PROTOCOLLO D INTESA. Tra. La Regione Toscana, codice fiscale , rappresentata dal

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROTOCOLLO D INTESA. Tra. La Regione Toscana, codice fiscale 01386030488, rappresentata dal"

Transcript

1 PROTOCOLLO D INTESA Tra La Regione Toscana, codice fiscale , rappresentata dal Presidente della Giunta Regionale, Claudio Martini, nato a Bardo (Tunisia) il e Le seguenti banche: - Gruppo Monte dei Paschi di Siena; - Gruppo Banca Cassa Risparmio Firenze; - Banca Nazionale del Lavoro S.p.a ; - Cassa di Risparmio di San Miniato S.p.a.; - Cassa di Risparmio di Volterra S.p.a.; - Banca del Monte di Lucca; - Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo S.c.r.l; - Cassa di Risparmio di Prato S.p.a.; - Banca Popolare dell Etruria e del Lazio; - Cassa di Risparmio di Lucca S.p.a. Le Banche firmatarie in qualità di capogruppo coordineranno tutte le società facenti parte dei rispettivi gruppi bancari al fine dell attuazione del presente protocollo per ciò che attiene alla loro specificità di intervento negli strumenti ivi previsti. 1

2 Ricordato: - che in data 12 novembre 1999 è stato firmato un Protocollo di intesa tra Regione Toscana e i principali istituti del sistema bancario toscano per la definizione di strumenti di intervento a favore dell economia toscana; - che in data 9 Dicembre 2002 è stato sottoscritto un aggiornamento del suddetto Protocollo che ha rimodulato gli strumenti di intervento e i tassi massimi applicabili (da rideterminarsi successivamente al Giugno 2003), Protocollo avente validità fino al 31 dicembre 2004; - che in data 1 Ottobre 2003 è stato sottoscritto un atto aggiuntivo procedendo alla revisione delle condizioni massime a far data dal 1 ottobre 2003, per adeguarle alle mutate condizioni di mercato, con validità sino al 31 Dicembre 2004; - che con il suddetto atto aggiuntivo la Convezione per lo sviluppo delle imprese femminile, sottoscritta in data 9 luglio 2001 e d ora in avanti indicata con Investire in Rosa, è diventata parte integrante del protocollo di intesa fra Regione Toscana e Banche; - che quanto sopra riportato, d ora in avanti sarà indicato come Precedenti Protocolli di Intesa ; Valutato: - che l esperienza positiva scaturita dall applicazione dei Precedenti Protocolli di Intesa ne suggerisce la riconferma con un aggiornamento degli strumenti in esso previsti, dato il mutato contesto economico e le prospettive e strategie di azione necessarie per il perseguimento degli obiettivi della Programmazione Regionale e in particolare- di quelli 2

3 definiti nel Nuovo Patto per lo Sviluppo più avanti richiamato; - che è opportuno giungere ad una confluenza di tempi tra la validità del presente Protocollo di intesa e la durata della legislatura regionale; - che per ottimizzare i processi di erogazione rivolti alle imprese beneficiarie è opportuno che le Banche si impegnino a promuovere verso il personale operante presso le rispettive strutture bancarie una formazione adeguata all attivazione degli strumenti predisposti nel presente documento; - che la Regione Toscana e la Banche firmatarie, al fine di conseguire una maggiore operatività e diffusione degli strumenti di intervento previsti nel presente atto, ritengono opportuno proporne l adesione a tutto il sistema bancario operante in Toscana a fronte di precisi impegni sugli articoli 2, 3.4 e 4 del Protocollo; Premesso: - che il nuovo Accordo di Basilea 2 sui requisiti minimi di capitale per le Banche, entrerà in vigore nel 2007; - che le procedure previste nel suddetto Accordo, benché non ancora completamente definite in attesa della normativa di recepimento (Direttiva europea e istruzioni della Banca d Italia) e, quindi, suscettibili di variazioni, sono oramai in fase di avanzata applicazione sperimentale da parte delle Banche ed evidenziano già gli effetti che in futuro si potranno verificare in ordine all accesso al credito e al costo del denaro delle linee di credito delle PMI toscane; - che, qualora necessario, il presente protocollo dovrà adeguarsi negli 3

4 esercizi futuri ai contenuti della normativa di recepimento dell Accordo di Basilea 2 ; - che il Programma di Governo regionale attribuisce un ruolo centrale al sistema creditizio regionale per il sostegno dell innovazione, della ricerca e dell internazionalizzazione delle imprese toscane; - che gli strumenti di programmazione regionale, quali il Programma Regionale di Sviluppo (P.R.S.) ed i piani e programmi di settore, assicurano gli strumenti di intervento in coerenza con il Programma di Governo regionale; - che la Regione Toscana e le Banche esprimono la comune volontà di concorrere, per le rispettive competenze, allo sviluppo del sistema produttivo toscano, sia al fine di sostenere e mantenere vivo l attuale apparato produttivo e di servizi, sia per promuoverne le dinamiche di progresso verso percorsi di sostenibilità sociale ed ambientale; - che gli interventi contenuti nel presente documento sono rivolti alle piccole-medie imprese, alle piccole imprese e alle microimprese presenti sul territorio regionale toscano, così come definite dalla vigente normativa europea di riferimento; Dato atto: - che il Nuovo Patto per uno sviluppo qualificato e maggiori e migliori lavori in Toscana, siglato il 30 Marzo 2004 tra la Regione e le forze economiche e sociali presenti al Tavolo di Concertazione generale, individua, tra le diverse aree progettuali di intervento sulle quali avviare un processo di governance cooperativa, l area n. 7 Accesso al credito 4

5 delle PMI nell ottica di Basilea 2 e che tale strategia di intervento è confermata anche nel nuovo Programma di Governo; - che nell ambito progettuale di cui al precedente punto la Regione e i diversi soggetti della comunità regionale sono impegnati a rafforzare il sistema regionale delle garanzie ed a fornire strumenti di supporto alle imprese in modo da realizzare un approccio positivo alle nuove procedure di accesso al credito previste dall Accordo di Basilea 2, tenuto conto del processo di recepimento dell accordo stesso; - che in particolare la suddetta Area progettuale prevede: a. con riferimento al sistema regionale delle garanzie, la definizione e la costituzione di una Rete regionale di garanzia i cui attori sono rappresentati da Fidi Toscana S.p.a, Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. ed i consorzi e cooperative di garanzia collettiva dei fidi (d ora in avanti per brevità Consorzi Fidi ), promuovendo tra essi le più efficienti interrelazioni e sostenendo i necessari processi di consolidamento, di accorpamento e di evoluzione operativa; b. la definizione di un percorso grazie al quale le garanzie, le cogaranzie e le controgaranzie rilasciate da detti soggetti siano rispondenti alle prescrizioni contenute nell Accordo di Basilea 2 e alla relativa normativa di recepimento, in modo da migliorare l accesso al credito delle PMI toscane; c. la costituzione presso Fidi Toscana S.p.a. di un Fondo Regionale di controgaranzia a favore della garanzia rilasciata dai Consorzi Fidi e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l., anche quale forma di ottimizzazione dell impiego delle risorse pubbliche (regionali, 5

6 provinciali e camerali) finalizzate a sostenere l accesso al credito per le imprese toscane; d. la messa a punto, in collaborazione con le Università toscane, di un progetto per l incremento della consapevolezza finanziaria delle imprese (PRO.CO.F.I.T.) che consenta all imprenditore di percepire il proprio merito creditizio in vista della valutazione effettuata dalle Banche in sede di concessione del credito, con connessa disponibilità delle Università stesse all analisi finanziaria approfondita delle eventuali criticità d impresa ( Officina Finanziaria ); e. l istituzione presso l Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana (I.R.P.E.T.) di un Osservatorio Regionale sul Credito per la raccolta e la diffusione dei dati sulla domanda e offerta del credito in Toscana, sull efficacia del sistema regionale delle garanzie e per il monitoraggio degli effetti prodotti sia dall Accordo di Basilea 2, sia dagli interventi regionali proposti a supporto del sistema economico, compreso il presente Protocollo. - che la Regione, all interno dei propri strumenti di politica industriale di agevolazione ed in base alla valutazione dell esperienza rappresentata dal Bond di Sistema effettuata dal luglio 2005 da Fidi Toscana S.p.a. in collaborazione con il gruppo bancario MPS, considera opportuno valutare la possibilità di estendere ulteriori e analoghe iniziative alle Banche firmatarie del presente protocollo, ad Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l, ai Consorzi Fidi, nonché alla stessa Fidi Toscana S.p.a.; - che la Regione, in considerazione della Risoluzione ONU A/58/499 del 2003 e sulla base delle azioni intraprese nell ambito dell iniziativa 6

7 denominata Fabbrica Ethica, intende promuovere le politiche di microcredito volte a garantire l accesso al credito di tutte le fasce sociali, con esclusivo riferimento, all interno del presente documento, a strumenti di microcredito rivolti alle piccole imprese e micro imprese toscane. Tutto ciò ricordato, valutato e premesso, Resta inteso Art. 1 - Obiettivi generali La Regione Toscana e le Banche firmatarie, al fine di dare concretezza alla comune volontà di favorire il consolidamento e lo sviluppo del sistema produttivo toscano, concordano sulla metodologia operativa e sugli strumenti di intervento di cui agli articoli successivi e si impegnano nelle forme e nelle misure specifiche di cui all Allegato tecnico al presente atto (d ora in poi Allegato ). La Regione e le Banche firmatarie convengono che l adesione da parte di altre Banche comporterà per queste ultime la sottoscrizione del presente atto e del relativo Allegato tecnico; esse parteciperanno per le quote determinate con i criteri indicati nell Allegato stesso. Art. 2 - Metodologia operativa e monitoraggio sull operatività La Regione e le Banche confermano la metodologia definita nei Precedenti Protocolli di Intesa, basata sul confronto, sull analisi e sulla progettualità 7

8 inerenti le problematiche di comune interesse, al fine di assicurare la maggiore convergenza sugli obiettivi e sulla migliore efficacia degli interventi. A tale proposito, la Regione convoca, su propria iniziativa o su richiesta di una delle parti firmatarie del presente accordo, riunioni e tavoli di analisi e di progetto. Per la migliore applicazione degli interventi previsti nel presente protocollo, le Banche si impegnano a fornire alla propria rete commerciale una informativa dettagliata delle tipologie di operazioni da attivarsi con gli strumenti di seguito descritti ed alle condizioni previste nell Allegato. Le Banche nell ambito dei propri programmi di aggiornamento e di qualificazione del personale, inoltre, effettueranno le azioni ritenute opportune e necessarie per realizzare interventi di sensibilizzazione e formazione dei dipendenti al fine di ottimizzare e facilitare le relazioni con le imprese. La Regione provvederà a dare la più ampia diffusione al presente protocollo, sia attraverso i suoi strumenti, Fidi Toscana S.p.a. e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l., sia attraverso le Associazioni di Categoria, nell ambito delle azioni e delle collaborazioni che discendono dal Nuovo Patto per lo Sviluppo e, specificatamente, dall area progettuale n. 7 di cui alle premesse Elaborazioni statistiche Al fine di predisporre una procedura di monitoraggio sull operatività del Protocollo, le parti convengono, in relazione alle diverse iniziative specifiche di sostegno attivate, sulla opportunità di stabilire delle regole comuni circa le tipologie di dati da raccogliere al fine di consentire 8

9 successive elaborazioni a carattere statistico generale. 2.2 Protocollo di trasmissione dei dati Fidi Toscana S.p.A. e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l., oltre che le singole Banche, si impegnano a valutare le condizioni di fattibilità per poter fornire su supporto informatico, direttamente alla Regione, che si avvarrà dell Osservatorio Regionale sul Credito presso l I.R.P.E.T. per l elaborazione di tutti i dati raccolti nell ambito delle diverse azioni, evitando duplicazioni delle reportistiche e consistenti aggravi a carico dei sistemi informativi delle Banche e degli strumenti regionali (Fidi Toscana S.p.a. e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l), sulla base di specifici protocolli tecnici, ove saranno definiti anche i livelli di diffusione delle elaborazioni statistiche conseguenti e le disposizioni necessarie a salvaguardare le norme vigenti sul diritto alla privacy dei soggetti coinvolti. Art. 3 - Soggetti della Rete di Garanzia promossi dalla Regione Toscana 3.1 Fidi Toscana S.p.A. Fidi Toscana S.p.A., società istituita con L.R. 5 Giugno 1974 n. 32 e partecipata dalla Regione e dalle Banche, per le sue peculiarità e per l esperienza e professionalità acquisite nella gestione delle misure di supporto, nell incentivazione e nell erogazione di garanzie, nonché acquisite nell analisi delle opportunità offerte dalla finanza innovativa a favore delle PMI, riveste un ruolo centrale all interno del sistema 9

10 regionale delle garanzie precedentemente richiamato. 3.2 Aumento del capitale sociale di Fidi Toscana S.p.A La Regione e le Banche si impegnano nell arco di vigenza del presente Protocollo a valutare la possibilità di sottoscrivere aumenti di capitale sociale di Fidi Toscana S.p.A., al fine di rafforzarne e ampliarne l attività secondo le linee che risulteranno dai piani industriali, ed al fine di consentirne il miglioramento della affidabilità creditizia attribuita dalle agenzie di rating, con conseguente migliore rispondenza alle prescrizioni previste dal nuovo Accordo di Basilea 2. In particolare viene condiviso l obiettivo di promuovere aumenti di capitale sociale, in modo che Fidi Toscana S.p.A. possa raggiungere un patrimonio almeno pari a di Euro. 3.3 Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. è strumento promosso dalla Regione Toscana (L.R. 4 Aprile 1995 n. 36) con il fine di facilitare l accesso al credito per le imprese artigiane e di dotare la Regione di uno strumento di attuazione delle politiche regionali del settore e di supporto alla programmazione della Regione e degli Enti Locali. La Regione, nell ambito dell area Accesso al credito delle PMI nell ottica di Basilea 2 del Nuovo Patto per lo Sviluppo, sostiene il processo di consolidamento di Artigiancredito Toscano in corso alla data di sottoscrizione del presente atto, grazie al quale realizzare un accorpamento che, tramite fusione per incorporazione, unificherà i Consorzi Fidi ad esso aderenti in un unico soggetto avente caratteristiche 10

11 patrimoniali capaci di mantenere l elevata funzione di assistenza alle imprese artigiane e alle PMI con alti livelli di competitività, anche in virtù della prevista iscrizione all albo degli intermediari finanziari di cui all art. 107 del D.lgs. 385 del 1 Settembre 1993 Testo Unico Bancario e s.m.i. e dell attribuzione presso le agenzie di rating di una valutazione del merito creditizio. 3.4 Ruolo di Fidi Toscana S.p.a. e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. nelle procedure di attivazione del credito convenzionato Fidi Toscana S.p.A e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l., secondo le rispettive competenze, erogano garanzie, cogaranzie e controgaranzie e possono svolgere l istruttoria per le domande di finanziamento presentate dalle imprese a valere sui plafonds di risorse di cui al successivo art Le Banche, a loro insindacabile giudizio, potranno tener conto di tali istruttorie, anche trasmesse con procedure on line, e le potranno utilizzare per le loro elaborazioni di scoring e rating e per le proprie deliberazioni. A tal fine, in apposite e specifiche convenzioni, le singole Banche definiranno con Fidi Toscana S.p.a. e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. le relative procedure e condizioni. Art. 4 - Strumenti di intervento a favore dell economia toscana 4.1 Fondo speciale rischi per le prestazioni di garanzia e co-garanzia Le parti confermano la rilevanza e la validità dello strumento rappresentato dai fondi speciali rischi di cui ai Precedenti Protocolli di Intesa e concordano sull opportunità di rafforzare la loro operatività con 11

12 una gestione più efficiente che preveda la loro unificazione e razionalizzazione in un unico fondo speciale di garanzia alimentato per un terzo dai contributi delle Banche e per due terzi dalla Regione, costituito presso Fidi Toscana S.p.A. e avente le seguenti finalità: - nascita di nuove imprese; - sviluppo rurale; - interventi nel capitale di rischio delle imprese (di cui al successivo art ); - internazionalizzazione di imprese; - rilancio di impresa; - microcredito alle imprese, con ciò intendendosi finanziamenti per nuovi investimenti di importo massimo pari a Euro e durata compresa fra 36 e 60 mesi; Il Fondo è utilizzato per l erogazione di garanzie e cogaranzie conformi alle nuove regole di Basilea 2 (garanzia diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed escutibile, in caso di insolvenza dell impresa, a prima semplice richiesta della banca finanziatrice), e comunque in linea con la normativa di recepimento dell Accordo di Basilea 2. L intervento del Fondo potrà coprire fino al 60% dell importo di finanziamenti bancari (80% per il microcredito) di durata non inferiore a cinque anni (non inferiore a tre anni per il microcredito), concessi a piccole e medie imprese economicamente e finanziariamente sane a fronte di nuovi investimenti o di operazioni di ristrutturazione finanziaria. Tenuto conto dei positivi effetti di moltiplicazione delle risorse 12

13 impiegabili, il Fondo potrà essere in parte controgarantito dal Fondo centrale di garanzia. I criteri di amministrazione e di operatività specifica del fondo, la sua remunerazione ed i casi di scioglimento dello stesso o di recesso di un soggetto, sono disciplinati da apposite convenzioni stipulate da Fidi Toscana S.p.A. con le Banche firmatarie del presente protocollo, nel rispetto del Regolamento approvato dalla Regione. Con riferimento agli attuali sottoscrittori, l entità del fondo è inizialmente confermata in Euro, con le percentuali di apporto determinate nell Allegato. Sono fatte salve le eventuali necessità di integrazione che, opportunamente motivate, saranno concordate e determinate ai sensi del successivo art. 5. A fronte di nuovi sottoscrittori, l entità del fondo è incrementata dei rispettivi ulteriori apporti, da determinarsi in base ai criteri di partecipazione percentuale stabiliti nell Allegato tecnico. L apporto della Regione, pari al doppio dell apporto delle nuove Banche, è determinato in sede di bilancio dell esercizio successivo a quello in cui sono formalizzati gli impegni dei nuovi sottoscrittori. 4.2 Promozione dell artigianato Le Banche prendono atto positivamente della trasformazione del sistema Artigiancredito in un unico strumento di primo livello che richiederà l iscrizione quale intermediario finanziario (art. 107 T.U.B.). Per facilitare tale processo di trasformazione, le Banche si impegnano ad esaminare eventuali proposte di saldo e stralcio che Artigiancredito 13

14 Toscano S.c.a.r.l., anche a nome dei Consorzi Fidi aderenti, potrà richiedere sulle posizioni garantite e risultanti a sofferenza. Si impegnano inoltre a sottoscrivere con il nuovo soggetto una nuova Convenzione che, sulla base delle direttive e delle indicazioni regionali, consenta di ampliarne l ambito di operatività ad ulteriori forme di credito, compresi i crediti di firma. Inoltre, le Banche capogruppo si impegnano, alle condizioni da definire in separata sede, a sottoscrivere la nuova Convenzione anche per conto di tutte le Banche facenti parte del rispettivo gruppo bancario, per ciò che attiene alle loro specificità di intervento nei prodotti convenzionati. Per favorire gli interventi regionali nel settore dell artigianato le parti convengono sulla opportunità di utilizzare e valorizzare il sistema Artigiancredito al fine di ottimizzare il ruolo istituzionale che la legge regionale attribuisce allo stesso. A questo fine le parti convengono: - di favorire la promozione, la costituzione e la partecipazione a progetti territoriali e a progetti d insediamento da parte di consorzi e/o cooperative e/o raggruppamenti di imprese artigiane attraverso linee di credito a tassi concordati da attivarsi tramite Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l., indipendentemente dalla presenza di garanzia da parte di detto strumento regionale. Le suddette linee di credito potranno essere affiancate da contribuzione regionale in conto capitale; - di favorire: a. i programmi di sviluppo, articolati territorialmente e settorialmente, previsti dal secondo comma dell articolo 3 14

15 della L.R. 36/95 e successive modificazioni ed integrazioni; b. la messa a punto dei prodotti di finanza innovativa previsti dalla lettera b) dell articolo 3 della legge regionale 36/95 e successive modificazioni ed integrazioni. Al fine di dare attuazione al presente punto, saranno successivamente definiti i plafond delle linee di credito previste e concordati i relativi tassi. 4.3 Plafond di credito convenzionato Per il periodo , le Banche si impegnano a mettere a disposizione i plafonds di risorse negli ammontari ed alle condizioni stabilite nell Allegato, finalizzati a: a) Ricerca e Sviluppo; b) Innovazione; c) Imprenditoria femminile; d) Imprenditoria giovanile; e) Piano di Sviluppo Rurale, attuazione Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e altri interventi regionali; f) Smobilizzo crediti verso le Pubbliche Amministrazioni. Per le finalità di cui alla lettera f), il plafond è finalizzato allo smobilizzo crediti vantati dalle piccole e medie imprese toscane nei confronti della Regione, degli Enti Locali toscani e delle Aziende sanitarie e ospedaliere. Da detti crediti sono esclusi i crediti di imposta, i contributi, le agevolazioni od altri benefici economici. 15

16 4.3.1 Condizioni di tasso Le condizioni di tasso si determinano sulla base degli spreads massimi indicati nell Allegato, stabiliti con riferimento a 5 classi di merito di credito (per brevità, definite da ottimo a mediocre ) e con riferimento alle diverse finalità di finanziamento. Ogni banca associa i propri rating a tali classi di merito, comunicando alla Regione, entro 30 giorni dalla firma del presente atto, le classificazioni operate. Di esse, le parti si impegnano a darne opportuna pubblicità, prevalentemente attraverso i rispettivi siti internet e, comunque, in applicazione dei principi e metodi di cui all art. 2. Le Banche hanno facoltà di modificare, motivandola, l associazione tra i propri rating e le classi di merito, qualora vi sia scadimento o miglioramento qualitativo del proprio portafoglio crediti. Per la classe di merito mediocre, ove non è stabilito uno spread massimo, si intende che il tasso che sarà applicato dalla banca non possa superare il tasso di riferimento ministeriale vigente per ogni settore. Per i finanziamenti non ancora erogati dalla Banca e rispondenti alle finalità di cui alle lettere a) e b), del punto 4.3 ( Ricerca e Sviluppo e Innovazione ), gli spread massimi di ogni classe di merito sono abbattuti di ulteriori 0,05 punti percentuali qualora l operazione sia ammessa ad agevolazioni pubbliche a fronte di specifici bandi regionali. 16

17 4.3.2 Condizioni di tasso per operazioni garantite Qualora la richiesta di accesso al finanziamento da parte delle imprese sia assistita da: - una garanzia di Fidi Toscana S.p.A. o di Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l., ovvero - una co-garanzia rilasciata da detti soggetti in aggiunta alla garanzia rilasciata dai Consorzi Fidi tale da coprire complessivamente almeno il 60% del finanziamento, ovvero - dalla controgaranzia del Fondo Regionale rilasciata a favore delle garanzie dei Consorzi Fidi nella misura del 90% del garantito, le Banche, come dettagliato nell Allegato, si impegnano ad applicare all operazione il tasso di interesse corrispondente al livello di merito creditizio superiore, migliorando di una classe il posizionamento dell operazione garantita. Per operazioni già collocate nella fascia di merito più alta, la garanzia porta ad un abbattimento di ulteriori 0,10 punti percentuali lo spread che risulterebbe da applicarsi all operazione. 4.4 Strumenti di ingegneria finanziaria a sostegno delle PMI La Regione e le Banche, con riferimento a nuove iniziative e/o a progetti innovativi di sviluppo aziendale, si impegnano ad esaminare i progetti di costituzione presso la Fidi Toscana S.p.a e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. di appositi fondi che potranno essere alimentati da risorse comunitarie e nazionali previste da apposita misura di ingegneria finanziaria. 17

18 Inoltre, con l obiettivo di sostenere ulteriormente l espansione del sistema delle PMI e di contribuire ad iniziative di start-up e di venture capital, le parti si impegnano a verificare le possibilità di realizzare iniziative in grado di convogliare verso le imprese i fondi FEI messi a disposizione dalla BEI Prestiti partecipativi Le parti ribadiscono l importanza di consolidare ed innovare l impegno a favore della concessione dei prestiti partecipativi tramite Fidi Toscana S.p.a a fronte di progetti di sviluppo aziendale e di ristrutturazione delle piccole e medie imprese. A questo fine, anche per il periodo , le Banche confermano l apposita linea di credito pari a di Euro, già prevista nel precedente protocollo, utilizzabile per provvista di Fidi Toscana S.p.a. ad un tasso pari alla media mensile euribor 3/6 mesi ( Euribor flat ). A seguito dell avvenuta trasformazione di Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. e dell iscrizione di tale soggetto all Albo degli intermediari finanziari previsto all art. 107 del D.lgs. 385 del 1 Settembre 1993 Testo Unico Bancario, le parti si impegnano a valutare la possibilità di realizzare tali operazioni anche presso Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l Fondo di garanzia per interventi nel capitale di rischio delle imprese Per sostenere gli interventi nel capitale di rischio delle imprese, è prevista una specifica finalità nel Fondo speciale rischi di cui all art. 18

19 4.1. A titolo esemplificativo e non esaustivo, sono ammissibili alla garanzia e alla co-garanzia del fondo: - i finanziamenti a favore di imprese che acquisiscono una partecipazione; - i finanziamenti a favore di imprese per l incremento della loro livello di capitalizzazione, anche con il coinvolgimento dei soci; La valutazione degli interventi del Fondo per queste specifiche finalità potrà essere demandata ad un Comitato Tecnico appositamente nominato ai sensi del Regolamento regionale del Fondo stesso. 4.5 Consulenza e assistenza per le PMI e per gli EE.LL. Con particolare riferimento alle necessità di consulenza ed assistenza tecnico-finanziaria delle piccole e medie imprese toscane, degli Enti Locali e delle loro società partecipate, le Banche confermano l impegno a sviluppare tutte le possibili sinergie con Fidi Toscana S.p.A. e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l., contribuendo a valorizzare il ruolo istituzionale che la legge regionale istitutiva assegna a Fidi Toscana S.p.A. in merito all attività di consulenza insieme alla funzione di sostegno finanziario allo sviluppo economico del territorio propria del sistema bancario, nonché il ruolo di Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. per il sostegno alle imprese artigiane. A favore delle imprese, a titolo esemplificativo, le Banche, Fidi Toscana S.p.a. e Artigiancredito Toscano S.c.a.r.l. definiscono forme di 19

20 collaborazione nell assistenza e consulenza tecnico-finanziaria in ordine ai seguenti temi: - corporate finance advisory: pianificazione strategica, analisi di progetti d investimento, fusioni ed acquisizioni, ristrutturazioni finanziarie, consulenza nel ricorso a derivati finanziari, rilancio e riconversione di impresa, ecc.; - intermediazione finanziaria: organizzazione e reperimento di finanziamenti a fronte di progetti d investimento o di crescita dimensionale; - internazionalizzazione: interventi finanziari e consulenza per lo sviluppo delle imprese sul mercato internazionale, in accordo con organismi specializzati;. - project finance advisory: accompagnamento e assistenza nell'analisi del progetto sia al promotore privato sia all'ente pubblico; partecipazione al capitale di rischio del promotore e/o gestore privato; organizzazione di finanziamenti in pool. Con riferimento all assistenza e consulenza agli EE.LL., le Banche, di concerto con Fidi Toscana S.p.a., si impegnano a porre particolare attenzione ai seguenti temi: - gestione attiva del debito e valutazione dell opportunità del ricorso a derivati finanziari; - gestione degli assets e di valorizzazione del patrimonio pubblico; - ricorso a forme di finanza consortile e innovativa; - progetti di sviluppo del territorio e privatizzazioni. 20

21 Analoghe forme di collaborazione nell assistenza e consulenza tecnicofinanziaria potranno essere definite con riferimento alla prevenzione di crisi finanziarie aziendali, anche avvalendosi della collaborazione delle Università toscane nell ambito dell Officina Finanziaria del Progetto PRO.CO.F.I.T. richiamato nelle premesse. 4.6 Convenzione regionale per lo sviluppo di imprese femminili Investire in Rosa Le parti confermano la volontà di considerare la convenzione Investire in rosa parte integrante del presente protocollo di intesa. Per quanto riguarda le condizioni di tasso da applicare ai finanziamenti in oggetto si rimanda a quanto indicato nell articolo 4.3. Le parti convengono, anche alla luce dell importanza assunta negli ultimi anni dal principio della certificazione sociale, sull importanza di conferire priorità alle richieste di finanziamento presentate dalle imprese femminili in possesso della certificazione sociale SA Inoltre, le Banche si impegnano a dare priorità alle richieste di credito presentate dall imprenditoria femminile che parteciperà ai bandi attuativi della legge 215/92 ed alla correlata Azione "Aiuti a PMI a prevalente partecipazione femminile", nonché ai bandi attuativi della Azione "Aiuti a PMI di servizi alla famiglia, del Docup Toscana Incremento della consapevolezza finanziaria dell impresa Al fine di apprezzare il miglioramento della consapevolezza finanziaria dell impresa ed il superamento dell asimmetria informativa tra banca e 21

Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96

Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96 Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96 Incontro formativo con gli operatori del territorio Lo stato dell arte del Fondo di Garanzia per le PMI Le attività di informazione e formazione operativa per

Dettagli

TRA. REGIONE TOSCANA (C.fisc. in persona di autorizzato alla sottoscrizione del presente atto a seguito di deliberazione della Giunta regionale n.

TRA. REGIONE TOSCANA (C.fisc. in persona di autorizzato alla sottoscrizione del presente atto a seguito di deliberazione della Giunta regionale n. PROTOCOLLO D INTESA PER LO SMOBILIZZO DEI CREDITI DEI SOGGETTI DEL TERZO SETTORE NEI CONFRONTI DEGLI ENTI LOCALI E DEL SERVIZIO SANITARIO DELLA TOSCANA TRA REGIONE TOSCANA (C.fisc. in persona di autorizzato

Dettagli

PRINCIPALI INTERVENTI NORMATIVI AGLI STRUMENTI NAZIONALI DI INCENTIVAZIONE ALLE IMPRESE

PRINCIPALI INTERVENTI NORMATIVI AGLI STRUMENTI NAZIONALI DI INCENTIVAZIONE ALLE IMPRESE CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME PRINCIPALI INTERVENTI NORMATIVI AGLI STRUMENTI NAZIONALI DI INCENTIVAZIONE ALLE IMPRESE Guida ragionata delle disposizioni normative Commissione Attività

Dettagli

TUTTO CIO PREMESSO, si conviene e si stipula quanto segue:

TUTTO CIO PREMESSO, si conviene e si stipula quanto segue: CONTRATTO DI GARANZIA CONDIZIONI GENERALI 1 Sviluppo Artigiano Società Consortile Cooperativa di Garanzia Collettiva Fidi, (d ora in avanti Confidi), con sede in 30175 Marghera Venezia - Via della Pila,

Dettagli

Con la presente scrittura tra

Con la presente scrittura tra Accordo per assicurare la liquidità alle imprese creditrici dei Comuni e delle Province della Regione Emilia-Romagna attraverso la cessione pro-soluto dei crediti a favore di banche od intermediari finanziari

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 662 e, in particolare, l articolo 2, comma 100, lettera a), che ha istituito il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DEGLI SCAMBI IL DIRETTORE GENERALE Visto l articolo 30 del Decreto Legge 12 settembre 2014,

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

ANTICIPO IMPORT / EXPORT FINANZIAMENTI IN DIVISA

ANTICIPO IMPORT / EXPORT FINANZIAMENTI IN DIVISA INFORMAZIONI SULLA BANCA Banca Popolare Etica Società Cooperativa per Azioni Via Niccolò Tommaseo, 7 35131 Padova Tel. 049 8771111 Fax 049 7399799 E-mail: posta@bancaetica.it Sito Web: www.bancaetica.it

Dettagli

Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013

Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013 Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013 Dipartimento 51 - Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico Direzione Generale 2 - Direzione Generale Sviluppo Economico e le Attività Produttive

Dettagli

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale Giunta Regionale Direzione Generale delle Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità Area di Coordinamento Mobilità e Infrastrutture Settore Pianificazione del Sistema Integrato della Mobilità

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 9306 LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Dettagli

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 DATA DI PUBBLICAZIONE DELL ESTRATTO DEL BANDO SULLA GURI: DATA DI SCADENZA

Dettagli

SCHEDA OPERATIVA SOGGETTI AMMISSIBILI

SCHEDA OPERATIVA SOGGETTI AMMISSIBILI Avviso pubblico - Puglia Sviluppo - Regione Puglia in attuazione della DGR n. 1788 del 06 Agosto 2014. Pagina 1 COMMISSIONE EUROPEA REGIONE PUGLIA Area Politiche per lo Sviluppo Economico, Lavoro e Innovazione

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

BANDO PER LA CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER LA VALORIZZAZIONE DEI DISEGNI E MODELLI

BANDO PER LA CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER LA VALORIZZAZIONE DEI DISEGNI E MODELLI BANDO PER LA CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER LA VALORIZZAZIONE DEI DISEGNI E MODELLI 1. PREMESSA Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), attraverso la Direzione Generale per la Lotta

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE INDICE Art. 1 - Oggetto e finalità del regolamento Art. 2 - Requisiti di ammissibilità al contributo Art. 3 - Tipologie di spese ammissibili

Dettagli

più credito per la tua impresa

più credito per la tua impresa Sei un impresa che vuole acquistare nuovi macchinari, impianti o attrezzature? più credito per la tua impresa : Agevolazioni anche per i settori di pesca e agricoltura Beni strumentali, l agevolazione

Dettagli

DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego

DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego DECRETO 28 maggio 2001, n.295 Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego Capo I Art. 1 Definizioni 1. Nel presente regolamento l'espressione: a)

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO. 4g - Altri finanziamenti non cambiari a privati

FOGLIO INFORMATIVO. 4g - Altri finanziamenti non cambiari a privati Pagina 1/8 FOGLIO INFORMATIVO 4g - Altri finanziamenti non cambiari a privati INFORMAZIONI SULLA BANCA CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA S.p.A. Sede Legale: Piazza dei Priori, 16/18 56048 Volterra (PI) Tel.:

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

ntrate genzia Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 Finalità del

ntrate genzia Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 Finalità del genzia ntrate BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI E FINANZIAMENTI, CAPITALIZZAZIONI E APPORTI EFFETTUATI DAI SOCI O FAMILIARI DELL'IMPRENDITORE NEI CONFRONTI DELL'IMPRESA (ai sensi dell articolo,

Dettagli

MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO

MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO FOGLIO INFORMATIVO NORME PER LA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO INFORMAZIONI SULLA BANCA UNIPOL BANCA S.p.A. SEDE LEGALE

Dettagli

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Dettagli

Programma Mini-Bond AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE

Programma Mini-Bond AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE Programma Mini-Bond AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE 1 aprile 2014 1 PREMESSA Il Consorzio camerale per il credito e la finanza, in accordo con Unioncamere Lombardia, intende individuare professionalità da

Dettagli

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE b) unica prova orale su due materie, il cui svolgimento è subordinato al superamento della prova scritta: una prova su deontologia e ordinamento professionale; una prova su una tra le seguenti materie

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE Circolare 10 febbraio 2014, n. 4567 Termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l erogazione

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 46 che, all articolo 14, ha istituito il Fondo speciale rotativo per l innovazione tecnologica; Visto il decreto-legge 22 giugno

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LA COSTITUZIONE DI UN PREMESSO CHE: nell ambito delle rispettive competenze, hanno promosso la costituzione

PROTOCOLLO D INTESA PER LA COSTITUZIONE DI UN PREMESSO CHE: nell ambito delle rispettive competenze, hanno promosso la costituzione PROTOCOLLO D INTESA PER LA COSTITUZIONE DI UN OSSERVATORIO REGIONALE DEI PREZZI DEL MERCATO IMMOBILIARE E DEI COSTI DI MANUTENZIONE RISTRUTTURAZIONE E RESTAURO DELLE OPERE EDILI PREMESSO CHE: - La Camera

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

L'anno duemiladieci, addì 30 del mese di aprile con la presente scrittura privata, da valere ad ogni effetto di legge, TRA

L'anno duemiladieci, addì 30 del mese di aprile con la presente scrittura privata, da valere ad ogni effetto di legge, TRA Repertorio Unione Terre di Pianura n. 7 del 30/04/2010 CONVENZIONE TRA I COMUNI DI BARICELLA, BUDRIO, GRANAROLO DELL EMILIA, MINERBIO E L UNIONE DI COMUNI TERRE DI PIANURA PER IL CONFERIMENTO DELLE FUNZIONI

Dettagli

2. L iscrizione nel Registro delle Imprese

2. L iscrizione nel Registro delle Imprese 2. L iscrizione nel Registro delle Imprese 2.1 Gli effetti dell iscrizione nel Registro delle Imprese L art. 2 del d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228 (in materia di orientamento e modernizzazione del settore

Dettagli

1 BI Business Intelligence

1 BI Business Intelligence K Venture Corporate Finance Srl Via Papa Giovanni XXIII, 40F - 56025 Pontedera (PI) Tel/Fax 0587 482164 - Mail: info@kventure.it www.kventure.it 1 BI Business Intelligence Il futuro che vuoi. Sotto controllo!

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

PROVINCIA DI PESARO E URBINO

PROVINCIA DI PESARO E URBINO PROVINCIA DI PESARO E URBINO Regolamento interno della Stazione Unica Appaltante Provincia di Pesaro e Urbino SUA Provincia di Pesaro e Urbino Approvato con Deliberazione di Giunta Provinciale n 116 del

Dettagli

ANTICIPI IMPORT EXPORT IN EURO E/O VALUTA ESTERA FINANZIAMENTI IN VALUTA ESTERA SENZA VINCOLO DI DESTINAZIONE

ANTICIPI IMPORT EXPORT IN EURO E/O VALUTA ESTERA FINANZIAMENTI IN VALUTA ESTERA SENZA VINCOLO DI DESTINAZIONE Pag. 1 / 5 Anticipi import export ANTICIPI IMPORT EXPORT IN EURO E/O VALUTA ESTERA FINANZIAMENTI IN VALUTA ESTERA SENZA VINCOLO DI DESTINAZIONE INFORMAZIONI SULLA BANCA Banca Monte dei Paschi di Siena

Dettagli

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE STATUTO L Associazione denominata CORILA - Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, è costituita ai sensi degli artt. 14

Dettagli

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA (Operazione 2011-796/PR - approvata con Delibera di Giunta Provinciale n. 608 del 01/12/2011) BANDO DI SELEZIONE DOCENTI E CONSULENTI La Provincia di Parma ha

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO (F.I.N.) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE REGOLAMENTO DELLA STRUTTURA DI PROTEZIONE CIVILE

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO (F.I.N.) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE REGOLAMENTO DELLA STRUTTURA DI PROTEZIONE CIVILE FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO (F.I.N.) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE Premessa La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento di Protezione Civile, in base alla Legge

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Chi può presentare la domanda

Chi può presentare la domanda BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PER FAVORIRE LA CRESCITA DELLE IMPRESE SUI MERCATI INTERNAZIONALI II QUADRIMESTRE 2014 AFRQ2/14 La Camera di Commercio di Frosinone, attraverso ASPIN, Azienda Speciale

Dettagli

Una Crescita Possibile

Una Crescita Possibile Accordo 2014/2015 Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria Una Crescita Possibile INTESA SANPAOLO S.p.A. in seguito denominata Intesa Sanpaolo o "Banca" con sede in Torino, Piazza San Carlo 156,

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 Identificativo Atto n. 191 DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO Oggetto APPROVAZIONE DELL AVVISO FORMAZIONE CONTINUA COMPETITIVITA EXPO E L'atto si compone

Dettagli

INSER S.P.A. Ordine di Milano. Giugno 2014. Riservato e Confidenziale Documento non riproducibile

INSER S.P.A. Ordine di Milano. Giugno 2014. Riservato e Confidenziale Documento non riproducibile INSER S.P.A. Proposta di Agevolazione RC Professionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Ordine di Milano Riservato e Confidenziale Documento non riproducibile Giugno 2014 Indice Proposta di

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO. relativo alle operazioni di

FOGLIO INFORMATIVO. relativo alle operazioni di FOGLIO INFORMATIVO relativo alle operazioni di FINANZIAMENTI IMPORT, ANTICIPI E PREFINANZIAMENTI EXPORT, FINANZIAMENTI SENZA VINCOLO DI DESTINAZIONE (questi ultimi se non rientranti nel credito ai consumatori)

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE IL DIRETTORE GENERALE VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell economia

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico VISTO il Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164 recante Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche,

Dettagli

BANDO PER LA CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER FAVORIRE LA REGISTRAZIONE DI MARCHI COMUNITARI E INTERNAZIONALI

BANDO PER LA CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER FAVORIRE LA REGISTRAZIONE DI MARCHI COMUNITARI E INTERNAZIONALI Dipartimento per l impresa e l internazionalizzazione Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi BANDO PER LA CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER FAVORIRE

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila Modello B) REGIONE ABRUZZO CONSIGLIO REGIONALE Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila acquisito di materiale di cancelleria per l Ufficio amministrativo

Dettagli

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF www.progettoverde.info - pv@ progettover de.i nfo 1 COS E IL PROGETTO INTEGRATO DI FILIERA (PIF) Il progetto integrato

Dettagli

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Firmato digitalmente da Sede legale Via Nazionale, 91 - Casella Postale 2484-00100 Roma - Capitale versato Euro

Dettagli

Avviso Pubblico Giovani Attivi

Avviso Pubblico Giovani Attivi All. A Avviso Pubblico Giovani Attivi P.O.R. Campania FSE 2007-2013 Asse III Obiettivo Specifico: g) Sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati

Dettagli

Dichiarazione Popolazione e cultura

Dichiarazione Popolazione e cultura IX/11/1 Dichiarazione Popolazione e cultura I Ministri delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi attribuiscono agli aspetti socio economici e socio culturali indicati all art 2, comma 2, lettera

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA PROTOCOLLO DI INTESA TRA L Associazione Fare Ambiente, Movimento Ecologista Europeo, già riconosciuta con Decreto del Ministro dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare del 27 febbraio 2009,

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO Questo documento descrive le principali fasi del progetto congiuntamente promosso dalla Provincia di Torino e da Forma.Temp nei termini

Dettagli

BANDO EDUCARE ALLE DIFFERENZE

BANDO EDUCARE ALLE DIFFERENZE Servizio Politiche Giovanili Sociali e Sportive. Politiche di Genere Approvato con Delibera di G.P: n 39/2015 del 19/03/2015 BANDO EDUCARE ALLE DIFFERENZE Allegato A) Il progetto Educare alle differenze-

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres.

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. Regolamento attuativo dell articolo 9, commi da 26 a 34 della

Dettagli

Provincia di Sassari. C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20

Provincia di Sassari. C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20 C O M U N E D I M A R A Provincia di Sassari C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20 Email: protocollo@comune.mara.ss.it Pec: protocollo@pec.comune.mara.ss.it SERVIZIO AFFARI

Dettagli

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Codice identificativo n. [numero progressivo da sistema] CONTRATTO per il riconoscimento degli incentivi per

Dettagli

Chiarimenti in materia di rilascio di garanzie

Chiarimenti in materia di rilascio di garanzie Chiarimenti in materia di rilascio di garanzie L andamento del ciclo economico e le numerose norme che, a vario titolo, richiedono la presentazione di garanzie a supporto di obbligazioni assunte hanno

Dettagli

Offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.

Offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA Ufficio Mercati Alla cortese attenzione del dott. Salini Telefax n. 06 8477 757 Ufficio OPA Alla cortese attenzione della dott.sa Mazzarella Telefax n. 06

Dettagli

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULL ANAGRAFE TRIBUTARIA AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL AGENZIA DELLE ENTRATE

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULL ANAGRAFE TRIBUTARIA AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL AGENZIA DELLE ENTRATE COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULL ANAGRAFE TRIBUTARIA AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Modello 730 precompilato e fatturazione elettronica Roma, 11 marzo 2015 2 PREMESSA Signori

Dettagli

COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE

COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE Art. 1 - ISTITUZIONE E istituito presso il Comune di Golfo Aranci, un Centro di Aggregazione

Dettagli

Avviso pubblico Fondo di promozione dell efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile

Avviso pubblico Fondo di promozione dell efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile POR FESR LAZIO 2007-2013 Avviso pubblico Fondo di promozione dell efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile FAQ Quesito n. 1 Il Bando PSOR al punto n delle premesse definisce impianti

Dettagli

CCNL Mobilità/Area AF 20.7.2012. CCNL della Mobilità/ Area contrattuale Attività Ferroviarie del 20 luglio 2012

CCNL Mobilità/Area AF 20.7.2012. CCNL della Mobilità/ Area contrattuale Attività Ferroviarie del 20 luglio 2012 CCNL della Mobilità/ Area contrattuale Attività Ferroviarie del 20 luglio 2012 di rinnovo del CCNL delle Attività Ferroviarie del 16 aprile 2003 1 PREMESSA (Nuovo CCNL della Mobilità) Le parti, visto il

Dettagli

Il MERCATO. del LAVORO in LOMBARDIA

Il MERCATO. del LAVORO in LOMBARDIA Il MERCATO Dipartimento Mercato del Lavoro del LAVORO in LOMBARDIA Legge Regionale 22 approvata il 19 settembre 2006 dal Consiglio Regionale Lombardo ll nuovo testo è migliore rispetto al precedente su

Dettagli

CONVENZIONE TRA. Associazione Bancaria Italiana, con sede in Roma, Piazza del Gesù 49, Codice fiscale n. 02088180589 (di seguito l ABI );

CONVENZIONE TRA. Associazione Bancaria Italiana, con sede in Roma, Piazza del Gesù 49, Codice fiscale n. 02088180589 (di seguito l ABI ); CONVENZIONE TRA il Ministero dello Sviluppo Economico, con sede in Roma, Via Vittorio Veneto 33, Codice fiscale n. 80230390587 (di seguito il Ministero ); E Associazione Bancaria Italiana, con sede in

Dettagli

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande 1. Quali sono le caratteristiche distintive dell impresa cooperativa? L impresa cooperativa è un impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

PARTE PRIMA. REGOLAMENTO REGIONALE 10 marzo 2014, n. 3

PARTE PRIMA. REGOLAMENTO REGIONALE 10 marzo 2014, n. 3 10134 PARTE PRIMA Leggi e regolamenti regionali REGOLAMENTO REGIONALE 10 marzo 2014, n. 3 Disposizioni concernenti l attivazione di tirocini diretti all orientamento e all inserimento nel mercato del lavoro.

Dettagli

di Claudio Facchini, dirigente del settore sviluppo economico del Comune di Faenza ARTICOLO PUBBLICATO NELLA RIVISTA AZIENDITALIA N.

di Claudio Facchini, dirigente del settore sviluppo economico del Comune di Faenza ARTICOLO PUBBLICATO NELLA RIVISTA AZIENDITALIA N. SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA E SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE A CONFRONTO Nell articolo vengono messe in luce le differenze radicali tra il procedimento disciplinato dal DPR 447/1998, per

Dettagli

I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1

I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1 I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1 A cura dell Avv. Laura Lunghi *** Nel corso del 2009, il Governo italiano ha continuato ad agire nell ambito di un azione concertata

Dettagli

CONVENZIONE QUADRO TRA

CONVENZIONE QUADRO TRA PROVINCIA DI PESARO E URBINO CONVENZIONE QUADRO Espletamento dei servizi finanziari connessi all emissione di prestiti obbligazionari ed altri servizi finanziari accessori e servizio di advisory per la

Dettagli

Circolare n. 64 del 15 gennaio 2014

Circolare n. 64 del 15 gennaio 2014 Circolare n. 64 del 15 gennaio 2014 Ordinativo informatico locale - Revisione e normalizzazione del protocollo sulle regole tecniche ed obbligatorietà dell utilizzo nei servizi di tesoreria PREMESSA L

Dettagli

1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI

1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI 1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI La Provincia è un istituzione pubblica territoriale; gli organi di governo sono eletti dalla popolazione residente nel territorio e hanno il compito

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

CONSORZIO VALLE CRATI

CONSORZIO VALLE CRATI CONSORZIO VALLE CRATI ART. 31 Dlgs 267/2000 87036 RENDE (CS) Nr. 17 DETERMINAZIONE DELL UFFICIO TECNICO Del 16.10.2014 Prot. nr. 1833 OGGETTO: Gestione tecnica, operativa ed amministrativa di manutenzione

Dettagli

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI Deliberazione 15 dicembre 2010 Criteri per l iscrizione all Albo nella categoria 8: intermediazione e commercio dei rifiuti. IL COMITATO NAZIONALE Visto il decreto legislativo

Dettagli

Istituto per il Credito Sportivo

Istituto per il Credito Sportivo Istituto per il Credito Sportivo REGOLAMENTO SPAZI SPORTIVI SCOLASTICI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI SUI MUTUI AGEVOLATI DELL ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO INDICE 1. Perché vengono concessi contributi

Dettagli

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Anno XLI Repubblica Italiana BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Toscana Parte Prima n. 9 mercoledì, 17 febbraio 2010 Firenze Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Portineria

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA PRODOTTO: DELEGAZIONE DI PAGAMENTO RETRIBUZIONE NORME PER LA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI

SCHEDA INFORMATIVA PRODOTTO: DELEGAZIONE DI PAGAMENTO RETRIBUZIONE NORME PER LA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI : DELEGAZIONE DI PAGAMENTO RETRIBUZIONE NORME PER LA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI INFORMAZIONE SULL INTERMEDIARIO INFORMAZIONI SUL FINANZIATORE ISTITUTO BANCARIO DEL

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A.

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A. E PROSPETTIVE 2001 S.P.A. IN SANPAOLO IMI S.P.A... Si presenta il progetto

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO 20.1 PREMESSA... 255 20.2 COMITATO DI CONSULTAZIONE... 255 20.3 SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE RICHIESTE DI MODIFICA... 255 20.4 REQUISITI DI RICEVIBILITA

Dettagli

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE Protocollo n. 195080/2008 Approvazione del formulario contenente i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d imposta di cui all articolo 1, commi da 280 a 283,

Dettagli

La CR come strumento per la previsione dell insolvenza e la diagnosi delle manipolazioni contabili

La CR come strumento per la previsione dell insolvenza e la diagnosi delle manipolazioni contabili S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE La centrale rischi interbancaria e le centrali rischi private: istruzioni per l uso La CR come strumento per la previsione dell insolvenza e la diagnosi delle manipolazioni

Dettagli

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI 1. IDENTITÀ E CONTATTI DEL FINANZIATORE/ INTERMEDIARIO DEL CREDITO Finanziatore/Emittente CartaSi S.p.A. Indirizzo Corso Sempione, 55-20145 Milano Telefono 02.3488.1 Fax 02.3488.4115 Sito web www.cartasi.it

Dettagli

Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013 Asse 4 LEADER. 2. GAL Prealpi e Dolomiti

Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013 Asse 4 LEADER. 2. GAL Prealpi e Dolomiti FEASR REGIONE DEL VENETO Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l Europa investe nelle zone rurali SCHEDA INTERVENTO A REGIA GAL Approvata con Deliberazione del Consiglio Direttivo del GAL n. 16

Dettagli

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013.

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013. REGIONE AUTONOMA DELLA LA SARDEGNA L Assessore Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività di informazione e promozione del PSR 2007/2013. Dotazione finanziaria Il fabbisogno

Dettagli

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II.

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. In esecuzione della deliberazione del Direttore generale n. 765 del 30.04.2013,

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli