L evoluzione della distribuzione nel credito al consumo e nei mutui casa. Roma, 22 novembre 2011

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1 L evoluzione della distribuzione nel credito al consumo e nei mutui casa Roma, 22 novembre 2011

2 Gli obbiettivi del credito al consumo sviluppo dell industria e del PIL, protezione del consumatore, evitare rischi sistemici; agevolare l erogazione del credito alle famiglie (acquisto di un elettrodomestico, dell automobile, di un pacchetto turistico etc.) alle condizioni più favorevoli e trasparenti; considerata la condizione di relativa debolezza contrattuale della parte consumatrice l industria è responsabile di valutare le condizioni finanziarie del cliente, evitando politiche commerciali aggressive.

3 La riforma del credito al consumo I principi cardine della normativa sono: regole di trasparenza per l industria protezione del consumatore (parte debole) professionalità di intermediari e operatori controlli efficaci La riforma della rete di distribuzione complemento necessario per il funzionamento delle regole di trasparenza

4 La nuova disciplina di agenti e mediatori TRE DIRETTRICI: 1. requisiti più elevati - di onorabilità, professionalità e patrimoniali per migliorare affidabilità, qualità dei servizi offerti e tutela dei clienti; 2. chiarezza nei rapporti con l intermediario finanziario; 3. separazione delle due figure professionali al fine di evitare sovrapposizioni che possano ingenerare confusione nel cliente. società di mediazione, indipendenti dalle banche, in grado di offrire al consumatore il prodotto finanziario che meglio si conforma alle sue necessità. agenti, adeguatamente qualificati, legati con un contratto a un intermediario finanziario.

5 L agente in attività finanziaria L agente in attività finanziaria promuove e conclude contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari; l esercizio professionale nei confronti del pubblico dell attività di mediatore creditizio è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco tenuto dall Organismo.

6 L agente in attività finanziaria - requisiti per le persone fisiche: cittadinanza italiana o di uno Stato dell'unione europea ovvero di Stato diverso secondo le disposizioni dell'articolo 2 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e domicilio nel territorio della Repubblica; per i soggetti diversi dalle persone fisiche: sede legale e amministrativa nel territorio della Repubblica; requisiti di onorabilità e professionalità, compreso il superamento di apposita prova valutativa. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, i requisiti si applicano a coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo e, limitatamente ai requisiti di onorabilità, anche a coloro che detengono partecipazioni di rilievo nella società; stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile per i danni arrecati nell esercizio dell attività derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato essi rispondono a norma di legge; per i soggetti diversi dalle persone fisiche è richiesto il rispetto di requisiti patrimoniali, organizzativi e di forma giuridica; la permanenza nell elenco è subordinata all esercizio effettivo dell attività e all aggiornamento professionale. 6

7 L agente in attività finanziaria. Esenzioni Delears; Esercizio dell attività di incasso di fondi su incarico di prestatori di servizi di pagamento (purché sia svolta sulla base di un contratto di esternalizzazione che ne predetermini le modalità operative, abbia carattere meramente materiale e non determini l'instaurazione di rapporti di debito o di credito)

8 L agente in attività finanziaria. Monomandato Gli agenti in attività finanziaria possono svolgere la loro attività su mandato di una sola banca o intermediario finanziario o di più banche o intermediari appartenenti al medesimo gruppo. All'agente è tuttavia consentito di assumere più mandati ove questi siano conferiti da intermediari che non offrano l'intera gamma di servizi promossi e conclusi dall'agente; in questo caso il concetto di mono-mandato deve intendersi riferito alla singola forma tecnico/giuridica di prodotto o servizio

9 Il mediatore creditizio Mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. È iscritto in un apposito elenco tenuto dall Organismo. Svolge esclusivamente l attività di mediazione (e attività connesse o strumentali). Non è legato ad alcune delle parti da rapporti che ne possano compromettere l indipendenza. 9

10 Il mediatore creditizio - Requisiti forma di società per azioni, di società in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata o di società cooperativa; sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica; oggetto sociale esclusivo e rispetto dei requisiti di organizzazione; possesso da parte di coloro che detengono il controllo e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo dei requisiti di onorabilità previsti anche per gli agenti (cfr slide 13 e 14); possesso da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo, di requisiti di professionalità analoghi a quelli previsti per gli agenti (cfr. slide 10 e 11); stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile, per i danni arrecati nell esercizio dell attività derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato essi rispondono a norma di legge. 10

11 Cosa non andava prima a. poca professionalità, poca trasparenza e qualche illegalità ma soprattutto b. un meccanismo di incentivi sbagliato il mediatore tipico: se non ci fossimo noi un sacco di gente disperata non avrebbe avuto un prestito. commento: forse era giusto che non lo avesse

12 sovraindebitamento Due problemi il credito al consumo serve a distribuire il reddito atteso; non può sostituire il reddito che non c'è. la crescita lenta dell economia e la crisi economica hanno aumentato la fascia di popolazione finanziariamente fragile. Un qualsiasi shock, malattia, disoccupazione oppure cattiva valutazione del reddito atteso, fanno precipitare queste famiglie in un baratro senza uscita. Le associazioni di volontari contro l usura sono sole a fianco delle famiglie sovraindebitate. credito eccessivo impatto sulle sofferenze impatto sui costi (elevati e poco differenziati per rischio cliente) in ogni caso il mediatore riceve sempre la sua commissione. I contratti che legano i mediatori agli intermediari basati sul volume di affari. Incentivi sbagliati.

13 Le nuove regole possono eliminare questi problemi? dipende da come sono applicate. E dai controlli. da una situazione di assenza di controlli... agli organismi. a. non serve un controllo di vigilanza tradizionale. L'organismo non è il sostituto di una vigilanza BI troppo costosa. Non ci sono problemi di sostenibilità; b. tantomeno possiamo immaginare controlli a tappeto della GdF. Non ci sono specifici problemi di illegalità; c. dunque gli organismi. Per fare cosa? Con quali compiti?

14 Dunque le regole regole generali di correttezza, good morals and fairness, cioè divieto di approfittarsi della condizione di debolezza dell altra parte contrattuale. la normativa richiama due elementi: l obbligo di una chiara e completa informazione del cliente l obbligo di valutare la capacità del cliente di sostenere l onere del prestito gli organismi devono dare più specifici contenuti a queste regole generali. se vogliamo un'industria del credito al consumo trasparente, efficiente, che possa sostenere in sicurezza la spesa per consumi, ci deve essere una forte capacità di autoregolazione.

15 GRAZIE PER L ATTENZIONE

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