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2 Tavoli d ascolto 1. Nidi e infanzia 2. Dirigenti delle Istituzioni scolastiche e formative 1 Ciclo 3. Dirigenti delle Istituzioni scolastiche e formative 2 Ciclo 4. Insegnanti di lingua straniera, CLIL e madrelingua della scuola primaria 5. Insegnanti di lingua straniera (inglese e tedesco) della scuola secondaria di 1 e 2 6. Insegnanti CLIL e madrelingua della scuola secondaria di 1 e 2 Tavoli d ascolto 7. Rappresentanti studenti, Associazioni di docenti e di genitori 8. Minoranze linguistiche e straniere 9. Università, Ricerca, Organismi internazionali 10. Associazioni di categoria 11. Associazioni sindacali 12. Media & stampa 13. Musei e ambito culturale, Enti certificatori, Case Editrici, Enti dedicati alla mobilità

3 Il Piano Trentino Trilingue Dare la priorità all educazione è fatto abbastanza raro e merita di essere sottolineato. Il Piano è importante anche perchè mette l accento sull acquisizione delle lingue dette straniere alle quali pochi sistemi educativi accordano una reale importanza. Il loro contributo è decisivo per la coesione sociale, le relazioni interculturali, lo sviluppo delle risorse materiali collettive. La funzione del Rapporto di consulenza è di essere un contributo alla qualità della realizzazione del Piano. Propone modalità di implementazione ma anche materiale per gli addetti ai lavori. Scelte di politica educativa e dibattiti tecnici La questione della vera natura di Apprendimento Integrato Disciplina E Lingua (AIDEL) Content and Language Integrated Learning (CLIL) è di natura didattica, ma implica scelte di politiche educative : Focus su lingua o focus su disciplina?

4 I luoghi comuni generici sulle lingue se si imparano più lingue, si rischia di non saperne bene nessuna; imparare le lingue, è lungo; imparare le lingue, è difficile; si imparano bene le lingue solo quando si è piccoli; per parlare bene, non si deve fare nessun errore e non avere l accento; [...] Raccomandazione del Rapporto Guidare l esplicitazione degli obbiettivi del Piano nello spazio pubblico e nei media, tramite modalità di comunicazione che non siano limitate alla questione AIDEL/CLIL ma anche relative: ai criteri di scelta delle lingue delle famiglie e alle rappresentazioni sociali quali: «English is enough»,... alla promozione dell apprendimento del tedesco; al valore della conoscenza di tutte le lingue.

5 Prevedere una maggiore flessibilità per quanto riguarda gli obbiettivi intermedi della tempistica del Piano, perché la formazione su grande scala dei docenti e l attuazione di progetti d istituto di qualità richiede tempo, anche se il Piano si basa su di una larghissima esperienza collettiva Raccomandazione del Rapporto Identificare i punti da chiarire relativamente alle modalità amministrative e regolamentari concernenti il Piano e la figura dell insegnante AIDEL/CLIL (in particolare per quelli di lingua madre) per tutti gli insegnamenti interessati, di cui alcune sono di competenza delle scuole ed altre dipendono da normative generali.

6 Realizzare un inchiesta qualitativa e contestualizzata sulle competenze in lingue acquisite dai discenti della Provincia (che includano le competenze d interazione orale improvvisata). Il Piano ipotizza che queste ultime siano insufficienti, ma senza diagnosi. Tale bilancio può condurre ad una convalida degli obbiettivi del Piano, ma anche a dimostrare che «un miglioramento» della conoscenza delle lingue non è una priorità. Sommario del Rapporto I TRE ASSI DEL PIANO TRENTINO TRILINGUE 5. Il cuore del Piano Trentino trilingue: mobilità ed esposizione immersiva/interculturale 6. La seconda opzione strategica del Piano Trentino trilingue: sviluppare i contatti con le lingue straniere sin dall infanzia 7. La terza opzione strategica del Piano Trentino trilingue: l apprendimento integrato disciplina e lingua (AIDEL/CLIL)

7 Mobilità: Organizzare in modo specifico le mobilità che rientrano nel bilancio del Piano. Accordare una certa forma di priorità ai discenti dell insegnamento tecnico e professionale e ai progetti AIDEL/CLIL corrispondenti. Aprire queste mobilità a lingue diverse dall inglese e il tedesco e ad insegnanti che non siano AIDEL/CLIL, questo in funzione della configurazione dei differenti progetti d istituto selezionati Raccomandazione del Rapporto Contatti sin dall infanzia: Riservare ampio spazio, nei contatti con altre lingue fin dall infanzia, alle esperienze della diversità linguistica, in una prospettiva interculturale

8 Ricentrare le formazioni attuali su di una interpretazione di AIDEL/CLIL in modo cognitivo/linguistic (Cognitive Academic Language Proficiency, CALP) In accordo con la CM/Rec(2014)5 del Comitato dei Ministri agli Stati membri su L importanza di competenze in lingua/e di scolarizzazione. In caso contrario, queste avrebbero l effetto di costituire essenzialmente un estensione dell insegnamento delle lingue straniere (inglese e tedesco), senza benefici per le materie e per la padronanza di CALP in italiano.

9 Organizzare il Piano sulla base di progetti integrati d istituto caratterizzati dalla trasversalità inerente a AIDEL/CLIL, ma che possono altresì includere le altre lingue della Scuola e della società e permettere il coinvolgimento cooperativo dei docenti AIDEL/CLIL fra di loro, con gli insegnanti di lingue, quelli delle discipline, quelli di italiano. Ciò dovrebbe limitare gli effetti di dispersione e di isolamento prodotti dal reclutamento di docenti per le formazioni AIDEL/CLIL. Questi progetti d istituto potranno avere un orientamento ricerca-azione. Proporre un documento quadro di riferimento per l elaborazione di questi piani integrati in modo che possano utilizzare con efficacia le risorse disponibili nel quadro del Piano, come le formazioni AIDEL/CLIL e le mobilità. Raccomandazione del Rapporto Diversificare l offerta educativa di lingue in modo ragionevole, in funzione degli effetti intermedi del Piano sulle competenze nelle due lingue del sistema educativo della Provincia.

10 Valutare come inserire nel Piano delle finalità educative di natura culturale/interculturale che in quest ultimo non vengono citate. Questa assenza potrebbe portare ad accusarlo di perseguire soltanto obbiettivi pratici e funzionali («parlare una lingua straniera») a scapito della formazione della persona e dell educazione alla cittadinanza democratica, che figurano negli obbiettivi dei piani di studio provinciali. Raccomandazione del Rapporto Creare in tempi brevi un dispositivo indipendente di valutazione (quantitativa e qualitativa) degli effetti del Piano nel che riguardi i benefici specifici di quest ultimo rispetto alla motivazione per l apprendimento delle lingue, la padronanza delle lingue straniere, dell italiano e dei contenuti disciplinari, in relazione agli investimenti finanziari sostenuti.

11 O la collettività del Trentino desidera semplicemente, come lo si è sentito dire (Tavoli d'ascolto), sviluppare la conoscenza dell inglese, ed accessoriamente quella del tedesco (Questo quando non si posseggono dati sulle conoscenze attuali in inglese dei discenti del Trentino nè sugli effetti constatati di dieci anni di AIDEL/CLIL nella Provincia). Oppure questo Piano costituisce un opportunità per mettere in pratica un insegnamento destinato ad assicurare una migliore padronanza delle materie nelle loro dimensioni linguistiche (in altre lingue, ma anche in italiano). Egli deve allora essere considerato come una forma di politica linguistica più inclusiva, probabilmente meglio adattata ai bisogni economici del territorio. Je remercie les autorités éductives de la Provincia autonoma de la confiance qu ils m ont accordée ainsi que tous ceux et toutes celles qui ont contribué à cette Policy review Et je vous remercie vivement de votre attention.

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