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1 PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE TRA l Amministrazione Provinciale di Vercelli, L Ufficio della Consiglierà di Parità della Provincia di Vercelli, La Prefettura di Vercelli, l Ufficio Scolastico Provinciale, il Comune di Vercelli, la Questura di Vercelli, la Compagnia Carabinieri di Vercelli, l Azienda Sanitaria Locale di Vercelli, Casale Monferrato e Chivasso, la Comunità Montana Valsesia, il Consorzio CASA di Gattinara, il Consorzio CISAS di Santhià, PREMESSO che il fenomeno della violenza nei confronti delle donne rappresenta un tema di grande attualità e particolare gravità; che la Regione Piemonte, al fine di contrastare efficacemente il fenomeno, ha ritenuto di intervenire realizzando un Piano regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime prevedendo, secondo un approccio di rete, l integrazione degli interventi repressivi e programmando politiche ed azioni coordinate in ambito sociale, sanitario, educativo e informativo; che con Determinazione Dirigenziale n. 20 del 26/11/2007 la Regione Piemonte ha trasferito a favore della Provincia di Vercelli la una quota pari a ,50 al fine di: 1. realizzare una ricognizione sui bisogni e sull offerta di servizi e attività già operativi od in fase di realizzazione sul territorio provinciale; 2. sostenere progetti ed iniziative rivolte all assistenza delle donne vittime di violenza fisica e sessuale, anche attraverso l attivazione di case segrete, che non prevedano la copertura di spese legali e sanitarie; 3. privilegiare i progetti che sono realizzati con il concorso di comuni, consorzi socio assistenziali, centri antiviolenza, organizzazioni senza scopo di lucro attive sul territorio, forze di polizia e aziende sanitarie; che con DGR n del 13/10/2008 la Regione Piemonte ha assegnato a favore della Provincia di Vercelli la una quota pari ,67 al fine di: 1. monitorare il fenomeno e le iniziative attivate sul proprio territorio; 2. formare e sensibilizzare i soggetti che sul territorio intervengono e devono essere coordinati; 3. istituire sportelli di informazione, ascolto, accoglienza e consulenza anche legale, che possono essere gestiti da organizzazioni senza scopo di lucro con addetti che abbiano specifiche competenze e la collaborazione di Avvocati iscritti agli Ordini con specifica esperienza;

2 4. sostenere percorsi di accoglienza, anche abitativa, sia d emergenza che di accompagnamento per l autonomia, anche prevedendo il rimborso di spese sanitarie non coperte dal servizio sanitario nazionale; che nel corso degli incontri svolti presso la Provincia di Vercelli alla presenza di tutti i soggetti firmatari del presente protocollo è stata unanimemente ritenuta l opportunità di promuovere l adozione di strategie condivise alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza alle donne sul territorio provinciale, avvalendosi della conoscenza, delle competenze, dell esperienza e della collaborazione dei firmatari stessi; che si è concordato di attuare iniziative mirate finalizzate ad ottimizzare risorse ed energie, migliorando la qualità delle risposte offerte dai servizi interessati, nonché a mantenere un rapporto di costante interlocuzione tra le diverse componenti che operano nel settore; che, al fine dell utilizzo delle risorse sopra indicate, relativamente alle annualità , la Provincia di Vercelli e l Ufficio della Consigliera di Parità hanno elaborato, d intesa con tutti i soggetti firmatari del presente Protocollo, un Piano Provinciale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO Le parti concordano quanto segue: FINALITA Finalità del presente Protocollo è la realizzazione di collaborazioni stabili tra servizi, istituzioni, organizzazioni del territorio per arrivare alla costituzione di un sistema integrato di servizi in grado di affrontare, pur nella specificità delle loro funzioni, il fenomeno della violenza contro le donne, con modalità condivise ed obiettivi comuni. Ciascuno dei soggetti firmatari si impegna a partecipare ai lavori del Tavolo Provinciale di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne con almeno un rappresentante permanente. COMPITI DELLA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE 1) Sostenere l organizzazione di iniziative volte a promuovere una maggiore consapevolezza sulle violazioni dei diritti fondamentali delle donne e altresì a diffondere la cultura dei diritti umani e della non discriminazione, sensibilizzando attraverso iniziative e campagne mirate il tessuto sociale, istituzionale e dell associazionismo nonché l opinione pubblica per l adozione di specifiche strategie. 2) Coordinare, valorizzare e diffondere le esperienze in atto sul territorio sostenendo, in particolare, le azioni intraprese in forma autonoma dai Comuni al fine di dare risposte operative ai bisogni concreti. 3) Provvedere alla raccolta ed alla elaborazione dei dati forniti dagli altri soggetti firmatari allo scopo di monitorare l andamento del fenomeno della violenza alle donne. 4) Partecipare attivamente alle attività tese a promuovere politiche volte a consolidare e a rendere più efficaci le collaborazioni con enti, associazioni, servizi.

3 5) Promuovere e coordinare, d intesa con gli altri soggetti firmatari, momenti dedicati per assicurare una adeguata attività di formazione per gli operatori, assistenti sociali, forze dell ordine, insegnanti, per acquisire linguaggi e modalità d intervento comuni. 6) Promuovere lo sportello provinciale di prima accoglienza. COMPITI DELLA PREFETTURA La Prefettura di Vercelli, nel ruolo di rappresentanza generale del Governo nella provincia, si farà carico di riferire periodicamente ai competenti Organismi di livello nazionale circa le iniziative intraprese sul territorio provinciale. La Prefettura di Vercelli si farà, inoltre, carico della raccolta dei dati relativi al fenomeno della violenza disponibili presso le forze dell ordine presenti sul territorio provinciale. Promuoverà periodici momenti di verifica e di analisi congiunta sia sull andamento del fenomeno, in base alle indagini statistiche compiute con il contributo dei soggetti firmatari, sia sulle ricadute delle azioni scaturite dagli impegni assunti. COMPITI DELLE FORZE DELL ORDINE: 1. Curare la raccolta dei dati disponibili relativi al fenomeno allo scopo di collaborare all attività di monitoraggio costante dello stesso e di disporre di dati certi circa il suo andamento nel tempo, nel rispetto comunque della privacy delle persone interessate; 2. sensibilizzare adeguatamente i propri operatori in occasione di acquisizione di notizie di reato relative ad episodi di violenza alle donne. 3. assicurare che la raccolta delle denunce di cui sopra avvenga in condizioni di rispetto della riservatezza ed in ambienti consoni a tale scopo considerata la particolare condizione di fragilità psicologica in cui si trova la vittima di una violenza. 4. favorire la partecipazione dei propri operatori a momenti di formazione ed aggiornamento promossi nell ambito delle attività sviluppate ai sensi del presente protocollo. 5. nel rispetto del segreto istruttorio e d ufficio, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, fornire gli elementi ed i dati necessari alla raccolta ed elaborazione delle statistiche relative all andamento del fenomeno al fine di consentire un costante monitoraggio dello stesso. COMPITI DEI SOGGETTI GESTORI DELLE FUNZIONI SOCIO ASSISTENZIALI 1. Curare la raccolta dei dati disponibili relativi al fenomeno allo scopo di collaborare all attività di monitoraggio costante dello stesso e di disporre di dati certi circa il suo andamento nel tempo, nel rispetto comunque della privacy delle persone interessate; 2. Attuare, in adempimento ai propri compiti istituzionali, un primo livello di ascolto e accoglienza fortemente ancorato alla realtà locale attraverso colloqui con il servizio sociale; 3. Collaborare con gli altri soggetti firmatari a momenti coordinati di formazione degli operatori coinvolti nella accoglienza, consulenza, orientamento e presa in carico delle donne che subiscono violenza; 4. Concorrere all individuazione di strategie di prevenzione e di intervento sulle cause e le situazioni che possono portare ad agire e a subire comportamenti di violenza;

4 5. Sostenere metodologie in grado di decifrare bisogni, aspettative, difficoltà dei singoli soggetti coinvolti negli eventi di violenza nelle comunità locali ove si sono verificate; 6. Realizzare una sostanziale integrazione tra interventi sanitari, socio-sanitari e sociali per assicurare una globalità di sostegno; 7. Sviluppare una progettualità reticolare fra istituzioni pubbliche e terzo settore; 8. Sostenere e potenziare i servizi finalizzati all accoglienza ed al trattamento di situazioni di conflittualità intrafamiliari; 9. Garantire, anche in forma convenzionata, luoghi adeguati per l accoglienza e la tutela delle situazioni necessarie di protezione al fine di intervenire sul fenomeno della violenza assistita; COMPITI DELLE AZIENDE SANITARIE: 1. Individuare una figura professionale all interno della azienda che avrà il compito di organizzare e curare la raccolta dei dati disponibili relativi al fenomeno allo scopo di collaborare alla attività di monitoraggio costante dello stesso e di disporre di dati certi circa il suo andamento nel tempo, nel rispetto in ogni caso della privacy delle persone interessate; 2. Favorire la creazione di un nucleo operativo intraziendale in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nel fenomeno con il compito di definire protocolli operativi d intervento, in caso di violenza sessuale a donne e/o bambine, operando in stretta sinergia con gli altri Enti ed Associazioni firmatari del protocollo, che sia di riferimento per l accoglienza e l assistenza nei diversi punti della rete, in particolare: i pronto soccorso, generali e specialistici e i consultori familiari e pediatrici; 3. Garantire la formazione e l aggiornamento permanente nell ambito dell ASL allo scopo di creare esperti della rete per progettare ed organizzare iniziative formative specifiche per tutti gli operatori coinvolti. Particolare rilievo sarà dato anche ad iniziative formative specifiche in tema di accoglienza delle donne e di assistenza appropriata ed alla costruzione e al monitoraggio di un percorso che preveda interventi integrati ospedale territorio; 4. Contribuire a realizzare una sostanziale integrazione tra interventi sanitari, socio sanitari e sociali per assicurare una globalità di sostegno; 5. Promuovere iniziative di prevenzione sul territorio con particolare attenzione agli organismi scolastici ed al mondo del lavoro. COMPITI DELL UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE Attivare iniziative di informazione, sensibilizzazione, motivazione e coinvolgimento in tutti i contesti scolastici, con le opportune differenziazioni in rapporto agli ordini e gradi di scuole, coinvolgendo studentesse e studenti, famiglie, dirigenti, docenti e personale scolastico Approfondire con i docenti le implicazioni psicologiche e la capacità di ascolto per prevenire e avvertire le eventuali situazioni di rischio Favorire il cambiamento dei modelli proposti ai giovani, indirizzarli alla tolleranza, sottolineando l aspetto culturale del fenomeno della violenza sulle donne e le fasce sociali deboli Diffondere la concezione che la violenza fisica e psicologia sono uno strumento inaccettabile di coercizione e controllo delle personale e non una modalità normale di relazione con gli altri Promuovere nelle studentesse e negli studenti riflessioni su pregiudizi, ruoli, stili di vita e comportamenti che pregiudicano il rispetto degli altri, delle diversità o delle differenze tra le persone Proporre strumenti per la fruizione critica dei modelli proposti dai mass media per stimolare le capacità di scelta individuali

5 Promuovere la partecipazione attiva di studentesse e studenti per studi e ricerche sul tema, inserendoli nei curricula scolastici Inserire la sensibilizzazione contro la violenza nell ambito delle tematiche per la promozione della cittadinanza attiva, con l intento di migliorare la qualità della vita e per un apporto costruttivo alla civiltà delle donne e degli uomini Progettare quanto sopra con gli altri attori coinvolti nel presente accordo ed eventuali altri soggetti competenti ATTIVAZIONE SPORTELLO PROVINCIALE DI PRIMA ACCOGLIENZA: ASPETTI OPERATIVI. Lo sportello provinciale di prima accoglienza si attiverà per creare: 1. una rete di assistenza e di sostegno al fine di ottimizzare tutte le azioni di competenza dei diversi soggetti firmatari. 2. attivare i necessari contatti con i referenti del servizio sanitario, dei servizi sociali, delle associazioni di volontariato, delle Forze dell Ordine, del Pronto Soccorso per le azioni di assistenza psicologica e legale. 3. la donna che ha subito violenza potrà essere ascoltata ed assistita attivando: a. procedure di denuncia secondo quanto previsto dalla normativa e nel rispetto della volontà della donna; b. procedure di avvio di percorsi di assistenza e sostegno presso le Associazioni e servizi di riferimento; c. segnalazioni, per i casi previsti, ai servizi sociali di riferimento. 4. offrire alle donne vittime di violenza tutti gli strumenti legali a disposizione; 5. attuare uno stretto collegamento con gli Uffici Giudiziari Allo scopo di assicurare un costruttivo rapporto di interazione nonché per fornire migliori e più adeguati livelli di formazione e di qualificazione professionale dei soggetti direttamente impegnati nella delicata tematica, verranno svolti periodici momenti di confronti per favorire lo scambio vicendevole di esperienze e di conoscenze.

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