento dell infortunio. Sia per Industria e Servizi che per Agricoltura le attività specifiche più rappresentate sono Movimenti, Manipolazione di oggetti e Lavoro con utensili a mano. Tabella Infortuni indennizzati Industria e Servizi-per tipo di attività fisica specifica a anno evento-in occasione di lavoro Ambiente di lavoro ordinario Triennio provincia di Pavia Attività Fisica Specifica ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO Operazioni di macchina Lavoro con utensili Alla guida, a bordo Manipolazione Trasporto manuale Movimenti Presenza Non determinato o non codificato TOTALE Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 36 di 111

113 Tabella Infortuni indennizzati -Agricoltura per tipo di attività fisica e anno evento-in occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia Attività Fisica Specifica ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO Operazioni di macchina Lavoro con utensili Alla guida, a bordo Manipolazione Trasporto manuale Movimenti Presenza Non determinato o non codificato TOTALE Analizzando i dati relativi alla variabile contatto in Industria e Servizi e in Agricoltura risultano più frequenti, come causa di lesione, il contatto con agente contundente e lo schiacciamento. Tabella Infortuni indennizzati Industria e Servizi-per tipo di contatto e anno evento Infortuni in occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario- Triennio provincia di Pavia Tipo di contatto ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE TRIENNIO Con elettricità, sostanze Con asfissia Schiacciamento Cadute, urti, collisioni Con agente contundente Incastramenti Sforzi psicofisici Con esseri viventi Non determinato o non codificato TOTALE Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 37 di 111

114 Tabella Infortuni indennizzati -Agricoltura per tipo di contatto e anno evento-in occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia Tipo di contatto ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 Con elettricità, sostanze Schiacciamento Cadute, urti, collisioni Con agente contundente Incastramenti Sforzi psicofisici Con esseri viventi Non determinato o non codificato TOTALE TRIENNIO TOTALE La deviazione è una variabile che rappresenta lo scostamento dalla normalità ed assume particolare rilevanza ai fini dell individuazione delle misure preventive. Con maggiore frequenza si registrano la perdita di controllo e la caduta di persone. Tabella Infortuni indennizzati -Agricoltura per tipo di deviazione e anno evento In occasione di lavoro- Ambiente di lavoro ordinario Triennio provincia di Pavia Tipo di deviazione ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 Da elettricità, incendio 2-1 Da fuoriuscita Da rottura Da perdita di controllo Da caduta di persona Da movimenti senza sforzo fisico Da movimenti sotto sforzo fisico Da sorpresa, violenza ecc Non determinato o non codificato TOTALE TRIENNIO TOTALE Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 38 di 111

115 Tabella Infortuni indennizzati Industria e Servizi per tipo di deviazione e anno evento In occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia Tipo di deviazione ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 Da elettricità, incendio Da fuoriuscita Da rottura Da perdita di controllo Da caduta di persona Da movimenti senza sforzo fisico Da movimenti sotto sforzo fisico Da sorpresa, violenza ecc Non determinato o non codificato TOTALE TRIENNIO TOTALE Il Grafico riporta i dati relativi alle indagini svolte nell'anno 2013 dalla UOCPSAL-ASL di Pavia per infortunio lavorativo. I gruppi di settore economico nei quali è avvenuto il maggior numero di infortuni oggetto di indagine sono Imprese di demolizioni, installazione impianti, verniciatura, Siderurgia e metallurgia, Mezzi di trasporto, magazzini, telecomunicazioni, poste, Costruzioni. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 39 di 111

116 Grafico Indagini infortuni svolte da UOCPSAL ASL Pavia per gruppo di settore economico - Anno INDAGINI INFORTUNI CONCLUSE Anno Infortuni totali indagati 272 AGRICOLTURA PRODUZIONE/PREPARAZIONE ALIMENTI COMMERCIO ALL'INGROSSO COMMERCIO AL DETTAGLIO DEPOSITI E LOGISTICHE RISTORANTI, GELATERIE PASTICCERIE ATTIVITA' DI ESTRAZIONE DAL SUOLO FABBRICAZIONE TESSUTI, ABBIGLIAMENTO FABBRICAZIONE CUOIO, CALZATURE E PELLETTERIA FABBRICAZIONE DEL LEGNO FABBRICAZIONE DI CARTA E CARTONE, EDITORIA E STAMPA TRASFORMAZIONE DI PETROLIO FABBRICAZIONE PRODOTTI CHIMICI FABBRICAZIONE DI MEDICINALI E PREPARATI FARMACEUTICI FABBRICAZIONE PNEUMATICI E MATERIALI PLASTICI PRODUZIONE VETRO,CERAMICA, CEMENTO 26 SIDERURGIA, METALMECCANICA 6 FABBRICAZIONE DI MOTORI, MACCHINE 4 PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE GAS, ELETTRICITA' 1 IMPIANTI ACQUEDOTTO 8 IMPIANTO DEPURAZIONE, FOGNATURA 1 TRATTAMENTO ROTTAMI, RACCOLTA TRATTAMENTO RIFIUTI SOLIDI 2 COSTRUZIONI 5 ALBERGHI, AGRITURISMO 3 MEZZI DI TRASPORTO, MAGAZZINI, TELECOMUNICAZIONI, POSTE 2 UFFICI E ATTIVITA' DI SERVIZI SCUOLE OSPEDALI, CASE DI CURA, AMBULATORI, LABORATORI ASSISTENZA PER ANZIANI RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE PALESTRE, IMPIANTI SPORTIVI, CINEMA, TEATRI PARRUCCHIERI, CENTRI ESTETICI FABBRICAZIONE PC, TV, APPARECCHI MEDICALI, OTTICI IMPRESE DI DEMOLIZIONI, INSTALLAZIONE IMPIANTI, VERNICIATURA Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 40 di 111

117 Dati epidemiologici sulle Malattie Professionali Le Tabella riporta le malattie professionali denunciate all INAIL in provincia di Pavia nel periodo I dati rilevano un trend in aumento nel comparto Agricoltura. Tabella Malattie professionali manifestatesi nel triennio e denunciate all INAIL Tutte le gestioni-provincia di Pavia Gestione ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 Industria e Servizi Agricoltura Conto Stato Dipendenti TOTALE TRIENNIO TOTALE La distribuzione delle malattie professionali nella categoria Industria e Servizi, con suddivisione per settore di attività economica ed anno di evento, Tabella , evidenzia che i settori maggiormente rappresentati sono le Costruzioni e le Attività manifatturiere. Tabella Malattie professionali manifestatesi nel triennio e riconosciute dall INAIL per settore di attività economica- Industria e Servizi- Provincia di Pavia Settore di attività economica ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 Attività manifatturiere Energia elettrica, gas, vapore Costruzioni Commercio 3-2 Trasporto e magazzinaggio Alloggio e ristorazione Attività professionali e scientifiche Servizi di supporto alle imprese Sanità e servizi sociali Altre attività di servizi Non determinato TOTALE TRIENNIO TOTALE Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 41 di 111

118 Relativamente alla distribuzione dei tipi di malattie definite, nella categoria Industria e Servizi risultano maggiormente rappresentate le patologie asbesto correlate (45 casi) e le ipoacusie da rumore (12). Tabella Malattie professionali manifestatesi nel periodo e definite positivamente per tipo di malattia-industria e Servizi -provincia di Pavia Malattia o sostanza che la causa ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE Malattie causate da amine aromatiche e derivati 1-1 Malattie causate da aldeidi e derivati 1-1 Malattie da asbesto (esclusa l asbestosi) Malattie neoplastiche causate da polveri di legno duro 1-1 Malattie neoplastiche causate da polveri di cuoio 2-2 Ipoacusia da rumore Ernia discale lombare Malattie da sovraccarico biomeccanico dell arto superiore Malattie causate da radiazioni ionizzanti 1-1 Asbestosi 1-1 Malattie non tabellate Non determinato TOTALE In Agricoltura è preponderante il numero di patologie correlabili a movimentazione manuale quali ernia del disco. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 42 di 111

119 Tabella Malattie professionali manifestatesi nel periodo e riconosciute dall INAIL per tipo di malattia- Agricoltura - provincia di Pavia Malattia o sostanza che la causa ANNO 2011 ANNO 2012 TOTALE Ernia discale lombare Malattie da sovraccarico biomeccanico dell arto superiore 1 1 Malattie causate da radiazioni solari Ipoacusia da rumore Malattie non tabellate TOTALE Tra le segnalazioni di malattia professionale pervenute nel periodo alla UOCPSAL ASL Pavia- si registra un numero rilevante di patologie asbesto correlate (mesotelioma - 66 casi; asbestosi - 11 casi; placche pleuriche - 18 casi). Le ipoacusie costituiscono ancora una quota significativa (48 casi). Rilevante è anche il numero dei casi attribuibili a movimentazione manuale e movimenti ripetitivi (discopatia - 27; malattie da sovraccarico biomeccanico arto superiore - 22; osteoartropatie a carico di altri distretti - 4). Annualmente pervengono alcune segnalazioni di mobbing e disturbi da adattamento /costrittivi. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 43 di 111

120 Tabella Malattie professionali segnalate all ASL Pavia Triennio Malattia o sostanza che la causa ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 TOTALE Mesotelioma pleurico/peritoneale/testicoli Neoplasia polmonare Neoplasia seni paranasali Altre neoplasie Placche pleuriche Asbestosi Altre pneumoconiosi/silicosi Broncopneumopatia Asma bronchiale Rinite allergica Dermatite da contatto Ipoacusia Malattie infettive Discopatia Malattie da sovraccarico biomeccanico arti superiori Osteoartropatie altri distretti Fenomeno Raynaud Mobbing/disturbi adattamento/costrittivi TOTALE Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 44 di 111

121 1.8 Dipendenze Pazienti in cura presso i Sert (servizi per le tossicodipendenze) Nel 2013, si contano 2949 cittadini che hanno avuto contatto con una delle tre Unità Operative del Servizio Dipendenze (Ser.T) dell ASL per problematiche legate all uso di sostanze, legali o illegali, o per comportamenti di addiction non chimica, quale il gioco d azzardo patologico. L utenza dei Ser.T è rimasta stabile rispetto al Circa l 82% sono di sesso maschile e la fascia di età più rappresentata è quella tra anni, per entrambi i sessi (Tabella 1.8.1). I giovani adulti rappresentano, infatti, il 53% delle femmine e il 62% dei maschi in cura, mentre gli adolescenti costituiscono una proporzione nettamente inferiore. Tabella Frequenza assoluta e % degli utenti Sert per genere e classi di età (anno 2013) Anno 2012 F M M+F Classe di età N (%) N (%) N (%) <14 Pre-adolescenti 0 (0,0) 0 (0,0) 0 (0,0) Adolescenti 5 (1,0) 29 (1,2) 34 (1,2) Giovani 57 (11,2) 180 (7,4) 237 (8,0) Giovani adulti 273 (53,5) 1515 (62,1) 1788 (60,6) Adulti 159 (31,2) 679 (27,8) 838 (28,4) Giovani anziani 14 (2,7) 28 (1,1) 42 (1,4) 75+ Anziani 2 (0,4) 8 (0,3) 10 (0,3) Totale 510 (100,0) (100,0) (100,0) Le sostanze d abuso primario più frequenti sono rispettivamente eroina, alcol e cocaina; A tal proposito si segnala un incremento di circa un punto percentuale del consumo di eroina ed una riduzione di circa 1,5% del consumo di cocaina rispetto all anno precedente (Grafico 1.8.1). Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 45 di 111

122 Grafico Distribuzione % della sostanza primaria utilizzata dagli utenti del Sert (anno 2013) valori in % eroina alcool cocaina cannabis gamgling tabacco farmaci altro Trascurabile è, invece, il numero di pazienti in cura per utilizzo delle cosiddette nuove droghe, definite nella tabella come altro e di farmaci (barbiturici, benzodiazepine e altri ipnotici), mentre è in aumento rispetto agli anni precedenti il numero di cittadini in cura per gioco d azzardo patologico (gambling), che rappresentano nel 2013 il 4% dei pazienti contro il 3,2% del 2012 e 2,7% del I pazienti in cura presso il servizio dipendenze, come già indicato nella tabella 1.8.1, sono sia adolescenti che adulti, a testimoniare che tutta la popolazione è interessata da comportamenti di addiction chimica (uso di sostanze legali o illegali) o di addiction non chimica, quale il gioco d azzardo patologico (gambling) (Tabella 1.8.2). Tabella distribuzione % della sostanza d abuso entro fascia d età Fascia Eroina Cocaina Alcolici Cannabis Gamblin g Tabacco Farmaci Altro Totale ,0 7,4 0,0 92,6 0,0 0,0 0,0 0, ,9 18,2 2,5 30,8 3,0 0,5 1,0 1, ,9 22,4 13,7 4,0 2,3 0,8 0,6 0, ,9 10,9 32,3 1,4 6,3 2,2 0,7 0, ,1 2,7 45,9 2,7 29,7 10,8 0,0 0, ,0 0,0 88,9 0,0 11,1 0,0 0,0 0,0 100 Quello che varia all interno delle diverse fasce di età è il tipo di sostanza utilizzata con maggiore frequenza: la maggior parte degli adolescenti (92,6% rispetto al 90,3% del 2012) è in cura per uso di cannabis, mentre il resto degli adolescenti usa cocaina (7,4% vs al 6,5% del 2012) e contrariamente all anno precedente ha notevolmente ridotto l uso di oppiacei (0,2% vs 3,2% del 2012). Nei giovani si segnala un calo dell uso di eroina (43% circa vs 47%), un uso stabile della cocaina (18% circa), un incremento della cannabis (30,8% vs 27,9% del 2012) e del gambling (3% vs 1,9% del 2012). Nei giovani adulti si ha un incremento del consumo di eroina (56% vs 54% del 2012) ed una riduzione dell uso di cocaina (22,4% vs 24,7% del 2012); stabili le altre sostanze d abuso. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 46 di 111

123 I giovani anziani e gli anziani utilizzano prevalentemente alcolici, anche se rispetto all anno precedente l uso ha subito una deflessione. Per i giovani anziani tale deflessione è compensata dal gambling in massima parte (incremento del 12% circa rispetto al 2012) ma anche da un incremento del consumo di eroina (8% vs 5%) e cannabis (2,7% vs 0%). Per gli anziani le deflessione dell uso di alcol è sovrapponibile all incremento del gambling (11% vs 0%). Gli adolescenti a rischio di uso/abuso di sostanze Essendo emersa in questi anni una scarsa affluenza presso i Ser.T da parte degli adolescenti ed essendo questa fascia d età notoriamente problematica, è stata approntata nel 2012 da parte di un gruppo di lavoro multidisciplinare una ricerca ad hoc sugli adolescenti della provincia di Pavia che ha permesso al Dipartimento Dipendenze della ASL di Pavia di esser promotore di un progetto sperimentale di prevenzione: Problemi in corpo, soluzione in mente, approvato da Regione Lombardia con D.G.R. n IX/3239 del 04/04/2012. Nel tentativo di individuare precocemente i disturbi del processo evolutivo, di ridurre il tempo di latenza che intercorre tra l uso di sostanze e la presa in cura presso i Servizi territoriali ( in media di 10 anni per le sostanze illegali e di 20 anni per l alcol) e di favorire un eventuale orientamento verso la rete dei Servizi, si è pensato di affiancare una consultazione multidisciplinare all intervento sanitario effettuato in Pronto Soccorso, durante un ricovero o una visita ambulatoriale. La consultazione multidisciplinare che permette di analizzare, con l utente e i familiari, il contesto affettivo nel quale un eventuale incidente/sintomo si è prodotto, è proposta in uno spazio idoneo e non connotato. Nell ambito del progetto per agevolare l accesso dell utenza e dei familiari è stato, inoltre, istituito anche un numero verde e una mail dedicata. Dal settembre 2012 al 31 dicembre 2013 si sono rivolti all ambulatorio per la consultazione multidisciplinare 42 adolescenti e rispettivi familiari di cui circa il 76% maschi con un età media di 17,7±1,9 anni per i maschi e di 17,2±2,3 anni per le femmine (differenza d età fra i sessi non statisticamente significativa, p>0,05). Il 37,5% degli adolescenti maschi che si rivolgono al servizio hanno un età di 19 anni (Tabella 1.8.3), mentre le femmine (nonostante l esiguità del campione) presentano due distinti picchi nella prima e tarda adolescenza. Tabella Modello logistico adolescenti a rischio Anno 2013 F M M+F Età adolescenti N (%) N (%) N (%) <14 0 (0,0) 1 (3,1) 1 (2,4) 14 1 (10,0) 3 (9,4) 4 (9,5) 15 2 (20,0) 0 (0,0) 2 (4,8) 16 1 (10,0) 4 (12,5) 5 (11,9) 17 1 (10,0) 4 (12,5) 5 (11,9) 18 3 (30,0) 5 (15,6) 8 (19,0) 19 1 (10,0) 12 (37,5) 13 (31,0) (10,0) 3 (9,4) 4 (9,5) Totale 10 (100,0) 32 (100,0) 42 (100,0) Dall analisi logistica è emerso che: l essere Maschio comporta un rischio 4 volte maggiore di sviluppare l evento rispetto all essere Femmina ; così come accedere per la prima volta al PS con un età più avanzata (primo accesso tra quelli avvenuti nel periodo ), infatti ogni incremento unitario di età aumenta del 20% la probabilità di sviluppare l evento. Anche l essere un frequent attenders incrementa di 4 volte il rischio. Inoltre, abitare in Oltrepo rispetto agli altri territori della provincia aumenta del 30% il rischio di usare sostanze. In sintesi, emerge che la probabilità che il disagio adolescenziale possa evolvere in un disturbo correlato al consumo di sostanze, sia legali che illegali, è maggiore nei maschi; questo aspetto è riscontrabile anche nella composizione della popolazione dei SerT, dove la popolazione maschile costituisce l 80% dei pazienti presi in carico. I soggetti più a rischio hanno anche Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 47 di 111

124 un età di accesso in PS più avanzata; probabilmente dovuto al fatto che essendo un po più vecchi hanno un esperienza più consolidata con le sostanze, rispetto ai soggetti più giovani. Sarebbe quindi auspicabile, da parte dei medici dei Servizi di Emergenza un attenzione particolare nei confronti di questa tipologia di soggetti. Tale studio ha confermato che l essere frequent attenders è legato ad un maggior rischio di utilizzo delle sostanze. Indagare la complessità del fenomeno e le sue sfumature è, indubbiamente, il primo di una serie di possibili interventi preventivi. Quindi, affiancare all intervento sanitario in PS un intervento psicologico, da svolgersi in uno spazio idoneo, dove il contesto affettivo nel quale l incidente/sintomo si è prodotto possa essere analizzato con l utente e i familiari, potrebbe permettere di individuare precocemente i disturbi del processo evolutivo e favorire un eventuale orientamento verso la rete dei Servizi. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 48 di 111

125 2 Situazione economica e socio-culturale 2.1 Attività economiche ed insediamenti produttivi Il Rapporto sull Economia Provinciale 2012, presentato dalla Camera di Commercio di Pavia in data 14 giugno 2013, fornisce dati che consentono una lettura sintetica delle variazioni in atto nel tessuto produttivo. In Provincia di Pavia alla fine del 2012 risultano inserite nel Registro Imprese Infocamere imprese. Le imprese individuali costituiscono il 61% delle imprese totali; l artigianato comprende il 31,2% delle imprese, pari a aziende. Il settore più rappresentato tra le imprese è il Commercio con unità, pari al 22% delle imprese registrate. E altresì rilevante il contributo del comparto Costruzioni con imprese (18%); l Agricoltura con unità (14,6%), le attività Manifatturiere con imprese (11%). Il Rapporto della Camera di Commercio segnala la stabilità della maggior parte delle attività terziarie nell'ultimo triennio: Alloggio e Ristorazione (6,8%), altre attività di Servizi (4,4%), Attività immobiliari (4,8%), di Supporto alle imprese (2,4%), Trasporto e Magazzinaggio (2,7%), Attività finanziarie (2,1%) e altri servizi di Informazione (4%). Il complesso di tali attività rappresenta il 27.2% del totale delle imprese. Tabella Composizione settoriale tessuto imprenditoriale pavese (valori percentuali settori prevalenti). SETTORI VALORI PERCENTUALI Agricoltura, silvicoltura e pesca 14,60% Attività manifatturiere 11,00% Costruzioni 18,50% Commercio, riparazione auto 22,20% Alloggio e ristorazione 6,80% Servizi informazione e comunicazione 1,90% Attività immobiliari 2,10% Attività professionali, scientifiche e 2,60% tecniche Altre attività di servizi 4,40% Imprese non classificate 3,50% Elaborazione Ufficio Studi CCIAA PV Dati Movimprese (Estratto da Rapporto sull Economia Provinciale giugno 2013) Tenuto conto della quote relative rispettivamente alle nuove imprese (3.209 iscrizioni) e a quelle cessate non d ufficio (3.310), nel corso del 2012 si è rilevata una contrazione del numero delle imprese con un saldo negativo pari a -0,2%. Osservando i dati relativi ai diversi settori, si riscontra, nel 2012, una riduzione del numero di imprese in diversi comparti: Commercio (-186 unità); Costruzioni (-176); Agricoltura (- 173 imprese), Manifatturiero (-106), Attività immobiliari (-82), Trasporto e magazzinaggio (-43). Nel comparto Manifatturiero, in particolare, il trend negativo si osserva per l industria della fabbricazione di mobili (-9,4%) e per quella della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica, mentre si registra un andamento positivo del settore riparazione e manutenzione di macchinari(+ 2,6%); in aumento le attività di fornitura di energia e aria condizionata (4,8%) e di acqua (7,7%); in riduzione i servizi di gestione dei rifiuti (-10%) ; Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 49 di 111

126 Si segnala lo sviluppo delle attività di telecomunicazione, di produzione di software e consulenza informatica, di servizi di supporto alle imprese, di intrattenimento, di istruzione privata. Si registra, inoltre, l'aumento delle residenze sanitarie assistite (+5,5%) Tabella Andamento demografico delle imprese pavesi. Anno Elaborazione Ufficio Studi CCIA Pavia- Dati Movimprese (Estratto da : Rapporto sull Economia Provinciale 2012 ) Settore Registrate Iscrizioni Cessate Non d ufficio Saldo al netto delle cessazioni Tasso di crescita rispetto al Agricoltura, silvicoltura e pesca ,30% Estrazione di minerali ,10% Attività manifatturiere ,90% Fornitura di energia elettrica, gas ,80% Acqua, reti fognarie e gestione rifiuti ,00% Costruzioni edili ,90% Commercio; riparaz. Auto ,70% Trasporto e magazzinaggio ,20% Alloggio e ristorazione ,50% Serv. Informaz. E comunicazione ,30% Att. Finanziarie e assicurative ,10% Attività immobiliari ,30% Att. Professionali scientifiche e tecniche ,30% Noleggi, agenzie viaggi, servizi alle imprese ,70% Istruzione ,40% Sanità e assistenza sociale ,00% Att. Artistiche, sportive e intrattenimento ,00% Altre attività di servizii ,20% Imprese non classificate ,60% Totale ,20 Altri dati utili a caratterizzare il tessuto produttivo pavese sono forniti dai siti della Regione Lombardia e della Provincia di Pavia. Il Rapporto sullo Stato dell Ambiente in Lombardia ARPA Lombardia- indica che gli stabilimenti sottoposti ad Autorizzazione Integrata Ambientale nel 2011 sono stati 119. Nello stesso anno risultano attivi 9 impianti a biogas per la produzione di energia ed altri 8 sono in programmazione. Le aziende a rischio di incidente rilevante sono rispettivamente 5, inserite nell elenco art.6 e 9, inserite nell elenco art.8 (aggiornamento novembre 2013). Sulla base dei dati relativi ai rifiuti urbani, forniti dall Amministrazione Provinciale di Pavia nel 2011 sono presenti sul territorio 4 impianti di compostaggio, 4 discariche, 8 Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 50 di 111

127 termovalorizzatori/impianti di incenerimento e recupero energetico, 2 impianti di trattamento meccanico/biologico, Nella tabella sotto riportata si forniscono i dati relativi alla tipologia degli Istituti scolastici. Tabella Istituti scolastici provincia di Pavia anno 2010/2011. (Ministero Istruzione Università e Ricerca. Ufficio Scolastico di Pavia) SCUOLE STATALI Circoli didattici 19 Istituti comprensivi 17 Istituti secondari I grado 12 Istituti secondari II grado 20 Centri Territ. Perm. Educazione adulti 4 SCUOLE PARITARIE Scuole primarie 8 Medie 6 Superiori 15 Infanzia 72 CENTRI TERRITORIALI PERMANENTI 4 SCUOLE MEDIE INDIRIZZO MUSICALE 5 A fine 2012 le imprese straniere (imprese in cui almeno la maggioranza assoluta delle cariche e/ o qualifiche è detenuta da stranieri) sono e risultano aumentate del 4,4% rispetto al Rappresentano l'8,7% del totale delle imprese della Provincia di Pavia. La quota di imprenditori immigrati di origine extracomunitaria è pari al 67%. Il settore nel quale si registra il maggior numero di imprese straniere con presenza imprenditoriale di origine extracomunitaria è quello delle Costruzioni con imprese, pari al 36% delle imprese del settore. Seguono Commercio (802 imprese, pari al 21% del totale), Ristorazione (499, pari al 9,7%), Manifattura (307, pari al 8,1%), in particolare nelle attività di fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi i macchinari), nell'industria alimentare e nella confezione di articoli di abbigliamento. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 51 di 111

128 Tabella Distribuzione secondo l attività economica delle imprese con presenza imprenditoriale di origine extracomunitaria Pavia Anni Elaborazione Ufficio Studi CCIAA PV Fonte Infocamere Stockview (Estratto da : Rapporto sull Economia Provinciale 2012 ) Settore di attività economica Agricoltura, silvicoltura e pesca Estrazione di minerali Attività manifatturiere Fornitura di energia elettrica, gas Acqua, reti fognarie e gestione rifiuti Costruzioni edili Commercio; riparaz. Auto Trasporto e magazzinaggio Alloggio e ristorazione Serv. Informaz. e comunicazione Att. Finanziarie e assicurative Attività immobiliari Att. Professionali scientifiche e tecniche Noleggi, agenzie viaggi, servizi alle imprese Istruzione Sanità e assistenza sociale Att. Artistiche, sportive e intrattenimento Altre attività di servizii Imprese non classificate Totale Alimenti di Origine non Animale Le industrie alimentari di questo settore sono rappresentate da Aziende medio-piccole. I settori più rappresentati sono, nel Distretto Oltrepo le cantine di vinificazione dell uva; infatti l Oltrepò rappresenta il polo vitivinicolo più importante della Lombardia. Negli altri due Distretti è fortemente rappresentato il settore della produzione di riso con la presenza di alcune tra le più importanti Aziende del settore a livello Nazionale ed Europeo (Riso Scotti, Curti Riso e Riso Gallo). Negli ultimi anni si è assistito alla significativa crescita delle Aziende che effettuano stoccaggio all ingrosso (piattaforme logistiche) funzionali per tutto il territorio nazionale. Di frequente queste piattaforme, trattando grandi quantità di alimenti, sono coinvolte in segnalazioni di allerta alimentare. Inoltre nella nostra Provincia sono presenti numerose attività di ristorazione pubblica e collettiva e di produzione destinata al consumatore finale. In questi settori sono sempre più numerose le attività gestite da stranieri, in particolare ristoranti etnici e produzione di piatti tipici (kepab, gyros), con frequente riscontro di situazioni igienico sanitarie carenti legate al modo di operare degli addetti. Nella nostra provincia sono presentii infine molti mercati ambulanti periodici anche nei piccoli centri abitati e nelle frazioni. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 52 di 111

129 Tabella Distribuzione delle attività presenti nel comparto alimenti e bevande di origine non animale Settore Produttivo Numero Attività presenti Produttori primari coltivatori Produttori e confezionatori di sostanze alimentari Distribuzione all'ingrosso 560 Distribuzione al dettaglio Trasporto alimenti 125 Ristorazione pubblica Ristorazione collettiva 674 Totale Andamento occupazionale Alla fine del 2012 il numero di occupati in Provincia di Pavia è di unità, con un lieve aumento, rispetto al 2011, pari allo 0,25%. I dati indicano un incremento del numero degli occupati nei comparti dell'agricoltura (+8,8%), dei Servizi (+2,18%), del Commercio (+ 2,31); in riduzione il numero degli occupati nei settori Costruzioni (-8,46%) ed Industria (-3,22%). Tabella Struttura settoriale dell'occupazione: confronto fra dati nazionali, regionali e provinciali. Anno Fonte: Elaborazione Ufficio Studi CCIAA Pavia su dati ISTAT. Estratto da : Rapporto sull Economia Provinciale 2012 ITALIA LOMBARDIA PAVIA Settore di attività Variazione % degli occupati sul 2011 Peso del settore sul totale Variazione degli occupati sul 2011 Peso del settore sul totale Variazione degli occupati sul 2011 Peso del settore sul totale Agricoltura silvicoltura e pesca -0,15 3,71 1,01 1,36 8,78 2,38 Industria -1,78 20,12-0,24 26,5-3,22 23,01 Costruzioni -5,01 7,66 1,46 7,54-8,46 6,94 Commercio, alberghi e ristoranti 2,96 20,31 4,58 18,42 2,31 18,85 Altre attività dei servizi -0,22 48,2-1,04 46,19 2,18 48,83 Totale -0, , , L osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Pavia analizza i dati relativi alle comunicazioni dei rapporti di lavoro effettuate dai datori di lavoro: permette di ricavare, quindi, informazioni sull andamento occupazionale nel territorio provinciale nel periodo considerato. Nel 2012 sono stati registrati complessivamente avviamenti al lavoro, di cui il 51,7% riferito a personale maschile e il 48,3% a personale femminile. Dal confronto con i dati relativi al 2011 si rileva nel 2012 una diminuzione delle comunicazioni di avviamento pari a - 2,66%. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 53 di 111

130 Tabella Provincia di Pavia: Avviamenti e cessazioni di lavoro. Anni Fonte: Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Pavia. Estratto da Rapporto sull'economia Provinciale 2012 Anno Avviamenti Cessazioni SALDO maschi femmine totale maschi femmine totale Variazione -3,9% -1,3% -2,7% 1,7% 4,3% 3,0% Analizzando i dati relativi alla tipologia contrattuale, si rileva che i rapporti di lavoro a tempo determinato, costituiscono il 62,5% degli avviamenti; i contratti a tempo indeterminato rappresentano il 19% del totale. Seguono i contratti di lavoro parasubordinato (7,8%), i contratti di lavoro intermittente (5%), altre tipologie contrattuali ( p.e. contratti di agenzia, lavoro a domicilio, ecc., 3,4%), l apprendistato (2,12%) ed i contratti di inserimento (0,2%). Tabella Provincia di Pavia: Avviamenti per tipologia contrattuale. Anno 2012 (Estratto da : Rapporto sull'economia Provinciale Fonte: Osservatorio del Mercato del Lavoro di Pavia) Rilevante è stato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni: rispetto al 2011 si è registrato nel 2012 un aumento del 7,5%. Allegato 1 - Documento di Programmazione 2014 Pagina 54 di 111

Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo. Milano, 28 Marzo 2014

Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo. Milano, 28 Marzo 2014 Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo Milano, 28 Marzo 2014 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO E LE REGOLE DI SISTEMA 2014 Nel corso dell ultimo decennio molteplici sono stati i mutamenti

Dettagli

Accompagnare le cronicità e le fragilità IL NUOVO PATTO STATO-REGIONI: TRA TAGLI ED EFFICIENZA

Accompagnare le cronicità e le fragilità IL NUOVO PATTO STATO-REGIONI: TRA TAGLI ED EFFICIENZA Accompagnare le cronicità e le fragilità IL NUOVO PATTO STATO-REGIONI: TRA TAGLI ED EFFICIENZA Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Milano, 01 Marzo 2014 La domanda Gli anziani

Dettagli

Programmazione e governo della rete dei servizi socio sanitari e sociali Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato

Programmazione e governo della rete dei servizi socio sanitari e sociali Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Programmazione e governo della rete dei servizi socio sanitari e sociali Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Lecco 27 Febbraio 2014 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO E LE REGOLE DI

Dettagli

ACCORDO INTEGRATIVO AZIENDALE TRA I MEDICI DI MEDICINA GENERALE

ACCORDO INTEGRATIVO AZIENDALE TRA I MEDICI DI MEDICINA GENERALE ACCORDO INTEGRATIVO AZIENDALE TRA I MEDICI DI MEDICINA GENERALE E LA ASL DELLA PROVINCIA DI MILANO 2 per il miglioramento delle cure primarie ed il governo clinico ANNO 2013 Premessa Il Comitato Aziendale,

Dettagli

7 2005 7/20467 2002-2004 LA GIUNTA REGIONALE

7 2005 7/20467 2002-2004 LA GIUNTA REGIONALE D.g.r. 7 febbraio 2005 n. 7/20467 Progetto quadro per la sperimentazione di un modello organizzativo-gestionale per i Gruppi di Cure Primarie (GCP) in associazionismo evoluto ed integralo in attuazione

Dettagli

Conferenza dei Sindaci ASL della provincia di Lecco

Conferenza dei Sindaci ASL della provincia di Lecco Conferenza dei Sindaci ASL della provincia di Lecco Documento di programmazione e coordinamento dei servizi iis Sanitari i e Socio Sanitari Sanitari anno 2014 Lecco, 28 gennaio 2014 1 Documento di programmazione

Dettagli

Le Residenze Sanitarie Assistenziali Lombarde tra chiusura e apertura.

Le Residenze Sanitarie Assistenziali Lombarde tra chiusura e apertura. 07 Febbraio 2014 Le Residenze Sanitarie Assistenziali Lombarde tra chiusura e apertura. Corrado Carabellese Le misure Gli interventi di cui sopra saranno garantiti attraverso le seguenti misure: Buono

Dettagli

Dr.Piergiorgio Trevisan

Dr.Piergiorgio Trevisan LE CURE PRIMARIE Le AFT: stato dell arte del progressivo inserimento dei MMG e dei MCA nella struttura distrettuale per un distretto casa dei Medici di Assistenza Primaria Dr.Piergiorgio Trevisan L Azienda

Dettagli

L organizzazione distrettuale: ruolo del Distretto, attività di programmazione, vincoli

L organizzazione distrettuale: ruolo del Distretto, attività di programmazione, vincoli ASSESSORATO ALLE POLITICHE PER LA SALUTE WORKSHOP IN MATERIA DI SALUTE E SANITA Trento 5 maggio, 19 maggio, 5 giugno 2006 L organizzazione distrettuale: ruolo del Distretto, attività di programmazione,

Dettagli

Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità

Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità Milano, 24 marzo 2015 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO Gli anziani (dai 65 anni in su)

Dettagli

1) Accreditamento dei servizi socio sanitari

1) Accreditamento dei servizi socio sanitari Allegato 17 Linee di indirizzo per i servizi socio-sanitari e di riabilitazione afferenti alla competenza della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale 1) Accreditamento dei servizi socio sanitari

Dettagli

Il Distretto che vuole la Regione Veneto

Il Distretto che vuole la Regione Veneto IL NUOVO PIANO SOCIO-SANITARIO REGIONALE Il Distretto che vuole la Regione Veneto Este, 13 aprile 2012 Dott.ssa M.Cristina Ghiotto LA STORIA La DGR n.3242/2001 ha sancito l importanza del Distretto nel

Dettagli

Integrazione Ospedale-Territorio:

Integrazione Ospedale-Territorio: Integrazione Ospedale-Territorio: malattie rare ed assistenza integrativa Relatore Dott.ssa Francesca Canepa S.C. Assistenza Farmaceutica Convenzionata LEA I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono

Dettagli

Un sistema per guadagnare salute

Un sistema per guadagnare salute Un sistema per guadagnare salute PASSI è il sistema di sorveglianza sugli stili di vita degli adulti tra i 18 e i 69 anni PASSI (Progressi nelle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) é il sistema

Dettagli

Indice PARTE PRIMA: POPOLAZIONE E SALUTE

Indice PARTE PRIMA: POPOLAZIONE E SALUTE Indice PARTE PRIMA: POPOLAZIONE E SALUTE 1. POPOLAZIONE... 17 1.1. Popolazione residente... 17 1.1.1. La distribuzione sul territorio... 19 1.1.2. Struttura della popolazione... 20 1.1.3. Speranza di vita...

Dettagli

Medici e Pediatri di Famiglia

Medici e Pediatri di Famiglia Medici e Pediatri di Famiglia L assistenza del medico e del pediatra di famiglia Il Medico di Medicina Generale (MMG) ed il Pediatra di Famiglia (PdF) sono le figure di riferimento per ogni problema che

Dettagli

GUIDA ALLA CONSULTAZIONE... 1 PROFILO SINTETICO DELLA SANITÁ PROVINCIALE... 5 TABELLE RIASSUNTIVE DEGLI INDICATORI... 23 1. POPOLAZIONE...

GUIDA ALLA CONSULTAZIONE... 1 PROFILO SINTETICO DELLA SANITÁ PROVINCIALE... 5 TABELLE RIASSUNTIVE DEGLI INDICATORI... 23 1. POPOLAZIONE... Indice I INDICE GUIDA ALLA CONSULTAZIONE... 1 PROFILO SINTETICO DELLA SANITÁ PROVINCIALE... 5 TABELLE RIASSUNTIVE DEGLI INDICATORI... 23 PARTE PRIMA: POPOLAZIONE E SALUTE 1. POPOLAZIONE... 43 1.1. STRUTTURA

Dettagli

Elenco dei trattamenti di competenza della Regione, degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalla Regione

Elenco dei trattamenti di competenza della Regione, degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalla Regione SCHEDE ALLEGATO A Elenco dei trattamenti di competenza della Regione, degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalla Regione Titolo 1 Nomine e designazioni da parte della regione,

Dettagli

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale «Da RSA a centro di servizi: una sfida da vincere» OSSERVATORIO SETTORIALE SULLE RSA 7 CONVEGNO ANNUALE RSA aperte al territorio nella prospettiva di Regione Lombardia Direzione Generale Famiglia, Solidarietà

Dettagli

AUSL RIMINI. Assetto Organizzativo del Dipartimento di Sanità Pubblica

AUSL RIMINI. Assetto Organizzativo del Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL RIMINI Assetto Organizzativo del Dipartimento di Sanità Pubblica INDICE 1.1. Dipartimento di Sanità Pubblica...4 1.2. Direttore del Dipartimento...4 1.3. Responsabile Tecnico del Dipartimento...5

Dettagli

Ufficio Sanità pubblica e sicurezza del lavoro Principali provvedimenti adottati dalla Giunta nel corso dell anno 2010

Ufficio Sanità pubblica e sicurezza del lavoro Principali provvedimenti adottati dalla Giunta nel corso dell anno 2010 Ufficio Sanità pubblica e sicurezza del lavoro Principali provvedimenti adottati dalla Giunta nel corso dell anno 2010 Sicurezza Alimentare Disciplina delle modalità di finanziamento dei controlli sanitari

Dettagli

infosalute Provincia Autonoma di Trento Assessorato alla Salute e Solidarietà sociale 2015/2018 Piano provinciale della prevenzione Sintesi

infosalute Provincia Autonoma di Trento Assessorato alla Salute e Solidarietà sociale 2015/2018 Piano provinciale della prevenzione Sintesi infosalute Provincia Autonoma di Trento Assessorato alla Salute e Solidarietà sociale 2015/2018 Piano provinciale della prevenzione Sintesi Giugno 2015 Indice Sintesi introduttiva del Piano provinciale

Dettagli

La specializzazione in Medicina di Comunità è stata collocata nella classe della Medicina Clinica Generale.

La specializzazione in Medicina di Comunità è stata collocata nella classe della Medicina Clinica Generale. La specializzazione in Medicina di Comunità è stata collocata nella classe della Medicina Clinica Generale. Decreto MIUR su Riassetto delle Scuole di specializzazione di area sanitaria G.U. n. 285 del

Dettagli

SALUTE E ANZIANI IN ITALIA

SALUTE E ANZIANI IN ITALIA Definire la domanda di salute della popolazione anziani in Italia è un tema chiave da affrontare, specie in un paese come il nostro che invecchia sempre di più e che destina più della metà delle sue risorse

Dettagli

I dati PASSI 2013 per il Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018

I dati PASSI 2013 per il Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018 REGIONE ABRUZZO I dati PASSI 2013 per il Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018 A cura di: Claudio Turchi SIESP ASL Lanciano-Vasto-Chieti Cristiana Mancini SIESP ASL Avezzano-Sulmona-L Aquila Progressi

Dettagli

MiMS. Master in Management Sanitario. Il territorio

MiMS. Master in Management Sanitario. Il territorio 1 Il territorio 2 Il territorio: tendenze evolutive Aumentata l aspettativa di vita: U = 76 anni D = 82,4 anni Patologie croniche prevalgono su quelle acute Possibilità di eseguire piccoli interventi chirurgici

Dettagli

Le Cure Domiciliari per l Anziano Non Autosufficiente. Le cure domiciliari nella rete dei servizi

Le Cure Domiciliari per l Anziano Non Autosufficiente. Le cure domiciliari nella rete dei servizi Le Cure Domiciliari per l Anziano Non Autosufficiente Le cure domiciliari nella rete dei servizi Rosella Petrali Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Regione Lombardia

Dettagli

Il contributo della Professione amministrativa

Il contributo della Professione amministrativa Regione FVG - ASS N. 5 Bassa Friulana Il contributo della Professione amministrativa dott.ssa Paola Menazzi Convegno interregionale CARD Tra corsi e ricorsi regionali, i migliori percorsi di governance

Dettagli

Bozza al 10 marzo 2016 Documento integrativo dell atto di indirizzo per la medicina convenzionata deliberato in data 12 febbraio 2014

Bozza al 10 marzo 2016 Documento integrativo dell atto di indirizzo per la medicina convenzionata deliberato in data 12 febbraio 2014 Bozza al 10 marzo 2016 Documento integrativo dell atto di indirizzo per la medicina convenzionata deliberato in data 12 febbraio 2014 Con il presente documento il Comitato di Settore per il Comparto Regioni-Sanità

Dettagli

I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica. Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008

I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica. Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008 I Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione e la Sanità Pubblica Renato Pizzuti SANIT Roma, 25 giugno 2008 1 Questa presentazione Informazioni sui LEA Processo di revisione Risultati Punti di

Dettagli

i formazione 2009-2011

i formazione 2009-2011 Piano di formazione 2009-2011 per la formazione di base, professionale e manageriale del personale del Servizio Sanitario Regionale, e del Sistema regionale per l Educazione Continua in Medicina (ECM).

Dettagli

ATTO DI INDIRIZZO PER IL RINNOVO DELLA CONVENZIONE NAZIONALE CON LE FARMACIE PUBBLICHE E PRIVATE

ATTO DI INDIRIZZO PER IL RINNOVO DELLA CONVENZIONE NAZIONALE CON LE FARMACIE PUBBLICHE E PRIVATE Testo trasmesso al Governo dal Comitato di Settore Sanità delle Regioni ATTO DI INDIRIZZO PER IL RINNOVO DELLA CONVENZIONE NAZIONALE CON LE FARMACIE PUBBLICHE E PRIVATE L ATTUALE CONTESTO NORMATIVO Il

Dettagli

Lettura critica dei Piani Pandemici di alcune ASL lombarde

Lettura critica dei Piani Pandemici di alcune ASL lombarde Lettura critica dei Piani Pandemici di alcune ASL lombarde Dott. Marco Gaietta Specializzando in Igiene e Medicina Preventiva Università degli Studi di Milano Obiettivo dello studio Valutare la corrispondenza

Dettagli

ACCORDO DI COLLABORAZIONE. fra.. in materia di. Assistenza integrata alle persone Hiv positive

ACCORDO DI COLLABORAZIONE. fra.. in materia di. Assistenza integrata alle persone Hiv positive ACCORDO DI COLLABORAZIONE fra.. in materia di Assistenza integrata alle persone Hiv positive 1. PREMESSA L integrazione, la stretta collaborazione, la sinergie di risorse sono elementi essenziali per affrontare

Dettagli

Sicurezza alimentare: quali strategie, quali obiettivi, quali risultati

Sicurezza alimentare: quali strategie, quali obiettivi, quali risultati TERZA CONVENTION NAZIONALE DEI DIRETTORI DEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE DELLE AZIENDE ULSS Sicurezza alimentare: quali strategie, quali obiettivi, quali risultati Dott. Rocco Sciarrone Direttore del Dipartimento

Dettagli

IL PROGRAMMA GUADAGNARE SALUTE: RENDERE FACILI LE SCELTE SALUTARI. Convegno: Web 2.0 per Guadagnare Salute

IL PROGRAMMA GUADAGNARE SALUTE: RENDERE FACILI LE SCELTE SALUTARI. Convegno: Web 2.0 per Guadagnare Salute IL PROGRAMMA GUADAGNARE SALUTE: RENDERE FACILI LE SCELTE SALUTARI Convegno: Web 2.0 per Guadagnare Salute Dott.ssa M. Teresa Scotti Bologna, 15 ottobre 2009 La promozione della salute è il processo che

Dettagli

Appropriatezza diagnostica e terapeutica nella prevenzione delle fratture da fragilità da osteoporosi

Appropriatezza diagnostica e terapeutica nella prevenzione delle fratture da fragilità da osteoporosi Appropriatezza diagnostica e terapeutica nella prevenzione delle fratture da fragilità da osteoporosi La proposta del Ministero: un Registro Italiano delle Fratture da Fragilità (RIFF) Rossana Ugenti Direttore

Dettagli

VALLE D'AOSTA INDICE CRONOLOGICO DELLA NORMATIVA REGIONALE

VALLE D'AOSTA INDICE CRONOLOGICO DELLA NORMATIVA REGIONALE VALLE D'AOSTA NDCE CRONOLOGCO DELLA NORMATA REGONALE AVVSO A LETTOR Gli indici cronologici sono stati realizzati per facilitare la ricerca di una specifica norma di legge. Per consultarne il testo è comunque

Dettagli

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE Adottato con delibera G. C. n. 108 del 24.2.2005 Articolo 1 - L INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA

Dettagli

MODALITA DI ORGANIZZAZIONE E REMUNERAZIONE DELLE ATTIVITA DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CARATTERE OSPEDALIERO

MODALITA DI ORGANIZZAZIONE E REMUNERAZIONE DELLE ATTIVITA DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CARATTERE OSPEDALIERO Allegato A) MODALITA DI ORGANIZZAZIONE E REMUNERAZIONE DELLE ATTIVITA DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CARATTERE OSPEDALIERO Attività di ospedalizzazione presso il domicilio Si definisce attività di ospedalizzazione

Dettagli

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE Titolo 3 - PROGRAMMAZIONE E SVILUPPO DELLA RETE PEDIATRICA REGIONALE Art. 20 - Art. 21 - Art. 22 - Art. 23 - Art. 24 - Art. 25 - Verso

Dettagli

STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA

STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA STOP ALLA TUBERCOLOSI IN ITALIA Prefazione Alla fine degli anni 90, i programmi di controllo della tubercolosi (TBC) in Italia sono stati adeguati alla mutata realtà epidemiologica, caratteristica di un

Dettagli

Atto di indirizzo per la medicina convenzionata

Atto di indirizzo per la medicina convenzionata Atto di indirizzo per la medicina convenzionata Premessa L approvazione del Decreto Balduzzi, oltre alla necessità di rivedere gran parte dell impianto normativo degli ACN vigenti, ha aperto e stimolato

Dettagli

Prevenire mortalità e morbosità cardiovascolare mediante la valutazione del rischio individuale

Prevenire mortalità e morbosità cardiovascolare mediante la valutazione del rischio individuale ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE PIANO OPERATIVO DEL PRP REGIONE SARDEGNA 200-202 ) Regione: Regione Autonoma della Sardegna Allegato 2 2) Titolo del progetto o del programma:

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERA SANT ANTONIO ABATE DI GALLARATE

AZIENDA OSPEDALIERA SANT ANTONIO ABATE DI GALLARATE Piano delle Performance 2015-2017 Azienda Ospedaliera S.Antonio Abate di Gallarate Gallarate data : Pag. di 1 CF-P.IVA 02411250125 AZIENDA OSPEDALIERA SANT ANTONIO ABATE DI GALLARATE PIANO DELLE PERFOMANCE

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DISTRETTO

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DISTRETTO REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL DISTRETTO PREMESSA Il presente Regolamento disciplina le modalità di funzionamento del Distretto come previsto dall art. 8.3 dell Atto di indirizzo per l adozione dell

Dettagli

Requisiti specifici per l accreditamento di Strutture Residenziali di Cure Palliative - Hospice

Requisiti specifici per l accreditamento di Strutture Residenziali di Cure Palliative - Hospice Requisiti specifici per l accreditamento di Strutture Residenziali di Cure Palliative - Hospice 1 Premessa L Hospice è una struttura sanitaria residenziale che si colloca nella rete delle cure palliative

Dettagli

CONFERENZA STAMPA. L ASL di Brescia presenta un progetto rivolto ai malati oncologici terminali con il sostegno della Fondazione Berlucchi.

CONFERENZA STAMPA. L ASL di Brescia presenta un progetto rivolto ai malati oncologici terminali con il sostegno della Fondazione Berlucchi. DIREZIONE GENERALE SERVIZIO ATTIVITA SPERIMENTALI E MALATTIE RARE Servizio Comunicazione viale Duca degli Abruzzi, 15 25124 Brescia Tel. 030/3838315 Fax 030/3838280 E-mail: servizio.comunicazione@aslbrescia.it

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 60/2 DEL 2.12.2015. Sistema Regionale delle Cure Territoriali. Linee di indirizzo per la riqualificazione delle cure primarie.

DELIBERAZIONE N. 60/2 DEL 2.12.2015. Sistema Regionale delle Cure Territoriali. Linee di indirizzo per la riqualificazione delle cure primarie. Oggetto: Sistema Regionale delle Cure Territoriali. Linee di indirizzo per la riqualificazione delle cure primarie. L Assessore dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale ricorda che nel Patto della

Dettagli

DIRETTORE SC MEDICINA GENERALE

DIRETTORE SC MEDICINA GENERALE DIRETTORE SC MEDICINA GENERALE PROFILO OGGETTIVO Caratteristiche e attività dell Azienda L Azienda Ospedaliera Ospedale Maggiore di Crema è costituita dalle seguenti strutture: Presidio Ospedale Maggiore

Dettagli

AZIENDA ULSS 12 VENEZIANA DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE. n. 384. del 12/02/2014

AZIENDA ULSS 12 VENEZIANA DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE. n. 384. del 12/02/2014 Comuni di Venezia, Cavallino-Treporti, Marcon e Quarto d Altino DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE n. 384 del 12/02/2014 Il Direttore Generale di questa U.L.S.S. dott. Giuseppe Dal Ben, nominato con

Dettagli

RELAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE AL BILANCIO PREVENTIVO ECONOMICO ANNUALE 2015

RELAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE AL BILANCIO PREVENTIVO ECONOMICO ANNUALE 2015 RELAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE AL BILANCIO PREVENTIVO ECONOMICO ANNUALE 2015 Il Bilancio Economico Preventivo 2015 dell Azienda è stato formulato in coerenza con la programmazione sanitaria ed economico

Dettagli

ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 5 E 6 DELL ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER I MEDICI DI MEDICINA GENERALE 8 LUGLIO 2010

ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 5 E 6 DELL ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER I MEDICI DI MEDICINA GENERALE 8 LUGLIO 2010 ASSESSORATO POLITICHE PER LA SALUTE ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 5 E 6 DELL ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER I MEDICI DI MEDICINA GENERALE 8 LUGLIO 2010 Il contesto L integrazione

Dettagli

Il sistema di Valutazione e Valorizzazione delle Aziende Sanitarie Toscane: Bersaglio 2013. AUSL 3 Pistoia

Il sistema di Valutazione e Valorizzazione delle Aziende Sanitarie Toscane: Bersaglio 2013. AUSL 3 Pistoia Il sistema di Valutazione e Valorizzazione delle Aziende Sanitarie Toscane: Bersaglio 2013 (Confronto 2012) Pistoia Azienda USL 3 Pistoia 17 Giugno 2014 Sistema di Valutazione delle Perfromance Sistema

Dettagli

Legge regionale 16 agosto 2002, n. 22 (BUR n. 82/2002) AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI

Legge regionale 16 agosto 2002, n. 22 (BUR n. 82/2002) AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI TITOLO I - Principi ed ambito di applicazione Art. 1 - Principi generali. 1. La Regione promuove la qualità dell assistenza

Dettagli

Articoli dell ACN Medicina Generale sulle forme associative e le società di servizio

Articoli dell ACN Medicina Generale sulle forme associative e le società di servizio Articoli dell ACN Medicina Generale sulle forme associative e le società di servizio ART: 26 Bis 1. Con le aggregazioni funzionali territoriali si realizzano alcune fondamentali condizioni per l integrazione

Dettagli

L ESPERIENZA DI ASL BERGAMO

L ESPERIENZA DI ASL BERGAMO BUONGIORNO CReG: UN PROGETTO INNOVATIVO PER MIGLIORARE LA GESTIONE TERRITORIALE DELLA CRONICITÀ L ESPERIENZA DI ASL BERGAMO Mara Azzi, Direttore Generale ASL BERGAMO ASL BERGAMO POPOLAZIONE RESIDENTE SUDDIVISA

Dettagli

Toscana: la Regione che ha la spesa più alta di farmaci generici. Ma resta la Regione che consuma più antidepressivi

Toscana: la Regione che ha la spesa più alta di farmaci generici. Ma resta la Regione che consuma più antidepressivi COMUNICATO STAMPA ROMA, APRILE 2013 Toscana: la Regione che ha la spesa più alta di farmaci generici Ma resta la Regione che consuma più antidepressivi La Toscana è la Regione che ha la spesa più elevata

Dettagli

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d

DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d 32 Oggetto: Istituzione della rete di cure palliative della d Regione Sardegna. L Assessore dell'igiene e Sanità e dell'assistenza Sociale ricorda che la legge 15 marzo 2010, n. 38, tutela il diritto del

Dettagli

SCHEDA DI SINTESI LIBRO BIANCO 2012

SCHEDA DI SINTESI LIBRO BIANCO 2012 SCHEDA DI SINTESI LIBRO BIANCO 2012 La salute dell anziano e l invecchiamento in buona salute Stato di salute, opportunità e qualità dell assistenza nelle regioni italiane L analisi della struttura demografica

Dettagli

Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute. Maria Grazia Proietti

Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute. Maria Grazia Proietti Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute Maria Grazia Proietti il campo di competenza dell infermiere è rappresentato dal complesso delle attività rivolte

Dettagli

Protocollo operativo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) AUSL /BA2 - COMUNE DI BARLETTA

Protocollo operativo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) AUSL /BA2 - COMUNE DI BARLETTA Barletta, 16/02/05 8.24 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida Piano Sociale dell Ambito Distrettuale di Barletta Anni 2005 2007 Protocollo operativo

Dettagli

L indagine Condizioni di salute e ricorso ai

L indagine Condizioni di salute e ricorso ai attualità Indagine Istat: condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari di Maurizio Neri, Consigliere L indagine Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari fa parte di un sistema integrato

Dettagli

organizzazione della prevenzione e dell assistenza in oncologia.

organizzazione della prevenzione e dell assistenza in oncologia. Testo aggiornato al 15 dicembre 2005 Linee guida del Ministero della sanità 1 febbraio 1996 Gazzetta Ufficiale 20 febbraio 1996, n. 42 Linee guida in applicazione di quanto previsto nel Piano sanitario

Dettagli

REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE

REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE Servizio Risorse Umane e Relazioni Sindacali delegato dal Direttore Generale dell Azienda con

Dettagli

DIRETTORE SC PEDIATRIA

DIRETTORE SC PEDIATRIA DIRETTORE SC PEDIATRIA PROFILO OGGETTIVO Caratteristiche e attività dell Azienda L Azienda Ospedaliera Ospedale Maggiore di Crema è costituita dalle seguenti strutture: Presidio Ospedale Maggiore di Crema

Dettagli

DISTRETTO VALLI TARO E CENO

DISTRETTO VALLI TARO E CENO UFFICIO di PIANO DISTRETTO VALLI TARO E CENO PROTOCOLLO OPERATIVO di recepimento delle DELIBERE DI GIUNTA REGIONALE n. 1230 del 28/07/2008 e n. 1206 del 30/07/2007 approvato dal Comitato di Distretto in

Dettagli

Accesso ai servizi sanitari per chi si trova in condizione di fragilità sociale e culturale

Accesso ai servizi sanitari per chi si trova in condizione di fragilità sociale e culturale Roma 2010 Accesso ai servizi sanitari per chi si trova in condizione di fragilità sociale e culturale Salvatore Geraci Area Sanitaria Caritas di Roma Società Italiana di Medicina delle Migrazioni Nostre

Dettagli

REGOLE SISTEMA REGIONALE SANITARIO 2015. Direzione Generale Sanità

REGOLE SISTEMA REGIONALE SANITARIO 2015. Direzione Generale Sanità REGOLE SISTEMA REGIONALE SANITARIO 2015 Direzione Generale Sanità 1 ARGOMENTI TRATTATI NELLE REGOLE DI SISTEMA 1. Inquadramento economico e finanziario: il bilancio ponte 2. Il livello programmatorio:

Dettagli

La sanità nella Legge Finanziaria 2008 Il Patto per la salute si consolida

La sanità nella Legge Finanziaria 2008 Il Patto per la salute si consolida La sanità nella Legge Finanziaria 2008 La sanità nella Legge Finanziaria 2008/1 Per la sanità prosegue la politica di potenziamento dei servizi e dei livelli di assistenza Cresce ancora il fondo sanitario

Dettagli

Indagine sull uso di alcol e di tabacco tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Brescia

Indagine sull uso di alcol e di tabacco tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Brescia Conferenza stampa per la presentazione della Indagine sull uso di alcol e di tabacco tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Brescia Partecipano: Dr. Carmelo Scarcella Direttore Generale

Dettagli

Alcuni risultati del sistema di monitoraggio PASSI

Alcuni risultati del sistema di monitoraggio PASSI Regione Toscana 2011-2014 Alcuni risultati del sistema di monitoraggio PASSI Coordinamento regionale PASSI Giorgio Garofalo, Franca Mazzoli, Rossella Cecconi Firenze, 24 Novembre 2015 PASSI in breve -

Dettagli

Il ruolo del medico di medicina generale nell applicazione del PDTA sulle patologie bronco-ostruttive

Il ruolo del medico di medicina generale nell applicazione del PDTA sulle patologie bronco-ostruttive Medico di medicina generale, Bisceglie (BA) Il ruolo del medico di medicina generale nell applicazione del PDTA sulle patologie bronco-ostruttive Il recente documento della regione Puglia relativo ai percorsi

Dettagli

PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE

PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE REGIONE LIGURIA Dipartimento Salute e Servizi Sociali Settore Prevenzione, Igiene e Sanità Pubblica PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE SISTEMI DI SORVEGLIANZA DELLA MALATTIE INFETTIVE E PIANO DELLE VACCINAZIONI

Dettagli

Il Centro Territoriale per le Malattie Rare dell ASL di Brescia. A cura di Eliana Breda - Brescia 25 maggio 2013

Il Centro Territoriale per le Malattie Rare dell ASL di Brescia. A cura di Eliana Breda - Brescia 25 maggio 2013 Il Centro Territoriale per le Malattie Rare dell ASL di Brescia A cura di Eliana Breda - Brescia 25 maggio 2013 Il contesto normativo regionale DGR 7328 del 11 dicembre 2001 Individuazione della rete regionale

Dettagli

Ferrara. Bologna. Imola GALLIERA PIEVE DI CENTO SAN PIETRO IN CASALE MALALBERGO CASTELLO D ARGILE SAN GIORGIO DI PIANO BARICELLA ARGELATO BENTIVOGLIO

Ferrara. Bologna. Imola GALLIERA PIEVE DI CENTO SAN PIETRO IN CASALE MALALBERGO CASTELLO D ARGILE SAN GIORGIO DI PIANO BARICELLA ARGELATO BENTIVOGLIO PIEVE DI CENTO GALLIERA SAN PIETRO IN CASALE Ferrara MALALBERGO CASTELLO D ARGILE SAN GIORGIO DI PIANO BARICELLA ARGELATO BENTIVOGLIO MINERBIO MOLINELLA CASTEL MAGGIORE GRANAROLO BUDRIO Bologna CASTENASO

Dettagli

AZIENDA USL DI IMOLA - MISSION - ORGANI - ASSETTO ORGANIZZATIVO

AZIENDA USL DI IMOLA - MISSION - ORGANI - ASSETTO ORGANIZZATIVO AZIENDA USL DI IMOLA - MISSION - ORGANI - ASSETTO ORGANIZZATIVO MISSION DELL AUSL DI IMOLA L Azienda Sanitaria di Imola è precipuamente impegnata nel governo della domanda di servizi e prestazioni sanitarie

Dettagli

IL RICONOSCIMENTO DELL INVALIDITA E DELLA L. 104/92

IL RICONOSCIMENTO DELL INVALIDITA E DELLA L. 104/92 IL RICONOSCIMENTO DELL INVALIDITA E DELLA L. 104/92 L'invalidità è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico,

Dettagli

Rapporto Osservasalute 2014 Atlante della salute nelle Regioni italiane La migliore performance Regione per Regione

Rapporto Osservasalute 2014 Atlante della salute nelle Regioni italiane La migliore performance Regione per Regione Rapporto Osservasalute 2014 Atlante della salute nelle Regioni italiane La migliore performance Regione per Regione Piemonte: la Regione in cui le donne muoiono meno per malattie cardiache Ma è tra le

Dettagli

Art. 1 Rivisitazione tariffario per le prestazioni ospedaliere e specialistiche ambulatoriali

Art. 1 Rivisitazione tariffario per le prestazioni ospedaliere e specialistiche ambulatoriali LEGGE REGIONALE 7 agosto 2002, n. 29 Approvazione disposizioni normative collegate alla legge finanziaria regionale relative al Settore Sanità. (BUR n. 14 dell 1 agosto 2002, supplemento straordinario

Dettagli

Premessa 2. Riferimenti Normativi 3. Considerazioni Preliminari 3. Gli elementi costitutivi della Rete Regionale Cure Palliative 4

Premessa 2. Riferimenti Normativi 3. Considerazioni Preliminari 3. Gli elementi costitutivi della Rete Regionale Cure Palliative 4 Linee Guida regionali per lo sviluppo della rete per le cure palliative in Puglia, in attuazione dell Atto d Intesa sottoscritto in Conferenza Stato Regioni (Rep. N. 152/2012) pagina Premessa 2 Riferimenti

Dettagli

I MEDICI DI MEDICINA GENERALE DI PROVAGLIO D ISEO CARTA DEI SERVIZI

I MEDICI DI MEDICINA GENERALE DI PROVAGLIO D ISEO CARTA DEI SERVIZI I MEDICI DI MEDICINA GENERALE DI PROVAGLIO D ISEO CARTA DEI SERVIZI La Repubblica Italiana tutela la salute, come fondamentale diritto dell individuo ed interesse della collettività. La tutela della salute

Dettagli

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11 Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390 Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11 Cartella Geriatrica dell Unita di Valutazione Geriatrica e Linee guida del Piano Assistenziale Individuale.

Dettagli

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11. Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11. Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390 Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11 Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390 Cartella Geriatrica dell Unita di Valutazione Geriatrica e Linee guida del Piano Assistenziale Individuale.

Dettagli

Requisiti specifici per l accreditamento di Strutture Residenziali di Cure Palliative - Hospice

Requisiti specifici per l accreditamento di Strutture Residenziali di Cure Palliative - Hospice 8.7 Requisiti specifici per l accreditamento di Strutture Residenziali di Cure Palliative - Hospice 1 Premessa L Hospice è una struttura sanitaria residenziale che si colloca nella rete delle cure palliative

Dettagli

PIANO ANNUALE DI ATTIVITA 2011 approvato dal CC

PIANO ANNUALE DI ATTIVITA 2011 approvato dal CC PIANO ANNUALE DI ATTIVITA approvato dal CC Vista la delibera costitutiva della ROR (dicembre 2008) e considerate le finalità della rete oncologica come già espresse dal Piano Sanitario Regionale 2009-

Dettagli

PIANO DEI CENTRI DI COSTO

PIANO DEI CENTRI DI COSTO REGIONE CALABRIA AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI VIBO VALENTIA Via Dante Alighieri 89900 Vibo Valentia Partita IVA n 02866420793 Allegato A alla delibera n. 109/CS del 8.2.2012 PIANO DEI CENTRI DI COSTO

Dettagli

IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Il Dipartimento di prevenzione assicura le prestazioni volte al mantenimento e alla promozione della salute della popolazione, attraverso diverse funzioni rivolte direttamente

Dettagli

Il ruolo dei Servizi Territoriali nella

Il ruolo dei Servizi Territoriali nella Il ruolo dei Servizi Territoriali nella Promozione della Salute «la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non la semplice assenza di malattia» (OMS, 1948) La salute è definita

Dettagli

NORME PER LA PREVENZIONE, LA DIAGNOSI E LA CURA DEL DIABETE MELLITO DELL ETÀ ADULTA E PEDIATRICA

NORME PER LA PREVENZIONE, LA DIAGNOSI E LA CURA DEL DIABETE MELLITO DELL ETÀ ADULTA E PEDIATRICA NORME PER LA PREVENZIONE, LA DIAGNOSI E LA CURA DEL DIABETE MELLITO DELL ETÀ ADULTA E PEDIATRICA Legge regionale 11 novembre 2011, n. 24 (BUR n. 85/2011) [sommario] [RTF] Art. 1 - Finalità. 1. La Regione

Dettagli

PIANO EMERGENZA ONDATE DI CALORE ESTATE 2007

PIANO EMERGENZA ONDATE DI CALORE ESTATE 2007 GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA ASSESSORATO ALLA SANITA ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI ASSESSORATO ALL AMBIENTE PIANO EMERGENZA ONDATE DI CALORE Area Generale di Coordinamento Assistenza Sanitaria

Dettagli

LINEE GUIDA PER IL REGOLAMENTO DI STRUTTURA SOCIO-SANITARIA PER PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI

LINEE GUIDA PER IL REGOLAMENTO DI STRUTTURA SOCIO-SANITARIA PER PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI LINEE GUIDA PER IL REGOLAMENTO DI STRUTTURA SOCIO-SANITARIA PER PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI Il Regolamento di struttura, redatto in coerenza con le linee guida di cui al presente provvedimento,

Dettagli

Organizzazione dei servizi sanitari. Dr. Silvio Tafuri

Organizzazione dei servizi sanitari. Dr. Silvio Tafuri Organizzazione dei servizi sanitari Dr. Silvio Tafuri Premessa metodologica Classificazione dei sistemi sanitari in base alle fonti di finanziamento: n n n n Sistemi assicurativi Sistemi finanziati dalla

Dettagli

Salute e stili di vita in Toscana nel 2008

Salute e stili di vita in Toscana nel 2008 Salute e stili di vita in Toscana nel 2008 PASSI (Progressi nelle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) é il sistema di sorveglianza italiano sui fattori di rischio comportamentali per la salute della

Dettagli

gratuita per alcune categorie:

gratuita per alcune categorie: DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Vaccinazione antinfluenzale stagionale 2010-2011 l ASL organizza LA CAMPAGNA ANTINFLUENZALE in collaborazione con i Medici di Medicina Generale con inizio il giorno 2

Dettagli

FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO REGOLAMENTO

FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO REGOLAMENTO REV 10 del 17/03/2009 FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO REGOLAMENTO Il presente Regolamento ha efficacia dal INDICE 1. FINALITÀ... pag. 3 2. OBIETTIVI FORMATIVI... pag. 3 3. DESTINATARI... pag. 3 4. PIANO FORMATIVO

Dettagli

Distretto di Carpi. Servizi socio-sanitari di sostegno al caregiver familiare 21 maggio 2011. Dr.ssa Rossana Cattabriga Dr. Giuseppe d'arienzo

Distretto di Carpi. Servizi socio-sanitari di sostegno al caregiver familiare 21 maggio 2011. Dr.ssa Rossana Cattabriga Dr. Giuseppe d'arienzo Distretto di Carpi Servizi socio-sanitari di sostegno al caregiver familiare 21 maggio 2011 Dr.ssa Rossana Cattabriga Dr. Giuseppe d'arienzo Settore Area Fragili U. O. Cure Primarie Area Disabili Area

Dettagli

REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale Dipartimento Salute e Servizi Sociali Famiglia, Minori, Giovani, Pari Opportunita', Servizio Civile - Servizio

REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale Dipartimento Salute e Servizi Sociali Famiglia, Minori, Giovani, Pari Opportunita', Servizio Civile - Servizio Allegato A INTESA SUI CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE RISORSE, LE FINALITA, LE MODALITA ATTUATIVE NONCHE IL MONITORAGGIO DEL SISTEMA DI INTERVENTI PER FAVORIRE LA CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO,

Dettagli

BILANCIO DI MISSIONE 2012 RENDICONTO 2011

BILANCIO DI MISSIONE 2012 RENDICONTO 2011 AZIENDA USL DI RAVENNA BILANCIO DI MISSIONE 2012 RENDICONTO 2011 Gruppo di lavoro Coordinamento Milva Fanti Redazione dei capitoli Presentazione e conclusioni: Capitolo 1: Giuliano Silvi Capitolo 2: Gianni

Dettagli