giugno 2006 Il mediatore creditizio: profili di disciplina, di Filippo Sartori

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "giugno 2006 Il mediatore creditizio: profili di disciplina, di Filippo Sartori"

Transcript

1 giugno 2006 Il mediatore creditizio: profili di disciplina, di Filippo Sartori 1. Premessa: l intervento regolamentare come reazione ai mercati illeciti; 2. I requisiti di iscrizione all Albo e l ambito soggettivo di applicazione della normativa; 3. Modalità ed istruzioni di iscrizione all albo: cenni; 4. La disciplina dei controlli: cancellazione e sospensione; 5. La natura (contrattuale) della mediazione creditizia: autonomia, imparzialità e indipendenza; 5.1. Segue: le tecniche di redazione delle convenzioni; 6. L esercizio professionale e abituale dell attività di mediazione; 6.1. Segue: l attività istruttoria; 7. Il consulente; 8. La disciplina in tema di prevenzione di riciclaggio e la trasparenza delle condizioni contrattuali. 1. La figura del mediatore creditizio è, come noto, stata introdotta dall art. 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108 con la finalità di regolamentare una attività, quella della mediazione creditizia per l appunto, che aveva nel passato recente agevolato fenomeni usurari 1. L intervento del legislatore finalizzato inizialmente ad eliminare il momento patologico dell attività che ci occupa ha avuto l ulteriore e positivo effetto di valorizzare siffatto segmento di mercato creando nuove opportunità ed efficienze che sono state opportunamente colte dagli operatori di settore. In una logica di riordino della materia atta a disincentivare mercati illegali del denaro il comma 1 della legge testé richiamata ha riservato dunque l'attività di mediazione o di consulenza nella concessione di 1 L art. 644, comma 2 disciplina infatti la c.d. mediazione usuraria prevedendo la stessa pena prevista per il reato di usura per chi fuori dal caso di concorso nel delitto previsto dal primo comma, procura a taluno una somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso usurario. Relazione presentata in occasione dell incontro tenuto a Milano il 29 maggio 2006, organizzato da ITA FORMAZIONE dal titolo Promotori finanziari, mediatori creditizi, segnalatori e agenti in attività finanziaria

2 finanziamenti da parte di banche o di intermediari finanziari ( ) ai soggetti iscritti in apposito albo istituito presso il ministero del tesoro, che si avvale dell'ufficio italiano dei cambi. La previsione dell albo di cui all art. 16 testé menzionato ufficializza dunque la figura della mediazione, che legittimamente può qualificarsi creditizia in considerazione dell oggetto che ne caratterizza l essenza. Il legislatore definisce riservata l attività genericamente tratteggiata dalla normativa primaria come mediazione o consulenza nella concessione di finanziamenti da parte di banche o di intermediari finanziari, rimandando ad un regolamento governativo la specificazione del contenuto dell attività, nonché le modalità per l iscrizione e la cancellazione dall albo e le forme di pubblicità dell albo medesimo (art. 16, comma 2 della legge in esame). Se ne deduce che è da tale provvedimento normativo, emanato con d.p.r. 28 luglio 2000, n. 287, che bisogna prendere le mosse per identificare i criteri disciplinari che presiedono allo svolgimento dell attività di cui trattasi. La disamina di tale profilo assume, tra l altro, specifico rilievo in considerazione delle conseguenze penali che colpiscono coloro che, in disprezzo della normativa di riferimento, svolgono l attività in questione. Ai sensi dell art. 16, comma 7 della legge in esame, infatti, chiunque svolge l'attività di mediazione creditizia senza essere iscritto nell'albo indicato al comma 1 è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da quattro a venti milioni di lire. 2. Il compito di tenuta e aggiornamento con cadenza annuale (art. 3, comma 2 del d.p.r. n. 2000/287) dell albo è stato per vero affidato all Ufficio Italiano dei Cambi (d ora in avanti anche UIC) assegnandosi al Ministero dell economia e delle finanze l alta vigilanza. L iscrizione all albo dei mediatori creditizi, che non richiede il pagamento di alcuna tassa, è subordinata a taluni requisiti previsti all art. 4 del Regolamento richiamato, nonché specificati rispettivamente nel provvedimento dell UIC del 4 agosto 2000 e del 29 aprile Per quanto concerne le persone fisiche: 2

3 devono essere in possesso di un diploma di scuola media superiore 2 ovvero essere iscritte nei ruoli generali degli agenti d affari in mediazione; devono avere il domicilio in Italia e per i cittadini stranieri è necessaria l esistenza di trattamento di reciprocità nello Stato non appartenente all Unione Europea del quale si abbia la cittadinanza; nonché devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità previsti all art. 109 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (c.d. Testi Unico Bancario, d ora in avanti TUB). In merito, giova ricordare che il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica ha posto in essere, in sede di attuazione della norma del TUB richiamata, un regolamento con decreto 30 dicembre 1998, n. 516 ove all art. 4 ha indicato i requisiti di onorabilità richiesti dalla normativa primaria. In particolare, è necessario: a) non trovarsi nelle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall art c. c., ovvero essere interdetti, inabilitati, falliti, essere stati condannati ad una pena che importa l interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici, o l incapacità ad esercitare uffici direttivi; b) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall'autorità giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n ( Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità ) della legge 31 maggio 1965, n. 575 ( Disposizioni contro la mafia ), salvi gli effetti della riabilitazione; c) non essere stati condannati con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione e salvo il caso di estinzione del reato; i) a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l'attività bancaria, 2 Come precisato dall UIC nei provvedimenti richiamati sono titoli di istruzione secondaria i diplomi rilasciati da istituti (statali, legalmente riconosciuti, paritari) quali: il ginnasio-liceo classico; il liceo scientifico; gli istituti tecnici; il liceo artistico; l istituto magistrale; gli istituti professionali e gli istituti d arte. 3

4 finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento, salvo che si tratti di pena inferiore ad un anno; ii) alla reclusione per uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro V del codice civile (disposizioni penali in materia di società e consorzi dagli artt a 2641 c.c. 3 ) e nel regio decreto del 16 marzo 1942, n. 267, salvo che si tratti di pena inferiore ad un anno; iii) alla reclusione per un tempo non inferiore ad un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l'ordine pubblico, contro l'economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria; iv) alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo. Possono naturalmente iscriversi nell albo di riferimento le società con sede legale in Italia e le stabili organizzazioni in Italia di società aventi sede legale all estero che possiedano i seguenti requisiti: l oggetto sociale deve comprendere lo svolgimento dell attività di mediazione creditizia; i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo nelle persone giuridiche iscritte nell albo devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità previsti all art. 109 del TUB (cfr. supra); 3 Si tratta dei reati delle falsità, degli illeciti commessi dagli amministratori, degli illeciti commessi mediante omissione e degli altri illeciti quali, a titolo esemplificativo, la formazione fittizia del capitale, l indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, l infedeltà patrimoniale etc. 4

5 i partecipanti al capitale in grado di esercitare il controllo ai sensi dell art. 23 del TUB 4 anche per il tramite di società controllate, fiduciarie o per interposta persona devono essere in possesso dei requisiti di cui al punto precedente; la sede legale o una stabile organizzazione deve trovarsi in Italia. L art. 3, comma 2 del d.p.r. n. 2000/287 puntualizza, inoltre, per evitare interpretazioni elusive della normativa, che qualora l attività di mediazione creditizia di cui alla legge ed al presente regolamento sia svolta da persona giuridica, la stessa deve essere esercitata per il tramite di persone fisiche iscritte nell albo. Con tale precisazione il legislatore intende assicurare trasparenza e correttezza operativa evitando fenomeni di delega operativa a soggetti non censiti, che spesso celano attività anomale; essa appare peraltro sintomatica dell intenzione di prestare attenzione alle persone fisiche più che alle società che svolgono tale attività 5. 4 Tale disposizione stabilisce che: 1. Ai fini del presente capo il controllo sussiste, anche con riferimento a soggetti diversi dalle società, nei casi previsti dall'articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile e in presenza di contratti o di clausole statutarie che abbiano per oggetto o per effetto il potere di esercitare l'attività di direzione e coordinamento. 2. Il controllo si considera esistente nella forma dell'influenza dominante, salvo prova contraria, allorché ricorra una delle seguenti situazioni: 1) esistenza di un soggetto che, sulla base di accordi, ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori o del consiglio di sorveglianza ovvero dispone da solo della maggioranza dei voti ai fini delle deliberazioni relative alle materie di cui agli articoli 2364 e 2364-bis del codice civile; 2) possesso di partecipazioni idonee a consentire la nomina o la revoca della maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza; 3) sussistenza di rapporti, anche tra soci, di carattere finanziario ed organizzativo idonei a conseguire uno dei seguenti effetti: a) la trasmissione degli utili o delle perdite; b) il coordinamento della gestione dell'impresa con quella di altre imprese ai fini del perseguimento di uno scopo comune; c) l'attribuzione di poteri maggiori rispetto a quelli derivanti dalle partecipazioni possedute; d) l'attribuzione, a soggetti diversi da quelli legittimati in base alla titolarità delle partecipazioni, di poteri nella scelta degli amministratori o dei componenti del consiglio di sorveglianza o dei dirigenti delle imprese; 4) assoggettamento a direzione comune, in base alla composizione degli organi amministrativi o per altri concordanti elementi. 5 Così L. Criscuolo, Collaboratori esterni all attività bancaria e finanziari, in Capriglione (a cura di), L ordinamento finanziario, Padova, 2005, pag

6 Per vero, sembra potersi ripetere, mutatis mutandis, quanto indicato per le persone fisiche se si ha riguardo alle persone giuridiche, soprattutto nell ambito di sviluppo del c.d. franchising di mediazione creditizia in vista della massimizzazione delle opportunità commerciali offerte dalle legge 6 maggio 2004, n. 129, recante Norme per la disciplina dell affiliazione commerciale 6. In dottrina, ci si è posti il problema sull ammissibilità da parte delle associazioni di categoria di svolgere in modo professionale la mediazione creditizia 7 ; sul punto, è intervenuto di recente l UIC escludendo categoricamente tale possibilità, ma rimarcando che alle stesse associazioni è comunque consentita, ai sensi dell art. 2, comma 3, del d.p.r. 28 luglio 2000 n. 287 la raccolta, nell ambito della specifica attività svolta (es. prestazioni di natura fiscale, previdenziale, amministrativa, e di altri servizi) e strumentalmente ad essa, di richiesta di finanziamento, effettuata sulla base di apposite convenzioni stipulate con banche e intermediari finanziari. Sempre in una prospettiva di delimitazione del campo soggettivo di applicazione della disciplina in tema, giova precisare che: i) Le società semplici non possono essere iscritte all Albo, giacché il loro oggetto sociale non può prevedere l esercizio di attività commerciali (cfr. art c.c.) qual è, per l appunto, quella di mediazione creditizia; ii) le banche, gli intermediari finanziari iscritti nell elenco generale o speciale di cui agli artt. 106 e 107 TUB, le imprese assicurative i promotori finanziari non sono soggetti alla disciplina in materia come precisato dall art. 16, comma 6 della legge n. 108/96. In merito, l UIC ha chiarito, dando una interpretazione rigorosa dell art. 2, comma 3, lett. a) del d.p.r. n. 2000/287, che la mera iscrizione nell elenco di cui all art. 113 del TUB non esonera i soggetti interessati a svolgere attività di mediazione creditizia dall obbligo di iscrizione nel relativo albo sempre tenuto dall UIC, laddove tali soggetti intendano esercitare questa attività in via professionale nei confronti del pubblico. iii) non sono soggetti alla disciplina che ci occupa coloro che esercitano attività di mediazione creditizia strumentalmente alla propria attività principale, nonché coloro che svolgono una mera attività di consulenza 6 In G.U. 24 maggio 2004, n Cfr. U. Morera, Sulla figura del mediatore creditizio, in BBTC, 3, 2003, pag

7 finanziaria anche se occasionalmente mettono in relazione il cliente con l intermediario erogante ma sul punto cfr. infra. 3. Le modalità e le istruzioni di iscrizione all albo sono disciplinate dall art. 5 del citato d.p.r. e puntualizzate nel provvedimento dell UIC 4 agosto 2000 (a cui si rimanda integralmente su tale specifico profilo) che ne scandisci termini e modalità. Ai fini che ci occupano, è sufficiente ricordare che, salvo sospensioni strumentali all integrazione della documentazione prodotta, il termine per accettare o negare l iscrizione è fissato in sessanta giorni e che decorso tale termine l istanza deve ritenersi accolta in base al meccanismo del c.d. silenzio assenso; ed inoltre che la procedura di iscrizione e di comunicazione con l UIC è gestita attraverso un prodotto software di data entry distribuito, tra l altro, gratuitamente dallo stesso Ufficio Italiano dei Cambi (per le modalità di utilizzo cfr. Comunicazioni UIC del 27 novembre 2000 e del 27 maggio 2005). 4. Per quanto concerne la disciplina dei controlli, l art. 5, comma 5 del d.p.r. in esame attribuisce all UIC la facoltà di richiedere agli interessati ogni necessaria informazione, e al comma 6 dello stesso articolo grava gli iscritti dell obbligo di comunicare tempestivamente allo stesso UIC le variazioni degli elementi informativi. Dal combinato disposto dell art. 16, comma 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108 e dell art. 6 del d.p.r. n. 2000/287 viene assicurata efficacia alla disciplina attraverso l introduzione del potere di cancellazione dall Albo che viene disposta dal Ministero dell economia e delle finanze con provvedimento motivato, previa contestazione degli addebiti da parte dell UIC. Al di fuori delle ipotesi di cancellazione per cessazione dell attività di mediazione (disposte direttamente dall UIC, che ne da comunicazione al Ministero), il legislatore ha saggiamente ritenuto opportuno limitare l applicazione dell istituto ai soli casi di gravi violazioni di norme di legge, ovvero nelle ipotesi di: perdita dei requisiti di onorabilità; 7

8 violazione degli obblighi di trasparenza delle condizioni contrattuali 8 ; violazione degli obblighi di prevenzione del riciclaggio. Oltre all istituto della cancellazione è previsto quello della sospensione, che può essere disposta per un termine massimo di sessanta giorni sia come strumento cautelare in pendenza di una procedura di cancellazione sia nelle ipotesi di rinvio a giudizio per un delitto il cui accertamento comporta la perdita dei requisiti di onorabilità, di sentenza di condanna non definitiva o di applicazione di misure di prevenzione. 5. Ciò posto, e delineati dunque per brevi cenni i profili di carattere pubblicistico dell istituto, appare opportuno scandire con maggior chiarezza i contorni della figura del mediatore anche in guisa di una analisi prodromica a mettere in evidenze le peculiarità negoziali riconducibili all agere di siffatti soggetti. Come noto, il regolamento attuativo n. 2000/287, all art. 2, comma 1 dispone che è mediatore creditizio ( ) colui che professionalmente, anche se non a titolo esclusivo, ovvero abitualmente mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari determinati con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma 9. 8 Come specificato nel provvedimento UIC 29 aprile 2005, ai sensi dell art. 128 del Testo Unico bancario, l UIC, anche avvalendosi di altre autorità, svolge gli opportuni controlli nei confronti dei mediatori creditizi al fine, per l appunto, di verificare il rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali. Al riguardo, l Ufficio può acquisire informazioni, atti e documenti ed eseguire ispezioni presso i mediatori creditizi. Ai sensi dell art. 128, comma 5, del Testo Unico bancario, in caso di ripetute violazioni delle disposizioni concernenti gli obblighi di pubblicità, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dell'uic, può disporre la sospensione dell'attività dei mediatori creditizi, anche per singole sedi secondarie, per un periodo non superiore a trenta giorni. Nel caso di inosservanza delle disposizioni degli obblighi di trasparenza e pubblicità, sono applicate sanzioni amministrative pecuniarie ai sensi dell art. 144 del Testo Unico bancario. 9 Avendo riguardo al profilo oggettivo della norma, ed in particolare all inciso concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, è opportuno sottolineare che detta disposizione sembra idonea a ricomprendere ogni fenomeno creditizio connesso con valori e disponibilità finanziarie e quindi a non lasciare spazio ad alcuna residua operazione o servizio avente finalità creditizia (cfr. U. Morera, Sulla figura del mediatore creditizio, cit., pag. 345). In ogni caso, immediato è il riferimento all art. 2 del d.m. tesoro 6 luglio 1994 in base al quale Per attività di finanziamento sotto qualsiasi forma si intende la concessione di crediti ivi compreso il rilascio di garanzie sostitutive del credito e di 8

9 Anche da una prima lettura della disposizione richiamata appare evidente come venga rappresentata una nozione di mediazione creditizia nella quale sono ripresi i contenuti alla medesima ascritti dall art cod. civ 10. Un soggetto per configurarsi come mediatore creditizio deve necessariamente svolgere la sua attività in posizione di assoluta autonomia (recte imparzialità), da intendersi come equidistanza tra i contrapposti interessi delle parti coinvolte 11. Ne consegue che non rientrano nell ambito della mediazione tutti quei soggetti legati da un contratto (ad esempio, ed in via meramente indicativa, di mandato o di agenzia) che crea un legame con la banca o l intermediario finanziario tale da comprometterne l autonomia. È in questa prospettiva che l art. 2, comma 2 del regolamento in commento impone ai mediatori creditizi di svolgere la loro attività senza essere legati ad alcuna delle parti da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza ; e vieta agli stessi di concludere contratti nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l'erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito ; e che la Banca d Italia nel Bollettino di Vigilanza n. 8 impegni di firma. Tale attività ricomprende, tra l altro, ogni tipo di finanziamento connesso con operazioni di: a. locazione finanziaria; b. acquisto di crediti; c. credito al consumo, così come definito dall art. 121 del testo unico, fatta eccezione per la forma tecnica della dilazione di pagamento; d. credito ipotecario; e. prestito su pegno; f. rilascio di fidejussioni, avalli, aperture di credito documentarie, accettazioni, girate nonché impegni a concedere credito. Fanno eccezione le fideiussioni e altri impegni di firma previsti nell'ambito di contratti di fornitura in esclusiva e rilasciati unicamente a banche e intermediari finanziari. 10 Avendo riguardo al profilo oggettivo della norma, ed in particolare all inciso concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, è opportuno sottolineare che detta disposizione sembra idonea a ricomprendere ogni fenomeno creditizio connesso con valori e disponibilità finanziarie e quindi a non lasciare spazio ad alcuna residua operazione o servizio avente finalità creditizia (cfr. U. Morera, Sulla figura del mediatore creditizio, cit., pag. 345). In ogni caso, immediato è il riferimento all art. 2 del d.m. tesoro 6 luglio 1994 in base al quale Per attività di finanziamento sotto qualsiasi forma si intende la concessione di crediti ivi compreso il rilascio di garanzie sostitutive del credito e di impegni di firma. Tale attività ricomprende, tra l altro, ogni tipo di finanziamento connesso con operazioni di: a. locazione finanziaria; b. acquisto di crediti; c. credito al consumo, così come definito dall art. 121 del testo unico, fatta eccezione per la forma tecnica della dilazione di pagamento; d. credito ipotecario; e. prestito su pegno; f. rilascio di fidejussioni, avalli, aperture di credito documentarie, accettazioni, girate nonché impegni a concedere credito. Fanno eccezione le fideiussioni e altri impegni di firma previsti nell'ambito di contratti di fornitura in esclusiva e rilasciati unicamente a banche e intermediari finanziari. 11 giurisprudenza cfr., ex pluirimis, Cass. Civ., sez. III, 26 maggio 2000, n

10 dell Agosto , ha specificato che un intermediario bancario deve avere cura di evitare il determinarsi di legami operativi con le società di mediazione che possano compromettere l osservanza del ripetuto requisito di neutralità e indipendenza. I mediatori sono quindi (e devono rimanere nell interesse del mercato) liberi professionisti che selezionano al cliente, che intende ottenere un finanziamento, l operatore finanziario in grado di offrire le migliori condizioni (non solo economiche); e viceversa alle banche e agli intermediari finanziari le persone che abbisognano di accedere al credito. Beninteso: quanto detto non contrasta con la possibilità di riconnettere al rapporto di mediazione un fondamento di natura contrattuale, attraverso il quale la banca o l intermediario finanziario affidi un preciso incarico al mediatore 13. A tali conclusioni è pervenuta anche la Banca d Italia la quale, nel Bollettino testé richiamato, in sede di differenziazione tra l attività di collocamento e di mediazione, dopo aver ribadito che l'elemento distintivo tra mediazione e collocamento si rinviene nella richiamata caratteristica di neutralità e indipendenza della mediazione, che la differenzia rispetto all'attività di collocamento, la quale tipicamente si basa su uno specifico incarico conferito dalla banca per favorire la diffusione dei propri prodotti e servizi presso la clientela, ha puntualizzato che ( ) anche l'attività di mediazione possa essere svolta nel rispetto della specifica disciplina che la regola sulla base di apposite convenzioni con le banche, a condizione, peraltro, che il contenuto delle medesime sia tale da non compromettere il predetto requisito di neutralità e indipendenza del mediatore (andranno, ad esempio, evitate clausole che impongano al mediatore di operare in via esclusiva con una banca) Prendendo spunto da tal ultimo profilo, e in un ottica dunque di individuazione delle modalità di strutturazione delle convenzioni tra mediatori e operatori finanziari, giova precisare, a contrario, che siffatte convenzioni non devono in nessun modo essere riconducibili ai contratti di agenzia, ai contratti per procacciatore, al mandato, ovvero a qualsiasi 12 Pubblicato in G.U. n. 211 del 9 settembre Si tratta di un orientamento accolto sia dalla giurisprudenza (cfr. per tutte Cass., 13 maggio 1980, n. 3154, in Mass. Foro it., 1980, 629; Cass. 6 giugno 1989, n. 2750, in Sett. giur., 1989, pag. 850) sia dalla dottrina (cfr. per tutti A. Cataudella, voce Mediazione, in Enc. Giur. Treccani, XIX, pagg. 1 e ss.). 10

11 ulteriore archetipo negoziale atto a inficiare quell autonomia e imparzialità che la dottrina, con riguardo alla mediazione codicistica, ha ritenuto costituisca ora un effetto naturale dell identità di obbligazioni verso le parti dell affare, ora un espressione di sintesi che ricomprende i divieti di dipendenza, collaborazione e rappresentanza 14. In questa ottica, ad esempio, il mediatore non deve impegnarsi a svolgere attività promozionale in relazione ai prodotti offerti da un unico intermediario, ovvero ad eseguire istruzioni tecniche impartite dalla banca, a nulla rilevando eventuali declamate autonomie. Questo per dire che il rispetto della disciplina di riferimento passa inevitabilmente attraverso una analisi del contratto che va oltre il nomen juris e le formule contrattuali che riecheggiano nel testo del negozio. 6. Ritornando al profilo definitorio, giova rimarcare che l art. 2, comma 1 del d.p.r. n. 2000/287 richiede, fra l altro, per la configurabilità della fattispecie in questione che il mediatore svolga l attività: professionalmente, anche se non a titolo esclusivo; abitualmente. La professionalità, si intende, va verificata alla luce dei criteri adottati con riferimento all imprenditore nel sistema codicistico. In altri termini, l attività di mediazione creditizia, per essere tale e riservata, deve essere svolta in modo stabile e non occasionale, ed essere valutata in termini di potenzialità di durata. Questo per dire che non è richiesta, in via di principio, la continuità: l attività di mediazione creditizia può infatti consistere in un unico affare se la sua rilevanza economica e le operazioni che si rendono necessarie non sono riconducibili al concetto di occasionalità; in altri termini: se risulta assorbente l aspetto dimensionale dell attività. L inciso anche se non a titolo esclusivo presuppone infine che si può avere professionalità anche se l attività di mediazione creditizia non è l unica attività esercitata dal soggetto, fermo restando che la professionalità rimane insita nella predisposizione di idonei schemi organizzativi. 14 Cfr. L. Carraro, La mediazione, Padova, 1960, pag. 65; nonché G. Di Chio, La mediazione, in Contratti commerciali, Trattato di dir. comm. e dir. pubbl. dell economia, diretto da Galgano, vol. XVI, pagg. 1 e ss. 11

12 È mediatore infine chi, anche se non a titolo professionale, svolge abitualmente la predetta attività. In sintesi, e un tanto specificato, un mediatore creditizio può svolgere ulteriori attività rispetto a quella di mediazione creditizia, fermo restando eventuali ipotesi di incompatibilità da ricercarsi nelle normative di settore. Non è infatti richiesta dalla normativa l esclusività dell oggetto sociale, vero è che la legge n. 96/108 all art. 16, comma 5 stabilisce che: L esercizio dell attività di mediazione creditizia è compatibile con lo svolgimento di altre attività professionali. I mediatori creditizi quindi per essere tali devono esercitare l attività di mediazione creditizia in via principale, essendo esclusi coloro che esercitano l'attività di mediazione strumentalmente alla propria attività principale. In questa prospettiva, l art. 2, comma 3 del regolamento n. 2000/287 stabilisce inoltre che: Non integra mediazione creditizia la raccolta, nell'ambito della specifica attività svolta e strumentalmente ad essa, di richieste di finanziamento, effettuata sulla base di apposite convenzioni stipulate con banche e intermediari finanziari, da parte di: a) soggetti iscritti in ruoli, albi o elenchi, tenuti da pubbliche autorità, da ordini o da consigli professionali; b) fornitori di beni o di servizi. Giova ribadire che l esclusione opera solo se l attività è strumentale a quella svolta e la raccolta è effettuata sulla base di apposite convenzioni; si pensi, ad esempio, agli agenti immobiliari. Il riferimento alla lettera b), di converso, implica un immediato richiamo al fenomeno del credito al consumo In questo quadro, è opportuno valutare la legittimità ed eventualmente le modalità di svolgimento dell attività istruttoria, sovente esercitata dai mediatori creditizi in aggiunta alla stessa attività di mediazione: servizio gestione documenti, pratiche, contratti etc. sono solo alcuni dei servizi che mediatori professionali offrono alla propria clientela. Sulla legittimità di siffatta attività non sembrano infatti esserci dubbi. La stessa Banca d Italia nel bollettino 8 agosto 2002 (cfr. supra) mette in 12

13 luce come (anche) l attività di mediazione (oltre a quella di collocamento) possa consistere nella raccolta di richieste di finanziamento firmate dal cliente, nel compimento di una prima istruttoria e nell'inoltro delle domande di fido alla banca (nostra la sottolineatura). E il medesimo principio viene ribadito con il provvedimento UIC 29 aprile 2005 là dove si precisa che ai mediatori creditizia è possibile ( ) raccogliere le richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti, svolgere una prima istruttoria per conto dell intermediario erogante e inoltrare tali richieste a quest ultimo (nostro il grassetto). Ciò chiarito, in merito alle modalità di svolgimento di tale attività è opportuno ripetere quanto suddetto: ovvero, l attività in questione non deve contrastare con le richiamate regole di autonomia, imparzialità e indipendenza; nonché deve rimanere strumentale all attività principale di mediazione creditizia 7. Come si è avuto modo di ricordare, la disciplina della mediazione sembra applicarsi anche a coloro che mettono in relazione banche o intermediari con la potenziale clientela attraverso attività di consulenza (art. 2, comma 1, d.p.r. n. 2000/287 e art. 16, comma 1, legge n. 1996/108). Altrimenti detto: l attività di consulenza, finalizzata alla messa in relazione di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma integra attività di mediazione creditizia. L UIC è intervenuto sul punto operando la seguente distinzione: il consulente finanziario si limita ad effettuare una mera attività di consulenza ovvero, nello svolgimento della propria attività, lo stesso mette in relazione, occasionalmente, il proprio cliente con intermediari bancari o finanziari. In entrambe queste situazioni, secondo l Autorità di Vigilanza, il consulente non è tenuto all iscrizione nell albo dei mediatori creditizi; il consulente finanziario non si limita a prestare la propria consulenza, ma professionalmente o abitualmente mette in relazione le parti per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. In tale ipotesi, secondo l UIC, si riscontrano gli estremi per l iscrizione nell Albo dei mediatori creditizi. 13

14 8. L articolato normativo e i puntuali richiami in sede di cancellazione focalizzano l attenzione sul rispetto da parte dei mediatori creditizi della disciplina in tema di prevenzione di riciclaggio, nonché della trasparenza delle condizioni contrattuali. In merito al primo aspetto, il d. lgs. 25 settembre 1999, n estende ai mediatori creditizi gli obblighi di identificazione della clientela, di registrazione delle operazioni superiori a 20 milioni e di segnalazione delle operazioni sospette, previsti dalla legge 5 luglio 1991, n Di recente è stato emanato dal Ministero dell economia e delle finanze - con decreto 3 febbraio 2006, n il regolamento attuativo della normativa richiamata, nonché, con Provvedimento UIC del 24 febbraio 2006, le Istruzioni applicative in materia di obblighi di identificazione, registrazione, conservazione delle informazioni e di segnalazione delle operazioni sospette per finalità di prevenzione e contrasto del riciclaggio (a cui si rimanda per una analisi di dettaglio). In merito alla disciplina in tema di trasparenza delle condizioni contrattuali, l UIC ha emanato il richiamato Provvedimento del 29 aprile 2005 (cfr., in particolare, parte IV), adottato ai sensi dell art. 5, comma 1 del d.p.r. n. 2000/287 e dell art. 13, comma 2 della Delibera del CICR 4 marzo 2003, estendendo per tale via e in quanto compatibili, ai mediatori creditizi le disposizioni in materia di trasparenza contenute nel Titolo VI del Testo Unico bancario, nella Delibera CICR e nel Provvedimento della Banca d Italia. Per evitare inutili equivoci e incertezze operative, nel provvedimento in esame l UIC - operando ex ante la valutazione di compatibilità - ha ripreso dettagliatamente tutti gli adempimenti in materia di trasparenza. Ai fini che qui rilevano è sufficiente ricordare che i mediatori devono ispirare il proprio comportamento a criteri di buona fede e correttezza, nonché fornire alla clientela le informazioni previste con modalità adeguate alla forma di comunicazione utilizzata, in modo chiaro ed esauriente, avuto anche riguardo alle caratteristiche del rapporto e dei destinatari. Sembra quindi esservi spazio anche nel segmento di mercato in esame per un interpretazione elastica della disciplina dell informazione, in grado di evitare sia di circoscrivere l informazione richiesta a quella prevista a livello regolamentare, sia di travolgere il cliente sotto un flusso magmatico di dati di ogni sorta, con conseguenti, inevitabili, effetti distorsivi. In altri termini, il riferimento alle informazioni adeguate può essere utilizzato come strumento per rafforzare le regole informative 15 Pubblicato in G.U. n. 253 del 27 ottobre

15 previste a livello regolamentare e allo stesso tempo per attenuarne la rigidità. Il concetto di adeguatezza costituisce, dunque, il momento di congiunzione con i principi generali, tra l altro espressamente richiamati, così che gli obblighi informativi possono far leva sul principio di buona fede oggettiva e di professionalità ed essere applicati con gradazioni e intensità diverse in tutte le fasi del rapporto tra le parti. Il riferimento all adeguatezza presuppone naturalmente che le informazioni debbano essere modellate dal mediatore creditizio alla luce delle peculiarità del rapporto con il cliente, di guisa che, a seconda della controparte, lo stesso mediatore dovrà calibrare diversamente gli obblighi informativi, soddisfando le specifiche esigenze informative proprie del singolo rapporto. Significativo è altresì il riferimento alle iniziative di autoregolamentazione degli operatori prodromiche, secondo l UIC, a diffondere modelli di comportamento funzionali al miglioramento dei rapporti con i clienti, innalzando il grado di condivisione e di effettività della normativa in materia di trasparenza. Ciò detto, si rimanda al provvedimento in esame per l analisi dei flussi informativi tra le parti in tutte le fasi del rapporto negoziale, secondo le ormai note modalità dell avviso, del foglio informativo, del contratto scritto, del documento di sintesi etc. e delle robuste tutele nelle ipotesi di offerta fuori sede o/e utilizzo di tecniche di comunicazione a distanza. Sempre in tema di pubblicità giova ricordare che ai sensi dell art. 16, comma 6 della legge n. 108/1996 e dei chiarimenti UIC (cfr. inoltre la circolare del 19 novembre 2002 n ) nei messaggi pubblicitari in qualsiasi forma adottati devono essere indicati gli estremi dell iscrizione all albo; nome, cognome o denominazione sociale del mediatore creditizio; qualificazione dell attività svolta di mediazione creditizia Come noto, e più volte rimarcato dall UIC, nella denominazione, nei segni distintivi o nelle comunicazioni rivolte al pubblico non possono essere utilizzate parole o locuzioni anche in lingua straniera come banca, banco, credito, risparmio etc. ricomprese nel divieto di cui all art. 133 TUB., e ciò in quanto [l] uso delle parole e delle locuzioni indicate nell art. 133, comma 1, del T.U., è riservato alle banche autorizzate in Italia, alle banche comunitarie e alle banche extracomunitarie autorizzate a operare in Italia in regime di prestazione di servizi senza stabilimento (così in Circolare 21 aprile 1999, n. 229 e succ. aggiornamenti). In merito, si ricorda che l art. 30 del d.lgs 4 agosto 1999, n. 342 ha depenalizzato la violazione della fattispecie normativa richiamata, in guisa che chiunque contravviene al disposto di cui al comma 1 non è più punito con una multa, bensì, come 15

16 Inoltre qualora il mediatore creditizio intenda pubblicizzare le caratteristiche dei finanziamenti trattati, come nella prassi puntualmente accade, dovrà rendere noto il relativo TAEG, rendendosi diversamente garante lo stesso mediatore dell osservanza della normativa in materia di tassi usurari, e fermo restando l obbligo di esplicitare l ammontare delle competenze spettanti. previsto dal comma 3 dello stesso articolo, con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire due milioni a lire venti milioni. 16

Guida pratica antiriciclaggio

Guida pratica antiriciclaggio Guida pratica antiriciclaggio UFFICIO STUDI NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO per le Agenzie Immobiliari e i Mediatori Creditizi Ufficio Studi FIAIP a cura di Armando Barsotti Dal 22 Aprile 2006 sono in vigore

Dettagli

L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012

L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012 L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012 1. IL NUOVO SISTEMA DELL INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA 1.1. La riforma dell intermediazione del credito 1 GLOSSARIO 6 APPROFONDIMENTI 9 NORMATIVA 10 1.1. LA RIFORMA

Dettagli

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1.1. Premessa 1 GLOSSARIO 6 NORMATIVA 8 1.1 PREMESSA Al termine di questo capitolo sarai in grado di conoscere gli obiettivi perseguiti dalle disposizioni

Dettagli

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO CARATTERISTICHE E RISCHI TIPICI DELLA MEDIAZIONE CREDITIZIA

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO CARATTERISTICHE E RISCHI TIPICI DELLA MEDIAZIONE CREDITIZIA FOGLIO INFORMATIVO Redatto secondo le indicazioni contenute nel Provvedimento del 29 Aprile 2005 dell'uic, nella Deliberazione del CICR del 4 marzo 2003, del Provvedimento della Banca d Italia del 25 luglio

Dettagli

1) MODIFICHE AL TESTO UNICO BANCARIO IN ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N.

1) MODIFICHE AL TESTO UNICO BANCARIO IN ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 1) MODIFICHE AL TESTO UNICO BANCARIO IN ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33 COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto il decreto

Dettagli

ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO

ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO . ALLEGATI NOTA 1 PROMOTORE FINANZIARIO NOTA 2 MEDIATORE CREDITIZIO PROMOTORE FINANZIARIO La figura del promotore finanziario è regolata dal Dlgs 24 febbraio 1998, n. 58, che all art.31, comma 2, definisce

Dettagli

AVVISO ALLA CLIENTELA PRINCIPALI NORME DI TRASPARENZA RELATIVE ALLA MEDIAZIONE CREDITIZIA ATTIVITÀ ED OBBLIGHI DEL MEDIATORE CREDITIZIO

AVVISO ALLA CLIENTELA PRINCIPALI NORME DI TRASPARENZA RELATIVE ALLA MEDIAZIONE CREDITIZIA ATTIVITÀ ED OBBLIGHI DEL MEDIATORE CREDITIZIO Soluzioni Innovative S.r.l. Via Antonio Stoppani, 10/C - 24121 Bergamo Iscritta all Elenco dei Mediatori Creditizi presso OAM n. M25, in data 22/01/2013 Numero R.E.A.: BG 393625 Numero di iscrizione nel

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DECRETO 11 novembre 2011, n. 220 Regolamento recante determinazione dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza degli esponenti aziendali, nonché dei

Dettagli

IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE

IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Regolamento di disciplina dei requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali per l iscrizione all albo delle persone fisiche consulenti finanziari. IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE

Dettagli

Approfondimento 6.11 w - La nuova normativa relativa agli intermediari finanziari

Approfondimento 6.11 w - La nuova normativa relativa agli intermediari finanziari Approfondimento 6.11 w - La nuova normativa relativa agli intermediari finanziari INTERMEDIARI FINANZIARI ART. 106 TUB, CONFIDI, AGENTI IN ATTIVITÀ FINANZIARIA, MEDIATORI CREDITIZI E OPERATORI PROFESSIONALI

Dettagli

Regolamento del processo di controllo. della rete di vendita esterna

Regolamento del processo di controllo. della rete di vendita esterna Regolamento del processo di controllo della rete di vendita esterna INDICE REGOLAMENTO DEL PROCESSO DI CONTROLLO DELLA RETE DI VENDITA ESTERNA... 3 1. PIANIFICAZIONE DELLA RETE DI VENDITA ESTERNA... 3

Dettagli

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti:

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti: Normativa Antiricilaggio: guida pratica UMCI Esaminiamo i vari adempimenti a seconda degli obblighi: a) Identificazione del cliente L identificazione consiste nella verifica dell identità del cliente e

Dettagli

ISTITUZIONE DELL ALBO DEI

ISTITUZIONE DELL ALBO DEI ISTITUZIONE DELL ALBO DEI MEDIATORI CREDITIZI D.p.r. 28 luglio 2000, n.287 Circolare n. 11 del 26 giugno 2001 Nota operativa Via G. Paisiello, 24 00198 Roma tel.: 06/85236387 (fax 06/85236390) - c.f.:80459660587

Dettagli

TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI. Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria)

TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI. Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria) TESTO UNICO BANCARIO TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria) 1. È agente in attività finanziaria il soggetto che

Dettagli

ASSOCONSULENZA. Associazione Italiana Consulenti d Investimento

ASSOCONSULENZA. Associazione Italiana Consulenti d Investimento ASSOCONSULENZA Associazione Italiana Consulenti d Investimento Formazione Mediatore Creditizio La mediazione creditizia è un attività professionale con la quale si mette in relazione, anche attraverso

Dettagli

MEDIAZIONE CREDITIZIA Cosa cambia con il DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 141.

MEDIAZIONE CREDITIZIA Cosa cambia con il DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 141. MEDIAZIONE CREDITIZIA Cosa cambia con il DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 141. Il 4 settembre 2010 è stato pubblicato il D.Lgs. 141/2010, che ha modificato significativamente il Testo Unico Bancario

Dettagli

ALL UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI Servizio Intermediari finanziari ed altri Operatori Via delle Quattro Fontane 123 00184 ROMA

ALL UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI Servizio Intermediari finanziari ed altri Operatori Via delle Quattro Fontane 123 00184 ROMA MOD. UIC/AG A ALL UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI Servizio Intermediari finanziari ed altri Operatori Via delle Quattro Fontane 123 00184 ROMA DOMANDA DI ISCRIZIONE DI PERSONE FISICHE NELL ELENCO DEGLI AGENTI

Dettagli

ALBO DEI PROMOTORI FINANZIARI DOMANDA DI ISCRIZIONE a seguito di superamento della prova valutativa

ALBO DEI PROMOTORI FINANZIARI DOMANDA DI ISCRIZIONE a seguito di superamento della prova valutativa MARCA DA BOLLO 14,62 ALBO DEI PROMOTORI FINANZIARI DOMANDA DI ISCRIZIONE a seguito di superamento della prova valutativa Alla Sezione territoriale c/o Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura

Dettagli

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n.

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi Prot. n. 00062 Roma, 4 gennaio 2008 Com. n. 3 OGGETTO: Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. 125367/07 Il Ministero

Dettagli

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE Schema di decreto legislativo recante ulteriori modifiche ed integrazioni al decreto legislativo n. 141 del 2010, recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori,

Dettagli

Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi

Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi LINEE GUIDA CONCERNENTI IL CONTENUTO DEI REQUISITI ORGANIZZATIVI PER L ISCRIZIONE NELL ELENCO DEI

Dettagli

Sistema di vigilanza. Corso formazione per iscrizione Elenchi OAM

Sistema di vigilanza. Corso formazione per iscrizione Elenchi OAM Sistema di vigilanza Corso formazione per iscrizione Elenchi OAM Connessi poteri di controllo Il ruolo di Banca d Italia Formazione OAM 2 Art. 128-decies TUB Agli agenti in a.f., agenti money transfer,

Dettagli

VERIFICA DEI REQUISITI DEGLI ESPONENTI AZIENDALI. 1) Documentazione relativa alla verifica dei requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali

VERIFICA DEI REQUISITI DEGLI ESPONENTI AZIENDALI. 1) Documentazione relativa alla verifica dei requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali VERIFICA DEI REQUISITI DEGLI ESPONENTI AZIENDALI Allegato n. 4 1) Documentazione relativa alla verifica dei requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali A) Soggetti italiani o aventi cittadinanza

Dettagli

SCIA MED CODICE DOCUMENTO C26

SCIA MED CODICE DOCUMENTO C26 CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA TARANTO Cittadella delle imprese V.le Virgilio, 152 74100 Taranto SCIA MED CODICE DOCUMENTO C26 Segnalazione certificata di inizio attività di agente

Dettagli

AUXILIA FINANCE - FOGLIO INFORMATIVO

AUXILIA FINANCE - FOGLIO INFORMATIVO Redatto in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente ed in particolare ai sensi dell art. 16 della legge 108/1996, del titolo VI-bis del T.U. Bancario e successive modifiche, della Delibera

Dettagli

REGOLE DI INSEDIAMENTO E DI ATTIVITÀ DELLE BANCHE

REGOLE DI INSEDIAMENTO E DI ATTIVITÀ DELLE BANCHE IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO PROF. MARIA ROSARIA NADDEO Indice 1 REGOLE DI INSEDIAMENTO E DI ATTIVITÀ DELLE BANCHE ---------------------------------------------- 3 2 L INGRESSO IN ITALIA DI BANCHE COMUNITARIE

Dettagli

Broker Consult FOGLIO INFORMATIVO. Sezione 1 - INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO

Broker Consult FOGLIO INFORMATIVO. Sezione 1 - INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO FOGLIO INFORMATIVO Redatto in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente ed in particolare ai sensi dell art. 16 della legge 108/1996, del titolo VI-bis del T.U. Bancario e successive modifiche,

Dettagli

Foglio Informativo Mutuon Srl

Foglio Informativo Mutuon Srl Foglio Informativo Mutuon Srl Redatto in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente ed in particolare ai sensi dell art.16 della legge 108/1996, del titolo VI-bis del T.U. Bancario e successive

Dettagli

ALLEGATO ALLA SCHEDA DEI MEDIATORI: DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DI ASSENZA DI CONDANNE PENALI

ALLEGATO ALLA SCHEDA DEI MEDIATORI: DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DI ASSENZA DI CONDANNE PENALI ALLEGATO ALLA SCHEDA DEI MEDIATORI: 1) ZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DI ASSENZA DI CONDANNE PENALI (possesso dei requisiti di onorabilità per i mediatori, previsti dall art. 4, comma 3 lettera C)

Dettagli

agevolazione prevista dal citato DPR n. 601 del 1973, art. 15, la quale come tutte le disposizioni che prevedono delle agevolazioni tributarie, è

agevolazione prevista dal citato DPR n. 601 del 1973, art. 15, la quale come tutte le disposizioni che prevedono delle agevolazioni tributarie, è RISOLUZIONE N. 121/E Roma, 13 dicembre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine DPR 29 settembre 1973, n. 601, articoli 15 e seguenti Contratti

Dettagli

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1.5. Obblighi e adempimenti 1 GLOSSARIO 4 NORMATIVA 6 1.5 OBBLIGHI E ADEMPIMENTI Al termine di questo capitolo sarai in grado di conoscere la differenza

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO. Cash Flow srl

FOGLIO INFORMATIVO. Cash Flow srl FOGLIO INFORMATIVO Cash Flow srl SEZIONE 1. INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO Cashflow srl Via G. Porzio Centro Direzionale Isola A/3- Palazzo Le Gemme 80143 Napoli Tel. +39 081 787 57 62 Fax. +39

Dettagli

MONITORAGGIO DELLA QUALITA DEI CANALI INDIRETTI DI COLLOCAMENTO DEI CREDITI TRAMITE MEDIATORI

MONITORAGGIO DELLA QUALITA DEI CANALI INDIRETTI DI COLLOCAMENTO DEI CREDITI TRAMITE MEDIATORI Allegato 1 MONITORAGGIO DELLA QUALITA DEI CANALI INDIRETTI DI COLLOCAMENTO DEI CREDITI TRAMITE MEDIATORI A) CODICE DEONTOLOGICO DEI MEDIATORI CREDITIZI INVESTITI DI INCARICHI DI MEDIAZIONE E CONSULENZA

Dettagli

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE. DECRETO 15 Maggio 2007, n. 79

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE. DECRETO 15 Maggio 2007, n. 79 MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE DECRETO 15 Maggio 2007, n. 79 Regolamento recante norme per l'individuazione dei requisiti di professionalita' e di onorabilita' dei soggetti che svolgono

Dettagli

RISOLUZIONE N. 113 /E

RISOLUZIONE N. 113 /E RISOLUZIONE N. 113 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 29 novembre 2011 OGGETTO: Interpello - articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Trattamento tributario dell attività di mediazione svolta ai sensi

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL UNICO ARGOMENTO DI PARTE STRAORDINARIA

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL UNICO ARGOMENTO DI PARTE STRAORDINARIA RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL UNICO ARGOMENTO DI PARTE STRAORDINARIA Modificazione della clausola in materia di requisiti di onorabilità e connesse cause di ineleggibilità e decadenza

Dettagli

REQUISITI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ

REQUISITI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ REQUISITI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ - 23 REQUISITI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ I requisiti di idoneità previsti dalla legge (requisiti professionali e di onorabilità) devono essere posseduti dal

Dettagli

Modifiche alla disciplina del Credito al Consumo

Modifiche alla disciplina del Credito al Consumo Modifiche alla disciplina del Credito al Consumo 1 Premessa Le modifiche in materia di Credito al Consumo sono volte: ad ampliare l ambito di applicazione della disciplina contenuta nel Testo Unico Bancario

Dettagli

Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Il Capo della Direzione. Roma,

Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Il Capo della Direzione. Roma, Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Il Capo della Direzione Roma, OGGETTO: Decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, e successive modificazioni - Attività di segnalazione

Dettagli

PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA

PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA 1 PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ

Dettagli

REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO

REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs 8 giugno 2001 n. 231 Parte Speciale E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO di Fujitsu Technology Solutions S.p.A. Vers.

Dettagli

CIRCOLARE N. 19/E. OGGETTO: Aumento dell aliquota dell imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui al decreto legge 12 luglio 2004, n. 168.

CIRCOLARE N. 19/E. OGGETTO: Aumento dell aliquota dell imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui al decreto legge 12 luglio 2004, n. 168. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso CIRCOLARE N. 19/E Roma, 09 maggio 2005 OGGETTO: Aumento dell aliquota dell imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui al decreto legge 12 luglio 2004, n. 168.

Dettagli

Modello di domanda per Enti di Formazione pubblici e privati

Modello di domanda per Enti di Formazione pubblici e privati Modello di domanda per Enti di Formazione pubblici e privati AL RESPONSABILE DELL ELENCO DEGLI ENTI DI FORMAZIONE MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA DIREZIONE GENERALE DELLA

Dettagli

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa

Dettagli

Mediazione creditizia: schema negoziale di crescente successo

Mediazione creditizia: schema negoziale di crescente successo Mediazione creditizia: schema negoziale di crescente successo Luca Bonito Sommario: 1. Origini e funzione economica 2. Attuale disciplina giuridica 3. Adempimenti concernenti gli aspetti istituzionali:

Dettagli

Regolamento provvisorio e sperimentale avente ad oggetto l istituzione, presso Sviluppo Campania spa, di un Albo Fornitori.

Regolamento provvisorio e sperimentale avente ad oggetto l istituzione, presso Sviluppo Campania spa, di un Albo Fornitori. Provvedimento dell Amministratore Delegato Prot.n. 590 del 10 aprile 2015 Regolamento provvisorio e sperimentale avente ad oggetto l istituzione, presso Sviluppo Campania spa, di un Albo Fornitori. Art.1

Dettagli

CIRCOLARE 6/2010 RISERVATA AI CLIENTI E AI CORRISPONDENTI DELLO STUDIO GHIDINI, GIRINO & ASSOCIATI

CIRCOLARE 6/2010 RISERVATA AI CLIENTI E AI CORRISPONDENTI DELLO STUDIO GHIDINI, GIRINO & ASSOCIATI CIRCOLARE n. 6/2010 RISERVATA AI CLIENTI E AI CORRISPONDENTI DELLO STUDIO GHIDINI, GIRINO & ASSOCIATI www.ghidini-associati.it (N.B. La presente circolare è meramente informativa e non costituisce parere)

Dettagli

RISOLUZIONE N. 5/E. Roma, 19 gennaio 2015

RISOLUZIONE N. 5/E. Roma, 19 gennaio 2015 RISOLUZIONE N. 5/E Direzione Centrale Normativa Roma, 19 gennaio 2015 OGGETTO: Consulenza giuridica IRAP Determinazione della base imponibile ed aliquota applicabile ai CONFIDI (Art. 6 del D.Lgs. 15 dicembre

Dettagli

Spett.le Alba Private Equity S.p.A. Att. Segreteria Societaria Via Mellerio 3 20123 Milano

Spett.le Alba Private Equity S.p.A. Att. Segreteria Societaria Via Mellerio 3 20123 Milano Spett.le Alba Private Equity S.p.A. Att. Segreteria Societaria Via Mellerio 3 20123 Milano Oggetto: Dichiarazione dei candidati alla carica di Amministratore Omnibus Egregi Signori, con riferimento al

Dettagli

2. I CONTRATTI E LA NUOVA TRASPARENZA PER BANCHE E INTERMEDIARI FINANZIARI

2. I CONTRATTI E LA NUOVA TRASPARENZA PER BANCHE E INTERMEDIARI FINANZIARI 2. I CONTRATTI E LA NUOVA TRASPARENZA PER BANCHE E INTERMEDIARI FINANZIARI 2.2. Brevi cenni sulla nuova trasparenza per banche e 1 intermediari finanziari GLOSSARIO 7 APPROFONDIMENTI 9 NORMATIVA 10 2.2

Dettagli

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro;

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro; Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 LA BANCA D ITALIA Viste la direttiva

Dettagli

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti di Luca Ferrari ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA REVISIONE LEGALE L esercizio della revisione legale é riservato ai soggetti

Dettagli

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila Modello B) REGIONE ABRUZZO CONSIGLIO REGIONALE Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila acquisito di materiale di cancelleria per l Ufficio amministrativo

Dettagli

RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte

RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte RISOLUZIONE N. 56/E Roma, 30 maggio 2014 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte Pervengono alla scrivente quesiti circa il trattamento

Dettagli

O Presidente Collegio Sindacale O Sindaco Effettivo O Sindaco supplente

O Presidente Collegio Sindacale O Sindaco Effettivo O Sindaco supplente RICHIESTA DI CANDIDATURA Spett.le foto del BCC SangroTeatina richiedente AL COLLEGIO SINDACALE Commissione Elettorale presso: Segreteria di Direzione O Presidente Collegio Sindacale O Sindaco Effettivo

Dettagli

PARTE IV ATTIVITA DEI PROMOTORI FINANZIARI Art. 104 (Ambito di attività)

PARTE IV ATTIVITA DEI PROMOTORI FINANZIARI Art. 104 (Ambito di attività) Regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di intermediari (adottato con dalla Consob con delibera n. 16190 del 29 ottobre 2007) PARTE IV ATTIVITA

Dettagli

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it Disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, comma 4 e 5, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario) TITOLO I DEFINIZIONI Articolo

Dettagli

Appalto pubblico per l affidamento dei lavori di recupero Casa Pulisci per realizzare alloggi a canone moderato

Appalto pubblico per l affidamento dei lavori di recupero Casa Pulisci per realizzare alloggi a canone moderato MOD. A Appalto pubblico per l affidamento dei lavori di recupero Casa Pulisci per realizzare alloggi a canone moderato Importo complessivo dell appalto (compresi oneri per la sicurezza):. 248.051,06 +

Dettagli

A cura di confidi112tub.eu. Dall iscrizione ex art. 155 comma 4 all elenco 112 bis TUB

A cura di confidi112tub.eu. Dall iscrizione ex art. 155 comma 4 all elenco 112 bis TUB Dall iscrizione ex art. 155 comma 4 all elenco 112 bis TUB Premessa I Confidi - Consorzi e Cooperative di garanzia collettiva fidi - sono i soggetti che, ai sensi della legge 326/2003, svolgono esclusivamente

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

RISOLUZIONE N. 1/2008

RISOLUZIONE N. 1/2008 PROT. n. 29463 ENTE EMITTENTE: OGGETTO: DESTINATARI: RISOLUZIONE N. 1/2008 Direzione dell Agenzia Mutui posti in essere da Enti, istituti, fondi e casse previdenziali nei confronti di propri dipendenti

Dettagli

ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329

ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 AGENZIA PER LE ONLUS ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 in relazione alle partecipazione di controllo detenute da Onlus in enti societari aventi

Dettagli

SUAP DELLE VALLI SPORTELLO UNICO ATTIVITÀ PRODUTTIVE

SUAP DELLE VALLI SPORTELLO UNICO ATTIVITÀ PRODUTTIVE SUAP DELLE VALLI SPORTELLO UNICO ATTIVITÀ PRODUTTIVE PRESSO LA COMUNITÀ MONTANA VALLE SUSA E VAL SANGONE S.C.I.A - SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ AGENZIA D AFFARI DISBRIGO PRATICHE FUNEBRI

Dettagli

TITOLO I DEFINIZIONI Articolo 1 (Definizioni)

TITOLO I DEFINIZIONI Articolo 1 (Definizioni) D.M. - -2007, n. Disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, comma 4 e 5, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario) TITOLO

Dettagli

Regolamento per la tenuta di un Elenco di Professionisti da mettere a disposizione delle Banche associate da cui poter attingere per la composizione

Regolamento per la tenuta di un Elenco di Professionisti da mettere a disposizione delle Banche associate da cui poter attingere per la composizione Regolamento per la tenuta di un Elenco di Professionisti da mettere a disposizione delle Banche associate da cui poter attingere per la composizione dei rispettivi collegi sindacali 1 OBIETTIVO E GESTIONE

Dettagli

NOTA. Interpretazione delle principali questioni connesse all emanazione del Decreto del Ministero del Tesoro, 30 giugno 1997, n. 322.

NOTA. Interpretazione delle principali questioni connesse all emanazione del Decreto del Ministero del Tesoro, 30 giugno 1997, n. 322. NOTA Interpretazione delle principali questioni connesse all emanazione del Decreto del Ministero del Tesoro, 30 giugno 1997, n. 322. Con nostra circolare Serie Tecnica n. 146 del 22 dicembre 1997 è stato

Dettagli

RISOLUZIONE N. 88 /E

RISOLUZIONE N. 88 /E RISOLUZIONE N. 88 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 19 ottobre 2015 OGGETTO: Interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n.212. Fatturazione e regime fiscale dei compensi da versare ai medici, dipendenti

Dettagli

Aprile 2016. Acquisto di crediti da parte di imprese di recupero: norme e dubbi pratici

Aprile 2016. Acquisto di crediti da parte di imprese di recupero: norme e dubbi pratici Aprile 2016 Acquisto di crediti da parte di imprese di recupero: norme e dubbi pratici Giuseppe Roddi Premessa Da circa 85 anni il recupero crediti è disciplinato dalla legge e sottoposto al controllo

Dettagli

MODELLO B AUTOCERTIFICAZIONE DEL POSSESSO DEI REQUISITI DI PARTECIPAZIONE

MODELLO B AUTOCERTIFICAZIONE DEL POSSESSO DEI REQUISITI DI PARTECIPAZIONE MODELLO B AUTOCERTIFICAZIONE DEL POSSESSO DEI REQUISITI DI PARTECIPAZIONE Al Comune di Vittorio Veneto Piazza del Popolo, n. 14 31029 VITTORIO VENETO (TV) Oggetto: Procedura aperta per l affidamento della

Dettagli

4. I mediatori di assicurazione e riassicurazione o brokers

4. I mediatori di assicurazione e riassicurazione o brokers La distribuzione del prodotto assicurativo 105 Subagente, coagenzia e procacciatore d affari Il subagente è un soggetto il quale viene incaricato da un agente, verso corrispettivo, di promuovere la conclusione

Dettagli

- IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate

- IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate - IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Adottata con delibera del CdA del 24 marzo 2006 e successivamente modificata in data

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO SEZIONE I INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO. Iscritta al Registro delle Imprese C.C.I.A.A. di Milano, R.E.A. n.

FOGLIO INFORMATIVO SEZIONE I INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO. Iscritta al Registro delle Imprese C.C.I.A.A. di Milano, R.E.A. n. FOGLIO INFORMATIVO Redatto ai sensi del titolo VI e VI bis del T.U.B., della delibera CICR del 4 marzo 2003, del Provvedimento di attuazione della Banca d Italia del 25 luglio 2003 e del provvedimento

Dettagli

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE (P.T.P.C.) 2015 2017 TITOLO I DISPOSIZIONI PRELIMINARI Paragrafo 1 (Premessa) 1. La legge 6 novembre 2012, n. 190 Disposizioni per la prevenzione e la repressione

Dettagli

DOMANDA DI ISCRIZIONE NELLA SEZIONE SPECIALE DELL ALBO DELLE SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

DOMANDA DI ISCRIZIONE NELLA SEZIONE SPECIALE DELL ALBO DELLE SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Marca da Bollo 16,00 Spett.le ORDINE MEDICI-CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI FOGGIA DOMANDA DI ISCRIZIONE NELLA SEZIONE SPECIALE DELL ALBO DELLE SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Informativa ai

Dettagli

MODIFICA AL REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 240/2010

MODIFICA AL REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 240/2010 MODIFICA AL REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 240/2010 Emanato con D.R. n. 12097 del 5.6.2012 Pubblicato all Albo Ufficiale dell Ateneo

Dettagli

REVISIONE LEGALE NOVITÀ dei DD.MM. 20.6.2012, nn. 144 e 145 e del D.M. 25.6.2012, n. 146

REVISIONE LEGALE NOVITÀ dei DD.MM. 20.6.2012, nn. 144 e 145 e del D.M. 25.6.2012, n. 146 Circolare informativa per la clientela n. 29/2012 dell'11 ottobre 2012 REVISIONE LEGALE NOVITÀ dei DD.MM. 20.6.2012, nn. 144 e 145 e del D.M. 25.6.2012, n. 146 In questa Circolare 1. Quadro normativo di

Dettagli

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs.

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS.

Dettagli

ALLEGATO A (DI CUI ALL ART. 1, COMMA 1, LETT. N ) Modello MEDIATORI

ALLEGATO A (DI CUI ALL ART. 1, COMMA 1, LETT. N ) Modello MEDIATORI Modello MEDIATORI ALLEGATO A (DI CUI ALL ART. 1, COMMA 1, LETT. N ) Allegato ai moduli RI/REA I1/I2/INT P/S5/UL della pratica codice Il sottoscritto C.F. Sezione ANAGRAFICA IMPRESA in qualità di titolare/legale

Dettagli

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1 Profili della disciplina sulle banche Lezione 1 1 Testo Unico Bancario (D. lgs. n. 385 del 1993). Testo Unico Finanziario (D. lgs. n. 58 del 1998) La disciplina bancaria il Testo Unico Bancario: (art.

Dettagli

IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA D.M. 30 dicembre 1998, n. 516. Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti di professionalità e di onorabilità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo

Dettagli

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Adottata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 12 febbraio 2007 e successivamente

Dettagli

OGGETTO: Quesiti normativi concernenti il d.lgs. 13 agosto 2010, n.141 e ss. mm..

OGGETTO: Quesiti normativi concernenti il d.lgs. 13 agosto 2010, n.141 e ss. mm.. Ministero dell economia e delle finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Ufficio IV Roma, All ORGANISMO DEGLI AGENTI IN ATTIVITA FINANZIARIA E DEI MEDIATORI CREDITIZI Via Zanardelli n. 20 00186 ROMA

Dettagli

Unione Mediatori Creditizi Italiani Spa. Via Flaminia, 19 00196 - ROMA. La scrivente Società / Ditta Individuale. con sede in.... Partita IVA..

Unione Mediatori Creditizi Italiani Spa. Via Flaminia, 19 00196 - ROMA. La scrivente Società / Ditta Individuale. con sede in.... Partita IVA.. Spett. Unione Mediatori Creditizi Italiani Spa Via Flaminia, 19 00196 - ROMA OGGETTO: Convenzionamento in materia di Fideiussioni e Cauzioni La scrivente Società / Ditta Individuale. con sede in.......

Dettagli

AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO. ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329

AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO. ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 in relazione alla configurabilità di un Trust Onlus Approvato dalla Commissione

Dettagli

RISOLUZIONE N.126/E QUESITO

RISOLUZIONE N.126/E QUESITO RISOLUZIONE N.126/E Roma, 16 dicembre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Consulenza giuridica - Adempimenti contabili degli enti non commerciali ed obbligo di rendicontazione di cui all'art. 20

Dettagli

Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01

Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 1 1. PREMESSA Il presente documento costituisce il Modello di Organizzazione e di Gestione ex D.Lgs. n. 231/2001, che sarà adottato dal CORISA- CONSORZIO DI RICERCA

Dettagli

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205)

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205) BILANCI BANCARI (pos. 1205) Bilanci delle banche con strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati Richiesta di informazioni ai sensi dell art. 114 del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 Premessa La

Dettagli

La Fondazione di partecipazione

La Fondazione di partecipazione 29 Giugno 2011 Palmanova (Ud) La Fondazione di partecipazione Note sul regime tributario delle Fondazioni di Partecipazione Avv. Laura Bellicini La disamina delle peculiari caratteristiche delle Fondazioni

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA RESPONSABILITAv NELLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI INVESTIMENTO. PROFILI GENERALI (Giovanni Falcone)

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA RESPONSABILITAv NELLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI INVESTIMENTO. PROFILI GENERALI (Giovanni Falcone) INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... Introduzione... XIII XV Capitolo 1 LA RESPONSABILITAv NELLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI INVESTIMENTO. PROFILI GENERALI (Giovanni Falcone) 1. Aspetti

Dettagli

UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI PROVVEDIMENTO 29 APRILE 2005

UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI PROVVEDIMENTO 29 APRILE 2005 UFFICIO ITALIANO DEI CAMBI PROVVEDIMENTO 29 APRILE 2005 ISTRUZIONI PER I MEDIATORI CREDITIZI PARTE I DISPOSIZIONI GENERALI 1. Premessa e fonti normative L articolo 16 della Legge 7 marzo 1996, n.108 prevede

Dettagli

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate

Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate 1. Quadro normativo L art. 115-bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 come successivamente

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA Adozione con delibera Consiglio

Dettagli

MODELLO PER DICHIARAZIONE POSSESSO DEI REQUSITI PREVISTI DAL BANDO DI GARA

MODELLO PER DICHIARAZIONE POSSESSO DEI REQUSITI PREVISTI DAL BANDO DI GARA MODULO 2 MODELLO PER DICHIARAZIONE POSSESSO DEI REQUSITI PREVISTI DAL BANDO DI GARA Spettabile Comune di Jesi Piazza Indipendenza, 1 60035 Jesi (An) OGGETTO: Procedura aperta per l'affidamento del servizio

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO ALLEGATO 4.1 FOGLIO INFORMATIVO Redatto in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente ed in particolare ai sensi dell art. 16 della legge 108/1996, del titolo VI del T.U. Bancario e successive

Dettagli

Timbro Protocollo. Riquadro da compilare in caso di presentazione da parte di società e simili

Timbro Protocollo. Riquadro da compilare in caso di presentazione da parte di società e simili Timbro Protocollo MOD. 1130 Servizio Attività Economiche e di Servizio SUAP Pianificazione Commerciale DIREZIONE COMMERCIO E ATTIVITA PRODUTTIVE Sportello Unificato per il Commercio Marca da bollo (non

Dettagli

Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V

Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Prot. 116098 Roma, 17 dicembre 2008 OGGETTO: Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

Dettagli

ESITO CONSULTAZIONE PUBBLICA

ESITO CONSULTAZIONE PUBBLICA ESITO CONSULTAZIONE PUBBLICA sulla Circolare contenente disposizioni inerenti la prosecuzione dell'attività di agenzia in attività finanziaria e di mediazione creditizia da parte di soggetti privi di un

Dettagli

Regolamento recante attuazione dell'articolo 29 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, concernente il contenuto dei requisiti organizzativi

Regolamento recante attuazione dell'articolo 29 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, concernente il contenuto dei requisiti organizzativi Regolamento recante attuazione dell'articolo 29 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, concernente il contenuto dei requisiti organizzativi per l'iscrizione nell'elenco dei mediatori creditizi.

Dettagli

Ufficio Stampa COMUNICATO STAMPA

Ufficio Stampa COMUNICATO STAMPA Ufficio Stampa COMUNICATO STAMPA Estratti di conto corrente, rendiconti dei libretti di risparmio e comunicazioni dei prodotti finanziari Dalle Entrate nuovi chiarimenti sull applicazione dell imposta

Dettagli