COSPE FLASH N. 1/09 EDIZIONE STRAORDINARIA. Gennaio 2009 SOS GAZA

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1 COSPE FLASH N. 1/09 EDIZIONE STRAORDINARIA Gennaio 2009 SOS GAZA Vergogna! Quanto sta accadendo è vergognoso. Vergognoso è il silenzio dell Italia e del mondo. Vergognosa è l inazione dei governi europei e del resto del mondo che dovevano impedire questa escalation. Vergognoso è il veto con cui gli Stati Uniti ancora una volta stanno paralizzando le Nazioni Unite. Vergogna! Niente può giustificare un bagno di sangue. Nessuna teoria dell autodifesa può farlo. Nessuno può rivendicare il diritto di compiere una simile strage di bambini, giovani, donne e anziani senza subire la condanna della comunità internazionale. Nessuno può arrogarsi il diritto di infliggere una simile punizione collettiva ad un milione e mezzo di persone. Nessuno può permettersi di violare impunemente la Carta delle Nazioni Unite, la legalità e il diritto internazionale dei diritti umani. (dall'appello della Tavola della Pace) Cessate il fuoco immediato, ritiro delle truppe isareliane, fine dell assedio di Gaza, apertura di un corridoio umanitario protetto da forze internazionali, protezione umanitaria internazionale, sanzioni di tipo economico e politico contro Israele da parte dei paesi membri dell Unione Europea: sono queste le principali richieste avanzate da grande parte della società civile italiana e dal mondo delle ong attraverso appelli, comunicati e organizzazione di manifestazioni locali e nazionali. Cospe, impegnato in Palestina da oltre dieci anni con progetti a sostegno dei giovani e delle donne, oltre ad aderire ai singoli appelli intende anche farsi portavoce di quelle realtà che in Italia, in Palestina ma anche in Isarele, e in tutto il mondo si stanno mobilitando per diffondere una corretta informazione su quanto sta accadendo realmente nella Striscia di Gaza. Mentre Israele fa il bello e il cattivo tempo, anche mediaticamente parlando, dai Territori Occupati è difficile anche solo far uscire notizie e produrre informazioni che arrivino all opinione pubblica e ai media occidentali: si continua così a diffondere una retorica della par condicio e delle posizioni simmetriche delle due parti in conflitto, contrapponendo la sicurezza di Israele e il diritto di difesa accampati dal Governo isareliano contro la formazione terroristica di Hamas. Inoltre, a quindici giorni dall inizio dell operazione piombo fuso e migliaia tra morti e feriti (850 i morti ufficiali e 3350 i feriti soprattutto donne e bambini secondo i

2 bollettini ufficiali), le reazioni internazionale (onu, ue) sono state vergognosamente deboli e ambigue. Per questo Cospe aderisce e rilancia appelli perchè si possa finalmente iniziare a fare qualcosa di concreto per la pace come si legge nel comunicato delle ong italiane: dobbiamo far tacere le armi, isolare chi vuole la guerra e lo scontro tra civiltà, sostenere chi è pronto al dialogo, e a trattare con il nemico, condizionare i rapporti economici e politici con israele, portare le due parti al negoziato con la partecipazione dei paesi arabi, per costruire le condizioni della nscita dello stato palestinese e la socluzione per gerusalemme e per i profughi. Di seguito alcuni documenti, comunicati, indirizzi web utili. Ogni settimana Cospe produrrà un Cospe Flash che vi terrà aggiornati sulla situazione, i documenti e gli articoli prodotti, gli appelli e le iniziative in corso GAZA: Rompiamo il silenzio dell'italia! Tutti a manifestare ad Assisi Sabato 17 gennaio 2009 ore Fermare la guerra a Gaza non è un obiettivo impossibile. Dobbiamo fare la nostra scelta. Complici della guerra o costruttori di pace? Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta? Tavola della Pace, 8 gennaio 2009 Per leggere l appello integrale vai al sito ARTICOLI E INTERVENTI: "NON UNA PAROLA, NON UN PENSIERO..." Pubblichiamo la lettera aperta del Vice Presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini ai Politici Italiani per richiamare la loro attenzione sulla gravissima situazione che la popolazione palestinese di Gaza sta vivendo. Roma, 3 Gennaio 2009 Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell'incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.

3 Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli. Ma basta con l' impunità di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti. Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale. Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari. Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all' ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all'olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di forza e l'hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un'altra colonia ebraica. Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d'acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi. Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da Palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all'estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro. Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c'è riscaldamento, non c'è luce, o i bambini nati prematuri nell'ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano. Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

4 Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario. Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l'assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l' occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele. Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere nemici, basta con l'occupazione. Dio mio in che mondo terribile viviamo. THE ISRAEL IAF, BULLIES OF THE CLEAR BLUE SKIES di Gideon Levy Our finest young men are attacking Gaza now. Good boys from good homes are doing bad things. Most of them are eloquent, impressive, self-confident, often even highly principled in their own eyes, and on Black Saturday dozens of them set out to bomb some of the targets in our "target bank" for the Gaza Strip. (...) Per leggere l articolo completo vai al sito ISRAELE CONTRO GAZA: UNA CAMPAGNA PER PERPETUARE L OCCUPAZIONE Yacov Ben Efrat, 9 gennaio 2009 L operazione militare chiamata Piombo Fuso è iniziata sabato 27 dicembre 2008 e per la soddisfazione del pubblico israeliano, il primo giorno è costato la vita a più di 200 persone. Già venerdì dalle colonne dei quotidiani più importanti si gridava Andateli a prendere e sabato gli abitanti di Gaza hanno avuto quello che gli israeliani gli auguravano da tempo. Non è stata una operazione spontanea, non è stata una semplice risposta ai recenti lanci di missili sulle città del Negev. Nei sei mesi di tranquillità che hanno preceduto, mentre avvertiva che Hamas si stava riarmando, Israele stava pianificando con attenzione il suo attacco per poterne ricavare il massimo (...). Per leggere l articolo completo vai al sito e per la versione inglese SENZA GIUSTIZIA NON C E PACE Leggi la trascrizione del discorso dal titolo «Senza giustizia non c è pace» di Nurit Peled- Elhanan, professoressa israeliana dell Università di Tel- Aviv, che ha perso sua figlia in un

5 attentato suicida. Il suo desiderio è di vedere la fine dell occupazione israeliana che considera la causa principale della morte di sua figlia. «Voglio spendere qualche parola sul titolo di questa serata «Senza giustizia non c è pace»: è un titolo strano, sembra polemico, quasi come se qualcuno avesse offerto la pace senza giustizia. Onestamente, non ho idea di cosa sia la pace, né ho idea di cosa sia la giustizia. So soltanto che le parole pace e giustizia vengono usate per mascherare i peggiori crimini contro l umanità perpetrati oggi in tutto il mondo. Queste parole «maschera» includono anche parole come libertà, democrazia, dio e il bene della nazione. In questo momento, in Israele, i politici stanno organizzando manifestazioni nel sud del paese contro coloro i quali hanno lanciato i missili Qassam: le persone, istigate, chiedono giustizia per vivere in pace.questa forma di giustizia consiste nello sterminio dei Palestinesi che vivono a Gaza. Convincono queste le persone che l unica maniera di vivere in pace è massacrare altre persone e i loro figli. E questi bambini, i nostri bambini ci costringono, o almeno mi costringono, a ridefinire le parti, ridefinire la parola «noi». Non credo esista al mondo un altra parola caricata così tanto disignificati ideologici, come la parola «noi». La morte mi ha costretto a farmi questa domanda, quando mi ha messo nel numero delle vittime dell occupazione (ma anche prima di allora non ho mai voluto stare dalla parte dei carnefici): e questo significa che, dalla mia parte, ci sono più persone con la kefiah di quante ve ne siano col kippah sulla testa. (...) World Peace Forum St. Andrews Wesley Church, Vancouver. Per leggere la trascrizione integrale vai al sito APPELLI ISF: ISRAELE APRA GAZA AI GIORNALISTI : PIOMBO FUSO E UN OPERAZIONE ILLEGALE - Appello di Information Safety and Freedom, associazione internazionale per la libertà di stampa, 12 gennaio 2009 Il Governo Israeliano consenta ai giornalisti di fare il proprio lavoro, aprendo loro i confini della Striscia di Gaza. Oggi, la libertà di stampa non è garantita nell area. E questo l invito, contenuto in un alert internazionale lanciata oggi da Information Safety and Freedom. L operazione militare Piombo Fuso si legge ancora nella nota di ISF si sta svolgendo in una condizione di sostanziale clandestinità rispetto ai media, privando così la Comunità Internazionale e le opinioni pubbliche di ogni possibilità di conoscenza diretta degli eventi. Gli inviati dei media internazionali sono costretti a descrivere la situazione sulla base di fonti parziali e notizie indirette : viene così negato ai giornalisti l esercizio del loro ruolo peculiare che è quello di testimoni. Risultano aggressioni dirette a sedi di media, con il bombardamento di redazioni e televisioniprosegue la nota di ISF. Bacel Feradj, cameraman della televisione di stato algerina ENTV è morto in un ospedale de Il Cairo per le ferite riportate in un bombardamento nella striscia di Gaza. Bacel è il secondo operatore dei media morto nel recente conflitto. Prima di lui, Hamza Shahin, fotoreporter per la Shehab News Agency, era morto il 26 dicembre scorso per le ferite riportate dopo l attacco aereo israeliano del 7 dicembre. L atteggiamento del Governo di Tel Aviv nei confronti dei giornalisti conclude Information Safety and Freedom - contrasta pesantemente con l ordinamento democratico dello Stato di Israele e anche con una recente sentenza della Corte Suprema che imponeva l autorizzazione di almeno otto inviati stranieri all ingresso nella Striscia di Gaza. Questa volontà di non avere testimoni indipendenti, conferma i numerosi indizi che l Operazione Piombo Fuso si svolga con modalità che ignorano tutte le norme contenute nella legislazione internazionale e che la qualificano come illegale.

6 GAZA: BASTA, FERMATEVI, FERMIAMOLI!!!!!! Quasi 300 morti palestinesi e due morti israeliani in due giorni. Questi morti pesano. Pesano di più sulle coscienze di chi potrebbe fermare la guerra in Medio Oriente e non lo fa. Per questo, diventa sempre più difficile ascoltare i comunicati della diplomazia e della politica, parole calibrate, studiate per dire ma non troppo, per bacchettare quelli che si dicono essere due belligeranti, parole studiate per coprire una sostanziale connivenza con chi in questi due ultimi giorni ha sganciato tonnellate di bombe sulle città e i villaggi della striscia di Gaza, ma senza esagerare, per non urtare suscettibilità o note di richiamo alle proprie rappresentanze, dichiarazioni dovute ma vuote di volontà politica, segnate da una implicita corresponsabilità di non essere in grado di fermare i missili artigianali che spaventano la popolazione israeliana e scatena incursioni dell'esercito israeliano che massacrano decine di palestinesi già stremati dall'assedio e dalla fame (...). ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE, 30 dicembre 2008 Per leggere l appello integrale vai al sito L'appello di Moni Ovadia, attore, autore e scrittore ebreo e Ali Rashid, già primo segretario della delegazione palestinese in Italia di Moni Ovadia e Ali Rashid 12 gennaio 2009 Le immagini che giungono da Gaza ci parlano di una tragedia di dimensioni immani e le parole non bastano per esprimere la nostra indignazione. Col passare dei giorni cresce la barbarie che insieme alla vita, alle abitazioni, agli affetti, ai luoghi della cultura e della memoria, distrugge in tutti noi l'umanità e con essa il sogno e la speranza. E deforma in noi il buon senso, mortifica la cultura del diritto, forgiata dalle tragedie del secolo passato per prevenirne la ripetizione. Così diventano carta straccia le convenzioni internazionali e le norme basilari del diritto internazionale nonché le sue istituzioni, paralizzate dai veti e svuotate di autorevolezza oltre che di strumenti per l'agire. Così crescono l'odio e il rancore, si radicalizzano le posizioni e le distanze diventano incomunicabilità. (...) Per leggere l appello integrale vai al sito SITI CONSIGLIATI The Arabic Network for Human Rights Al Jazeera in inglese /home International Crisis Group Palestine Blogs (un aggregatore di blog palestinesi) APPUNTAMENTI: Assisi 17 gennaio 2008 ore 10.00

7 Per adesioni e informazioni: Tavola della Pace, via della viola 1 (06100) Perugia Tel. 075/ fax 075/ e mail: - Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, via della Viola 1 (06100) Perugia - tel. 075/ fax 075/

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