I muri non sono una soluzione

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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLV n. 192 ( ) Città del Vaticano mercoledì 26 agosto y(7ha3j1*qsskkm( +,!"!{!?!.! Mercati nella tormenta Il sogno infranto del Dragone PE C H I N O, 25. Complessità, paura e incertezza: sembrano essere questi gli elementi caratterizzanti l attuale situazione dei mercati finanziari mondiali, alle prese con le maggiori perdite dallo scoppio della grande crisi del Nel lunedì nero delle borse sono andati in fumo miliardi di dollari. L i m p re s - sione dicono gli analisti è che la bolla finanziaria cinese sia esplosa quasi senza preavviso e che le autorità di Pechino non abbiano un piano preciso. Il sogno di una crescita infinita ha ingannato il Dragone: negli ultimi anni il sistema finanziario ha subito una crescita esponenziale, scollegandosi progressivamente dall economia reale, che invece ha rallentato. Insomma, si è prodotta una ricchezza virtuale, scissa dagli investimenti e dalla crescita concreta, e che ora dimostra tutta la sua incertezza. Dopo i crolli di ieri, questa mattina la situazione sembra un po diversa sui mercati europei. I listini del Vecchio continente fanno segnare risultati positivi. Milano si rafforza dopo l apertura e segna un rimbalzo del 2,3 per cento. Sulla stessa linea le altre piazze con quella di Parigi che fa segnare un più tre per cento, Francoforte un più 2,7 e Londra un più 2,4 per cento. Ieri Wall Street ha chiuso con un meno 3,56. Il listino di Shanghai ha invece proseguito oggi nei peggiori ribassi dal 1996, con gli investitori preoccupati per il rallentamento economico e per l incapacità delle autorità di Pechino di porre freno alle perdite. La Banca centrale cinese sta cercando di correre ai ripari, immettendo liquidità nel mercato per 150 miliardi di yuan. L istituto centrale ha anche venduto titoli di Stato semestrali ai tassi minimi degli ultimi cinque anni, nella speranza di far girare un po di denaro a basso costo, buono per sostenere i corsi azionari. Tuttavia, come accaduto nei giorni scorsi, lo tsunami innescato dalla svalutazione della valuta cinese non si è fermato di fronte a questi argini: Shanghai alla fine ha chiuso oggi con un nuovo crollo del 7,63 per cento (ieri la chiusura era stata meno 8,5). E della caduta di Shanghai hanno risentito ovviamente tutte le altre piazze del continente. In un primo momento le piazze asiatiche hanno tenuto, ma è durato poco. Alla fine della seduta la Borsa di Tokyo ha chiuso in netto calo: un meno 3,96 per cento. Meglio Hong Kong, che ha chiuso in terreno positivo (0,72 per cento), insieme a Taiwan (più 3,58), Sidney (più 2,72) e Seoul (più 0,92). Per far fronte alla crisi il Governo giapponese ha annunciato che lavorerà coi partner del G7 per neutralizzare il potenziale impatto sulla crescita legato alle turbolenze sui mercati azionari: «Adotteremo le politiche necessarie con gli altri membri del G7» hanno fatto sapere da Tokyo all indomani del messaggio del presidente statunitense, Barack Obama, che ha chiesto a Pechino di «continuare le riforme di mercato». Sul versante delle materie prime, che sono ai minimi da fine anni Novanta (con l eccezione dell o ro ) e contribuiscono alla fase negativa dei mercati, si registra oggi una certa stabilizzazione del prezzo del petrolio, che ieri era scivolato ai minimi da sei anni e mezzo. Effetto di un notevole calo della domanda che riflette a sua volta un calo della produzione e degli investimenti. Broker a Wall Street (Ap) SEOUL, 25. Un accordo di massima per placare le rinnovate tensioni tra Corea del Sud e Corea del Nord è stato raggiunto stamane al termine di una maratona negoziale ad alto livello protrattasi per tre giorni a Panmunjom, il villaggio smilitarizzato situato sulla linea dell armistizio che corre lungo il 38 parallelo tagliando in due la penisola asiatica. Lo affermano entrambi i Paesi in un comunicato congiunto, nel quale si preannunciano ulteriori incontri da tenersi entro tempi relativamente brevi, a Seoul o a Pyongyang, per affrontare un ampia gamma di questioni bilaterali, a cominciare dalla riunione delle famiglie rimaste divise dopo la guerra del Dopo l alta tensione provocata dagli incidenti lungo il confine Accordo tra le due Coree Dopo l accordo, raggiunto tra una delegazione governativa sudcoreana e i rappresentanti del regime comunista di Pyongyang, Seoul ha subito spento i potenti altoparlanti con i quali trasmetteva messaggi propagandistici lungo il confine con il Nord. In base all intesa, Pyongyang si è impegnata a revocare il "quasi stato di guerra" dichiarato in questi giorni e ha espresso «rincrescimento» per la recente esplosione di una mina che nelle scorse settimane, lungo la zona di confine demilitarizzata, ha ferito gravemente due militari di pattuglia di Seoul. Il presidente sudcoreano, Park Geun Hye, ha auspicato che l accordo sia il segnale di un miglioramento a lungo termine nei rapporti con Appello delle Nazioni Unite sull immigrazione in Europa mentre si registrano nuovi sbarchi in Sicilia I muri non sono una soluzione ROMA, 25. Nuovo dramma dell immigrazione nel Mediterraneo. Un ragazzo somalo di 14 anni è morto ieri dopo essere stato soccorso dalla nave Dignity dell organizzazione Medici senza Frontiere, impegnata in operazioni di salvataggio dei migranti nel Canale di Sicilia. Il decesso sarebbe avvenuto in seguito a un arresto cardiocircolatorio. La notizia è stata diffusa questa mattina. La nave di Medici senza frontiere, che ha tratto in salvo circa trecento profughi nei giorni scorsi, tra cui donne e bambini, è attraccata oggi nel porto di Augusta. Gli sbarchi proseguono dunque senza sosta, mentre dalle Nazioni Unite arriva un nuovo monito: non bisogna sbattere la porta in faccia a chi, disperato in fuga da guerra e miseria, va in cerca di una vita migliore. «La costruzione di recinti, l uso di gas lacrimogeni e altre forme di violenza contro migranti e richiedenti asilo, il ricorso alla detenzione, il negare o il trattenere l accesso a un riparo, al cibo o all acqua, nonché l impiego di un linguaggio minaccioso o discorsi di odio, tutto questo non dissuaderà i migranti dal venire o dal cercare di venire in Europa» ha affermato oggi il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti, François Crépeau, in un comunicato pubblicato a Ginevra. Sottolineando che «la migrazione è qui per restare», l esperto dell Onu ha ribadito il suo appello all Ue in vista di una politica basata sui diritti umani, coerente e globale. «La sovranità territoriale si basa sul controllo delle frontiere, per sapere chi entra e chi esce. Non si è mai trattato di chiudere ermeticamente il confine alla migrazione» ha detto l esperto. «Le frontiere democratiche sono porose per natura. Fornendo a migranti e richiedenti asilo soluzioni legali e sicure di mobilità si permetterà un tale controllo». Parole, queste, che arrivano a poche ore dall ennesimo episodio di intolleranza. Una palestra destinata a diventare un centro di accoglienza per i profughi è stata distrutta ieri da un incendio nel Brandeburgo, in Germania. Nessuno è rimasto ferito, essendo l edificio ancora vuoto, ma la struttura è andata completamente distrutta ed è a questo punto inutilizzabile. Si tratta molto probabilmente dicono le autorità di un ennesimo incendio doloso, in una città in cui più volte quest anno estremisti hanno manifestato contro il progetto di accogliere i profughi. Nei giorni scorsi, a Heidenau, in Sassonia, si sono verificati tumulti, nel corso di manifestazioni di attivisti di estrema destra, che hanno portato al ferimento di trenta agenti di polizia. E la popolazione ha manifestato contro un centro di accoglienza. Sulla vicenda è intervenuta ieri Pyongyang, sottolineando, però, la necessità che esso venga implementato correttamente. Per questo motivo la Corea del Sud attenderà la normalizzazione del dispiegamento di forze nordcoreane prima di revocare lo stato di allerta militare. Negli ultimi giorni Pyongyang ha raddoppiato la propria artiglieria lungo il confine, dispiegato fuori dalle basi cinquanta dei settanta sottomarini di cui dispone e mobilitato venti hovercraft lungo il confine marittimo occidentale. Per gli analisti resta ora da capire se l accordo sarà rispettato e attuato fino in fondo, come auspicato dal segretario generale dell O nu, Ban Ki-moon, e dagli Stati Uniti, che hanno espresso soddisfazione per la svolta diplomatica. Hollande e Merkel chiedono un accelerazione delle procedure di registrazione Profuga di fronte alla barriera costruita dal Governo ungherese lungo il confine con la Serbia per fermare l afflusso di migranti (Afp) anche il cancelliere, Angela Merkel, che ha definito «ributtante» il tentativo «di diffondere l odio in Sassonia, e vergognoso il sostegno di alcuni cittadini alle proteste». E sempre di immigrazione Merkel ha parlato ieri insieme al presidente francese, François Hollande, in un vertice sulla questione a Berlino. I leader hanno detto che i centri di registrazione dei profughi in Italia e Grecia vanno realizzati rapidamente, entro l anno. Parigi e Berlino ritengono che, nell emergenza attuale, i ritardi siano inaccettabili. Sull immigrazione è intervenuto oggi al Meeting di Rimini il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi, sottolineando che «quando parliamo di strategia per l Ue forse abbiamo perso vent'anni; quando parliamo di Mediterraneo non parliamo di frontiera, ma del cuore dell Ue». Non c'è stata «sufficiente attenzione della politica nel considerare il Mediterraneo il cuore del dibattito Ue». Sempre più grave la situazione a causa delle violenze In fuga dall Africa occidentale GINEVRA, 25. Ripetuti episodi di violenza stanno ampliando la già grave crisi umanitaria nell Africa occidentale, dove il flusso di persone sfollate è continuo e su ampia scala. A sottolinearlo è l o rg a n i z z a - zione Medici senza frontiere (Msf), che ha équipe sanitarie in azione in Camerun, Ciad, Nigeria e Niger. L insicurezza resta l ostacolo principale alla possibilità di offrire assistenza medica e la stagione delle piogge sta aumentando a dismisura le sfide logistiche. Le persone sfollate in fuga dalle violenze hanno cercato protezione e servizi di prima necessità presso le comunità locali, che già a loro volta avevano poche risorse. Secondo le Nazioni Unite, nella sola Nigeria nordorientale si contano circa 1,4 milioni di sfollati interni, mentre circa persone sono fuggite nei Paesi vicini: Camerun (56.000), Ciad (14.000) e Niger ( ). «Donne e bambini sono particolarmente vulnerabili in questa situazione e i bisogni medici sono molti», precisa una nota dell o rg a n i z z a - zione umanitaria con sede a Ginevra, insignita nel 1999 del premio Nobel per la pace. «Abbiamo conosciuto donne incinte che hanno camminato per chilometri in un caldo torrido per cercare assistenza medica. Le persone vivono senza ripari adeguati e non hanno accesso a cibo e acqua pulita. Con queste difficili condizioni di vita e la stagione delle piogge, stiamo già trattando casi di diarrea, malaria e infezioni respiratorie e riceviamo molti bambini malnutriti» aggiunge Msf. In Camerun, dove non si fermano le incursioni e gli attacchi di Boko Haram lungo la frontiera con la Nigeria, ogni giorno arrivano rifugiati nel campo di Minawao, nella regione dell Estremo Nord. In Ciad, l insicurezza è decisamente aumentata nel mese di luglio e si stima che nelle ultime due settimane circa persone abbiano dovuto lasciare le proprie case, vivendo in siti improvvisati nei distretti di Baga Sola e Bol. Nel Niger sudorientale, la già fragile situazione umanitaria è stata aggravata dal peggioramento del conflitto e dalle conseguenti ondate di persone in fuga. Le condizioni di vita di questa popolazione sfollata e rifugiata che ha scarso accesso all assistenza medica, all acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari sono molto critiche. Oltre a questo, la stagione delle piogge sta causando un aumento delle malattie trasmesse dall acqua che, unite alla malnutrizione, sono particolarmente pericolose per i bambini. Dibattito sulla «Laudato si» Un unica crisi LU C E T TA SCARAFFIA A PA G I N A 5

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO mercoledì 26 agosto 2015 Giovani palestinesi in una scuola di Gaza danneggiata dai bombardamenti (Reuters) Sanguinose proteste contro la nuova Costituzione Nepal nel caos KAT H M A N D U, 25. È di almeno nove morti il bilancio ufficiale degli ennesimi disordini scoppiati oggi in Nepal contro la bozza della nuova Costituzione. Lo ha reso noto in Parlamento il ministro dell Interno, Bam Dev Gautam, ma secondo stampa e televisioni locali, le vittime degli scontri potrebbero essere più di venti. Tra queste un poliziotto che sarebbe stato linciato e arso vivo dalla folla inferocita. Quanto ai feriti, soltanto tra le file delle forze di sicurezza se ne contano più di quarantacinque. Teatro degli scontri Tikapur, cittadina del distretto di Kailali situata ai piedi dell Himalaya, vicino al confine con l India, circa quattrocentrotrenta chilometri a sud-ovest della capitale Kathmandu. I dimostranti, per lo più appartenenti alla tribù mongolica dei tharu, avrebbero assalito gli agenti in assetto antisommossa con lance, pugnali, falci e scuri. Secondo testimoni oculari, i disordini sono scoppiati quando le forze dell o rd i n e hanno cercato di bloccare migliaia di manifestanti che si stavano recando in corteo verso il centro di Tikapur, che era già stato trasformato in zona soggetta a restrizioni dalle autorità. La reazione dei dimostranti è stata immediata e violenta, con l uccisione di diversi agenti. Un portavoce degli indigeni tharu ha fatto sapere alla stampa che le violenze sono state provocate dall intervento della polizia, che avrebbe ucciso tre persone nel corteo. Oltre che nella zona di Tikapur, violenti scontri tra agenti e manifestanti si sono registrati in molte altre aree come Kanchapur, Simal e Chautara, sempre nel distretto di Ka i l a l i. I tharu protestano perché la bozza di revisione costituzionale, che punta a dare al Paese asiatico un assetto federale, intende accorpare la loro zona a una delle sette future province, malgrado il territorio sia in prevalenza montuoso, senza prendere apparentemente in considerazione i loro interessi di popolo delle pianure. Te n s i o n e alla frontiera tra Colombia e Venezuela CARACAS, 25. Tensione alla frontiera tra il Venezuela e la Colombia. Dopo la decisione del presidente venezuelano, Nicolás Maduro di chiudere i valichi, Caracas ha espulso verso Bogotá un migliaio di cittadini colombiani. Maduro ha qualche giorno fa chiuso il confine in risposta a quello che ha definito «l attacco di contrabbandieri a quattro persone, tre militari e un civile, nella zona». Il presidente venezuelano ha successivamente imposto lo stato d emergenza in sei municipi dello Stato del Tachira (a ridosso del confine con la Colombia), il cui governatore, José Mora, ha reso noto di «avere espulso persone», tra cui alcuni minorenni. Da parte sua, il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, ha assicurato che intende difendere «i diritti fondamentali» degli espulsi. «Il dialogo e la diplomazia ha aggiunto rappresentano il modo più responsabile per alleggerire la situazione». Siamo convinti «che la chiusura della frontiera non sia il miglior modo per combattere il contrabbando nell area», ha detto il ministro degli Esteri di Bogotá, María Ángela Holguín, che mercoledì incontrerà la collega venezuelana, Delcy Rodríguez. È questo il motivo di fondo comune assieme alla nuova demarcazione dei confini all origine delle manifestazioni che si susseguono in parecchie aree del Paese da diversi mesi, e in particolare da giugno, dopo la pausa forzata al lavori del Parlamento imposta dal disastroso terremoto dello scorso aprile e dalle ulteriori scosse sismiche susseguitesi nei mesi successivi, mietendo nel complesso quasi novemila vittime. Quelli di oggi sono stati comunque i tumulti di gran lunga più sanguinosi registrati finora nell a rc o di un unica giornata. Nella intera zona di Tikapur il Governo centrale ha imposto il coprifuoco. Allo stesso tempo, al termine di una riunione d e m e rg e n z a del Comitato di sicurezza centrale, tenutosi a Singhadurbar, è stato anche deciso di mobilitare l e s e rc i t o nazionale e lo stesso è stato messo in stato di allerta anche per le vicine regioni di Rautahat e Sarlahi, dove scioperi e manifestazioni di protesta sono in corso da circa due settimane. Allarme in Giappone per l arrivo del tifone Goni TO KY O, 25. Anche se parzialmente indebolito, il tifone Goni continua la sua avanzata verso il Giappone, puntando la zona di Okinawa, nel sud del Paese, dopo essersi lasciato alle spalle almeno quindici morti nelle Filippine settentrionali e dopo avere imposto lo sgombero di migliaia di persone a Taiwan. Lo ha reso noto la Japan Meteorological Agency, precisando che al momento le raffiche di vento hanno raggiunto i duecentoquaranta chilometri l ora. Le autorità nipponiche hanno chiesto ai residenti di Okinawa di prendere concrete precauzioni contro i forti venti e le previste alte onde. Goni adesso si sta spostando a una velocità di dieci chilometri all ora. Il tifone, con il suo abbondante carico di pioggia e di forti venti, dovrebbe raggiungere oggi le isole di Kyushu dove è stato rialzato il livello di allerta e di Honshu, quella della capitale, Tokyo. Japan Airlines e Ana, le principali compagnie aeree giapponesi, hanno cancellato centocinquanta voli, colpendo le tratte sull isola di Okinawa. Obama durante l intervento al National Clean Energy Summit a Las Vegas (Reuters) Accuse delle ong a Israele che risponde rivendicando il suo diritto a costrui re La guerra delle ruspe TEL AV I V, 25. Almeno 63 case e strutture completamente distrutte; 132 persone, di cui 82 bambini, rimaste senza tetto. È questo il bilancio dell ultima ondata di demolizioni decise dal Governo israeliano che la scorsa settimana ha investito dieci comunità palestinesi in diverse aree della Cisgiordania. La denuncia arriva da 31 organizzazioni umanitarie internazionali che, alla luce dei dati forniti dall ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), chiedono ai leader mondiali di adottare misure BE I R U T, 25. Ancora violenze in Libano. Due persone sono rimaste uccise e altre sei ferite, ieri, in pesanti scontri tra due gruppi armati scoppiati in un campo profughi palestinese vicino alla città portuale meridionale di Sidone. A darne notizia è il «Jerusalem Post» che cita l agenzia Afp. Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato le violenze tra i membri del gruppo islamista Jund Al Sham e quelli del movimento Al Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen, aggiungono le fonti. Così come non è ancora chiaro se e in che modo questi scontri siano legati alle proteste che hanno segnato il Libano negli ultimi giorni. Intanto la tensione a Beirut non è ancora scemata: ieri sera si sono registrati nuovi scontri tra poliziotti e manifestanti che ormai chiedono apertamente le dimissioni del Governo. Si tratta della più grave ondata di violenza degli ultimi anni: le urgenti per fermare le demolizioni in corso e dichiarare il Governo di Israele «responsabile per la distruzione indiscriminata di proprietà palestinesi e dei progetti finanziati da aiuti internazionali in Cisgiordania». Tra gli edifici demoliti sottolinea in particolare l o rg a n i z z a z i o n e Oxfam in un comunicato anche dodici strutture finanziate e costruite per necessità umanitarie, tra le quali alcune finanziate dall Unione europea. Secondo le organizzazioni, i donatori internazionali dovrebbero chiedere il risarcimento dei costi fi- Due morti in un campo profughi vicino Sidone Ancora violenze in Libano Manifestazioni di protesta a Beirut nanziari per le strutture andate distrutte: dal 2012, sebbene l Unione europea avesse richiesto pubblicamente al Governo israeliano di tutelare i suoi progetti nell area, centinaia di infrastrutture umanitarie sono state demolite o sequestrate, denuncia Oxfam nella nota. Si stima che nel solo 2015 almeno 356 strutture, di cui ben 81 finanziate da progetti di cooperazione internazionale, siano state demolite. E queste azioni hanno ovviamente una ripercussione sulle popolazioni locali. «Le demolizioni stanno spin- Militari libanesi nelle strade della capitale Beirut (Reuters) manifestazioni sono scattate due giorni fa a causa del problema della raccolta di rifiuti per poi assumere connotati politici. Migliaia di persone, in maggioranza giovani, sono scese in piazza rispondendo a un generico appello a protestare contro la situazione considerata insostenibile che si è creata da quando, il 17 luglio scorso, è stata chiusa la principale discarica, a Naameh, con il conseguente accumularsi di immondizie nelle strade. gendo i palestinesi al limite, distruggendo ogni prospettiva per una soluzione di pace» ha detto Catherine Essoyan, direttrice regionale dell Oxfam. «Invece di sviluppare le proprie comunità e i loro mezzi di sussistenza, migliaia di palestinesi in Cisgiordania sono costretti a vivere in miseria, con la costante paura che domani la loro casa potrebbe non esserci più e potrebbero essere obbligati a lasciare la loro terra». Immediata la replica delle autorità israeliane. Il presidente Reuven Rivlin ha detto ieri che «Israele ha il diritto di costruire insediamenti in Cisgiordania». Nel corso di alcuni colloqui con i leader del movimento dei coloni, Rivlin ha detto: «Amo la terra di Israele con tutto il mio cuore: non lasceremo mai la nostra terra, per me il nostro diritto su questo non è materia di dibattito politico». Il Governo Netanyahu continua intanto la propria azione di contrasto ai gruppi di estremisti ebrei: dieci attivisti di estrema destra sono stati sottoposti a provvedimenti restrittivi, che comprendono anche il divieto a recarsi in Cisgiordania nei prossimi dieci mesi. Lo Shin Bet (intelligence interna) ha spiegato che la misura è stata decisa «nell ambito della tolleranza zero verso il terrorismo». Militari uccisi in un agguato nel sud della Turchia AN KA R A, 25. È ancora altissima la tensione in Turchia per gli scontri con i miliziani del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Due soldati turchi sono rimasti uccisi e tre feriti ieri dall esplosione di una mina al passaggio del mezzo su cui viaggiavano nella provincia sudorientale di Hakkari. L esplosivo, fatto detonare secondo fonti militari turche da membri del Pkk curdo, era nascosto in una conduttura sotterranea. Tutto questo mentre il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha ufficializzato ieri la decisione d indire nuove elezioni. Dopo l incontro che il presidente ha avuto ieri con lo speaker del Parlamento di Ankara, İsmet Yılmaz, è stata diffusa una nota nella quale si legge che «il presidente ha deciso di rinnovare la Grande Assemblea Nazionale». Erdoğan avrebbe ora in agenda un appuntamento giovedì mattina con il premier ad interim Ahmet Davutoğlu. A quest ultimo sarà conferito l incarico di formare un Governo di transizione. Non c è invece conferma della data del primo novembre per il voto, come indicato in precedenza dal presidente. Obama preme sull energia pulita WASHINGTON, 25. Rientrato due giorni fa alla Casa Bianca dopo la pausa estiva a Marthàs Vinyard, il presidente, Barack Obama, si è subito rimesso in marcia per una svolta verde, a partire dall appello a nuove regole nel settore dell e n e rg i a pulita. Lo ha fatto intervenendo di persona al National Clean Energy Summit a Las Vegas, un segnale chiaro che il presidente non rinuncia alla sua battaglia per un Paese più sensibile ai problemi ambientali, con un occhio sempre alla sfida posta dai cambiamenti climatici, nonostante le tensioni e gli interessi che finora hanno frenato su leggi e percorso politico condiviso. Un emergenza che si è rivelata la goccia capace di far traboccare il vaso per una popolazione già alle prese con gravi disservizi, come la mancanza di acqua potabile, di una rete di distribuzione del gas e di un adeguata fornitura di energia. Il messaggio del presidente mette al centro le famiglie, le aziende, i consumatori, proponendo un cambio di marcia per facilitare usi e investimenti in energia verde. A partire dalle fonti rinnovabili su cui anche spinge l a c c e l e r a t o re. In particolare, Obama vuole nuove regole che consentano attività energetiche non inquinanti e permettano di raggiungere gli obiettivi fissati dal presidente di tagliare le emissioni del per cento nei prossimi dieci anni, con il fine ultimo di contrastare i cambiamenti climatici. E per questo promette interventi esecutivi. Questa la linea, che sul piano pratico può volere dire aprire per una maggiore diffusione di pannelli solari per esempio, o altre soluzioni innovative per sfruttare fonti di energia rinnovabile, anche promuovendo e implementando programmi già esistenti che facilitano finanziamenti alle famiglie impegnate a modificare le modalità di consumo. L intervento si inserisce in un dibattito particolarmente acceso negli Stati Uniti, dove è in corso da tempo un braccio di ferro sui cambiamenti climatici. Con Obama che vorrebbe in cima all agenda la politica energetica, scontrandosi però con il muro alzato dei repubblicani, particolarmente difficile da scalfire al Congresso dove sono in maggioranza. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 mercoledì 26 agosto 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 TRIPOLI, 25. Continua inarrestabile la sequela di massacri a opera dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) a Sirte, in Libia. Oggi, il giorno successivo all istituzione da parte dei miliziani di un emirato nella città natale di Muammar Paese sull orlo della crisi Futuro incerto per il Burundi BUJUMBURA, 25. «L insediamento a sorpresa del rieletto presidente del Burundi, Pierre Nkurunziza, è stato una sorta di sfida». Così autorevoli analisti hanno commentato la recente cerimonia con cui il capo di Stato ha formalmente giurato per il suo terzo, contestato mandato, ottenuto in elezioni criticate dalla comunità internazionale e considerato incostituzionale dall opposizione. La cerimonia è stata organizzata in fretta, al punto che persino alcuni ministri sono stati avvertiti di dover partecipare poco prima dell inizio. Nelle scorse ore voci provenienti da Bujumbura parlavano di possibili disordini in seguito all insediamento e in effetti, nei quartieri già coinvolti nella contestazione anti-nkurunziza degli scorsi mesi, durante la notte si sono uditi spari. Uno scenario che, tuttavia, è ormai diventato frequente. Secondo un i n t e r p re t a - zione diffusa a Bujumbura, anticipare l insediamento, originariamente previsto per questa settimana, è anche un tentativo, da parte di Nkurunziza, di formare più rapidamente un Governo nella pienezza dei poteri ed evitare rischi di instabilità. Meno appariscenti, ma gravi, sono invece le conseguenze di mesi di crisi nelle zone rurali del Paese. Qui a preoccupare non sono le condizioni di sicurezza, ma quelle economiche. «In provincia si vive normalmente notano ancora gli osservatori ma la gente ha smesso di andare in città per paura della violenza: così i soldi iniziano a finire, perché non si possono vendere i prodotti dei campi; i beni che non sono direttamente disponibili in campagna, poi, iniziano a scarseggiare, e così crescono i prezzi e il costo della vita». Al momento, rischi di gravi episodi di violenza nelle aree rurali non ce ne sono, ma se la crisi dovesse continuare la situazione potrebbe sfuggire di mano. I miliziani dell Is decapitano quattro persone Orrore a Sirte Istituito un emirato nella città Gheddafi, sono state giustiziate quattro persone. Tra queste, una presunta spia della formazione rivale Alba Libica, che controlla Tripoli. L esecuzione della presunta spia fanno sapere fonti della stampa locale è stata ripresa in un video in cui l uomo, che indossa la consueta tuta arancione comune alle vittime decapitate dall Is in Siria e Iraq, è legato a una croce improvvisata. Il corpo, come altre volte, è stato lasciato esposto sul posto come ammonimento. Il 15 agosto scorso l Is ha prima decapitato e poi crocefisso i corpi di dodici combattenti delle milizie salafite. I terroristi dell Is controllano Sirte da diversi giorni ma solo ieri, come detto, hanno deciso di annunciare l istituzione di un emirato nella città. Gli uomini di Al Baghdadi hanno quindi disposto la fine delle attività dei tribunali civili e la loro sostituzione con Corti islamiche che applicano la sharia. L Isis ha anche messo le mani sull istruzione, revisionando i programmi e separando ABUJA, 25. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha partecipato ieri a una cerimonia in Nigeria nel quarto anniversario dell attentato alla sede dell Onu di Abuja, la capitale del Paese. Il 26 agosto del 2011 un terrorista suicida a bordo di una vettura imbottita di esplosivo si scagliò contro l edificio che ospitava quattrocento impiegati uomini e donne nelle classi di scuole e università. Testimoni hanno poi riferito di volantini distribuiti dai jihadisti con un nuovo calendario che fissa ferree regole religiose. Disposizioni anche ai commercianti, fabbriche e officine, schedati in un registro con timbro e sottoposti a tasse e orari. La città costiera, a circa cinquecento chilometri a est di Tripoli, si avvia così verso un tragico destino, seguendo le località siriane e irachene soggiogate dallo Stato Islamico. Intanto, prosegue l iniziativa dell Onu per arrivare alla costituzione di un Governo di unità nazionale in Libia. Le speranze sono riposte nel nuovo round negoziale, giovedì in Marocco, sotto la mediazione dell inviato Onu, Bernardino Léon, per arrivare a un accordo condiviso mirato appunto alla costituzione di un Governo di unità nazionale capace di gestire sicurezza e immigrazione. Solo in questo modo sostiene il Palazzo di Vetro si potrà arrivare a una pacificazione dello scenario libico. Per rendere omaggio alle vittime dell attentato alla sede dell Onu di Abuja nel 2011 Ban Ki-moon in Nigeria Il segretario generale dell Onu insieme al presidente nigeriano nella capitale Abuja (Afp) Riceveranno un educazione nei campi profughi Bambini sudsudanesi accolti in Etiopia delle Nazioni Unite, uccidendone ventiquattro e provocando decine di feriti. In occasione delle cerimonia, Ban Ki-moon, che ha deposto una corona di fiori sul luogo del tragico attentato, ha sottolineato «la straordinaria forza e determinazione dei sopravvissuti, anche se non potremo mai dimenticare il sacrificio dei nostri colleghi: i terroristi attaccarono l Onu e distrussero molte vive, il nostro dovere è di ricostruire per garantire una vita migliore ai popoli». Allo stesso tempo, il leader del Palazzo di Vetro ha lanciato un appello per il rilascio incondizionato delle oltre duecento giovani studentesse rapite dai terroristi di Boko Haram dalla loro scuola di Chibok, nello Stato nordorientale di Borno. L appello è stato rivolto nel corso di una conferenza stampa organizzata dopo un incontro a porte chiuse con il presidente nigeriano Mohammad Buhari, insediatosi a maggio. «Quando cambi la Nigeria, cambi l Africa», ha detto Ban Ki-moon rivolgendosi al presidente, congratulandosi per «la pacifica e democratica transizione del potere» in occasione delle elezioni presidenziali dello scorso aprile. Il segretario generale ha poi ribadito l impegno dell Onu a sostenere il programma politico di Buhari e ad affiancare il Paese più popoloso del continente nella lotta al terrorismo islamico e per combattere corruzione e disoccupazione. Per il segretario generale delle Nazioni Unite si tratta della seconda visita ad Abuja da quando riveste questo incarico. La precedente fu nel maggio del 2011, pochi mesi prima dell attentato alla sede dell Onu, rivendicato dal gruppo di matrice islamico Boko Haram, che con quell azione colpì per la prima volta il cuore amministrativo e politico della Nazione. La visita di Ban Ki-moon arriva a pochi giorni dall avvio da parte dell esercito regionale di una vasta offensiva contro gli estremisti islamici della Nigeria, responsabili di una lunga scia di violenze e omicidi. JUBA, 25. Oltre bambini sudsudanesi rifugiati in Etiopia a causa della guerra potranno ricevere un educazione in quattro scuole inaugurate di recente nei campi d accoglienza di Kule e Terkendi, nella regione di Gambella, circa ottocento chilometri a ovest di Addis Abeba. Le scuole secondo quanto riporta l agenzia Fides sono state costruite dalla Commissione per lo sviluppo sociale della Chiesa cattolica dell Etiopia con il supporto del Catholic Relief Services (CRS). Secondo i dati dell Unhcr (Alto commissariato dell Onu per i rifugiati), le strutture di Gambella accolgono circa rifugiati registrati provenienti dal Sud Sudan. Nel dicembre del 2013 in Sud Sudan si è verificato un tentato colpo di Stato nel quale le forze leali al presidente Salva Kiir, di etnia dinka, si sono scontrate con quelle fedeli all ex vicepresidente Riech Machar, di etnia nuer. Lo scontro ha quindi provocato un conflitto civile che dura tuttora. Secondo i dati dell Unhcr, la guerra ha causato di sfollati interni, mentre i rifugiati all estero sono , per un totale di 2,8 milioni persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. Grave crisi p olitica in Guinea Bissau BI S S AU, 25. Il Parlamento della Guinea-Bissau ha approvato oggi una risoluzione per tentare di deporre, con mezzi legali, il primo ministro, Baciro Dja. L obiettivo dei deputati è di risolvere la grave crisi politico-istituzionale apertasi la scorsa settimana con la nomina di Dja da parte del presidente della Repubblica, José Mário Vaz, contro la volontà del suo stesso partito di maggioranza, l African Party for the Independence of Guinea and Cape Verde (Paigc). I parlamentari rilevano gli analisti hanno considerato la nomina di Dja un «golpe costituzionale», perché «non è stato proposto e non ha il sostegno» del partito di maggioranza. Dja è stato nominato premier dopo che Vaz ha licenziato il predecessore, Domingos Simões Pereira. Una mossa che ha scatenato le ire del Paigc, aprendo una nuova crisi nel già instabile Paese africano. Vaz, che era stato eletto a maggio del 2014 per tentare di stabilizzare il Paese dopo l ultimo golpe del 2012, ha spiegato alla stampa di avere rimosso Pereira perché in disaccordo con la nomina del nuovo capo delle forze armate, posto chiave nel Paese dell Africa occidentale considerato un crocevia del traffico di droga tra il Sud America e l E u ro p a. Merkel chiede di garantire l operatività dell Osce in Ucraina KI E V, 25. La grave crisi nel Donbass, nell est dell Ucraina, che si stima sia costata la vita ad almeno persone tra cui molti civili, è ritornata al centro della scena politica europea con l incontro di ieri a Berlino tra il presidente ucraino, Petro Poroshenko, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il capo dello Stato francese, François Hollande. Durante il colloquio, Merkel ha espresso preoccupazione per i problemi che stanno avendo gli ispettori dell Osce (l Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ) nel monitorare l applicazione dell accordo di Minsk-2, siglato lo scorso febbraio nella capitale della Bielorussia. «L Osce deve poter monitorare il conflitto ha detto il cancelliere ma gli ispettori sono sottoposti ad attacchi e restrizioni dei movimenti e i droni non hanno potuto volare a causa di continue interruzioni. Rendere possibile lo svolgimento del loro lavoro è prioritario». Anche Hollande ha insistito per la «piena applicazione» degli accordi presi dalle parti in conflitto. Facendo riferimento al cosiddetto formato Normandia, le riunioni sulla crisi ucraina a cui partecipa anche la Russia, Merkel ha detto che il presidente russo, Vladimir Putin, che non era presente al summit nella capitale tedesca, è stato consultato per telefono. Prima di recarsi a Berlino, partecipando a Kiev alle celebrazioni del ventiquattresimo anniversario dell indipendenza dell Ucraina, P ro roshenko nel suo discorso aveva ricordato come, per il secondo anno consecutivo, il Paese celebrasse questo importante giorno con la minaccia delle truppe russe al confine. I leader politici lavorano sulle alleanze La Grecia guarda alle prossime elezioni ATENE, 25. La data delle elezioni anticipate in Grecia non è stata ancora ufficialmente fissata anche se il 20 settembre sembra ormai il giorno più probabile ma i partiti hanno già avviato la campagna elettorale cominciando a illustrare i propri programmi di Governo. Dal canto suo, l ex premier Alexis Tsipras, ha detto senza mezzi termini che il suo partito Syriza punta a un «chiaro mandato di quattro anni» e che questa è l unica soluzione possibile alla crisi. Il presidente della Repubblica, Prokopis Pavlopoulos, ha ricevuto ieri Panagiotis Lafazanis, leader del neo-costituito partito Laiki Anotita (Unione Popolare, sinistra radicale), e gli ha affidato il terzo e ultimo mandato esplorativo dopo il fallimento di Evangelos Meimarakis, leader di Nea Dimokratia (centrodestra), per formare un nuovo Governo. Nell incontro con Pavlopoulos, Lafazanis ha duramente criticato il Governo di Syriza, guidato da Tsipras, e ha promesso che farà buon uso del termine di tre giorni del suo mandato per avviare trattative con gli altri partiti e le parti sociali. In vista del voto, comunque, Lafazanis ha aperto alla possibilità di un alleanza allargata anche alle forze della sinistra, incluso il partito Comunista (Kke). «Non consideriamo il Kke come un nostro nemico» ha detto Lafazanis. La decisione del capo dello Stato di affidare il terzo mandato a Lafazanis, il cui partito nato pochi giorni fa dopo una scissione interna a Syriza conta 25 deputati in Parlamento, ha però scatenato le critiche di Chrysi Avghì, del partito di estrema destra Alba Dorata, che fino a pochi giorni fa era la terza formazione del Paese con 17 dei 300 seggi in Parlamento. Dal canto suo, in una riunione della segreteria politica di Syriza, Tsipras ha affermato che l obiettivo del partito è ora quello di rilanciare la propria azione politica e ha categoricamente escluso la possibilità di una cooperazione post-elettorale con le forze del vecchio sistema politico. «Abbiamo bisogno che Syriza incontri la società» ha osservato Tsipras, aggiungendo che la campagna elettorale non deve trasformarsi in una "guerra civile" all interno della sinistra. Nel caso, comunque, che Syriza non dovesse ottenere la maggioranza assoluta per formare il Governo, il partito sarebbe aperto a una coalizione con i Greci Indipendenti di Panos Kammenos. Te n s i o n i tra Serbia e Kosovo BRUXELLES, 25. La nuova Associazione delle comunità serbe in Kosovo, prevista dagli accordi dell aprile 2013 fra Belgrado e Pristina, dovrà essere costituita sulla base delle leggi e della Costituzione kosovara, e in nessun caso dovrà rappresentare una nuova Republika Srpska in Kosovo. Lo ha detto il ministro degli Esteri kosovaro, Hashim Thaçi, alla vigilia del nuovo round del dialogo con i serbi, in programma oggi a Bruxelles. Uno dei temi in discussione sarà proprio la nuova comunità serba. «Dovrà essere una associazione e non una entità», ha detto Thaci con riferimento alla Republika Srpska, l entità a maggioranza serba che, insieme alla Federazione croato-musulmana, compone la Bosnia ed Erzegovina.

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