Il rilancio della portualità e della logistica italiana come leva strategica per la crescita e la competitività del Paese

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1 Roma, 18 giugno 2013 Non c è vento a favore per chi non conosce il porto Il rilancio della portualità e della logistica italiana come leva strategica per la crescita e la competitività del Paese Paolo Borzatta 2013 The European House - Ambrosetti S.p.A. TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Questo documento è stato ideato e preparato da TEH-A per il cliente destinatario; nessuna parte di esso può essere in alcun modo riprodotta per terze parti o da queste utilizzata, senza l autorizzazione scritta di TEH-A. Il suo utilizzo non può essere disgiunto dalla presentazione e/o dai commenti che l hanno accompagnato. 1

2 Di che cosa stiamo parlando 2

3 stiamo parlando di un settore importante per il Paese Porti sede Autorità Portuale Interporti operativi Interporti in fase di avvio 3 o portualità in Europa 480 mil. ton. movimentate Circa 30 porti con un traffico significativo 20 con funzioni industriali e commerciali (es. Genova) 10 con funzioni industriali (es. Augusta) Fonte: Unioncamere 2013, Cassa Depositi e Prestiti 2012, Politecnico Milano

4 ... che ha un rilevante impatto economico-occupazionale Quasi il 3% del PIL pari a oltre 40 miliardi di Euro (come l industria automobilistica) Oltre 210 mila occupati Forti interrelazioni con altri settori dell economia Moltiplicatore di reddito 2,37 (es. turismo 1,8) Moltiplicatore occupazione 1,73 N.B. Riferimento al sistema marittimo nazionale nel suo complesso Fonte: CENSIS, ISTAT, Cassa Depositi e Prestiti

5 ... ed è chiave per l interscambio commerciale nazionale L Italia realizza via mare: Importazioni: 60% (in volume) e 35% (in valore) Esportazioni: 45% (in volume) e 28% (in valore) Interscambio commerciale extra-ue: 80% (in volume, pari a 100 miliardi Euro di valore) Oggi l 80% delle merci nel mondo transita via mare (quasi 9 miliardi di tonnellate di merci; erano meno di 3 nel 1970) Fonte: Assoporti 2012, Unioncamere

6 La situazione da un punto di vista strategico per il nostro Paese 6

7 Il rilancio della portualità e della logistica italiana Oggi nel mondo l 80% delle merci transita via mare Miliardi ton merci via mare Valore merci via mare (trilioni $ correnti) 14 trilioni $ 8,7 miliardi ton. Basse velocità commerciali, ma molto economico Fonte: Nazioni Unite

8 L Italia è pivot nelle principali rotte commerciali mondiali Intensità dei flussi sulla rotta: rosso scuro=min; giallo=max Lo spostamento del baricentro del mondo da ovest a est non ne altera il ruolo 8

9 ma la portualità nazionale soffre I principali scali mercantili italiani (Genova e Trieste) sono al 15 o e 16 o posto in Europa* La nostra quota di transhipment nel Mediterraneo: il 26% nel 2006 il 20% oggi Perdiamo (stima 2012) circa 500mila TEU (pari al porto di Napoli) a favore dei porti del Nord Europa (*) Riferimento ai volumi 2010 Fonte: Assoporti 2012, Unioncamere 2013, Min. Infrastrutture e Trasporti

10 Singapore (1) Honk Kong (2) Germania (4) Paesi Basssi Bassi (5) Giappone (8) Stati Uniti (9) Regno Unito (10) Francia (12) Spagna (20) Sud Corea (21) Italia (24) Cina (26) Turchia (27) Portogallo (28) Il rilancio della portualità e della logistica italiana Siamo ancora un Paese logistics friendly, ma arretriamo Logistics Performance Index 2012 (alcuni Paesi top 30) 4,13 4,12 4,03 4,02 3,93 3,93 3,90 3,85 3,70 3,70 3,67 3,52 3,51 3,50 Perdita di posizioni: 2007: : 24 Criticità su tempi sdoganamento e shipping internazionale Fonte: Banca Mondiale,

11 Questo ha impatti fortemente negativi sul sistema Paese Le inefficienze delle logistica costano alle imprese (stima*) 12 miliardi Euro/anno 1 giorno di ritardo nel transito dei prodotti costa 1 punto di commercio estero all anno (circa 7,5 miliardi Euro) Se l'italia si allineasse alla media UE nei tempi di sbarco e imbarco, il commercio internazionale del nostro Paese potrebbe aumentare di circa 50 miliardi di Euro (*) Riferimento ai volumi 2010 Fonte: TEH-A su dati Simon, Freund e Pham e Assoporti

12 16,7% 17,3% 18,2% 22,4% 39,4% 52,6% 60,9% 40,4% 53,8% 62,6% 41,7% 58,2% 67,9% 48,3% 66,7% 78,4% Il rilancio della portualità e della logistica italiana Vi sono anche cambiamenti strutturali: concentrazione Sempre più traffici in pochi grandi porti chiave Pochi grandi operatori globali (40% flotta container ai primi 6 operatori) Fonte: UNCTAD e Espo, 2013 Traffici TEUs nei porti europei (% su totale, 2012) Primi 3 porti Primi 10 porti Primi 5 porti Primi 15 porti 12

13 Vi sono anche cambiamenti strutturali: forte competizione L Italia è tra due fuochi : Porti del Nord Europa Porti del Nord Africa Fonte: UNCTAD e Espo, 2013 Quote di mercato negli Hub del Mediterraneo (TEU movimentate ) 10% 9% 17% 20% 10% 8% 0% 9% 20% 3% 4% % 8% 11% 4% 16% 8% 3% 3% 20% 2011 Cagliari Malta Valencia Damietta Taranto Algeciras Port Said Gioia Tauro Tanger Med Pireo 13

14 Vi sono anche cambiamenti strutturali: nuovi baricentri Nuove aree di consumo e produzione ad est e sud 60% traffici marittimi movimentato da economie emergenti Nuova centralità del Mediterraneo (a seguito espansione traffici lungo rotta Europa-Far East) Partecipazione Paesi emergenti al commercio marittimo (% su ton. totali merci scambiate) Caricate Scaricate Fonte: UNCTAD

15 Il rilancio della portualità e della logistica italiana L Italia sconta una mancanza di scelte: il caso di Gioia Tauro Flussi nei principali porti del Mediterraneo e Mar Nero (Milioni TEU) Anni 90: Gioia Tauro era un modello innovativo Valencia Port Said Algeciras Gioia Tauro Tanger Med Fonte: Confitarma e SRM, 2013 N.B. 2004: primi dati disponibili per Port Said 15

16 Le parole chiave Sviluppo mondiale traffico marittimo Concentrazione Competizione Nuovi baricentri Arretriamo Costo di 12 mdi Euro anno Potenzialità di 50 mdi Euro anno Non facciamo scelte 16

17 La nostra diagnosi: 1. Il sistema portuale-logistico sconta delle criticità strutturali (comuni nel Paese) che ne stanno minando la competitività 2. Porti e logistica non sono nella mappa mentale del Paese e non sono considerati come un tema prioritario 3. La nostra portualità ha delle potenzialità significative per crescere e svilupparsi e di questo il Paese può beneficiare 17

18 Proponiamo 4 grandi cantieri di lavoro per il Paese 1. Governance del sistema Gestire gli interessi contrapposti, favorire le specializzazioni, definire le priorità 2. Burocrazia Eliminare i colli di bottiglia che rendono meno attrattivi i porti italiani 3. Investimenti e infrastrutture Realizzare gli interventi nelle modalità più efficienti e dove servono 4. Dimensione e attrattività Raggiungere la massa critica necessaria per competere 18

19 1. Occorre governare una molteplicità di interessi divergenti Indirizzo e controllo Ciclo logistico portuale Realizzazione e gestione operativa Genio civile opere marittime Polizia di frontiera Marina Militare Imprese servizi specialistici e complementari Imprese carico/scarico, stivaggio, ecc. Agenti marittimi Presidi portuali Carabinieri, GDF, ecc. Autorità Portuale Enti con attività di controllo (RINA) Attività di sanità marina e veterinaria portuale Agenzie doganali Capitanerie di porto-guardia costiera Operatori servizi tecnico-nautici Stato centrale Comuni, Province, Regioni Imprese servizi interesse generale e sorveglianza Terminalisti Gestori magazzini stoccaggio e depositi costieri Operatori autotrasporto, vettori logistici e imprese ferroviarie Spedizionieri e agenzie per operazioni doganali 19

20 1. Gli interventi necessari A. Piano integrato della portualità e logistica che affronti i nodi chiave Criteri identificazione autorità portuali e autonomia finanziaria, porti di interesse nazionale (con orientamento dei fondi), professionalità (es. con introduzione di CEO come manager di porto ) B. Standard di tempo per approvazione dei Piani Regolatori Portuali (superando le incertezze e difformità attuali) C. Norme coerenti a partire dai temi sensibili per lo sviluppo (es. in materia di dragaggio, bonifica, ecc.) 20

21 Regno Unito Germania Spagna Francia Media UE Grecia Italia USA Regno Unito Germania Spagna Media UE Francia Grecia Italia Il rilancio della portualità e della logistica italiana 2. Occorre superare i colli di bottiglia burocratici Fino a 68 istanze a 18 amministrazioni differenti (oltre la dichiarazione doganale) per una operazione di import o export Interpretazione restrittiva di norme comunitarie (es. pre-clearing) Tempi export dai porti (gg) Tempi import dai porti (gg) Fonte: Banca Mondiale

22 2. Gli interventi necessari A. Procedure di pre-clearing di almeno 48 ore B. Estendere l utilizzo dei Centri di Assistenza Doganale C. Ispezioni (es. fitosanitarie) in aree extra-portuali D. Attivare (pienamente e senza ritardi) lo Sportello Unico Doganale (con obiettivi di riduzione dei tempi di risposta) E. Orari delle dogane estesi e flessibili F. Piattaforma per unificare i flussi informativi tra dogane, interporti, porti, operatori G. Figura di coordinamento nelle PA coinvolte nel ciclo controllo 22 merce

23 3. Occorre favorire gli investimenti (giusti e necessari) Mancanza di risorse con allocazione frammentata Es. disponibili il 2% delle risorse per i progetti infrastrutturali per settore portuale nell ambito delle Piattaforme logistiche del Centro Nord Italia Iper progettualità (spesso slegata da reali esigenze) Ad oggi progetti per 9 miliardi di Euro per un aumento della capacità prevista di 11 milioni di TEU (oggi il sistema Italia ne movimenta 9,6 e non è saturo) Fonte: Piano Nazionale della Logistica 2012, Cassa Depositi e Prestiti

24 3. Gli interventi necessari A. Allocare i fondi con criteri di: concentrazione (partendo dai progetti già in essere), sostenibilità finanziaria e integrazione (vs. altri interventi e vs. tessuto produttivo) B. Consolidare (anche con investimenti nelle infrastrutture di collegamento) le relazioni del cluster terra-mare C. Rafforzare l autonomia finanziaria della Autorità Portuali e rimuovere gli attuali vincoli di spesa D. Garantire regole e tempi per incentivare gli investimenti privati 24

25 2,8% 10,6% 18,6% 12,9% 12,1% 18,2% 18,0% 12,7% 25,0% 27,4% Il rilancio della portualità e della logistica italiana 4. Occorre accrescere la massa critica e l attrattività Le shipping company scelgono in funzione di dimensione infrastruttura portuale e traffici gestiti Gli operatori italiani sono piccoli e frammentati e non riescono a presidiare Container Quote mercato operatori italiani nei porti italiani General Cargo Rinfuse Liquide Rinfuse solide Ro-Ro la catena del valore Fonte: TEH-A su dati Banca d Italia

26 4. Gli interventi necessari A. Coinvolgere gli operatori di logistica nazionale nello sviluppo e gestione delle movimentazioni nei porti Es. cargo ferroviario coinvolto in modo integrato nei piani di sviluppo dei porti B. Favorire (anche con incentivi fiscali) la riduzione dell uso franco fabbrica per l export e franco destino per l import (rovesciando la situazione attuale) 26

27 Occorre però una visione strategica di sviluppo per il sistema logistico-portuale vis-à-vis con quella del Paese Cosa vogliamo far fare ai porti italiani? Quale domanda e bisogni strategici vogliamo servire? Quali collegamenti del sistema portuale-logistico con lo sviluppo industriale del Paese? Quali specializzazioni e quali priorità di intervento? 27

28 Rotterdam Essere il porto di punta dell Europa Cooperare con i principali operatori, sviluppare il territorio, creare valore nelle catene e reti logistiche, connettersi con i mercati emergenti 28

29 Valencia Diventare il gateway transoceanico n.1 della penisola iberica e la piattaforma intermodale per l Europa occidentale Favorire l attrattività del territorio, offrire prezzi competitivi e infrastrutture e servizi eccellenti 29

30 Le Havre Entrare nei top 4 dell Europa occidentale Sviluppare diverse tipologie di traffico, rafforzare i collegamenti infrastrutturali con l hinterland, catturare le supply chain 30

31 Domande finali molto semplici: Vogliamo alimentare meglio le nostre industrie e la nostra economia? Vogliamo esportare meglio i prodotti delle nostre industrie? Vogliamo fare business con i porti? 31

32 Un po di provocazione: A parte gli addetti ai lavori di porti e logistica si parla poco e c è molta conflittualità Date le priorità contingenti, i veti incrociati, ecc., come possiamo avviare un progetto di lungo periodo a beneficio del settore e di tutti noi? 32

33 Grazie 33

34 Allegati 34

35 Import e export (valore) per via marittima dell Italia (% del totale esportato/importato) 36,0 34,0 32,0 30,0 28,0 26,0 24,0 22,0 27,5 26,4 26,3 25,1 25,3 25,6 23,8 24,3 23,8 28,5 26,7 25,0 32,1 31,5 30,4 28,9 28,5 27,9 25,3 25,4 25,4 34,4 30,9 27,3 30,4 29,0 27,6 35,0 33,9 30,6 30,7 27,0 26,2 34,7 31,3 27,9 Import Interscambio commerciale (Import+Export) Export 20, Fonte: Unioncamere

36 Scambi dell Italia via mare con i principali partner (in milioni di Euro e % del totale scambiato), 2012 Fonte: Unioncamere 2013 Pos. Paese di destinazione Valori assoluti (mio. Di Euro) Quota % 1 Stati Uniti ,30 63,4 2 Turchia 6.979,60 65,7 3 Cina 5.997,40 66,6 4 Brasile 3.958,20 79,1 5 Algeria 3.502,60 93,0 6 Arabia Saudita 3.489,00 86,8 7 Emirati Arabi Uniti 3.475,10 63,0 8 Tunisia 3.066,30 96,7 9 Messico 2.905,30 77,5 10 Australia 2.822,70 76,0 11 Egitto 2.638,20 92,1 12 India 2.449,20 73,1 13 Libia 2.315,30 96,3 14 Spagna 2.261,50 12,4 15 Giappone 2.147,10 38,1 16 Canada 2.086,50 72,2 17 Corea del Sud 1.983,70 57,2 18 Francia 1.954,10 4,5 19 Israele 1.602,20 77,5 20 Sud Africa 1.387,50 78,0 36

37 L Italia ha un posizionamento geografico strategico Nella definizione delle rotte principali e dei porti sono strategici due/tre stretti (Suez, Panama, Malacca) Modello attuale: grandi rotte collegano i principali porti e da essi linee di feeder o trasporto terrestre distribuiscono ai mercati finali 37

38 TEUs sottratte alla portualità italiana (stima 2012) Anversa; Amburgo; Le Havre; Zeebrugge; Rotterdam; Perdita di TEUs all anno Fonte: Ministero dei Traporti

39 Autorità portuale di Valencia: Missione Favorire la competitività estera del tessuto economico e sociale dell area di riferimento, con un offerta competitiva in termini di qualità e di prezzo, così come in termini di infrastrutture e servizi marittimi, intermodali, logistiche e portuali 39

40 Autorità portuale di Valencia: Visione 1. Consolidare il porto di Valencia come il maggiore gateway transoceanico della penisola iberica 2. Convertire il porto nel hub di distribuzione regionale e la piattaforma logistica intermodale principale del Mediterraneo occidentale 4. Essere in grado, entro il 2015, di gestire un traffico pari a 68 milioni di tonnellate o 4 milioni di TEUs 5. Consolidare e rafforzare lo status deep sea (navigazione oceanica a lungo raggio) dei suoi porti 6. Sviluppare la natura di piattaforma logistica intermodale 7. Espandere i servizi forniti ai traffici chiave della comunità di Valencia e più in generale della penisola iberica 8. Consolidare il modello di sviluppo sostenibile dei suoi porti 40

41 Autorità portuale di Valencia: Valori 1. Servizio pubblico che genera ricchezza a beneficio della comunità 2. Efficienza economica che orienta il modello di sviluppo verso standard in linea con le politiche regionali, nazionali ed europee 3. Qualità del servizio e gestione orientata alla customer satisfaction 4. Sostenibilità ambientale, dimostrata dal fatto che il porto è il punto di riferimento per la tutela dell ambiente 41

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