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1 Cod Dal Al 5A CODICI 5 IMPRESA ARTIGIANA CON FAMILIARI COADIUTORI E/O SOCI. Il numero di tali lavoratori, iscritti nella Gestione speciale artigiani, deve essere inserito nel campo del mod. DM72 o del mod. TPDM74, denominato L.A.A.A. (Lavoratori autonomi aziende artigiane). Il codice in trattazione deve essere sempre accompagnato da uno dei codici indicanti i limiti dimensionali dell impresa artigiana in relazione all attività esercitata (5B -5C - 5D - 5F - 5G) e, nel caso di impresa in forma societaria, anche dal codice 5E. 5B IMPRESA ARTIGIANA CHE SVOLGE L ATTIVITÀ NEL SETTORE DEI LAVORI ARTISTICI, TRADIZIONALI E DELL ABBIGLIAMENTO SU MISURA: senza limitazioni del numero dei dipendenti e non più di 20 apprendisti; art. 2, lett. c) della legge 25 luglio 1956, n limite di 32 dipendenti di cui non più di 16 apprendisti; il limite è elevabile a 40 dipendenti qualora le unità aggiuntive siano apprendisti. art. 4, lett. c) della legge 8 agosto 1985, n Validità: dal L articolo 4, della legge 8 agosto 1985, n. 443, «Legge quadro per l artigianato», dispone che ai fini del calcolo dei limiti dimensionali delle imprese artigiane, di cui ai codici di autorizzazione 5A. 5B, 5C, 5D, 5F e 5G: - non sono computati per un periodo di due anni gli apprendisti passati in qualifica ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana; - non sono computati i lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l impresa artigiana; - sono computati i familiari dell imprenditore, ancorché partecipanti all impresa familiare di cui all articolo 230- bis del codice civile, che svolgano la loro attività di lavoro prevalentemente e professionalmente nell ambito dell impresa artigiana; - sono computati, tranne uno, i soci che svolgono il prevalente lavoro personale nell impresa artigiana; - non sono computati i portatori di handicap, fisici, psichici o sensoriali; - sono computati i dipendenti qualunque sia la mansione svolta. Il DPR 25 maggio 2001, n.288, avente per oggetto Regolamento concernente l individuazione dei settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali, nonché dell abbigliamento su

2 misura, ha incluso nel settore delle lavorazioni tradizionali anche la produzione alimentare art. 1 lettera b) punto 4. La Commissione Provinciale dell Artigianato può riconoscere che l attività svolta dall azienda artigiana rientra tra le lavorazioni tradizionali e pertanto alla stessa sono applicabili i limiti dimensionali previsti dall art. 4 comma 1 lettera c) della legge 443/1985. Poiché per l impresa artigiana che svolge l attività nel settore dei lavori artistici, tradizionali e dell abbigliamento su misura si applica il limite di 32 dipendenti di cui non più di 16 apprendisti, elevabile a 40 dipendenti qualora le unità aggiuntive siano apprendisti il codice di autorizzazione 5B è compatibile con la classe 4 del settore artigianato. Il codice è compatibile con i CSC: CSC ISTAT DESCRIZIONE 4.03.XX XX.XX.X Tutte le categorie 4.04.XX XX.XX.X Tutte le categorie XX.XX.X Tutti gli ISTAT 4.06.XX XX.XX.X Tutte le categorie 4.07.XX XX.XX.X Tutte le categorie 4.08.XX XX.XX.X Tutte le categorie 4.10.XX XX.XX.X Tutte le categorie XX.XX.X Tutti gli ISTAT XX.XX.X Tutti gli ISTAT XX.XX.X Tutti gli ISTAT XX.XX.X Tutti gli ISTAT XX.XX.X Tutti gli ISTAT 4.12.XX XX.XX.X Tutte le categorie XX.XX.X Tutti gli ISTAT XX.XX.X Tutti gli ISTAT XX.XX.X Tutti gli ISTAT 4.18.XX XX.XX.X Tutte le categorie Circolare n. 123 del C IMPRESA ARTIGIANA CHE NON LAVORA IN SERIE: limite di 18 dipendenti di cui non più di 9 apprendisti; il limite è elevabile a 22 dipendenti qualora le unità aggiuntive siano apprendisti. art. 4, lett. a) della legge 8 agosto 1985, n Precedente significato: limite di 10 dipendenti compresi i familiari del titolare e non più di 10 apprendisti; art. 2, lett. a) della legge 25 luglio 1956, n Validità: fino al D IMPRESA ARTIGIANA CHE LAVORA IN SERIE PURCHÉ CON LAVORAZIONE NON DEL TUTTO AUTOMATIZZATA. limite di 9 dipendenti di cui non più di 5 apprendisti; il limite è elevabile a 12 dipendenti qualora le unità aggiuntive siano apprendisti. Art. 4, lett. b) della legge 8 agosto 1985, n 443. Precedente significato Impresa artigiana che lavora in serie, purché con lavorazione non del tutto automatizzata, ovvero

3 5E esercente servizi di trasporto. Limite di 5 dipendenti compresi i familiari del titolare e non più di 5 apprendisti. Art. 2, lett. d) della legge 25 luglio 1956, n Validità: fino al Validità: fino al IMPRESA ARTIGIANA COSTITUITA IN FORMA SOCIETARIA (esclusione di un socio dal computo del personale occupato). 5F IMPRESA ARTIGIANA ESERCENTE L ATTIVITÀ DI TRASPORTO. limite di 8 dipendenti art. 2, lett. d) della legge 8 agosto 1985, n Per il calcolo dei limiti dimensionali vedi NOTA al codice 5B.. 5G IMPRESA ARTIGIANA DI COSTRUZIONI EDILI. Limite di 10 dipendenti di cui non più di 5 apprendisti; il limite è elevabile a 14 dipendenti qualora le unità aggiuntive siano apprendisti. Art. 4, lett. e) della legge 8 agosto 1985, n Per il calcolo dei limiti dimensionali vedi NOTA al codice 5B. 5H ATTIVITÀ DI STUDI PROFESSIONALI ESERCITATA IN FORMA DI IMPRESA. Il codice è compatibile con i CSC e Circolare n. 138 del Messaggio n del J IMPRESA SOGGETTA ALLA DISCIPLINA IN MATERIA DI TRATTAMENTO STRAORDINARIO DI INTEGRAZIONE SALARIALE (ART. 7, COMMA 4, DEL D.L. 10 MARZO 1993, N. 57). Il codice deve essere attribuito alle imprese radiotelevisive private nonché alle imprese ad esse ed al settore dei giornali periodici funzionalmente collegate che applicano alla data del (data di entrata in vigore del decreto-legge n. 57/93) il contratto collettivo nazionale del medesimo settore (condizione soppressa dalla legge di conversione 19 luglio 1993, n. 236) e che sono state precedentemente escluse dal campo di intervento straordinario della cassa integrazione. Il contributo è dovuto indipendentemente dal numero dei lavoratori occupati. Circolare n. 93 del Validità: dal al Ripristino della contribuzione per la Cassa integrazione guadagni straordinaria per le imprese indicate al punto precedente (Articolo 2 del D.L. 12 aprile 1996, n. 195). Circolare n. 119 del Il D.L. n. 195/96 è decaduto; la norma è stata reiterata con l articolo 2 del D.L. 14 giugno 1996, n. 318, convertito dalla legge 29 luglio 1996, n Circolare n. 45 del Validità: dal al Estensione della disciplina in materia di trattamento straordinario

4 di integrazione salariale alle imprese di vigilanza con forza occupazionale superiore a 15 dipendenti nel semestre precedente, computando anche gli apprendisti e i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, ai sensi dell art. 1, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n Art. 7, comma 7, della legge 19 luglio 1993, n Circolare n. 195 del Validità: dal al Estensione della disciplina in materia di mobilità alle imprese di vigilanza di cui al punto precedente. Articolo 5, comma 3, del D.L. 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n Validità: dal al Le predette discipline sono state ripristinate dall art. 4, comma 15, del D.L. 1 febbraio 1996, n. 39 che ha integrato l art. 2, comma 22, della legge 28 dicembre 1995, n Circolare n. 47 del La norma contenuta nel D.L. n. 39/96, non convertito, è stata reiterata più volte e, da ultimo, dall'articolo 4, comma 15, del D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n L accesso ai trattamenti straordinari di integrazione salariale e di mobilità è stato prorogato dall articolo 59, comma 59, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dall articolo 81, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e, da ultimo, fino al , dall'art. 62, commi 1 e 5, della legge 23 dicembre 1999, n Circolare n. 27 del Circolare n. 21 del Circolare n. 19 del Validità: dal al Le imprese del settore terziario che, in relazione all attività principale esercitata ed al possesso dei requisiti occupazionali richiesti, sono soggette alle norme vigenti in materia di CIGS e mobilità, devono applicare tali norme anche per l eventuale personale dipendente, obbligatoriamente iscritto al fondo volo, per il quale sia stata aperta, come prescritto, una apposita posizione contributiva contraddistinta dal CSC e dallo stesso codice ISTAT che individua l attività dell azienda. A tale posizione contributiva devono essere attribuiti anche i codici previsti per l applicazione delle norme predette (3X- 3J- 3Y- 5J). Messaggi n del , n del e n del Il D.L.24 novembre 2000, n.346 all art.1, co.6, l.g) ha prorogato i trattamenti straordinari di integrazione salariale e di mobilità fino a tutto il periodo di paga in corso a gennaio Circolare n.53 del L accesso ai trattamenti straordinari di integrazione salariale e di mobilità è stato prorogato dall art. 2, co.1, l. a) e b) della legge n.248/2001 al Circolare n.201 del

5 I D.L.n e n del 18 aprile 2002 hanno prorogato i trattamenti straordinari di integrazione salariale e di mobilità fino a tutto il periodo di paga in corso al Circolare n. 116 del K Impresa di pulizia, comunque classificata, soggetta alla disciplina in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale di cui all art. 1, comma 7, del D.L. 18 marzo 1994, n. 185 reiterato con D.L. 16 maggio 1994, n. 299 convertito in legge 19 luglio 1994, n. 451; qualora l impresa sia costituita in forma cooperativa la medesima disciplina è estesa ai soci lavoratori. Il codice deve essere attribuito alle imprese di pulizia con oltre 15 dipendenti e/o soci, nel semestre precedente, appaltatrici di servizi presso aziende soggette alla C.I.G.S. Qualora il requisito occupazionale sia realizzato computando i lavoratori denunciati su più posizioni contributive, alle posizioni con numero di lavoratori inferiore a 16 deve essere attribuito anche il codice 3Y. Circolare n. 130 del Circolare n. 239 del Messaggio n del Il presente codice è incompatibile con i CA 1M- 3X- 5J Il codice è compatibile anche con il CSC (fino al ) solo se accompagnato dal CA 4B. Messaggio n del A decorrere dal 1 aprile 2000, i criteri di computo dei lavoratori a tempo parziale sono stati modificati dall'art. 6 del Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, recante: «Attuazione della direttiva 97/81/CE relativa all'accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'unice, dal CEEP e dalla CES», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2000, il cui testo è il seguente: Art. 6. Criteri di computo dei lavoratori a tempo parziale. 1. In tutte le ipotesi in cui, per disposizione di legge o di contratto collettivo, si renda necessario l'accertamento della consistenza dell'organico, i lavoratori a tempo parziale sono computati nel numero complessivo dei dipendenti in proporzione all'orario svolto, rapportato al tempo pieno così come definito ai sensi dell'articolo 1, con arrotondamento all'unità della frazione di orario superiore alla metà di quello pieno. 2. Ai soli fini dell'applicabilità della disciplina di cui al titolo III della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, i lavoratori a tempo parziale si computano come unità intere, quale che sia la durata della loro prestazione lavorativa. Circolare n. 123 del L AZIENDA AVENTE DIPENDENTI ASSUNTI CON CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ DI CUI ALL ART. 2, COMMI 1 E 2, DEL D.L. 30 OTTOBRE 1984, N. 726 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 19 DICEMBRE 1984, N. 863 (tali contratti prevedono una riduzione stabile dell orario di lavoro, con riduzione della retribuzione, e la contestuale assunzione, a tempo indeterminato, di nuovo

6 personale). Messaggio n del Circolare n. 820 R.C.V. / 1 del M Datore di lavoro beneficiario delle agevolazioni di cui all art. 3 del D.L. 1 aprile 1989, n. 120, convertito con modificazioni dalla legge 15 maggio 1989, n. 181 in quanto ha assunto, a tempo indeterminato, lavoratori provenienti dalle imprese del settore siderurgico di cui all art. 1 della medesima legge. Circolare n. 260 del N AZIENDA BENEFICIARIA DELLE AGEVOLAZIONI DI CUI ALL ART. 8, COMMA 9, DELLA LEGGE 29 DICEMBRE 1990, N. 407, E ALL'ART. 20 DELLA LEGGE 23 LUGLIO 1991, N Il codice è compatibile anche con il CSC solo se accompagnato dai codici ISTAT Circolare n. 25 del Circolare n. 215 del P Impresa di installazione impianti per l edilizia. Legge 20 marzo 1991, n. 89 di conversione del D.L. 19 gennaio 1991, n. 18. Messaggio n del Q AZIENDA BENEFICIARIA DELLE AGEVOLAZIONI DI CUI ALL ART. 8, COMMI 2 E 4, E ALL ART. 25, COMMA 9, DELLA LEGGE 23 LUGLIO 1991, N. 223: DA ATTRIBUIRE AI DATORI DI LAVORO CHE ASSUMONO LAVORATORI IN MOBILITÀ. Azienda beneficiaria della riduzione della contribuzione, a carico del datore di lavoro, alla misura prevista per gli apprendisti, ai sensi dell articolo 2, comma 4, del d.l. 8 ottobre 1992, n Il D.L. n. 398/92 è decaduto; la norma predetta è stata più volte reiterata, da ultimo dall articolo 4, comma 3, del D.L. 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n Vedi CA 8T. Vedi CA 5T Circolare n. 260 del Circolare n. 260 del Circolare n.148 del Circolare n. 122 del Circolare n. 157 del R Cooperative agricole che trasformano, manipolano e commercializzano i prodotti agricoli e zootecnici conferiti dai propri soci, soggette alla normativa CIG del settore industria ai sensi dell'art. 3 della legge 15 giugno 1984, n. 240 (CSC ). Il codice deve essere attribuito insieme al CA 3X; nel caso di azienda con numero di lavoratori inferiore a 50, deve essere attribuito anche il CA 1S. Circolare n. 211 del A decorrere dal 1 aprile 2000, i criteri di computo dei lavoratori a tempo parziale sono stati modificati dall'art. 6 del Decreto

7 Legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, recante: «Attuazione della direttiva 97/81/CE relativa all'accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'unice, dal CEEP e dalla CES», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2000, il cui testo è il seguente: Art. 6. Criteri di computo dei lavoratori a tempo parziale. 1. In tutte le ipotesi in cui, per disposizione di legge o di contratto collettivo, si renda necessario l'accertamento della consistenza dell'organico, i lavoratori a tempo parziale sono computati nel numero complessivo dei dipendenti in proporzione all'orario svolto, rapportato al tempo pieno così come definito ai sensi dell'articolo 1, con arrotondamento all'unità della frazione di orario superiore alla metà di quello pieno. 2. Ai soli fini dell'applicabilità della disciplina di cui al titolo III della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, i lavoratori a tempo parziale si computano come unità intere, quale che sia la durata della loro prestazione lavorativa. Circolare n. 123 del S AZIENDA BENEFICIARIA DELLE AGEVOLAZIONI DI CUI ALL ART. 5, COMMA 2, DELLA LEGGE 15 OTTOBRE 1991, N. 344, in quanto ha assunto lavoratori profughi italiani. Circolare n. 50 del T AZIENDA AMMESSA AL CONGUAGLIO DEL CONTRIBUTO DI CUI ALL ART. 8, COMMA 4, DELLA LEGGE 23 LUGLIO 1991, N Circolare n. 252 del Messaggio n del Messaggio n del Circolare n. 268 del Circolare n. 157 del Il medesimo beneficio, in misura ridotta di tre mesi, è richiamato dall art. 4, comma 3, del D.L. 20 maggio 1993, n. 148 convertito con modificazioni dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, ed è concesso ai datori di lavoro che assumono lavoratori percettori di trattamento straordinario di integrazione salariale (in tale ipotesi in luogo del codice in trattazione deve essere attribuito il CA 8T). Circolare n. 122 del U INQUADRAMENTO ATTRIBUITO AI SENSI DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEI DECRETI LEGISLATIVI N DEL Codice da attribuire alle aziende finora inquadrate in settori diversi dal settore agricolo, che svolgono attività connesse all agricoltura, alle foreste, alla pesca e all acqua coltura. Il presente codice deve essere assegnato a tutte le aziende sia in fase di prima classificazione sia in fase di variazione. Il codice è compatibile solo con il CSC 5.XX.XX. In fase di variazione della classificazione deve essere attribuito, ai sensi dell art. 3, co.8, della legge n. 335/95, anche il codice di autorizzazione 7Z. Circolare n. 186 del

8 5V DATORE DI LAVORO AVENTE TITOLO ALLE AGEVOLAZIONI DI CUI ALL ART. 4, COMMA 3, DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 1991, N Il codice deve essere utilizzato per le Cooperative sociali, disciplinate dalla predetta legge n. 381 del 1991, che occupano personale, normalmente socio, considerato svantaggiato ai sensi dell art. 4, comma 1, della medesima legge, costituente almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa. Circolare n. 296 del Messaggi n del e n del Circolare n. 109 del Circolare n. 95 del Circolare n. 188 del Circolare n. 89 del W IMPRESA BENEFICIARIA DELLE AGEVOLAZIONI CONTRIBUTIVE DI CUI ALL ART. 6 DELLA LEGGE 19 LUGLIO 1994, N Circolare n. 219 del In applicazione delle suddette disposizioni le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro del settore calzaturiero hanno concordato un piano occupazionale che è stato approvato con il Decreto interministeriale 31 marzo 1994, emanato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro. Con due successivi decreti ministeriali, emanati il 9 marzo 1995 ed il 29 marzo 1995, sono state individuate le imprese destinatarie del beneficio e sono stati determinati, per ciascuna di esse, il numero dei lavoratori per i quali è riconosciuto lo sgravio degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, nonché la misura e la durata di tale agevolazione. Con Decreto 21 marzo 1997, del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del , n. 138, sono stati riaperti i termini per le assunzioni agevolate ai sensi del sopra citato art. 6 della legge n. 451/1994. Lo stesso decreto ha disposto che le aziende di cui agli elenchi allegati ai decreti ministeriali 9 marzo 1995 e 29 marzo 1995 possono effettuare le assunzioni, secondo i piani già presentati, fino a sette unità se industriali e ad otto unità se artigiane; dette assunzioni devono essere effettuate entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto. Il codice è compatibile con i seguenti CSC (imprese del settore calzaturiero): Il codice è compatibile con i codici Sede: , In presenza del codice di accentramento B è compatibile anche con le altre province. Messaggio n del Circolare n. 204 del

9 5X Azienda non soggetta alla disciplina della cassa integrazione guadagni straordinaria, non rientrante nel campo di applicazione dell art. 1 del D.L. 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863 *, che ha stipulato contratti di solidarietà al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale, ai sensi dell art. 5, comma 5, del D.L. 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n Il predetto comma 5 è stato sostituito dall'articolo 4, comma 2 del D.L. 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n Le predette disposizioni sono state prorogate, fino al , dall'articolo 1, comma 2, della legge 20 marzo 1998, n. 52, fino al , dall'articolo 81, comma 4, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e, da ultimo, fino al , dall'articolo 62, comma 5, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488 (legge finanziaria 2000). Circolare n. 148 del Circolare n. 195 del Y IMPRESA OPERANTE IN CIRCOSCRIZIONE CHE PRESENTA UN RAPPORTO TRA ISCRITTI ALLA PRIMA CLASSE DELLE LISTE DI COLLOCAMENTO E POPOLAZIONE RESIDENTE IN ETÀ DA LAVORO SUPERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE (ART. 8, COMMA 2, DELLA LEGGE 29 DICEMBRE 1990, N. 407). Il codice è incompatibile con il CA 0L; Il codice è compatibile con i seguenti CSC: 1.XX.XX - 5.XX.XX - 6.XX.XX XX XX XX XX XX Il codice è compatibile con i CSC e solo in presenza dei CA 4N e 5H. Anche le imprese inquadrate con CSC a capitale interamente pubblico, possono beneficiare delle agevolazioni contributive previste dall art. 8, co.2, legge 407/90. Pertanto, il codice deve essere reso compatibile anche con il CSC accompagnato dal CA 6A con decorrenza Messaggio n del Circolare n. 160 del Messaggio n del Circolare n. 43 del Circolare n.85 del Circolare n. 80 del Messaggio n. 84 del Il Decreto 14 gennaio 2003 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha individuato, per l anno 2002, le circoscrizioni che presentano un rapporto tra iscritti alla prima classe delle liste di collocamento e popolazione residente in età da lavoro superiore alla media nazionale. La contribuzione

10 dovuta dalle imprese operanti nelle circoscrizioni operanti nelle circoscrizioni individuate dal D.M. in questione, per i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro nel corso dell anno 2002, limitatamente alla quota a carico datore lavoro è quella prevista per gli apprendisti di cui alla legge n.25/1995 e successive modificazioni. Circolare n. 33 del Z AZIENDA, SOGGETTA ALLA DISCIPLINA DELLA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA, CHE HA STIPULATO CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ AI SENSI DELL ART. 1 DEL D.L. 30 OTTOBRE 1984, N. 726, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 19 DICEMBRE 1984, N. 863 (tali contratti prevedono una riduzione dell orario di lavoro e, pertanto, della retribuzione, al fine di evitare in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale occupato). Per i contratti stipulati dall' al , sono applicabili i benefici di cui all art. 5, commi 2 e 4, della legge 19 luglio 1993, n Il codice è compatibile con i seguenti CSC: 1.XX.XX 4.XX.XX se accompagnato dai CA 3X e 5R; 7.01.XX " " dal CA 3X 7.02.XX " " " " " " " " " " " " " " " " " dai CA 5J o 5K. Il codice è incompatibile con i seguenti codici autorizzazione: 1M - 2V - 4B - 4C - 4D - 4V - 4Z - 8C Il codice è compatibile con i CA: 1D- 1E- 1F- 4A solo se accompagnato da uno dei seguenti CA: 2E - 5J - 5K. Qualora i suddetti benefici non siano applicabili, per esaurimento dei fondi stanziati, deve essere attribuito anche il CA 8W. Per i contratti di solidarietà stipulati dal in poi vedere codice 8K. Circolare n. 148 del Messaggio n del Messaggio n del Circolare n. 310 del Circolare n. 223 del Circolare n. 88 del Circolare n. 218 del

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