Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

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1 Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa identificazione derivava, infatti, da una concezione dello sviluppo che si esauriva nella crescita economica e nella modernizzazione dei sistemi produttivi. Di conseguenza gli aiuti considerati necessari consistevano in investimenti destinati ad una rapida industrializzazione. La concezione dello sviluppo si è sostanzialmente modificata negli ultimi venti anni. Lo sviluppo viene ora inteso, infatti, come un processo che prevede come elementi fondamentali la valorizzazione delle potenzialità e delle vocazioni delle diverse aree, il rafforzamento delle comunità locali, un progressivo ampliamento delle possibilità di scelta delle persone nell ambito di un continuo miglioramento della qualità della vita. Elemento fondamentale di questo sviluppo è la sua sostenibilità, cioè la capacità di coniugare gli obiettivi di progresso economico con le esigenze della protezione dell ambiente e dei diritti delle generazioni future. Nel contempo, alla cooperazione governativa si è affiancata la cooperazione non governativa, gestita da organizzazioni della società civile specializzate nella realizzazione di progetti nelle aree in via di sviluppo, e ha preso piede il concetto di partenariato, forma di cooperazione che introduce il principio di reciprocità tra organizzazioni e il principio dell uguaglianza dei partner, nel rispetto della sovranità e del diritto di ciascuno a determinare le proprie scelte politiche, sociali, economiche e culturali. Si è rafforzato in questo modo il ruolo della società civile sia del Nord che del Sud e i gruppi locali, che prima erano semplicemente oggetto degli interventi, stanno diventando gli attori determinanti e attivi del progetto di sviluppo. Parallelamente, pur in un contesto in cui la violazione dei diritti umani rimaneva una costante per una larga parte dell umanità, si è affermata una visione che legava in maniera indissolubile il concetto di sviluppo a quelli di libertà e partecipazione. Lo sviluppo deve essere inteso come un processo di espansione delle libertà reali di cui godono gli esseri umani. In tale prospettiva, la libertà rimane il fine primario e il mezzo principale per conseguire lo sviluppo. Di conseguenza la sfida dello sviluppo consiste nell eliminare tutte le costrizioni che limitano o negano alle persone l opportunità e la capacità di costruire la vita che preferiscono. 93

2 Le ragioni dell intervento della Fondazione A favore dell intervento della Fondazione si possono indicare sia ragioni di carattere quantitativo sia ragioni di carattere qualitativo. Per quanto riguarda le prime, va sottolineato che la cooperazione decentrata, pur essendosi rivelata negli anni uno strumento fondamentale per favorire i processi di sviluppo locale, sta tuttavia scontando una contrazione di risorse sia in conseguenza di una generale riduzione dei fondi di origine ministeriale, sia per un riorientamento dei fondi stessi verso le situazioni di emergenza, in particolare verso alcune aree di guerra. In questo senso, il ruolo della Fondazione può essere non trascurabile. Il bando Partnership internazionali, proposto per la prima volta nel 2002, si è ritagliato un proprio spazio nel panorama italiano. In particolare, in Lombardia, gli E 14 milioni stanziati dalla Fondazione nel quadriennio (che hanno consentito finora di finanziare circa 140 progetti di partnership tra soggetti radicati nelle zone storicamente oggetto degli interventi della Fondazione e soggetti operanti nei paesi in via di sviluppo) sono senz altro comparabili ai circa E 23 milioni stanziati, nello stesso periodo, sempre sulla cooperazione decentrata, dalla Regione Lombardia. Ai dati quantitativi occorre affiancare le caratteristiche qualitative di molti dei progetti sostenuti dalla Fondazione che segnalano, assieme a diversi altri indicatori, l esistenza di una specializzazione significativa del nostro paese nella cooperazione decentrata, specializzazione che merita di essere valorizzata. 94

3 Obiettivi La finalità di fondo del Piano di Azione è, come recita il titolo, ridurre i divari tra Nord e Sud attraverso progetti che promuovano una concezione dello sviluppo locale inteso come sviluppo di comunità e come sviluppo sostenibile, nella libertà e nella partecipazione. A tale scopo, ci si propone di coinvolgere le comunità locali italiane in processi di reciprocità in modo da far crescere la cultura civile e la consapevolezza delle giovani generazioni e della società nel suo complesso. Questa finalità generale può essere declinata in due obiettivi specifici. Il primo obiettivo è quello del sostegno alla cooperazione decentrata attraverso forme di partenariato tra organizzazioni del Nord e del Sud che costituiscano laboratori di cambiamento attraverso i quali le organizzazioni italiane e locali possano crescere e migliorarsi. Insieme al rafforzamento delle organizzazioni italiane nella loro capacità di stabilire rapporti di reciprocità con organizzazioni del Sud, i progetti permetteranno la condivisione di alcuni elementi che hanno caratterizzato il modello di sviluppo locale italiano e in particolare quello della Lombardia. Il secondo obiettivo riguarda invece la promozione di forme di infrastrutturazione sociale che favoriscano la crescita delle comunità locali. Tale crescita, infatti, dipende in maniera considerevole dalle capacità delle comunità locali stesse di darsi strumenti, forme organizzative, istituzioni che favoriscano l accumulo di competenze e la capacità di svolgere funzioni via via più complesse. Questa infrastrutturazione sociale dovrebbe quindi consentire ad ogni comunità di seguire una propria via allo sviluppo, fondata sull utilizzo sostenibile delle risorse e delle vocazioni locali. Appare opportuno focalizzare il tema della strutturazione delle capacità di azione della comunità su due precisi ambiti di azione, che presentano entrambi forti riferimenti alla tradizione e alle esperienze della Fondazione. Da una parte, la costituzione di organizzazioni sul modello delle fondazioni comunitarie nei paesi in via di sviluppo, per riportare nelle comunità locali la capacità di promuovere e sostenere progetti di sviluppo. Le azioni necessarie possono realizzarsi in due modi: da un lato capitalizzando e diffondendo l esperienza già condotta dalla Fondazione nelle province lombarde e di Novara e Verbania, dall altro connettendosi all esperienza delle community foundation statunitensi, per il tramite della Banca Mondiale che le ha individuate come strumento significativo di sostegno ai processi di sviluppo locale. Dall altra, il sostegno alla nascita, al rafforzamento e alla diffusione di sistemi creditizi flessibili e capaci di assecondare i processi di sviluppo 95

4 locale e di crescere di pari passo al sistema delle imprese. Si tratta sia delle forme cosiddette di micro-credito e di micro-finanza sia, più in generale di quelle forme di credito rappresentate nel nostro paese dalle casse di risparmio, delle banche di credito cooperativo, delle casse rurali, delle casse artigiane che un ruolo così importante hanno avuto nel favorire uno sviluppo diffuso. Strategie Per quanto concerne il primo obiettivo, la strategia di azione prevede il sostegno a singoli progetti di sviluppo locale proposti da organizzazioni italiane. Questi progetti dovranno avere rientrare all interno della cooperazione decentrata e dovranno essere caratterizzati dai seguenti elementi: costruzione di partnership per favorire una crescita comune delle organizzazioni e della loro capacità di incidere sui rispettivi territori. Le partnership dovranno essere fondate su una forte reciprocità e disponibilità ad apprendere; dovranno avere come oggetto il trasferimento di pratiche eccellenti e quindi le organizzazioni che trasferiscono conoscenza dovranno avere maturato esperienze significative e le organizzazioni che accolgono il trasferimento dovranno avere caratteristiche tali da poter mettere in pratica le conoscenze acquisite riadattandole ai nuovi contesti; rientrare nei seguenti ambiti specifici legati allo sviluppo locale: crescita e diffusione dell impresa sociale e dell economia solidale, miglioramento del capitale umano anche attraverso l educazione, utilizzo migliore e sostenibile delle risorse locali, rafforzamento del ruolo delle comunità locali, promozione della partecipazione alle scelte che riguardano lo sviluppo; prevedere il rafforzamento di organizzazioni e di comunità locali. In particolare dovranno essere capaci di mobilitare le popolazioni e le comunità locali e tenere conto dei loro bisogni e delle loro priorità, di rafforzare il ruolo e la posizione della società civile nei processi di sviluppo, di favorire uno sviluppo locale duraturo ed equo attraverso la partecipazione. Gli interlocutori sono di elezione le organizzazioni di terzo settore e le ONG. Lo strumento un Bando aperto di cinque anni con monitoraggio dei singoli progetti. Per quanto concerne il secondo obiettivo, la strategia di azione prevede, invece, la promozione di progetti o gruppi di progetti di rilevante impatto sullo sviluppo locale di alcuni paesi del Sud. Per questi progetti, in collaborazione con enti e istituzioni nazionali e internazionali, si favorirà una progettazione specifica 96

5 o si svolgerà una preselezione nell ambito di proposte di intervento su tematiche omogenee. Essi dovranno avere un carattere esemplare e mostrare come la concentrazione e la precisa finalizzazione di risorse, anche quando non molto consistenti, possano produrre effetti rilevanti in relazione ai due ambiti prescelti delle fondazioni comunitarie e dei sistemi creditizi locali. Per il perseguimento dell obiettivo dell infrastrutturazione comunitaria, la Fondazione, nell ambito della promozione dei progetti, favorirà anche l attivazione e il trasferimento di competenze capaci di integrare quelle tipiche delle ONG e delle organizzazioni del terzo settore. Per il perseguimento dell obiettivo dell infrastrutturazione comunitaria con progetti promossi dalla Fondazione, il ventaglio di interlocutori è molto più ampio e il loro ruolo più differenziato. Le ONG e le organizzazioni del terzo settore rimangono interlocutori privilegiati, ma con caratteristiche diverse a seconda dell ambito di intervento. Per quanto concerne le fondazioni comunitarie, esse possono svolgere un ruolo insostituibile in relazione alla conoscenza del territorio, alla selezione degli interlocutori locali, alla fattibilità dei progetti. Nel caso dei sistemi creditizi locali, il no profit italiano dovrebbe svolgere un ruolo più direttamente operativo lavorando alla messa in opera degli interventi. Sarà importante coinvolgere interlocutori istituzionali di ogni livello, da quello internazionale a quello locale, sia in quanto portatori di conoscenze dirette, sia in relazione alla loro capacità di dialogare con le istituzioni dei paesi in via di sviluppo. Tra gli altri interlocutori privati vanno citati le istituzioni bancarie italiane, le fondazioni comunitarie italiane e statunitensi, organizzazioni internazionali specializzate nel sostegno di progetti locali. 97

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