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2 Meno fosforo uguale meno inquinamento In molti allevamenti di bovine da latte esistono ampie possibilità di mitigare l impatto ambientale. Si tratta di ridurre l escrezione di questo minerale nelle deiezioni, attraverso il controllo alimentare l Il rispetto dei requisiti minimi di natura ambientale è un pre requisito per l attività agro zootecnica di DAVIDEBIAGINI*, BRUNOMINEO**, VANDAMALFATTO* In seguito allo sviluppo della normativa ambientale, il controllo del rilascio dei nutrienti durante il riutilizzo aziendale degli effluenti zootecnici è divenuto negli anni un fattore di primaria importanza per gli allevamenti europei, anche alla luce della recente legislazione che è diventata ancora più severa *Dipartimento di scienze zootecniche, Università di Torino ** Zoonomo tecnico mangimista in materia. In considerazione dei vincoli sempre più stringenti, il rispetto dei requisiti minimi di natura ambientale per queste realtà produttive sta diventando, dunque, per certi versi un problema, ma anche un pre requisito necessario per lo svolgimento dell'attività agro zootecnica. Dopo anni di interventi volti a limitare i rilasci azotati, ora l'attenzione si sta spostando sul fosforo, elemento che, come noto, è tra le principali cause dell'eutrofizzazione delle acque ed il cui contenuto nei reflui zootecnici è spesso sbilanciato rispetto all'azoto in funzione degli specifici fabbisogni colturali. È facile immaginare, dunque, che fra non molto tempo anche questo elemento sarà opportunamente considerato ai fini legislativi. Per questo motivo è stata condotta un'indagine territoriale per valutare a quale livello si ponesse l escrezione del fosforo in alcuni allevamenti piemontesi di bovine da latte, analizzando la situazione di una serie di realtà produttive per stimarne il potenziale impatto ambientale in termini di rilasci fosforici e proponendo alcuni interventi di mitigazione. FABBISOGNI E APPORTO DEI NUTRIENTI Dato che a livello aziendale l apporto giornaliero di fosforo si basa su valori raccomandati, tali da coprire il fabbisogno di una categoria di animali e non di un singolo soggetto e, comunque, in grado di soddisfare i fabbisogni degli individui che hanno le maggiori esigenze, si è scelto di lavorare a livello di stima fosforica di gruppo e quindi di azienda. Per la verifica del razionamento, di ogni categoria animale allevata sono stati determinati i fabbisogni medi e l'apporto dei principi nutritivi effettuato con l alimentazione. La determinazione del fabbisogno in P totale e dei relativi apporti ha permesso di giungere a determinare, per mezzo del sistema del bilancio fosforico (P incerto P trattenuto = P escreto), 30 IZ n. 16 / 2008

3 l escrezione potenziale di fosforo per categoria di capo allevata, per litro di latte prodotto e per tonnellata di peso vivo in ogni mandria presa in considerazione. Per la determinazione dei fabbisogni in P totale e in P assorbibile sono stati considerati i valori consigliati dall Nrc (2001) e dall'inra (2007). l Il campione di aziende selezionato alleva vacche di razza Frisona e, in un solo caso, di razza Bruna STIMA DELL ESCREZIONE FOSFORICA Il campione di aziende selezionato alleva vacche di razza Frisona e, in un solo caso, di razza Bruna. Complessivamente gli animali allevati nel periodo di osservazione (animali in produzione e rimonte) sono stati per un peso vivo complessivo di tonnellate. Per l'analisi aziendale i capi sono stati suddivisi in vacche in lattazione, vacche in asciutta, manze (12 24 mesi) e manzette (6 12 mesi), la cui numerosità e peso medio sono riportati in tabella 1. Gli indici produttivi e riproduttivi (tabella 2) sono allineati a quelli delle medie provinciali pubblicate dall'associazione italiana allevatori che, ad esempio, per la provincia di Cuneo (la provincia a maggior vocazione zootecnica del Piemonte ed anche quella in cui ricadono Tab. 1 Numero e peso medio delle categorie di capi allevati (media ± D.S.) Vacche Manze Manzette Numero 119,33 ± 54,52 50,00 ± 22,65 49,40 ± 24,16 Peso vivo (kg) 656,67 ± 23,20 425,33 ± 25,53 260,00 ± 29,94 L INDAGINE Per verificare il livello dell'escrezione fosforica sono state selezionate 15 aziende di bovine da latte che fossero rappresentative della realtà zootecnica locale. Gli allevamenti sono stati seguiti per 4 settimane e per ognuno di essi sono stati raccolti i dati relativi alle caratteristiche generali della mandria e all'alimentazione degli animali. In particolare sono stati rilevati: categorie e numero di capi mediamente allevati nel periodo considerato; indici produttivi (quantità di latte, tenore in grasso, proteine e caseina, cellule somatiche, carica batterica); indici riproduttivi (periodo di interparto e parto concepimento, numero di inseminazioni per parto, età del primo parto, vitelli nati annualmente in media per ogni vacca e fertilità delle bovine); razione alimentare delle diverse categorie di capi allevate; ingredienti della razione e relative integrazioni. Degli alimenti (concentrati e foraggi) si è proceduto ad effettuare un campionamento per le principali determinazioni analitiche (s.s., Pg, Ee, Fg, Ndf, Adf, Adl ceneri, P totale), mentre dei mangimi composti complementari e degli integratori preparati industrialmente si è acquisito il cartellino. Sull'escrezione fosforica, un ruolo importante è giocato dal contenuto e dalla forma di fosforo degli ingredienti della razione e dalle integrazioni minerali che si apportano alla dieta. Si è quindi stimato anche il tenore in P assorbibile degli alimenti concentrati, non determinato analiticamente, sulla base di dati medi (Inra, 2004; Nrc, 2001; Meschy, 2002), del quale se ne è verificato l'apporto in funzione dei fabbisogni delle vacche in lattazione.l la maggior parte degli allevamenti rilevati) riportano, per la razza Frisona e per l'anno 2006, una produzione media di latte pari 30,30 kg/ capo/giorno con il 3,74 % di grasso ed il 3,35 % di proteine. Per la stessa provincia, l'età media al primo parto è di 26 mesi, il numero di inseminazioni per parto è di 2,6 ed il periodo parto concepimento è di 174 giorni. La verifica della razione alimentare ha evidenziato una generale tendenza ad apportare una quantità di fosforo (P) mediamente superiore a quella raccomandata per le diverse categorie allevate (grafico 1). Il surplus di questo minerale è risultato essere mediamente del 14 % per le vacche in lattazione, del 21 % per le vacche in asciutta, del 108 % per le manze e del 50 % per le manzette. L'apporto medio di P è stato pari allo 0,43 % della sostanza secca ingerita dalle vacche in lattazione, dello 0,42 % per le vacche in asciutta, dello 0,37 % per le manze e dello 0,38 % per le manzette. Tali risultati sembrano indicare che l'allevatore presta generalmente una maggiore attenzione all'alimentazione degli animali in produzione rispetto alle rimonte, almeno per quel che riguarda l'apporto dei minerali ed in particolare del P. Il rapporto Ca/P è comunque risultato essere 1,92 per le vacche in lattazione, 1,82 per le vacche in asciutta e 1,80 per le manze e le manzette. L'eccesso di fosforo nella razione è confermato anche IZ n. 16 /

4 l Si può ridurre il fosforo escreto attraverso la scelta di mangimi commerciali e di integratori che ne contengano meno dall'analisi degli apporti e dei fabbisogni in funzione del P assorbibile. Tale verifica, come detto effettuata per le sole vacche in lattazione, ha evidenziato un surplus medio di fosforo di circa il 20 %. È da ricordare che generalmente si tende a garantire un buon apporto di P agli animali allevati, in quanto è opinione diffusa che questo minerale abbia un'influenza diretta sulla fertilità della bovina, anche se quest'idea è ormai stata in parte riconsiderata sulla base di altre più recenti interpretazioni (Ferguson e Sklan, 2005). In ogni caso, dall'analisi dei dati rilevati non si evidenzia alcuna correlazione tra il livello di fosforo della dieta ed i parametri produttivi e riproduttivi delle mandrie esaminate. Non dimentichiamo, però, che lunghi periodi di somministrazione di razioni eccedenti in fosforo possono causare problemi nel metabolismo del calcio, con un effetto secondario riguardante il rialzo della concentrazione fosforica nel sangue, ma soprattutto possono aumentare le escrezioni ed il conseguente impatto ambientale dell'allevamento. Sulla base del bilancio fosforico effettuato è stato possibile stimare l'escrezione di 32 IZ n. 16 / 2008

5 Graf. 1 Livelli di P somministrato rispetto al fabbisogno nelle categorie considerate questo minerale da parte delle varie categorie di capi allevate e dell'intera mandria (tabella 3). Tale bilancio evidenzia come l'eccesso fosforico delle diete si ripercuota inevitabilmente anche sul livello delle escrezioni e come la via alimentare sia quindi quella principale su cui agire per ridurre il livello di queste ultime. Tale soluzione consentirebbe anche di ottenere un interessante risparmio nei costi per l'alimentazione del bestiame, soprattutto alla luce dei recenti incrementi dei prezzi dei componenti utilizzati per la preparazione dei mangimi commerciali ed in particolare di quelli delle integrazioni minerali in genere e fosforiche in particolare. Alle ditte mangimistiche, inoltre, questo accorgimento potrebbe consentire di recuperare competitività in un mercato sempre più difficile e con ridotti margini di crescita. INTERVENTI PER RIDURRE L'ESCREZIONE FOSFORICA Da un punto di vista dell'impatto ambientale, sulla base di quanto è emerso dall'indagine territoriale, appare evidente che esistono ampi margini per poter intervenire sulla riduzione del fosforo escreto, innanzitutto riducendo le integrazioni minerali at Tab. 3 Escrezione fosforica stimata (media ± D.S.) Animali in produzione: kg/vacca/anno 22,07 ± 2,99 g/litro latte/anno 2,37 ± 0,28 Rimonte: kg/manza/anno 9,40 ± 2,90 kg/manzetta/anno 7,69 ± 2,25 Mandria: kg/t pv/anno 30,49 ± 4,70 IZ n. 16 /

6 Tab. 2 Indici produttivi e riproduttivi (media ± D.S.) Indici produttivi Indici riproduttivi Latte (kg/capo/d) 30,97 ± 3,94 Interparto (d) 430,40 ± 18,89 Grasso (%) 3,81 ± 0,19 Parto concepimento (d) 153,60 ± 17,00 Proteine (%) 3,37 ± 0,18 Fecondazioni/concep. (n) 2,53 ± 0,45 Caseina (%) 2,66 ± 0,09 Età 1 parto (mesi) 25,53 ± 1,30 Cellule somatiche (n/ml) ± Vitelli anno/vacca (n) 0,85 ± 0,04 Carca batterica (UFC/ml) ± Fertilità (%) 40,63 ± 6,78 Urea (mg/dl) 25,76 ± 3,57 traverso la scelta di mangimi commerciali e di integratori a più basso contenuto di P, secondariamente attraverso un migliore bilanciamento delle diete in funzione della forma e della quantità di fosforo contenuto nei componenti delle razioni degli animali allevati. La prima via è sicuramente quella più facile da applicare, soprattutto in considerazione del fatto che dall'analisi delle diete del campione di aziende selezionato è emerso che il P acquistato per la preparazione delle razioni delle vacche in lattazione e delle vacche in asciutta corrisponde, rispettivamente al 49% ed al 32% del P totale. In pratica, è perciò possibile ridurre le integrazioni fosforiche, bilanciandole con gli apporti dei principi nutritivi e dei regolatori delle funzioni metaboliche apportati con l'alimentazione, arrivando a formulare una razione personalizzata per ogni realtà produttiva in funzione delle caratteristiche qualitative degli alimenti utilizzati, della categoria di animale considerata e della fase del ciclo produttivo in cui l'animale si trova. Come evidenziato dall'indagine, è comunque soprattutto sulle razioni delle rimonte che si può ottenere un miglioramento dell'efficienza di utilizzazione del fosforo con conseguente riduzione dell'escrezione di questo elemento. Per formulare diete con un apporto di fosforo più vicino ai reali fabbisogni è chiaro che l'allevatore deve disporre di analisi recenti e precise degli alimenti utilizzati, soprattutto per quelli a più alta variabilità come i foraggi. In particolare, la disponibilità e l'utilizzo di foraggi con elevati tenori in P, l L eccesso fosforico delle razioni si ripercuota inevitabilmente anche sul livello delle escrezioni 34 IZ n. 16 / 2008

7 l I fabbisogni di P per il mantenimento andrebbero calcolati in funzione della sostanza secca ingerita può porre delle difficoltà per far coincidere gli apporti di questo minerale con i reali fabbisogni del capo. Altro aspetto importante che può essere preso in considerazione, riguarda il fatto che i fabbisogni di fosforo per il mantenimento andrebbero calcolati in funzione della sostanza secca ingerita invece che sulla base del peso vivo dell'animale. Inoltre, esprimere i fabbisogni e gli apporti in termini di fosforo assorbibile invece che di fosforo totale o considerando il coefficiente di assorbimento reale, può ulteriormente aiutare il nutrizionista a formulare delle razioni a più alto rendimento ed a più basso impatto ambientale. l Bibliografia Feguson F.D., Sklan D. (2005). Effect of dietary phosphorus and nitrogen on cattle reproduction. In PfefferE., Hristov A. (Eds.) Nitrogen and phosphorus nutrition of cattle. Cabi Publishing, Wallingford (Uk). Inra (2004). Table de composition et de valeur nutritive des matières premières destinées aux animaux d élevage. Sauvant D., Perz J.M., Tran G. (eds.), Inra editions, Paris. Inra (2007). Alimentation des bovins, ovins et caprins. Editions Quae. Meschy F., Recommandation d apport en phosphore absorbé chez les ruminants. Renc. Rech. Ruminants, Paris, France, 4 5 dicembre 2002, 9, National Resarch Council (2001). Nutrient requirement of dairy cattle. National Academy Press, Washington D.C. (Usa). IZ n. 16 /

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