IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO

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1 IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO Alla procedura di concordato preventivo possono accedere quei soggetti - già imprenditori commerciali privati non piccoli - cui è riservata la procedura di fallimento. Presupposto oggettivo del concordato preventivo è lo stato di crisi in cui venga a trovarsi l'imprenditore, che è più ampio del concetto di stato di insolvenza, ricomprendendo: - la temporanea difficoltà ad adempiere; - il rischio di insolvenza, - il sovraindebitamento, - la riduzione del capitale netto al di sotto del minimo legale. L'iniziativa della proposta di concordato preventivo può venire solo dal debitore. D ora in avanti sarà possibile depositare un ricorso contenente la semplice richiesta di accedere alla procedura di concordato preventivo, riservandosi di elaborare business plan e proposta in un momento successivo (entro un periodo massimo di 6 mesi). Sarà ammessa anche la possibilità di cambiare idea in corsa, scegliendo alla fine di ricorrere ad un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis. La riforma sarà efficace al trentesimo giorno successivo all entrata in vigore della legge di conversione (12 agosto 2012). Infatti L'imprenditore può depositare, avanti il Tribunale del luogo ove l impresa ha sede, il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui all art. 161 L.F. entro un termine fissato dal Giudice, compreso fra sessanta e centoventi giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all'omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore può depositare domanda ai sensi dell'articolo 182-bis, primo comma. In mancanza, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo.

2 Quanto al contentuto della proposta di concordato preventivo, esso dovrà contenere: 1) una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica finanziaria dell impresa; 2) lo stato analitico ed estimativo delle attività; 3) l elenco nominativo dei creditori con indicazione di crediti e le cause di prelazione; 4) il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili; 5) la relazione di un professionista, designato dal debitore i, relativa alla veridicità dei dati; 6) ii un piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta (novità). La disciplina, alla luce della riforma, prevede: 1) la semplificazione per l accesso alla procedura: ricorso con formalità minime: il debitore potrà depositare un ricorso contenente la domanda di essere ammesso alla procedura di concordato preventivo riservandosi di presentare la proposta ai creditori, il business plan, l asseverazione e la ulteriore documentazione richiesta in un momento successivo, che sarà fissato dal giudice in un tempo tra i 60 e i 120 giorni, prorogabile per ulteriori 60 giorni. 2) la protezione con il blocco delle azioni esecutive: il ricorso sarà pubblicato a cura del cancelliere nel registro delle imprese entro il giorno successivo al deposito in cancelleria. Dal momento della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino all omologazione, il debitore potrà beneficiare del blocco automatico delle azioni esecutive, ai creditori sarà precluso di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari, nonché di acquisire titoli di prelazione. 3) che saranno, inoltre, inefficaci le ipoteche giudiziali iscritte nei 90 giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese. 4) la scelta differita tra concordato preventivo e 182 bis (accordo di ristrutturazione): nello stesso termine fissato dal giudice per presentare la proposta

3 ai creditori, il debitore potrà mutare indirizzo e scegliere di depositare un accordo di ristrutturazione del debito con creditori rappresentanti almeno il 60% del debito complessivo ex art. 182 bis l.fall., anziché una proposta di concordato preventivo. 5) tra la data di deposito del ricorso e quella di ammissione alla procedura il debitore potrà compiere atti di ordinaria amministrazione ed essere autorizzato dal tribunale a compiere atti di straordinaria amministrazione. 6) dal momento del deposito del ricorso il debitore potrà chiedere autorizzazione al tribunale a sciogliersi dai contratti in corso di esecuzione o a sospendere gli stessi, per un periodo non superiore a 60 giorni, prorogabili una sola volta (per un periodo massimo complessivo 4 mesi). All altro contraente sarà riconosciuto il diritto ad un indennizzo pari al risarcimento del danno per mancato adempimento. La disposizione non si applicherà ai contratti di lavoro subordinato, ai contratti preliminari, debitamente trascritti, di compravendita di unità immobiliari costituenti abitazione principale dell acquirente o dei parenti o affini entro il terzo grado e ai contratti di locazione immobiliare. 7) sia nell ambito di un concordato preventivo sia nell ambito di un accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis, il debitore potrà chiedere al Tribunale di essere autorizzato assunte se del caso sommarie informazioni, a contrarre finanziamenti prededucibili. L autorizzazione potrà riguardare anche finanziamenti individuati soltanto per tipologia ed entità e non ancora oggetto di trattative. Sarà prevista la possibilità che tali finanziamenti siano anche garantiti da pegni e ipoteche. La richiesta dovrà essere supportata dall attestazione di un professionista indipendente, nominato dal debitore, della funzionalità degli stessi finanziamenti alla migliore soddisfazione dei creditori. 8) Un ulteriore novità introdotta con l art. 182-quinquies L.F. riguarda la possibilità per il debitore di richiedere al Tribunale, nell ambito della domanda di ammissione a concordato, di essere autorizzato a pagare crediti anteriori per prestazione di beni o servizi a condizione che un professionista indipendente attesti che gli stessi sono essenziali per la prosecuzione dell attività di impresa e funzionali alla «migliore soddisfazione dei creditori».

4 9) Concordato preventivo con continuità: il Decreto Sviluppo introduce espressamente una specifica tipologia di concordato preventivo, il concordato con continuità aziendale, ovvero il concordato in cui la soddisfazione dei creditori avvenga in tutto o in parte attraverso i flussi di cassa generati dalla continuazione dell attività aziendale e non attraverso la liquidazione degli assets, seppure sarà comunque ammessa la liquidazione di assets non strategici. In particolare, se la proposta di concordato preventivo prevede la continuazione dell attività di impresa da parte del debitore, la cessione dell azienda in esercizio, ovvero il conferimento dell azienda in esercizio ad una o più società, anche di nuova costituzione, potranno trovare applicazione alcune specifiche previsioni volte a favorire la salvaguardia della continuità aziendale. (il piano dovrà però contenere indicazione analitica dei costi e dei ricavi attesi dalla continuazione dell attività di impresa, nonché delle risorse finanziarie e delle modalità di copertura e l asseverazione dovrà attestare anche che la scelta della continuazione dell attività di impresa sia funzionale al migliore soddisfacimento dei creditori). In presenza dei predetti requisiti la norma in commento prevede la possibilità di un differimento, fino ad un anno dall omologazione del concordato, del pagamento dei creditori privilegiati, cosi attribuendo all impresa una significativa fonte di autofinanziamento. Il nuovo art. 186 bis L.F. introduce una specifica disciplina per i concordati con continuità aziendale, ossia per quei concordati il cui piano preveda la prosecuzione dell attività d impresa da parte del debitore, ovvero la cessione dell azienda in esercizio, ovvero ancora il conferimento dell azienda in esercizio in una o più società anche di nuova costituzione. La norma si riferisce alle ipotesi in cui la proposta concordataria, anziché proporre che la soddisfazione dei creditori avvenga con i proventi della liquidazione dei cespiti sociali, preveda che una tale soddisfazione venga effettuata grazie ai flussi derivanti dalla continuazione dell attività (pur essendo comunque ammessa la cessione dei beni non funzionali all esercizio dell impresa).

5 E per tale ragione che, nella particolare fattispecie del concordato con continuità, il Decreto Sviluppo precisa che il piano concordatario deve contenere una analitica indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell attività d impresa e delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura e che la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano concordatario deve espressamente attestare che la prosecuzione dell attività d impresa è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori. In presenza dei predetti requisiti la norma in commento prevede la possibilità di un differimento, fino ad un anno dall omologazione del concordato, del pagamento dei creditori privilegiati, cosi attribuendo all impresa una significativa fonte di autofinanziamento. 10) Il debitore potrà anche essere autorizzato dal tribunale a pagare crediti anteriori per beni e servizi ove il professionista incaricato confermi l essenzialità di tali pagamenti per la continuazione dell attività di impresa. 11) Capitale sociale - sospesi gli obblighi di ricapitalizzazione per perdite: dal deposito del ricorso al momento dell omologazione saranno sospesi gli obblighi civilistici di reintegrazione del capitale sociale a seguito di perdite e conformemente non opererà la causa di scioglimento della societa' per riduzione o perdita del capitale sociale. Il Decreto Sviluppo chiarisce inoltre, in questo caso con efficacia immediata, il trattamento di sopravvenienze attive e perdite derivanti da remissione dei crediti. In particolare, si prevede che, anche in caso di accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis l.fall. omologato, o piano attestato ex art. 67 l.fall., in quest ultimo caso solo se pubblicato nel Registro delle Imprese, la riduzione di indebitamento non genera sopravvenienza attiva imponibile per la porzione eccedente eventuali perdite fiscali pregresse e di periodo, ove esistenti. Viene invece espressamente estesa la deducibilità delle perdite su crediti ai soli accordi di ristrutturazione del debito ex art.182 bis l.fall. (dal momento dell omologazione), mentre nulla è previsto, in questo caso, in relazione ai piani attestati ex art. 67 l. fall..

6 Il tribunale del luogo in cui l'impresa ha la sede principale - verificata la ricorrenza dei preuspposti di ammissibilità della domanda di concordato, la completezza e regolarità della documentazione di cui il debitore deve corredarla, la correttezza dei criteri di formazione delle diverse classi di creditori, se prevista dal piano, dichiara, con decreto, aperta la procedura. La proposta di concordato viene sottoposta all'adunanza dei creditori ed è approvata se riporta il voto favorevole di tanti creditori che rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto, ovvero qualora il piano preveda la la suddivisione dei creditori in classi, se riporta la maggioranza dei crediti globalmente considerati ed alla maggioranza delle classi - può ugualmente approvare il concordato, qualora ritenga che i creditori appartenenenti alla classi dissenzienti possano risultare ssoddisfatti dal concordato in misura non inferiore alle alternative concretamente praticabili. Sono esclusi dal voto i creditori munti di privilegio, pegno, ipoteca, almeno qualora la proposta contempli il loro integrale saoddisfacimento. Se la proposta di concordato non viene approvata, il tribunale dichiara d'ufficio il fallimento del debitore. Se invece viene apporovata la proposta, il tribunale pronuncia decreto di omologazione del concordato, che chiude la procedura di concordato preventivo. Il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori al decreto di apertura della procedura di concordato. i ) In relazione alla figura del professionista chiamato ad asseverare il business plan, il Decreto Sviluppo interviene stabilendo, una volta per tutte, che la nomina spetterà al debitore e contemperando la scelta con più esaustiva formulazione dei requisiti di indipendenza e l introduzione di un nuovo specifico reato. In particolare, il professionista non dovrà essere legato, nè all impresa, nè a coloro che hanno interesse nell operazione di risanamento, da rapporti di natura personale o professionale tali da comprometterne l indipendenza di giudizio; saranno in ogni caso applicabili al professionista le cause di ineleggibilità alla carica di sindaco e lo stesso (o soggetti ad esso professionalmente associati) non dovrà aver prestato negli ultimi cinque anni attività di lavoro subordinato od autonomo in favore del debitore, ovvero partecipato ad organi di amministrazione o controllo del debitore.

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