A) L inserimento lavorativo

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1 Elementi per l introduzione concreta di clausole sociali tra procedure riservate art. 20 dir 2014/24/UE ed i criteri di aggiudicazione art.67 dir 2014/24/UE Le considerazioni che svolgeremo in questo breve contributo sulle clausole sociali e ambientali negli appalti pubblici si innestano sulle indicazioni dell'unione Europea ed in particolare della strategia Europa 2020 che parla di uso strategico degli appalti pubblici tramite ciò che la Commissione Europea definisce un approccio attivo, che fornisce agli enti appaltatori gli strumenti necessari per contribuire a raggiungere gli obiettivi della strategia relativi ad una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva e per cui Gli enti pubblici utilizzeranno così il loro potere di acquisto per ottenere merci e servizi che promuovano l'innovazione, rispettino l'ambiente e contrastino il cambiamento climatico, migliorando l'occupazione, la salute pubblica e le condizioni sociali. Abbiamo poi considerato la Guida per l integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici (Decreto del Ministro dell Ambiente) in attuazione del PANGPP (Piano nazionale per il Green Public Procurement) contenuto nel DM 11 aprile 2008 s.m.i. e la Comunicazione per una strategia rinnovata dell UE per il periodo in materia di responsabilità sociale delle imprese pubblicata ad ottobre 2011, in cui la Commissione europea ha identificato diversi fattori che contribuiranno a potenziare ulteriormente l impatto della sua politica in materia di RSI. Questi documenti sottolineano in particolare la necessità di sostenere un premio di mercato per il comportamento responsabile delle imprese, anche nell ambito della politica degli investimenti e degli appalti pubblici e propongono di riflettere sulle modalità che permetterebbero di sfruttare le politiche in materia di appalti pubblici al fine di rafforzare gli incentivi di mercato per la Responsabilitá Sociale d'impresa, in particolare attraverso il percorso di revisione delle direttive sugli appalti pubblici. L altro elemento da tenere in particolare conto è l attuale stagione di tagli dei costi per il funzionamento della pubblica amministrazione e delle prestazioni da essa erogate (i.e. le misure di spending rewiew implementate dal legislatore dal 2012 in poi) e la drastica riduzione degli investimenti pubblici dal 2008 ad oggi, che incidono inevitabilmente sui budget dei contratti pubblici. Il perseguimento di politiche sociali attraverso la capacità di spesa degli enti pubblici deve tenere conto di questa pluralità di interessi, di finalità e delle difficoltà che l attuale periodo storico esprime; la scommessa del recepimento delle nuove direttive europee 2014/23/UE e 2014/24/UE è, a nostro avviso, riconducibile al tentativo di conciliare le fondamentali regole per operare nel mercato unico applicate agli appalti pubblici (parità di trattamento e trasparenza) con misure e previsioni volte all acquisizione di Valore Aggiunto Sociale. 1

2 Sfida contenuta anche nelle raccomandazioni finali del Rapporto Italiano della Social Impact Investment Task Force istituita in ambito G8 La finanza che include, gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia che prevede tra gli obiettivi: Ispirare un nuovo quadro normativo, a partire dall Atto per il mercato unico, che prenda in considerazione il ruolo delle imprese sociali e le necessarie esenzioni rispetto agli obblighi di legge in materia di concorrenza, in relazione alla fornitura di servizi pubblici e alla nuova direttiva UE sugli appalti pubblici; Promuovere l introduzione di un equivalente del britannico Social Value Act nel recepimento della nuova direttiva europea sugli appalti (riconoscimento della creazione di impatto sociale nel punteggio), in considerazione del fatto che quest ultima prevede tale possibilità, ma lascia la decisione alle amministrazioni locali. Occorre, infine, premettere che l inserimento od ampliamento dell oggetto del contratto, inteso come vera e propria scelta di perseguire un obiettivo sociale tramite una sua interiorizzazione nell oggetto dell appalto, esula dalle presenti considerazioni in quanto, in tali casi, l Amministrazione non fa convivere l appalto tipo con un valore sociale aggiunto ed accessorio, ma persegue direttamente l intento di dare una risposta ad una domanda di prestazioni sociali, attraverso i servizi riconducibili all art. 76 e seguenti della direttiva appalti pubblici. Le Stazioni Appaltanti possono concretamente perseguire il risultato di includere valore sociale aggiunto agli appalti pubblici attraverso l istituto delle specifiche tecniche, ovvero possono essere previsti criteri di valutazione dell OEPV fondati su caratteristiche sociali inerenti la ricaduta di benefici aggiunti sulla comunità. Il concetto di Valore Aggiunto Sociale va inteso come un modo di pensare a come le risorse (che in questa fase economica sono purtroppo sempre più scarse) sono programmate, assegnate ed utilizzate. Significa, in concreto, guardare oltre il prezzo di ogni singolo contratto tenendo presente ciò che costituisce il beneficio collettivo di una comunità. E proprio questo che chiediamo faccia la Stazione Appaltante quando si appresta a scegliere di programmare, bandire ed aggiudicare un appalto. Il concetto di Valore Aggiunto Sociale deve porre la domanda: se un Euro viene speso per la fornitura di servizi, può lo stesso Euro essere utilizzato, per produrre anche un vantaggio più ampio per la comunità? Conseguentemente proponiamo che il Valore Aggiunto Sociale si integri pienamente con la nuova normativa in materia di appalti. Il rapporto qualità-prezzo è il fattore che sempre più determina tutte le decisioni in materia di affidamento di appalti pubblici, la stessa direttiva 2014/24/UE specifica meglio le modalità su come questo viene inteso e calcolato e come, tra le esigenze del ciclo di tutta la vita del prodotto/servizio, si possono includere requisiti riconducibili alla dimensione sociale. Questo indirizzo di recepimento della normativa comunitaria è rafforzato dalle pratiche di eccellenza già sperimentati da Enti Locali sul territorio nazionale in un ottica in cui le stesse, nell esercitare il proprio dovere di buona amministrazione, includono nella loro azione amministrativa elementi di valutazione non solo economici ma anche sociali ed ambientali. 2

3 La direttiva 2014/24/UE esplicita chiaramente che i requisiti sociali possono essere a pieno titolo compresi nelle definizione dei criteri di aggiudicazione negli appalti di fornitura di beni, servizi e lavori. Questi criteri, a nostro parere, devono rispondere a quattro obiettivi: 1. riflettere la politica sociale adottata dall'ente pubblico competente; 2. poter essere misurati in termini di prestazioni e valore aggiunto; 3. diventare parte specifica del contratto; 4. non discriminare nessun concorrente nell'unione Europea; Proponiamo quindi che, nel recepimento, si prevedano, per forniture di beni, servizi e lavori da acquisire, due modalità di utilizzo delle clausole sociali: la prima legata all inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, la seconda introducendo tra i criteri di aggiudicazione con il metodo dell offerta economicamente più vantaggiosa parametri di valutazione dell impatto sociale ed ambientale. A) L inserimento lavorativo La previsione che le stazioni appaltanti identifichino una quota minima dei propri acquisti di beni e servizi da affidarsi attraverso la piena applicazione dell art. 20 della direttiva 2014/24/UE tenendo come riferimento per il recepimento a livello nazionale l armonizzazione dello stesso con l art.5 della L.381/91 che implica la possibilità per la pubblica amministrazione appaltante di procedere all affidamento alla cooperativa sociale attraverso un procedimento competitivo riservato (appalto riservato a laboratori protetti e ad operatori economici il cui scopo principale sia l'integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o delle persone svantaggiate o possono riservarne l'esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30% dei lavoratori dei suddetti laboratori, operatori economici o programmi sia composto da lavoratori con disabilità o da lavoratori svantaggiati ) ovviamente nel rispetto dei principi generali di trasparenza e corretta amministrazione. Questa costituisce la scelta politicamente più forte a cui possono ricorrere le stazioni appaltanti in materia di acquisti con valore aggiunto sociale. E una possibilità legittima e contemplata dalla regolazione comunitaria, frutto di condivisione di un percorso progettuale che vede collaborare stazione appaltante, servizi socio sanitari locali e cooperazione sociale di tipo b) per il conseguimento di obiettivi correlati all inserimento -o reinserimento- lavorativo di persone svantaggiate, altrimenti difficilmente collocabili e occupabili. A questo proposito sarà inoltre essenziale lavorare a partire dall articolo 4 comma 1 della legge 381/91 per identificare la definizione di svantaggio citata dall art.20 della direttiva 2014/24/UE. Un lavoro successivo consisterà nel comprendere, tra le definizioni di cui all articolo 20, anche le condizioni temporanee di debolezza sociale e/o personale con conseguenti importanti difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro ed un progetto di inserimento lavorativo redatto con i servizi pubblici competenti e concordato dalle cooperative stesse. Questo particolare status di svantaggio non dovrebbe godere della riduzione totale degli oneri contributivi fiscali e non superare la durata complessiva (e non prorogabile) di due anni (a decorrere dalla data di assunzione). Al termine di tale periodo tale condizione decade, permettendo di conteggiare temporaneamente queste persone nella quota del 30% di lavoratori in situazione di svantaggio; ciò eviterebbe due meccanismi poco virtuosi ovvero l interruzione forzata di un per- 3

4 corso riabilitativo complesso e/o la dipendenza eccessiva dallo sviluppo forzato del mercato della cooperativa stessa (in particolare in un momento di crisi particolare come questo). Il regolamento CEE 800/2008 ha definito i lavoratori svantaggiati in modo notevolmente più ampio di quanto aveva fatto l articolo 4 della L. 381/91 e, più recentemente, anche la legge italiana sull impresa sociale ha ripreso queste categorie (vedi art. 2 d.lgs. 155/06 disciplina dell Impresa Sociale); noi riteniamo non opportuno allargare acriticamente le tipologie di svantaggio, ma piuttosto tenere in considerazione la differenza tra disagio permanente e disagio temporaneo, legando ancora più strettamente il concetto di inserimento socio-lavorativo a quello di progetto individuale finalizzato al recupero dell autonomia della persona e più in generale al proprio percorso di emancipazione attraverso il lavoro. B) I parametri dell offerta In generale per tutti gli affidamenti di lavori, beni e servizi è possibile il perseguimento di esigenze ambientali e sociali, attraverso l utilizzo di parametri di valutazione dell offerta economicamente più vantaggiosa, di cui si fornisce un elenco, suddiviso per ambiti, raccolto sulla base dell esperienza nelle gare pubbliche degli ultimi anni. Infine, occorrerebbe incentivare la facoltà di concludere protocolli di intesa tra soggetti pubblici, organizzazioni sindacali e imprenditoriali che individuino linee guida per il concreto utilizzo delle clausole sociali e ambientali 1. Ambito Sociale Lavorativo Previsione di una percentuale definita dalla Stazione Appaltante di persone in difficoltà (ex art. 2 reg. CEE 800/08) da includere al lavoro nell esecuzione del contratto di erogazione del bene, servizio o lavoro. L assorbimento da parte dell impresa subentrante dei lavoratori occupati precedentemente inderogabile unicamente quando il servizio è organizzato dal nuovo gestore con le stesse sostanziali modalità con le quali era organizzato dal gestore uscente La piena applicazione dei contratti di lavoro di riferimento L'utilizzo di indici di stabilità dei rapporti lavorativi nell'impresa Formazione ad integrazione dei corsi sulla sicurezza e corsi di lingua italiana per lavoratori stranieri. Ambito Responsabilità Sociale di Impresa Redazione di un bilancio sociale Miglioramento della salute fisica dei lavoratori attraverso specifici programmi di allenamento fisico Monitoraggio salute e sicurezza presso aziende alle quali sono stati affidati lavori in subappalto Mantenimento procedure OHSAS senza rinnovo della certificazione Utilizzo di materiali, prodotti ed attrezzature salubri Adozione di una procedura finalizzata alla raccolta ed analisi sistemica delle informazioni sulle anomalie di funzionamento e/o sulle rotture avvenuti sulle macchine, gli impianti e le singole attrezzature Attività di monitoraggio del rispetto del codice etico e modello organizzativo e procedure per il rispetto dei diritti umani da parte dei fornitori e subfornitori 1 In continuità con l art.120 del DPR 207/10 4

5 Attività di comunicazione e di reporting, quale la pubblicazione, all'interno del sito istituzionale dell'impresa, della propria politica in tema di gestione dei rapporti con i fornitori, assieme al codice di condotta adottato e alle modalità di implementazione dello stesso all'interno della catena di fornitura Ambito Sicurezza sul lavoro Realizzazione nuove buone prassi per migliorare le condizioni di salute e sicurezza nel luogo di lavoro Previsione nei contratti dell'obbligo della segnalazione e raccolta degli eventi infortunistici di appaltatori e sub appaltatori (per le attività effettuate in seno al proprio processo produttivo) e ne tiene conto per l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione Progettazione e/o realizzazione e/o acquisto DPI e/o strumenti di lavoro ergonomici, con la collaborazione dei lavoratori Voucher o benefit per visite mediche sulle patologie a rischio correlate all'attività, oltre gli obblighi di legge Manutenzione programmata di attrezzature, macchine o impianti e piano di monitoraggio strumentale e migliorativo rispetto a quanto previsto dalla legislazione Corsi di formazione e/o aggiornamento in tema di igiene e sicurezza sul lavoro, oltre a quelli previsti per legge, inerenti a temi specifici del proprio settore produttivo Ambito Ambientale Indicazione dei terreni posseduti, affittati o gestiti in aree (o adiacenti ad aree) protette o in aree ad elevata biodiversità esterne alle aree protette Utilizzo di energie rinnovabili nel ciclo produttivo Efficentamento energetico anche attraverso l implementazione dell utilizzo delle energie rinnovabili Descrizione dei maggiori impatti di attività, prodotti e servizi sulla biodiversità di aree protette o aree ad elevata biodiversità esterne alle aree protette Habitat protetti o ripristinati Strategie, azioni attuate, piani futuri per gestire impatti sulla biodiversità Monitoraggio e divulgazione del numero totale e volume di sversamenti nell'ambiente significativi Monitoraggio e divulgazione del peso dei rifiuti classificati come pericolosi in base alla Convenzione di Basilea (allegati I, II, II, VIII) che sono trasportati, importati, esportati o trattati e loro percentuale trasportata all'estero Ambito Ricerca e Sviluppo Presenza E-reputation manager per monitorare le conversazioni in internet relative all'azienda, analizzarle e interpretarle, e poi agire fornendo risposte in linea con il proprio codice etico e i principi della RS/CSR Utilizzo di innovativa strumentazione di "perceptual computing", "realtà aumentata" o "robotica wireless" per agevolare il lavoro dei dipendenti, lo scambio di informazioni e la comunicazione tra membri del gruppo di lavoro Abbassamento dei gradi di separazione del potere e della piramide gerarchica interna, con partecipazione dei dipendenti alle decisioni strategiche Tutela delle invenzioni dei dipendenti e riconoscimento economico extracontrattuale 5

6 Ambito Catene di Fornitura Integrazione della responsabilità sociale e ambientale (rispetto dell'ambiente, dei lavoratori, sicurezza, diritti umani) nelle operations (produzione e logistica) Attuazione degli acquisti da altre imprese marginali rispetto ai canali e mercati tradizionali. In questo caso, oltre a gestire l'impatto ambientale delle scelte logistiche, si cerca di valutare l'aspetto dei diritti umani e delle comunità locali generalmente non incluse nei canali del commercio internazionale o incluse ma a condizioni non eque. I fornitori che diventano parte di una tale catena riescono a migliorare la loro posizione competitiva generale e le performance, oltre che qualità ed efficienza. 6

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