L impatto del settore trasporti sui cambiamenti climatici ed il ruolo della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile

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1 Direzione Generale Reti infrastrutturali, Logistica e Sistemi di mobilità L impatto del settore trasporti sui cambiamenti climatici ed il ruolo della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile A cura di Paolo Ferrecchi Ferrara, 10 maggio 2007 Dal globale al locale Piani d azione per il clima

2 SOMMARIO Le dimensioni del problema Gli interventi della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile Il ruolo del trasporto pubblico locale e le possibili strategie per il futuro

3 Le dimensioni del problema

4 L incidenza del settore Trasporti sull inquinamento atmosferico Secondo il Rapporto 2006 dell Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i Servizi tecnici (APAT) sulla qualità dell ambiente urbano (che ha preso in esame le emissioni nelle 24 città italiane capoluogo di provincia con popolazione maggiore di abitanti con riferimento agli anni 1995, 2000 e 2003), le emissioni da traffico, insieme a quelle dell industria, sono la principale causa di inquinamento atmosferico. A conferma del forte impatto che la sorgente traffico ha sull inquinamento atmosferico, c è il dato fornito dal Piano Energetico Regionale, approvato nel gennaio 2007, secondo cui il settore dei trasporti rappresenta la terza voce per incidenza sui consumi finali regionali (anno 2003), con una percentuale pari al 30% e con un andamento sempre crescente dal 1990 al 2003.

5 La densità di autovetture e motoveicoli L Emilia-Romagna è una regione fortemente motorizzata, con una densità, nei 13 Comuni maggiori, di circa 622 autovetture ogni mille abitanti residenti (dato 2005), pari a oltre 3 auto ogni 5 abitanti (più di 4 auto ogni 5 patentati). Tale dato conferma la tendenza in Italia, che secondo i dati ACI 2005 e 2006, è il secondo Paese europeo per numero di autovetture per abitante. Anche l indice di densità dei motoveicoli nei 13 comuni maggiori dell emilia-romagna ha subito una forte accelerazione, passando da 75,4 ogni abitanti del 2000 a 103,5 del comuni con pop> ab.(dato medio X 1000 ab.) ,9 625,1 626,3 627,4 622,3 622, ,4 82,9 89,4 95,0 98,4 103, moto/pop per 1000 residenti IC auto/pop per 1000 residenti IC Fonte: Rapporto di monitoraggio Regione Emilia- Romagna 2006

6 Il livello europeo/1 Superamenti annuali di PM 10 Fonte: EuroLifeNET 2006 su dati 2005

7 Il livello europeo/2 Emissioni N0 2

8 Il livello regionale Media annua del PM 10 nelle 10 Città Capoluogo dell Emilia Emilia-Romagna (Andamento anni , 2005, con anticipazioni 2006) La rilevazione della qualità dell aria nell anno 2005 nelle aree urbane della regione Emilia-Romagna registra un discreto miglioramento per quanto riguarda la media annua, mentre permangono livelli di criticità per il numero dei superamenti dei limiti giornalieri µg/mc Piacenza Parma Reggio Emilia Modena Bologna Ferrara Ravenna Forli' Cesena Rimini Media delle Città Fonte: Rapporto di monitoraggio Regione Emilia- Romagna 2006 Nel 2005 la media annuale rilevata nelle città capoluogo è stata di 36,6 µg/mc, confermando la tendenza in diminuzione nell ultimo quinquennio. Secondo i dati provvisori del 2006, tuttavia, la media del PM 10 nelle 10 Città capoluogo è stata di 40 ug/mc, con un aumento dell'8% rispetto a quella dell'anno prima.

9 Gli interventi della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile

10 IL Piano Regionale Integrato dei Trasporti/1 Nel recepire il nuovo quadro dei poteri configurato dalla Legge 15 marzo 1997, n. 59 e successivi L. 127/97, D.L. 422/97 e D.L. 112/98, che hanno investito pesantemente le Regioni di funzioni di alto profilo nella materia del trasporto, la Legge Regionale del 2 ottobre 1998, n. 30 (Disciplina generale del trasporto pubblico regionale e locale) individua il PRIT (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) come il principale strumento di pianificazione dei trasporti della Regione. Al PRIT è attribuito il compito di operare per una mobilità sostenibile e di assicurare a cittadini ed imprese la migliore accessibilità del territorio regionale, promuovendo un sistema integrato di mobilità in cui il trasporto collettivo assolva un ruolo fondamentale. Il quadro strategico ambientale che emerge dal PRIT98 è dunque chiaramente c volto al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell emissione di CO 2 in atmosfera fissati nella Conferenza di Kyoto per l anno 2010 per il nostro paese (-6,5 % in meno rispetto al dato del 1990).

11 IL Piano Regionale Integrato dei Trasporti/2 I principali obiettivi del PRIT sono: massimizzare l efficienza del trasporto locale e la sua integrazione ione con il trasporto ferroviario; massimizzare la capacità del sistema ferroviario di assorbire tutto il traffico possibile delle persone e delle merci; creare le condizioni per l avvio di una concreta politica del trasporto fluviale e fluvio- marittimo per l interscambio delle merci; creare un sistema infrastrutturale fortemente interconnesso,, strutturato come rete di corridoi plurimodali-intermodali intermodali strada, ferrovia, vie navigabili. creare un sistema di infrastrutture stradali altamente gerarchizzato ed organizzare il disegno della rete stradale in modo da aumentarne l efficienza.

12 Il Piano energetico regionale Il Piano energetico regionale (PER), approvato con deliberazione di Giunta n. 6 del 10/1/2007, conferma e rafforza gli obiettivi del PRIT 98, stabilendo gli indirizzi programmatici della politica energetica della Regione al fine di perseguire uno sviluppo sostenibile del sistema energetico regionale. Tra gli obiettivi del PER, infatti, c è: il miglioramento delle prestazioni energetiche ed ambientali dei i trasporti, il riequilibrio modale, la promozione dell intermodalità, una migliore organizzazione qualitativa e quantitativa dell offerta alternativa al trasporto stradale, l innovazione tecnologica nel governo della mobilità, la promozione della ricerca rca applicata e di progetti pilota per la diffusione di mezzi a basse o nulle emissioni ioni inquinanti per il trasporto delle persone e delle merci, l attivazione di accordi con i principali operatori del settore. Le iniziative specifiche dovranno dunque essere indirizzate alla: diffusione di mezzi ad elevata efficienza energetica e ridotte emissioni e inquinanti nei servizi di trasporto pubblico locale; promozione di veicoli privati ad alta efficienza energetica e ridotte emissioni inquinanti in particolare per il trasporto merci locale.

13 La concertazione regionale: gli Accordi sulla qualità dell aria/1 Il 31 Luglio 2006 la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto con le nove Province della regione, i Comuni capoluogo e i Comuni con popolazione superiore a abitanti (in totale oltre 50 Comuni) il V Accordo di Programma sulla qualità dell Aria, al fine di mettere in atto misure dirette alla mitigazione degli episodi di inquinamento atmosferico. Tale accordo è stato elaborato in coerenza e in continuità con le quattro precedenti intese sulla qualità dell aria (sottoscritte il 15/07/2002, il 14/07/2003, l 8/08/2004 e il 3/10/2005) e si avvale dell adesione di Comuni che comprendono le maggiori aree urbane della regione, coinvolgendo oltre 2,3 milioni di abitanti (pari al 60% dell intera popolazione regionale). A fronte delle persistenti criticità riguardanti la qualità dell aria, causate soprattutto dai livelli del PM 10, il quinto Accordo rafforza ed amplia gli impegni delle Istituzioni dell Emilia-Romagna a favore del contenimento dell inquinamento atmosferico, mettendo in campo sia misure di limitazione alla circolazione, sia ulteriori finanziamenti per provvedimenti strutturali.

14 La concertazione regionale: gli Accordi sulla qualità dell aria/2 I provvedimenti da parte dei Sindaci e le misure di limitazione alla circolazione previsti dal V Accordo sulla qualità dell aria Le limitazioni, progressivamente più stringenti dal primo Accordo del 2002 a quello attuale, riguardano: Provvedimenti restrittivi da attivare dal 1/10/2006 al 31/3/2007 Limitazione della circolazione privata nelle aree urbane dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle dei veicoli benzina e diesel precedenti ad Euro 1 e dei veicoli diesel precedenti ad Euro 2, nonché dei ciclomotori e motocicli precedenti ad Euro 1. Ulteriori provvedimenti restrittivi da attivare dal 8/1/2007 al 31/3/2007 Limitazione di tutta la circolazione privata il giovedì dalle 8.30 alle Veicoli esenti dai provvedimenti restrittivi Potranno circolare sempre e liberamente i veicoli elettrici, ibridi, alimentati a gas metano o gpl, le auto condivise e quelle con 3 persone a bordo (o 2 se omologate a 2 posti), i diesel con filtro antiparticolato e i mezzi a benzina euro 4.

15 La concertazione regionale: gli Accordi sulla qualità dell aria/3 I finanziamenti regionali per provvedimenti strutturali Il V Accordo sulla qualità dell aria conferma gli impegni dell Accordo precedente e prevede investimenti regionali per: l adeguamento della rete di monitoraggio della qualità dell aria alle nuove disposizioni comunitarie per 3 milioni di Euro; l installazione di filtri antiparticolato sugli autobus pre Euro (4 milioni di Euro) e avvio di una prima fase di installazione di filtri antiparticolato sui veicoli commerciali (1 milione di Euro); la trasformazione a gas metano e a GPL di almeno autoveicoli, a partire dai pre Euro, per 5 milioni di Euro all anno nel triennio Parallelamente, sta procedendo la realizzazione degli interventi infrastrutturali necessari a favorire il raggiungimento dei livelli di qualità dell aria previsti dalle Direttive dell U.E., ed in coerenza con l approvazione da parte di tutte le Province dei piani e programmi di risanamento e tutela della qualità dell aria previsti dal DLgs n. 351 del 1999.

16 La concertazione regionale: gli Accordi sulla qualità dell aria/4 Pur considerando la concertazione frutto degli Accordi sulla qualità dell aria un esperienza e non un modello, si ritiene che questo strumento: abbia contribuito a far accrescere la consapevolezza di istituzioni e cittadini sui problemi dell inquinamento; abbia creato un importante network di cooperazione tra i diversi attori a livello regionale, con un progressivo ampliamento degli enti coinvolti (la prima intesa sulla qualità dell aria coinvolgeva soltanto i 10 capoluoghi di provincia); abbia contribuito alla parziale riduzione dell impatto della mobilità sull ambiente grazie all imposizione di misure e limiti sempre più stringenti per le tipologie di veicoli in circolazione.

17 La concertazione tra Regioni: il tavolo tecnico padano La concertazione regionale, unita alle azioni di accompagnamento e agli obiettivi di interventi strutturali, non sono però in grado di incidere da soli in maniera significativa sulla riduzione dell inquinamento.per questo si rende necessario un intervento coordinato anche a livello interregionale. Le Regioni Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto, insieme alle Province Autonome di Trento e Bolzano, vista la criticità della situazione climatica che interessa la loro zona, hanno firmato nel 2007 un accordo generale in materia di prevenzione e riduzione dell inquinamento atmosferico ed hanno costituito un gruppo tecnico interregionale per affrontare il problema dello smog su scala di bacino padano. La prima iniziativa comune adottata è stata la partecipazione congiunta alla una giornata di limitazione della circolazione per tutti i mezzi privati, esclusi i veicoli elettrici, a metano e gpl, gli euro 4 a benzina, i veicoli euro 4 diesel dotati di filtro antiparticolato, che si è tenuta il 25 febbraio di quest anno.

18 Il coordinamento degli interventi a livello europeo Accanto alle forme di concertazione previste all interno di ciascun territorio regionale e ai diversi tentativi di collaborazione tra Regioni accomunate dal problema dell inquinamento atmosferico, si ritiene necessaria una condivisione di politiche ed azioni anche a livello europeo, essendo numerose ed estese le aree critiche anche a questo livello. E perciò apprezzabile che nei documenti comunitari ci siano nuovi segnali di maggiore attenzione a favore della mobilità urbana, come nel Libro bianco sui trasporti, rivisto recentemente, che contiene uno specifico paragrafo 4.5 dedicato allo sviluppo della mobilità urbana sostenibile. Tale paragrafo contiene tra l altro l impegno a redigere in tempi molto rapidi uno specifico Libro Verde sull argomento. La Regione Emilia-Romagna è membro di Associazioni europee e partecipa a diverse iniziative e progetti al fine di individuare politiche e promuovere azioni condivise a favore di una mobilità più sostenibile.

19 Gli investimenti della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile/1 La riqualificazione ambientale del parco mezzi dedicato al trasporto pubblico locale La Regione Emilia-Romagna ha stanziato oltre 100 milioni di Euro nei Piani autobus 2002 e 2004 per l acquisto di oltre 900 nuovi mezzi per il trasporto pubblico regionale, di cui 217 sono a metano, 55 a GPL e 28 ibridi, su un totale di circa autobus del parco regionale.

20 Gli investimenti della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile/2 Installazione di filtri FAP per autobus Nel 2002 la Regione Emilia-Romagna ha finanziato l installazione di filtri antiparticolato sugli autobus stanziando Euro per la bonifica di 322 mezzi. Il 5 Agosto 2006 la Giunta regionale ha approvato, con Delibera n. 1167, la ripartizione tra le Aziende di trasporto e l'impegno delle risorse di cui al IV Accordo sulla qualità dell aria (impegno ribadito nell Accordo ), pari ad Euro ,00, per l installazione e la manutenzione triennale dei filtri antiparticolato su 486 autobus del parco regionale.

21 Gli investimenti della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile/3 Gli incentivi diretti ai privati: Filtri FAP per veicoli commerciali Attualmente la normativa italiana non consente di installare e omologare filtri antiparticolato su mezzi commerciali già circolanti. Il Ministero dei Trasporti sta elaborando un provvedimento che a livello nazionale ed europeo risolva il problema. La Regione Emilia-Romagna ha iniziato una sperimentazione con il Comune di Bologna al fine di sperimentare i costi e i benefici dell applicazione della tecnologia di filtri antiparticolato su veicoli commerciali già circolanti, di max 3,5 tonnellate e con alimentazione diesel. Grazie ad un primo finanziamento regionale di 700 mila euro, il Comune di Bologna erogherà incentivi in rapporto ai costi d installazione e di manutenzione del primo triennio, attraverso opportune intese con le organizzazioni di categoria. Le installazioni sui veicoli commerciali inizieranno non appena sarà operativo un apposito decreto ministeriale che consentirà l omologazione di tali dispositivi. Grazie alla disponibilità di circa un altro milione di Euro, l iniziativa potrà essere estesa ad altri Comuni, compresi fra i 13 maggiori.

22 Gli investimenti della Regione Emilia-Romagna a favore della mobilità sostenibile/4 Gli incentivi diretti ai privati: la trasformazione degli autoveicoli da benzina a gpl/metano Nel triennio la Regione Emilia-Romagna ha previsto di erogare incentivi per 15 milioni di Euro per la conversione di veicoli da benzina a metano o GPL a partire dai pre-euro, che rappresenterebbero, al 2008, circa il 9% del parco autoveicoli pre-euro.

23 La mobilità ciclistica e pedonale Nell ambito del sostengo alla mobilità ciclo-pedonale, la Regione Emilia-Romagna è impegnata sia a favore di interventi infrastrutturali (che interessano l ambito urbano, come la sicurezza dei percorsi, l integrazione modale e l accessibilità, ma anche l affiancamento della rete viaria extraurbana), sia a favore di interventi volti a ridurre il fenomeno dell incidentalità stradale. Normativa di riferimento Gli investimenti a favore della mobilità ciclistica N. interventi Quota N. realizzati a novembre finanziamento interventi previsti 2006 regionale Km piste ciclabili L. 366/ Milioni di Euro 209 Accordi di programma e Programmi d'area Milioni di Euro 78,4 Accordi di programma ,5 Milioni di Euro 164 TOTALE ,5 milioni di Euro 451,4

24 La mobilità ciclistica e gli altri interventi a favore della mobilità sostenibile Nell ambito della L.R. 30/92 "Programma di intervento per la sicurezza dei trasporti" nell ultimo decennio la Regione ha predisposto quattro bandi di contributi, rivolti a Province e Comuni, per interventi sulla piattaforma stradale. Gli interventi finanziati hanno riguardato per la maggior parte incroci, percorsi pedonali e ciclabili, e l ultimo di questi bandi, il quarto, era destinato specificatamente alla realizzazione di rotatorie. Anche nell ambito del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, 1 e 2 Programma, sono stati finanziati interventi integrati riguardanti più campi di intervento (tra cui interventi di moderazione del traffico, formazione di aree pedonali, creazione di reti ciclabili) volti tendenzialmente ad azzerare il numero degli incidenti. PROGRAMMI LR 30/92 (4 bando-graduatoria approvata aprile 2003) 1 Programma (luglio 2003). Graduatoria approvata il 9/12/03 2 Programma (luglio 2005) Graduatoria approvata il 30/1/06 N. interventi presentati N. interventi finanziati Importo complessivo interventi finanziati (arrotondato, in euro) , , ,00 Importo complessivo contributi assegnati (arrotondato, in euro) ,00 (contributi regionali) ,00 (contributi regionali derivanti da finanziamento statale) ,00 (contributi regionali derivanti da finanziamento statale)

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