altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto

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1 altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto

2 In corrispondenza della crisi finanziaria, confluita nella tumultuosa stagione dei debiti sovrani, la composizione degli investitori stranieri nei debiti pubblici delle economie avanzate ha conosciuto una profonda evoluzione, con caratteristiche differenziate per i singoli paesi. Nella media delle economie avanzate, rispetto al 2008 la componente domestica ha conosciuto una riduzione, legata al minor contributo del settore nazionale non finanziario. La flessione è stata compensata da un incremento della componente estera, istituzionale e non bancaria, in bilanciamento alla tendenza flessiva del settore finanziario estero. debito sovrano composizione per settori investitori, estero istituzionale estero non bancario estero bancario banca centrale domestico non bancario domestico bancario Australia Austria Belgio Canada Svizzera Repubblica Ceca Germania Danimarca Spagna Finlandia Francia Regno Unito Grecia Irlanda Italia Giappone Corea del Sud Olanda Norvegia Nuova Zelanda Portogallo Slovenia Svezia Stati Uniti Come si evince dal grafico nella pagina a seguire, sono stati Grecia, Portogallo e Irlanda, ma in misura non molto meno spiccata anche Gran Bretagna, Norvegia e Australia, a conoscere i più significativi mutamenti strutturali.

3 debito sovrano composizione, variazione secca quote per settore , Se Portogallo, Grecia e Irlanda hanno evidenziato un crescente contributo estero per lo più in ragione dei piani di sostegno internazionale, il debito sovrano di alcune economie dell Eurozona, quali Italia, Olanda, Belgio e Austria, ha mostrato un incremento della componente domestica, secondo un processo di rinazionalizzazione del debito guidato dal settore bancario. Costituisce parziale eccezione il Belgio, in cui sono stati gli investitori non finanziari nazionali ad acquistare maggiore rilevanza. debito sovrano andamento dello stock degli operatori domestici, miliardi di euro, Gli acquisti di debito sovrano da parte dei soggetti domestici sono incrementati in termini assoluti a partire dal 2010 per tutte le economie analizzate, ad eccezione della Germania, tornata a livelli poco superiori ai minimi del L incremento è stato particolarmente spiccato per il Regno Unito, che ha raggiunto nel 2012 a livelli molto prossimi a quelli italiani, tradizionalmente superiori alla media europea.

4 Le economie più dipendenti dall estero quota detenuta dall estero sul totale per categorie, 2012 Le economie che presentano la maggiore esposizione all estero di titoli del debito sovrano sono Finlandia, Grecia e Austria. Se per la Grecia la quota di acquisti del settore finanziario è esigua, Finlandia e Austria evidenziano un elevata attrattività per gli investitori bancari. L Italia, nella seconda parte della classifica, mostra una maggiore incidenza degli acquisti da parte degli investitori privati non finanziari.

5 Le economie dal debito sovrano più nazionalizzato quota detenuta dai residenti sul totale per categorie, 2012 Il debito sovrano è quasi interamente nazionalizzato in Giappone, dove la percentuale detenuta dai soggetti residenti, in proporzioni simili per finanziari e privati, supera il 90% del totale. Seguono Svizzera e Corea, in cui è più sostenuto il contributo dei residenti non bancari. Italia e Spagna sono i PIIGS con la maggiore rilevanza della componente domestica, nel caso italiano più equamente distribuita tra soggetti finanziari e non.

6 debito sovrano il ruolo dell estero (1/2) debito sovrano quota all estero, in % paesi euro high spread A partire dal 2010, gli investitori esteri hanno iniziato a diversificare il loro portafogli in titoli del debito: la riduzione dell esposizione nei paesi ad elevato spread è stata di quasi 300 miliardi di euro, risultando in sbilanciamenti della posizione netta nei confronti dell Eurosistema (Target 2). TARGET2 posizioni nette, miliardi di euro (nota 3, pag. 53) Rapporto di Previsione Prometeia, gennaio 2014 Il processo ha avuto inizio per Spagna e Irlanda già dal 2008 in corrispondenza delle difficoltà del sistema bancario nazionale. Per l Italia il disinvestimento è stato più tardivo, e ha interessato soprattutto titoli del debito pubblico, con una flessione di circa 170 miliardi di euro nel solo periodo luglio luglio Ai deflussi di investimento si è associato il blocco del mercato interbancario, che hai acuito le difficoltà delle banche commerciali nel reperire fondi sui mercati esteri. L attuale fase vede un nuovo interesse degli operatori non residenti verso gli asset dei paesi periferici. Per Italia, Spagna e Irlanda nel corso del 2013 il saldo degli investimenti privati è tornato in positivo; come si evince dalla tabella a pagina 17, gli acquisti di titoli sovrani hanno rappresentato uno dei traini principali del processo. Per Portogallo e Grecia il deflusso netto degli investimenti sembra invece essersi solo attenuato.

7 debito sovrano il ruolo dell estero (2/2) debito sovrano quota titoli all estero, in % del totale, altre economie avanzate paesi riserva valutaria paesi area euro low spread Al contrario, i paesi non appartenenti all area euro, in primis le «altre economie avanzate», hanno visto un sostenuto flusso in ingresso dall estero di investimenti in titoli del debito sovrano. L esposizione complessiva degli investitori internazionali rispetto all area euro è rimasta costante nel periodo per il contributo positivo dei capitali diretti alla Germania, che hanno più che controbilanciato la flessione nella zona high spread. La diversificazione degli investimenti è legata all emergere del rischio di credito (sia percepito che reale) in alcuni paesi dell Eurozona, che ha modificato la propensione d acquisto degli investitori tradizionali in debito sovrano dei paesi avanzati, focalizzati sul rischio di tasso di interesse. Gli estensivi downgrade delle società di rating hanno inoltre compromesso l acquisto di titoli del debito sovrano da parte di alcuni investitori istituzionali. le cui policy non ammettevano la detenzione in portafogli di titoli a livelli di rischio superiori a determinate soglie.

8 debito sovrano deviazione dalla media dei flussi esteri privati (*) 2008Q2 2008Q3 2008Q4 2009Q1 2009Q2 2009Q3 2009Q4 2010Q1 2010Q2 2010Q3 2010Q4 2011Q1 2011Q2 2011Q3 2011Q4 2012Q1 Australia Austria Belgio Canada Rep.Ceca Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Giappone Corea Olanda Nuova Zelanda Norvegia Portogallo Slovenia Spagna Svezia Svizzera Regno Unito Stati Uniti Q2 2012Q3 2012Q4 2013Q1 2013Q2 Australia Austria Belgio Canada Rep.Ceca Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Giappone Corea Olanda Nuova Zelanda Norvegia Portogallo Slovenia Spagna Svezia Svizzera Regno Unito Stati Uniti Gli z-scores evidenziano la deviazione dei flussi di investimento dalla media storica (**): durante il 2009 gli investitori esteri hanno mantenuto elevati gli acquisti nell Eurozona, che hanno subito una flessione rilevante solo in Norvegia. In generale, il profilo è rimasto più neutrale fino al terzo trimestre del 2011, in cui la variazione della domanda si è fatta più sostenuta, non solo nei PIIGS, ma anche in Slovenia e Norvegia. Se la situazione nel 2012 sembra in parte essere tornata alla normalità, gli acquisti di titoli del debito sovrano verso questi paesi sembrano essersi consolidati su livelli più contenuti.

9 aggiustamenti di portafoglio del settore estero stock delle economie avanzate detenuti all estero variazione secca , miliardi di euro settore istituzionale estero settore bancario estero settore non finanziario estero Anche se presentano alcune tendenze comuni, le decisioni di investimento degli investori esteri hanno evidenziato alcune diversificazioni per tipologia. Gli attori istituzionali, che evidenziavano un esposizione contenuta verso l Eurozona, sono in generale stati compratori netti di titoli del debito pubblico, soprattutto per quanto riguarda i paesi high spread. Particolarmente rilevante la flessione complessiva degli investimenti del settore bancario, che più che una redistribuzione degli asset tra i paesi di analisi segnalano una migrazione verso economie al di fuori del campione.

10 note L analisi delle voci di investimento diretto estero, così come da bilancia dei pagamenti, presenta alcuni caveat: se si evidenziano problematiche di double counting per quanto concerne le economie caratterizzate da particolari agevolazioni fiscali verso il cash pooling, anche il calcolo degli investimenti effettivamente indirizzati alle altre economie, in parte e non solo per le interazioni con i paesi succitati, non è esente da problematiche, per quanto concerne l attribuzione della direzione al flusso, e per la stima degli stessi. nota 2: Metodologia per la costruzione dei dati di investimento diretto e indiretto presentati a pagina 2 e 3 I dati sulla quota di debito sovrano detenuta dall estero sono ottenuti dal database del FMI descritto nell Appendice metodologica e utilizzato estensivamente per l analisi della composizione geografica e settoriale del debito. Le statistiche di investimento diretto estero sono di fonte Eurostat. Per quanto concerne l esposizione del settore bancario nazionale all estero sono stati utilizzati i dati BIS Locational Statistics. Per evitare il double counting della quota di passività del settore bancario all estero espressa in titoli del debito pubblico, tale voce è stata depurata dal lato della domanda, sottraendo al debito bancario la quota di titoli sovrani detenuta dal settore bancario estero (stimata nel succitato database FMI, la cui metodologia di costruzione dei dati sarà esplicata in modo più specifico a seguire). nota 3: Valori positivi indicano una posizione netta attiva nei confronti dell Eurosistema. Per ogni paese il valore di Target 2 è approssimato alla differenza tra la posizione debitoria della banca centrale nazionale nell Eurosistema e l eccesso di circolante. nota 4: Sono stati omessi gli aiuti internazionali per non distorcere il dato. nota 5: Gli z-scores sono definiti come distanza dalla media misurata in unità di deviazione standard. In particolare essi sono calcolati per ogni osservazione sulla base della deviazione standard e della media mobile a 4 trimestri dei flussi di investimento (su periodi via via crescenti).

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