Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa

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1 Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa Gianna Detoni, AFBCI Presidente di PANTA RAY BCI Italian Forum Leader 1 Milano, 13 ottobre 2015

2 AGENDA INTRODUZIONE LA CONTINUITÀ OPERATIVA COME DISCIPLINA ORGANIZZATIVA NORME E STANDARD L ANALISI DI IMPATTO IL PIANO DI BUSINESS CONTINUITY DIBATTITO E CONCLUSIONI 2

3 INTRODUZIONE Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa 3 Milano, 13 ottobre 2015

4 L EVOLUZIONE NELL APPROCCIO AL RISCHIO IN PASSATO CAUSA EFFETTO OGGI EFFETTO EFFETTO EFFETTO CAUSA EFFETTO EFFETTO EFFETTO 4

5 RISCHIO E PAURA DEL RISCHIO Condizione di paura molto simile a quella delle popolazioni primitive per cui si assiste ad una perdita di ottimismo e a una crescente condizione di paura legata alla percezione del rischio proprio nei sistemi sociali avanzati, supertecnologici! 5

6 CAMBIA IL CONCETTO DI RISCHIO Nelle società pre-moderne Nelle società avanzate era soprattutto legato ad eventi naturali esterni all individuo appare insito nell uomo, legato alle sue decisioni e proiettato perciò nel futuro 6

7 UNA DEFINIZIONE DI RESILIENZA AL RISCHIO La resilienza è la capacità di un materiale di resistere a forze impulsive Un organizzazione è resiliente quando ha la capacità di cambiare e adattarsi prima che il rischio di riferimento la costringa a farlo! 7

8 BUSINESS CONTINUITY: DISCIPLINA ORGANIZZATIVA Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa 8 Milano, 13 ottobre 2015

9 BUSINESS CONTINUITY: ALCUNE DEFINIZIONI 1 BUSINESS CONTINUITY Capacità di un organizzazione di continuare a distribuire prodotti e/o servizi a livelli predefiniti accettabili in seguito a una grave interruzione. BUSINESS CONTINUITY MANAGEMENT Processo gestionale olistico che definisce le potenziali minacce per un organizzazione e l impatto che queste, se si realizzassero, potrebbero avere sulle operazioni di business e che fornisce un quadro di riferimento per costruire resilienza organizzativa e la capacità di una risposta efficace che salvaguardi gli interessi dei propri stakeholder chiave, la reputazione, il marchio e le attività che creano valore. BUSINESS CONTINUITY MANAGEMENT SYSTEM Parte dell intero sistema di gestione che stabilisce, implementa, rende operativa, monitora, revisiona, mantiene e migliora la Business Continuity. Include la struttura organizzativa, le policy, le attività di pianificazione, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse. BUSINESS CONTINUITY PLAN Insieme delle procedure documentate che guidano l organizzazione nella risposta, nel recupero, nella ripresa, e nel ripristino di un livello operativo predefinito a seguito di un interruzione. Tipicamente il piano riguarda le risorse, i servizi e le attività richieste per assicurare la continuità delle funzioni di business critiche. 9 1 Fonte: Norma ISO 22301: Societal Security - Business Continuity Management Systems - Requirements

10 LA BUSINESS CONTINUITY È PRATICATA DA SEMPRE Si applica la scienza al buon senso Facilita la lettura di governance complesse Si ottimizza il costo della prevenzione Si guardano i processi in modo critico Si guardano i clienti in modo critico Si guardano i profitti in modo critico Si comparano processi, prodotti e servizi in modo critico 10

11 BUSINESS CONTINUITY: GLI ERRORI COMUNI 1/2 1 LA BUSINESS CONTINUITY FA PARTE DEL RISK MANAGEMENT FALSO A differenza del Risk Management, che si fonda su un approccio probabilistico, la Business Continuity parte dal presupposto che un interruzione può avvenire per qualsiasi motivo, con probabilità di accadimento = 1; è pertanto necessario rendere l organizzazione resiliente a prescindere dal rischio specifico di un determinato evento avverso. Risk Management e Business Continuity sono quindi assolutamente complementari ed entrambe fondamentali. 2 LA BC SI APPLICA SOLO AL «RISCHIO RESIDUO» FALSO Si tratta di una convinzione estremamente fuorviante, pericolosa e responsabile del fallimento di molte organizzazioni: applicare la Business Continuity al solo «rischio residuo» significa considerare infallibili i modelli probabilistici su cui si fonda il Risk Management. La Business Continuity va applicata a tutti i processi, prodotti o servizi aziendali. 11

12 BUSINESS CONTINUITY: GLI ERRORI COMUNI 2/2 3 LA BUSINESS CONTINUITY È MATERIA DELL IT FALSO La Business Continuity mira a conferire resilienza all organizzazione nel suo complesso. Sebbene con l evoluzione tecnologica l ICT abbia permeato sempre più i processi aziendali, esso rimane solo una parte (comunque fondamentale) del Sistema di Gestione della Continuità Operativa. Il Disaster Recovery è infatti solo un sottoinsieme della Business Continuity. 4 SERVICE CONTINUITY = BUSINESS CONTINUITY FALSO La continuità di Servizio è una parte marginale del Sistema di Gestione della Continuità Operativa. Il controllo di Istituzioni, Autorità di Regolamentazione e Comunità si limita alla nostra continuità di Servizio, ma processi e servizi saranno resilienti solo riusciremo a garantirle entrambe. Quanto a lungo potremo sostenere la continuità di Servizio senza avere istituito un robusto programma di Business Continuity per tutta l Organizzazione? 12

13 NORME E STANDARD Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa 13 Milano, 13 ottobre 2015

14 14 ISO 22301:2012 DIVENTA «EN» GENNAIO 2015

15 ISO 22301:2012 E NORME EUROPEE 1 PREMESSA 2 SENTIMENT DEGLI ESPERTI La Norma ISO 22301:2012 è stata recentemente Cultori della materia ed esperti a livello internazionale inclusa nell elenco delle European Norms 1 (ENs), concordano nel pensare che qualora il Parlamento documenti ratificati da una delle tre European Europeo dovesse decidere di regolamentare la Standardization Organization competenti in materia continuità operativa delle Infrastrutture Critiche, la ISO di produzione di standard tecnici come da Norma 22301:2012 si trasformerebbe da un «semplice» UE n. 1025/2012. standard a una norma cogente. 3 REAZIONI DEL MERCATO 4 PROSPETTIVE PER LE ORGANIZZAZIONI Sono già diverse le organizzazioni europee che hanno intrapreso un percorso verso la certificazione secondo i principi dettati dalla Norma ISO 22301:2012. Tra di esse, molte aziende pubbliche o private che costituiscono Infrastrutture Critiche o appartengono a settori ad esse funzionali (fornitori). Le Infrastrutture Critiche o i fornitori di Infrastrutture Critiche sono quindi fortemente incentivati all adozione dello standard. Un Sistema di Gestione della Continuità Operativa conforme alla Norma ISO 22301:2012, infatti, conferisce resilienza ed efficienza a tutta l organizzazione. 15 Vantaggi della Certificazione ISO 22301:2012 Resilienza organizzativa Efficienza operativa Perdite derivanti da interruzioni Rischi reputazionali 1 Una EN diventa automaticamente lo standard di riferimento in vigore negli Stati membri del sistema CEN-CENELEC

16 BUSINESS CONTINUITY: GIÀ OBBLIGATORIA Istituzioni finanziarie Infrastrutture critiche Pubblica Amministrazione Basilea II Regole sul rischio operativo D. Lgs. 61/2011 D. Lgs. 235/

17 BUSINESS CONTINUITY INSTITUTE E CERTIFICAZIONE PANTA RAY dal 2011 è unico Licensed Training Partner autorizzato del Business Continuity Institute (www.thebci.org) in Italia. La Società eroga infatti il Corso di Certificazione BCI per i professionisti di continuità operativa interamente basato sulle «Good Practice Guidelines» rilasciate nel 2013 in conformità con i principi dettati dalla Norma ISO 22301:2012. Gianna Detoni è fondatrice e leader del primo BCI Italian Forum (www.thebci.it) e contributor delle BCI Good Practice Guidelines 2013, delle quali ha curato integralmente la traduzione in lingua italiana. Insegna Business Continuity & Crisis Management nelle principali università italiane ed è relatrice a numerose conferenze di rilevanza internazionali sui medesimi temi. Alberto Mattia collabora periodicamente con il Business Continuity Institute mediante la stesura di articoli e redazionali sui temi di attualità nel campo della continuità operativa. Un suo articolo sulla recente alluvione genovese, in particolare, è stato ripubblicato nella Newsletter del Business Continuity Institute (letta in oltre 60 Paesi) e citato in un intervento della BCI World Conference & Exhibition che si è tenuta a Londra nel novembre

18 LE FASI DI IMPLEMENTAZIONE DEL BCMS GESTIONE DELLA POLICY E DEL PROGRAMMA FASE 1 INCORPORARE LA BC NELLA CULTURA AZIENDALE FASE 2 ANALISI E PROGETTAZIONE FASE 3 IMPLEMENTAZIONE DEI PIANI DI CONTINUITÀ FASE 4 CONVALIDA E MANTENIMENTO FASE 5 18

19 L ANALISI DI IMPATTO Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa 19 Milano, 13 ottobre 2015

20 L ANALISI D IMPATTO E IL CONCETTO DI CRITICITÀ In un organizzazione molte funzioni sono assolutamente rilevanti, ma non critiche. Esse non saranno oggetto di analisi e non verranno esposte a strategie di continuità costose, ma saranno comunque parte del Sistema di Gestione e dovranno sviluppare un piano. CRITICO IMPORTANTE CRITICO = URGENTE 20

21 PIANO DI BUSINESS CONTINUITY Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa 21 Milano, 13 ottobre 2015

22 Attività LA SOSTENIBILITÁ DEI PIANI Normale Normale Sostenibile Minimo Accettabile Tempo Emergenza Crisi Continuità Recovery Ripristino 22

23 DIBATTITO E CONCLUSIONI Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa 23 Milano, 13 ottobre 2015

24 SOCIAL CONTINUITY REAL SECURITY Service Continuity Business Continuity Social Continuity 24

25 SAVE THE DATE! BCI ITALIAN FORUM ANNUAL CONFERENCE Hotel Principe di Savoia Piazza della Repubblica, 17 Milano 17 novembre 2015 Conference: Networking cocktail: Per informazioni e iscrizioni: 25

26 Il Sistema di Gestione della Business Continuity Un percorso obbligatorio per la resilienza organizzativa Gianna Detoni, AFBCI Presidente di PANTA RAY BCI Italian Forum Leader 26 Milano, 13 ottobre 2015

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