Il Mercato del Lavoro in Provincia di Pavia

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1 Settore Sviluppo e Lavoro - Servizi alla Persona e all'impresa Servizi per l Impiego della Provincia di Pavia Il Mercato del Lavoro in Provincia di Pavia 2 trimestre 2015

2 Premessa Il report sul mercato del lavoro fornisce alcune indicazioni di carattere generale relative all andamento occupazionale registrato nella provincia di Pavia nel corso del 2 trimestre Oggetto di analisi sono i dati amministrativi di competenza dei Centri per l Impiego relativi alle comunicazioni obbligatorie dei rapporti di lavoro effettuate dai datori di lavoro nel territorio provinciale. Le comunicazioni obbligatorie generano una fonte informativa contenente i dati relativi agli avviamenti, proroghe, trasformazioni e cessazioni di rapporto di lavoro che i datori di lavoro devono obbligatoriamente comunicare alle istituzioni competenti. Dai dati raccolti è possibile ricavare informazioni riguardanti le dinamiche del mercato del lavoro dal punto di vista della domanda, dell offerta e delle tipologie contrattuali utilizzate. Al fine di fornire ulteriori spunti interpretativi, la trattazione si sviluppa con l analisi quantitativa del flusso dei lavoratori in stato di disoccupazione, del flusso dei lavoratori inseriti in lista di mobilità e la quantificazione del numero di ore di cassa integrazione autorizzata durante il periodo considerato. I dati pubblicati nel presente report sono definiti in progress, pertanto elaborazioni successive a quelle pubblicate potrebbero subire lievi variazioni in termini di valore assoluto.

3 1 Un segmento del mercato del lavoro in Provincia di Pavia analisi dei flussi delle comunicazioni obbligatorie: avviamenti e cessazioni 2 trimestre Avviamenti La domanda di lavoro ha evidenziato nel 2 trimestre 2015 un discreto aumento rispetto al corrispondente trimestre dell anno precedente; i contratti di lavoro stipulati sono aumentati del 9,8% e complessivamente ammontano a unità contro le unità rilevate nel 2 trimestre del Sul totale dei contratti stipulati, il 50,6% riguarda il genere maschile mentre il 49,4% riguarda il genere femminile. Tav. 1 avviamenti suddivisi per genere comparazione 2 trimestre Avviamenti 2 trim Avviamenti 2 trim Variazione % M F T M F T M F T ,3% 9,2% 9,8% Con riferimento alla distribuzione degli avviamenti per settore di attività economica, si segnala una netta prevalenza del terziario (commercio e servizi) con oltre avviamenti ed una quota percentuale sul totale delle assunzioni effettuate pari al 72,3%. A seguire troviamo l industria con una quota percentuale pari al 17% (oltre avviamenti), le costruzioni con una quota pari al 5,4% (oltre 780 avviamenti) ed infine l agricoltura con il restante 5,3% (circa 770 avviamenti). Osservando la distribuzione settoriale della domanda di lavoro nel confronto trimestrale, sia il terziario che l industria mostrano un discreto aumento degli avviamenti nell arco del periodo osservato, con una variazione pari all 11,8% per il terziario ed una variazione più contenuta pari al 4,2% per l industria. Anche il settore agricolo registra un aumento del 10,5%, mentre il settore delle costruzioni resta tendenzialmente stabile rispetto al 2 trimestre 2014 (tav. 2). Tav. 2 avviamenti suddivisi per genere e settore economico comparazione 2 trimestre Settore d'attività Avv. 2 trim Avv. 2 trim variazione M F T % M F T % % Dato mancante ,1% ,1% 12,5% Agricoltura ,3% ,3% 10,5% Industria ,9% ,0% 4,2% Costruzioni ,8% ,4% 0,9% Terziario ,9% ,3% 11,8% Totali % % 9,8% Percentuali 50,3% 49,7% 100% 50,6% 49,4% 100%

4 Graf. 1 avviamenti suddivisi per settore economico comparazione 2 trimestre avviamenti per settore di attività trim trim Agricoltura Industria Costruzioni Terziario Totali In relazione alla dinamica sulla tipologia contrattuale degli avviamenti, emerge che il 23,8% degli stessi è stato effettuato con l uso di forme contrattuali permanenti (tempo indeterminato e apprendistato), mentre il restante 76,2% delle assunzioni è stato effettuato con forme contrattuali temporanee (tempo determinato, somministrazione, lavoro parasubordinato, altre tipologie contrattuali). Con il termine altre tipologie contrattuali presente in tabella si vuol indicare una serie di contratti poco utilizzati quali il contratto di agenzia, l associazione in partecipazione con apporto di attività lavorativa, il lavoro occasionale, il lavoro autonomo nello spettacolo (tav.3). Tav. 3 avviamenti per tipologia contrattuale suddivisi per genere 2 trimestre 2015 Tipologia Rapporto di Lavoro M F T % Apprendistato/inserimento ,4% Lavoro a tempo determinato (*) ,6% Lavoro a tempo indeterminato ,4% Lavoro intermittente % Parasubordinato ,3% Altre tipologie contrattuali ,3% Totali % (* ) di cui lavoro interinale ,6% Percentuali 50,6% 49,4% 100%

5 Graf. 2 avviamenti suddivisi per tipologia contrattuale 2 trimestre 2015 avviamenti per tipologia contrattuale 2 trim % 0% 3% 2% 1% 72% Apprendistato/inserimento Lavoro a tempo determinato Lavoro a tempo indeterminato Lavoro intermittente Parasubordinato Altre tipologie contrattuali Rispetto al 2 trimestre 2014 si registra un sostanziale incremento nell utilizzo dei contratti a tempo indeterminato (+68,6%), mentre più contenuto risulta l incremento nell utilizzo dei contratti a tempo determinato (+4,1%). In diminuzione i contratti di apprendistato (-32,7%) e di lavoro parasubordinato (-42,9%). Gli effetti dei mutati comportamenti della domanda di lavoro indotti dall entrata in vigore della Legge 92/2012 hanno influenzato notevolmente il lavoro a chiamata o intermittente, azzerandone praticamente l utilizzo. Il lavoro somministrato, visto come un di cui dei contratti stipulati a tempo determinato, registra un incremento del 7,5% (tav. 4). In sostanza si assiste, rispetto al 2 trimestre 2014, ad una netta intensificazione nella stabilizzazione dei rapporti di lavoro, con un incremento nell utilizzo delle forme contrattuali permanenti pari al 54,9%, mentre sostanzialmente stabile risulta l utilizzo di forme contrattuali temporanee (0,6%) (tav. 4). Tav. 4 avviamenti per tipologia contrattuale confronto 2 trimestre Tipologia Rapporto di Lavoro T. 1 trim % T.1 trim2015 % saldo var.% Apprendistato 306 2,3% 206 1,4% ,7% Lavoro a tempo determinato (*) ,5% ,6% 407 4,1% Lavoro a tempo indeterminato ,6% ,4% ,6% Lavoro intermittente 0 0% 0 0% 0 0 Parasubordinato 846 6,3% 483 3,3% ,9% Altre tipologie contrattuali 309 2,3% 332 2,3% 23 7,4% Totali % % ,8% (* ) di cui lavoro interinale ,0% ,6% 202 7,5%

6 La distribuzione degli avviamenti per area territoriale è da considerarsi in base all ubicazione della sede operativa dell azienda (luogo di lavoro) e del relativo Centro Impiego territorialmente competente; nello specifico, nel corso del 2 trimestre 2015, oltre il 43% delle assunzioni è stato effettuato da aziende ubicate nella zona del Pavese. A seguire le aziende della Lomellina con oltre il 28% e le aziende dell Oltre Po Pavese con oltre il 27% (tav. 5). Tav. 5 avviamenti per area territoriale e Centro Impiego di competenza 2 trimestre 2015 Centro Impiego M % F % T % Pavia ,5% ,1% ,8% Vigevano ,4% ,9% ,7% Voghera ,1% ,0% ,5% Totali % % % Percentuali 50,6% 49,4% 100% 1.2 Caratteristiche dei lavoratori avviati Sono i lavoratori interessati da una o più comunicazioni di avviamento è quindi da uno o più rapporti di lavoro nel corso del 2 trimestre 2015; si contano quindi circa 1,3 avviamenti in media per ogni persona; rispetto al 2 trimestre 2014 si registra un incremento di oltre 1000 persone interessata da una o più occasioni di lavoro. Tav. 6 Lavoratori avviati - confronto 2 trimestre Lavoratori avviati 2 trimestre 2014 Lavoratori avviati 2 trimestre 2015 Sesso Numero Individui % Sesso Numero Individui % M ,7% M ,5% F ,3% F ,5% Totali % Totali % Nel 2 trimestre 2015 i lavoratori con età inferiore ai 30 anni (giovani) interessati da una o più comunicazioni di assunzione sono stati 3680, pari al 33,5% del totale dei lavoratori avviati, con un incremento tendenziale di oltre il 19% rispetto al 2 trimestre Gli avviati nella fascia di età dai 30 a 54 anni (adulti) sono stati 6413 ( 58,4%), in lieve aumento (+7%) rispetto al dato del precedente anno; anche per i lavoratori avviati con oltre 55 anni di età (over 55) si registra un incremento del 9,8% (tav. 7).

7 Tav. 7 Lavoratori avviati per fasce di età - confronto 2 trimestre Intervallo di età Lavoratori avviati 2 trim Lavoratori avviati 2 trim variazione M F T % M F T % % Giovani(fino 29 anni) ,2% ,5% 19,1% Adulti ( da 30 a 54 ) ,6% ,4% 7,0% Over ,2% ,1% 9,8% Totali % % 11,0% Percentuali 58,7% 41,3% 100% 57,5% 42,5% 100% Riguardo alla cittadinanza dei lavoratori avviati, il 23,9% è rappresentato da persone di nazionalità straniera: i lavoratori comunitari costituiscono l 8,2% mentre i lavoratori extracomunitari rappresentano il 15,7% del campione osservato. In termini numerici sono 2617 i lavoratori stranieri avviati, di cui il 67,4% di genere maschile ed il restante 32,6% di genere femminile. Fra i cittadini stranieri avviati, troviamo in misura prevalente lavoratori di nazionalità rumena (7,6%), albanese (3,0%), cinese (2,1%), egiziana (1,9%) e marocchina (1,6%) (tav. 9). Tav. 8 Lavoratori avviati per cittadinanza - 2 trimestre 2015 Cittadinanza M % F % T % Italiani ,1% ,7% ,2% Comunitari 512 8,1% 384 8,2% 896 8,2% Extracomunitari ,8% % ,7% Totali % % % Percentuali 57,5% 42,5% 100% Tav. 9 Lavoratori avviati per paese d origina - 2 trimestre 2015 Cittadinanza M % F % Totali % Italia ,2% ,7% ,2% Romania 483 7,6% 349 7,5% 832 7,6% Albania 242 3,8% 89 1,9% 331 3,0% Cina 136 2,2% 99 2,1% 235 2,1% Egitto 203 3,2% 3 0,1% 206 1,9% Marocco 148 2,3% 30 0,6% 178 1,6% altri 545 8,6% 283 6,1% 828 7,5% Totali % % % Percentuali 57,5% 42,5% 100%

8 1.3 Cessazioni Le comunicazioni di cessazione ammontano a unità, di cui il 46,3% riferite a personale di genere maschile ed il 53,7% a personale di genere femminile. Rispetto al 2 trimestre del 2014 si registra un incremento tendenziale del 4,9% (tav.10). Tav. 10 Cessazioni suddivise per genere comparazione 2 trimestre Cessazioni 2 trim Cessazioni 2 trim Variazione % M F T M F T M F T ,7% 1,2% 4,9% La maggior parte delle cessazioni dei rapporti di lavoro si concentra nel settore del terziario (75,6%); a seguire il settore industriale (16%), il settore delle costruzioni (5,2%) ed il settore agricolo (3,1%) (tav. 11). Osservando la dinamica settoriale delle cessazioni nei due periodi a confronto, si rileva un discreto aumento delle stesse sia nel comparto agricolo (+20%) che nel terziario (+5,9%), mentre il settore industriale segna un +0,9%; in lieve diminuzione le cessazioni nel comparto delle costruzioni (-3,4%) (vedi tav. 11) Tav. 11 cessazioni suddivise per genere e settore economico; comparazione 2 trimestre Settore d'attività Cessazioni 2 trim Cessazioni 2 trim variazione M F T % M F T % % Dato mancante ,1% ,1% 41,2% Agricoltura ,7% ,1% 20,0% Industria ,7% ,0% 0,9% Costruzioni ,6% ,2% -3,4% Terziario ,9% ,6% 5,9% Totali % % 4,9% Percentuali 44,3% 55,7% 100% 46,3% 53,7% 100% Graf. 3 cessazioni suddivise per settore economico comparazione 2 trimestre cessazioni per settore di attività trim trim Agricoltura Industria Costruzioni Terziario Totali

9 In merito alla tipologia contrattuale dei rapporti di lavoro cessati, il 19,3% e rappresentato da forme contrattuali permanenti (apprendistato e lavoro a tempo indeterminato), mentre il restante 80,7% è rappresentato da forme contrattuali temporanee (lavoro a tempo determinato, somministrazione, lavoro parasubordinato, altre tipologie contrattuali). Tendenzialmente in aumento, rispetto al 2 trimestre 2014, risultano tutte le tipologie contrattuali presenti nelle comunicazioni di cessazione, con eccezione dell apprendistato, del lavoro parasubordinato e del lavoro intermittente (tav. 12). Tav. 12 cessazioni suddivise per tipologia contrattuale comparazione 2 trimestre Tipologia Rapporto di Lavoro 2 trim 2014 % 2 trim2015 % saldo var.% Apprendistato 360 2,3% 359 2,2% -1-0,3% Lavoro a tempo determinato (*) ,7% ,7% 723 6,4% Lavoro a tempo indeterminato ,1% ,1% 129 4,8% Lavoro intermittente 53 0,3% 35 0,2% ,0% Parasubordinato ,6% 926 5,6% ,0% Altre tipologie contrattuali 321 2,0% 384 2,3% 63 19,6% Totali % % 782 4,9% (* ) di cui lavoro interinale ,5% ,2% 248 9,5% Analizzando le cause che portano alla interruzione dei rapporti di lavoro, si rileva che la maggior parte di questi si è conclusa alla naturale scadenza dei relativi contratti stipulati a termine (65,5%), con un incremento tendenziale, rispetto al 2 trimestre 2014 del 4,8%. A seguire troviamo le cessazioni richieste specificatamente dai lavoratori ( dimissioni e pensionamenti) con un incidenza percentuale pari al 18,3%, mentre le cessazioni promosse dal datore di lavoro (licenziamenti, cessazione di attività aziendale e altro) si posizionano al 8,6%, con una diminuzione tendenziale del 6,4% rispetto al 2 trimestre Le cessazioni per altre cause ( vedi nota) si posizionano al 6,2%. Tav. 13 cessazioni suddivise per causa di cessazione comparazione 2 trimestre Causa di Cessazione 2014 % 2015 % var.% ,5% ,3% 10,2% ,7% ,6% -6,4% 135 8,8% ,0% 5,9% ,7% ,8% -15,1% ,5% ,3% 26,6% ,6% ,5% 4,8% 976 6,2% ,2% 6,5% 169 1,1% 209 1,3% 23,7% Totali % % 4,9% (a) Per Licenziamento si intende:licenziamento per giustificato motivo oggettivo;licenziamento per giustificato motivo soggettivo; Licenziamento collettivo; Licenziamento giusta causa. (b) Per Altro si intende: Decadenza dal servizio; Mancato superamento del periodo di prova. (c) Per Altre cause si intende: Altro; Decesso; Modifica del termine inizialmente fissato; Risoluzione consensuale.

10 Graf. 4 cessazioni per causa 2 trimestre 2015 cessazioni per causa cessazione richiesta dal lavoratore cessazione attività licenziamento altro cessazione per fine rapporto a termine altre cause 1.4 Saldo avviamenti- cessazioni Il 2 trimestre 2015 si conclude con un saldo avviamenti cessazioni negativo e pari a unità, tendenzialmente in diminuzione rispetto al dato rilevato nel corrispondente periodo dell anno precedente e pari a unità. Il rapporto avviamenti/cessazioni (saldo) resta un indicatore piuttosto grezzo, ma pur sempre rappresentativo della tendenza in atto. Tutti i macrosettori presi in considerazione, ad eccezione del settore agricolo, presentano saldi negativi, in linea con la tendenza registrata nel 2 trimestre 2014 (tav. 14). Elementi di sofferenza, anche se in diminuzione rispetto al 2014,si riscontrano soprattutto nel settore del terziario con una perdita di posizioni lavorative pari a 1982 unità. Tav. 14 saldo avviamenti / cessazioni per settore di attività confronto 2 trimestre trimestre 2015 Settore d'attività Avv. 2 trim 2014 Cess. 2 trim 2014 saldo Avv. 2 trim 2015 Cess. 2 trim 2015 dato mancante Agricoltura Industria Costruzioni saldo Terziario Totali

11 Graf. 5 saldo avviamenti/cessazioni per settore di attività confronto 2 trimestre 2014/2015 saldo avviamenti - cessazioni per settore di attività trim trim Agricoltura Industria Costruzioni Terziario totali Tutte le macro aree in cui si suddivide il territorio provinciale presentano un rapporto avviamenti/cessazioni negativo; in particolare l area del pavese registra un saldo negativo pari a -928 unità (tav. 15). Tav. 15 saldo avviamenti / cessazioni 2 trimestre 2015 per Centro Impiego Centro Impiego Avviamenti 1 trim Cessazioni 1 trim saldo M F T % M F T % Pavia ,8% ,1% -928 Vigevano ,7% ,6% -553 Voghera ,5% ,3% -503 Totali % % Percentuali 50,6% 49,4% 100% 46,3% 53,7% 100% 2 - Altri dati relativi all andamento del mercato del lavoro: flusso iscritti nelle liste di disoccupazione flusso iscritti nelle liste di mobilità ore autorizzate di cassa integrazione. 2.1 Persone che hanno acquisito lo stato di disoccupazione nel 2 trimestre (dato di flusso) Nel corso del 2 trimestre 2015 le persone entrate in stato di disoccupazione, ovvero coloro che hanno rilasciato una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e sono state incluse fra i disoccupati/inoccupati disponibili negli elenchi dei Centri per l Impiego provinciali, risultano 4.047, in lieve diminuzione rispetto al dato di flusso registrato nel 2 trimestre 2014 (4.164 unità). Oltre l 86% di queste persone è rappresentato da lavoratori già precedentemente occupati ed alla ricerca di una nuova occupazione.

12 Tav. 16 flusso delle persone in cerca di lavoro per classe di iscrizione Flusso per classe di iscrizione Flusso iscritti 2 trim 2014 Flusso iscritti 2 trim 2015 M F T % M F T % Disoccupati ,9% ,4% Inoccupati ,6% ,6% Occupati ,3% ,7% Altro ,2% ,3 Totali % % Percentuali 51% 49% 100% 49% 51% 100% 2.2 Persone in stato di disoccupazione iscritte in lista di mobilità (dato di flusso) nel 2 trimestre Le procedure di mobilità si attivano a fronte di situazioni di crisi o di trasformazioni aziendali che comportano una riduzione del numero di lavoratori occupati. Se l azienda in crisi ha un organico superiore ai 15 dipendenti, ed ha la necessità di procedere ad un licenziamento collettivo (che interessi almeno 5 lavoratori), si applicano le disposizioni previste dalla legge 223/91, che prevedono un esubero, procedura che si conclude con l iscrizione dei lavoratori licenziati in un apposita lista di mobilità. Se l azienda rientra tra quelle che hanno diritto all intervento della CIGS, i lavoratori licenziati ed iscritti nella lista percepiscono l indennità di mobilità e il loro reimpiego è favorito da sgravi contributivi ed incentivi economici. Sono complessivamente 199 le nuove iscrizioni in lista di mobilità registrate nel corso del 2 trimestre 2015, in diminuzione di oltre il 45% rispetto al dato del precedente anno. Tav. 17 flusso delle persone inserite in lista di mobilità mobilità flusso iscritti 2 trim 2014 flusso iscritti 2 trim 2015 M F T M F T var.% L. 223/ ,5% Totali ,5% Percentuali 71,8% 28,2% 100,0% 62,8% 37,2% 100,0% 2.3 La Cassa Integrazione Guadagni La cassa integrazione guadagni è una prestazione finalizzata a sostituire o integrare la retribuzione ed è destinata ai lavoratori sospesi dal lavoro o che operano con orario ridotto a causa di difficoltà produttive dell azienda. Possono usufruire dell integrazione salariale gli operai, gli impiegati ed i quadri, mentre sono esclusi i dirigenti, gli apprendisti e i lavoratori a domicilio. Nel corso del 2 trimestre 2015 diminuiscono del 34,9%, rispetto al corrispondente trimestre dell anno precedente, le ore di cassa integrazione complessivamente contabilizzate e autorizzate dall INPS. Il metodo di contabilizzazione dell INPS computa, nello stesso periodo, archi di cassa che sono stati in parte consumati o sono da consumare in parte nel futuro. Tale criterio, meramente amministrativo, rende di difficile uso il dato per leggere l effettivo andamento della crisi in atto.

13 La cassa integrazione ordinaria, per la quale sono previsti processi di autorizzazione a livello provinciale, diminuisce del 35,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta come noto di uno strumento utilizzato in chiave anticongiunturale per periodi brevi (13 settimane consecutive, con prospettiva di ripresa dell attività, per un massimo di 52 settimane in un biennio mobile). La cassa integrazione straordinaria autorizzata aumenta del 22,9%. La cassa straordinaria copre stati di crisi dichiarata che spesso porta ad esuberi o alla totale cessazione dell attività aziendale o dei sui rami. Le situazioni di cassa straordinaria giunte a conclusione, che non abbiano generato riavvio delle attività o ricollocazione del personale, potrebbero sfociare in mobilità ovvero in licenziamenti collettivi. In netta diminuzione le ore autorizzate della cassa in deroga, con un decremento percentuale pari al 86,3% rispetto al 2 trimestre La CIG in deroga alla vigente normativa è concessa nei casi in cui alcuni settori (tessile, abbigliamento, calzaturiero, orafo, ecc.) versino in grave crisi occupazionale. Lo strumento della cassa integrazione guadagni in deroga permette quindi, senza modificare la normativa che regola la CIGS, di concedere i trattamenti straordinari anche a tipologie di aziende e lavoratori che ne sono esclusi. Tav. 17 Cassa integrazione guadagni ore autorizzate per tipo di intervento Cassa integrazione ore autorizzate tasso di var. % Tipo Intervento II trim II trim Ordinaria ,5% Straordinaria ,9% Deroga ,3% Totale ,9%

14 3 - Conclusioni La domanda di lavoro espressa dai datori di lavoro (avviamenti) ha evidenziato nel 2 trimestre 2015 un discreto aumento rispetto al corrispondente trimestre dell anno precedente; i contratti di lavoro stipulati sono aumentati del 9,8% e complessivamente ammontano a oltre unità. Le cessazioni di contratto (oltre unità) sono salite a un tasso inferiore rispetto agli avviamenti (+4,9%) nel confronto trimestrale. Come risultato il 2 trimestre 2015 si chiude con un saldo delle posizioni lavorative (inteso come differenza tra avviamenti e cessazioni) negativo, ma tendenzialmente in riduzione (-20,8%) rispetto al saldo registrato nel corrispondente periodo del 2014 ( unità nel 2 trim contro le unità del 2 trim. 2014). Il rapporto avviamenti/cessazioni (saldo) resta un indicatore piuttosto grezzo, ma pur sempre rappresentativo della tendenza in atto, tendenza che esprime un consolidamento della tenuta occupazionale nei periodi a confronto, con un mercato del lavoro ancora in sofferenza ma con timidi segnali di ripresa dalla lunga crisi in atto. Quanto alla dinamica contrattuale, alla luce della nuova normativa, da segnalare una forte movimentazione dei contratti di lavoro di tipo permanente: gli sgravi riservati ai contratto a tempo indeterminato e la sua nuova definizione a tutele crescenti stanno provocando una forte dinamica in termini di apertura di nuova posizioni lavorative, con oltre il 68% di nuovi contratti stipulati a tempo indeterminato rispetto al dato rilevato nel 2 trimestre Fonte dati Centri per l Impiego della Provincia di Pavia Inps Elaborazione dati Osservatorio provinciale del mercato del lavoro Nota metodologica I dati pubblicati nel presente report sono definiti in progress pertanto elaborazioni successive a quelle pubblicate potrebbero subire lievi variazioni sia in termini di valore assoluto che percentuali. I dati relativi ad avviamenti e cessazioni,, sono comprensivi anche dei dati relativi al settore della Pubblica Amministrazione.

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