Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA FACOLTÀ DI ECONOMIA Corso di Laurea Magistrale in Finanza e Statistica TESI DI LAUREA Microfinanza e microcredito in Europa: il caso studio Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese LAUREANDA RELATORE Martina Ruggeri Prof.ssa Elena Stanghellini Anno Accademico

2 INDICE INTRODUZIONE SVILUPPO DEL MICROCREDITO E DELLA MICROFINANZA NEL CONTINENTE EUROPEO Il microcredito e la microfinanza La povertà, l esclusione sociale e l esclusione finanziaria in Europa Il concetto di microcredito e il panorama istituzionale e normativo nell Unione Europea European Microfinance Network Codice europeo di buona condotta per l erogazione di microcrediti European Financial Inclusion Network È giusto definire il credito sociale come credito al consumo? Il credit scoring e il microcredito: ha senso valutare l affidabilità creditizia del richiedente di un microprestito? IL MICROCREDITO NELL UNIONE EUROPEA: LE INIZIATIVE COMUNITARIE E IL PROGETTO CAPIC Il microcredito: una priorità per l Unione Europea Le iniziative europee per la microfinanza e il microcredito: CIP, JEREMIE e JASMINE European PROGRESS Microfinance Facility Il progetto comunitario CAPIC I quattro casi studio del progetto comunitario CAPIC IL SISTEMA PROVINCIALE DI MICROCREDITO PISTOIESE : UN ANALISI APPROFONDITA Il caso studio italiano dell iniziativa CAPIC: il Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese I

3 3.2 Il Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese: i soggetti coinvolti e le caratteristiche del progetto La raccolta e la valutazione delle richieste presso il Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese Regressione logistica Gli alberi di classificazione Analisi dati del Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese: descrizione dei data set utilizzati Alcune analisi descrittive Applicazione del modello logistico ai dati del Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese Applicazione pratica degli alberi di classificazione ai dati del Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese Considerazioni conclusive sull analisi dati del Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese CONCLUSIONI APPENDICE A Regressione logistica in R APPENDICE B Alberi di classificazione in R BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA II

4 INTRODUZIONE La complessa crisi economica degli ultimi anni ha generato rilevanti instabilità nei mercati finanziari e negli scenari socioeconomici di molti Paesi. Il fallimento del colosso bancario statunitense Lehman Brothers e la successiva crisi dell area Euro hanno generato pesanti ripercussioni sulla crescita economica, sullo sviluppo e sul welfare di ogni Stato. I tassi di disoccupazione, soprattutto quella giovanile, crescono vertiginosamente mese dopo mese e, sulla stessa lunghezza d onda, si muovono i tassi di povertà e di esclusione sociale e finanziaria, che implicano difficoltà nel ricorso al tradizionale credito al consumo. Ampie fasce di popolazione sia del Sud del Mondo sia dei paesi più industrializzati, infatti, non hanno la possibilità di accedere ai circuiti bancari per ottenere prestiti, in quanto prive di garanzie reali. Per questo, il bisogno di acquistare un nuovo elettrodomestico, un automobile o pagare i canoni mensili di affitto di un abitazione, rimarrà insoddisfatto e il consumatore si troverà, spesso inaspettatamente, a fronteggiare gravi situazioni debitorie. In questo aspro contesto, in cui gli istituti bancari e finanziari non sono interessati ai soggetti inaffidabili dal punto di vista creditizio o, quantomeno, poveri, si afferma il microcredito. Sono venuta a conoscenza di questo potente strumento della microfinanza grazie ad uno stage presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nel corso del quale ho partecipato attivamente al progetto Microcredito Perugia. L intento dell iniziativa è concedere prestiti di piccolo ammontare a quei soggetti esclusi dai tradizionali circuiti bancari e privi di qualsiasi garanzia reale, siano essi persone fisiche o microimprese. Partecipando, inoltre, ad un workshop sulla problematica dei partenariati nelle iniziative europee di microcredito sociale, organizzato dalla Fondazione Un Raggio di Luce ONLUS e tenutosi a Pistoia lo scorso 13 novembre 2012, ho potuto conoscere il progetto comunitario CAPIC, promotore della diffusione di buone pratiche di microcredito orientato al sociale e della cooperazione tra enti pubblici, enti non profit e istituzioni finanziarie. Attraverso queste iniziative e grazie all interesse che è scaturito in me, ho pensato che descrivere lo sviluppo e l evoluzione del microcredito e della microfinanza nel contesto dell Unione Europea fosse il migliore epilogo di una così importante e significativa esperienza. 1

5 Nel primo capitolo dell elaborato mi sono concentrata sull insediamento del microcredito in Europa, quindi sulla distribuzione geografica delle istituzioni di microfinanza e sui contesti normativi vigenti. La somiglianza tra microcredito sociale e credito al consumo fa spesso pensare all esistenza, anche nell ambito microfinanziario, di sistemi di credit scoring per valutare l affidabilità creditizia del richiedente, non ancora particolarmente diffusi viste le finalità essenzialmente sociali del microcredito. Nel secondo capitolo, la mia attenzione è stata rivolta all impegno dell Unione Europea verso la microfinanza e il microcredito. Grazie alle iniziative CIP, JEREMIE, JASMINE e, in particolare, PROGRESS Microfinance, vengono erogati finanziamenti alle istituzioni di microfinanza interessate alla crescita delle micro e piccole imprese. Mi sono focalizzata, inoltre, sul progetto CAPIC, co-finanziato dal programma comunitario PROGRESS e mirato alla diffusione delle conoscenze e competenze possedute dalle quattro iniziative di microcredito sociale analizzate nell ambito del progetto stesso. Argomento centrale del terzo capitolo di questa tesi è il Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese, uno dei quattro casi studio del progetto CAPIC. In quest ultima parte illustro la struttura del microcredito pistoiese, i partner coinvolti e il processo di raccolta e valutazione delle richieste di microcredito. Con l aiuto dei dati relativi al biennio , gentilmente concessimi, ho svolto alcune analisi avvalendomi della regressione logistica e costruendo alberi di classificazione, al fine di individuare quali variabili possono influenzare la decisione del Comitato di Valutazione che giudica l idoneità di ciascuna domanda ai principi del microcredito. Colgo l occasione per ringraziare la Professoressa Elena Stanghellini, per i suoi preziosi insegnamenti, per la sua professionalità e per tutto l aiuto fornito durante la stesura di questa tesi. Un sentito ringraziamento alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in particolare al Dott. Sergio Pieroni, grazie ai quali ho potuto conoscere da vicino lo strumento del microcredito. Desidero, inoltre, ringraziare il Sistema Provinciale di Microcredito Pistoiese e la Fondazione Un Raggio di Luce ONLUS, per avermi offerto l opportunità di partecipare ad un workshop internazionale e di trattare i loro dati. 2

6 CAPITOLO 1 SVILUPPO DEL MICROCREDITO E DELLA MICROFINANZA NEL CONTINENTE EUROPEO 1.1 Il microcredito e la microfinanza Il fenomeno della globalizzazione è stato determinante, non solo per l evoluzione del sistema socioeconomico mondiale ma, anche, per la sempre più forte interdipendenza tra le aree del pianeta. I problemi un tempo singoli per ogni paese, si sono trasformati in problemi globali, rappresentando a volte vere e proprie minacce al benessere della popolazione. Non a caso, gli elevati tassi di povertà dei paesi del Sud del Mondo sono diventati un male globale da combattere con la massima determinazione. Grazie alla maggior connessione tra i paesi in via di sviluppo e quelli più industrializzati, sono stati definiti molteplici meccanismi e strumenti, con caratteristiche di solidarietà e mutualismo, per combattere la povertà e l esclusione finanziaria e sociale. Uno fra questi, noto come strumento di lotta alla povertà, è il microcredito. Con il termine microcredito si definisce l attività di erogazione di prestiti di piccole dimensioni a soggetti classificati come non bancabili (in inglese unbanked ). Questi soggetti, appartenendo ad una fascia di reddito molto bassa ed essendo privi delle garanzie patrimoniali richieste dalle istituzioni di credito ordinario, non hanno la possibilità di accedere ai tradizionali circuiti bancari. Nonostante ciò, grazie alla microfinanza ed, in particolare, al microcredito, gli unbanked potranno far fronte a temporanee mancanze di liquidità nella propria famiglia o avviare piccole attività imprenditoriali autonome. Capita molto spesso di confondere il termine microfinanza con microcredito. In realtà, si tratta di due concetti che differiscono, pur rivolgendosi allo stesso target di persone e pur avendo gli stessi obiettivi. La microfinanza comprende tutti quei prodotti e servizi finanziari (concessione di crediti, gestione dei risparmi, dei pagamenti, l utilizzo di carte di credito, assicurazioni e anche servizi di sviluppo aziendale e alfabetizzazione finanziaria) offerti da istituzioni finanziarie specializzate, comunemente dette istituzioni di 3

7 microfinanza, a soggetti reputati non solvibili. Le istituzioni di microfinanza sono associazioni senza scopo di lucro o Organizzazioni Non Governative che mettono a disposizione della propria clientela servizi di credito, assistenza tecnica e formazione per le piccole e le microimprese. Il microcredito è, invece, lo strumento con cui le istituzioni di microfinanza forniscono importi di basso ammontare a chi ne fa richiesta. Avvalendosi dei meccanismi tradizionali dell economia e della finanza, il microcredito trova valide soluzioni a tutte quelle situazioni di crisi di sviluppo, dove né l economia né la finanza riescono ad arrivare o non vogliono intervenire. Anzi, economia e finanza hanno in precedenza generato squilibri di varia entità, che il microcredito si impegna a sanare rilanciando il valore reale dei rapporti finanziari. Le due principali tipologie di microcredito sono: il credito sociale, definito spesso come credito al consumo, e il credito all impresa, volto alla realizzazione o alla manutenzione di micro o piccole imprese. Le origini del microcredito moderno risalgono alla metà degli anni 70. Muhammad Yunus, professore di economia presso l Università di Chittagong, in Bangladesh, e Premio Nobel per la Pace nel 2006, avviò nel 1976 un attività di concessione di piccoli prestiti ai poveri della zona, mettendo a disposizione una parte delle proprie risorse economiche e permettendo ai soggetti beneficiari di uscire dalla morsa degli usurai. Ovviamente Yunus prestò denaro senza chiedere in cambio nessuna garanzia patrimoniale ai suoi clienti. I risultati iniziali di questo esperimento furono, con grande stupore, positivi: il tasso di restituzione dei primi 27 dollari, prestati principalmente a giovani lavoratrici artigiane, fino a quel momento sfruttate a 2 centesimi di dollaro al giorno, fu del 100%. Nonostante le critiche e le opposizioni allo sviluppo e alla diffusione dell iniziativa, sollevate dalle banche del luogo e dalle istituzioni finanziarie mondiali, tra il 1979 e il 1983, con la collaborazione di alcuni suoi studenti, Yunus fondò la Grameen Bank o banca del villaggio. Lo stesso Yunus afferma: Quando oggi qualcuno mi chiede: Come le sono venute tutte quelle idee innovative? Lei non ha una formazione specifica, come ha fatto a inventare Grameen?, io rispondo: Abbiamo guardato come funzionano le altre banche e abbiamo fatto il contrario. 1 1 MUHAMMAD YUNUS, 2010, Il banchiere dei poveri, Milano, Universale Economica Feltrinelli, XIV edizione, p

8 E proprio da questa espressione che, a mio avviso, è possibile evincere il principio sul quale si fonda l intero sistema della Grameen Bank: non devono essere i clienti ad andare in banca, ma la banca ad andare dai clienti, perché per un povero, e per giunta analfabeta, un ufficio si presta come un luogo terrificante che porta ad aumentare la distanza sociale tra il cliente stesso e l istituto di credito. La presenza in ufficio di un qualsiasi membro del personale, infatti, è considerata una violazione alle regole della Grameen Bank. Secondo Yunus, la mera condizione di povero 2 non è incompatibile con quella di destinatario del prestito. Questa affermazione è giustificata dal fatto che un povero di beni economici, se possiede spiccate capacità tecniche e imprenditoriali ed ha tutte le carte in regola per accedere al credito, almeno da un punto di vista di solvibilità può essere più meritevole di credito di un non povero. L attività di concessione di microcrediti, quindi, favorisce l avvio di un processo di trasformazione e crescita economica, aiuta le persone a cambiare se stesse e a investire in un futuro migliore, privo dell attuale stato di povertà e di esclusione finanziaria e sociale in cui si trovano. La Grameen Bank, ad oggi, è diffusa in più di 80 mila villaggi, conta circa 2565 filiali ed ha più di 8 milioni di clienti, il 97% dei quali donne 3. Questa realtà è senza dubbio il punto di riferimento per lo sviluppo del microcredito moderno, anche se le radici di questo importante strumento affondano in altre iniziative più lontane nel tempo. Molte sono ad oggi le istituzioni di microfinanza che praticano il microcredito. Queste operano a livello internazionale per promuovere congiuntamente la coesione sociale, l accesso al credito da parte di individui privi di garanzie patrimoniali e la crescita all interno dei mercati globali. Il Rapporto 2012 della Microcredit Summit Campaign 4 sintetizza i risultati che la microfinanza ha raggiunto su scala mondiale per combattere la povertà. Tale elaborazione è il frutto di una ricerca condotta per conto dell ONU sull attività delle varie istituzioni di microfinanza che hanno fornito, nel corso del 2011, i risultati da loro raggiunti nel Povero, secondo l ISTAT, è colui che si trova strutturalmente o temporaneamente in deficit di liquidità, ed è privo di fonti di reddito o di patrimonio da offrire in garanzia (definizione rielaborata). 3 Dati aggiornati al Per consultare altri dati relativi al bilancio, all attività e alla rete della Grameen Bank si rimanda al sito Web 4 Microcredit Summit Campaign è un progetto di RESULTS Educational Fund, un organizzazione statunitense impegnata a contrastare la fame e la povertà nel mondo. 5

9 Al 31 dicembre 2010 gli istituti di microfinanza sono in tutto il mondo 3652 e raggiungono circa 205 milioni di clienti. Di questi, più di 137 milioni (+ 1710% rispetto al 1997) si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta 5, vivendo con meno di un dollaro al giorno, e circa l 82,3% di questi soggetti poveri è di sesso femminile. Se consideriamo la distribuzione geografica delle 3652 istituzioni, possiamo notare che 3493 si trovano nei paesi in via di sviluppo (1009 nell Africa Sub-Sahariana, 1746 in Asia e nel Pacifico, 647 in America Latina e nei Caraibi, 91 in Medio Oriente e in Nord Africa), mentre le restanti 159 sono dislocate fra i paesi industrializzati (86 in Nord America ed Europa occidentale, 73 in Europa orientale e Asia centrale) 6. Alla luce dei dati riportati nella Tabella 1.1, estratta dal Rapporto 2012 della Microcredit Summit Campaign, possiamo constatare che la continua crescita del microcredito, soprattutto negli ultimi anni, dovuta anche alla recente crisi economica mondiale, avvicina l obiettivo che si è posto l ONU per il L intenzione delle Nazioni Unite è di raggiungere circa 175 milioni di beneficiari, la maggior parte dei quali si trova, oggi, sotto la soglia di povertà, vivendo con meno di un dollaro al giorno. Considerato che nel 2010 i destinatari di microprestiti sono stati circa 138 milioni, c è una forte convinzione di poter perseguire con successo l obiettivo che l Organizzazione si è posta. Anno N. Istituzioni di Microfinanza N. totale destinatari (mln) N. totale destinatari sotto la soglia di povertà assoluta (mln) % dei destinatari sotto la soglia di povertà ,48 7, ,94 12, ,56 13, ,68 19, ,93 26, ,61 41, ,87 54, ,27 66, ,26 81, ,03 92, ,83 106, ,14 128, ,31 137,55 67 Tabella 1.1 Evoluzione della microfinanza nel mondo dal 1997 al Fonte: State of Microcredit Summit Campaign, Report Come definito dall ISTAT, la povertà assoluta si riferisce all'incapacità di acquisire i beni e i servizi necessari a raggiungere uno standard di vita ritenuto minimo accettabile nel contesto di appartenenza. 6 Dati aggiornati al Per la consultazione del Rapporto della Microcredit Summit Campaign si rimanda al sito Web 6

10 1.2 La povertà, l esclusione sociale e l esclusione finanziaria in Europa Negli ultimi decenni, in Europa, la microfinanza si è notevolmente diffusa. Nonostante la sua eterogeneità interna, dovuta ai differenti sistemi giuridici ed istituzionali degli Stati membri dell Unione Europea e alla diversa natura dei principali enti erogatori di microcredito, il contesto microfinanziario ha portato allo sviluppo del sempre più dinamico strumento del microcredito. Le attività a sostegno delle fasce sociali più disagiate trovarono origine nella seconda metà dell 800 con le piccole banche di villaggio create da Raiffeisen in Germania, le Lending Charities inglesi, le casse rurali e le banche cooperative popolari in Italia. Sebbene la microfinanza e il microcredito abbiano radici ben più profonde e antiche di quanto si possa pensare, rimangono esperienze piuttosto recenti nel continente europeo, dove hanno trovato terreno fertile a partire dagli anni 80. Il credito micro è approdato prima nei paesi dell Est Europa, negli anni della crisi e del dissolvimento del sistema sovietico, favorendo, soprattutto, lo sviluppo delle microimprese. Solo successivamente ha raggiunto le regioni occidentali del Vecchio Continente impegnandosi a garantire la crescita economica e la coesione sociale. European Anti-Poverty Network 7 riconduce le numerose definizioni di povertà all interno di due concetti: la povertà assoluta e la povertà relativa. La povertà assoluta si riferisce all impossibilità per una persona di procurarsi un dato paniere di beni e servizi primari il cui consumo è necessario per vivere in modo decoroso. La povertà relativa, invece, considera povero chi possiede risorse significativamente inferiori a quelle possedute, in media, dagli altri membri della società in cui vive. Nell Unione Europea tutte le persone che possiedono un reddito inferiore al 60% del valore della mediana dei redditi del proprio paese sono da considerare a rischio di povertà 8. La povertà è strettamente correlata al concetto di esclusione sociale. L una può essere causa e, allo stesso tempo, conseguenza dell altra. L esclusione sociale è un fenomeno complesso, multidimensionale e multilivello. È multidimensionale poiché può essere generata da situazioni caratterizzate da bassi redditi, disoccupazione, mancato accesso alle strutture educative e informative, difficoltà nell ottenere servizi socio-sanitari adeguati, ecc. 7 European Anti-Poverty Network è un network di Organizzazioni Non Governative (ONG) e altri gruppi, istituito nel 1990, costantemente impegnato nella lotta contro la povertà e l esclusione sociale nei paesi membri dell Unione Europea. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito Web 8 E possibile trovare informazioni sulle definizioni di povertà adottate dall Unione Europea collegandosi alla pagina Web 7

11 E multilivello, invece, quando le cause dell esclusione possono derivare da misure adottate a livello individuale o nazionale. Benché l esclusione sociale in Europa sia difficile da quantificare, vari sono gli indicatori utilizzati che permettono di avere una panoramica sull estensione di tale problema. Alcuni fra questi sono il tasso di disoccupazione, il livello d istruzione dei cittadini europei, il livello di soddisfazione delle cure e dei controlli medici e il tasso delle persone che non utilizzano Internet. A tal proposito, l esclusione da Internet comporta l allontanamento dai contatti sociali e da uno stock crescente di informazioni. L esclusione sociale, a sua volta, è sia una causa sia una conseguenza dell esclusione finanziaria. Un soggetto è escluso dal circuito finanziario quando non ha alcun accesso (o accesso parziale) ai servizi offerti dagli istituti finanziari nel suo paese di residenza. L accesso ai tradizionali circuiti bancari e finanziari è, infatti, una condizione necessaria affinché ogni cittadino possa essere economicamente e socialmente integrato nella società in cui vive. In Europa, l esclusione finanziaria può dipendere anche da altre caratteristiche, come l età dei soggetti, il sesso, il livello d istruzione, la loro posizione lavorativa e il reddito famigliare, e colpisce, con maggior probabilità, i seguenti soggetti: le famiglie mono-genitoriali; i nuclei familiari privi di una fissa retribuzione; le donne; i disabili; i giovani dai 18 ai 25 anni in Europa occidentale e persone di età superiore ai 65 anni nell Europa orientale; i disoccupati; le persone con bassi livelli di istruzione; gli immigrati e i soggetti appartenenti a comunità etniche; chi vive nelle zone rurali. Quindi, il settore della microfinanza nei paesi dell Unione Europea, oltre a delineare uno strumento molto utile quale è il microcredito, tenta di migliorare le condizioni socioeconomiche dei soggetti più svantaggiati e stimola una rete di sinergie tra istituzioni pubbliche e private, entità profit e non profit. 8

12 1.3 Il concetto di microcredito e il panorama istituzionale e normativo nell Unione Europea Il microcredito è uno dei principali strumenti della microfinanza. In molti Stati membri questo settore è particolarmente attivo e, a livello comunitario, incoraggia l iniziativa imprenditoriale dei disoccupati e dei piccoli imprenditori, ma anche quella delle donne e dei membri delle minoranze etniche. Non esiste, però, una definizione comune per lo strumento del microcredito. Ogni Paese, infatti, a seconda del proprio contesto sociale, economico e politico, attribuisce a tale concetto un significato simile ma differente rispetto a quello utilizzato dagli altri Stati membri. I termini e le condizioni di prestito applicati sono assai vari. Chiari esempi possono essere il diverso ammontare degli importi concessi e il termine di rimborso. La Commissione Europea con il termine microcredito si riferisce a prestiti non superiori ai 25 mila Euro. In Europa, in realtà, gli attori principali definiscono questo strumento come un microfinanziamento di importo molto inferiore a tale ammontare: la media è di dieci mila Euro per i quindici vecchi Stati membri e di Euro per i dodici nuovi. I microcrediti sono, quindi, di un ammontare ridotto rispetto ai prestiti convenzionali e non è ammessa la similitudine con un tipico credito bancario. Per quanto riguarda il termine di rimborso, invece, è solitamente inferiore ai sei mesi e la durata del microprestito varia da un minimo di dodici mensilità ad un massimo di dieci anni, a discrezionalità del Paese. Questo servizio offerto dalla microfinanza, però, ha anche alcune caratteristiche comuni a tutti i paesi europei ed extraeuropei ove è praticato. I microcrediti si distinguono dai tradizionali finanziamenti perché sono concessi non solo dalle banche ma, anche, da istituzioni non bancarie autorizzate e si riferiscono ad un certo target di potenziali beneficiari. Si tratta di prestiti con una durata ridotta, erogati a soggetti privi di garanzie reali. I tassi di interesse applicati sono maggiori rispetto a quelli praticati sui tradizionali prestiti bancari, in quanto il microcredito comporta elevate spese di gestione. Inoltre, nei Paesi dove sono in vigore leggi specifiche sull usura, è fondamentale che i finanziatori di microprestiti applichino tassi di interesse non superiori ai livelli massimi definiti. Tuttavia, l assenza di una stessa definizione di microcredito adottata da tutti gli Stati membri dell Unione Europea costituisce un ostacolo alla raccolta di dati in merito allo sviluppo di quest attività, rendendo difficile così il monitoraggio del processo evolutivo dello strumento nel nostro continente. Questa eterogeneità delle definizioni, inoltre, si riflette nel panorama europeo dei fornitori di 9

13 microcredito molto diversificato in termini di dimensioni, prodotti e servizi offerti, destinatari finali e forme giuridiche adottate. Gli enti erogatori di microcredito si classificano in istituti bancari (banche commerciali, casse di risparmio, banche di credito cooperativo, ) e in istituti non bancari (fondazioni, Organizzazioni Non Goverantive e istituzioni religiose). Le banche erano inizialmente un po diffidenti nei confronti del microcredito. I motivi erano essenzialmente tre: il tipo di clientela al quale questo strumento si rivolge, gli altissimi costi operativi e tempi molto lunghi prima di perseguire un profitto. Successivamente, forse anche a causa della crisi, il settore bancario ha cominciato a guardare verso questo strumento, facendo del microcredito un attività accessoria, considerata un opportunità per partecipare allo sviluppo di un settore che, nel tempo, si sarebbe potuto rivelare redditizio. Inoltre, grazie alla loro attuale partecipazione in partenariati, che vedono coinvolte istituzioni pubbliche, private e enti non profit, gli istituti bancari possono beneficiare di molti vantaggi ed incentivi per la loro attività. Per quanto concerne gli istituti non bancari, spesso definiti in tale contesto come istituzioni di microfinanza, questi erogano la maggior percentuale di microcrediti concessi nel territorio europeo. Sebbene la principale attività di molti istituti non bancari sia la concessione di microprestiti, vi sono alcune eccezioni: in alcuni Stati membri dell Unione Europea esiste un monopolio bancario che limita l attività di prestito ai soli istituti bancari; viceversa, in altri Stati membri, nonostante l esistenza di un monopolio bancario, gli istituti non bancari sono, comunque, autorizzati alla concessione di microcrediti. Comune è, invece, la normativa bancaria europea che non autorizza questa tipologia di istituzioni alla ricezione di depositi da parte del pubblico. Infine, come le banche, anche le istituzioni microfinanziare non bancarie si inseriscono in partenariati caratterizzati dalla presenza di tre diversi promotori: le organizzazioni senza scopo di lucro, le banche e gli enti pubblici. A proposito degli enti pubblici, quest ultimi sono classificati tra i protagonisti più influenti nel settore del microcredito. Sia a livello europeo, nazionale che regionale, gli enti pubblici si impegnano per supportare gli istituti bancari e quelli non bancari nelle attività di organizzazione, gestione ed erogazione dei microprestiti, generando una valida e forte cooperazione tra le banche, le organizzazioni non profit e l ente pubblico medesimo. Grazie ai fondi di garanzia, ai fondi strutturali dell Unione Europea e ad altre risorse finanziarie, il settore pubblico interviene per colmare eventuali inadempienze e per finanziare le attività di microcredito, assicurandone il successo. 10

14 Oltre alla classificazione sopra descritta, eseguita in base alla tipologia istituzionale, le istituzioni attive nel settore della microfinanza e del microcredito possono essere distinte anche in base alle categorie di beneficiari. Le banche sono principalmente impegnate nella concessione di microfinanziamenti alle microimprese, essendo più elevati gli importi richiesti; gli istituti non bancari, invece, erogano piccoli prestiti alle persone socialmente ed economicamente escluse. Infine, per poter svolgere delle attività di natura simile a quelle bancarie, le istituzioni, banche o meno, devono essere registrate presso un autorità di vigilanza bancaria e ogni operazione da loro eseguita deve essere conforme alla normativa del paese in cui si trovano. La varietà di definizioni date al concetto di microcredito e la diversità delle istituzioni che lo praticano si riflettono nei differenti quadri legislativi adottati, a tal proposito, dai diversi Paesi membri. Per ovviare alla mancanza di una normativa unica, la Commissione Europea ha invitato gli Stati membri ad allineare i propri quadri normativi, istituzionali e commerciali, adottando misure idonee per promuovere l efficace diffusione del microcredito e per aiutare le nazioni nella definizione degli obiettivi da perseguire in questo ambiente. Nell Unione Europea, solo la Francia, la Romania e, dal 2010, anche l Italia, hanno delle legislazioni ad hoc per il microcredito. La Francia è il paese europeo che vanta il maggior numero di microprestiti concessi. Molte sono le iniziative a sostegno dei giovani e degli immigrati portate avanti da amministrazioni locali e regionali, al fine di sottolineare il ruolo che gioca il microcredito nello sviluppo sociale e nella lotta alla precarietà. Nel territorio francese solo le banche e altre istituzioni soggette alla stessa disciplina bancaria potevano impegnarsi nelle operazioni di concessione dei prestiti (crediti tradizionali e microcrediti). Solo a partire 2001, anche le associazioni senza scopo di lucro possono concedere prestiti e i beneficiari dovranno destinare i crediti ottenuti alla creazione e allo sviluppo di microimprese. Per essere ammesse all attività di microcredito, però, le associazioni devono soddisfare alcune condizioni, come l avanzata esperienza nel sostegno delle start-up e specifiche norme prudenziali. La Legge Borloo sulla coesione sociale, del 2005, attraverso il programma sostenitore dello sviluppo della microfinanza, Soutenir le développement de la microfinance, ha contribuito alla creazione del Fondo di Coesione Sociale, gestito dalla Caisse del Dépôts et Consignations, attraverso il quale alcune società forniscono garanzie per le attività di microcredito. Tale legge ha definito anche la nuova 11

15 tipologia del microcredito sociale in Francia, riservato ai soggetti esclusi dai tradizionali circuiti bancari. In seguito all evoluzione della legislazione bancaria francese, l associazione ADIE Association pour le droit à l Initiative Economique 9, insieme a France Initiative, è il più grande programma di microfinanza in Francia e in Europa. L ADIE, nata nel 1989 grazie all economista Maria Novak, persegue la propria mission operando su tutto il territorio nazionale. Al programma partecipano anche gli enti pubblici, i quali sostengono con interesse l attività e la forte azione sociale svolta sulla popolazione dall Associazione. In Romania la legge che regola il settore del microcredito è la Legge n. 93/2009. Quest ultima consente alle istituzioni non bancarie di erogare crediti e di fornire altri servizi e prodotti della microfinanza. Due sono le grandi banche romene ad operare nel contesto microfinanziario: ProCredit Bank 10 e Volksbank 11. La prima offre due tipologie di prodotti alle microimprese: Rapid Credit, un prestito fino a Euro destinato alle piccole-medie imprese con più di tre mesi di vita; Investment Credit, un prestito di ammontare compreso tra e Euro. Volksbank è una banca commerciale, attiva dal Maggio del 2000, che offre, come la ProCredit Bank, due prodotti alle microimprese: Easy Credit e Easy Invest, entrambi prestiti fino a Euro. Tutte le istituzioni microfinanziarie sono sottoposte alla vigilanza della Banca Centrale Romena, presso la quale devono essere registrate. L Italia, infine, con il D.lgs. n. 141 del 13 Agosto 2010, ha posto le basi per una revisione del Titolo V del Testo Unico Bancario che regola l attività dei soggetti operanti nel settore finanziario. Nel nostro paese, i soggetti autorizzati allo svolgimento e alla gestione di iniziative di microcredito sono le istituzioni finanziarie, organizzate in forma di società e soggette alla vigilanza, e i soggetti giuridici senza fini di lucro, ad esempio le ONLUS, che possiedono i requisiti previsti dalla Banca d Italia. Il microcredito in Italia può essere di due diverse tipologie: microcredito all impresa e microcredito sociale. Il primo è un prestito che non può superare i 25 mila Euro. Il microcredito sociale è, invece, un prestito di importo massimo pari a 10 mila Euro, rivolto alle persone che si trovano momentaneamente e improvvisamente in un particolare stato di disagio economico. La gestione del microcredito in Italia deve essere orientata alla sostenibilità dei progetti a lungo termine e alla loro 9 Cfr. http//www.adie.org/. 10 Cfr. http//www.procreditbank.ro/en. 11 Cfr. 12

16 efficienza. I ricavi devono essere destinati alla copertura dei costi e i crediti concessi devono essere recuperati per essere poi erogati ad altri soggetti o imprese bisognose. Negli altri paesi europei, leggi in materia di microcredito sono ancora in via di definizione. Le istituzioni bancarie e quelle non bancarie operano in modo conforme alle normative che regolano la forma giuridica che esse assumono. Il microcredito, quindi, raggruppa una vasta gamma di operatori, diversi tra loro e soggetti a leggi e politiche differenti da paese a paese. Valide soluzioni per favorire la concessione e la diffusione dello strumento del microcredito potrebbero essere: la creazione di un ambiente più favorevole per le istituzioni, maggiori garanzie sui crediti, maggiore trasparenza nelle operazioni finanziarie e un incoraggiamento alle cooperazioni tra istituzioni di diversa natura. Questi sono obiettivi che la Commissione Europea e i Paesi membri stanno cercando di perseguire grazie alla definizione e all applicazione di iniziative e progetti europei nel contesto del microcredito e della microfinanza, illustrati nel prossimo capitolo due. 1.4 European Microfinance Network Tra i principali contributi della Commissione Europea alla diffusione della microfinanza è da citare il supporto alla costituzione della European Microfinance Network, di seguito indicata come EMN. Si tratta di un Organizzazione Non Governativa, nata nell Aprile del 2003, che vede uniti 93 partner tra istituzioni di microfinanza, centri di ricerca e professionisti del settore, provenienti da 21 Paesi membri dell Unione Europea. Oggi, la European Microfinance Network è uno dei principali attori nel contesto della microfinanza in Europa. L Associazione pone come suoi principali obiettivi: il sostegno ai lavoratori autonomi e alle piccole imprese; la diffusione dei servizi offerti dalle istituzioni di microfinanza; lo sviluppo ed il consolidamento di attività di formazione e di assistenza rivolte sia alle realtà che operano nel settore sia ai destinatari dei micro servizi ; l espansione delle istituzioni e dei loro programmi. Per perseguire tali finalità, la EMN organizza nei Paesi membri dell Unione Europea, nei Paesi candidati e presso la Commissione e il Parlamento Europeo, una serie di attività (seminari, workshop, ricerche, analisi, ecc.) per favorire la cooperazione e la diffusione della cultura microfinanziaria. 13

17 La EMN pubblica periodicamente dei rapporti che fotografano il panorama europeo in base a specifiche tematiche analizzate. A tal proposito, nel Gennaio 2010, la Fundación Nantik Lum 12 si è occupata della stesura, per conto della EMN, del working paper Overview of the Microcredit Sector in the European Union, concentrandosi sulla diffusione del microcredito e sulle attività svolte dai membri del network nel periodo di riferimento Da questo rapporto emerge che, nonostante il rallentamento e la crisi dell economia e della finanza, molti sono stati i servizi offerti e in continua evoluzione che hanno fatto del microcredito lo strumento più utilizzato per la creazione di nuovi posti di lavoro e per la promozione di microimprese. Un importante novità della corrente indagine è stata l introduzione nel contesto europeo del personal microcredit : un prestito di dimensioni ridotte destinato alle persone aventi difficoltà nel soddisfare i bisogni di base, come il pagamento dell affitto, le spese per l istruzione, le spese sanitarie ed altri costi. Queste conclusioni 13, pubblicate nel working paper, sono il frutto di un analisi condotta sui dati raccolti con l ausilio di questionari sottoposti a 432 istituzioni presenti in 28 paesi europei 14. Di queste, solo 170 hanno restituito il questionario debitamente compilato e 97 delle rispondenti hanno partecipato all indagine per la prima volta. Circa il 61% delle istituzioni contattate non ha partecipato all indagine. Il 24% delle istituzioni che hanno fornito i propri dati sono soprattutto istituzioni finanziarie non bancarie impegnate unicamente nell erogazione di microcrediti, contro il 28% del 2006 e il 16% del Il restante 76% si dedica anche ad altre attività complementari. In Europa orientale il settore della microfinanza è molto più maturo rispetto all Europa Occidentale. Circa il 50% delle istituzioni dell Est Europa, infatti, ha erogato i primi microcrediti nel nostro Continente tra il 1980 e il 1996; mentre, solo il 15% delle istituzioni occidentali, nello stesso periodo, si è preoccupato di distribuire e diffondere questo nuovo strumento nelle aree di appartenenza. 12 Fundación Nantik Lum è membro di EMN e coordinatrice dell European Microfinance Network Research Working Group per gli anni e La Fondazione è stata creata nel 2003 in Spagna con l obiettivo di lottare contro la povertà e l esclusione dei soggetti più svantaggiati, avvalendosi del microcredito per sostenere le piccole imprese. Per maggiori dettagli sulla Fondazione si rimanda al sito Web 13 Per una rassegna approfondita del Rapporto, si rimanda alla pagina Web 14 Con paesi europei si fa riferimento agli stati già membri dell UE, agli stati candidati all UE e agli stati appartenenti all European Free Trade Area (EFTA). 14

18 Il mercato della microfinanza in Europa è dominato dalle ONG e dalle fondazioni, seguite dalle altre istituzioni finanziare non bancarie, dalle credit union e, infine, dalle banche tradizionali. Nel 2009, le 170 istituzioni rispondenti hanno erogato un totale di microcrediti (-7% rispetto al 2008), per un ammontare complessivo di 828 milioni di Euro (+3% rispetto al 2008). In conformità a questi dati, l Est Europa (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Croazia) rappresenta il 26% del totale dei prestiti erogati e il 40% dell ammontare complessivo, mentre l Europa occidentale (Italia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Norvegia, Finlandia, Regno Unito e Irlanda) rappresenta il 74% del numero totale dei prestiti e il 60% del valore erogato. L importo dei microcrediti concessi oscilla tra i 220 Euro e i 37 mila. Questo varia significativamente a seconda del destinatario, sia esso una piccola impresa che un singolo individuo, e a seconda dei criteri in base ai quali opera l istituzione. Alla fine del 2009, il numero dei clienti attivi nell Unione Europea è stato , di cui il 27% erano donne, il 13% erano immigrati o minoranze etniche, l 11% erano giovani richiedenti. Nell Europa orientale, valori più elevati di prestiti vengono erogati a favore delle piccole imprese, puntando sul loro sviluppo e sulla loro crescita nel territorio; in Europa occidentale, essendo le istituzioni focalizzate sull esclusione sociale e finanziaria, sono molto più diffusi i prestiti ai singoli individui. Il valore medio dei prestiti erogati nel 2009 è di Euro e il tasso di interesse medio applicato dalle istituzioni è del 9%: quello più elevato (22,2%) è applicato nel Regno Unito, mentre il primato per il tasso più basso (2%) spetta alla Finlandia. Gli scopi di questa pubblicazione sono tenere traccia dei cambiamenti del mercato e dell industria, definire dei piani per favorire la crescita futura e, infine, migliorare la comprensione dei problemi e delle cause che conducono alla richiesta di un piccolo prestito. 1.5 Codice europeo di buona condotta per l erogazione di microcrediti La European Microfinance Network, insieme con Microfinance Centre, Community Development Finance Association ed altri soggetti europei attivi nel settore 15

19 della microfinanza, ha partecipato all elaborazione del Codice europeo di buona condotta per l erogazione di microcrediti 15. A causa dei differenti quadri normativi dei vari paesi europei, si è ritenuto necessario delineare un insieme di aspettative e regole comuni a tutti gli operatori del settore. Per questo, norme riguardanti la gestione dell istituzione microfinanziaria, la gestione dei rischi, la governance, i rapporti con i clienti e con gli investitori, sono state approvate e riconosciute dall Unione Europea come essenziali per l efficace operatività dei soggetti. Lo scopo del Codice non è quello di sostituire le normative vigenti, ma quello di stabilire una semplice serie di regole omogenee da seguire per lo svolgimento delle attività operative e per la regolamentazione degli enti stessi. I destinatari non sono soltanto gli enti che erogano i microprestiti. Anzi, il Codice si rivolge ai clienti del settore, assicurandogli un trattamento equo ed eticamente corretto, agli investitori e ai finanziatori, garantendogli il rispetto delle norme sulla trasparenza, ai membri dei consigli di amministrazione degli enti e alle autorità di regolamentazione. Essendo il settore del microcredito molto vario in Europa, non solo dal punto di vista degli attori coinvolti, ma anche nell ottica legislativa, non tutte le norme indicate nel testo sono praticabili da ogni ente erogatore. Proprio per ovviare a tale carenza, il Codice tiene conto di questa situazione e specifica quali sono le istituzioni non soggette alla clausola in questione. Il Codice europeo di buona condotta per l erogazione di microcrediti è suddiviso in 5 sezioni: Rapporti con clienti e investitori : in questa sezione sono presenti tutte le regole e gli obblighi che gli enti erogatori di microcrediti devono rispettare nell ambito delle relazioni stabilite con clienti e investitori. Sono, inoltre, elencati tutti i diritti dei clienti e degli investitori; Governance : è una sezione contenente le regole che la direzione e il consiglio di amministrazione dell ente erogatore devono rispettare; Gestione del rischio : in questa parte sono specificate tutte le procedure comuni per individuare e valutare i rischi ai quali gli enti erogatori di microcredito sono esposti e per gestire il credito e le frodi; 15 Per la consultazione del Codice europeo di buona condotta per l erogazione di microcrediti si rimanda al sito Web 16

20 Regole comuni di rendicontazione : la quarta sezione è costituita da una serie di regole comuni di rendicontazione e divulgazione degli indicatori delle prestazioni sociali e finanziarie che, se adeguatamente seguite, garantiscono la trasparenza dell attività svolta e facilitano i confronti tra le prestazioni dei diversi enti erogatori di microcrediti; Sistemi informativi gestionali : l ultima sezione del codice fissa le clausole da rispettare in merito alla completezza, alla sicurezza e all espandibilità dei sistemi informativi gestionali degli enti. L auspicio della Commissione Europea e di tutte le associazioni che hanno contribuito alla redazione di questo Codice è che esso possa fornire un valido contributo al miglioramento della governance e della gestione del settore della microfinanza nell Unione Europea. 1.6 European Financial Inclusion Network La European Microfinance Network non è la sola protagonista nel processo di diffusione e promozione della microfinanza in Europa. Un altro network di uguale importanza è lo European Financial Inclusion Network (EFIN). EFIN è un associazione non profit, riconosciuta a livello internazionale, fondata a Novembre 2009 e gestita da Réseau Financement Alternatif. È il risultato di una coalizione tra 36 diversi attori europei operanti nel contesto microfinanziario e impegnati costantemente nella lotta all esclusione finanziaria in 18 paesi dell Unione Europea. A questo network aderiscono non solo le banche, le istituzioni finanziarie, le ONG e le istituzioni pubbliche, ma anche università e istituti di ricerca, esperti e professionisti nel settore finanziario e associazioni di consumatori. L obiettivo condiviso da questa varietà di soggetti consiste nello sviluppo e nella promozione di misure ad hoc per favorire l inclusione finanziaria delle fasce più svantaggiate della popolazione europea. Il raggiungimento di tale fine è reso possibile grazie a differenti attività (dibattiti, ricerche, workshop) organizzate dal network e volte alla diffusione dei risultati ottenuti e delle informazioni raccolte presso le varie esperienze studiate. Le motivazioni che hanno portato alla creazione di European Financial Inclusion Network sono essenzialmente tre: ampliare le conoscenze possedute circa il concetto di inclusione finanziaria; 17

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