E se ci facessimo aiutare dai ragazzi? Il laboratorio adulto Cantieri diffusi per piccole opere La madre dello yogourt

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "E se ci facessimo aiutare dai ragazzi? Il laboratorio adulto Cantieri diffusi per piccole opere La madre dello yogourt"

Transcript

1 E se ci facessimo aiutare dai ragazzi? Qualche ipotesi sulla relazione tra sperimentazioni e comunicazione dopo l incontro tra il CSN e gli staff regionali del 14 novembre di Franco Lorenzoni Il 14 novembre si è svolto l incontro tra il Comitato Scientifico Nazionale e i rappresentanti di tutti gli staff regionali, province autonome incluse. Nonostante le scarse risorse messe a disposizione quest anno per l accompagnamento delle Indicazioni, divenute legge nel novembre 2012, si è attivato un processo positivo che sta muovendo qualcosa. In tutte le regioni sono stati presentati progetti da parte delle scuole e il fatto che complessivamente siano arrivati agli staff regionali circa il doppio dei progetti finanziabili, dimostra che il bisogno di formazione c è, è significativo, ed in grado di mobilitare energie. Il laboratorio adulto In una fase in cui non ci sono ancora elementi sufficienti per una complessiva analisi qualitativa dei progetti presentati, si possono tuttavia individuare alcuni elementi che ci possono aiutare a riflettere. C è una certa difficoltà, in alcuni casi, a immaginare un processo snello che intrecci tre momenti ritenuti fondamentali: - L attivazione di laboratori tra docenti in piccoli gruppi delle scuole in rete (15-20 insegnanti massimo) su temi che uniscano discipline e sfondi trasversali; - la sperimentazione concreta nelle classi delle ipotesi messe in campo; - una provvisoria ma significativa messa a punto e comunicazione dei risultati di queste esperienze pilota, che qualcuno ha chiamato microsperimentazioni. Organizzare questo tipo di processo vuol dire sperimentare fattivamente come si lavora in un laboratorio adulto, cioè come si costruisce un luogo in cui, in piccolo gruppo, degli insegnanti si confrontino tra loro, condividano memorie, competenze ed esperienze didattiche, si mettano in gioco con gli altri e progettino, sostenuti da un tutor interno od esterno, un attività o azione educativa che sia innovativa, eppure praticabile nelle condizioni date, che spesso sono assai difficili. Cantieri diffusi per piccole opere In sede di Comitato Scientifico Nazionale abbiamo discusso a lungo su quali modalità di formazione promuovere e ci è parso importante fare di necessità virtù, ed utilizzare gli scarsi mezzi a disposizione per un lavoro di qualità, che coinvolga il primo anno poco meno di un decimo degli insegnanti, ma si proponga di allargare il cerchio della sperimentazione nel tempo. I percorsi di formazione praticati in precedenza, nelle diverse regioni, sono stati assai differenti ed è dunque naturale che gli staff regionali, nella loro autonomia, in alcuni casi abbiano scelto modalità diverse, ampliando ad esempio il numero di scuole coinvolte in ciascuna rete. Mi sembra tuttavia che sia stata accolta, complessivamente, l idea di promuovere attività sperimentali puntuali, da realizzare in piccoli gruppi. Abbiamo parlato di cantieri dell innovazione, e quella che andiamo ad intraprendere non si configura come un unica grande opera quanto, piuttosto, un insieme di piccole opere diverse, diffuse in tutto il territorio. Si tratta, infatti, di un processo di accompagnamento e manutenzione, e la manutenzione non può che essere locale, puntuale, concreta e in continuo divenire, come ha sottolineato in diverse occasioni il coordinatore del CSN Italo Fiorin. Una sorta di sviluppo prossimale della qualità dell insegnamento, che parta dalle condizioni reali e abbia al centro la didattica quotidiana, come ha sostenuto nel suo intervento il sottosegretario Marco Rossi Doria. La madre dello yogourt Il breve processo che sta per partire quest anno, della durata di circa 5 mesi, dovrà dunque necessariamente proseguire nei prossimi anni, approfondendo la ricerca nelle scuole che l hanno iniziata, ampliandosi ad altre scuole e coinvolgendo un numero sempre maggiore di insegnanti. Già al termine di questo primo ciclo di sperimentazioni, dovremo comunque cercare modalità efficaci per 1

2 comunicare agli altri insegnanti ciò che si è fatto, in modo che questa piccola azione, laddove apparirà significativa, possa agire come madre dello yogourt. Per conquistare l attenzione di colleghi più restii a mettersi in gioco, nelle scuole coinvolte sarebbe bello cominciasse a circolare la notizia (non sbandierata, ma sussurrata con convinzione) che cambiare la didattica è possibile! Ancora meglio sarebbe poter dire: E possibile, venite a vedere. A questo proposito mi è tornata in mente un esperienza che ritengo esemplare e che mi sembra potrebbe esserci utile tener presente, per ragionare sulla relazione tra lo sperimentare e il comunicare. Le esposizioni matematiche di Emma Castelnuovo in Niger Emma Castelnuovo, che è stata la più radicale innovatrice di didattica della matematica nel nostro paese e che il prossimo 12 dicembre compirà 100 anni e verrà giustamente festeggiata, ricevendo il Premio della Fondazione Nesi al Ministero, ha impiegato tutta la sua lunga e operosissima vita per trasformare l insegnamento della matematica. Una volta in pensione, accolse l invito di andare a tenere dei corsi di formazione in Niger. Arrivata in quel paese, si rese subito conto che i programmi, mutuati dalla tradizione francese, presentavano la matematica in modi diametralmente opposti a tutto ciò che aveva scoperto e sperimentato nella sua lunga ricerca didattica. Con un colpo di genio Emma, ribaltando le consuetudini della cooperazione, invece di lavorare con docenti, dirigenti ed ispettori, chiese di poter operare direttamente in classe. In poche settimane di intensissimo lavoro organizzò un esposizione matematica in cui i ragazzi africani erano protagonisti. La sua battaglia contro una matematica presentata in modo così astratto da schiacciare le intelligenze portò quel gruppo di studenti ad insegnare ai loro docenti un modo di imparare che partiva dall osservazione attenta della realtà, dalle esperienze vissute e, soprattutto, esaltava le loro capacità di capire, spiegare e comunicare, perché partiva dalla fiducia che i ragazzi avevano conquistato nella propria intelligenza. Partiva dal loro diritto di apprendere a partire da sé e per se stessi. Per formarci, perché non chiedere aiuto ai ragazzi? Mi è tornata in mente questa storia perché il ribaltamento di ottica attuato in Niger da Emma Castelnuovo rivela una straordinaria sapienza pedagogica. Se le strade appaiono chiuse, per troppa lontananza tra le nostre aspettative di innovazione e la realtà delle scuole, perché non allearsi anche in questa occasione con i ragazzi? Perché non cercare l aiuto dei bambini? Insegnanti e dirigenti scolastici si trovano spesso in situazioni di grandissima difficoltà. Ci sono timidi segnali di cambiamento di rotta rispetto agli anni dei tagli sconsiderati, che hanno fatto arretrare le condizioni e i contesti di insegnamento, soprattutto nella scuola che si chiamava elementare, ma i Fondi di Istituto continuano ad essere ridotti, senza sapere per tempo di quanto. E questo, lo scorso anno, ha minato alla base la possibilità di programmare la gestione dei pochi fondi a disposizione delle scuole dell autonomia. Il tutto in un clima culturale del paese in cui la cultura, la ricerca e la qualità della scuola sono all ultimo posto nell attenzione pubblica. Il che naturalmente aumenta la solitudine di molti insegnanti, che si sentono continuamente sotto attacco. Le Indicazioni puntano molto in alto quando affermano che La scuola realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi per il successo scolastico di tutti gli studenti, con particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, disabilità, svantaggio. Basterebbe questa frase per comprendere l enorme lavoro che c è da fare perché queste non restino parole, ma siano la base del lavoro concreto e quotidiano di tutti noi insegnanti. Evitare che la differenza si trasformi in diseguaglianza, infatti, non è un compito facile per nessuno di noi che opera nella scuola. Di fronte alla situazione di grande difficoltà in cui tutti ci troviamo, mi piacerebbe pensare che l occasione che ci offrono queste misure di accompagnamento aiutino gli insegnanti più motivati ad attuare esperienze che ridiano energia e dignità al loro lavoro. In questo percorso, in cui molti hanno notato che finalmente la didattica è tornata al centro dell attenzione, un aiuto lo potremmo chiedere proprio ai bambini e ragazzi con cui lavoriamo, alla maniera di Emma Castelnuovo. Da qui viene un ipotesi che desidero condividere. Se il percorso di formazione attivato proseguirà nei prossimi anni, come auspichiamo e dobbiamo mobilitarci perché accada, perché non immaginare di organizzare momenti pubblici di socializzazione? Momenti aperti agli altri insegnanti e ragazzi della scuola e poi, in seguito, aperti alla comunità? 2

3 Alcuni gruppi di bambini o ragazzi delle classi che hanno sperimentato e toccato con mano elementi di innovazione, dopo un tempo di sperimentazione che può essere di uno, due o tre anni, potrebbero organizzare in prima persona, insieme ai loro insegnanti, alcune giornate pedagogiche in cui coinvolgere compagni, altri insegnati e magari anche i genitori, per mostrare e condividere alcuni elementi del percorso innovativo che hanno sperimentato. Curricoli verticali e condivisione di esperienze Su suggerimento di Emma Castelnuovo partecipai anni fa alla settimana pedagogica dell école Decroly di Bruxelles, dove lei sostiene di avere imparato tanto. In quelle giornate intense, nel mese di maggio, bambini e ragazzi mettevano in mostra un frammento delle ricerche vissute, chiamando gli altri allievi e tutti gli insegnanti della scuola a partecipare e condividere esperienze portate da diverse classi, dalla scuola dell infanzia alle superiori. Mi è tornata in mente quell esperienza perché moltissimi progetti presentati dalle scuole si propongono di approfondire il tema del curricolo verticale. Ora, perché l elaborazione dei curricoli verticali da parte delle scuole non si limiti ad una costruzione formale e riesca ad abbattere i muri che ancora separano grandemente il fare didattico nei diversi gradi di istruzione, penso sarebbe utile trovare momenti in cui si realizzi un incontro diretto, in situazione, tra insegnanti delle superiori e maestre e maestri della primaria e della scuola dell infanzia. Il problema della documentazione delle esperienze è vasto, complesso e va approfondito. Il rischio di essere costretti a mettere in mostra, a dare più spazio all apparenza che alla sostanza, ha lambito le scuole dell autonomia e non credo vada alimentato. Viviamo in un tempo in cui la superficialità e regna sovrana e, piuttosto che con Maria Montessori e il suo aiutami a fare da solo - ricordato da Paolo Mazzoli - a noi tocca confrontarci con la pedagogia di Maria De Filippi, regina sovrana nell immaginario formativo di moltissimi ragazzi e non solo. Personalmente sono convinto che in un mestiere sostanzialmente artigiano come il nostro, il corpo a corpo, la cooperazione e la condivisione di esperienze costituiscano un ingrediente indispensabile per la crescita di ciascun insegnante. Dalle giornate di Bruxelles tornai con l impressione di avere vissuto un momento di formazione molto intenso, in cui ragazzi e bambini erano stati protagonisti consapevoli dei percorsi illustrati e gli insegnanti coinvolti avevano avuto la possibilità di pescare, da quel mare di suggestioni, spunti e suggerimenti nuovi per la loro didattica. Questo tipo di scambi talvolta si realizzano anche nelle nostre scuole, ma che credo dovremmo invitare a praticarle di più nei nostri Istituti Comprensivi, intrecciando competenze diverse, come non si stanca di ricordare Giancarlo Cerini. Nell incontro nazionale molti hanno concordato che, per procedere nell innovazione, è importante attivare i laboratori e le sperimentazioni previste nelle misure di accompagnamento e, al tempo stesso, continuare a promuovere attività di informazione rivolte a tutti. Se i laboratori adulti e la ricerca sul campo con bambini e ragazzi produrranno spunti didattici interessanti, spuntini che mettano appetito, perché non immaginare di presentare dal vivo a tutti i docenti delle scuole qualcosa di ciò che si è sperimentato nelle classi? La diffusione del desiderio di ricerca Paolo Mazzoli ha proposto di raccogliere immagini, brevi video e registrazioni che testimonino i percorsi di alcune esperienze, da diffondere sul web. E un suggerimento da accogliere, certamente interessante, ma perché non prevedere anche forme di comunicazione più prossime e dirette? Come dopo l invenzione del cinema c è chi ha continuato a fare teatro e nonostante la diffusione delle auto c è chi ama ancora camminare a piedi, penso sia importante mantenere vive, accanto alle comunicazioni digitali anche altre forme di comunicazione. Quando il percorso e gli argomenti affrontati lo permettono, perché non azzardare un coinvolgimento diretto di tutti gli insegnanti della scuola, che per alcune ore si trasformino in spettatori partecipi e attenti delle piccole sperimentazioni attuate, presentate direttamente dagli allievi? Vedere bambini e ragazzi motivati illustrare un momento significativo di apprendimento e di scoperta ha un grande valore educativo per docenti e genitori. Può emozionare e porre questioni. Ancor più interessante potrebbe essere utilizzare quest occasione per rimescolare un po le carte. Per gli insegnanti di scuola secondaria può essere particolarmente interessante osservare dinamiche, comportamenti e modalità di apprendimento sperimentate e mostrate dai bambini della scuola 3

4 dell infanzia o della primaria, così come per insegnanti della scuola dell infanzia e della primaria può essere istruttivo assistere alla presentazione di un percorso didattico sperimentato da ragazzi di 12 o 13 anni. Dobbiamo costruire uno sfondo e un immaginario, negli Istituti Comprensivi, in cui il nostro lavoro si possa intendere come una sorta di staffetta, in cui tutti noi docenti ci dobbiamo aiutare, gli uni con gli altri, per lavorare al meglio con i nostri allievi, dai 3 ai 14 anni, per tentare di raggiungere gli assai impegnativi traguardi che le Indicazioni prescrivono. E allora, per comporre non solo a parole il curricolo verticale, farsi reciprocamente visita in momenti significativi, forse ci potrebbe aiutare a costruire una lingua e un sentire comuni. Un modo concreto di accrescere e intrecciare competenze disciplinari e trasversali Nelle esposizioni matematiche di Emma Castelnuovo, a cui facevo riferimento, sono presenti alcuni elementi che potrebbero darci suggerimenti importanti riguardo alle ricerche che stiamo attivando e, soprattutto, riguardo ai modi di comunicarle all esterno. Nelle esposizioni, infatti: - I ragazzi sono protagonisti consapevoli dei loro processi di apprendimento, tanto da costruire un percorso in cui altri sono invitati a partecipare e ad imparare. - I ragazzi lavorano insieme, divisi in piccoli gruppi, per realizzare un esposizione i cui risultati devono essere efficaci. Tendono dunque naturalmente a far sì che ciascuno di loro dia il meglio di sé, valorizzando le differenti capacità dei singoli (chi è capace di costruire con abilità un modello in legno, chi sa disegnare bene, chi sa sintetizzare e dare un ordine ai contenuti, chi è capace di comporre un cartellone, chi è in grado di coordinare il lavoro ). Alla fine tutti saranno chiamati ad esporre e dunque è interesse e cura del gruppo che tutti imparino ad esprimersi e a comunicare nel modo più chiaro possibile. - L intreccio tra discipline si realizza a diversi livelli. Nei contenuti, perché una legge matematica, ad esempio, si può rintracciare in diverse opere dell uomo o in natura (posso riconoscere la parabola che ho costruito sul piano cartesiano nella curva che tiene su un ponte o utilizzare l iperbole per comprendere le relazione inversa che spiega la capillarità). Ma c è un altro tipo di intreccio che i ragazzi praticano senza neppure accorgersene, perché se preparo una presentazione sto lavorando sul linguaggio e se realizzo una costruzione o un cartellone sto intrecciando la disciplina che è al centro dell esposizione con tecnologia e arte e immagine. - Ci sono poi numerose competenze sociali che si attivano in pratiche di questo tipo, perché la forte motivazione e il fatto di dovere preparare insieme qualcosa di importante e di bello, facilita la partecipazione di tutti e può sostenere una concreta pratica inclusiva. - Si realizza infine una trasparente autovalutazione, individuale e di gruppo, perché se siamo chiamati a costruire un prodotto e una presentazione pubblica, la motivazione alla riuscita porta tutti a monitorare, passo passo, l efficacia del processo. Momenti significativi di scambio che alimentano la costruzione della comunità docente Ogni comunità ha bisogno, per essere tale, di momenti significativi di incontro e di scambio. Giancarlo Cerini, per descrivere il processo di innovazione che stiamo mettendo in atto, ha evocato i suoni di una ballata popolare. Riprendendo questa immagine, mi piacerebbe pensare che negli anni, piano piano, si possa diffondere la pratica di giornate pedagogiche, intese come feste dell innovazione didattica. Momenti in cui le scuole sospendono temporaneamente il loro lavoro feriale, mettono in comunicazione i diversi gradi di istruzione, si aprono al territorio, e bambini e ragazzi mostrano e condividono alcuni frammenti dei percorsi sperimentati, dando dignità, bellezza e profondità alle ricerche realizzate. Gli ambienti di apprendimento si costruiscono anche curando l immaginario che circonda il nostro operare. Se i bambini o i ragazzi hanno occasioni pubbliche (non pubblicitarie) in cui sono davvero protagonisti di una comunicazione preparata nel corso di un lungo processo, questo momento corale di apertura può aiutare a dare senso ai processi di apprendimento e può divenire uno dei momenti di riflessione sul nostro operare complessivo come scuola. Naturalmente non tutto ciò che si vive in classe può essere mostrato e probabilmente le trasformazioni più profonde e sottili è bene che restino protette, ma preparare qualcosa per altri mi sembra un esperienza interessante, che può stimolare noi insegnanti ad aprirci al confronto. 4

5 La scuola salvata dai ragazzini Personalmente ho un piccolo sogno: che nelle scuole si realizzino di tanto in tanto momenti aperti di costruzione culturale capaci di rompere steccati. Momenti che nel tempo dovrebbe avere l ambizione a divenire così vitali e significativi da competere, sul piano simbolico, al peso che hanno assunto, nelle scuole, le date in cui bambini e ragazzi sono sottoposti alle prove Invalsi. Non tutte le classi, non sempre, ma sarebbe bello che ogni anno in molte scuole, nella tarda primavera, gruppi di insegnanti preparassero un dono da offrire all intera comunità, quando ritengono che le esperienze vissute in classe sono interessanti, significative e comunicabili. L occasione delle microsperimentazioni, che centinaia di scuole in tutto il paese cominceranno a sperimentare contemporaneamente dal 2014, potrebbe offrirci una bella occasione per ragionare intorno ai nodi della comunicazione interna ai nostri Istituti, provando ad immaginare situazioni in cui bambini e ragazzi siano protagonisti attivi e consapevoli non solo dei processi di apprendimento, ma anche della loro comunicazione. Riescano a mostrare cioè, a se stessi prima di tutto, la qualità del lavoro svolto, che è tale solo quando si realizza un profondo intreccio tra i contenuti studiati e le loro idee, i loro modi di operare e la loro irriducibile vitalità, che una scuola troppo anziana a volte guarda con esagerata diffidenza. Allora, parafrasando la grande Elsa Morante, potremmo davvero immaginare una scuola salvata dai ragazzini. 5

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

Come verifico l acquisizione dei contenuti essenziali della mia disciplina

Come verifico l acquisizione dei contenuti essenziali della mia disciplina Riflessione didattica e valutazione Il questionario è stato somministrato a 187 docenti di italiano e matematica delle classi prime e seconde e docenti di alcuni Consigli di Classe delle 37 scuole che

Dettagli

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione 10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione LA MAPPA Il RAV non è solo prove Invalsi, ci sono molte altre cose da guardare in una scuola: i processi organizzativi, la didattica, le relazioni, ecc.

Dettagli

all'italia serve una buona scuola,

all'italia serve una buona scuola, all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale.

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola IC n 5 L.Coletti Progetto GREEN SCHOOL Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola GREEN SCHOOL Principio fondante del Progetto GREEN SCHOOL..Coniugare conoscenza, ambiente, comportamenti nell

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Come faccio esercitare l acquisizione dei contenuti della mia disciplina

Come faccio esercitare l acquisizione dei contenuti della mia disciplina Riflessione didattica e valutazione Il questionario è stato somministrato a 6 formatori dei CFP di cui 47 del CIOFS FP e 6 del CNOS - FAP Dall analisi dei dati emerge che l 8 % dei formatori conosce abbastanza

Dettagli

dall introduzione dell Assessore Luppi

dall introduzione dell Assessore Luppi Presenti: Giulia Luppi Assessore alla scuola Alessandra Caprari pedagogista Maurizia Cocconi insegnante Scuola Primaria De Amicis Giuliana Bizzarri insegnante Scuola d infanzia A.D Este Tondelli Rita insegnante

Dettagli

Facciamo scuola consapevolmente

Facciamo scuola consapevolmente SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO Progettazione e realizzazione di laboratori sull educazione al Consumo consapevole - Anno scolastico 2011/2012 BANDO 2011 ATTENZIONE La scheda progettuale, divisa in una parte

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

La Carta di Montecatini

La Carta di Montecatini La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005.

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

PIANO A.S. 2015/2016

PIANO A.S. 2015/2016 Direzione Didattica Statale 1 Circolo De Amicis Acquaviva delle Fonti (BA) BAEE03600L@ISTRUZIONE.IT - BAEE03600L@PEC.ISTRUZIONE.IT www.deamicis.gov.it PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA A.S. 2015/2016 Prendete

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA Progetto in rete degli Istituti Comprensivi di: Fumane, Negrar, Peri, Pescantina, S. Ambrogio di Valpolicella, S. Pietro in Cariano. Circolo Didattico

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri MPI - USP di Padova Comune di Padova Settore Servizi Scolastici Centro D.A.R.I. Una scuola per tutti Percorso di formazione per docenti Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri I parte a cura

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

"Ogni persona, indipendentemente dal grado di. disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare

Ogni persona, indipendentemente dal grado di. disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare "Ogni persona, indipendentemente dal grado di disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare mediante la comunicazione le condizioni della sua vita". Questo è l'incipit della Carta dei Diritti della

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio

Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio Scuola aperta 2015 Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio alla scoperta dell Asilo di Follina... l Asilo di Follina: LINEE PEDAGOGICO EDUCATIVE IL PROGETTO EDUCATIVO DIDATTICO. Il curricolo della scuola

Dettagli

CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ)

CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ) CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ) La musica è l'armonia dell'anima Alessandro Baricco, Castelli di rabbia Premessa L insegnamento di uno strumento musicale nella

Dettagli

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA L epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla velocità e dall informazione, vede limitate le nostre capacità previsionali. Non siamo più in grado

Dettagli

Istituto Comprensivo Statale Viale Liguria

Istituto Comprensivo Statale Viale Liguria Istituto Comprensivo Statale Viale Liguria Ufficio di Segreteria: Viale Liguria Rozzano (MI) Tel. 02 57501074 Fax. 028255740 e-mail: segreteria@medialuinifalcone.it sito: www.icsliguriarozzano.gov.it Recapiti

Dettagli

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ALCUNI DATI L Istituto Trento 5 comprende 3 scuole primarie e 2 scuole secondarie di I grado. Il numero totale di alunni

Dettagli

La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici. Laura Mengoni

La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici. Laura Mengoni La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici Laura Mengoni Milano, 24 febbraio 2011 Seminario di formazione per i dirigenti scolastici sui temi della

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it

Dettagli

LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE

LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE Volume VIII manuali campi volontariato Il fare e il dire di Legambiente nei campi Dal 1991 ad oggi sono stati oltre 3.000 i campi di volontariato che Legambiente

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Il Problem-Based Learning dalla pratica alla teoria

Il Problem-Based Learning dalla pratica alla teoria Il Problem-Based Learning dalla pratica alla teoria Il Problem-based learning (apprendimento basato su un problema) è un metodo di insegnamento in cui un problema costituisce il punto di inizio del processo

Dettagli

Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati. nell A.S. 2008 2009

Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati. nell A.S. 2008 2009 Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati nell A.S. 2008 2009 Presentazione a cura di Roberta Michelini Casalpusterlengo, 8 gennaio 2010 http://www.invalsi.it/esamidistato0809/

Dettagli

INCONTRI e LABORATORI INTERCULTURALI per l anno scolastico 2011-12. Un Mondo Di Feste

INCONTRI e LABORATORI INTERCULTURALI per l anno scolastico 2011-12. Un Mondo Di Feste INCONTRI e LABORATORI INTERCULTURALI per l anno scolastico 2011-12 Un Mondo Di Feste Proposta di progetto e preventivo economico a cura dell Area Intercultura della Cooperativa Sociale Apriti Sesamo. 1

Dettagli

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia Nel mondo ci sono 150 milioni di Italici: sono i cittadini italiani d origine, gli immigrati di prima e seconda generazione, i nuovi e vecchi emigrati e i loro discendenti,

Dettagli

RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1

RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1 UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ISTITUTO COMPRENSIVO C. LEVI MANIACE RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1 AUTOANALISI D ISTITUTO Anno scolastico 2012/2013 RELAZIONE In data

Dettagli

AUTOVALUTAZIONE: RISULTATI DEI QUESTIONARI GENITORI-ALUNNI ALUNNI- DOCENTI. COMMISSIONE AUTOVALUTAZIONE Catalani-Ginesi

AUTOVALUTAZIONE: RISULTATI DEI QUESTIONARI GENITORI-ALUNNI ALUNNI- DOCENTI. COMMISSIONE AUTOVALUTAZIONE Catalani-Ginesi Ministero della Pubblica Istruzione Istituto Comprensivo Statale C. Carminati Via Dante, 4-2115 Lonate Pozzolo (Va) AUTOVALUTAZIONE: RISULTATI DEI QUESTIONARI GENITORI-ALUNNI ALUNNI- DOCENTI COMMISSIONE

Dettagli

NOI CON GLI ALTRI CAMERUN

NOI CON GLI ALTRI CAMERUN NOI CON GLI ALTRI CAMERUN Solidarietà e cooperazione come valori fondanti per le nuove generazioni Promosso da: Fondazione Un cuore si scioglie onlus, in collaborazione con la Regione Toscana e Mèta cooperativa

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime -

Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime - Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime - Progetto Continuità" Scuola dell Infanzia - Scuola Primaria 2010-11 11 Anno Scolastico 2010 Funzioni Strumentali A. Rubino Scuola Infanzia P. Stramonio Scuola

Dettagli

l'?~/?: /;/UI,"lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ";1

l'?~/?: /;/UI,lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ;1 MIUR - Ministero dell'istruzione dell'untversùà e della Ricerca AOODGPER - Direzione Generale Personale della Scuola REGISTRO UFFICIALE Prot. n. 0006768-27/0212015 - USCITA g/~)/rir. (" J7rti///Nt4Ik0"i

Dettagli

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Per la quarta annualità ho ricoperto il ruolo di Responsabile del Piano dell'offerta Formativa e dell Autovalutazione di

Dettagli

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola...

Dettagli

ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO

ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO Prof. PAOLO SECLÌ Docente di Attività motoria per l età evolutiva

Dettagli

Progetto Educazione al Benessere. Per star bene con sé e con gli altri. Progetto di Circolo

Progetto Educazione al Benessere. Per star bene con sé e con gli altri. Progetto di Circolo DIREZIONE DIDATTICA 3 Circolo di Carpi Progetto Educazione al Benessere Per star bene con sé e con gli altri Progetto di Circolo Anno scolastico 2004/2005 Per star bene con sé e con gli altri Premessa

Dettagli

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it

Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it Anno Scolastico 2010-2011 Email: icsauro@yahoo.it Fratelli Grimm La Scuola

Dettagli

Conferenza di servizio presso il Ministero della Pubblica Istruzione Roma 21 giugno

Conferenza di servizio presso il Ministero della Pubblica Istruzione Roma 21 giugno Conferenza di servizio presso il Ministero della Pubblica Istruzione Roma 21 giugno Dialoghi tra scuole d Europa: esperienze e curricola a confronto Scuola media Manzoni Lucarelli di Bari - Carbonara 21

Dettagli

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~(c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i(' qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~

Dettagli

Elaborazione grafica dei dati desunti dai questionari di valutazione -FASE FINALE-

Elaborazione grafica dei dati desunti dai questionari di valutazione -FASE FINALE- 13 ISTITUTO COMPRENSIVO "Albino LUCIANI" RIONE GAZZI FUCILE - 98147 MESSINA (ME) Codice Fiscale 80007440839 - Codice Meccanografico MEIC86100G Telefono 090687511 - Fax 090680598 - E-Mail: meic86100g@istruzione.it

Dettagli

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N.

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N. FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2 ULSS n.1 Belluno Autori: PERSONALE AZIENDA ULSS N. 1 BELLUNO: Dr.ssa Mel Rosanna Dirigente medico SISP (Dipartimento

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria SCHEDA PROGETTO (ex art. 9 CCNL 2006-2009) Dati identificativi dell'istituto Nome scuola/tipologia Scuola

Dettagli

Comunicazioni ai genitori Indicazioni sul nuovo modello

Comunicazioni ai genitori Indicazioni sul nuovo modello Ufficio delle scuole comunali Collegio degli ispettori Comunicazioni ai genitori Indicazioni sul nuovo modello Bellinzona, dicembre 2010 Comunicazioni ai genitori Indicazioni sul nuovo modello Comunicazioni

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

Francesca CAPRA Teresina MAFFIOLETTI BAIMA

Francesca CAPRA Teresina MAFFIOLETTI BAIMA I.C. CORIO SCUOLA PRIMARIA C.A.Anglesio di ROCCA CANAVESE Progetto di lettura Francesca CAPRA Teresina MAFFIOLETTI BAIMA CLASSE SECONDA PERCHè UN PROGETTO DI SPERI MENTAZI ONE Gruppo di lavoro I.N. CURRICOLO

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

Rileggere oggi Lettera a una professoressa. Una lente attraverso cui esaminare la nostra scuola e capire se è cambiata e quanto vale.

Rileggere oggi Lettera a una professoressa. Una lente attraverso cui esaminare la nostra scuola e capire se è cambiata e quanto vale. Rileggere oggi Lettera a una professoressa Una lente attraverso cui esaminare la nostra scuola e capire se è cambiata e quanto vale. 1. Lettera a una professoressa Lettera a una professoressa è un libro

Dettagli

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara PROMECO Progettazione e intervento per la prevenzione Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara Aprile 2006 Premessa Punti di forza, obiettivi raggiunti Elementi su cui

Dettagli

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5 Competenza: partecipare e interagire con gli altri in diverse situazioni comunicative Scuola Infanzia : 3 anni Obiettivi di *Esprime e comunica agli altri emozioni, sentimenti, pensieri attraverso il linguaggio

Dettagli

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni A.S. 2011/2012 Giulia Tavellin Via Palesella 3/a 37053 Cerea (Verona) giulia.tavellin@tiscali.it cell. 349/2845085

Dettagli

Istituto Comprensivo di Pero a.s. 2014-2015 COMPLET@MENTE. Progetto di sperimentazione delle Indicazioni Nazionali- Scienze Tecnologia

Istituto Comprensivo di Pero a.s. 2014-2015 COMPLET@MENTE. Progetto di sperimentazione delle Indicazioni Nazionali- Scienze Tecnologia Istituto Comprensivo di Pero a.s. 2014-2015 COMPLET@MENTE Progetto di sperimentazione delle Indicazioni Nazionali- Scienze Tecnologia Nella prima parte dell anno scolastico 2014-2015 alcune classi del

Dettagli

ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO. (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3)

ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO. (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3) ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3) 1 INDICE Premessa 1. Azioni per il passaggio al nuovo ordinamento 1.1.Rendere riconoscibile

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL

Dettagli

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, TEATRO LA DIDATTICA DEL FARE 1 BISOGNI Sulla scorta delle numerose riflessioni che da parecchi anni aleggiano sulla realtà

Dettagli

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 INDICE Le tante facce della documentazione Pag.3 Il progetto per lo sviluppo e l apprendimento

Dettagli

La nostra scuola è da sempre caratterizzata da un ambiente sereno nel quale si svolge con profitto l attività scolastica

La nostra scuola è da sempre caratterizzata da un ambiente sereno nel quale si svolge con profitto l attività scolastica SCUOLA MEDIA ANNA FRANK di GRAFFIGNANA Via del Comune 26813 Graffignana (LO) tel. 037188966 Sezione staccata dell ISTITUTO COMPRENSIVO DI BORGHETTO LODIGIANO Via Garibaldi,90 26812 Borghetto Lodigiano

Dettagli

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria Adriana Volpato P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria 19 Dicembre 2011 STRUMENTO didattico educativo individua gli strumenti fa emergere il vero alunno solo con DIAGNOSI consegnata si redige

Dettagli

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI ISTITUTI PROFESSIONALI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO (d.p.r. 15 marzo 2010, n. 87, articolo 8, comma 6) 1 INDICE Premessa 1. Azioni per il passaggio al nuovo ordinamento 1.1.Rendere

Dettagli

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1- All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr AUTOVALUTAZIONE D ISTITUTO Report Progetto ERGO VALUTO SUM PON Valutazione e miglioramento (Codice 1-3-FSE-2009-3) Anno Scolastico 2012-2013 Relatore

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA Albert Sabin C.so Vercelli,157 10153 tel. 011\2426534 fax 011\ 2462435 Codice Fiscale 80093750018 e-mail TOEEO5600D@ istruzione.

DIREZIONE DIDATTICA Albert Sabin C.so Vercelli,157 10153 tel. 011\2426534 fax 011\ 2462435 Codice Fiscale 80093750018 e-mail TOEEO5600D@ istruzione. RELAZIONE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AL CONTO CONSUNTIVO 2013 La presente relazione illustra l andamento della gestione dell istituzione scolastica e i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi programmati

Dettagli

Codice univoco Ufficio per fatturazione elettronica: UFNGS6

Codice univoco Ufficio per fatturazione elettronica: UFNGS6 54 Distretto Scolastico ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE AD INDIRIZZO MUSICALE De Amicis Baccelli di Sarno (Sa) Sede Legale: Corso G. Amendola, 82 - C.M.: SAIC8BB008 - C.F.:94065840657 E mail:saic8bb008@istruzione.it

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la "Buona Scuola" di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti

La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la Buona Scuola di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la "Buona Scuola" di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti Genesi Principi Finalità Metodologia e didattica Apertura

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI In questa lezione ci siamo collegati via Skype con la Professoressa Paola Begotti, docente di lingua italiana per stranieri dell Università Ca Foscari di Venezia che ci ha parlato delle motivazioni che

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli