Il manuale del fund raising

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1 Il manuale del fund raising Di Valerio Melandri Indice Presentazione del Centro di Servizio per il Volontariato... pag Prepararsi al fund raising: una breve introduzione... pag Che cos è il fund raising?... pag Che approccio adottare per fare fund raising?... pag Il ciclo del fund raising... pag I documenti indispensabili per fare fund raising... pag Quali sono le componenti per un fund raising di successo nelle piccole organizzazioni?... pag Strategie di fund raising... pag La logica del fund raising: creare la piramide della donazione... pag Identificare il fabbisogno economico e selezionare il giusto programma di raccolta fondi... pag Costruire un gruppo di volontari che valuti i progetti e la scelta del programma... pag Incontrare un esperto di fund raising... pag Mai perdersi d animo... pag Gli strumenti del fund raising per le piccole organizzazioni... pag Il mailing... pag La quota associativa... pag L organizzazione di piccoli eventi di raccolta fondi... pag Internet e raccolta fondi... pag La raccolta fondi dalle imprese... pag Le Fondazioni Bancarie come canale di finanziamento... pag. 37 1

2 Il Centro di Servizio per il Volontariato trae sostentamento da un fondo costituito da una parte (1/15) degli utili annuali delle Fondazioni Bancarie ai sensi della legge nazionale sul volontariato (L. 266/91). Le fondazione che hanno contribuito al fondo sono: - Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno - Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano - Fondazione Cassa di Risparmio di Fano - Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo - Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi - Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto - Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata - Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro - Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona - Compagnia di San Paolo di Torino - Fondazione Monte dei Paschi di Siena 2

3 Presentazione del Centro di Servizio per il Volontariato Cos è il C.S.V. Il Centro Servizi per il Volontariato è una struttura operativa creata per offrire servizi gratuiti alle Associazioni di Volontariato marchigiane con l obiettivo di svilupparne e qualificarne le attività. Esso mira a diffondere nella regione una cultura della solidarietà attiva, che sia cioè in grado di farsi interprete dei bisogni e dei diritti delle persone più deboli ed emarginate e della tutela dei beni ambientali e culturali. Il Centro Servizi agisce affinché la funzione del volontariato organizzato non si limiti a far fronte alle lacune e alle inefficienze delle istituzioni, per assumere invece nei confronti di queste un ruolo di collaborazione propositiva e di promozione di leggi e cambiamenti utili a rimuovere disuguaglianze di ogni genere. Un volontariato che dovrà esser capace di uscire dall emergenza delle risposte ai bisogni per divenire un soggetto attivo nella programmazione, gestione e valutazione degli interventi sul territorio. Esso intende favorire l incontro tra le associazioni, ritenendo necessari la condivisione e lo scambio delle singole esperienze ai fini di una presenza sociale sempre più efficace. Il Centro Servizi non interviene direttamente rispetto ai problemi del territorio, in una logica sostitutiva del volontariato, ma mette in campo interventi di accompagnamento e qualificazione a sostegno dell azione volontaria. Esso persegue l obiettivo di rispondere in modo soddisfacente ai bisogni che vengono proposti, senza però creare percorsi di dipendenza dalle prestazioni offerte. La prospettiva è quella di favorire lo sviluppo di competenze diffuse all interno delle associazioni che possano nel tempo contribuire a rendere progressivamente autonome le realtà associative nel loro insieme e nel rapporto con gli altri soggetti istituzionali e del terzo settore. Come funziona Il Centro Servizi è gestito dall Associazione Volontariato Marche, che è costituita da una struttura regionale (A.V.M. Regionale) e da cinque strutture territoriali (le A.V.M. Territoriali di Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno) dotate di piena autonomia giuridica e patrimoniale. L Associazione Volontariato Marche nasce nel 1997 per iniziativa di 18 associazioni di volontariato marchigiane. Nel 1998, in seguito ad apposito bando, risulta assegnataria della gestione del Centro di Servizio per il Volontariato a dimensione regionale. Il Centro diviene operativo nei primi mesi del Attualmente sono soci dell A.V.M. oltre 200 associazioni di volontariato marchigiane, tutte iscritte nel relativo registro regionale. La ricchezza e la pluralità della compagine sociale fa sì che il Centro Servizi conosca il Volontariato, comprenda i suoi aspetti peculiari, i suoi bisogni e le necessità per il suo sviluppo e per il mantenimento della sua originalità e identità, condizioni queste indispensabili per mantenere utili ed efficaci gli strumenti del Centro Servizi. A livello operativo, il centro è costituito da una sede regionale con articolazioni territoriali nelle varie province e si avvale di personale dipendente e di professionisti esterni. In base alla legge nazionale 266/91 e alla legge regionale 48/95, l attività del Centro Servizi è finanziata con i fondi accantonati dalle Fondazioni ed assegnati dal Comitato di Gestione Regionale che ne verifica ogni anno il corretto utilizzo. 3

4 I servizi offerti dal Centro Servizi sono completamente gratuiti e rivolti a tutte le associazioni di volontariato operanti nelle Marche, iscritte o meno al registro regionale, nonché a tutti i cittadini che desiderano approfondire la conoscenza del variegato mondo del volontariato. Le associazioni non iscritte al registro regionale del volontariato per avere accesso ai servizi del Centro Servizi debbono comunque avere tutti i requisiti previsti per l iscrizione a tale registro. Tale circostanza sarà accertata dal Consiglio Direttivo dell AVM regionale, attraverso una puntuale ed approfondita valutazione dello statuto, della struttura e dell attività dell organizzazione richiedente. Cosa fa SERVIZI DI BASE Presso le strutture operative del Centro Servizi è garantito alle associazioni l utilizzo gratuito, del fax, del telefono, della fotocopiatrice, del computer e della stampante, con possibilità di avere accesso alla rete internet. Utilizzo del fotostampatore per la realizzazione di piccoli lavori tipografici. Realizzazione di servizi video e fotografici. Disponibilità di beni (computer, lavagna luminosa, videoproiettore, TV, videoregistratore, etc ) da cedere in comodato gratuito e temporaneo alle associazioni richiedenti, per lo svolgimento delle attività istituzionali. Inoltre le sale e le strutture del Centro di Servizio per il Volontariato sono a disposizione delle associazioni di volontariato per riunioni, incontri e iniziative. FORMAZIONE Il Centro Servizi ha definito un piano specifico nell area in questione che prevede la realizzazione di attività formative secondo due modalità: - attività formative e seminari di approfondimento prodotti direttamente dal Centro Servizi, su temi di attualità e problematiche di interesse per le associazioni di volontariato - attività formative prodotte in collaborazione con una o più associazioni di volontariato. Per quanto concerne i percorsi formativi direttamente organizzati e realizzati dal Centro Servizi nelle varie sedi territoriali della regione, sono sviluppati i seguenti temi: la gestione amministrativa e fiscale, l informatica, la comunicazione interna ed esterna, la gestione del gruppo dei volontari, il servizio civile, la relazione d aiuto, la cultura e le motivazioni del volontariato, le politiche sociali.l idea di fondo sottesa alla seconda modalità di realizzazione delle attività formative è quella di raccogliere proposte e progetti formativi da parte delle associazioni, sulla base di criteri e modalità esplicitamente definiti, garantendo una collaborazione nella progettazione e realizzazione degli stessi. CONSULENZA Le associazioni di volontariato possono gratuitamente usufruire di un qualificato supporto nei diversi ambiti gestionali. Il servizio mira a risolvere in maniera personalizzata i problemi specifici avanzati dalle associazioni richiedenti nelle seguenti aree: amministrativa e fiscale, finanza e raccolta fondi, assicurativa, servizio civile,legale e giuridica, disciplina del lavoro, comunicazione e marketing sociale,organizzazione e gestione dell associazione, informatica (realizzazione di siti internet e di programmi specifici). E inoltre operativo un servizio di sostegno e accompagnamento per la tenuta della contabilità e lo svolgimento dei relativi adempimenti amministrativo-fiscali delle organizzazioni di volontariato 4

5 PROGETTAZIONE Al fine di voler contribuire allo sviluppo ed alla qualificazione delle associazioni di volontariato marchigiane il Centro Servizi ritiene indispensabile investire risorse ed energie finalizzate alla realizzazione, da parte delle associazioni, di progetti di intervento che abbiano un effettivo impatto sul territorio. Le scelte che il Centro Servizi ha quindi effettuato, di concerto ed in collaborazione con il Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato e con l Assessorato ai Servizi Sociali della Regione Marche, si indirizzano in una duplice direzione: - Informazione e consulenza in relazione alla definizione di un'idea progettuale ed alla correlativa elaborazione e presentazione della proposta relativamente a linee di finanziamento e bandi dell'unione Europea, bandi nazionali, regionali, provinciali e delle diverse istituzioni pubbliche e private locali (Comuni, Fondazioni Bancarie, etc ). - Sostegno e collaborazione, in qualità di partner, alla realizzazione di progetti elaborati dalle Associazioni di volontariato operanti nella regione e presentati al Centro Servizi secondo principi, criteri e modalità esplicitamente definiti. Tali iniziative progettuali scaturiscono dalla lettura delle priorità e delle potenzialità del territorio, e consentono di creare sinergiche e qualificanti forme di collegamento e interazione tra il volontariato e le altre componenti sociali (pubbliche amministrazioni locali, uffici di promozione sociale, cooperative sociali, fondazioni, sindacati, imprese, scuole, asl.). INFORMAZIONE Il Centro Servizi gestisce un proprio sito internet (www.csv.marche.it), nel quale, oltre a notizie di attualità ed alle informazioni sulle attività e i servizi prestati, sono disponibili documenti di particolare interesse per il volontariato, indirizzi utili e link con altri siti attinenti. In questo spazio web le associazioni possono anche promuovere le proprie attività utilizzando pagine a loro riservate. Nel sito è altresì possibile consultare l anagrafica ed i dati essenziali delle associazioni di volontariato delle Marche ed effettuare ricerche on-line su tutte le consulenze di interesse generale erogate. Viene inoltre pubblicato e diffuso in oltre duemila copie il mensile di informazione sociale Volontariato Marche, con inchieste e servizi giornalistici sulla vita, la cultura, le prospettive e i problemi affrontati dalle molteplici realtà del volontariato marchigiano. Al suo interno è previsto uno spazio dedicato all illustrazione delle novità legislative relative a tematiche d interesse per il volontariato introdotte in ambito europeo, nazionale e regionale ed inoltre una sezione di notizie e approfondimenti su questioni amministrative e fiscali. E altresì operativo uno sportello informativo relativo alle problematiche dell obiezione di coscienza e del servizio civile. Il Centro, per facilitare l accesso alle informazioni, offre a tutte le associazioni la possibilità di ottenere un indirizzo di posta elettronica personalizzato (per esempio, consultabile attraverso il proprio computer oppure utilizzando le strutture del Centro. E' operativo un servizio di consulenza sulle forme di comunicazione interna delle associazioni (verso soci, volontari, dipendenti, collaboratori), e su quelle verso l esterno (enti, imprese, pubbliche amministrazioni, mezzi di comunicazione, cittadini, fornitori, finanziatori). Viene offerto un sostegno alla promozione delle iniziative delle associazioni di volontariato attraverso l'elaborazione grafica e la stampa del materiale necessario a promuovere le attività delle associazioni. E' garantita l'assistenza per l'organizzazione dei rapporti con i media ed un servizio di ufficio stampa. 5

6 DOCUMENTAZIONE Direttamente presso gli sportelli delle sedi del Centro Servizi o dietro richiesta, sono disponibili gratuitamente i seguenti materiali: - normativa nazionale e regionale riguardante le associazioni di volontariato, - banche dati informatiche, - libri, - periodici, - atti di incontri e documenti su: carcere, nomadi, immigrazione, ambiente, anziani, cooperazione sociale e internazionale, disagio giovanile, disagio psichico, famiglia, handicap, minori, pace, politiche e servizi sociali, sanità, tossicomanie, volontariato. Su richiesta, si possono eseguire ricerche ad hoc di documenti più specifici (approfondimenti, ricerche bibliografiche commentate, individuazione di testi, materiale per corsi di formazione). PROMOZIONE La promozione del volontariato e della cultura della solidarietà è sostenuta da varie iniziative quali: - partecipazione e organizzazione di feste e manifestazioni pubbliche; - realizzazione di campagne promozionali mirate a reclutare volontari tra la cittadinanza e gestione di una banca dati volta a creare un punto d incontro tra i cittadini che desiderano svolgere attività di volontariato e le associazioni che necessitano di volontari. Inoltre per la diffusione di esperienze solidaristiche tra i giovani e gli adolescenti sono stati avviati progetti rivolti alle scuole e ai Centri Giovanili: - Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato rivolto alle scuole medie superiori; - il progetto sperimentale Educare alla cittadinanza attiva rivolto alle scuole elementari e medie inferiori; - il progetto sperimentale Giovani Insieme rivolto a giovani e adolescenti in contesti extra-scolastici. RICERCA Realizzazione e promozione di analisi e ricerche - sollecitate dalle associazioni o promosse dal Centro - su tematiche di indubbio interesse e attualità per il volontariato. Tali iniziative possono essere finalizzate a obiettivi specifici, anche a valenza locale, e comprese in progetti di più ampio respiro oppure consistere in indagini strutturate e approfondite mirate alla conoscenza della struttura, dell identità e dei bisogni del volontariato marchigiano, all'analisi delle risorse e dei bisogni dei vari contesti locali, alla definizione del grado di efficacia/qualità delle azioni del volontariato nel contesto sociale ed alla definizione dell'intensità e della tipologia di relazioni che il volontariato intrattiene con gli altri soggetti presenti nel territorio. 6

7 Dov è Sede Regionale Via Trionfi 2, Ancona tel , fax Numero Verde Orario: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle e dalle alle Territorio di Ancona Sportello di Ancona Via Trionfi 2, Ancona tel , fax , Numero Verde Orario: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle alle 19.30; martedì e giovedì, dalle 9.00 alle Territorio di Ascoli Piceno Sportello di Ascoli Piceno Via Milano 3/5, Ascoli Piceno tel , fax , Numero Verde Orario: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle alle 19.30; martedì e giovedì, dalle 9.00 alle Territorio di Fermo Sportello di Fermo Piazzale Pelagallo 2, Fermo tel , fax , Numero Verde Orario: lunedì e venerdì, dalle alle 19.30; martedì e giovedì, dalle 9.00 alle Territorio di Macerata Sportello di Macerata Via Calabresi 5, Macerata tel , fax , Numero Verde Orario: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle alle 19.30; martedì e giovedì, dalle 9.00 alle Territorio di Pesaro Sportello di Pesaro Piazzale Garibaldi 16, Pesaro tel , fax , Numero Verde Orario: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle alle 19.30; martedì e giovedì, dalle 9.00 alle

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9 1. PREPARARSI AL FUND RAISING: UNA BREVE INTRODUZIONE 1. Che cos è il fund raising? Il termine fund raising significa, letteralmente tradotto, raccolta fondi ma è giusto darne una definizione più esaustiva che lo definisce come il complesso di attività che l organizzazione non profit mette in atto per la creazione di rapporti d interesse fra chi chiede risorse economiche, materiali e umane in coerenza con lo scopo statutario e chi è potenzialmente disponibile a donarle. Il fund raising non è, dunque, solo una semplice richiesta di denaro, bensì un attività strutturata che si basa su due principi guida dell economia moderna; il principio di reciprocità e il principio dei matrimoni d interesse. Il primo si riferisce ad una serie di trasferimenti bilaterali (fra due o più parti), indipendenti, liberi tra loro ma in qualche modo interconnessi. Per semplificare questo concetto basta pensare a quando invitiamo a cena un nostro amico. In questo caso, mai ci verrebbe in mente di farci pagare la cena, anzi noi siamo ripagati dalla relazione che si crea, dal piacere di averlo ricevuto, e potremo aspettarci che porti con se un fiore o una bottiglia di vino in segno di ringraziamento. Il principio del matrimonio d interesse, a sua volta, fa perdere la connotazione negativa data dalla società moderna al termine di interesse proprio, ricollegandosi al significato d origine latina per cui la parola interesse significa essere in mezzo, partecipare. In quest ottica bisogna pensare che non è vero che un donatore dona per niente, anzi dona perché ha interesse nel farlo. Un interesse che non necessariamente deve essere tradotto in termini economici ma bensì deve essere raffigurato in un bene simbolico o ancor meglio in un bene relazionale che trova godimento nelle più svariate motivazioni che sempre più sono alla fonte di una donazione. Come beni relazionale possiamo elencare: l abitudine a ritrovarsi in certe occasioni, la famigliarità esistente all interno di gruppi di amici o di parenti, la comunanza di esperienze, la conoscenza reciproca, la fiducia che si instaura tra persone e, soprattutto, lo scambio generato dal meccanismo di fund raising dove il donatore devolve risorse e l organizzazione non profit non restituisce un 9

10 bene equivalente, ma esclusivamente un bene relazionale (ringraziamento, amicizia, appartenenza) unito, a volte, ad un bene economico materiale di valore simbolico (come una tessera di socio, una notazione, una qualche forma pubblicitaria indiretta). Possiamo quindi affermare che il fund raising è l insieme di attività che generano uno scambio sociale, ovvero uno scambio economico impari; sarà compito del fundraiser generare gli scambi migliori e più duraturi. 2. Che approccio adottare per fare fund raising? Per ottenere buoni risultati nella raccolta fondi è necessario superare l approccio pietistico e lagnoso che spesso accompagna gli stati d animo di chi si trova a dover affrontare una richiesta di denaro. Fare fund raising non significa chiedere l elemosina, anzi, Henry Rosso, italo americano, fondatore della più famosa scuola di fund raising nel mondo, definisce il fund raising come La nobile arte di insegnare alle persone la gioia di donare. Un fundraiser deve operare tenendo a mente questa frase, proponendo un progetto in cui per primo ripone notevole ottimismo perché fiducioso nella causa. Solo con convinzione, determinazione e fede nella causa proposta si riuscirà a trasmettere il giusto segnale, che potrà essere accettato o meno, ma l importante è averlo trasmesso correttamente. E giusto osservare inoltre, che oggi, l attività di raccolta fondi non può essere improvvisata ma deve essere vista, per quanto possibile, in ottica strategica. Il fund raising improvvisato, ovvero quello che dedica la maggior parte del tempo all attività operative e manuali senza occuparsi delle fasi che precedono e posticipano la mera attività di raccolta, potrà avere successi casuali non garantiti nel tempo. Migliori risultati sono dati utilizzando l approccio del fund raising strategico ovvero dell attività che prima progetta, identifica la buona causa, analizza il mercato, i potenziali donatori e che continua ad esistere anche dopo l atto della donazione attraverso l assistenza, il ringraziamento, la comunicazione ecc. 3. Il ciclo del fund raising. Così come ogni attività complessa, che opera in un ambiente in continua evoluzione e competitivo, anche per la raccolta fondi è stato individuato un ciclo operativo che ordina per passi le azioni da seguire. Questo strumento è definito il ciclo del fund raising; il suo rispetto permetterà 10

11 all associazione di muoversi adeguatamente, verificando e valutando i risultati. Di certo il ciclo del fund raising, proprio per la sua natura programmatica, può mostrare la sequenza d azioni da compiere in maniera assoluta, ma sarà poi compito delle associazioni scegliere quelle più appropriate al caso e valutare effetti tenendo conto delle condizioni e dei fattori. E opportuno quindi prenderlo in considerazione perché è da questo che parte ogni attività di raccolta fondi, grande o piccola che sia. Le fasi del ciclo di fund raising sono così suddivise: 1. Avvio al fund raising; innanzi tutto è necessario creare e condividere una visione e una mission. La visione è l immagine completa di ciò che si desidera raggiungere, è l idea che motiva la nascita di un associazione. A sua volta la mission definisce gli ambiti di cui si occupa l organizzazione; deve essere ben definita e chiara per fare da filo conduttore tra i vari soggetti che partecipano alla vita associativa. Così, ad esempio, due o tre persone possono decidere di formare un associazione condividendo la visione di un mondo futuro senza fumatori e definire per loro mission la prevenzione attraverso l educazione antifumo nell età giovanile. Le organizzazioni non profit esistono in funzione della loro mission, esistono per trasformare la realtà individuando cose che non funzionano e cambiarle in cose che funzionano. Non possono nascere organizzazioni che non abbiano ben chiari gli scopi della loro esistenza. 2. Identificazione degli obiettivi; è il secondo passo che l associazione non profit deve compiere, definendo per iscritto quali sono gli obiettivi che si prefigge di raggiungere. E bene specificare i progetti che s intendono sviluppare e raccogliere tutte le informazioni relative. Solo avendo ben chiari gli obiettivi si potrà auspicare al loro raggiungimento. In gergo gli obiettivi di una organizzazione non lucrativa vengono definiti La buona causa e nel paragrafo 6 di questo capitolo analizzeremo il documento a proposito. 3. Analisi dei mercati: l associazione deve individuare i mercati di riferimento, ovvero deve scegliere a chi rivolgere la sua richiesta di fondi. I mercati si suddividono in: mercato delle persone, mercato delle imprese, mercato delle fondazioni bancarie e filantropiche, mercato degli enti pubblici. 4. Scelta degli strumenti da utilizzare; costituisce il quarto step della raccolta fondi e consiste nella scelta del mezzo più appropriato per ottenere donazioni. Si parla di mailing, telemarketing, contatto diretto, sponsorizzazioni, reazione di eventi, posta elettronica. 11

12 5. Messa in opera: dopo aver scelto la strategia è arrivato il momento di applicarla. Questa fase è molto delicata perché, se viene organizzata male, si rischia di compromettere tutto il lavoro fino ad ora eseguito. In questa fase è importante creare un gruppo di persone valide tenendo presente che senza un forte e motivato gruppo di volontari, senza che il personale retribuito sia flessibile, disponibile al cambiamento culturale e continuamente persuaso della bontà della causa, un piano di fund raising è praticamente irrealizzabile. E poi opportuno considerare anche la possibilità di rivolgersi ad un consulente di fund raising o a chi comunque ha già maturato altre esperienze, per ascoltare i loro consigli professionali. 6. Valutazione dei risultati: è la fase finale del ciclo che darà poi inizio alla raccolta successiva e quindi ad un nuovo ciclo. Considera i risultati ottenuti, gli obbiettivi preposti e da così modo di valutare l operatività, gli errori, le mancanze e i punti di forza. Inoltre permette di valutare i costi sostenuti per ogni singola attività, che a loro volta serviranno da parametro valutativo. 4. I documenti indispensabili per fare fund raising. Una delle prime cose che un associazione si deve preoccupare di fare, prima di cimentarsi nella raccolta fondi, è redigere il Documento Buona Causa (DBC), ovvero un documento che riassuma una serie di informazioni utili per rappresentare l'associazione di fronte al suo pubblico interessato (donatori, volontari, personale retribuito, sponsor, pubblica amministrazione, eccetera). Il Documento Buona Causa è un passaggio fondamentale per la costruzione del piano di fund raising perché rappresenta l espressione della causa, ovvero di tutte le ragioni per le quali si dovrebbe contribuire alla sua promozione. Per realizzare un fund raising di successo, il Documento Buona Causa, deve essere ben articolato e compreso da tutti coloro che rappresentano l organizzazione agli occhi dei potenziali donatori, deve inoltre essere comunicato con entusiasmo e in modo persuasivo a coloro da cui si cerca di ottenere una donazione. Il Documento Buona Causa contiene due elementi fondamentali: il documento stesso, utilizzato per uso interno e la Documentazione Promozionale, che comunica la buona causa al pubblico. Il DBC propriamente detto fornisce una serie di informazioni su tutto quello che un potenziale donatore potrebbe aver bisogno o desiderio di sapere sull organizzazione. 12

13 Nel DBC si trovano le seguenti componenti: 1. Mission: una dichiarazione morale significativa delle esigenze e dei problemi umani e sociali per far fronte ai quali esiste l organizzazione. La mission risponde alla domanda perché esiste l organizzazione? 2. Obiettivi strategici: dichiarazioni generali che definiscono ciò che l associazione si propone di ottenere nel far fronte alle esigenze e ai problemi identificati nella mission. Gli obiettivi strategici rispondono alla domanda che cosa? - che bisogni serve l associazione? 3. Obiettivi operativi: dichiarazione su ciò che l associazione farà per provvedere al raggiungimento degli obiettivi strategici. Questi obiettivi devono essere misurabili, raggiungibili, limitati nel tempo e devono guardare ai risultati. Rispondono alla domanda come in che modo si risolveranno le sfide che si vogliono affrontare? 4. Programmi e servizi: descrizione dettagliata delle modalità secondo cui l organizzazione mette in atto i propri obiettivi operativi, da definirsi in base alle persone coinvolte. 5. Organi di governo: spiega come viene eletto e nominato l organo direttivo, come funziona,come rappresenta la comunità e la popolazione coinvolta nei servizi erogati. 6. Personale: determina la composizione del personale, sia retribuito, sia volontario, per un efficace erogazione dei programmi ed erogazione dei servizi. 7. Strutture o meccanismi di erogazione dei servizi: descrizione dell ambiente fisico e delle procedure usate per realizzare il programma. 8. Finanze: materiali espositivi, numerici e grafici che illustrano chiaramente il modo in cui l organizzazione acquisisce e spende le proprie risorse finanziarie. 9. Pianificazione, sviluppo e valutazione dell organizzazione: descrizione dei processi a lungo e breve termine usati dall organizzazione, con chiara indicazione degli obiettivi futuri. 10. Storia della nascita e della crescita dell associazione: breve descrizione di come e perché l associazione è nata, indicando chi l ha formata e quali sono stati i risultati ottenuti. E bene che il Documento Buona Causa venga scritto da una sola persona che, dopo aver intervistato i fondatori dell associazione, i presidenti, i volontari, i dipendenti e dopo aver raccolto il materiale 13

14 informativo e promozionale distribuito negli anni, sottoporrà al comitato associativo una proposta di DBC. Una volta terminato il DBC verrà personalizzato e aggiornato cogliendo tutte le informazioni che giungeranno dai costituenti dell associazione ovvero da tutti coloro che hanno o prenderanno parte alla vita associativa. Questo documento è utile in quanto fornisce l identità dell associazione. Ad esso attingeranno il copywriter, il grafico, il responsabile marketing, nel momento in cui dovranno preparare il materiale promozionale composto da brochure, proposte di finanziamento rivolte alle fondazioni bancarie o civili, mailing, prospetti di raccolta capitali, comunicati stampa, giornalini delle organizzazioni, newsletter, discorsi e interventi durante convegni e seminari, conversazioni faccia a faccia per conoscere i potenziali donatori e sollecitarli. 5. Quali sono le componenti per un fund raising di successo nelle piccole organizzazioni? Per realizzare una buona raccolta fondi, è necessario che le associazioni tengano determinati accorgimenti nella loro operatività. Per avere successo non devono mancare i seguenti componenti: Documento buona causa: un documento chiaro e stimolante che giustifichi la raccolta fondi; Il fabbisogno: ovvero il fabbisogno del programma quantificato economicamente, che chiarisca le ragioni per cui è necessario il fund raising. In termini profit è il prodotto; Obiettivi: una stima realistica del fabbisogno economico, determinata in base alle finalità che l azione di fund raising si propone di realizzare; Donatori: bisogna individuare i donatori in base alla quantità e qualità delle donazioni necessarie per garantire il successo dell operazione di fund raising; Volontari carismatici: persone impegnati nell attività disponibili a dare tempo, energie e talento per un fund raising produttivo; Le pubbliche relazioni: servono a far conoscere ed accettare l organizzazione che raccoglie fondi; Il tempo e la tempistica: bisogna aver tempo a sufficienza per elaborare e mettere in atto un programma di qualità stabilendo una tempistica realistica tenuto conto delle festività religiose e civili e della 14

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