PROGETTARE LA SICUREZZA NELLA SCUOLA PER LE PERSONE CON DISABILITA. Gruppo Formazione: RSPP: Calò Vincenzo SPISAL: Dott.ssa Smaniotto Mariagrazia

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1 PROGETTARE LA SICUREZZA NELLA SCUOLA PER LE PERSONE CON DISABILITA Gruppo Formazione: RSPP: Calò Vincenzo SPISAL: Dott.ssa Smaniotto Mariagrazia

2 INFORMAZIONE/ FORMAZIONE Programma dell incontro dati statistici in relazione all integrazione scolastica delle persone con disabilità quadro normativo patologie delle persone con disabilità: classificazione dei soggetti in funzione del soccorso approccio situazionale in base alle diverse esigenze comunicazione in emergenza tecniche di trasporto dei soggetti non autosufficienti

3 REFERENTI DEL PROGETTO: RSPP Calò Vincenzo Cell A.S Dott.ssa Smaniotto Mariagrazia Cell

4 PRESENTAZIONE FASI DEL PROGETTO Il progetto formativo informativo è stato suddiviso in 4 fasi, pensato e strutturato per dare agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, stimoli e contenuti sull approccio che il soccorritore deve adottare per supportare gli allievi con disabilità motorie, sensoriali, psichiche, durante le situazioni di emergenza (es. incendio, ecc.). La 1^ fase si conclude oggi (6 ore con 60 partecipanti), Dirigenti Scolastici, R-ASPP, RLS delle scuole della Provincia di Belluno, costituita da una parte teorica seguita una parte pratica, realizzata con la collaborazione di una Fisioterapista con il compito di presentare la metodologia di sollevamento, trasporto e movimentazione degli allievi con disabilità non autosufficienti (es. con utilizzo di una sedia a rotelle). La 2^ fase prevede che il personale scolastico che nel corso di formazione ha acquisito conoscenze e strumenti operativo - concettuali (1^ fase), formi le persone scelte dal Dirigente scolastico, che durante l emergenza andrà ad affiancare l allievo con disabilità; (nel sito ReSiS Belluno: pacchetto formativo predisposto dal gruppo formazione, Opuscolo dei Vigili del Fuoco; Manuale con esperienze dell Università di Trieste sulla disabilità, manuale Tracce di sicurezza e Sicurezza in cattedra ). Nella 3^ fase, il gruppo formazione, con la collaborazione di altri docenti volontari (si creerà un gruppo di lavoro con alcuni docenti presenti al corso nella 1^ fase), prevede per il mese di ottobre 2015 la realizzazione della stesura di semplici Linee guida da applicare in situazione di emergenza per gli allievi con disabilità, in tutte le scuole del bellunese. Nella 4^ fase, il gruppo formazione propone ai docenti presenti al corso di coinvolgere attivamente anche gli allievi con disabilità (per quanto possibile). Si è quindi pensato di predisporre anche un progetto didattico per il suddetto target, al fine di far acquisire comportamenti sicuri, autonomia e maggiore sicurezza (che senza costituisce un elemento di esclusione e marginalizzazione), per rendere più agevole, collaborativa e meno problematica la fase di emergenza. Si propone per trarre spunti utili alla riflessione, l utilizzo di laboratori didattici a tema, i sempre utilissimi filmati di NAPO, l osservazione dell ambiente scuola (planimetrie, segnaletica, segnali di allarme), realizzazione di cartelloni sulla segnaletica di sicurezza da appendere, esercitazioni sui percorsi di evacuazione presenti nella scuola, ecc. utilizzo dei manuali didattici Tracce di sicurezza e Sicurezza in cattedra ).

5 La gestione dell emergenza: dalla segnalazione del pericolo alla modalità di relazione Di fronte all incapacità di prevedere l imprevedibile si cerca di diffondere una cultura dell emergenza che coniughi: prevenzione cultura educazione PRESENTAZIONE insegnando alla popolazione a ragionare a breve termine ed ad avere una comunicazione chiara e comprensibile dell ambiente e delle sue calamità. Una maggiore attenzione alla corretta comunicazione dell emergenza ed alla psicologia della persona in stato di emergenza come fattori rilevanti nella pianificazione delle vie di evacuazione e dei sistemi di sicurezza in ogni ambiente. Studiare misure di prevenzione adeguate sia per la sicurezza dei luoghi che per il comportamento in caso di emergenza contribuisce ad evitare il caos ed il panico tra la popolazione scolastica A partire dalla comunicazione dell emergenza: la segnalazione di pericolo imminente deve pervenire in tempi adeguati e attraverso appositi dispositivi (acustici e visivi), spazi adeguati e una corretta formazione sia del personale preposto al controllo dell emergenza che degli allievi con disabilità

6 Definizione di Disabilità Secondo l OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) La disabilità è un termine generale che comprende: l handicap la limitazione nelle attività (funzioni quotidiane, es. nel movimento) la restrizione nella partecipazione (difficoltà nella comunicazione (vista, udito o parola) L handicap è un problema relativo ad una funzione o ad una struttura del corpo; la limitazione nelle attività è una difficoltà che il soggetto incontra nell eseguire un compito o un azione; la restrizione nella partecipazione è un problema che il soggetto incontra nell essere coinvolto pienamente nelle situazioni della vita. La disabilità è un fenomeno complesso, che riflette l interazione fra il corpo della persona e la società in cui la persona vive, è la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l individuo. (OMS ICF)

7 (Articolo tratto dal Corriere della sera 17/05/2013) Scuole e disabili: difficile entrarvi, difficile uscirvi L XI Rapporto di Cittadinanzattiva effettuato nell anno 2013 in collaborazione con l Associazione UILDM ((Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) a Roma, nell ambito del progetto congiunto Assente ingiustificato, prende per la prima volta in considerazione la vita degli studenti con disabilità e testimonia una situazione fatta ancora di tante barriere, ma anche di gravi problemi in relazione all esodo dalle scuole in situazioni d emergenza. «Lesioni strutturali in 1 scuola su 7, distacchi di intonaco in 1 su 5 e, nel corso dell ultimo anno scolastico (2013), ben 29 casi di tragedie sfiorate a causa di crolli di diversa entità; peggiora invece lo stato di manutenzione degli edifici scolastici che nel 39% dei casi è del tutto inadeguato; migliorano i dati sul possesso delle certificazioni,». edifici piuttosto rabberciati, secondo la citata indagine, che ha preso in considerazione 165 scuole in 18 Regioni Stupisce poi la mancanza di controlli: solo il 44% delle scuole possiede il certificato di agibilità statica, il 38% quello di agibilità igienico-sanitaria, il 37% quello di prevenzione incendi «lo scorso anno (2012), solo un quarto delle scuole era in regola con tutte le certificazioni»,

8 nella gestione delle persone con disabilità in caso di emergenza «In 1 scuola su 4, sarebbe un problema gestire l evacuazione dall edificio degli studenti con disabilità motoria, perché nel 24% dei casi analizzati non esistono percorsi sicuri e praticabili che non comportino l uso dell ascensore o del servo scala. nel 27% degli edifici monitorati, le piantine dei percorsi di evacuazione non sono visibili da persone in carrozzina» il ragionamento sulle vie d uscita è praticamente inutile, visto che sin troppo spesso gli studenti con disabilità non riescono neanche ad entrare: «Scalini all ingresso del 27% delle scuole, ascensore assente nel 35% degli edifici e non funzionante nell 11% di quelli che ne sono dotati; barriere architettoniche nel 19% dei laboratori, nel 18% delle palestre, nel 15% dei cortili, nel 13% delle aule». E se riescono a varcare la soglia, incontrano tante altre difficoltà: «Nel 23% delle scuole non esistono bagni per disabili, il 15% di essi presenta barriere architettoniche. Il 26% delle scuole, nella gran parte delle aule, non ha sufficiente spazio per la presenza di una carrozzina; il 44% delle aule non ha banchi adatti o adattabili per una persona in carrozzina; nel 57% dei casi, non ci sono in aula attrezzature didattiche o tecnologiche per facilitare la partecipazione alle lezioni degli studenti con disabilità».

9 Rapporto ISTAT anno scolastico , "integrazione degli alunni con disabilità" circa 84 mila gli studenti con disabilità nella scuola primaria (pari al 3,0% del totale: scuole mentre in quella secondaria di primo grado se ne contano poco più di 65 mila (il 3,7% del totale: scuole) Sono aumentati gli insegnanti di sostegno in Italia al Sud, nonostante ci siano più alunni con disabilità non autonomi, "sono dedicate meno ore settimanali da parte dell assistente educativo culturale o assistente ad personam". "nelle scuole primarie il 21,4% degli alunni con disabilità non è autonomo in almeno una delle attività indagate (spostarsi, mangiare o andare in bagno), l'8% non è autonomo in tutte e tre le attività. nelle scuole superiori di primo grado le % sono rispettivamente del 14,7% e del 5,5%. Il ritardo mentale, i disturbi del linguaggio, dell'apprendimento e dell'attenzione rappresentano i problemi più frequenti negli alunni con disabilità in entrambi gli ordini scolastici considerati". rilevati dal MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, gli insegnanti di sostegno "sono più di 67 mila: 2 mila in più rispetto allo scorso anno... Ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dell'anno scolastico "il 14,5% degli alunni con disabilità della scuola primaria e il 12,5% della scuola secondaria di primo grado. Il 44,2% degli alunni della scuola primaria ha invece cambiato l'insegnante di sostegno rispetto all'anno scolastico precedente, lo stesso è accaduto al 37,9% degli alunni della scuola secondaria di primo grado". Nel Centro e nel Nord si registrano in media "circa cinque ore settimanali di assistente educativo culturale o assistente ad personam La partecipazione alle attività extrascolastiche organizzate dalla scuola "sembra essere molto difficile per gli alunni con disabilità.. (DOSSIER tratto da SuperAbile INAIL 17 dicembre 2013) ROMA -

10 LA DISABILITÀ IN PROVINCIA DI BELLUNO Il quadro della statistica ufficiale L integrazione scolastica delle persone con disabilità MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO - DIREZIONE GENERALE Ufficio VIII Ambito Territoriale di Belluno Via Mezzaterra, Belluno Dati statistici relativi al numero degli studenti con disabilità in rapporto alla popolazione scolastica, alla tipologia delle certificazioni e alla distribuzione delle risorse Anno Scolastico Veneto e Belluno

11 POPOLAZIONE SCOLASTICA ANNO 2013 Normo-dotati Con disabilità Totale alunni POPOLAZIONE SCOLASTICA Popolazione scolastica totale del Veneto Popolazione scolastica totale del Bellunese ,4% ,1% ,6% 732 2,9% ,0% ,0% PERCENTUALE DI ALUNNI CERTIFICATI CON DISABILITÁ PER ORDINE DI SCUOLA 2013

12 DISTRIBUZIONE ALUNNI CON DISABILITÁ PER DISTRETTO NEL 2013 ALUNNI CON DISABILITA DAL 2006 AL 2013

13 ACCORDO DI PROGRAMMA PER L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA E SOCIALE DELLE PERSONE CON DISABILITA' PER LA PROVINCIA DI BELLUNO INDICATORI per la valutazione dell'applicazione dell'accordo di Programma Riferimento a.s. 2011/2012 per i Distretti ULSS 1 di Agordo, Belluno e Cadore e a.s. 2012/2013 per Distretto ULSS 2 Feltre Con riferimento ai dati relativi all ORGANIZZAZIONE, si evidenzia: LA FORMAZIONE dei docenti di sostegno relativa alla disabilità e curricolari negli ultimi due anni: è nulla nel 14% degli istituti, medio bassa nel 73%, medio alta nell'8%; LA FORMAZIONE del personale ATA relativa alla disabilità: è nulla nel 65% delle scuole, bassa nel 27%, completa in 1 scuola, non rispondono 2 scuole (5%); CRITICITÀ NELL'ORGANIZZAZIONE: assenza/carenza nella formazione continua e specifica sia degli insegnanti curricolari sia degli insegnanti di sostegno che del personale ATA sui temi riguardanti la disabilità; IN RELAZIONE ALLE STRUTTURE: (350 scuole in Provincia- 56 a BL) ci sono spazi per la didattica differenziata in 28 scuole (76%) del campione rappresentativo; le barriere architettoniche esterne sono presenti in 12 istituti (32%), permane la presenza di barriere architettoniche interne nel 38% degli istituti.

14 QUADRO NORMATIVO Le norme di sicurezza antincendio sono pensate ad un utenza in possesso di facoltà sensoriali o di mobilità standard, anche se i Trattati europei, le Nazioni Unite, la Costituzione prevedono la non discriminazione delle persone in relazione alle capacità fisiche, sensoriali, ecc. Recentemente a livello internazionale è sorto l interesse per norme più vicine alle esigenze delle persone con disabilità.

15 QUADRO NORMATIVO Ex D.P.R 547/55 (luoghi di lavoro, vie ed uscite di... assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli malati e ai disabili) Decreto Ministeriale 30/11/1983 (definizione di spazio aperto luogo sicuro statico ) Decreto Ministeriale 236/1989 e D.M. 18/03/1996 e D.M. 9/3/07 (definizione spazio calmo) D.P.R. n 503 del 24/7/1996 (eliminazione barriere architettoniche) e L. Regione Veneto n.16 del 2007 D.M. 10/03/1998 (criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro) Assistenza alle persone che utilizzano sedie a rotelle ed a quelle con mobilità ridotta Circolare n 4 del 1/3/2002 (Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili) D.M. 15/09/2005 (sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi) D. Lgs. 81/2008 art. 17 rafforzato dall art.28 (L obbligo di valutazione dei rischi laddove si prevede che deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. I lavoratori portatori di disabilità rientrano nella categoria di coloro che sono esposti a tali rischi particolari e, quindi, nella gestione delle emergenze si deve tener conto di ciò) art. 63 e all.4: comma 1: i luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso dei lavoratori disabili, - comma 2: L obbligo.per le porte, le vie di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli accessi alle medesime, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati da lavoratori disabili. (modello concettuale C.F.: prospettiva descrittiva bio-psicosociale 2001) Elenco non esaustivo

16 QUADRO NORMATIVO Circolare n. 4 del 01/03/2002: (linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili) La circolare indica alcune misure di carattere edilizio e impiantistico per mitigare i rischi individuati e integra le stesse con misure gestionali. Il documento guida all individuazione delle caratteristiche ambientali che rendono difficile o impossibile alle persone con limitazioni alle capacità fisiche, cognitive, sensoriali o motorie il movimento, l orientamento, la percezione dei segnali di allarme e la scelta delle azioni da intraprendere al verificarsi di una condizione di emergenza. Gli elementi da prendere in considerazione per effettuare la valutazione del rischio sono: la mobilità in caso di emergenza: condizionata dalla presenza di elementi di intralcio lungo i percorsi (gradini, restringimenti, sporgenze, ecc.) e adozione di misure gestionali (disposizione di mobili, mezzi, materiali, ecc.) l orientamento in caso di emergenza: corretto posizionamento della segnaletica e dipende dalla capacità individuale di identificare i percorsi e le uscite che conducono in luogo sicuro, prestando attenzione anche a coloro che risultano estranei al luogo;. valutare la presenza di segnalazioni che utilizzino più canali sensoriali al fine di consentire a tutti, ed in particolare a persone con disabilità, di orientarsi in caso di emergenza. Ad esempio: collocazione dei segnali visivi e luminosi per consentire di soddisfare la necessità di orientamento da parte di persone che non sono in grado di percepire segnali acustici la percezione dell allarme o del pericolo: il segnale di pericolo, ottico o sonoro, deve essere chiaro e comprensibile a tutti l individuazione delle azioni da compiere in caso di emergenza: in fase di valutazione della sicurezza antincendio considerare la necessità di utilizzare più canali sensoriali per giungere a tutti i presenti, anche agli estranei.

17 D.Lgs. 81/08 art. 18

18 QUADRO NORMATIVO

19 LA CRPD (Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità ), E L EMERGENZA PER LE PERSONE CON DISABILITÀ A LIVELLO INTERNAZIONALE CONVENZIONE ONU ADOTTATA A NEW YORK IL 13 DICEMBRE 2006; l art.11 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità pone in capo agli Stati Membri che vi aderiscono l impegno a prendere...tutte le precauzioni necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, di emergenze umanitarie e disastri naturali" "L ONU ha avviato un tavolo di discussione Il punto di riferimento internazionale è la Carta di Verona (2007 Disastri naturali in cui vengono coinvolti i disabili), che affronta in maniera esaustiva tutti gli elementi che devono essere tenuti in conto per includere queste persone negli interventi umanitari e di emergenza... anche le persone con disabilità devono partecipare alla pianificazione delle attività e di ricerca di soluzioni per la riduzione del rischio nelle situazioni di emergenza, anche in base alle varie tipologie di disabilità IL PARLAMENTO EUROPEO ha sottolineato di tener conto delle persone con disabilità in situazioni di rischio e di sostegno umanitario e l Unione Europea ha incluso questo target nel punto 39 del Consenso Europeo sugli aiuti umanitari. IL CONSIGLIO D EUROPA è impegnato nella redazione di linee guida su Disability Inclusive Disaster Risk Reduction, sulla base dell accordo EUR-OPA Il MAECI in ITALIA (Ministero degli affari esteri cooperazione internazionale) ha incluso il tema all interno del Piano d azione su Cooperazione internazionale e disabilità (2013) che è diventato parte del Programma biennale d azione sulla disabilità (2013) del Governo italiano, e la Protezione Civile sta lavorando a Linee guida sulla stessa materia.

20 TIPOLOGIA DELLE DISABILITA NELLA SCUOLA Tipologie di disabilità nelle scuole del Bellunese: disabilità psicofisica, al cui interno si distinguono tre differenti tipologie: - disabilità intellettiva (down, ritardi mentali (autistici) - disabilità motoria (es. paraplegici, ecc); - altro tipo di disabilità (problemi psichiatrici precoci, disturbi specifici di apprendimento, qualora certificati in comorbilità con altri disturbi, e sindrome ADHD (deficit di attenzione e iperattività). disabilità uditiva disabilità visiva

21 QUESITI: COME APPROCIARSI!!! Perché risulta necessario un nuovo approccio alla sicurezza, ad es. in caso d emergenza con persone con disabilità in ambito scolastico? Chi sono le persone interessate? Quali sono le possibili risposte? Conosciamo i rischi e le modalità per affrontarli? Conosciamo i livelli decisionali e di responsabilità? Conosciamo la catena di comando? Sappiamo proteggerci e proteggere la persona con disabilità? Sappiamo relazionarci tra soccorritori?

22 COSA DEVE FARE IL SOCCORRITORE? Affinché un operatore del soccorso possa dare un aiuto concreto deve sapere: gestire l emergenza saper comprendere le necessità della persona in difficoltà, in funzione del tipo di disabilità che presenta essere in grado di comunicare un primo e rassicurante messaggio che specifichi le azioni basilari da intraprendere per garantire un allontanamento più celere e sicuro possibile dalla fonte del pericolo saper attuare alcune semplici misure di supporto mantenere la calma

23 COSA DEVE FARE IL SOCCORRITORE? entrare immediatamente in contatto con la persona con disabilità tranquillizzarla spiegando la situazione e le relative scelte da attuare abbandonare gli effetti personali avviarsi all uscita prestando la massima attenzione alla persona con disabilità assistendola nel percorrere la via d esodo, aiutandola a superare eventuali ostacoli presenti non usare gli ascensori seguire i percorsi d esodo per raggiungere lo spazio calmo o l area all aperto attendere con la persona disabile la fine dell emergenza, o nello spazio calmo o nell area stabilita segnalare ai chi coordina l esodo, l avvenuta evacuazione della persona con disabilità o l impossibilità di effettuarla

24 COSA DEVE FARE LA PERSONA CON DISABILITA se possibile? mantenere la calma entrare immediatamente in contatto con il proprio soccorritore abbandonare gli effetti personali avviarsi all uscita con il proprio soccorritore non usare gli ascensori seguire i percorsi d esodo e raggiungere lo spazio calmo o l area all aperto aspettare nello spazio calmo l arrivo dei soccorritori in compagnia del soccorritore

25 L O.M.S. un rapporto del 2010 DEFINISCE le persone con Disabilità mentale, uno dei gruppi più vulnerabili al mondo e richiama governi e società civile ad attuare strategie per migliorare le loro condizioni di sicurezza e la qualità di vita

26 DISABILITÀ COGNITIVA Per fornire la massima assistenza a questo tipo di disabilità il soccorritore deve tener presente che la persona disabile: può non essere in grado di percepire il pericolo può avere difficoltà nell eseguire istruzioni piuttosto complesse che coinvolgano più di una semplice sequenza può non possedere l abilità della letto-scrittura può confondere la percezione visiva di istruzioni scritte o di pannelli può essere limitato nel senso di direzione, quindi c è bisogno di guidarlo può manifestare un totale rifiuto e un disconoscimento della realtà pericolosa, che può sfociare in comportamento aggressivo contro se stessi o nei confronti del soccorritore In tali situazioni il soccorritore deve mantenere la massima calma! dare istruzioni e informazioni semplici utilizzare segnali semplici o simboli comprensibili spiegare sempre e direttamente alla persona con disabilità le operazioni che si effettueranno in situazione d emergenza trattare l individuo con disabilità come un adulto che ha un problema di apprendimento non trattare la persona con disabilità come un bambino

27 Le persone affette da autismo sono caratterizzate da una reattività atipica a tutti gli stimoli sensoriali DISABILITÀ COGNITIVA AUTISMO

28 DISABILITÀ COGNITIVA AUTISMO Un bambino affetto dalla sindrome autistica, una volta sperimentata la paura derivante da una segnalazione acustica o luminosa inaspettata (troppo stimolante o non conosciuta), può manifestare indifferenza o nella peggiore delle ipotesi può attivare comportamenti inadeguati che ostacolano il piano di evacuazione. Ma se l interpretazione dell allarme passa attraverso le conoscenze pregresse acquisite nell esperienza, l allievo può attivare una corretta reazione Attraverso piccoli accorgimenti apportati sul sistema di comunicazione dell allarme è possibile raggiungere lo scopo di riuscire a veicolare un messaggio di pericolo chiaro e soprattutto riconoscibile dall allievo nell ambito del suo bagaglio di esperienze. Per l individuazione dei fattori si può fare riferimento alla classificazione ICF (International Classification of Functioning, Disability).

29 DISABILITÀ COGNITIVA AUTISMO Il soccorritore deve: cercare informazioni dalle persone più vicine alla persona con disabilità (es. genitori, educatori, insegnati) usare sempre la massima cautela nell avvicinarsi e/o mettersi in relazione, proponendosi con gesti morbidi e non improvvisi evitare il contatto fisico, prendendo la mano o toccandolo tenere basso il livello emotivo prepararsi ad un lungo incontro, anche se lo sviluppo dell emergenza potrebbe imporre azioni più drastiche che dovranno essere valutate con attenzione utilizzare un linguaggio semplice, composto da frasi brevi, da ripetere con un contenuto concreto, evitando metafore (l autistico può non avere un contatto oculare invece può ascoltare e quindi bisogna concedere il tempo di elaborazione della comunicazione in atto l emergenza può costituire un esperienza stressante, a volte sconvolgente: un evento sconosciuto e apparentemente caotico, con luci, rumori, suoni e odori può sovraccaricare e provocare una totale chiusura o crisi comportamentale

30 DISABILITÀ COGNITIVA: AUTISMO

31 DISABILITÀ COGNITIVA: SINDROME DI DOWN Attualmente in Italia 1 bambino su 900 nasce con questa condizione, questo vuol dire che nascono quasi 2 bambini con sindrome di Down al giorno. Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure dedicate a queste persone, la durata della loro vita si è molto allungata così che si può parlare di un aspettativa di vita di 62 anni, destinata ulteriormente a crescere in futuro. Si stima che oggi vivano in Italia circa persone con sindrome di Down. I bambini con la sindrome di Down, crescendo, possono raggiungere, sia pure con tempi più lunghi, conquiste simili a quelle dei bambini normali : cammineranno, inizieranno a parlare, a correre, a giocare. In una persona con SD l età intellettiva non corrisponde a quella anagrafica, quindi la relazione comunicativa in emergenza deve essere semplice, rassicurante e diretta, proponendo messaggi chiari e semplici, uno alla volta. Normalmente si fidano del soccorritore Dal punto di vista riabilitativo non si tratta per loro di compensare o recuperare una particolare funzione, quanto di organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino in una interazione dinamica tra le sue potenzialità e l ambiente circostante. Le persone con la sindrome Down sanno fare molte cose e ne possono imparare molte altre. Perché queste possibilità diventino realtà occorre che tutti impariamo a conoscerli e ad avere fiducia nelle loro capacità!

32 DISABILITA VISIVA Nell assistenza a persone con questo tipo di disabilità il soccorritore dovrà adottare i seguenti accorgimenti: manifestare la propria presenza definire il pericolo definire le azioni guidarli in luogo sicuro consegnare le procedure d evacuazione in braille individuare segnali luminosi (ipovedenti) segnali acustici ben definiti segnalare i percorsi in orizzontale verificare che le figure sensibili siano state informate, formate e addestrate per aiutarli addestrare il personale preposto ad eventuali tecniche di trasporto addestrare gli alunni a gestire l evento

33 DISABILITA VISIVA parlare con voce ben distinta e comprensibile fin da quando si entra nell ambiente in cui è presente la persona da aiutare parlare naturalmente senza gridare, descrivendo l evento e la reale situazione di pericolo lasciare che la persona afferri leggermente il braccio o la spalla per farsi guidare lungo il percorso è necessario annunciare, ad alta voce, la presenza di scale, porte ed altre eventuali situazioni e/o ostacoli nell invitare un non vedente a sedersi, guidare prima la mano di quest ultima affinché tocchi lo schienale del sedile qualora si ponesse la necessità di guidare più persone con le stesse difficoltà, invitatele a tenersi per mano Una volta raggiunto l esterno è necessario accertarsi che la persona aiutata non sia abbandonata a se stessa ma rimanga in compagnia di altri, fino alla fine dell emergenza

34 DISABILITA VISIVA In presenza di persone ipovedenti o prive della vista, il soccorritore prenderà sottobraccio la persona interessata e l accompagnerà al luogo stabilito, avendo cura di non tirarla e spingerla, fornendo tutte le indicazioni su eventuali ostacoli o sul percorso che si sta effettuando

35 DISABILITA VISIVA

36 DISABILITA UDITIVA Disabilità uditiva: (L. 26/05/70 n. 381 le persone con tale disabilità vengono considerate sordomuti (sordità congenita o acquisita in età evolutiva che abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato; la definizione di sordomuto sostituita con sordo con la L.20/02/06 n.95; oggi con classificazione ICF (OMS) persona con disabilità uditiva Nell assistenza a persone con questo tipo di disabilità il soccorritore dovrà adottare i seguenti accorgimenti: la comunicazione deve essere chiara e comprensibile per consentire alla persona con disabilità una buona lettura labiale, la distanza ottimale non deve superare il metro e mezzo il viso di chi parla dovrebbe essere illuminato, deve rimanere fermo e possibilmente all altezza degli occhi della persona con disabilità moderare la velocità del discorso, con frasi corte e con tono di voce normale

37 DISABILITA UDITIVA Nell assistenza a persone con questo tipo di disabilità il soccorritore dovrà adottare i seguenti accorgimenti: moderare la velocità del discorso, con frasi corte e con tono di voce normale se la persona con disabilità uditiva non riesce a percepire il messaggio, occorre scriverlo in stampatello occorre tener presente che se è portatore di protesi acustica non è detto che riesca a percepire il messaggio la segnaletica deve essere chiara e visibile e percettibile anche attraverso il tatto (pannelli, segnaletiche e cartelli che indichino la direzione verso i luoghi) pianificazione del sistema di illuminazione per avere maggiore controllo dell ambiente circostante il sistema di allarme deve essere installato con modalità plurisensoriale (visiva, uditiva, vibrazione) per l emergenza (suoni e rumori devo essere tradotti simultaneamente attraverso dispositivi lampeggianti e/o luminosi, vocali a vibrazione in modo da eliminare barriere di comunicazione)

38 DISABILITÀ UDITIVA Esempio di colloquio con persone con difficoltà nella comunicazione Chiedere: Mostrami come dici di SI (es: quando la domanda risulta soddisfatta) Chiedere: Mostrami come dici di NO (es: quando la domanda non risulta soddisfatta) Chiedere: Mostrami con il dito una cosa o una persona che ti interessa Ripetere sempre le azioni della persona con disabilità a conferma di aver compreso quanto hanno capito, per evitare equivoci Porre domande una alla volta Dare alla persona il tempo per ascoltare con attenzione e più tempo per rispondere

39 DISABILITA UDITIVA

40 QUADRO NORMATIVO

41 DISABILITÀ MOTORIA Movimentare una persona con disabilità motoria dipende dal grado di collaborazione che egli può fornire individuare le persone con disabilità che possono collaborare il soccorritore deve posizionare le mani in punti di presa specifici per consentire il trasferimento della persona con disabilità il soccorritore deve assumere le posizioni in modo da salvaguardare la propria schiena i soccorritori devono essere in grado di comunicare tra loro i soccorritori devono interpretare le necessità della persona da affiancare ed offrire la collaborazione necessaria, tenendo conto delle abilità residue applicare le corrette tecniche di trasporto ed assistenza in funzione delle circostanze riscontrate

42 QUADRO NORMATIVO

43 TECNICHE DI TRASPORTO Tecnico della Riabilitazione - Fisioterapista: Dott.ssa Beatrice Costan

44 REGOLE PER TRASPORTARE UNA PERSONA IN SICUREZZA Crearsi lo spazio adeguato Valutare il grado di collaborazione del soggetto in quel preciso momento e conoscere le sue capacità motorie Conservare l equilibrio, tanto più è stabile quanto più ampia è la base di appoggio Flettere gli arti inferiori Nell atto del sollevamento non si deve piegare il busto in avanti, ma si devono flettere le gambe

45 REGOLE PER TRASPORTARE UNA PERSONA IN SICUREZZA TECNICHE DA ADOTTARE PER PROTEGGERE LA SCHIENA Mantenere la zona lombare in lieve estensione Evitare la torsione del rachide Tenere il soggetto vicino al proprio corpo Utilizzare punti di presa specifici e sicuri Sincronia tra gli operatori! Allenarsi

46 TECNICHE DI TRASPORTO: 1 OPERATORE Per trasportare una persona priva di forza agli AAII, ma con un buon controllo del tronco Il disabile deve pesare molto meno di chi lo trasporta! Chiedere al trasportato di collaborare facendogli mettere un braccio attorno al collo in modo da alleggerire il peso sopportato dalle braccia

47 TECNICHE DI TRASPORTO: 2 OPERATORI Posizionarsi ai lati del disabile, afferrarne le braccia e, se possibile, avvolgerle attorno alle spalle Afferrare l avambraccio del partner, unire le braccia sotto le ginocchia del disabile e impugnare il polso del partner Gli operatori devono flettersi avvicinandosi molto al disabile e coordinarsi contando fino a tre Premere leggermente sul corpo del disabile per scaricarne in parte il peso del corpo

48 TECNICHE DI TRASPORTO: 2 OPERATORI CONTROINDICATA in caso di persona non collaborante o priva di controllo del capo VANTAGGIO: se ben coordinati i 2 operatori possono agevolmente sollevare e trasportare una persona il cui peso è lo stesso o anche superiore a quello di un singolo trasportatore SVANTAGGIO: maggior difficoltà nello spostamento e discesa delle scale nel sincronizzare i movimenti. Tre persone affiancate possono superare la larghezza minima di alcuni passaggi

49 TECNICHE DI TRASPORTO: 2 OPERATORI IN PERCORSI STRETTI Attenzione perché la posizione a capo reclino può creare difficoltà respiratorie per la parziale occlusione delle vie aeree. È bene che questo tipo di trasporto sia limitato ai soli passaggi critici. Presa crociata in presenza di persone non collaboranti, a protezione degli AASS (arti superiori)

50 TRASPORTO DI UN DISABILE IN CARROZZINA SULLE SCALE Solo in casi eccezionali, la modalità ottimale è quella che prevede 3 operatori Solo operatori in buone condizioni fisiche, con calzature adatte e che prendano parte al trasporto solo se si sentono in grado di farlo Tipo di carrozzina: maneggevole con ruote posteriori adatte (attenzione alla presenza delle ruotine anti ribaltamento)

51 TRASPORTO SULLE SCALE: 3 OPERATORI Un operatore posto dietro, afferra le impugnature di spinta della carrozzina e la inclina di 45 fino a bilanciarla gli altri due si dispongono lateralmente afferrando la carrozzina nella parte anteriore del telaio, vicino alle ruote Si comincia a scendere, coordinando i gesti, guardando avanti e cercando di tenere il peso sempre bilanciato

52 TRASPORTO SULLE SCALE: 2 OPERATORI SOLO IN CASI ECCEZIONALI! L operatore dietro si comporta come nel caso precedente l altro afferra la parte anteriore del telaio, si coordina ai movimenti del collega cercando di non sollevarla eccessivamente per non sovraccaricare l operatore dietro

53 TRASPORTO SULLE SCALE: 1 OPERATORE SOLO IN CASI ECCEZIONALI! Questa modalità di assistenza è particolarmente gravosa perché richiede una certa collaborazione del trasportato che deve controllare le ruote Se non collaborante, il peso grava tutto sull operatore, con grossa sollecitazione dell apparato muscolo scheletrico e difficoltà di controllo del movimento

54 FORMAZIONE PROCEDURA PRIMA DELL EMERGENZA conoscere il tipo di disabilità della persona da aiutare; comprenderne le modalità di percezione e orientamento negli spazi; valutare il grado di collaborazione che la persona con disabilità può fornire nel momento del pericolo; conoscere lo spazio e i percorsi di evacuazione con tutte le eventuali problematiche e le barriere di tipo edilizio. IN CASO DI INCENDIO O DI PERICOLO comunicare un messaggio rassicurante indicando le azioni basilari per un allontanamento veloce e sicuro dalla fonte di pericolo accompagnare o trasportare la persona con disabilità fuori dall edificio nel caso in cui non fosse possibile raggiungere l esterno spostarsi nel luogo sicuro o individuare un luogo adatto provvisorio, ad esempio i pianerottoli delle scale esterne di sicurezza. segnalare l avvenuta evacuazione del disabile o l impossibilità di effettuarla al centralino di emergenza, ad un altro addetto antincendio o ai soccorsi sopraggiunti sul posto.

55 MANTENIMENTO E AGGIORNAMENTO CONOSCENZA ABILITA COMPETENZA

56 Redigere un verbale di programmazione, per tracciare la strada da percorrere nello svolgimento di una prova di evacuazione (anche se non previsto per legge) Elaborazione mappa sinottica della disabilità IM - Insufficienza Mentale SR - Sindrome di Rett UM - Deficit Uditivo e mentale SD - Sindrome di Down DM - Distrofia Miotonica di Steinert RPM - Ritardo Psicomotorio TS - Tetraparesi Spastica PS - Paresi Spastica DS - Diplegia Spostica GH - Grave Handicap DI - Dializzati NV - Non Vedenti FOP - Fribrodisplasia Ossificante Progressiva SLA - Sclerosi Laterale Amiotrofica STB - Sclerosa Tuberosa di Bourneville MH - Malattia di Untington

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione).

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). (Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 OGGETTO: Linee guida per

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