Rating e condizioni bancarie

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Rating e condizioni bancarie"

Transcript

1 Club della Finanza Confindustria Udine Rating e condizioni bancarie Introduzione di: Alberto Bortolin ed Emanuele Facile - Financial Innovations Udine, 16 ottobre 2012

2 AGENDA L utilizzo del rating nelle banche I criteri di determinazione delle condizioni Il costo del credito delle imprese italiane Il costo del credito di un campione di aziende del nord Italia Rating e condizioni delle aziende del Club Finanza di Confindustria Udine Club della Finanza Confindustria Udine 2

3 Il calcolo e l utilizzo del rating nelle banche Le informazioni utilizzate nella determinazione del rating Nella formulazione di un rating vengono utilizzate diverse fonti informative : Dati di bilancio Dati andamentali (interni alla banca e Centrale Rischi) : dati sulla regolarità del rapporto con le banche Dati di settore produttivo Giudizi qualitativi sulla gestione d impresa Queste informazioni, attraverso l adozione di specifiche metodologie di calcolo, vengono sintetizzate in un singolo giudizio e concorrono alla formulazione del rating di ciascun cliente. 3

4 Le fonti informative Dati di Bilancio Indicatori di bilancio e finanziari relativi all analisi dell equilibrio patrimoniale, della redditività, della copertura del debito e della crescita, selezionati in base all effettiva capacità di prevedere i casi di inadempienza. RiskCalcTM 3.1 Italy MOODY S Analytics Dati Andamentali Statistiche basate sulle informazioni da Centrale Rischi dirette ad analizzare le modalità di utilizzo del credito bancario e di movimentazione dei conti aziendali. I dati andamentali possono esclusivamente portare ad un peggioramento del rating di bilancio nel caso evidenzino delle prolungate irregolarità nell andamento dei rapporti creditizi. Peggioramento del Rating di Bilancio in caso di irregolarità Dati Geo-Settoriali e Info Qualitative Informazioni relative al settore di appartenenza dell azienda, al suo ciclo di credito e alle prospettive di crescita e informazioni attinenti gli aspetti gestionali interni all azienda, le modalità di posizionamento sul mercato e l accuratezza dei processi di finanza e controllo. Le informazioni qualitative e geo-settoriali possono portare sia ad un miglioramento che ad un peggioramento del rating di bilancio, qualora evidenzino significative variazioni prospettiche nell andamento del settore di appartenenza e/o nel posizionamento dell azienda all interno del settore e qualora permettano di attribuire giudizi significativamente positivi o negativi circa la governance, la struttura organizzativa dell azienda, la qualità del suo management e l accuratezza dei processi di finanza e controllo. Selezione di informazioni rilevanti al fine di favorire il processo di override della banca 4

5 Le voci di bilancio con maggiore impatto sul rating Vengono classificati in indicatori volti ad analizzare : La capacità di autofinanziamento netto Free Cash Flow (Autofinanziamento +/- Var CCN Investimenti) Vs Cash Flow debito Debiti Onerosi/MOL (< 5) La valutazione della leva finanziaria e del patrimonio netto tangibile Leva finanziaria max. (Posizione finanziaria netta/pn < 3) Rettifiche del Patrimonio Netto relativamente a: Immobilizzazioni immateriali Riserve di rivalutazioni Crediti verso soci /Azioni proprie acquistate La gestione del circolante DSO, DPO, DIO per analizzare l assorbimento di cassa e/o per identificare eventuali poste dubbie (magazzino obsoleto, crediti inesigibili, ecc) L incidenza degli interessi passivi sui risultati operativi MOL/OF (> 5) 5

6 I giudizi qualitativi sulla gestione d impresa Si tratta di informazioni attinenti gli aspetti gestionali interni all azienda, le modalità di posizionamento sul mercato e l accuratezza dei processi di finanza e controllo: Struttura organizzativa, governance e assetto proprietario Esistenza di Gruppi di fatto Andamento settore e posizionamento competitivo Tipo prodotti, mercati, canali di vendita Quote di mercato e variabilità Tecnologia, capacità produttiva istallata e grado utilizzo, investimenti, beni v intangibili Caratteristiche risorse umane Rischi finanziari Disponibilità di informazioni infra-periodali (Qualità e frequenza) Rapporti di filiera / reti di impresa Disponibilità di Piani Economico-Finanziari/Budget Le informazioni qualitative possono portare sia ad un miglioramento che ad un peggioramento del rating di bilancio, qualora permettano di attribuire giudizi significativamente positivi o negativi circa la struttura organizzativa dell azienda, la qualità del suo management e l accuratezza dei processi di finanza e controllo. 6

7 Il ruolo delle informazioni qualitative I modelli interni si differenziano in relazione al grado di rilevanza riconosciuto rispettivamente ai giudizi automatici derivanti dal modello e a quelli rivenienti dal giudizio degli esperti nel settore del credito. In linea generale si possono distinguere: A. sistemi incentrati sulla componente automatica (eventualmente comprensiva di elementi qualitativi oggettivizzati- score ), in cui sono strutturalmente esclusi gli scostamenti discrezionali e motivati (cd. overrides) apportati dagli analisti ai giudizi automatici; B. sistemi in cui i giudizi automatici sono integrabili - mediante override- con informazioni di non agevole standardizzazione o comunque non considerate dal modello; C. sistemi prevalentemente incentrati sulla valutazione di stampo soggettivo-discrezionale dell esperto di settore. La scelta del modello è rimessa all autonomia e all esclusiva responsabilità dei vertici aziendali. La Banca d Italia valuta che le modalità realizzative del sistema prescelto assicurino la conformità con le prescrizioni della presente normativa. Per le banche che non dispongono di modelli interni, di fatto sono perseguibili solo le alternative B e C. 7

8 L impatto dello score qualitativo: un esempio 8

9 Un esempio di sistema di autovalutazione Sestante utilizza la metodologia Riskcalc 3.1 Italy sviluppata per le aziende italiane da Moody s Analytics, società leader mondiale nei servizi di valutazione del rating e di misurazione dei rischi di credito. Il modello statistico RisckCalc3.1 utilizza un gruppo di indici di bilancio identificati come i più significativi per la previsione della probabilità di insolvenza. E stimato su un campione statistico particolarmente affidabile e rappresentativo, in quanto composto da imprese italiane non quotate, con 2 milioni di bilanci analizzati. Moody s è riconosciuto da Banca d Italia come ECAI (External Credit Assessment Institution); ciò implica che i modelli utilizzati sono in linea con le disposizioni di Basilea 2 per l elaborazione dei rating interni da parte della banche. Il modello produce tre principali output: La probabilità di default (PD), ossia la probabilità che in un determinato orizzonte temporale (un anno) il debitore non adempia ai propri obblighi contrattuali. Il default è definito come il mancato pagamento a 180 giorni oltre la scadenza. Il percentile della PD, che segnala il posizionamento della PD dell azienda esaminata all interno del campione di imprese di riferimento. Ad esempio un percentile PD di 20 indica che l 80% delle aziende del campione ha una PD maggiore e quindi una peggiore affidabilità creditizia. Pertanto quanto più alto è il percentile nella scala da 0 a 100, peggiore è il posizionamento dell azienda. Il rating di bilancio: ad ogni intervallo di PD viene assegnata una classe di rating, che esprime un giudizio sintetico qualitativo. 9

10 Il rating di Bilancio Il rating di bilancio, elaborato per mezzo del modello RiskCalcTM Italy 3.1 di Moody s Analytics, viene ottenuto sulla base di 18 voci di bilancio UE. Attraverso l imputazione di tali voci, il modello permette di calcolare la Probabilità di Default e la classe di rating secondo diverse modalità: Rating a consuntivo (bilanci di precedenti esercizi) Strategie di bilancio (bilancio in fase di chiusura o forecast gestionale) Pianificazione annuale (budget) Pianificazione triennale (piani triennali) 10

11 Gli indici di bilancio utilizzati del modello statistico 11

12 Il profilo di rischio (classe) e le dimensioni di analisi (pd e percentili) 12

13 Interpretazione del percentile relativo alla PD Il Percentile PD aiuta ad interpretare i risultati. Segnala il posizionamento del merito creditizio dell azienda nell ambito del campione di imprese di riferimento. (es. un Percentile PD al 20% indica che l 80% delle aziende del campione ha una minore affidabilità poiché presenta una PD più alta). 13

14 Indici di bilancio e relativi percentili INDICI DI BILANCIO TREND NEL BIENNIO TREND Val Perc Val Perc 09/10 (Capitale proprio - Immobilizzazioni Immateriali) / (Attivo - Immobilizzazioni Immateriali) 25,92 74,72% 31,73 81,67% (Risultato ante Gest.Straord. + Ammortamenti) / Interessi passivi 601,07 71,85% 681,76 74,14% Oneri finanziari/ Vendite 3,08 75,04% 2,62 69,19% Crescita delle vendite 13,22 71,42% -1,69 36,70% (Utile netto + Imposte) / Attivo 7,08 78,31% 5,64 72,88% Liquidità / Attivo circolante 11,88 74,17% 6,76 62,69% Attivo circolante / Passività a breve 191,35 91,70% 227,33 95,33% Variazione nel rapporto Crediti a breve / Ricavi -4,57 25,16% -3,18 30,45% INDICI DI BILANCIO TREND NEL BIENNIO Val Perc Val Perc (Capitale proprio - Immobilizzazioni Immateriali) / (Attivo - Immobilizzazioni Immateriali) 31,73 81,67% 33,49 83,43% (Risultato ante Gest.Straord. + Ammortamenti) / Interessi passivi 681,76 74,14% 590,17 71,47% Oneri finanziari/ Vendite 2,62 69,19% 2,92 73,10% Crescita delle vendite -1,69 36,70% -2,06 35,81% (Utile netto + Imposte) / Attivo 5,64 72,88% 6,04 74,58% Liquidità / Attivo circolante 6,76 62,69% 3,16 48,88% Attivo circolante / Passività a breve 227,33 95,33% 226,51 95,26% Variazione nel rapporto Crediti a breve / Ricavi -3,18 30,45% 10,91 89,90% TREND 10/11 Trend molto positivo Trend positivo Trend stabile Trend negativo Trend molto negativo 14

15 Il rating come estrema sintesi del rischio aziendale Il rating sintetizza il rischio aziendale in un solo numero Il rating è l impresa vista dalla banca Il rating è molto efficace come sintesi della dimensione finanziaria del business per valutare: Sostenibilità della crescita prevista Sostenibilità di nuovi investimenti Impatto dell aumento di capitale circolante (aumento crediti e scorte) Impatto dei rischi finanziari ed operativi Importanza in certe situazioni dell aumento di capitale sociale Definizione di priorità tra le diverse strategie finanziarie Il vertice di un impresa può trovare nel rating uno strumento di disciplina gestionale e di valutazione di coerenza tra scelte di business e scelte finanziarie 15

16 Le principali forme di utilizzo dell autovalutazione Valutazione del rating a consuntivo Permette all impresa di capire come può essere valutata dalla banca e di negoziare meglio le condizioni di credito. Permette inoltre di confrontare gli approcci e i rating assegnati dalle singole banche, individuando i punti deboli dell impresa evidenziati da tutte le banche e le differenze tra i singoli giudizi. Confronto del proprio rating con quello dei concorrenti Sulla base del campione su cui viene stimato il modello di autovalutazione è possibile selezionare un numero di competitor da monitorare e, anche senza conoscere il loro rating specifico, valutare il proprio posizionamento nell ambito dell insieme di imprese analizzate. Valutazione delle strategie di bilancio in funzione del rating Permette di valutare il proprio rating prospettico a seconda delle diverse possibili operazioni di chiusura di bilancio e dell applicazione di diversi princìpi contabili. Consente di simulare le diverse soluzioni contabili scegliendo quella più conveniente per l azienda. Valutazione del rating di pianificazione Permette alle imprese di ottenere un rating prospettico a seconda di differenti ipotesi di pianificazione aziendale a scadenze diverse individuando preventivamente l impatto delle decisioni strategiche sul rating. In questo modo l azienda potrà capire preventivamente come saranno valutate eventuali scelte strategiche e come potrà eventualmente variare il costo del denaro in funzione di tali scelte. Utilizzo delle asimmetrie informative nei confronti della banca Attraverso un potenziamento dei set informativi a disposizione dell azienda e l elaborazione delle informazioni a disposizione con un significativo anticipo, è possibile per l azienda anticipare il rating prodotto dalle stesse banche sfruttando quindi eventuali disallineamenti a proprio vantaggio. 16

17 AGENDA L utilizzo del rating nelle banche I criteri di determinazione delle condizioni Il costo del credito delle imprese italiane Il costo del credito di un campione di aziende del nord Italia Rating e condizioni delle aziende del Club Finanza di Confindustria Udine Club della Finanza Confindustria Udine 17

18 Rating e processi commerciali per erogare credito 14,0% 12,0% 10,0% 8,0% 6,0% 4,0% 2,0% 0,0% Distribuzione clienti e impieghi per classi di rischio AAA Livelli di Rating % clienti % impieghi ESEMPLIFICATIVO A B C D Ampia e decentrata DELEGA CREDITIZIA CCC unrated Ridotta e accentrata La classificazione della rischiosità della clientela effettuata grazie ai sistemi di rating e di scoring deve essere necessariamente trasferita nelle linee guida della politica commerciale. L applicazione commerciale delle linee guida su larga scala dal personale della rete comporta una semplificazione della granularità del concetto di rischio d impresa. Normalmente le classi di rating vengono aggregate per definire un numero limitato di classi commerciali L appartenenza ad una classe commerciale influenza: i prezzi (spread) i volumi del credito disponibile il livello decisionale a cui è delegata l approvazione del credito erogato La possibilità di forzare le gabbie del rating e della corrispondente classificazione commerciale è limitata. Le informazioni qualitative trasmesse tramite il canale della relazione con il gestore e la filiale, hanno questa funzione 18

19 La prassi - la perdita inattesa Esempio: il pricing considerando la perdita inattesa stand-alone (UL) Si considerino i seguenti dati di input: Il capitale regolamentare CR è fissato nella misura dell 8% P: probabilità di default RR: recovery rate C: incidenza dei costi operativi r: tasso di interesse di riferimento (es. Euribor 3 mesi) UL: perdita inattesa K: obiettivo di remunerazione degli azionisti in termini di ROE L assorbimento di capitale da considerare ai fini del pricing è quello regolamentare, perché maggiore di quello economico. In tal caso, il tasso attivo risulta pari a: 4,61% Considerando invece il capitale economico, il tasso attivo risulta pari a: 4,48% Lo spread S EL+UL risulta pari a: 1,48% S EL+UL = 1.48% = 0.54% + 0.1% % Perdita attesa Costi operativi Perdita inattesa 19

20 La prassi - la perdita inattesa e l effetto diversificazione Esempio: il pricing considerando la perdita inattesa marginale (MaUL) e quindi l effetto diversificazione Si considerino i seguenti dati di input: Il tasso attivo risulta pari a: 4,24% Lo spread S EL+MaUL risulta pari a: : 1,24% S EL+MaUL = 1.24% = 0.54% + 0.1% % Perdita attesa Costi operativi Perdita inattesa 20

21 Esempio: il caso base (segue) Assumiamo che ad un cliente con pd pari all 1% un gestore pratichi su un impiego a cinque anni che presenta un profilo di rischio misurato da un valore di perdita inattesa pari al 7% dell affidamento uno spread dell 1,48% rispetto al tasso free risk e un livello di commissioni pari all 1%. Assumendo un tasso free risk pari al 3% e un costo del rischio (la remunerazione del capitale assorbito dall impiego) pari al 10%, la redditività aggiustata per il rischio dell impiego in termini di RARORAC (Risk Adjusted Return on Risk Adjusted Capital) risulta pari al 4%. Tutti i dati dell esempio sono riportati nella tabella: Esempio benchmark PD 1.00% Recovery Rate 50.00% Perdita Inattesa (UL) 7.00% Costo del rischio 10.00% Costi operativi 1.00% Tasso free risk 3.00% Commissioni 1.00% Tasso attivo 4.48% Spread 1.48% RARORAC 4.00% 21

22 Esempio: aumento della PD (segue) Un aumento degli impieghi ottenuto affidando con la stessa forma tecnica dell esempio benchmark clienti più rischiosi, ovvero con rating peggiore, porterebbe ad una diminuzione della redditività aggiustata per il rischio. Considerando ad esempio un impiego ad un nuovo cliente con pd peggiore del caso precedente e pari a 1,40%, si otterrebbe un valore del RARORAC pari all 1,14% come si può vedere nella seguente tabella riassuntiva. Esempio 1: peggioramento rating PD 1.40% Recovery Rate 50.00% Perdita Inattesa (UL) 7.00% Costo del rischio 10.00% Costi operativi 1.00% Tasso free risk 3.00% Commissioni 1.00% Tasso attivo 4.48% Spread 1.48% RARORAC 1.14% 22

23 Esempio: aumento PD e aumento spread sufficiente (segue) Aumento dello spread praticato dal gestore rispetto all esempio benchmark e dovuto ad una variazione del merito di credito della controparte. In particolare, assumendo una pd pari a 1,60%, uno spread del 2% comporterebbe un RARORAC pari al 7,14%, come riassunto nella seguente tabella. In questo caso l aumento dello spread comporta un miglioramento della redditività aggiustata per il rischio in quanto lo spread praticato risulta più che compensativo del peggioramento del rating. Esempio 3: aumento spread PD 1.60% Recovery Rate 50.00% Perdita Inattesa (UL) 7.00% Costo del rischio 10.00% Costi operativi 1.00% Tasso free risk 3.00% Commissioni 1.00% Tasso attivo 5.00% Spread 2.00% RARORAC 7.14% 23

24 Esempio: aumento PD e aumento spread insufficiente (segue) Se invece il gestore praticasse lo stesso spread del 2% in seguito ad un peggioramento del rating dato da una pd del 2,10%, il RARORAC risulterebbe pari al 3,57%, ovvero inferiore al caso benchmark. In questo esempio, i cui dati sono riportati nella seguente tabella, lo spread praticato non risulta pertanto sufficiente a compensare il peggioramento del rating della controparte. Esempio 4: aumento spread PD 2.10% Recovery Rate 50.00% Perdita Inattesa (UL) 7.00% Costo del rischio 10.00% Costi operativi 1.00% Tasso free risk 3.00% Commissioni 1.00% Tasso attivo 5.00% Spread 2.00% RARORAC 3.57% 24

25 Esempio: aumento commissioni (segue) A parità di impieghi rischiosi, che assumiamo costituiti dall impiego a 5 anni dell esempio benchmark, un aumento delle commissioni da servizi comporta un significativo aumento della redditività aggiustata per il rischio. Assumendo una commissione da servizi pari allo 0,50% dell affidamento, si otterrebbe rispetto al caso benchmark un livello complessivo delle commissioni pari a 1,50% (1% di commissioni sull impiego rischioso più 0,50% di commissioni da servizi) con un indice RARORAC che passerebbe dal 4% al 11,14%, come si può vedere riassunto nella seguente tabella. Esempio 5: aumento commissioni PD 1.00% Recovery Rate 50.00% Perdita Inattesa (UL) 7.00% Costo del rischio 10.00% Costi operativi 1.00% Tasso free risk 3.00% Commissioni 1.50% Tasso attivo 4.48% Spread 1.48% RARORAC 11.14% 25

26 Esempio: aumento garanzie Infine analizziamo il ruolo delle decisioni sull aumento delle garanzie, che comporta sistematicamente un aumento della redditività aggiustata per il rischio. Se rispetto all esempio benchmark, nel quale il tasso di recupero (recovery rate) dell impiego è pari al 50%, il gestore richiedesse una garanzie che portasse il recovery rate della posizione all 80%, come si può vedere nella seguente tabella il RARORAC aumenterebbe al livello dell 8,29%. Esempio 6: aumento garanzie PD 1.00% Recovery Rate 80.00% Perdita Inattesa (UL) 7.00% Costo del rischio 10.00% Costi operativi 1.00% Tasso free risk 3.00% Commissioni 1.00% Tasso attivo 4.48% Spread 1.48% RARORAC 8.29% 26

27 Le implicazioni degli obiettivi commerciali e della liquidità Il modello di pricing definito dal risk management della banca può essere modificato in funzione dei seguenti elementi: Obiettivi commerciali per determinati segmenti di clientela o aree geografiche Logica di portafoglio in relazione alla diversificazione della clientela per settore Costo della liquidità, con l aggiunta di uno spread in relazione al costo della raccolta per la banca sul mercato interbancario o dei capitali 27

28 AGENDA L utilizzo del rating nelle banche I criteri di determinazione delle condizioni Il costo del credito delle imprese italiane Il costo del credito di un campione di aziende del nord Italia Rating e condizioni delle aziende del Club Finanza di Confindustria Udine Club della Finanza Confindustria Udine 28

29 Il costo del debito per le imprese in Italia è salito in modo significativo, soprattutto per i prenditori di minori dimensioni 4,500 Spread sulle nuove operazioni di finanziamento (Italia, tassi sui prestiti alle imprese - Euribor 3m; valori %) 4,000 3,500 3,000 2,500 2,000 1,500 1,000 0,500 0,000 Piccoli Prestiti (< 1 milione ) Grandi Prestiti (> 1 mln ) FONTE Banca d Italia Club della Finanza Confindustria Udine 29

30 Il mispricing del credito bancario a medio lungo termine rispetto al mercato dei capitali è ormai superato 6,000 5,000 4,000 3,000 2,000 1,000 0,000 3/1/2007 5/1/2007 7/1/2007 9/1/ /1/2007 1/1/2008 3/1/2008 5/1/2008 7/1/2008 9/1/ /1/2008 1/1/2009 3/1/2009 5/1/2009 7/1/2009 9/1/ /1/2009 1/1/2010 3/1/2010 5/1/2010 7/1/2010 9/1/ /1/2010 1/1/2011 3/1/2011 5/1/2011 7/1/2011 9/1/ /1/2011 1/1/2012 3/1/2012 5/1/2012 7/1/2012 Spread su finanziamenti oltre 5 anni ITRAXX 5 anni Fonte: Bloomberg e Banca d Italia Club della Finanza Confindustria Udine 30

31 Il costo dell allungamento delle scadenze è di poco superiore a 1% 6,000 Confronto spread su finanziamenti 5,000 4,000 3,000 2,000 1,000 0,000 Spread su finanziamenti 3 mesi - 1 anno Spread su finanziamenti oltre 5 anni Fonte: Banca d Italia Club della Finanza Confindustria Udine 31

32 AGENDA L utilizzo del rating nelle banche I criteri di determinazione delle condizioni Il costo del credito delle imprese italiane Il costo del credito di un campione di aziende del nord Italia Rating e condizioni delle aziende del Club Finanza di Confindustria Udine Club della Finanza Confindustria Udine 32

33 Piccole imprese Club della Finanza Confindustria Udine 33

34 Medie imprese Club della Finanza Confindustria Udine 34

35 Tasso di interesse entro fido Club della Finanza Confindustria Udine 35

36 Conto Anticipo Fatture Club della Finanza Confindustria Udine 36

37 Anticipo SBF Club della Finanza Confindustria Udine 37

38 AGENDA L utilizzo del rating nelle banche I criteri di determinazione delle condizioni Il costo del credito delle imprese italiane Il costo del credito di un campione di aziende del nord Italia Rating e condizioni delle aziende del Club Finanza di Confindustria Udine Club della Finanza Confindustria Udine 38

39 L articolazione delle condizioni sui conti correnti (segue) 39

40 L articolazione delle condizioni sui conti correnti (segue) 40

41 L articolazione delle condizioni sui conti correnti (segue) 41

42 L articolazione delle condizioni sui conti correnti (segue) 42

43 L articolazione delle condizioni per tipo operazione (segue) 43

44 L articolazione delle condizioni per tipo operazione (segue) 44

45 L articolazione delle condizioni per tipo operazione (segue) 45

46 L articolazione delle condizioni per tipo operazione 46

47 I criteri della survey del Club Finanza Calcolo del rating di bilancio 2011 con il modello Riskcal Italy di Moody s Analytics Rilevazione semplificata di alcune condizioni rilevanti Verifica delle relazioni tra rating di bilancio e livello delle condizioni I limiti: Numero limitato di risposte Analisi solo sulla base del rating di bilancio 47

48 Numero e caratteristiche delle aziende partecipanti Tot. aziende analizzate: 10 Dimensione Club della Finanza Confindustria Udine 48

49 Condizioni minime e massime per forma tecnica Elevata dispersione delle condizioni MINIMO MASSIMO Conto Corrrente Tasso di utilizzo fido di cassa 3,36% 13,50% Portafoglio Effetti Sbf Tasso di portafoglio SBF/c.unico 0,91% 7,75% Conto Anticipo Fatture T asso 0,96% 11,70% Conto Anticipo Export T asso 0,96% 6,71% Finimport T asso 1,71% 5,30% Club della Finanza Confindustria Udine 49

50 Condizioni minime e massime per banca Limite dell analisi: numero limitato di risposte BNL molto aggressiva sull impresa con migliore rating BNL UNICREDIT CR FVG PO P. VICENZA HYPO BANK MPS BANCA DI CIVIDALE MIN. MAX. MIN. MAX. MIN. MAX. MIN. MAX. MIN. MAX. MIN. MAX. MIN. MAX. Conto Corrrente Tasso di utilizzo fido di cassa 5,31% 12,30% 3,36% 9,70% 7,00% 13,50% 7,70% 9,85% 4,43% 7,46% 8,40% 9,61% 7,37% 8,75% Portafoglio Effetti Sbf Tasso di portafoglio SBF/c.unico 0,91% nd 1,11% 5,75% 1,06% 2,75% 5,75% nd 2,10% 5,46% 2,67% nd nd 2,68% Conto Anticipo Fatture T asso 0,96% 3,40% 1,11% 9,25% 1,26% nd 4,56% 4,76% nd nd nd nd nd 7,25% Conto Anticipo Export T asso 0,96% nd 1,11% 6,71% 1,26% 5,21% 3,01% nd nd nd nd nd nd nd Club della Finanza Confindustria Udine 50

51 Il posizionamento delle banche varia in funzione della forma tecnica Le banche hanno politiche di pricing differenziate per forma tecnica Raramente una banca è migliore delle altre in tutte le forme tecniche CONTO CORRENTE - Tasso di utilizzo fido di cassa AZIENDA A AZIENDA B AZIENDA C AZIENDA D AZIENDA E AZIENDA F AZIENDA G BANCA DI BNL UNICREDIT CR FVG POP. VI UNICREDIT CR FVG BCC BASILIANO FRIULADRIA UNICREDIT ANTONVENETA UNICREDIT POP. VR POP. VI UD. PORTAFOGLIO EFFETTI SBF - Tasso di portafoglio Sbf/c.unico AZIENDA A AZIENDA B AZIENDA C AZIENDA D AZIENDA E AZIENDA F AZIENDA G BNL UNICREDIT nd nd NEB UNICREDIT FRIULADRIA POP. VI HYPO BANK CREDIFRIULI UNICREDIT POP. VR nd nd CONTO ANTICIPO FATTURE - Tasso AZIENDA A AZIENDA B AZIENDA C AZIENDA D AZIENDA E AZIENDA F AZIENDA G BNL CR FVG nd nd nd nd BCC BASILIANO FRIULADRIA nd nd UNICREDIT POP. VR POP. VI CRUP CONTO ANTICIPO EXPORT - Tasso AZIENDA A AZIENDA B AZIENDA C AZIENDA D AZIENDA E AZIENDA F AZIENDA G BNL CR FVG POP. VI UNICREDIT nd nd nd nd nd nd UNICREDIT POP. VR nd nd Club della Finanza Confindustria Udine 51

52 I rating delle aziende partecipanti 10% 10% 10% 50% 20% Club della Finanza Confindustria Udine 52

53 Le condizioni (min. e max) per aziende con rating Baa3 Rilevanti sono le differenze tra le condizioni minime e quelle massime per tutte le forme tecniche Club della Finanza Confindustria Udine 53

54 Le condizioni per aziende con rating Baa3 - segue Emerge un elevata dispersione delle condizioni tra le diverse banche per le diverse aziende CONTO CORRENTE PORTAFOGLIO EFFETTI SBF CONTO ANTICIPO FATTURE Club della Finanza Confindustria Udine 54

55 Le condizioni (min. e max) per aziende con diverso livello di rischio CONTO CORRENTE PORTAFOGLIO EFFETTI SBF CONTO ANTICIPO FATTURE CONTO ANTICIPO EXPORT Club della Finanza Confindustria Udine 55

56 Le condizioni per aziende con diverso livello di rischio Conto corrente Club della Finanza Confindustria Udine 56

57 Le condizioni per aziende con diverso livello di rischio Portafoglio Effetti SBF Club della Finanza Confindustria Udine 57

58 Le condizioni per aziende con diverso livello di rischio Conto Anticipo Fatture Club della Finanza Confindustria Udine 58

59 Le condizioni per aziende con diverso livello di rischio Conto Anticipo Export Club della Finanza Confindustria Udine 59

60 Grazie per l attenzione! Club della Finanza Confindustria Udine 60

Forum APB Milano, 4 Aprile 2006

Forum APB Milano, 4 Aprile 2006 Contenuti, logiche ed effetti di Basilea 2 sulle PMI Le informazioni qualitative rilevanti ai fini del rating qualitativo: il controllo di gestione aziendale come elemento importante dei dati qualitativi

Dettagli

Basilea 2: Assistenza per il Credito e la Finanza. Vincere la sfida del RATING

Basilea 2: Assistenza per il Credito e la Finanza. Vincere la sfida del RATING Basilea 2: Assistenza per il Credito e la Finanza. Vincere la sfida del RATING Il Comitato di Basilea Il Comitato di Basilea viene istituito nel 1974 dai Governatori delle Banche Centrali dei 10 paesi

Dettagli

IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA

IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA IL RUOLO DEL DOTTORE COMMERCIALISTA IN OTTICA BASILEA 2 DOTT. GABRIELE TROISE - troise@innofin.net 1 PRINCIPI ISPIRATORI DI BASILEA 2 BASILEA 2 E UNA NORMATIVA DIRETTA ALLE BANCHE. FUNZIONE PRECIPUA DELLA

Dettagli

MODELLI DI VALUTAZIONE PER LE PMI

MODELLI DI VALUTAZIONE PER LE PMI MODELLI DI VALUTAZIONE PER LE PMI Al fine di ottenere un rating sempre più rispondente alla concreta realtà aziendale l impresa può adottare correttivi in grado di modificare la PD. Se la netta specificazione

Dettagli

Vademecum Accordi di Basilea. Basilea 1 (Accordi in vigore dal 1998)

Vademecum Accordi di Basilea. Basilea 1 (Accordi in vigore dal 1998) Vademecum Accordi di Basilea Basilea 1 (Accordi in vigore dal 1998) Patrimonio di vigilanza per il rischio: 8% dell attivo ponderato [max rischio ponderazione = 100%] Classificazione delle attività rischiose

Dettagli

Il costo dell indebitamento bancario

Il costo dell indebitamento bancario Il costo dell indebitamento bancario Emanuele Facile Alberto Bortolin Financial Innovations Udine 17 marzo 2014 La survey sulle condizioni bancarie di ottobre 2012 I criteri: Calcolo del rating di bilancio

Dettagli

Rating interni e controllo. del rischio di credito

Rating interni e controllo. del rischio di credito Rating interni e controllo del rischio di credito esperienze, problemi, soluzioni Milano, 31 marzo 2004 DIREZIONE RISK MANAGEMENT Giovanni Parrillo Responsabile Servizio Rischi di Credito 1 Rating interni:

Dettagli

Indici di Bilancio. Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo. Milano-Bicocca University All rights reserved

Indici di Bilancio. Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo. Milano-Bicocca University All rights reserved Indici di Bilancio Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo Milano-Bicocca University All rights reserved Milano, marzo 2012 Gli indici di bilancio I dati desumibili dal bilancio possono essere trasformati

Dettagli

Banca-Impresa 2014: il punto della situazione. Trasparenza e corretta comunicazione contano più del bilancio? 21 gennaio 2014

Banca-Impresa 2014: il punto della situazione. Trasparenza e corretta comunicazione contano più del bilancio? 21 gennaio 2014 Banca-Impresa 2014: il punto della situazione. Trasparenza e corretta comunicazione contano più del bilancio? 21 gennaio 2014 CSC: il credit crunch prosegue nel 2014 - nel 2015 inversione di tendenza?

Dettagli

IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE

IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE Un decalogo per l impresa ODCEC Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino Confidi Macerata Società Cooperativa per Azioni Possiamo

Dettagli

IL PROCESSO DI CONSOLIDAMENTO DEI BUDGET

IL PROCESSO DI CONSOLIDAMENTO DEI BUDGET IL PROCESSO DI CONSOLIDAMENTO DEI BUDGET Il sistema di pianificazione aziendale integrato. 1. Scenari ambientali, previsionali generali, bilanci passati Riferimenti ambientali Posizionamento strategico

Dettagli

La Gestione del Credito in. Banca. La gestione del credito in banca. dott. Antonio Popolla Componente cda Banca di Credito Cooperativo di Napoli

La Gestione del Credito in. Banca. La gestione del credito in banca. dott. Antonio Popolla Componente cda Banca di Credito Cooperativo di Napoli La Gestione del Credito in La gestione del credito in banca Banca dott. Antonio Popolla Componente cda Banca di Credito Cooperativo di Napoli LE FUNZIONI DI UNA BANCA Funzione creditizia Intermediare tra

Dettagli

SCHEMA DI SINTESI. Rapporto fiduciario

SCHEMA DI SINTESI. Rapporto fiduciario GESTIONED IMPRESA ACCESSO AL CREDITO SOMMARIO SCHEMA DI SINTESI APPROFONDIMENTI ESEMPI FASCICOLO BANCHE COME NUOVO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE FINANZIARIA (valutazione del merito creditizio) La crescente

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

Basilea 2: Vincere insieme la sfida del RATING

Basilea 2: Vincere insieme la sfida del RATING Basilea 2: Vincere insieme la sfida del RATING Il Comitato di Basilea viene istituito nel 1974 dai Governatori delle Banche Centrali dei 10 paesi più industrializzati. Il Comitato non legifera, formula

Dettagli

FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO

FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO Fonti interne: autofinanziamento Fonti esterne: capitale proprio e capitale di debito Capitale proprio: deriva dai conferimenti dei soci dell azienda e prende il nome, in contabilità,

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

Basilea II; la costruzione di un modello di autodiagnosi dell impresa

Basilea II; la costruzione di un modello di autodiagnosi dell impresa Basilea II; la costruzione di un modello di autodiagnosi dell impresa Agenda Basilea II: alcune considerazioni e conseguenze I 4 valori dell analisi dinamica I cambiamenti per la banca STATO PATRIMONIALE

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

BASILEA II. Il ruolo del Dottore Commercialista consulente d impresa. Milano, 12 maggio 2004

BASILEA II. Il ruolo del Dottore Commercialista consulente d impresa. Milano, 12 maggio 2004 BASILEA II Il ruolo del Dottore Commercialista consulente d impresa Relatore: Aldo Camagni Presidente commissione finanza, controllo di gestione e contabilità d impresa dell Ordine dei Dottori Commercialisti

Dettagli

Prof.ssa M. Intonti, Economia degli intermediari finanziari, Economia aziendale, a.a. 2015-2016

Prof.ssa M. Intonti, Economia degli intermediari finanziari, Economia aziendale, a.a. 2015-2016 Prof.ssa M. Intonti, Economia degli intermediari finanziari, Economia aziendale, a.a. 2015-2016 POLITICA DEI PRESTITI La valutazione dei fidi il controllo dei crediti concessi il recupero dei crediti problematici

Dettagli

Dalle Relazioni, il Valore

Dalle Relazioni, il Valore Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto 80 Schemi e prospetti 82 Le strategie e il Valore 86 Il Valore delle relazioni 88 Indici di Sostenibilità 89 78 79 Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto

Dettagli

Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale

Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale Sintesi di Stato Patrimoniale Attivo 31.12.2011 31.12.2012

Dettagli

La gestione commerciale del rating Da sentenza a strumento di miglioramento della relazione con il cliente

La gestione commerciale del rating Da sentenza a strumento di miglioramento della relazione con il cliente La gestione commerciale del rating Da sentenza a strumento di miglioramento della relazione con il cliente Dott. Antonio Muto Vice Direttore Generale Banca di Roma 23 gennaio 2007 Agenda Basilea II e la

Dettagli

IL RENDICONTO FINANZIARIO. Prof. Luca Fornaciari

IL RENDICONTO FINANZIARIO. Prof. Luca Fornaciari IL RENDICONTO FINANZIARIO Prof. Luca Fornaciari 1 SOMMARIO 1. Finalità e Normativa di riferimento 2. Ruolo del Rendiconto nel Bilancio d esercizio 3. Contenuto, Struttura e Metodi d analisi 4. Logiche

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO A SUPPORTO DELLA CRESCITA DEL PAESE NEL 2013 MERITO CREDITIZIO E RUOLO DEL CONFIDI E DEL COMMERCIALISTA NEL RAPPORTO BANCA IMPRESA

IL SISTEMA BANCARIO A SUPPORTO DELLA CRESCITA DEL PAESE NEL 2013 MERITO CREDITIZIO E RUOLO DEL CONFIDI E DEL COMMERCIALISTA NEL RAPPORTO BANCA IMPRESA IL SISTEMA BANCARIO A SUPPORTO DELLA CRESCITA DEL PAESE NEL 2013 MERITO CREDITIZIO E RUOLO DEL CONFIDI E DEL COMMERCIALISTA NEL RAPPORTO BANCA IMPRESA SIRACUSA Martedì 29 Gennaio 2013 Il processo e gli

Dettagli

La valutazione dell Impresa e l analisi dei flussi 1

La valutazione dell Impresa e l analisi dei flussi 1 Newsletter Phedro dicembre 2007 La valutazione dell Impresa e l analisi dei flussi 1 Prof. Roberto Cappelletto 2 e Dott. Gabriele Toniolo 3 1) Dalla Logica Contabile all Analisi dei Flussi Come si è potuto

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E IL BILANCIO D ESERCIZIO A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO LE NOZIONI DI CONTABILITÀ GENERALE E BILANCIO

Dettagli

GUIDA ALLA COMPILAZIONE

GUIDA ALLA COMPILAZIONE ECAPITAL 2016 PERCORSO DI FORMAZIONE GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO DOTT. CARLO SCIDA Guida alla compilazione del Business Plan ASPETTI GENERALI L orizzonte temporale previsto

Dettagli

Le analisi di bilancio per indici

Le analisi di bilancio per indici Riclassificazione e interpretazione Le analisi di bilancio per indici di Silvia Tommaso - Università della Calabria Obiettivo delle analisi di bilancio è quello di ottenere informazioni adeguate a prendere

Dettagli

INTRODUZIONE PARTE I LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI

INTRODUZIONE PARTE I LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI INTRODUZIONE 1. CRISI D IMPRESA 1.1. Crisi e risanamento pag. 5 1.2. Le cause della crisi pag. 7 1.3. Gli indicatori della crisi pag. 12 1.4. Gli eventi scatenanti pag. 18 1.5. I modelli di intervento

Dettagli

Le implicazioni sul processo del credito

Le implicazioni sul processo del credito SETTEMBRE 2006 BASILEA 2 E LE SUE IMPLICAZIONI 9 Le implicazioni sul processo del credito Passiamo qui ad analizzare alcuni degli elementi principali della variazione nei rapporti banca-impresa alla luce

Dettagli

Le imprese edili bresciane e la sfida del rating. Cinzia Dabrassi Prandi Università degli studi di Brescia Facoltà di Economia

Le imprese edili bresciane e la sfida del rating. Cinzia Dabrassi Prandi Università degli studi di Brescia Facoltà di Economia Le imprese edili bresciane e la sfida del rating Cinzia Dabrassi Prandi Università degli studi di Brescia Facoltà di Economia La sfida per le imprese edili Valorizzare i punti di forza delle imprese edili

Dettagli

I prestiti (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014

I prestiti (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014 I prestiti (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014 L attività creditizia: introduzione I prestiti costituiscono la principale voce dell attivo patrimoniale

Dettagli

Analisi di bilancio 2007-2008

Analisi di bilancio 2007-2008 Analisi di bilancio 2007-2008 1 L analisi di bilancio Svilupperemo l analisi di bilancio sulla base di un sistema integrato di indicatori Obiettivo 1) 1) Valutare andamento dell impresa nel nel suo suo

Dettagli

Strumenti per il controllo economico e finanziario dell impresa: gestione delle problematiche e soluzioni

Strumenti per il controllo economico e finanziario dell impresa: gestione delle problematiche e soluzioni Strumenti per il controllo economico e finanziario dell impresa: gestione delle problematiche e soluzioni Dott. Claudio Orsini Arcadia Consulting Srl Bologna Finanza d impresa e Consulenza di direzione

Dettagli

SEXTANTE BUDGET CASH FLOW ANALYSIS CONTROL FORECAST & CREDIT RISK VALUATION

SEXTANTE BUDGET CASH FLOW ANALYSIS CONTROL FORECAST & CREDIT RISK VALUATION SEXTANTE BUDGET CASH FLOW ANALYSIS CONTROL FORECAST & CREDIT RISK VALUATION SOFTWARE PER LA PIANIFICAZIONE E IL CONTROLLO D IMPRESA Il software gestionale Sextante è uno strumento di analisi, pianificazione

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE Aggiornamento Rating di Emissione Recovery Rating

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE Aggiornamento Rating di Emissione Recovery Rating DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE Aggiornamento Rating di Emissione Recovery Rating 18 Dicembre 2014 1 di 10 SOMMARIO 1. MOTIVAZIONE... 3 1.1. Consultazione... 4 1.2. Definizioni... 4 2. SCALE DI VALUTAZIONE...

Dettagli

ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE. Dott.ssa Elisa Sartori

ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE. Dott.ssa Elisa Sartori ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE Dott.ssa Elisa Sartori Ricercatore in Economia Aziendale presso l IRDCEC Importanza dell ANALISI di BILANCIO Fonti normative Rapporti con

Dettagli

LA GESTIONE PRESTITI

LA GESTIONE PRESTITI LA GESTIONE PRESTITI LA MANIFESTAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO IL CONTRATTO DI DEBITO (PRESTITO) PREVEDE DUE PRESTAZIONI NON CONTESTUALI E UNA CONDIZIONE DI INCERTEZZA FINO ALLA DATA DEL RIMBORSO NELL IPOTESI

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario La riclassificazione del bilancio d esercizio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it Il bilancio pubblico Il Bilancio è il documento contabile in cui trovano rappresentazione

Dettagli

RATING INTERNI E CONTROLLO DEL RISCHIO DI CREDITO. Gianpaolo Sevà Divisione Risk Management Banca Popolare di Lodi - Gruppo Bipielle

RATING INTERNI E CONTROLLO DEL RISCHIO DI CREDITO. Gianpaolo Sevà Divisione Risk Management Banca Popolare di Lodi - Gruppo Bipielle RATING INTERNI E CONTROLLO DEL RISCHIO DI CREDITO BANCA POPOLARE DI LODI Gianpaolo Sevà Divisione Risk Management Banca Popolare di Lodi - Gruppo Bipielle BANCA POPOLARE DI LODI RETI BANCARIE H. SPA BIPIELLE

Dettagli

Domino B2 COME PREVISTO DA BASILEA 2

Domino B2 COME PREVISTO DA BASILEA 2 Domino B2 SOFTWARE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO D IMPRESA COME PREVISTO DA BASILEA 2 Il software gestionale Domino B2 è uno strumento di analisi e pianificazione finanziaria strutturato su vari moduli

Dettagli

5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI

5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI 5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI Master Budget: insieme coordinato e coerente dei budget operativi, finanziari e degli investimenti è rappresentato

Dettagli

IL BUSINESS PLAN PER TUTTI. 25 giugno 2014

IL BUSINESS PLAN PER TUTTI. 25 giugno 2014 IL BUSINESS PLAN PER TUTTI 25 giugno 2014 Elaborazione del Modello di Greitner Esempio di Mappa strategica Massimizzazione del profitto Remunerazione adeguata dei soci Economico Finanziaria Aumento della

Dettagli

1. STRUTTURA, CLASSIFICAZIONI E CONFIGURAZIONI DEI COSTI

1. STRUTTURA, CLASSIFICAZIONI E CONFIGURAZIONI DEI COSTI INTRODUZIONE 1. La visione d impresa e il ruolo del management...17 2. Il management imprenditoriale e l imprenditore manager...19 3. Il management: gestione delle risorse, leadership e stile di direzione...21

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE 27 Ottobre 2015 1 di 11 SOMMARIO 1 MOTIVAZIONE... 3 1.1 Consultazione... 4 1.2 Definizioni... 4 2 SCALA DI VALUTAZIONE... 7 2.1 Scala di Rating... 7 3 METODOLOGIA E RATING CRITERIA...

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario La dinamica finanziaria Il Rendiconto Finanziario Analisi Economico-Finanziaria delle P.M.I. Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it La divergenza fra risultato

Dettagli

LA BANCA COME UN IMPRESA

LA BANCA COME UN IMPRESA . Direzione crediti LA BANCA COME UN IMPRESA La legislatura italiana definisce la Banca come un impresa autorizzata a raccogliere il risparmio, tramite forme diverse, presso il pubblico ed a erogare il

Dettagli

Informativa Pubblica

Informativa Pubblica Informativa Pubblica - (Terzo Pilastro) 31 Dicembre 2011 Sigla Srl Indice del documento PREMESSA... 3 TAVOLA 1: ADEGUATEZZA PATRIMONIALE... 4 Informativa Qualitativa... 4 Informativa Quantitativa... 6

Dettagli

IL COSTO DEL RISCHIO DI CREDITO: IL PUNTO DD DI VISTA DEL CEO

IL COSTO DEL RISCHIO DI CREDITO: IL PUNTO DD DI VISTA DEL CEO IL COSTO DEL RISCHIO DI CREDITO: IL PUNTO DD DI VISTA DEL CEO Luca Majocchi Credito Italiano Convegno annuale APB Vicenza, 23 giugno 2000 (1) OBIETTIVO Condividere alcuni spunti di riflessione sulla prospettiva

Dettagli

La funzione dell analisi di bilancio nell assegnazione del rating alle imprese secondo l accordo Basilea 2

La funzione dell analisi di bilancio nell assegnazione del rating alle imprese secondo l accordo Basilea 2 La funzione dell analisi di bilancio nell assegnazione del rating alle imprese secondo l accordo Basilea 2 e nel contenuto obbligatorio della relazione sulla gestione accompagnatoria al bilancio di esercizio

Dettagli

La dimensione economico finanziaria del business plan. Davide Moro

La dimensione economico finanziaria del business plan. Davide Moro La dimensione economico finanziaria del business plan Davide Moro I prospetti economico finanziari Da cosa è costituito un prospetto economicofinanziario Un preventivo economico-finanziario completo richiede

Dettagli

L esperienza del Credito Italiano nelle gestione del rischio con metodi statistici - focus sul portafoglio small business -

L esperienza del Credito Italiano nelle gestione del rischio con metodi statistici - focus sul portafoglio small business - L esperienza del Credito Italiano nelle gestione del rischio con metodi statistici - focus sul portafoglio small business - Claudio Queirolo - Responsabile Studi ed Attività Creditizia - Credito Italiano

Dettagli

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi.

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi. Metodo per la stima del ROE e del ROI in un azienda operante nel settore tessile abbigliamento in funzione delle propria struttura di incasso e pagamento e della gestione delle rimanenze di magazzino.

Dettagli

Alcune applicazioni dei modelli per il rischio di credito

Alcune applicazioni dei modelli per il rischio di credito Alcune applicazioni dei modelli per il rischio di credito Slides tratte da: Andrea Resti Andrea Sironi Rischio e valore nelle banche Misura, regolamentazione, gestione Egea, 2008 AGENDA Il pricing delle

Dettagli

12 L ECONOMICITA AZIENDALE. 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1

12 L ECONOMICITA AZIENDALE. 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1 12 L ECONOMICITA AZIENDALE 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1 L economicità Tutte le aziende, per poter conseguire i propri fini, devono essere in grado di operare in condizioni di: -autonomia

Dettagli

LA GESTIONE FINANZIARIA, LA SUA PIANIFICAZIONE & IL BUSINESS PLAN. Previsione dei fabbisogni e gestione dei flussi aziendali

LA GESTIONE FINANZIARIA, LA SUA PIANIFICAZIONE & IL BUSINESS PLAN. Previsione dei fabbisogni e gestione dei flussi aziendali LA GESTIONE FINANZIARIA, LA SUA PIANIFICAZIONE & IL BUSINESS PLAN Previsione dei fabbisogni e gestione dei flussi aziendali AGENDA CARATTERI GENERALI DELLA FUNZIONE FINANZIARIA PERCHE L AZIENDA NECESSITA

Dettagli

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio 1 di 6 La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio Come possono essere classificate le operazioni di gestione? La gestione aziendale è l insieme coordinato di operazioni attraverso le quali l impresa

Dettagli

Firenze 7 e 8 ottobre 2005

Firenze 7 e 8 ottobre 2005 Le Banche Regionali e il Corporate Banking: Esperienze dall Europa Firenze 7 e 8 ottobre 2005 Palazzo Incontri Banca CR Firenze via dei Pucci, 1 Un Modello di Analisi dei Profili Finanziari dell Impresa

Dettagli

4 Forum di aggiornamento tecnico APB

4 Forum di aggiornamento tecnico APB 4 Forum di aggiornamento tecnico APB Il contributo del processo di certificazione alla chiarezza, integrità e completezza dei dati utili al processo di rating Milano 4 aprile 2006 Le Origini Nasce nel

Dettagli

RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA

RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA aggiornato al 24/10/2011 L.P. 13 dicembre 1999, n. 6, articolo 5 RICERCA APPLICATA PROCEDURA VALUTATIVA RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA per domande di agevolazione di importo fino a 1,5 milioni di euro

Dettagli

Il Business Plan nel processo di comunicazione tra Banca ed Impresa

Il Business Plan nel processo di comunicazione tra Banca ed Impresa S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Il Business Plan nei rapporti con il mondo finanziario Il Business Plan nel processo di comunicazione tra Banca ed Impresa Massimo Talone Milano, 26 maggio

Dettagli

La gestione del credito: un approccio analitico al rating

La gestione del credito: un approccio analitico al rating La gestione del credito: un approccio analitico al rating di Giuseppe R. Grasso (*) Oggi le aziende sono chiamate a farsi carico del rischio finanziario associato al proprio portafoglio crediti, rischio

Dettagli

Reingegnerizzazione dei processi del credito nelle banche della New Europe. Attività e riscontri

Reingegnerizzazione dei processi del credito nelle banche della New Europe. Attività e riscontri Reingegnerizzazione dei processi del credito nelle banche della New Europe. Attività e riscontri Fausto Galmarini Responsabile Direzione Crediti Milano Giugno 00 OBIETTIVO DELLA PRESENTAZIONE Presentare

Dettagli

La gestione del credito commerciale: aspetti organizzativi, metodologici e finanziari

La gestione del credito commerciale: aspetti organizzativi, metodologici e finanziari La gestione del credito commerciale: aspetti organizzativi, metodologici e finanziari Riccardo Gandolfi Temporary Manager rigandol@tin.it http://it.linkedin.com/in/riccardogandolfi Presentazione dello

Dettagli

La gestione del debito dopo gli accordi di Basilea II

La gestione del debito dopo gli accordi di Basilea II La gestione del debito dopo gli accordi di Basilea II Massimo Buongiorno Convegno ARGI Milano, 27 ottobre 2004 Perché Basilea II, esisteva un Basilea I? Nel 1988 il Comitato di Basilea stabilisce una quota

Dettagli

Club della Finanza Confindustria Udine

Club della Finanza Confindustria Udine Rafforzare la struttura del passivo: le opportunità offerte dall accordo ABI-Confindustria e strumenti alternativi di finanziamento. Introduzione di: Alberto Bortolin ed Emanuele Facile - Financial Innovations

Dettagli

Il bilancio delle banche e l analisi delle performance. Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a.

Il bilancio delle banche e l analisi delle performance. Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. Il bilancio delle banche e l analisi delle performance Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2010/2011 Premessa Il bilancio bancario presenta caratteristiche distintive

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario Gli indici di bilancio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie

Dettagli

Il rendiconto finanziario e gli indici di bilancio

Il rendiconto finanziario e gli indici di bilancio Il rendiconto finanziario e gli indici di bilancio Erika Cresti Firenze, 18 ottobre 2013 Indice La gestione della variabile finanziaria Il rendiconto finanziario: normativa e principi contabili di riferimento

Dettagli

IL LEASING FINANZIARIO E GLI ALTRI FINANZIAMENTI: CONFRONTO AI FINI DELLA RAPPRESENTAZIONE IN BILANCIO E DEI RISVOLTI SUL RATING

IL LEASING FINANZIARIO E GLI ALTRI FINANZIAMENTI: CONFRONTO AI FINI DELLA RAPPRESENTAZIONE IN BILANCIO E DEI RISVOLTI SUL RATING IL LEASING FINANZIARIO E GLI ALTRI FINANZIAMENTI: CONFRONTO AI FINI DELLA RAPPRESENTAZIONE IN BILANCIO E DEI RISVOLTI SUL RATING 1. Introduzione L imprenditore intenzionato ad acquisire un nuovo bene per

Dettagli

Un Passport per uscire dalla crisi. Vicenza, 24 settembre 2014. Un progetto per le PMI Da Basilea a strumenti di consulenza sul credito

Un Passport per uscire dalla crisi. Vicenza, 24 settembre 2014. Un progetto per le PMI Da Basilea a strumenti di consulenza sul credito Un Passport per uscire dalla crisi Vicenza, 24 settembre 2014 Agenda Due macro trend per le PMI o o Rapporto Banca, Impresa e Internazionalizzazione Un progetto per le PMI Da Basilea a strumenti di consulenza

Dettagli

Valutazione del merito creditizio criteri generali

Valutazione del merito creditizio criteri generali Valutazione del merito creditizio criteri generali Corso: Analisi di bilancio per indici e il rendiconto finanziario 1 1) L impresa L e il suo business La banca vuole comprendere la capacità competitiva

Dettagli

Corso di Finanza aziendale

Corso di Finanza aziendale Basilea II Corso di Finanza aziendale Elementi del nuovo accordo di Basilea Basilea II? Si tratta della recente revisione del complesso di norme regolamentari che dal 1988 sono imposte alle banche dalla

Dettagli

Metodologia di valutazione e di pricing e Regole Interne per l emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento

Metodologia di valutazione e di pricing e Regole Interne per l emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento Metodologia di valutazione e di pricing e Regole Interne per l emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento 2014 PREMESSA Il presente documento definisce ed illustra

Dettagli

Commento al tema di Economia aziendale

Commento al tema di Economia aziendale Commento al tema di Economia aziendale Il tema di Economia aziendale proposto negli Istituti Tecnici è incentrato sulla crisi finanziaria ed è articolato in una parte obbligatoria e tre percorsi alternativi

Dettagli

Come determinare redditività d impresa e solvibilità

Come determinare redditività d impresa e solvibilità Come determinare redditività d impresa e solvibilità Assolombarda, 13 marzo 2008 Cristina Soppelsa 1 Agenda Riclassificazione Interpretazione dei più significativi indici di redditività e di solvibilità

Dettagli

RENDICONTO FINANZIARIO

RENDICONTO FINANZIARIO RENDICONTO FINANZIARIO IN OTTICA BASILEA 2 1 Utilità del Rendiconto finanziario L utilità del rendiconto finanziario trae motivo dal fatto che non si ha, quasi mai, coincidenza fra gli andamenti economici

Dettagli

Principali indici di bilancio

Principali indici di bilancio Principali indici di bilancio Descrizione Il processo di valutazione del merito creditizio tiene conto di una serie di indici economici e patrimoniali. L analisi deve sempre essere effettuata su un arco

Dettagli

I piani economico-finanziari per il risanamento aziendale. Andrea Lionzo Professore Associato Economia aziendale Università degli Studi di Verona

I piani economico-finanziari per il risanamento aziendale. Andrea Lionzo Professore Associato Economia aziendale Università degli Studi di Verona I piani economico-finanziari per il risanamento aziendale Andrea Lionzo Professore Associato Economia aziendale Università degli Studi di Verona 1. 2. 3. 4. 5. La logica e i contenuti del Piano Le assumptions

Dettagli

IL RAPPORTO BANCA-IMPRESA ALLA LUCE DI BASILEA

IL RAPPORTO BANCA-IMPRESA ALLA LUCE DI BASILEA Area di interesse FINANZA Oggetto: IL RAPPORTO BANCA-IMPRESA ALLA LUCE DI BASILEA 2: quali parametri utilizzeranno le banche per valutare il grado di rischio delle aziende? Quali sono gli indicatori cruciali

Dettagli

ANALISI DELLA DINAMICA FINANZIARIA: COSTRUZIONE E INTERPRETAZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO

ANALISI DELLA DINAMICA FINANZIARIA: COSTRUZIONE E INTERPRETAZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO ANALISI DELLA DINAMICA FINANZIARIA: COSTRUZIONE E INTERPRETAZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO 1 COSTRUZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO E UNO STRUMENTO CHE INDIVIDUA LE DINAMICHE DEL CAPITALE METTENDO IN

Dettagli

I prestiti (parte I) Dott. Giovanni Liccardo 15 marzo 2011 giovanni.liccardo@uniroma2.it

I prestiti (parte I) Dott. Giovanni Liccardo 15 marzo 2011 giovanni.liccardo@uniroma2.it I prestiti (parte I) Dott. Giovanni Liccardo 15 marzo 2011 giovanni.liccardo@uniroma2.it L attività creditizia: introduzione I prestiti costituiscono la principale voce dell attivo patrimoniale della banca

Dettagli

Sextante BUDGET ECONOMICO-FINANZIARIO E FORECAST

Sextante BUDGET ECONOMICO-FINANZIARIO E FORECAST Sextante BUDGET ECONOMICO-FINANZIARIO E FORECAST SOFTWARE PER LA PIANIFICAZIONE E IL CONTROLLO D IMPRESA Il software gestionale Sextante è uno strumento di analisi, pianificazione e controllo economico

Dettagli

19.4. La riserva di elasticità

19.4. La riserva di elasticità INTRODUZIONE ALLA FINANZA 1.OBIETTIVI AZIENDALI E COMPITI DELLA FINANZA, di M. Dallocchio e A. Salvi 1.1. Creazione di valore come idea-guida 1.2. Creazione di valori per l impresa o per gli azionisti?

Dettagli

bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : I dati previsionali per l anno x+1

bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : I dati previsionali per l anno x+1 un esempio molto semplice con la redazione di : bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : ATTIVO Cassa 5.000 Fornitori Clienti 300.000 Banche

Dettagli

Incentivo Start Up Polaris

Incentivo Start Up Polaris Incentivo Start Up Polaris Per l avvio di nuove iniziative d impresa negli ambiti tecnologici di specializzazione del parco Allegato A GUIDA FORMULARIO BUSINESS PLAN VRT 04/08-2010 INDICE 1. SINTESI DEL

Dettagli

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Bilanci preventivi e piani finanziari perché utilizzarli? Simulazione di scenari e valutazione impatto variabili di business Analisi compatibilità

Dettagli

Banca- impresa cosa è cambiato e cosa cambia

Banca- impresa cosa è cambiato e cosa cambia Convegno Banca- impresa cosa è cambiato e cosa cambia 4 febbraio 2010 Sala Convegni Corso Europa,11 Milano 1 Intervento del dr. Mario Venturini Breve remind sulla valutazione dei rischi creditizi e Basilea

Dettagli

PMI BASILEA. autodiagnosi aziendale e corso di formazione

PMI BASILEA. autodiagnosi aziendale e corso di formazione PMI BASILEA autodiagnosi aziendale e corso di formazione L attuale contesto di mercato Situazione di scarsa liquidità per le banche commerciali italiane Obbligo per le banche di monitoraggio e di misurazione

Dettagli

IL RENDICONTO FINANZIARIO

IL RENDICONTO FINANZIARIO IL RENDICONTO FINANZIARIO Arezzo, 04 aprile 2014 1 IL RENDICONTO FINANZIARIO Resoconto di tutte le entrate ed uscite di denaro avvenuto in un certo periodo di tempo per effetto di: risultato della gestione;

Dettagli

FONDO PENSIONE APERTO CARIGE

FONDO PENSIONE APERTO CARIGE FONDO PENSIONE APERTO CARIGE INFORMAZIONI SULL ANDAMENTO DELLA GESTIONE I dati e le informazioni riportati sono aggiornati al 31 dicembre 2006. 1 di 8 La SGR è dotata di una funzione di Risk Management

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring

Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring La finanza delle imprese tra crisi e ripresa Mario Valletta Università degli Studi

Dettagli

ARGOMENTI. Una premessa. La funzione finanziaria. Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti

ARGOMENTI. Una premessa. La funzione finanziaria. Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti La funzione finanziaria Prof. Arturo Capasso ARGOMENTI Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti Una premessa Funzione Finanziaria e Finanza Aziendale.

Dettagli

Analisi di Bilancio per flussi

Analisi di Bilancio per flussi Analisi di Bilancio per flussi Premessa L analisi della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell azienda attraverso il bilancio si conclude con l analisi dei movimenti di risorse finanziarie

Dettagli

Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario. anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti

Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario. anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti 1 Il Conto Economico Il prospetto di CE può essere redatto:

Dettagli

(Cash Flow Statements)

(Cash Flow Statements) RENDICONTO FINANZIARIO IAS 7 (Cash Flow Statements) 1 SOMMARIO Concetti generali sul Rendiconto Finanziario Come si fa a redigere un Rendiconto Finanziario? 2 1 Concetti generali sul Rendiconto Finanziario

Dettagli

Risultati ed andamento della gestione

Risultati ed andamento della gestione Risultati ed andamento della gestione L esercizio 2011 si chiude con un risultato economico positivo, in quanto la distribuzione dei dividendi di Equitalia Nord ha consentito - insieme ai benefici fiscali

Dettagli