GENITORI: FILO DI UNIONE TRA FIGLI DISABILI E MEDICI Benedetta Sereno Clerici

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GENITORI: FILO DI UNIONE TRA FIGLI DISABILI E MEDICI Benedetta Sereno Clerici"

Transcript

1 GENITORI: FILO DI UNIONE TRA FIGLI DISABILI E MEDICI Benedetta Sereno Clerici Mi chiamo Benedetta Sereno Clerici. Ho due figli ma mi soffermerò a parlarvi soprattutto di mia figlia Federica che, da quando è nata, oggi ha 25 anni, soffre di epilessia farmacoresistente e di un ritardo mentale abbastanza grave. Da allora mi sono trovata nella necessità di inventarmi soluzioni che consentono a mia figlia di passare delle giornate attive e soddisfacenti. Come tutti i genitori alla quale nasce un bambino con problemi, nella nostra famiglia ad un certo punto ci siamo trovati impreparati e soli ad affrontare un futuro che ci spaventava, senza guide nè mediche nè psicologiche che ci aiutassero ad affrontare i problemi che la salute di mia figlia ci sottoponeva. Col tempo mi sono resa conto che l amore e il buon senso di una mamma aiutano e attutiscono le paure e l angosce. E risaputo quanto già sia difficile il ruolo di genitori in una famiglia tradizionale, ma essere genitori di un figlio disabile vi assicuro che è ben altra cosa, sovente ci si sente sull orlo di un precipizio e per non cadere ci si aggrappa alla speranza che le scienze mediche e farmacologiche possano aiutare. E così inizia il pellegrinaggio che tutti noi genitori affrontiamo.

2 Così io ho fatto, ma non sempre ho avuto la fortuna di trovare medici che sapevano affrontare con la sensibilità che io mi aspettavo o forse della quale io avevo bisogno il problema dell handicap. Preciso che eravamo agli inizi degli anni 80. Iniziavo il mio girovagare da specialisti che mi rimandavano ad altri e altri ancora e mi lasciavano l impressione che trattassero mia figlia come una cavia. I problemi che mia figlia presentava erano molteplici, così come ancora oggi, ed ogni specialista si arrestava alla specificità della sua competenza, senza coinvolgermi in una spiegazione, men che meno di prendere in considerazione l aspetto globale olistico Per esempio mia figlia aveva crisi epilettiche e lo specialista interpellato prescriveva le somministrazione farmacologiche senza spiegarmi un che cosa consistessero e quali danni potessero provocare le crisi, non mi metteva al corrente dei rischi che si potevano verificare per un malaugurato ritardo temporale nella somministrazione. Non vorrei apparire polemica, ma ero convinta ed ancor più lo sono oggi, che nei casi come quello che io e mia figlia stiamo vivendo sulla nostra pelle, sia necessaria ed indispensabile una collaborazione ed una sensibilità che renda stretto il legame tra paziente, famiglia, e medici. Anche nella scuola ho purtroppo constatato una refrattarietà ad accogliere le particolari esigenze e necessità delle quali un bambino con problemi ha particolarmente bisogno. Secondo il mio giudizio la scuola primaria avrebbe potuto sensibilizzare tutti gli altri alunni che la salute è un diritto di tutti e chi è in difficoltà ha il diritto ad essere aiutato.

3 Mi rendo conto che le lamentele che ho esposto avrebbe oggi nel 2006, una diversa interpretazione. Le cose si stanno positivamente avviando su un terreno di collaborazione, di reciprocità ma quell integrazione della quale la legislazione e la società fa cenno, è un percorso appena avviato. Solo negli ultimi anni ho cominciato a trovare medici che vedono Federica nella sua interezza, curandone la specificità, ma non tralasciando o rischiando l insieme della sua persona. Quando trovo un medico che mi dà queste garanzie, mi affido a lui e non penso a cercarne altri. La stessa cosa fanno gli altri genitori con la quale mi confronto. In altre parole. So benissimo che tutti i medici sono bravi, ma oso dire che quelli che non riescono a relazionarsi con un genitore e ad accettare la collaborazione purtroppo risultano essere lontani dalle esigenze di cure che un disabile ha. Le motivazioni delle quali vi ho dato solo un accenno, mi hanno spinta a creare un luogo dove altri ragazzi, come mia figlia potessero essere così come sono, individui cioè rispettati e rispettabili, accettando senza condizionamenti i loro comportamenti, cercando di capire ed assecondare le loro richieste e le loro necessità.

4 Questo luogo che ho voluto creare, accoglie ogni giorno 42 ragazzi con disabilità sia fisiche che psichiche, molti di loro hanno subito ricoveri ed interventi in varie parti d Italia, questo lo si può fare quando si è genitori giovani e ce lo si può permettere, ma con il passare degli anni tutto diventerà più faticoso. Io personalmente mi sono chiesta, perché non cercare intorno a noi medici che abbiano voglia di condividere questa realtà? Medici che siano disposti a proporsi con uno spirito particolare, ad ascoltare e ad accogliere non solo, il problema relativo alla patologia o alle varie patologie, ma anche, mi permetto di dirlo. Di cercare di cambiare insieme il mondo che ci circonda. Un mondo che abbia più comprensione e disponibilità per chi ha più bisogno degli altri, soprattutto quando questi altri non sono in grado di formulare delle richieste anche in caso di grave necessità. Ecco allora che chiederei ai medici la collaborazione con i familiari che rappresentano i veri mediatori della situazione, in grado di descrivere non solo la malattia ma anche lo stato d animo e lo stile di vita del ragazzo. E ancora ho il coraggio di chiedere, non solo il medico ma una vera equipe dotata della stessa sensibilità oltre alla competenza e bravura, che abbia il coraggio di confrontarsi, di mettersi in discussione per vedere sotto tanti punti di vista come si può alleviare una sofferenza. Vi confesso che il mio sogno è quello di unire gli intenti di una equipe medica, con quella di tanti giovani volontari che negli anni si sono succeduti nell assistenza ai disabili nella nostra associazione, e che oggi sono medici, amministratori, insegnanti, a far passare il messaggio che la diversità fa crescere chi stà vicino, arricchisce di sentimenti e di esperienza. Sarebbe un buon inizio per un auspicabile ed augurabile cambiamento Non credo che la sola a sognare o quanto meno ad avere questa convinzione e credo pure che l unione fa la forza.

5 Ecco perché mi sono resa disponibile personalmente, ed ho inizialmente messo a disposizione tutte le mie forze e quelle dell associazione che ho l onore di presiedere Perché si possa dar corso ad una sinergia preziosa data da un equipe completa che si possa avvalere della collaborazione delle famiglie. Avevo letto di ricercatori americani che hanno scoperto metodi di riabilitazione solo collaborando con i genitori. I genitori sono osservatori insostituibili sulle reazioni di determinati farmaci e queste osservazioni possono aiutare a trovare soluzioni a problemi. Questo convegno potrebbe essere l inizio di una strada nuova se tutti noi che siamo qui ci dimostriamo convinti di queste idee, non solo come etica professionale per tutti i medici, ma anche per il personale paramedico, gli studenti che saranno anche loro tra non molto sulla scena, e tutti quanti credono in un mondo e in un futuro che ci auguriamo possa diventare più solidale verso i deboli.

6 I RAPPORTI CON LA FAMIGLIA DEL SOGGETTO DISABILE Dott.ssa Milena Giacobbe La L. 328/00, all art. 16 riconosce il ruolo peculiare della famiglia nella formazione e nella cura della persona, nella promozione del benessere e nel perseguimento della coesione sociale, sostiene e valorizza i molteplici compiti che le famiglie svolgono sia nei momenti critici e di disagio, sia nello sviluppo della vita quotidiana.. Seguendo un approccio sistemico, la famiglia può essere intesa come un sistema/insieme integrato di individui tenuto insieme dalle relazioni esistenti tra i componenti. La famiglia viene concepita come una struttura organizzativa preposta alla mediazione ed alla integrazione delle esigenze interne ed esterne del sistema. Il compito dell organizzazione famiglia pertanto consiste nella ricerca di un equilibrio. Esiste inoltre un rapporto tra le parti per cui qualsiasi cambiamento di una parte provoca una modificazione dello stato interno delle altre parti del sistema e dell intero sistema stesso. La famiglia quindi viene intesa come un processo, piuttosto che come unità statica. Questa unità dinamica è attivata a diversi livelli: 1. temporale: ha un presente, un passato e un futuro 2. psicologico: è un sistema di relazioni 3. sociale: fa parte di/interagisce con un contesto più ampio, che appunto quello sociale. Posta questa premessa è utile chiedersi che tipo di sostegno psicologico si può fornire all interno di un Associazione di volontariato? A mio parere si può contribuire al raggiungimento del benessere individuale e familiare. Per definire il concetto di benessere familiare è utile esplicitare due postulati: in ogni individuo c è un potenziale per lo sviluppo e per la crescita le energie più significative possono essere sviluppate più efficacemente all interno di una realtà interattiva di gruppo. Quindi, usando termini e concetti riferibili alla Teoria de Costrutti Personali di Kelly (1955), si potrebbe dire che un individuo sviluppa relazioni soddisfacenti quando comprende se stesso, l altro e la direzione di cambiamento che esso desidera. Il benessere famigliare è dunque un continuo adattamento creativo ad un mondo in continua trasformazione, entro il quale ogni componente vive il proprio essere: uno stato che può essere raggiunto, perso e nuovamente guadagnato e che comunque risulta positivo e desiderabile. Quindi pensando ad un intervento che abbia come referente un p.h. non possiamo dimenticare che ogni cambiamento ha riflessi sulla dinamica familiare. Questo significa che ogni intervento che sviluppi un minimo pensiero educativo (all interno di un Associazioni di volontariato non è possibile nessun altro tipo di intervento) deve tener conto del ruolo della famiglia. Dopotutto le normative esistenti indicano chiaramente la necessità di creare una rete che cooperi per il benessere del p.h. (e di riflesso della famiglia..), ma di questa rete la

7 famiglia è parte integrante. Non a caso il PEI è compilato da educatori, figure mediche, assistenti sociali e dalla famiglia! Quindi operativamente il compito di uno psicologo all interno di un Associazione è quello di attivare le risorse esistenti per tendere alla conquista del miglior grado di benessere possibile per quella determinata persona che vive in una determinata famiglia. Per benessere intendo porre l attenzione sulla qualità della vita che si può raggiungere. Perciò in primo luogo porre l accento sulla qualità delle relazioni interne ed esterne: banalmente, spingere all autonomia un ragazzo la cui famiglia non è pronta ad accettarla, significa impedire il benessere. Concentrarsi sui bisogni di ogni persona e tendere al suo benessere significa ( e qui prendo ad esempio due autori come Canevaro e Gaudreau) 1. concentrarsi sulle forze vive e sulle capacità anche residue e difficilmente perfettibili, piuttosto che contemplare passivamente e con rassegnazione l handicap 2. indirizzare l azione del p.h. nella sfera del possibile e dare un senso ad ogni gesto quotidiano (la psicomotricità dello spazzolino da denti) e cercare di trasmettere tutto questo alla famiglia Gli strumenti cognitivi dei p.h. non sono di natura diversa dalle strutture mentali di persone normali e che anche le fasi di acquisizione dello sviluppo cognitivo sono simili. Il ritardo mentale è caratterizzato essenzialmente da fenomeni di lentezza, di fissazione e di incompiutezza. Per questo è sempre utile cercare di far uscire il soggetto dal suo torpore/pigrizia, catturare la sua attenzione e provocare in lui il desiderio di imitare. Dal punto di vista prettamente educativo possiamo affermare: a. L importanza della ripetizione, dell allenamento sistemico b. L importanza di garantirsi rapidamente l interesse del bambino, partendo dalla sua attenzione c. La necessità di consolidare l apprendimento attraverso la manipolazione concreta della realtà. d. L importanza del gioco come strumento educativo nell accezione più ampia del termine e. L importanza dell educazione psicomotoria 3. sviluppare la giusta percezione del proprio handicap, incoraggiando l autonomia e sviluppando il senso critico nei confronti della propria persona e della propria condizione per accettarsi 4. dare la possibilità di provare e sbagliare, per imparare anche dai propri errori: nessuno può fare tutto da solo Tutto ciò dà dignità alla persona e fa sì che si riconosca, al di là dell handicap, l individuo e le sue caratteristiche e in questo cammino è utile attivare una rete sociale che dia sostegno alla famiglia che ricopre un ruolo fondamentale, ma che deve essere affiancata e sostenuta senza mai sostituirla. Spesso le famiglie sono in difficoltà nell affidare il proprio figlio a chicchessia, accogliere questo sentimento e comprenderlo può essere il primo passo per instaurare un rapporto di fiducia, senza false aspettative, che porti ad un benessere condiviso.

8 Il contributo richiestomi è appunto parlare delle famiglie e di individuare le eventuali caratteristiche che contraddistinguono i nuclei al cui interno è presente un portatore di handicap. Ribadendo che ogni sistema è a se stante e trova in se stesso l equilibrio più funzionale, riporto i risultati di un lavoro svolto con il mio studio presso il Centro Diurno Socio Formativo per portatori di handicap di Borgomanero che ci ha incaricato di fornire uno spazio psicologico ai genitori. Coloro i quali hanno risposto al progetto hanno individuato come temi di discussione per i quali necessiterebbero un sostegno: lo spazio (quale spazio di autonomia concedere quale confini di protezione dare) il tempo ( i passaggi evolutivi il dopo di noi ) l impotenza/l onnipotenza (la difficoltà del prendere le decisioni) ma soprattutto la necessità di essere accolti, compresi e sostenuti. Presso l Associazione Noi come Voi invece nell ultimo anno sono stata impegnata a sviluppare l argomento famiglia con i ragazzi: il legame con la propria famiglia è imprescindibile e il benessere individuale/ della famiglia si basa su delicati equilibri. Così come ogni ragazzo ha contribuito in maniera diversa al progetto Idearte, così può contribuire al benessere della propria famiglia, soprattutto se esiste una rete sociale che non faccia sentire la famiglia sola.

9 AMBULATORIO POLISPECIALISTICO PER SOGGETTI DISABILI IN ETA PEDIATRICA: IDEA DI PARTENZA NELLA SPERANZA DI UNA MIGLIORE QUALITA DELLA VITA Dott. Marco Brunero La disabilità e la struttura sanitaria, Novara 2006 Ambulatorio polispecialistico per soggetti disabili in età pediatrica, idea di partenza nella speranza di una migliore qualità della vita. Dr Marco Brunero

10 La scommessa E una idea in realizzazione nata da un progetto della divisione di Chirurgia Pediatrica nel 2005 con l autorizzazione di Ambulatorio per soggetti disabili Come migliorare l assistenza medica e la qualità di vita? La disabilità ed la struttura sanitaria, Novara 2006 Difficolta Soggetti seguiti altrove Accesso diretto come sconosciuti Di solito rispediti al medico curante Importanza del rapporto di fiducia nel vedere un volto conosciuto La disabilità ed la struttura sanitara, Novara 2006

11 Per chi? Cerebropatici gravi allettati: -RGE 90% -Stipsi cronica - Infezione vie urinarie Spina bifida, mielomeningocele con vescica neurologica Distrofia da deficit di alimentazione La disabilità e la struttura sanitaria, Novara 2006 La nostra attività Ph metria Endoscopia Scintigrafia Manometria PEG PED Ecografia Urodinamica Cistoscopia Attività chirurgica

12 Le strutture già funzionanti Servizio di neuropsichiatria infantile Fisiatria Logopedisti Azienda Ospedaliera e ASL NECESSITA DI AMBULATORIO POLISPECIALISTICO E TANTA COLLABORAZIONE!!! La disabilità e la Struttura sanitaria, Novara 2006

13 Struttura organizzativa Segreteria Archivio centrale ( NPI ) accessibile in rete Specialisti disponibili (referenti) che prestano la propria opera negli ambulatori specifici La disabilità e la struttura sanitaria, Novara 2006 Gli amici che collaborano Aluffi(otorino) Aralda(cardiologo) Bailo(NPI) Brunero(gastroentero) Colasanto(ortopedico) D Aiello(ginecologa) Comoli(oculistica) Ferraris(oculistica) Haitink(cardiologo) Martinetto(dentista) Merlini(urologia) Olina(otorino) Pastore(oncologo) Peruzzi(NPI) Petri(endocrinologa) Rocca(ortopedia) Rossi(fisiatria) Zucchi(dentista) Logopedisti Fisiatri Infermieri Noi come voi

14 Gli specialisti di altre strutture L importanza di collaborare attivamente con gli specialisti che già hanno in cura presso altre strutture i pazienti della nostra zona COLLABORAZIONE COSTRUTTIVA. La disabilità e la struttura sanitaria, Novara 2006 Obbiettivi Facilità di accesso alle strutture Possibilità di organizzare più visite contemporaneamente Essere conosciuti e rassicurati Migliorare la qualità di vita Evitare accanimento terapeutico La disabilità e la struttura sanitaria, Novara 2006

15 CONCLUSIONI NON lasciamoli morire in pace senza farli soffrire MA miglioriamo la qualità di vita loro e delle loro famiglie senza accanimento terapeutico La disabilità e la struttura sanitaria, Novara 2006

16 I BISOGNI CLINICI DEL SOGGETTO CON RITARDO MENTALE E GRAVE NEURODISABILITÀ, NELLA TRANSIZIONE DALL ETÀ INFANTILE ALL ETÀ ADULTA. UN ESPERIENZA VENTENNALE Dott. Carlo Bianchi Il soggetto con ritardo mentale e grave neurodisabilità presenta, oltre alla disabilità intellettiva e motoria, anche disabilità associate di tipo comunicativo-relazionale, sensoriale, così come patologie ortopediche, neurologiche ed internistiche. Come conseguenza della maggior parte di queste patologie, rilevanti sul piano epidemiologico, c è da sottolineare l inevitabile ripercussione in termini di dolore e, quindi, di stato sofferente. Lo studio della storia naturale di tali disabilità è, quindi, di guida fondamentale per una interpretazione in chiave prognostica dell evoluzione delle diverse condizioni cliniche nel corso delle diverse fasi dello sviluppo di ogni soggetto, la cui rivalutata prognosi di sopravvivenza deve trovare riscontro in una adeguata qualità di vita. Sulla base di una esperienza ventennale, nell ambito dei servizi riabilitativi di una istituzione per soggetti con ritardo mentale e grave neurodisabilità, si vuole presentare il modello per un protocollo di raccolta dei dati clinici e strumentali facilitanti processi decisionali in ambito sanitario ed assistenziale. Allo stesso modo, nel sottolineare l importanza di poter interpretare lo stato sofferente di soggetti carenti sul piano delle modalità comunicative, si vuole presentare una scala di eterovalutazione del dolore, strumento obiettivo per misurare il dolore da parte di figure sanitarie ed assistenziali.

17 Fondazione Istituto Sacra Famiglia - Cesano B. (MI) Servizi Riabilitativi I bisogni clinici del soggetto con Ritardo Mentale e Grave Neurodisabilità. La transizione dall et età infantile all et età adulta. Carlo Bianchi Novara, 25 novembre 2006 Il soggetto con grave neurodisabilità Terminologia Children with severe central nervous system impairment Children with severe mental insufficiency Children with severe neurodisability Children with severe disabilities and mental retardation Profoundly handicapped people with mental retardation Children with severe cerebral palsy

18 La Sindrome Tetraplegica (TPL) Definizione di PCI dell American Academy of Cerebral Palsy (1957) Criteri classificativi Hagberg et al. (1975) Michaelis (1988) Edebol-Tysk (1989): La TETRAPLEGIA SPASTICA Ritardo Mentale profondo - Epilessia - Disturbi Sensoriali Deformità ortopediche - Paralisi Pseudobulbare POLIHANDICAP Profoundly handicapped people with mental retardation Salbreux 1979 Annexe XXIV Ter 1989 ; Journal Officiel de la République Française HANDICAP GRAVE AD ESPRESSIONE MULTIPLA CHE ASSOCIA LA DISABILITA MOTORIA, IL RITARDO MENTALE GRAVE, L ASSENZA DI AUTONOMIA E L L ESTREMA LIMITAZIONE DELLA CAPACITA DI PERCEZIONE E DI RELAZIONE.

19 Evoluzione clinica e qualità di vita nel bambino con grave neurodisabilità. Da: Sala M, Bianchi C, Dal brun AM. Giorn. Neuropsich.. Età Evol., 2 (S) 1998: Fasi critiche della storia del bambino e della famiglia. Prima fase: : la prima infanzia Seconda fase: : la seconda infanzia Terza fase: : la preadolescenza ed adolescenza Prima fase: la prima infanzia - Percorso diagnostico,terapeutico e prognostico - Primi interventi di cura e riabilitazione: Contratto terapeutico

20 Contratto terapeutico Quali prospettive? - arresto dello sviluppo motorio - ritardo dello sviluppo motorio - regressione dello sviluppo motorio Seconda fase: la seconda infanzia - La prognosi di gravità (impossibilità a camminare senza aiuto a 5 anni). Gravità: motoria; ; psichica; sensoriale. - La patologia ortopedica, neurologica e posturale- motoria. - Conflitto tra aspettative della famiglia ed elementi prognostici.

21 LA PATOLOGIA ORTOPEDICA Retrazioni m.tendinee aa.. superiori Retrazioni m.tendinee aa.. inferiori Lussazione d ancad Scoliosi LA PATOLOGIA NEUROLOGICA e GLI ASPETTI POSTURALI e MOTORI

22 Terza fase: la preadolescenza ed adolescenza - Termine del percorso scolastico - Licenziamento dai centri infantili di riabilitazione - L epoca dell et età adulta - La prospettiva dell abbandono ( la fisioterapia? ) Il trattamento FKT:. L inerzia L trattamentale. La stabilizzazione sui parametri neuromotorio, ortopedico e funzionale. RIABILITAZIONE

23 ASSISTENZA RIABILITATIVA La presa in carico riabilitativa Dai movimenti di una tecnica terapeutica ai gesti della sfera relazionale

24

25 La facilitazione educativo - assistenziale Quindi: La riabilitazione non è una pratica magica che fa sparire un danno anatomico e che ristabilisce come d incanto d movimenti e funzione motoria. Purtroppo una paralisi può essere tale per tutta la vita, così come una rigidità articolare. La facilitazione assistenziale e l uso l di ausili possono concorrere a facilitare competenze posturali e motorie di un soggetto disabile (ASSISTENZA RIABILIATIVA).

26 Adriano Milani Comparetti Centro Anna Torregiani CRI Firenze Neuropsichiatria Infantile : 1976 Dalla parte del neonato: proposte per una competenza prognostica Prescrivo fisioterapista e non fisioterapia A. Milani Comparetti- Significato e limiti di una esperienza. Atti del convegno PROBLEMI DEI SOGGETTI HANDICAPPATI NEUROPSICHICI GRAVISSIMI Firenze Legge 218 del Assistenza agli handicappati motulesi Gli aventi diritto: soggetti discinetici, poveri, recuperabili. RECUPERABILITA : forte investimento sugli interventi riabilitativi. Sull enfasi della recuperabilità,, nessun soggetto veniva più definito grave e irrecuperabile. Per tutti c era c un percorso riabilitativo finalizzato al recupero funzionale. Così facendo, si eludevano i veri bisogni dell handicappato grave che avrebbero dovuto essere mediati dall ambito ambito asssistenziale.

27 Con le successive leggi 118 del 1971 e 833 del 1978 (ex art. 26), ai Centri Privati per soggetti handicappati si riconosceva la competenza a gestire servizi di riabilitazione. Per citare Milani Comparetti,, si è istituzionalmente generato l abuso riabilitativo per i soggetti adulti bisognosi di assistenza. Abuso innescato dal perverso meccanismo delle rette e degli standard impropri. A distanza di oltre 20 anni, queste considerazioni sono di enorme attualità in ambito istituzionale e non, tanto da interrogare sul RUOLO DEL SERVIZIO DI FISIOTERAPIA DI FRONTE AI BISOGNI RIABILITATIVO-ASSISTENZIALI ASSISTENZIALI DEI SOGGETTI ADULTI AFFETTI DA PCI ( grave neurodisabilità ). Quindi

28 Diritto dell utente, mediato dalla famiglia, alla presa in carico riabilitativa. Dovere del terapeuta a stabilire un criterio prognostico e, quindi, concordare un contratto con la famiglia sui tempi entro i quali la presa in carico riabilitativa deve avere un termine: stabilizzazione clinica relativa ai parametri neuro- motorio ed ortopedico.

29 Dovere del clinico e del terapeuta nel conoscere problemi clinici ad alta frequenza di riscontro nella popolazione dei soggetti con grave neurodisabilità. - Problemi clinici che, quindi, vanno sospettati. -Manifestazioni cliniche che vanno interpretate.

30 Problemi clinici che vanno trattati secondo l evidenza di una comprovata efficacia: - patologia ortopedica (retazioni( m.tendinee tendinee). - Patologia neurologica (la spasticità). - I disturbi di deglutizione (DISFAGIA). - Patologia respiratoria. - Patologia gastroenterologica (RGE). PROBLEMI CLINICI 1 La DISFAGIA e La patologia respiratoria

31 La deglutizione normale e patologica (DISFAGIA) Fondazione Istituto Sacra Famiglia - Cesano B. (MI) Servizi Riabilitativi Ambulatorio per i disturbi della deglutizione

32 PREMESSA Due importanti funzioni umane : RESPIRARE MANGIARE STRUTTURE ANATOMICHE Stretta vicinanza delle strutture anatomiche preposte a RESPIRARE e MANGIARE.

33 DEGLUTIZIONE: Passaggio del cibo dalla bocca allo stomaco -Prassia complessa che dipende dalla contrazione coordinata dei muscoli orofaringei, laringei e esofagei. GLI ORGANI DELLA DEGLUTIZIONE BOCCA (a) FARINGE (b) LARINGE (c) a b ESOFAGO (d) c d

34 Fasi della DEGLUTIZIONE 1 2 Fase ORALE 3 4 Fase FARINGEA Fase ESOFAGEA Fase esofago-gastrica gastrica

35 DISFAGIA OROFARINGEA Anomalie di transito Aspirazioni nell albero tracheo-bronchiale Importanza di una VALUTAZIONE INIZIALE e di un TRATTAMENTO dei problemi di deglutzione Prevenire le complicanze polmonari ab ingestis. Garantire un adeguato stato nutrizionale.

36 RIABILITAZIONE e DISTURBI di DEGLUTIZIONE Una deglutizione sicura necessita di : FACILITAZIONI: NON partecipazione attiva del paziente COMPENSI: partecipazione attiva del paziente Linden P. DYSPHAGIA 1989 DIAGNOSI DELLA DISFAGIA CLINICA : anamnesi, osservazione diretta del pz., esame obbiettivo ORL / foniatra STRUMENTALE : Rx videofluoroscopico (VFS) Laringoscopia

37 La VIDEOFLUOROSCOPIA L esame Rx VIDEOFLUOROSCOPICO Consente, con l impiego l di mezzo di contrasto radiologico: lo studio ANATOMICO delle alte vie digestive lo studio DINAMICO FUNZIONALE dell atto deglutitivo lo studio DINAMICO del transito esofageo lo studio dell albero tracheo-bronchiale (BRONCOGRAMMA)

38 Rx e ASPIRAZIONE TRACHEALE LA DEGLUTIZIONE NORMALE e con ASPIRAZIONE TRACHEALE

39 Cosa sorvegliamo nel paziente disfagico che continua ad aspirare? Con es. Rx VFS: il broncogramma La TOSSE (PCF) La SaO2 La storia clinica: episodi flogistici broncopolmonari BRONCOGRAMMA Monolaterale + Monolaterale ++

40 BRONCOGRAMMA Bilaterale + Bilaterale ++ Cosa sorvegliamo nel paziente disfagico che continua ad aspirare? Con es. Rx VFS: il broncogramma La Tosse ( PCF ) La SaO2 La storia clinica: episodi flogistici broncopolmonari

41 L ASPIRAZIONE TRACHEO-BRONCHIALE Criteri per decidere: Alimentazione per bocca? PEG? La TOSSE! PROBLEMI CLINICI 2 Il Reflusso Gastroesofageo ( RGE )

42 Il RGE e la Grave Neurodisabilità La PATOLOGIA DA RGE : prevalenza nel 70% di soggetti.. Reyas (1993) 48,2 % Soggetti con IQ< 5. Bömher et al. - Am J Gastroenterol (1999) RGE e la Grave Neurodisabilità RGE Secondo alcuni studi il RGE è presente fino al 70% 70% (soggetti con TPL, RM profondo, assenza di autonomia, percezione e comunicazione molto limitate) CAUSE -Ridotto tono del LES -Rallentato svuotamento gastrico -Ridotta motilità esofagea CONCAUSE -Scoliosi -Epilessia -Farmaci -Posture (sdraiata seduta) Reyas et al Morton RE et al. 1999(Dev Med Child Neurology)

43 ERNIA JATALE -da scivolamento -da arrotolamento (paraesofagea) Esofagite Stenosi Rifiuti ad alimentarsi ERNIA IATALE ESOFAGITE PEPTICA STENOSI PEPTICA

44 La DIAGNOSI di RGE Clinica Strumentale: * RADIOLOGICA Rx Videofluoroscopia * ENDOSCOPICA EGDS Segni e Sintomi nel RGE (n=114 soggetti con grave neurodisabilità) Presenza del problema (N, %) Agitazione Versi e lamenti Sonno Rifiuto alimentare Durata pasto > 15min Alitosi Eruttazioni Salivazione Vomiti N % Pianti intensi Antibiotici Rigurgiti Bronchiti Autolesività Urla Anemia Broncopolmoniti Conati Eteroaggressività Bruxismo N %

45 IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO Esame Rx VFS IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO Esame Rx VFS RGE nel 3 3 medio-inferiore inferiore RGE nel 3 3 superiore

46 La patologia gastroenterologica - Schemi motori. - Stato nutrizionale. - Patologia polmonare. - Manifestazioni comportamentali (dolore). Il RGE e le ripercussioni polmonari Sintomi minori La grave pleuropolmonite

47 RGE e Eritema periorale RGE e posture

48 L ASPIRAZIONE TRACHEALE IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO Da Dall Oglio L.: Osp. Bambin Gesù, ROMA LA SEMEIOTICA DEL DOLORE CORRELAZIONE TRA SINTOMI E REPERTI ENDOSCOPICI nella MRGE

49 La patologia gastroenterologica - Schemi motori. - Stato nutrizionale. - Patologia polmonare. - Manifestazioni comportamentali (dolore). DOLORE Sensazione di sofferenza fisica, percepita dal cervello. SOFFERENZA (dal latino sufferre = sopportare) Condizione per la quale si sopporta un dolore.

50 Dolore e Ritardo Mentale Il soggetto con grave neurodisabilità soffre? Difficoltà di approccio al problema dolore: Basso livello cognitivo Assente o limitato linguaggio verbale Deficit motori accentuati Deficit sensoriali Manifestazioni psicotiche con distorsione dei comportamenti Linguaggio ASSENTE: 80% PARZIALE: 10% PRESENTE: 10% CAPACITA INDIVIDUALE DI RIFERIRE UNA SINTOMATOLOGIA UTILE PER:. Diagnosi di MALATTIA. COLLABORARE alle cure Popolazione istituzionalizzata di 751 ospiti con RM : Capacità ASSENTE 48,2 % Capacità PARZIALE 29,7 % Capacità PRESENTE 22,1 % C. Rognoni - Corso di Perfezionamento sul RM - Un. CATTOLICA del Sacro Cuore 1999

51 IL DOLORE DIAGNOSI SEMEIOTICA TERAPIA : sintomatica-causale causale DOLORE e SEMEIOTICA SCALE MULTIDIMENSIONALI Descrivono la sintomatologia algica: SPONTANEA = scala di AUTOVALUTAZIONE DEDUCIBILE = scala di ETEROVALUTAZIONE

52 Giusiano B. et al. Utilization of a neural network in the elaboration of an evaluation scale for pain in cerebral palsy. Methods Inform Med (1995) Collignon P. and Giusiano B. Validation of a pain evaluation scale for patients with severe cerebral palsy. Eur J Pain (2001) Scala di eterovalutazione del dolore in soggetti polihandicappati Giusiano et al. - Meth Inform Med (1995) Tiene conto dei disturbi neurologici e cognitivi. Si basa sull osservazione di un soggetto. Griglia di 10 items. I gruppo di ITEMS (1,3,5) Segni di richiamo Componente ansiosa del dolore Individuabili dal personale assistenziale Specificità della mimica dolorosa

Fondazione Ariel. 2003-2013: da 10 anni stella guida delle famiglie con bambini disabili

Fondazione Ariel. 2003-2013: da 10 anni stella guida delle famiglie con bambini disabili Fondazione Ariel 2003-2013: da 10 anni stella guida delle famiglie con bambini disabili La Paralisi Cerebrale Infantile Una malatti a non prevenibile In Italia, un bambino su 500 nuovi nati è affetto da

Dettagli

Le patologie gravemente invalidanti nel neonato e nella prima infanzia

Le patologie gravemente invalidanti nel neonato e nella prima infanzia Istituti Clinici di Perfezionamento - Milano Servizio di Abilitazione Precoce dei Genitori Le patologie gravemente invalidanti nel neonato e nella prima infanzia Spunti di riflessione per gli operatori

Dettagli

Quando un sintomo non è solo fisico

Quando un sintomo non è solo fisico SEMINARIO Quando un sintomo non è solo fisico Luciana Biancalani & Alessandra Melosi 16 Convegno Pediatrico Firenze 11-12 novembre 2011 Disturbi non solo fisici problemi psicologici conseguenti a disturbi

Dettagli

la comunicazione della diagnosi al malato di Alzheimer

la comunicazione della diagnosi al malato di Alzheimer Gruppo di studio SIGG LA CURA NELLA FASE TERMINALE DELLA VITA la comunicazione della diagnosi al malato di Alzheimer evelina bianchi Firenze 53 Congresso nazionale SIGG 2008 Firenze 53 congresso SIGG evelina

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05

CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05 CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05 INTERVENTO SEMINARIALE I.T.I.S. A. D Aosta L Aquila 29 Maggio 2007 Accoglienza e assistenza agli alunni

Dettagli

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Istituto Comprensivo A. Gramsci di Campalto PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Si tenga conto che il Protocollo è un documento che propone delle linee guida generali per gli

Dettagli

PROGETTO DI APPRENDIMENTO

PROGETTO DI APPRENDIMENTO PROGETTO DI APPRENDIMENTO IN AMBITO CLINICO PROBLEMA PRIORITARIO DI SALUTE SALUTE MENTALE Settembre 2006 Il percorso di apprendimento in ambito clinico relativo al problema prioritario di salute malattia

Dettagli

PERCHE FARE FORMAZIONE sull accompagnamento al morire.

PERCHE FARE FORMAZIONE sull accompagnamento al morire. UNA PROPOSTA FORMATIVA: il parere del geriatra Evelina Bianchi * LA FORMAZIONE Ho consultato la Treccani, enciclopedia della lingua italiana, alla voce formazione: deriva dal latino formatio, -onis e indica

Dettagli

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi In occasione del Convegno sull affido Genitori di scorta si nasce o si diventa? - Strade e percorsi

Dettagli

Cure palliative, un riparo sicuro di calore umano e scienza medica. La legge 38/2010 tutela l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

Cure palliative, un riparo sicuro di calore umano e scienza medica. La legge 38/2010 tutela l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. non più soli nel dolore Cure palliative, un riparo sicuro di calore umano e scienza medica La legge 38/2010 tutela l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Regione Toscana 800 880101 Indice.

Dettagli

A.F.P.C.I. Onlus Associazione Famiglie con Bambini con Paralisi Cerebrale Infantile. Fontanellato, 03/06/2015

A.F.P.C.I. Onlus Associazione Famiglie con Bambini con Paralisi Cerebrale Infantile. Fontanellato, 03/06/2015 A.F.P.C.I. Onlus Associazione Famiglie con Bambini con Paralisi Cerebrale Infantile Fontanellato, 03/06/2015 COS E LA PARALISI CEREBRALE INFANTILE La Paralisi Cerebrale (PCI) è l esito di una lesione del

Dettagli

Dolore e disabilità (il dolore del bambino e della famiglia) dr Valter Sonzogni USC Anestesia e Rianimazione I AO Papa Giovanni XXIII, Bergamo

Dolore e disabilità (il dolore del bambino e della famiglia) dr Valter Sonzogni USC Anestesia e Rianimazione I AO Papa Giovanni XXIII, Bergamo Dolore e disabilità (il dolore del bambino e della famiglia) dr Valter Sonzogni USC Anestesia e Rianimazione I AO Papa Giovanni XXIII, Bergamo Dolore: un problema, un mistero Il dolore l animale lo evita,

Dettagli

Via della Guardia 18 34100 Trieste Tel. 040 3478485/3499020 Fax. 040 3485453 IL NOSTRO SISTEMA. Via Besenghi, 27. 34143 Trieste. Tel - Fax 040 300300

Via della Guardia 18 34100 Trieste Tel. 040 3478485/3499020 Fax. 040 3485453 IL NOSTRO SISTEMA. Via Besenghi, 27. 34143 Trieste. Tel - Fax 040 300300 L'ARCA - CONSORZIO SERVIZI PER L'INFANZIA ASSOCIAZIONE FORMAZIONE EDUCATORI Via della Guardia 18 34100 Trieste Tel. 040 3478485/3499020 Fax. 040 3485453 IL NOSTRO SISTEMA il guscio cooperativa sociale

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

ASPETTI GENETICI, FISICI, MOTORI, MEDICI.

ASPETTI GENETICI, FISICI, MOTORI, MEDICI. LEZIONE: LA SINDROME DI DOWN (PRIMA PARTE) PROF. RENZO VIANELLO Indice 1 UN PO DI STORIA ----------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2

Dettagli

EDUCAZIONE ALLA DISABILITA

EDUCAZIONE ALLA DISABILITA EDUCAZIONE ALLA DISABILITA PROGETTI DI SENSIBILIZZAZIONE ALL HANDICAP PER LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE La Fondazione Placido Puliatti onlus promuove, sostiene e svolge attività per la prevenzione, la cura,

Dettagli

FISIOTERAPISTA E CHINESIOLOGO A CONFRONTO

FISIOTERAPISTA E CHINESIOLOGO A CONFRONTO FISIOTERAPISTA E CHINESIOLOGO A CONFRONTO Introduzione. Nel contesto lavorativo in cui mi trovo ad operare, mi sto riferendo ad un centro di rieducazione motoria, mi sono confrontata con le altre figure

Dettagli

IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE

IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE VI Incontro Formativo LA VISIONE OLISTICA DELLA CURA: IL MALATO LA LESIONE CUTANEA CRONICA IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE Coordinatore Infermieristico Cure Domiciliari ASL

Dettagli

Dott.ssa EMANUELA GARRITANI

Dott.ssa EMANUELA GARRITANI Dott.ssa EMANUELA GARRITANI L idea di trattare questo argomento è nata a seguito della prima esperienza di tirocinio, svoltasi presso la Residenza Sanitaria Assistenziale del Presidio Ospedaliero di Monfalcone,

Dettagli

La sinergia tra scuola e territorio è quindi imprescindibile per l integrazione del disabile perchè consente di promuovere ed attivare:

La sinergia tra scuola e territorio è quindi imprescindibile per l integrazione del disabile perchè consente di promuovere ed attivare: DIDATTICA L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI La legge 104/92 (legge quadro per l assistenza, l integrazione scolastica ed i diritti alla persona handicappata) ha posto in essere una serie di adempimenti

Dettagli

UNA SCUOLA PER AMARE

UNA SCUOLA PER AMARE UNA SCUOLA PER AMARE L iniziativa UNA SCUOLA PER AMARE vuole essere una chiave d accesso per entrare nelle scuole, ma soprattutto nella sfera affettiva dei giovani, alla quale durante il percorso scolastico

Dettagli

BUONE NORME PER L INSERIMENTO SCOLASTICA PROGETTO PILOTA PER L INSERIMENTO IN CLASSE DI UN BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI

BUONE NORME PER L INSERIMENTO SCOLASTICA PROGETTO PILOTA PER L INSERIMENTO IN CLASSE DI UN BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI BUONE NORME PER L INSERIMENTO SCOLASTICA PROGETTO PILOTA PER L INSERIMENTO IN CLASSE DI UN BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI QUADRO GENERALE L art.12 della legge quadro 104/92, diritto all'educazione e

Dettagli

angina esofagea. DOLORE TORACICO DI ORIGINE ESOFAGEA

angina esofagea. DOLORE TORACICO DI ORIGINE ESOFAGEA Angina esofagea Angina esofagea Angina pectoris DOLORE TORACICO DI ORIGINE ESOFAGEA Nella diagnosi differenziale del dolore di origine coronarica il ruolo principale spetta al dolore toracico di origine

Dettagli

Progetto UN MODELLO D INCLUSIONE SCOLASTICA DEL BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI

Progetto UN MODELLO D INCLUSIONE SCOLASTICA DEL BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI Progetto UN MODELLO D INCLUSIONE SCOLASTICA DEL BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI Associazione Uniti per Crescere Onlus Anno scolastico 2015-2016 CON IL PATROCINIO: COMUNE DI PADOVA Titolo del Progetto:

Dettagli

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma ( ) Per affrontare i problemi sociali non possiamo fare a meno di ascoltare

Dettagli

Autismo Caratteristiche

Autismo Caratteristiche Autismo Caratteristiche Flavia Caretto Psicologa Psicoterapeuta Modena 6 ottobre 2012 una persona vera Il mio modo di essere era completamente incomprensibile agli occhi di chi mi circondava. Toccavo continuamente

Dettagli

UNITA OPERATIVA DI RIABILITAZIONE GENERALE IN REGIME DIURNO CONTINUO PER ETA EVOLUTIVA

UNITA OPERATIVA DI RIABILITAZIONE GENERALE IN REGIME DIURNO CONTINUO PER ETA EVOLUTIVA UNITA OPERATIVA DI RIABILITAZIONE GENERALE IN REGIME DIURNO CONTINUO PER ETA EVOLUTIVA DEFINIZIONE E UTENZA: L Unità Operativa di Riabilitazione Generale in Regime Diurno Continuo, accreditata presso il

Dettagli

PROGETTO NELL AMBITO DELLE CURE DOMICILIARI DI APPRENDIMENTO IN AMBITO CLINICO PROBLEMA PRIORITARIO DI SALUTE

PROGETTO NELL AMBITO DELLE CURE DOMICILIARI DI APPRENDIMENTO IN AMBITO CLINICO PROBLEMA PRIORITARIO DI SALUTE A.S.O. S. Giovanni Battista di Torino Organizzazione e Sviluppo Risorse Corsi di Laurea delle Professioni sanitarie Corso di Laurea in Infermieristica Università degli Studi di Torino Facoltà di Medicina

Dettagli

Luca Pantarotto. Hospice Casa San Giovanni di Dio Ospedale S. Raffaele Arcangelo Fatebenefratelli Venezia

Luca Pantarotto. Hospice Casa San Giovanni di Dio Ospedale S. Raffaele Arcangelo Fatebenefratelli Venezia Luca Pantarotto Hospice Casa San Giovanni di Dio Ospedale S. Raffaele Arcangelo Fatebenefratelli Venezia Fisiologia della deglutizione atto complesso che implica l utilizzo coordinato e sincrono della

Dettagli

01 Il sistema nervoso centrale 2

01 Il sistema nervoso centrale 2 VI Sommario Parte prima La mente e le sue funzioni nel ciclo di vita Pensare, imparare, conoscere se stessi e gli altri, farsi un idea dell ambiente che ci circonda, reagire agli stimoli che continuamente

Dettagli

ALLEGATE AL DECRETO MINISTERIALE 12 LUGLIO 2011

ALLEGATE AL DECRETO MINISTERIALE 12 LUGLIO 2011 GRIGLIA IPDA LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Art. 2 Finalità f) favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi;

Dettagli

LEGGERE PEDAGOGICAMENTE Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI): un approccio pedagogico-clinico ai disturbi dell apprendimento.

LEGGERE PEDAGOGICAMENTE Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI): un approccio pedagogico-clinico ai disturbi dell apprendimento. A CURA DI IGNAZIO LICCIARDI LEGGERE PEDAGOGICAMENTE Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI): un approccio pedagogico-clinico ai disturbi dell apprendimento. di Angelina Albano biblìon COLLANA

Dettagli

Infermieristica della salute mentale. Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti

Infermieristica della salute mentale. Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti Infermieristica della salute mentale Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti Le competenze dell infermiere in psichiatria e all interno dell equipe multi professionale La

Dettagli

R. Rovaris Istituto Comprensivo di Verzellino Scuola Primaria "Fratelli Cervi", Zingonia. rita.rovaris@scuoleverdellino.it

R. Rovaris Istituto Comprensivo di Verzellino Scuola Primaria Fratelli Cervi, Zingonia. rita.rovaris@scuoleverdellino.it L'esperienza del Centro per l'intervento Didattico sugli Alunni Dislessici (C.I.D.A.D.) come esempio di buona prassi di intervento coordinato sul territorio R. Rovaris Istituto Comprensivo di Verzellino

Dettagli

ATTIVITA FORMATIVE DI TIROCINIO

ATTIVITA FORMATIVE DI TIROCINIO ATTIVITA FORMATIVE DI TIROCINIO Gli OBIETTIVI del toricinio sono: formare lo studente-logopedista nella conoscenza e nella pratica degli ATTI PROFESSIONALI SPECIFICI: osservazione, valutazione, programmazione,

Dettagli

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PRESENTAZIONE Il presente progetto costituisce un iniziativa volta a promuovere un percorso di crescita dei ragazzi nel confronto,

Dettagli

CURARE E PRENDERSI CURA: LA PRIORITA DELLE CURE DOMICILIARI

CURARE E PRENDERSI CURA: LA PRIORITA DELLE CURE DOMICILIARI PROF.SSA LUISA BARTORELLI Direttore Centro Alzheimer della Fondazione Roma CURARE E PRENDERSI CURA: LA PRIORITA DELLE CURE DOMICILIARI La sfida che la crescita esplosiva della popolazione anziana pone

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PREMESSA L Istituto opera con particolare attenzione per l integrazione degli alunni disabili, favorendo la socializzazione, l acquisizione di autonomia

Dettagli

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING E una tecnica di pronto soccorso emotivo, si tratta di un intervento breve(20-40 minuti) che viene organizzato per le persone (6-8) che hanno

Dettagli

REFLUSSO GASTROESOFAGEO. Paolo Franceschi franceschipao@libero.it Tel.0198404231 Savona 19 Dicembre 2005

REFLUSSO GASTROESOFAGEO. Paolo Franceschi franceschipao@libero.it Tel.0198404231 Savona 19 Dicembre 2005 REFLUSSO GASTROESOFAGEO Paolo Franceschi franceschipao@libero.it Tel.0198404231 Savona 19 Dicembre 2005 MRGE: sintomi extraesofagei MRGE: molto diffusa e frequente nella pratica clinica. Manifestazioni

Dettagli

L arte dell assistere per accompagnare: Il bisogno dei Pazienti

L arte dell assistere per accompagnare: Il bisogno dei Pazienti Corso specialistico Assistenti familiari per Pazienti con malattie avanzate e/o terminali Cascina Brandezzata - Milano 24 Gennaio 2015 L arte dell assistere per accompagnare: Il bisogno dei Pazienti Dr.

Dettagli

Sig/Sig.ra... Nato/a a.. il.. Abitante a. Via........... Altri problemi clinici ventilazione polmonare assistita coma o stato neuro vegetativo

Sig/Sig.ra... Nato/a a.. il.. Abitante a. Via........... Altri problemi clinici ventilazione polmonare assistita coma o stato neuro vegetativo Data:1/11/2004 Pag. 1 di 7 Sig/Sig.ra... Nato/a a.. il.. Abitante a. Via.. Anamnesi patologia remota Anamnesi patologia prossima Altri problemi clinici nessuno ventilazione polmonare assistita tracheostomia

Dettagli

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine.

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine. Dott.ssa Panaghia Facchinelli, Pedagogista clinica Tel 348-8742827 panaghia@email PERCORSO DI EDUCAZIONE ALL AFFETTIVITA E ALLA SESSUALITA Questo progetto di educazione all affettività e sessualità è rivolto

Dettagli

LA DIAGNOSI FUNZIONALE,IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ED IL PIANO DIDATTICO. INDIVIDUALIZZATO : attualità e limiti

LA DIAGNOSI FUNZIONALE,IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ED IL PIANO DIDATTICO. INDIVIDUALIZZATO : attualità e limiti LA DIAGNOSI FUNZIONALE,IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ED IL PIANO DIDATTICO INDIVIDUALIZZATO : attualità e limiti PAROLE PER ORIENTARSI DEFICIT HANDICAP - DIVERSABILITA - DISABILITA Deficit : per indicare

Dettagli

Sintomi e segni. Disturbo. Sindrome. Disturbi Pervasivi dello Sviluppo

Sintomi e segni. Disturbo. Sindrome. Disturbi Pervasivi dello Sviluppo Disturbi Pervasivi dello Sviluppo Annamaria Petito SSIS 400H Sintomi e segni Sono le informazioni che derivano da consapevoli sensazioni del paziente e sono le interpretazioni date dal medico agli elementi

Dettagli

Data di pubblicazione. ottobre 2011. Data di aggiornamento. ottobre 2015

Data di pubblicazione. ottobre 2011. Data di aggiornamento. ottobre 2015 Data di pubblicazione ottobre 2011 Data di aggiornamento ottobre 2015 LINEA GUIDA Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti Critiche infondate Critiche pertinenti

Dettagli

Corso di Bioetica su Inizio Vita 2011

Corso di Bioetica su Inizio Vita 2011 Corso di Bioetica su Inizio Vita 2011 Le caratteristiche del neonato ammalato e del suo contesto famigliare Fiorella Balli Marisa Pugliese Carpi 10 Novembre 2011 La famiglia di fronte alla malattia shock

Dettagli

La sedazione terminale nelle malattie neurodegenerative?

La sedazione terminale nelle malattie neurodegenerative? Cure palliative in Geriatria: la sedazione terminale? La sedazione terminale nelle malattie neurodegenerative? Evelina Bianchi Geriatria di Vicenza SEDAZIONE TERMINALE (ST) le mie convinzioni e la premessa

Dettagli

Il Bambino Dall Anello Una fiaba per sentirsi meno soli

Il Bambino Dall Anello Una fiaba per sentirsi meno soli Il Bambino Dall Anello Una fiaba per sentirsi meno soli Percorso di integrazione scolastica del soggetto disabile Associazione Ring 14 2011 Indice Breve profilo dell Associazione Introduzione e contesto

Dettagli

www.fisiokinesiterapia.biz IL TEAM RIABILITATIVO

www.fisiokinesiterapia.biz IL TEAM RIABILITATIVO www.fisiokinesiterapia.biz IL TEAM RIABILITATIVO RIABILITAZIONE è un processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona disabile a raggiungere il miglior livello

Dettagli

PROGETTO DI TERAPIA CON IL MEZZO DEL CAVALLO

PROGETTO DI TERAPIA CON IL MEZZO DEL CAVALLO COMUNITA' MONTANA DEL SEBINO in collaborazione con ASL Brescia Distretto s.s. n. 5 Sebino Azienda Ospedaliera Mellino Mellini - Neuropsichiatria Infantile di Iseo PROGETTO DI TERAPIA CON IL MEZZO DEL CAVALLO

Dettagli

Gruppo eterogeneo di disordini caratterizzati da una molteplicità di sintomi che si manifestano attraverso un comportamento alimentare disturbato

Gruppo eterogeneo di disordini caratterizzati da una molteplicità di sintomi che si manifestano attraverso un comportamento alimentare disturbato Insieme delle condizioni cliniche che manifestano un disagio espresso attraverso un rapporto alterato con il cibo e con il proprio corpo tali da compromettere la qualità della vita e le relazioni sociali

Dettagli

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it Il ruolo infermieristico È tra le figure professionali che si trova quotidianamente

Dettagli

GLI INDICATORI PER LA TERAPIA LOGOPEDICA NEL SOGGETTO AUTISTICO

GLI INDICATORI PER LA TERAPIA LOGOPEDICA NEL SOGGETTO AUTISTICO GLI INDICATORI PER LA TERAPIA LOGOPEDICA NEL SOGGETTO AUTISTICO A cura di Dr. M. Brighenti * A. Cinì** S. Isoli** M. Maffei** * Neuropsichiatra Infantile, Primario del II Servizio NPI e PEE dell Azienda

Dettagli

La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico

La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico 1 La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico Progetto per il sostegno e il rinserimento nella vita di relazione Equipe Multidisciplinare di I livello Sede di Roma Centro

Dettagli

Formazione genitori. I percorsi

Formazione genitori. I percorsi Formazione genitori Sappiamo che spesso è difficile trovare un po di tempo per pensare a come siamo genitori e dedicarci alla nostra formazione di educatori, sappiamo però anche quanto sia importante ritagliarsi

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO Allegato alla Delib.G.R. n. 44/ 10 del 31.10.2007 PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO Premessa L autismo, assieme agli altri disturbi pervasivi

Dettagli

CONTA SU DI ME. Volontari in emergenza (Ospedale, Domicilio, Scuola)

CONTA SU DI ME. Volontari in emergenza (Ospedale, Domicilio, Scuola) CONTA SU DI ME Volontari in emergenza (Ospedale, Domicilio, Scuola) CASINA DEI BIMBI Dal 2001 l Associazione Casina dei Bimbi Onlus opera nel territorio delle province di Reggio Emilia, Modena e Parma

Dettagli

Scuola e adozione: il punto di vista di Genitori si diventa.

Scuola e adozione: il punto di vista di Genitori si diventa. 1 Scuola e adozione: il punto di vista di Genitori si diventa. Il contesto di riferimento: Numerosa ormai è la presenza, nelle aule scolastiche, di bambini adottati nazionalmente ed internazionalmente.

Dettagli

La comunicazione medico-paziente

La comunicazione medico-paziente La comunicazione medico-paziente Prof.ssa Maria Grazia Strepparava Psicologia della comunicazione in ambito sanitario - aa 2004-2005 Competenze che si richiedono al medico Saper capire e spiegare al paziente

Dettagli

IL GIOCO-FIABA ANIMATO NELLE CLASSI DI SCUOLA ELEMENTARE

IL GIOCO-FIABA ANIMATO NELLE CLASSI DI SCUOLA ELEMENTARE IL GIOCO-FIABA ANIMATO NELLE CLASSI DI SCUOLA ELEMENTARE A cura del Dott. Maurizio Francesco Molteni (psicoterapeuta) e di Stefania Giovanna Maggetto (psicologa) Indice a-1) Che cos è il gioco-fiaba animato

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI L importanza di un protocollo di accoglienza L adozione di un Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo le indicazioni stabilite

Dettagli

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE Dott.ssa Luisa Calliari Rovereto, 9 ottobre 2008 1 REGOLAMENTO PER FAVORIRE L INTEGRAZIONE E L INCLUSIONE DEGLI STUDENTI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Dettagli

LA NECESSITA DI INCREMENTARE LE CURE PALLIATIVE RIVOLTE AL NEONATO, AL BAMBINO E ALL ADOLESCENTE

LA NECESSITA DI INCREMENTARE LE CURE PALLIATIVE RIVOLTE AL NEONATO, AL BAMBINO E ALL ADOLESCENTE LA NECESSITA DI INCREMENTARE LE CURE PALLIATIVE RIVOLTE AL NEONATO, AL BAMBINO E ALL ADOLESCENTE E parte dell esperienza quotidiana che anche i bambini e gli adolescenti vengano colpiti da patologie a

Dettagli

LA DEMENZA DI ALZHEIMER: LE NUOVE FRONTIERE DELL APPROCCIO INTEGRATO

LA DEMENZA DI ALZHEIMER: LE NUOVE FRONTIERE DELL APPROCCIO INTEGRATO LA DEMENZA DI ALZHEIMER: LE NUOVE FRONTIERE DELL APPROCCIO INTEGRATO PRENDERSI CURA DEL MALATO E DELLA SUA FAMIGLIA ALZHEIMER CAFE una proposta di realizzazione, una risposta a chi ha bisogno. DR. ALESSANDRO

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE PER GENITORI

CORSO DI FORMAZIONE PER GENITORI CORSO DI FORMAZIONE PER GENITORI I I figli crescono Primo incontro 25.11.06 La scuola superiore: l adolescente l tra scuola e famiglia Secondo incontro17.02.07 La relazione tra genitori e figli adolescenti:

Dettagli

PROGETTO SCIENTIFICO CONTINUITA DELLE CURE IN FIBROSI CISTICA

PROGETTO SCIENTIFICO CONTINUITA DELLE CURE IN FIBROSI CISTICA UOC FIBROSI CISTICA, DMP OPBG- IRCCS e ASSOCIAZIONE OFFICIUM ONL.US. PROGETTO SCIENTIFICO CONTINUITA DELLE CURE IN FIBROSI CISTICA Sviluppo ed Implementazione della cultura assistenziale del malato cronico

Dettagli

Questionario Informativo

Questionario Informativo Medicina del Dolore e Cure Palliative Questionario Informativo Gentile Signore, Gentile Signora, Le chiediamo solo pochi minuti del Suo tempo per compilare il presente questionario: poche domande che hanno

Dettagli

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 1 PREMESSA Il CNSA riconosce e valorizza le specificità di ciascun Ente Locale, delle singole professionalità e delle

Dettagli

Il telefono in Pediatria:

Il telefono in Pediatria: Il telefono in Pediatria: criteri di efficacia nella comunicazione e nella relazione Mario Maresca mario.maresca@nexolution.it www.nexolution.it Relazione e Comunicazione La comunicazione è un processo

Dettagli

LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA. Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA

LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA. Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA OBIETTIVO: Presentare il percorso intrapreso per superare

Dettagli

Il bambino con labiopalatoschisi

Il bambino con labiopalatoschisi Il bambino con labiopalatoschisi Aspetti psicologici e ruolo dello psicologo Ornella Manca Uccheddu La nascita del figlio A. M. Di Vita (Palermo, 2002) Ha messo in evidenza una differenza fra padri e madri

Dettagli

Integrazione scolastica nodo centrale del Progetto di Vita. Maura Gelati Università di Lecce

Integrazione scolastica nodo centrale del Progetto di Vita. Maura Gelati Università di Lecce Integrazione scolastica nodo centrale del Progetto di Vita Maura Gelati Università di Lecce 1. Integrazione Oggi la legislazione italiana garantisce a tutti i soggetti in situazione di disabilità di assolvere

Dettagli

Progetto vita indipendente

Progetto vita indipendente Buon giorno io sono Leda mamma di Giulia, una ragazza disabile che ha usufruito del Progetto vita indipendente fornito dalla Cooperativa Primavera 85. Mia figlia ha 24 anni e da sempre mi sono impegnata

Dettagli

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Essere fratelli di Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Contesto di riferimento e obiettivi generali La famiglia è senza dubbio il luogo più importante per la

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO PER LA DISABILITA

CONTRATTO FORMATIVO PER LA DISABILITA CONTRATTO FORMATIVO PER LA DISABILITA La società è profondamente cambiata e la scuola non riesce a rispondere ai bisogni emergenti dei vari componenti del sistema creando, a volte, essa stessa situazioni

Dettagli

MOTIVAZIONE DEL SOCCORRITORE

MOTIVAZIONE DEL SOCCORRITORE Lunedì 17 Febbraio 2014 Misericordia nel Comune di Lari Corso di Formazione di livello Base e Avanzato ASPETTI RELAZIONALI NELL APPROCCIO AL PAZIENTE RELATORE Benedetto Deri, F.M.R.T. Misericordia nel

Dettagli

Analisi dell'assistenza fornita dal Centro di Rovereto e proposta di un piano educativo

Analisi dell'assistenza fornita dal Centro di Rovereto e proposta di un piano educativo UN PROGETTO EDUCATIVO PER IL CENTRO DI ROVERETO Cos è l educazione terapeutica? Perché è importante? L educazione terapeutica può contribuire a migliorare la qualità delle cure quotidiane eseguite dal

Dettagli

Somministrazione del test e attribuzione dei punteggi

Somministrazione del test e attribuzione dei punteggi SOMMINISTRAZIONE DEL TEST E ATTRIBUZIONE DEI PUNTEGGI 19 2 Somministrazione del test e attribuzione dei punteggi Criteri di idoneità Il TAD misura una gamma di sintomatologie associate a depressione e

Dettagli

Quando e come informare i genitori

Quando e come informare i genitori Quando e come informare i genitori Obiettivi dell informazione Aumentare le conoscenze Modificare le false convinzioni Rispondere alle domande poste Aumentare la capacità di gestione autonoma delle diverse

Dettagli

I primi colloqui dello psicologo in Hospice: uno strumento di lavoro

I primi colloqui dello psicologo in Hospice: uno strumento di lavoro I primi colloqui dello psicologo in Hospice: uno strumento di lavoro Le riflessioni del Gruppo Geode Anna Porta Psicologa Hospice l Orsa Maggiore Biella HOSPICE EQUIPE Psicologo Medici Infermieri OSS Volontari

Dettagli

CONTROLLO NEUROLOGICO DEI MUSCOLI DELLA DEGLUTIZIONE

CONTROLLO NEUROLOGICO DEI MUSCOLI DELLA DEGLUTIZIONE DEGLUTIZIONE: Passaggio del cibo dalla bocca allo stomaco. Prassia complessa che dipende dalla contrazione coordinata dei muscoli orofaringei, laringei e esofagei. (25 muscoli, 5 nervi) CONTROLLO NEUROLOGICO

Dettagli

INDICATORI DI ABUSO SESSUALE E MALTRATTAMENTO. Rose Galante, Centro di Terapia Relazionale 095.221178 www.psicoterapiactr.it

INDICATORI DI ABUSO SESSUALE E MALTRATTAMENTO. Rose Galante, Centro di Terapia Relazionale 095.221178 www.psicoterapiactr.it Indicatori fisici Lividi, ustioni, lacerazioni, fratture Ritardo o arresto della crescita Lesioni traumatiche dell apparato genitale ed anale Denutrizione Aspetto gravemente sofferente Abbigliamento inadeguato

Dettagli

UONPIA: NEUROPSICHIATRIA DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA

UONPIA: NEUROPSICHIATRIA DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA UONPIA: NEUROPSICHIATRIA DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA Istruzioni per l uso www.ao.lodi.it Attività Sanitaria L Unità Strutturale Complessa (USC) NeuroPsichiatria Infantile ( UONPIA ) è un servizio

Dettagli

PIANO OFFERTA FORMATIVA A.S. 2011-2012. Lo sportello d'ascolto psicologico nella scuola: funzioni e struttura

PIANO OFFERTA FORMATIVA A.S. 2011-2012. Lo sportello d'ascolto psicologico nella scuola: funzioni e struttura PIANO OFFERTA FORMATIVA A.S. 2011-2012 Lo sportello d'ascolto psicologico nella scuola: funzioni e struttura PROGETTO della Dott.ssa Annalisa Esposito Nonostante i seri problemi che gravano sulla scuola

Dettagli

Dott.ssa Elena Filippini

Dott.ssa Elena Filippini SCUOLA-ASL: ASL: CHI SEGNALARE? Criteri e valutazioni Dott.ssa Elena Filippini Accordo quadro di programma provinciale per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità (2011-2016) 2016) (artt.12

Dettagli

PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI ISTITUTO COMPRENSIVO DI BOBBIO CAPOLUOGO (PC) PIAZZA S. COLOMBANO, 5 29022 BOBBIO (PC) PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DISABILI Anche un lungo cammino comincia con un piccolo

Dettagli

cerebrale e conseguente tetraparesi spastica, è utile affidare questo compito ai genitori oppure compiere questa manovra in due persone per poi

cerebrale e conseguente tetraparesi spastica, è utile affidare questo compito ai genitori oppure compiere questa manovra in due persone per poi La prima visita odontoiatrica del paziente pediatrico affetto da disabilità R. D Avenia, L.C. Buracchi, S. Michelozzi, B. Barbarani, C. Villanacci Odontostomatologia Speciale Pediatrica, A.O.U. Meyer Firenze

Dettagli

L alunno disabile chi è, com è, cosa fare DALLA PERDITA DELLA FUNZIONE ALL AUTONOMIA

L alunno disabile chi è, com è, cosa fare DALLA PERDITA DELLA FUNZIONE ALL AUTONOMIA L alunno disabile chi è, com è, cosa fare 21 novembre 2013 DALLA PERDITA DELLA FUNZIONE ALL AUTONOMIA FT Dott. Andrea Menon Ass. La Nostra Famiglia _ Padova Definizione di funzione: Soluzione operativa

Dettagli

Giornata Europea della Logopedia,6 Marzo 2012 Libera le parole I DISTURBI DELLA FLUENZA: IL RUOLO DEL LOGOPEDISTA.

Giornata Europea della Logopedia,6 Marzo 2012 Libera le parole I DISTURBI DELLA FLUENZA: IL RUOLO DEL LOGOPEDISTA. I DISTURBI DELLA FLUENZA: IL RUOLO DEL LOGOPEDISTA CHI E IL LOGOPEDISTA? Il Logopedista è il Professionista Sanitario che, a seguito di un percorso formativo universitario, acquisisce le competenze necessarie

Dettagli

Protocollo di Accoglienza per alunni che presentano Bisogni Educativi Speciali

Protocollo di Accoglienza per alunni che presentano Bisogni Educativi Speciali Protocollo di Accoglienza per alunni che presentano Bisogni Educativi Speciali FINALITA 1 Questo documento denominato Protocollo di Accoglienza è una guida dettagliata di informazione riguardante l accoglienza

Dettagli

IL RUOLO DEL CAREGIVER. Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO?

IL RUOLO DEL CAREGIVER. Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO? IL RUOLO DEL CAREGIVER Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO? Per i pazienti un sostegno indispensabile Per i Medici un riferimento Per le Istituzioni

Dettagli

MEDIAZIONE FAMILIARE INCONTRI PROTETTI SOSTEGNO NELL AFFIDO

MEDIAZIONE FAMILIARE INCONTRI PROTETTI SOSTEGNO NELL AFFIDO Il servizio di mediazione e sostegno SMS, nei suoi diversi ambiti di applicazione ha come caratteristica la restituzione di responsabilità e di autodeterminazione alle parti del sistema famiglia che si

Dettagli

16 Convegno APeC Le malattie croniche: il futuro della assistenza in pediatria o l assistenza pediatrica del futuro? Ferrara 22 ottobre 2011

16 Convegno APeC Le malattie croniche: il futuro della assistenza in pediatria o l assistenza pediatrica del futuro? Ferrara 22 ottobre 2011 16 Convegno APeC Le malattie croniche: il futuro della assistenza in pediatria o l assistenza pediatrica del futuro? Ferrara 22 ottobre 2011 Il modello di assistenza integrata proposto dall APeC a 10 anni

Dettagli

IL NOSTRO PROGETTO D ISTITUTO MEMORIA. storia e storie. riflessione critica e interazione tra passato presente e futuro CITTADINANZA CONSAPEVOLE

IL NOSTRO PROGETTO D ISTITUTO MEMORIA. storia e storie. riflessione critica e interazione tra passato presente e futuro CITTADINANZA CONSAPEVOLE IL NOSTRO PROGETTO D ISTITUTO LEGALITÀ riflessione critica sull importanza e la motivazione delle regole; scelta consapevole di rispettarle MEMORIA storia e storie riflessione critica e interazione tra

Dettagli

LE PSICOTERAPIE. A cura del Dr. Daniele Araco. (tratte dal trattato italiano di Psichiatria)

LE PSICOTERAPIE. A cura del Dr. Daniele Araco. (tratte dal trattato italiano di Psichiatria) LE PSICOTERAPIE A cura del Dr. Daniele Araco (tratte dal trattato italiano di Psichiatria) IL PROBLEMA DELLA PSICOTERAPIA COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA

Dettagli

PRESA IN CARICO DELL ADOLESCENTE E DELLA SUA FAMIGLIA. Psicologa Acone Silvana

PRESA IN CARICO DELL ADOLESCENTE E DELLA SUA FAMIGLIA. Psicologa Acone Silvana PRESA IN CARICO DELL ADOLESCENTE E DELLA SUA FAMIGLIA Psicologa Acone Silvana L ADOLESCENTE: CHI SONO? Il compito dell adolescente è quello di "individuarsi" rispetto alla propria famiglia. Emanciparsi

Dettagli

Cooperativa Tempo per l Infanzia ONLUS

Cooperativa Tempo per l Infanzia ONLUS CARTA DEI SERVIZI Servizi socio-educativi per disabili e loro famiglie Questo documento vuole far conoscere in modo chiaro i servizi che la Cooperativa Tempo per l Infanzia, offre nell ambito dei ragazzi

Dettagli