4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI

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1 4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4 FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI. L ESPERIBILITÀ DELL AZIONE REVOCATORIA Cass. civ. 9 giugno 2015, n LA TRACCIA Tizio, marito di Caia, costituiva un fondo patrimoniale in favore della moglie destinandovi gran parte del patrimonio immobiliare. Siffatto atto veniva posto in essere a ridosso di una procedura esecutiva intrapresa dalla società Alfa nei confronti dei due coniugi. In particolare, era già stato notificato il titolo esecutivo. La società Alfa si rivolge al suo legale di fiducia al fine di chiedere chiarimenti sulla vicenda esposta, specificando altresì che i beni costituiti in fondo patrimoniale erano stati acquistati dai coniugi in regime di comunione legale: la metà della quota di siffatti beni risultava pertanto appartenere a Caia. Il candidato, assunte le vesti della società Alfa, rediga motivato parere sulla questione analizzando l istituto del fondo patrimoniale e dell azione revocatoria. LO SVOLGIMENTO 1. Fatto e presentazione della questione posta dal caso. Tizio, marito di Caia, costituiva un fondo patrimoniale in favore della moglie destinandovi gran parte del patrimonio immobiliare. Tizio poneva in essere l atto di destinazione a ridosso (dopo la notifica del titolo esecutivo) di una procedura esecutiva intrapresa dalla società Alfa nei confronti suoi e del coniuge. La società Alfa si rivolge al suo legale di fiducia al fine di chiedere chiarimenti sulla vicenda in questione, specificando altresì che i beni costituiti in fondo patrimoniale erano stati acquistati dai coniugi in regime di comunione legale. Ai fini della risoluzione della questione in esame è necessario analizzare l istituto del fondo patrimoniale, la sua natura, con particolare attenzione al caso in cui i beni conferiti appartengano alla comunione legale, e l azione revocatoria. 2. Cenni sugli istituti Il fondo patrimoniale. L art. 167 c.c. attribuisce a ciascuno dei coniugi o ad ambedue ovvero ad un terzo, il potere di costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni, immobili o 41

2 mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito, al soddisfacimento dei bisogni familiari. La costituzione del fondo, ai sensi del secondo comma della disposizione menzionata, può essere effettuata dal terzo per atto tra vivi: in tal caso è necessaria l accettazione dei coniugi ai fini del perfezionamento. L accettazione può avvenire tramite atto pubblico posteriore. Ai sensi del terzo comma dell art. 167 c.c. la costituzione del fondo patrimoniale può avvenire anche durante il matrimonio. In forza dell art. 170 c.c., i beni oggetto del vincolo di destinazione e i frutti di essi non possono essere esecutati per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per bisogni estranei alla famiglia. Alla luce di quanto sopra esposto, si deve sottolineare come il fondamento dell istituto sia ravvisabile nell esigenza di destinare determinati beni al soddisfacimento dei diritti di mantenimento, di assistenza e di contribuzione ai bisogni della famiglia. Il criterio identificativo dei crediti il cui soddisfacimento può essere realizzato in via esecutiva sui beni conferiti nel fondo patrimoniale deve essere ricercato nella relazione esistente tra il fatto generatore delle obbligazioni e i bisogni familiari. La Suprema Corte ha, a tal proposito, rilevato che vanno sicuramente ricompresi nei bisogni della famiglia anche le esigenze volte al pieno soddisfacimento e all armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, con esclusione solo delle esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi. La giurisprudenza ha quindi precisato che la possibilità di aggressione dei beni e dei frutti del fondo patrimoniale è subordinata alla oggettiva destinazione dei debiti assunti alle esigenze familiari, dovendo ritenersi operante la regola della piena responsabilità del fondo nel caso in cui la fonte e la ragione del rapporto obbligatorio abbiano inerenza diretta e immediata con le esigenze familiari. Il fondo patrimoniale, in quanto vincolo di destinazione, costituisce una limitazione della responsabilità patrimoniale. A tal proposito, è bene porre in evidenza che ai sensi della regola sancita dall art c.c. il debitore è chiamato a rispondere delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri; le limitazioni della responsabilità patrimoniale sono ammesse, secondo quanto stabilito dalla disposizione da ultimo citata, esclusivamente nei casi stabiliti dalla legge. La limitazione della responsabilità patrimoniale può pertanto essere realizzata attraverso la costituzione di un fondo patrimoniale, essendo quest ultimo un vincolo volto al soddisfacimento dei bisogni del nucleo familiare e quindi finalizzato alla realizzazione di un interesse ritenuto prevalente, nella valutazione legislativa, rispetto all interesse creditorio L azione revocatoria. Con riferimento ai rimedi ai quali possono far ricorso i creditori dei coniugi che abbiano destinato i propri beni al soddisfacimento dei bisogni familiari, si deve anzitutto valutare l esperibilità dell azione revocatoria ordinaria. L azione appena menzionata è disciplinata dagli artt c.c. e ss. ed è 42

3 4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI dichiarare inefficace nei suoi confronti il negozio costitutivo del fondo patrimoniale, la cui natura gratuita determinerà l applicazione del n. 1 del primo comma dell art c.c., che richiede la prova della conoscenza, da parte del debitore, del pregiudizio che l atto di disposizione arreca al creditore. Non è infatti richiesta, per quanto concerne gli atti dispositivi a titolo gratuito, anche la prova della c.d. participatio fraudis, ovvero della conoscenza da parte del terzo dell eventus damni sopra menzionato. A tal proposito la giurisprudenza considera irrilevante, per quanto concerne la gratuità dell atto, il fatto che i beni costituiti in fondo patrimoniale siano stati acquistati da entrambi i coniugi in regime di comunione legale. I RIFERIMENTI NORMATIVI Art. 167 c.c. Costituzione del fondo patrimoniale. 1. Ciascuno o ambedue i coniugi, per atto pubblico, o un terzo, anche per testamento, possono costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri, o titoli di credito, a far fronte ai bisogni della famiglia. 2. La costituzione del fondo patrimoniale per atto tra vivi, effettuata dal terzo, si perfeziona con l accettazione dei coniugi. L accettazione può essere fatta con atto pubblico posteriore. 3. La costituzione può essere fatta anche durante il matrimonio. 4. I titoli di credito devono essere vincolati rendendoli nominativi con annotazione del vincolo o in altro modo idoneo. Art. 170 c.c. Esecuzione sui beni e sui frutti. 1. La esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Art. 177 c.c. Oggetto della comunione. 1. Costituiscono oggetto della comunione: a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali; b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione; c) i proventi dell attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati; d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio. 2. Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi. Art c.c. Responsabilità patrimoniale. 1. Il debitore risponde dell adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. 45

4 2. Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge. Art c.c. Condizioni. 1. Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio con i quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni, quando concorrono le seguenti condizioni: 1) che il debitore conoscesse il pregiudizio che l atto arrecava alle ragioni del creditore o, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l atto fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento; 2) che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse consapevole del pregiudizio e, nel caso di atto anteriore al sorgere de credito, fosse partecipe della dolosa preordinazione. 2. Agli effetti della presente norma, le prestazioni di garanzia, anche per debiti altrui, sono considerate atti a titolo oneroso, quando sono contestuali al credito garantito. 3. Non è soggetto a revoca l adempimento di un debito scaduto. 4. L inefficacia dell atto non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di revocazione. Art c.c. Effetti. 1. Il creditore, ottenuta la dichiarazione di inefficacia, può promuovere nei confronti dei terzi acquirenti le azioni esecutive o conservative sui beni che formano oggetto dell atto impugnato. 2. Il terzo contraente, che abbia verso il debitore ragioni di credito dipendenti dall esercizio dell azione revocatoria, non può concorrere sul ricavato dei beni che sono stati oggetto dell atto dichiarato inefficace, se non dopo che il creditore è stato soddisfatto. I RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALI LE MASSIME I. Fondo patrimoniale e debiti contratti per il soddisfacimento dei bisogni familiari. In tema di fondo patrimoniale, il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l esecuzione sui beni del fondo va ricercato non già nella natura dell obbligazione ma nella relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia, sicché anche un debito di natura tributaria sorto per l esercizio dell attività imprenditoriale può ritenersi contratto per soddisfare tale finalità, fermo restando che essa non può dirsi sussistente per il solo fatto che il debito derivi dall attività professionale o d impresa del coniuge, dovendosi accertare che l obbligazione sia sorta per il soddisfacimento dei bisogni familiari (nel cui ambito vanno incluse le esigenze volte al pieno mantenimento ed all univoco sviluppo della famiglia) ovvero per il potenziamento della di lui capacità lavorativa, e non per esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi. Cass. 24 febbraio 2015, n

5 IV. La gratuità dell atto. La costituzione di un fondo patrimoniale è atto a titolo gratuito, non soltanto nell ipotesi in cui provenga da un terzo o da uno solo dei coniugi, ma anche quando provenga da entrambi i coniugi, non sussistendo alcuna contropartita in favore del costituente o dei costituenti, e senza che rilevino in contrario i doveri di solidarietà familiare che nascono dal matrimonio. Cass. 22 marzo 2013, n V. Fondo patrimoniale e comunione legale. La costituzione del fondo patrimoniale costituisce atto a titolo gratuito anche quando proviene da entrambi i coniugi, dal momento che neppure in tal caso l atto di costituzione trova contropartita in un attribuzione in favore dei disponenti. Conseguentemente, in caso di fallimento di uno dei coniugi, l atto di costituzione del fondo patrimoniale è inefficace rispetto ai creditori a norma dell art. 64 l. fall. Tuttavia se i beni destinati al fondo erano in comunione legale fra i coniugi, l inefficacia dell atto può essere dichiarata solo per la quota spettante al coniuge fallito. (La S.C. nella specie, cassata la sentenza del giudice di merito, ha pronunziato nel merito a norma dell art. 384, comma 1, c.p.c. dichiarando l inefficacia dell atto di costituzione del fondo patrimoniale solo per la quota spettante al coniuge del fallito). Cass. 25 luglio 1997, n Estratto [ ] LA SENTENZA DECISIVA Cass. civ., 9 giugno 2015, n Col primo motivo è dedotto, ai sensi dell art. 360 c.p.c., n. 5, il vizio di omessa e insufficiente motivazione in ordine alla sussistenza dell elemento oggettivo dell eventus damni. Secondo i ricorrenti, gli attori in primo grado non avrebbero provato il pericolo attuale e concreto dell insufficienza del patrimonio dei debitori a soddisfare le pretese dei creditori; il Tribunale avrebbe deciso sul presupposto erroneo della costituzione in fondo patrimoniale di tutti i beni dei ricorrenti, senza che, dall attività istruttoria, risultassero elementi in tale senso; la Corte d Appello si sarebbe limitata a confermare la sentenza di primo grado, incorrendo in vizio di motivazione, in quanto avrebbe omesso di esaminare i motivi di gravame; sarebbe stato onere degli attori dimostrare che, al di là dei beni conferiti in fondo patrimoniale, i debitori erano privi di altri beni, mobili o immobili, idonei a soddisfare le ragioni creditorie; in particolare, la Corte non avrebbe tenuto conto del fatto che sin dal mese di agosto 1997 taluni immobili del R., che sei anni dopo sono confluiti nel fondo patrimoniale, erano stati sottoposti a sequestro conservativo e questo si sarebbe potuto convertire in pignoramento, senza che i creditori fossero pregiudicati dal (successivo) atto di costituzione del fondo patrimoniale; tale circostanza avrebbe escluso in radice la sussistenza dell eventus damni Il motivo è inammissibile. La sentenza impugnata ha accertato che "nella specie non vi è dubbio in ordine al fatto che il conferimento da parte del R. al fondo patrimoniale di tutti i propri beni immobili preclude ex art. 170 c.c., la soddisfazione sui beni conferiti al fondo stesso dei crediti portati dalle due 48

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