VALUTAZIONI IGIENICO- SANITARIE SULL UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEI LIQUAMI ZOOTECNICI FERTIRRIGAZIONE = GESTIONE LIQUAMI ZOOTECNICI

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1 VALUTAZIONI IGIENICO- SANITARIE SULL UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEI LIQUAMI ZOOTECNICI FERTIRRIGAZIONE = GESTIONE LIQUAMI ZOOTECNICI

2 L OBIETTIVO DELLE AZIENDE ZOOTECNICHE DOVRA ESSERE GESTIRE E NON SMALTIRE

3 BISOGNA CONOSCERE L INTERO CICLO DI VITA DI UN PRODOTTO

4 LA FERTIRRIGAZIONE E LA FASE FINALE DEL CICLO DI GESTIONE DEGLI EFFLUENTI ZOOTECNICI IN AGRICOLTURA

5 CICLO DEI REFLUI PRIMA FASE E LA FASE INGEGNERISTICA CHE PARTE DALLA PROGETTAZIONE DELLE STRUTTURE, NELLA QUALE DEVE ESSERE CONSIDERATA:

6 LA TIPOLOGIA DELL ALLEVAMENTO LA TIPOLOGIA DELLE STRUTTURE I REQUISITI STRUTTURALI E TECNOLOGICI IL PIANO DI SPANDIMENTO

7 TIPOLOGIE DI ALLEVAMENTO: - ALLEVAMENTO DI ANIMALI DI BASSA CORTE - ALLEVAMENTI DI TIPO INTENSIVO - ALLEVAMENTI A STABULAZIONE FISSA - ALLEVAMENTI A STABULAZIONE LIBERA - ALLEVAMENTI DI TIPO ESTENSIVO : a) BRADO b) SEMIBRADO

8 TIPOLOGIA DELLE STRUTTURE: CAPANNONI PER ALLEVAMENTI INTENSIVI STALLA CHIUSA STALLA APERTA CON ZONE DI ALIMENTAZIONE E RIPOSO SEPARATE STALLA APERTA CON ZONE DI ALIMENTAZIONE E DI RIPOSO CONTIGUE STALLA CON BOX INTERNI CON PAVIMENTAZIONE FESSURATA STALLA CON BOX INTERNI CON LETTIERA PERMANENTE STALLE CON POSTE SINGOLE

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14 REQUISITI STRUTTURALI E TECNOLOGICI CARATTERISTICHE DEI MATERIALI DI COSTRUZIONE SISTEMI DI RICAMBIO ARIA SISTEMI DI RACCOLTA E STOCCAGGIO LETAME E LIQUAMI DIMENSIONI E GEOMETRIA DEI CONTENITORI SISTEMI DI REGIMAZIONE DELLE ACQUE PIOVANE SITEMI DI SEPARAZIONE DEI LIQUIDI DAI SOLIDI SISTEMI IDRICI DI ABBEVERATA E DI PULIZIA DELLE STALLE SISTEMI ED ATTREZZATURE PER IL PRELIEVO DEI REFLUI E MODALITA DI SPANDIMENTO PROVVEDIMENTI PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI ODORIGENE

15 PIANO DI SPANDIMENTO ( VALUTAZIONE AGRONOMICA ) AREE DI SPANDIMENTO TIPI DI COLTURE QUANTITATIVI DI APPLICAZIONE PER ETTARO

16 SARANNO LE DIVERSE ESIGENZE AZIENDALI A CONDIZIONARE LE SOLUZIONI PROGETTUALI PER CIO CHE RIGUARDA I REQUISITI STRUTTURALI, IMPIANTISTICI E GESTIONALI

17 SECONDA FASE: APPROVAZIONE DEI PROGETTI CON IL RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE A COSTRUIRE

18 COMPETENZE DEL SERVIZIO SANITARIO: ART.220 DEL T.U.LL.SS. APPROVATO CON R.D. N.1265/1934 REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI D.P.R. N.380 DEL ( T.U. DELL EDILIZIA )

19 ITER PROCEDURALE PRATICHE EDILIZIE I PROGETTI VENGONO TRASMESSI AL SERVIZIO D IGIENE E SANITA PUBLICA DAL SUAP ( SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE )

20 IL SERVIZIO VALUTA: INFRASTRUTTURE AGRICOLE ( QUALORA NON INDIVIDUATA NEL COSTRUZIONI IN RELAZIONE ALLA TIPOLOGIA E DENSITA DEGLI 1. LA DESTINAZIONE URBANISTICA DELL AREA PREVISTA DAL P.R.G. IN VIGORE NEL COMUNE INTERESSATO; 2. IL RISPETTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO, D IGIENE E DI POLIZIA RURALE LOCALI; 3. IL RISPETTO DELLE NORME EDILIZIE PER IL TERRITORIO AGRICOLO, APPROVATE CON L. R. N.13 DELL 8 MARZO 1990; 4. L AREA DI EDIFICAZIONE DELL ALLEVAMENTO E DELLE P.R.G. COMUNALE 5. L INQUADRAMENTO AZIENDALE ( INQUADRAMENTO GIURIDICO ). 6. LA STRUTTURA GEOLOGICA DEI TERRENI; 7. LE NORMATIVE NAZIONALI E REGIONALI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL INQUINAMENTO 8. LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI E DIMENSIONALI DELLE ANIMALI ALLEVATI

21 9. I VENTI PREDOMINANTI NELLA ZONA; 10. I PARAMETRI ILLUMINOTECNICI E DI VENTILAZIONE NATURALI E/O ARTIFICIALI 11. LA TECNOLOGIA DI ALLEVAMENTO; 12. LE MODALITA DI STOCCAGGIO E PROTEZIONE DEGLI ALIMENTI E DEI MANGIMI DESTINATI AGLI ANIMALI ALLEVATI; 13. LE PROCEDURE DI DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE

22 14. LE SOLUZIONI TECNICHE E GESTIONALI PREDISPOSTE PER EVITARE LE EMISSIONI ODORIGENE 15. L ISOLAMENTO DALL UMIDITA ED EVENTUALE ISOLAMENTO TERMICO E ACUSTICO; 16. IL SISTEMA DI APPROVVIGIONAMENTO IDRICO E REGIMAZIONE DELLE ACQUE PIOVANE; 17. LA COLLOCAZIONE, DIMENSIONAMENTO E CARATTERISTICHE STRUTTURALI E DIMENSIONALI DEGLI IMPIANTI DI STOCCAGGIO

23 IL PARERE VIENE ESPRESSO PREVIA ACQUISIZIONE DEL PARERE DEGLI ALTRI SERVIZI DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE INTERESSATI -SERVIZIO IGIENE DEGLI ALLEVAMENTI; -SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO; -SERVIZIO IGIENE DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE ( SE INTERESSATO ), E QUINDI INVIATO AL S.U.A.P. O RITIRATO DIRETTAMENTE DAL TECNICO PROGETTISTA O DAL COMMITTENTE NEI CASI IN CUI LO SPORTELLO UNICO NON SIA STATO ATTIVATO.

24 TERZA FASE UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEI REFLUI ZOOTECNICI ( LETAME E LIQUAMI ) DALLO STOCCAGGIO ALLO SPANDIMENTO

25 STOCCARE CORRETTAMENTE TALI REFLUI SIGNIFICA ANCHE: -MIGLIORARNE LE QUALITA FERTILIZZANTI E LE CARATTERISTICHE PER LO SPANDIMENTO. -CONTROLLARNE E STIMARNE LE QUANTITA PER ELABORARE IL CALENDARIO DEGLI SPANDIMENTI. PER QUESTO E INDISPENSABILE UN LORO ACCUMULO IN CONTENITORI, A DISPOSIZIONE DELL AZIENDA

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29 CALCOLO DEL VOLUME DEI CONTENITORI E LORO CARATTERISTICHE: NORMALMENTE VENGONO PROGETTATI DISTINGUENDO LA CONCIMAIA DAL POZZETTO PER LE URINE E COLATICCIO. NELLA PROVINCIA DI PESARO-URBINO SI FA ANCORA RIFERIMENTO AL DECRETO PREFETTIZIO LORE DEL 1954 IN TALE DECRETO VENIVA FISSATA PER LA LETAMAIA UNA SUPERFICIE MINIMA DI 5 Mq PER CAPO GROSSO ED UNA VASCA PER LIQUAMI DI CAPACITA PARI A Hl 10 ( 1 Mc )

30 OGGI, APPARE PIU CORRETTO UN CALCOLO DELLE DIMENSIONI CHE TENGA CONTO: DELLA CONSISTENZA DEGLI ANIMALI ALLEVATI, DEL TIPO DI STABULAZIONE DELLA QUANTITA E QUALITA DEGLI ALIMENTI SOMMINISTRATI DEI CONSUMI IDRICI DELLE MODALITA DI PULIZIA ( A SECCO O CON ACQUA )

31 NEL PIANO REGIONALE DI TUTELA DELLE ACQUE, APPROVATO CON DELIBERAZIONE N.302 DEL , SI STABILISCE CHE: L APPLICAZIONE AGRONOMICA DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTO E SOGGETTA A COMUNICAZIONE DA EFFETTUARE ENTRO TRENTA GIORNI PRIMA DELL INIZIO DI TALE ATTIVITA ALLE AUTORITA COMPETENTI CHE NEL MEDESIMO TERMINE POSSONO DARE LE OPPORTUNE PRESCRIZIONI IN ATTESA CHE CON DECRETO ATTUATIVO DELL ART.38 DEL D.Lgs.152/ 99 VENGANO STABILITE: 1.LE MODALITA PER LA COMUNICAZIONE; 2.I CRITERI PER IL CONTROLLO; 3.LE NORME TECNICHE.

32 CON DELIBERAZIONE REGIONALE N. 302 DEL 29 FEBBRAIO 2000 VENGONO STABILITE LE MODALITA DI SPANDIMENTO CON PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE: LO SPANDIMENTO DEI LIQUAMI DOVRA ESSERE EFFETTUATO IN MODO DA ASSICURARE UNA SUA IDONEA DISPERSIONE, SENZA PROVOCARE LA DIFFUSIONE DI AEROSOL ED EVITANDO OGNI FENOMENO DI RUSCELLAMENTO ALL ATTO DELLA SOMMINISTRAZIONE, MEDIANTE ADOZIONE DI ADEGUATE TECNICHE DI DISTRIBUZIONE IN RELAZIONE ALLE SISTEMAZIONI IDRAULICO-AGRARIE IN ESSERE; LO SPANDIMENTO E CONSENTITO NEI SUOLI PRIVI DI SISTEMAZIONI IDRAULICO-AGRARIE ATTE AD EVITARE FENOMENI DI RUSCELLAMENTO A CONDIZIONE CHE L AUTORITA COMPETENTE DETTI PRESCIZIONI SPECIFICHE PER EVITARE TALI RISCHI, E COMUNQUE PER PENDENZE INFERIORI AL 15%;

33 LO SPANDIMENTO DI LIQUAME E VIETATO: 1. SUL SUOLO INNEVATO, GELATO O SATURO D ACQUA; 2. NEL PERIODO TEMPORALE COMPRESO TRA IL 15 DICEMBRE E IL 28 FEBBRAIO DI OGNI ANNO; 3. SUI SUOLI A COLTIVAZIONE ORTICOLA IN ATTO, I CUI RACCOLTI SIANO DESTINATI AD ESSERE CONSUMATI CRUDI DA PARTE DELL UOMO.

34 INOLTRE, DEVONO ESSERE RISPETTATE: LA DISTANZA MINIMA DI 10 m. DALLA SPONDA DEI CORSI D ACQUA (D. LGS. 152/99 E S.M.I.) LA DISTANZA DI 80 m. DAI CENTRI ABITATI E STRADE STATALI E PROVINCIALI (DELIBERA CITAI (Comitato Interministeriale per la Tutela delle Acque dall Inquinamento) del 04 FEBBRAIO 1977).

35 AGGIUNGEREI: INDIVIDUARE I TERRENI CHE SI TROVINO NELLO STATO MIGLIORE PER ACCETTARE I LIQUAMI E PRATICABILI FISICAMENTE CON I MEZZI DI DISTRIBUZIONE PER EVITARE LA COSTIPAZIONE DEL TERRENO; UTILIZZARE SISTEMI DI DISTRIBUZIONE A MINOR IMPATTO AMBIENTALE, IN FUNZIONE DELLA TIPOLOGIA DEI REFLUI ZOOTECNICI; RISPETTARE I QUANTITATIVI DI N/Ha/ANNO PREVISTI DALLA TABELLA 6 DEL D.L.gs 152/99 E SUCC. MOD. E INT. INTERRARE I REFLUI CONTESTUALMENTE ALLA DISTRIBUZIONE O ENTRO POCHE ORE; EVITARE LO SPANDIMENTO: SU STRADE, SENTIERI E SU SUPERFICI DI DRENAGGIO NELLE SUPERFICI NON INTERESSATE DALLA ATTIVITA AGRICOLA; NELLE AREE BOSCHIVE ( ESCLUSE LE COLTURE LEGNOSE A RAPIDO ACCRESCIMENTO ); NELLE AREE DI CAVA SE NON RIPRISTINATE ALL USO AGRICOLO.

36 IL TRASPORTO FATTO SALVO IL RISPETTO DEL CODICE STRADALE, IL TRASPORTO DEVE ESSERE EFFETTUATO CON IDONEI CONTENITORI A TENUTA STAGNA O RESA TALE E COPERTI, NELLE PRIME ORE DEL MATTINO E PERCORRENDO POSSIBILMENTE LA STRADA PIU BREVE E MENO TRAFFICATA, EVITANDO IL PASSAGGIO NEI NUCLEI ABITATI

37 TECNICHE PER LO SPARGIMENTO DEI LIQUAMI: SPANDIMENTO SUPERFICIALE DEL LIQUAME CANNONE IRRIGATORE PER LUNGHE GITTATE SPANDIMENTO SUL SUOLO A STRISCE SPANDIMENTO CON INIEZIONE NEL SUOLO ALLE DIVERSE PROFONDITA IRRIGAZIONE PER SCORRIMENTO SUPERFICIALE ALCUNI DISPOSITIVI, ALIMENTATI AD ALTA PRESSIONE POSSONO PROVOCARE LA FORMAZIONE DI AEROSOL E IL CONSEGUENTE RISCHIO DI VEICOLAZIONE DI MICRORGANISMI.

38 INVECE, LO SPANDIMENTO DEI LETAMI PALABILI VIENE FATTO CON SPANDILETAME O MANUALMENTE

39 RIFERIMENTI NORMATIVI RELATIVI ALLA GESTIONE DEI LIQUAMI

40 TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE, APPROVATO CON R.D. 27 LUGLIO 1934, N.1265 ART 216: CHIUNQUE INTENDA ATTIVARE UNA FABBRICA O MANIFATTURA COMPRESA NELL ELENCO DELLE INDUSTRIE INSALUBRI DI PRIMA O DI SECONDA CLASSE, ALLEGATE AL D.M , DEVE QUINDICI GIORNI PRIMA DARNE AVVISO PER ISCRITTO AL SINDACO, IL QUALE, QUANDO LO RITENGANECESSARIO NELL INTERESSE DELLA SALUTE PUBBLICA, PUO VIETARNE L ATTIVAZIONE O SUBORDINARLA A DETERMINATE CAUTELE ART 233: LE STALLE RURALI PER BOVINI ED EQUINI, ADIBITE A Più DI DUE CAPI ADULTI, DEBBONO ESSERE DOTATE DI UNA CONCIMAIA, ATTA AD EVITARE DISPERDIMENTO DI LIQUIDI, AVENTE PLATEA IMPERMIABILE ART.234: LE DIMENSIONI MINIME, IN RAPPORTO AL NUMERO MEDIO ANNUO DEI CAPI RICOVERATI NELLA STALLA E TUTTE LE ALTRE CARATTERISTICHE DELLE CONCIMAIE, SONO PRESCRITTE, TENENDO CONTO DELLA NATURA DEI TERRENI, DELLA DURATA DI DIMORA DEL BESTIAME NELLA STALLA E DI OGNI ALTRA CONTIGENZA LOCALE, CON DECREETO DEL PREFETTO, SENTITO IL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL ECONOMIA CORPORATIVA (336)

41 NORME GENERALI PER L IGIENE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: POSTI DI LAVORO E DI PASSAGGIO VIE DI CIRCOLAZIONE, VIE DI FUGA E DI USCITA DI EMERGENZA SERVIZI IGIENICI,DOCCE E SPOGLIATOI IMPIANTI ELETTRICI, DI RISCALDAMENTO ECC., CONNESSI E/O AUSILIARI MATERIALI DI INTONACO PAVIMENTI E SCALE ALTEZZE, ILLUMINAZIONE, AERAZIONE E VENTILAZIONE ARTIFICIALE PROTEZIONE DA SCARICHE ATMOSFERICHE

42 DIRETTIVA NITRATI ( DIRETTIVA CEE 91/676 DEL ) PER LE ZONE DA CONSIDERARE VULNERABILI ALL INQUINAMENTO DA NITRATI PROVENIENTI DA FONTI AGRICOLE, PREVEDE: UN QUANTITATIVO ANNUO DI EFFLUENTE ZOOTECNICO MASSIMO DI 340 Kg / N/ ETTARO PER LE AREE NON VULNERABILI 170 Kg / N/ ETTARO, PER LE AREE VULNERABILI (CORRISPONDENTE AI 40 E 20quintali/ peso vivo DI BESTIAME, RELATIVAMENTE ALLA SPECIE BOVINI ED EQUINI (TAB.6 DEL D.Lgs. 152/99 E SMI)

43 CODICE DI BUONA PRASSI AGRICOLA, APPROVATO CON D.M. DEL 19 APRILE 1999 DECRETO LEGISLATIVO , N.152. DISPOSIZIONI SULLA TUTELA DELLE ACQUE DALL INQUINAMENTO E RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 91/676/CEE RELATIVA ALLA PROTEZIONE DELLE ACQUE DALL INQUINAMENTO PROVOCATO DA NITRATI PROVENIENTI DA FONTI AGRICOLE DECRETO LEGISLATIVO , N.258. DISPOSIZIONI CORRETTIVE ED INTEGRATIVE DEL D.Lgs. 152/99

44 DECRETO LEGISLATIVO 152 DEL ART.21 VINCOLA LA DESTINAZIONE D USO DELLA ZONA DI RISPETTO, CHE DEVE AVERE UN ESTENSIONE DI ALMENO 200 METRI DI RAGGIO RISPETTO AL PUNTO DI CAPTAZIONE (SALVO DIVERSE DISPOSIZIONI REGIONALI ) E IMPONE: a) IL DIVIETO DI PASCOLO E DI STABULAZIONE DI BESTIAME CHE ECCEDA I 170 Kg/ETTARO DI AZOTO PRESENTE NEGLI EFFLUENTI; b) DISPERSIONE DI FANGHI ED ACQUE REFLUE, ANCHE SE DEPURATI; c) ACCUMULO DI CONCIMI, FERTILIZZANTI CHIMICI O PESTICIDI

45 DECRETO LEGISLATIVO 152/99 L ART.28, 1 COMMA, - STABILISCE CHE TUTTI GL SCARICHI DEVONO RISPETTARE I VALORI LIMITE D EMISSIONE STABILIT IN FUNZIONE DEGLI OBIETTIVI DI QUALITA DEI CORP IDRICI. (LE INIZIATIVE VANNO RIVOLTE ALLA CONOSCENZA DELLA QUALITA DE CORPI IDRICI RICETTORI PER LE FINALITA CUI SONO DESTINATI) L ART.38 - PREVEDE CHE L UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTO E SOGGETTA A COMUNICAZIONE ALL AUTORITA COMPETENTE. DELIBERA DEL COMITATO INTERMINISTERIALE DEL

46 L. R. N. 33/98 INDIVIDUA IL COMUNE COME ENTE COMPETENTE ALLA IRROGAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME CONTENUTE NEL D.L.gs. 152/99. ART.5 DELLA LEGGE REGIONALE N. 23 DEL 06 NOVEMBRE 2002 AFFIDA AI COMUNI LA COMPETENZA PER LA RICEZIONE ED IL CONTROLLO DELLE COMUNICAZIONI PER L UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTI

47 CONCLUSIONI NORMALMENTE LA PEGGIORE SITUAZIONE IGIENICO- SANITARIA CHE SI RISCONTRA IN UN ALLEVAMENTO E DETERMINATA DALL ASSENZADI IDONEA LETAMAIA

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50 LA SECONDA PEGGIOR SITUAZIONE E DETERMINATA DA UNA CATTIVA GESTIONE DELLA STESSA.

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53 E OPPORTUNO FAR CONOSCERE A CHI OPERA DIRETTAMENTE SUL CAMPO, QUALI SONO I BENEFICI AGRONOMICI DEI REFLUI ZOOTECNICI PER EVITARE CHE VENGANO CONSIDERATI UN GROSSO PROBLEMA E NON UNA RISORSA

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