Disinibizione in sportivi con disabilità ed extreemers

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1 Disinibizione in sportivi con disabilità ed extreemers Dott. Emanuele Currò Abstract - IT L obiettivo di questa ricerca è: 1) dimostrare che il profilo di personalità di una persona con disabilità, che pratica uno sport, sia simile a quello di un extreemers; 2) confrontare i punteggi di atleti disabili e sportivi estremi (extreemers) non disabili alla Sensation Seeking Scale VI (SSS - VI) di Zuckerman, che valuta la propensione alla ricerca del brivido ed alla disinibizione, sulla base dell ipotesi che i disabili sportivi presentino punteggi alla SSS - VI simili a quelli degli extreemers. Il questionario è stato somministrato online ad un campione di 398 sportivi disabili e normodotati, praticanti sport estremi e non. I risultati hanno confermato solo in parte l ipotesi iniziale, ovvero che persone disabili che praticano una disciplina sportiva possano presentare profili di personalità simili ai praticanti di sport estremi; infatti è emerso che solo alcuni sportivi disabili, praticanti specifiche discipline come lo sci ed il ciclismo, presentano profili di personalità che tendono maggiormente alla ricerca del brivido. Disinhibition in challenged athletes and extreemers Abstract - EN The objectives of this study are: 1) to demonstrate that the personality profile of a mobility challenged individual who engages in sport is similar to that of an extreemer; 2) to compare the scores of mobility challenged athletes and extreme sportsmen (extreemers) in Zuckerman s Sensation Seeking Scale VI (SSS-VI), which measures disinhibition and the inclination to thrillseeking, based on the hypothesis that mobility challenged athletes would obtain similar scores to those of extreemers. The questionnaire was given online to a population of 398 challenged athletes, able-bodied extreemers and non-extreemers. Results have confirmed only part of the initial hypothesis. This means that mobility challenged athletes have personality profiles similar to that of extreemers; only some of the challenged athletes, the ones who engage in specific disciplines like ski and cycling demonstrate personality profiles inclined to thrill-seeking. Desinhibición en deportistas con discapacidad y en los extreemers Resumen - ES El objetivo de esta búsqueda es: 1) demostrar que el perfil de personalidad de una persona con discapacidad que practica un deporte es similar al de un extreemers; 2) confrontar las puntuaciones de atletas discapacitados y de deportistas extremos (extreemers) no discapacitados aplicando la Sensation Seeking Scale VI (SSS - VI) de Zuckerman, el cual valora la propensión a buscar fuertes emociones y a la desinhibición tomando como base la hipótesis de que los deportistas discapacitados presentan puntuaciones en la SSS - VI similares a las de los extreemers. El cuestionario ha sido aplicado online a un campeón entre 398 deportistas discapacitados y de normalidad media, practicantes y no practicantes de deportes extremos. Los resultados han confirmado sólo en parte la hipótesis inicial, o sea, que las personas discapacitadas que practican una disciplina deportiva pueden presentar un perfil de personalidad semejante a los practicantes de deportes extremos; de hecho, se ha demostrado que sólo algunos deportistas discapacitados, practicantes de disciplinas específicas como el esquí o el ciclismo, presentan perfiles de personalidad que mayoritariamente tienden a la búsqueda de emociones fuertes. Desinibição em desportistas com deficiências e extreemers Abstract - PR O objetivo desta pesquisa é: 1) demonstrar que o perfil de personalidade de uma pessoa com deficiência, que pratica um esporte, é semelhante àquele de um extreemers; 2) comparar as pontuações de atletas deficientes e desportistas radicais (extreemers) não deficientes, aplicando a

2 Sensation Seeking Scale VI (SSS-VI) de Zuckerman, que mede a propensão à procura de fortes emoções e à desinibição, tomando como base a hipótese que os deficientes esportivos apresentam pontuações na SSS VI semelhantes aos extreemers. O questionário foi submetido online a uma amostra de 398 desportistas deficientes e de normalidade média, praticantes e não praticantes de esportes radicais. Os resultados confirmaram só em parte a hipótese inicial, isto é, que as pessoas deficientes praticantes de uma disciplina esportiva podem apresentar perfis de personalidade semelhantes aos praticantes de esportes radicais. Com efeito, demonstrou-se que só alguns desportistas deficientes, praticantes de disciplinas específicas, como o esqui e o ciclismo, apresentam perfis de personalidade que majoritariamente tendem à procura de emoções fortes.

3 Disinibizione in sportivi con disabilità ed extreemers Introduzione Negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede il fenomeno dei sensation seekers, letteralmente cercatori di emozioni estreme, ovvero persone che nutrono un attrazione particolare per attività e comportamenti rischiosi con l obiettivo di percepire sensazioni nuove e fortemente coinvolgenti, a tal punto da arrivare persino a sfidare la morte. Quest individui presentano caratteristiche di personalità impulsive ed a tratti aggressive, sono molto curiosi, anticonformisti e con livelli di ansia relativamente bassi. All interno di questa categoria rientrano coloro che praticano sport estremi, i quali riescono ad incanalare la propria costante necessità di ricerca di sensazioni intense nella pratica di una disciplina sportiva estrema (come per esempio il paracadutismo). Secondo Zuckerman (1964) 1, il comportamento di presa di rischio è direttamente legato alla ricerca di stimolazioni. I sensation seekers, nell intento di appagare il loro bisogno di esperienze e di sensazioni forti, sono propensi a correre dei rischi, tanto fisici quanto sociali. Così diverse ricerche hanno potuto mostrare che gli sportivi praticanti attività a rischio presentano dei punteggi nella Sensation Seeking Scale (SSS) significativamente più elevati rispetto a coloro che non praticano questo tipo d attività. In una di queste ricerche, Rossi e Cereatti (1992) 2 indicano che i punteggi sono tanto più elevati quanto l attività praticata è oggettivamente pericolosa. Sulla base di queste ricerche è stata utilizzata la SSS per indagare la propensione al rischio e la disinibizione in atleti con disabilità e confrontare i valori emergenti da tale scala con quelli di sportivi normodotati. Sensation Seeking Scale - VI (SSS VI) Zuckerman definisce questa scala come: un tratto definito della ricerca di sensazioni ed esperienze varie, nuove, complesse ed intense, e dalla disponibilità a correre rischi fisici, sociali, legali e finanziari per il piacere di tali esperienze (Zuckerman, 1994) 3. La ricerca di sensazioni è considerata una dimensione a carattere continuo, che si presenta distribuita nella popolazione secondo una curva gaussiana che può essere sottoposta a misurazione. Da un lato della curva troviamo gli individui che ricercano attivamente sensazioni ed esperienze 1 Zuckerman, M., Kolin,A., Price,L. e Zoob, I. (1964), Developement of a Sensation-Seeking Scale, Journal of Consulting Psychology, 28, pp Rossi, B. e Cereatti, L. (1993), The sensation seeking in mountain athletes as assessed by Zuckerman's Sensation Seeking Scale, International Journal of Sports Psychology, 24, pp Zuckerman, M. (1994), Behavioral Expression and Biosocial Bases of Sensation Seeking, Cambridge University Press.

4 forti, definiti da Zuckerman (1979) 4 come High Sensation Seekers (HSS), mentre dall altra parte si trovano quelle persone che tendono ad evitare sensazioni troppo forti ed intense (Low Sensation Seekers, LSS). La ricerca di forti sensazioni risulta essere un tratto generale che coinvolge tutti gli ambiti della vita di un individuo, da quello affettivo e lavorativo, a quello degli interessi personali e delle attitudini. Zuckerman (1964) 5 definisce quattro componenti essenziali della sensation seeking che, sebbene distinte, correlano tra loro: Ricerca del brivido e dell avventura (Thrill and Adventure Seeking TAS), che misura l interesse per attività fisiche ad alto rischio. Ricerca dell esperienza (Experience Seeking ES), che valuta la ricerca di nuove esperienze tramite la mente ed i sensi: musica, arte, cibo, droghe. Disinibizione (Disinibition Dis), ovvero la ricerca edonistica del piacere attraverso attività di vario tipo: sesso, gioco d azzardo. Insofferenza alla noia ed alla routine (Borebom Susceptibility - BS), che va a misurare l avversione per le attività di routine, per le persone percepite come noiose e per l inquietudine esperita in un ambiente monotono. Nella presente ricerca è stata utilizzata la sesta edizione della scala, standardizzata nella versione italiana da Galeazzi, D'Incerti e Franceschina (2003) 6, che si caratterizza per avere un focus d attenzione maggiormente circoscritto e specifico rispetto alle precedenti (Zuckerman, 1984) 7. Infatti vengono prese in considerazione solo due delle quattro dimensioni ritenute costitutive della Sensation Scale: la Ricerca del Brivido e dell Avventura (TAS) e la Disinibizione (DIS), dato che tali fattori hanno mostrato, nelle ricerche precedenti, una maggior chiarezza ed attendibilità (Zuckerman, 1984) 7. Quest ultima versione richiede, inoltre, che venga fornito un indice differenziato del tratto della ricerca di sensazioni: da una parte vengono valutati i comportamenti messi effettivamente in atto dalla persona nel passato (Esperienze passate), e dall altra si considerano le inclinazioni ed i desideri rispetto al futuro (Intenzioni per il futuro). 4 Zuckerman, M. (1979), Sensation seeking: Beyond the optimal level of arousal, Eribaum, Hillsdale, N.J. 5 Zuckerman, M., Kolin,A., Price,L. e Zoob, I. (1964), Developement of a Sensation-Seeking Scale, Journal of Consulting Psychology, 28, pp Galeazzi, A., D'Incerti, L. e Franceschina, E. (2003), Sensation Seeking Scale VI: standardizzazione italiana per giovani dai 14 ai 20 anni. 7 Zuckerman, M. (1984), Sensation seeking: a comparative approach to a human trait, Behavioural and Brain Sciences, 7, pp

5 Lo scopo della presente ricerca è stato quello di osservare eventuali differenze nei tratti di personalità di atleti disabili e non, prendendo in considerazione sport tradizionali ed estremi. Infatti, partendo da un precedente lavoro, dove si è osservato come sportivi disabili non differivano per motivazione ed autoefficacia da atleti normodotati (Federici e Currò, 2007) 8 e da una ricerca che ha osservato i valori della SSS su un campione di sportivi estremi (Federici e Pampanelli, 2009) 9, si è ipotizzato che persone disabili praticanti attività sportive potessero avere dei profili di personalità simili a quegli degli extreemers. Si è ipotizzato, inoltre, che ci potessero essere differenti punteggi nella scala in relazione al tipo di sport praticato. 3.1 Materiali e metodi Dal mese di giugno 2009 al mese di giugno 2010, è stato somministrato un questionario per via telematica, mediante il sito internet ad un campione composto da 433 sportivi disabili (76) e normodotati (357), praticanti sport estremi (extreemers) (345) e non (88), per studiare l inclinazione alla ricerca del brivido, la suscettibilità alla noia, la disinibizione. Ai fini della ricerca è stata utilizzata la Sensation Seeking Scale VI (SSS VI) di Zuckermann. La SSS VI è complessivamente costituita da due dimensioni, da quattro subscale e da una scala di controllo: Esperienze-Ricerca del Brivido e dell'avventura (E TAS), di 15 item; Esperienze-Disinibizione (E-Dis), di 42 item; Intenzioni-Ricerca del Brivido e dell' Avventura (I-TAS) di 22 item; Intenzioni-Disinibizione (I-Dis) di 42 item; Scala di controllo, 7 item. Il test era composto da 128 item che andavano ad elencare una serie di attività, sport ed azioni, divisi in due sezioni di 64 item. Nella prima sezione (Esperienze) si domandava al soggetto se aveva mai compiuto queste attività in passato, mentre nella seconda (Intenzioni) veniva chiesto se intendesse cimentarsi nelle stesse attività in futuro. Le possibili risposte della prima sezione erano: 8 Federici, S. e Currò, E. (2007), Motivazione e autoefficacia nelle attività sportive di persone con disabilità: indagine pilota. Tesi di Laurea in Psicologia, Università La Sapienza, Roma. 9 Federici, S. e Pampanelli, G. (2009), Sport estremi e sensation seeking. Tesi di Laurea in Scienze della Formazione, Università degli studi di Perugia.

6 A Non l ho mai fatto B L ho fatto una volta C L ho fatto più volte Le risposte della seconda: A - Non ho desiderio di farlo B - Ho pensato di farlo, ma probabilmente non lo farò C - Ho pensato di farlo e lo farò se ne avrò l occasione Il tempo previsto per la compilazione della SSS-VI è stato calcolato in circa 20 minuti. Il punteggio alle scale della SSS-VI viene calcolato attribuendo 1 punto per ogni risposta A, 2 punti per ogni risposta B e 3 punti per ogni risposta C. Si procede poi alla somma dei punteggi per ogni scala. Un indice per la valutazione della attendibilità delle risposte (Indice di infrequenza) si ottiene sommando le risposte dei sette item della scala di controllo, ovvero quegli item che si riferiscono ad attività decisamente inconsuete, nelle quali è molto improbabile che il soggetto si sia effettivamente cimentato. Il questionario comprendeva oltre agli item della SSS, anche una prima parte anamnestica (20 item), mirata a descrivere lo stato sociale del soggetto, il lavoro, l età, il sesso, gli sport praticati sia estremi che non. Inoltre raccoglieva dati sullo stile di vita del soggetto e sul modo di intendere il proprio sport (Tabella). Grazie a questa prima parte anamnestica abbiamo potuto dividere gli utenti del test in 4 gruppi: Non praticanti di sport estremi Praticanti di uno sport estremo Praticanti fino a 4 sport estremi Praticanti oltre 5 sport estremi Dei 433 sportivi, 76 erano disabili e 357 non disabili, di età compresa tra 14 e 56 anni. Sono stati esclusi dallo studio 35 soggetti (9 disabili e 26 non disabili) che avevano riportato un valore di indice di infrequenza, calcolato in base alle domande di controllo del test SSS, superiore a 7 punti. Il campione finale è stato di 398 soggetti (M = 348, F = 50) con un età compresa fra i 14 e i 56 anni (media = 29,9 ds = 8,8) (Tabella 1).

7 Tabella 1 Descrittive del campione Disabili Non disabili Totale N Entro i gruppi Tra i gruppi N Entro i gruppi Tra i gruppi Numero % 16,8% % 83,2% 398 Maschi 58 86,6% 14,6% ,6% 72,9% 348 Femmine 9 5,4% 2,3% 41 12,4% 10,3% 50 Extreemers 27 40,3% 6,8% ,8% 71,3% 311 Non extreemers 40 59,7% 10% 47 14,5% 11,8% 87 Età Età ,2% 50,8% 8,3% 8,5% ,6% 34,4% 51,2% 31,9% Nubile/celibe Coniugato/a o convivente Separato/a o divorziato/a ,2% 29,8% 3% 11,3% 5% 0,5% % 29,7% 2,3% 56,5% 24,6% 2% Lavoro dipendente Libero professionista Disoccupato Tempo dedicato allo sport: Circa un ora tutti i giorni 4-5 giorni la settimana 2-3 giorni la settimana Saltuariamente ,2% 17,9% 20,9% 7,5% 25,4% 56,7% 10,4% 10,3% 3% 3,5% 1,2% 4,3% 9,5% 1,7% ,5% 21,1% 32,4% 10,6% 17,5% 45% 26,9% 38,7% 17,8% 26,9% 8,8% 14,6% 35,9% 23,9% Il campione di disabili era di 67 soggetti (M = 58, F = 9). Lo sport non estremo praticato più significativo di questo campione è risultato il basket (32%). Il livello di competenza del campione era prevalentemente amatoriale (25%) o agonistico non professionale (28%). Circa il 56 % del campione affermava di praticare sport 2/3 vote a settimana. Circa il 59% del campione non praticava sport estremi, mentre il restante campione praticava da uno fino a cinque sport estremi. Il campione degli sportivi non disabili era di 331 soggetti (M = 290, F = 41). Lo sport non estremo praticato più significativo di questo campione era il ciclismo (44%). Il livello di competenza del campione era prevalentemente amatoriale (35%) o agonistico non professionale (27%). Circa il 43% del campione affermava di praticare sport 2/3 vote a settimana. Circa il 85% del campione praticava uno o più sport estremi. 3.2 Risultati Considerando tutte le discipline sportive, sono state riscontrate differenze nei punteggi della SSS, tra i disabili che non praticano sport estremi e gli extreemers (disabili e non). Si evidenzia, dunque, una minor tendenza alla ricerca di brivido e disinibizione in coloro che non praticano sport estremi, rispetto a praticanti di tali discipline (Grafici 1,2,3,4).

8 Grafico 1 - Medie Esp. - Ricerca brivido e avv. Grafico 2 Medie Esp. Disinibizione Grafico 3 Medie Futuro - Ricerca di Brivido e avv.

9 Grafico 4 Medie Futuro Disinibizione

10 È stato osservato che l aumento del numero di sport estremi praticati correla positivamente con la disciplina maggiormente praticata. L analisi della varianza ha mostrato che alcuni sport predispongono o indicano una predisposizione a praticare sport estremi in soggetti con disabilità: in particolare sci e ciclismo mostrano differenze significative rispetto alle altre pratiche sportive (Tabella 2, Grafico 5) Tabella 2 - Sport più significativo LSD (I) sport più significativo (J) sport più significativo Differenza fra medie (I-J) Errore std. Sig. Intervallo di confidenza 95% Limite inferiore Limite superiore Sci Palestra 1,800 *,602,004,60 3,00 Nuoto 1,615 *,528,003,56 2,67 Basket 1,727 *,507,001,71 2,74 Tennis 1,333,673,052 -,01 2,68 Ciclismo,583,532,277 -,48 1,65 Altro 1,111 *,549,048,01 2,21 Ciclismo Palestra 1,217 *,438,007,34 2,09 Nuoto 1,032 *,330,003,37 1,69 Basket 1,144 *,296,000,55 1,74 Tennis,750,532,164 -,31 1,81 Sci -,583,532,277-1,65,48 Altro,528,363,151 -,20 1,25 *. La differenza media è significativa al livello 0,05 Grafico 5 Correlazione tra Numero di sport estremi praticati e Sport più significativo

11 Per osservare l esistenza di eventuali differenze significative fra i disabili che praticano gli sport che sono risultati essere indicativi della pratica degli sport estremi (sci e ciclismo, vedi pag. 77) e gli extreemers non disabili, è stata effettuata un ulteriore analisi della varianza fra questi due gruppi di soggetti. I dati hanno mostrano che non si evidenziano differenze significative per i punteggi della SSS in questi due gruppi (Grafici 6,7,8,9). Grafico 6 - Medie Esp. - Ricerca brivido e avv. per sci e ciclismo Grafico 7 Medie Esp. Disinibizione per sci e ciclismo Grafico 8 Medie Futuro - Ricerca di Brivido e avv. per sci e ciclismo Grafico 9 Medie Futuro Disinibizione per sci e ciclismo

12 Campione Normodotati Dall analisi della correlazione tra il Numero di sport estremi praticati e le quattro sub-scale della SSS VI sono emerse correlazioni significative positive molto forti per tutti e quattro i fattori della scala (Tabella 3). Tabella 3 - Correlazioni Numero di Sport estremi praticati con scale SSS Numero Sport estremi Esp. - Ricerca di brivido e avv. Esp. - Disinibizione Futuro - Ricerca di brivido e avv. Futuro - Disinibizione,442**,272**,275**,185**,000,000,000,001 Campione disabili Dall analisi della correlazione tra il Numero di sport estremi praticati e le quattro sub-scale della SSS VI sono emerse correlazioni positive per i fattori Esperienza - Ricerca brivido e avventura (p =,001), Esperienza Disinibizione (p =,006) e Futuro - Ricerca di Brivido e avventura (p =,001); mentre Futuro Disinibizione (p =,051) non correla con la variabile presa in esame (Tabella 4). Tabella 4 - Correlazioni Numero di Sport estremi praticati con scale SSS

13 Numero Sport estremi Esp. - Ricerca brivido e avv. Esp. - Disinibizione Futuro - Ricerca di Brivido e avv. Futuro - Disinibizione,469 **,330 **,431 **,240,000,006,000,051 È stata, inoltre, osservata una forte correlazione tra il tempo impiegato nella pratica dello sport e la ricerca di disinibizione: maggiore è il tempo impiegato nelle pratiche sportive non estreme, maggiore è la ricerca di disinibizione per il futuro (,439 p<,001). Dall analisi della varianza sono emerse differenze significative tra chi pratica sport tutti i giorni e chi pratica sport 2-3 giorni a settimana (p =,003) e tra chi pratica sport 4-5 giorni a settimana e chi 2-3 (p =,002). Mentre non sono state rilevate differenze significative con i soggetti che praticano un attività sportiva saltuariamente (Tabella 5, Grafico 10). Tabella 5 - Tempo dedicato allo sport Confronti multipli Futuro - Disinibizione LSD (I) tempo (J) tempo dedicato allo sport Intervallo di confidenza 95% dedicato allo sport Differenza fra medie (I-J) Errore std. Sig. Limite inferiore Limite superiore Circa un ora tutti 4-5 giorni la settimana 15,167 11,300,188-7,75 38,08 i giorni 2-3 giorni la settimana 33,611 * 10,593,003 12,13 55,09 Saltuariamente 24,000 14,455,106-5,32 53, giorni la Circa un ora tutti i giorni -15,167 11,300,188-38,08 7,75 settimana 2-3 giorni la settimana 18,444 * 5,564,002 7,16 29,73 Saltuariamente 8,833 11,300,439-14,08 31, giorni la Circa un ora tutti i giorni -33,611 * 10,593,003-55,09-12,13 settimana 4-5 giorni la settimana -18,444 * 5,564,002-29,73-7,16 Saltuariamente -9,611 10,593,370-31,09 11,87 Saltuariamente Circa un ora tutti i giorni -24,000 14,455,106-53,32 5, giorni la settimana -8,833 11,300,439-31,75 14, giorni la settimana 9,611 10,593,370-11,87 31,09 *.La differenza media è significativa al livello 0,05 Grafico 10 - Correlazione tra Tempo dedicato allo sport e Futuro - Disinibizione

14 Molto significativa è risultata invece la relazione fra il numero di sport estremi praticati e la composizione del nucleo familiare. I dati hanno mostrato come i soggetti con disabilità con un coniuge o che vivono in contesti familiari tendono a non praticare o a praticare al massimo uno sport estremo, mentre chi vive autonomamente da solo o con altre persone senza un coinvolgimento sentimentale tende a praticare più sport estremi (Grafico 11). Grafico 11 Correlazione tra Numero di sport estremi praticati e Convivenza

15 3.4 Discussione Dai risultati del questionario è emerso che un gran numero di soggetti pratica attività sportive 2/3 volte a settimana (disabili = 56%, non disabili = 43%). Questo dato, decisamente elevato rispetto alla media della popolazione italiana (20,1% in base agli ultimi dati dell Istat risalenti al 2006), si spiega andando ad esaminare i luoghi di diffusione del questionario. Infatti il sito internet con il test è stato divulgato presso facoltà di Scienze motorie, palestre, società sportive di atleti disabili e non, in quanto l obiettivo della ricerca è stato quello di indagare se i soggetti, facenti parte del campione, praticassero sport estremi, non se praticassero semplicemente sport. Anche la percentuale di soggetti che praticano sport estremi è molto elevata (disabili = 41%, non disabili = 85%), sempre perché ci si è rivolti ad una popolazione particolare, attraverso la diffusione del questionario in siti internet o network specializzati. Per quanto riguarda gli atleti disabili, lo sport maggiormente praticato risulta essere il basket (32%), questo perché ci si è rivolti, prevalentemente, a società sportive di basket in carrozzina ed in primis al Santa Lucia, che possiede la squadra campione d Italia della disciplina. Nella scelta del campione finale, sono stati esclusi i soggetti che hanno indicato di fare un numero eccessivo di sport estremi, anche se le domande non chiedevano specificatamente quando era stato praticato lo sport estremo, quindi, soprattutto i soggetti adulti, avrebbero potuto eseguire diversi sport estremi nell arco della propria vita. Inoltre, il campione dei disabili ha una età media superiore rispetto all altro gruppo di sportivi, in quanto diversi atleti disabili presentano una disabilità acquisita, anche in età adulta. Per quanto riguarda il campione di soggetti disabili, i risultati hanno evidenziato forti correlazioni tra il numero di sport estremi praticati dai soggetti e le sub-scale della SSS, quali l esperienza di brivido e avventura passata e la ricerca di brivido e avventura futura, che presentano item come, per esempio, Lanciarsi con il paracadute (item 13 e 77) oppure Sciare su piste ripide ed impegnative (item 24 e 88), e l esperienza di brivido e disinibizione passata, con item quali Provare una droga sconosciuta (item 9) oppure Fare qualcosa di pericoloso perché qualcuno ci sfida a farlo (item 47). Per quanto riguarda la ricerca di disinibizione per il futuro, all interno della quale troviamo item quali, per esempio, Fare pazzie solo per vederne l effetto sugli altri (item 124) o Giocare d azzardo scommettendo grosse somme di denaro (item 127), invece, seppure la tendenza dei dati sembra indicare una relazione, non sembra esserci una differenza significativa fra i dati. Questa differenza tra i valori delle sub-scale che riguardano il futuro, potrebbe indicare che i disabili non si aspettano di vivere esperienze particolarmente disinibite, ma non per questo

16 escludono esperienze di brivido ed avventura nella loro vita futura. Infatti i risultati mostrano che questi soggetti hanno risposto positivamente ad item quali Scalare ripide pareti di montagna (item 1 e 65) oppure Nuotare da soli al largo (item 21 e 85), per quanto riguarda le esperienze di brivido ed avventura passate e le intenzioni per il futuro, mentre hanno dato risposte negative ad item quali Fare qualcosa di illegale ma divertente (item 81), Avere rapporti sessuali in pubblico (dove altri stanno facendo la stessa cosa) (item 86), Guidare velocemente l automobile rinunciando alla sicurezza (item 89) oppure Fare ciò che ci piace senza pensare alle conseguenze (item 99), indicando una scarsa propensione alla disinibizione futura. L aumento del numero di sport estremi praticati correla positivamente con la disciplina maggiormente praticata. Nello specifico, atleti disabili che praticano sport come lo sci ed il ciclismo tendono a praticare un numero maggiore di sport estremi. Questi dati confermano solo in parte l ipotesi iniziale. Infatti si era ipotizzato di osservare punteggi più elevati alle sub-scale di ricerca del brivido e disinibizione della SSS, in sportivi disabili praticanti sport maggiormente fisici ed aggressivi come, per esempio, il basket. Questi risultati si possono spiegare partendo dalla natura di questi due sport. Infatti, discipline sportive come lo sci ed il ciclismo risultano essere maggiormente correlate con la ricerca del brivido e della disinibizione e con la pratica di sport estremi, in quanto entrambe attività individuali legate alla velocità, che si praticano all aperto e con il rischio di incontrare difficoltà dovute a cadute o scontri con ostacoli. Sport di squadra come il basket risultano, invece, presentare una percezione di rischio notevolmente inferiore rispetto a tali discipline. È stata riscontrata una minor tendenza alla ricerca di brivido e disinibizione, statisticamente significativa nei punteggi della SSS, nei disabili non extreemers rispetto agli extreemers (disabili e non), considerando tutte le discipline sportive prese in esame. Tali differenze si annullano prendendo in considerazione unicamente i disabili che praticano sci e ciclismo. Questo dato conferma parzialmente l ipotesi che le persone disabili che praticano uno sport tendono ad avere profili di personalità simili agli extreemer. Infatti sembra che unicamente disabili che praticano sport quali sci e ciclismo tendono ad avere quelle caratteristiche di personalità che spingono alla ricerca del brivido, del rischio, a sperimentare e vivere esperienze e sensazioni intense. Questi sportivi sembrano presentare quella sorta di narcisismo che contraddistingue i sensation seekers che spinge tali individui all attuazione di comportamenti disinibiti e pericolosi. In quest ottica risultano molto importanti gli sport estremi, che permettono al sensation seeker, o all extreemer, d incanalare la propria disinibizione e propensione al rischio verso discipline sportive e non più verso comportamenti disinibiti e disadattivi.

17 Sempre nei disabili, è stato osservato che il tempo impiegato nello sport ha una forte correlazione con la ricerca di disinibizione, indicando che maggiore è il tempo impiegato nelle pratiche sportive non estreme maggiore è la ricerca di disinibizione per il futuro. Questo dato potrebbe indicare che la pratica assidua di una disciplina sportiva spinge la persona con disabilità ad un livello di disinibizione simile a quello che può provare un extreemer normodotato, in quanto lo sport consente lo sviluppo di capacità ed abilità, oltre l accrescimento dell autostima, che permettono al disabile di ricercare ed affrontare tutta una serie di esperienze e sensazioni intense, che possono andare oltre le normali aspettative di una persona con disabilità. La correlazione non ci dice la direzione dell effetto, pertanto possiamo anche affermare il contrario, ossia che un profilo di personalità più marcatamente disinibito potrà favorire attività sportive anche nelle condizioni di disabilità, comportamento che, socialmente, potrebbe essere considerato come disinibito cioè oltre il pudore, oltre le aspettative del normale comportamento di un disabile. I risultati evidenziano, anche, una relazione molto significativa fra il numero di sport estremi praticati e la composizione del nucleo familiare. I dati mostrano come i soggetti con disabilità che vivono con un coniuge o in contesti familiari tendono a non praticare o a praticare al massimo uno sport estremo, mentre chi vive autonomamente da solo o con altre persone senza un coinvolgimento sentimentale tende a praticare più sport estremi. Da questo potremmo affermare che scelte di vita, che consentono una maggiore autonomia ed un distacco da un ambiente familiare, spesso eccessivamente protettivo con la persona disabile, corrispondono a determinati profili di personalità, dove spicca una maggior tendenza e propensione alla disinibizione e ricerca del brivido, di emozioni forti, mediante la pratica di sport estremi. Inoltre lo sportivo con disabilità, tanto più pratica o ha praticato nel corso della propria vita un maggior numero di sport estremi, tanto più risulta essere autonomo da legami familiari e sentimentali. L attaccamento a persone care, come coniuge o figli, può fungere da freno inibitorio per lo sportivo che valuta in modo diverso e maggiormente cosciente il rischio intrinseco alla disciplina estrema, anche se è altrettanto possibile che individui con questi profili di personalità tendano a non legarsi sentimentalmente con altre persone. Per quanto riguarda i soggetti non disabili, infine, sono state evidenziate differenze significative per tutte e quattro le scale del SSS rispetto al numero di sport estremi praticati. Questo dato conferma l ipotesi che gli extreemers tendono a ricercare il brivido ed il rischio come puri sensation seekers (Federici e Pampanelli, 2009) Federici, S. e Pampanelli, G. (2009), Sport estremi e sensation seeking. Tesi di Laurea in Scienze della Formazione, Università degli studi di Perugia.

18 Inoltre, è stato osservato che maggiore è il numero di sport estremi praticato, minore risulta il tempo che questi sportivi dedicano alla disciplina sportiva non estrema. La pratica di uno sport estremo, infatti, richiede molta preparazione, sia fisica che mentale, tempo che, inevitabilmente, l extreemer toglie alla pratica di altri sport. Si può concludere sottolineando alcuni limiti emersi dalla presente ricerca. Innanzitutto non è stato possibile un confronto accurato tra i valori del campione preso in esame e quelli del campione normativo italiano (età 18-20), in quanto non si è riusciti a raccogliere un campione di età equivalente sufficientemente numeroso per poter valutare reali cambiamenti nel confronto tra le medie. La somministrazione telematica del questionario, infatti, non ha permesso di raccogliere un campione omogeneo per età, sesso o tipologia di sport, oltre che un elevato numero di soggetti disabili. Inoltre l utilizzazione per scopi di ricerca del computer nella popolazione italiana non è ancora così capillare da permettere un reclutamento numeroso; d altro canto, questo potrebbe essere considerato un vantaggio, poiché la somministrazione online tende a ridurre l effetto della desiderabilità sociale : questi soggetti, interfacciandosi unicamente con il proprio computer in un ambiente familiare, hanno evitato lo stress e l ansia di essere osservati e controllati durante una situazione sperimentale. Infine, tenendo conto che l età media degli sportivi disabili è tendenzialmente elevata, a causa di una disabilità spesso acquisita, ottenere un campione sufficientemente numeroso di persone con disabilità di età anni, avrebbero richiesto un indagine mirata che non rientrava negli scopi della ricerca. Infatti questo lavoro doveva in via preliminare analizzare uno spettro di età quanto più ampio possibile, al fine di osservare se le ipotesi proposte avessero un riscontro effettivo e ragionevole. Dai risultati incoraggianti ottenuti si può prevedere che ulteriori studi su questo argomento si possano ampliare ed essere indirizzati in modo maggiormente mirato a diverse fasce di età, coinvolgendo un molto più vasto numero di soggetti disabili estendendo possibilmente l indagine a più centri di ricerca.

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