ANCORA SULLE LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI. S. Loffreda

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1 ANCORA SULLE LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI S. Loffreda Da quando pubblicai una monografia dal titolo Lucerne bizantine in Terra Santa con iscrizioni in greco, Jerusalem 1989 (Abbreviazione: Lucerne), ho continuato a interessarmi dei nuovi tipi di iscrizioni. Già nel 1990 scrissi un primo articolo in merito ( Nuovi tipi di iscrizioni su lucerne bizantine, LA 40 [1990] ) ed ora aggiungo queste brevi note per illustrare altre iscrizioni di cui tredici (lychn ) sono nuove e le rimanenti (lychn ) sono ancora rarissime. Aggiungo anche un iscrizione che purtroppo non riesco ancora a decifrare e colgo l occasione per rivedere la lettura di alcune iscrizioni già edite alla luce dei nuovi esemplari. A. Tipi inediti di iscrizioni 1. Lychn FwS ZwH fw'" zwhv Luce vita La lucernetta è stata regalata dall ambasciatore italiano di Amman al Museo del nostro Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme (SF 7744). È di impasto rosso scialbo verso il marrone e misura cm 8,6 di lunghezza per 5,6 di larghezza per 3,2 di altezza. La base è ad anelletto circolare semplice. L esecuzione è accurata. Fra l infundibolo e il beccuccio è rappresentata la palmetta a tre rametti per lato e con due trattini orizzontali in basso che formano una specie di base alla medesima, mentre alle spalle sono riprodotti segmenti che generalmente sono interpretati come raggi. Al posto del manichetto compaiono cinque lettere greche di esecuzione nitida e in buon rilievo, ad eccezione della lettera in basso (il sigma) che è stata parzialmente erasa quando, prima della cottura, fu pareggiata la sutura fra le due parti della lucerna. La lettura è chiara e non presenta alcuna diffi- LA 42 (1992)

2 314 S. LOFFREDA coltà, purché si tenga presente che le lettere sono state eseguite al negativo. Dall alto in basso abbiamo una phi chiusa, una omega e un sigma che si apre verso sinistra e di cui si è preservata la parte alta fino alla curvatura compresa: abbiamo la parola FWS-luce. In senso orizzontale, iniziando dalla destra, si legge una zeta (anch essa al negativo come il sigma), seguita dall omega centrale (lettera in comune con la scritta precedente) e finalmente dalla eta. Ne vien fuori la parola ZWH-vita. Questa combinazione delle due parole disposte a croce con l omega centrale in comune, è ben nota nei mosaici e nei piccoli oggetti del periodo bizantino e riproduce un tema che è fondamentale anche nelle scritte delle lucerne di quel periodo (Lucerne, p ). L esemplare qui pubblicato è un prezioso complemento alla nostra raccolta sistematica. Non ci sono ovviamente argomenti apodittici per fissarne la cronologia. Personalmente non vi scorgo nessun elemento di tardività e suggerirei una datazione verso il quinto secolo d. C. o non molto più tardi. 2. Lychn H FwS H (Creistov") fw'" Cristo (è) luce La lucerna misura cm 9,1 per 6,6 per 2,9. Ha un impasto sul marroncino e una cottura non forte. La base molto ampia (diametro di cm 3,4) è ad anello circolare basso. Manichetto vestigiale, da cui parte in forma simmetrica una ghirlanda terminante a cerchietto. Presso il beccuccio è rappresentata una palmetta con due trattini per lato. Questi potrebbero essere la rappresentazione incompleta della lettera sacra H (eta) che presso i Padri indicava Cristo-Creistov", ma su questo punto non posso andare oltre una semplice ipotesi. Nella parte inferiore della lucerna, fra la carenatura e il bordo della base ad anello, sono riprodotti sul lato sinistro di chi tiene la lucerna con il beccuccio verso l alto, sei segni, di cui soltanto quattro sono riconoscibili come lettere alfabetiche. I segni sono molto leggeri, come spesso capita in questo tipo di lucerna. Inizio la lettura dagli ultimi tre segni che sono chiari. Abbiamo una phi chiusa con due trattini verticali (e non uno soltanto com è di norma); segue un omega e finalmente un sigma piuttosto evanescente ma ancora leg-

3 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI 315 gibile. Si tratta della solita parola fw'"-luce, quanto mai comune nel contesto delle lucernette bizantine. Passando ai primi tre segni, la scritta inizia con il simbolo della scala, che caratterizza soprattutto le scritte della classe B (Lucerne, p ), ma che qualche volta fa capolino anche in altre scritte, come ad esempio nel tipo D (Lucerne, p. 145s), e D 3.3 (Lucerne, p. 155). Il secondo segno è una eta. Il terzo segno potrebbe essere scambiato a prima vista per una omega aperta. Senonchè nelle lucerne bizantine questa lettera non ha la codina in basso come nel nostro segno (Lucerne, fig. 22: 22). Ritengo che questo segno non sia una lettera alfabetica ma una palmetta stilizzata, che in realtà si incontra in altri casi, come per esempio nelle scritte A 6.4 (Lucerne, p. 106) vicino all abbreviazione chi-sigma per Cristo, in C 6.6 e specialmente in C 6.7 (Lucerne, p. 135), in D 1.5 (Lucerne, p. 147); D 5.8 (Lucerne, tav. 18:3). Che senso si ottiene da H FWS? La eta non può essere presa per l articolo determinativo femminile perché non può attribuirsi a fw'" che è neutro. Oltre tutto nelle lucerne questo sostantivo non è mai preceduto dall articolo. La eta iniziale, con valore numerale 8, era una lettera sacra per indicare C(reistov") (Testa E., Il Simbolismo dei Giudeo-Cristiani, Gerusalemme 1962, p. 410). Il senso che ne deriva è del tutto plausibile: Cristo (è) luce. È la frase che troviamo esplicitamente nel tipo A 6.4 citato sopra (Lucerne, p. 106) dove si ha CS FOS (Cristo è luce). Le scritte nella parte inferiore della lucerna sono molto rare. La nostra si avvicina sotto molti aspetti a C 8.1 (Lucerne, p. 142s) sia come tipo di lucerna, sia per le lettere molto sottili e quasi evanescenti, sia per la posizione dei segni in un lato soltanto della lucerna. Tipologicamente questo lychnarion può essere forse datato verso il quinto secolo. 3. Lychn F-CK- - wnu-fn f(w'") C(ristou') K(urivou hjm)w'n U f(aiv)n(ei) La luce di Cristo nostro Signore brilla La lucerna, acquistata nel mercato di Gerusalemme e appartenente al Museo dello SBF della Flagellazione, misura cm 9,2 per 5,5 per 3,1 ed ha un

4 316 S. LOFFREDA impasto marrone e cottura sostenuta. Manico a testa di cavallo con crocetta alla base. Raggiera alle spalle e linee ondulate attorno all infundibolo. Presso il beccuccio vi leggo in senso bidirezionale divergente il nome di Gesù con una iota centrale e sigma su ambedue i lati. La base è a cuore (cm 6,8 per 2,9) con al centro una palmetta a numerosissime ramificazioni. Su ambedue i fianchi della palmetta mi sembra di scorgere la probabile raffigurazione di diversi serpentelli. L associazione del serpente con l albero o con la croce (che è la stessa cosa, in quanto anche la croce è l albero della vita) è stata da me segnalata nel lychn. 554 (Lucerne, p. 154). Fra la carenatura della lucerna e l inizio del bordo per la base a cuore c è una lunga scritta, danneggiata in vari punti quando ad impasto ancora soffice si vollero modellare meglio il beccuccio, il manico e la carenatura della lucernetta. La scritta va letta da sinistra verso destra con la lucerna capovolta. Il primo segno è un cerchietto (la parte sinistra è un po danneggiata) con dentro tre trattini orizzontali paralleli. La stessa lettera si ritrova nel penultimo segno della scritta e in ambedue i casi il senso della frase stereotipata porta facilmente alla lettura di una phi. Segue una stella a sette punte, che ricompare per simmetria nella parte opposta della lucerna. In ambedue i casi la stella fiancheggia la lettera phi. Il terzo segno è una chi seguita da un kappa la cui grafia richiama da vicino il tipo 45 e 206 di Lucerne, fig. 21:9. Poi presso il beccuccio, date le sbavature, non si possono più individuare le lettere che pur esistevano e di cui si intravvede la parte alta per oltre tre centimetri. La prossima lettera leggibile è un omega, seguita da una ny e da un segno a forma di ypsilon. Di nuovo è riprodotta una stella. Finalmente si ha un cerchietto con al centro un rettangolino e finalmente una grossa ny. Abbiamo una scritta con sostanziali abbreviazioni, ma la lettura non mi sembra difficile. Vi ho letto la frase comunissima nelle lucerne bizantine cristiane: f(w'") C(ristou') K(urivou hjm)w'n U f(aiv)n(ei). Per tutte queste abbreviazioni si potranno trovare buoni paralleli nel glossario di Lucerne, p Che cosa sta a indicare il segno a forma di ypsilon prima del verbo f(aiv)n(ei)? In Lucerne, p. 174 suggerivo: La ypsilon in alcuni lychnaria sembra riferirsi a Cristo. Cfr. A 1.4, A 4.5, C 6.5, D 7.1, D 7.2, D 7.3. Il tipo di lucerna con manichetto zoomorfo, che si crede proveniente da Gerash in Giordania, sembra comparire verso la fine del sesto secolo. D altra parte, la base a cuore del nostro esemplare suggerisce una datazione ancor più tardiva. Per citare un parallelo, il lychn. 822 (Lucerne, p. 130s) con simile base, porta la data dell anno 211, equivalente all anno 826 dell era cristiana.

5 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI Lychn FCO F(w'") C(ristov"). F(w'") C(ristov") Cristo (è) luce. Cristo (è) luce Lucerna a palmetta di impasto color rosa (cm 10,6 per 6,6 per 3,4). Orlo raddoppiato presso l infundibolo. Base ad anelletto circolare (cm 2,4 all interno). Al posto del manichetto c è un disegno a rete composto di quattro segmenti verticali e di tre orizzontali. Su ambedue i lati delle spalle, a partire dalla parte del beccuccio, sono riprodotte simmetricamente una semilunetta con borchia al centro e una seconda semilunetta con all interno due trattini che si incrociano a diagonale. A questo punto iniziano le lettere vere e proprie, cioè una phi per lato e una chi centrale. È chiaro dall insieme che ci troviamo di fronte ad una iscrizione bidirezionale convergente facente capo alla chi centrale. La phi di destra è ben preservata, mentre in quella di sinistra è quasi del tutto svanito il trattino verticale interno, per modo che il segno assomiglia ad un omicron. Tenendo presente lo schema bidirezionale convergente, che mi sembra il più probabile, vedo nei tre segni le iniziali per la frase F(w'") C(ristov") ripetuta due volte. Si potrebbe anche leggere F(w'") C(ristou') f(aivnei) ma allora bisogna supporre una scritta unidirezionale. Questa seconda lettura però mi sembra meno probabile, anche se ovviamente dà un senso ineccepibile. La lucerna è stata da noi trovata negli scavi del monastero bizantino a Magdala. La datazione potrebbe portarci al settimo secolo. È risaputo che in Galilea queste lucerne a palmetta e con iscrizioni sono estremamente rare e quindi il nostro esemplare è doppiamente interessante (Lucerne, p. 225s). 5. Lychn FwN-Mw Fwv(tisov)n me (Lucerna) illuminami La lucernetta, acquistata dagli antiquari di Gerusalemme, è di impasto color carne-rosa e misura cm 8,9 di lunghezza per 6,5 di larghezza per

6 318 S. LOFFREDA 3,8 di altezza. Ha un infundibolo con apertura di cm 2.4, mentre la base ad anello circolare doppio ha un diametro esterno di cm 4,2. È un esemplare a canaletto, ed appartiene ad una fase intermedia fra il tipo L 16 ed L 18 (Lucerne, p. 8). In comune con il tipo L 16 ha la rappresentazione vestigiale della palmetta ai fianchi del canaletto fra infundibolo e foro per lo stoppino (tre rametti per lato), mentre si accosta al tipo L 18 per la presenza del manichetto a zeppa. Come decorazione la lucerna ha anche tre borchie per lato nella zona fra i rametti della palmetta stilizzata e la scritta. Finalmente sul lato sinistro del manichetto è riprodotta una seconda palmetta stilizzata che abbiamo già incontrato nel lychn e che ricorre anche in altre lucerne. Tipologicamente la lucerna è tardiva e potrebbe esser datata dal settimo secolo in poi, cioè nella prima fase del periodo arabo in Palestina. A prescindere dagli elementi puramente decorativi, la lucerna contiene una scritta composta di quattro segni, di cui però due sono, come subito mostrerò, segni doppi, almeno secondo il mio tentativo di lettura. La scritta va letta da destra verso sinistra. Premetto che la lettura è possibile soltanto se uno conosce scritte dello stesso tipo riprodotte per intero o quasi, mentre nel nostro caso la frase è con sostanziali abbreviazioni e contiene due legature quanto mai infelici e fantasiose, tanto che la mia prima impressione (erronea) era che la scritta o non esistesse per niente o, nel migliore dei casi, fosse illeggibile. Da destra verso sinistra vi ho letto una phi aperta e rovesciata, comunissima nelle scritte delle lucerne (Lucerne, p. 176) sotto le voci WN per FN = faivnei, oppure WOS per fo'" = fw'", oppure WWS per FWS, ecc. Segue un segno doppio, vale a dire una ny normale, con l aggiunta però di un trattino verticale che letto insieme ai primi due segmenti della ny, vogliono indicare la lettera omega. Questa abbreviazione, secondo la mia lettura, sta per il verbo fw(vtiso)n all imperativo con il significato di illumina. Tale verbo nelle lucerne compare per intero nel tipo C 7.3 (FWTHSON al posto di fwvtison) (Lucerne, p. 138), ma viene abbreviato in FWTH(son) nei tipi C 7.1, C 7.2 (Lucerne, p ) o addirittura in FN nel tipo C 7.2a (ibidem, p. 137). Il nostro esemplare si inserisce fra il tipo C 7.1s e C 7.2a. Nei paralleli or ora indicati il verbo è sempre seguito dall accusativo singolare ME (illuminami) e in un solo caso da un accusativo al plurale HMAS (Lucerne, p ). Nel nostro esemplare inedito il ME finale è scritto con la omega roteata di 90 gradi, e questo fatto corrisponde esattamente agli esemplari già noti. Senonchè la lettera è talmente legata e in parte sovrapposta alla my precedente, che

7 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI 319 le due lettere danno a prima vista l idea di un segno puramente fantasioso e arbitrario. Va precisato che nella presente lucerna non si ha semplicemente una legatura di lettere (Lucerne, fig. 23), ma una vera e propria sovrapposizione dei segni: è questo un fenomeno che non avevo finora riscontrato in nessun altro esemplare e che quindi va sottolineato. Ritengo abbastanza probabile questa mia lettura, ma insisto che bisogna avere sotto gli occhi le scritte meno abbreviate e meno contorte per arrivare alla lettura qui proposta, che altrimenti potrebbe sembrare campata completamente in aria. Ci si può chiedere se una scritta del genere sia dovuta all ignoranza dei figulini e fino a che punto poteva essere letta dai destinatari. Io ritengo che l espressione Illuminami come altre affini erano talmente comuni, che erano afferrate anche attraverso sostanziali abbreviazioni, come pure attraverso legature o sovrapposizione parziale dei segni. Mi piace anche ricordare come quest uso poetico di apostrofare la lucerna stessa, ricorre abbastanza frequentemente soprattutto negli esemplari del periodo arabo. 6. Lychn FMO F(wvtisovn) m(e) F(wvtisovn) m(e) ( Lucerna) illuminami. (Lucerna) illuminami Lucerna di color rosso mattone con chiazze scure. Cottura buona. Misura cm 9,5 per 6,5 per 3,4. La palmetta è a due soli rametti per lato. Base ad anello doppio con diametro interno di cm 2,5. Manichetto del tutto vestigiale a forma di trattino orizzontale. Alle spalle, attorno all infundibolo sono riprodotte tre lunette doppie per lato. La scritta a forte rilievo occupa la parte centrale delle spalle sul lato opposto al foro per lo stoppino. La lettura va fatta secondo lo schema bidirezionale convergente SD 8 (Lucerne, p. 4): sono leggibili senza difficoltà le lettere phi, my, e una omicron, la quale, essendo in parallelismo con la phi, va presa anch essa per una phi scritta difettivamente, come spesso capita nelle lucerne (Lucerne, p. 172). Si tratta ovviamente di una iscrizione abbreviata. Suggerisco la frase: F(wvtisovn) m(e) ripetuta due volte.

8 320 S. LOFFREDA 7. Lychn ONCS ONCS F(aiv)n(ei) C(ristov)". F(aiv)n(ei) C(ristov)" Cristo risplende. Cristo risplende La lucernetta misura cm 9.4 per 6,5 per 3,5 ed è del tipo del lychn sopra descritto. Ha un impasto carnicino verso il rosso. Sia l orificio dell infundibolo che l anello circolare della base sono a scanalatura. La scritta va letta in senso bidirezionale divergente SD 10, a partire dal segno a forma di cerchietto presso il manico a zeppa. Abbiamo su ambedue i lati una omicron (che può essere anche anche una phi difettiva), una ny, la legatura chi-sigma e finalmente un segno a V che in questo caso mi sembra puramente decorativo. Suggerisco la lettura F(aiv)n(ei) C(ristov)". F(aiv)n(ei) C(ristov)" con il senso di Cristo risplende, Cristo risplende. Si potrebbe obiettare che in alcuni casi interpreto l abbreviazione FN per f(wvtison) e altre volte per f(aiv)n(ei). Credo che sia il contesto a suggerire la prima o la seconda scelta, per il semplice fatto che il verbo fwtivzein è transitivo attivo e richiede un complemento oggetto, mentre il verbo faivnein è intransitivo e regge un complemento indiretto o può anche essere usato in senso assoluto. Per lo stesso motivo il segno a V presso il beccuccio, che qui ho interpretato come puramente decorativo, altre volte può essere una ypsilon oppure una ny corsiva. Nel nostro contesto queste due ultime letture non darebbero nessun senso. Semmai ci si può chiedere se non si tratti davvero di una ypsilon con valore di iota come abbreviazione del nome sacro di Gesù. Questa soluzione sarebbe possibile. Avremmo il senso F(aiv)n(ei) C(ristov)" jihsouv". È un fatto che in alcuni lychnaria la ypsilon, come ho già sottolineato, sembra riferirsi a Cristo (Lucerne, p. 174). 8. Lychn FCUFeNPAAAN f(w'") C(risto)u' faivn(ei) pa'(si)n La luce di Cristo illumina tutti

9 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI 321 La lucerna misura cm 9,1 per 6,1 per 2,9. La scritta, eseguita con caratteri marcati, fa parte del gruppo B, essendo contraddistinta dal doppio simbolo della scala presso il beccuccio. È un tipo di scritta non registrato nella mia monografia sulle lucerne. In questo gruppo è normale che la prima parola della formula fw'" Cristou' faivnei pa'sin inizi su un lato del beccuccio (lettera phi) e poi continui (con le lettere omega-sigma) sul lato opposto, rimanendo così fisicamente divisa dai due simboli della scala. Nel nostro caso invece il parola fw'" non viene scissa, essendo espressa soltanto attraverso la prima consonante phi. La mancata scissione dello stesso sostantivo fu registrato nel tipo B 3.6 (Lucerne, p. 117), ma in quel caso il termine, espresso dalla phi aperta e dalla terminazione sigma del nominativo era scritto interamente sul lato destro del beccuccio. Nel nostro caso invece la scritta inizia con la phi sulla destra del beccuccio e poi continua sulla sinistra. La terminazione paaan al posto di pa'sin non è nuova e ricorre anche nelle numerose scritte B 3.2 (Lucerne, p. 115s). 9. Lychn FCUFeNPAAAN f(w'") C(risto)u' faivn(ei) pa'(si)n La luce di Cristo illumina tutti Lucerna di impasto giallastro (cm 9,4 per 6,2 per 3,1). È una replica del lychn. precedente, a parte la grafia che non proviene dallo stesso stampo. La lucerna proviene certamente dalla Giordania ed è ora conservata nel nostro museo della Flagellazione a Gerusalemme (SF 7745). Un altro esemplare è stato da me visto presso un antiquario di Gerusalemme nell aprile del 1993, ma non è stato acquistato perché too expensive. In conclusione abbiamo ora tre esemplari di questo nuovo tipo di scritta. 10. Lychn EwSCUQeNP Fw'" C(risto)u' faivn(ei) p(a'sin) La luce di Cristo illumina tutti

10 322 S. LOFFREDA Lucernetta di impasto color carne. Cottura non molto forte. Pareti facilmente sfaldabili. Proporzioni: cm 8,5 per 5,8 per 2,6. Le lettere non sono molto marcate e per giunta la preservazione non è fra le migliori. In un certo senso questo esemplare è una replica del tipo B 2.4 (Lucerne, p. 113). La differenza fondamentale è nello schema direzionale diverso. Infatti la presente scritta va letta secondo lo schema direzionale SD 2, cioè in senso antiorario, con la base delle lettere verso la periferia del lychnarion (Lucerne, p. 2), mentre nel lychn. 702 già pubblicato si ha il senso direzionale SD 1, la scritta cioè va letta in senso orario con la base delle lettere verso il centro del lychnarion (Lucerne, p. 2). La parola f w'", normalmente scissa dopo la phi iniziale e con in mezzo i due simboli della scala, ha una grafia che già conosciamo dal tipo B 2.4, cioè inizia con una phi aperta roteata di novanta gradi (da qui la sua forma di epsilon) seguita da una omega normale e da un sigma legato al chi seguente. Nel nostro esemplare c è un dettaglio che non risultava chiaro nel lychn. 702: subito dopo la prima lettera della scritta è stata tracciato un trattino verticale. Questo trattino si ritrova anche in altre scritte (Lucerne, p. 107s) e non va confuso con una iota. 11. Lychn waawscu- - NPA AA Fw'" C(risto)u' (faiv)n(ei) pa'(sin) AA La luce di Cristo illumina tutti Lucerna a palmetta (con tre rametti per lato). È di color nocciola. Misura cm 10,1 per 6,7 per 3,3. L orificio dell infundibolo e la base ad anello hanno una scanalatura. Le lettere sono marcate, ma due di esse sono ridotte a due borchie informi e illeggibili. Anche questo è un nuovo tipo. La novità consiste anzitutto nel fatto che al posto della doppia scala è riprodotta ai lati del beccuccio la lettera alpha maiuscola. Nonostante ciò, viene rispettata la norma di scindere la prima parola f w'" come nelle scritte della classe B. Anche la forma della pi nell abbreviazione pa per pa'sin (da non confondere con una chi) è apparentata alle scritte della classe B. I due segni illeggibili dopo il nome C(risto)u' potrebbero stare per una phi chiusa e per una epsilon. Seguite da una ny corsiva, potrebbero essere la normale abbreviazione fen al posto di faivnei. In ogni modo c è da attendere qualche altro esemplare meglio preservato per giungere ad una conclusione si-

11 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI 323 cura. Per la doppia alpha come iniziale del titolo cristologico di ajrchv-principio si veda Lucerne, p Lychn FwCSU-Pw Fw'" C(risto)u' (faivnei) pa'(sin) La luce di Cristo illumina tutti Lucernetta di impasto color nocciola. Misura cm 9,4 per 6,1 per 3,4. Orificio dell infundibolo e anello della base a scanalatura. La lucerna è del tipo tardivo a canaletto ma con ancora ai lati tre rametti che ricordano il vecchio simbolo della palmetta, cioè dell albero della vita (Lucerne, p.8, tipo L 16). Al posto del manichetto c è un cerchietto con una borchia al centro, che in questo caso potrebbe essere la mimetizzazione della lettera phi, come del resto richiede il senso della scritta. La legatura sigma-chi è stata riprodotta al negativo, per modo che ne vien fuori nella lettura una metatesi. Ricordo ancora una volta di non confondere la pi a croce di Sant Andrea con una chi. Di peculiare c è pw (con l omega) per pa (con l alpha) come abbreviazione di pa'sin. Questo fenomeno era già presente (sotto altra forma) nelle scritte A 5.5 (Lucerne, p. 100s) ed A 6.6s (Lucerne, p. 107s). 13. Lychn KAw--wAK K(uvrio") A W K(uvrio") A W Il Signore (è) il principio e la fine La lucernetta appartiene alla collezione del signor Cesare Colombo (Italia) che l ha acquistata nel 1992 a Gerusalemme. È di impasto color carne con calcinello affiorante in superficie e misura cm 12 per 6,6 per 3,2. Bordo dell infundibolo e della base ad anello con scanalatura. Palmetta a due rammetti per lato. La scritta abbreviata è a schema direzionale convergente. Vi ho letto una kappa come iniziale di K(u'rio"), seguita dal titolo cristologico

12 324 S. LOFFREDA alpha-omega, cioè principio e fine. La stessa frase, sia pure con varianti, è riprodotta con schema direzionale divergente nel tipo D 4.5 (Lucerne, p. 157). B. Tipi ancora rari di iscrizioni Aggiungo a questo punto nuovi lychnaria con scritte già analizzate nella mia monografia sulle lucerne, ma che sono ancora molto rare e mal documentate. 14. Lychn FwSCUFeNPOON Fw'" C(risto)u' faivn(ei) p(a'si)n La luce di Cristo illumina tutti La lucernetta con impasto marrone verso il grigio misura cm 8,7 per 5,8 per 3,2 e appartiene al tipo con palmetta. Le lettere sono in buon rilievo. La scritta appartiene al tipo B 2.1 (Lucerne, p. 111) che finora era illustrato da un unico esemplare completo (lychn. 180) di cui però non potevo offrire una fotografia, e da un frammento (lychn. 522). 15. Lychn LUCNwSOwTHMw Luvcno" fwvtisovn me Lucerna, illuminami La lucerna di color nocciola misura cm 10,1 per 6,7 per 3,8. La palmetta è ridotta ad un solo rametto per lato. La scritta è ben preservata ed è accompagnata da un rigo in rilievo alla base delle lettere. Appartiene al tipo C 7.1s (Lucerne, p. 136s) che finora era conosciuto attraverso due esemplari soltanto, di cui il lychn. 606 era incompeto e il lychn. 752 era stato trascritto soltanto approssimativamente, dato che era conservato in vetrina nel

13 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI 325 Museo archeologico dei Greci Ortodossi di Gerusalemme. Quello che qui pubblico è ben preservato. Soltanto la lettera chi è un tantino disturbata nella parte bassa a causa dell incrocio con il rigo. 16. Lychn LUCNwSOwTHMw Luvcno" fwvtisovn me Lucerna, illuminami Scritta C 7.1 come l esemplare precedente. In questo esemplare la lettera chi è ben preservata e non esiste la legatura sigma-phi. Di questo stesso tipo possiedo un terzo esemplare, acquistato anch esso nel mercato di Gerusalemme. 17. Lychn wwscfnapa Fw'" C(ristou' f(aiv)n(ei) pa'(sin) La luce di Cristo illumina tutti Di colore sul marrone e di esecuzione un po rozza. Misura cm 9,2 per 6 per 3,5. La palmetta ha un solo rametto sul lato destro e due sulla sinistra. Base ad anello ampio (cm 3,8 all esterno). Appartiene al tipo B 4.1 con metatesi APA per PA(SIN). Era finora conosciuto per un solo esemplare da me acquistato a Gerusalemme (Lucerne, p. 118). 18. Lychn FSCUFNFN F(w')" C(risto)u' f(aiv)n(ei) f(ai)vn(ei) La luce di Cristo brilla, brilla

14 326 S. LOFFREDA La lucerna, di impasto color carne, misura cm 9,4 per 6,4 per 3,00. Anche questo tipo di scritta B 3.5 con reduplicazione del verbo, era finora conosciuto attraverso un solo esemplare (Lucerne, p. 117). Le lettere e la loro disposizione sono le stesse, ma la grafia è diversa. Debbo segnalare un dettaglio. Il simbolo della scala è normalmente rappresentato da due aste per lungo e da due aste di traverso. In questo tipo di scritta invece la scala è a forma di eta. È un dettaglio che avevo osservato anche nel lychn. 3 pubblicato da Aharoni, ma al quale non detti peso perché non avevo sotto mano l originale. Ora, in base a questo nuovo esemplare ben preservato e con lettere a forte rilievo, risulta chiaro che si tratta davvero della lettera eta scritta simmetricamente ai fianchi della palmetta. Già in questo articolo ho mostrato il lychn dove il simbolo della scala è sostituito dalla lettera sacra alpha. Niente vieta quindi che anche nell esemplare 1025 venga rappresentata la lettera sacra eta la quale, come si è visto sopra per il lychn. 1009, sta ad indicare il titolo Creistov". In base a questi casi che mi sembrano convincenti, credo sia necessario riprendere in esame la scritta B 3.1 (Lucerne, p. 115). In quella scritta c era un fatto strano: presso il beccuccio era presente costantemente un solo simbolo della scala (sulla destra). Sul lato di sinistra invece, al posto del simbolo della scala, c era una omega. Pubblicai questa scritta come un esempio di reduplicazione: FWWS al posto di FWS. Al presente ritengo più probabile che l omega al posto del secondo simbolo mancante della scala, sia una lettera sacra con valore cristologico: come l alfa indica principio, così l omega indica fine e in varie lucerne esse ricorrono anche insieme, e si riferiscono a Cristo principio e fine. C è un altro caso non meno interessante che debbo riprendere in esame: è il lychn. 111 di Gezer (Lucerne, p. 112). In quell esemplare il simbolo della scala è riprodotto una sola volta, cioè sulla sinistra del beccuccio, mentre sul lato destro si ha una sola asta. Analizzando i segni più attentamente, risulta che anche qui la scala è semplicemente a forma di eta. Non mi sembra azzardato concludere che in quella scritta del tipo B 2.3 il doppio simbolo della scala sia stato sostituito dalle lettere sacre iota-eta, che sono le iniziali del nome Ih(sou'"). 19. Lychn FSCUFNFN F(w')" C(risto)u' f(aiv)n(ei) f(ai)vn(ei) La luce di Cristo brilla, brilla

15 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI 327 È un altro esemplare acquistato a Gerusalemme che si aggiunge al tipo B Lychn wuscnfnwpan FS CU FN FN PAN F(w')" C(risto)u' f(aiv)n(ei) f(aiv)n(ei) pa'(sin) La luce di Cristo illumina illumina tutti Lucerna di impasto rosso scialbo e di buona cottura. Misure: cm 9,00 per 6,00 per 3,2. Infundibolo ad orlo doppio. Palmette con due soli rametti per lato. Base circolare ad anello doppio. Di questo tipo B 4.3 (Lucerne, p. 119s) si conosceva finora soltanto un esemplare (lychn. 150a). Le lettere sono marcate. Come grafia noto, rispetto al tipo già pubblicato, alcune leggere differenze nella forma della ypsilon nella parola CU, che ha il peduncolo, e nella legatura alpha-ny dell ultima parola pa'(si)n. Inoltre in questo nuovo esemplare le singole lettere sono più vistose che nel lychn. 150a. 21. Lychn AKwNFNwKA FN K wa FN K wa F(aiv)n(ei) K(uvrio") WA F(aiv)n(ei) K(uvrio") WA Risplende il Signore, alfa e omega La lucerna di impasto color carne rosa misura cm 9,4 per 7 per 3,4. È del tipo a palmetta con tre rametti per lato. La base è ad anello cosi ribassato che sembra piatta. Il tipo di scritta mi era noto soltanto attraverso un esemplare che non potei analizzare accuratamente perché visto soltanto attraverso una vetrina in un museo di Gerusalemme. Lo catalogai come tipo D 4.8 (Lucerne, p. 158). In base al nuovo esemplare che ho per mano risulta ora chiaro che il terzo segno sulla sinistra non è una phi chiusa,

16 328 S. LOFFREDA come erroneamente credetti di vedere, ma un segno aperto che a seconda dei casi può indicare nelle lucerne una epsilon, una phi aperta oppure (e questa è dal contesto la lettura che mi sembra giusta) una omega. In base a questa nuova lettura, la scritta mi sembra avere uno schema direzionale divergente SD 9 (Lucerne, p. 4) a partire dalla lettera diametralmente opposta al beccuccio. Con questo schema direzionale la lettura che offro è un tantino meno contorta, anche se il senso rimane lo stesso. Vi ho letto in senso simmetrico la frase FN K WA come abbreviazione per la frase F(aiv)n(ei) K(uvrio") WA. La posizione invertita delle due lettere omegaalpha al posto del normale alpha-omega è attestato in alcune scritte bizantine (Guarducci M., Epigrafia Greca, IV, Roma 1978, p. 319ss e fig. 88). La Guarducci ne dà la seguente spiegazione: È degna di nota, infine, l inversione delle lettere apocalittiche alpha-omega in omega-alpha. Come altrove ho spiegato diffusamente, la formula alpha-omega, che nell apocalisse giovannea esprime Dio (o Cristo) signore dell universo, diviene, invertita e applicata al cristiano, simbolo del passaggio dalla fine (morte) al principio, cioè alla vita eterna, che può anche identificarsi con Cristo (ibidem, p. 321). Almeno nel caso della nostra lucerna omegaalpha si riferiscono direttamente a Kuvrio" e quindi la spiegazione della Guarducci per l inversione delle lettere apocalittiche non mi sembra convincente. C. Scritta non ancora identificata 22. Lychn Il 13 gennaio 1993 ho avuto per mano per breve tempo una lucerna contenente nella parte inferiore una lunga scritta in greco. La lucerna è del tipo samaritano e misura cm 9,7 per 5,4 (non ho preso l altezza). Lo schema direzionale più probabile mi sembra SD 3: avremmo una scritta in senso antiorario con base delle lettere verso il centro del lychnarion (Lucerne, p. 2). Offro due possibili letture dato che il segno a forma di ypsilon può indicare indifferentemente una ypsilon o una lambda e dato che nella seconda parte della scritta ci sono due segni che possono essere

17 LUCERNE BIZANTINE CON ISCRIZIONI 329 dei semplici cerchietti e un segno che potrebbe essere un semplice trattino: BOUÇINAÇLOICNONINe BOLÇINAÇU.ICN.N.Ne Non riesco per il momento a dare alcun senso a questa scritta. Stanislao Loffreda, ofm Studium Biblicum Franciscanum, Jerusalem

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