Gli interventi di Caritas Ambrosiana sul lavoro nel quadro del Welfare dell Italia. Stoccarda, gennaio 2013

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1 Gli interventi di Caritas Ambrosiana sul lavoro nel quadro del Welfare dell Italia Stoccarda, gennaio 2013

2 Index Il Welfare Italiano (Mediterraneo) Il mercato del lavoro in Italia Gli interventi di Caritas all interno del modello di Welfare descritto

3 Quadro del Welfare Modello familistico (famiglia ammortizzatore sociale e forti reti familiari) Sistema che offre protezione sociale al capofamiglia (breadwinner). Modello in cui la donna èconsiderata impegnata nella cura dei figli e anziani. Protetti principalmente gli insiders e non protetti i temporary workers Basso livello di spesa sociale. Spese molto basse per la famiglia e le politiche di housing e altri benefit sociali; le spese in pensioni e sanità sono alte Sussidi means tested e in cash sono le principali forme di aiuto (means testing riguarda soprattutto housing e supporto alla famiglia). Welfare mix: servizi sociali forniti sia dal pubblico che dal privato Sanità è universale, eccetto per il pagamento di alcuni contributi I fondi provengono sia dai contributi che dalle tasse Il sistema è caratterizzato da forti differenze regionali, specialmente fra nord e sud

4 La spesa sociale IT ha una struttura «anomala» della spesa pubblica (2007, elaborazione di dati Eurostat) Spese molto alte per pensioni: 67,1% (anzianità, invalidità, reversibilità) Spese piuttosto alte per la sanità, fornita universalmente: 26,1% Bassa spesa in sussidi di disoccupazione: 1,8% (disoccupazione, CIG) Spesa molto bassa in spese di assistenza sociale, specialmente per la famiglia: 4,7%, casa: 0,1% ed esclusione sociale: 0,2%.

5 Il Mercato del Lavoro SEGMENTAZIONE molto forte tra persone protette e non protette DONNE, GIOVANI, LAVORATORI ANZIANI basso livello di occupazione DIFFERENZE REGIONALI livelli occupazione, donne occupate, grandi differenze tra nord e sud POLITICHE PASSIVE politiche passive (misure di sostegno al reddito), poche politiche attive( per attivazione delle persone, incrocio domanda e offerta, formazione, inserimento) FLESSIBILITA senza sicurezza WORKING POOR percentuale elevata LAVORO NERO Ed EVASIONE FISCALE molto diffusi BASSI SALARI salari non più legati alla scala mobile WELFARE STATE PARALLELO welfare state pagato dalle famiglie per finanziare l assistenza a bambini, anziani (impiego di stranieri) NON ESISTE NESSUNA FORMA DI REDDITO MINIMO

6 La riforma del MDL Marzo 2012 (riforma Fornero) Obiettivi: Ridurre la frammentazione dei contratti e gli abusi delle forme di contratti precari (favorito contratti o permanenti sui contratti temporanei Fissata durata massima dei contratti a tempo determinato, Riforma del MDL (normative sul licenziamento) Riformare gli ammortizzatori sociali (effettiva nel 2017). Introdotto ASPI sostituirà sia sussidio di disoccupazione (in caso di licenziamento) sia la mobilità (in caso di chiusura azienda) e si applicherà a tutti i tipi di contratto Estesa la protezione sociale

7 La pressione sulle famiglie Welfare modesto, concentrato sostegno ultima fase della vita Cambiamenti interno delle famiglie (considerate sino ad oggi ammortizzatori sociali) la stabilità della famiglia è diminuita, il tasso di fecondità è molto basso, le famiglie sempre più piccole, le case molto costose e le famiglie devono pagarsi un private welfare per la cura di anziani e bambini) forte pressione sulle famiglie, aggravata dalla crisi

8 Dati sul mercato del lavoro IT Tasso di disoccupazione: 2008: 6.7% 2012: 10.7% (EUROSTAT) Tasso di disoccupazione giovanile (meno di 25 anni): IT 2008: 21,3% 2012:35,3% Tasso Occupazione femminile: IT 2008: 50,6% 2012: 50,5% EU( 27): 62,8% 2012: 62,4% Working Poor (In Work at risk of poverty=% persone che lavorano con reddito sotto la threshold): 2008: 8,8% 2012: 11% Working poor UE 2008: 8,6% 2012: 9,2%

9 La Caritas Ambrosiana Organismo Pastorale La Caritas Ambrosiana èl organismo pastorale istituito dall Arcivescovo al fine di promuovere la testimonianza della carità della comunità ecclesiale diocesana e delle comunità minori, specie parrocchiali, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. La Caritas Ambrosiana èlo strumento ufficiale della diocesi per la promozione e il coordinamento delle iniziative caritative e assistenziali, all interno delle altre specifiche competenze diocesane. Art. 1 Statuto Curia Arcivescovile di Milano data

10 La Caritas Ambrosiana e il territorio Sul territorio operano: Caritas parrocchiali 850 Caritas decanali 74 Caritas zonali 7 Centri di Ascolto 303 Volontari centri di ascolto ca. Osservatorio Diocesano delle Risorse e Povertà: Centri di Ascolto campione 59

11 Il sistema Caritas Curia Arcidiocesi di Milano Settore per la Missione e la Carità Caritas Ambrosiana (Ufficio di Curia) Fondazione Caritas Ambrosiana Caritas Zonali Caritas Decanali Caritas Parrocchiali Fondazione S. Bernardino Fondazione San Carlo Consorzio Farsi Prossimo Cooperativa Oltre Associazione Volontari Caritas Ambrosiana data

12 Caritas Ambrosiana e il Lavoro Organizzazione a diversi livelli: LIVELLO CENTRALE IL SERVIZIO SILOE: supporto alla ricerca del lavoro attraverso lavoro di rete(pubblico e privato), sostegno economico (mutui, bollette), formazione ricerca lavoro LE COOPERATIVE: cooperative di Tipo B (inserimento lavorativo) e di tipo A, servizi socio educativi (accoglienza, formazione ) SCARP DE TENIS: giornale di strada per inserimento socio lavorativo di persone senza fissa dimora LA FONDAZIONE S. CARLO: formazione, inserimento lavorativo per le fasce deboli, housing LA FONDAZIONE SAN BERNARDINO: supporto a persone vittime dell usura, microcredito TERRITORIO I CENTRI DI ASCOLTO: ascolto anche rispetto al lavoro, lavoro di rete (inviati al SILOE), alcuni lavorano con il pubblico, alcuni specializzati sul lavoro

13 Quali attività? Sostegno al reddito Inserimento delle persone in reti sociali Intermediazione e accompagnamento ai servizi pubblici e privati per il lavoro «Politiche attive» supporto alla stesura dei CV, alla ricerca di lavoro, formazione per la fasce deboli Inserimento lavorativo in contesti protetti Presa in carico delle persone con problemi di lavoro e altre problematicità: sanità, casa, situazioni debitorie»

14 Iniziative Il Fondo Il Fondo Famiglia Lavoro Iniziativa lanciata dall allora Card. Tettamanzi la notte di Natale del 2008, creazione di un fondo da destinare alle famiglie di chi ha perso il lavoro. «Di fronte alla crisi cosa posso fare io come Arcivescovo di Milano, che cosa possiamo fare noi come comunità ecclesiale?». Queste parole hanno mobilitato centinaia di volontari che, all interno delle Caritas Parrocchiali e dei circoli ACLI, hanno dato vita a distretti, che sono diventati l ossatura del Fondo. Con quell appello Tettamanzi chiedeva ai propri fedeli non solo di rimboccarsi le maniche, ma anche di ripensare il proprio stile di vita all insegna della sobrietà e della solidarietà.

15 Aspetti educativi del Fondo Il Cardinale aveva indicato come sua primaria intenzione quella di favorire nella comunità cristiana riflessioni non tanto sulla crisi, ma quanto sul come uscirne rafforzati, più attrezzati, più consapevoli. Questo invito a non sprecare la crisi, a non negarla, a non rimuoverla, ha aperto la strada a tante iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione a tutti i livelli: convegni, corsi, dibattiti, pubblicazioni, film. In molto parrocchie in occasione della festa Patronale sono state segnalate iniziative di sensibilizzazione: richiamo alla sobrietà, alla responsabilità, alla solidarietà da declinare singolarmente, comunitariamente e politicamente.

16 Esperienze sul territorio L istituzione del Fondo ha spinto la comunità a inventare forme di aiuto vicine al territorio. Sono nate esperienze di solidarietà e di collaborazione tra istituzioni civili, parrocchie, associazioni e semplici cittadini. L istituzione del Fondo ha messo in moto una collaborazione intra ecclesiale e un lavoro di rete fra centro (Caritas) e periferia che ha tenuto insieme la progettualità del livello diocesano e la prossimità concreta a livello territoriale. Le parrocchie hanno contribuito al Fondo e hanno anche realizzato iniziative proprie: raccolto e distribuito più di 500 mila euro a favore di oltre 500 nuclei familiari. E emerso il bisogno di interventi sul fronte del lavoro, del sistema di welfare, delle relazioni familiari e comunitarie.

17 Esperienze sul territorio II Le esperienze possono essere classificate in 4 tipologie Creazione di fondi locali a favore delle famiglie colpite dalla crisi attraverso la collaborazione con gli enti locali o l autotassazione delle famiglie delle comunità parrocchiali; Attività a sostegno di posti di lavoro a rischio o finalizzate alla creazione di occasioni di lavoro socialmente utile con il contributo economico delle comunità parrocchiali Interventi a sostegno delle famiglie in difficoltà attraverso l accompagnamento di famiglie tutor; Azioni di animazione culturale finalizzate alla sensibilizzazione delle comunità locali Oltre 600 operatori delle ACLI e della Caritas Famiglie aiutate famiglie aiutate Denaro raccolto:

18 Il Fondo II L aggravarsi degli effetti della crisi ha portato alla II FASE DEL Fondo Famiglia Lavoro promossa dal Cardinale Scola: integrazione della logica erogativa con la promozione di percorsi di orientamento, formazione e riqualificazione professionale secondo 4 differenti tipologie di intervento: 1) La promozione di percorsi di orientamento, formazione e riqualificazione professionale attraverso l azione diretta di Fondazione S. Carlo o tramite il coordinamento di altri soggetti territoriali come Enaip 2) L attivazione di interventi di microcredito che amplino le opportunità già in essere, finalizzati al sostegno economico della famiglia o all avvio di attività di micro impresa, attraverso l azione delle nostre strutture, di Fondazione S. Bernardino e di specifici accordi con le banche. 3) L erogazione di contributi economici a fondo perduto 4) Promozione di esperienze di mutuo aiuto tra famiglie a partire da buone prassi già attive sul territorio) e.s reti di famiglie solidali: una famiglia prende in carico un altra famiglia es. spesa, tenere i bambini, nuove amicizie e conoscenze; famiglie)

19 Il Reddito di Inclusione Sociale Attività di advocacy e proposta concreta alle Istituzioni Caritas Italiana, insieme alle ACLI nazionali ha affidato ad un gruppo di esperti il compito di costruire una proposta: REIS da presentare al Presidente del Consiglio. Creato, per promuoverlo un «Patto aperto contro la povertà» per REIS e Welfare più giusto. Il REIS: da inserire in un piano nazionale contro la povertà Dibattito vivace sul RM e proposta governativa Proposta di nicchia, èimportante che vengano fatte riforme strutturali

20 Le dimensioni del REIS Utenti: famiglie in povertà assoluta, di qualsiasi nazionalità (residenti da almeno 12 mesi) Importi: ammissibile chi è sotto la soglia di povertà assoluta stabilita dall ISTA. L importo corrisponde alla differenza tra il reddito familiare disponibile e la soglia stessa Equità territoriale: La soglia di povertà assoluta ISTAT, varia in base alla macroarea (nord, centro, sud) e alla dimensione del comune (piccolo, medio, grande). Così si tiene conto delle notevoli differenze del costo della vita: l obiettivo è garantire a tutti il medesimo potere d acquisto. Servizi alla persona: mix di denaro e servizi. Il comune ha la regia del welfare locale. I vari attori coinvolti, pubblici e del terzo settore, hanno compiti diversi e integrati nelle varie fasi dell erogazione e della presa in carico Terzo settore: coprogetta gli interventi, fornisce servizi e avvicina le famiglie povere al REIS. Si può occupare della presa in carico Lavoro: I beneficiari e tutti i membri del nucleo famigliare tra i 18 e i 59 anni ritenuti abili al lavoro devono attivarsi nella ricerca di una occupazione, dare disponibilità a iniziare una occupazione offerta dai Centri per l impiego e frequentare attività di formazione o riqualificazione professionale Costi: La spesa complessiva della misura a regime sarà intorno a 5,5 miliardi di euro. Prevista una fase di quattro annualità: nel primo anno la spesa sarà di1.375 miliardi, nel secondo 2,75, nel terzo 4.125, a partire dal quarto 5.5 miliardi8

21 Quali politiche Welfare/Lavoro? Riforma generale del Welfare Istituzione di un Reddito Minimo Rendere universali gli ammortizzatori sociali Sviluppo politiche attive Lavoro Collegare Istruzione, Formazione ed esigenze del mercato del lavoro Politiche per la famiglia (servizi per anziani e bambini) Politiche di Housing

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