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1 Presenti: Giulia Luppi Assessore alla scuola Alessandra Caprari pedagogista Maurizia Cocconi insegnante Scuola Primaria De Amicis Giuliana Bizzarri insegnante Scuola d infanzia A.D Este Tondelli Rita insegnante Scuola secondaria di 1 grado Giovanni Lazzaretti Scuola materna paritaria R.Pacis Vania Scaltriti educatrice asilo nido Peter Pan Barbara Motti coordinatrice Centro per le famiglie distrettuale Come in famiglia Roberta Losi psicologa Centro per le famiglie Come in famiglia Barbara Bisi responsabile settore servizi alla persona Assenti: Presidente della commissione Pari opportunità L incontro è stato aperto dall introduzione dell Assessore Luppi che illustra le motivazioni che l hanno spinta a proporre e convocare questo gruppo di lavoro: innanzi tutto l idea che il futuro, che riguarda tutti noi, deve essere costruito grazie ad un ampia collaborazione tra tutte le componenti sociali, in particolare di quelle che si occupano direttamente di infanzia, adolescenza e giovani quindi la scuola, la famiglia e le istituzioni; inoltre l idea che sia ormai indispensabile progettare insieme delle modalità di riflessione e di intervento finalizzate alla promozione del benessere personale e sociale e di conseguenza alla prevenzione del disagio che i repentini cambiamenti del sociale hanno reso sempre più acuto e significativo. L auspicio è che dai nostri incontri, dalla nostra collaborazione possa nascere una risposta, delle risposte, ad una vasta e differenziata quantità di bisogni, consapevoli o inconsapevoli che tutti, scuola, famiglia e società in senso lato, ci troviamo a fronteggiare, a volte anche con le incapacità palesi di porvi rimedio. E chiaro che il discorso si allarga a tutte le istituzioni, le agenzie formative, la chiesa, i mass media, i servizi sociali e le associazioni di vario genere perché tutti devono contribuire alla socializzazione e alla crescita della persona nei vari contesti in cui è inserita sin dalla sua nascita. Il lavoro del gruppo che oggi stiamo costituendo si delinea come un vero e proprio percorso di ricerca sulla società educante; un percorso di sensibilizzazione e anche di ricerca di chiarezza tra bisogni educativi e dinamiche sociali, un percorso di rete perché tutte le strutture diventino il più possibile educanti. Un progetto di non facile costruzione, come di non facile costruzione sono tutti i momenti di crescita collettiva, ma è un progetto educativo su cui vale la pena di investire e di costruire una pratica operativa che ci permetta da oggi in poi di operare insieme. Forse il gruppo potrebbe essere allargato comprendendo anche alcuni altri referenti quali ad es. gruppo della parrocchia, le associazioni sportive principali e ancora di altri componenti con ruoli sociali importanti che possano essere sfuggiti in questa prima convocazione. Altro argomento che vale la pena di riflettere e valutare tutti insieme è il coinvolgimento dei genitori e quale ruolo darvi all interno del gruppo. Al momento, in questa prima convocazione, non sono stati coinvolti i rappresentanti dei genitori nei diversi comitati, consigli ecc ma è bene che il loro coinvolgimento venga posto al vaglio di tutto il gruppo. Personalmente l assessore ritiene la presenza dei genitori importante e significativa per il nostro percorso. Cosa deve fare il gruppo, come deve operare e con quali contenuti va deciso insieme; il punto che però è da ribadire è che il gruppo deve essere un laboratorio in fieri, un laboratorio attivo e aggregante e che deve continuare nel tempo, anche quando per varie

2 esigenze possono cambiare i singoli rappresentanti all interno del gruppo, dovremo cercare di non perdere la memoria e la storia del gruppo stesso. Come figura di coordinamento abbiamo pensato pertanto alla pedagogista Alessandra Caprari e come supporto agli uffici comunali dei servizi alla persona. Alessandra Caprari: parto dall ultimo argomento e cioè se coinvolgere o meno i genitori: mi sono confrontata con la collega che fa parte di tavoli simili in altri due comuni del distretto e nei loro gruppo non sono stati coinvolti i genitori; nel nostro caso probabilmente vale la pena prima di capire quali idee e quali progetti emergeranno e magari di volta in volta coinvolgerli. Per me è importante e preferibile ragionare sul processo di crescita del bimbo sino a ragazzo che è simile in tutto il percorso pur con le specificità di ogni singola età piuttosto che parcellizzare il discorso solo relativamente alle singole età. Sarebbe corretto e auspicabile ragionare sui bisogni che il processo di crescita esprime in tutte le sue varie fasi mettendolo in relazione ai cambiamenti della società. Quindi io proporrei di individuare un argomento trasversale e comune a tutte le fasce di età. Rita Tondelli: gli argomenti che penso siano importanti da trattare sono diversi: l eccessivo individualismo dei ragazzi di oggi che sempre più si connota come egoismo e personalismo; altro aspetto di questo argomento è comunque la mancanza di consapevolezza da parte dei ragazzi del fatto che il benessere di cui godono non dovrebbero darlo per scontato ma dovrebbero comprenderne il valore e l importanza e l impegno che è stato necessario per ottenerlo e di conseguenza dovrebbero rispettarlo. Altro argomento che penso sarebbe importante ribadire è il tema della pace, declinato non soltanto come assenza della guerra ma anche come tema di accordo e di rispetto reciproco. Maurizia Cocconi: per me sarebbe interessante trattare il tema della continuità tra i diversi ordini di scuola perché credo sia un esigenza comune impostare strategie trasversali che possano realmente dare il senso di una comunità educante che si confronta e che dà continuità educativa. Ancor più vorrei trattare l argomento dell ascolto dell altro e della condivisione delle regole perché a mio avviso un problema generalizzato è quello del mancato rispetto delle regole, della insofferenza diffusa a rispettarle e a comprenderne l importanza all interno della scuola ma anche negli altri ambienti di vita, soprattutto in famiglia ma ad esempio al parco, nelle attività sportive ecc. Vania Scaltriti: mi riallaccio al tema delle regole perché nell ambito del nido è il principale tema che affrontiamo quotidianamente all interno delle sezioni per garantire una serena e proficua convivenza dei singoli bambini e del gruppo. Spessissimo ci viene richiesto dai genitori come sia possibile che quello che noi riusciamo a ottenere dai loro bimbi loro non riescano ad ottenerlo; spesso quello che manca ai genitori sembra essere la capacità di applicare il semplice buon senso; sentono di avere una fortissima responsabilità ma non hanno molti punti di confronto soprattutto a causa della composizione delle famiglie che sempre più sono composte dai soli genitori mentre i parenti sono lontani o non disponibili a causa dell allungamento dell attività lavorativa. Ci interesserebbe quindi ragionare sull argomento per sostenere anche i genitori oltre che confrontarci con le altre scuole e servizi. Barbara Motti: sia come assistente sociale che come operatrice del Centro per le famiglie posso testimoniare una sempre maggiore difficoltà da parte delle famiglie a gestire l educazione dei propri figli; una maggiore fragilità ad affrontare anche gli aspetti più semplici della quotidianità.

3 Le famiglie sono cambiate sia nella loro composizione che negli stili e abitudini di vita, sono famiglie sempre più spesso allargate o ricostituite, famiglie prive di punti di riferimento perché trasferite per immigrazione sia interna che dall estero, famiglie quindi con dinamiche più complesse e pertanto con maggiori fragilità. Vengo da un esperienza di alcune serate organizzate dal centro proprio per far confrontare i genitori di ragazzi adolescenti fra di loro: l adesione è stata più che soddisfacente dal punto di vista numerico tanto da creare due gruppi ma soprattutto dal punto di vista qualitativo per gli scambi molto positivi e profondi che sono emersi fra genitori. Penso che questo sia una riprova di come siano importanti sia le serate che si possono organizzare con un esperto ma anche i momenti di incontro e di confronto tra genitori dove ciò che principalmente conta è condividere le stesse problematiche e darsi reciprocamente delle risposte che nascono dall esperienza vissuta. Per rispondere alla domanda dell assessore se e come coinvolgere i genitori in questo gruppo penso che sarebbe bene strutturare un progetto e coinvolgere i genitori quando si hanno delle cose concrete e mirate da chiedere loro. Alessandra Caprari: sono d accordo nel cercare di mirare il coinvolgimento dei genitori che hanno già molti altri impegni e che spesso si possono sentire davvero troppo oberati di richieste e di impegni. Giovanni Lazzaretti: sono anch io perplesso sul coinvolgimento in questo gruppo dei genitori anche per un problema di gestibilità dal punto di vista numerico del gruppo stesso. Giuliana Bizzarri:il tema della pace è molto condivisibile soprattutto a partire dall idea del rispetto reciproco e di relazione fra pari e con gli adulti corrette e rispettose. Il gruppo prosegue la riflessione sulle trasformazioni che ha subito al nostra società per esempio tutto il problema delle novità tecnologiche e dell influenza dei mass media sulla vita di tutti e sui danni che un cattivo uso di questi strumenti comporta sulla formazione dei nostri giovani. Tutti sono concordi che moltissimi segnali sbagliati e storture del comportamento dei nostri ragazzi nascono dalla visione di programmi non adeguati o dall uso troppo prolungato e non mirato delle tecnologie, dal telefonino alla play station al computer che non sono da demonizzare in sé ma che dobbiamo tutti cercare di governarne l uso che se ne fa in famiglia e soprattutto da parte dei ragazzi. Vanno trovati dei nuovi punti di mediazione non estremizzanti per l uso di questi strumenti e tecnologie perché non possiamo e non è giusto condannarne semplicemente l uso perché come spesso si sente dire noi ai nostri tempi non ce li avevamo e stavamo meglio ; questi ragazzi vivono un tempo diverso che è il tempo tecnologico e non è corretto cercare di riportarli in un contesto dove queste opportunità non c erano. Anche in questo caso è sempre il concetto di rispetto delle regole che ci può guidare perché la regola non è altro se non l indicazione di un limite che è corretto rispettare sia per se stessi che verso gli altri. L assessore, alla luce di tutte le osservazioni emerse, propone di individuare nel tema delle regole l argomento che unisce praticamente tutti gli interventi come tema da sviluppare in un progetto guida per il prossimo anno scolastico nei diversi contesti scolastici e dei servizi. Per ora il gruppo decide di non coinvolgere i rappresentanti dei genitori, viceversa si decide di invitare al tavolo anche i rappresentanti dell oratorio parrocchiale, i rappresentanti delle due principali associazioni sportive della pallavolo e del calcio e la psicologa

4 dello sportello psicologico che opera nelle scuole, in quanto soggetti anch essi fortemente coinvolti nei processi di crescita dei nostri ragazzi e punti di osservazione importanti per sviluppare il percorso che abbiamo intrapreso. Si decide di ritrovarsi martedì 14 giugno alle ore 15 per fissare i primi passaggi del progetto per essere operativi alla riapertura delle scuole a settembre invitando anche i rappresentanti dell oratorio, delle associazioni sportive e la psicologa come sopra indicato L Assessorato alla scuola, cogliendo le sollecitazioni che da più parti, in questi anni, sono state sollevate relative ad un forte bisogno di uscire dalle singole realtà scolastiche, istituzionali e della società vuole proporre una riflessione comune per creare un sistema integrato per fare rete sui temi della educazione e dell impegno per costruire il futuro dei nostri ragazzi. Il sistema educativo, luogo fondamentale per la formazione del cittadino, ha la responsabilità di creare alleanze per adempiere a questo compito complesso. Abbiamo pensato di mettere intorno ad un tavolo per iniziare a riflettere un gruppo di addetti ai lavori per decidere poi insieme quali altri soggetti e con quali modalità coinvolgerli. Al primo incontro si richiede quindi la partecipazione di: l Assessore alla Scuola dr.ssa Giulia Luppi la pedagogista dr.ssa Alessandra Caprari un rappresentante degli insegnanti dei nidi comunali, la Dirigente Scolastica delle scuole d infanzia statali (o suo delegato) il Presidente della scuola d infanzia paritaria (o suo delegato), la Dirigente Scolastica della scuola primaria (o suo delegato) la Dirigente Scolastica della scuola secondaria di primo grado (o suo delegato) un rappresentante del Centro per le famiglie distrettuale Come in famiglia un rappresentante della commissione Pari opportunità la Responsabile dei Servizi alla persona Barbara Bisi Indicatori culturali per il progetto E evidente ( ) che una comunità locale si educa, e quindi diventa educativa, nella misura in cui si occupa dell intera realtà culturale e sociale che la caratterizza e la definisce in tutti gli aspetti che ne consentono l esistenza e ne sviluppano o ne deteriorano la vita, non per aderire supinamente e rafforzare i processi di apprendimento indotto e quindi non per lasciare inalterate tutte le insufficienze e contraddizioni di quella realtà e di quegli aspetti, ma per moltiplicare i processi di apprendimento critico ( ) e quindi per contribuire, sul versante della formazione della personalità, al superamento di quelle insufficienze e contraddizioni. La comunità educante si configura come luogo d incontro e di complementarietà tra persone che hanno una comune missione. Per qualificarsi come educante deve porsi nella prospettiva della crescita continua che, secondo i ruoli, orienta tutti e ciascuno personalmente, non solo ad educare, ma soprattutto ad educarsi. Una comunità che educa e si educa è quindi attenta al quotidiano per cogliere e credere nelle energie positive delle giovani generazioni e degli adulti ed è capace di uscire dalle proprie sicurezze per accogliere la fragilità e la precarietà sperimentata, di mettersi in dialogo e ripensare le esperienze come risorsa.

5 Diritto alla vita come diritto all educazione, valore della comunità come luogo privilegiato dell educazione, come scambio e dialogo, a partire dal riconoscimento di ogni individuo e dal superamento di relazioni asimmetriche, per fondare relazioni costruite sulla reciprocità, sulla circolarità, sulla valorizzazione di ognuno, sul rispetto delle differenze, dei punti di vista, della soggettività nell ambito di un processo di ricerca comune. Un sistema educativo, inteso in senso ampio, che si confronta con la sua capacità di proporre un modello di comunità educante, al cui interno la relazione tra adulti e tra adulti e bambini/ragazzi può essere un opera pensata, progettata da parte di tutti. E necessario stimolare la riflessione sui percorsi, i modelli, le metodologie e le diverse agenzie del sistema educativo (famiglia, scuola, istituzioni, interventi di tipo sociale, ) che nel nostro territorio hanno la responsabilità di accompagnare e guidare le nuove generazioni nel processo di crescita e di inserimento nel mondo del sistema educativo adulto. Temi della contemporaneità diventano temi dell educazione: solidarietà, reciprocità, autonomia, multiculturalismo. Si può, in tal senso, affermare che non solo il mondo familiare che pur resta il luogo decisivo per il loro futuro benessere personale e sociale ma soprattutto il mondo degli adulti nel suo complesso costituisce per i bambini e le bambine, per i ragazzi e le ragazze il contesto nel quale vengono costruiti ed elaborati i fattori di protezione e insieme i fattori di rischio del loro sviluppo complessivo. In particolare è necessario investire sugli adolescenti in età evolutiva, puntando alla realizzazione di percorsi educativi che conducano alla età adulta investendo sulle motivazioni e sul ruolo delle giovani generazioni, puntando a opportunità di orientamento, evoluzioni professionali, e ad occasioni di formazione e di crescita culturale. (Alessandra Caprari)

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