L emancipazione femminile nella storia contemporanea Parità, genere - specie: dal movimento delle suffragettes a Luce Irigaray

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1 Liceo scientifico statale G. Aselli A.S , Classe IV-G Storia e Filosofia - insegnante prof. Marco Paolo Allegri L emancipazione femminile nella storia contemporanea Parità, genere - specie: dal movimento delle suffragettes a Luce Irigaray Contributi di: Alice Bartoletti, Alice Borghi, Noemi Olivieri, Valentina Pasquali.

2 Alice Bartoletti IL FEMMINISMO Sommario: Premessa e primo Contesto storico (I) La condizione femminile nel tardo Le suffragette Prima metà del Contesto storico (II) L estensione del diritto di voto Simone Weil Dopoguerra italiano Contesto storico (III) Emancipazione femminile in Italia Reazione Anni Contesto storico (IV) Una nuova generazione di donne Il 68 e le donne Anni Contesto storico (V) Le proteste femministe Progressi in campo legislativo Oggi Contesto storico (VI) La donna oggi Cosa resta del femminismo?...11 PREMESSA A partire dalla seconda metà dell ottocento la nascita del movimento femminista cambia radicalmente la figura della donna nel mondo. La parificazione dei diritti tra uomo e donna, come attraverso l acquisizione del diritto di voto, sta alla base delle proteste femministe. Per

3 comprenderne a fondo le ragioni dobbiamo analizzare con precisione il periodo storico e la composizione della società nei paesi industrializzati dalla seconda rivoluzione industriale ad oggi. Per oltre un secolo milioni di donne si sono battute per i propri diritti, ma la strada verso la completa parità tra i sessi è ancora lunga e faticosa E PRIMO Contesto storico (I) Negli ultimi decenni del secolo XIX lo sviluppo industriale raggiunge la sua piena maturità tecnologica, tanto che si parla di «seconda rivoluzione industriale», l era dell acciaio, del petrolio, dell elettricità, caratterizzata dalla concentrazione dei capitali e della produzione. Gli effetti più rilevanti di questa profonda trasformazione si riscontrano in Inghilterra, il paese industrialmente più progredito, ove si verifica un impressionante migrazione di manodopera dalle campagne, sempre più in miseria, verso i grandi centri urbani. L espansione del capitalismo e l ingigantirsi della produzione determinano la crescita impetuosa del proletariato industriale. Una moltitudine di uomini, donne e bambini viene sottoposta ai ritmi spossanti delle fabbriche. Le conseguenze di tutto sono il prematuro logoramento del fisico, che rende inabile al lavoro la maggior parte dei lavoratori già verso i quarant'anni, pochi si mantengono abili fino a quarantacinque, quasi nessuno arriva a cinquanta. 1.2 La condizione femminile nel tardo Nel caso delle donne il duro lavoro in fabbrica si aggiunge alla cura della casa e della famiglia. Le condizioni delle lavoratrici sono disperate: sul fisico femminile il lavoro troppo prolungato porta gravi deformazioni, le operaie delle fabbriche partoriscono con maggiore difficoltà delle altre donne, come viene osservato da parecchie levatrici ed ostetriche, e quando sono incinte continuano a lavorare in fabbrica fino al momento del parto, poiché se cessassero di lavorare troppo presto rischierebbero di essere licenziate La concezione della femminilità è altrettanto ristretta nei ceti medio - alti. Il massimo a cui una ragazza di buona famiglia possa aspirare è il matrimonio. Nell ideale collettivo predomina la concezione di donna della borghesia come «angelo del focolare», moglie ubbidiente e madre esemplare, in altri termini «regina della casa». Al di là dell orizzonte domestico l unico sovrano è l uomo. Per una donna della società medio - alta è pressoché impossibile costruirsi una carriera e raggiungere la stabilità economica, una donna che lavora è fonte di disonore per l intera famiglia La possibilità di mantenersi autonomamente o ricevere una completa istruzione è loro preclusa, ne conseguono la totale dipendenza dal marito e l esclusione dalla gestione del patrimonio familiare. In sostanza ad una donna non venivano riconosciute la piena responsabilità sulla propria persona e la facoltà di compiere scelte, di disporre dei propri beni e di eleggere rappresentanti in parlamento. Per tutte queste ragioni il diritto di voto diventa per migliaia di donne una ragione per cui lottare con tutte le forze, nella speranza di ottenere in futuro libertà sempre maggiori.

4 1.2 Le suffragette Il desiderio di votare accomuna donne di diverse estrazioni sociali. Nascono le organizzazioni suffragiste, attive nella propaganda con appelli, marce e manifestazioni. Il femminismo dilaga in tutto il mondo occidentale ed è sorprendente per l epoca; la questione del suffragio femminile acquista una grande visibilità, tanto che dei parlamentari liberal-democratici inglesi propongono un disegno di legge in proposito Il rigetto della proposta di legge porta all inasprimento delle proteste da parte delle suffragette. Queste attuano di frequente gesti dimostrativi, come incatenarsi alle ringhiere, interrompere comizi e incendiare le cassette postali. Gli atti di insubordinazione continuano anche dopo l arresto con lo sciopero della fame, al quale il governo conservatore reagisce con l alimentazione forzata nelle carceri. Ciò nonostante il movimento femminista ottenne i primi successi effettivi solo dopo la prima guerra mondiale. 2 PRIMA META DEL Contesto storico (II) Le conseguenze sociali, politiche, economiche e psicologiche portate dalla guerra si spingono oltre i danni da essa inferti alle persone e ai beni. Si tratta di un radicale mutamento nel sistema di vita. Il meccanismo delicato della produzione e degli scambi è instabile; il governo assume il diretto controllo delle imprese sia per rifornire l esercito di uomini e materiali, sia per provvedere al sostentamento del paese. In ogni nazione coinvolta nel conflitto emerge il bisogno di accrescere la produzione industriale; è necessaria una stretta collaborazione con gli operai, per cui si accresce il loro peso politico e quello dei loro sindacati. La richiesta di uomini al fronte porta al massiccio impiego di manodopera femminile nelle fabbriche, tutto ciò permette di compiere passi decisivi ai movimenti femministi per il riconoscimento della parità dei sessi. Le lavoratrici svolgono mansioni nelle quali non erano mai state impiegate prima di allora. «Se le donne occupate nelle fabbriche smettessero di lavorare per venti minuti la Francia perderebbe la guerra» Joffre, generale francese 2.2 L estensione del diritto di voto Durante la guerra molte donne hanno dato prova alle nazioni di appartenenza di non essere una categoria debole, ma parte integrante della cittadinanza. Esse hanno sostenuto la propria patria rimpiazzando il ruolo maschile in molti ambiti, come nelle fabbriche e negli uffici. In Inghilterra nel 1918, con l approvazione del Representation of the people act, il diritto di voto viene esteso alle donne con più di trent anni di età. Le prime elezioni a suffragio universale femminile avvengono nel Raggiunsero il loro obbiettivo anche le suffragette di altri paesi: la Nuova Zelanda per prima nel 1893, gli Stati Uniti nel 1920 e la Germania nel In Francia e in Italia l affermazione della donna nella società come individuo è più lenta; il diritto di voto è esteso alle donne rispettivamente nel 1945 e nel 1946.

5 2.3 Simone Weil Tra la fine dell 800 e i primi anni del secolo successivo nascono sindacati e unioni di volontari con lo scopo di rivendicare i propri diritti. Tra queste associazioni figurano le suffragette a sostegno dell uguaglianza tra i sessi. Le organizzazioni di stampo socialista più popolari sorgono dal proletariato urbano e danno vita al movimento operaio. La qualità della vita dei ceti meno abbienti è notevolmente migliorata rispetto ai primi anni della rivoluzione industriale, tuttavia le condizioni lavorative sono ancora disumane La filosofa Simone Weil dedica gran parte della sua vita a fare luce sull alienazione e sulle condizioni di sfruttamento che affliggono in tutta l Europa la grande massa operaia. Per osservare da vicino la realtà dei lavoratori visita una miniera e si fa assumere in una fabbrica. La Weil si sofferma sui rapporti tra pensiero e azione, totalmente assenti durante il lavoro alla catena di montaggio. «(Marx) sembra aver voluto ordinare i modi di produzione in funzione del rendimento e non in funzione dei rapporti tra il pensiero e l azione. In altre parole, il più importante fattore di cambiamento storico è dato dall ampiezza della comprensione che ogni individuo possiede della rete di rapporti materiali e umani che lo contornano. Tanto maggiore ne è il grado, tanto più adeguata ai suoi fini di libertà sarà l azione conseguente...» Critica a Marx di Simone Weil - M.Zani Invito al pensiero di Simone Weil La relazione che sussiste tra pensiero e azione è alla base dell utopia di Simone Weil. Nella società ideale non ci sono abusi né contrasti tra chi sta al vertice (pensiero) e chi esegue (azione), dal momento che c è una piena comprensione tra i due ruoli Simone Weil non ha mai fatto professione di femminismo; è schierata dalla parte degli oppressi, a prescindere dal sesso. Il suo pensiero è libero: trae ispirazione dai grandi filosofi dell antichità, ma sempre guardando al futuro, senza rimpiangere i tempi andati. 3 DOPOGUERRA ITALIANO 3.1 Contesto storico (III) Il processo di emancipazione femminile nel secondo dopoguerra varia da nazione a nazione, a seconda della mentalità, del tipo di società o del grado di sviluppo. In Italia come negli altri paesi le donne devono raccogliere tutte le loro forze per farsi strada verso un futuro libero. La seconda guerra mondiale è finita, le elezioni del 2 giugno 1946 chiamano gli italiani a scegliere tra la monarchia e la repubblica e sanciscono per l Italia stremata l inizio di un nuovo emozionante periodo storico, ricco di fermenti e di speranze. Le donne italiane votano per la prima volta il 2 giugno; è giunto il momento della scelta individuale, un momento di forte affermazione dei loro diritti. Se, in generale, l emancipazione femminile si rivelerà un lungo processo ricco di battute d arresto, tuttavia i leader politici dei più importanti partiti italiani, Palmiro Togliatti e Alcide de Gasperi, a capo rispettivamente del PCI e della DC capiscono l importanza della presenza femminile nella società. Presenza che aveva segnato anche la Resistenza italiana del 1943 contro i nazi-

6 fascisti: le donne avevano impugnato i fucili senza esitare, avevano curato i soldati, e sostituito nelle fabbriche i mariti che erano al fronte. Da La storia siamo noi 3.1 Emancipazione femminile in Italia Le donne riescono finalmente ad affermare la propria forte personalità, capiscono di poter lavorare come un uomo e, soprattutto, di avere dei diritti. I partiti investono sulla partecipazione femminile alla politica italiana: tra i 365 deputati del primo governo, 21 sono donne. «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» Articolo 3 della Costituzione italiana L ideale di donna come moglie e madre viene superato, e non si può più tornare indietro Il mondo del lavoro si apre in maniera definitiva all altro sesso. L impiego di manodopera femminile nelle fabbriche, nei campi e nelle risaie è vasto, inoltre aumentano le assunzioni negli uffici. Purtroppo la sempre maggiore presenza di donne nell ambito lavorativo va di pari passo con le loro condizioni di sfruttamento. I turni di lavoro raggiungono anche le 15 ore al giorno e i salari sono in media la metà di quelli che spetterebbero ad un uomo. Sempre più donne, specialmente delle classi meno agiate, rivestono un duplice ruolo, quello di casalinga e quello di lavoratrice. Nei paesi con un forte senso della famiglia come l Italia gli aiuti dei servizi sociali sono scarsi, ne consegue che il doppio lavoro limita la libertà della donna-lavoratrice. Nonostante tutto il lavoro ha aperto la strada verso l emancipazione femminile. Ormai il cammino delle donne è segnato: vogliono decidere da sole il proprio destino In diversi paesi nascono associazioni, spesso affiliate ai partiti di sinistra, con il compito di promuovere l emancipazione e di tutelare i progressi già compiuti nel campo della parità tra i sessi. In Italia è molto attiva l Unione Donne Italiane (UDI). 3.3 Reazione Le ragazze hanno conquistato il diritto di voto, lavorano e hanno uno stipendio. Le nuove tendenze dagli Stati Uniti permettono loro di condurre uno stile di vita più libero e indipendente, tuttavia la possibilità per una donna di autodeterminarsi non convince gli uomini dalla mentalità più retriva. La concezione patriarcale della famiglia è ancora fortemente radicata nella società, in maniera particolare negli strati più poveri della popolazione, dove l ignoranza regna sovrana, e in quelli più agiati, nei quali il marito è abbastanza ricco per mantenere la moglie I mezzi di comunicazione monopolizzano il modo di pensare della popolazione mediante pubblicità e censure. Che la donna debba essere prima di tutto moglie e madre lo afferma papa Pio XII, che indica nella Sacra Famiglia un modello di santità per la famiglia italiana e che essa deve realizzarsi adempiendo ai suoi doveri di casalinga. La Chiesa invita le ragazze alla purezza e alla castità. In Italia il partito Democrazia Cristiana punta sulla donna come pilastro della casa e la mette alla base di una campagna di risanamento morale della famiglia Oltre che a relegare il genere femminile alle faccende domestiche e alla cura dei figli, alcuni uomini sostengono addirittura l inferiorità biologica dell altro sesso. Affermano che la donna è maggiormente vulnerabile, che ha un organismo molto più sensibile, più fragile, e che non è in grado di giudicare equamente perché è lunatica.

7 3.3.4 L Italia non è ancora un paese moderno sotto molti aspetti. Al progresso, al boom economico è affiancata una società è vecchia e autoritaria, la stessa in cui le donne faticano ad emergere. 4 ANNI Contesto storico (IV) Sul finire degli anni 60 assistiamo in tutti i continenti alla rivolta rabbiosa e dissacratoria di grandi masse di giovani studenti che denunciano il controllo delle elites sulla scuola e, più in generale, sulla società. Le organizzazioni studentesche pianificano manifestazioni ed indicono scioperi ai quali aderiscono milioni di lavoratori. Il culmine viene raggiunto nel I movimenti del 68 costituiscono la presa di coscienza della crisi in cui versavano i paesi nell era tardo-capitalistica ed esprime l esigenza di mutamenti radicali. Il movimento femminista, innestatosi sulle proteste universitarie e operaie, riprende vigore. 4.2 Una nuova generazione di donne La rinascita del femminismo inizia da piccoli gruppi di donne che si ritrovano nelle case e discutono apertamente dei loro problemi e delle loro paure. Per la prima volta le ragazze raccontano sé stesse, ascoltano le storie delle altre, fanno cioè autocoscienza. Il discorso verte su vari temi: la sessualità, le loro insoddisfazioni, le proprie aspirazioni, il rapporto con il marito, il desiderio di essere sé stesse in quanto donne L autocoscienza costituisce un momento di profonda riflessione sull importanza di essere donna. Fa riflettere una frase di Simone De Beauvoir: «Se la sua funzione di femmina non basta a definire la donna, se ci rifiutiamo anche di spiegarla con l eterno femminino... dobbiamo ben porci la domanda: che cos è una donna?» S. De Beauvoir Il secondo sesso, 1949 La nuova generazione di ragazze sente il bisogno di emergere, di farsi sentire, prendono le distanze dalle loro madri e dal modello famigliare obsoleto in cui sono imprigionate. 4.3 Il 68 e le donne Scoppiano le proteste e tra i manifestanti ci sono molte ragazze. La maggior parte di esse studia o sta facendo carriera, segno che i tempi sono cambiati: sempre più giovani hanno accesso alle scuole e alle università. La maggiore diffusione della cultura e della scolarizzazione tra le donne ha dato un nuovo impulso alla lotta per l emancipazione I movimenti del 68 dimostrano al mondo intero che è possibile rivoluzionare la società per avvicinarla ad un ideale condiviso. Le proteste studentesche segnano una svolta nella storia contemporanea, mutano i rapporti personali tra gli individui, ma non cambiano le relazioni tra i sessi I risultati dei movimenti del 68 influenzano positivamente le sempre più numerose associazioni femministe: è possibile sovvertire i ruoli sessuali così come è già successo in precedenza alla società? Trascinate dal forte entusiasmo, le donne scendono nelle piazze a manifestare la loro indignazione verso una mentalità ancora sessista e retriva. Il centro delle proteste è per la prima volta la donna. Le ragazze intuiscono che qualcosa non funziona a livello dell identità sessuale femminile. Il dominio di un sesso sull altro è il frutto dell associazione della

8 maternità all attività sessuale della donna. Alla base della discriminazione delle donne sta la differenza tra maschi e femmine, non solo biologica, ma anche di rapporti con la famiglia e la vita. Si chiedono perciò se esista una sessualità femminile a prescindere dal ruolo di madre. Partendo dalla sfera privata della vita, le femministe scuotono l intero ordine sociale e la politica. 5 ANNI Contesto storico (V) Gli ultimi anni Settanta sono quelli caratterizzati dall esplosione del fenomeno del terrorismo nero e rosso, che insanguina tutta l Italia,gli anni di piombo, appunto. Qual è il ruolo delle donne in quel periodo storico? Quale il loro rapporto con la politica? Spiega il sociologo Franco Ferrarotti: Negli anni di piombo diventa più importante la possibilità di sognare e non bastano più pane e lavoro, ci vogliono pane e rose Proprio negli stadi più avanzati della società emergono bisogni spirituali profondi, bisogni dell immaginario, bisogni di vivere pienamente. Il desiderio di una società diversa, di un cambiamento radicale dei modi di vita attraversa i primi anni Settanta. Alle donne non basta più essere uguali agli uomini. Da La storia siamo noi 5.2 Le proteste femministe Dagli Stati Uniti alla Francia, dall Inghilterra all Italia, le donne alzano la voce: «Io sono mia!» «Donna è bello!» «Donne, riprendiamoci il nostro corpo!». Il femminismo investe l occidente come un uragano. Milioni di ragazze sono pronte a combattere per la propria identità, armate solo di speranza per un futuro migliore. «Il movimento femminista vuol far capire che il potere non può più essere gestito solo da una parte dell umanità: chi non accetta questa parità oggi non ha diritto di cittadinanza. Le donne rifiutano tutto, i partiti, la Chiesa, la storia precedente. Perché, affermano, alla storia non hanno partecipato. Ma chi sono, allora, queste donne ignorate dalla storia?» Franco Ferrarotti, sociologo Le femministe dicono basta, esigono dei cambiamenti immediati. Le manifestazioni diventano sempre più frequenti e tante donne vi partecipano. L 8 marzo 1972 a Campo de Fiori (Roma) donne di tutte le età si incontrano per protestare, ma il corteo viene interrotto dalla polizia. 5.3 Progressi in campo legislativo Al momento dei referendum le femministe dirigono tutte le loro energie per propugnare le libertà della donna in campo legislativo, prima tra tutte la possibilità di divorziare dal marito. In Italia la legge sul divorzio arriva nel 1970, riconfermata dalla vittoria dei no al referendum abrogativo del Il passo seguente consiste nella riforma del diritto di famiglia: una ragazza non è più proprietà del padre, del marito o del fratello e i coniugi hanno diritti e responsabilità uguali L approvazione della legge sulla regolamentazione dell aborto si rivela la battaglia più dura per le femministe e, più in generale, per tutte le donne. L astio da parte degli strati più retrivi della popolazione è difficile da sradicare. L argomento è considerato da molti un tabù, gli aborti clandestini vengono eseguiti in strutture non adeguate e da mammane, le conseguenze sono

9 spesso tragiche. Oltre che sull interruzione di gravidanza le associazioni femministe istituiscono una campagna di sensibilizzazione anche sull uso dei contraccettivi, che svincolano il rapporto sessuale dal concetto di procreazione. In Italia la legge sull aborto entra in vigore nel 1978, dopo lunghissime battaglie in parlamento. L interruzione di gravidanza era già legale nei paesi comunisti tra la fine anni 50 e gli anni 70, in Inghilterra dal 1968 e negli Stati Uniti dal L ultima conquista nel campo della parità tra i sessi è la legge sulla violenza sessuale, in vigore in Italia dal Lo stupro è un reato contro la persona, un entità fisica, e non contro la morale, che è invece un concetto astratto. Le donne si sono riprese il proprio corpo, hanno fatto enormi progressi, e l intera società ne ha beneficiato. Il potere non è più gestito da una parte soltanto dell umanità; l eguaglianza dei diritti tra uomo e donna è ineluttabile. 6 OGGI 6.1 Contesto storico (VI) Nonostante le battaglie per l emancipazione e per l affermazione della donna nella società, la condizione femminile è ancora drammatica in molte nazioni. Nelle zone meno sviluppate le ragazze son ancora di proprietà del marito o del padre e sono trattate alla stregua del bestiame. In Italia, così come in molti altri paesi occidentali, il numero delle donne in parlamento o nei consigli di amministrazione delle aziende è esiguo (in Italia la percentuale femminile nelle due camere è 21,3% e nei CDA sono solo il 6%). L idea di donna che il nostro paese ci fornisce è essenzialmente un corpo svuotato di ogni volontà e forma di intelligenza. 6.2 Condizione femminile oggi La mia generazione ha combattuto la battaglia per la parità tra i sessi e l aborto. Oggi l appiattimento ha cancellato le identità Il femminismo non ha liberato le donne Tutti i messaggi si concentrano sul corpo: siamo passati dall angelo del focolare alla mistica della seduzione Appartengo alla generazione che ha combattuto, negli anni della prima giovinezza, la battaglia per la libertà sessuale e per la legalizzazione dell aborto. La generazione che nei tè pomeridiani, tra un effluvio di patchouli e una canna, imparava il metodo Karman, cioè come procurarsi un aborto domestico con la complicità di un gruppo di amiche. Quella generazione che organizzava dei voli collettivi a Londra per accompagnare ad abortire donne in uno stato così avanzato di gravidanza da sfiorare il parto prematuro. È difficile, per chi non li ha vissuti, capire l eccitazione, l esaltazione, la frenesia di quegli anni. La sensazione era quella di trovarsi sulla prua di una nave e guardare un orizzonte nuovo, aperto, illuminato dal sole di un progresso foriero di ogni felicità. Alle spalle avevamo l oscurità, i tempi bui della repressione, della donna oggetto manipolata dai maschi e dai loro desideri, oppressa dal potere della Chiesa che, secondo gli slogan dell epoca, vedeva in lei soltanto un docile strumento di riproduzione. Erano gli anni Settanta. Personalmente, non sono mai stata un' attivista, ma lo erano le mie amiche più care e, per quanto capissi le loro ragioni, non posso negare di essere stata sempre profondamente turbata da questa pratica che, in quegli anni, si era trasformata in una sorta di moderno contraccettivo. Mi colpiva, in qualche modo, la leggerezza con cui tutto ciò avveniva, non perché fossi credente - allora non lo ero - né per

10 qualche forma di moralismo imposto dall' alto, ma semplicemente perché mi sembrava che il manifestarsi della vita fosse un fatto così straordinariamente complesso e misterioso da meritare, come minimo, un po' di timore e di rispetto. Come sono cambiate le cose in questi quarant' anni? Ho l' impressione che anche adesso il discorso sulla vita sia rimasto confinato tra due barriere ideologiche contrapposte. La difesa della vita sembra essere appannaggio, oggi come allora, solo della Chiesa, dei vescovi, di quella parte considerata più reazionaria e retriva della società, che continua a pretendere di influenzare la libera scelta dei cittadini. Chi è per il progresso, invece, pur riconoscendo la drammaticità dell' evento, non può che agire in contrapposizione a queste continue ingerenze oscurantiste. Naturalmente, un Paese civile deve avere una legge sull' aborto, ma questa necessaria tutela delle donne in un momento di fragilità non è mai una vittoria per nessuno. I dati sull' interruzione volontaria di gravidanza ci dicono che le principali categorie che si rivolgono agli ospedali sono le donne straniere, le adolescenti e le giovani. Le ragioni delle donne straniere sono purtroppo semplici da capire, si tratta di precarietà, di paura, di incertezza - ragioni che spingono spesso ormai anche madri di famiglia italiane a rinunciare a un figlio, ragioni a cui una buona politica in difesa della vita potrebbe naturalmente ovviare. Ma le ragazze italiane? Queste figlie, e anche nipoti delle femministe, come mai si trovano in queste condizioni? Sono ragazze nate negli anni 90, ragazze cresciute in un mondo permissivo, a cui certo non sono mancate le possibilità di informarsi. Possibile che non sappiano come nascono i bambini? Possibile che non si siano accorte che i profilattici sono in vendita ovunque, perfino nei distributori automatici notturni? Per quale ragione accettano rapporti non protetti? Si rendono conto della straordinaria ferita cui vanno incontro o forse pensano che, in fondo, l' aborto non sia che un mezzo anticoncezionale come un altro? Se hai fortuna, ti va tutto bene, se hai sfortuna, te ne sbarazzi, pazienza. Non sarà che una seccatura in più. Qualcuno ha spiegato loro che cos' è la vita, il rispetto per il loro corpo? Qualcuno ha mai detto loro che si può anche dire di no, che la felicità non passa necessariamente attraverso tutti i rapporti sessuali possibili? Chi conosce il mondo degli adolescenti di oggi sa che la promiscuità è una realtà piuttosto diffusa. Ci si piace, si passa la notte insieme, tra una settimana forse ci piacerà qualcun altro. I corpi sono interscambiabili, così come i piaceri. Come da bambine hanno accumulato sempre nuovi modelli di Barbie, così accumulano, spinte dal vuoto che le circonda, partner sempre diversi. Naturalmente non tutte le ragazze sono così, per fortuna, ma non si può negare che questo sia un fenomeno in costante crescita. Sono più felici, mi chiedo, sono più libere le ragazze di adesso rispetto a quarant' anni fa? Non mi pare. Le grandi battaglie per la liberazione femminile sembrano purtroppo aver portato le donne ad essere soltanto oggetti in modo diverso. Non occorre essere sociologi né fini pensatori per accorgersi che ai giorni nostri tutti i messaggi rivolti alle bambine si concentrano esclusivamente sul loro corpo, sul modo di offrirsi agli altri. Si vedono bambine di cinque anni vestite come cocotte e già a otto anni le ragazzine vivono in uno stato di semi anoressia, terrorizzate di mangiare qualsiasi cosa in grado di attentare alla loro linea. Bisogna essere magre, coscienti che la cosa che abbiamo da offrire, quella che ci renderà felici o infelici, è solo il nostro corpo. Il fiorire della chirurgia plastica non è che una tristissima conferma di questa realtà. Pare che molte ragazze, per i loro diciotto anni, chiedano dei ritocchi estetici in regalo. Un seno un po' più voluminoso, un naso meno prominente, labbra più sensuali, orecchie meno a vela. Il risultato di questa chirurgia di massa è già sotto ai nostri occhi: siamo circondate da Barbie perfette, tutte uguali, tutte felicemente soddisfatte di questa uguaglianza, tutte apparentemente disponibili ai desideri maschili. Sembra che nessuno abbia mai detto a queste adolescenti che la cosa più importante non è visibile agli occhi e che l' amore non nasce dalle misure del corpo ma da qualcosa di inesprimibile che appartiene soprattutto allo sguardo. Siamo passati così dalla falsa immagine della donna come angelo del focolare, che si realizza soltanto nella maternità, alla mistica della promiscuità, che spinge le ragazze a credere che la seduzione e l' offerta del proprio corpo siano l' unica via per la

11 realizzazione. Più fai sesso, più sei in gamba, più sei ammirata dal gruppo. Nella latitanza della famiglia, della chiesa, della scuola, la realtà educativa è dominata dai media e i media hanno una sola legge. Omologare. Ma questo lato apparentemente così comprensibile, così frivolo - voler essere carine o anche voler mitigare i segni del tempo - che cosa nasconde? Il corpo è l' espressione della nostra unicità ed è la storia delle generazioni che ci hanno preceduti. Quel naso così importante, quei denti storti vengono da un bisnonno, da una trisavola, persone che avevano un' origine, una storia e che, con la loro origine e la loro storia, hanno contribuito a costruire la nostra. Rendere anonimo il volto vuol dire cancellare l' idea che l' essere umano è una creatura che si esprime nel tempo e che il senso della vita è essere consapevoli di questo. La persona è l' unicità del volto. L' omologazione imposta dalla società consumista - e purtroppo sempre più volgarmente maschilista - ha cancellato il patto tra le generazioni, quel legame che da sempre ha permesso alla società umana di definirsi tale. Noi siamo la somma di tutti i nostri antenati ma siamo, al tempo stesso, qualcosa di straordinariamente nuovo e irripetibile. Cancellare il volto vuol dire cancellare la memoria, e cancellare la memoria, vuol dire cancellare la complessità dell' essere umano. Consumare i corpi, umiliare la forza creativa della vita per superficialità e inesperienza, vuol dire essere estranei dall' idea dell' esistenza come percorso, vuol dire vivere in un eterno presente, costantemente intrattenuti, in balia dei propri capricci e degli altrui desideri. Senza il senso del tempo non abbiamo né passato né futuro, l' unico orizzonte che si pone davanti ai nostri occhi è quello di una specchio in cui ci riflettiamo infinite volte, come nei labirinti dei luna park. Procediamo senza senso da una parte, dall' altra, vedendo sempre e soltanto noi stessi, più magri, più grassi, più alti, più bassi. All' inizio quel girare in tondo ci fa ridere, poi col tempo, nasce l' angoscia. Dove sarà l' uscita, a chi chiedere aiuto? Battiamo su uno specchio e nessuno ci risponde. Siamo in mille, ma siamo sole. Tamaro Susanna Corriere della Sera, 17 aprile Cosa resta del femminismo? A quasi cento anni dalla sua istituzione, la festa della donna rappresenta un occasione per riflettere sul movimento. Una lotta che non mette più tutte d accordo e che dovrebbe ripensare i suoi obiettivi, osserva la stampa europea. Esattamente un secolo fa, alcune donne provenienti da 17 paesi si diedero appuntamento a Copenaghen per istituire una giornata dedicata a tutte le donne del mondo, ricorda Evenimentul Zilei in occasione della festa della donna. Se potessero tirare un bilancio dei diritti acquisiti in questo periodo sarebbero soddisfatte o no?, si chiede il quotidiano romeno, secondo cui c è ben poco da festeggiare: se un secolo fa le donne non avevano ancora il diritto di voto, oggi la loro presenza nei parlamenti nazionali non è certo significativa. In Gran Bretagna, per esempio, le donne sono soltanto il 20 per cento degli eletti. A questo ritmo, le femministe potranno sperare di raggiungere la parità uomo-donna verso il Su Le Monde, le ricercatrici femministe Rose-Marie Lagrave e Juliette Rennes affermano che mentre le discriminazioni legate alla classe sociale, al colore della pelle e all orientamento sessuale oggi sono in calo, la lotta per la parità dovrebbe concentrarsi sulle discriminazioni anagrafiche: L età esibita o mascherata è una delle tante disparità delle quali tra donne si parla di rado, anche tra le femministe. Da quarant anni sono soprattutto le donne in età fertile e in grado

12 di lavorare a costituire lo zoccolo duro di tutte le grandi battaglie, per l eguaglianza nella professione, per la libera gestione del proprio corpo, o anche per il controllo delle maternità. Nei Paesi Bassi Karla Peijs, ex ministro e attuale commissario della regina (una sorta di prefetto), spiega su Trouw che le discriminazioni dipendono dalla posizione socio-professionale e rimprovera al movimento femminista di essersi concentrato sulle donne la cui carriera si scontra con il cosiddetto soffitto di cristallo : per i quadri più elevati, abbinare lavoro e famiglia pone molti meno problemi rispetto alle donne che sono più in basso nella scala sociale. Un amministratrice è retribuita in base agli obiettivi, mentre una segretaria è pagata a ore. Secondo Peijs, quindi, è necessario preoccuparsi di più per queste ultime e per le lavoratrici part-time (il 75 per cento della manodopera femminile olandese), e soprattutto riformare l arretrato sistema scolastico olandese, che obbliga gli studenti a rientrare a casa per il pranzo, costringendo uno dei genitori (di solito la madre) a occuparsene. Femministe e mamme dirigenti non costituiscono un modello per le giovani donne della periferia parigina che raccontano la loro vita quotidiana su BondyBlog. Intervistate da Le Monde, affermano che le femministe non fanno più sognare. La loro battaglia è retrograda, negativa, sempre portata a stigmatizzare gli uomini, detentori egoisti del potere racconta la ventiseienne Faïza. Oggi il femminismo è addirittura peggiore del fanatismo religioso. È diventato una dottrina quasi estremista, rincara Widad, 24 anni, secondo cui chiunque osi contraddire i dogmi imposti dalla dittatura femminista si vede affibbiare l etichetta di macho, mentre le donne che non aderiscono più al concetto di femminismo si prendono delle sottomesse e delle traditrici. In Germania il femminismo è da anni nel mirino della stampa, scrive la Tageszeitung in un lungo dossier. La campagna è iniziata nel 2007 con Der Spiegel che dipingeva la tetra immagine di un educazione sessuale autoritaria che trasforma i giovani maschi in detrattori del loro stesso sesso. Poi la Frankfürter Allgemeine Zeitung se l è presa con la logica della lobby femminista, consistente nel piazzare persone fedeli nei posti strategici per ottenere un cambiamento di sesso della politica. Il settimanale Focus è accusato di parlare regolarmente di sesso debole riferendosi agli uomini, spianando la strada a un nuovo movimento per i diritti civili. È l espressione del fronte degli uomini contro il femminismo, secondo la Tageszeitung, che riporta le numerose iniziative che mirano a cancellare i provvedimenti a favore delle donne, a cominciare da quelle dei giovani liberali tedeschi che reclamano la fine della servitù dell uomo e l annullamento di tutte le leggi tedesche sulle pari opportunità e delle risoluzioni delle Nazioni Unite e dei trattati europei che favoriscono le donne. Presseurop.eu - Internazionale 9 marzo 2010 Fonti: Storia e storiografia Antonio Desideri, schede, Internazionale, Corriere della sera, La storia siamo noi, Il secondo sesso Simone de Beauvoir, Costituzione italiana.

13 Alice Borghi La storia: dalle origini ai giorni nostri - Quando tutto ebbe inizio Dopo aver creato la terra, Dio creò gli uomini secondo la sua immagine; a immagine di Dio li creò; maschio e femmina li creò. Quindi Dio li benedisse e disse loro:< Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e abbiate dominio sui pesci del mare, sui volatili del cielo, sul bestiame e su ogni essere vivente che striscia sulla terra>. Così è scritto tra i primi versi della Bibbia, il libro sacro dei cattolici. Dal punto di vista scientifico, però, creazione ed evoluzione dell uomo e della donna sono spiegate in modo molto diverso, attraverso lo sviluppo degli ominidi nelle diverse fasi della loro trasformazione. Tuttavia il racconto della Bibbia possiede un significato particolare: l uomo non è solo, c è la donna con lui e la loro unione costituisce la prima forma di comunione di persone. Donna e uomo sono quindi indispensabili uno all altra, sono stati creati uno per l altra. Proprio per questo la donna era un tempo celebrata come un essenziale metà dell illuminazione spirituale. Presso gli antichi, infatti, la Madre Terra, colei che tutto genera, era una dea dalle sembianze femminili. - L Età cortese (XII secolo ca.) La letteratura cortese dell XI e XII secolo, con il romanzo cortese-cavalleresco, ha dato un importanza centrale ai personaggi femminili, celebrando la donna come signora assoluta dell amante, che aveva nei suoi confronti un rapporto di servitù e vassallaggio, anche senza che la donna manifestasse attenzioni verso di lui. L amore è quindi inteso come una vera e propria forma di religione che impone all uomo, nel caso specifico un cavaliere, di adorare la dama come un oggetto sacro. - Il dolce stilnovo (XIII secolo ca.) Nel Trecento, invece, con gli stilnovisti, la donna acquista addirittura un carattere miracoloso, diventando uno strumento indispensabile per raggiungere la comunione con Dio e, di conseguenza, la beatitudine. Realtà e finzione letteraria restano due cose differenti, ma viene ugualmente messa in evidenza un attenzione particolare per la figura femminile. - La Francia repubblicana (XIX secolo) L evoluzione del ruolo femminile è stata, in ogni caso, notevole se si pensa che nella Francia repubblicana, nella seconda metà dell Ottocento, il ceto medio mirava a mettere in luce le virtù familiari della donna borghese, in antitesi alla lussuria dell ambiente della corte napoleonica. Le donne da focolare domestico dovevano ricevere un adeguata educazione, leggendo Victor Hugo o i romanzi naturalisti; potevano addirittura trovare spazio nel lavoro, occupandosi contemporaneamente dell educazione dei figli e mantenendo il ruolo di dominatrici incontrastate dell ambiente domestico, ma anche di garanti della moralità collettiva e pilastro austero della società democratica. Le signore francesi borghesi possedevano un gusto alla moda, sobrio ma ricercato, sceglievano tessuti ed elementi d arredo raffinati e avevano la passione per le cineserie. Si possono trovare numerose testimonianze di ciò nei dipinti di Monet e Renoir, pittori impressionisti vicini alla cultura e all ideologia repubblicana. In particolare in Renoir, a differenza di Monet che prediligeva i paesaggi, si rivela l attenzione alla vita quotidiana, con figure femminili che lasciano

14 trasparire personalità interessanti, al di là delle pose statiche, compassate e tradizionali, immerse nel contesto domestico mentre leggono o accudiscono i figli o all aperto in luoghi come i giardini, il teatro, i mercati. Gabrielle e Jean, P.A. Renoir, 1895 ca., olio su tela, Parigi, Musée d Orsay La liseuse, P.A. Renoir, , olio su tela, Parigi, Musée d Orsay

15 Jeunes filles au piano, P.A. Renoir, 1892, olio su tela, Parigi, Musée d Orsay - L età delle masse ( ) Nell età delle masse, che si sviluppò tra il 1900 e la fine del primo conflitto mondiale, si pose con forza il problema della parificazione dei diritti tra uomo e donna. Espressione di questa nuova soggettività politica femminile fu un nuovo movimento definito suffragismo per la centralità assunta in esso dalla richiesta del diritto di voto alle donne. Composto di singole donne, gruppi e associazioni, poneva come obiettivi il raggiungimento dell uguaglianza dei diritti, delle opportunità e delle libertà tra i sessi, chiedendo che le donne divenissero a pieno titolo cittadine del mondo che si stava formando nel primo decennio del XX secolo. Il patto sociale e politico su cui si reggeva lo stato liberale le aveva escluse dall esercizio dei diritti universali dell uomo e del cittadino. La prima ragione di ciò era legata alla storia del rapporto tra i sessi e alla visione sociale del maschile e del femminile, che si era venuta formando nell evoluzione secolare della società europea. Alle donne, infatti, non era riconosciuto lo status d individuo e quindi di cittadino capace di compiere scelte né era loro riconosciuta la pienezza delle responsabilità sulla propria persona, della capacità di scelta, dell autonomia di giudizio. Limitate nei diritti di proprietà, sottomesse all autorità del marito nel matrimonio, interdette alla partecipazione alla politica o all amministrazione della giustizia, soggette a diritti, pur non potendo agire legalmente per esercitarli, poiché è richiesta l intermediazione di un tutore che, nel caso delle donne alla fine del XIX secolo, era il marito o il padre. La seconda ragione è dovuta alle trasformazioni della famiglia che si verificarono durante l affermazione della società borghese. Le funzioni sociali e pubbliche dovevano essere svolte dagli uomini, mentre alla donna spettava la cura della casa, luogo per eccellenza del privato, e l educazione dei figli. Questa divisione netta tra ambito pubblico e ambito privato portò a una visione complementare delle relazioni tra i sessi, complementarietà, in realtà, profondamente asimmetrica, non solo perché era maggiore il valore sociale attribuito alle attività pubbliche, ma perché anche nel privato le norme giuridiche avvantaggiavano l autorità maschile. L adulterio femminile, per esempio, era punito diversamente da quello maschile e in caso di separazione la tutela dei figli spettava al marito.

16 Diverse erano le prospettive di vita per le donne appartenenti ai ceti medi e medio-alti rispetto a quelle appartenenti alle classi più svantaggiate. Per le prime il destino privilegiato era il matrimonio, i figli e la gestione della casa, intesa come cura delle relazioni sociali, della gradevolezza estetica della casa e delle fasi iniziali dell educazione per i figli. L istruzione femminile era pertanto finalizzata allo svolgimento di questi compiti, anche perché per costume e frequentemente per legge, le donne non potevano accedere come i loro coetanei maschi agli alti gradi d istruzione. Cosicché le donne del ceto medio-alto non potevano godere d indipendenza economica. Peggiore era poi la condizione delle donne appartenenti alle altre classi sociali, per le quali il lavoro era legato alla sopravvivenza. Con lo sviluppo dell industrializzazione e dell urbanizzazione le donne emigrarono nelle città, dove s impiegarono in mestieri legati alla servitù o al piccolo commercio e soprattutto nelle fabbriche o in lavori artigianali come sarte, modiste, ricamatrici. In questo caso la discriminazione non era legata all accesso al lavoro, ma alla retribuzione inferiore rispetto a quella dei colleghi maschi. I processi di modernizzazione e la crescita degli interventi sociali aprirono poi, tra l Otto e il Novecento, altre possibilità per la vita delle donne: apparvero così commesse dei grandi magazzini, impiegate nelle poste e nei telegrafi e, con la crescita dell istruzione pubblica, maestre per l avvio del processo di alfabetizzazione. La ribellione femminile, nella seconda metà dell Ottocento, divenne anche un movimento direttamente politico. A sancire la sua nascita fu la pubblicazione della Dichiarazione dei sentimenti, una trascrizione articolo per articolo della Dichiarazione universale dei diritti dell uomo e del cittadino dove, però, alla parola uomo fu aggiunta la parola donna per rompere così l idea di universalità riservata a un solo sesso, che divenne il manifesto politico per la lotta all emancipazione femminile. Fu scritta nel corso di un convegno che si svolse a Seneca Falls (una cittadina dello stato di New York) nel 1848 in cui s incontrarono donne impegnate nella lotta per l abolizione della schiavitù e nell affermazione dei diritti negati al proprio sesso. Da questo convegno iniziò un lungo percorso che portò all abbattimento delle barriere riguardanti l accesso all istruzione e, in parte, alle professioni. La soglia più difficile da superare era, però, il diritto a eleggere e a essere elette. Le organizzazioni suffragiste crearono un vero e proprio movimento fatto di appelli, campagne di propaganda, marce e manifestazioni per convincere l opinione pubblica e fare pressioni sui parlamenti. In Gran Bretagna due furono le grandi organizzazioni suffragiste: la National Union of Women s Suffrage Societies, le cui appartenenti furono chiamate suffragiste, privilegiava un azione nei confronti dei parlamentari favorevoli al voto alle donne, mentre la Women s Social and Political Union rappresentava l ala più radicale del movimento e le sue esponenti vennero definite suffragette. Le manifestazioni più importanti, che videro insieme suffragiste e suffragette, si svolsero nel primo decennio del XX secolo, quando il parlamento inglese cominciò a discutere una legge per l estensione del voto alle donne inglesi che, già nel 1894, lo avevano ottenuto a livello locale. Dopo manifestazioni di protesta, comizi e atti d insubordinazione con conseguenti arresti e scioperi della fame da parte delle incarcerate, le donne ebbero progressivamente il voto per le elezioni locali nei singoli stati degli Stati Uniti d America, in alcuni dominions britannici e con il Novecento nei Paesi del Nord Europa. In Italia, le donne acquisirono il diritto di voto solo nel Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, la situazione di emergenza fu tale da portare i governi a rivolgersi a tutta la popolazione e quindi in primo luogo alle donne, per il sostegno del fronte interno, per ricoprire i posti di lavoro lasciati dagli uomini e per le azioni di supporto e soccorso volontario alla popolazione civile. In questa drammatica situazione le donne cominciarono a esercitare lavori considerati maschili. Nell immediato dopoguerra in tutti i paesi si pose il problema di un nuovo stato giuridico per le donne e del riconoscimento a esse della cittadinanza politica, avendo dimostrato nei fatti, con la loro partecipazione a sostegno della nazione, di essere cittadine a tutti gli effetti. Evento rilevante fu il Representation of the People Act che, divenuto legge dopo un lungo dibattito il 6 febbraio 1918, stabilì il diritto di voto per alcuni milioni di donne inglesi con più di trent anni. L anno successivo fu approvato il Sex Disqualification Act che ammise le donne a tutte le funzioni civili. Anche per le donne italiane il dopoguerra fu importante: nel 1919 fu votata finalmente la legge sulla capacità giuridica femminile, che pur continuando a limitare l accesso delle donne ai pubblici uffici, aboliva l autorizzazione maritale e altri aspetti legati alla dipendenza di un sesso dall altro.

17 - Il mondo globale (1960- oggi) Con la pubblicazione, nel 1963, negli Stati Uniti d America del libro dal titolo La mistica della femminilità di Betty Friedan, incaricata da Kennedy di realizzare un inchiesta sulla condizione delle donne in quel Paese, iniziò a essere svelato il problema senza nome di cui soffrivano moltissime donne delle classi medie: il desiderio di qualcosa di più e di diverso che occuparsi solo del marito, dei figli e della casa. Molte studentesse universitarie, nel frattempo, parteciparono intensamente al movimento per i diritti civili, alla ribellione contro la guerra del Vietnam e contro i modelli esistenti di organizzazione sociale, culturale e politica. Proprio durante questa esperienza, però, molte scoprirono la discriminazione vissuta in quanto donne all interno del movimento. Si decise così di organizzare un seminario sulla questione femminile dove un gruppo di donne decise di discutere, senza la presenza di uomini, i problemi che le riguardavano. Questo gesto può essere simbolicamente considerato l atto di nascita del nuovo movimento politico delle donne, che si sviluppò con grande intensità e visibilità tra gli anni sessanta e settanta in tutti gli Stati Uniti d America dando origine al femminismo contemporaneo. La delusione rispetto alla convinzione di essere pari agli uomini portò alla formazione di gruppi e collettivi accomunati da una scelta: la separazione dall universo maschile, sia nella costituzione di gruppi di sole donne, sia nell elaborazione di pensieri e pratiche autonome; questo gesto politico, nato dalla consapevolezza che solo attraverso la relazione e il confronto con altre donne fosse possibile ricostruire il significato della propria storia individuale e combattere il mancato riconoscimento della specificità femminile, fu chiamato separatismo. La critica al sistema patriarcale e ai ruoli storicamente attribuiti agli uomini e alle donne costituì un punto fondamentale di analisi, insieme alla scoperta della stretta relazione tra privato e pubblico, personale e politico. Attraverso la condivisione delle proprie esperienze e delle proprie idee all interno del gruppo si avviò il processo di autocoscienza, cioè di rivisitazione e analisi della propria vicenda esistenziale attraverso la relazione tra i sessi e l insieme dei rapporti con la realtà sociale dal punto di vista dell esperienza storica femminile. Tutti gli aspetti della vita (affettività, ruoli familiari, sistemazione nel lavoro, rappresentazioni culturali e sociali, ecc.) furono rimessi in discussione, valutando sotto nuovi punti di vista la presa di parola e la riappropriazione del corpo e della sessualità femminile. Ciò comportò il rifiuto dei modelli di vita ereditari, ossia le tradizionali forme di vita femminili, scandite dal matrimonio e dalla maternità e la ricerca di un identità diversa e più libera. L obiettivo centrale dei nuovi movimenti femministi divenne l affermazione di un soggetto differente nell esperienza, nel pensiero e nel corpo, che voleva trovare piena possibilità di espressione. A sostegno del nuovo movimento, furono prodotti e diffusi scritti che ne esprimevano analisi e intenti, manifesti che contenevano le dichiarazioni di principio, giornali redatti in proprio, manuali per la conoscenza del corpo femminile, saggi e testimonianze autobiografiche. Il profondo mutamento nell auto rappresentazione di sé, avvenuto attraverso queste vicende, si accompagnò anche a una nuova presenza delle donne sulla scena pubblica. I momenti rilevanti di visibilità del movimento delle donne e del suo impatto sull opinione pubblica, come le campagne di liberalizzazione dell aborto e contro la violenza sessuale, miravano ad affermare nell immaginario collettivo la figura della femminista, molto lontana dalle immagini rassicuranti tradizionalmente associate alla femminilità. L emergere di un movimento delle donne con queste caratteristiche e la rivoluzione materiale e simbolica che portò nelle vite delle singole donne e nel sistema di relazione tra i sessi provocarono effetti anche sul piano legislativo. In Italia, in particolare, il diritto al lavoro e la parità salariale, da un lato, il superamento della condizione d inferiorità nella famiglia, dove per legge la donna era soggetta alle decisioni del marito, e quindi l affermazione dell eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, dall altro, erano stati i due ambiti d intervento privilegiato. Solo nel 1963 le donne ebbero la possibilità di accedere alla magistratura, mentre il diritto a una retribuzione uguale per un lavoro uguale fu sancito dall accordo sindacale interconfederale del Anche in Inghilterra la lotta per la parità di retribuzione fu lunga e difficile e costellata di scioperi da parte delle operaie, il primo dei quali si svolse a Daghenham nel Qui, nella fabbrica della Ford, cuore industriale dell Inghilterra, lavoravano 55mila operai, tra cui 187 donne. Le condizioni di lavoro insostenibili e i salari sempre inferiori a

18 quelli degli uomini, costrinsero le donne della fabbrica a intraprendere uno sciopero, il primo della storia indetto dal solo sesso debole, bloccando inevitabilmente l intera catena produttiva e mandando in tilt un colosso industriale mondiale. Nonostante la totale inesperienza politica delle operaie, il loro coraggio e il loro buonsenso costituirono le colonne sulle quali furono gettate le basi della legge sulla parità di retribuzione tra uomini e donne in Inghilterra. Nel maggio 1970, infatti, il decreto sulle pari retribuzioni divenne legge, prima in Inghilterra e poi in molti altri Paesi. A questo proposito, ho trovato molto interessante la visione del film We want sex (titolo originale Made in Daghenham ) del regista Nigel Cole, che racconta fedelmente, seppur con un pizzico d ironia, questo fatto storico. Nel corso degli anni settanta, in Italia, si susseguì una serie di leggi che sancirono l eliminazione d ogni forma di discriminazione tra uomini e donne nel lavoro e una riforma del diritto di famiglia (1975) che regolava su un piano di parità i rapporti tra i coniugi. Tale riforma seguiva la legge sul divorzio del 1970, confermata dall esito del referendum abrogativo del Le campagne specifiche del movimento politico delle donne degli anni settanta si concentrarono sulla questione delle libertà personali e dell autodeterminazione delle donne rispetto al proprio corpo (famoso lo slogan: Il corpo è mio, me lo gestisco io ). Nel 1978 fu approvata la legge che regolamentava l interruzione di gravidanza nelle strutture pubbliche, mentre la legge che riconosceva la violenza sessuale come un reato contro la persona fu approvata solo nel 1996, dopo un dibattito complesso che interessò, così come era accaduto per l aborto, lo stesso movimento delle donne. Dagli anni ottanta sono state inoltre promosse politiche volte ad assicurare pari opportunità tra uomo e donna: lo stato, a fronte di evidenti disparità nelle condizioni di partenza degli individui, deve adottare non solo norme che rimuovano gli ostacoli all avanzamento culturale e sociale dei ceti più deboli, ma anche azioni positive che facilitino tale avanzamento. Nonostante queste conquiste l esperienza del femminismo nel dopoguerra non si può dire conclusa: nella fase attuale, anzi, le idee e gli obiettivi del movimento si stanno diffondendo su scala planetaria, creando percorsi differenti di rivendicazione di un nuovo ruolo per le donne. La cronaca: fatti recenti che coinvolgono il mondo femminile I Paesi economicamente più sviluppati iniziano finalmente a vedere nelle donne un punto di forza, in particolare per il mondo del lavoro. Ecco perché dagli Stati Uniti continuano ad arrivare copiosi e inconfutabili studi e ricerche sulla superiorità scolastica delle studentesse italiane, diffusa nel mondo e a tutti i livelli. Si scopre così che le universitarie hanno il sessanta per cento di possibilità in più rispetto ai maschi di conseguire la laurea di primo livello entro i 23 anni, con voti più alti sin dal primo e con un numero maggiore di esami conseguiti. Secondo l Invalsi, l istituto del ministero dell Istruzione che elabora la valutazione per l Italia, le studentesse, grazie al loro pragmatismo e alla loro concretezza, sono generalmente più adatte a materie umanistiche, al contrario dei loro coetanei maschi più portati per le materie scientifiche. Eppure faticano a trovare un lavoro perché professoresse di lettere, sociologhe e filosofe sono meno richieste rispetto a ingegneri, tecnici e scienziati. Per fortuna, negli ultimi tempi, il ministero per le pari opportunità si sta mobilitando affinché il 30% dei consiglieri delle società sia composto di donne, le cosiddette quote rosa. Se questo dovesse diventare legge, chi non la rispetterà avrà una sanzione. Un notevole passo avanti se si pensa che oggi sono donne solo 174 consiglieri su Ma nel team della compagnia telefonica Vodafone Italia il 33% del consiglio di amministrazione, così come il 26% dei dirigenti, è composto da donne e sono anche presenti 23 senior manager in gonnella. Un ottimo segnale se si pensa che molte donne sul posto di lavoro sono ancora discriminate per il loro aspetto fisico. Recente è il caso di Debrahlee Lorenzana, trentatré anni, licenziata, sostiene, per discriminazione sessuale, essendo troppo avvenente per lavorare in banca, alla Citibank. Dopo aver ricevuto commenti sul proprio aspetto fisico, esser stata trasferita in un altra agenzia, in un ufficio isolato e invisibile e, in questo modo, impossibilitata a prendere contatti con nuovi clienti, è stata licenziata per improduttività e ha deciso, con l aiuto dell avvocatessa Gloria Allred, di

19 presentare un reclamo alla divisione dei diritti umani dello stato di New York per protestare contro la Citibank e chiedere giustizia. - Via libera a un nuovo girl power In ogni caso, si sta assistendo ad un positivo aumento della componente femminile in politica. In America, infatti, le ultime elezioni del Mid Term, cioè di metà mandato, svoltesi il 2 novembre 2010 per il rinnovo del Congresso, sono state all insegna del girl power. Sei donne sono state protagoniste della corsa ai 472 posti disponibili di cui 435 alla Camera, eletti su base nazionale, e 37 al Senato, scelti su base statale; Camera e Senato sono gli organi che compongono il Congresso degli Stati Uniti. Anche la moglie del Presidente Barack Obama ha partecipato agli spot e ai comizi per sostenere i candidati democratici, dopo essere stata nominata dalla rivista Forbes la donna più potente del mondo. È necessario ricordare anche la sedicesima conferenza dell Onu sul clima svoltasi dal 29 novembre al 10 dicembre 2010 a Cancun in Messico, che, grazie alla partecipazione di dieci ministre dell ambiente, ha raggiunto molti degli obiettivi prefissati. Inoltre la presidente del summit era la messicana Patricia Espinosa, mentre la segretaria generale era Christiana Figueres, del Costa Rica. Dopo quella a Copenhagen che era stata un fallimento, questa conferenza ha permesso di tenere aperta la trattativa per un accordo globale in vista della successiva a Durban nel dicembre prossimo, per continuare la lotta contro i cambiamenti climatici e fare in modo che il benessere dell umanità venga coniugato con il rispetto e la tutela delle risorse naturali. Ma l influenza femminile non si ferma qui: il Financial Times ha stilato la classifica Women at the top, con le cinquanta donne manager più potenti del mondo. Stanno conquistando consigli di amministrazione in tutti i continenti, facendo una piccola rivoluzione e ridimensionando le ambizioni di molti maschi-alfa. E sembra che il segreto sia sempre lo stesso: molto studio (con master nelle più prestigiose università americane), metodo e determinazione, oltre alla capacità di gestire contemporaneamente carriera, marito, figli e a volte anche nipoti. Al primo posto vi è la presidente e amministratore delegato della multinazionale PepsiCo, l indiana 55enne Indra Nooyi. L unica italiana presente in classifica è Emma Marcegaglia che, sottolinea il Financial Times, è la prima donna eletta presidente in cent anni di vita della Confindustria. Negli Stati Uniti, inoltre, le donne tengono saldamente in mano le redini del quarto e quinto potere e, contrariamente a quanto succede in Europa, un terzo dei quotidiani locali ha un direttore donna. Le formule più interessanti sono inventate e dirette da loro: Tina Brown, creatrice del sito di successo Daily Beast, deve risollevare Newsweek, mentre in tv Katie Couric è a capo e conduce Cbs Evening News, il Tg generalista più seguito. Questo risveglio del cosiddetto sesso debole è stato perfino studiato da ricercatori e psicologi. Sembra, infatti, che le donne alfa, come sono chiamate queste dominatrici, presentino una grande parte di Animus, la porzione maschile di sé, che le rende forti, determinate e propositive. Tuttavia può succedere che questa parte prevarichi quella femminile, l Anima, rendendo le donne eccessivamente aggressive e competitive. Manteniamo intatte le differenze Per far carriera, infatti, le donne tenderebbero ad assomigliare sempre più agli uomini. Essendo nate e cresciute in un mondo in cui pare che la parte del leone la faccia il sesso maschile, le donne si portano dietro un complesso d inferiorità, a volte clamoroso, a volte sottile che tendono a esternare in un totale appiattimento delle differenze evidenti e del tutto naturali che esistono tra uomo e donna. Ora se si parla di diritti, opportunità lavorative, considerazione, dignità e così via, il concetto di uguaglianza è sacrosanto. Ma quando si parla di intelligenza, di capacità, di sguardo sul mondo, di empatia, di struttura profonda della personalità, femmine e maschi, più che due generi della stessa specie, sembrano spesso due specie animali distinte. Questa diversità, secondo alcuni ricercatori, scaturisce anche da gesti quotidiani e banali che spesso non prendiamo nemmeno in considerazione come ad esempio fare una battuta. Pare, infatti, che gli uomini

20 utilizzino le battute per competere con gli altri uomini, mentre le donne vi ricorrono per stabilire un legame. Per di più le donne sarebbero più felici degli uomini quando capiscono una battuta, ma sono più lente nell afferrarla. Le donne hanno, quindi, bisogno di una grande consapevolezza di sé per mantenere l equilibrio tra la parte maschile e quella femminile, conciliando razionalità e forza materna con la capacità emotiva e il sentimento. Dove esistono ancora forti discriminazioni Purtroppo, però, esistono ancora Paesi come l Iran in cui non è possibile abbassare la guardia e, soprattutto, spegnere i riflettori sulla condizione delle donne. Sono tantissime le donne che si trovano in prigione anche per motivi futili e tutto il mondo deve fare qualcosa contro un sistema giuridico medioevale. Qualche piccola vittoria, però, c è stata: l esecuzione della condanna alla lapidazione per Sakineh, la donna accusata di aver ucciso il marito con la complicità dell amante, è stata sospesa e Shiva Nazar Ahari, attivista per i diritti umani, blogger e membro del Committee of Human Rights Reporters, in carcere con l accusa di aver attentato a Dio, è stata liberata. Sembra, infatti, che tra le mura domestiche stia avvenendo un cambiamento e che si stia diffondendo una nuova consapevolezza femminile, incoraggiata dai numerosissimi attivisti per i diritti umani provenienti da tutto il mondo e da tutti quelli che credono nella libertà e nella giustizia. Azar Nafisi, scrittrice iraniana 55enne che ha pubblicato il libro Leggere Lolita a Teheran, tradotto in 32 lingue, dice Le donne hanno un grandissimo potere a livello familiare e sociale. Ora sembrano segregate in posizioni subalterne rispetto agli uomini, ai religiosi, ai pasdaran, ma in realtà anche il modo in cui si vestono e camminano per strada incide e può rappresentare una presa di posizione politica. Quella che sta combattendo il popolo iraniano è una battaglia non solo politica, ma esistenziale, di ricerca di identità. La parola agli autori - Simone Weil Sembra riferirsi alla condizione delle donne in alcuni Paesi orientali Simone Weil (Parigi 1909-Londra 1943), scrittrice vicina alla sofferenza dei più deboli, quando nelle Riflessioni sulle cause della libertà e dell oppressione sociale scrive: Il più importante fattore di cambiamento storico è dato dall ampiezza della comprensione che ogni individuo possiede della rete di rapporti materiali e umani che lo contornano. Tanto maggiore ne è il grado, tanto più adeguata ai suoi fini di libertà, sarà l azione conseguente.. - Mary Wollstonecraft Sempre molto attuale è anche la scrittrice Mary Wollstonecraft che, nata a Londra nel 1759 e ivi morta nel 1797, rappresenta forse la prima rivendicatrice dei diritti femminili contro il conformismo, i pregiudizi e le ingiustizie sociali, cosa assolutamente rivoluzionaria per l epoca in cui visse. Nell ordinamento del mondo naturale, si osserva una generale debolezza fisica della femmina rispetto al maschio. È questa una legge della natura, e non sembra essere sospesa o abrogata in favore delle donne. La superiorità fisica dell uomo, dunque, non può essere negata ed è certo una nobile prerogativa! Tuttavia, non contenti di questo vantaggio naturale, gli uomini si adoperano per farci cadere ancora più in basso, semplicemente per far di noi oggetti di attrazione fugace; e le donne, inebriate dall adorazione che gli uomini, sotto l influsso dei sensi, tributano

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