ISEE E LE PERSONE CON DISABILITÀ: APPROVATO IL REGOLAMENTO

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1 ISEE E LE PERSONE CON DISABILITÀ: APPROVATO IL REGOLAMENTO Il Consiglio dei Ministri, il 3 dicembre 2013, ha approvato il Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Il testo, firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è il risultato di successive stesure, sulle quali sono intervenuti i pareri di Commissioni Parlamentari, della Conferenza Stato-Regioni, del Consiglio di Stato e sentenze della Corte Costituzionale. Rispetto all ultima stesura nota (luglio 2013), sono state introdotte poche modificazioni che in parte accolgono i suggerimenti espressi dalle Commissioni Parlamentari. La disposizione riguarda milioni di cittadini italiani: l ISEE viene richiesto, infatti, per l accesso agevolate a prestazioni sociali cioè servizi o aiuti economici rivolti a situazioni di bisogno o necessità (solo a titolo di esempio: dalle prestazioni ai non autosufficienti ai servizi per la prima infanzia, dalle agevolazioni economiche sulle tasse universitarie a quelle per le rette di ricovero in strutture assistenziali, alle eventuali agevolazioni su tributi locali). L ISEE esiste già nella normativa italiana dal 1998, ma la sua applicazione è unanimemente ritenuta carente, inefficace e causa di un notevole numero di contenziosi. Da alcuni è, inoltre, ritenuto uno strumento scarsamente efficace nel contrasto di elusioni o abusi. Forte anche di questi presupposti, il Parlamento, su proposta del Governo Monti, nel 2011 ha stabilito una revisione dell ISEE che solo a fine 2013 è stato definitivamente approvato. L origine del provvedimento La Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (nota come manovra Salva-Italia) ha previsto, all articolo 5, un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze. Questo decreto dovrà rivedere sia le modalità di determinazione che i campi di applicazione dell indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

2 Si tratta di un intervento che interessa milioni di famiglie italiane: l ISEE è idealmente uno strumento per ponderare il reddito di un nucleo familiare. Già prima della revisione in atto dei criteri di calcolo, considerava tutti i redditi IRPEF dei componenti, il 20% del patrimonio della famiglia e sottopone la somma risultante ad una scala di equivalenza: quanto più numeroso è il nucleo, tanto più basso sarà l ISEE. È uno strumento che ha la sua razionalità, ma che è stato viene usato negli anni solo per alcune prestazioni sociali agevolate, non per tutte. Per altre ci si riferisce al reddito IRPEF (ad esempio per le pensioni di invalidità); per altre ancora al reddito dell interessato e del coniuge (assegno sociale). La determinazione dell ISEE fino ad oggi era disciplinata dal Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (e successive modificazioni e regolamentazioni). Intervenire sull ISEE significa, innanzitutto, modificare i suoi tre elementi costitutivi e cioè: a) l indicatore della situazione reddituale (ISR); b) l indicatore della situazione patrimoniale (ISP); c) le scale di equivalenza per la ponderazione della composizione del nucleo. Inoltre significa ridefinire i campi di applicazione (a quali servizi prestazioni si applica) e decidere se, in taluni casi, anziché all ISEE dell intero nucleo ci si debba riferire alla sola situazione del singolo cittadino che richiedere prestazioni agevolate. Come già detto, la riforma dell ISEE è stata fissata dalla Legge 214/2011 il cui l articolo 5 citato fissa i seguenti principi ispiratori del successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri: adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonchè dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico; migliorare la capacità selettiva dell indicatore, valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale, sita sia in Italia sia all estero, al netto del debito residuo per l acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;

3 permettere una differenziazione dell indicatore per le diverse tipologie di prestazioni. Rispetto invece ai campi di applicazione, il secondo periodo dell articolo 5 rimanda al medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà individuare le agevolazioni fiscali e tariffarie e le provvidenze di natura assistenziale che a decorrere dal 1 gennaio 2013 (termine ovviamente superato), non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso. Di questo specifico decreto non esiste al momento traccia alcuna. Le preoccupazioni maggiori, nate già all indomani dell approvazione della Legge 214/2011 e aumentate in questi mesi, si possono così sintetizzare: per il calcolo del nuovo ISEE ci si riferisca anche a pensioni, indennità e assegni riservati agli invalidi civili, ciechi, sordi; l ISEE calcolato con le nuove modalità sia più svantaggioso per le famiglie italiane e, in particolare, per quelle in cui sia presente una persona con disabilità; il nuovo limite ISEE si applichi anche alle provvidenze assistenziali riservate agli invalidi civili, ciechi, sordi compresa l indennità di accompagnamento e l indennità di comunicazione fino ad oggi erogate a prescindere da qualsiasi reddito. Si tratta di preoccupazioni più che motivate, anche perchè non si può dimenticare che l indicazione di rivedere l ISEE è contenuta all interno di una norma di rigido contenimento della spesa e a poco valgono le rassicurazioni circa gli intenti equitativi o di razionalizzazione. Come si calcola l ISEE? Nel nuovo decreto le componenti logiche generali rimangono del tutto simili a quelle su cui era incardinato il precedente ISEE. L ISEE si calcola sommando l Indicatore della Situazione Reddituale, il 20% dell Indicatore della situazione patrimoniale (ISP). La somma viene divisa per i parametri delle scale di equivalenza (composizione del nucleo) che definiscono l ISEE. Le modifiche sostanziali riguardano 1. ciò che va considerato nell Indicatore della Situazione Reddituale

4 2. ciò che va considerato nell Indicatore della Situazione Patrimoniale 3. il diverso riferimento alla composizione del nucleo familiare a secondo del tipo di prestazioni richieste. Ma la novità è anche più generale. Uno dei maggiori problemi applicativi fino ad oggi, e che peraltro hanno generato non poco contenzioso, risiede nel fatto che le Regioni e i Comuni operano con notevole discrezionalità nel definire i limiti e condizioni di compartecipazione alla spesa per l accesso alle prestazioni sociali agevolate. Il tentativo è di fissare nuovamente un criterio unico di calcolo e di applicazione validi su tutto il territorio nazionale: questo è chiaramente indicato nel nuovo decreto: l applicazione dell ISEE costituisce livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell articolo 117, lettera m), della Costituzione. Quindi diventa vincolante per tutte le Regioni. Infine un aspetto tecnico riguarda l introduzione della possibilità di calcolare l ISEE corrente, cioè di chiedere un ricalcolo dello stesso nel caso in cui in tempi più ravvicinati siano significativamente modificate le condizioni reddituali, patrimoniali o di composizione del nucleo. L indicatore della situazione reddituale (ISR) Nella normativa finora vigente vengono computati i soli redditi (complessivi) ai fini Irpef e gli eventuali proventi agrari (da dichiarazione IRAP) di tutti i componenti del nucleo familiare. La reale novità introdotta dall articolo 5 della cosiddetta Legge salva Italia è l inclusione nell ISR della percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale. Il decreto, conseguentemente, ampia l elencazione di ciò che debba rientrare nella componente reddituale includendo, quindi, oltre al reddito complessivo ai fini IRPEF, anche, in sintesi: i redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di imposta; le rendite catastali dei beni immobiliari (es. abitazioni, edifici) e dei terreni; il redditi figurativo delle attività mobiliari (es. titoli, azioni );

5 assegni per il mantenimento dei figli effettivamente percepiti; ogni altra componente reddituale esente da imposta, incluso i reddito da lavoro prestato all estero tassato esclusivamente dallo Stato estero; trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari, incluse le carte di debito, a qualsiasi titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (se non già inclusi nel reddito complessivo dichiarato). Vista l enorme rilevanza dell ultima voce è opportuno indicare cosa questa possa includere stando alla bozza di decreto: tutte le provvidenze economiche (pensioni, assegni, indennità) concesse agli invalidi civili, ciechi civili, sordi, invalidi per lavoro, servizio e di guerra; pensione sociale; assegno di maternità; contributi per prestazioni sociali (quali, ad esempio, i contributi per la vita indipendente ); carte di debito cioè buoni che abbiano un controvalore monetario dichiarato (es. social card); assegni di cura; contributi (nazionali o regionali) per l abbattimento di barriere architettoniche o per l acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale; ogni altro contributo pubblico. Tutte queste voci nella normativa previgente sull ISEE non erano computate. Dalla somma dei redditi e delle somme percepite, sono ammesse alcune franchigie: per chi vive in affitto il valore del canone annuo previsto nel contratto di locazione per un ammontare massimo di euro incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo; per chi risiede in abitazione di proprietà sono previste franchige e detrazioni ma che incidono sull indicatore patrimoniale e non su quello reddituale;

6 fino a 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi; in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse. Dalla somma di tutti i redditi nel caso in cui siano presenti nel nucleo persone con disabilità sono previste specifiche detrazioni diverse a seconda della gravità della disabilità e dell età della persona: persone con disabilità media una franchigia pari ad euro, incrementate a se minorenni; persone con disabilità grave una franchigia pari a euro, incrementate a se minorenni; persone non autosufficienti una franchigia pari a euro, incrementate a se minorenni. La franchigia vale per ogni persona con disabilità presente nel nucleo. Dalla somma dei redditi, inoltre, possono essere detratte alcune spese; ricordiamo qui quelle che riguardano direttamente le persone con disabilità: le spese sanitarie per disabili e le spese per l acquisto di cani guida (detraibili in denuncia dei redditi) e interpretariato per i sordi, nonché le spese mediche e di assistenza specifica per i disabili (deducibili in denuncia dei redditi) fino ad un massimo di 5000 euro; le spese per collaboratori domestici e addetti all assistenza personale se regolarmente assunti o se le relative prestazioni (documentate) siano state rese da enti fornitori (es. cooperative); questa seconda detrazione viene ammessa solo per le persone non autosufficienti. Quanto si può detrarre? Si può detrarre la spesa fino all ammontare delle prestazioni assistenziali (o indennitarie o previdenziali esenti da imposte) di cui gode la persona non autosufficiente, al netto della franchigia massima di 1000 euro (20%) di cui abbiamo parlato più sopra. Esempio: si spendono euro per una badante; il beneficiario percepisce un indennità di accompagnamento annua di euro; potrà detrarre solo euro della spesa sostenuta.

7 Riassumendo: nei nuclei familiari in cui è presente una persona con disabilità, si sommeranno oltre ai redditi, anche altre somme (es. indennità di accompagnamento o assegno di cura); si potranno detrarre alcune spese (sempre che siano dimostrabili) e vi sarà una franchigia differenziata. Nel caso della non autosufficienza si potranno detrarre le spese sostenute fino a compensare le prestazioni assistenziali ricevute. Esempio 1 Nucleo con persona maggiorenne con grave disabilità 1. si computa il reddito da lavoro o da pensione di anzianità o vecchiaia 2. si sommano gli altri redditi o introiti anche se esenti da IRPEF 3. si somma la pensione di invalidità (circa 3600 euro) 4. si detrae una franchigia di 5500 euro 5. si detraggono spese sanitarie (esempio ausili) fino a 5000 euro 6. si detrae una parte dell eventuale contratto di affitto Nota: si applica la franchigia di 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi o in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse. Esempio 2 Nucleo con persona minorenne non autosufficiente 1. si computa il reddito da lavoro o da pensione di anzianità o vecchiaia 2. si sommano gli altri redditi o introiti anche se esenti da IRPEF

8 3. si somma l indennità di accompagnamento (circa 5960) 4. si detrae una franchigia di 9500 euro 5. si detraggono spese sanitarie (esempio ausili) fino a 5000 euro 6. si detrae la spesa per la badante o per l assistenza personale fino a 9500 euro 7. Si detrae una parte dell eventuale contratto di affitto 8. Si operano le altre detrazioni relative al reddito da lavoro o da prestazioni previdenziali o assistenziali Nota: si applica la franchigia di 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi o in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse. Esempio 3 Nucleo con persona maggiorenne non autosufficiente 1. si computa il reddito da lavoro o da pensione di anzianità o vecchiaia 2. si sommano gli altri redditi o introiti anche se esenti da IRPEF 3. si somma la pensione di invalidità e indennità di accompagnamento (circa 9500) e di assegni di cura o contributo vita indipendente (totale 19500) 4. si detrae una franchigia di 7000 euro 5. si detraggono spese sanitarie (esempio ausili) fino a 5000 euro 6. si detrae la spesa per la badante o per l assistenza personale fino a euro 7. Si detrae una parte dell eventuale contratto di affitto

9 Nota: si applica la franchigia di 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi o in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse. Disabilità media, grave e non autosufficienza È indispensabile, a questo punto, spiegare cosa si intenda per disabilità media, disabilità grave, non autosufficienza, poiché le diverse condizioni comportano un diverso trattamento. Il Ministero, nel tentare di elaborare una non facile definizione, si è scontrato con il ben noto marasma degli inquadramenti vigenti delle diverse invalidità. CATEGORIE Disabilità Media Disabilità Grave Non autosufficienza Invalidi civili di età Invalidi 67>99% Inabili totali (L. Cittadini di età compresa tra 18 e 65 (D.Lgs. 509/88) 118/71, artt. 2 e 12) compresa tra 18 e 65 anni anni con diritto all indennità di accompagnamento (L. 508/88, art. 1, comma 2, lettera b) Invalidi civili minori di Minori di età con Minori di età con Minori di età con età difficoltà persistenti a difficoltà persistenti a diritto all indennità di svolgere i compiti e le svolgere i compiti e le accompagnamento ( funzioni propri della funzioni proprie della L. 508/88, art. 1) loro età (L. 118/71, loro età e in cui art. 2 - diritto ricorrano le condizioni all indennità di di cui alla L.

10 frequenza) 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30 Invalidi civili Ultrasessantacinquenni Ultrasessantacinquenni Cittadini ultrasessantacinquenni con difficoltà con difficoltà ultrasessantacinquenni persistenti a svolgere i persistenti a svolgere i con diritto all indennità compiti e le funzioni compiti e le funzioni di accompagnamento propri della loro età, propri della loro età, (L. 508/88, art. 1, invalidi 67>99%(D. inabili 100%(D.Lgs. comma 2, lettera b) Lgs. 124/98, art. 5, 124/98, art. 5, comma comma 7) 7) Ciechi civili Art 4 L.138/2001 Ciechi civili parziali (L. 382/70 - L. 508/88 L. 138/2001) Ciechi civili assoluti (L. 382/70 - L. 508/88 L. 138/2001) Sordi civili Invalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica (DM 27/8/1999, n. 332) Sordi pre-linguali, di cui all art. 50 L. 342/2000 INPS Invalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 - D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8) Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8) Inabili con diritto all assegno per l assistenza personale e continuativa (L. 222/84, art. 5)

11 INAIL Invalidi sul lavoro Invalidi sul lavoro Invalidi sul lavoro con 50>79% (DPR 80>100% (DPR diritto all assegno per 1124/65, art /65,art. l assistenza personale )Invalidi sul lavoro 66)Invalidi sul lavoro e continuativa (DPR 35>59 % (D.Lgs >59% (D.Lgs 1124/65 art. 38/2000, art.13 DM 38/2000, art. 13 DM 66)Invalidi sul lavoro 12/7/2000 L. 12/7/ L. con menomazioni 296/2006, art 1, 296/2006, art 1, dell integrità comma 782) comma 782) psicofisica di cui alla L.296/2006, art 1, comma 782, punto 4 INPS gestione ex Inabili alle mansioni Inabili (L. 274/1991, INPDAP (L. 379/55, DPR 73/92 art L. 335/95, e DPR 171/2011) art. 2) Trattamenti di Invalidi con Invalidi con Invalidi con diritto privilegio ordinari e di minorazioni minorazioni all assegno di guerra globalmente ascritte globalmente ascritte superinvalidità alla terza ed alla alla prima categoria (Tabella E allegata al seconda categoria Tab. A DPR 834/81 DPR 834/81) Tab. A DPR 834/81 (81>100%) (71>80%) Handicap - Art 3 comma 3 L.104/92

12 Merita un annotazione il criterio individuato per i minori con disabilità grave. Vi si prevede che per essere considerati tali gli interessati siano titolari di indennità di frequenza e in aggiunta ricorrano le condizioni di cui a L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30. La prima norma (che si riferisce alle agevolazioni fiscali sui veicoli) indica una ridotta o impedita capacità motoria ed esclude quindi le persone con menomazioni che non siano fisiche (sensoriali o intellettive). La seconda norma (che vale sempre in materia di agevolazioni fiscali) si riferisce invece alle disabilità psichiche e mentali) con handicap grave (art. 3 comma 3 della legge 104/1992) tali da aver determinato il diritto all indennità di accompagnamento. Mentre il primo riferimento è praticamente superfluo, il secondo è del tutto inutile, poiché se una persona con disabilità intellettiva minorenne è titolare dell indennità di accompagnamento ricade sotto la terza categoria e cioè quello della non autosufficienza. L indicatore della situazione patrimoniale (ISP) L articolo 5 della Legge 214/2011 prevede che alla componente patrimoniale (mobiliare e immobiliare) sia attribuito un maggior peso nel calcolo dell ISEE. Nel decreto la definizione di patrimoni immobiliari (abitazioni, edifici, terreni) e mobiliari (depositi, conti correnti, titoli di stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, azioni ecc) è molto più precisa e circostanziata di quella vigente. L obiettivo è di fare in modo che alcuni patrimoni (in particolare mobiliari) non sfuggano al calcolo dell ISEE. Rispetto all ISEE precedente è stata ridotta la franchigia sulla componente mobiliare e considerando il patrimonio all estero. Sul patrimonio mobiliare è prevista una franchigia massima di euro, accresciuta di 2000 euro per ciascun componente del nucleo fino ad un massimo di euro Con riferimento agli immobili si considera patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere, mentre per tenere conto dei costi dell abitare viene riservato un trattamento di favore alla prima casa. Il valore IMU è calcolato al netto dell eventuale mutuo e di una franchigia di euro, incrementata di euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. Il valore residuo dell abitazione, così calcolato, viene abbattuto a due terzi. Il totale dell indicatore della situazione patrimoniale (ISP) pesa al 20% nel calcolo finale del ISE.

13 Le scale di equivalenza L articolo 5 della Legge Salva Italia indica la volontà di intervenire sui pesi dei carichi di famiglia e cioè di favorire le famiglie numerose e quelle in cui sia presente una persona con disabilità. Riferendosi all ISEE, questo significa anche una modificazione delle scale di equivalenza, cioè di quei parametri applicati a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (es.: tre componenti, 2,04; quattro componenti, 2,46; ecc.). Attualmente la scala di equivalenza è la seguente. Numero componenti Parametro 1 1,00 2 1,57 3 2,04 4 2,46 5 2,85 Nel decreto approvato la tabella rimane uguale a quella vigente dal 1998, ma vengono modificati i parametri aggiuntivi e cioè: incremento di 0,35 per ogni ulteriore componente;

14 maggiorazioni per nuclei familiari con figli minorenni: a) 0,2 in caso di tre figli minorenni, 0,35 in caso di quattro figli minorenni, 0,5 in caso di almeno cinque figli minorenni; b) 0,2 per nuclei familiari con figli minorenni, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l unico presente abbiano svolto attività di lavoro e di impresa per almeno sei mesi nell anno di riferimento dei redditi dichiarati. L agevolazione spetta anche nel caso di genitore solo non lavoratore con figli minorenni. Nella sostanza i parametri aggiuntivi favoriscono maggiormente quelle famiglie la cui numerosità sia dovuta alla presenza di bambini. Scompare, invece, il parametro aggiuntivo dello 0,5 precedentemente previsto per ogni componente con handicap psico-fisico permanente di cui all art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o di invalidità superiore al 66%. Diversificazione dell ISEE Dalla lettura del decreto si possono individuare quattro diverse modalità di applicazione dell ISEE a seconda del tipo di prestazioni agevolate. 1. Applicazione classica che comprende le persone conviventi nel nucleo (con le precisazioni relative ai coniugi separati o ai genitori non conviventi) che viene applicata per la generalità delle prestazioni sociali agevolate ed è quella illustrata sopra. 2. Applicazione di favore che viene prevista per le prestazioni di natura sociosanitaria; 3. Applicazione restrittiva che viene prevista per le prestazioni di natura residenziale a ciclo continuativo (es. ricovero in RSA. 4. Applicazione antielusiva prevista per le prestazioni relative al diritto allo studio univesitario. ISEE e prestazioni socio-sanitarie Il computo di favore viene previsto, come detto, per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria e cioè quelle assicurate nell ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria rivolte a persone con limitazioni dell autonomia, ovvero interventi in favore di tali soggetti:

15 1. interventi di sostegno e di aiuto domestico familiare finalizzati a favorire l autonomia e la permanenza nel proprio domicilio; 2. interventi atti a favorire l inserimento sociale, inclusi gli interventi di natura economica o di buoni spendibili per l acquisto di servizi. In questi casi (se il beneficiario è maggiorenne) il nucleo familiare preso a riferimento, è oltre che il beneficiario, il coniuge, i figli minori di anni 18, nonché i figli maggiorenni a carico. Se questi familiari non sono presenti nel nucleo, ovviamente non vengono computati, come non vengono computati altri familiari che non siano il coniuge o i figli. Se il beneficiario invece è minorenne per l individuazione della composizione del nucleo familiare ci si riferisce ai genitori anche se non conviventi (e quindi ai loro redditi e patrimoni). Il che appare come una inspiegabile disparità di trattamento. Un esempio: persona paraplegica, coniugata, con due figli minori e la suocera convivente; il nucleo di riferimento esclude la suocera e vengono computate 4 persone (parametro 2,46 + eventuali maggiorazioni). Un altro esempio: maggiorenne con autismo, convivente con madre e padre, e due fratelli; in questo caso sono esclusi dal computo sia i genitori che i fratelli e il nucleo di riferimento è di una persona, cioè il beneficiario stesso (parametro 1 della scala di equivalenza). Un altro esempio: minorenne con autismo, convivente con madre e padre, e due fratelli; in questo caso il nucleo di riferimento sono i genitori e i due fratelli oltre al beneficiario (parametro 2,85) Nella sostanza non esiste più l ISEE individuale (o estratto) come previsto pur confusamente - dalla controversa normativa attuale. La nuova disposizione tende a favorire persone con disabilità gravi che vivono in famiglia e che, verosimilmente, non sono in grado di costituire un proprio nucleo familiare. Potrebbero al contrario essere svantaggiati, per le prestazioni agevolate socio-sanitarie - le persone con disabilità che abbiano costituito una propria famiglia. Attenzione: è il caso di ripetere che questa modalità di calcolo dell ISEE si applica solo alle prestazioni sociosanitarie indicate sopra. Per altro genere di agevolazioni (esempio eventuali agevolazioni tariffarie o accesso ad altri servizi), ci si riferisce alla modalità classica di calcolo (quindi intero nucleo convivente, con la precisazione sui coniugi eventualmente non conviventi).

16 Prestazioni agevolate rivolte a minorenni Una ulteriore precisazione viene fissate per le prestazioni sociali agevolate rivolte ai minorenni. Per prestazioni sociali agevolate si intendono prestazioni sociali non destinate alla generalità dei soggetti o comunque collegate nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche, fermo restando il diritto ad usufruire delle prestazioni e dei servizi assicurati a tutti dalla Costituzione e dalle altre disposizioni vigenti. Caso tipico: retta per gli asili nido. In questo caso il decreto entra nel dettaglio della composizione del nucleo da prendere a riferimento e precisa che il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio, a meno che non ricorra uno dei seguenti casi: a) quando il genitore risulti coniugato con persona diversa dall altro genitore; b) quando il genitore risulti avere figli con persona diversa dall altro genitore; c) quando con provvedimento dell autorità giudiziaria sia stato stabilito il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli; d) quando sussiste esclusione dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare; e) quando risulti accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici. Nei primi due casi, per le prestazioni sociali agevolate rivolte ai componenti minorenni, l ISEE è integrato di una componente aggiuntiva, calcolata sulla base della situazione economica del genitore non convivente. Questa disposizione è volta a forzare la partecipazione alla spesa in particolari situazioni familiari e relazionali che fino ad oggi sfuggivano da tali imposizioni. ISEE e prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo La formula più restrittiva riguarda le sole prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo.

17 In questo caso il calcolo dell ISR è potenzialmente diverso perchè non vengono ammesse le deduzioni di spesa per l assistenza personale (badanti). Inoltre anche il nucleo su cui conteggiare l ISEE ha una diversa composizione. Infatti nell ISEE, in questo caso, si considerano, come componente aggiuntiva, tutti i figli anche quelli non presenti e conviventi nel nucleo familiare considerati componente aggiuntiva del nucleo originario. Il decreto entra nel merito delle modalità di calcolo di redditi e patrimoni della cosiddetta componente aggiuntiva cioè di come estrarre redditi e patrimoni di loro pertinenza dal loro nucleo familiare effettivo. Agevolazioni e franchigie ulteriori sono previste nel caso in cui la componente aggiuntiva sia a sua volta una persona con disabilità. Per tornare alla nuova logica: si tratta di una modalità per forzare la partecipazione alla spesa dei figli degli anziani (autosufficienti e non) in caso di ricovero in istituto, Rsa ecc. Il figlio (non convivente) non viene considerato come componente aggiuntiva nel caso in cui quando egli (oppure un componente del suo nucleo) sia una persona con disabilità o nel caso in cui risulti accertata in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità del figlio in termini di rapporti affettivi ed economici. Il decreto introduce anche una disposizione per certi versi antielusiva che riguarda le donazioni. La donazioni di cespiti parte del patrimonio immobiliare del beneficiario avvenute successivamente alla prima richiesta delle prestazioni di ricovero continuano ad essere valorizzate nel patrimonio del donante. Allo stesso modo sono valorizzate nel patrimonio del donante, le donazioni effettuate nei 3 anni precedenti, se in favore di persone tenute agli alimenti ai sensi dell articolo 433 del codice civile (figli, fratelli, coniuge ecc.) Esempio: un genitore anziano fa richiesta di ricovero in istituto, e successivamente effettua una donazione della propria abitazione al figlio (magari confidando di abbassare il proprio ISEE); la rendita dell immobile continua a pesare sul proprio ISEE e, visto che la donazione è avvenuta nei confronti del figlio, continuerebbe a pesare anche se l avesse effettuata tre anni prima di richiedere il ricovero. Queste disposizioni relative al calcolo per le prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo sono particolarmente severe e colpiscono in particolare le persone anziane non autosufficienti e i loro familiari diretti. Rischiano di spingere inoltre verso l alienazione immobiliare per poter contare su fonti di copertura delle spese di ricovero. Prestazioni per il diritto allo studio universitario

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