Gestire e valorizzare i lettori volontari nel progetto Nati per Leggere

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1 Gestire e valorizzare i lettori volontari nel progetto Nati per Leggere Seminario Nati per Leggere Lombardia di aggiornamento/formazione rivolto ai bibliotecari e agli operatori educativi e socio sanitari della provincia di Varese Restituzione a cura di Elisabetta Bertani, Tiziana Brugnoni, Claudia Giussani, Giovanna Malgaroli, Stefania Peregalli, Valentina Petter I partecipanti vengono invitati a presentarsi, riferendo professione e ambito di lavoro: circa la metà lavora in biblioteca, una decina in contesti educativi, 7 in ambito socio sanitario e 5 in associazioni di volontariato. Non tutti i presenti sono a conoscenza del programma Nati per Leggere e per questo motivo si ritiene necessario richiamarne brevemente obiettivi e modalità operative, sottolineando: l'importanza della lettura come strumento di relazione tra adulti e bambini in particolare nell'ambito familiare; l'importanza di intervenire precocemente per mettere a frutto lo straordinario potenziale di sviluppo tipico dei primi anni di vita dei bambini; l'importanza del coinvolgimento di tutti i servizi e gli operatori che si occupano di prima e primissima infanzia per garantire un approccio inclusivo alle nostre azioni. Prima di formare i gruppi di lavoro vengono condivisi gli obiettivi del seminario: 1. Definire caratteristiche, ruolo e compiti del lettore volontario per Nati per Leggere; 2. Condividere cosa comporta per i promotori locali di Nati per Leggere la creazione di gruppi di lettori volontari; 3. A partire dall'esperienza dei partecipanti, mettere a fuoco modalità e strumenti utili alla gestione dei lettori volontari. Vengono poi costituiti quattro gruppi di lavoro con i seguenti mandati: la formazione (durata, contenuti, modalità operative) ipotizzando diverse soluzioni da dibattere in sessione plenaria >> Moderatore Malgaroli l'organizzazione del lavoro dei lettori volontari (in quali luoghi/contesti leggere e perché; come proporre i libri e la lettura a bambini in diversi contesti e in relazione all'età; gli aspetti pratici di coordinamento del loro intervento nei diversi luoghi, ecc.) >> Moderatore Giussani la costruzione di un repertorio di lettura dei lettori volontari (come e quali libri scegliere in relazione alle capacità di ascolto dei bambini e alle diverse circostanze di lettura: lettura in piccolo gruppo, lettura alla coppia mamma/bambino, lettura dialogica, lettura ad un gruppo numeroso e misto) >> Moderatore Peregalli che cosa fanno/dovrebbero fare i lettori volontari oltre ad offrire la propria voce ai bambini, ossia preoccuparsi di allestire adeguatamente dal punto di vista informativo/comunicativo il luogo in cui leggono (ambulatorio pediatrico, consultorio, ospedale, etc.) >> Moderatore Bertani Tutti i gruppi vengono invitati ad iniziare la discussione definendo quali caratteristiche / requisiti dovrebbe possedere il Lettore Volontario per Nati per Leggere.

2 Restituzione delle discussioni svoltesi nei gruppi FORMAZIONE Il lettore volontario dovrebbe essere innanzitutto motivato. Non guasterebbe se avesse esperienza in ambito teatrale e una buona capacità di relazionarsi con i bambini. Dovrebbe essere un buon comunicatore pur essendo in grado di rispettare la riservatezza di bambini e adulti. Dovrebbe essere accogliente, sapendo rispettare la necessaria gradualità nell'approccio con bambini molto diversi anche solo per età. Una persona che sappia ascoltare. Spontanea. Che sappia adeguarsi alla situazione. Che sappia coinvolgere il pubblico immedesimandosi nella lettura. Dovrebbe essere curioso e aperto nei confronti dei libri che non conosce. Ma oltre alle doti relazionali finora elencate dovrebbe anche impegnarsi nel garantire il tempo necessario a svolgere l'attività di lettore volontario con una certa continuità. Si è aperta un'interessante discussione sul senso dei libri e della lettura dal punto di vista delle educatrici e delle bibliotecarie, da cui è emerso che per le bibliotecarie i libri e la lettura devono valere in sé, i libri per la loro qualità e la lettura in quanto esperienza piacevole, mentre le educatrici sottolineano l'importanza dei libri per il contenuto e il messaggio che veicolano da un lato e dall'altro come strumento di relazione. Le posizioni si sono ricomposte contemplando tutti gli aspetti come rilevanti e da considerare anche in contesti di lettura gestiti da lettori volontari. Dal momento che non si possono attribuire ai volontari ruolo e compiti più complessi di quelli che si riconoscono agli operatori, alla domanda cosa fa il lettore volontario sono state date le seguenti risposte: facilita la relazione tra genitore e bambino organizza lo spazio della lettura facilita la relazione dei bambini con i libri fa apprezzare ai bambini e ai genitori i libri in sé. Sulla base delle parole chiave che hanno cercato di definire come dovrebbe essere il lettore volontario ideale per NpL e che hanno fatto emergere l'esigenza di una formazione specifica per i lettori volontari, il gruppo ha proseguito la discussione interrogandosi su cosa dovrebbe essere formato il lettore volontario Nati per Leggere. Ne sono emersi i seguenti ambiti: conoscere i libri conoscere le tappe evolutive del bambino da 0 a 6 anni acquisire la consapevolezza dello specifico ruolo del lettore volontario che è in primo luogo quello di facilitare la relazione tra genitore e bambino proponendo come modello praticabile a casa la lettura di un libro affinare la propria capacità di utilizzare la voce. Dal punto di vista metodologico il gruppo esprime la preferenza per un percorso formativo che parta dall'esperienza dei partecipanti e che favorisca la condivisione. La condivisione viene ritenuta anche il migliore modo per mantenere nel tempo l'interesse e la motivazione dei lettori volontari che andrebbero invitati a partecipare a momenti di riflessione e autovalutazione, ma anche di aggiornamento sui libri.

3 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO DEI LETTORI VOLONTARI Le caratteristiche del lettore volontario che il secondo gruppo di lavoro ha evidenziato trovano molte corrispondenze con quelle proposte dal primo gruppo come si evince di seguito: deve amare i libri e la lettura, ma anche ricordare che non sta leggendo per se stesso possiede buone capacità relazionali, riesce a emozionare e a instaurare un rapporto empatico con il proprio pubblico deve essere paziente e duttile, adattandosi a circostanze ed esigenze del pubblico prepara precedentemente non solo le letture che intende proporre ma anche altre in caso il pubblico che si presenta non sia quello aspettato deve essere disponibile a seguire un corso di formazione deve avere una lettura espressiva avere continuità ed essere affidabile. In merito all'organizzazione del lavoro dei lettori volontari il gruppo condivide la necessità di ricercare i volontari, offrendo l'opportunità di frequentare un corso di formazione e facendo compilare un modulo per cercare di capire motivazione, impegno di tempo e affidabilità. I referenti locali del progetto Nati per Leggere si preoccupano di stabilire in quali contesti inviare i volontari: biblioteche, centri commerciali, asilo nido e scuola materna, parco, giardino, bosco, consultorio. Si ritiene importante che il luogo dedicato alla lettura sia sempre riconoscibile, delimitato e confortevole. Si condivide il fatto che contesti differenti necessitano di tipologie di lettura e di lettori volontari diversi, così come fasce di età diverse necessitano proposte mirate. Il gruppo segnala la necessità di creare una rete di contatti per attivare corsi di formazione comuni, un albo dei lettori e una banca dati dei progetti. LA COSTRUZIONE DI UN REPERTORIO DI LETTURA DEI LETTORI VOLONTARI Il terzo gruppo di lavoro era composto in maniera piuttosto eterogenea, con professionalità molto diverse. In primo luogo come suggerito dalla conduttrice del seminario ci siamo soffermati a riflettere sulla figura del lettore volontario. La prima osservazione emersa è stata fatta da parte di un educatrice di asilo nido che oltre ad essere lei stessa professionalmente lettrice di piccoli gruppi ospita nella struttura di lavoro lettori volontari: è importante offrire al lettore volontario un ambiente idoneo in cui animare la lettura: raccolto, comodo, poco stimolante di altre attività per i bimbi e confortevole per l ascolto. Per questa fascia d età (0 3) è inoltre importante formare gruppi di piccole dimensioni. La seconda osservazione riguarda le competenze e le caratteristiche che dovrebbe avere il lettore: il saper utilizzare la voce in modo coinvolgente per i bimbi, avere il ritmo giusto, saper trasmettere al bimbo quelle poche regole da far rispettare nel contatto con i libri, avere la conoscenza dei diversi tipi di gruppo in base alle fasi dell età evolutiva, capire i bisogni del bambino e soprattutto avere una predisposizione di tipo empatico verso di lui. Inoltre, essendo in alcune circostanze presenti anche i genitori, il lettore dovrebbe avere anche un ruolo educativo di modello per le famiglie per la trasmissione dell importanza e del piacere della lettura a alta voce. La terza osservazione viene fatta da un educatore che lavora con ragazzi disabili coinvolti in esperienze di lettura drammatizzata: è molto importante una partenza condivisa nella lettura con il coinvolgimento dei lettori, l abilità del lettore di portare subito l ascoltatore nel contesto emotivo, fisico, reale o fantastico che sia, della storia; si pone l accento sull importanza della

4 lettura dialogica con i piccoli e sulle capacità del lettore di cogliere l immediato riscontro della partecipazione dell ascoltatore. Da qui segue una discussione su come a volte sia più importante l abitudine alla lettura, la routine quotidiana all ascolto e all utilizzo dei libri del luogo in cui si svolge l attività. A volte la scelta di un contesto diverso da quelli usuali della lettura e elementi accattivanti di rappresentazione possono agevolare l attenzione. In conclusione al discorso introduttivo sulla figura del lettore volontario viene fatta un osservazione che ci introduce al tema specifico del nostro gruppo di lavoro: il lettore deve conoscere bene, amare lui stesso il libro che intende leggere, non gli deve essere imposto ma essere scelto da lui stesso per poterlo meglio far godere ai bimbi. Già si puntualizza però l importanza dell aspetto fisico e iconografico del libro da scegliere. In seguito la psicologa presente nel gruppo di lavoro in veste non professionale ma come aspirante lettrice volontaria ci chiede l importanza del ruolo del libro come oggetto e non solo come veicolo di contenuti per questa fascia d età e quindi si apre la discussione sulle diverse tipologie di libri idonei. Dopo le informazioni fornite da parte di chi lavora in biblioteca sull esistenza di repertori di lettura ben strutturati, dei cataloghi on line e di bibliografie specialistiche del settore (prima fra tutte quella di Nati per leggere) indirizziamo la discussione sulle tipologie di letture e di libri importanti per il progetto focalizzando l attenzione sulla priorità nella formazione del lettore volontario della conoscenza di tali repertori per la scelta dei volumi, magari orientati dal personale specializzato delle biblioteche che li indirizza in un ventaglio di scelte a seconda delle circostanze. La prima osservazione utile in merito alla scelta dei libri è sull importanza della distinzione in fasce d età e sul riconoscere i momenti diversi della lettura soprattutto per i più piccoli. Si apre una piccola parentesi sulle insidie dell editoria riguardo alla presentazione delle fasce d età che a volte può trarre in inganno anche se siamo tutti d accordo nel gruppo nel ritenere questo ambito dell editoria piuttosto di qualità e specializzato in questi ultimi 20 anni. Nella fascia più bassa d età il libro è da considerarsi in primo luogo oggetto, deve essere maneggiato dal bimbo e può essere considerato un libro gioco. E utile che aiuti l interazione di tipo motorio e faccia giocare anche se l educatrice di asilo nido ci fa notare che nelle primissime fasi di vita in cui si legge è già importante la mediazione del lettore e l interazione del bimbo è sempre imprevedibile. Si pone l accento ancora una volta sugli aspetti positivi e importanti della lettura dialogica. Focalizziamo inoltre l attenzione su quel tipo di libro che aiuta a far conoscere al bimbo le prime esperienze di vita e la propria corporeità. Una seconda osservazione condivisa è sull importanza nella scelta del libro dell obiettivo che si vuole raggiungere piuttosto che della circostanza in cui lo si legge. Cogliamo un legame tra i vari ambienti in cui si legge al bimbo molto piccolo, soprattutto tra l ambiente comunque di tipo familiare dell asilo nido (la lettura in piccolo gruppo) e la coppia mamma o papà/bambino. Può essere scelto lo stesso tipo di libro mentre quello che fa la differenza è il momento in cui lo si legge: la lettura intima prima della nanna, la lettura stimolante per un momento di gioco o di condivisione di un esperienza tipica del bimbo, la lettura ludica per insegnare l ascolto e sviluppare la fantasia. Importante ci sembra inoltre nella lettura il meccanismo della rima, la presenza di indovinelli e di parole mancanti accanto a efficaci illustrazioni per i bimbi appena più grandi. Diversa ci sembra invece la circostanza di un gruppo numeroso e misto dove riteniamo importante scegliere delle letture che abbiano un ritmo notevole, sequenze ben definite, una struttura narrativa forte e grande coinvolgimento da parte dei bimbi con animazione interattiva. L ultima osservazione viene fatta sull importanza delle illustrazioni nel libro per bambini in età prescolare anche se si apre una discussione, purtroppo interrotta dal tempo a disposizione, in

5 merito alla lettura con o senza immagine. L educatrice di asilo nido ci porta a riflettere sull importanza, riscontrata nella propria esperienza personale, di non mostrare le immagini ad una prima lettura. La raccomandazione ha una valenza generale (favorire l immaginazione) e una di carattere psicologico in riferimento a libri che riguardano emozioni negative o forti (mostri & co. e paure varie): alcune immagini potrebbero avere un impatto troppo forte sul bambino, mentre quelle che elabora autonomamente corrispondono alla sua sensibilità. Evitare in questo tipo di storie la prima presentazione con le immagini affiancate permette infatti alla mente del bimbo di elaborare in modo libero e personale l immagine che quell emozione evoca in lui. COSA FANNO/DOVREBBERO FARE I LETTORI VOLONTARI Lettori volontari dovrebbero avere queste caratteristiche: bella voce, lettura espressiva, apertura mentale e disponibilità alla collaborazione, empatia con i bambini, flessibilità, pazienza, amore verso i bambini e la lettura, devono essere a loro volta lettori, hanno bisogno di essere formati, devono usare linguaggio e testi semplici. Che cosa dovrebbero fare: - Importante è trovare un luogo adatto, che serve a creare l atmosfera e a identificare il contesto e il momento della lettura. Se si tratta di uno spazio al chiuso (biblioteca, museo, scuola, asilo nido, ospedale, centri vaccinali ) serve un posto specifico e riservato, in cui disporre cuscini, tappeti, tendaggi. Se invece lo spazio individuato è all aperto, deve comunque essere ben riconoscibile e caratterizzato, non troppo vicino a luoghi di passaggio e di transito. - Il lettore volontario dovrebbe avere estrema flessibilità e creatività, perché si potrebbe trovare in un contesto diverso rispetto a quanto programmato o previsto, soprattutto con i bambini molto piccoli la flessibilità nella programmazione è importante. - E importante che il lettore volontario collabori in modo positivo e propositivo con i referenti del progetto Nati per leggere, con il gruppo formato da altri lettori e con i vari operatori educativi e sanitari interessati - E necessario acquisire le necessarie competenze sul progetto Nati per Leggere e sui contributi positivi per i bambini della lettura in età prescolare - Utile, prima o dopo le letture, la diffusione di materiale informativo sul progetto, rivolto a genitori e operatori.

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