LA BASE MOTORIA E INTENZIONALE DELL APPRENDERE

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1 IL CONTRIBUTO DELLE NEUROSCIENZE: IL DIBATTITO IN AMBITO EDUCATIVO. Bressanone 26/10/2012; Daniela Mario LA BASE MOTORIA E INTENZIONALE DELL APPRENDERE I neuroni specchio e le rappresentazioni condivise

2 SAPPIAMO CHE: IMPARIAMO PRIMA E MEGLIO: attraverso il corpo e il movimento; facendo esperienza delle cose; quando siamo mossi da una precisa intenzionalità.

3 Allora cosa c è di nuovo? DOPO LA SCOPERTA DEI NEURONI SPECCHIO base motoria non significa che si deve usare il corpo o il movimento per apprendere intenzionalità non significa che per imparare ci sia bisogno di un intenzionalità consapevole da parte di entrambi o di uno dei poli della relazione

4 Per base motoria s intende che l area motoria del nostro cervello è implicata (almeno come innesco) nella comprensione delle azioni/percezioni che accadono intorno a noi.

5 Come si é arrivati a questa conclusione? Si è scoperto che quando osserviamo un azione si attivano gli stessi circuiti che si accendono quando eseguiamo la stessa azione Ciò significa che usiamo le stesse connessioni sensori-motorie (quelle che usiamo per eseguire e controllare i movimenti) per comprendere l azione osservata.

6 SE QUESTO É VERO significa che la base del nostro apprendimento è di natura motoria e che la comprensione non viene gestita su base simbolica, in un area di elaborazione elevata che non comunica con l area motoria (modello cognitivista), ma che Il cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende (So quel che fai Rizzolatti e Sinigaglia, 2006).

7 La cosa sorprendente dei mirror non riguarda solo lo sfruttamento dei circuiti motori per soddisfare altri scopi (comprendere azioni, strutturare frasi ) quanto il fatto che i mirror mappano e conservano le relazioni intenzionali (oggetto-scopo) che continuamente esperiamo nell ambiente e che costituiscono la base neurale dei nostri apprendimenti. I mirror organizzano l apprendimento su base intenzionale, cioè intorno ad uno scopo.

8 In tale prospettiva COMPRENDERE significa: COGLIERE LO SCOPO di un azione o situazione, ovvero, prevedere il risultato delle sue conseguenze Infatti Se un azione (non essendo un semplice movimento) comporta sempre una direzione, cioè uno scopo attivare il circuito che mappa l azione osservata significa averne colto implicitamente lo scopo (la direzione) perché se così non fosse, o se l intenzione individuata fosse altra, si attiverebbe un'altra concatenazione scopo-diretta o nessuna.

9 Secondo il paradigma neuroscientifico: La comprensione e l apprendimento di nuovi concetti non sarebbero solo dipendenti dalle mappe mentali individuali quanto eventi collegati al realizzarsi di uno stato di sintonizzazione tra pattern interni ed esterni.

10 LA SINTONIZZAZIONE CHE PRODUCE APPRENDIMENTO Secondo Gallese il livello di sintonizzazione in grado di produrre processi di apprendimento, o di aggiustamento di stati neurofisiologici si realizza di fronte ad una differenza minima delle reciproche prerappresentazioni, come in una sorta di piccoli passi ; differenze superiori a una certa soglia non smuoverebbero, cioè non trascinerebbero verso il cambiamento e non permetterebbero quindi l apprendimento (Gallese, 2007).

11 Quali sono le conseguenze delle proprietà specchio sul piano della formazione? Se la comprensione: 1. Avviene su base motoria, cioè si basa sulla simulazione dell azione (osservata, ascoltata, letta ); 2. Dipende dal repertorio di strutture di relazioni intenzionali possedute 3. É organizzata intorno ad uno scopo; 4. Richiede un certo grado di sintonizzazione, che si realizza per effetto della condivisione delle reciproche rappresentazioni.

12 Allora la scuola dovrebbe: (punti 1 e 2) Attingere dal repertorio di concatenazioni precedentemente formate (per effetto delle interazioni con l ambiente), condizione basale al realizzarsi dei processi di rispecchiamento funzionali all apprendimento; Utilizzare un linguaggio sensorimotorio capace di riattivare l esperienza senso-motoria legata agli oggetti a cui le parole si riferiscono (Borghi, 2010);

13 Sarebbe importante: (punto 3) Far cogliere, a livello automatico, la "relazione intenzionale" (cioè di scopo ) tra i concetti, condizione basale alla comprensione; Mettere in rilievo la struttura di relazioni che organizza un argomento (Bruner) e fare in modo che questa venga colta dagli allievi.

14 Sarebbe importante: (punto 4) Agire all interno della zona prossimale di sviluppo (Vygotskij) che, in questa prospettiva corrisponderebbe alla possibilità di comprendere le relazioni di scopo che collegano diversi concetti, condizione che provocherebbe la sintonizzazione intenzionale, ovvero i processi di rispecchiamento (che avvierebbero l apprendimento).

15 Per favorire: la "sintonizzazione tra la struttura di relazioni agentive, precedentemente mappate dal soggetto, e la configurazionestimolo presentata (rappresentazioni condivise) l uso della metafora cognitiva (Lakoff e Johnson 1998) può rappresentare un valido strumentoponte tra le strutture di relazioni possedute dall allievo e quelle implicate nella situazione-stimolo.

16 L idea è che: Il livello di sintonizzazione che si crea tra le reciproche pre-rappresentazioni, essendo collegato all intensità di attivazione sinaptica, determini il grado di motivazione all azione o al compito. La motivazione che spinge all azione sarebbe mobilitata dalla presenza di una certa somiglianza strutturale tra i percorsi neurali del soggetto che apprende e le modellizzazioni utilizzate da colui che insegna.

17 L ipotesi è: La maggior intensità sinaptica, dovuta al realizzarsi dello stato di sintonizzazione intenzionale, provochi il rilascio di quell energia motivazionale che decreta le condizioni di rilevanza dello stimolo e l attivazione dei meccanismi attenzionali. Se uno stimolo diventa più rilevante quando la sua comprensione richiede uno sforzo minore (Sperber e Wilson,1986), in questa prospettiva il minor sforzo dipenderebbe dal realizzarsi di una pre-comprensione sotto l azione della sintonizzazione intenzionale (almeno per l accensione iniziale del processo).

18 L importanza di: Offrire modelli educativi coerenti, cioè comportamenti prevedibili dell insegnante per favorire nell allievo la percezione delle relazioni intenzionali che legano le diverse performance dell insegnante. Agire a livello del deutero- apprendimento (Bateson, 1972) passando dall apprendimento di livello 1 (insegnamento istituzionale) al livello 2 (imparare ad imparare) che ha sempre ha che fare con la comprensione di una struttura che connette.

19 Di fronte al buio noi possiamo scegliere di urlare consegnandoci al mistero o tentare di accendere una candela. Carl Sagan

20 Bibliografia Borghi, A.M., (2010). Parole, non simboli. in SISTEMI INTELLIGENTI, 1, pp Buccino G., Binkofski F., Riggio L. (2004). The mirror neuron system and action recognition, in «Brain and Language», 89, pp Gallese V. (2007). Dai neuroni specchio alla consonanza intenzionale. Meccanismi neurofisiologici dell intersoggettività. Rivista di Psicoanalisi, LIII, 1: Lakoff, G., & Johnson, M. (1998). Metafore e vita quotidiana. Bologna: Il Mulino. Rizzolati G., & C.Sinigaglia C. (2006). So quel che fai, Il cervello che agisce e i neuroni specchio, Milano: Raffaello Cortina Editore. Sperber, D. e Wilson, D. (1986). Relevance: Communication and Cognition, Blackwell, Oxford, Harvard University Press, Cambridge, Mass. Trad. ital. La pertinenza, Anabasi, Milano, Vygotskij, L.S. (1962). Thought and language. Chicago: The MIT Press. Trad. it. Pensiero e linguaggio. Firenze: Giunti Barbera, 1996.

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