MENO CREDITO E PIÙ SVILUPPO Il vero contributo alla crescita economica che ci si dovrebbe aspettare dal sistema bancario

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "MENO CREDITO E PIÙ SVILUPPO Il vero contributo alla crescita economica che ci si dovrebbe aspettare dal sistema bancario"

Transcript

1 MENO CREDITO E PIÙ SVILUPPO Il vero contributo alla crescita economica che ci si dovrebbe aspettare dal sistema bancario Vi è in Italia una opinione diffusa che la carenza di credito sia oggi uno dei più gravi vincoli alla crescita economica del paese. In certe sue varianti estreme, questa linea di pensiero arriva ad argomentare che l'attuale recessione e addirittura l'intera crisi finanziaria, siano dovute a una contrazione del credito. La verità è all'opposto. La crisi che stiamo vivendo è nata globalmente dall'eccesso di credito, non dalla sua carenza. E l'italia, all'interno della crisi globale, soffre di una sua specifica incapacità di generare sviluppo, che pre-esiste alla crisi di una ventina d'anni, e che è semmai aggravata, o quantomeno perpetuata, da un eccesso di dipendenza dal credito bancario. Che la crisi globale sia nata da un eccesso di credito è cosa ormai ben nota, e dimostrata in tante di quelle sedi che è superfluo ribadirla in questo contesto sia sufficiente citare un dato tra tantissimi, e cioè la crescita esplosiva del debito privato e pubblico. Crescita del debito pubblico e privato nel decennio Debito privato e pubblico / PIL 400% 300% 251% 309% 253% 306% 259% 200% 214% 204% 192% 210% 188% 187% 186% 100% % Italia Spagna Germania Stati Uniti Regno Unito Francia 2011 Source: Thomson Reuters Datastream, BCG analysis Che l'incapacità dell'italia di generare sviluppo pre-esista alla crisi, è anche questo un fatto commentato e dibattuto più volte e confermato in modo inequivocabile da un semplice sguardo all'andamento del PIL, degli investimenti e della produttività totale, nelle ultime decadi. 1

2 Costante rallentamento economico, accentuatosi dal 2003 Tasso di crescita del PIL Indice, 2008 = 100 Investimenti e Produttività Indice, 2003 = 100 PIL reale ( B) e relativo CAGR ,5% +1.5% ,2% +2,2 % +1,7 % -0,3 % CAGR Italia Produttività Totale di Lavoro e Capitale (TFP) CAGR OECD Investimenti Lordi Reali Fonti: EIU, BCG Esiste ormai anche un discreto consenso circa le cause dell'incapacità di creare sviluppo, e paradossalmente perfino sui rimedi da applicare. Efficientamento e riduzione della spesa pubblica, snellimento delle procedure burocratiche e giudiziarie, abbattimento del cuneo fiscale e recupero di produttività tramite investimenti mirati per ricerca e innovazione sono solo alcuni dei molti esempi. Tuttavia, poiché cause e rimedi implicano la necessità di un lavoro lungo e paziente, privo di un ritorno elettorale o "popolare" di breve termine, si preferisce spesso dimenticare l'analisi e identificare capri espiatori più semplici da raccontare. Uno dei capri espiatori è l'assenza di credito. E, poichè si tratta di un capro espiatorio assai in voga, per dare sostanza al dibattito abbiamo provato a osservare come davvero incida il maggiore o minore uso di credito bancario sulla crescita delle imprese che sono una delle cellule fondamentali della crescita economica. Contestualmente, abbiamo cercato di capire cosa altro, oltre al credito, faciliterebbe la crescita delle imprese tenendo conto delle diverse situazioni competitive; e, di conseguenza, quale profilo di "banca corporate" potrebbe dare il maggiore contributo allo sviluppo economico. Come vedremo, è un profilo che implica cambiamenti profondi rispetto al modo oggi prevalente di servire le imprese. Eppure, questi cambiamenti non vanno nella direzione di fare "più credito", ma semmai di farne meno, o quantomeno di espanderlo in modo assai più selettivo. IMPRESE IN CRESCITA E IMPRESE STAGNANTI UNA ECONOMIA DUALE CHE CONSUMA CREDITO NEL MODO SBAGLIATO Per osservare le relazioni tra l'utilizzazione del credito bancario e la crescita delle imprese, abbiamo chiesto aiuto agli amici di Leanus, una nuova e potente piattaforma informativa per l'analisi dei bilanci aziendali a fini creditizi ed economici. Leanus ha rielaborato i bilanci di 820 imprese italiane non creditizie piccole e medie, con un fatturato 2012 compreso tra 100 milioni e 1 miliardo di euro. Le imprese sono state divise in quattro gruppi, sulla base dell'incrocio di due semplici variabili Il tasso di crescita: le imprese con una crescita dei ricavi superiore al 7% sono state divise da quelle con un tasso di crescita inferiore al 7% L'affidabilità creditizia: i due gruppi di imprese (in crescita e stagnanti) sono stati ulteriormente suddivisi, sulla base del loro "Leanus score", un indicatore basato su crescita, redditività, solidità patrimoniale e liquidità, pertanto fortemente indicativo della Probabilità di Default (PD) di una 2

3 azienda; in particolare, si sono divise le aziende con Leanus score superiore a 3, indicativo di una PD modesta e quindi di una affidabilità creditizia elevata, da quelle con Leanus score uguale o inferiore a 3, indicativo di una PD elevata e quindi di una affidabilità creditizia modesta. Una prima analisi dei risultati di questa indagine può essere fatta osservando la matrice raffigurata qui sotto, dedicata alle sole aziende medio-grandi, quelle con fatturato compreso tra 100M e 1Mdo di euro. Differenti situazioni competitive tra le aziende medio grandi Campione di 820 imprese con Fatturato M Affidabilità (Leanus Score) Crescita ricavi Ciclo Cap. Circ. Source: Leanus, BCG 12,2 5,6 320 Stagnanti e solide Crescita ricavi -10% Ciclo Cap. Circ. 112gg 24% 7% 236 Stagnanti e tese Crescita ricavi -13% Ciclo Cap. Circ. 90gg 81% -11% 199 In crescita e solide Crescita ricavi +22% Ciclo Cap. Circ. 45gg 20% 18% 65 in crescita e tese Crescita ricavi +17% Ciclo Cap. Circ. 114gg 73% -6% -15% -10% -5% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% Crescita Ricavi (2012 vs. 2011) Tot 556 aziende crescita 7% -11% 102gg 47% 0% 5,2 2,8 Tot 264 aziende crescita >7% +21% 62gg 38% 12% 5,6 Tot 519 aziende Score >3 +1% 86gg 23% 11% Tot 301 aziende Score 3-6% 95gg 79% -10% Debiti vs. banche ( B) Leggendo la matrice in verticale, e cioè separando la somma delle imprese in crescita dalla somma di quelle stagnanti, emerge una conferma della fortissima dualità della nostra economia. Nonostante la stagnazione economica che attraversiamo da 5 anni, emerge chiaramente un gruppo di imprese in forte crescita (+ 21% all'anno durante la crisi); con una struttura di capitale circolante molto agile (crediti e giacenze incassati in 128 giorni), indicativa di una capacità di gestire in modo moderno la supply chain e l'ecosistema di fornitori e partner; con risultati economici interessanti sia in termini di ciclo del capitale circolante (ca. 62 giorni) che di ritorno sugli investimenti (ROI + 12%); e infine con un peso significativo sul campione trattandosi di 264 imprese che producono 81mdi di ricavi, quasi il 40% delle imprese in questa fascia dimensionale. Questo gruppo di imprese include i campioni dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, quelle imprese che sin da prima della crisi e ancora più durante la crisi, hanno continuamente rivisto la propria gamma di prodotti e il proprio sistema operativo, hanno cercato la crescita nei mercati più dinamici e più giovani, hanno fatto tutti gli investimenti necessari a perseguire questi cambiamenti, non limitandosi a ridurre i costi e a tagliare i rami secchi, ma piuttosto usando le necessarie ristrutturazioni per finanziare nuove presenze geografiche, nuovi siti produttivi, nuovi prodotti e/o servizi, nuove partnership. Stiamo parlando di un segmento di imprese che, da solo, genera la quasi totalità dello sviluppo economico presente nel paese. Il confronto tra questo gruppo e quello delle imprese stagnanti è particolarmente sorprendente. Oltre a non produrre crescita, le imprese stagnanti nel loro insieme generano perdite sia in rapporto al capitale investito (molto più pesante di quello delle imprese in crescita indicativo di una gestione industriale assai più tradizionale) che in rapporto ai mezzi propri. E si tratta di un gruppo di imprese purtroppo molto più grande delle imprese in crescita, sia per numero (ca. 560) che per peso complessivo (più del 60% dei ricavi). Queste osservazioni non fanno che confermare la dualità che si è sviluppata nell'economia italiana - più volte oggetto di dibattito tra una parte dinamica e vitale dell'economia, trainata dai mercati globali e capace di competervi con successo, e un'altra parte più ripiegata sul mercato domestico, stagnante e meno competitiva, 3

4 oltre che meno stimolata e meno capace di affrontare le grandi trasformazioni che sarebbero necessarie per tornare a produrre sviluppo e crescita. E' naturale domandarsi quali tra questi gruppi di imprese i maggiori utilizzatori di credito. La risposta emerge abbastanza netta: il 70% del credito bancario e finanziario è utilizzato dalle imprese stagnanti. Le imprese stagnanti sono anche meno capitalizzate e utilizzano quindi una leva più spinta (i debiti finanziari sono quasi la metà del Patrimonio Netto, rispetto al 38% delle imprese in crescita). In sostanza, a fronte di una allocazione ottimale del credito che vorrebbe in prima fila il finanziamento alla crescita e allo sviluppo, e il sostegno a tutti gli investimenti necessari a generare tale crescita, i dati suggeriscono piuttosto una utilizzazione del credito in larga misura destinata alla conservazione, alla parte dell'economia meno dinamica e meno sostenibile. La riflessione diventa ancora più inquietante se ci soffermiamo ad osservare i dati sulla utilizzazione del credito da parte delle imprese "stagnanti e tese", (il quadrante di sudovest). Questo gruppo di imprese che, oltre non crescere, presentano i risultati economici e industriali più scadenti del campione e soprattutto un Leanus score molto basso e una PD molto elevata sono di gran lunga i maggiori utilizzatori di credito di questo campione. In particolare, le 236 aziende di questo quadrante, che rappresentano poco più del 20% dei ricavi del campione, assorbono da sole circa la metà delle risorse creditizie utilizzate dall'intero gruppo. Più credito uguale meno sviluppo: ecco il paradosso che sembra emergere dalle osservazioni fatte fino a questo punto. Abbiamo esteso l'applicazione della stessa metodologia, sempre con l'aiuto di Leanus, a un campione di imprese più piccole, in particolare le imprese lombarde con fatturato compreso tra 20 e 100m. Anche le aziende più piccole presentano situazioni competitive differenti Campione di 966 imprese con Fatturato M Affidabilità (Leanus Score) Crescita ricavi Ciclo Cap. Circ. Source: Leanus, BCG 1,7 0,4 386 Stagnanti e solide Crescita ricavi -12% Ciclo Cap. Circ. 137gg 16% 7% 353 Stagnanti e tese Crescita ricavi -14% Ciclo Cap. Circ. 197gg 138% -6% 145 In crescita e solide Crescita ricavi +23% Ciclo Cap. Circ. 108gg 30% 23% 82 In crescita e tese Crescita ricavi +32% Ciclo Cap. Circ. 199gg 143% -5% -20% -15% -10% -5% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% Crescita Ricavi (2012 vs. 2011) Tot 739 aziende crescita 7% -13% 166gg 56% 1% 0,2 Tot 227 aziende crescita >7% +26% 141gg 60% 13% 0,4 5,6 Tot 531 aziende Score >3-3% 129gg 19% 11% Tot 435 aziende Score 3-7% 197gg 139% -6% Debiti vs. banche ( B) Anche in questa fascia dimensionale esistono delle eccellenze, anzi, le piccole aziende in crescita mostrano tassi di espansione del fatturato, ritorno sull'investimento e redditività migliori rispetto alle loro omologhe più grandi. Nelle aziende piccole, tuttavia, è maggiore l incidenza delle aziende stagnanti (77% vs. 68% nelle medie) o poco affidabili (45% vs 37%). E, quando sono in difficoltà, le aziende piccole soffrono ancora più delle grandi: decrescono invece di rimanere stabili, hanno redditività negativa invece che semplicemente limitata, cicli di incasso molto più lunghi, un affidabilità creditizia molto minore. 4

5 Ancora più marcata e sorprendente, quindi, è l attuale concentrazione del credito sulle aziende meno performanti. Le imprese piccole stagnanti assorbono quasi l 80 % del credito (a fronte del 70% per il campione di aziende stagnanti medie), con debiti finanziari pari al 56% del loro patrimonio netto (47% nelle grandi). La concentrazione del credito è massima sulle piccole imprese "stagnanti e tese": a fronte del 32% del fatturato del campione, assorbono il 62% del credito complessivo. LO SVILUPPO RICHIEDEREBBE UNA RISPOSTA CALIBRATA SULLE DIVERSE SITUAZIONI COMPETITIVE, E PIÙ AMPIA DEL CREDITO Tutte le evidenze che abbiamo fin qui osservato confermano un punto: non è l'espansione del credito il motore dello sviluppo, meno che mai l'espansione del credito indifferenziata, o peggio, a sostegno di tutte le imprese in crisi. In verità, i quattro gruppi di imprese esprimono bisogni diversi dal puro credito, e diversi tra loro, e la risposta a questi bisogni differenti sarebbe essa sì un contributo importante allo sviluppo. Le imprese del quadrante di sudovest, quelle stagnanti e a bassa affidabilità, sono tendenzialmente imprese in crisi, le cui prospettive industriali sono incerte e le cui difficoltà economiche hanno già eroso l'equilibrio finanziario e patrimoniale, senza essere compensate da immissioni di nuovo capitale. Queste imprese avrebbero bisogno di ristrutturazione e cambiamenti drastici nell'assetto produttivo, nella gamma prodotti, nell'organizzazione distributiva, in casi estremi nell'intero portafoglio strategico (per esempio ritirandosi da business insostenibili, e focalizzandosi su mercati o business più sani). La ristrutturazione e il rilancio avrebbero a loro volta bisogno, innanzitutto, di capitale di rischio dagli azionisti esistenti, da investitori privati, e/o istituzionali, e/o specializzati. La ristrutturazione trarrebbe beneficio anche da un sistema di norme più moderno su fallimenti e crisi aziendali che facilitasse transazioni risolutive e cooperative, contrariamente all'attuale ordinamento che incentiva cautela, temporeggiamento, e differimento delle soluzioni. Certamente, le ristrutturazioni aziendali richiedono anche un supporto del sistema bancario che però non dovrebbe consistere in una espansione indiscriminata del credito (che tanto danno ha causato in diversi dossier di ristrutturazione, perpetuando situazioni competitivamente insostenibili). Dovrebbe piuttosto trattarsi di una combinazione tra il supporto per operazioni straordinarie, il supporto per la ricerca di partner e investitori; il supporto per l'accesso a nuovi mercati dei capitali e per la strutturazione di operazioni di finanza a medio/lungo termine. Questo tipo di supporto dovrebbe fondarsi su una solida piattaforma di competenze ed esperienze specialistiche nelle operazioni di ristrutturazione. Le imprese del quadrante di nordovest, quelle stagnanti ma finanziariamente ancora solide, sono tendenzialmente imprese che operano in mercati maturi, in certi casi già declinanti, dove lo sviluppo se mai raggiungibile - viene esclusivamente dall'innovazione. Le imprese di questo quadrante non sono state ancora corrose dalla crisi : hanno mantenuto una redditività accettabile e un buon equilibrio finanziario. Queste imprese avrebbero bisogno di tornare a crescere, investendo in innovazione e nell'ingresso in nuovi mercati, magari sforbiciando le parti meno interessanti del business oggi in portafoglio. Questi investimenti richiedono anche un supporto creditizio; ma, anche in questo caso come nel precedente, non è una espansione creditizia indiscriminata a poter fare la differenza. Preesistente al credito dovrebbero esservi piani di sviluppo chiari e sostenibili, sostenuti da una dote adeguata di capitale di rischio. A valle, dovrebbero esservi forme di advisory finanziario rivolte a definire il pacchetto di supporto più appropriato per i piani di investimento aziendale (es. con quale mix di debito verso equity, quale mix di strumenti e scadenze, quale mix valutario), o addirittura forme di advisory che entrino nel merito degli stessi progetti (es. aiutando a valutare l'attrattività relativa di potenziali nuovi mercati). Come nel caso precedente, anche in questo caso il credito è solo un tassello del contributo allo sviluppo, e certamente non il più importante. Le imprese del quadrante di sudest sono un caso particolarmente interessante : si tratta di imprese in forte crescita e tendenzialmente presenti in mercati dinamici e attraenti, ma che non producono (ancora?) redditività e cassa sufficienti a restare in equilibrio. In linea di principio, per queste imprese una espansione del credito potrebbe risultare più efficace che altrove. In particolare, le imprese più sane presenti in questo quadrante (quelle la cui crescita è più redditizia e sostenibile) trarrebbero certamente beneficio da un credito più abbondante, sia per gli investimenti fissi che per l'espansione del circolante. Eppure, non sempre queste 5

6 imprese ricevono tutto il credito di cui avrebbero bisogno (spesso anche per la riluttanza dei propri fondatori a immettere maggiore capitale di rischio si veda la leva elevatissima di questo quadrante), e spesso non ricevono, insieme al credito, tutta la gamma di servizi che dovrebbero formare il cocktail necessario a sostenere la crescita : per esempio finanza per l'esportazione, per l'internazionalizzazione, per le acquisizioni, per la gestione dei rischi, per l'ottimizzazione dei flussi di pagamento su base multinazionale. Le imprese del quadrante di nordest, infine, rappresentano il segmento trainante dell'economia. Si tratta di imprese in forte crescita, soprattutto in virtù di un forte aggancio ai mercati globali e alle economie più dinamiche. Imprese che hanno generato la propria crescita combinando innovazione, produttività, e investimenti nei mercati più interessanti. E che hanno saputo farlo dotandosi anche di una struttura finanziaria solida, grazie a una combinazione tra : capacità di mantenere una struttura industriale molto leggera (supply chain tesa, filiera produttiva ottimizzata); capacità di autofinanziamento molto elevata; e immissione di capitale di rischio consistente. Le imprese di questo quadrante sono il gruppo di clienti più interessanti per qualsiasi banca corporate, e sono anche il nucleo di imprese che genera la maggior parte della crescita della nostra economia. Il credito allocato a queste imprese ha un ritorno (finanziario, macroeconomico e sociale) infinitamente più elevato del credito distribuito a ogni altro quadrante. E naturalmente, la gamma di bisogni di questo quadrante si estende molto oltre il credito. Innovazione, internazionalizzazione, acquisizioni e dismissioni, ingresso in nuovi business, gestione di flussi di pagamento globali, gestione di progetti di investimento complessi, copertura da rischi valutari, sovrani, macroeconomici. La mappa dei bisogni di queste aziende vede i servizi diversi dal credito pesare fino al 50-60% dei ricavi incassati dalle banche, con una composizione che varia moltissimo in funzione dell'industria di appartenenza e del modello di business dell'azienda. Servire i bisogni finanziari di queste aziende implica sempre di più essere una organizzazione globale o almeno fortemente internazionale, capace di erogare una gamma di prodotti assai diversificata (facendo lavorare in squadra una quantità di specialisti), e capace quando necessario di mettere sul piatto una disponibilità di credito significativa, a prezzi molto competitivi. In sintesi: L'espansione del credito non è il solo e neanche il principale motore dello sviluppo economico le banche possono (e devono) contribuire allo sviluppo in molti altri modi, anche più importanti del credito Una espansione indifferenziata del credito sarebbe oggi addirittura dannosa dato che il 50-60% del credito è attualmente allocato a imprese e settori in crisi strutturale ; è cruciale ai fini dello sviluppo economico che i nuovi flussi di credito siano allocati alle imprese con le maggiori prospettive di crescita Al di là della riallocazione e/o espansione del credito, il contributo del sistema bancario (e in generale della leadership del paese) allo sviluppo delle imprese dovrebbe consistere nella capacità di rispondere alle diverse situazioni competitive presenti nel nostro tessuto economico, con strumenti differenziati o Un gruppo assai numeroso di imprese stagnanti e già in forte crisi finanziaria richiede strumenti di ristrutturazione e gestione delle crisi, che rimpiazzino l'attuale utilizzo del credito come palliativo o All' estremo opposto, un gruppo piccolo ma importantissimo di imprese in forte crescita e molto solide, richiede di essere sostenuto con una gamma assai ampia di strumenti a supporto dell'internazionalizzazione e dello sviluppo, all'interno dei quali il credito è solo una piccola parte o Nel mezzo vi sono gruppi intermedi, che hanno già trovato sentieri di crescita e domandano effettivamente più credito, o imprese stagnanti ma ancora solide, dove maggior credito non è necessario, mentre sarebbero utili forme di finanza che stimolino la crescita UN NUOVO MODELLO DI BANCA CORPORATE Quale (nuova) specie di banca corporate potrebbe rispondere alle differenti esigenze descritte nel capitolo precedente, e per questa via allo sviluppo del paese? Qualche parola sul punto di partenza: il mix di ricavi che le banche italiane incassano dai loro clienti corporate è tuttora fortemente concentrato sul credito "puro", molto più di quanto non lo sia nei concorrenti esteri più diversificati, a discapito di tutti gli altri servizi, come per esempio la gestione dei pagamenti, 6

7 l'estero in generale, l'investment banking, inteso come supporto alle operazioni straordinarie, alle ristrutturazioni, e all'accesso sui mercati dei capitali in tutte le sue forme. In sostanza, ancora molto credito - spesso, come si è visto, allocato a supporto di business non sostenibili; e poco supporto allo sviluppo, inteso come quella gamma diversificata di servizi che, combinati secondo le specifiche esigenze delle diverse imprese, sono i veri abilitatori della crescita. Ricavi delle banche italiane concentrati nel credito Crescita delle revenue per famiglia di prodotti: % Asset Management Risk Management 1 Investment Banking Commissioni 3 Interessi da depositi Credito 0 Banche Corporate ITA Best practice transaction services Best practice full service 1. Corporate Risk Management includes: Foreign exchange (spot and derivatives), Fixed income (cash and derivatives), Equities (cash and derivatives), Commodities, and Other Capital Market and revenues. 2. Investment Banking includes: Debt capital markets, Equity capital markets, Advisory. 3.Transaction fees includes: Transaction account fees (e.g., checking/ current/ transaction accounts), Payment fees (domestic and international), Cash management services (liquidity mgmt, value-add services, savings/time deposit fees) Note: Altre revenue non mostrate nel grafico Source: BCG Global Corporate Banking Benchmarking Database L'evoluzione da questa situazione di partenza verso un modello di banca corporate più moderno non può consistere, tuttavia, nella semplice aggiunta di nuovi servizi (che peraltro sono tutti o quasi tutti già teoricamente in portafoglio alla gamma di offerta delle banche grandi e medie), e neanche in una maggiore attenzione o "spinta commerciale" verso la vendita di questi servizi. Ci sono cambiamenti più profondi e fondamentali che occorre realizzare, per realizzare davvero un rapporto più articolato e profondo con le imprese, come quello che stiamo immaginando. Proviamo ad abbozzare una traccia delle linee guida fondamentali che dovrebbero caratterizzare questo cambiamento: Una utilizzazione molto più attiva e moderna delle informazioni sui clienti. Le banche posseggono una quantità di informazioni enorme sui bisogni delle imprese, il cui potenziale resta ad oggi pressoché inutilizzato. La combinazione di queste informazioni interne (provenienti dai database del credito, dei pagamenti, dell'estero, dei privati collegati) con l'accesso a database esterni sempre più potenti (l'esempio di Leanus è uno tra molti), rende l'informazione disponibile pressoché infinita. L'analisi mostrata in questo articolo è soltanto un piccolo esempio della profondità di comprensione della situazione di una impresa che una banca può raggiungere : in verità, anche utilizzando semplicemente i dati rivenienti dalle procedure di credito, una banca può ottenere fotografie molto più nitide, profonde e specifiche di ciascuno dei propri clienti, e perfino dei settori e delle filiere nelle quali operano. E' tempo di iniziare a utilizzare attivamente questa informazione, rendendola accessibile, lavorabile, leggibile con immediatezza piegandola completamente alle esigenze di comprensione dei clienti e sviluppo delle attività commerciali. Non si tratta di cavalcare lo slogan di "big data", né di lanciarsi in costosi investimenti di tecnologia, ma piuttosto di aumentare drasticamente il rapporto tra informazione utilizzata e informazione posseduta, e lo si può fare con soluzioni agili e poco costose. 7

8 Un approccio radicalmente differente ai processi creditizi e alle cassette degli attrezzi derivanti da Basilea II e III. I processi creditizi sono nel vasto mondo dei rapporti con le imprese quelli che hanno visto più cambiamenti e in un certo senso più innovazione, negli ultimi 15 anni. Le informazioni utilizzate sono diventate più granulari e sofisticate, i modelli di calcolo più sofisticati, le regole molto più stringenti. Ma tutto questo sforzo è rimasto confinato nel "silos" degli addetti creditizi e della filiera di gestione del credito. E' ora di fare un cambiamento radicale, iniziando a utilizzare ogni momento dei processi creditizi, ogni cambiamento della PD o della Expected Loss di un cliente, o comunque ogni nuova decisione di credito, come un momento di approfondimento della comprensione del cliente e di generazione di una nuova opportunità di supporto all'impresa. Affinchè questo avvenga, deve cambiare non soltanto il modo di gestire le informazioni creditizie, ma soprattutto il modo in cui le decisioni creditizie scatenano decisioni e azioni commerciali, per arrivare a una gestione del rapporto con le imprese che sia molto più reattiva, rapida, informata, e propositiva, rispetto a ogni evoluzione della situazione creditizia. Una re-installazione di competenze profonde sui diversi settori e filiere produttive. Nessuno dei servizi diversi dal credito, descritti nel capitolo precedente, può essere erogato o perfino discusso con il cliente, senza una comprensione profonda delle regole del gioco del settore industriale e della filiera produttiva nei quali l'impresa opera. Le relative competenze, nelle banche italiane ma anche in buona misura nelle banche commerciali europee, sono oggi insufficienti, dopo anni di disinvestimenti guidati dall'idea che il rapporto con i clienti corporate (ad eccezione dei più grandi) potesse essere guidato da decisioni standardizzate e centralizzate sulla base di priorità creditizie e commerciali del momento. E' tempo di re-installare queste competenze, con modalità organizzative e di make or buy che potranno essere diverse per ciascuna banca, ma senza baloccarsi con l'alibi che si tratti di competenze costose e non sostenibili : viviamo in un mondo nel quale la tecnologia e i network aperti rendono accessibili tali competenze a costi ragionevoli, perfino a entità molto più piccole di una banca. Per una banca grande o media, il costo di dotarsi di tali competenze si misura in poche decine di euro per cliente gestito. Una evoluzione da intermediari a distributori Per la gran parte delle banche italiane, cercare di proporsi come fornitore e "produttore" di tutti i servizi descritti nel capitolo precedente, significa condannarsi all'insuccesso. Questo è vale, per esempio, per il supporto all'internazionalizzazione, che vede solo una o due banche italiane forti di una vera rete multinazionale, ancorchè concentrata in Centro Est Europa. Vale inoltre per i servizi di capital markets e investment banking, che di nuovo vedono presenti un paio di banche o poco più, con una gamma di offerta necessariamente limitata. Ma vale anche per il transaction banking, dove l'attuale gap di offerta (soprattutto nel servizio a imprese molto grandi e/o multinazionali) e di capacità progettuale (soprattutto nelle commesse complesse e competitive) viene considerato come più facilmente colmabile, a torto data la grandissima complessità operativa, tecnologica e perfino commerciale di alcuni tra questi servizi complessità non inferiore a quella dei servizi di capital markets. La risposta a questi gap non è uno sviluppo interno generalizzato (e velleitario), ma piuttosto un sistema di partnership e accordi di distribuzione ben strutturati, per il quale gran parte delle banche italiane sono ottimamente posizionate, e che può tra l'altro generare salutari flussi di commissioni senza investimenti e appesantimento del bilancio. Non è difficile, ma richiede di ripensare il proprio ruolo come parti di un ecosistema globale, piuttosto che possessori unici della relazione con il cliente su base territoriale. Una gestione più lungimirante delle condizioni e del pricing Le accuse rivolte alle banche di avere ri-prezzato gli impieghi alle imprese in modo ingiustificato o sconsiderato sono in larga misura infondate un prodotto del populismo oggi imperante. Il riprezzamento dell'attivo non fa che incorporare nei prezzi i livelli di rischio, di scarsità di capitale e di funding come necessario a proteggere i depositanti, come richiesto dalla banca centrale, e come necessario in ogni mercato ordinato. Fosse avvenuto 10 anni orsono, questo riprezzamento avrebbe 8

9 scongiurato la crisi. Quello che è però il vero limite del riprezzamento in corso è l'approccio a silos che più di una volta si adotta, e che porta a prezzare una singola transazione (es. una nuova operazione creditizia, o un nuovo accordo per la gestione dei pagamenti) in modo disconnesso o non abbastanza connesso con l'insieme della relazione con il cliente e dei suoi potenziali sviluppi. Una banca corporate orientata a diventare partner dei propri clienti, per l'erogazione di una rosa di servizi di supporto alla crescita come quelli descritti nelle sezioni precedenti, dovrebbe potere disporre di una fotografia completa e nitida della redditività di ciascuna delle proprie relazioni, e soprattutto dovrà sempre di più essere in grado di fare investimenti (anche di prezzo, ma non solo) nei propri clienti più importanti, accettando qualche volta anche transazioni economicamente sub-ottimali, se a servizio di opportunità di crescita significative. Un ridisegno radicale dei processi e della macchina operativa Nelle banche, si fa un gran parlare delle opportunità di digitalizzazione del business retail. Ma la verità è che l'impatto maggiore della digitalizzazione, e più in generale della innovazione nei processi operativi, si avrà sul business corporate. Le attività operative del corporate sono quelle che maggiormente pesano sul carico di lavoro delle reti (il personale corporate è tipicamente assorbito al 70% da attività operative); sono le attività più cartacee, complesse, e parcellizzate tra tutte quelle presenti nella rete; sono quelle più lente e più criticate dai clienti; sono anche tra quelle più colpite (e ulteriormente appesantite) dalla continua produzione di nuovi adempimenti regolatori. Non è possibile realizzare il modello di banca corporate che si sta immaginando, senza rivedere da cima a fondo e in un modo radicale le attuali modalità di funzionamento della macchina operativa, sia nella componente creditizia, che in quella commerciale e di compliance. Troncamento, digitalizzazione, ma anche profonda semplificazione dei prodotti e delle forme tecniche, offrono grandissime opportunità di creare un front-end nuovo, più leggero, più veloce e dove le informazioni circolano con fatica molto minore Un cambiamento profondo dei ruoli professionali Vale anche per questo punto il paragone con il retail : si sente spesso menzionare quanto dovranno cambiare il ruolo dello sportellista, dei consulenti per clientela privata e dei direttori di una filiale retail. Ma è evidente da quanto commentato fino a questo momento che la crescita richiesta ai professionisti che servono le imprese è ancora più sfidante. Non si tratta soltanto di competenze tecniche (che pure costituiscono già di per sé una grande sfida), ma di capacità di interazione con interfacce del cliente assai sofisticate, capacità di negoziazione di operazioni molto articolate, capacità di fare squadra con una quantità di specialisti molto maggiore di quella necessaria nei clienti retail, capacità di operare al di fuori di schemi standardizzati (quasi impossibili da applicare ai clienti corporate), capacità di discutere di mercati internazionali. Una crescita sfidante ma non impossibile. E' vero che il punto di partenza è in molti casi assai modesto, ma come si è già commentato per il problema delle competenze di settore viviamo in un mondo nel quale, con il supporto della tecnologia, lo sviluppo della conoscenza è diventato molto più veloce e accessibile di quanto fosse in passato. CONCLUSIONI E' certamente vero che le banche possono contribuire allo sviluppo delle imprese e alla crescita economica del paese. Ma questo contributo non dovrebbe consistere in un aumento del credito, o almeno non solo in quello. Un aumento del credito ad allocazione immutata rispetto a quella attuale potrebbe essere addirittura dannoso, aiutando a differire cambiamenti e ristrutturazioni che sono in realtà indispensabili. Un contributo maggiore allo sviluppo potrebbe arrivare da una allocazione più selettiva del credito, maggiormente guidata dalla situazione competitiva delle imprese, e soprattutto combinata con una gamma molto più ampia di servizi di supporto alla crescita, all'internazionalizzazione e all'aumento di competitività. Questo cambiamento non consiste in un semplice ri-orientamento dell'offerta, ma richiede bensì un ripensamento piuttosto radicale del modello di banca corporate. Si tratta di una operazione impegnativa ma indispensabile, altrettanto quanto la ristrutturazione del retail, soprattutto se si considera che il corporate 9

Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano

Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano www.pwc.com/it Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano giugno 2013 Sommario Il contesto di riferimento 4 Un modello di evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

Sfide strategiche nell Asset Management

Sfide strategiche nell Asset Management Financial Services Banking Sfide strategiche nell Asset Management Enrico Trevisan, Alberto Laratta 1 Introduzione L'attuale crisi finanziaria (ed economica) ha significativamente inciso sui profitti dell'industria

Dettagli

Eccellenza nel Credito alle famiglie

Eccellenza nel Credito alle famiglie Credito al Credito Eccellenza nel Credito alle famiglie Innovazione e cambiamento per la ripresa del Sistema Paese Premessa La complessità del mercato e le sfide di forte cambiamento del Paese pongono

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014 Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano Agosto 2014 Banca Generali in pillole Banca Generali è uno degli assetgathererdi maggior successo e in grande crescita nel mercato italiano, con oltre

Dettagli

Modelli di consumo e di risparmio del futuro. Nicola Ronchetti GfK Eurisko

Modelli di consumo e di risparmio del futuro. Nicola Ronchetti GfK Eurisko Modelli di consumo e di risparmio del futuro Nicola Ronchetti GfK Eurisko Le fonti di ricerca Multifinanziaria Retail Market: universo di riferimento famiglie italiane con capofamiglia di età compresa

Dettagli

Ottimizzare gli sconti per incrementare i profitti

Ottimizzare gli sconti per incrementare i profitti Ottimizzare gli sconti per incrementare i profitti Come gestire la scontistica per massimizzare la marginalità di Danilo Zatta www.simon-kucher.com 1 Il profitto aziendale è dato da tre leve: prezzo per

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

MTA. Mercato Telematico Azionario: dai forma alle tue ambizioni

MTA. Mercato Telematico Azionario: dai forma alle tue ambizioni MTA Mercato Telematico Azionario: dai forma alle tue ambizioni L accesso ai mercati dei capitali ha permesso a Campari di percorrere una strategia di successo per l espansione e lo sviluppo del proprio

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 3

Economia monetaria e creditizia. Slide 3 Economia monetaria e creditizia Slide 3 Ancora sul CDS Vincolo prestatore Vincolo debitore rendimenti rendimenti-costi (rendimenti-costi)/2 Ancora sul CDS dove fissare il limite? l investitore conosce

Dettagli

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza ADVISORY Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza Analisi dei bilanci bancari kpmg.com/it Indice Premessa 4 Executive Summary 6 Approccio metodologico 10 Principali trend 11

Dettagli

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali Calo degli esercizi commerciali in sede fissa. Nell ultimo decennio l intero comparto della distribuzione commerciale ha

Dettagli

Caratteristiche del Fondo

Caratteristiche del Fondo Caratteristiche del Fondo EQUI MEDITERRANEO FUND e un fondo costituito sotto forma di SICAV SIF ed è un comparto dedicato della piattaforma EQUI SICAV - SIF, una Società a capitale Variabile Lussemburghese

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese IBM Global Financing Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese Realizzata da IBM Global Financing ibm.com/financing/it Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese La gestione

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE ALCUNE CONSIDERAZIONI A MARGINE DELLA REVISIONE DELLE NORME SUGLI INVESTIMENTI A COPERTURA DELLE RISERVE TECNICHE CONVEGNO SOLVENCY II 1 PUNTI PRINCIPALI

Dettagli

PUBLIC, PRIVATE O HYBRID CLOUD: QUAL È IL TIPO DI CLOUD OTTIMALE PER LE TUE APPLICAZIONI?

PUBLIC, PRIVATE O HYBRID CLOUD: QUAL È IL TIPO DI CLOUD OTTIMALE PER LE TUE APPLICAZIONI? PUBLIC, PRIVATE O HYBRID CLOUD: QUAL È IL TIPO DI CLOUD OTTIMALE PER LE TUE APPLICAZIONI? Le offerte di public cloud proliferano e il private cloud è sempre più diffuso. La questione ora è come sfruttare

Dettagli

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA novembre 2004 FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA CICLO DI FORMAZIONE SUL RUOLO E SULLA VALORIZZAZIONE DELLA MARCA NELLA VITA AZIENDALE 3, rue Henry Monnier F-75009 Paris www.arkema.com TEL (+33)

Dettagli

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Università degli Studi di Parma Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Prof.ssa Paola Schwizer Anno accademico

Dettagli

GAM. I nostri servizi di società di gestione

GAM. I nostri servizi di società di gestione GAM I nostri servizi di società di gestione Una partnership con GAM assicura i seguenti vantaggi: Forniamo sostanza e servizi di società di gestione in Lussemburgo Offriamo servizi di alta qualità abbinati

Dettagli

42 relazione sono esposti Principali cui Fiat S.p.A. e il Gruppo fiat sono esposti Si evidenziano qui di seguito i fattori di o o incertezze che possono condizionare in misura significativa l attività

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012 STUDIARE SVILUPPO SRL Sede legale: Via Vitorchiano, 123-00189 - Roma Capitale sociale 750.000 interamente versato Registro delle Imprese di Roma e Codice fiscale 07444831007 Partita IVA 07444831007 - R.E.A.

Dettagli

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA?

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? La maggior parte dei Retailer effettua notevoli investimenti in attività promozionali. Non è raro che un Retailer decida di rinunciare al 5-10% dei ricavi

Dettagli

Neomobile incentra l infrastruttura IT su Microsoft ALM, arrivando a 40 nuovi rilasci a settimana

Neomobile incentra l infrastruttura IT su Microsoft ALM, arrivando a 40 nuovi rilasci a settimana Storie di successo Microsoft per le Imprese Scenario: Software e Development Settore: Servizi In collaborazione con Neomobile incentra l infrastruttura IT su Microsoft ALM, arrivando a 40 nuovi rilasci

Dettagli

Evoluzione Risk Management in Intesa

Evoluzione Risk Management in Intesa RISCHIO DI CREDITO IN BANCA INTESA Marco Bee, Mauro Senati NEWFIN - FITD Rating interni e controllo del rischio di credito Milano, 31 Marzo 2004 Evoluzione Risk Management in Intesa 1994: focus iniziale

Dettagli

Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo

Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo G ennaio 2015 L ACE L articolo 1 del decreto Salva Italia (D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni nella L. n. 214 del 2011) ha

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli

Dettagli

Nicola Romito. Esperienza. Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it

Nicola Romito. Esperienza. Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it Nicola Romito Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it Esperienza Presidente at Power Capital aprile 2013 - Presente (1 anno 4 mesi) * Consulenza per gli investimenti, gestione di portafoglio

Dettagli

Come evitare i rischi di una due diligence tradizionale

Come evitare i rischi di una due diligence tradizionale Mergers & Acquisitions Come evitare i rischi di una due diligence tradizionale Di Michael May, Patricia Anslinger e Justin Jenk Un controllo troppo affrettato e una focalizzazione troppo rigida sono la

Dettagli

Nuova finanza per la green industry

Nuova finanza per la green industry Nuova finanza per la green industry Green Investor Day / Milano, 9 maggio 2013 Barriere di contesto a una nuova stagione di crescita OSTACOLI PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE Fine degli incentivi e dello sviluppo

Dettagli

Orc Trading: tecnologia innovativa per far crescere il vostro business. Matteo Carcano Milano, 13 Aprile, 2010

Orc Trading: tecnologia innovativa per far crescere il vostro business. Matteo Carcano Milano, 13 Aprile, 2010 Orc Trading: tecnologia innovativa per far crescere il vostro business Matteo Carcano Milano, 13 Aprile, 2010 2 Agenda 17.00 17.15 Introduzione Matteo Carcano Orc Software 17.15 17.30 Le opportunità di

Dettagli

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere ...... Le partecipate...... Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere le partecipate comunali in perdita, i Comuni italiani dispongono ancora di un portafoglio di partecipazioni molto rilevante,

Dettagli

Al vostro livello. Tre clienti tre storie di successo.

Al vostro livello. Tre clienti tre storie di successo. Al vostro livello. Tre clienti tre storie di successo. Reiner Gfeller. Responsabile Asset Management. Allianz Suisse Immobiliare SA. La Allianz Suisse Immobiliare SA collabora dal 2011 con Livit. L azienda

Dettagli

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Edizione 20141015 Pagina 1 di 16 INDICE 1 PREMESSE... 3 1.1 INTRODUZIONE... 3 1.2 CURA DELL'INTERESSE DEL CLIENTE... 3 1.2.1 Determinazione del

Dettagli

LETTERA AGLI AZIONISTI E AI PARTNER DI DIGITAL MAGICS

LETTERA AGLI AZIONISTI E AI PARTNER DI DIGITAL MAGICS Milano, 29 gennaio 2014 LETTERA AGLI AZIONISTI E AI PARTNER DI DIGITAL MAGICS Carissimi Azionisti e Partner, Il 2013 per noi è stato un anno entusiasmante. Abbiamo completato con successo il nostro progetto

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

Reti, Accordi e Cooperazioni interaziendali a.a. 2008-2009 INDICE

Reti, Accordi e Cooperazioni interaziendali a.a. 2008-2009 INDICE INDICE 1. Crescita aziendale e contesto esterno 2. Crescita aziendale e contesto interno 3. Crescita quantitativa e sviluppo qualitativo 4. Le dimensioni rilevanti dello sviluppo qualitativo 5. Le modalità

Dettagli

Lettera agli azionisti

Lettera agli azionisti Lettera agli azionisti Esercizio 24 2 Messaggio dei dirigenti del gruppo Gentili signore e signori Rolf Dörig e Patrick Frost Il 24 è stato un anno molto positivo per Swiss Life. Anche quest anno la performance

Dettagli

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02 Impar a il tr ading da i m aestr i Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale Cos'è l'analisi Fondamentale? L'analisi fondamentale esamina gli eventi che potrebbero influenzare il valore

Dettagli

Analisi di Bilancio per indici

Analisi di Bilancio per indici Analisi di Bilancio per indici L analisi di bilancio è una attività complessa svolta con utilizzazione di tecniche prevalentemente quantitative di elaborazione dei dati, con cui si effettuano indagini

Dettagli

www.energystrategy.it 1

www.energystrategy.it 1 www.energystrategy.it 1 C è ancora un mercato italiano del fotovoltaico? Quanto è importante la gestione degli asset? Cosa vuol dire fare gestione degli asset e chi la fa oggi in Italia? www.energystrategy.it

Dettagli

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini ********** Banca del Valdarno Credito Cooperativo 1 1. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID)

Dettagli

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani AIM Italia Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani Perché AIM Italia I mercati di Borsa Italiana AIM Italia si aggiunge all offerta di mercati regolamentati di Borsa Italiana MTA MTF 3 Perché

Dettagli

Pronti per la Voluntary Disclosure?

Pronti per la Voluntary Disclosure? Best Vision GROUP The Swiss hub in the financial business network Pronti per la Voluntary Disclosure? Hotel de la Paix, 21 aprile 2015, ore 18:00 Hotel Lugano Dante, 22 aprile 2015, ore 17:00 Best Vision

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Fornite ai sensi degli artt. 46 c. 1 e. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera Consob

Dettagli

Circolare della Commissione federale delle banche: Precisazioni sulla nozione di commerciante di valori mobiliari

Circolare della Commissione federale delle banche: Precisazioni sulla nozione di commerciante di valori mobiliari Circ.-CFB 98/2 Commerciante di valori mobiliari Pagina 1 Circolare della Commissione federale delle banche: Precisazioni sulla nozione di commerciante di valori mobiliari (Commerciante di valori mobiliari)

Dettagli

Gli immobili sono nel nostro DNA.

Gli immobili sono nel nostro DNA. Gli immobili sono nel nostro DNA. FBS Real Estate. Valutare gli immobili per rivalutarli. FBS Real Estate nasce nel 2006 a Milano, dove tuttora conserva la sede legale e direzionale. Nelle prime fasi,

Dettagli

Diversificato, profittevole, senza rischi. Diamond investment asset.

Diversificato, profittevole, senza rischi. Diamond investment asset. Diversificato, profittevole, senza rischi. Diamond investment asset. Indice Chi Siamo Azienda Conte Diamonds 2 Investire in Diamanti 3 Vantaggi dell investimento in Diamanti 5 Il Diamante. Un investimento

Dettagli

L analisi economico finanziaria dei progetti

L analisi economico finanziaria dei progetti PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone,

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

Repower guarda al futuro con fiducia

Repower guarda al futuro con fiducia Repower guarda al futuro con fiducia Giovanni Jochum Quale membro della Direzione di Repower, società con sede a Poschiavo, desidero presentare il mio punto di vista sui fattori che stanno cambiando radicalmente

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

Il Project Financing. Introduzione

Il Project Financing. Introduzione Il Project Financing Introduzione Il Project Financing nasce nei paesi anglosassoni come tecnica finanziaria innovativa volta a rendere possibile il finanziamento di iniziative economiche sulla base della

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano (Ultimo aggiornamento:10.04.2013) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial

Dettagli

SALARY SURVEY 2015. Banking & Insurance. Specialists in banking & insurance recruitment www.michaelpage.it. Banking & Insurance

SALARY SURVEY 2015. Banking & Insurance. Specialists in banking & insurance recruitment www.michaelpage.it. Banking & Insurance SALARY SURVEY 2015 Banking & Insurance Banking & Insurance Specialists in banking & insurance recruitment www.michaelpage.it Banking & Insurance Salary Survey 2015 Gentili clienti, abbiamo il piacere di

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno (delibera CdA 17 Dicembre 2012) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive

Dettagli

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI 1) GENERALITA In conformità a quanto previsto dalla Direttiva 2004/39/CE (cd Direttiva Mifid), la Banca ha adottato tutte le misure

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE

PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE LINEE GUIDA PER UNA EFFICACE PRESENTAZIONE DI UN BUSINESS PLAN INTRODUZIONE ALLA GUIDA Questa breve guida vuole indicare in maniera chiara ed efficiente gli elementi salienti

Dettagli

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:!

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:! Scrum descrizione I Principi di Scrum I Valori dal Manifesto Agile Scrum è il framework Agile più noto. E la sorgente di molte delle idee che si trovano oggi nei Principi e nei Valori del Manifesto Agile,

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI CASSA RURALE RURALE DI TRENTO

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI CASSA RURALE RURALE DI TRENTO DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI LA NORMATIVA MIFID CASSA RURALE RURALE DI TRENTO Marzo 2014 La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Strategia di Trasmissione degli Ordini su Strumenti Finanziari. Documento di Sintesi

Strategia di Trasmissione degli Ordini su Strumenti Finanziari. Documento di Sintesi Strategia di Trasmissione degli Ordini su Strumenti Finanziari Documento di Sintesi Documento redatto ai sensi dell art. 48, comma 3, del Regolamento Intermediari adottato dalla CONSOB con delibera n.

Dettagli

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri La ricerca promossa da ImpresaLavoro, avvalsasi della collaborazione di ricercatori e studiosi di dieci diversi Paesi europei,

Dettagli

Completezza funzionale KEY FACTORS Qualità del dato Semplicità d'uso e controllo Tecnologie all avanguardia e stabilità Integrabilità

Completezza funzionale KEY FACTORS Qualità del dato Semplicità d'uso e controllo Tecnologie all avanguardia e stabilità Integrabilità Armundia Group è un azienda specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni software e consulenza specialistica per i settori dell ICT bancario, finanziario ed assicurativo. Presente in Italia

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 Centralized control with decentralized responsibility (Johnson and Kaplan, 1987) 1. Dalla nascita fino al 1920 La General Motors,

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

Facciamo emergere i vostri valori.

Facciamo emergere i vostri valori. Facciamo emergere i vostri valori. www.arnerbank.ch BANCA ARNER SA Piazza Manzoni 8 6901 Lugano Switzerland P. +41 (0)91 912 62 22 F. +41 (0)91 912 61 20 www.arnerbank.ch Indice Banca: gli obiettivi Clienti:

Dettagli

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE Le piccole imprese sono la spina dorsale dell'economia europea. Esse sono una fonte primaria di posti di lavoro e un settore in cui fioriscono le idee commerciali.

Dettagli

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC?

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC? La PAC che verrà: Smart change or business as usual? La posizione ufficiale IFOAM EU sulla prossima riforma PAC 2014 2020 Alessandro Triantafyllidis, IFOAM EU Group Siamo a metà dell attuale periodo di

Dettagli

Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione

Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione BNPP L1 Equity Best Selection Euro/Europe: il tuo passaporto per il mondo 2 EUROPEAN LARGE CAP EQUITY SELECT - UNA

Dettagli

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Edizione italiana a cura di G. Soda Capitolo 6 La progettazione della struttura organizzativa: specializzazione e coordinamento Jones, Organizzazione

Dettagli

credito alle aziende Finanziamenti improntati alla semplicità e alla trasparenza

credito alle aziende Finanziamenti improntati alla semplicità e alla trasparenza credito alle aziende Finanziamenti improntati alla semplicità e alla trasparenza chiarezza e trasparenza State progettando un investimento? Oppure desiderate semplicemente conoscere quali possibilità vi

Dettagli

Gentili clienti, abbiamo il piacere di presentarvi i nuovi studi di retribuzione relativi all anno 2012.

Gentili clienti, abbiamo il piacere di presentarvi i nuovi studi di retribuzione relativi all anno 2012. 3 Michael Page Salary Survey 2012 - Banking 4 Gentili clienti, abbiamo il piacere di presentarvi i nuovi studi di retribuzione relativi all anno 2012. Michael Page, quale leader nella ricerca e selezione

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Aggiornamento del luglio 2013 1 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

1 BI Business Intelligence

1 BI Business Intelligence K Venture Corporate Finance Srl Via Papa Giovanni XXIII, 40F - 56025 Pontedera (PI) Tel/Fax 0587 482164 - Mail: info@kventure.it www.kventure.it 1 BI Business Intelligence Il futuro che vuoi. Sotto controllo!

Dettagli

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time White Paper Operational DashBoard per una Business Intelligence in real-time Settembre 2011 www.axiante.com A Paper Published by Axiante CAMBIARE LE TRADIZIONI C'è stato un tempo in cui la Business Intelligence

Dettagli

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI)

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) - 1 - LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno Indice 01. 02. 03. I tipi di house organ Dall idea al progetto I contenuti A

Dettagli

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI Versione 9.0 del 9/03/2015 Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 Policy conflitti di interesse Pag. 1 di 14 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1 Definizioni... 4 2. OBIETTIVI...

Dettagli

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015 COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015 FORTE AUMENTO DELLA REDDITIVITÀ, SUPERIORE AGLI OBIETTIVI DEL PIANO DI IMPRESA 2014-2017. ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Pagina 1 di 16 INDICE 1 PREMESSE... 3 1.1 INTRODUZIONE... 3 1.2 CURA DELL'INTERESSE DEL CLIENTE... 3 1.2.1 Determinazione del prezzo... 4 1.2.2

Dettagli

Risparmio gestito in Italia: trend ed evoluzione dei modelli di business kpmg.com/it

Risparmio gestito in Italia: trend ed evoluzione dei modelli di business kpmg.com/it Advisory Risparmio gestito in Italia: trend ed evoluzione dei modelli di business kpmg.com/it Indice Premessa 4 Executive Summary 6 1 2 3 Il trend del risparmio gestito prima e dopo la crisi finanziaria

Dettagli

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari Appunti del seminario tenuto presso l'università di Trieste - Scienze Internazionali e Diplomatiche di Gorizia - insegnamento di Geografia

Dettagli

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria Crisi bancarie L'attività bancaria comporta l'assunzione di rischi L'attività tipica delle banche implica inevitabilmente dei rischi. Anzitutto, se un mutuatario non rimborsa il prestito ricevuto, la banca

Dettagli

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2014

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2014 COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2014 UTILE NETTO DEL 1 SEM. 2014 A QUASI 1,2 MLD, SE SI ESCLUDE L AUMENTO RETROATTIVO DELLA TASSAZIONE RELATIVA ALLA PARTECIPAZIONE

Dettagli

ghd crea una comunità online professionale che si dedica all acconciatura. Grazie a hybris.

ghd crea una comunità online professionale che si dedica all acconciatura. Grazie a hybris. ghd crea una comunità online professionale che si dedica all acconciatura. Grazie a hybris. Sin dal lancio, avvenuto dieci anni fa, il marchio ghd è diventato sinonimo di prodotti di hair styling di fascia

Dettagli

Il ciclo di vita del software

Il ciclo di vita del software Il ciclo di vita del software Il ciclo di vita del software Definisce un modello per il software, dalla sua concezione iniziale fino al suo sviluppo completo, al suo rilascio, alla sua successiva evoluzione,

Dettagli